Stato padre? No padrino, alla Coppola
Decine di migliaia di contribuenti italiani stanno ricevendo la lettera dell’Agenzia delle Entrate che vi allego ricopiata sotto. Mentre il governo Monti di fronte al sisma non fa altro che seguire il pessimo esempio dei suoi predecessori, aggiungere una tassa “finta” di scopo sulla benzina che resterà puntualmente incorporata nella fiscalità generale con logica incrementale, come avviene dai tempi della Guerra in Abissinia: una vera e documentata prassi da Stato ladro. Mentre questo avviene, i contribuenti ricevono la lettera su cui vi invito a riflettere. Prima di ogni controllo e accertamento su ciascuno di loro: un invito al ravvedimento operoso offerto dalla normativa fiscale. Un chiaro “avvertimento”: non dite poi che non vi avevamo avvisato. Trovo questa maniera di procedere assolutamente impropria e, per la mia sensibilità, assai grave. Conferma la presunzione d’evasione generale prima di ogbni controllo, è finalizzata alla raccolta di gettito aggiuntivo, e in quanto “ultimo avviso” rappresenta l’adozione da parte dello Stato di prassi mafiose. Capisco che l’Agenzia si sia mossa con l’intento di voler essere e apparire, invece, amichevole. Ma, questa volta, personalmente non posso essere d’accordo. Sono però pronto a a capire come la pensi ciascuno di voi, liberamente potete dire qui che che sono un perfetto coglione, e che in definitiva al più è solo uno spreco di denaro pubblico ma che è sbagliato inalberarsi, perché magari qualche evasore si pente prima ed è meglio così. Ecco la lettera:











