9
Apr
2026

Il declino demografico, la mancanza di equità fra le generazioni e il ruolo della famiglia

Ripubblichiamo di seguito l’articolo di Pier Paolo Donati uscito oggi su Lisander

L’articolo di Marco Valerio Lo Prete presenta un’analisi ineccepibile. Tutto vero. Siamo un paese in via di accelerato invecchiamento e la mancanza di nuove generazioni rende oltremodo incerto e asfittico il futuro del Paese. Le considerazioni di fatto sollevano una domanda rimasta implicita: che fare?

La tendenza, purtroppo, non è facile da invertire, perché la demografia ha le sue leggi. Anzi, dobbiamo aspettarci sempre meno bambini, perché le coorti di donne in età feconda vanno necessariamente diminuendo in base alle restrizioni di natalità dei decenni scorsi. Da anni ho avvertito delle tendenze “suicidogene” della popolazione italiana, nonostante le accuse di fascismo. Per avere il cosiddetto rimpiazzamento della popolazione, nei prossimi anni, si calcola che almeno il 35-38% delle donne italiane dovrebbe avere almeno tre figli nel corso della vita. Una condizione molto esigente, che può essere affrontata solo con una rivoluzione delle politiche sociali. Qualcuno spera nell’immigrazione, ma questa, a parte il fatto di comportare molti problemi sociali, incide assai poco se consideriamo che già le seconde generazioni di immigrati si allineano con i tassi delle donne italiane. Credo che nessuno possa negare la gravità della situazione.

Siamo di fronte a una nuova transizione demografica, in cui si acuiscono i dilemmi che riguardano la distribuzione e redistribuzione delle risorse fra generazioni. Dare di più agli anziani che sono sempre più numerosi e con sempre maggiori bisogni oppure, invece, investire sui nuovi nati e sui giovani in generale? Questo è un dilemma che non è stato ancora ben esplicitato in Italia, anche se è stato introdotto tanti anni fa in uno dei Rapporti Cisf (1991) sulla famiglia in Italia e riproposto in modo sistematico nel Piano nazionale di politiche per la famiglia predisposto dall’Osservatorio nazionale sulla famiglia e approvato dal Governo Monti nel luglio 2012. Da decenni i governi cercano di dare un po’ agli uni e un po’ agli altri, a seconda delle urgenze del momento, ma ciò ha lasciato inalterati gli squilibri, e anzi ha creato altre disuguaglianze.

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