10
Apr
2012

Riforma del lavoro: un passo in avanti e due indietro – di Emmanuele Massagli e Michele Tiraboschi

In Parlamento e nelle piazze già si preannuncia battaglia. La scelta di un disegno di legge (e non, come in un primo tempo ipotizzato, di un decreto d’urgenza) apre indubbiamente una fase turbolenta che, nel serrato confronto tra esecutivo, partiti politici e parti sociali, potrebbe dare luogo anche a un imprevedibile cortocircuito. Fatto sta che la riforma del mercato del lavoro pare essere ormai delineata. Il documento reso noto dal Ministro Fornero segna un confine di profonda discontinuità con le politiche del lavoro dell’ultimo decennio. Sussidiarietà, differenziazione e prossimità sono state le parole chiave della riforma Biagi. L’impianto di riforma reso noto alle parti sociali e alla pubblica opinione può invece essere letto nell’ottica del centralismo regolatorio di matrice statuale, che vede con diffidenza non solo la concertazione e i corpi intermedi, ma anche i comportamenti dei privati cittadini, lavoratori e imprese, la cui condotta viene fortemente limitata in termini dirigisti e sanzionatori.

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10
Apr
2012

Consultazione sulla (non) abolizione del valore legale del titolo di studio / 1

Qualcosa parrebbe muoversi nella discussione in merito al valore legale del titolo di studio, ma certo non sarebbe ragionevole essere ottimisti. Nelle scorse settimane il governo di Mario Monti aveva annunciato una drastica riforma e poi, nei fatti, ha finito per rimediare un’autentica figuraccia, quando varie ore di consiglio dei ministri sono servite solo a rinviare il tutto. In quell’occasione, al premier che avrebbe voluto abolire il valore legale si sono opposti numerosi ministri, determinati a lasciare tutto così com’è adesso. E il risultato è che si è deciso di soprassedere in vista di tempi migliori. Read More

6
Apr
2012

Riforma del lavoro. La buona fede e la cattiva vista (da lontano): il caso delle startup

Il disegno di legge presentato dal governo dovrebbe avere l’obiettivo di promuovere la crescita economica rendendo il mercato del lavoro più dinamico, eppure i policy maker e il dibattito pubblico si sono dimenticati di un fattore importante in una prospettiva di futuro, innovazione e, appunto, crescita: quello delle startup.

Sebbene l’occupazione in questo settore sia in costante espansione, la riforma tenderà a limitarla rendendo svantaggiosi fiscalmente i contratti temporanei e introducendo nuovi limiti alla loro adozione con il risultato di ridurre quella flessibilità che è condizione imprescindibile degli investimenti in startup. Read More

6
Apr
2012

La Consob semplifica – di Valentino Govigli

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Valentino Govigli.

Anche la Consob si occupa di semplificazione normativa. La Commissione Nazionale per la Società e per la Borsa ha infatti emesso un comunicato stampa, il 22 marzo 2012, nel quale presenta, con il fine di “razionalizzare la disciplina vigente e favorire l’accesso al mercato per imprese e risparmiatori”, delle modifiche alle norme riguardanti alcuni obblighi informativi, le offerte pubbliche e la composizione dei soci necessaria per la nomina degli organi di amministrazione. L’obbiettivo è triplice: razionalizzare gli oneri informativi a carico delle imprese, semplificare le norme per favorire l’accesso dei risparmiatori sul mercato ed allineare la struttura normativa del mercato mobiliare italiano a quello comunitario.

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5
Apr
2012

Riforma-lavoro? Non la voterei. Tagli di spesa? Questi e altri, per meno tasse a lavoro e impresa

Ho appena appreso con soddisfazione che domani il senatore Nicola Rossi, presidente dell’Istituto Bruno Leoni, annuncerà motivando in un’intervista al Sole il suo no alla riforma del mercato del lavoro. Per come essa ha preso forma definitiva ieri, io non la voterei. Resta tutto il giro di vite alla flessibilità in entrata, mentre il giudice con la sua piena discrezionalità domina in ogni forma di licenziamento. Il finanziamento al sussidio universale di disoccupazione resta largamente inadeguato a renderlo appunto universale. I contributi salgono, invece di scendere per il lavoro e per l’impresa. In più, sui aggiunge come pessima trovata dell’ultimora la nuova sberla di due euro di tassa aggiuntiva per ogni passeggero aereo, e di dieci punti in più per i proprietari di casa che non affittino a cedolare secca: nuove sberle fiscali per prendere dove si può, uno schifo ve-ro!  Non credo che ne verrà più occupazione, e spero di sbagliarmi perché Dio solo sa se ce ne sarebbe bisogno. I toni di Monti anche stamane mi sembrano sempre più enfaticamente simili a quelli berlusconiani. Questo in sintesi il mio giudizio. Vengo a un altro punto, per rispondere ai molti che mi obiettano quando continuo a ripetere che anche coi tecnici al governo purtroppo a mancare è la svolta vera: meno spese per meno tasse. Facci vedere dove taglieresti tu, caro saputello maicontento! Ma non lo sai che tagliare è pressoché impossibile? Non ci è riuscito nessuno, non riescono a dire dove farlo luminari come Giavazzi e Alesina che pure hanno miglior titolo di te per parlare, e allora come puoi pensare che si possa dar retta a te, eccentrico sparacazzate? Bene, all’obiezione replico con un esercizietto a mero titolo indicativo. Per expertise tecniche serie, sono a disposizione di qualunque governo anche per 48 ore al giorno gratis, pur di dimostrare che è possibile eccome, tagliare molta spesa e abbassare di parecchio la pressione fiscale. Nel budget presentato il 21 marzo dal governo Cameron, la spesa pubblica complessiva passa dal 45,8% del Pil UK 2011 al 40,3% nel 2015, e i dipendenti pubblici diminuiranno non di 480mila unità come previsto ma di 730mila! Sono pazzi loro, o racconta comode frottole a noi, chi dice che in Italia è impossibile? Read More

5
Apr
2012

Canone RAI: non aprite quella porta!

Pochi giorno fa, ha bussato alla porta di casa un signore, che, qualificandosi in maniera piuttosto vaga, chiedeva se in casa ci fosse un televisore.
In una mano teneva un bollettino di conto corrente postale che con sollecitudine ha compilato a mano per il pagamento del canone RAI, e nell’altra qualche brochures promozionale del servizio radiotelevisivo pubblico. Read More

4
Apr
2012

Voglio andare a vivere in Germania. Ovvero: i giovani e la scienza

Martedì ho avuto la fortuna di far parte della giuria della “National Sci-Tech Challenge“, un’iniziativa promossa da Junior Achievement ed ExxonMobil che si rivolge agli studenti delle scuole superiori e ha l’obiettivo di invogliarli allo studio delle materie tecnico scientifiche. Assieme a Marina Barbanti, Piero Biscari ed Edgardo Curcio abbiamo valutato gli elaborati di nove team di studenti. Quello vincitore – proveniente dal Liceo Statele “Giordano Bruno” di Albenga (SV) – parteciperà alla competizione europea, a Rotterdam, tra un paio di settimane (in bocca al lupo!). Secondi e terzi sono arrivati, rispettivamente, il Liceo Megara di Augusta (SR) e l’Itis Giorgi di Brindisi. Credo sia stata, per me e gli altri giurati, un’esperienza utile e istruttiva. Non solo perché avere a che fare coi ragazzi è sempre piacevole, ma anche e soprattutto perché abbiamo potuto, pur in un campione non necessariamente rappresentativo, osservare consapevolezze e ingenuità che, suppongo, appartengono a gran parte degli italiani. Quali?

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4
Apr
2012

Dopo Ft anche WSJ: menospesa-menotasse, o guai peggiori

Spiace, che l’intervista a Mario Monti della Stampa di oggi non dedichi una sola domanda al punto di fondo. Quello sollevato ieri dal Financial Times , che ha svelato che cosa provocherà un calo del Pil italiano tale da compromettere con meno entrate l’obiettivo di azzerare il deficit pubblico al 2013:  un’altra snatgata fiscale entro il 2012.  E quello su cui apre a titoli di scatola stamane il Wall Street Journal in edizione europea. O l’Italia cambia marcia con meno spesa e meno tasse subito, o la sua recessione come terza economia europea è un guaio per tutti. Oltre che, naturalmente, per noi. menospesa-menotasse: quel che non si è visto, col governo Monti. Né con la sinistra. Né con la destra. Eppure i media su questo muti e zitti, tranne pochissime voci.  Luca Ricolfi, Angelo Panebianco, naturalmente noi, pochissimi altri.  Il mutismo su questo deriva da cambiamenti indotti alla politica italiana. Read More