Le buone maniere fra integrati del telefonino e apocalittici del libro
Ripubblichiamo di seguito l’articolo di Francesco Magris uscito oggi su Lisander
Ogni paese, società o semplice comunità si organizza adottando consensualmente delle norme cui i suoi singoli membri devono in seguito sottostare. Le leggi formali – che possono dare vita a codici scritti, come nel diritto romano, o a diritti in continua evoluzione, come nella common law – devono infatti presiedere al corretto svolgimento della vita collettiva, stilando la lista di quei comportamenti e di quelle azioni considerate pregiudizievoli alla convivenza e all’armonia sociali nonché d’intralcio agli scopi che la società nel suo insieme si propone di conseguire, per in seguito estirparli, o perlomeno contenerli, per mezzo di un appropriato sistema di sanzioni.
Le norme formali, la cui trasgressione fa scattare un meccanismo punitivo prestabilito e codificato dalla legge, non sono tuttavia in grado di prevedere, e quindi regolare, ogni concreto e specifico aspetto della vita collettiva. Quest’ultima contempla infatti un numero potenzialmente infinito di situazioni ed eventi concreti che si possono produrre – un numero fra l’altro crescente con la dimensione della popolazione e la complessità delle relazioni umane. La vita reale è non a caso diluita nei mille rivoli imprevedibili e multiformi del quotidiano che, per quanto spesso appaiono ricorrenti, in realtà assumono ogni volta tinte e sfumature diverse. Il numero di variabili che intervengono e influenzano ogni singolo episodio di vita è infatti potenzialmente sterminato fino al punto di renderlo un unicum storico.













