2
Feb
2026

Ragione e sentimento

La cronaca nazionale ha riportato la vicenda accaduta a La Spezia dello studente di 18 anni accoltellato e ucciso da un compagno di classe 19enne, a scuola, durante la lezione.

Un fatto drammatico, tragico, la scuola si trova a pochi metri da dove abito. Il cordoglio della città è stato forte ed intenso tanto che è stato dichiarato il lutto cittadino, e la cerimonia funebre è stata trasmessa dalla principale televisione locale.

In tutte le classi di ogni ordine e grado è stato rispettato un minuto di silenzio. In seguito all’accaduto, il ministro dell’istruzione Valditara ha autorizzato con decreto la possibilità di introdurre, su richiesta dei singoli istituti, il metal detector nelle scuole.

Mi sono chiesta: cosa posso dire alle mie bimbe di 8 anni? La prima cosa che mi è venuta in mente è stata il ricordo dei dati degli omicidi nel nostro paese, il mio pensiero è andato lì. Nel 1990 in Italia sono stati commessi circa 1800 omicidi, nel 1991 quasi 2000, nel 2024 sono stati circa 320. In 30 anni il numero delle morti violente è calato dell’80 %, siamo, con Malta, il paese europeo in cui si muore di meno per morte violenta. Non voglio addentrarmi nei motivi di questo primato positivo. Ma non mi risulta che questo dato sia stato reso noto, condiviso e valutato: i naturali e comprensibili sentimenti di dolore e tristezza per quanto accaduto hanno, subito dopo, lasciato il campo al più cupo e totale pessimismo, ai commenti e agli editoriali sulla disperazione, sulla crudeltà e sulla violenza della società in cui viviamo, anche se i dati non ci dicono questo.

Certamente c’è un dato che rattrista e preoccupa ed è relativo alle carceri minorili: dal dopo Covid ad ora, i detenuti minori sono aumentati del 30% e ciò anche per effetto del cd. decreto Caivano. Ma tale decreto è stato voluto dal governo e questa stretta sulla delinquenza minorile, che certamente rappresenta un problema reale, si suppone sia condivisa dalla maggioranza degli italiani.

Poi ho pensato alle parole di Margaret Thatcher riportate nel film “The Iron Lady”, quando il medico le chiede: “Come si sente?” e lei risponde: “Come mi sento? Ecco, la gente ora non pensa più, sente. Il grande problema della nostra era è che siamo governati da persone che si preoccupano più di cosa sentiamo, dei nostri sentimenti, piuttosto che dei pensieri, delle idee. Chiedimi cosa penso, non come mi sento. Penso che i ragionamenti diventano parole, che le parole diventano azioni, che diventano poi abitudini che formano il nostro carattere, e il nostro carattere determina il nostro destino. Noi diventiamo quello che pensiamo e, perciò, rispondo che io penso che oggi sto bene”.

Alla fine, ho detto alle bimbe che qui in Italia, per fortuna, vengono uccise poche persone, quando era piccola la mamma, invece, molte ma molte di più, e per questo non devono avere paura, ma che a scuola non può, non deve succedere una cosa del genere e che avevano fatto bene in classe a commemorare quel povero ragazzo.

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