11
Mar
2011

Il sisma e il nucleare

Quando ancora eravamo alle prime notizie del tremendo sisma che si è abbattuto sulla costa nordorientale del Giappone, ecco che i siti e le agenzie italiane hanno iniziato a diffondere notizie sull’allarme nucleare. Orbene, se allo stato degli atti una prima cosa si può dire, è che proprio la terribile intensità del fenomeno abbattutosi sul Giappone ci consegna una nuova conferma del fatto che in materia di sicurezza di impianti nucleari, i passi in avanti compiuti negli ultimi decenni sono stati notevolissimi, tali da reggere nella realtà dei fatti senza creare pericoli per ambiente e popolazione proprio l’impatto di eventi terribilmente fuori scala, quale quello verificatosi e come prescrivono appunto le norme nel cui rispetto si costruiscono oggi centrali atomiche. Eppure, in Italia la speculazione è partita subito.

Il Giappone ha 54 centrali in esercizio secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, centrali che coprono un quarto del fabbisogno elettrico del Paese. Come si può regolarmente verificare dai report del sito dell’Agenzia stessa, il Giappone è uno dei Paesi da sempre più impegnato nella piena trasparenza di quanto avviene nei suoi impianti. Proprio per l’elevatissimo rischio sismico di una parte rilevante de suo territorio, prossimo o attraversato da linee di faglia di zolle tettoniche oceaniche e continentali, ha realizzato i suoi impianti adottando criteri antisismici sempre più alti nei decenni.

Ed è questo il motivo per il quale le procedure automatiche di arresto dei reattori si sono subitaneamente attivate in quattro centrali nell’area nordorientale colpita dal sisma a epicentro oceanico, in altre due più distanti comunque entro 7 minuti è stato disposto il blocco, e in altre cinque ancora più lontane comunque entro 20 minuti le autorità giapponesi hanno disposto il fermo di sicurezza, per una completa verifica della tenuta di ogni parte degli impianti. Nella centrale di Onagawa, tra le quattro in cui il fermo è stato automatico, è stato subito estinto un incendio dovuto a cortocircuiti elettrici in una turbina non interna al circuito di raffreddamento del materiale fissile, e dunque senza nessun rilascio di scorie pericolose. Per un’altra centrale, quella di Fukushima, la più vicina a Sendai su cui si è abbattuto lo tsunami, è stata comunque disposta l’evacuazione della popolazione entro i due chilometri di raggio, come previsto dalle procedure nel caso in cui sia consigliabile prima pensare alla piena incolumità dei residenti e poi raddoppiare la piena verifica dell’assoluta tenuta degli impianti. Fino a ieri sera, i giapponesi hanno continuato a confermare all’AIEA che nessun rilascio di materiale pericoloso radioattività risultava segnalato

I media internazionali hanno, in altre parole, amplificato senza troppo comprendere la prima notizia rilanciata da Tokyo, relativa allo stato di emergenza nucleare proclamato dal governo di Tokyo prima che fosse trascorsa un’ora dall’evento. E’ una procedura standard di sicurezza, per eventi sismici superiori all’intensità 5 della scala Richter, e qui siamo in presenza di un’intensità 8,9, di energia letteralmente spaventosa come documentano le immagini che tutti abbiamo visto.

Stiamo parlando del settimo evento tellurico che mai abbia colpito il mondo dacché abbiamo strumenti e serie storiche per rilevarli, eppure le centrali hanno tenuto. Si sono rivelate molto utili le lezioni apprese alla maggiore centrale atomica operante al mondo, quella di Kashiwazaki-Karima che ha una potenza superiore agli 8 mila Mw, che il 16 luglio 2007 venne colpita da un sisma di magnitudo 6,6. L’impianto tenne, ma in quel caso furono i violentissimi movimenti oscillatori a determinare lo sversamento di 1,2 metri cubi di acqua da una piscina per il combustibile esausto di uno dei reattori. Il rilascio di radioattività per questo evento, e per il rilascio di alcuni radioisotopi dall’impianto di ventilazione, fu rilevato subito e monitorato nel tempo delle autorità giapponesi, ed è documentato nel sito AIEA come corrispondente a 10 milionesimi della dose ammessa in Giappone. Per conseguenza, l’incidente con nessun danno ambientale e sanitario venne classificato al livello zero della scala INES, che misura la gravità degli imprevisti atomici.

Possiamo trarre tre prime conclusioni. Una delle ragioni per cui le centrali elettronucleari costano tanto, è proprio la sicurezza,: ma come si vede sono soldi ben spesi. Secondo: le norme di sicurezza vigenti in Europa sono altrettanto ferree di quelle giapponesi. Terzo, l’Italia ha vaste zone sismiche ma i fenomeni non sono della magnitudo di quelli giapponesi. Assistere, ieri, su molti siti italiani antinuclearisti, a come si sovrapponevano sulla cartina dell’Italia le aree a rischio sismico e quelle addirittura a rischio incendi per tentare di dimostrare che il nucleare non possiamo permettercelo, è solo una dimostrazione di crassa ignoranza tecnologica..

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308 Responses

  1. Francesco

    Secondo me questo articolo l’hai scritto troppo in fretta.
    Aspettiamo prima di trarre conclusioni, da ambo i lati.

    E inoltre mi sembra che 20 minuti siano un tempo enorme, in caso succeda qualcosa.

    PS: proprio ora si parla di una, seppur piccola, fuga radioattiva.

  2. Federico Nerosi

    LE SCORIE NUCLEARI NON DI DECOMPONGONO NEL TEMPO E PER PERDERE LA RADIOATTIVITà CI METTONO CENTINAIA E CENTINAIA DI ANNI, QUANDO SAREMO PIENI DI SCORIE DOVE PENSATE DI METTERLE??CI SI PENSA QUANDO è TROPPO TARDI COME SEMPRE??????!!!!!!NON CE DUBBIO CHE UN GRAMMO DI URANIO VALE LA STESSA ENERGIA DI 500 LITRI DI PETROLIO E DI CONSEGUENZA è ENERGIA PIU ECONOMICA E A MENO EMISSIONI DI ANIDRIDE CARBONICA RISPETTO AI CARBURANTI FOSSILI.LA DOMANA è IL NUCLEARE è LA STRADA GIUSTA DA SEGUIRE PER IL FUTURO??DI CERTO NON LO è!BISOGNA TROVARE E INVESTIRE SU NERGIE ALTERNATIVE SOLO CHE NN CE L INTERESSE QUINDI è INUTILE DIRE CHE SERVONO LE CENTRALI NUCLEARI……..SERVE CHE LA GENTE APRA GLI OCCHI E CAPISCA CHE è IL SISTEMA STESSO CHE NN VUOLE INVESTIRE IN ENERGIE RINNOVABILI.L ‘ENERGIA è UN BUSINESS DA MILIARDI E MILIARDI DI DOLLARI !!!!!!ENERGIA NON è SOLO CORRENTE è RISCALDAMENTO è FAR FUNZIONARE MACCHINE E ROBOT AUTOMATIZZATI COME QUELLI DELLE GRANDI MULTINAZIONALI!!!COSA PENSATE? CHE CHI DETIENE TUTTO QUESTO MONOPOLIO DELL’ENERGIA VI RINUNCIERA’ PER IL BENE DELL’ UMANITà????

  3. toni 17 66

    si tutto giusto, pero siamo in giappone ,qui chi era preposto sino a poco tempo fa era SCAIOLA ,magari aiutato dalla CRICCA ma chi si fida in ITALIA ,si nascondono residui chimici sotto casa ,nelle terre dove giocano i propri figli o sotto qualche scuola,le scorie di Caorso sono stipate in capannoni.Lei OSCAR GIANNINO si fiderebbe ad avere una centrale nucleare vicino casa costruita da un’impresa (SICULOCALABRESE),lo so è un luogo comune fare terrorismo,ma siamo in ITALIA,si fiderebbe nel sentire intervistato il capo ingegnere o capo costruttore che con chiaro accento siciliano dice

  4. P. Tisbo

    Alessandro :
    Impeccabile. Alla faccia degli sciacalli ambientalisti.

    Per favore chiamiamoli col loro nome, non sono ambientalisti ma luddisti.

  5. sinbad

    …se non fosse che la tecnologia francese dell’EPR che ci vogliono far inghiottire è fallimentare….
    Più della sicurezza poté l’economia (…se glielo permettono)
    Chiedere alle centinai di officine meccaniche sparse per la pianura padana (che pur ci hanno fatto i soldi sopra a scapito dell’Areva. Contenti loro!!). Vero Dott. Giannino?

  6. mart

    Selon l’agence de presse Kyodo, un niveau de radioactivité 1 000 fois supérieur à la normale a été détecté dans la centrale nucléaire de Fukushima, après un séisme historique, qui a fait au moins 1 000 morts. Le premier ministre japonais a demandé aux habitants d’évacuer dans un rayon de 10 kilomètres autour de ce site.

    Avete parlato troppo presto.

  7. Anemone

    Giannino, credo che le toccherà riscrivere l’articolo. Le notizie che vengono dal Giappone non sono affatto rassicuranti.

  8. Giovanni Cincinnato

    Il paradosso dell’ambientalismo:

    Si all’energia elettrica, No alle centrali elettriche.

    Un totale “nonsense” che ci fa capire come queste posizioni siano in primo luogo ipocrite (perchè gli ambientalisti l’energia elettrica la usano così come la usano tutti) in secondo luogo ignoranti, perché rifiutano delle tecnologie che non conoscono o che conoscono superficialmente perchè vorrebbero che venissero usate “altre tecnologie” che non conoscono o conoscono superficialmente, ignorando che l’elettricità (ed i sistemi elettrici) non funzionano con la politica, le buone intenzioni o l’amore.

  9. Antonino B.

    Dott. Giannino oggi sul corriere un articolo, che racconta i nuovi sviluppi in merito alla sicurezza del nucleare in Giappone, smonta quello che ieri Lei con forza ha asserito.
    Forse è necessario un nuovo post.

  10. In realtà, col passare delle ore, si sta scoprendo esattamente il contrario. E’ notizia di stamane l’esplosione della gabbia del reattore della Centrale di Fukushima. Nella giornata di ieri le autorità hanno cercato di sottostimare la pericolosità della situazione per evitare il panico.
    Ciò che rende le centrali nucleari pericolose dal punto di vista della sicurezza e dato dal fatto che il loro rischio – come direbbe Taleb- è rappresentabile da una funzione concava. Le centrali normalmente sono sicure, gli eventi disastrosi sono pochissimi. Tuttavia tali eventi, benchè rarissimi, hanno effetti disastrosi che ricoprono di gran lunga i vantaggi ottenuti dalla centrale stessa. Di incidenti nucleari di 5° grado o superiore ce ne sono stati solamente sei, ma hanno causato danni irrimediabili : oltre 100.000 decessi indirettamente imputabili a Cernobyl, oltre 1000 persone contaminate a Goiania etc… per non parlare dei costi delle tragedie: 7mld $ Cernobyl, 3Mld $ a Three Mile Island etc…

  11. Signor Frank

    Giannino parla di cose che non conosce, a meno che non abbia preso una laurea in ingegneria nucleare la notte prima di scrivere il pezzo. E il classico caso in cui leggendo ci si domanda “ma davvero questo giornale non poteva affidare la notizia a qualcuno che abbia una qualche preparazione in materia? Le stupidaggini poteva scriverle anche mio nonno in carriola”.

    E invece, http://www.bbc.co.uk/news/world-asia-pacific-12720219

    Si può anche obiettare che un sisma di questa portata è inimmaginabile in Italia, ma si può anche ricordare lo stato di fatiscenza in cui versano i nostri vecchi siti di produzione e gli attuali siti di stoccaggio, che avrebbero dovuto essere in completa sicurezza e invece non ricordano nemmeno alla lontana la preparazione e l’eccellenza giapponese.

  12. Giacomo

    La fissione nucleare è una tecnologia superata, intrinsecamente drammaticamente pericolosa che è e rimarrà sempre tale, una tecnologia non pienamente governabile dall’uomo, ogni errore comporta un danno per le generazioni future, anche il normale utilizzo lascia della spazzatura ad oggi non neutralizzabile. Solo la cecità e l’avidità dell’uomo può pensare di utilizzare una tecnologia simile, una tecnologia che lo domina. Svegliamoci tutti perchè la follia di pochi incide sulla vita di tanti.

    Il nucleare non è forse nemmeno vantaggioso da un punto di vista economico, se si fanno bene i conti, è vantaggioso solo se paga lo stato, cioè se non tutti i costi vengono inseriti nella tariffa del KWh.

    In italia, con le coste e le montagne che abbiamo potremmo sfruttare il vento molto più efficacemente, energia pulita, facilmente gestibile e semplice, sicura e che potremmo costruire noi, senza comprare dall’estero, tanti posti di lavoro, certo tanti si scandalizzano per l’impatto estetico, ma confrontato a quello di centrali nucleari a fissione mi sembra veramente accettabile.

    Certo a qualcosa bisognerà rinunciare, secondo me bisogna investire il più possibile per riuscire a sfruttare l’energia atomica non ricorrendo alla fissione e nel frattempo tamponare con le fonti rinnovabili e con il risparmio!

    La sicurezza citata delle centrali a fissione è una favola, tutti i ragionamenti che si basano sulle statistiche in presenza di queste conseguenze potenziali, non sono uno strumento adeguato di riflessione, quello che non è successo in mille anni può succedere in un giorno…come al tempo di Noè magiavano e bevevano….ricordiamoci inoltre che queste centrali sono un bersaglio facile per terroristi e per gli eserciti!

    Rinunciare a un pò di ricchezza per un futuro più sereno per tutti.

  13. GIUSEPPE BRESCIA

    “MALDESTRA IDIOZIA”…FORSE E’ MEGLIO SE LEGGE QUALCHE NOTIZIARIO E RITRATTA…

  14. Federico

    Sì…sì….davvero impeccabile…va tutto bene…anzi a meraviglia…quasi, quasi compro casa nella zona di Fukushima…

  15. Mattia

    Giannino lei ha tanti pregiudizi quanti ne hanno gli ambientalisti che critica. Questo articolo se lo poteva evitare, come poteva evitare quello intriso di vittimismo in cui ci raccontava che era indagato.

  16. @Tommaso Cabrini
    In effetti questo dimostra la intrinseca pericolosità dei nostri sistemi energetici. Pensa se ci fosse stato anche un rigassificatore in zona.
    Ciò non toglie che la presenza di centrali nucleari aumenti il rischio, non certo lo diminuisca.
    Per non parlare poi del profilo economico della costruzione di centrali in Italia…

  17. Alessio

    Ciao Oscar, sei in assoluto uno delle migliori e più libere menti del paese, ma l’impazienza di darla contro gli ambientalisti ti si è ritorta contro. Forza Oscar, tutti possiamo sbagliare, e (raramente, assicuro chi sta leggendo l’articolo) a te capita. Con sincera ed immutata stima ed affetto. Alessio Rampini piccolo imprenditore contro lo stato corrotto e corruttore

  18. qonos68

    Giannino, per la prima volta nella storia il sistema ECSS (Emergency Core Cooling System) a Fukushima 1 NON HA FUNZIONATO, nonostante tutti i sistemi di ridondanza. C’è stata probabilmente una fusione del reattore, a causa del mancato raffreddamento di emergenza del nucleo. Invece di sparare roba a vanvera (e coprirti conseguentemente di RIDICOLO), aspetta a parlare e soprattutto pensa con la testa tua, non con quella di quelli che ti dicono di scrivere ‘sta roba perchè hanno tutt’altri interessi.

  19. roberto savastano

    Bella analisi Giannino. Purtroppo inutile, temo, perchè all’antinuclearista (per ideologia mica per altro, poi) è, come dicono a Roma, più facile farglielo entrare in un altro posto che in testa. Il dettame ideologico, come una fede, spiegano il perchè di questa rigidezza.

  20. Mirta

    Purtroppo questa volta devo dire che l’articolo è stato frettoloso, con l’energia atomica non si scherza. Ci sono mille alternative che possiamo percorrere, rinnovabili e innocue per i nostri figli. La tecnologia DEVE andare avanti. La scienza non si ferma al nucleare. Come il mondo non si fermò a Tolomeo. Non capisco questo accanimento verso le rinnovabili e non capisco questo volere il nucleare a tutti i costi. Costoso e pericolosissimo oltre che incontrollabile!
    Il liberismo a tutti i costi e il non mettersi mai in discussione, è anch’esso un limite per le persone come te che di solito sono indipendenti e senza padroni.

  21. mart

    A quest’ora, articolo piuttosto imbarazzante. Capita, non c’è da farne un dramma. Ma la prego di avere l’onestà intellettuale di prenderla come spunto di riflessione.

    Ora speriamo solo che la situazione non peggiori.

  22. Non sono d’accordo. E’ sicuramente un evento raro che in Italia raderebbe al suolo tutto figurarsi le centrali. I problemi però sono correlati principalmente a questa verità: non siamo efficienti quanto i Giapponesi. In Italia le costruzioni antisismiche (grazie a corruzione e mafie) crollano con un terremoto di 6 gradi quindi una centrale è in pericolo qui molto più che in Giappone. Ed il rischio non vale la candela visto che da un punto di vista economico lo smaltimento delle scorie ha un costo. Un saluto ed abbasso le tecnologie obsolete ed antieconomiche!!!

  23. antonio

    Dopo poche ore dal terremoto che ha sconvolto il Giappone nuclearisti e anti-nuclearisti non trovano di meglio che emettere sentenze (quasi sempre più pregiudizi che giudizi). Dinanzi ad una catastofe umana di queste dimensioni un pò di silenzio non avrebbe guastato, soprattutto in presenza di notizie ancora approssimative. Poi, dopo essersi doverosamente documentati, ognuno poteva trarre le conclusioni che voleva. Ma il buon senso non sembra essere la dote in cui eccellono sia i tifosi della curva sud che i tifosi della curva nord.

  24. David

    Bella figura di * che ha fatto Giannino!
    Forse sarebbe stato il caso di pensare mille volte prima di parlare e sputare sentenze!
    Se in Giappone è successo quello che è successo, da loro che sono i primi in tecnologia, in qualità e sistemi di sicurezza figuriamoci quello che potrebbe succedere da noi che siamo praticamente gli ultimi, i peggiori.

  25. Michele

    “(…) eppure le centrali hanno tenuto.” Sarebbe d’uopo un pò di autocritica, sennò non si ha il diritto di chiamare “sciacalli” coloro che temono forse eccessivamente i rischi legati alla tecnologia nucleare… Eppure prima ancora che fosse chiara l’entità dei danni si ha dato per scontato che le prime rassicurazioni dalle autorità non meritassero di essere verificate a distanza di 24/26 ore.
    Troppa fretta… Troppa fretta di sfruttare l’evento per rifilare una stoccata agli antinuclearisti.
    Attendiamo autocritica.

  26. Mirta

    Magari non è questione di tifo, ma di sopravvivenza della specie!
    La solidarietà umana per le catastrofi mi sembra scontata ciò non toglie la presunzione e l’arroganza dell’essere umano nel voler essere l’animale più intelligente e distruttore che il pianeta abbia mai conosciuto.
    Guardiamoci attorno e contiamo quante centrali nucleari ci sono sparse per il mondo, e prendiamo coscienza che non possiamo controllare la natura. E per fortuna che non possiamo farlo, altrimenti l’uomo non so cosa sarebbe in grado di fare!!!
    Forse un po di umiltà da parte dell’essere umano non guasterebbe!!!

  27. real time

    ma piantala di fare disinformazione !!
    vergognati !!!!
    la radioattività nelle zone degli incidenti è aumentata oltre mille volte il limite considerato di pericolo, non a caso è partita l’evacuazione fino a 20 km dalle centrali coinvolte… a quanto pare è iniziata la fusione del nucleo e questo potrebbe essere solo l’inizio..

    lo squallore che sa raggiungere chi ancora si ostina a leccare il culo del governo nuclearista non ha limiti.
    ma a costo di finire in una guerra civile il nucleare in Italia non si farà mai !!

  28. gabriella

    credo farebbe bene a distruggere tutte le copie del messaggero di oggi corra per le edicole, troppa tracotanza è pericolosa, adesso aderisca al referendum ….. non si preoccupi di non apparire “fuori dal coro”

  29. stefano

    Ha perfettamente ragione Signor Giannino, i fenomeni tellurici che accadono in Giappone sono diversi rispetto a quelli che si sono verificati in Italia, per fortuna dico io, si immagini se nel Friuli del 1976 o nell’Irpinia del 1980 avessimo avuto delle centrali nucleari. Lei dimentica una cosa, nel paese del sol levante i grattacieli rimangono in piedi anche se i fenomeni sismici sono potentissimi, nel nostro paese a fronte di fenomeni tellurici di potenza modesta le città crollano. Vorrei vivere in un paese come il Giappone dove la protezione civile e la preparazione della popolazione al terremoto è stata fatta in modo serio, dio ci salvi se un fenomeno del genere dovesse accadere nel nostro paese. Comunque ha ragione il Signor Antonio è davvero disgustoso a poche ore da una catastrofe immane fare l’ennesimo forum sul nucleare. Ai convinti nuclearisti di casa propria se vogliono, posso pagare soggiorno gratuito in quel di Cernobyl o Fukushima Daichi dove è avvenuta un esplosione. Inoltre vorrei sottolineare che in molte zone del nostro paese manca l’acqua spesso utilizzata come refrigerante delle centrali nucleari, possiamo sempre fare come nel famoso film “The blog” armarci di estintori e raffreddare il nocciolo.

  30. roberto

    Caro Dottor Giannino, penso anche io che lei abbia scritto con troppa fretta l’articolo, prendendo per buone le notizie che il governo giapponese ha diffuso, e questo francamente mi dispiace, in quanto lei dovrebbe sapere che TUTTI I GOVERNI DEL MONDO, tendono sempre a minimizzare la portata di eventuali catastrofi (a cernobil addirittura all’inizio negarono la fuoriscita di radiazioni), è normale che ciò avvenga in quanto se, poniamo il caso, il reattore stia per saltare, avvisare la popolazione non consentirebbe il salvataggio di nessuno, in quanto per evitare di essere colpiti bisognerebbe allontanarsi a 3.000 km di distanza e questo è ovviamente impossibile per i comuni mortali. Lei ha ragione nel dire che vengono costruite facendo molta attenzione ma il rischio ZERO non esiste quindi nulla è sicuro, neanche se è costruito in giappone, (di quello che si farebbe in Italia francamente ho il terrore visto come funziona qui da noi).
    Ribadisco che lei avrebbe dovuto avere maggior cautela, così come dovrebbero fare anche quelli che sono contro il nucleare, io non ho una opinione certa in merito e penso sia difficile farsene una esatta, ma ognuno dovrebbe guardare a quanto succede per approfondire e esaminare a fondo tutte le problematiche che emergono, perchè se accade quanto temuto, Lei potrà facilmente inorridire pensando che il giappone è molto più densamente più popolato dell’ucraina, nell’augurarmi che lei possa essere più riflessivo in futuro la saluto cordialmente

  31. the tower

    peccato Sig.Giannino.
    e dire che questa era una “cacca” bella grossa…
    non ce l’ha proprio fatta ad evitarla.
    l’ha pestata in pieno !
    la stimo e la seguo ma il nucleare oltre che improponibile è pure indifendibile. prima e dopo i disastri.

  32. Pegaso

    …Oscar, che delusione.
    Capisco farsi portavoce di chi ha “miseri” interessi particolari nel costruire inutili centrali nucleari, ma, diamine, un po’ di prudenza…

  33. Davide

    Analisi arguta come al solito. La delicatezza del tema impone però un eccesso di cautela: non è che farebbe un giro intorno alla centrale di Fukushima per raccogliere qualche dato in più? Senza fretta….anche entro qualche anno.
    Con l’occasione mi complimento per l’ottima intervista al ministro Brunetta su radio24: puntuale e incalzante da vero giornalista orgoglioso della propria indipendenza.

  34. Pegaso

    Caro Antonio, potrei sbagliarmi, ma il primo a voler strumentalizzare la questione è proprio lo stimato e autorevole proprietario di questo blog…
    Non sarei venuto qui se nelle anteprima dei giornali in TV di ieri non avessi visto/sentito di questo articolo…

  35. adriano

    Polemiche inutili,ma divertenti se si pensa che tutto cio’ che esiste deriva dall’energia nucleare.Ora capisco il sole che ride.

  36. Eliseo Patriarca

    Non pretendo che lei diventi antinucleare ma che abbia il pudore di scrivere un articolo in cui si scusa e che venga pubblicato anch’esso sulla prima pagina del Messaggero di domani dovrebbe essere doveroso e moralmente corretto.

  37. marcod

    Amen Oscar. Giusto per quelli che non si informano abbastanza… il reattore che ha subito lo scoppio è il + vecchio del giappone (ha 45 anni) e per questo motivo non presenta i 3 involucri di sicurezza che attualmente sono lo standard mond…iale per le nuove centrali (post 11/9/’11 si è pensato che neanche un aereo pieno di carburante lanciato contro un reattore nucleare dovesse riuscire ad arrivare al nocciolo). I critici dunque che stanno usando l’incidente giapoonese per spaventare la popolazione dicendo che lo stesso potrebbe succedere in Italia se si iniziasse a fare le centrali quì da noi, dovrebbero smetterla. Se fossimo negli anni 50-60 sarei d’accordo cn voi..ma nel 2011 l’innovazione anche in campo nucleare è + avanti di quello che pensate. E per parlare del problema delle scorie… esistono tecnologie che saranno pronte in pochi anni che useranno quelle che sono le attuali scorie, come materiale di partenza per la fissione (http://www.youtube.com/watch?v=DIfMmqKYC6w – terrapower finanziata dalla fondazione Gates). Quindi basta sparare cazzate !!! fatevi una laurea in fisica nucleare.. e poi avrete tutto il diritto di parlare alla pari con gli scienziati che vi smerdano ogni volta che vi ci confrontate.

  38. gian luca

    ma bravi… e quale loquacità… campioni nello sputar sentenze…. assolutamente, da oggi vietato parlare di nucleare nel nostro paese, perchè anzi non eliminiamo la parola dal vocabolario? ma che Italia volete? Magari potremmo tornare indietro nel tempo e vivere in stile Amish, potremmo illuminarci con delle candele, mio nonno usava le lampade a petrolio, le fabbriche le possiamo chiudere, tanto si vive di ideologia, pane e amore, giusto? Un saluto a tutti, soprattutto agli intellettualoidi che caricano i loro i-phones utilizzando energia elettrica prodotta in Francia con le centrali … bip non si può dire

  39. ennio

    Temo che abbia preso una bella cantonata sig. Giannino!!
    Tanta fretta a sparare a zero contro gli antinuclearisti, mi ha fatto un po ricredere su una sua obiettività di analisi.
    Mi immagino in Italia (dove si risparmia su tutto a partire dal cemento annacquato e depotenziato con cui si realizzano le opere pubbliche) un evento, non dico come quello odierno in Giappone, ma come come quello dell’Aquila quale disastro avrebbe potuto creare ad una ipotetica centrale nucleare !!

  40. Oscar Giannino

    a tutti coloro che scrivono insulti: liberi, ma non replico

    a tutti coloro che credono che il risk assessment si faccia solo a settimane e mesi di distanza e non a cominciare da subito, e dunque ieri a mezza giornata di distanza dall’evento per cominciare: ci mancherebbe solo che le valutazioni di fronte a sismi di questa portata si facciano aspettando giorni

    a tutti coloro che pensano che si tratti di mistificazione per interessi: sbagliate, ma quali interessi avrei, su per favore..

    ho detto e ripeto che la strmentalizzazione è partita ieri sin dalle prime edizioni gr e tg e dalle dirette, non certo di qui

    ho detto e ripeto che per un evento di quella intensità la tenuta degli impianti è stata incredibilmente – per gli scettici, naturalmente – buona

    il problema in corso al raffreddamento di uno di reattori di Fukushima riguarda uno dei due coi quali la centrale fu inaugurata, 40 anni fa

    è ovvio che oggi siamo in presenza di un incidente stimato a livello 4 dei 7 della scala internazionale, e di conseguenza il tono sarebbe diverso, ma ribadisco – in attesa di capire e degli sviluppi – che la sicurezza è il più del costo nucleare e gli impianti odierni non sono quelli di 40 anni fa

    ribadisco altresì che da nucleare anche una sola eventuale vittima fa più notizia dei 30 mila che ogni anno muoiono solo nell’industria estrattiva e di trasformazione del carbone, ma che ciò è del tutto improprio

    quanto poi a dire che tanto in Italia non si può far nulla, perché il nucleare è sostenuto da idioti in malafede come me e che in ogni caso sarebbero al servizio delle potenze del male, e che in ogni caso tutti ruberebbero sul cemento delle centrali e consimili argomenti, accomodatevi nell’inferno che descrivete perché a mio modesto giudizio è a furia di pensarla così e di ergersi a maestri di virtù su tutti gli altri, che l’Italia sta messa come sta messa

    quanto poi a chi dice che non sarebbe venuto qui se non per insultare, resti a casa sua e saremo contenti tutti

  41. Arturo

    Non è sciocco, non è venduto, è intelligente, informato e colto. Ma allora cos’è questa voglia di segnare un punto, rischiando di perderne dieci ?

  42. Giuseppe Savo

    Leggendo questo articolo, mi è tornata in mente una signora sposata con un mio compaesano ed originaria di Kiev, che nel 1986 alle prime notizie sull’incidente nucleare di Chernobyl, commentava “le centrali nucleari sono sicure, altrimenti il governo non ne avrebbe costruite!”
    Senza voler paragonare il Giappone alla decadente Unione Sovietica della fine degli anni ’80 del secolo scorso, trovo lo spirito di questo editoriale trionfalistico come certi proclami sovietici, soprattutto alla luce delle ultime notizie che piano piano stanno arrivando.

    In Giappone negli ultimi 20 anni sono morte SICURAMENTE delle persone per radiazioni fuoriuscite dalle sicurissime centrali nucleari: gli eroici pompieri che nel 1995 andarono a morire ordinati in fila indiana per spegnere la centrale nucleare di Kobe, dopo il terremoto che aveva colpito quella cittadina.

    Il nucleare non è sicuro. Se si amplia la scala temporale, il risk assessment è ancora più svantaggioso, perché il rischio notoriamente aumenta proporzionalmente all’esposizione.

  43. bottazzi eros

    SIGN.GIANNINO,
    MA PERCHE DOPO 3 ANNI DALL’UFFICIALITA DEL NUCLEARE,QUESTO GOVERNO NON HA ANCORA FATTO UN PASSO O DETTO UNA PAROLA SU DOVE VERRANNO FATTE LE CENTRALI E COO CHE RITORNI ALLA POPOLAZIONE CHE SI DOVRA SOBBARCARE L’INCUBO?????
    FACCIO UNA PREVISIONE (PER ME SICURA AL 100%):QUESTO GOVERNO (PAROLA FORTE) NON DICHIARERA’ MAI-DICO-MAI DOVE VERRANNO COSTRUITE QUESTE CENTRALI!!! SA PERCHE? PERCHE SOTTO ELEZIONI FARE I NOMI DELLE ZONE PREDESTINATE VUOL DIRE PERDEREAL 100% LE ELEZIONI.
    E BADI BENE….IO L’HO OFFESA…. SONO LE SUE IDEE CHE MERITANO SOLO UN PO D’IRONIA.

    BOTTAZZI EROS (RE)

  44. bottazzi eros

    RETTIFICA AL COMMENTO PRECEDENTE:
    VOLEVO DIRE “IO NON L’HO OFFESA”; NON MI PERMETTEREI MAI,SE COSI LEI PENSA LE CHIEDO SCUSA.
    MA SAPPIA CHE C’E MEZZA ITALIA CHE MI DOVREBBE CHIEDERE SCUSA, ESSENDO IO UN COMUNISTA EMILIANO.
    B.E.

  45. MauroLib

    Caro Giannino,
    mi delizio (e mi imbufalisco) delle sue analisi che radiografano le componenti che formano il prezzo delle bollette che ci tocca pagare. Ne manca sempre una però, la tassa sull’ignoranza che nel nostro paese è una materia prima virtualmente illimitata.
    Com’è possibile difendere la nostra libertà e il frutto del nostro lavoro se tutto ciò che sappiamo opporre è un’insopportabile ignoranza e superficialità che trova, nel coro dei ragli contro il nucleare, forse il palcoscenico di elezione?
    Perchè i mentecatti militanti che popolano questo disgraziato paese, dotati di sviluppatissime corde vocali, ancorchè attivate dall’unico neurone del loro cervello, ci ‘sperano’ in una catastrofe nucleare. In subordine, vedrà che si acconteteranno, Dio non voglia, di qualche centinaio di morti ‘nucleari’ perfettamente in grado di nascondere le migliaia, forse centinaia di migliaia di morti (e ancor di più, Dio non voglia) causate da un evento la cui intensità non è mai stata vista da essere umano.
    Un evento inferiore solo alla caduta di un asteroide per quanto ne sappiamo.
    Io le invidio il suo aplomb da Scuola Austriaca e quindi mi permetta di insultare questi idioti bastardi che davanti a un evento del genere accedono a questo blog di cui non potrebbero capire un’acca solo per venire a parlare di centrali nucleari e insultari chi ha ancora il dono dell’intelletto.
    Non li insulto a nome suo che mi pare maggiorenne e vaccinato e perfettamente in grado di scegliere come comunicare, lo faccio a nome mio perchè mi danno il voltastomaco.
    Con stima … austriaca.

  46. paolo

    ma perfavore il livello 4 su 7 … posso dirle, con un eufemismo, che sono un pò diffidente? ma lei pensa veramente che dovrei fidarmi di una centrale nucleare costruita in Italia? ripeto vada in Giappone a Fukushima e mi confermi che è tutto tranquillo. Vede si pensa che queste cose succedano sempre agli altri…. ma non sempre è vero

  47. stefano

    @Oscar Giannino
    Il confronto è il sale della democrazia e aiuta a crescere. Rimango perplesso sull’utilità di parlare imediatamente dopo il terremoto del prolema del nucleare ma è ovvio che la tenuta del sistema va fatta nell’immediatezza dell’ebvento tellurico, tuttavia la centrale dove si è verificata l’ esplosione pur essendo stata realizzata all’inzio degli anni ’70, era considerata tra le più sicure. Il punto secondo me è un altro, di fronte a calamità di qesto tipo parlare di tenuta del sistema delle centrali nucleari a conferma della loro sicurezza strutturale e quindi della bontà della scelta di realizzare centrali, mi sembra azzardato. Ci sono eventi che non sono facilmente prevedibili, si sa che possono accadere, ma l’entità dell’evento va verificata caso per caso e a mio avviso, la stessa cosa avviene per la tenuta del sistema delle centrali.
    Ad ogni buon conto credo che un paese come il nostro a forte rischio idrogeologico e fortemente in deficit dal punto di vista energetico, dovrebbe riflettere senza steccati idelogici se la soluzione del nucleae sia l’unica strada percorribile per essere autonomi sotto il profilo energetico o se invece non valga la pena di investire su risorse alternative e sulle politiche di risparmio energetico che lei mi perdonerà, ma a memoria non ricordo siano mai state indicate nei programmi di nessun schieramento politico. Ritengo intollerabile che un governo sostenuto da più forze politiche sia favorevole al nucleare e un governatore che appartiene a una di queste forze politiche affermi che nella sua regione non verranno relizzate centrali nucleari. Trovo illiberale essere a favore delle centrali e affermare che nelle regioni governate dal centro destra non verranno realizzate le centrali. Mi permetterà di dire che personaggi del genere non sono certamente una buona garanzia per una discussione seria sul nucleare in Italia.

  48. Nicole Kelly

    Scusi, Giannino, da dove le viene la certezza che “i terremoti italiani non hanno la magnitudo di quelli giapponesi”?
    Quando si parla di fenomeni interni alla Terra Il passato non può essere una certezza e lei si accomuna nell’illusione a quegli sciagurati che costruiscono sul Vesuvio e a quelli che costruiscono nei pressi dei fiumi.

  49. mateghen

    Nonostante gli anni passati ad oggi non si è riusciti a smantellare le centrali nucleari italiane dismesse nel 1987 in quanto lo smantellamento è un processo costosissimo e lungo che richiede per lo stoccaggio delle scorie l’individuazione di siti geologicamente stabili che l’italia non ha. Pertanto ogni anno gli italiani pagano milioni di euro semplicemente per tenere sotto controllo le centrali nucleari che altro non sono che potenziali “bombe atomiche”.
    Non riusciamo neanche a smaltire i rifiuti di Napoli, figurarsi se ci fosse un terremoto….

  50. paolo

    comunque i fatti sono
    – nessuno può prevedere incidenti/attentati ad un centrale nucleare
    – in un anno in Italia si è costruila la potenza di una grande centrale nucleare solo con impianti rinnovabili (8gigawatt)
    – si sono creati migliaia di posti di lavoro
    – chi pagherà le tasse sulla corrente se tutti hanno il loro impianto?
    svelato l’arcano?

  51. LucaS

    Sul nucleare la penso come Giannino.
    Su cosa è successo in Giappone invece non ho ancora le idee chiare. La cosa migliore è aspettare notizie certe invece che credere ciecamente al governo giapponese o peggio ancora fare congetture. Comunque un eventuale incidente di portata limitata credo sia accettabile… dopotutto si è trattata di un sista incredibilmente distruttivo..se persino in questo caso i danni non sono stati particolarmente gravi e riguardano impianti vecchi, credo si possa concludere che il nucleare moderno è sufficientemente sicuro! Al di là dei tecnicismi penso che Giannino volesse dire principalmente questo.
    Altro discorso è dire che in Italia sarebbe altrettanto sicuro che in Giappone! Considerata la classe politica che abbiamo e il sistema giudiziario direi che è normale essere scettici! Non riusciamo a fare una semplice raccolta differenziata e vogliamo fare il nucleare…. cominciamo dalle cose semplici!

  52. Lo ribadisco anche qua: Di qualcosa bisogna morire.. decidiamo subito (cosa impossibile perchè ogni stato fa quello che gli pare) se di freddo, di fame, di esalazioni tossico nocive (idrocarburi infiammabili) o di radiazioni nucleari.. senza tanta ideologia e politica tra le balle…. io penso che il nucleare sia quello che offre il maggior vantaggio costi/benefici; poi come sempre fanno più notizia 200 morti in un incidente aereo che 50.000 sulle strade…

  53. luciano pontiroli

    @Nicole Kelly
    La certezza non si può avere, ma i dati storici possono permettere previsioni dotate di notevole probabilità.
    In ogni caso, il Giappone è collocato sull’anello di fuoco del Pacifico, posizione molto più rischiosa di quella dell’Italia: perciò è fondato ritenere che un sisma di quella magnitudo sia molto improbabile qui. Per questa ragione, non si può sostenere che quanto sta accadendo in Giappone si ripeterà immancabilmente in Italia.
    Costruire sul Vesuvio e nei letti dei fiumi non è una scommessa su un rischio che qualcosa di distruttivo avvenga, ma solo sul tempo che resta per il disastro.

  54. francesco

    prima di partire in quinta aspettiamo di vedere cosa succede. a far la figura di quelli che parlano di cose che non sanno si fa sempre in tempo…

  55. John M

    Sarà ma io prima di far costruire un qualsiasi tipo di congegno nucleare, vicino o lontano da casa mia, da questa classe di “dirigenti” pubblici, ci penserei sopra ben più di una volta.
    Probabilmente il nucleare è veramente necessario e considerando la crescente situazione energetica che ci sta prendendo sempre più lì sotto diventa improcrastinabile.
    Ma Vi fidereste?
    L’Italia non è il Giappone. Ne geologicamente, ne tantomeno politicamente. Da loro basta veramente poco per dimettersi ed inchinarsi fino a rompersi la schiena davanti al pubblico ludibrio.
    E qui? Non so.. ma il paradosso è che forse è meglio continuare a comprare energia da dittatori pazzi e sanguinari.

  56. Giovanni Cincinnato

    Cosa è successo in Giappone:

    1) C’è stato un terremoto ed il programma di sicurezza ha “spento” i reattori I II e III. Ironia della sorte il primo è un reattore del 1967 che doveva essere disattivato nel Marzo del 2011.

    2) Purtroppo le centrali nucleari non si possono semplicemente “spegnere”, anche se la fissione è stata fermata il calore continua ad essere generato di conseguenza bisogna continuare a refrigerare il nucleo per far si che il calore venga moderato e le barre di combustibile non fondano.

    3) Se la centrale si spegne anche il circuito di refrigerazione si spegne e dovrebbe intervenire il circuito ausiliario, che nella centrale giapponese era alimentato da propulsori diesel. Questi motori sono entrati in funzione, ma dopo un ora si sono spenti.

    4)Il terremoto non ha causato nessun danno al complesso, però lo Tsunami ha mandato in avaria proprio i motori, ed a quanto pare non c’è un sistema alternativo a parte una specie di “accumulatore temporaneo” di bassa portata che per 8 ore ha fornito elettricità al complesso.

    5) Senza energia elettrica, il circuito del liquido non riesce ad abbassare la temperatura ed il combustibile fonde.

    Il resto è storia. L’unica cosa importante è che i reattori ad acqua leggera non deflagrano e per di più non possono generare “nubi radioattive” come quella che era uscita dalla centrale moderata a grafite di chernobyl o almeno questo è quello che dicono gli esperti. A quanto pare lo scudo del reattore ha retto. Una cosa è certa, anche i Giapponesi perdono un po di smalto, anche considerando la straordinarietà della situazione, un terremoto 8.9 non capita tutti i giorni, ma gli Tsunami sono di casa, il fatto che il circuito ausiliario sia stato messo KO in meno di un ora e che non ci sia un’altro generatore, lascia perplessi.

    Comunque rassicuriamo tutti, in Italia centrali nucleari non se ne faranno mai; continueremo a bruciare Gas/Carbone/Olio Pesante ed a comprare energia (nucleare) elettrica da Francia/Svizzera/Slovenia a prezzi esorbitanti.

  57. Marisa

    Il signor Giannino è innamorato del nucleare e al cuore non si comanda, cosa vuoi che conti l’evidenza?”….in ogni caso tutti ruberebbero sul cemento delle centrali…”Si ruberebbe sul cemento delle centrali come si sta rubando sul cemento di ospedali, autostrade e opere pubbliche in genere che si sgretolano dopo qualche anno anche senza terremoti: cosa le fa pensare che le centrali nucleari farebbero eccezione?”..accomodatevi all’inferno che descrivete….” Non occorre accomodarsi,nell’inferno governato dalla corruzione e dalla mafia ci siamo già,buon per il signor Giannino che vive sull’Isolachenoncè.”…..a furia di pensarla così l’Italia sta messa come sta messa”Veramente, mi sembra più colpevole chi ha governato otto anni sugli ultimi dieci : chi denuncia lo stato delle cose è una vittima, non un colpevole.

  58. Eros

    sign.Giannino attendiamo suoi commenti……..c’è posto ,visto che il mio è sparito.
    eros b.

  59. omega

    ringrazziamo che la cosa è successa in giappone e con il tempo sapremo la vera entità
    dei danni ……….perchè a sentir di certi a cernobil fu na cosa da poco…..

  60. @luciano pontiroli
    E’ vero che i grandi terremoti possono essere ricondotti principalmente alle placche del pacifico, eccezion fatta per :

    -1755 Terremoto di Lisbona ( 9 Richter ) che coinvolse la Faglia Azzorre-Gibilterra ( prova ad indovinare dove arriva…)

    -365 Creta, terremoto stimato di magnitudo 8 Richter o superiore. Causò anche uno TSUNAMI che rase al suolo tutto il nord africa ( Prova a leggere la descrizione di Ammiano Marcellino )

  61. Alliss

    Egregio Giannino forse è stato un po’ troppo precipitoso nello scrivere questo articolo, le notizie di oggi, purtroppo, parlano di allarme rosso

  62. marcor

    A Giannino faccio un ragionamento da libero mercato:
    perchè le centrali non sono adeguatamente coperte da assicurazione? i massimali obbligatori sono ridicoli. sui depositi addirittura copertura non c’è.

    Poi faccio un ragionamento geopolitico: se affermiamo in occidente che il nucleare serve contro l’effetto serra, lo dovremo dare a tutti, ovviamente. Lo ha dimostrato la Russia concedendo scelleratamente il know how all’Iran.

    Bene, nel paese più tecnologico e ordinato del mondo si è spento un gruppo elettrogeno, che succederà alle centrali che faranno in rwanda un giorno?
    Cosa succede alle centrali nucleari durante una guerra civile? Cosa succede alle centrali nucleari in caso di infiltrazione di terroristi al suo interno? Sarà forse il Mossad che sta riempiendo di virus i computer di Bushehr? Come valutiamo/quantifichiamo economicamente il rischio che dalla centrale di Bushehr materiale fissile venga fornito a Hezbollah?

    Come valutiamo economicamente il rischio che la mafia gestisca la costruzione delle centrali “al risparmio” e poi il ciclo dei rifiuti.

    concludendo:
    costo ee da eolico: 5-7 €cent/kWh
    costo da solare: 10-20 €cent/kWh
    costo da nucleare: 5-6 €cent/kWh SENZA CONSIDERARE ECONOMICAMENTE ALCUNA ESTERNALITA’

    noto anche che analisti del settore (EDF, Areva) sono molto più ottimisti degli analisiti indipendenti (Citigroup, Moodys)

    considerando anche rozzamente le esternalità, il nucleare COSTA GIA’ OGGI PIU’ DELLE RINNOVABILI.
    inoltre il costo delle rinnovabili cala, mentre quello del nucleare cresce

  63. Nicole Kelly

    Riepilogando lo stato delle cose italiane abbiamo:
    1) Ci sono 6 vulcani attivi
    2) 4 di questi possono generare anche tsunami verso le coste di tutto il Tirreno
    3) Le uniche zone non sismiche sono il Salento e la Sardegna
    4) A bassa sismicità c’è solo una stretta fascia della pianura padana a ridosso del PO, il resto è montagna, collina e aree ad altissima sismicità
    5) I reattori hanno bisogno di acqua per essere raffreddati, quindi devono stare vicino a fiumi o al mare
    6) Anche le popolaziooni delle uniche aree dove sarebbe più opportuno costruire centrali sono contrarissimi

    Compitino per Giannino (il sognator, come SB e Mussolini): dati tutti questi vincoli, dove cavolo pensa di mettere le centrali?

  64. Filippo D'Amico

    La peggiore forma di ignoranza e’ la noncuranza.
    L’Italiano se ne fotte di come vanno le cose, si disinteressa. Ma quando viene coinvolto in una discussione, pur di non ammettere di essere colpevolmente ignorante, difende le posizioni che distrattamente ha sentito con piu’ insistenza in TV. Ed e’ cosi’ che anche di fronte ai disastri Atomici, pur di non cadere nell’incoerenza, continua a difendere il Nucleare…

  65. Margherita Timeus

    Signor Giannino,
    premettendo che la stimo, e che – anche se non sempre condivido i suoi punti di vista – di solito apprezzo la passione con cui difende le sue idee e la sostanziale correttezza con cui si raffronta con chi la pensa diversamente.
    Ciò nonostante, in questo caso, mi permetta di dissentire non solo sul merito, ma anche nel metodo.
    Io capisco la sua posizione filo-nuclearista, e di certo se ne può parlare. Però in questo caso, me lo consenta, ha peccato di zelo ideologico. Perché – ansioso di difendere la sua tesi – si è lanciato lancia in resta a spiegarci come quanto successo in Giappone sia l’esempio di quanto il nucleare sia sicuro.
    Tesi un po’ ardita, mi permetta, visto che a me sembra l’esatto contrario. Ma, soprattutto, ho trovato parecchio scorretto che si sia messo a tirare conclusioni pro domo la sua tesi, prima ancora di avere un quadro completo e scientificamente confermato dell’effettiva entità dei danni. Che per altro si stanno rivelando più gravi di quanto si poteva supporre all’inizio (ed ancora adesso, comunque, non se ne ha un bilancio concreto, definitivo e comprovato), cosa che evidenzia in pieno come questa volta il suo spesso apprezzabile entusiasmo l’abbia trascinato in una marchiana ingenuità.
    Confido nella suo senso critico e nella sua onestà intellettuale nell’ammettere che, quanto meno, la sua esposizione è stata a dir poco precipitosa.
    Non di meno, cordiali saluti.

  66. Daniele

    Buongiorno,
    vorrei far notare che oltre alla centrale nucleare, c’è stato il crollo di una diga (energia idroelettrica) e incendi in raffinerie, quindi energia termoelettrica.
    Davanti a catastrofi di questa portata non c’è nulla da fare, la natura è infinitamente più potente dell’uomo. Tutti i discorsi che ho letto sono teorici e comunque limitati da forze, quelle naturali, incontrollabili e potentissime.
    L’umanità deve andare avanti, con o senza il nucleare, ma a chi non piacerebbe ottenere energia esclusivamente dalle fonti rinnovabili?
    Grazie a tutti e buona Domenica.

  67. luigi

    Caro Oscar,

    lasciamo perdere i terremoti e le magnitudo future di cui nulla sappiamo.
    Impegni il suo acume intelletuale a dimostrarci che non esiste alternativa possibile, né ora né mai, all’energia nucleare e che i soldi PUBBLICI che useremo per costruire le future centrali nucleari non possono essere meglio impiegati per la crescita economica del paese.

    Infatti solamente a qs. condizioni si può parlare di ritorno al nucleare.

  68. carlo grezio

    caro giannino,
    trentanni fa ero convintamente filonucleare e penso che sia stato un errore enorme non sviluppare l’energia nucleare allora.Trentanni di bassa crescita in Italia trovano una parte di spiegazione anche nell’esorbitante costo dell’energia che il ns sistema ha dovuto subire per colpa di una scelta stupida e demagogica.
    Oggi, in un paese normale, lo sviluppo delle energie rinnovabili deve far riflettere sui costi benefici del nucleare.
    Ma, ora, in questo paese chiamato Italia, con la classe dirigente che si è data, è ancora possibile essere filonucleari? Il nucleare è roba per gente seria, gestita da gente preparata con adeguati schemi e norme di comportamento prima che di sicurezza.
    Ma se lo vede il nucleare che si sviluppa in un sistema psudofederale in cui pseudogovernatori incompetenti ed irresponsabili intralciano un processo che dovrebbe essere al di sopra di ogni sospetto??
    Lei affiderebbe lo sviluppo di un processo come il nucleare a gente come scaiola o romani o berlusconi ?? Affiderebbe lavori a gente che inizierebbe a rubare dagli appalti sul cemento delle strade per portare alla centrale ??? Farebbe fare il nucleare in un paese dove non esiste un minimo di legislazione sul conflitto d’interesse; dove i massmedia non sanno neanche da parte si comincia a fare il cane da guardia della politica?? Ma questo è un paese che non sa far funzionare il turismo…voglio dire un mestiere dovre riescono benissimo gli autodidatti mossi da buonsenso..vogliamo far giocare le istituzioni italiane, assolutamente incompetenti ed inaffidabili con il nucleare…? direi proprio di no.Tra l’altro se alla Comunità Europea ci fosse gente appena prudente, dovrebbero per un semplice principio di precauzione evitare che un paese ridicolo si metta a giocare con il nucleare: è bene che gli stupidi continuino a comprare energia nucleare prodotta alle ns frontiere a 10 volte il suo prezzo, perchè un popolo che elegge lega e berlusconi non è credibile, e quindi non deve giocare con il nucleare.

  69. Antonio

    @Oscar,
    ahi ahi caro dr. Giannino,
    Gravissimo errore nel parlare troppo presto e senza la dovuta documentazione.
    Vediamo cosa succede.
    Notizia di oggi:
    Il GOVERNO giapponese dichiara che il nocciolo di 2 centrali è a rischio fusione.
    Il governo giapponese, mica quello italiano.

  70. Marco

    Giannino mi permetta di dirle che si è esposto troppo e troppo presto. A distanza di 2 giorni dal suo articolo può senz’altro leggere che purtroppo ci sono state delle perdite di radiazioni e ci sono timori su una possibile esplosione di uno dei reattori.
    Vista la vostra competenza economica vorrei consigliarvi di fare un bell’articolo sui grafici delle materie prime che nell’ultimo anno hanno avuto degli aumenti di prezzo notevoli ed in particolare sul grafico del NATURAL GAS che invece ha subito una variazione negativa di 20 punti percentuali.Quindi mi piacerebbe leggere un bell’articolo sul fatto che il prezzo del gas diminuisce mentre nelle bolletteGAS degli italiani aumentano e perchè non dire(verificandolo se possibile) a tutti che le nostre centrali elettriche funzionano in gran parte con il gas e che quindi sarebbe dovuto diminuire anche il prezzo dell’energiaELETTRICA a valle ??? P.S. UN PAESE CHE COSTRUISCE UNA CENTRALE NUCLEARE SI PONE IN UNA SITUAZIONE ULTRASPECULATIVA IN QUANTO NON CONOSCE A PRIORI IL TEMPO DI COSTRUZIONE DELLA CENTRALE STESSA E SARA’ QUASI SICURAMENTE NELLA SITUAZIONE DI DOVER AUMENTARE I COSTI DI REALIZZAZIONE RICORRENDO A NUOVO DEBITO.

  71. Federico

    @bottazzi eros
    per evitare di questi problemi, alla ripresa del discorso nucleare, hanno deciso di inserire i luoghi dove si dovrebbero realizzare le centrali nei segreti militari per la sicurezza nazionale, per cui nessuno potrà venirne a conoscenza e forse per evitare manifestazioni, contestazioni e perdite di voti.

  72. pietro

    caro Giannino la seguo sempre su radio24, e la reputo una persona fantastica, nonostante io sia un dipendente pubblico e meridionale, condivido spesso il suo punto di vista. Fine premessa, le volevo dire che ieri ha toppato alla grande, si è messo alla pari di chi è contro il nucleare. Non si possono affrettare conclusioni come la sua quando ancora non è tutto finito. Lei ha detto che le centrali hanno passato la prova del nove, falso, ancora non si sa quali siano i danni che le centrali hanno subito e non si sa se ce ne saranno altri. Prima di parlare bisognerebbe aspettare almeno qualche giorno, invece in questo paese sia chi è pro sia chi è contro, parla a sproposito sempre e comunque, e purtroppo in questo caso ci è cascato anche lei. Infine le dico che in Italia il nucleare non si farà MAI!!!
    Io farei un referendum con l’unica domanda “sei d’accordo ad avere sul tuo territorio una centrale nucleare?” sono sicuro che il 90% della popolazione voterebbe contro. Allora di cosa parliamo? inutile continuare a perdere tempo, nucleare Si nucleare NO, solo tempo sprecato che si potrebbe usare per risolvere in maniera seria il problema energetico nel nostro paese.

  73. adriano

    C’era una volta,tanto tempo fa,un dibattito televisivo sul nucleare.Il vecchio scienziato era favorevole,il giovane no.Alla fine l’anziano concluse:”Lei è un tecnico.Elabori un progetto alternativo fattibile ed analogo.”Non mi risulta siano state date risposte.Intanto Amaldi è morto e Mattioli insegna.Nei confronti con quelle tradizionali ,le centrali nucleari sono attualmente l’unica alternativa per efficienza,concentrazione e continuità.Chi dice il contrario lo dimostri in concreto,non con elaborazioni verbali.Poi,naturalmente,si puo’ decidere di non farle e finchè ci sono i fossili cambia poco.E’ solo una questione economica.Dopo sarà una questione di civiltà e se non verrà realizzata la fusione nucleare controllata,auguri a tutti di una serena regressione.

  74. Roberto Conte

    “Eppure, in Italia la speculazione è partita subito”.

    Esattamente quella che ha fatto lei, in modo piuttosto sgangherato, pressapochista e davvero troppo precipitoso. Lasci parlare chi è più informato di lei per favore, ci risparmi queste apologie, e queste misere figuracce.

  75. Un articolo così non poteva non far scatenare una discussione; ad informarsi si fa fatica; un po’ di documentazione tecnico scientifica per chi abbia voglia di documentarsi da un fisico che non è filonucleare ma è molto anti-(antinucleare) e vi ricorda che tutta l’energia (ma proprio tutta) ci viene dalle stelle e cioè dalla fusione nucleare.
    http://www.ceredaclaudio.it/wp/?p=1294

  76. Matteo

    Adriano… certo che qui i commenti si sprecano ^^ Il Nucleare ha provate delle controindicazioni riguardanti lo smaltimento delle scorie, la pericolosità messa a nudo da questo fatto recente e quant’altro! Fino a che ci sarà questo problema si sicurezza… il Nucleare è da escludere a priori! Non mi interessa se altre alternative non ci sono… non si deve scegliere quello che fa meno male, ma quello che non fa male! (Oltretutto non ho dati alla mano disponibili sulle risorse alternative, ma esperti affermano di poter produrre comunque energia “pulita” anche senza Nucleare io proverei a chiedermi se il problema non sta d’avvero nelle varie compagnie che producono energia! le quali non hanno interesse a creare un sistema autonomo basato su ogni singolo singolo cittadino come produttore) Detto tutto ciò… la soluzione per ora ammesso che non si trovino alternative e limitare il consumo di energia e far progredire la ricerca in attesa di qualcosa che possa veramente migliorare… (C’è poi il fattore non irrilevante che una Centrale Nucleare in Italia sarebbe un disastro… non paragoniamo nemmeno i tecnici di altri paese ai nostri e non dimentichiamoci che per certe regioni la Raccolta differenziata e un tabù!) Detto tutto ciò spero che non si radichi il pensiero che se devo scegliere di morire lo voglio fare col sorriso sulle labbra

  77. Giacomo

    @marcod
    Mi dispiace ma non basta dire laurea in fisica nucleare per risolvere la questione, bisogna far conto con la tecnica e non solo con la teoria, è l’ingegneria che attua impianti e sicurezze, e come lei dovrebbe sapere in genere ogni progettazione non può essere assoluta ma ha in se il concetto di affidabilità e probabilità …..aggiungo inoltre che non è compito ne della fisica e dell’ingegneria scegliere una tecnologia, il compito di queste due scienze è descrivere in modo reale e non menzoniero i rischi del loro operato, in modo tecnico, non ideologico (l’ideologia può essere sfruttata da entrambi i punti di vista per autogiustificarsi). La scelta tecnologica non può che essere frutto di una scelta etica e filosofica responsabile che si fonda infatti su una descrizione vera della tecnica.
    Una cosa che un fisico sa e dovrebbe sapere è che la reazione nucleare fissile non è governabile in modo diretto, il governo della reazione è indiretto ed è qui che sta il nocciolo della questione! Ad oggi nessuna centrale è in grado di governare direttamente la reazione! Ripeto che non è una tecnologia ad oggi dominata dall’uomo, questa domina l’uomo! anche se l’uomo cerca o pensa di dominarla! Arriverà un giorno in cui l’uomo potrà utilizzare l’energia contenuta nella materia in modo più sicuro ed efficace, senza produrre radiazioni, prima durante o dopo, ma pura energia libera e pulita.
    Bisogna conoscere i limiti della tecnica, cosa che solitamente il teorico dimentica.

  78. Giacomo

    Invito Giannino a leggere bene tutti i commenti cercando di prendere il meglio di ognuno e se possibile approfondire il tema con qualche fisico ed ingegnere esperto in materia, lo invito ad una riflessione non solo economica ma saggia e responsabile, il tema è molto complesso e non è facile conoscere la verità in merito. Certo è grande la responsabilità che hanno i pensatori sulle scelte future.
    Sia consapevole, Dott. Giannino, dell’importanza del suo ruolo, e della responsabilità conseguente.

  79. Norberto

    Caro Giannino,
    la seguo sempre su Radio 24 e ovviamente continuerò a farlo, ma… mi scusi, devo dirlo chiaramente e francamente, Lei sta perdendo (in generale) e ha perso (nello specifico) punti a raffica sulla questione del nucleare. Mentre prima dell’incidente giapponese Lei poteva pure argomentare, essendo ogni tesi contraria o favorevole di fatto astratta (Chernobyl non poteva né può contare ai fini di un’argomentazione qualsivoglia, considerata l’obsolescenza dell’impianto ai tempi del disastro e la notoria incapacità di quei paesi a gestire secondo criteri di efficienza), a favore del nucleare, continuare a farlo adesso significa insultare l’intelligenza di chi legge, di chi La segue con stima e attenzione, di chi comunque un cervello ce l’ha e non l’ha mandato all’ammasso.
    Diffiderei della sanità mentale di chiunque difendesse il nucleare dopo quest’ultima tragedia: oppure dovrei necessariamente interrogarmi sulla sua (minuscolo, quindi impersonale) buona fede.
    Un saluto e comunque complimenti per l’acutezza, in generale, del Suo pensiero e per la qualità della Sua trasmissione su Radio24.
    Norberto

  80. @adriano

    Non sono un fisico, posso analizzare l’energia nucleare solo dal punto di vista economico.
    Il costo di un Kwh prodotto col nucleare ha una componente del 70/80% dovuta ai costi di costruzione dell’impianto, ed il restante 30/20% imputabile alle oscillazioni dell’uranio.
    Questo è un punto a favore del nucleare, in quanto l’aumento del prezzo dell’Uranio ( arrivato a 70$/libbra) incide relativamente poco sul costo del Kwh.
    In termini di costi abbiamo che un Kwh prodotto con il nucleare costa 0.08$ ( stima- a mio avviso – molto in difetto, perchè si considera un costo di costruzione della centrale di 4000 $/KW quando l’evidenza empirica mostra costi di circa 7000$/KW), con carbone 0.062 $, con Gas 0.054$, eolico 0.06$, solar farm 0.11$, geotermico 0.067.
    Poi dobbiamo considerare le esternalità prodotte dai diversi tipi di energia: come si quantificano i danni prodotti da uno stoccaggio tipo quello di Asse, oppure come si quantificano i danni prodotti da un qualsiasi incidente?
    Come si risolve il problema delle scorie? Si è sempre detto che in futuro si sarebbe trovato una soluzione, fatto sta che ad oggi non si hanno rimedi e lo stoccaggio diventa sempre più un problema (vedi Yucca Mountain ).
    Ho sentito parlare spesso del problema dell’intermittenza; ho letto degli studi che essenzialmente affermano che un giusto mix di rinnovabili può risolvere il problema (e.g Jacobson&Delucchi,2009), tenendo conto, ad esempio, che la produzione eolica è maggiore durante l’inverno, mentre quella solare durante l’estate.

    @Claudio Cereda

    Trovo incredibile che Lei, da Fisico, confonda fusione e fissione. Da ignorante, mi risulta che non si usi Uranio, bensì idrogeno-escludendo la presenza di sostanze radioattive. Tra l’altro in Gennaio era venuto fuori qualcosa all’Università di Bologna, però non se ne sente più parlare.

  81. jamesnach

    Giannino,
    come evidente anche dai commenti negativi di chi la segue e la stima, questo giro ha sbagliato
    E ha sbagliato di brutto.
    Ha preso una cantonata, una cantonata enorme, solo per la voglia di segnare un punto a favore delle sue posizioni. Ovviamente il punto l’ha perso, al posto di segnarlo.

    Il suo amore per il nucleare si basa su informazioni false e/o manipolate.
    Chiunque si occupi di energia, come il sottoscritto, sa che il nucleare non solo non è conveniente economicamente, ma sa anche che il suo costo continua ad aumentare e che la sua “rinascita” è possibile solo tramite soldi pubblici.
    Qualche dato.

    Perchè l’elettricità in Francia costa meno che da noi?
    La risposta comune è “perchè c’è il nucleare!”
    Il che è vero, ma manca un pezzo; la risposta completa è :”perchè c’è il nucleare, che è sostenuto dall stato, e lo stato ha deciso di sussidiare l’energia prodotta da centrali nucleari, vendendola sottocosto”
    In parole ancora più povere: il prezzo dell’elettricità nucleare è basso perchè la differenza tra costo e prezzo ce la mette lo stato, cioè i cittadini con le tasse.
    Se il nucleare francese fosse sottoposto a leggi di mercato, nessuna centrale verrebbe più costruita, NESSUNA. (quelle in funzione restano in funzione perchè i costi di investimento sono già stati sostenuti e sovvenzionati dallo stato e i costi operativi sono comunque bassi).
    Questo è ESATTAMENTE quello che è successo in USA, dove non si costruisce una centrale nucleare da trent’anni, in pratica, ossia da quando sono cessati gli aiuti governativi.
    Aiuti governativi che infatti sono oggi chiesti ad Obama dalla lobby nuclearista per far ripartire il settore.
    (http://goo.gl/XHvw2)
    E ancora, gli specialisti ritengono i reattori nucleari sostanzialmente impossibili da finanziare, in assenza di sostegno governativo (http://goo.gl/NPIKa)
    E tutto, questo, nota bene, SENZA neanche aver parlato dello smaltimento delle scorie, tema ASSOLUTAMENTE irrisolto sia in termini tecnici che di costi.

    Il nucleare è stato sussidiato (anche giustamente, secondo me) perchè si sperava che con il progresso tecnologico i costi sarebbero scesi e sarebbe diventato competitivo con le altre fonti (carbone in primis).
    In realtà, è avvenuto l’esatto opposto, anche in seguito a Chernobyl, quando ci si rese conto che i rischi di un incidente erano reali: dal che, la necessità di spendere ancora più soldi per rendere le centrali più sicure. Conseguenza? Al posto di diminuire, i costi del nucleare sono aumentati, e continuano ad aumentare.
    Per dire: oggi è giusto sussidiare le rinnovabili, perchè – tra le altre cose – si spera che dopo questo periodo iniziale diventeranno competitive con le altre fonti. se non dovesse succedere, diventerà applicabile lo stesso discorso appena fatto per il nucleare.
    Ora: perchè ancora oggi in molti vogliono il nucleare?
    Un gruppo molto folto è semplicemente disinformato/ignorante/disinteressato/ideologicamente schierato
    Un gruppo molto meno numeroso ha interessi diretti nella questione, e orchestra molto bene la campagna di disinformazione pe il grande pubblico.
    I costruttori di impianti e le utility hanno ovvi vantaggi a puntare su una tecnologia sovvenzionata dallo stato.
    Gli industriali hanno ogni interesse a favorire una tecnologia che farebbe abbassare il prezzo (ma NON il costo!) dell’energia: ma come ho spiegato prima, questo abbassamento è del tutto artificiale, ed è in realtà finanziato dai cittadini tramite le tasse.
    In poche parole, gli industrali vogliono farsi pagare l’elettricità dai cittadini: molto semplice e molto vantaggioso. Solo per loro, ovviamente.
    In conclusione: le rinnovabili sono sussidiate da 5 anni, le fonti fossili da sempre e Il nucleare da sessant’anni, e ancora non sta in piedi da solo.
    C’è qualcuno che ci spera ancora? Permettete almeno un po’ di motivato scetticismo.
    Io non sono contro il nucleare a prescindere, ma il nucleare che ci viene venduto oggi come la panacea di tutti i mali energetìci è una evidente truffa per chi ha un minimo spirito critico per valutare.
    E chi ripone fiducia cieca nel nucleare francese, forse è meglio che si vada a leggere quanto ha scritto Francois Roussely, già presidente di EDF, il quale dichiara che “la credibilità del modello EPR e della capacità dell’industria nucleare francese di riuscire a realizzare nuove centrali sono state seriamente incrinate dalle difficoltà incontrate nei cantieri di Olkiluoto in Finlandia e di Flamanville in Francia”.
    Raccomanda inoltre di esaminare criticamente queste esperienze prima di iniziare nuovi cantieri e si propone di ampliare l’offerta nucleare con altre soluzioni di taglia inferiore.
    A Oillkiluoto e Flamanville i tempi di consegna degli impianti sono ignoti, i costi sono raddoppiati, e nessuno ha idea di quando e SE il nucleare di terza generazione funzionerà mai.
    In nucleare non ha senso da un punto di vista economico.

    Inoltre: la domanda di energia elettrica in Italia (e non solo) è crollata e non sono in molti a ritenere che si riprenderà presto, se mai si riprenderà.
    I fattori alla base di questo fenomeno sono due:
    1-delocalizzazione della produzione industriale, accentuata dalla crisi, e considerata dai più irreversibile
    2-progressiva diminuizione dell’intensità elettrica della nostra economia (PIL al kWh, in soldoni)
    Inoltre, sono già autorizzati e finanziati diversi GW di centrali tradizionali.
    In poche parole, è molto probabile che – al netto di ogni considerazione economica – i GW nucleari non ci servano nemmeno.
    Infine, faccio notare che il rinascimento nucleare di cui tanto si parla è di fatto inesistente: gli unici paesi che stanno davvero puntando sul nucleare sono Cina e India, come emsemplificato da questa tabella, e ancor meglio dalla relativa mappa.
    http://www.world-nuclear.org/NuclearDatabase/rdresults.aspx?id=27569&ExampleId=62
    Nei paesi già industrializzati siamo circa a zero.

    Due parole sui costi di installazione.
    I costi di investimento per il nucleare sono molto più elevati non solo di quelli delle tecnologie tradizionali (carbone, gas), ma anche delle rinnovabili.
    Ovviamente le rinnovabili hanno un load factor molto inferiore, per cui il confronto nel costo/kWh si complica, ed è a oggi nella maggior parte dei casi a favore del nucleare (che però, come dicevo, è anch’esso sussidiato).
    Ma il confronto con le tradizionali è perso, e nettamente.
    Per esempio, il rapporto MIT “The future of Nuclear Power”, uno dei più citati, ha raddoppiato la stima dei costi al kW tra 2003 e 2009, passando da 2 mil$/MW a 4 mil$/MW (http://goo.gl/e5gaB).
    Questo è ancora niente rispetto alle stime Novembre 2010 del DOE (US Department of Energy), che prevedono per il nucleare una stima di 5.339 $/kW, contro i 2.271 del carbone, i 1.003 dollari per il gas a ciclo combinato avanzato e 2.844 $/kW per l’eolico.
    E, soprattutto, che vedono in termini di costo finale dell’elettricità un costo per il nucleare del 14,37 centesimi al kWh contro gli 11,32 dell’eolico, i 12,49 del carbone,mentre il gas resta a 8,05. (http://goo.gl/5hkoU)
    Ovviamente, questi numeri dipendono da molte ipotesi, ma le tendenza è chiara: mentre il nucleare aumenta i costi, le rinnovabili continuano a diminuirli.

    In conclusione.
    Possiamo pure speculare sul nucleare di quarta, quinta e sesta generazione, ma la verità è che non si riesce a tirare in piedi un impianto che sia uno di terza generazione.
    E che il motivo non sta nella complessità della fisica alla base del processo, ma risiede principalmente nelle enormi difficoltà di project management che impianti da centinaia di MW(a volte migliaia) comportano, con la loro infinita catena di contractors e subappaltatori e un problema enorme di perdita di controllo della qualità.
    Per intenderci: uno dei motivi principali alla base dei problemi di Oilkiluoto è il cemento. A questo siamo.

    E si noti bene: non ho in pratica nemmeno accennato al tema “sicurezza”.

    Saluti,
    JN

  82. Roberto 51

    Caro Oscar,
    come al solito il nucleare scatena gli istinti dei favorevoli e dei contrari che non cambieranno mai idea, qualsiasi argomentazione si porti.
    Per venirne fuori penso dobbiamo usare il buon senso e prendere una decisione basata su un paio di punti su cui penso siano tutti possano essere d’accordo.
    1-Un incidente come quello di Fukushima è capitato e può ricapitare. Supponiamo che avvenga a S.Benedetto PO (uno dei siti possibili), per chi abitasse nel raggio di 20 km (ma al centro della Val Padana potrebbe essere peggio) questo significherebbe: evacuazione, perdita della casa, possibilità gravi malattie, svalutazione totale dei terreni, perdita del posto di lavoro, colpo finale alla produzione del parmigiano reggiano e del salame mantovano.
    2-Oggi come oggi l’energia nucleare, anche perché scarica sulla collettività molti costi di rischio, è probabilmente la soluzione migliore da un punto di vista economico e la sua mancanza implica un aggravio della bolletta elettrica per tutti.
    Detto questo il popolo deve decidere cosa vuole: un oggetto che normalmente non fa danni ma che potrebbe diventare catastrofico per la propria esistenza o una bolletta più cara. A Verona si dive che non si può avere “ovo, galina e cul caldo” contemporaneamente.
    Se si vuole il nucleare si deve coscientemente accettarne i rischi, chi dice che questi non esistono non fa altro che far aumentare il livello di preoccupazione (effetto Titanic).
    Raccontare e far digerire tutto questo agli abitanti di San Benedetto Po e dintorni non sarà facilissimo.

  83. Lorenzo

    Scusi caro direttore, ma si rende conto di quanto è stato ingenuo, stupido e superficiale quello che ha scritto? Almeno sia furbo e non faccia capire di essere al soldo del partito, folle, dell’italico nucleare…
    Mamma mia che figura “barbina” che ha fatto, ma si documenti prima di scrivere, e lasciamo la palla ai tecnici una volta tanto, al posto di fare discorsi avulsi dalle vere problematiche pensati e scritti da ignoranti nella materia (lei è un ignorante in fisica ed ingegneria nucleare).
    Mi aspetto da lei un articolo di scuse e una ammissione della sua “leggerezza”….

  84. Franco Baldussi

    Non sono del tutto d’accordo con quanto scrive. Se da una parte è vero, come è vero, che ancora non sappiamo cosa esattamente sia successo e cosa possa ancora accadere alle centrali nucleari coinvolte dal disastro (non certo un’esplosione nucleare, come solo gli incompetenti possono sostenere), questo farebbe ritenere le sue considerazioni non ben fondate in quanto premature. Le mie osservazioni sono di natura logica e vanno ben a monte del fatto contingente. Sarò più breve possibile.
    Un’analisi, intendo un’analisi seria, dei rischi connessi a una qualsiasi attività non possono prescindere ne’ dagli eventi che determinano i rischi ne’ da un confronto con l’incidenza del rischio di altre attività esposte agli stessi eventi. Cose che invece, quando si parla di nucleare, chissà perchè non vengono mai considerate. Così come, parimenti, non viene mai considerato il beneficio che può essere tratto da una specifica attività in rapporto ai costi/rischi a essa connessi. Il che permette ai luddisti nucleari di esprimere le più assurde corbellerie in relazione a questa forma di energia.
    Se i danni, fossero anche catastrofici, prodotti da un sisma di 9 gradi della scala Richter (un evento assolutamente abnorme) su una centrale nucleare fossero sufficienti a non farle utilizzare allora, secondo lo stesso identico ragionamento, non dovrebbero essere realizzati palazzi, non potrebbero essere abitate regioni al di sotto della quota di 25 metri, non potrebbero essere realizzati porti, non potrebbero essere realizzati insediamanti industriali, raffinerie, condotte per il gas e via impazzendo. Eppure sono tutte attività o realizzazioni che al verificarsi di un evento come questo inducono un numero di decessi tanto in via assoluta che, più correttamente, in termini di incidenza percentuale rispetto alla popolazione esposta assolutamente superiore, non lievemente ma per più ordini di grandezza.
    Se, viceversa, si analizzassero i dati relativi all’approvvigionamento energetico con un minimo di obiettività, vale a dire e solo tanto per dire senza commettere l’assurdo scientifico di considerare eolico e fotovoltaico come alternative al nucleare (non lo sono e non possono esserlo, almeno per quella che è la tecnologia attuale e presumibile a breve e medio termine), si valuterebbe, correttamente, l’energia nucleare come alternativa al carbone e all’olio combustibile e solo a quelle. Con conseguenze, in particolare dal punto di vista ambientale, che piaccia o no, sono sotto ogni aspetto a tutto vantaggio del nucleare.
    Ancora. Solo qualche giorno fa proprio lei ha spiegato con fondatezza la composizione del prezzo della benzina. E’ mai evidenziato con la dovuta pubblicità che la mancata adozione del nucleare in Italia ha comportato un sovraccosto assai notevole per le tasche di tutti noi, per la competitività del nostro sistema paese e, in ultima analisi, per il benessere (misurabile, quantificabile e dimostrabile), di tutti quanti noi, compresi buona parte di quelli che sono oggi privi di occupazione e che non lo sarebbero senza lo sciagurato referendum del 1987?
    Per non dire della differenziazione strategica tra le fonti di approvvigionamento energetico, regola fondamentale per qualsiasi paese, tranne ovviamente l’Italia. A meno che non venga considerato vantaggioso per il sistema paese essere esposti, più di ogni altro paese al mondo, alle oscillazioni di prezzo di gas e petrolio e a qualsivoglia ricatto da parte dei paesi produttori che, in linea generale è piuttosto ardito definire democratici.

  85. Fabio Cenci

    Con sincera umilta’ mi permetto di dire qualcosa in questa materia:

    1)sono un Fisico, ho studiato a lungo Fisica Nucleare, forse so di che parlo. L’ignoranza, non solo in Italia, su questa materia e’ leggendaria; quando ho cercato di spiegare ad amici laureati cosa sia la trasmutazione neutronica, mi guardavano sogghignando e con aria saputa…..naturalmente non capendo un acca;

    2)I comunisti sono stati tra i primi “supporters” dell’energia atomica negli anni 60-70 (c’era qualche residuo d’intelligenza in qualcuno di loro allora, fanatismo religioso a parte) quando le centrali erano lontane dall’essere sicure come oggi (la sicurezza totale non esista nell’universo), ma adesso guai a chi la nomina; siamo alla generazione 3+ e speriamo si vada verso la generazione 4, di gran lunga piu’ sicura di quelle attuali.
    Alla domanda ovvia dei miei amici: vivresti accanto ad una centrale nucleare la risposta e’ SI, ci vivrei senza esitare. Vivrei con apprensione vicino a pale rumorosissime di 80 metri di altezza e ad inquietanti mega-dighe.

    Siamo arrivati alla indecenza di far vedere come un incubo gli sbuffi bianchi che escono dalle centrali per spacciare l’idea che trattasi del mitico/letale “stronzio” o altri spauracchi, quando anche i bambini sanno che si tratta di vapore acqueo.

    Non solo:amici laureati mi hanno recentemente contestato: ma lo sai o non lo sai che ci sono “sostanze” (sic!) che decadono dopo milioni di anni? Ecco, gli intelligentoni non capiscono che le sostanze che sono piu’ rischiose sono quelle a decadenza rapidissima!

    La radioattivita’ e’ il modo in cui un isotopo radioattivo cerca di raggiungere lo “stato stabile”; la radioattivita’ viene dalle stelle, dalle esplosioni di supernove, ecc.

    Se l’ “half life” di un isotopo e’ molto lungo, cosa che terrorizza i cervelloni, quel tipo di elemento, es. l’Uranio 238, non “si dimezza” prima di qualche miliardo di anni a distanza dall’esplosione della supernova che l’ha generato, ma questo significa che la radiazione che emette e’ molto basso, cioe’ non e’ di certo molto radioattivo!!
    Se il tempo di decadenza e’ rapidissimo, quell’elemento togliera’ il disturbo rapidamente ma…..meglio non passargli accanto. Se il tempo e’ infinito e’ perche’ l’elemento e’ “stabile” e non radioattivo.

    Ci rinuncio…da ora in poi.

    3)le migliaia di vittime in Giappone sono state provocate da “madre natura”, leggi terremoti/tsunami, non (finora almeno) da perdite radioattive. I peggiori disastri sono stati causati sempre da eventi naturali, o errori umani (diga del Vajont, Chernobil, dighe rotte in Cina…, esplosioni vulcaniche da brivido), ed e’ per questo che una centrale progetttata per spegnersi al minimo allarme mi da’ piu’ sicurezza di qualsiasi altra cosa

    4)la tecnologia, anche nucleare, si, anche quella…non ci crederete, va avanti come tutte le altre tecnologie, che qualche talebano voglia o no. Io non sono ciecamente a favore del nucleare, dico che il mix energetico e’ una necessita’ per un paese come l’Italia che altrimenti dipende in toto dai Gheddafi, Putin, e sceicchi vari. E’ una questione di necessita’;

    5)le centrali in futuro non useranno solo Uranio 235 ma anche Torio e forse altro (anche adesso e’ cosi’) e non ci sara’ penuria di carburante. L’energia fossile, oltre ad essere inquinante, costera’ sempre di piu’, e l’estrazione sara’ sempre piu’ difficile e costosa, e in aree non tranquille del mondo; l’Italia deve diversificare l’approvvigionamento se vuole sopravvivere.

    6)paesi consapevoli ecologicamente come la Svizzera, la Finlandia, il Canada, molto piu’ consapevoli dell’Italia e non in balia delle eco-mafie hanno investito nel nucleare; non sono cretini o distruttori del pianeta e gli Italiani non sono piu’ intelligenti di loro;

    7)c’e’ ancora chi crede che una centrale sia una “bomba atomica” potenziale; chi lo crede non capisce un acca di come funzioni una centrale

    8)al tempo degli ominidi gli uomini usavano solo energia solare e poco altro; morivano di fame, stenti, e malattie e a 30 anni erano decrepiti

    9)continuiamo ad “ospitare centrali atomiche a 10 km dai nostri confini di Stato ma dormiamo ASSOLUTAMENTE TRANQUILLI! Se questa e’ razionalita’, ributto la spugna.

    10) ci si preoccupa tanto (a chiacchiere) di global warming e poi si continua beatamente a “cibarsi” di energia fossile; si straparla di protocollo di Kyoto e l’Italia e’ il primo paese a violarlo perche’ si sa bene che e’ una follia se non si diversifica col nucleare!

    Potrei continuare ma e’ inutile perche’ l’Italia e’ il paesino del Bar Sport; continuiamo a deprimere la nostra economia svenandoci per comprare la puzzolente energia fossile, sperando di evitare quello che e’ successo nel Golfo del Messico…..altrimenti addio “chiappe al sole”.

  86. luigiruspini

    “Giappone, ora il terrore nucleare
    Oltre mille morti, ma diecimila dispersi”
    Questo è il titolo “obiettivo” di Repubblica…!!!!

  87. stefano

    @Fabio Cenci
    Vorrei avere da lei alcune delucidazioni in proposito:
    se gi sbuffi di cui parla lei è semplice vapore acqueo mi potrebbe spiegare perchè è sata disposta l’evaquazione della zona attorno alla centrale dopo l’allarme nucleare lanciato dalle autorità giapponesi?
    Lei pensa che la vasca di acciaio costruita per assicurare la tenuta stagna di tutta la struttura sia ancora perfettamente in grado di fare il suo dovere?
    Se per disgrazia la vasca di acciaio fosse stata daneggiata con conseguente fuoriuscita di materiale radioattivo, mi potrebbe stimare i danni che potrebbe aver arrecato al terreno e a tutto l’ecosistema?
    Mi permetto solo di fare una considerazione sul consumo di energia fossile spesso al centro dell’inquinamento che colpisce le nostre città e responsabile della bolletta energetica che per il nostro paese risulta essere salata. Rinunciare al nucleare non significa rinunciare a una seria politica di risparmio energetico, e soprattutto, a una seria politica di investimenti in fonti rinnovabili. Come dice lei, nel paese del bar sport abbiamo rinunciato ad entrambe le cose e solo adesso ci siamo accorti che il sole, ogni tanto presente ne nostri cieli, è una fonte di energia da utilizzare. Sul fatto che i paesi confinanti con l’Italia abbiano le centrali nucleari, questo è vero, non c’è dubbio, così come nelle nostre città c’è lo smog ma questo non penso sia una sorta di incentivo per le persone a non preoccuparsi per la loro salute. La mia città è inquinata ma non per questo mi metto a fumare un pacchetto di sigarette al giorno. Lei cita la serietà di altri paesi come la Svizzera e il Canada, anche su questo concordo, così come ho ben viva nella memoria il Vajont che come lei mi insegna è stata una catastrofe causata dall’uomo e guarda caso è avvenuta in Italia. Mi pare che all’epoca furono molti a prevedere il pericolo che i cittadini di quella zona correvano a causa della diga. Mi pare di ricordare che pochi diedero ascolto a queste preoccupazioni e sappiamo come come è andata. La diga ha retto ma le persone sono state spazzate via. I morti del Giappone sono stati causati da madre natura? Lei è sicuro anche di questo? Leggo oggi sul giornale che in Giappone per il futuro, stanno pensando di costruire a non meno di 10 km dalla costa. Forse mio caro amico se l’uomo fosse un po’ lungimirante potrebbe evitare di realizzare i presupposti per le stragi che madre natura causa alla nostra specie e comunque in un paese come il nostro, vista la maturità con la quale gestiamo il nostro terriorio, si veda la Campania come esempio o le stragi a seguito di due o tre giorni di pioggia, meno centrali nucleari abbiamo meglio è per tutti.

  88. claudio dal canto

    Egregio dottor Giannino,ho letto il suo pensiero sul nucleare, e le risposte che ha scaturito, dalla mia semplicità di uomo di campagna di fronte ad un problema cosi grande e dalla mia ignoranza sul tema ,ho fatto alcune considerazioni.
    1)La forza della natura è incontrollabile ed è superiore alle forze umane .Si può prevenire ma non quantificare e non prevedere.
    La natura con le sue manifestazione ridimensiona l’uomo.
    2)Merito al popolo giapponese , ha cambiato l’aspetto della natura ma ha saputo farlo con intelligenza,Una furia come quella che è avvenuta in Giappone se fosse venuta in una regione qualsiasi del nostro paese cosa sarebbe successo?
    3)Il problema nucleare in questa circostanza ,se fatto bene e con serietà ha dato dimostrazione di essere quello che ha resistito meglio di tutte le altre strutture. Un medico mi diceva che i reparti più sicuri erano quelli delle malattie infettive, si era più protetti,Esempio , in questo caso mi sembra abbiano dimostrato le centrali nucleari. Le centrali nucleari Giapponesi ad oggi sono quelle che hanno creato meno vittime di tutto il resto.
    4)L’informazione in generale mette in risalto “il pericolo il nucleare,”che potrebbe creare,ma ad oggi sono le miglia di morti che si contano ,quante sono le vittime causate da centrali a carbone,da centrali a gas,gasolio,quante da dighe Si parla che il cedimento di una diga ha spazzato via una intera cittadina.
    5)Insegnamento e che dovremmo prendere come esempio,a costo zero,non è vero che si risolve sempre tutto con i soldi,il comportamento del popolo giapponese che in una catastrofe come questa ha saputo controllare l’emozioni e seguire tutte le procedure che ha imparato in caso di calamità,uscendo dagli stabili in regola senza fare ingorghi ed evitando
    calche e altri morti,si immagina se la stessa cosa fosse avvenuta in qualche città delle nostre?
    6)Domandiamoci le misure e capacità delle scale dei palazzi Giapponesi e quelle nostre,una volta i vecchi palazzi avevano le scale grandi,ora come sono?
    7)Esempio che bisogna prender dal popolo giapponese,cortesemente alla grande offerta di aiuti da tutti hanno saputo,rispondere” prima vediamo di cosa abbiamo bisogno,poi vi chiediamo,prima arrivino aiuti dai più vicini” questo mi fa pensare a tutti quelli che sul momento fremono per partire per mettersi in bella mostra, “ fare due foto e poter dire nei salotti “ lo dici a me io ero li “. Sono molti gli esempi in cui gente fa tre giorni di viaggio uno di permanenza per vantarsi
    8)Conclusione stiamo con i pedi per terra,l’uomo può trasformare l’assetto della natura ma con intelligenza,senza polemica , in tutto questa tragedia ad oggi le cose fatte bene come le centrali nucleari,sono quelle che hanno dato prova di maggior sicurezza
    9)Uno che sulla emotività del momento erroneamente votò contro il nucleare

  89. the tower

    @Giovanni Cincinnato
    peccato… quasi un bel discorso, fintamente disinteressato, che però si svela con la solita, balla propagandistica e pro nuclearista, finale.

    Il nucleare che compriamo dai francesi ci costa assai poco, altro che acquistato a caro prezzo.
    Le centrali sono “RIGIDE” e producono 24h su 24 quindi i francesi di notte la svendono l’energia…

  90. pongosbronzo

    Direi di attendere, prima di lasciarsi andare a considerazioni entusiastiche sul nucleare. Oltretutto, in un momento come questo, è davvero di cattivo gusto questo suo articolo. Un saluto.

  91. roberto bazzano

    Da noi si chiama “figura da ciccolataio”, ovvero la magra figura fatta per la fretta di parlare a favore di qualcosa senza neppure avere le corrette informazioni traendo conclusioni false no nsolo sbagliate, ma addirittura false dal momento che no nsi è cercato l’approfoindimento nè la verifica delle fonti.
    anche se in Italia questo vezzo è piuttosto diffuso, per un giornalista rimane a mio giudizio una cosa grave che ne fa decadere di colpo la credibilità.
    Perchè così tanta fretta nel dire “avete visto che è tutto sicuro?”
    Come lei si è comportato solo il sedicente forum nucleare che è un’accolita di soggetti economicamente interessati alla speculazione sul nucleare.

  92. Roberto 51

    Bando alla ciance, proposta di referendum con una domanda secca: “Vuoi la centrale nel tuo comune'”.
    Se il “Si” supera il 50%, il comune che ha la più alta percentuale di “Si” vince la centrale.

  93. Fabio Cenci

    @stefano

    Non parlavo del Giappone, parlavo in generale. Quando si mostra una fotografia/ripresa di una centrale nucleare, viene ripreso sempre quello sbuffo enorme bianco che fa raggelare il sangue nelle vene. C’e’ una generale disinformazione sul nucleare e una tendenza a essere sempre dalla parte delle cosiddette energie alternative e a mettere in cattiva luce tutto cio’ che non e’ solare, eolico o fotovoltaico (il cui ROI non tornera’ nemmeno fra cinquant’anni).

    Cerco di vedere le cose con obiettivita’, senza pregiudizi di parte,

    Con il solare non si riesce ancora a far decollare un jet, mi sembra, o no? O a far funzionare aziende che mangiano energia in quantita’ non gestibili con una serie di pannelli…e banalizzo.

    Non sono poi certo in grado dall’Italia di valutare il danno alla centrale, ci mancherebbe. So che finora la stragrande maggioranza delle morti accertate sono morte travolte dallo tsunami; se in futuro cambiera’, vedremo. Il Giappone e’ densamente abitato, e una scossa di tale portata (magnitudo 9 e’ spaventosa) puo’ aver causato danni e fuoriscita di materiale radioattivo.

    L’alternativa all’energia fossile oggi c’e’ ma si ha paura di farla diventare reale; se vogliamo pagare bollette sempre piu’ care e farci inquinare dal petrolio andiamo avanti cosi’, e perderemo sempre piu’ di competititivita’. E mi chiedo perche’ uno Svizzero o un Australiano o un Finlandese dovrebbe essere meno impaurito degli Italiani, tutto qui. La Svizzera e’ piccola.

    E’ ovvio che la maggioranza decidera’; ma puo’ la maggioranza avere coscienza della complessita’ di questa materia?

    Se mi invitassero ad esprimere una mia valutazione in materia medica o di architettura costituzionale, mi asterrei perche’ sono totalmente ignorante, non direi cose tipo: “no alla chirurgia laser” per definizione. Magari avrei paura del laser ma non direi no….a prescindere.

  94. armando

    concordo con giannino
    automobili e sigarette causano migliaia di morti e nessuno parla
    bruciare i fossili causa danni incalcolabili all ambiente e lascera i nostri
    pronipoti senza materia prima per l industria chimica
    gli eventuali morti valgono i 40 anni di energia prodotta

  95. sergio arienzo

    Ci sono diverse inesattezze.
    E’ vero che l’evento è il settimo nella storia conosciuta come livello di intensità, ma è molto più indietro in una scala che cataloga gli eventi sismici con epicentro sulla terra ferma proprio perchè questo è stato localizzato nel mare a molta distanza dai centri abitati. Infatti i morti non sono dovuti a crolli o ad altre distruzioni ma quasi solo per il problema alla diga e lo tsunami. Molto diverso sarebbe stato se lo stesso evento sismico avesse avuto come epicentro una città o peggio ancora, una centrale nucleare. Se si è rischiata una catastrofe con questo terremoto, io rischio sarebbe diventato realtà certa nel caso di un terremoto “terrestre”. Altra inesattezza è l’assoluta trasparenza delle autorità giapponesi. Nei precedenti problemi alle centrali, la notizia è arrivata in ritardo e decisamente sottocatalogata rispetto poi a quella che è stata la realtà. Arriviamo al nucleare. Vi pongo una domanda: in un supermarket dovete comprare dei cereali, suigli scaffali ce ne sono diversi tipi, uno più economico ma con una scritta evidente ” potrebbe essere velenoso, probabilità 1 su un miliardo”. Potendo scegliere sono certo che nessuno lo comprerebbe. Con il nucleare è la stessa situazione solo che oltretutto non è la più economica. La più economica poi è solo una: il risparmio energetico e la lotta agli sprechi di energia. Non è vero che noi non produciamo energia elettrica sufficiente per il fabbisogno nazionale mentre è vero che gli impianti sono vecchi e disperdono una buona percentuale di energia. E’ vero che compriamo energia dalla Francia, ma solo perchè il nucleare non consente di variare l’energia prodotto cosicchè i francesi, la notte che il fabbisogno scende notevolmente, si trovano a produrre energia che andrebbe sprecata e per questo la svendono a quei paesi, come l’Italia, che potendo dosare i propri impianti, risparmia notevolmente. Quindi risparmio usando tutti i sistemi per isolare energeticamente le abitazioni le industrie e tutti gli sprechi. Poi produzione dell’energia grazie alle rinnovabili. Non è vero che il fotovoltaico, per esempio, richiede di occupare enormi spazi, la tecnologia si evolve e i pannelli saranno sempre più piccoli a parità di energia prodotta. Poi i pannelli vanno integrati negli edifici, cosa che ancora non avviene. Sfatiamo anche io discorso del basso costo della produzione del nucleare. Altro esempio per capirci: quando si pensa a spostarsi in auto da casa ad una località a 100km di distanza, non si deve calcolare solo il consumo di carburante, ma tutti gli altri consumi la svalutazione dell’auto la manutenzione e persino il costo sociale dell’inquinamento e dello smaltimento quando l’auto verrà rottamata. Ecco questi costi nel nucleare ci sono con l’aggravante del costo di migliaia di anni di conservazione delle scorie. Tutti i costi vanno divisi per la quantità di energia che produrrà la centrale negli anni del suo ciclo di funzionamento con in più l’uranio necessario. Vedrete che in questo modo il nucleare è costoso, molto costoso. Parliamo di nucleare sicuro, mi domando come fare a verificarlo visto che il reattore francese che abbiamo acquistato non è ancora entrato in funzione in francia e nemmeno in finlandia dove anzi sembra vogliano sospenderne la costruzione. Con queste premesse mi domando perchè insistere sul nucleare. Esistono le alternative e noi invece vogliamo imboccare una strada dove sono più i dubbi che le certezze e dove si parla di probabilità. Pensiamoci bene e per favore, non parliamo di ritorno al medioevo, di aziende che chiuderanno o case al buio se non proseguiamo con il nucleare. La sua incidenza sulla produzione di energia sarà solo per quanto riguarda quella elettrica e non più del 10%. E proprio indispensabile?

  96. sergio arienzo

    @Fabio Cenci

    Sig Cenci, nemmeno con il nucleare faremo decollare un Jet.
    Le aziende non consumano solo elettricità e il nucleare solo elettricità produce.
    Lei sa chi decide il prezzo delle bollette? Crede veramente che il prezzo dipenda dal valore del combustibile usato e non dalla tassazione decisa dal governo? E’ proprio sicuro che nel caso nucleare le tasse ci consentiranno di pagare di meno l’energia prodotta dal nucleare? Poi parla di dipendenza dal petrolio e non si chiede da dove proviene l’uranio? E’ vero, molti sono ignoranti in materia, ma è proprio certo che gli esperti parlino chiaro e non dietro dettatura?

  97. sergio arienzo

    Proprio adesso il governo giapponese ha messo in guardia dai rischi di una fusione nucleare nei reattori 1 e 3 della centrale di Fukushima. Le barre del reattore sono state danneggiate e i livelli di radiazione, per ammissione dello stesso governo, sono saliti.
    Non trovate che la sola probabilità di una fusione nucleare a causa deli danni del terremoto siano elemento importante per decidere se le centrali nucleari in italia sono o no sicure al 100% ( e si, perchè se permettete io vorrei questa certezza visto che in caso di disgrazia non si parla di piccoli incendi o altro ma di morti orribili)

  98. LucaS

    X quelli che sparano a zero su Giannino (Quando non incensi Tremonti ti difendo volentieri!): forse non capite questi 3 passaggi chiave!
    1-Giannino, nonostante sia una persona colta, fondamentalmente è un giornalista, e l’informazione richiede velocità, immediatezza, soprattutto in finanza: i giornali escono tutti i giorni, i tg ci sono ogni tot ore e fanno a gara a chi da per primo le notizie, gli scoop.. Non è che quando succede un terremoto i giornalisti aspettano qualche giorno per parlarne….scrivono subito sulla base delle informazioni disponibili in quel momento! Se poi ci sono da fare rettifiche si faranno. Inoltre non si può chiedere ai giornalisti di prevedere il futuro: l’esplosione alla centrale è avvenuta molto dopo il terremoto e lo tsunami, ed era imprevedibile. Anch’io se scrivo oggi della crisi finanziaria faccio meno errori o imprecisioni rispetto ad uno che ne scriveva appena è scoppiata, però l’informazione serviva allora, oggi sono capaci tutti… Nessuno direbbe che i giornalisti dovevano aspettare a scrivere degli aumenti di capitale delle grandi banche americane tipo Citigroup, perché cosi poi avrebbero scoperto che i bilanci erano truccati e gli aumenti erano dei bidoni: io che pago l’informazione devo decidere ADESSO se comprare, vendere, sottoscrivere o no l’aumento: l’info mi serve ADESSO. DOPO non ha alcun valore per me e quindi non vale la pena di essere pagata, e se non viene pagata nessuno ha interesse a fornirmela …eccetto qualche blogger appassionato che viene maltrattato… questa è la differenza tra un libro di storia e l’informazione! Aggiungerei anche che a posteriori tutti sono capaci di raccontarti una storia, la bravura sta proprio nel raccontarla subito con pochi elementi a disposizione che devi mettere assieme e valutare…e questo solo in pochi sono capaci di farlo!
    2-Cmq vi state agitando tanto per niente! Tutto quello che è successo non toglie validità al messaggio principale di Giannino, almeno per come l’ho capito io, e cioè che il nucleare di OGGI, sottolineo di OGGI, è sicuro! infatti nonostante un evento enormemente ditruttivo ha tenuto bene! I problemi ci sono stati in una centrale di 44 anni fa e non in una moderna, di conseguenza non accorre aspettare giorni per vedere cosa succede in tale centrale per dire che quelle moderne non hanno avuto problemi! Se Giannino avesse detto che anche il nucleare vecchio di 44 anni è sicuro allora avreste ragione…al massimo si può dire che le centrali vecchie non erano cosi sicure come si pensava…ma questo è tutto un altro discorso! E’ come parlare delle telecomunicazioni di oggi basandosi su come erano 44 anni fa, se vi sembra una roba logica…
    3-Dire che il nucleare moderno è sicuro se fatto come dio comanda, non significa affatto che il nuclere sia più conveniente di altre fonti né che l’Italia debba assolutamente investirci. Giannino non ha detto questo! anche perché nessuno può dirlo in modo assoluto, dipende da molte variabili… per es ci sono varie tecnologie nucleari allo studio non solo la fissione classica come molti credono..

  99. Antonio

    Riguardo al punto 3, la fissione è l’unico processo ad oggi disponibile. La fusione cosiddetta “a freddo” è solo un miraggio per ora. Magari!
    Giannino, anche per radio, ha sostenuto più volte la sua opinione pro-nucleare, non credo gli serva l’avvocato difensore
    @LucaS
    Poi: centrali in Italia!!!! ma stiamo scherzando?? siamo in italia vi ricordate? il paese dove l’alta velocità costa 10 volte tanto al km rispetto alla francia o germania…10 VOLTE!!!
    Altra cosa: ma dove le facciamo? lo sapete che l’unica regione non sismica in Italia è la Sardegna?
    La riempiamo di centrali, la perla marina del nostro belpaese, per incentivare il turismo???’
    Sapete che in Sardegna gia si conoscono i siti dove faranno le centrali, prontamente pre-militarizzati???

  100. non capisco perchè l’italia si debba sempre dividere in tifoserie. Non voglio difendere Giannino, ma possibile che in questo paese ogni volta che qualcuno esprime un’opinione venga dichiarato un venduto? Perchè?

  101. Franco Baldussi

    Caro Giannino, come immaginavo il suo articolo ha scatenato una canea di fieri avversari del nucleare, per la più gran parte del tutto privi di argomenti, a meno che non si voglia considerare l’insulto un argomento. Gradirei che costoro esprimessero, fatto il quadro delle esigenze e delle compatibilità sia dal punto di vista dei costi che delle potenzialità prodittive, la loro soluzione per l’approvvigionamento energetico, stante il fatto che per l’Italia esiste la necessità assoluta di dotarsi, quanto prima, di una notevole quantità di centrali produttrici di energia elettrica.
    Tenendo ben presente che eolico e fotovoltaico NON possono essere un’alternativa al nucleare, almeno con le attuali tecnologie, come chiunque si occupi anche solo alla lontana di energia sa perfettamente, sempre che sia intellettualmente onesto, e non per i costi. I costi, pur importanti da altri punti di vista, potrebbero infatti essere considerati secondari se, per esempio, ci consentissero di affrancarci da potenziali ricatti di paesi produttori delle fonti energetiche. Solare ed eolico sono, al più, in concorrenza con il solo idroelettrico e con le turbogas. Potrebbero cioè concorrere a fornire l’energia che serve a coprire le punte, ma mai e poi mai a fornire l’energia (la più gran parte del totale), che costituisce il corpo del diagramma di richiesta. Per il semplicissimo motivo che il sole e il vento vengono quando Dio li manda, non quando avviamo le fabbriche o quando abbiamo bisogno di accendere la luce. Per dirla tutta l’eolico e il fotovoltaico non fanno risparmiare un centesimo nemmeno degli investimenti per le centrali idroelettriche e turbogas, vale a dire di quelle che servono a coprire le punte di richiesta, in quanto non potendo dare una produzione garantita nell’istante in cui l’energia viene richiesta il loro contributo alla potenza di cui occorre disporre deve essere posto uguale a zero (più o meno, non è il caso di annoiare con lunghi discorsi la cui conclusione e comunque che valgono praticamente zero in termini di valutazione della potenza disponibile).
    Quindi, non dico niente di nuovo o di rivoluzionario, il nucleare può e deve essere confrontato, se si vuole essere seri, con le sue sole fonti concorrenti: carbone e olio combustibile. Il confronto, per poter dare almeno un indirizzo generale, deve essere fatto considerando almeno gli elementi principali, che sono più o meno quelli di qualsiasi impianto industriale: costi di impianto, costi di esercizio, disponibilità di materia prima, paesi fornitori della materia prima, effetti certi sull’ambiente, rischi potenziali, costi di dismissione. Questo è ciò che è stato fatto nel resto del mondo. Il quale produce una quota niente affatto trascurabile dell’energia che gli occorre dal nucleare. Sono tutti pazzi tranne noi o è più facile il contrario?
    Qualcuno tra i detrattori del nucleare è convinto che la CO2 sia responsabile dei cambiamenti climatici? Se lo fosse sarebbe in perfetta contraddizione con il suo stesso pensiero.
    Attenzione poi a confrontare i danni, certi, tanto acuti che cronici, delle centrali a carbone e a olio combustibile con rischi solo potenziali, perchè sarebbe come sommare pere e mele. Ancora un’ultima cosa. Avete almeno una pallida idea della quantità di scorie che sarebbero prodotte da ipotetiche centrali nucleari che coprissero anche l’intero fabbisogno energetico italiano? Sareste sorpresi del loro volume alquanto modesto e di quanto la sua parte a lento decadimento sia ancora più ridotta rispetto al volume totale, già modesto, delle scorie.
    Questi sono elementi che, almeno sommariamente, devono essere considerati prima di potersi fare un’opinione sul nucleare. Certo che se esistesse una centrale alimentata a fiori e che emettesse profumi non esiterei a preferirla a qualsiasi altra, senza discussioni. Ma non esiste.

  102. Alberto P

    Mi congratulo con F Baldussi per l’ottima trattazione. Mi limito soltanto a pochissime considerazioni aggiuntive e, secondo me, necessarie per tenere il dibattito nell’ambito di argomenti che siano almeno congruenti tra di loro e non ad minchiam, come diceva simpaticamente il compianto Prof. Franco Scoglio. Parlare di nucleare, come di problemi energetici, dovrebbe implicare un minimo di conoscenze di base per non incorrere in minchiate (per l’appunto) colossali. Bisognerebbe almeno conoscere la differenza che esiste tra energia e potenza. Se io ho una lampadina da 100 W, devo fornirle energia alla potenza di 100 Whr ogni ora. Io potrei anche fornire 30 Whr per un giorno, un anno od un secolo ma, potete starne certi, quella lampadina non si accenderà mai. Ciò che devo semplicemente fare è somministrarle una energia alla Potenza di 100 Whr per un’ora. Brutalizzando, la Potenza è l’energia che riesco a somministrare in un dato tempo. Se devo muovere un treno ad alta velocità, mi occorrono, a spanne, 10 MegaWattHr all’ora, che sono 10 impianti eolici od una superficie di pannelli fotovoltaici pari alla superficie della intera provincia di Milano: ammesso che ci siano vento e sole. Se vento e sole, in quel momento, sono assenti, il treno starà fermo: sic et simpliciter. Il furbetto della situazione potrebbe dire: ok, produco l’energia quando ci sono vento e sole e poi la distribuisco alla potenza richiesta quando ne ho bisogno. Bravo ! E nel frattempo dove la metti ? Lo so cosa state pensando …
    A parte ogni considerazione sui fantacosti (ambientali ed economici) di eolico e solare, capiamo tutti che queste forme di produzione energetica non sono la soluzione. Ma si badi bene, nemmeno i combustibili fossili (gas, carbone e olio pesante) sono la soluzione. Questi sono ad esaurimento, piu’ o meno entro i prossimi 60/80 anni (mi pare si chiami curva di Hubbert, basta andarla a vedere) e non si scappa. NON-SI-SCAPPA. Io posso pensare di utilizzare energie alternative (maddechè, poi …) per risparmiare sui combustibili fossili : le uso al posto delle “tradizionali” quando soffia il vento e c’è il sole. Sposterei la curva di 10/20 anni e cosa risolvo ? NULLA.
    Le riserve di materiali fissili (fissili con la i), allo stato dell’arte durerebbero 20,000 (ventimila) anni (solo Uranio circa 8,000).
    Sul problema sicurezza delle centrali nucleari poi sorvolo bellamente (qui l’ignoranza è ancora piu’ crassa) non senza ricordare però che l’idroelettrico (solare per antonomasia) ci è già costato 3000 morti (Vajont). Cosi’, en passant.

  103. sergio arienzo

    Vedo con dispiacere che si legge solo quello che si vuole leggere e si considerano le cose solo in base all’indottrinamento subito da giornali e televisioni deputate a dare comunicazione del nucleare a senso unico.
    Un dato assolutamente incontestabile a chi parla di futuro senza energia se non si ricomincia con il nucleare è la percentuale che il nucleare produrrà di energia.
    Sarà tra il 10 e il 15% e solo, ripeto solo, dell’energia elettrica perchè solo quella produce.
    Poi bisogna tener conto che solo una piccola parte verrà utilizzata in quanto il nostro picco avviene di giorno e la notte le centrali non si possono spegnere o ridurre di potenza. Pertanto anche i calcoli dei costi sono errati in quanoto si basano sullpenrgia totale prodotta e non su quella che effettivamente verrà usata.
    Leggo di centrali sicure perchè moderne , allora vi sfido a indicarmi UNA centrale nucleare in funzione con il reattore uguale a quello che abbiamo comprato dalla francia. Si, perchè dovete sapere che il reattore è già stato scelto ed anche comprato e che la finlandia , che lo aveva acquistato, sta avendo un sacco di guai e rimanda di continuo il completamento dei lavori. Ultima risposta a chi parla di scorie ridottissime per volume ( ma non per pericolosità) , se così fosse e se fosse facile stoccarle come mai le nostre vecchie scorie sono ancora in inghilterra e in molte nazioni non sanno come fare? Un solo dato è certo: se si investisse nelle rinnovabili gli stessi importi del nucleare, da qui ai 15 anni che ci vorranno prima che il nucleare entri in funzione, la tecnologia farebbe si che si produrrebbe energia a costi sempre inferiori e con fabbisogno di spazzi sempre minori. Ma il produttore maggiore di energia è IL RISPARMIO ENERGETCO che ha un solo grande problema NON ARRICCHISCE I SOLITI NOTI

  104. Riccardo

    Caro Franco, lei è un fratello di sventura. Da anni mi sgolo in interventi pubblici, giornali locali, incontri e convegni della mia città, sollecitando il confronto con le menti più alte in materia, come il Prof. Coppi del MIT di Boston o il Prof. Battaglia dell’Uni di Modena.
    Non c’è niente da fare, le anime verdi italiane, con una bella fetta di popolazione, non vuole capire l’elementare realtà delle cose.
    Allora ho smesso di entrare nei dettagli tecnici e ho iniziato ad usare simiulitudini per assurdo.
    Chiedo loro di provare ad asciugarsi i capelli con l’elettricità prodotta dopo le otto di sera dai loro impianti fotovoltaici, o di accendere la lavatrice con l’energia eolica dei giorni di bonaccia.
    Ho persino cercato di coinvolgere gli Istituti tecnici della provincia ma i direttori didattici sono molto ideologicizzati e hanno sposato ciecamente la causa rinnovabilista.
    Un altro sistema è quello di chiedere come mai siano disposti a credere che, davanti una fonte sicura gratuita e infinita, le menti migliori della fisica mondiale e tutti i paesi industrializzati del mondo, preferiscano una fonte intrinsecamente pericolosa come il nucleare.
    Ma raramente vedo smuovere qualche favilla di coscienza. Sembra molto più facile continuare a pensare che chi cerca di aprire gli occhi sulla realtà energetica italiana sia sul libro paga dei costruttori di centrali nucleari. Con lo stesso principio potremmo dire che i fanatici del fotovoltaico potrebbero essere pagati dall’industria petrolifera, visto che il nucleare è il naturale antagonista del petrolio e non delle rinnovabili.
    Purtroppo non si può ragionare, nè sulla interrompibilità degli impianti convenzionali, sulle tecniche di stoccaggio energetico, sul Pick Oil, su niente. Solo urlare in piazza con le magliette verdi e poi tornare a casa su propri SUV e accendere tutte le luci del giardino con la serenità di chi pensa che funzionino con l’energia pulita.
    Fra una ventina di anni avremo un risveglio molto amaro.

  105. Caber

    Francesco Nicolai :@Tommaso CabriniIn effetti questo dimostra la intrinseca pericolosità dei nostri sistemi energetici. Pensa se ci fosse stato anche un rigassificatore in zona.Ciò non toglie che la presenza di centrali nucleari aumenti il rischio, non certo lo diminuisca.Per non parlare poi del profilo economico della costruzione di centrali in Italia…

    ricordo che è anche crollata una diga idroelettrica, un danno degno del vajont…
    quindi che facciamo? un mondo stile medioevo senza nucleare, idroelettico, petrolio e gas?

    prego… cominciate prima voi… io poi magari vi seguo…

  106. andrea

    @fabio cenci: lo stabilimento della Perugina Nestlè a Perugia consuma una quantità di energia pari a quella di una città di 30.000 abitanti, produce 24h al giorno, e l’80% del suo fabbisogno energetico è prodotto dal solare che hanno installato nello stabilimento.

  107. MauroLib

    @Franco

    Mettiamoci d’accordo su una cosa caro Franco. Nè io nè lei (e forse neanche Giannino) abbiamo, individualmente, ‘tutte’ le competenze necessarie per capire se il nucleare convenga o meno ‘oggi’. Può darsi che non sia conveniente. Di certo la scelta fatta nel 1986 si è rivelata sbagliata. Il motivo è di metodo. Le scelte di pancia sono praticamente ‘sempre’ sbagliate.
    La cosa che mi fa imbestialire è che in questo disgraziato Paese prevalgono sempre i ‘pancipensanti’. Anche questo forum, che dovrebbe essere un luogo di pacatezza e razionalità, si trasforma immediatamente in un Colosseo dove ci tocca assistere alle solite flatulenze ideologiche invece che a ragionamenti razionali. Il tono del suo intervento è pacato e ragionevole ma non è questo il punto.
    Sia i nuclearisti che gli antinuclearisti razionali dovrebbero costituire un fronte comune ideale da opporre a chi ragiona usando il tratto digestivo al posto del cervello. Io sono un nuclearista convinto ma, pur faticosamente, non sono riuscito ancora a farmi un’idea chiara sulle convenienze economiche a un quarto di secolo dalla nostra ritirata dal nucleare.
    Molti cinici che pensano di aver capito come funziona in Italia, oppongono al ritorno al nucleare l’argomento del cemento con la sabbia e che le nostre centrali farebbero la stessa fine delle case dell’Aquila. Costoro dicono, piuttosto è meglio non far nulla. Forse hanno ragione.
    Non far nulla è esattamente ciò che ci viene meglio.

  108. Antonio

    @Riccardo
    Lei spaccia una opinione con l’univocità del mondo scientifico sul “SI” a prescindere sul nucleare, cosa smaccatamente FALSA.
    Io nel mio piccolo, formazione scientifica di alto livello ma in altro campo, cerco di informarmi e non sono contro aprioristicamente, salvo, come dicevo in un altro messaggio, avere interlocutori aperti al dialogo.
    Un atteggiamento come il suo, pensando di poter inculcare la Verità sull’argomento ai poveri mortali, non è affatto comunicativo nè convincente nè apre al dialogo.
    Riguardo la semplicità presunta “tecnica” con cui boccia le alternative è sintomo di poca voglia di approfondire il discorso.
    Se anche lei, come presumo, ha formazione scientifica, sa benissimo che la ricerca non si ferma in nessun campo e le soluzioni aumentano/mutano continuamente.
    Esempio per quanto riguarda il fatto che “di notte come si fa” lo può trovare quì:
    http://www.rinnovabili.it/australia-energia-dal-soleanche-di-notte-600021
    Certo,mi sarà obiettato ciecamente che questa è l’australia, tanto sole e spazi enormi, ma io ho portato questo solo a mo’ di esempio del fatto che non bisogna semplicisticamente chiudere solo perchè non si “intravede” la soluzione: la soluzione si può trovare, dipende dagli sforzi che si fanno, ovvero da quanto investiamo in RICERCA!!! E intendo Ricerca a tutti i livelli, industriale, ricerca applicata, ricerca di base (quella un po’ invisa a Giannino, diciamola tutta!).
    Io sono per il mix energetico, con valutazione anche di “piccoli” contributi nucleari ma dopo ATTENTISSIMA valutazione, e senza questi AUT AUT che non servono a niente. Ma solo se si valuta opportuno, conveniente, necessario, sicuro etc etc.
    Ribadisco poi il problema del DOVE farle. E anche , riprendendo il mio messaggio precedente un po’ irato, sottolineando nuovamente che i costi sono imprevedibili in Italia (purtroppo) per opere così mastodontiche.
    Invito tutti, infine, a non essere integralisti , in un senso e nell’altro, altrimenti resteremo sempre Italioti e non diventeremo mai Italiani

  109. Pietro Barabaschi

    Carissimo Giannino,
    delle sue tre conclusioni non condivido la terza; che esista una vasta area di “crassa ignoranza tecnologica” è vero, ma la sostanza è la delinquenza, meglio la criminalità, che terrorizza l’ignoranza per vendere la TRUFFA dell’eolico e del fotovoltaico.
    Pietro Barabaschi

  110. jamesnach

    @Riccardo.

    Noto con un certo piacere che lei definisce il Prof. Battaglia una delle “menti più alte in materia”.
    Non so se ridere o piangere.
    Battaglia è una delle figure più screditate del panorama scientifico nazionale: la sua cialtronaggine scientifica è bollata e certificata, per esempio qui:
    http://www.climalteranti.it/premio-a-qualcuno-piace-caldo/votazione-premio-a-qualcuno-piace-caldo-2007/
    Battaglia è noto per le sua affermazioni provocatorie, ideologicamente schierate e, soprattutto, INFONDATE.

    Del resto, caro Riccardo, non posso stupirmi che Battaglia sia il principale punto di riferimento scientifico di uno che scrive “Pick Oil” anzichè “Peak Oil”…

  111. Riccardo

    Santocielo che pedanteria…
    Invece di badare alla grammatica stiamo alle cose.
    Lei ritiene battaglia screditato? Sentiamo che dice l’Associazione Fisica Italiana.
    Nel frattempo vediamo se lei riesce a fare sarcasmo anche sulle posizioni del Prof. Bruno Coppi, docente al Mit di Boston e padre del nucleare a fissione (se mai si farà), che liquida in poche righe l’apporto delle rinnovabili al nostro fabbisogno.
    Certo, riprendendo Antonio, che tutto serve e su tutto si deve fare ricerca. Ma io ho sentito con le mie orecchie un funzionario di un grande gruppo bancario italiano che, per cercare di vendere muti ventennali per installazioni fotovoltaiche ad una platea di agricoltori scontenti della rendita del granoturco, sbagliava sistematicamente ogni unità di misura per mezz’ora, terminando l’esposizione con una equivalenza: ! mq di fv= I barile di petrolio.
    Non so se questo la faccia ridere o piangere, a me colpisce la sua facilità nell’elargire patenti di ignoranza a chi ha all’attivo decine di pubblicazioni in materia di fisica quantistica.
    D’altra parte il suo metodo non mi coglie di sorpresa visto che il suo punto di riferimento scientifico è il sito di climalteranti.
    Un saluto cordiale

  112. jamesnach

    Caro Riccardo,

    il suo caro Battaglia potrà averne anche milioni di pubblicazioni all’attivo, ma se si parla di cambiamenti climatici e politiche energetiche la sua opinione è uno zero assoluto.
    Nei suoi fondi per il Giornale e non solo, Battaglia ha scritto una quantità di panzane che sono state puntualmente smascherate da Climalteranti ed altri. Risultato? Battaglia ha strillato e ha fatto l’offeso, per non dover ammettere di aver scritto solenni stupidaggini.
    Solenni stupidaggini che climalteranti, ma non solo, ha ampiamente documentato: chiunque può andare sul sito e farsi un’idea. E rendersi conto del patetico livello delle repliche di Battaglia. Deprimente.

    Cicola l’erronea convinzione che se uno è esperto di fisica nucleare , allora automaticamente è un esperto di politiche energetiche.
    Falso.
    Le due cose sono vagamente correlate, e sono nettamente distinte.
    Tra l’altro, in un mio post della pagina precedente ho in maniera abbastanza esaustiva elencato una serie di motivi, documentati, per i quali il nucleare, specie quello che si vorrebbe realizzare in Italia, è una sonora truffa.
    Ovviamente nessuno mi ha risposto, chissà come mai.

    E visto che lei cita il MIT, vada a leggersi lo studio del MIT che ho linkato (http://goo.gl/e5gaB)… è uno dei tanti che confermano quello che in moltissimi sostengono (tranne quei simpatici burloni del Bruno Leoni ed altri neocon): il nucleare non solo non costa meno delle altre fonti, incluse alcune rinnovabili, ma costa sempre di più.
    Questi sono fatti, puri e semplici.

    Il resto, è whishful thinking di bassissima lega.

    E intanto che noi scriviamo su questo forum, la crisi nucleare in Giappone continua a peggiorare.
    Ancora complimenti a Giannino…

    Saluti,
    JN

    p.s. pendateria? direi di no… se non si sa nemmeno scrivere correttamente quello di cui si parla (e non stiamo mica parlando di ortgografia, ma di sostanza), figuriamoci che conclusioni si possono trarre…

  113. Riccardo

    Grazie ad Antonio per il link di cui sopra, è interessante.
    ps James,ha abboccato…. vede cosa facciamo quando ci arrabbiamo…
    Non si alteri.. lei è certamente una persona interessante ma non ceda alla tentazione della delegittimazione dell’oppositore.
    Comunque grazie per il suo fiero punto di vista, tutto ci rende migliori, fuorchè la rabbia.

  114. Beppe PZ

    Anche se non sono un specialista, ma qualcosa di tecnica capisco 🙂 (sono ingegnere da tanti anni) sono stato molto colpito da quanto scritto al seguente indirizzo, che ritengo di estremo interesse:
    http://www.palmerini.net/blog/?p=1402
    Proprio perché non sono un specialista mi permetto di avere seri dubbi sulla scoperta, ma se questa dovesse dimostrarsi fondata (ripeto, se) è difficile immaginare tutte le conseguenze che essa potrebbe avere sull’economia nazionale e la politica internazionale.
    Chissà che non sia un primo passo verso un mondo più ricco di energia a bassso costo, e per questo più libero.
    Ovviamente questa informazione mi è arrivate per vie traverse, il che può significare o che è una bufala, oppure che ci sono enormi interessi che consigliano di tenerla nascosta: a istinto propendo per la seconda ipotesi… 🙂

  115. adriano

    E’ difficile valutare sulla base della normale informazione.Diffido delle notizie date per spaventare,stupire e confermare tesi.Comunque dopo alcuni giorni dal disastro,le ragioni di Giannino mi sembrano piu’ valide di chi le critica.Di fronte ad una tale catastrofe,la tenuta sostanziale del sistema è miracoloso.Poi,come a Lourdes,per chi crede nessuna prova è necessaria,per chi non crede nessuna prova è sufficiente.Paradossalmente se i danni saranno limitati a cio’ che sembra,si potrebbe concludere che la prova tragica del Giappone autorizzi a ritenere adatto alle centrali tutto il territorio italiano.Una domanda a Giannino, che forse ha fonti informative privilegiate.Nella zona delle centrali danneggiate ci sono impianti tradizionali?Quali danni hanno subito?In generale,sull’intero territorio cosa è successo alle centrali non nucleari?Sulla base del confronto si potrebbe valutare il rischio comparato fra i diversi sistemi,ma nessuno ne parla.Personalmente non avrei difficoltàad accettare una centrale nucleare nel mio cortile.Per chi è contrario ,in buonafede,una domanda.Dovendo scegliere preferireste vicino a casa una centrale idroelettrica con relativa diga o una centrale nucleare?Come dite?Ah,si’.Nessuna delle due.Buona candela a tutti.

  116. Franco Luiso

    <@Riccardo Santocielo, diglielo Riccardo, che per sapere se il vino è buono la cosa più furba da fare è chiederlo all’oste. Diglielo, tu che sei “sveglio”.

  117. Frank

    Caro Sig. Giannino,
    quindi lei pensa che nella centrale di Fukushima non stia succedendo nulla di particolarmente preoccupante.
    Infatti la portaerei Reagan sta lasciando di corsa la zona, per farsi un giretto turistico e le migliaia di persone evacuate le stanno mandando a farsi una vacanzina, tipo Berlusconi con i terremotati all’Aquila.
    E i tecnici della centra, visto che si stavano annoiando hanno deciso, per passare il tempo, di tentare di raffreddare le barre di combustibile ormai completamente esposte per evitare la fusione del nocciolo, una cosina da niente, una bazzecola, una pinzillacchera direbbe Totò!
    E poi, sarà vero che la diffidenza è il male del nostro paese, ma a me una centrale nucleare costruita in Umbria o nella Sicilia Orientale, relizzata magari dall’IMPREGILO, un pò di ansia me la mette…
    Beato lei invece che vive sereno e pieno di certezze!

  118. Bruno

    Ma non pare proprio a nessuno che venir a concionare sulla SICUREZZA, NON dei vantaggi delle centrali nucleari nel momento in cui milioni di persone sono minacciate proprio da queste centrali sia, come minmo, poco tempestivo? Chi è disposto ad andare a bersi un bicchiere d’acqua a Fukushima, adesso?

  119. Stefano2

    Buon pomeriggio.
    Premetto che, come ingegnere, esprimo un parere esterno al settore nucleare, visto che non me ne occupo.
    In primis, vorrei far notare a tutti i presenti qui che le nostre scelte non devono essere figlie della pancia, ma del raziocinio. Nel caso del calcolo del rischio, il signor arienzo, nel suo paragone coi cereali commette un errore, in quanto presuppone che possano esistere prodotti, processi, comportamenti “esenti da rischio”, affermazione palesemente falsa. Quando prendiamo l’auto, automaticamente ci esponiamo a un rischio di incidente che, tuttavia, riteniamo irrisorio al confronto dell’immensa utilità di questo sistema di trasporto rispetto alle nostre gambe, che presenta anch’esso un rischio.
    Allo stesso modo, messi di fronte alla scelta delle future fonti di energia, non possiamo ritenere credibile un’alternativa “primitivistica” come operare un downgrading tecnologico, che fortunatamente, nessuno qui ha proposto, in accordo a un malcelato “principio di precauzione”. Piuttosto, cerchiamo di comprendere come un adeguato mix di fonti possa supplire ad eventuali mancanze, presenti o future. E non pensiamo che il risparmio energetico non esista: basti confrontare il consumo di due pari macchine del 1900 e del 2000.
    Diverse fonti hanno diversi problemi e vantaggi. Il problema centrale delle rinnovabili è la scarsa densità di potenza e l’aleatorietà dell’approvvigionamento. Qualcuno ha fatto notare che esiste, ad esempio, il solare termodinamico (in australia mi sembra), che opera concentrando energia, che viene immagazzinata in materiali ad alta temperatura di fusioni. Ha ragione, ed eliminare tale opportunità sarebbe da idioti.
    Tuttavia essere partigiani per una fonte o per l’altra è anch’esso da idioti, perché nell’ingegneria e nelle realizzazioni umane non esiste mai la soluzione ottimale in assoluto, ma solo quella valida per un caso particolare. Sostenere solo il nucleare o, dualmente, solo le rinnovabili, è come affermare che per andare da casa all’alimentari, così come andare da Parigi a New York, è sufficiente solo l’automobile o solo l’aereo.
    Allo stesso modo, in termini di valutazione di rischio, dobbiamo considerare che il nucleare, che comunque offre un elevato grado di sicurezza negli impianti, ha dei rischi potenziali elevati in caso di disastro, al contrario di una cella fotovoltaica. Ma parallelamente non possiamo ignorare che, tecnologie sic stantibus, al momento non possiamo contare su una soddisfazione della domanda di base da parte del fotovoltaico.

  120. MauroLib

    Logica del senso comune.

    Dice giustamente Giannino:
    gli impianti nucleari sono in assoluto i più costosi da costruire perchè sono i più sicuri.
    Questo è oggettivo. O sono i più costosi perchè ‘dovunque’ nel mondo ci mangiano sopra, oppure lo sono per la ragione che dice Giannino.

    Per cui abbiamo che:
    fanno meno morti del combustibile fossile. Sono incomparabilmente più sicuri delle raffinerie, delle industrie chimiche seminate dovunque (ricordate Bophal?) e dei depositi di carburante alle periferie delle nostre città. Non richiedono lo stillicidio di morti nelle miniere (migliaia di vittime). Non minacciano il mare come le centinaia di superpetroliere che lo solcano. E questo è altrettanto oggettivo.

    Sono sicuri al 100%? No. C’è la sicurezza al 100% che non avremo mai da noi un terremoto 9.0 Richter? No. E di un asteroide che centri in pieno un reattore nucleare? Neanche. Posso star tranquillo, io che abito a nord di Milano, sapendo che decine e decine d’impianti nucleari stanno al di là delle Alpi? No.
    Fine analisi sulla sicurezza.

    Analisi economica.
    Ci conviene farle ‘attribuendo un costo ai rischi chimici, ambientali, di inquinamento dell’atmosfera menzionati’ ? Boh, parliamone. Ma parliamone bene però. E’ inutile che gli ‘espertoni’ mi citino studi del MIT che mi raccontano quanto è caro produrre elettricità dal nucleare.

    Quanto è costato il disastro della Exxon Valdez e le decine simili che sono accaduti e che accadranno? Quanto costano i morti nelle miniere? Quanto costano i polmoni marci degli abitanti della pianura padana? Se sapete rispondere parliamo di analisi economica e, magari di ambientalismo vero, altrimenti consiglio vivamente, al posto degli studi del MIT, la doppio velo Scottex che irrita molto di meno.

  121. giuseppe

    “Gli impianti hanno dimostrato di tenere botta, chi trae spunto dalla tragedia del Giappone per dare vita a una polemica politica è uno sciacallo. Vedremo nei prossimi giorni, ma sono fiducioso” Chicco Testa 13 marzo a Otto e mezzo.

  122. jamesnach

    Per fortuna che è arrivato MauroLib, così il livello della discussione si eleva.

    Uno non dovrebbe nemmeno perdere tempo con certi cafoni, ma siccome oggi sono in giornata di buona gli dedicherò qualche minuto.

    “Dice giustamente Giannino:
    gli impianti nucleari sono in assoluto i più costosi da costruire perchè sono i più sicuri.
    Questo è oggettivo.”

    Non è affatto oggettivo, e il vostro “senso comune” fa acqua da tutte le parti, perchè non avete idea di cosa state parlando.
    In primis, la necessità di sicurezza è uno solo dei componenti che determina l’elevato costo di impianto del nucleare: e la motivazione è esattamente opposta a quella che sostenete voi.
    Gli impianti nucleari non sono i più costosi in quanto i più sicuri, sono i più costosi in quanto i più pericolosi: così non fosse, ovviamente non ci sarebbe alcun bisogno di tutti i sistemi di sicurezza necessari per il loro funzionamento.

    Le centrali nucleari necessitano molti più sistemi di sicurezza di qualsiasi altra tecnologia per il semplice motivo che in caso di incidente le conseguenze sono incommensurabilmente più pericolose.

    Il che è talmente ovvio che anche alle elementari sarebbero in grado di capirlo.
    Su Chicago Blog, evidentemente, si fa un po’ più fatica.

    “Analisi economica.
    Ci conviene farle ‘attribuendo un costo ai rischi chimici, ambientali, di inquinamento dell’atmosfera menzionati’ ? Boh, parliamone. Ma parliamone bene però.”

    Bene, sto aspettando
    Sono sicuro che sarai in grado di stupirci, dall’alto del tuo pulpito dal quale, guarda un po’, ti permetti di trattare il MIT con una congrega di ubriaconi.

    Ma invece dicci, caro MauroLib, quali sono le tue qualifiche?
    Quali le tue competenze?
    Che esperienza professionale hai nel settore dell’energia?
    Quali sono i tuoi studi?

    Facci sapere, mi raccomando…

  123. Caber :

    Francesco Nicolai :@Tommaso CabriniIn effetti questo dimostra la intrinseca pericolosità dei nostri sistemi energetici. Pensa se ci fosse stato anche un rigassificatore in zona.Ciò non toglie che la presenza di centrali nucleari aumenti il rischio, non certo lo diminuisca.Per non parlare poi del profilo economico della costruzione di centrali in Italia…

    ricordo che è anche crollata una diga idroelettrica, un danno degno del vajont…
    quindi che facciamo? un mondo stile medioevo senza nucleare, idroelettico, petrolio e gas?
    prego… cominciate prima voi… io poi magari vi seguo…

    Non esattamente. Si tratta di avere una corretta percezione del rischio. Se le persone sono messe nelle condizioni di comprendere qual’è il rischio insito in ogni tecnologia per la produzione di energia ( produzione?!? ) poi sono libere di decidere cosa vogliono. Ti faccio un parallelo. Si sta facendo esattamente la stessa cosa che facevano le agenzie di rating nel 2008: si da una tripla A ad una tecnologia che, in realtà, è molto più rischiosa di quanto si pensa. Ciò non toglie che, consapevolmente, ci si possa accollare il rischio per avere un rendimento maggiore.
    Il problema del nucleare sta proprio qui: a fronte di un rischio superiore, risulta essere meno competitivo rispetto ad altre tecnologie.

  124. MauroLib

    @jamesnach

    Uno che alza il ditino per sottolineare qualche lettera maldigitata che risposta dovrebbe meritarsi.

    Poi dice:
    Cicola (ho fatto cut&paste, proprio così, cicola) l’erronea convinzione che se uno è esperto di fisica nucleare , allora automaticamente è un esperto di politiche energetiche.

    Ottimo sillogismo. Craxi e i promotori del referendum sul nucleare non capivano una mazza di tecnica ma hanno dimostrato grande saggezza sulle politiche energetiche. Anzi hanno fatto di più, hanno demandato lei e quelli come lei a decidere. La ringrazio del risultato.

    Io la mia qualifica non gliela dico, la sua, l’hanno capita in molti qua dentro. Se ne torni ai suoi lidi per cortesia. Solo gli intelligenti hanno dei dubbi. Io sono nuclearista e ne ho, lei no. CVD

  125. Alessandro Giomi

    Il dibattito sul nucleare è ridotto ad uno scontro tra tifosi. È difficilissimo ascoltare ragionamenti puramente scientifici. Proverò a elencare una serie di punti il più possibile oggettivi, non so con quanto successo.

    1. Oggi lampadine e lavastoviglie consumano molta meno elettricità che in passato. Le automobili consumano meno benzina. Benissimo! E speriamo che questa tendenza si confermi. E’ il risparmio energetico.

    2. Il welfare, i trasporti, la ricerca, l’industria, la sanità, insomma il “progresso” nel senso più comune del termine, richiede sempre più energia, non fosse altro perché si estende a sempre più persone.

    3. Il bilancio tra il punto 1 ed il punto 2 è però molto negativo. Avremo sempre di più bisogno di energia in futuro.

    4. Allo stato attuale siamo capaci di produrre energia in tre modi: a) bruciando combustibili fossili; b) convertendo forme di energia già disponibili in natura, le cosiddette fonti rinnovabili; c) sfruttando la fissione nucleare.

    5. La combustione di carbone e idrocarburi oggi contribuisce per il 65% del fabbisogno energetico del pianeta. Ma i combustibili fossili sono limitati. Prima o poi finiranno. Magari tra molti anni, ma di sicuro finiranno.

    6. Tra le fonti rinnovabili quella idrica è quella che produce più energia, ma non è facile ottenerne di più. Non c’è quasi più “acqua” di facile impiego nel mondo. Rimane quella di difficile impiego, maree e grandi fiumi, il cui sfruttamento richiede pesanti interventi sull’ambiente antropico. Oggi contribuisce per il 16% del totale.

    7. Fotovoltaico ed Eolico per ora contribuiscono al fabbisogno mondiale in percentuale irrisoria, ma sono in grande crescita. Non bisogna tuttavia dimenticare che non si può “intercettare” energia (la radiazione solare e il vento) all’infinito senza impatto ambientale. Per esempio il suolo all’ombra dei pannelli solari si scalda molto di meno di prima e, nel caso di superfici molto estese, ciò modifica il micro-clima. E un discorso analogo si può fare per la produzione di energia eolica. Ma, anche se non diventeranno mai una fonte energetica di massa, sicuramente hanno tutti i numeri per diventare la principale sorgente di energia ad uso domestico.

    8. Una fonte rinnovabile di energia è anche quella derivante dalla combustione di biomasse coltivate ad hoc o ottenute da scarti industriali. Anche se non trascurabile, il suo contributo non potrà mai essere significativo, se non altro perché non si può ipotizzare una coltivazione estensiva di “combustibile” organico che finirebbe per togliere spazio alle coltivazioni ad uso alimentare,

    9. Infine c’è la produzione di energia attraverso la fissione nucleare. Attualmente contribuisce per il 16% del fabbisogno mondiale. Il materiale fissile utilizzato è, esattamente come per i combustibili fossili, “non infinito” e quindi destinato a esaurirsi, ma i tempi si annunciano assai lunghi, sia perché ne serve di gran lunga molto meno (40000 volte di meno del petrolio), sia perché i reattori di nuova generazione potranno usare isotopi fissili diversificati e, in parte, auto-generati.

    10. Tralasciamo di proposito le considerazioni sulla sicurezza degli impianti, sull’inquinamento ambientale, sulla produzione di CO2, sullo smaltimento delle scorie etc… Si tratta di un campo in cui ormai c’è una divisione tra guelfi e ghibellini ed è impossibile fare un discorso oggettivo. Supponiamo per semplicità che la tecnologia in un prossimo futuro risolva tutti i problemi legati alla “safety”, sia per le centrali termoelettriche a petrolio, gas e carbone, sia per quelle nucleari.

    11. Tralasciamo anche le considerazioni economiche, pure loro diventate oggetto di dispute per partito preso. Diciamo solo che, quando saranno finiti i combustibili fossili, se ci sarà ancora uranio o plutonio o torio, poco importa quanto costerà produrre energia nucleare; essendo l’unica fonte rimasta bisognerà usarla, che ci piaccia o no. E naturalmente vale il ragionamento simmetrico, se a finire prima sarà il combustibile atomico.

    12. Rimane il fatto che le energie rinnovabili da sole non basteranno mai.

    13. Allora il più elementare buon senso ci dovrebbe far concludere che, finché abbiamo la fortuna di poter ancora contare se entrambe le fonti non rinnovabili di produzione di massa, petrolio e nucleare, bisogna usarle tutte e due, in modo “geo-politicamente intelligente”. Così da non cadere in nessuna trappola o ricatto energetico.

    14. Osservazione conclusiva: quando sarà finito sia il combustibile nucleare che quello fossile, rimarremo, se ci va bene, con metà energia di quella che ci serve. Tra quanti anni? 50? 100? Io, da fisico, spero nell’avvento di un nuovo Fermi, che scopra una nuova fonte di energia rinnovabile veramente alternativa (quelle di oggi le potremmo definire “complementari”, ma non alternative). Ma quale in università si formerà questo scienziato? Certo non in una università italiana.

  126. jamesnach

    MauroLib,
    eh già, tra “Pick Oil” e “Peak Oil” ci passa solo qualche “lettera maldigitata”. Come no.

    Noi invece siamo tutti in fervente attesa che tu ci faccia una bella analisi economica, “Ma parliamone bene però”!. E che si spieghi un po’ perchè dovremmo dar retta a te e alle tue chiacchiere da bar e non al MIT.

    Su tutto il resto, ovvero sulla sostanza, ovviamente sorvoli.
    Chissà come mai. Forse perchè non hai la mia idea di ciò di cui stai parlando.
    Tipico dei nuclearisti più ideologici (il 90% della specie)
    La lascio al suo triste brodo, ma la invito per cortesia a testimoniarci la sua incrollabile fede nell’atomo facendo una bella gita a Fukushima. E ci mandi molte foto, mi raccomando.

    Chiudo con una testimonianza diretta dell’acume e dell’onestà intellettuale del noto luminare Franco Battaglia.
    Leggete un po’ cosa è riuscito a scrivere sulle colonne del vostro amato Giornale, non più tardi di Sabato:
    “”Chernobyl non sarebbe stata alcun in­cubo se non fosse stato per coloro che hanno scientemente e colpevolmente fatto passare per tale un evento che, an­corché il più disgraziato occorso nel settore di produzione elettronucleare, ne ha dimostrato in modo inequivoca­bile la assoluta sicurezza”
    Eh già…

  127. Paolo

    Le agenzie di stampa di ventiquattro ore dopo il suo editoriale la sconfessano: il governo giapponese ha dovuto abbandonare i toni tranquillizzanti, riconoscere che c’è un problema, le radiazioni riscontrate nella prefettura di Fukushima sono 400 volte quella che si registra in un solo giorno, il raggio di pericolosità e di evacuazione è stato aumentato rapidamente.

  128. Paolo

    Le agenzie di stampa di ventiquattro ore dopo il suo editoriale la sconfessano: il governo giapponese ha dovuto abbandonare i toni tranquillizzanti, riconoscere che c’è un problema, le radiazioni riscontrate nella prefettura di Fukushima sono 400 volte quella che si registra in un solo giorno, il raggio di pericolosità e di evacuazione è stato aumentato rapidamente.

  129. Fabio Cenci :
    Con sincera umilta’ mi permetto di dire qualcosa in questa materia:
    1)sono un Fisico, ho studiato a lungo Fisica Nucleare, forse so di che parlo. L’ignoranza, non solo in Italia, su questa materia e’ leggendaria; quando ho cercato di spiegare ad amici laureati cosa sia la trasmutazione neutronica, mi guardavano sogghignando e con aria saputa…..naturalmente non capendo un acca;
    2)I comunisti sono stati tra i primi “supporters” dell’energia atomica negli anni 60-70 (c’era qualche residuo d’intelligenza in qualcuno di loro allora, fanatismo religioso a parte) quando le centrali erano lontane dall’essere sicure come oggi (la sicurezza totale non esista nell’universo), ma adesso guai a chi la nomina; siamo alla generazione 3+ e speriamo si vada verso la generazione 4, di gran lunga piu’ sicura di quelle attuali.
    Alla domanda ovvia dei miei amici: vivresti accanto ad una centrale nucleare la risposta e’ SI, ci vivrei senza esitare. Vivrei con apprensione vicino a pale rumorosissime di 80 metri di altezza e ad inquietanti mega-dighe.
    Siamo arrivati alla indecenza di far vedere come un incubo gli sbuffi bianchi che escono dalle centrali per spacciare l’idea che trattasi del mitico/letale “stronzio” o altri spauracchi, quando anche i bambini sanno che si tratta di vapore acqueo.
    Non solo:amici laureati mi hanno recentemente contestato: ma lo sai o non lo sai che ci sono “sostanze” (sic!) che decadono dopo milioni di anni? Ecco, gli intelligentoni non capiscono che le sostanze che sono piu’ rischiose sono quelle a decadenza rapidissima!
    La radioattivita’ e’ il modo in cui un isotopo radioattivo cerca di raggiungere lo “stato stabile”; la radioattivita’ viene dalle stelle, dalle esplosioni di supernove, ecc.
    Se l’ “half life” di un isotopo e’ molto lungo, cosa che terrorizza i cervelloni, quel tipo di elemento, es. l’Uranio 238, non “si dimezza” prima di qualche miliardo di anni a distanza dall’esplosione della supernova che l’ha generato, ma questo significa che la radiazione che emette e’ molto basso, cioe’ non e’ di certo molto radioattivo!!
    Se il tempo di decadenza e’ rapidissimo, quell’elemento togliera’ il disturbo rapidamente ma…..meglio non passargli accanto. Se il tempo e’ infinito e’ perche’ l’elemento e’ “stabile” e non radioattivo.
    Ci rinuncio…da ora in poi.
    3)le migliaia di vittime in Giappone sono state provocate da “madre natura”, leggi terremoti/tsunami, non (finora almeno) da perdite radioattive. I peggiori disastri sono stati causati sempre da eventi naturali, o errori umani (diga del Vajont, Chernobil, dighe rotte in Cina…, esplosioni vulcaniche da brivido), ed e’ per questo che una centrale progetttata per spegnersi al minimo allarme mi da’ piu’ sicurezza di qualsiasi altra cosa
    4)la tecnologia, anche nucleare, si, anche quella…non ci crederete, va avanti come tutte le altre tecnologie, che qualche talebano voglia o no. Io non sono ciecamente a favore del nucleare, dico che il mix energetico e’ una necessita’ per un paese come l’Italia che altrimenti dipende in toto dai Gheddafi, Putin, e sceicchi vari. E’ una questione di necessita’;
    5)le centrali in futuro non useranno solo Uranio 235 ma anche Torio e forse altro (anche adesso e’ cosi’) e non ci sara’ penuria di carburante. L’energia fossile, oltre ad essere inquinante, costera’ sempre di piu’, e l’estrazione sara’ sempre piu’ difficile e costosa, e in aree non tranquille del mondo; l’Italia deve diversificare l’approvvigionamento se vuole sopravvivere.
    6)paesi consapevoli ecologicamente come la Svizzera, la Finlandia, il Canada, molto piu’ consapevoli dell’Italia e non in balia delle eco-mafie hanno investito nel nucleare; non sono cretini o distruttori del pianeta e gli Italiani non sono piu’ intelligenti di loro;
    7)c’e’ ancora chi crede che una centrale sia una “bomba atomica” potenziale; chi lo crede non capisce un acca di come funzioni una centrale
    8)al tempo degli ominidi gli uomini usavano solo energia solare e poco altro; morivano di fame, stenti, e malattie e a 30 anni erano decrepiti
    9)continuiamo ad “ospitare centrali atomiche a 10 km dai nostri confini di Stato ma dormiamo ASSOLUTAMENTE TRANQUILLI! Se questa e’ razionalita’, ributto la spugna.
    10) ci si preoccupa tanto (a chiacchiere) di global warming e poi si continua beatamente a “cibarsi” di energia fossile; si straparla di protocollo di Kyoto e l’Italia e’ il primo paese a violarlo perche’ si sa bene che e’ una follia se non si diversifica col nucleare!
    Potrei continuare ma e’ inutile perche’ l’Italia e’ il paesino del Bar Sport; continuiamo a deprimere la nostra economia svenandoci per comprare la puzzolente energia fossile, sperando di evitare quello che e’ successo nel Golfo del Messico…..altrimenti addio “chiappe al sole”.

  130. riccardo nucleare

    @Fabio Cenci:
    – ti ringrazio per avermi illuminato con qualche piccola informazione che ignoravo (quale potrebbe essere un testo divulgativo di introduzione al tema della sicurezza delle centrali nucleari? Qualcosa per cui sia sufficiente una formazione da liceo scientifico, o qualche esame di una facoltà scientifica);

    – Per un attimo sono disposto a valutare la costruzione di centrali in Italia, per questo chiedo: chi allestisce il quadro normativo ? Chi regola l’aggiudicazione degli appalti? In Italia ci blocchiamo per smaltire della spazzatura….

    – in merito al rischio, come spesso accade in fatto di temi scottanti, vengono tirati in ballo termini privi di una precisa definizione; in questo caso è necessaria anche una definizione di “rischio”, trattandosi di un tema che interessa risvolti di carattere scientifico e tecnico, oltre che sociale. Per poter operare una scelta dovremmo rinunciare un pochino all’uso degli aggettivi, a favore di qualche tabella, tanti grafici e tantissima lucida razionalità.

  131. ltz

    Complimenti sig. Gianninno !!

    Aveva proprio ragione sulla sicurezza degli impianti !

    Per fortuna lei non sa come vanno le cose e non si presta a speculazioni fuori luogo !

  132. Giovanni Cincinnato

    @the tower

    Non sono fintamente disinteressato, io sono realmente disinteressato, la politica del paese non dioende da me e tantomeno mi compete. Non sapevo che pagassimo a buon mercato l’energia dalla Francia, ma fa sempre piacere “sfatare” un mito.

    Pour parler:

    – Gli aerei cadono ogni giorno ma si continua ad andare avanti.

    – Le petroliere di tanto in tanto riversano tonnellate di greggio in mare, eppure continuano ad essere utilizzate.

    – Le centrali convenzionali ed i depositi di carburante hanno incidenti che lasciano un segno indelebile.

    – La medicina sperimenta nuovi metodi per curare le malattie che inizialmente fanno più danno che bene, inventa farmaci che dopo si rivelano essere fonte di danni per chi li utilizza.

    – L’esplorazione dello spazio ha fatto le sue vittime , ma l’uomo continua a provare.

    e potrei continuare in eterno, il mio è senz’altro cinismo e potete essere liberi di non condividere appellandovi al politically correct, ma nella nostra storia non abbiamo sempre fatto “prove ed errori” ? Non abbiamo sviluppato quasi tutto quello che abbiamo con il sacrificio ed a volte le catastrofi? La sicurezza 100% non esiste e non esisterà mai, bisogna cercare di fare il massimo e prevedere tutto, ma esiste sempre la possibilità di un imprevisto e della casualità sfortunata, che ti coglie di sorpresa, sopratutto quando sei sicuro.

  133. John M

    MI piacerebbe non leggere più attacchi tra persone. Tipo ” tu hai detto questo e quindi sei così” e “tu hai risposto quest’altro e quindi sei cosà” ecc ecc.
    La forza di un blog è lo scambio di Idee. Idee e informazioni.
    Se qualcuno ne ha di più ben venga ma non accusi gli altri della loro, vera o presunta, ignoranza.
    IO avevo un idea ma mi sono reso conto che forse era un po’ lacunosa.
    Leggendo l’ho affinata ma non ancora ben capito dove sia il nocciolo (per usare un termine nucleare) dellla verità se ne esiste una.
    La polemica sterile non porta da nessuna parte e mi impressiona come sia lo specchio dell’attuale situazione politica italiana (sono tutti comunisti e Berlusconi deve dimettersi sic et…).
    Quindi ben venga chi sa qualcosa in più. Porti la sua esperienza ed il suo parere. Più ne parliamo, più ne sappiamo, più abbiamo informazioni per scegliere.
    Basta attacchi e polemiche. Per piacere.
    Parliamo di fatti, informazioni oggettive dimostrabili o confutabili scentificamente.

    Produrre un analisi economica costi/benefici sui danni del nucleare/tuttoilresto mi sembra uno sforzo immane che dà luogo a soggettività non indifferenti ma il blog deve (dovrebbe) servire proprio a questo. raccogliere il tutto, per estrarre il meglio per tutti.
    La polemica e lo scontro non portano da nessuna parte.

  134. Francesco R.

    Complimenti per la capacità di dire stupidità senza sentire imbarazzo.

    veramente notevole

  135. rugantino

    Quante scemenze ci propina Giannino. Ma perché non parla di quello che conosce? Economia, non certo tecnologia.

  136. Riccardo

    Si può essere a favore o fieramente contro, sarcastici, arrabbiati, straffottenti o accondiscendenti ma quando si arriva al “lei non sa chi sono io” con l’arroganza della verità in tasca, il tutto diventa sterile. Se qualcuno ha una alternativa al bruciare petrolio, qualcosa di valido, non un sistema che i tecnici giudicano inadatto ( anche Carlo Rubbia ha ammesso l’inadeguatezza dell’attuale fotovoltaico), lo proponga con la competenza di cui dispone e magari con un pò di buoneducazione.
    Ma agitare il ditino con la spocchia di chi la sa lunga, e passare dall’argomentazione all’insulto con la rapidita di un deputato, mi pare serva a poco.
    saluti

  137. marco

    Penso che un giornalista che scriva queste considerazioni al limite del risibile, in un momento in cui ancora non si sa nulla di certo sulla tenuta delle centrali nucleari dopo il sisma, e che lavora per un editore/costruttore fortemente interessatto al nucleare…dov’ero rimasto? Ah si mettiamola così, a pensar male si fa peccato ma quasi mai si sbaglia.

  138. Alberto P

    Stavo per rivolgere un appello a Giannino affinchè si esercitasse una moderazione un po’ piu’ selettiva sugli interventi, al fine di evitare l’ingresso ad utenti che tutto hanno per la testa tranne che offrire una collaborazione sincera al lavoro di tutti. Mi ero infatti assai seccato di dovermi leggere (dietro suo minaccioso invito) l’intervento dell’utente JN alla pagina precedente. Me lo sono letto, dicevo, ed ho trovato una serie di slogan, affermazioni apodittiche e link a, udite, udite, articoli del NYT. Ora, va bene tutto, ma se dobbiamo dibattere con un minimo di rigore attorno ad argomenti che richiedono un livello minimo, basico, di conoscenze scientifiche e per fare questo dobbiamo riferirci ad articoli del NYT, bene, credo che tutti quanti potremmo utilizzare molto piu’ proficuamente il ns. tempo. Voglio poi fare presente che questo sito e l’IBL ci offrono una pubblicistica sull’argomento che è di consistenza ben piu’ corposa che non i succitati articoli e vorrei pertanto invitare gli utenti alla “rogantino” poco sopra, alla JN testè citato ed a tutti gli altri che intervengono al solo scopo di lanciare slogan e gridare il loro sdegno, di andarsi quantomeno a leggere questi studi. Ne gioverebbero loro per primi e ne gioverebbe tutta la discussione, ivi compreso uno sdegno piu’ ragionato e meglio motivato (if any …).
    Mentre pensavo questo, ho visto l’intervento di MauroLib e lo ringrazio: risposta ben argomentata e data con signorile fermezza. Forse è giusto cosi’, che anche i piu’ giovani arroganti ed intemperanti possano arricchirsi nel confronto. Forse.

  139. Come al solito, le intelligenti e illuminanti argomentazioni di Oscar Giannino scatenano un putiferio di arroganza , violenza verbale e tanta , tanta ipocrisia e demagogia.
    Vada avanti per la sua strada Giannino, non si curi di tanta dabbenaggine.

  140. Frank

    Francamente cancellerei questo post scritto con troppo fretta da una delle menti che considero più brillanti. Sentirsi spiegare quanto è sicuro il nucleare quando ancora non si sa cosa e se è successo mi sembra poco serio e ovviamente si presta a discussioni dello stesso tenore di certi commenti.

  141. Giorgio Gavinel

    Stiamo vivendo l’ennesimo esempio di speculazione informativa. La grande forza e dignità dimostrata in questi momenti dal popolo giapponese passa in secondo piano di fronte ad un uso utilitaristico e spesso fazioso delle informazioni che via via giungono relativamente agli incidenti nucleari.
    Apprezzo la sua posizione fuori dal coro e concordo pienamente con le sue considerazioni.
    Vivo in provincia di Trieste ed ho sperimentato sulla mia pelle il disastro di Chernobyl in quanto anche se la notizia non è stata divulgata adeguatamente nella nostra provincia la percentuale di tumori ha avuto un sensibile incremento. E’ difficile stabilire un legame diretto ma il ragionevole dubbio rimane. Lo affermo in quanto sono stato colpito personalmente da un tumore maligno e vivendo la malattia capite di reperire informazioni spesso taciute. Per mia fortuna la terapia ha avuto successo e non porto alcuna conseguenza. Non voglio entrare nei particolari.
    Detto questo personalmente sono favorevole al nucleare in quanto come qualsiasi innovazione deve essere trattato e gestito correttamente. Temo che il bassissimo livello della classe politica europea cederà al populismo e questo potrebbe portare ad una “italianizzazione” (che traduco con immobilismo) di tutta l’UE. Sono rimasto estremamente deluso dalle dichiarazioni di Frau Merkel e da questa politica ostaggio dei sondaggi sempre più debole e priva di indirizzo politico indipendente.

  142. rugantino

    Però a questo punto sarebbe fondamentale che Giannino scrivesse esplicitamente: non prendo soldi dalla lobby nucleare. Altrimenti ogni sospetto qua diventa legittimo. In altre parole, l’incompetenza sul tema ormai è manifesta, ma almeno l’onestà intellettuale deve essere al di sopra di ogni sospetto.

  143. Sergio Donato

    “Facciamo brillare il nocciolo?”

    Alcuni dicono che la pericolosità del nucleare si dimostri indirettamente dalle misure di sicurezza o dalla vastità dell’area da evacuare in caso di emergenza.
    Vero.
    Però, interi isolati vengono ancora evacuati in Italia per il brillamento di una bomba inesplosa della Seconda Guerra Mondiale, e che si risolve sempre in un po’ di sabbia sollevata.
    Difendo il nucleare, ho le pezze davanti agli occhi?
    Non proprio, anzi, è il contrario. Vorrei che le decisioni fossero il frutto di riflessioni, non solo dell’istinto, o peggio, della paura.

  144. Max Ciccio P.

    roberto bazzano :
    Da noi si chiama “figura da ciccolataio”, ovvero la magra figura fatta per la fretta di parlare a favore di qualcosa senza neppure avere le corrette informazioni traendo conclusioni false, non solo sbagliate, ma addirittura false dal momento che non si è cercato l’approfondimento nè la verifica delle fonti.
    anche se in Italia questo vezzo è piuttosto diffuso, per un giornalista rimane a mio giudizio una cosa grave che ne fa decadere di colpo la credibilità.
    Perchè così tanta fretta nel dire “avete visto che è tutto sicuro?”
    Come lei si è comportato solo il sedicente forum nucleare che è un’accolita di soggetti economicamente interessati alla speculazione sul nucleare.

  145. Luciano

    Concordo pienamente con Frank: post frettoloso. Commentarlo oggi, a quattro giorni dal terremoto/tsunami, con un’ordine di evacuazione nel raggio di 30 km dalla centrale di Fukushima, una sicura fusione parziale del nocciolo e una nube radioattiva che si avvicina a Tokio è come sparare sulla croce rossa. Possiamo trarre tre prime conclusioni: Le centrali nucleari costano molto e forse tutti soldi per la sicurezza non vengono spesi poi così bene come si pensa. forse è il caso di rivedere per bene le norme di sicurezza presenti in Europa, ferree come quelle giapponesi. L’Italia ha vaste zone sismiche i cui fenomeni di magnitudo simili a quelli giapponesi sono più rari ma non escludibili a priori (Messina 1908) e forse la crassa ignoranza tecnologica appartiene anche ai commentatori nuclearisti.

  146. marcello

    La strada dell’Istituto Bruno Leoni sembra irta di bucce di banana. Poco più di un mese fà sdoganava il “Rapporto Montford” sul cambiamento climatico.
    Vedi http://ugobardi.blogspot.com/2011/01/il-rapporto-montford-sono-veramente.html.

    Ora IBL si dedica ai costi del nucleare. Un tema sdrucciolevole, perchè il nucleare non è “più economico di ogni forma di produzione energetica detratti i costi di decommissioning, scorte e sicurezza”. A parte che tali costi non possono essere ignorati, comunque la produzione da centrali carbone-gas da noi continuano a costare come, se non meno del nucleare, che risulta sempre meno costoso delle sole fonti rinnovabili.

    Parlare di costo del nucleare in generale è poi vago, poiché rilevano le tecnologie (EPR, OPR,WPR) ed il Paese in cui è realizzato. Il fattore paese è tale per cui il costo del nucleare cinese costerà inevitabilmente 4/5 volte meno del nucleare italiano.
    Vedi: http://www.oecd.org/dataoecd/59/50/45528378.pdf

    Se poi pensiamo che il costo dell’EPR di Olkiluoto sta lievitando come un bigné (parliamo della Finlandia, n.1 nella classifica dell’efficenza dalla PA secondo il rapporto sulla competitività del World Economic Forum, l’Italia gravita intorno al 130° posto…). Si veda la relazione del Prof. Steve Thomas dell’Universita di Greenwich sullo stato dell’arte relativo alla centrale di Olkiluoto
    http://www.aspoitalia.it/attachments/294_EPRincrisi.pdf

  147. Francesco Dose

    Beh che dire. Giannino, lei si è riempito la bocca di saccenza e ha disquisito di ciò che non conosceva palesemente.
    Già quando lei scrisse questo articolo, io me la ridetti della grossa, per la sua presunzione di sapere e di prevedere.
    Purtroppo ora non rido, perchè non solo la crassa ignoranza tecnologica dimostra di averla lei, ma magari qualcuno la vede come un una persona di cultura a tutto campo, e speriamo di no, una guida ed un punto di riferimento.
    Poteva parlare di materie di sua competenza, oppure informarsi meglio, come si conviene alle persone di cultura e di intelletto.
    Invece chissà perchè, o per chi, lei ha dovuto giocarsi la faccia sparando queste roboanti cazzate, che ripeto, reputai tali in tempi non sospetti.
    Questo mio post sul suo Blog é per dirle che lei non ha commesso un errore banale, lei ha peccato di superbia culturale.
    E di questo si dovrebbe vergognare moltissimo.

  148. Pietro

    @Frank

    Sono d’accordo con chi giudica l’articolo non degno di una mente come Giannino.
    Perché, soprattutto, trovo strano che proprio Giannino, che ben si guarda nel dare giudizi affrettati se prima non ci si e’ ampiamente documentati, cito ad esempio la sua giustissima polemica con i giornalisti per recenti fatti di Roma, qui non abbia aspettato nessuna notizia “certa” prima di esporre le sue opinioni in merito ed ha voluto cavalcare un onda, giusta o sbagliata che sia, prima di conoscere la realtà dei fatti.
    Stimo troppo Giannino per credere nell’interesse di “qualcuno” su questa vicenda, ma trovo questa presa di posizione decisamente poco accorta.

  149. Giovanni

    Guardi che è umano dire una fesseria: sarebbe un atto di onestà correggere il tiro sulle centrali nucleari, adesso.

  150. Riccardo

    Come proponete di produrre i 30GW di potenza che l’Italia necessita dal tramonto all’alba?

  151. Giovanni Cincinnato

    Mamma mia che pessimismo; tutti a predire tragedie, sembra di stare in un “gufaio” .

    Continuo credere che noi italiani non costruiremo le centrali nucleari e se mai lo facessimo, Dio solo sa quanti secoli e miliardi ci costerebbero prima di vedere un 1 MW di energia e poi il mondo ha ancora elevatissime quantità di idrocarburi da utilizzare (per centinaia di anni) fra carbone/gas/petrolio e forse fra 40/50 anni qualcuno costruirà una centrale di fusione nucleare (conveniente). Nel frattempo basta incrociare le dita e sperare che nessuno in europa (che confina con noi) esploda.

  152. alessandro

    Caro Giannino, ancora non la sfiora il dubbio di avere preso una cantonata ? Una persona intelligente e in buona fede ha la forza di fare autocritica. Alessandro

  153. luigi de vecchis

    Ho letto l’articolo di Giannino che condivido inpieno: ottima analisi del rischio, ed il bellissimo commento di Giorgio Gavinel. Sono Presidente di una società di ricerca avanza sui reattori nucleari di quarta generazione (sono più vicini di quanto i governi che non investono in sicurezza possono immaginare), e che ritengo siano molto complementari alle fonti rinnovabili. Concordo con il fatto che ci siano molte speculazioni sul nucleare e voglio dare il mio contributo per cercare d’informare chi, giustamente, ha paura.
    I reattori giapponesi hanno resistito al devastante terremoto ed hanno, tutti, attivato le procedure di spegnimento. Il calore residuo che era rilevato nel core all’inizio, era dovuto al decadimento dei frammenti della fissione (isotopi prodotti dalla fissione nucleare) che generano ancora un po’ di potenza, circa lo 0,6% di quella del reattore. l’onda anomala (muro di 10-15mt che viaggiava a circa 500km orari) ha causato un guasto ai generatori diesel che alimentavano le pompe per spingere l’acqua di raffreddamento nel reattore. L’operazione di introduzione di acqua di mare con boro (operazione giustissima) è complicata dal fatto che il reattore è di quelli con il circuito primario in pressione.
    Questo dimostra due cose: 1. l’ingegneria di costruzione era giusta visto che il terremoto non ha causato danni, 2. Non era stata affrontata (nella progettazione) la forza devastante dello tsunami. Sarebbe stato sufficiente collocare il reattore 30 mt più in alto e questo brutto incidente sarebbe stato evitato. Non è colpa dei progettisti nè della tecnologia che, è dimostrato dalla resistenza al terremoto, era un buon progetto anche se vecchio.
    Una considerazione: abbiamo imparato molte anche cose da questo brutto incidente e va riconosciuto il merito di un popolo che ha voglia di ricostruire e con la dignità di chi si rende conto delle ripercussioni dell’incidente sul mondo intero e che sta facendo di tutto (con operazioni corrette e con il rischio che queste comportano) per evitare peggiori catastrofi.
    Una informazione: noi abbiamo progettato un reattore (uno tra i 6 progetti selezionati su 100 presentati) di quarta generazione conosciuto a livello internazionale e giudicato tra le innovazioni più importanti di questo secolo. Usa piombo liquido per il raffreddamento e, quando sarà disponibile (nel 2020-2022 se iniziassimo subito a costruire un dimostratore), avrà risolto anche il problema della fusione del nocciolo nel senso che l’uranio, anche se fondesse per le elevate temperature (melt down), avendo peso specifico inferiore al piombo, si disperderebbe sulla superficie di questo senza collassare sul fondo dove, raggiungendo la massa critica, inizierebbe la reazione a catena incontrollata.
    Su questo nuovo reattore sono stati eliminati tutti i componenti che hanno causato problemi nel passato: la grafite come nel reattore di Chernobyl, l’acqua in pressione al primario che non agevola interventi (sono così i reattori in giappone ed il reattore EPR che sta prendendo l’Enel), i sistemi di raffreddamento di emergenza che spingono acqua di raffreddamento nel vessel del reattore con un generatore diesel esterno che alimenta le pompe (sono così i reattori giapponesi ed il reattore EPR scelto da Enel),
    le guaine che contengono il combustibile (zirconio) che reagiscono con il vapore che si riscalda dando luogo a formazione di idrogeno che può esplodere, il sodio come sistema di raffreddamento che reagisce violentemente con acqua ed aria (s’incendia ed esplode).
    Non voglio annoiare, ma al mondo serve tanta energia elettrica e carburante per l’autotrazione, serve azzerare l’emissione di CO2 che avvelena l’ambiente, serve la sicurezza che non siamo riusciti ad avere con le macchine in funzione ed in costruzione:
    Serve tanta energia rinnovabile (natura, sole, vento, maree ed altro), ma non è sufficiente a soddisfare i bisogni del mondo, serve quindi il nucleare diverso da quello di oggi che rispetti l’ambiente non producendo scorie, non producendo plutonio, sicuro per non irradiare veleno e che dia il necessario contributo allo spegnimento delle centrali a petrolio, gas e carbone.

  154. Cesare

    Buongiorno, è troppo chiederle di integrare l’autorevolissimo articolo apparso sulla prima pagina del Messaggero di sabato con una semplice postilla? Mi permetto di suggerirgliene il testo: “perdonate la mia crassa arroganza (taccio sulla mia ignoranza tecnologica). Mi sono sbagliato”.
    Sarebbe un gesto da giornalista vero.
    Attendo fiducioso…

  155. Giovanni Cincinnato

    @Riccardo
    Ho 3 opzioni tutte egualmente valide:

    A) Potremmo fare grandi centrali piene di cyclette collegate ad una dinamo sparse su tutto il territorio nazionale e poi potremmo fare pedalare per 12 ore il Sud italia e per 12 ore il nord italia. Con questo simpatico stratagemma ridurresti del 50% il consumo elettrico, favoriresti l’abbassamento delle patologie cardiovascolari e dell’obesità, aumenteresti la comunicazione sociale e dulcis in fundo produrresti energia.

    B) Costruiamo selve di pale eoliche e pannelli solari, se occupassimo circa il 60/65% del territorio nazionale, potremmo essere quasi del tutto indipendenti energeticamente, certo bisognerà cancellare qualche città, ma non si può volere tutto dalla vita, le persone possono abitare in bellissimi bungalow “sotto” i pannelli.

    C) Continuiamo a bruciare idrocarburi ed acquistare energia dall’estero. Non è originale come le altre 2 ma di sicuro funziona e non ci espone al rischio delle radiazioni, se le centrali termoelettriche odierne esplodono o rilasciano in atmosfera veleni, chi ne risente sono solo le popolazioni locai ed i loro figli, dunque, secondo la legge del male minore, meglio un sicuro danno “localizzato” che un ipotetico danno generale.

    Quale preferisci?

  156. Riccardo

    Coraggio amici. Giovanni l’ha messa sul divertente (la penso come lui) ma è una sfida semplice semplice.
    Come proponete di produrre quei 30 miliardi di watt di potenza erogata (non installata) che ci servono tra il tramonto e l’alba del giorno successivo?

  157. Luciano

    @Riccardo
    Esattamente come stiamo facendo ora, in questo stesso momento: comprando all’estero tutto quello che non riusciamo a produrre in proprio; anche perché quando e SE riusciremo a costruire nuove centrali nucleari in Italia, esse riusciranno a coprire al massimo il 4% del fabbisogno nazionale. Ditemi voi se è il caso di scannarsi per un misero 4%! In ogni caso anche l’uranio per alimentare le centrali stesse dovremo comprarlo all’estero. Ho l’impressione, e so di ripetermi, che, quando si parla di nucleare, i “nuclearisti” siano altrettanto catastrofisti degli “anti-nuclearisti”: a sentir loro sembra che, improvvisamente, senza le centrali atomiche, gli italiani saranno destinati al medioevo o all’estinzione. State tranquilli amici miei esisterà sempre una domanda di energia e un’offerta, e quindi il relativo mercato europeo e mondiali al quale attingere. Pagheremo il relativo prezzo, come abbiamo pagato fino ad oggi e che continueremo a pagare anche domani con o senza centrali a energia nucleare.

  158. Riccardo

    No no, Luciano , io non ho chiesto dove pensiamo di comprarlo ma come pensiamo di produrlo, non prenda scorciatoie. All’estero come produrranno ciò che ci vendono per usarlo quando non c’è sole?
    La domanda è ancora lì.

  159. francesco

    Io non ho specifiche tecnico-economiche in merito, però una cosa posso dirla. Giustificare il nucleare dicendo che “anche un aereo comporta un rischio” è banale e qualunquista. Come dire che un camion è come una bomba, entrambi possono uccidere e fare molti danni no?
    Pensa un po’, la stessa motivazione che danno le lobby al commercio di armi…

    Tutto questo per dire, e lo dico da ricercatore, che la superiorità scientifica-informativa-tecnica se produce finte argomentazioni banalizzanti….non serve proprio a nulla. E, anzi, rischia di essere controproducente.

  160. francesco

    Luciano la risposta ti è stata data mi sembra.
    Credo che a questo punto sei tu che dovresti spiegarci per quale motivo vuoi per forza l’autarchia energetica. In molti ambiti la nostra bilancia commerciale è negativa.
    Magari hai ragione eh, ma se poni semplicemente domande da “Signor Perfettini” non potrai mai avere ragione.

  161. Sergio Donato

    È però curioso vole comprare all’estero l’energia prodotta dal nucleare (come stiamo facendo, vedi Francia e Svizzera) correndo gli stessi rischi che se avessimo centrali nella penisola.
    Insomma, compriamo fuori e siamo soggetti agli stessi “rischi”. Non ha molto senso.

    E il 4% da dove esce? Non è una polemica, è proprio una domanda, perché m’interessa l’argomento.

  162. Sergio Donato

    Date un’occhio a questa mappa delle centrali nucleari.
    Vi sentite lo stesso al sicuro, anche se non abbiamo noccioli italiani?
    Tanto vale farci i noccioli nostri.

  163. Giovanni Cincinnato

    A parte l’idea (geniale dovete ammettere) della centrale “a pedali” :

    Non esiste un modo di produrre energie in grande quantità ed in maniera uniforme che non sia:

    A) TERMOELETTRICA usando gas/carbone/petrolio.

    B) TERMONUCLEARE.

    C) IDROELETTRICO

    Le rinnovabili hanno un buon potenziale e la ricerca deve continuare, per ora non è possibile affidarvisi ad occhi chiusi a causa dela loro intermittenza e disomogeneità, ma è vero che se fossero più diffuse anche ad uso “locale” potrebbero di certo ridurre il carico della rete elettrica nazionale, magari un domani se l’europa (intera) realizzasse il famoso sistema “Super Grid” e riuscisse a non farlo costare un’oscenità le cose potrebbero andare anche meglio.

    Sull’elettricità, che è un bene primario, non si devono avere preconcetti, ogni idea deve essere vagliata ed esaminata.

  164. Giovanni Cincinnato

    @francesco

    Non so cosa ricerchi tu, ma la mia considerazione è semplicemente “cruda”; molte delle cose che usiamo hanno effetti collaterali, le centrali nucleari non fanno eccezione, se funzionano tutto OK se non funzionano iniziano i problemi per tutti. Abbiamo due sole strade:

    1) Ci rinunciamo perchè potrebbero esplodere
    2) Accettiamo il rischio e lavori per migliorarle.

    La scienza è piena di questi “bivi”, non c’entrano le armi (quello che dicono le lobbies è che le armi sono un mezzo qualsiasi, non dicono che portano progresso, come lo usi lo usi un carro armato serve ad uccidere) , c’entrano le scelte e la voglia di migliorare, senza la quale oggi non staremmo qui a parlare a migliaia di chilometri di distanza, nonostante gli incerti effetti dell’elettromagnetismo sul corpo umano.

    Pensaci bene.

  165. Davide Pagin

    In tutto questa tragedia, umana, sociale e mediatica c’è una cosa positiva da annotare e cioè che sciempiaggini come questo articolo oramai grazie al web possano essere smentite alla velocità della luce; spero arrivi preso il giorno in cui in virtù di questa evoluzione, personaggi come Oscar Giannino possano finire dimenticati, sommersi dalle acque della vergogna e dell’onta professionale.

  166. Borderline Keroro

    “Assistere, ieri, su molti siti italiani antinuclearisti, a come si sovrapponevano sulla cartina dell’Italia le aree a rischio sismico e quelle addirittura a rischio incendi per tentare di dimostrare che il nucleare non possiamo permettercelo, è solo una dimostrazione di crassa ignoranza tecnologica.”

    No no, caro Giannino.
    E’ solo una dimostrazione di cattiva fede.

  167. Luciano

    @Riccardo.
    Sul pianeta, comunque lo si giri, da qualche parte, c’è SEMPRE il sole.
    In ogni caso, per l’Italia, prodursi in casa 30 GW è semplicemente impossibile. Una centrale nucleare come quelle che ENEL/EDF progettano di costruire in Italia produce 1600 MW quindi i suoi 30 GW / 1600 MW =18,75 centrali atomiche. La sola costruzione di una centrale costa circa 3 miliardi di € che per 18 centrali = 56 miliardi di euro. Con che soldi le finanziamo? Con ulteriore debito pubblico? a Giannino gli prende un colpo. 😉

  168. Riccardo

    No Francesco, Il sig. Luciano non ha affatto risposto, e non è, mi creda per fare il pedante ma la rifaccio.
    Come pensiamo di produrre i 30 miliardi di watt di potenza che in Italia servono durante la notte?
    Non è una domanda autarchica…. è un questione di principio e di merito.
    La risposta non può essere “li compro all’estero”, e all’estero come li producono?
    Ammetterà che avere il superphenix a Marsiglia e averlo a Caorso, per i liguri non cambia gran che…
    E’ solo una domanda che tende a far uscire il vero problema.
    Quello di costringerci ad ammettere che una simile potenza, oggi, se escludiamo il nucleare, possiamo produrla solo bruciando petrolio, carbone o gas.
    Mi segue Francesco? Non è per polemismo sciocco e vuoto ma proprio per capire di che ecologia siamo fatti.
    Passo

  169. Giovanni Cincinnato

    @Luciano
    “Con la lotta all’evasione fiscale” (e trovando un pozzo di San Patrizio).

    Come dicono tutti i politici 😀 !

    PS: ma crediamo veramente che qualcuno costruirà mai una centrale nucleare in italia in meno di 30 anni? Se ci mettiamo 10 anni per un carcere e 15 per un inceneritore (che manco funziona) figuriamoci una centrale nucleare.

  170. Paolo Tofani

    Giannino la tua “prova del nove” come vedi sta fallendo miseramente.
    un reattore o forse due hanno fallito i sistemi di sicurezza…..ops!!
    La natura e’ la forza piu’ devastante e inimmaginabile che ci sia ed il terremoto giapponese ce lo ha dimostrato superando ogni previsione di sicurezza che l’uomo ha immaginato.

    Esistono cosi’ tanti presuntuosi e sparasentenze a questo mondo che non fanno altro che impoverire la conoscenza e creare disordine in virtu’ di qualcosa che solo loro sanno. ad ognuno il suo lavoro e la sua conoscenza!

  171. quo vadis?

    sono un “crasso ignorante tecnologico”,da sempre antinuclearista,ma non mi sono permesso ,nell’immediatezza del disastro di formulare previsioni sulla tenuta delle centrali.E comunque sarei sempre rimasto un NO NUCLEARE a prescindere dalla sicurezza.

    Lei,Giannino,ha avuto dei riflessi incondizionati,quindi non frutto di analisi ma di pregiudizi nuclearisti,è stato superato e smentito dagli eventi,abbia l’onestà di ammetterlo e di fare dei passi indietro sui giudizi in merito alla presunta sicurezza delle centrali.Non è un politico che deve negare anche l’evidenza,come spesso capita ai politici di casa nostra.Non condivido quasi mai le cose che dice in TV ma riconosco che è un professionista serio e onesto intellettualmente.

  172. Nicola

    Buonasera Oscar,
    quando sento parlare di nucleare sicuro mi si accapona la pelle. Tutti parlate ci Chernobyl come di un episodio chiuso, passato. Forse non sapete che all’interno dei 4 sarcofaghi costati il sacrificio delle vite di migliaia di persone le barre hanno, a distanza di anni una temperatura elevatissima ed è in pericolo il pavimento sul quale poggiano. Si rischia che escano nel sottosuolo e che intacchino ulteriormente le falde acquifere. Quando nel vostro documento LBS a riguardo delle centrali nucleari, parlate di smaltimento a fine vita della centrale mi viene semplicemente da sorridere poichè ilnucleo rimarrà sempre là. O qalcuno entra a smantellarlo? Basta vedere i lavori di smantellamento della centrale di Caorso e del loro progresso. Gi acciai delle tubature altamente contaminati dove li mettiamo? Ci facciamo le pentole? magari il cibo cuoce prima. Ma supponiamo per un attimo che il vostro nucleare sia sicuro al 100%, già questa affermazione stride con la realtà poichè è intrinseco nell’uomo l’errore, cosa facciamo delle scorie atomiche conosciute meglio come uranio impoverito? Lo useremo per produrre armi, come fanno gli americani (grande la trovata di spararlo sugli scenari di guerra per disfarsene e far morire più gente), come contrappeso sugli aerei o ce lo metteremo nelle nostre cantine con relativo incentivo statale? Vi ricordo che il ciclo di tossicità e di pericolositò del nuclere non si conclude con gli eveti o accadimenti in centrale ma prosegue con la vita della produzione delle sue scorie. Ricordo a tutti che per ogni 1000 Kg di uranio arricchito si ottengono 6000Kg di uranio impoverito. Vi esorto a ricercare su google uranio impoverito e a documentarvi sul suo utilizzo, sugli effetti e sulla tossicità.
    Grazie per l’attenzione.
    Nicola

  173. marco

    se iniziamo adesso l’iter nucleare saranno operative tra 20 anni quando tutto il mondo sarà indirizzato su altre fonti

  174. Giovanni Cincinnato

    @Paolo Tofani

    Certo nel ’69 quelle misure di sicurezza sembravano sensazionali, come potevano sembrare 200 Gbyte di memoria o un computer meno grande di una stanza. In quasi 50 anni qualche progresso è stato fatto, La sicurezza è aumentata notevolmente così come il design dei reattori. Certo c’è il fatto che un motore diesel non funziona se sta “sotto” l’acqua, non so come funzionino gli impianti di sicurezza delle centrali della generazione III + ma credo che abbiano risolto questo inconveniente (forse).

    Comunque, concordo che niente è scontato se c’è la natura (ed il caso) di mezzo: un meteorite che colpisse una centrale nucleare causerebbe un disastro (difficile ma non impossibile), oppure un terremoto, localizzato sotto o quanto meno a pochi km dalla centrale potrebbe fare ancora più danni. Prevedere tutto è impossibile.

  175. armando

    chiedo scusa a giannino ma proporrei una regola al forum:
    chiunque insulti o muova attacchi o considerazioni personali all autore dell articolo o chi interviene venga cancellato ed escluso per sei mesi.
    Sinceramente alcuni interventi non servono a nulla e fanno veramente pena

  176. Sergio Donato :
    È però curioso vole comprare all’estero l’energia prodotta dal nucleare (come stiamo facendo, vedi Francia e Svizzera) correndo gli stessi rischi che se avessimo centrali nella penisola.
    Insomma, compriamo fuori e siamo soggetti agli stessi “rischi”. Non ha molto senso.
    E il 4% da dove esce? Non è una polemica, è proprio una domanda, perché m’interessa l’argomento.

    In termini economici ci costa assai meno acquistare l’energia in eccesso prodotta dai Francesi che costruire centrali.

  177. jamesnach

    Sono davvero mortificato di aver turbato i sonni di Alberto P.
    Sa com’è, noi “giovani” abbiamo il difetto di utilizzare il cervello. E di stare svegli.

    Trovo curioso che qui si sia gente come lei e come il da lei lodato MauroLib che si sentato infastiditi da chi non la pensa come loro (“Se lo legga e non mi secchi oltre. Grazie”, “Mi ero infatti assai seccato di dovermi leggere l’intervento dell’utente JN” )… ma non sareste tutti liberali, qui dentro?
    E che dire di quelli che invocano interventi da parte dei moderatori? Forse vorrebbero invocare la censura, ma “they don’t have the guts”, come si dice dalle mie parti.
    Trovo tutto questo molto triste.

    Come trovo infinitamente triste il silenzio tombale di Giannino, che fino all’altro ieri reputavo una persona degna di rispetto, per quanto non condividessi il suo approccio un tanto al chilo all’economia, tipico dei neoliberisti più sfrenati

    Due paroline di scuse sarebbero dovute direi, non è che si chieda molto.
    Non a noi, ma a chi in questo momento in Giappone soffre e rischia seriamente di veder compromessa la propria esistenza a causa dell’incidente di Fukushima.

  178. Roberto 51

    Nel mio armadio ho una vecchia reflex Petri degli anni ’70. Basta una pellicola e quella scatta foto che è una meraviglia, gli obiettivi sono pure meglio di quelli attuali.
    La mia nuova fiammante Canon con badilata di megapixel come sarà tra 40 anni?
    Siamo proprio sicuri che la tecnologia degli anni 70 fosse così scarsa e quella di adesso sia più sicura?
    Forse aveva meno fronzoli ma in quegli anni si è andati sulla Luna, sono stati lanciati i Voyager che ancora oggi stanno viaggiando e trasmettendo informazioni nello spazio interstellare, è stata avviata quella rete che tutti noi usiamo (allora si chiamava Arpanet ma il principio è quello). Tutti noi ci ricordiamo di lavatrici e frigoriferi praticamente eterni, spesso cambiati più per moda che per altro.
    Ci andrei piano a dire che le tecnologie odierne sono più sicure di quelle di allora, anche perché, in quegli anni, gli stessi che oggi ci vendono i nuovi reattori ci dicevano che quelli di allora erano strasicuri.

  179. claudio

    mi spiace molto vedere come ancora si strumentalizzano certi fatti!
    partiamo da una analisi di fondo: utilità del nucleare, di fatto la produzione di energia elettrica dal nucleare è antieconomica dato l’elevatissimo costo di produzione delle centrali, ammortizzare il costo di produzione di una singola centrale richiede circa 15 anni, la produzione di energia dalla stessa può andare avanti per non più di 25 salvo forzature dei sistemi di sicurezza e contenimento( come avviene con assoluta regolarità in tutto il mondo) che compromettono la sicurezza nei perimetri esterni alle centrali stesse come dimostrano tutti gli studi epidemiologici indipendenti; di fatto la produzione di energia a basso costo non può venire dal nucleare poichè la restante parte di guadagno non è neppure sufficente a coprire i costi dello stoccaggio delle scorie; oggi l’italia paga ancora salatissima la gestione delle scorie nucleari già presenti sul territorio che devono essere spostate con costi elevatissimi ogni pochi anni.
    Questo solo per iniziare, tuttavia non si considera un punto fondamentale, l’italia importa ad alto costo energia dalla francia prodotta fondamentalmente dal nucleare, necessità? palesemente falso, lo dimostra il fatto che in sardegna viene prodotta molta più energia di quanta se ne consuma e tutto il surplus viene venduta alla francia tramite cavi sommersi, a costi molto al di sotto di quelli del mercato corrente; cosa dimostra questo? il consumo energetico così elevato è solo mercato tra grandi ditte che speculano sulla popolazione facendo salire i prezzi dell’energia, di fatto prodotta a costi nettamente inferiori al passato data la diffusione pur minima di eolico e fotovoltaico e lo sviluppo delle nuove tecnologie dei superconduttori prodotti a costi inferiori al caro vecchio filo di rame.
    pur essendo notevolmente più numerosi gli apparecchi elettrici ed elettronici , gli stessi consumano decine, a volte centinaia di volte meno che in passato, basti pensare ad una casa media di 70mq con quattro vani in tutto, prima necessitava di lampadine di almeno 60w l’una per un totale di 240w oggi la stessa si può illuminare( e di fatto lo si fa) con 40w, i televisori di nuova generazione(presenti nel 80% delle case) consumano dalle 10 alle 40 volte meno, non parliamo poi di frigoriferi, lavatrici, etc.
    la vera ignoranza è di chi continua a gettare fumo negli occhi alla gente sbandierando le grandi necessità energetiche e ancora di più è ignoranza crederci senza prima documentarsi adeguatamente.
    Le grandi manovre economiche impoveriscono sempre i cittadini e spostano l’asse dell’economia a favore di pochi.

  180. enrico valentino

    ho ascoltato le sue argomentazioni al tg3 della notte; se è vero che gli economisti sono chiamati ad esprimersi con immediatezza( lo dice lei ed io ci credo) è altrettanto vero che lei sul messaggero ha scritto come opinionista che deve, al contrario, assumere le necessarie informazioni prima di esprimere un’opinione nella speranza che la stessa sia sensata
    lei dice di essere stato l’unico ad esprimersi nell’immediato e lo accampa come scusa quando invece è stata proprio la sua colpa; forse il fatto che il suo editore abbia interessi nel proliferare delle centrali ha un peso nella gaffe
    le ricordo altresì che ricordare solo i morti come danni degli incidenti nucleari , dimenticando quindi le migliaia di bambini nati con malformazioni o abortiti è , da persona colta come lei, un qualcosa che ……… lascio alla sua dotta dialettica definire ,certo che non sarà tenero

  181. lorenzo

    A Gianni scusa la sfacciataggine ma la prova del nove te sta bene a te a me no!
    Facciamo una cosa… fammo a votazione per questo nucleare perchè sinceramente sono stanco di quelli che al governo di giorno in giorno si inventano cose nuove che: SI DEVONO FARE!
    Ah quasi dimenticavo a te il nucleare piace giusto? Allora le scorie della Francia prese per vendergli un pezzo del nostro debito perchè non te le metti nel tuo garage???

  182. Mariella Ciambelli

    Egr. dott. Giannino, l’ho ascoltata (per caso) stasera da Mannoni e appreso delle scomposte reazioni al suo articolo sul sisma e il nucleare comparso sul Messaggero, cui sempre stasera si è aggiunta quella del sig. Finardi, francamente incomprensibile per la virulenza con cui si è scagliato su di lei (divenuto il rappresentante dei cinici economisti che avrebbero a cuore solo il denaro. Ma questo signore sa cosa fa un economista?) se non fosse risultato ad un certo punto chiaro che lei non c’entrava un bel nulla e che si trattava di sua questione personale. Possibile che non si riesca (quasi) mai a trattare le questioni importanti con un briciolo di razionalità? E’ davvero disperante. Fortuna che esistono ancora menti libere come la sua. E grazie anche per il modo in cui ha risposto alle esternazioni mantenendo lo stile che la contraddistingue. Con stima. Mariella Ciambelli

  183. Davide

    Io sono ingegnere e conosco il tema. Non scherziamo: il nucleare è SICURISSIMO e l’energia prodotta è la più PULITA in assoluto. E questa è l’opinione della stragrande maggioranza di tecnici e scienziati (ovvero di coloro che CONOSCONO il tema nel dettaglio) nella comunità scientifica internazionale.

    Giannino ha fatto benissimo a scrivere quell’articolo sul Messaggero anche se non è tanto la magnitudo del terremoto ad essere rilevante, quanto piuttosto l’accelerazione al suolo subita dalla centrale che bisognerebbe indagare.

    Smettiamola di comportarci da stupidi, con questo provincialismo e catastrofismo che ci porta a rimanere continuamente arretrati rispetto ai nostri concorrenti. Gli unici ragionamenti che ha senso effettuare parlando di nucleare sono di carattere economico dato che oggi la sicurezza non è in discussione (soprattutto paragonata al rischio probabilistico di danno provocato dall’inquinamento delle altre fonti energetiche).

    Io non so come faccia Giannino a continuare a dare seguito a questa orda di ignoranti grillini e seguaci di Travaglio che violentemente infestano la rete ormai da anni. Sono solo una chiassosa minoranza, capaci di insultare ma che nel merito hanno ben pochi argomenti: non vanno minimamente considerati. “Non ti curar di loro, ma guarda e passa”.

  184. Riccardo

    Perchè nessuno risponde alla mia semplicissima domanda?
    Senza nucleare, come produciamo 30 GW di potenza he ci servono per passare la notte in Italia?

  185. tato tripodo

    ho appreso ieri in televisione su rai 3 quanta strumentalizzazione è stata fatta del tuo articolo che per altro in linea di principio non condivido perchè sono contrario al nucleare. sono contrario perchè l’opera dell’uomo,secondo me non è mai perfetta e il rischio è troppo pesante rispetto ai benefici ( ma questo è solo un parere da incompetente).
    ad ogni modo trovo ingiusti tutti i commenti fatti sulla pagina fb del fatto quotidiano nel quale ho lasciato il mio evidenziando che tutta la tua lettura dello stato delle cose era vincolata ad un semplice fattore temporale:” allo stato delle cose” quindi una interpretazione vincolata al tempo e agli eventi! travaglio è abile a cambiare le carte in tavola ; è un baro per natura e non si ci può mai fidare! hai la mia piena solidarietà e comprensione. ciao oscar!

  186. ErlKoniG

    Sa com’è Giannino… si fanno le cose “queste SI che sono sicure” e poi scatta il solito “eh ma, questo non potevamo prevederlo”.

    Oltre a tutte le considerazioni che smontano facilmente ogni intervento teso a rendere il nucleare sano e bello, ricordo a Giannino che l’Italia è il paese a più alta infiltrazione mafiosa esistente (forse la Russia) e la mafia, oltre a fregarsi le mani per il federalismo, non aspetta altro di poterci mettere sopra la mano. Sulla costruzione come dello stoccaggio delle scorie. La nostra storia nemmeno troppo recente ci ha abbondantemente insegnato di non fidarci., sopratutto quando girano così tanti soldi.

    All’ansioso dei 30gw riporto questo stralcio di articolo:

    “Secondo le prime stime relative alla fine del 2010, i cui dati non sono ancora consolidati, la potenza totale installata delle energie rinnovabili in Italia ha superato i 30 GW con incrementi per le singole tecnologie che vanno da oltre il 160% per il fotovoltaico a circa il 20% per l’eolico. Si mantengono invece stabili le potenze degli impianti idroelettrici e geotermoelettrici ”

    ricordati che il nucleare è una “pecetta” per il presente che ci lascia un problema letale (scorie) per più di 20.000 anni e destinato fra qualche decennio ad essere abbandonato, probabilmente quando noi cominceremo ad usarla. Tra parentesi non risolve che una piccola percentuale della nostra dipendenza dai combustibili fossili, consegnandoci ad un’altra dipendenza, questa volta da uranio (tutte materie che non abbiamo), fonte costosissima e in esaurimento. Il futuro è l’energia rinnovabile, ora essere “avanti” è lì, essere indipendenti è lì.

  187. Sandro59

    Riccardo :
    Perchè nessuno risponde alla mia semplicissima domanda?
    Senza nucleare, come produciamo 30 GW di potenza he ci servono per passare la notte in Italia?

    Ma OGGI o tra una ventina s’anni?

  188. Liberale

    Gentile dott. Giannino, non badi alle tante offese di questi teologi oscurantisti che si nascondono sotto la bandiera dell’ambientalismo.
    Io sono un ingegnere (non nucleare) e quindi sono “somaro” quanto lei, ma chi veramente in italia ha le conoscenze per fare valutazioni scientifiche di alto livello?
    di certo non un geologo e sopratutto non quell’insetto esempio della più alta demagogia italiana che è marco travaglio.
    Dai dati che abbiamo, da seppur scarsa dimestichezza con questioni di energia, di fisica e chimica Le assicuro che tantissime persone la pensano come Lei, io per primo.
    Queste persone difficilmente si mettono sui blog come l’armata del popolo viola a cercare di perseguire i loro subdoli fini.
    Quindi continui così, la sua voce Libera ed in dipendente è quanto di meglio si possa ascoltare in radio e leggere sui giornali.
    Con Stima.

  189. Liberale

    Riccardo :
    Perchè nessuno risponde alla mia semplicissima domanda?
    Senza nucleare, come produciamo 30 GW di potenza he ci servono per passare la notte in Italia?

    Il pretrolio da quel sangunario dittatore di gheddafi è immorale che lo usiamo.
    In ogni caso il petrolio anche quello italiano inquina.
    L’amico Putin è un pericoloso mandante omicida, quindi niente gas russo.
    Dall’algeria non ne parliamo, non vogliamo niente.
    Le pale eoliche deturpano il nostro paesaggio che ha grosse potenzialità turistiche.
    L’energia nucleare altro non è che una bomba nucleare pronta a scoppiare.

    … non ci resta che mettere un pannello solare sul tetto e la notte spegnere la luce e dormire 🙂
    Paradossale e ridicolo.

  190. luciano

    Le esprimo la mia solidarietà per tutte le offese ricevute per la sua posizione illuminata sul nucleare. Scontato che sono favorevole, non accetto che l’Italia, che è un grande paese da secoli, possa rinunciare di nuovo ad un corretto mix energetico che ci renda poco dipendenti da tutte le fonti e riduca così rischio paese e rischio della fine di un combustibile.
    E’ inutile essere a favore di una o altra fonte tutte devono diventare utili e nessuna indispensabile (massima del mio allenatore di basket). Sono dunque a favore del nucleare fatto da un grande paese che può contare su grandi aziende(ENEL) e grandissimi professionisti liberi da condizionamenti ideologici (Prof. Veronesi). Faccio presente che ho da tre mesi realizzato un impianto fotovoltaico da 9.2 kw sul mio tetto e se ne parlo a coloro che sono contrari al nucleare sembra sempre che gli altri devono fare per loro. Comunque bello il suo esempio del Titanic.
    La saluto con ammirazione

  191. Gilberto

    Caro Giannino non si faccia intimidire da gentaglia come il pluricondannato per diffamazione Travaglio o da qualche altro sinistroide saccente alla Scalfari o Santoro. Tenga duro e’ l’unica voce libera in grado di tenere testa alla cupola mediatica-giudiziaria che soffoca il nostro Paese dal 68.

  192. francesco

    @Sergio Donato
    a parte che se una centrale salta i guai maggiori li passa chi sta vicino alla centrale. Quindi una centrale a lione non mi tange, è un po’ cinico ma ‘nsomma….
    Poi c’è un discorso economico di base.
    Pirma di tutto non siamo nel 1915, possiamo anche contare sull’energia che ci viene venduta a prezzo di mercato da svizzera e Francia. Invocare la dipendenza energetica come un problema grave è anacronistico, in tantissimi settori pesanti l’italia non è autosufficiente. Anzi, credo in tutti dopo il crollo della siderurgia e della chimica.
    A riguardo il pdf molto interessante postato da un altro utente dice che non è vero che il nucleare non conviene, ma nemmeno che è una manna dal cielo.

  193. Federico

    Piena solidarietà al Sig. Giannino per gli attacchi ignobili, ignoranti e nel disprezzo delle condizioni dei malati di cancro… Non c’è limite all’indecenza della materia grigia di taluni individui.

    Volevo aggiungere una cosa… MA NON VI RENDETE CONTO CHE PARLATE DI SICUREZZA DEL NUCLEARE IN UNA SITUAZIONE STRAORDINARI DI UN TERREMOTO DI QUASI IL NONO GRADO DELLA SCALA RICHTER????? è come dire che le centrali non sono sicure perchè c’è caduto sopra un meterite!!!! Ma avete un idea di quanti terremoti avevano già sopportato senza problemi quelle centrali!!! IGNORANTI (e secondo me anche un po comunisti)!!

    Infine, questa gente non si rende conto che parla parla delle contrali nucleari… io di fianco a casa ho la montedison, Ferrara, patria dei tumori all’apparato respiratorio e digerente… ed è solo in funzione!!!! avete un idea di cosa potrebbe accadere con un esplosione o meglio, per rimanere a tema, con un terremoto?? cosa facciamo? smettiamo di fare chimica perchè i terremoti e gli asteroidi potrebbero abbattere i poli chimici???

    Siete semplicemente RIDICOLI… ed anche un bel po ignoranti.

    P.S. Chissa se ci tireremo ancora una volta la zappa sui piedi con il nucleare, visto che anche questa volta il referendum è a cavallo di una tragedia. La prima volta l’abbiamo preso in quel posto, speriamo che a questa votazione ci siano più persone “conoscenti” alle urne.

  194. massimo

    Io avvolte condivido le sue analisi e avvolte no ma la stimavo.
    Continuerei a stimarla se lei oggi rileggesse l’articolo che ha scritto sul Messaggero sui terribili fatti in Giappone e chiedesse scusa ai lettori per le assurdità di quell’articolo.

  195. Marco

    Salve Oscar, mi aggiungo alla lista dei commenti inutili visto la valanga di No al Nucleare per il quale manco a dirlo sono pure io, tuttavia la cosa piu logica da proporre non è un “Niet” assoluto bensì una riflessione che anche Lei sicuramente avrà fatto su come l’Italia non abbia a tutt’oggi un VERO piano energetico nazionale . Auguri!

  196. Nicola

    Fonte: Rainews24.it
    Tokyo, 16-03-2011

    I reattori sono ancora caldi ma è già il momento delle recriminazioni. Nel dicembre 2008 un funzionario dell’agenzia internazionale atomica disse ai giapponesi che le norme di sicurezza delle sue centrali erano superate e che un violento sisma avrebbe posto “problemi seri” agli impianti.

    Un altro cable americano rivelato da Wikileaks cita la preoccupazione e i dubbi di un esperto: le procedure per proteggere le centrali dai terremoti – diceva – sono state aggoirnate solo tre volte negli ultimi 35 anni.

    Già nel luglio 2007 un sisma di magnitudo 6,8 danneggiò l’impianto di Kashiwazaki-Karuwa, il più grande del mondo con i suoi sette reattori: il primo giorno la Tepco minimizzò i danni per poi ammettere 24 ore dopo che i progettisti non avevano preso in considerazione l’eventualità di un terremoto così devastante.

    La gestione della crisi, secondo quanto risulta dai dispacci diplomatici statunitensi diffusi da WikiLeaks e letti da El Pais, suscitò la forte irritazione del governo di Tokyo, e l’allora premier Shinzo Abe criticò il fatto che i rapporti fossero arrivati
    tardi: “Le centrali nucleari non possono funzionare senza la fiducia dei cittadini, e la rapidità e la trasparenza dell’informazione sono necessarie per ottenere tale fiducia”.

    D’altra parte, scrive oggi dal Telegraph citando altri calbles di Wikileaks, le autorità giapponese si opposero con successo, nel 2009, alla sentenza emessa da una corte per chiudere una centrale, perchè ritenuta insicura in caso di sisma. “L’Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare e industriale ritiene che il reattore sia sicuro e che tutti i test di sicurezza siano stati condotti in modo appropriato”,
    riferirono i diplomatici Usa.

    Eppure pochi mesi prima, ottobre 2008, un deputato giapponese adenunciò a diplomatici Usa pratiche di insabbiamento degli incidenti nucleari da parte del governo di Tokyo.

    Sono le grandi compagnie elettriche, sosteneva Taro Kono, a nascondere i costi di trattamento del combustibile e i problemi di sicurezza del nucleare. Il ministro dell’Industria passa al Parlamento solo le informazioni che non contraddicono la politica nucleare – si legge nel cable – e non abbiamo un sito ad elevata sicurezza per lo stoiccaggio delle scorie. “Ammesso che – conlcudeva Kono – nel paese dei vulcani e dei terremoti sia davvero sicuro piazzare le scorie nel sottosuolo”

  197. Nicola

    @Davide
    Visto che noi siamo ignoranti e tu sei ingegnere vai ad abitare nel perimetro di 5 km dalla centrale nucleare di marsiglia poi vediamo come stài tra 5 anni o, meglio, per dare l’esempio questa estate vai in ferie nei pressi della centrale nucleare di Fukushima.
    Dimostraci così che il nucleare è sicuro.

  198. Nicola

    Federico :
    Piena solidarietà al Sig. Giannino per gli attacchi ignobili, ignoranti e nel disprezzo delle condizioni dei malati di cancro… Non c’è limite all’indecenza della materia grigia di taluni individui.
    Volevo aggiungere una cosa… MA NON VI RENDETE CONTO CHE PARLATE DI SICUREZZA DEL NUCLEARE IN UNA SITUAZIONE STRAORDINARI DI UN TERREMOTO DI QUASI IL NONO GRADO DELLA SCALA RICHTER????? è come dire che le centrali non sono sicure perchè c’è caduto sopra un meterite!!!! Ma avete un idea di quanti terremoti avevano già sopportato senza problemi quelle centrali!!! IGNORANTI (e secondo me anche un po comunisti)!!
    Infine, questa gente non si rende conto che parla parla delle contrali nucleari… io di fianco a casa ho la montedison, Ferrara, patria dei tumori all’apparato respiratorio e digerente… ed è solo in funzione!!!! avete un idea di cosa potrebbe accadere con un esplosione o meglio, per rimanere a tema, con un terremoto?? cosa facciamo? smettiamo di fare chimica perchè i terremoti e gli asteroidi potrebbero abbattere i poli chimici???
    Siete semplicemente RIDICOLI… ed anche un bel po ignoranti.
    P.S. Chissa se ci tireremo ancora una volta la zappa sui piedi con il nucleare, visto che anche questa volta il referendum è a cavallo di una tragedia. La prima volta l’abbiamo preso in quel posto, speriamo che a questa votazione ci siano più persone “conoscenti” alle urne.

    Allora vivrai meglio anche con una centrale nucleare vicino a casa assieme alla montedison. Visto che parli di chimica parliamo allora del polo chimico di mantova al quale si rivolgono aziende di tutto il mondo per le sostanze prodotte visto che negli altri paesi non puoi creare un polo chimico di tale tossicità e pericolosità a fianco di un quartiere…In quanto al comunista detto da tè è solo un complimento.
    Ciao e grazie.
    Nicola

  199. Riccardo

    @Nicola Gent. sig Nicola, la sua è una reazione tipica e molto diffusa tra chi è convinto che il nucleare sia troppo pericoloso per essere una soluzione percorribile.
    Mi lasci usare li stesso metodo.
    Visto che i nuclearisti sono degli sconsiderati, e le energie rinnovabili sono la vera alternativa, invito chi ne è convinto e ha installato il fotovoltaico sul tetto, a collegare la rete di casa direttamente alla generazione fotovoltaica dei suoi pannelli.
    Poi potrà riferirci le sue considerazioni ed eventualmente confermarci che il solare rappresenta una valida opzione.

  200. MaxR

    mah. Quando hanno costruito le ‘vecchie’ centrali, non hanno forse sostenuto che queste erano più moderne delle precedenti, più sicure? E poi: la gravità della situazione giapponese è stata alzata ieri, su 7 gradi, dal quinto al sesto. Significa che si tratta del peggior incidente della storia (alla pari con due altri eventi). E dunque, questo progresso? Questa innalzata soglia di tollerabilità’, di sicurezza? Chiacchiere, signor Giannino. I suoi conti sono dunque sbagliati; le sue sono iperopinioni: i fatti non possono intaccarle. Conta la convenienza di qualche grande opera, per chi costruisce, chi movimenta terra, per chi militarizza il territorio. Non potendo fare il ponte sullo stretto, si facciano 6 centrali atomiche. Anche se non servono.

  201. Frank

    @ liberale
    Fai una cosa, quest’estate mandami una cartolina da Fukujima, dove immagino passerai le tue vacanze estive, respirando aria sana e pulita….attendo fiducioso!

  202. Giacomo Tarroni

    Mi scuso per il commento di prima, molto duro e dettato da una spinta emotiva che credo chiunque abbia visto i notiziari sulla strage giapponese possa condividere, e rettifico con la seguente:

    Questo articolo racconta il falso (come hanno dimostrato gli eventi) per sostenere il falso (cioè che l’energia nucleare sia sicura). Una persona onesta farebbe marcia indietro pubblicamente.

  203. Nicola

    @Riccardo
    Buongiorno, la sua è un ottima provocazione. Le faccio una domanda: lei sa qual è il rendimento a trerra dei pannelli fotovoltaici installati sui satelliti? 80 % per 100 di energia ricevuta. Lei sa qual è il rendimento a terra dei pannelli fotovoltaici ad uso civile ed industriale? 30% per 100 di energia ricevuta. Se ci mettono a disposizione le tecnologie usate militarmente ci staccheremo volentieri dalla rete.
    Distinti saluti.
    Nicola

  204. Elena

    Trovo davvero illiberali ed inaccettabili le contumelie piovute sul bravissimo Oscar Giannino per aver osato dire la sua, in base alle informazioni disponibili, su un tema per il quale la stampa si è contraddistina, per certi versi comprensibilmente, per l’aver perso, almeno nella titolazione dei pezzi, quella misura e fredezza doverosa per chi informa. Ciò che però, da liberale e direi anche liberista, mi attendo da Oscar Giannino è che dopo le considerazioni generali , approfondisca i fatti che riguardano il programma nucleare italiano. Poichè quel piano lo conosco, avendolo letto dal 2008 ad oggi, vorrei che anche lui entrasse nel merito. E ne riconoscerebbe l’insensatezza nell’iter prima ancora che nel contenuto. In un mondo normale, ed in un paese evoluto, PRIMA si valuta il fabbisogno energetico nazionale, le singole fonti (distinte sia per tipologia che per provenienza) ed rispettivo apporto attuale e potenziale, POI si valuta il territorio nazionale e si identificano i siti idonei ad ospitare ciascun tipo di fonte e di impianto. INFINE si decide SE, DOVE, COME e, non da ultimo, con quali COSTI, eventualmente realizzare e mettere in esercizio gli impianti necessari. Ebbene, caro Oscar, in Italia si fa l’esatto contrario !!! PRIMA si decide che si fa il nucleare POI si regolano le procedure (il decreto correttivo è in corso di esame) e SOLO DOPO si dice DOVE potranno farsi gli impianti, senza nessuna strategia energetica complessiva, senza nessuna certezza sul numerod egli impainti, sui costi , la remuneratività, e i mezzi di copertura : banche ? tariffa ? tasse ? garanzia dello Stato ? Insomma, da un liberale DOC, mi attendo che dopo aver sbaragliato l’ignoranza crassa di chi non vuol vedere, si dedichi all’esame vero del piano architettato dal Governo italiano. Un Governo che pure io non avverso ma che davvero mi sembra agire sempre piPoichè non i principi generali, ma QUEL piano concreto deciderà le sorti del nucleare italiano.E allora, visto che nessuno dice cosa quale pastrocchio si sta combinando, iniziando laddove si dovrebbe finire, ben venga il referendum… E lo dice una nuclearista.

  205. Albano

    Il dottor Giannino è un esperto di numeri è vero. E’ un piacere ascoltarlo a Radio 24 spiegare aspetti dell’economia, che sembrano sfuggire persino ai nostri governanti.
    In ordine al nucleare i numeri contano veramente poco. Non sono affidabili. I governi tendono a essere reticenti sugli aspetti negativi. Su Cernobyl ricordo di aver letto cifre insignificanti sulle vittime. Vengono infatti contate solo quelle direttamente coinvolte in situ. Nel bilancio non entrano i morti negli anni successivi a causa delle radiazioni. Non si parla dei nati con tare o deformazioni. Non si considera il territorio compromesso e le popolazioni, che, non avendo mezzi, si cibano di ortaggi coltivati in terreni contaminati.
    Di fronte a tutto ciò le statistiche sono cieche. Allora il dottor Giannino può sostenere la sua autorevolezza nel trattare i numeri? In questi giorni ho letto due commenti che mi piace riportare:
    1) no al nucleare! in un paese dove la salerno reggio calabria non vede la fine dei lavori da decenni ormai, dove il cemento armato viene “rinforzato” con la sabbia,
    dove non si sa dove buttare la spazzatura, altro che scorie nuclari…..NO AL NUCLEARE.
    siamo il paese del sole? ebbene pensiamo alle energie alternative!
    no al nucleare, sopratutto, non con questa classe politica!
    2) E’ che vonno fa li froci cor culo dell’antri…
    MEDITATE GENTE . MEDITATE

  206. Fabio

    Gilberto Says:
    marzo 16th, 2011 at 10:19
    “Caro Giannino non si faccia intimidire da gentaglia come il pluricondannato per diffamazione Travaglio o da qualche altro sinistroide saccente alla Scalfari o Santoro. Tenga duro e’ l’unica voce libera in grado di tenere testa alla cupola mediatica-giudiziaria che soffoca il nostro Paese dal 68.”
    ——————————-
    Hahahahahaha il commento più ignorante che io abbia mai letto!!!
    Le scorie radioattive le collochiamo sotto casa tua ok??? Lo sai quanti soldi hanno speso gli americano per fare un “buco” per contenere queste scorie??? Lo sai??? Bene se nn lo sai inizia a informarti un pochi prima prima di sparare commenti a dir poco imbarazzanti….
    Stiamo parlando di NUCLEARE non di caramelle!!! Questo argomento va ben oltre la sinistra, la destra e le solite stronzate che dite perché non sapete tirar fuori argomentazioni!…. Che tristezza gli italiani come te…

  207. gio

    @Davide
    Scusa, ma non credo tu sia davvero un ingegnere per quello che scrivi.
    Le parole non bastano, occorrono argomentazioni: fare affermazioni basandosi su propri titoli veri o presunti dimostra solo arroganza.

  208. Terenzio il Troll

    Nicola :
    @Riccardo
    Le faccio una domanda: lei sa qual è il rendimento a trerra dei pannelli fotovoltaici installati sui satelliti? 80 % per 100 di energia ricevuta. Lei sa qual è il rendimento a terra dei pannelli fotovoltaici ad uso civile ed industriale? 30% per 100 di energia ricevuta. Se ci mettono a disposizione le tecnologie usate militarmente ci staccheremo volentieri dalla rete.
    Distinti saluti.
    Nicola

    Tutta la mia solidarieta’, dottor Giannino, per l’alluvione di improperii che la devono avere travolto dalla pubblicazione di questo articolo ed il conseguente sangue amaro.

    Come ho gia’ commentato in un altro post in questo blog, fa dispiacere leggere interventi da parte di persone sicuramente in buona fede ma altrettanto sicuramente male informate o proprio disinformate: mi chiedo come facciano esse a prendere decisioni razionali ed informate su argomenti cosi’ sensibili, che oltretutto hanno una ricaduta anche su di me e sui miei figli.

    Prendo ad esempio il commento del sig. Nicola.

    Sig. Nicola, i dati da lei riportati sono pura e semplice fantascienza.

    I migliori pannelli fotovoltaici utilizzati su satelliti, ad oggi, hanno un rendimento inferiore al 30% (qui un esempio). Le migliori celle fotovoltaiche ancora allo stadio di ricerca non superano il 40% o lo superano di poco (fonte: univerista di Ottawa).
    C’e’ un’ottima ragione fisica per cui una cella fotovoltaica non potra’ mai nemmeno avvicinarsi all’80% di efficienza (forse, meglio si potra fare sfruttando altri fenomeni fisici), ma descriverla qui sarebbe abbastanza fuori luogo (e lungo).
    Il motivo per cui un pannello solare nello spazio ottiene una densita’ di potenza (che non va confusa con l’efficienza) superiore a quella di un pannello al suolo (anche del MEDESIMO) non e’ che i militari cattivi non ci mettono a disposizione la loro tecnologia, ma che la costante solare in orbita bassa vale 1,4kW/m2, mentre al suolo vale 1kW/m2.

    Cio’ detto, se lei conosce un installatore che e’ in grado di venderle un impianto solare sul tetto con efficienza media del 30%, mi dica gentilmente come posso fornirle privatamente la mia email, perche’ sarei estremamente interessato a contattarlo per un preventivo.

  209. Roberto Pantax

    Caro Dott. Giannino,
    la seguo spesso alla radio la mattina e Le devo dire che le sue trasmissioni sono spesso molto interessanti e per questo le faccio i miei complimenti.

    Per quanto riguarda le sue opinioni sul nucleare e su quanto successo in Giappone, francamente non non mi hanno convinto molto ma le dò la mia più piena solidarietà e appoggio contro tutti i quali la hanno offeso e trattato maluccio, spesso persone totalmente ignoranti sull’argomento “energia nucleare”.

    Tutto qua, continui nel suo lavoro sò molto apprezzato, non dia molto peso agli “estremisti” dell’opinione, con l’occasione porgo distinti saluti.

  210. Marco

    Buonasera Dott. Giannino,
    devo farLe i complimenti per quello che ha detto ieri sera su RAI3 relativamente le centrali nucleari. Il suo discorso di chiusura è stato impeccabile.
    Ha fatto capire a tutti che nessuno è folle al punto di installare centrali nucleari;
    come è scontato che tutti noi vorremmo l’energia dal sole e dal vento.
    Ma le energie “alternative” purtroppo non bastano.

    Vorrei infine aggiungere un aspetto che non sempre viene rimarcato.
    Quando mi stavo per laureare in ingegneria nucleare al Politecnico
    di Milano, avevo paura principalmente dello smaltimento
    delle scorie radioattive e degli attacchi terroristici
    alle centrali tramite aerei.
    Con il disastro in Giappone si è sollevato il problema del terremoto.
    Da ingegnere Le rispondo dicendoLe che è inammissibile
    che vengano costruite centrali, di qualsiasi genere, in zone sismiche.
    Per cui il problema non esiste.

    Il dibattito sul nucleare sollevato dal terremoto è quindi
    inopportuno: deve essere scontato che la centrale
    deve essere costruita in zona a basso rischio sismico.

    Purtroppo i Giapponesi, sin dalla 2^ guerra mondiale,
    hanno dimostrato di non mettere sempre prima l’UOMO
    all’OBIETTIVO che devono ottenere.

    Cordiali saluti

    Marco

  211. Marco

    @Davide
    caro Davide, lei sarà anche ingegnere ma i fatti ci dicono che nulla è sicuro compreso il nucleare. Il fatto che lei abbia dovuto scrivere “sicurissimo” usando il superlativo la dice lunga anche sulla sua convinzione del fatto che sicuro il nucleare non è. Il problema è che il rischio/beneficio apportato dal nucleare, con la tecnologia odierna a disposizione è ancora troppo elevato. Forse dovremmo rivedere tutti le nostre abitudini come consumatori di energia. Io sono pronto e lei?

  212. Giovanni Bravin

    La nostra Protezione Civile va a Tokyo per dimostrare che Tokyo ha un tasso di radiazioni 6 vote più basso di Roma. Cui Prodest? Ai fautori delle Centrali Nucleari in Italia… Non so se i Giapponesi hanno rifiutato altre forme di intervento. Può darsi. Sicuramente la Protezione Civile Italiana poteva risparmiare un viaggio a Tokyo e fidarsi delle misurazioni giapponesi. L’anno scorso mandammo una portaerei ai terremotati di Haiti. Penso che un’altra nave militare, più economica, avesse spazi a sufficienza per avere a bordo, montate, le attrezzature che sono state trasportate a bordo di una portaerei, molto più costosa.

  213. Nicola

    Siamo di frontye all’apocalisse in Giappone. Sono le ore 21.15 e siamo sulla soglia della distruzione totale del Giappone e avete ancora coraggio di dirci di non farci prendere dall’emozione, dalla paura? la tepco ha nascosto ciò che realmente stava accadendo, il primo ministro giapponese ha denunciato la Tepco, dal 2007 si spaeva di questa situazione precaroia nelle centrali giapponesi, un tribunale giapponese nel 2008 aveva disposto l’immediata chiusura di un’altra cenrtrale atomica (con il ricorso poi vinto del governo giapponese per la riapertura) e voi tuttologi e supeesperti del nuclerae ci volete ancora convincere di fronte a questi eventi che il nucleare è il prezzo che dobbiamo pagare per il progresso? Siete solamente dei pazzi!!!

  214. PIETRO

    @jamesnach
    Che brutta persona che sei, leggerti fà tristezza chissà cosa diresti se qualcuno si rivolgesse così a te quando esprimi un’opinione?

  215. Nicola

    Terenzio il Troll :

    Nicola :
    @Riccardo
    Le faccio una domanda: lei sa qual è il rendimento a trerra dei pannelli fotovoltaici installati sui satelliti? 80 % per 100 di energia ricevuta. Lei sa qual è il rendimento a terra dei pannelli fotovoltaici ad uso civile ed industriale? 30% per 100 di energia ricevuta. Se ci mettono a disposizione le tecnologie usate militarmente ci staccheremo volentieri dalla rete.
    Distinti saluti.
    Nicola

    Tutta la mia solidarieta’, dottor Giannino, per l’alluvione di improperii che la devono avere travolto dalla pubblicazione di questo articolo ed il conseguente sangue amaro.
    Come ho gia’ commentato in un altro post in questo blog, fa dispiacere leggere interventi da parte di persone sicuramente in buona fede ma altrettanto sicuramente male informate o proprio disinformate: mi chiedo come facciano esse a prendere decisioni razionali ed informate su argomenti cosi’ sensibili, che oltretutto hanno una ricaduta anche su di me e sui miei figli.
    Prendo ad esempio il commento del sig. Nicola.
    Sig. Nicola, i dati da lei riportati sono pura e semplice fantascienza.
    I migliori pannelli fotovoltaici utilizzati su satelliti, ad oggi, hanno un rendimento inferiore al 30% (qui un esempio). Le migliori celle fotovoltaiche ancora allo stadio di ricerca non superano il 40% o lo superano di poco (fonte: univerista di Ottawa).
    C’e’ un’ottima ragione fisica per cui una cella fotovoltaica non potra’ mai nemmeno avvicinarsi all’80% di efficienza (forse, meglio si potra fare sfruttando altri fenomeni fisici), ma descriverla qui sarebbe abbastanza fuori luogo (e lungo).
    Il motivo per cui un pannello solare nello spazio ottiene una densita’ di potenza (che non va confusa con l’efficienza) superiore a quella di un pannello al suolo (anche del MEDESIMO) non e’ che i militari cattivi non ci mettono a disposizione la loro tecnologia, ma che la costante solare in orbita bassa vale 1,4kW/m2, mentre al suolo vale 1kW/m2.
    Cio’ detto, se lei conosce un installatore che e’ in grado di venderle un impianto solare sul tetto con efficienza media del 30%, mi dica gentilmente come posso fornirle privatamente la mia email, perche’ sarei estremamente interessato a contattarlo per un preventivo.

    mmm…ho capito.
    terenzio l’ingegnere esperto e iscritto al cicap…

  216. tony

    buona sera dottore giannino,volevo dirle che ammiro la sua schiettezza nell esporre le sue opinioni,la ritengo una persona seria,premesso che sono d accordo con lei in quasi tutte le sue opinioni tranne sul nucleare,non per posizioni ideologiche o chissa cos altro,ma x una questione di sicurezza ed economica,io vorrei capire(questo lo chiedo a lei)quanto risparmierei mediamente nella bolletta elettrica,perchè risparmiare dalle 50 alle 200 euro,secondo me il gioco nn vale la candela,tralasciando il fatto(non meno importante)che le centrali nucleari che si farebberoin italia, costerebbero almeno il doppio che in un qualsiasi altro paese(purtroppo la nostra classe politica esiste solo da noi che sono dei ladri)con la sicurezza dimezzata rispetto agli standard mondiali.scusi x eventuali errori ortografici,le rinnovo i miei più sentiti complimenti la seguo sempre ogni mattina a radio 24 ogni mattina.ps. comunque a ragione lo stato italiano è un ladrone compresi i politici che sono tutti corrotti

  217. jamesnach

    @Davide
    “Io sono ingegnere e conosco il tema. Non scherziamo: il nucleare è SICURISSIMO e l’energia prodotta è la più PULITA in assoluto. E questa è l’opinione della stragrande maggioranza di tecnici e scienziati (ovvero di coloro che CONOSCONO il tema nel dettaglio) nella comunità scientifica internazionale”

    Bella questa.
    Guarda un po’, io sono ingegnere, lavoro nel settore energetico e la penso in materia diametralmente opposta.
    E come me la maggior parte dei miei colleghi. Quelli preparati.
    Gli altri la pensano come te…

  218. Luciano Cavalli

    Oscar,

    noi nuclearisti siamo ormai una insignificante minoranza. E le sue argomentazioni convincolo me, e probabilmente una mezza dozzina di altre persone. Tuttavia, non dobbiamo demordere, e dobbiamo continuare a porci domande:

    Quante persone hanno perso la loro vita, negli ultimi 50 anni, a causa dell’uso delle diverse fonti di energia (idrocarburi, idraulico, nucleare)? E quanti sono i morti per unità di energia prodotta? Quante sono le centrali nucleari oggi in esercizio al mondo? E quante hanno avuto incidenti che hanno comportato la perdita di vite umane? Una semplice ricerchino su Internet può fornire qualche dato interessante su questi aspetti…

    Cancelliamo pure il nucleare. Con cosa produciamo l’energia che non viene prodotta da queste centrali? Per favore, non rispondiamo ‘col risparmio’ o ‘con le rinnovabili’. Sai quale superficie sarebbe necessaria con pannelli solari per produrre la stessa energia di una centrale nucleare di media taglia (diciamo 1600MW)? Servirebbero pannelli per 350milioni di metri quadrati. Solo per sostituire (in teoria) una sola centrale nucleare (neanche grande) ! Ora, 350milioni di metri quadrati sono – per fare un esempio – una striscia larga 100 metri, e lunga 3500 chilometri (tre volte la distanza da Milano a Palermo). Con un problemino: quando non c’è il sole, l’energia non viene prodotta. E l’energia elettrica non si può immagazzinare, va prodotta e usata. Lo stesso discorso varrebbe per l’energia eolica: per sostituire una sola centrale nucleare, servono almeno 3400 (tremilaquattrocento!) turbine eoliche ad alta potenza, dell’ultima generazione. E anche quelle, producono energia solo per 1 giorno su 4, in media. E negli altri tre, che facciamo? Spegniamo le luci? Chiudiamo gli ospedali e mandiamo i pazienti a casa? Rimandiamo le operazioni chirurgiche salva-vita a quando ci sarà l’energia? Lasciamo gli studenti a casa, in attesa che torni a soffiare il vento o a splendere il sole? Intendiamoci, si può fare: nel medioevo l’energia elettrica non c’era, e sono fioriti Raffaello, Michelangelo, Leonardo, Dante (per citare solo il nostro bel paese). Ma tornare al medioevo, dopo aver assaggiato la modernità, è una decisone piuttosto impegnativa!

    Allora, lasciamo perdere l’illusione delle rinnovabili (e lo dico io, che di energie rinnovabili mi occupo da anni, ed anche con un discreto successo). Quindi: niente nucleare, le rinnovabili non sono sufficienti, il ‘risparmio’ può fornire un contributo assolutamente marginale…. Non ci restano che gli idrocarburi. Avanti con carbone, petrolio, gas, allora? E con l’effetto serra, come la mettiamo?

    Aggiungiamo che i paesi emergenti (cina, india, estremo oriente, africa), che si affacciano adesso al ’benessere’, ci dicono: “abbiamo diritto anche noi alla nostra quota di energia a basso costo. E questa energia è data dalle tecnologie ‘semplici’ come petrolio e carbone”. Quindi – se vogliamo cercare di limitare gli effetti della crescita dell’uso degli idrocarburi nei paesi in via di sviluppo – non ci resterebbe che farci carico noi (paesi ricchi) della diversificazione: facciamoci energia con le rinnovabili (che costano molto, e sono imprevedibili) e col nucleare (che richiede tecnologie sofisticate), e lasciamo le tecnologie ‘semplici’ (olio, carbone, gas) ai paesi più poveri… Ehi, che sto dicendo? Il nucleare non si può fare, perché è impopolare, e – referendum o non referendum – non verrà mai costruito (grazie anche ai Di Pietro, ai Grillo, ai petrolieri ed agli antinucleari di turno).

    E allora non ci resta che fare un po’ di rinnovabile – per pulirci la coscienza, non per produrre davvero energia con le necessarie quantità e qualità ! – e continuiamo con gli idrocarburi…alla faccia dell’effetto serra che lasciamo ai nostri figli e nipoti. Ne saranno contenti campioni della democrazia e dei diritti umani come Gheddafi, emiri arabi di varia natura, dittatorelli venezuelani et similia. Se poi in questo modo il prezzo del petrolio e del gas resta alto (tanto lo comprano i ricchi), ed i paesi poveri restano ‘tagliati fuori’ dalla concorrenza dei ricconi…peggio per loro!

    Infine, trovo francamente un po’ disgustoso lo sciacallaggio grillesco (si veda il suo sito) sul dramma giapponese, per portar voti al suo referendum: io faccio il tifo per gli amici del sol levante, spero che riescano a cavarsela (dopo aver subito la più catastrofica calamità naturale dell’era moderna), e so che continueranno – loro – ad usare il nucleare civile, magari migliorato e ancora più sicuro e moderno (la centrale in crisi ha 30 anni!)

    Luciano

  219. massimo

    Il problema del nucleare, soprattutto in un paese poco serio come il nostro, rimane il fatto che la proprieta’ e la gestione delle eventuali future centrali sarebbe nelle mani di societa’ private aventi scopo di lucro, e di conseguenza l’obiettivo di massimizzare il profitto ( e risparmiare sulla sicurezza è un modo ) . Greenpeace afferma, e dice di avere le prove, che in Giappone, la Tepco avrebbe, gia’ in passato ripetutamente truccato le carte nascondendo piccoli incidenti e fuoriuscite di liquidi e gas radioattivi da alcune sue centrali. Ci sarebbe da stupirsi se fosse vero ?

  220. Marco R.

    Buonasera Dott. Giannino,
    devo farLe i complimenti per quello che ha detto la sera del 15-3-11 su RAI3 relativamente le centrali nucleari. Il suo discorso di chiusura è stato impeccabile.
    Ha fatto capire a tutti che nessuno è folle al punto di installare per forza centrali nucleari quando si possono evitare; come è scontato che tutti noi vorremmo l’energia dal sole e dal vento.
    Ma le energie “alternative” purtroppo non bastano, per cui le centrali nucleari
    saranno un passo praticamente obbligatorio.

    Vorrei infine aggiungere un aspetto che non sempre viene rimarcato.
    Quando mi stavo per laureare in ingegneria nucleare al Politecnico
    di Milano, avevo paura principalmente dello smaltimento
    delle scorie radioattive e degli attacchi terroristici alle centrali tramite aerei.

    Con il disastro in Giappone si è sollevato il problema del terremoto.
    Da ingegnere Le dico che è inammissibile
    che vengano costruite centrali, di qualsiasi genere, in zone sismiche.
    Per cui il problema non esiste.

    Il dibattito sul nucleare sollevato dal terremoto è quindi
    inopportuno: è scontato che la centrale
    deve essere costruita in zona a basso rischio sismico.

    Purtroppo i Giapponesi, sin dalla 2^ guerra mondiale,
    hanno dimostrato di non mettere sempre prima l’UOMO
    agli OBIETTIVI che devono essere raggiunti.

    Cordiali saluti

    Marco R.

  221. enrico

    @Federico
    Il nucleare è troppo difficile da gestire in caso di emergenza ed eventi straordinari. Il problema più grosso come tutti sapete è che la radioattività dura ben che vada secoli. Non è giusto per le generazioni future un sistema energetico così pericoloso. Ho grande stima di Oscar Giannino e la penso in modo opposto a lui in questo frangente. Chi non vuole il nucleare non è ignorante, comunista o altre idiozie che ho visto scritte. Chi non vuole il nucleare usa solo il buon senso.
    E per cortesia non indicate i titoli di studio quando commentate, perchè essere ingegnere o medico non serve ad avere la ragione. La scienza non è materia esatta e la ragione non è mai completa (Kurt Godel). Un pò più di umiltà ci vorrebbe da parte di tutti.

  222. Gabriele Bonaiuti Spadoni

    Caro Giannino,
    vado contro correte ed inizio con i complimenti dicendole di aver apprezzato molto i sui toni pacati ma chiari usati nella trasmissione notturna di raitre ,alla richiesta del conduttore di replicare a Marco Travaglio;una qualità oramai rara di cui però non riesco a fare a meno.Mi trovo spesso in accordo con le riflessioni che Il signor Travaglio esprime,trovando invece deprimente lo storpiaggio dei nomi (odioso) al quale fa spesso ricorso ,così come il suo modo di schernire il malcapitato di turno.Non fosse per questo rasenterebbe l’eccellenza.Tornando invece alla sua lettera riguardo l’energia nucleare credo di aver capito che la sua fosse una riflessione economica sui costi/benefici/rischi che questa soluzione comporta,io non la penso come lei e non ragionerei mai in termini di conto economico quando si parla di centrali a fissione equiparandole a centrali “convenzionali”,alla base c’è un vizio e questo vizio è la non conoscenza (anche dopo 50 anni) dell’effettiva sua pericolosità intrinseca,quello che sta succedendo in giappone ne è l’esempio.Ogni incidente purtroppo scopre nuovi potenziali rischi.
    Cordiali Saluti
    Gabriele Bonaiuti Spadoni

  223. Riccardo

    Davide e James, vista la vostra qualifica siete perfetti per il mio, ancora non raccolto, quesito.
    Come possiamo , in alternativa al bruciare gas e petrolio, produrre 30GW di potenza erogata notturna, che sono il nostro attuale fabbisogno nazionale?
    Vi prego, basta con gli insulti ironici e i “lei non sa chi sono io”…
    Dateci una vostra soluzione tecnicamente competente.

  224. Alberto P

    @Albano

    Caro Signor Albano,

    Nel trattare argomenti tecnici e/o scientifici di qualsivoglia natura, invece, i numeri sono fondamentali. Altra regola fondamentale consiste nel citare sempre le fonti. Lei sostiene di ricordare, vagamente, sembra di capire, di aver letto numeri insignificanti sugli effetti del disastro di Chernobyl. Bene, le rinfresco io la memoria, allora.
    I numeri “insignificanti” di cui parla lei sono citati nel rapporto del 2005 dell’UNSCEAR (Comitato istituito dall’Onu sppositamente sulle conseguenze del disastro di Chernobyl). Tale rapporto è reperibile in rete. Nell’immediatezza del disastro, morirono 3 tecnici di cui uno per crisi cardiaca e due sotto le macerie dell’esplosione. Quel giorno, in stabilimento, vi erano 600 persone, tra tecnici e soccorritori (pompieri): di questi, 137 furono ricoverati in ospedale con sindrome da radiazione acuta. 28 di essi morirono entro 3 mesi (totale 31, i morti immediati) mentre dei rimanenti 109, ad oggi (AD OGGI), ne sono morti in tutto 19: e non tutti a causa dell’esposizione alle radiazioni. Totale morti causate dall’evento : 50. Conseguenze sanitarie a lungo termine sulla popolazione (SULLA POPOLAZIONE di Bielorussia, Ucraina e Russia, che sono gli stati confinanti con la regione di Chernobyl): “Non è stato dimostrato alcun incremento di tumori solidi o leucemia dovuti alle radiazioni tra le popolazioni contaminate etc. etc etc….” (citazione dal Rapporto UNSCEAR). Le ho citato solo quanto riportato dall’abstracts di quel rapporto che, in realtà e come potrà facilmente immaginare, data la partecipazione di circa un centinaio di scienziati (della WHO, del’IAEA e di varie altre istituzioni governative e non), consta di diverse centinaia di pagine. Successivamente sono stati pure prodotti altri studi, sempre nell’ambito del rapporto UNSCEAR di cui sopra. Ne cito solo due che lei potrà tranquillamente leggersi perchè anch’essi in rete:
    a) Health effects due to radiations from the Chernobyl accident (2008)
    b) Legacy : Healt, Environmental and Socio-Economic Impact (The Chernobyl Forum)

    Alcuni dati contenuti nei report sono poi stati in seguito manipolati in modo grossolano quanto ridicolo. Mi riferisco ai dati pertinenti all’aumento dei tumori alla tiroide che è stato registrato nella popolazione giovanile delle 3 regioni viste che, all’epoca dell’incidente, si trovava nella fascia di età 0-18 anni. Questo dato ha in effetti del “clamoroso”; viene infatti evidenziato un aumento da 0.5 a 1 caso per 100,000 (dato pre-esistente), fino ad un massimo di a 6-7 casi, sempre per ogni 100,000. Tra l’altro, dice il rapporto, quasi tutti risolti benignamente. Anche qui vi è un’altissima (relativamente, s’intende) varianza tra i dati relativi alla Ucraina (1-2/100,000) dove i i ragazzi sono stati in massa trattati con pastiglie di iodio entro le 30 ore (praticamente non vi è stata incidenza alcuna) e la Bielorussia dove il dato si pone attorno a 6 (nessun trattamento con Iodio fu fatto ai ragazzi bielorussi).

    Abbiamo aspettato 20 anni per sapere qualcosa e il risultato è caduto nel disinteresse generale. Quanto tempo passerà prima che i fumi mediatici provocati dall’incidente di Fukushima inizino a diradarsi ?

  225. Valerio Ricciardi

    Egregio dottor Giannino,

    Non mi unirò alla schiera di quanti più o meno velatamente la insultano o l’hanno fatto, relativamente a quanto affermato sulle prospettive di ritorno al nucleare in Italia, ma ritengo che lei seguendo solo un filo di logica corretta ma fortemente parziale, abbia preso stavolta una grandissima cantonata, e Le dirò il perché.

    Ferma restando la presunzione di buona fede che sino a prova contraria ho il dovere di attribuirLe – anche alla luce delle Sue frequenti, lucidissime analisi di economia e in vari casi di economia politica che da tempo ascolto volentieri.

    Cercherò di non allinearmi alle fesserie che ho letto qui, e che qualche volta sono state firmate da persone che si son qualificate come “ingegneri”, titolo – alla luce della povertà di argomenti dei quali – che mi pare, se autentico, davvero mal conseguito.

    Lei fa un discorso relativo AL nucleare in Italia, ossia ad un ritorno dell’utilizzo dell’energia da fissione (questa passa il convento per ora e ancora per molti anni) per produrre energia elettrica.
    Ammettiamo che la cosa abbia un senso in generale, come ipotesi di lavoro preliminare.

    Il problema, a questo punto, è a mio avviso che non abbiamo di fronte a noi la prospettiva DEL nucleare, ma di QUEL nucleare, ossia QUEGLI impianti che sono stati ipotizzati, relativamente ai quali è stato siglato un protocollo di intesa, fatti da QUEL fabbricante (lo chiamo così per brevità).

    In questo mio primo post, le parlerò SOLO della sicurezza INTRINSECA (al NETTO di terremoti, tsunami e attacchi di sfiga assortiti di origine esterna) degli EPR che, per noi hanno sostanzialmente GIA’ SCELTO ALTRI.
    Prima decidono, poi aprono un pacato dibattito. Fantastico.

    Di che impianti si tratta? Dei cosiddetti reattori EPR, European Pressurized Reactor, che sono impianti sostanzialmente di concezione francese, ossia la ex-COGEMA una cui sezione, la Framatome, dal 2001 diventa AREVA Nuclear Plants – e la cui concezione è stata portata avanti sin qui in collaborazione col gigante Siemens. Ora, il fatto è che questi reattori, concepiti sostanzialmente per essere più efficienti e naturalmente più sicuri di quelli di III generazione (che in realtà concettualmente non esiste, essendo un modesto perfezionamento di quelli BWR e PWR di seconda) hanno sin dall’inizio fatto prevedere dei costi di costruzione molto più alti di quelli che andrebbero a sostituire (come rimpiazzo, o comunque come nuova tipologia per le nuove costruzioni).

    Come si fa a moderare l’effetto nefasto di ciò sui tempi di ammortamento? Con un aumento, parallelo, della taglia del singolo impianto quanto a quantità di energia netta erogata in rete, sino a livelli spaventosamente alti: anche 1600 MW, in modo da ottenere una – indispensabile – minima economia di scala.

    Ma questo implica anche altri problemi, alcuni dei quali peraltro insiti nella concezione di queste macchine.

    In Inghilterra, come Lei forse saprà, esiste un ente di controllo che supervisione su scala nazionale la sicurezza e la salute (a scala di popolazione). E’ l’Health and Safety Executive (HSE), una cui sottosezione è il Nuclear Directorate (ND). In Francia, l’ASN (Autorité de Surété Nucléaire), in Finlandia lo STUK (Säteilyturvakeskus), parolaccia di radice ugro-finnica composta, che in inglese diventa più o meno Radiation and Nuclear Safety Authority, dopo una analisi complessa il 2 novembre di due anni fa hanno pubblicato una relazione congiunta che sottolineava dei difetti di progettazione nei sistemi di controllo dei reattori che l’ENEL, con l’entusiastico supporto del nostro attuale Governo, ha in mente di rifilarci (mi perdoni il termine, non posso essere ipocrita e utilizzare perifrasi troppo politically correct, e peraltro da sempre apprezzo come Lei non lo sia).

    Questi tre enti sottolineano come i sistemi di controllo e di emergenza del reattore EPR non rispettano il cosiddetto «principio di indipendenza», che è – per dire – alla base dei livelli elevatissimi raggiunti DAVVERO nell’aviazione di linea, cioè… cioè non sono sufficientemente indipendenti l’uno all’altro.
    Poiché i sistemi d’emergenza hanno lo scopo di garantire la sicurezza PROPRIO NEI CASI IN CUI i sistemi di controllo falliscano o abbiano dei guasti, è evidente che il problema è INTRINSECAMENTE piuttosto grave (non si tratta di sostituire una valvola con una più robusta o di materiale migliore, mi spiego?) e secondo necessita -a detta di HSE/ND, STUK e ASN, non di un gruppuscolo di suffragette coi colori della bandiera della pace dipinti in fronte con l’ombretto, badi bene – di SOSTANZIALI risposte tecniche da parte dei progettisti e di chi un giorno dovrà gestire gli impianti, per cercare di “attenuare la perdita dei sistemi di sicurezza” (proprio queste la parole esatte usate nel comunicato, è in un inglese molto accessibile) in caso di malfunzionamenti ai sistemi di controllo del reattore.

    E, faccio sommessamente notare, la cosa che più colpisce degli eventi in corso in Giappone non è neppure la tipologia di incidente in sé, quanto l’evidenza che allo stato dovremo avere tanta, tanta fortuna per sperare che la dimensione del dramma resti entro il livello 6 della International Nuclear Event Scale (ma ricorda, o no, quando all’inizio si affrettarono a classificarlo, benché non concluso, di livello 4?): la peggiore evidenza è che hanno perso il controllo dell’evolversi degli eventi (vedere elicotteri CH-47 Chinook che tentano di rovesciare patetici secchielli di acqua di mare da trecento metri di quota, sperando di far centro nel buco, è desolante e mi dà la percezione del senso di impotenza che attanaglia i giapponesi), e che la situazione se ne sta andando per i fatti suoi.

    Ma NON BASTA, caro stimatissimo (quando non discetta di argomenti di cui è troppo digiuno) dottor Giannino.

    L’Électricité de France, si, proprio l’EDF che è sponsor della costruzione degli EPR (allora! Non Greenpeace, ma, se mi permette la battuta, l’ “oste che sputa per terra il vino che deve vendere!”) nel “Rapporto preliminare di sicurezza” che ha dovuto pubblicare circa un reattore EPR in costruzione in Francia, il c.d. «Flamanville 3», sottolinea GRAVI RISCHI connessi alla possibilità di repentine escursioni di potenza con la forte probabilità di CRISI DI EBOLLIZIONE (ricordo a me stesso che il refrigerante di un reattore PWR – Pressurized Power Reactor, come quello nostro di Trino Vercellese e come anche l’erede l’EPR, per NESSUNA RAGIONE deve andare MAI in ebollizione nel nocciolo se no perdi il controllo del raffreddamento) con relative esplosioni di vapore (in grado di danneggiare seriamente sia il reattore vero e proprio che le barriere di contenimento) e, non bastasse, il rischio di espulsione violenta delle barre di controllo.

    Rammento a me stesso che, ovviamente, le barre di controllo hanno la funzione di regolare la potenza del reattore e in caso di necessità alla bisogna anche, è chiaro, inserite tutte a fondo spegnerlo arrestando l’autosostentamento della fissione.

    Secondo il rapporto di EDF si ravvisavano “superamenti significativi dei parametri minimi [si intende di sicurezza]”, la società costruttrice Areva ha proposto degli interventi correttivi alle barre di controllo per ridurre un poco, mitigare (ma per loro stessa ammissione non rimuovere) il rischio di questa tipologia letale di incidente: se vengono espulse del tutto le barre di controllo, senza nessuna regolazione della potenza l’innalzamento repentino della pressione e della temperatura del reattore provoca una sovrappressione esplosiva.

    [NOTA A MARGINE – Precisamente un’innalzamento incontrollato della pressione e del livello di potenza in un reattore, di tipo del tutto diverso (uno dei c.d. “reattori a canali” tipo RBMK installati vicino Pripyat) fu l’origine “tecnica” del disastro di Chernobyl]

    Secondo EDF… ribadisco a costo di annoiare NON a giudizio di Beppe Grillo… malgrado le modifiche proposte persistono margini molto ristretti per l’esercizio in sicurezza dell’impianto: il problema è INTRINSECO al design generale della macchina, il modello di reattore EPR (e aggiungerei dei precedenti, meno evoluti N4) e a quel che si prevede di attuare, nelle condizioni di esercizio ineludibili per renderlo teoricamente economico entro la durata dell’impianto; le modifiche che apporterebbero al progetto, come se non bastasse, per “tamponare quanto possibile” quel rischio, che permane, rendono più critica e con minori margini operativi la gestione di altre tipologie di incidente.

    L’ex Presidente di Areva, tal Dominique Vignon ed Hervé Nifenecker, hanno qualche tempo dopo cercato goffamente di smentire addirittura EDF, che detto tipo di impianto deve comprare e gestire, presentando a firma congiunta un documento in merito che vorrebbe essere una “controvalutazione” e che è stato giudicato come “frettoloso e goffo” da un ingegnere nucleare col quale sono in contatto, e che – creda – tutto è meno che antinuclearista, anzi è un accanito sostenitore del progetto Rubbia di future centrali centrali a Torio (la vera IV generazione, che è tutto un altro paio di maniche come efficienza, sicurezza e utilizzo del combustibile).

    A proposito di scorie… poi gli EPR hanno un grosso problema di scorie tutto loro.

    Come ogni centrale a fissione, anche i nostri futuri EPR producono scorie radioattive di pericolosità variabile a seconda dell’emivita dei differenti radionuclidi contenuti, di cui a tutt’oggi non si sa esattamente – nemmeno negli USA! – che destinazione dare. Ed i cosiddetti “reattori di terza generazione” o quelli di III+, come gli EPR, non ci aiutano davvero.

    Al contrario, poiché riescono ad attuare una più completa combustione del materiale fissile (cosa in sé buona sul piano dell’efficienza), in cambio ciò aggrava di molto la produzione di radionuclidi ad alta attività nelle scorie e la relativa emissione di calore residuo, rendendo significativamente più problematica la loro gestione. In breve, da un lato si ha un peggioramento qualitativo (scorie più radioattive, in soldoni) per quanto riguarda la tipologia di rifiuti radioattivi derivanti da ogni “unità di combustibile” iniziale, problema compensato IN PARTE dalla minore quantità di combustibile necessario, proprio perché il reattore è poiù efficiente (se fosse una vettura, direi che percorre più km con un litro, per capirci). Ma per ammissione DELLA STESSA AREVA, alla fine il bilancio è negativo: ci son problemi di scorie maggiori con gli EPR di quelli che ci davano i BWR come quello di Caorso, o i PWR di seconda generazione come quelli di Trino Vercellese.

    Che ne pensa, dottor Giannino? Le sembrano un vero affare come cercano di convincerci ad ogni pié sospinto? Un ultima cosa: in Finlandia c’è una società che è stata incaricata di gestire, in futuro, le scorie del reattore EPR che è da anni in costruzione ad Olkiluoto (Finlandia), accanto ad altri due già esistenti e che sono del tipo

    Questa società ha dovuto rimarcare, molto preoccupata, come il reattore EPR di Areva che ENEL e governo han deciso di rifilarci (insisto col non esere politically correct) in non meno di quattro esemplari abbia una produzione di Iodio-129 superiore a quella di reattori PWR tradizionali; ciò pone problemi molto seri in quanto tale isotopo dello Iodio ha una EMIVITA DI 16 MILIONI DI ANNI E RIMANE PERICOLOSO PER NON MENO DI 160 MILIONI DI ANNI.

    L’emivita di un radioisotopo come certo saprà dà una indicazione di quanto tempo passa perché la metà dei suoi nuclei fissili decada, di solito per step successivi, in una forma non più instabile. Dopo 16 milioni di anni (non riesco a farmene una immagine mentale, nonostante abbia studiato all’Università precisamente Scienze Geologiche, non Lettere moderne…) la radioattività residua sarà ridotta alla metà, dopo altri sedici milioni di anni a un quarto etc etc.

    Dottor Giannino, sa qual’è l’isotopo dello Iodio che sta liberando la centrale di Fukushima? Sa cosa terrorizza da quelle parti? Non il 129, ma lo Iodio 131, che ha una emivita non di 16 milioni di anni, ma di OTTO GIORNI – ha letto bene? Cambia solo un numerino… dopo ottanta giorni la sua pericolosità si riduce in modo veramente significativo, diciamo che dopo qualche anno non ne trovi più traccia. Poi c’è sempre anche la grana del Cesio 137, ma quella è tutta un altra storia.

    Mi fermo qui, per ora; spero di leggere una Sua replica, e spero abbia apprezzato, pur nel mio radicale dissenso, la pacatezza con la quale Le porgo questa mia.

    E degli aspetti economici, della effettiva nostra fame di energia (con centrali installate in Italia per quasi il doppio dei TW che si son mai consumati nel nostro paese nel picco storico del luglio 2007, e con l’idroelettrico tenuto volutamente fermo) come della colossale bugia sulle “emissioni serra zero” dei reattori nucleari, non ho nemmeno accennato.

    Chissà se il dichiarato “ingegnere” che ha postato poco sotto mi leggerà?
    Un caro saluto a tutti e scusate la lunghezza. Ma non ce la facevo a star zitto.

  226. Simo

    @Riccardo
    se ognuno di noi avesse 3 kw di potenza installata (ed in Sicilia e sardegna si arriva ad assai +) basterebbero 10 milioni di case per fare 30 GW…

  227. jamesnach

    @Riccardo

    Se vuoi l’alternativa domani mattina, non esiste.
    Ma ti faccio notare che anche il nucleare non sarebbe pronto domani mattina, ma richiederebbe (voglio essere molto ma MOLTO ottimista) una decina d’anni per entrare in funzione.

    Siccome siamo in un mondo di risorse scarse, e parlo anche di soldi, ritengo sia abbastanza stupido investire in una tecnologia costosa, potenzialmente molto pericolosa, e nata già morta, come il nucleare di terza generazione (perchè di questo parliamo, di una tecnologia che oggi NON ESISTE, per il semplice motivo che nessun impianto è ancora in funzione, e nessuno sa quando lo sarà, e a che costo).
    Quando arriverà un nucleare più interessante (quarta gen? quinta?) potremo riparlarne.
    Il nucleare di terza generazione è una truffa: meglio spendere tempo e soldi per investire in qualcosa di diverso.

    Nel frattempo, ma questo accadrebbe anche con il nucleare, ci toccherà tenerci ancora per un po’ i fossil fuels.
    Contrariamente a quanto gli infatuati del nucleare asseriscono, esistono molti studi tecnico economici che dimostrano chiaramente come sia progressivamente possibile completare la transizione verso un sistema energetico basato sulle rinnovabili.
    Il “trucco”, se così si può definire, è l’integrazione dei diversi sistemi energetici: e non esiste posto al mondo migliore dell’Europa, da questo punto di vista.
    La transizione è possibile, non arriverà domani mattina e neanche tra tre anni, ma le politiche energetiche vanno pensate e definite nell’arco di decenni, non della prossima scadenza elettorale.

    Per chi volesse farsi un’idea, questo è un ottimo (e molto qualificato) punto di partenza:
    http://www.roadmap2050.eu/

    I partecipanti allo studio sono stati, tra gli altri, McKinsey e tutte le maggiori utility del’UE, ad esempio: Acciona; CEZ Group; E3G; ECN, EdP; Enel; Energinet.dk; ENTSO-E; E.ON; Germanwatch; Iberdrola; National Grid; RWE; Shell; Siemens; TenneT; Terna; Vattenfall; Vestas.
    Non quei quattro gatti autoreferenziali del Bruno Leoni…

    Che voglio dire, che questo studio è il Vangelo e va preso alla lettera?
    No. Ma le alternative esistono. Basta allargare lo sguardo oltre i propri confini (che tristezza i governatori nuclearisti alla Formigoni che però dichiarano che le loro regioni sono “energeticamente autosufficienti” e che quindi del nucleare non c’è bisogno, A CASA LORO, ovviamente..) e pensare in grande.

  228. Terenzio il Troll

    mmm…ho capito.
    terenzio l’ingegnere esperto e iscritto al cicap…

    mmm…
    Sbagliato e sbagliato.
    Riprovi, sara’ piu’ fortunato.

    In ogni caso, fossi anche uno stregone animista analfabeta, i dati che le ho riportato sono fatti. Passare all’attacco (uh? Da quando “ingegnere” e’ un insulto?) personale non li rende meno veri.

  229. jamesnach

    @Valerio Ricciardi

    Da manuale.
    Bravissimo, mi complimento davvero.
    Più chiaro e competente di così, non è possibile.

  230. alcune domande:
    gli assiomi economico scientifici o i teoremi da loro derivati per il calcolo dei costi e dei benefici derivanti della progettazione-costruzione-gestione di impianti nucleari per la produzione di energia elettrica,
    1)tengono solo conto di impianti funzionanti, cioè in assnza di “incidenti”? mi spiego meglio: del costo, riferito alle defaillances di qualunque natura e probabilisticamente stimate, si tiene in conto o no?
    2) se si, come viene fatta la stima probabilistica? tenendo conto del rapporto tra numero di “incidenti” sul numero di giorni di funzionamento di una centrale, oppure tenendo conto dell’importo dei danni occorsi sul numero di giorni di funzionamento? e in tal caso, i danni occorsi vengono riferiti ai soli impianti oppure anche a beni e persone esterni ed interni agli impianti?
    3) si includono tra i costi il danno emergente ed il lucro cessante riferito al periodo di inutilizzabilità delle superfici e del sottosuolo contaminati, oltre al danno per mancata o ridotta produzione di energia elettrica?
    4) in sintesi, secondo lei una corretta valutazione dei costi e benefici deve tener conto oppure no dei danni ipotizzabili probabilisticamente?
    5) infine, il costo per lo smaltimento dei rifiuti di produzione e dello smantellamento degli impianti deve ricadere sull’impresa proprietaria degli impianti o sulla collettività?

  231. claudio il fiorentino

    Buongiorno Oscar , la ascolto tutti i giorni con piacere , anche se spesso mi fà incazz..re …..comunque complimenti ….

    io penso che le leggende del nucleare pulito ed economico siano da sfatare in quanto :

    – se per pulito si intendono scorie che durano anche 1000.000 di anni e che sono altamente tossiche ……allora io non ho capito proprio ( come si dice in toscana ) una bella sega del termine pulito…..

    – una centrale costa 5 miliardi di euro e fino lì ci può anche stare ….ma noi come Italia non abbiamo nè Uranio( le miniere con quantità di materiale fissile soddisfacente si esuriranno prima del petrolio e le cave sono in africa …) nè la tecnologia idonea ( che è praticamente un monopolio francese di una certa Areva) ….

    -il fatto poi che una centrale occupi meno spazio di energie come eolico e fotovoltaico Ok è vero , ma se succede un’incidente come quello giapponese ( eccezionale sì ..ma pur sempre possibile ) lo spazio da decontaminare è di centinaia di kilometri di raggio…….per intendersi, se capitasse a firenze si dovrebbe decontaminare una zona da bologna fino a roma in verticale e una zaona come tra la costa adriatica fino a livorno……fate voi……

    per ultimo i tempi …per realizzare una centrale ci vogliono decenni , quindi il kilowattora col cappero lo paghiamo meno per almeno 10 anni … e poi il nostro kilowattora è sì caro rispetto ad i francesi ma solo del 20% considerando inoltre che noi paghiamo l’iva sull’accise ( una tassa su una tassa) non è poi così scandalosamente caro come vogliono raccontarci …senza considerare che in francia prima o poi i costi di decontaminazione delle vecchie centrali e delle scorie ci saranno eccome ….

    cordiali saluti

  232. Valerio Ricciardi

    Rileggo quel che ho scritto forse troppo di getto, e vi trovo un piccolo refuso: “supervisione” in luogo ovviamente di “supervisiona”. Troppo svelto sulla tastiera, senza essere un dattilografo. Me ne scuso con tutti. 😉

  233. francesco

    riccardo il tuo modo di condurre una discussione è irritante.
    Che senso ha postare 10 volte la stessa domanda e non ascoltare le risposte?? allora datti le risposte da solo visto che vuoi sentire solo quelle

  234. francesco

    mi spiego meglio. Alcuni le hanno detto:
    “non la produciamo, la compriamo come facciamo ora”
    ma lei continua a domandare:
    “si, ma io la voglio PRODURRE”.
    e allora se la vuoi produrre significa che il nucleare almeno in parte lo dovrai usare credo. Contento ora? puoi cambiare domanda adesso?

  235. adriano

    L’assioma è:domani voglio maggiori disponibilità di oggi.Ieri bastava il frigo ,oggi serve anche il condizionatore.Su questa base quali sono le proposte?Non vedo nulla in prospettiva oltre il nucleare.Le pale fotovoltaiche non servono.Il nucleare ha problemi di sicurezza e di scorie.L’ingegnere deve risolvere i problemi.Ad elencarli basto io.Se poi le soluzioni accettabili mancano non se ne farà nulla,ammettendo pero’che quando il fossile mancherà non si saprà come sostituirlo e sperando che arrivi qualcuno piu’ bravo.

  236. jamesnach

    @adriano

    “L’assioma è:domani voglio maggiori disponibilità di oggi.Ieri bastava il frigo ,oggi serve anche il condizionatore”

    purtroppo questo assioma rischia seriamente di essere errato, quantomeno per l’Italia (visto che di questo stiamo parlando), e per l’europa in genere.
    se uno va a guardarsi i numeri, scoprirà una cosa interessante: i consumi elettrici sono crollati in corrispondenza della crisi, perchè molte industria hanno chiuso e delocalizzato.
    e sono in molti a ritenere non solo che ci potrebbe molto tempo a tornare ai consumi pre-crisi, ma addirittura a ipotizzare che a quei livelli non si tornerà mai più.
    il motivo è semplice: l’industria fa la parte del leone nei consumi, e se l’industria si è spostata in Cina, difficilmente tornerà qui.

    motivo in più per domandarsi seriamente se ha senso spendere miliardi in una tecnologia nucleare costosa e nata vecchia per produrre elettricità che probabilmente non ci servirà.

    notare anche che l’italia ha una domanda media di elettricità di circa 40 GW (e picco massimo sui 55 GW in estate) e una capacità di generazione, già oggi, di 100 GW.
    e la potenza media disponibile è di 67 GW. comunque ben al di sopra sia della media che del picco.

    p.s. tra l’altro, per alimentare i condizionatori, che hanno una curva di domanda che sostanzialmente segue le stagioni e il sole, il solare si presta benissimo. produce energia esattamente quando serve e quando è più costosa.

  237. marea

    Ma invece di buttare soldi in ricerche che non ci servono non sarebbe meglio indirizzarle verso la fisica? l’ energia? penso ad un bel piano di ricerca, a ricercatori in centri di ricerca anche privati, sui generatori magnetici o sull’ idrogeno, cercando di risolvere il problema energetico senza il rischio del nucleare.spendiamo tanti soldi di ricerca indirizzata in ciò che non ci serve e su quello che ci serve come generazione di energia e smaltimento dei rifiuti pochissimo.

  238. Alberto P

    @Terenzio il Troll

    Caro Signor Ricciardi,

    Comprendo che Lei è decisamente contrario al consorzio di AREVA. Bene: avrà i suoi motivi, che Lei afferma essere quelli elencati. Sentiamo allora che ci dice AREVA, se fosse mai possibile.

    Questo per dire, Signor Ricciardi, che non si sta qui disquisendo se sia meglio il consorzio franco-tedesco o altri. La discussione verte su temi diversi. Ho apprezzato moltissimo il suo parere ma anche Lei capisce, ne sono convintissimo, che non si discute di una questione di mercato.
    Non stiamo confrontando due automobili perchè, se cosi’ fosse, sono convinto che anche i venditori dell’altra automobile avrebbero tutti i loro begli argomenti per ribattere alle Sue osservazioni.

    Ciò detto, mi ha fatto piacere leggere il Suo post.

  239. Luigi V

    Non condivido la posizione a favore del nucleare del Prof. Oscar Giannino e penso che le tesi sulla tenuta delle centrali espresse sulla stampa all’indomani del terremoto in Giappone siano state affrettate sulla base di informazioni incomplete, che purtroppo si sono rivelate molto più tragiche e che sono state smentite dallo sviluppo degli eventi.
    Tuttavia la mia stima rimane invariata e non ho apprezzato certi attacchi volti a mettere in discussione la buona fede dell’intervento. Un sentito grazie per il contributo culturale che lei porta su temi fondamentali dell’economia e della convivenza civile: anche quando le Sue opinioni sono diverse dalle mie.
    Sulla questione nucleare ho un’opinione personale . Ritengo che il rischio zero non esista e che il costo delle esternalità negative a danno della collettività in caso di incidente rendano l’energia da fonte nucleare molto più costosa di qualsiasi altra fonte.
    Votai a favore del nucleare nel 1987 perché ritenevo un assurdo spreco di denaro pubblico lo smantellamento delle 4 centrali già funzionanti o in corso di completamento ma ero e sono contrario alla costruzione di nuovi impianti sul territorio italiano.
    Oggi nel mio piccolo cerco di risparmiare energia con apparecchiature a basso consumo, ho installato sul tetto di casa un impianto fotovoltaico (che mi rende più dei titoli di stato) e spero che gli incentivi vengano prorogati anche per coloro che vorranno farlo in futuro… e non parlo dei grandi impianti che arricchiscono principalmente le banche straniere e consumano territorio agricolo, ma di una seria campagna per coprire tutti i tetti delle case italiane con un sistema ad energia distribuita sul territorio.
    Cordiali saluti.

  240. adriano

    Da Wikipedia:”In epistemologia,un assioma è una proposizione o un principio che viene assunto come vero perchè ritenuto evidente o perchè fornisce il punto di partenza di un quadro teorico di riferimento.”

  241. Riccardo

    @Simo
    Simo, ho detto 30GW è il fabbisogno italiano notturno, i pannelli fotovoltaici in sardegna e sicilia funzionano anche di notte?
    Vedete il frutto della disinformazione veicolata con gli occhiali dell’ideologia?

  242. Riccardo

    @jamesnach
    Che ti devo dire James, quando non insulti sei davvvero interessante.
    Questa è una risposta seria, articolata, circostanziando le opzioni e ammettendo con onestà la realtà delle cose.
    Permettimi di suggerirti i tre interventi su You tube del Prof. Bruno Coppi intitolati “ricerca di base e fusione”, si incrivono perfettamente nel tuo schietto intervento.
    Quando non fai il professorino che corregge gli errorini altrui sei addirittura simpatico.
    Invito i fanatici delle rinnovabili e del nucleare a leggere il commento di Jamesnach n°11 di questa pagina.

  243. Gabriele Bonaiuti Spadoni

    jamesnach :
    @Davide
    Guarda un po’, io sono ingegnere, lavoro nel settore energetico e la penso in materia diametralmente opposta.
    E come me la maggior parte dei miei colleghi. Quelli preparati.
    Gli altri la pensano come te…

    Concordo con lei,dire che il nucleare è il mezzo più “pulito” per produrre energia è riduttivo e oltretutto sbagliato,perchè a quesot punto sorge una domanda:cosa significa pulito? che non produce co2? però lascia in eredità alle generazioni future tonnellate di scorie radioattive ?
    Per non parlare poi del fatto che le centrali dovrebbero andare in mano a privati, ma stiamo scherzado?Una logica da conto economico e stato patrimoniale quando si ha a che fare con un sistema che per essere “sicuro” ha bisogno di enormi risorse economiche investite sulla sicurezza e la prevenzione cozza con i principi capitalistici,i quali non farebbero altro che tagliare sui costi e (come in giappone) insabbiare piccoli incidenti o fuoriuscite. Non scherziamo,niente nucleare in mano a privati.

  244. Valerio Ricciardi

    Alberto P :
    @Terenzio il Troll
    Caro Signor Ricciardi,
    Comprendo che Lei è decisamente contrario al consorzio di AREVA. Bene: avrà i suoi motivi, che Lei afferma essere quelli elencati. Sentiamo allora che ci dice AREVA, se fosse mai possibile.
    Questo per dire, Signor Ricciardi, che non si sta qui disquisendo se sia meglio il consorzio franco-tedesco o altri. La discussione verte su temi diversi. Ho apprezzato moltissimo il suo parere ma anche Lei capisce, ne sono convintissimo, che non si discute di una questione di mercato.
    Non stiamo confrontando due automobili perchè, se cosi’ fosse, sono convinto che anche i venditori dell’altra automobile avrebbero tutti i loro begli argomenti per ribattere alle Sue osservazioni.
    Ciò detto, mi ha fatto piacere leggere il Suo post.

    Signor Alberto P, anch’io ho avuto assolutamente paicere nel leggere la sua garbata risposta. Quel che non capisco, però, è per quale motivo mi risponda indirizzando a «Terenzio il troll», che NON sono io: io NON uso alcun nickname in alcun blog. Né di fotografia, né di aviazione, né altri. Firmo col mio nome e cognome reali, dal momento che ho la fortuna di vivere in un Paese nel quale al livello di argomentazioni che espongo non rischio davvero di essere prelevato a casa dagli sgherri della Polizia Politica.

    Debbo però a questo punto fare una precisazione IMPORTANTE.

    Io ho parlato dell’EPR di Areva, solo e semplicemente perché il Governo Italliano e l’ENEL stavano pesantemente opzionando questo.

    Se non si fosse trattato dell’EPR, e se avesse prevalso l’azione dei lobbisti americani, probabilmente Scajola prima, Romani poi avrebbero entusiasticamente presentato col Direttore Generale dell’ENEL un piano basato sugli ABWR (Advanced Boiling Water Reactor) ossia dei reattore ad acqua bollente di III generazione progettati dalla General Electric – e che al momento vengono prodotti in sinergia da quest’ultima e la Hitachi.

    La mia critica non è sugli EPR rispetto agli ABWR piuttosto che sugli AP1000 (che pure sembra allo stato attuale siano realativamente migliori, anche come livello di sicurezza “intrinseca di progetto” (noterà come la Ansaldo Nucleare sia licenziataria della Westinghouse per l’Europa, ed uno dei maggiori fornitori per i reattori AP1000 cinesi… ed inoltre l’Italia ha firmato un piano d’intesa con gli USA per scambio di conoscenze nell’ambito nucleare).

    La mia critica, ragionata, non di pancia, motivata, profonda, formatasi nel corso di molti anni, è proprio sull’idea di un ritorno dell’Italia all’utilizzo di energia nucleare da fissione, ora, avendo a disposizione tecnologie che sono solo l’evoluzione di altre già vecchie, nella prospettiva di una futura oltre che attuale possibilità di acquisto notturno (Lei sa bene perché la Francia DEVE svendere corrente elettrica di notte, vero?) a basso costo da centrali GIA’ esistenti.
    Ed il tutto in una prospettiva di esaurimento delle riserve di Uranio di circa 62 anni.
    Come ci arrivo? Mi spiego meglio. Assumiamo un costo per kg di minerale già trattato e selezionato di 130 $ al kg. Il Red Book valuta che le riserve accertate ad oggi di uranio (4,7 milioni di tons) durerebbero in tutto, mantenendo inalterati i ritmi di produzione del 2004 (pari a 55.000 t/anno di uranio), 85 anni. Ma nel 2004. Ora siamo nel 2011, consideriamo solo 6 anni. 85 meno 6 fa 79. Solo che, non bastasse, il consumo del minerale uranifero è cresciuto sino a > 60.000 t/anno; detraendo quelle che si sono utilizzate nel mentre, col consumo attuale mancherebbero ancora 72 anni. Però sempre il Red Book (mica bau bau micio micio, vale come una sorta di Guida Monaci per gli economisti che trattano di commercio dei minerali di interesse economico) stima per il 2025 è attesa una richiesta di 80-100.000 t/anno per l’entrata in produzione delle nuove centrali nucleari in costruzione/progetto nel mondo, in massima parte in Cina.
    Volgio errare solo per difetto. Nella migliore delle ipotesi, immaginiamo che sino al 2025 si mantenga il rate attuale di sfruttamento delle riserve. Dopo il 2025, applichiamo il valore medio della stima del red Book (90.000 tonnellate/anno di minerale).
    Anche così, ne avremmo ancora per soli 62 anni.

    Che senso ha avviare una filiera ora, non avendone in esercizio, basata su una tipologia di reattori che utilizza comunque derivati da un minerale strategico sempre più caro e raro? E avendo a disposizione l’energia che la Francia avendo l’80% della propria produzione basata sul nucleare, E’ COSTRETTA a svendere, perché se no dovrebbe dissiparla in qualche modo (enormi freni elettromagnetici, con relative dispersioni di calore massive che… aumentano senza scopo né costrutto l’entropia generale dell’Universo?)

    Di giorno, un risparmio spaventosamente alto lo si potrebbe fare, da domani mattina, con l’energia solare. Fotovoltaico? Macché, quella è una tecnologia per ora assolutamente acerba, inadeguata come resa e costi (e tutto ciò benché l’irraggiamento medio del nostro pianeta sia dell’ordine di 1360 W/mq al suolo).

    Io parlo di SOLARE TERMICO per applicazioni che di norma richiedono un carico RESISTIVO nell’impianto elettrico: riscaldare l’acqua per la doccia, il bagno, la lavatrice, la lavastoviglie, nonché un contributo al riscaldamento invernale.

    Lei provi a sottrarre dalla rete, specie d’estate, il consumo delle resistenze da 1500 W degli scaldabagni, e quelle anche da 2 kW di lavatrici e lavastoviglie, semplicemente pre-riscaldando l’acqua di circa 14° C (esempio di Roma) dell’acquedotto ad almeno 45° C in una giornata di sole molto blando, e poi alimentando con essa quegli utilizzi di bassa entalpia: ha una vaga idea, solo con i consumi domestici, “quante centrali nucleari” non avrebbe più bisogno di realizzare?

    Ha una vaga idea di quanti GW/h di energia assorbirebbe in meno dalla rete?

    Noi l’Energia Elettrica, la realizziamo a carissimo prezzo, bruciando idrocarburi pregiati tuttora indispensabili per la realizzazione di molte materie plastiche, ipotizzando di accollarci l’immane rischio – per quanto calcolato entro certi limiti – di una filiera nucleare, e poi ci scaldiamo l’acqua per la doccia?

    Altro che il “medioevo prossimo venturo” di cui scriveva Roberto Vacca: il Medioevo è oggi, era in cui se ci siamo dimenticati di mettere bene il tappo alla vasca da bagno, e quella con noi dentro cala di livello, invece di mettere bene il tappo rabbocchiamo con costosissime bottigliette di acqua Perrier… solo che, almeno, l’acqua di Perrier non fa male.

    Non ce l’ho dunque con l’EPR: ce l’ho proprio col nucleare di generazione II, II+ e III+ in Italia, in generale. E coi consumi dissennati ed eludibili che ci spingono verso costi e rischi evitabili in modo semplicissimo.

    Passi un carico induttivo/capacitivo, necessario per un motore… ma produrre corrente per applicazioni resistive a bassa teperatura… lord Kelvin si starà rivoltando nella tomba.

    Notucola finale – Mi creda: vivo d’altro. Sono da oltre trent’anni un fotografo scientifico specializzato in arte, architettura, archeologia e ambiente, e per passione anche divulgatore su temi di ambiente, sicurezza, protezione civile ed energia dal 1987. Non ho rate di muto in scadenza, né debiti di sorta; non ho necessità di fare lobbismo per “una marca” di centrale o un modello di sviluppo energetico piuttosto che un altro.
    Ma i miei mitici professori (principalmente Parotto, Funiciello, Salvini, Loreto) alla Sapienza hanno cercato con passione di insegnarmi a ragionare in modo onesto e corretto, e gliene sarò grato per la vita.

  245. massimo

    Valerio Ricciardi :
    Rileggo quel che ho scritto forse troppo di getto, e vi trovo un piccolo refuso: “supervisione” in luogo ovviamente di “supervisiona”. Troppo svelto sulla tastiera, senza essere un dattilografo. Me ne scuso con tutti.

    Fantastico ! da incorniciare , mi complimento e ringrazio di cuore.

  246. massimo

    Alberto P :
    @Albano
    Caro Signor Albano,
    Nel trattare argomenti tecnici e/o scientifici di qualsivoglia natura, invece, i numeri sono fondamentali. Altra regola fondamentale consiste nel citare sempre le fonti. Lei sostiene di ricordare, vagamente, sembra di capire, di aver letto numeri insignificanti sugli effetti del disastro di Chernobyl. Bene, le rinfresco io la memoria, allora.
    I numeri “insignificanti” di cui parla lei sono citati nel rapporto del 2005 dell’UNSCEAR (Comitato istituito dall’Onu sppositamente sulle conseguenze del disastro di Chernobyl). Tale rapporto è reperibile in rete. Nell’immediatezza del disastro, morirono 3 tecnici di cui uno per crisi cardiaca e due sotto le macerie dell’esplosione. Quel giorno, in stabilimento, vi erano 600 persone, tra tecnici e soccorritori (pompieri): di questi, 137 furono ricoverati in ospedale con sindrome da radiazione acuta. 28 di essi morirono entro 3 mesi (totale 31, i morti immediati) mentre dei rimanenti 109, ad oggi (AD OGGI), ne sono morti in tutto 19: e non tutti a causa dell’esposizione alle radiazioni. Totale morti causate dall’evento : 50. Conseguenze sanitarie a lungo termine sulla popolazione (SULLA POPOLAZIONE di Bielorussia, Ucraina e Russia, che sono gli stati confinanti con la regione di Chernobyl): “Non è stato dimostrato alcun incremento di tumori solidi o leucemia dovuti alle radiazioni tra le popolazioni contaminate etc. etc etc….” (citazione dal Rapporto UNSCEAR). Le ho citato solo quanto riportato dall’abstracts di quel rapporto che, in realtà e come potrà facilmente immaginare, data la partecipazione di circa un centinaio di scienziati (della WHO, del’IAEA e di varie altre istituzioni governative e non), consta di diverse centinaia di pagine. Successivamente sono stati pure prodotti altri studi, sempre nell’ambito del rapporto UNSCEAR di cui sopra. Ne cito solo due che lei potrà tranquillamente leggersi perchè anch’essi in rete:
    a) Health effects due to radiations from the Chernobyl accident (2008)
    b) Legacy : Healt, Environmental and Socio-Economic Impact (The Chernobyl Forum)
    Alcuni dati contenuti nei report sono poi stati in seguito manipolati in modo grossolano quanto ridicolo. Mi riferisco ai dati pertinenti all’aumento dei tumori alla tiroide che è stato registrato nella popolazione giovanile delle 3 regioni viste che, all’epoca dell’incidente, si trovava nella fascia di età 0-18 anni. Questo dato ha in effetti del “clamoroso”; viene infatti evidenziato un aumento da 0.5 a 1 caso per 100,000 (dato pre-esistente), fino ad un massimo di a 6-7 casi, sempre per ogni 100,000. Tra l’altro, dice il rapporto, quasi tutti risolti benignamente. Anche qui vi è un’altissima (relativamente, s’intende) varianza tra i dati relativi alla Ucraina (1-2/100,000) dove i i ragazzi sono stati in massa trattati con pastiglie di iodio entro le 30 ore (praticamente non vi è stata incidenza alcuna) e la Bielorussia dove il dato si pone attorno a 6 (nessun trattamento con Iodio fu fatto ai ragazzi bielorussi).
    Abbiamo aspettato 20 anni per sapere qualcosa e il risultato è caduto nel disinteresse generale. Quanto tempo passerà prima che i fumi mediatici provocati dall’incidente di Fukushima inizino a diradarsi ?

    Che sollievo ! a Chernobyl non è successo niente di grave : praticamente è come se fosse scoppiata una caffettiera da 12 !
    Io faccio il medico internista, e la ringrazio di cuore per avermi dimostrato che le radiazioni ionizzanti non fanno poi cosi’ male . Da domani non mettero’ neanche il camice piombato in radiologia…..

  247. enrico

    Caro Oscar,
    la stimo molto e mi sembra di aver capito che è una persona leale.
    OMNIA TEMPUS HABENT
    Ogni cosa ha il suo tempo.
    Non ho la forza e la conoscenza per fare una “reductio ad absurdum” Euclidea, ma mi sento di affermare che il nucleare è una tecnologia obsoleta.
    Sarebbe il caso di lavorare su qualcosa di differente dal nucleare e dagli idrocarburi.
    La prima fonte energetica è il risparmio, lo ricordo a chi vuole aumentare i consumi energetici come fossero il PIL.
    La scienza non è materia esatta e la ragione non è mai completa (Kurt Godel e i suoi Teoremi di Incompletezza).
    Sfruttiamo la saggezza.
    Per realizzare la prima bomba atomica a Los Alamos vennero impiegati piu’ di 2000 scienziati provenienti da tutto il mondo. La realizzarano in meno di due anni e alle 8.14 a.m. del 6 agosto 1945 la sganciarono.
    Si potrebbe pensare di fare gli stessi sforzi per cambiare le fonti energetiche sul pianeta…
    Resto un sognatore.
    Ci aspetta un’era postindustriale, organizziamoci.
    E non lasciamo residuo tossici per millenni su questa terra che non ci appartiene.
    Con stima.
    Enrico Tamassia

  248. camillo denso

    innanzi tutto l’innalzamento delle temperature per effetto dei gas serra di carattere antropico è un modello teorico del tutto arbitrario elaborato negli anni 60 come ipotesi fallimentare per rendere conto delle temperature sulla superficie di venere (modello intrinsecamente e logicamente errato)portato attualmente avanti (scelto e finanziato) come lei ben sa al fine strategico di supportare una campagna di gestione delle emissioni di carbonio attraverso la compravendita di certificati verdi venduti nella borsa delle emissioni e quindi soggetta al controllo asimmetrico dei grandi capitali e poteri con buona pace dei paesi e dei soggetti che vorrebbero svilupparsi. questo per dire che non al controllo delle emissioni di carbonio ma all’inquinamento reale prodotto dagli idrocarburi bisogna pensare anche in termini economici.
    E sul costo dell’inquinamento, il nucleare è una tassa sulle prossime 500 generazioni (almeno) che dovranno occuparsi della cacca infetta e maleodorante nascosta sotto il tappeto, prodotto di un pasto consumato tanto tempo addietro.
    un po’ comoda come posizione. metaforicamente sono buoni tutti a fare i froci col culo degli altri, tanto più che anche pensando intragenerazionalmente (all’interno di una generazione ) nessuno che conosce il funzionamento di una centrale potendone fare a meno sceglie di viverci accanto, perchè sicure sono sicure(?) ma l’errore umano o tecnologico forse solo Giannino non lo contempla (e se si rifà alle statistiche per descrivere la sicurezza delle centrali 60 anni sono un soffio geologico ) e l’effetto mutageno delle radiazioni in questione è forse l’unica cosa sicura e trasparente nella storia della gestione del nucleare.quanto all’argomento della produzione energetica necessaria per non finire nel dimenticatoio della modernità, bisogna gettarsi nel futuro con sogni grandi, e rinnovabili e mi riferisco agli innumerevoli progetti ed innovazioni energetiche soppressi dai grandi interessi durante tutto il secolo passato (ad un altro commento gli elenchi) alle nuove forme di pensiero energetico laterale come la fusione fredda di cui abbiamo uno soplendido esempio al dipartimento di fisica di bologna .per buttare miliardi (di euro) ed avere tra quindici anni una energia che spaventa, centralizzata accentrata e oligopolistica e che se tutto va bene (nessun errore mai e nessun imprevisto maggiore ) una volta esaurita o non più conveniente diventerà una zattera tossica alla deriva nel mare del futuro, , allora tanto vale buttarli con coraggio per innovare la produzione decentrata sulla scorta delle innovazioni pulite che si stanno affacciando per renderle operative e diffuse.
    stringere i denti, tirare la cinghia per dare al futuro un presente, e per quelli che le centrali a fissione le vogliono conoscere un biglietto di prima classe per il giappone.

  249. Valerio Ricciardi

    E’ sparito nel nulla, stanotte, un mio articolato post in cui precisavo

    1) che presumo il sig, Alberto P abbia commesso un semplice refuso indirizzando una risposta a me (chiamandomi in chiaro) facendo riferimento a tal “Terenzio il troll” che non è in alcun modo un nick del sottoscritto

    2) che il mio articolato intervento critico nei confronti dei reattori della soc. Areva non implicava minimamente una mia maggiore provpensione per gli ABWR americani o per l’AP1000 che ne rappresentavano le principali alternative

    3) che a mio avviso un massiccio utilizzo non del solare fotovoltaico, tecnologia ancora immatura e costosa anche se un domani forse meno – né del vento, che ha un impatto paesaggistico e secondariamente acustico non marginale, ma del ****solare termico per tutte le applicazioni a bassa entalpia**** come riscaldare l’acqua a temperature sino ai 50° massimo per la dioccia e per il lavaggio in lavatrice o lavastoviglie, ossia risparmandoci l’assorbimento di tutti i principali carichi di tipo resistivo termico, avrebbe comportato un risparmio energetico nei soli consumi domestici talmente spaventoso in termini percentuali da rendere ancora più stridente il contrasto fra potenza installata (in termini di centrali esistenti potenzialmentefunzionanti senza nuovi investimenti, compreso il nostro idroelettrico che viene come noto tenuto inopinatamente fermo) da allontanare quasi sine die la prospettiva di dover ricorrere a qualche forma di energia da fissione per integrare la crescita della domanda

    4) che ritenevo che non ragioni tecniche, ma un maggiore efficienza delle attività lobbistiche ben note da parte del consorzio che fa capo ad Areva rispetto a quelle americane potevano avere influenzato pesantemente la scelta preliminare di ENEL e del Governo pro tempore attualmente in carica.

    Immagino che questo ultimo aspetto sia stato quello più pruriginoso.
    Ma dal momento che questo tipo di comportamenti da parte dei colossi dell’energia internazionali è assolutamente normale, con tutti i governi e tutte le maggioranze temporaneamente al potere (si vedano i casi Mattei e pochi anni dopo Ippolito) non capisco davvero quale fosse, visti anche i toni, la ragione di rimuovere il mio post.

  250. Valerio Ricciardi

    Le notizie non sembrano buone.
    Speriamo; i tentativi di raffreddamento per ora risultano troppo parziali, necessitando – specie le piscine per il raffreddamento del combustibile – di quantità d’acqua che trascendono quelle sinora scaricate. L’acqua utilizzata evapora rapidamente, per il calore prodotto.

  251. Albano

    @Alberto P
    Caro signor Alberto P
    Mi rendo conto che, di fronte a tanta sapienza, devo, in buon ordine, ritirarmi.
    Resta il fatto che si ripetono anche in queste ore le reticenze governative sulla reale situazione di Fukushima (chiedere agli Americani).
    Comunque, ho visto che, in qualche modo, ha apprezzato la dettagliata relazione del signor Ricciardi. Anche se lei vi vede una diatriba di ordine mercantile, il signor Ricciardi non ha fatto altro che parlare di sicurezza. Io non posso competere a questi livelli ma sono contento che esistano i Ricciardi, che non sono antinuclearisti ma che non ignorano i problemi. Cordiali saluti

  252. CLAUDIO DI CROCE

    RITENGO VERGOGNOSO CHE SULL’ONDA EMOZIONALE DEL DISASTRO GIAPPONESE SI DECIDA DI CAMBIARE IDEA SUL NUCLEARE . QUANDO E’ SUCCESSO IL DISASTRO DEL GOLFO DEL MESSICO CAUSATO DAL PETROLIO NESSUNO HA DETTO CHE SI DOVEVANO SOSPENDERE LE ESTRAZIONI DI PETROLIO MA CHE DOVEVANO AUMENTARE LE MISURE DI SICUREZZA . A PROPOSITO COME E’ FINITO IL DISASTRO DEL GOLFO DEL MESSICO ? HO ANCORA CON ME UN PICCOLISSIMO ARTICOLO DEL SOLE 24 ORE DEL 29 LUGLIO 2010 E CIOE’ CENTO GIORNI DOPO IL DISASTRO DOVE SI EVIDENZIANO DANNI RESIDUI MOLTO MOLTO LIMITATI. RESTANO IN PIEDI OVVIAMENTE I SOLDI CIOE’ LE RICHIESTE ENORMI DI RISARCIMENTO DANNI. SI E’ RIPETUTO QUELLO CHE ERA GIA’ SUCCESSO CON IL DISASTRO DELL PETROLIERA EXXON VALDEZ IN ALASKA DI MOLTI ANNI FA CHE NON HA LASCIATO ALCUNA CONSEGUENZA DEFINITIVA.
    FORZA GIANNINO NON SI LASCI SPAVENTARE DAGLI INSULTI E DALLE MINACCE DEI FANATICI E MI RACCOMANDO NON CAMBI IDEA SUL NUCLEARE.

  253. Valerio Ricciardi

    @ claudio di croce:

    La prego di volere essere così cortese con me (le richiedo di buttare dieci minuti del suo tempo, e me ne scuso da ora) da voler leggere i post n° 9 e n° 29, ciascuno dei quali è connesso all’altro, per capire che non sempre di onda emozionale si tratta.

    Non è che chi “comunque vuole tirare dritto” è, se non necessariamente un comunista o un amico dei cattivi che vogliono farci vivere con le candele, quantomeno un pavido.

    La mia posizione sul nucleare a fissione di II, III e III+ generazione si è andata maturando, sulla base delle mie conoscenze, nel corso di lunghissimi anni. E non nasce ora. E non implica una ostilità a priori nei confronti di qualsiasi forma di energia dall’atomo. Come ho già detto, sono molto interessto intellettualmente all’idea di Carlo Rubbia di un modello di reattore a Torio (molto più comune in natura dell’Uranio) che avrebbe una efficienza 200 volte maggiore, e soprattutto vanterebbe scorie a minor tenore di radioattività, dal tempo di decadimento complessivo più breve. Già sarebbe un passo avanti.

    Ma se ogni volta la sbandierata sicurezza e capacità di tenere sotto controllo la situazione in caso di imprevisti si rivela solo propaganda e sicumera connessa ad interessi economici, che colpa può Lei darne a me?

    Nel 1987 ero favorevole alla chiusura delle centrali di Trino Vercellese e Garigliano, quasi al limite della loro vita operative e già affette da un amiriade di malfunzionamenti, e peroravo la causa di tenere in vita, per finire di ammortizzarlo, l’impianto di Caorso, più moderno e che sino a quel momento aveva dato discreta prova di sé.

    Quanto al reattore di Latina, era già non troppo distante prossimo alla messa a riposo, e lavorava con potenze molto più basse che permettevano un agestione di eventuali malfunzionamenti più rassicurante. Ero, casomai, ferocemente conterario al proseguimento dello sviluppo del pericolosissimo progetto CIRENE che si stava approntando sempre a Borgo Sabotino, e che era stato fortemente criticato da autorevoli scienziati.

    Quanto poi all’incidente del Golfo del Messico e il lontano precedente della Exxon Valdez, lei è stato in immersione sui fondali dello stretto di Prince William, per caso? Io no, ma ho collaborato nel 2009 al montaggio dei filmati girati da una troupe di biologi e geologi nel 2007 (circa alla fine di luglio) che in 75 immersioni sino alla profondità di 45 m hanno documentato uno scenario da “germania anno zero”. Mai visto niente di simile. Se quello è “non avere conseguenze permanenti” allora chiederò che nel cortile dell’asilo di mio figlio venga impiantata una raffineria.

    Per lei, un famoso calciatore che durante la sua attività si frattura sei volte e dev’essere operato ai legamenti del ginocchio quattro volte per incidenti gravi e falli subiti, poi, è come prima, quando smette la sua carriera può fare lunghissime ascensioni in montagna su sentieri ripidi come quando aveva diciott’anni? No? Bé, nemmeno la Terra. Per lei un pugile di scarsa levatura che ha subito venti KO a furia di pugni in testa ed ha la faccia appiattita dai colpi, dopo, ha un elettroencefalogramma come Rita Levi Montalcini? No? Bé, nemmeno la Terra.

    Non esistono “catastrofi buone” e “catastrofi cattive”. Esistono solo catastrofi, e di quelle causate direttamente o indirettamente dall’azione umana quelle che comportano la dispersione di radionuclidi sono quelle, noe oggi, i cui effetti durano di più nel tempo e di più coinvolgono anche le generazioni future, che, mi scusi, non hanno colpa se noi siamo così imbecilli da tenere il riscaldamento acceso e la finestra aperta, salvo poi lamentarci della nostra fame di energia ed esser pronti a cercarne di altra purchéssia. a qualsiasi prezzo e assumendoci qualsiasi rischio.

    La prego, si documenti, non usi lo stampatello per tutto un post (in un blog “equivale a gridare”) e non abbia paura di avere ed esprimere dubbi. i dubbi, non le certezze, sono il primo sintomo di intelligenza matura.

    Che vuol dire “non cambi idea sul nucleare”? Io penso che se il dottor Giannino era motivatamente favorevole al nucleare, e sulla base di nuove valutazioni e nuove informazioni che prima non aveva dovesse diventare più scettico, ciò sarebbe solo prova della sua ben nota intelligenza.

    «Noi tireremo dritto» era spesso in bocca ad un signore molto volitivo (mascella compresa) che, però, con la sua determinazione al di là dei buoni consigli e delle evidenze dopo un inizio molto fattivo su tanti temi… non mi pare abbia combinato che guai, da un certo punto della Storia in poi.

    La saluto cordialmente. …Ma quali fanatici… studiate, gente, studiate, e non date retta MAI ai politici e agli arruffapopolo pagati da chi deve prima di tutto far girare quattrini.

  254. jamesnach

    Farei notare a coloro in quali sbandierano il rapporto UNSCEAR come la prova provata che Chernobyl fu una simpatica scampagnata, che non si tratta nè dell’unico nè del più recente report sull’argomento.

    Esistono altri report che trattano il tema e che arrivano a conclusioni molto differenti, cosa peraltro inevitabile quando si affrontano temi mai affrontati in precedenza su una scala simile.

    Basta andare su wikipedia e si ottiene una panoramica.
    L’ultima pubblicazione in ordine di tempo (2010), a cura del Center for Russian Environmental Policy in Mosca e dell’Institute of Radiation Safety, di Minsk, Bielorussia, pubblicato dalla New York Academy of Sciences, stabilisce il conto della mortalità totale a 1 milione di persone, worldwide. (http://goo.gl/ZyPiX)

    Ovviamente, chi continuasse con fiducia a sostenere la sostanziale innocuità di Chernobyl, è pregato di:
    a- comprarsi una casa di campagna dalle parti del reattore, ove trascorrere tutte le estati insieme ai propri figli o nipotini;
    oppure:
    b- partire per Fukushima, c’è bisogno di braccia da quelle parti…

  255. jamesnach

    @CLAUDIO DI CROCE

    Resto sempre francamente stupefatto dalla disonestà intellettuale pressochè assoluta di chi spara affermazioni incredibili senza alcun pudore.
    “IL DISASTRO DELL PETROLIERA EXXON VALDEZ IN ALASKA DI MOLTI ANNI FA CHE NON HA LASCIATO ALCUNA CONSEGUENZA DEFINITIVA”

    E’ sufficiente digitare su google “exxon valdez legacy” o “exxon valdez consequences” per farsi una bella (si fa per dire) idea di quanto siano inesistenti le conseguenze del disastro della Exxon Valdez.

    Caro Di Croce, io non so se la sua sia ipocrisia o solo ignoranza: in qualsiasi caso, la trovo vergognosa.

  256. Giovanni Bravin

    @Roberto 51
    Sono d’accordo che macchine fotografiche a pellicola possono essere migliori delle digitali. Ma molti produtorri di pellicola si sono dovuti riconvertire alle nuove esigenze. Questo è il lato negativo del progresso e consumismo. Anni fa, avevamo tetti, camini, freni auto etc, in amianto, poi ci dissero che era cancerogeno. Lo stesso dicasi per pellicole trasparenti (per cibo) e per i rivestimenti antiaderenti dei tegami perchè contenevano Teflon (cancerogeno) Quest’anno hanno tolto dal commercio i sacchetti di plastica, perché dannosi alla natura e non ecologici. Però continuo ad acquistare dal fotografo pellicole nella loro custodia di plastica, che potrebbe essere benissimo sostituita da un involucro carta/alluminio, opaco alla luce, con costi nettamente inferiori. Purtroppo certe cose non godono più di ricambistica dopo 5/10 anni dalla loro uscita di produzione, mentre per qualche marca di auto, si trovano i più minuti ricambi anche dopo 30 anni!

  257. Albano

    @Alberto P
    Io purtroppo non sono puntuale nell’archiviare statistiche e numeri , me ne faccio però un’idea, che mi resta bene impressa, soprattutto quando riguarda i rischi per salute. Per fortuna, oltre ai Ricciardi, ci sono anche i “jamesnach”, che ringrazio vivamente. Cordiali saluti e tanta serenità.

  258. Giovanni Bravin

    @jamesnach
    Ben detto! Bisogna distinguere tra prodotti naturali e quelli non esistenti in natura (nucleare). Quando c’è una petroliera che sversa olio grezzo in mare, oppure una falla dalla trivella, oppure pozzi petroliferi dati alle fiamme prima in Kuwait, ora in Libya, si sa che occorrerà un piano ingente di pulizia, ma c’è un rimedio. All’inquinamento nucleare, non c’è rimedio. Purtroppo in Italia non si vuole prendere in seria considerazione fonti di energia alternativa, auto ibride etc.

  259. Sergio Donato

    @francesco

    Io invece ritengo che l’indipendenza energetica sia una variabile fondamentale per la crescita di un paese e per la sua “immagine” (concedetemela), o pensate che Sarkozy avrebbe fatto la voce grossa con Gheddafi se avesse temuto “ritorsioni energetiche” da chicchessia?

    Gli investimenti sul nucleare sarebbero effettuati da privati e non finanziati dallo Stato, dunque il governo non deve inventarsi alcun balzello. In un libero mercato, il privato investirebbe se ne avesse un ritorno, pur con la particolarità dei progetti nucleari che mi pare abbiano upfront pesantissimi.

    Su un altro piano è la nostra situazione sociopolitica per cui non siamo in grado nemmeno di costruire una discarica, ma qui è davvero tutta un’altra questione e ritengo sia poco attinente alla discussione economica/ecologica.

  260. francesco

    @Sergio Donato
    guarda che la francia non ha affatto l’indipendenza energetica. Non produce ne uranio ne idrocarburi…
    Fanno al voce grossa con la Libia perchè, come giustamente fai notare, hanno da perderci meno di noi.
    Ma non usano parole del genere con, per esempio, il Niger (tanto per restare in zona).
    Di fatto nessuna potenza è indipendente da un punto di vista energetico, persino gli stati uniti importano una bella fetta di energia elettrica.

  261. qonos68

    “il Giappone è uno dei Paesi da sempre più impegnato nella piena trasparenza di quanto avviene nei suoi impianti”. La TEPCO sistematicamente ha coperto e copre tuttora le informazioni sugli incidenti che avvengono nelle loro centrali, tanto che in passato la dirigenza si è dovuta dimettere in massa, e ho l’impressione che succederà ancora. Giannino si informi meglio.

  262. Leopoldo Calò

    “…allo stato degli atti una prima cosa si può dire, è che proprio la terribile intensità del fenomeno abbattutosi sul Giappone ci consegna una nuova conferma del fatto che in materia di sicurezza di impianti nucleari, i passi in avanti compiuti negli ultimi decenni sono stati notevolissimi, tali da reggere nella realtà dei fatti senza creare pericoli per ambiente e popolazione…”.
    Lo “stato degli atti” è cambiato, perciò magari smettiamo di dire idiozie.

  263. Vlerio Ricciardi

    Vorrei precisare una cosa, spero possa essere utile. Io ritengo non abbia troppo senso essere “antinuclearista” in luogo di “filonuclearista”. E’ come dividerci fra romanisti e laziali, diventa un fatto di appartenenza, quasi religioso.

    Perciò parimenti non sopporto chi cerchi di sostenere che costruire centrali nucleari significhi far parte di un complotto generalizzato per farci morire tutti leggiadramente fluorescenti, perché è un atteggiamento isterico come quello che vorrebbe attribuire ogni posizione critica verso il nucleare a una volontà neo-pauperista che implicherebbe l’utilizzo di candele per girare per casa la sera;

    ma se non sopporto chi vada cianciando che con qualche mq di pannelli fotovoltaici potremmo madare avanti la Fiat, allo stesso modo mi fa cadere le braccia chi insiste sul rischio di black-out (in un Paese che tiene deliberatamente l’idroelettrico fermo, ancorché perfettamente efficiente) se non ci spicceremo a rientrare nel “giro” del nuclare, perché questa è una balla grande quanto una palazzina.

    Perciò, tutti quanti, non stiamo a fare i tifosi di calcio perché ‘sta storia della sicurezza nucleare è una faccenda drammaticamente seria, molto più delle nostre amabili chiacchiere.

  264. anna

    @jamesnach
    ho letto molto lentamente per via delle tanti nozioni a cui sono poco avvezza e forse poco portata molto più affini a me sono le materie letterarie, quindi, nn è stato uno scherzo concentrarmi ma ho tentato di farmi un’idea di quello che sta succedendo e farò scuola ai miei ni poti nella maniera più semplice possibile (ne ho cinque) :Ho preso nota in parte di ciò che ho letto per non sparare delle cavolate!!!

  265. sergio arienzo

    innanzitutto ringrazio Valerio Rcciardi per la sua perfetta esposizione sul vero problema che i “favorevoli” ignorano voltumente o meno: non si parla di nucleare in generale, ma di quello che il nostro governo HA GIA’ ACQUISTATO. Quindi, quando , usando il sistema della comunicazione che ben conoscono, il governo parla di aumento della sicurezza, di tener conto del disastro giapponese e di attenzione alle problematiche nucleari, è chiaramente un grosso bluff ai nostri danni. Leggendo ( ove possibile) le argomentazioni dei favorevoli, capisco come l’indottrinamento delle masse funzioni a perfezione. Ma dove lo avete letto che per produrre la stessa energia di una centrale nucleare con i pannelli fotovoltaici bisognerebbe coprire mezza Italia? Oltre a non essere vero, non tiene conto del progresso che avrebbe 20 anni ( il tempo per terminare la prima centrale nucleare in Italia) per produrre pannelli sempre più piccoli ed efficienti. Oggi state scrivendo su un portatile che, a parità di prestazioni, se costruito venti anni fa avrebbe richiesto lo spazio di un grattacielo come l’Empire Stade Building! Altra bugia quella della non produzione di energia dalle rinnovabili durante la notte. Studiato il problema hanno inziato a produrre pannelli che sfruttano gli infrarossi e quindi funzionano anche di notte e poi le rinnovabili non sono solo i pannelli fotovoltaici. Senza contare che il nucleare sostituirà solo l’8% della produzione di energia elettrica mentre le rinnovabili possono sostituire anche l’enrgia termica. Per finire rimane il non conoscere ad oggi, come stoccare le scorie radioattive che vengono sempore parcheggiate in attesa di soluzioni definitive che nessuno conosce. E i costi? Nessuno li conosce perchè immaginate di quantificare lo stoccaggio delle scorie per migliaia di anni, qualcuno è in grado di farlo? Cerchiamo una volta tanto di non rispondere alle emergenze ma di prevederle e cancelliamo il nucleare dal futuro italiano, i nostri figli ci ringrazieranno

  266. sergio arienzo

    Aggiungo il commento ad un altra favoletta che ci raccontano per perorare la causa del nucleare. Il nucleare funziona anche di notte. Ecco, non serve che funzioni di nootte, anzi è uno dei motivi dell’inutilità e degli alti costi del nucleare. Perchè la produzione di energia si deve tarare sui consumi e quindi sul fabbisogno nei momenti di picco che sono sempre durante il giorno. Poi la notte, tutti le produzioni di energia si possono ridurre visto che il fabbisogno diminuisce drasticamente tranne il nucleare che continua a produrre energia inutilmente e allo stesso costo del giorno. Per questo i francesi vendono la loro energia e lo fanno a costi irrisori altrimenti andrebbe “sprecata”

  267. Albano

    @Leopoldo Calò
    Signor Calò ma lei ascolta le notizie che arrivano dal Giappone?
    Secondo lei non ci sono danni alle persone e all’ambiente.
    Cosa importa che un solo impianto su 52 abbia ceduto al cataclisma.
    Vogliamo fermarci alle statistiche? Le gravissime conseguenze cui la popolazione andrà incontro bastano e avanzano per dire che anche uno su 52 è fin troppo.
    E’ questo il grande equivoco, è come una lotteria: è difficile vincere ma a qualcuno toccherà certamente.

  268. maverick100

    @Fabio Cenci

    Mi sa che fisica l’hai studiata con l’aiuto del Cepu.

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    ed e’ per questo che una centrale progetttata per spegnersi al minimo allarme mi da’ piu’ sicurezza di qualsiasi altra cosa
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    Abbiamo visto in giappone quanto sono sicure

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    al tempo degli ominidi gli uomini usavano solo energia solare e poco altro; morivano di fame, stenti, e malattie e a 30 anni erano decrepiti
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    A questa cosa non vale neppure la pena rispondere. Gli ominidi usavano l’energia solare per fare elettricita’?

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    continuiamo ad “ospitare centrali atomiche a 10 km dai nostri confini di Stato ma dormiamo ASSOLUTAMENTE TRANQUILLI! Se questa e’ razionalita’, ributto la spugna.
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    10km? ASSOLUTAMENTE FALSO.Distano ben piu’ di 10km (150 km)

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    ci si preoccupa tanto (a chiacchiere) di global warming e poi si continua beatamente a “cibarsi” di energia fossile; si straparla di protocollo di Kyoto e l’Italia e’ il primo paese a violarlo perche’ si sa bene che e’ una follia se non si diversifica col nucleare!
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    L’accordo 20-20-20 rende le centrali nucleari in italia assolutamente inutili. Lo dobbiamo rispettare pure noi al 2020

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    Alla domanda ovvia dei miei amici: vivresti accanto ad una centrale nucleare la risposta e’ SI, ci vivrei senza esitare. Vivrei con apprensione vicino a pale rumorosissime di 80 metri di altezza e ad inquietanti mega-dighe.
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    Certo perche’ a te il picco di radiazioni raggiunto a fukushima nei pressi della centrale non ti fa niente (400 millisievert/h) [con 2,5 sievert si muore]

  269. lo scimmione

    Il prof. Veronesi dice, se capisco bene, che ritiene utile una pausa di riflessione sul nucleare in attesa di tecnologie più sicure. Mi sembra il discorso dell’aspettare ad acquistare il computer perchè deve uscire un modello più efficiente: useremmo ancora la tecnologia di cinquant’anni fa. Non voglio banalizzare – mi rendo perfettamente conto che un conto è il problema di avere uno strumento di calcolo e trasmissione più valido e un altro quello della sopravvivenza di tutti noi – ma invito a riflettere su un punto. Il disastro del Giappone – se ho ben capito – non è stato causato da incapacità a padroneggiare la tecnologia – come, per esempio, se l’attuale stato delle conoscenze lasciasse spazio ad imprevedibili comportamenti INTERNI agli impianti, per cui questi “sfuggissero di mano” – ma ad un evento di inaudita violenza. Se gli impianti fossero stati in una zona meno sismica – purtroppo i giapponesi non hanno molta scelta – nulla sarebbe successo. Credo che in questo senso vadano le precauzioni di tutti i paesi responsabili in cui sono installati impianti nucleari: nella verifica delle loro capacità di resistenza ad eventi esterni estremi e nell’approntamento di misure per mettere gli stessi impianti in sicurezza nella malaugurata ipotesi di catastrofi. Non nella rinuncia indiscriminata agli stessi. E’ vero che sarebbe (sarà) bello avere impianti che non presentino i problemi degli attuali, anche in temini di smaltimento delle scorie, ma possiamo – non è una domanda retorica – aspettare che questi siano realizzabili? Penso che siamo il solo paese industrializzato che, in attesa che “esca” il migliore, ha rinunciato a comprare il computer.

  270. Sandro59

    Non credo di aver compiuto un’azione scorretta (in tal caso me ne scuso).
    Nel blog di “Rivoluzione italiana” dell’On. Guzzanti è da mo’ che leggo pareri/commenti molto dettagliati a favore del nucleare e ho voluto sperimentare un confronto a distanza riportando colà un paio di commenti tratti da qui.
    Questo il risultato:

    http://www.paologuzzanti.it/?p=1704#comment-132438

    Ne riporto un solo estratto (riferito in particolare a un commento del Sig. Valerio Ricciardi):

    [alberto49 scrive:
    24 marzo 2011 alle 00:50

    Il cumulo di falsità esposto in quelle note del blog di Giannino è incredibile e non mi va di rispondere punto per punto, significa perdere tempo, come il fatto che il nucleare è pagato con le tasse o che la fonte idroelettrica è tenuta ferma, questa è colossale come stronzata, infatti se abbiamo ancora una fonte energetica da porre per coprire la base del diagramma, questa è l’ idroelettrica, l’ altra era il nucleare prima che fosse eliminato e la utilizziamo tutta, più o meno a seconda delle precipitazioni; dico solo alcune cose che inficiano tutta la costruzione:
    – dal 1963 al 2007 il PIL italiano è aumentato del 330%;
    – nello stesso periodo il consumo di energia italiano è aumentato del 280%;
    – nello stesso periodo il consumo di energia elettrica è aumentato del 500% e dal 2001 al 2007 l’ aumento è stato del 50%;
    Fonte TERNA 2008
    Purtroppo negli altri blog, si vede la qualità degli interventi, molto bassa e non mitigata dal confronto ed evidentemente dai gestori e le cazzate si sparano a pioggia.]

    A questo punto, dopo aver combinato il pasticcio 🙂 , e astenendomi da ogni commento per mia totale mancanza di competenze, mi ritiro lasciando alla volontà dei contendenti l’eventuale continuazione del dibattito, in questa o in quella sede….

  271. di crassa ignoranza tecnologica? Hanno tenuto?? Ma dove l’hai letta questa stronzata su topolino? Tu per caso eri li personalmente eri li? Tutte belle favole !!!! Se per rendere sicure le centrali nucleari bisogna spendere di piu’ è chiaro che anche l’energia costerà di piu’. Inoltre le scorie sono un problema, la francia per esempio non sa piu’ dove stoccarle. Perche non rilanciare le energie pulite e il risparmio dell’energia? Inoltre chi sei un indovino , come fai ad essere così sicuro che in Italia non ci sarà un sisma di tale entità? ….nessuno puo’ dirlo.

  272. Salvo

    Arrivo tardi ma da poco ho scoperto questo post. Oltre a non essere un genio della fisica evidentemente, l’autore è stato troppo repentino nel controbattere al presunto tamtam anti-nucleare. Apprezzo chi sa mettersi in gioco ed esprimere le proprie opinioni con coraggio, ma qui la figuraccia è di proporzioni immani! E offende purtroppo le vittime dell’incidente oltre che i lettori e chi si batte e si è battuto affinché il nucleare a scopi energetici fosse abolito.

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