11
Giu
2012

La Spagna e 100 miliardi europei per una settimana

È alla fine è stato il turno della Spagna. Avanti il prossimo! E il prossimo molto probabilmente sarà quel paese con il debito al 120 per cento del proprio PIL e che ha visto il primo trimestre dell’anno contrarsi dell’0,8 per cento.

Dati pessimi per l’economia italiana.

Lo dicevamo nelle settimane scorse che la Spagna avrebbe dovuto chiedere un salvataggio. Nonostante Mariano Rajoy dica che il salvataggio è da chiamarsi in altro modo, i 100 miliardi di euro prestati dall’Unione Europea alla Spagna è un salvataggio in piena regola.

Anzi, si può dire che la situazione spagnola sia sempre più simile a quella irlandese, vale a dire una crisi molto legata al sistema bancaria, con il “neo” negativo della disoccupazione che in  Spagna è superiore al 20 per cento da ormai oltre un anno e mezzo.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata Bankia, la quarta banca per importanza con oltre 300 miliardi euro di attivi. Di questi, in gran parte erano attivi cosiddetti tossici, vale a dire immobili che dovevano essere svalutati. I 23 miliardi di euro richiesti nelle settimane scorse per cercare di salvare l’entità guidata fino ad allora da Rodrigo Rato, politico spagnolo, hanno innalzato il livello di sfiducia nelle capacità di rimborso spagnole. Il tasso d’interesse pagato dal paese iberico aveva sfondato il 6,5 per cento e si avvicinava pericolosamente al 7 per cento. In questo caso diventava conveniente richiedere denaro alle istituzioni internazionali e così è stato fatto dal Governo di Mariano Rajoy.

Le cajas in generale fanno parte di un sistema malato che nonostante i circa 30 miliardi immessi dal Fondo di Ristrutturazione bancario voluto da Zapatero, non hanno mai trovato tranquillità. Prima di Bankia, il Governo era stato costretto a nazionalizzare CaixaCatalunya e NovaCaixa Galicia per circa 10 miliardi di euro e altri 6 miliardi di euro erano stati dati alla Cassa di Risparmio del Mediterraneo.

Secondo mie stime a fine 2011 gli attivi tossici del sistema bancario spagnolo erano 188 miliardi di euro e con la continua svalutazione del mercato immobiliare è probabile che ormai abbiano sfondato i  200 miliardi di euro. Di fronte a questa cifra, 100 miliardi di prestito sono pochi soldi. Forse troppo pochi, tanto che lo spread spagnolo dopo un brusco calo in mattinata è tornato pericolosamente sopra i 500 punti rispetto al bund tedesco.

Ancora una volta le istituzioni immettono denaro per cercare di guadagnare tempo, come era stato anche il caso dei 1000 miliardi prestati al tasso dell’1 per cento dalla Banca Centrale Europea alle banche europee. Le volte scorse il tempo, che è denaro, è stato gettato in sterili discussioni per cercare di fare dei patti a livello europeo che di “rivoluzionario” hanno avuto solo il livello di incapacità di certi leader europei.

Questi 100 miliardi forse servono ad arrivare fino a settimana prossima, quando l’Unione Europea si confronterà per l’ennesima volta con il caso greco.

100 miliardi per una settimana?

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41 Responses

  1. Basta con tutto questo doping ai mercati..qui crolla tutto e come rimedio ci si “pompa” di soldi..dopo qualche mese ancora crisi..e allora altro doping (vedi Grecia). Un cerchio che non si spezza, un cane che si morde la coda. Assistiamo sempre allo stesso giochino, le banche sono private quando fatturano e guadagnano: i propri manager diventano super grazie a esponenziali incrementi di stipendio. Quando la giostra fallisce, la banca è pubblica (Bankia nazionalizzata) e i debiti li pagano tutti. I super manager falliscono ma mandarli a casa (super liquidazioni) costa più che tenerli.

  2. gigi

    Mi chiedo a che serva spendere 100 miliardi (reali, diventeranno sacrifici, tassi o raramente minori spese) per tirare a campare 1 settimana.
    Sono uscito dall’ufficio alle 13 con la borsa che saliva e lo spread in discesa: torno in uff con la borsa giù tantissimo e lo spread di nuovo alto (e 100 mld europei in meno).
    Mi chiedo che cosa cambi nelle prospettive europee in 4 ore? Il sistema in generale non funziona. Non è solo nervosismo delle banche e del mercato, è proprio il sistema in se che deve essere ritarato. Il mercato finanziario dovrebbe fare incontrare risparmi e investimenti, mi sembra che oggi questo aspetto sia disatteso (essendo il volume finanziario n volte superiore agli scambi reali). Mi sembra che questa mole enorme di denaro sia come un elefante che con una federata sdraia un paese del G8.
    Sono liberista convinto ma credo che le regole vigenti non stiano funzionando dovere da anni. Viene voglia di far saltare il banco e ricominciare.

  3. giano

    Volendo limitarsi …. agli ultimi 20 anni
    (seconda Repubblica) ho convissuto con
    — una sinistra italiana che dopo secoli ha una sola ricetta per risolvere i problemi
    cioè aumentare le tasse … e poi si lamenta che diminuisce l’occupazione ?
    — con una destra che aveva il consenso, aveva il programma, aveva il tempo
    ….. e ha scelto di andare a puttane ?
    — con l’umbertosauro della val padana che cera di raccogliere consensi sparando cazzate !
    — con una UE-BCE che si sperava portasse una iniezione di razionalità e invece
    produce bizantinismi contabili che sono bluff quando non sono truffe vere e proprie.
    Comincio a credere e … sperare nella coincidenza tra:
    – la profezia Maya che per dicembre 2012 … a mio avviso ha previsto…. lo spread a 2000;
    – e i rapporti di Fibonacci: a dicembre 2012 (col pagamento a conguaglio dell’ IMU )
    la pressione tributaria reale (non media con gli evasori )
    per i contribuenti paganti supererà il 61,8 %.
    20120611h1816 CLINT

  4. G.R.Albertazzi

    Mio malgrado non mi resta che concordare, mi permetto di aggiungo l’ulteriore considerazione in merito all’entità dei prelievi fatti dalle banche spagnole.
    Per quanto riguarda noi non ci resta che auspicare di essere “too big to fail”
    Cordialità

  5. gigi

    mi scuso per alcuni errori nella digitazione del mio precedente post: il correttore ortografico e la mia tastiera danno i numeri da un po a questa parte.

  6. roberto

    Qualcosa non quadra anzi diciamo che quadra . Siam passati , almeno per quello che si leggeva su giornali, da un debito iniziale per BANKIA di 9 poi diventato di 15 poi cresciuto in maniera esponenziale nel giro di 15 gg fino a 40 e pare non bastino . Bene . Diciamo che non è crisi del paese ma è crisi della/delle banche coinvolte .(han dato soldi a cani e porci solo perchè costruvano villette a schiera ) Se non sbaglio il presidente di Bankia è un ex dell’FMI . Se tanto mi da tanto sem a post .
    Interviene il fondo salva stati ( che non salva gli stati ma solo le banche coinvolte Grecia docet ) scaricando il costo sui contribuenti europei .A noi lo scherzo costa 48 MLD ovvero 800 € a cranio bambini compresi . Finito il giro di giostra coperte le perdite si ricomincia da capo . Il prossimo capo è Roma caput mundi. Sale lo spread strumentalmente , si chiede ricapitalizzazione delle banche , interviene Fondo salva Stati che presta ( alle banche) ma in automatico va in aumento del debito nazionale . Domanda delle cento pistole . Chi ci ha guadagnato e chi ci ha perso ?
    Roba terra terra ma purtroppo stramaledettamente reale .

  7. roberto

    Qualcosa non quadra anzi diciamo che quadra . Siam passati , almeno per quello che si leggeva su giornali, da un debito iniziale per BANKIA di 9 poi diventato di 15 poi cresciuto in maniera esponenziale nel giro di 15 gg fino a 40 e pare non bastino . Bene . Diciamo che non è crisi del paese ma è crisi della/delle banche coinvolte .(han dato soldi a cani e porci solo perchè costruivano villette a schiera ) Se non sbaglio il presidente di Bankia è un ex dell’FMI . Se tanto mi da tanto sem a post .
    Interviene il fondo salva stati ( che non salva gli stati ma solo le banche coinvolte Grecia docet ) scaricando il costo sui contribuenti europei .A noi lo scherzo costa 48 MLD ovvero 800 € a cranio bambini compresi . Finito il giro di giostra coperte le perdite si ricomincia da capo . Il prossimo capo è Roma caput mundi. Sale lo spread strumentalmente , si chiede ricapitalizzazione delle banche , interviene Fondo salva Stati che presta ( alle banche) ma in automatico va in aumento del debito nazionale . Domanda delle cento pistole . Chi ci ha guadagnato e chi ci ha perso ?
    Roba terra terra ma purtroppo stramaledettamente reale .

  8. Max

    Credo che a questo punto occorra considerare la reale possibilità di un big bang del’economia globale. Sembra essere a fine corsa un intero modello di sviluppo. Io sinceramente non credo che i debiti sovrani europei siano il problema. Sono un aspetto del problema, un singolo aspetto. I debiti sovrani così come la farraginosa lentezza delle istituzioni europee, così come l’inadeguatezza di intere classi politiche e dirigenti, come le nostre in Italia, così come la mancanza di comuni politiche fiscali europee, così come la mancanza di una vera banca centrale europea. Aspetti di un problema che hanno certamente fatto di noi PIGS dei polli da spennare.
    Ma non dimentichiamo che è l’intero pianeta a sedere sopra una montagna di debito, che sia pubblico, privato, quantitative easing o impacchettato in derivati e prodotti diversi di finanza avanzata. Tanta ricchezza che non esiste, troppa ricchezza che non esiste. La finanza non è più volano dell’economia, ma diventa autoreferenziale. Non credo sia più un problema di fiducia da ristabilire. La fiducia è quella che rende possibile applicare un moltiplicatore finanziario alla ricchezza reale ed è alla base di ogni progresso dell’economia. Ma quando il moltiplicatore è svincolato dalla realtà, quando le aziende industriali faticano a fare profitto industriale e ricorrono al profitto finanziario come prima attività relegando la parte industriale al ruolo di fund raising, io non credo che sia possibile, o sufficente, ristabilire la fiducia.
    Sono pessimista?

  9. roberto

    Dimenticavo . Bankia così come tante altre banche avevano / hanno all’attivo titoli tossici . Benissimo . PERCHE’ LI HANNO COMPRATI ? Prescrizione medica ?
    Chi ha emesso/collocato i cosidetti titoli tossici se non altre banche.
    CHE SE LA SMAZZINO LE BANCHE . Al massimo a mio modesto punto di vista gli stati eventualmente dovrebbero coprire i correntisti ma niente di più . La parola BANCAROTTA ha un origine storica ben precisa , con un suo significato ben preciso ! RIVALUTIAMOLO

  10. Marco Tizzi

    Giuricin, una domanda, perché credo di non aver capito bene: se i 100 miliardi sono un prestito come possono andare ad aumentare il capitale di una banca?
    Non mi torna ‘sto discorso.

  11. paperino

    x roberto:
    non e’ chiaro neanche a me, ma il punto credo stia nel fatto che le cose non hanno un valore in se’, ma solo il valore che attribuiamo loro, il quale varia nel tempo, per cui se una banca ha all’attivo diciamo un titolo che rappresenta 100 immobili che hanno ciascuno valore 1, quel titolo da valore 100 puo’ scendere al valore di 50 se ogni immobile dimezza di prezzo causa sovrabbondanza e quindi relativa indesiderabilita’ nel mercato. O addirittura al valore zero se degli immobili non importa piu’ a nessuno perche’ si sono rotti le scatole e piuttosto che abitare in un mondo pieno di immobili di cui sono resi schiavi, e quindi oggettivamente inabitabile, preferiscono tornare a vivere sotto una tenda.
    Quindi se di colpo, ma anche un po’ alla volta, dovessimo accorgerci che tutto cio’ che possediamo non interessa piu’ a nessuno, ovvero non vale piu’ niente, anche fossimo banche, sarebbero cavoli amari. Non e’ da escludere che quel momento si stia avvicinando a grandi passi, nonostante, e anzi forse proprio a causa del fatto che gli Stati stiano facendo di tutto per tenere artificialmente alti i valori, con leggi, norme, e tasse a piu’ non posso. Si chiama crisi (dal greco κρίσις, lotta, scelta).

  12. Claudio Di Croce

    Non so bene quelle spagnole , ma le banche italiane sono piene di titoli di stato italiani – tossici ?- che sono stati comprati per fare un favore al governo italiano che così ha potuto dire per un pò che per merito suo lo spread calava . E’ chiaro che non facendo nessuna riforma vera dopo quella delle pensioni – e cioè quelle che sappiamo tutti , diminuire la spesa pubblica e vendere una parte del patrimonio pubblico per diminuire la massa enorme del debito – ma interessandosi di nomine Rai et similia e polemizzando con i giornalisti ( chissà cosa scriverebbero su questo blog se queste polemiche le avesse fatte SB ) l’effetto speranza è sparito lasciando il posto all’effetto delusione e i risultati si vedono . Cosa proponete ? lasciamo fallire le banche italiane ? Avete idea di cosa succederebbe dei vostri/nostri risparmi ?

  13. Marista

    Io sono una ignorante in economia, ne avevo comunque nel mio piccolo una concezione diversa, meno laida di quel che vedo oggi. Mi sembra che piuttosto si sia in presenza di magliari dell’economia che è cosa ben diversa da quello che sono i miei ricordi della economia, degli Economisti e persino dei vecchi Agenti di cambio, marpioni, qualcuno chiaccherato, ma gente che rispetto a quel che vedo diventa un gigante . Qui si gioca a tirar su i soldi e nei fatti ci si limita a togliere risorse a chi ancora non se le è giocate in giochini fessi d’azzardo e non capisce certi sofismi e non si può difendere, la così detta gente comune, che si spera abbia forza e braccia per campare anche se derubata, che di questo si tratta sfrondando di paroloni, teorie e simili , per esser pronta ad esser derubata ancora ed ancora derubata… Tassati per aiutare dei lestofanti, un enorme trasferimento di ricchezza dalla base della piramide verso l’alto. Tutto alla fine si riduce a questo, e ci hanno mandato Monti per fare credere che stessero facendo qualcosa di molto tecnico, e non una rapina. I seguaci di Bersani li fai fessi, chi non è seguace di nessuno, no, a meno che non si sia rintontito nel giochino di credersi un economista. Abbiamo aiutato la Germania, che si è anche messa a fare la bulla, stiamo aiutando le Banche responsabili prime dello sfascio tramite prodotti tossici e robaccia creata per truffare. Di questi tempi la truffa si chiama “prodotto strutturato”, CDS e simili.. carino , ma sempre di truffa si tratta. E nemmeno si prova vergogna di rapinare chi vive di lavoro per dare soldi a banche che hanno sbagliato , lavorato male, scommesso peggio e che pagano i vertici molto.. cifre astronomiche, sempre se non è anche quello un mezzo per truffare, togliere dalla banca, spostare, pagare chi sa chi, in fondo c’è da aspettarsi di tutto. Un po’ di sani lavori di braccia e notte in cella, schiarirebbero qualche mente obnubilata dal troppo danaro altrui manovrato con troppa facilità.

  14. Alberto

    Avete visto? Sono serviti a qualcosa i 1100 MLD già versati alle banche? E’ cambiato per caso l’ atteggiamento dei mercati, la fiducia nei titoli di debito? Nulla di nulla ed intanto si è perso tempo e la partita sta finendo, come per quelle squadre che non riescono a ribaltare il risultato impietosamente negativo e sono sfinite dai tentativi infruttuosi di segnare il gol. Il problema ormai è chiaramente posto, non serviranno nemmeno altri 2000 MLD sul sistema bancario e non solo, il sistema trascinerà nel vortice tutta l’ eurozona, perchè il problema chiaramente evidente e che le banche non possono reggere se gli stati non reggono. Quindi prima debbono reggere gli stati e poi reggeranno anche le banche e non viceversa. Gli stati non possono reggere in una situazione con tassi di interesse tanto alti e con recessioni tanto profonde, contestuali; i tre mesi di tempo che Soros ipotizza, sono troppi, e vanno solo a suo vantaggio, questi incapaci che guidano l’ Europa e i loro degni corifei che siedono nei vari governi locali, hanno, (abbiamo) solo pochi giorni e forse ancora meno.

  15. paperino

    x Alberto:
    i soldi di per se’ sono pezzi di carta: valgono in funzione delle cose che con essi si possono scambiare. Se le cose disponibili all’acquisto sono ritenute non piu’ dei valori ma delle enormi rotture di coglioni (e alzi la mano chi non abbia almeno in un momento di luce pensato che a questo punto siamo arrivati), i soldi, per quanti se ne stampino e se ne prestino, non valgono piu’ nulla, le fabbriche che le producono non valgono piu nulla, le banche che costituiscono i crocevia di scambio dei valori non servono piu’ a nulla. Serve solo saper maneggiare la vanga, e/o un fucile.
    Trovo illuminante la parte di questo articolo di Joseph Tainter che parla di complessita’ e della decadenza dell’impero, siamo noi fin quasi nei particolari:
    http://www.oilcrash.com/italia/complex.htm

  16. Francesco P

    Quando il debito pubblico è elevato e/o l’economia non cresce si realizza una sorta di abbraccio mortale fra Stato e sistema bancario. Se le banche falliscono fallisce lo Stato, se lo Stato fallisce falliscono le banche. Spagna ed Italia sono perfetti esempi delle due situazioni opposte.

    Il salvataggio delle banche spagnole costerà un occhio della testa ai cittadini europei senza garanzia di successo perché non è detto che l’economia spagnola riesca a risollevarsi; la Spagna non ha un sistema industriale votato all’export e quindi non può risollevarsi se non puntando sulla crescita del mercato mercato interno. Non può certo riuscirci con politiche di austerità, quelle che piacciono all’UE ed al FMI in cambio di aiuti. Nonostante gli aiuti, il sistema bancario spagnolo rimane – a mio avviso – a rischio fallimento per il prevedibile incremento delle sofferenze e l’ulteriore svalutazione degli asset immobiliari. In caso di fallimento delle banche, anche lo Stato spagnolo capitolerà.

    Al contrario l’industria italiana garantisce un importante contributo alla bilancia commerciale. Ma l’Italia è destinata alla de-industrializzazione ed al fallimento a causa del debito pubblico e della spesa pubblica oscena per quantità e qualità. In assenza di cambiamenti di rotta radicali, il fallimento dello Stato trascinerà le banche italiane nel baratro.

  17. MARIO

    @G.R.Albertazzi
    TROPPO GRANDI PER FALLIRE???… NON CREDO PROPRIO.. TECNICAMENTE LO SIAMO GIA’!!! E COMUNQUE SONO I CITTADINI, CIOE’ NOI, GLI ITALIANI AD ESSERE GIA’ FALLITI!!! MA NON VEDETE CHE I CONSUMI SONO NON FERMI MA BENSI’ REGREDITI IN MODO IMPRESSIONANTE.. NON SI TRASPORTANO PIU’ MERCI LE AUTOSTRADE SONO SEMIDESERTE, LE IMPRESE GRANDI-MEDIE-PICCOLE-PICCOLISSIME SONO ALLO STREMO… DEVO DARE RAGIONE A GIGI.. E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI FAR SALTARE IL BANCO E RICOMINCIARE DA CAPO!!!

  18. maurizio scuccimarra

    io penso che abbiamo individuato chi ha creato la crisi, ma dobbiamo cominciare fortemente ad individuare chi vuole ancora questo stato di cose. Cioe’ chi ci guadagna.Quali sono i gruppi o le persone internazionali che stanno fortemente guadagnando da questo. E’ chiaro ormai a livello europeo, qualcuno VUOLE i nostri soldi. E mi sembra di assistere ad una guerra mondiale finanziaria. Quella che qualcumo non sapeva come si sarebbe combattuta.

  19. marco

    Tutti bravissimi ormai a predire tempi bui, più difficile dirle nel 2003 quando abbiamo intersecato le curve della nostra produttività con quelle francesi e tedesche…colla differenza che il nostro debito, a differenza del loro era già superiore al 100% del PIL!
    O ad osservare il salvataggio Alitalia ed i 7 anni di scivolo per assistenti di volo e Hostess nel 2008 e la successiva inerzia ad osservare la crescita del numeratore (spese) ed il calo del denominatore (PIL) fino a realizzare il 120% del pil tuttora in crescita: PURTROPPO HO SENTITO SOLO CORETTI DI ENTUSIASMO PER UN TRIENNIO DI CONTI A POSTO 2008-2011 e adesso è tutto urgente e molto più grave ma i saggi sono in piena effervescenza e pieni di oroscopi cupi. Come mai? vogliamo iniziare i tagli Come? con la stezza leggerezza e determinazione con cui si inchippettano i contribuenti più fedeli tipo i pensionati ed i dipendenti pensionabili ora a 67 anni.
    Aeroplani da combattimento? Maserati ai generali? Caserme? scuole dismesse? sindaci per 1000 abitanti? Regioni da 300.000 abitanti? portaborse? TUTTO OFF LIMITS e chiacchiericcioooooo Liberalizzare notai? Avvocati? farmacie? tassisti? Vendere Eni? Snam rete gas? Enel? Terna? Cassa Depositi e Prestiti? Le municipalizzate? le partecipazioni in genere? MANANA? vogliamo piantarla e spingere e supportre il governo ad AGIRE per la nostra salvezza?

  20. silvano

    A proposito delle cause della grande depressione del 29…
    “L’economista John Kenneth Galbraith ha individuato almeno cinque fattori di debolezza nell’economia americana responsabili della crisi:
    cattiva distribuzione del reddito;
    cattiva struttura, o cattiva gestione delle aziende industriali e finanziarie;
    cattiva struttura del sistema bancario;
    eccesso di prestiti a carattere speculativo (Margin);
    errata scienza economica (perseguimento ossessivo del pareggio di bilancio e quindi assenza di intervento statale considerato un fattore penalizzante per l’economia).”
    …Non mi sembrano molto diverse dalle attuali.

  21. paperino

    x alberto:
    Secondo me la domanda e’: come possiamo fare per costringere lo stato, che al momento ha tutta la forza fisica che puo’ usare contro di noi, ad andare contro il SUO interesse che e’ ormai opposto al nostro, e regredire? Negli ultimi 30 anni abbiamo provato TUTTI i partiti, ma il risultato non e’ cambiato se non marginalmente, lo Stato, con prelievi attuali oppure futuri a debito, ha sempre aumentato la dimensione delle sue fauci e del suo stomaco, mangiandosi il nostro cuore e il nostro cervello. Abbiamo provato pure i tecnici (non solo i correnti, ma anche Ciampi e Dini negli anni ’90, oltre a politici-tecnici come Amato, Visco, Tremonti e Padoa-Schioppa), che hanno dimostrato tutti di essere ancora piu’ spietati ed esosi nei confronti dei cittadini, e attenti SOLO all’interesse dello Stato, anche dopo che questo e’ diventato un tumore in metastasi.
    Come opporsi pacificamente e far sentire le nostre ragioni di fronte a questa bestia cieca, irragionevole e affamata che ormai non si fa piu’ scrupolo, con i pignoramenti e le vessazioni, a tutti i livelli dal Comune allo Stato centrale, di usare la violenza fisica nei nostri confronti, senza piu’ porre alcun limite alle sue pretese? Prendendoci pure in giro?
    La misura e’ colma.

  22. marco

    @silvano
    Beh non vorrei banalizzare, ma quando le persone sono oneste e intelligenti non divergono molto nelle analisi, semmai lo sono nell’individuazione delle soluzioni sulla base dei tempi che si danno, o nel coraggio, o nel bagaglio culturale.
    Purtroppo devo dire che non ci troviamo in quelle condizioni
    la principale carenza che abbiamo sta nella qualità dei cervelli che abbiamo a disposizione: molto LIMITATA e vituperata spedita all’estero per vuoto pneumatico di meritocrazia fino ad ostacolare i migliori per evitare criticità per i mediocri (vedasi i casi Generali, Mediobanca, MPS, BPM senza trascurare Eni ed Enel o Fiat solo per parlare della quotidianità) quanti meridionali emergono nelle PMI lombarde? o venete? dove c’è un PARUN
    la seconda è la disonestà intelletuale, la maggioranza infatti appartiene a chiese di cui difende la religione al di là di ogni evidenza
    Quando le analisi vacillano le decisoni diventano impossibili
    LA CHIAVE DELLA RISCOSSA STA IN TROPPE TASCHE forse solo un quinquiennio di Robespierre ci potrebbe restituire un paese pronto a ripartire

  23. lionello ruggieri

    Perché tutti i lettori di questo blog si agitano e preoccupano del futuro? Il loro adorato Giannino non fa che ripetere come un disco rotto che occorre ridurre l’intervento dello Stato, che occorre lasciar fare ai privati, che il mercato si regola e sistema da solo. Adesso devono solo aspettare qualche mese e poi, secondo i Soloni che parlano e scrivono ovunque, gli Stati fallendo smetteranno di intromettersi, non avranno la forza per imporre gabelle e il mercato, questo Dio onniscente, rimedierà a tutto eliminando le aziende decotte, i prodotti inutili e gli sprechi. Ed eliminerà anche molti inutili disoccupati (come in Usa nel ’29) grazie alla selezione naturale dei più deboli. E’ il liberismo che è fallito per la quarta volta. Quando lo capirete che non funziona, non ha mai funzionato e non funzionerà mai? E che impone sempre inutili e altissimi costi sociali. L’economia liberista è come una grande portaerei modernissima in cui ogni marinaio, ogni tecnico, ogni sottufficiale ed ufficiale decide liberamente cosa usare, quando usarlo e come usarlo: il suo destino oscillerà tra l’immobilismo, la sorte del Bounty e la Costa Concordia. L’economia, come ogni e qualsiasi organizzazione pubblica e privata, va diretta e regolata verso obiettivi predefiniti e chiari utili alla collettività.

  24. G.R.Albertazzi

    @MARIO
    Mario, il mio era solo fievole auspicio !!!
    È vero che i consumi regrediscono, oggi però ho avvertito in autostrada un sostenuto traffico di TIR (faccio quotidianamente A1 MO nord BO Casalecchio), di sicuro ti posso confermare che di bisarche ne vedo poche.
    Situazione aziende, fino a pochi mesi fa il clima era “incazz…o”, oggi siamo allo scoraggiamento totale, aggiungiamo pure i danni del terremoto.
    Onestamente sento che qualcosa mi sfugge dal contesto, pensare di fare saltare il banco mi pare eccessivo pensi ad una sorta di implosione del sistema?, allora tutti dovremmo andare subito a coltivare l’orto con verdure più qualche gallina.
    Ciò che mi sorprende di più sono le “poche” manifestazioni a sostegno del disagio anche in sociale che cè in giro.
    Personalmente gradirei alcuni provvedimenti:
    – gabbie salariali per il pubblico impiego
    – taglio pensioni della politica, e bypass sul “totem” dei diritti acquisiti con idonei provvedimenti
    Capisco che tutto non si può fare subito, ma un segnale forte va dato. Ritengo che il governo oggi abbia nuovamente una qualche arma di “ricatto” nei confronti del parlamento. Lo spread cresce, la politica si prende paura e di sicuro non lo mandano a casa. L’assaggio lo sta già facendo con la RAI (altro immondo carosello), se la politica la vuole gliela vendiamo e così almeno tornano a casa i “rimborsi elettorali”.
    Servono provvedimenti S U B I T O !!! e non le ultime trascrizioni delle deposizioni delle escort. Con queste menate qua la stampa non ha fatto altro che imbottire il popolino di gossip. Che irresponsabili ed adesso tutti a scrivere libri sulle cose che non vanno, ma prima tutti questi fenomeni dov’erano? a mendicare attici in affitto a equo canone da qualche ente previdenziale?
    Scusate lo sfogo, auguro buon lavoro a tutti

  25. sergio

    Buongiorno,si parla sempre,giustamente di evasione fiscale ,causa dei nostri mali;a tal proposito ,però,ho alcuni dubbi che sarei grato se mi potessero essere chiariti.
    La lotta all’evasione fiscale è sacrosanta e doverosa,per giustizia verso chi le tasse le paga;secondo fonti economiche l’evasione fiscale in Italia è valutata intorno al 28% del PIL , di cui circa il 40% ,pari al 11% del PIL, riferibile alle attività della criminalità. Considerato che il PIL è circa 1.600 miliardi di euro ,mi chiedo come si possa pensare di recuperare circa 180 miliardi/anno facendo pagare le tasse alle organizzazioni criminali per le sue attività illecite e quindi non ammissibili dalla legislazione.
    Non sarebbe più corretto dire che l’evasione ,quella recuperabile, è pari a circa il 12-13% del PIL ,atteso che una evasione del 3% è da ritenersi non eliminabile?

  26. Alberto

    Vede caro paperino, colgo la sua provocazione sul valore del pezzo di carta (moneta) come mezzo di scambio, relativo al benessere che può fornire il bene derivante dallo scambio e le rispondo che in parte sono d’ accordo, ma questo aspetto del problema, appunto relativo al valore suesposto, implica l’ allargamento del discorso alla complessità davvero al di fuori della portata di qualsiasi analisi preventiva, di tipo speculativo o meccanicistico, se riferita all’ attuale complessità delle nostre società.
    Ciò premesso, qui c’ è da risolvere una dicotomia relativa ad un problema cogente, che riguarda l’ orizzonte temporale di breve e medio termine delle società opulente; questo problema presenta aspetti fortemente critici e forieri di sviluppi potenzialmente devastanti. @paperino

  27. Claudio Di Croce

    @sergio
    Mi potrebbe spiegare – e come lei le migliaia di persone che parlano continuamente di evasione fiscale – da dove prende i dati sull’evasione fiscale i cui
    importi denunciati da tutti quelli come lei crescono ogni giorno . E crescono in parallelo alle lamentele dei contribuenti sull’enorme carico fiscale .Più aumenta il furto fiscale e più i beneficiari delle tasse ripetono il mantra che se tutti pagassero le tasse questa diminuirebbero . Sento questa frase da quarantanni e il furto fiscale è sempre aumentato in % e in valore assoluto e non è mai diminuito . Per sua natura l’evasione è un valore nascosto ma i soloni – quasi tutti beneficiari del malloppo fiscale – hanno sempre una formula magica per determinarlo , sempre in aumento , per giustificare la crescente rapina fiscale .

  28. sergio

    @Claudio Di Croce
    I dati cui mi riferisco non sono certo opera mia, ,che ignorante in materia ,leggo su articoli specializzati quanto desta la mia curiosità.In particolare i dati da me riportati possono essere trovati su un interessantissimo lavoro di Ardizzi, Petraglia, Piacenza e Turati,che la Banca d´Italia ha pubblicato in Aprile, nella serie “Temi di discussione”, e che tenta di dare misura dell´economia sommersa italiana, tra il 2005 e il 2008, secondo cui il peso della economia sommersa dovuta all´elusione ed evasione fiscale arriva al 16.5% del Pil, se si fa una media nel periodo considerato. A questo va aggiunto un 11% circa legato all´economia criminale in senso stretto.
    Concordo ,poi, con Lei,circa la assoluta validità di questi dati,ma questo non fa che confermare i miei dubbi esposti sul DOGMA EVASIONE.

  29. Giorgio

    @silvano
    Assenza dell’intervento statale nell’economia? Silvano, ma che film ha visto? Galbraith si riferiva a una crisi scoppiata quasi un secolo fa. Nel frattempo il peso degli Stati nell’economia delle nazioni non ha fatto che crescere, e pensare di risolvere il problema aumentandolo ancora è assolutamente irrealistico. A meno di non auspicare una totale nazionalizzazione di tutte le attività economiche, ma mi pare che questa strada sia già stata tentata in altri contesti e con risultati non brillantissimi.
    Per il resto, mi pare che l’analisi sia più da bar sport che da economista. “Cattiva distribuzione del reddito, cattiva gestione delle aziende industriali” che significa? Certo che se al posto di tutti quei “cattivi” si mettono dei “buoni” la situazione migliora, ma bisognerebbe vedere COME farlo. Con più Stato nell’economia? Non credo proprio.

  30. giano

    Salvare, a carico dei contribuenti europei, le banche spagnole esposte nel settore immobiliare turistico, che è il tipico settore del riciclaggio del denaro sporco, non è salvare l’euro, ma la malavita.

    20120613h1603 CLINT

  31. roberto

    @marco
    Salvataggio Alitalia ? Diciamo che è stato il salvataggio di Banca intesa stramaledettamente esposta con Alitalia / Air One .
    Chiedere a Passera !
    Trattasi di esempio tipico di come scaricare un fallimento sui contribuenti .
    Oggi la stessa cosa si ripresenta con Fon-Sai e Unicredito .

  32. Alberto

    E’ solo uno dei tanti casi assurdi che accadono nell’ eurozona; quello più assurdo e macroscopico è il prestito di denaro pubblico all’ 1% ad enti privati, che poi acquistano, guadagnando il 3%-5%, titoli pubblici. Cioè nel nostro caso, noi tutti paghiamo il 4%-6% e loro invece l’ 1%; ci starei anch’ io a queste condizioni così vantaggiose, ma soprattutto le aziende e l’ economia reale, il problema è che poi la nostra competitività darebbe fastidio a qualcuno. @Marco Tizzi

  33. Claudio Di Croce

    @sergio
    Non pensavo che lei si fosse inventato i dati ma ,ripeto, i professori che danno i numeri , potrebbero spiegare come li ottengono ? Per sua natura il sommerso, nero , chiamatelo come volete , sfugge alle rilevazioni altrimenti non si spiegherebbe come mai esiste da sempre in tutti i paesi del mondo . Volevo solo fare osservare che il mantra dell’evasione fiscale aumenta di tono e di volume quando i sudditi si lamentano del furto fiscale che subiscono e le cifre dei ” professori ” sull’evasione fiscale aumentano in proporzione .

  34. giuseppe

    @sergio
    Per avere una controprova mettiamola anche così.
    La Francia ha un Pil di 2000 miliardi, l’Italia di 1600.
    Questi quattrocento miliardi ci stanno tutti.
    Almeno per quel che io conosco la Francia.
    Allora,non dico che in Italia non c’è evasione, perché c’è.
    Ma c’è anche in Francia. Ma i loro burocrati non stanno con la canna del fucile spianato, se no non arriva loro lo stipendio da trentamila euro.
    Perché sono abituati a spendere quello che hanno, non quello che non hanno. Potrei poi affermare che le società no profit in genere fanno cinque miliardi di imposta evasa l’anno, e di questa almeno tre o quattro generano un nero, che spesso ritorna alla politica. Lo sanno tutti i commercialisti di questo blog, come lo sa anche lo Stato. Ma piuttosto che verificare bilanci falsi da milioni di euro, preferisce ammazzare quelli che sono già mezzi morti.

  35. sergio

    @giuseppe
    Quello che mi appare dalla lettura dei dati forniti dai “tecnici esperti” e da quanto da Lei postato ,conferma i miei dubbi sulla”speculazione strumentale dell’evasione”,che sicuramente c’è ,esiste e va combattuta con tutti mezzi,ma che forse è anche utilizzata per fini molto meno “nobili” rispetto a quelli sbandierati,giustificando impostazioni fiscali e legislative in genere, altrimenti improponibili.

  36. paperino

    @lionello ruggieri
    L’economia liberista è come una grande portaerei modernissima in cui ogni marinaio, ogni tecnico, ogni sottufficiale ed ufficiale decide liberamente cosa usare, quando usarlo e come usarlo: il suo destino oscillerà tra l’immobilismo, la sorte del Bounty e la Costa Concordia. L’economia, come ogni e qualsiasi organizzazione pubblica e privata, va diretta e regolata verso obiettivi predefiniti e chiari utili alla collettività.

    Tutto vero, pero’… quando tu consideri la portaerei, consideri solo un infinitesima frazione della complessita’ di cui e’ composta, dato che ogni sistema che la compone ed e’ direttamente comprensibile e regolabile dalla sua catena di comando, e’ composto a sua volta da miriadi di sottosistemi ognuno dei quali piu’ complicato della macrostruttura della portaerei stessa, in una cascata vertiginosa di ricorsioni.
    Una tale complessita’ totale e’ alla portata della normazione solo di un Dio con la maiuscola, non degli uomini: oppure ci deve essere un meccanismo, flessibile, di autoregolazione: ogni parte (pensa al tutte le fasi della costruzione di una semplice matita a partire dalle materie prime, e la matita e’ solo uno dei miliardi di componenti di una portaerei!) deve adeguare il suo ciclo vitale e il suo comportamento a condizioni di contorno che mutano in modo imprevedibile.
    Non a caso esiste un vecchio articolo dello stalinista Koestler circa i fallimenti cui va necessariamente incontro la tentazione autoritaria e pianificatrice della politica totalitaria: “comunismo, il Dio che ha fallito”.
    Invece di soffermarci a perdere tempo su queste visioni della societa’ allettanti in quanto illusoriamente bucoliche e semplificatrici, secondo me dovremmo chiederci quanta ulteriore complessita’ e’ ancora in grado di digerire la nostra societa’ e i poveri esseri che la compongono senza esserne lei stessa digerita.
    Il grado di complessita’ che stiamo raggiungendo e tentando di superare puo’ autosostenersi con l’attuale grado capacita’ di autoorganizzazione dei sottosistemi che lo compongono, oppure no? La mente umana e’ in grado di vivere in modo appagante in un mondo cosi’ o per riuscire a farlo deve necessariamente riempirsi di droghe che ne aumentino la capacita’ attenuando contemporaneamente l’angoscia?
    Ecco, forse i sistemi totalitari a pianificazione centrale (perche’ questo sono necessariamente di fatto, cosa che sembra non attirare la tua attenzione) un vantaggio ce l’hanno: rendono impossibile superare un certo livello, minimo, di complessita’, prima di collassare, rendendo forse la caduta che segue al collasso meno rovinosa, dato il punto di partenza molto piu’ basso.
    Tutta la vita e’ cosi’: un continuo tentativo di adattamento a condizioni al contorno che mutano e si adattano, in modo imprevedibile e creativo, esse stesse.
    In effetti, ansiogeno.
    Ma nascondere la polvere sotto al tappeto non risolve il problema.

  37. lionello ruggieri

    @paperino
    NO. Non parlo di pianificazione, ma di programmazione (invocata anche da Ugo La Malfa e dal PRI). La similitudine con la partaerei è usata proprio per confrontare la complessa struttura di una grande nave dalle molte funzioni e con 5.000 membri dell’equipaggio con al tra struttura molto più grande ma che si vuole affidare, contro ogni logica, alla arbitraria volonta di milioni di singoli ognunio dei quali tira in una direzione diversa. A parte il fatto che i famosi autori liberisti (Smith, Stuart MIll, Pareto ecc) non si sono mai sognati di dire sciocchezze del genere.. Non può funzionare come non può far navigare utilmente la “piccola” nave citata. Inoltre, stando ai liberisti, le iperaziende che fatturano molto più del PIL di molti stati e che hanno moltissimi dipendenti (superando la popolazione di molti statarelli come Islanda, Montecarlo, Mongolia; Samoa, ecc) funzionano benissimo venendo diretti da pochi manager e azionisti. Perché non può accadere negli Stati se si trovano politici onesti e competenti? E se la classe politica è disonesta come si può pensare che un mercato possa funzionare utilmente? infine non riesco a dimenticare come tutti i liberisti (nuovi e vecchi) appena arriva una crisi corrono ad implorare lo Stato perché impedisca al mercato di regolarsi da solo distruggendoli. Per non parlare del costo sociale che questa pretesa onnipotente ed onniscente forza dei mercati impone ai popoli.

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