22
Mag
2024

Punto e a capo n. 51

5 news di tecnologia – rubrica di Claudia Giulia Ferrauto

Il wallet delle identità digitali: come cambiano le regole con l’eIDAS (electronic IDentification, Authentic and trust Services) 2

Entrerà in vigore dal 20 maggio e modificherà in modo significativo la gestione dell’identità digitale a livello europeo, e questo riguarderà:i servizi fiduciari utilizzati tra privati, pubblica amministrazione e nei contesti business to business

Sul fronte europeo si arriverà a una versione definitiva del wallet digitale a partire dal 2026, mentre l’uso obbligatorio per una certa serie di settori, avverrà dal novembre 2027. L’obiettivo è arrivare alla realizzazione richiesta dai mercati internazionali, per confermare l’Europa come laboratorio capace di sperimentazione sul digital trust, presentando il “Vecchio continente” come esempio dell’identità digitale a livello globale. Al momento però, mentre l’Italia svetta in senso virtuoso – grazie al sistema dei Prestatori di servizi fiduciari qualificati, allo Spid e alla Carta d’identità elettronica – molti altri stati membri dell’Unione Europea non hanno saputo costruire un’architettura di identità digitale di successo paragonabile. Per questo motivo, eIDAS 2 si propone di giungere a una ottimizzazione dei sistemi di identità, centrati sullo sviluppo e la diffusione dello European digital identity wallet (Eudi), la cui regolazione costituisce il vero cuore del regolamento. Si tratta di un portafoglio di identità digitale, plausibilmente mobile, valido in tutta Europa e che conterrà i documenti di identità e potrà contenere tutte le altre informazioni relative al cittadino, definite «attributi», come il certificato di nascita, la patente, il diploma di laurea, le informazioni bancarie, il gruppo sanguigno, ecc. Queste informazioni di identità e attributi potranno essere scambiate in modalità sicura, secondo standard tecnici condivisi ma soprattutto in modalità privacy-preserving: solo il possessore del wallet potrà decidere volta per volta quali informazioni condividere e con chi farlo. Il wallet manterrà la traccia di ogni condivisione per fornire all’utente la storia dello scambio dei suoi dati e, eventualmente, consentire di attivarsi per interrompere i trattamenti non considerati graditi e tutelare la sua privacy.

QUI. 

OpenAI, altro abbandono: se ne va Jan Leike, leader del Superalignment Team

Il Superalignment Team era stato annunciato da OpenAI nel luglio dello scorso anno con l’obiettivo di prepararsi per l’arrivo di IA superintelligenti, capaci di superare e potenzialmente sopraffare i loro creatori. La formazione del team era stata vista come un passo significativo verso la gestione dei rischi a lungo termine associati all’intelligenza artificiale. OpenAI aveva destinato il 20 percento della sua potenza di calcolo a questo gruppo, segnalando l’importanza della sua missione. Il recente scioglimento del team è stato preceduto dalla partenza di diversi ricercatori di spicco. La notizia che Ilya Sutskever avrebbe lasciato OpenAI ha fatto scalpore, poiché oltre ad essere uno dei fondatori, era uno dei quattro membri del consiglio che avevano licenziato il CEO Sam Altman lo scorso novembre. Altman è stato reintegrato dopo cinque giorni a dir poco caotici. OpenAI ha recentemente confermato lo scioglimento del suo Superalignment Team. QUI

Google svela la nuova versione di Gemini, in grado di sintetizzare documenti di 1.500 pagine, assieme al nuovo chip AI Trillium. E lancia la sfida a GPT-4o con Project Astra (una versione molto avanzata di assistente-AI)

L’evento Google I/O 2024 è stato tutto incentrato sull’Intelligenza Artificiale ed era ampiamente prevedibile. Tutte le novità hanno come base fondante il modello multimodale Gemini e attraversano Google Search, Foto, Workspace, Android e introducono anche Project Astra, un agente “reattivo” capace di interpretare le richieste dell’utente anche servendosi della fotocamera dello smartphone. La gran parte di queste novità saranno però disponibili come anteprime o in mercati selezionati, ma per l’Italia c’è una notizia importante che riguarda un servizio immediatamente disponibile. Qui.

I veicoli elettrici attualmente in uso negli Stati Uniti in un solo anno hanno consumato più elettricità dell’intero Uganda nel 2023

I veicoli leggeri (LDV) negli Stati Uniti hanno consumato circa 7.596 GWh di elettricità  solamente nel 2023, si tratta di quasi cinque volte il consumo avvenuto nel 2018 secondo un rapporto Electric Power Monthly della US Energy Information Administration . Il rapporto aggiunge inoltre che le vendite statunitensi di veicoli elettrici (EV) sono aumentate negli ultimi anni, rappresentando il 16% di tutte le vendite LDV nel 2023. Le vendite cumulative di veicoli elettrici plug-in hanno raggiunto quasi 5 milioni negli Stati Uniti . E continuano a crescere. Qui.

Tradewar Usa/Cina: Microsoft richiama i suoi dipendenti in Cina e li invita a trasferirsi altrove 

Secondo quanto riportato dai media statali cinesi, Microsoft ha chiesto ad almeno 100 dei suoi dipendenti in Cina di prendere in considerazione la possibilità di trasferirsi in altri paesi.

Il report arriva mentre le relazioni tra Pechino e Washington si deteriorano su tecnologie come l’intelligenza artificiale (AI) e l’energia pulita.

Ai dipendenti Microsoft in questione, per lo più coinvolti nel cloud computing, è stata offerta l’opportunità di lavorare negli Stati Uniti, in Australia o in Irlanda, tra gli altri paesi, secondo il rapporto reso noto mercoledì su The Paper (citando una fonte anonima).

Il Wall Street Journal ha poi ripreso la notizia giovedì, dichiarando che Microsoft ha chiesto a circa 800 dipendenti, per lo più ingegneri di nazionalità cinese che lavorano nel cloud computing e nell’intelligenza artificiale, di prendere in considerazione il trasferimento. Il Journal, che citava fonti anonime, riferiva l’anno scorso che l’amministrazione Biden si stava preparando a limitare l’accesso delle aziende cinesi ai servizi cloud statunitensi. Qui. 

L’azienda è entrata in Cina nel 1992 e per decenni ha contato sul suo noto laboratorio di ricerca con sede a Pechino, Microsoft Research Lab Asia, per acquisire influenza.

(Qui un recap)

La richiesta di Microsoft di considerare la delocalizzazione fuori dalla Cina segna forse uno sviluppo significativo nelle già pregresse tensioni geopolitiche che da anni hanno definito una TradeWar USA/China e che negli ultimi sviluppi stanno sempre più coinvolgendo la tecnologia e la sicurezza dei dati. C’è un complesso contesto di tensioni normativi tra i diversi continenti unito al tentativo di salvaguardare segreti di avanzamento tecnologico di tecnologie sensibili, soprattutto fronte al crescente controllo e ai vincoli normativi in ​​Cina. 

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