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Nome: Pastore Sardo
Membro da: 2009-10-17 05:35:53
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Commenti degli utenti

  1. Ecco perché il tempo della riforma fiscale è... ora!

    Caro Oscar, anche io ti ho ascoltato a Omnibus, l’asineria , l’ipocrisia e l’oppotunismo dei nostri politici e di buona parte dei giornalisti regna sovrana … capisco lo scazzo, io ormai mi sono arreso e sto investendo su mio figlio affinchè possa essere competitivo nel caso voglia scappare all’estero e io nel mentre cerco di sopravvivere con il naso turato.

  2. Madrid, 22 maggio: il trionfo del liberismo puro, antirazzista e multirazziale

    Caro Stefano,
    se le cose si aggiusteranno non sarà certo in Italia, dalla Spagna in su il livello culturale e organizzativo delle nazioni è anni luce distante da noi. Noi ormai ci stiamo suicidando strutturalemente, non a caso non facciamo figli e quando li facciamo non li mettiamo in condizioni di competere.
    Come hai tu intuito una cosa che può sembrare conveniente in un contesto isolato può non esserlo in un contesto più esteso, detto in altro modo siamo tutt’altro che lungimiranti.
    Forza Italia (ma non sto parlando di quella calcistica).

  3. Madrid, 22 maggio: il trionfo del liberismo puro, antirazzista e multirazziale

    ok allora visto che deve contare fare la squadra più forte al prezzo minore facciamo i vivai all’estero e portiamo i giocatori da tutti i paesi poveri, così risparmiamo soldi perchè costano meno e ci facciamo tutte le squadre italiane dalla terza categoria al minor costo …. povera Italia!!!

  4. Madrid, 22 maggio: il trionfo del liberismo puro, antirazzista e multirazziale

    @stefano
    – “perfettamente d’accordo, tranne che sul fatto che nel calcio ci sia meritocrazia.”
    hai ragione…. infatti Moggi ci ha insegnato come funziona la meritocrazia calcistica.
    – “Per quanto riguarda che si possano comprare giocatori dove si vuole, però, perfettamente d’accordo.”
    Anche io sono d’accordo, però anche tu hai intuito che non c’è problema di liberismo/colore/meritocrazia ma semplicemente un problema di quantità, in quanto il troppo storpia e nel nostro caso proprio i vivai di cui tu hai accennato.
    Sino alla categorie dilettanti o semi professionistiche io obbligherei alla squadra di una determinata città di avere almeno il 50% di giocatori residenti nella stesso comune.
    Uno non può pensare solo in termini di liberismo, razzismo, ecc. ma in termini di obiettivi che portano determinati benefici per la comunità. Non è detto che una squadra di livello più alto stimoli i ragazzi a fare sport rispetto allo stimolo/obbligo per le società di creare dei vivai.

  5. Madrid, 22 maggio: il trionfo del liberismo puro, antirazzista e multirazziale

    Io penso di essere abbastanza liberista, di non essere razzista e da una vita aspetto una società italiana meritocratica, ma sinceramente non riesco a sentire molto sentimento per una squadra che ha meno del 50% di giocatori della propria nazione e sinceramente il mio sentimento non cambia se qualcuno me lo spaccia per antiliberismo, razzismo e così via.
    A questo punto facciamo una cosa, visto che applichiamo il liberismo, l’antirazzismo, etc come il prezzemolo in cucina, facciamo per esempio gli alpini, i bersaglieri, la brigata sassari come è stata fatta l’Inter.
    Anche io cerco la meritocrazia, peccato che in Italia l’abbiamo solo nell’ambito sportivo, sinceramente non me ne può fregar de meno se poi vedo che in tutte le altre attività lavorative la meritocrazia non è lo sport nazionale.
    Infine vorrei far presente che il calcio con i crateri di debiti che ha creato, vedi contributi non pagati spalmabili in dieci anni, eserciti di poliziotti durante le partite, ecc. ecc. siano per il contribuente più un costo che un utile ….. anche tenendo conto dell’indotto.

  6. Lettera aperta al Corriere della sera contro il populismo economico

    “Tutto ciò chiama a un ruolo molto impegnativo le classi dirigenti e le élite intellettuali del Paese, come gli strumenti di comunicazione di cui essi possono avvalersi. Perché le migliori soluzioni nascono innanzitutto dalle parole adeguate con cui si spiegano i problemi.”

    … e io che pensavo che le parole adeguate nascessero innanzitutto limitando il livello di asineria, ipocrisia e opportunismo e che la comunicazione fosse il problema successivo.

    In Italia infatti questi livelli sono troppo elevati, quando sento i politici sembra che il problema sia come meglio comunicare, peccato che i contenuti siano roba da terzo mondo!!!

  7. I politici non lavorano? Paghiamoli di più!

    Concordo pienamente con Luca F. :
    “Il problema della classe politica poi non è solo questione di ricambio o di stipendio basso (a mio parere l’ottica è semmai l’opposta compresa la questione dell’ingresso sempre più spasmodico di persone in politica), ma è anche una questione di competenze e di responsabilità che si inscrive entro un contesto politico sociale, economico e culturale ben più vasto”.

    Il problema culturale italiano si rispecchia esattamente su come lavora la pubblica amministrazione con:
    – totale assenza di strutture organizzative efficienti e competenti
    – totale assenza di strutture che effettuano progettazione di indirizzo anche su necessità interne all’amministrazione stessa.

    La totale assenza di meritocrazia e di strumenti che permettono di far avanzare uno bravo invece di un yesman hanno ormai creato una struttura dirigenziale della PA che è specchio della nostra cultura.

    La politica infatti cosa fa?
    Invece di pensare a risolvere il problema di fondo ne sfrutta i difetti, ovvero, a me non frega niente di quanto si assenta un dipendente pubblico ma mi frega di come viene valutato per quello che fa.
    Io non penso che Brunetta sia un asino ma penso che fa delle cose da asino per sfruttare le potenzialità mediatiche, visto che cercare di fare un sistema vero di valutazione dei dipendenti sia molto meno spendibile politicamente.

    E’ corretto limitare la pubblica amministrazione per limitare i danni e i costi, ma non risolve il problema di fondo di come lavora la parte rimanente, certo avremmo dei costi minori ma il guadagno può essere distrutto con estrema facilità da politiche sbagliate ed organizzazione inefficiente.

  8. Telecom Italia, Fastweb e l'indagine bomba

    Indipendentemente dalle mie poche conoscenze del contesto legate al caso FW e TI, posso solo pensare che cercheranno di fare di tutto per non lasciare TI (o almeno la rete) in mano ad operatori esteri.
    Ci sono stati dei politici che dopo il periodo Tavaroli (/Tronchetti Provera) hanno avuto la faccia tosta (e l’interesse?) di dire che per motivi di sicurezza la rete di TI non poteva essere controllata da operatori non Italiani.
    Appena entrata la nuova dirigenza Provera sono SUBITO passati all’assalto delle tre strutture di sicurezza presenti nel gruppo (TI-TIM-TIN.IT).
    Caro Giannino anche altri sono stati epurati da Telecom Italia Media, odio quando la magistratura usa condannare il vertice con il “non poteva non sapere”, ma in quel caso forse era proprio così.

  9. Delocalizzazione e nazionalismo di sinistra

    Visto che i lavoratori cinesi sono sfruttati anche in Italia, non vedo come possiamo impedire di farli sfruttare in Cina. In ogni caso anche molti italiani lavorano in condizioni che rendono estremamente difficile fare una normale vita sociale, fare figli e seguirli.
    La pacchia della svalutazione della moneta è temporaneamente finita e la mancanza di organizzazione e di meritocrazia sta finendo di far saltare il sistema. Faccio notare che ci sono sempre dei monopoli, dall’energia ai taxi e ai costi delle abitazioni che impoveriscono i cittadini … e non possiamo certo dare la colpa ai cinesi.
    Mi sembra evidente che possiamo solo spostare le nostre attività in settori legati alla conoscenza, qualità , legati ai servizi di alto livello tecnologico, al turismo, all’agroalimentare, ecc.
    Su altri settori NON ABBIAMO SPERANZE, a meno che non siamo in ambiti innovativi e di nicchia.

  10. Un ostacolo in meno alla installazione della banda larga

    @La linea dell’inutile (Mauro)
    Spiego meglio il mio commento perchè probabilmente stiamo dicendo la stessa cosa. Io stavo evidenziando che quello che serve generalmente è avere l’acqua calda e non l’acqua bollente.
    Inoltre generalmente è meglio avere l’acqua calda, senza interruzioni (business continuity) e con maggiore capillarità che avere l’acqua bollente spesso non necessaria.
    P.S. mio figlio che si fa la doccia con l’acqua bollente anche in estate magari non sarebbe d’accordo con me, ma se avesse lo scaldabagno rotto qualche giorno magari capirebbe quali sono le “reali necessità”.

  11. Un ostacolo in meno alla installazione della banda larga

    Chiedo scusa ma vorrei far presente che per buona parte delle attività dei cittadini e delle aziende non è necessaria la banda larga, da anni lavoro con accesso su UMTS ancor prima che arrivasse l’ADSL allo stesso costo e con il vantaggio che vado in giro con la mia connessione.
    Se poi parliamo di dover avere a casa un accesso per figli e talvola genitori che scaricano audio e video non stiamo parlando di argomenti strettamente legati alla crescita del paese.

  12. Scajola, le Regioni e il nucleare

    Ottenere un eventuale abbattimento delle tariffe energetiche a fronte di un insediamento di centrale nucleare (o indennizzo distribuito sotto altra forma) sarebbe sicuramente importante per un territorio regionale.
    Il problema è che l’atomo è visto come la lebbra e tutte le industrie chimiche no (Alcoa in primis), costruite tra l’altro con soldi pubblici e con un ciclo di vita limitato.
    Chissà quante discariche nascoste, anche di materiali radioattivi, abbiamo vicino a dove viviamo senza neanche saperlo, le scambierei volentieri per una centrale nucleare fatta in grazie di dio e ben controllata.

  13. Lo Stato asociale e l'industria della povertà

    A seguito di recenti chiaccherate con amici tedeschi posso confermare che tra i principali e attuali problemi è presente la piaga dei parassiti percettori di sussidi sociali. Questo sembra che sia dovuto ad un malcostume presente anche in germania, legato alla presentazione di falsi certificati medici nel momento in cui viene chiesto ai percettori di sussidio di presentarsi in un eventuale posto di lavoro.
    Un altro grosso problema che si sta verificando in germania è l’abbassamento del livello qualitativo delle prestazioni sanitarie. Queste sono infatti pagate attraverso le assicurazioni le cui lobby sono talmente forti che riescono continuamente ad abbassare il prezzo del risarcimento alle strutture sanitarie senza però diminuire il costo pagato attraveerso la tassazione del cittadino.

  14. Il lavoro precario è colpa... del sindacato

    Per non parlare dei danni che il sindacato fa mandando in pensione prematuramente migliaia di persone che poi continuano a lavorare in nero/chiaro. Un sindacato che ha più pensionati che dipendenti la dice tutta di come funzionano i sindacati dei “LAVORATORI”

  15. Due visioni del mercato

    Per quanto rigurda il sondaggio della TAV faccio presente che molti di noi possono fare degli investimenti a debito se si pensa o si riesce a capire il beneficio su tale investimento, come al solito bisogna capire il valore del beneficio.
    Personalmente, non avendo sufficienti dati e tempo a disposizione per una analisi più approfondita, preferirei investire in trasporti su rotaia che su gomma, se sono a perdere non investirei su alcuno.
    Potendo anche scegliere farei anch un bel sondaggio sul ponte dello stretto di messina rispetto alla TAV.

  16. Grazie, buon anno, con una promessa

    Tanti auguri a Giannino e ai suoi colleghi di questo blog, ringraziandoli per un giornalismo che parla con lo studio e la conoscenza dei numeri, interpretandoli senza impregnarli di ideologie .
    La vostra presenza è una luce in una società dove l’essere schierati è lo standard e dove la comunicazione equilibrata viene pensata e costruita mettendo due giornalisti estremisti e non con due imparziali.

  17. Dietro la burocrazia: il caso Ryanair ed Enac

    “Ma io non sto né con Ryanair, né con l’ENAC. Io preferisco stare con i viaggiatori”

    Bene, io invece sto con i futuri ex-viaggiatori falcidiati da Alitalia/Enac

  18. I livelli della crisi

    E come dovremmo sperare per il meglio, magari ricostruendo una economia e degli incrementi di PIL con le automobili basate sul petrolio?
    Come esempio banale posso evidenziare che tanti agricoltori si sono comprati il fuoristrada nuovo con i contributi e sono quasi tutti in bancarotta perchè non riescono a competere con i costi.
    Se si fossere comprati pannelli fotovoltaici (il nucleare serve a prescindere a scanso di equivoci) a quest’ora sarebbero ancora in piedi sfamando le proprie famiglie.

    In ogni caso abbiamo in italia troppi problemi strutturali/culturali, quando l’economia ripartirà procuratevi il binocolo … per chi vuole andare sul sicuro consiglio un radiotelescopio :)

    Bella asineria tenere

  19. Ryanair, ENAC e l’identità perduta

    Cari amici del blog, senza nulla togliere ai cavilli legali faccio presente il mio pensiero che indica il problema principale non nei cavilli legali ma nelle problematiche culturali degli italiani.
    Perchè in italia ci sono tutti questi problemi con Ryanair ?
    Perchè la cultura italiana è prevalentemente monopolista e autolesionista e come ha dedotto @veronica in un post dei commenti precedenti fondamentalmente ipocrita.
    Tanti commenti hanno inneggiato la mancanza del rispetto della legalità di Ryanair ….. se li leggessero all’estero ci sarebbe da sganasciarsi dalle risate
    Gli italiani che insegnano all’europa il rispetto della legalità e delle regole?
    Far passare Ryanair come il Lupo e Alitalia/Enac come l’agnello?
    In italia spacciamo la fantascienza per realtà …. ok, mi avete convinto da domani userò il teletrasporto ….. Alitalia o Tirrenia?
    :)

  20. Poste e Ryanair: le nuove frontiere del protezionismo

    “io ti porto a spasso le gente e tu fai quello che dico io.”

    1) quello che dicono loro lo fanno già in tutta in europa senza nessun problema
    2) in sardegna non abbiamo mai avuto la possibilità di fare quello che dicevano Alitalia e Meridiana … facevano già tutto loro senza chiedere niente a nessuno …. dovevamo solo subire …. e zitti pure!!

    forse non vi rendete conto chi è il buono da difendere e il cattivo da punire (dove per punire si intende competere alla pari).

  21. La chiusura di Ryanair, Alitalia e l’Enac: le motivazioni della guerra in corso

    @andrea

    Io sono stracontento di avere ryanair a Cagliari, infatto dopo le feste potrò permettermi di andare a trovare con mio figlio un mio caro amico a baden-baden (terme di caracalla tra un pò arrivo!!).

    Tra l’altro questo mio amico è sposato con una ragazza sarda e ha un figlio che potrà vedere spesso parenti e nonni grazie a ryanair.

    Per i pericoli da te indicati posso anche aggiungere dei video che puoi trovare tranquillamente trovare su youtube con commenti fatti da ex personale ryanair.

    Ciononostante il giorno che I NUMERI dimostreranno che l’aereo (RYANAIR compreso) è un mezzo meno sicuro dell’automobile forse smetterò di prenderlo (sperando che abbiano inventato il teletrasporto e la tirrenia non abbia delle rotte in monopolio).

    Ti faccio anche presente che le maggiori strizze che mi sono preso viaggiando per esempio verso roma sono state a terra lungo la tratta fiumicino-roma con i tassisti romani. :)

  22. La chiusura di Ryanair, Alitalia e l’Enac: le motivazioni della guerra in corso

    Cari tonino e veronica ,
    in italia ormai il facciamoci del male e il fare le cose senza mai porsi al posto degli altri è alquanto diffuso, non è un caso se questo comico conclude SEMPRE con lo stesso suggerimento/commento:

    http://www.youtube.com/watch?v=NK1-0Ogaxhw&feature=related

  23. La chiusura di Ryanair, Alitalia e l’Enac: le motivazioni della guerra in corso

    Caro Tonino,
    io non sono sorpreso in italia di così tante persone ostili a RyanAir in quanto le esigenze superficiali e venali dei viaggiatori criminali che vorrebbero pagare un minore e fattibile costo del biglietto sono:

    – trovare un lavoro o non essere costretto ad accettarne uno infame, partendo tutte le settimane (magari riuscendo a lavorare in parte da remoto ) e non dovendo trasferire i tuoi cari … e sfamandoli pure (mi vergogno io stesso della superficialità di questo punto);
    – trovare un lavoro in loco con il turismo low cost sempre senza dover emigrare;
    – per chi lavora fare FINALMENTE una vacanza con tutta la famiglia fuori dalla propria regione/nazione (nonostante la crisi);
    – poter far vedere ai tuoi figli che delle nazioni culturamente più civili e più organizzate esistono (non serve vedere la germania o l’austria, basta anche andare in spagna);
    – poter andare a seguire delle cure specialistiche e periodiche;
    – ….

    mentre le esigenze basilari dei viaggiatori che si possono permettere (o non si possono permettere ma sono costretti a pagare) dei costi alti dei biglietti aerei sono:
    – poter viaggiare in italia senza carta di identità e possibilmente scaduta
    – portare più di un bagaglio a mano e/o non rispettare le misure con il relativo peso
    – avere da bere e uno snack compreso nel prezzo del biglietto (mai visto una cosa del genere nei bus o nei treni facendo oltrettutto il viaggio in piedi)

    tieni conto che il raggiungimento di tali esigenze basileri porta inoltre il seguente indotto e valore (non metto il segno algebrico per decenza):
    – poter pagare dei costi elevati di handling (con relativa ritardo/sparizione dei bagagli omnicomprensivo nel prezzo);
    – fare spesso più scali del necessario per poter vedere più aeroporti durante il tragitto e visitare le sale di imbarco con i relativi negozi;
    – poter effettuare politiche di assistenza sociale creando posti di lavoro inesistenti superiori a quelli necessari;
    – fornire sette anni di cassa integrazione per integrare le ovvie insufficienti politiche di assistenza sociale;
    – fornire stipendi da nababbo a manager di aziende fallimentari (visto che sono già in perdita non si modifica lo stato dell’arte);
    – …… e cosi via (sia?)

    …. E COSA PIù IMPORTANTE ……come giustamente evidenziato in un commento precedente:

    “Era ora che qualcuno dicesse a questi signori chi comanda in Italia.”

    a questo punto propongo di fondare in facebook il gruppo

    “DICIAMOLO A QUESTI SIGNORI ( E PER SICUREZZA ANCHE AGLI ALTRI) CHI COMANDA IN ITALIA”

    :) :)

  24. La chiusura di Ryanair, Alitalia e l’Enac: le motivazioni della guerra in corso

    Si capisce che molti di voi non hanno vissuto in sardegna o avere avuto la necessità di spostarvi da/verso la sardegna.
    Se aveste provato a vivere isolati e spennati dalle decennali reali prepotenze di Alitalia e Meridiana, state tranquilli che la carta di identità in regola (adesso è valida per 10 anni) diventa il minimo dei problemi.
    Si capisce che non odiate l’aereporto di fiumicino come lo odiamo noi sardi per le sue continue inefficienze e costi e che LEGALMENTE non riusciamo a farci rimborsare.
    Per non parlare dell’inizio di malpensa, dove LEGALMENTE ci avevano costretti ad atterrare togliendoci linate, quando ancora non era pronto il treno e dovevamo spendere un patrimonio in taxi (attualmente lo facciamo ancora da Roma)
    Si capisce anche che non fate anche la rotta Milano Roma LEGALMENTE in monopolio e che non viaggiate spesso in aereo.
    DI QUALE LEGALITA’ PARLATE? Un sopruso legalizzato è sempre un sopruso e una reale possibilità di scelta è sempre una reale possibilità di scelta.
    P.S. le dimensioni di un bagaglio a mano sono ben specificate e sono di una normale trolley che ci sta correttamente nella cappelliera

  25. La chiusura di Ryanair, Alitalia e l’Enac: le motivazioni della guerra in corso

    choccius :
    @Pastore Sardo
    Beato te che credi ancora alla Befana!!!
    Choccius

    Non è vero che credo alla befana … io credo a BABBO NATALE :)

    AUGURI A TUTTI …. anche a quelli che fanno commenti troppo tecnici :) :)