29
Dic
2020

In Italia un figlio di operai non potrà mai diventare Gordon Ramsay

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Uberto Cardellini

Il Sig. Rossi nel 2000 ha venticinque anni. Figlio di operai, si è appena laureato in economia. Decide che il futuro è nel cibo e decide di aprire un bugigattolo di Street food di qualità, in un luogo di cui ha intravisto le possibilità. Si informa sulle tasse, c’è il nuovo regime per le Nuove Attività. Non è male, una tassazione del 32% secca (non è poco ma lui non lo sa). Sa che dopo tre anni scade, e che le tasse aumenteranno, ma per ora c’è questa semplificazione.

L’anno dopo viene introdotta la no tax area. Va in banca per un prestito: i primi soldi glieli daranno i genitori coi loro risparmi, ma Rossi vuole comprare i muri del localino. Alla fin fine sostituisce l’affitto ed investe in immobili, che in Italia sono l’unico bene poco tassato e sicuro. La banca gli fa portare i genitori e fa firmare loro la garanzia sull’acquisto, impegnando la loro casetta comprata in trentacinque anni di duro lavoro.
A Rossi rimane un mutuo da 500 euro al mese per trent’anni. Deducibile.

2005. È stata dura, perché tra i vari vincoli del regime c’era il fatturato. Rossi è stato bravo ed è già uscito il secondo anno. Ha dovuto farsi imprestare i soldi per vivere dai genitori, ora in pensione (ma è alta. Entrambi in retributiva). Quando poi è passato il regime ordinario è stato un disastro, ma ora, nel 2005, finalmente vede un po’ di soldi. Il fatturato è salito a 100 mila euro, l’utile prima le imposte a 20 mila. Dopo le imposte gli restano 12 mila euro (con gli acconti 10 mila, ma ogni anno il fatturato cresce). È fiducioso, guadagna meno della moglie, hanno tolto la no tax area, ma per esempio l’auto lui la scarica. I genitori della moglie, che guadagna da impiegata 14 mila euro netti, hanno pagato le nozze.

La moglie ha una idea: compriamo una casetta al mare, ce la godiamo ad agosto ed il resto la affittiamo. Risparmiamo sulle vacanze e facciamo investimento. Vanno in banca, la banca il prestito lo fa solo a lei, 500 euro al mese per trent’anni (che si somma al suo mutuo per il negozietto, che però è deducibile dall’utile).

2010. Siamo in piena crisi Wall Street. Rossi ha visto il fatturato salire a 300 mila euro ma non ci sono segni di aumenti. Il motivo è strutturale (è proprio un negozietto, dovrebbe raddoppiarlo ma nessuno gli presta i soldi). Il governo ha imposto la imu e tarsu sulle case. Tra tutto il costo degli immobili è salito moltissimo. La casa al mare ha dovuto abbassare i prezzi perché era ideale per tedeschi, non per italiani (non è in mezzo al cemento davanti al mare). L’utile di Rossi prima delle imposte è di 60 mila euro. Al netto delle imposte è 20/25 mila. L’auto è praticamente diventata non deducibile dai costi. La moglie ha rischiato di perdere il lavoro. Nel frattempo hanno fatto un figlio ma i genitori di lui sono morti. Ha ereditato una casetta che non può vendere perché garantisce il suo negozio. Lui e moglie ci vanno a vivere. È una casetta operaia anni ‘60, ma non possono permettersi di fare chissà quali lavori. Il bimbo costa. Sono andati a fare l’isee, ma nonostante mutui e tutto possiedono ora troppi immobili. Sono ricchi… Con un utile che al netto del mutuo e di imu e tarsu è quello di due impiegati di quarto livello. Ma col rischio di impresa e due mutui lunghissimi sul groppone.

Rossi aveva grandi progetti. Ora si preoccupa solo di resistere.

2015. Grandi riforme. Per Rossi non cambia nulla. L’anno dopo vede i commercianti suoi colleghi iniziare a chiudere.

2020. Dopo un anno di fattura elettronica, costi commercialista saliti, costi fattura saliti, parte il lockdown. Il signor Rossi, che da parte è riuscito a malapena a mettere via 20 mila euro e che da dieci anni lavora sei giorni su sette, vende sottoprezzo alla banca la casetta al mare. E vive con l’ansia di perdere contemporaneamente casa dove vive e mura negozio, indissolubilmente legati. Il secondo figlio non lo avrà mai, amen. Il primo almeno va bene a scuola. Lo ha convinto a studiare lingue e fare lavoretti. Poi lo spedirà a lavorare all’estero se ci riesce. Sia come sia.

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