Il buco nell’acqua / 18
Massimo D’Antoni, su LeftWing, invita a votare sì al primo quesito e no al secondo. Sono d’accordo a metà, ma vale la pena leggere perché si tratta di un suggerimento ponderato.
Massimo D’Antoni, su LeftWing, invita a votare sì al primo quesito e no al secondo. Sono d’accordo a metà, ma vale la pena leggere perché si tratta di un suggerimento ponderato.
Giorgio Santilli del Sole 24 Ore spiega perché il referendum può indebolire lo sforzo di rendere il settore pubblico un po’ più efficiente.
In ogni giornata zeppa di analisi elettorali e di commenti, durante la quale le parole vuote quasi sempre prevalgono sulla riflessione e sull’approfondimento, può essere utile andare indietro nel tempo e abbeverarsi a un autore evergreen: quel Guglielmo Ferrero che nacque nel 1871 vicino a Napoli (a Portici) e per molti anni fu una delle firme principali – assieme a Edoardo Giretti, Maffeo Pantaleoni, Vilfredo Pareto – de Il Secolo, quotidiano di Milano che fu il primo giornale d’Italia e venne chiuso nel 1927 a causa del suo orientamento liberal-radicale. Read More
L’acqua privata? Un “equivoco montato ad arte“, secondo Andrea Benetton di Libertiamo.
Oggi facciamo un’incursione in terra nemica. Le ragioni dei referendari sono bene esposte nel libro di Luca Martinelli, L’acqua (non) è una merce (Milano, Altreconomia, pp.152, 12 euro), che riprende e amplia la prima edizione uscita l’anno scorso. Martinelli cerca di spiegare perché, a suo avviso e di chi ha promosso la consultazione del 12-13 giugno, l’acqua dovrebbe essere considerata un servizio privo di rilevanza economica, e pertanto sottratto alla disciplina del mercato e delle gare. Ma non convince.
La legge mi dà la possibilità di intervenire ed io sono pronto ad attuare i poteri sostitutivi nei confronti di quelle Regioni, e sono la maggior parte, che non hanno ancora individuato gli ambiti territoriali ottimali per la gestione, il controllo e la razionalizzazione delle risorse idriche.
Sì, ma cosa dice il famigerato 23 bis? Lo spiega Claudio De Vincenti.
Uno dei tanti difetti del legislatore contemporaneo, o forse il principale, è quel peccato di superbia che gli fa credere di poter prevedere e controllare ogni aspetto della vita.
Il confine tra ciò che spontaneamente viene regolato dall’interazione umana (o semplicemente dal corso casuale degli eventi) e ciò che viene precauzionalmente diretto da un mondo di regole complesse e destinate a renderci felici si sposta ogni giorno un po’ più in là, in un eccesso di “determinismo giuridico” che ci rende sempre più incapaci anche solo di pensare e assumere le conseguenze delle nostre scelte. Read More
Appena nato Nicolò ha conosciuto un signore che gli ha fatto subito simpatia, per l’evidente perizia con la quale lo maneggiava. Dapprincipio ha pensato fosse colui che nove mesi prima aveva contribuito con una Y al suo patrimonio genetico; poi, una volta compreso che suo padre non era stato abbastanza coraggioso da entrare in sala parto, ha appurato che si trattava del pediatra, ed ha subito deciso di adottarlo come suo medico permanente per i prossimi anni.