11
Dic
2010

Bunga Bunga Bonds

A giudicare dalle apparenze l’Italia sembra un paese dove c’è ancora tanto grasso che cola: sindacalisti pignoli disposti allo sciopero quando il management rimodula i turni di lavoro, studenti che invocano più soldi alla scuola occupando strade e ferrovie con sommo disagio da parte dei pendolari e senza particolare opposizione da parte delle forze dell’ordine (le quali ovviamente sono “fasciste” per definizione, nonostante una blanda impassibilità nei confronti di chi interrompe pubblici servizi e viola la proprietà privata), politici indecisi se far cadere o far tentennare il governo, andare a nuove elezioni o coagulare nuove coalizioni. Del resto, come diceva Chuck Prince, l’ex CEO di Citibank, “As long as the music plays you have to get up and dance, and the music is still playing…” (una citazione che da sola spiega meglio di cento paper il moral hazard e la socializzazione delle perdite).

I mercati però devono aver cominciato a gettare un occhio oltre i festini di capodanno, se lo spread BTP–Bund è arrivato a superare i 200 basis point per la prima volta dal 1997. In primavera, la Spagna dovrà rifinanziarsi pesantemente e nel corso del 2011 la Repubblica Italiana dovrà chiedere, cappello alla mano, oltre 300 miliardi di euro. Se proprio non vogliamo farci andare a traverso il panettone stiamo pure zitti, ma senza una bella botta di fortuna sarà necessaria l’ennesima manovra correttiva. Abbonderanno le proposte demagogiche, del tipo: facciamo pagare “la rendita”, aumentiamo l’aliquota sui profitti finanziari. Diciamo le cose come stanno: soltanto uno stolto può pensare che incrementare le tasse sugli interessi sia la cosa giusta da farsi. L’unico margine di manovra che attualmente rimane all’Italia è l’elevato livello di risparmio domestico, e chiedere in prestito soldi ai cittadini prospettandogli un aumento di imposta (ovvero una riduzione del rendimento netto) è semplicemente “tafazziano”.

I capitali esteri, da che mondo è mondo, sono più volatili e una politica monetaria estremamente accomodante ha ridotto il costo della speculazione a livelli infimi. Praticamente nulli, visto che è possibile andare in leva allo zero virgola qualcosa e vendere CDS su debiti sovrani con la garanzia che Trichet interverrà a sostegno. Sarebbe quindi cosa buona e giusta evitare di creare un clima che ingeneri aspettative fortemente negative, non dico nelle menti di crudeli squali che nuotano nel mercato (i quali sono poco inclini a credere ai politici), ma nei risparmiatori domestici, a partire dal più scafato degli imprenditori fino a includere la nonnina novantenne. La quale avrà pure la quinta elementare (e non il titolo di “dottò” come i precari aspiranti burocrati) e conoscerà soltanto le quattro operazioni, ma ne ha viste abbastanza da aver sviluppato il fiuto necessario che le consente di sentire quel certo odor di letame attorno allo stato delle finanze pubbliche e dell’economia che spinge gli individui a favorire la prudenza e a preoccuparsi delle proprie sorti a breve termine e poco più. Paradossi dei keynesianimo mili–tonto: andare in piazza chiedendo deficit spending a colpi di sanpietrini riduce gli “animal spirits” e aumenta la “preferenza per la liquidità” …

Intanto l’Unione Europea con l’ausilio dell’IMF ha già predisposto l’ennesimo piano sposta-sfiga. Dall’Irlanda al prossimo dei PIIGS (è riapparsa una “I”). Vi è anche qualche probabilità che i suddetti si trasformino e diventino “BI–PIGS” o “PI–BIGS” visto l’esaltate andamento dei titoli di Stato belgi.

In ogni caso, se le cose dovessero peggiorare e l’unione monetaria dovesse tendere al collasso, per i nostalgici della lira verranno predisposte delle speciali emissioni di Bunga Bunga Bonds (rating BBB ovviamente…) che consentiranno una transizione indolore, un rilancio dell’export grazie al nuovo cambio svalutato, e l’ampliamento delle prestazioni sociali. I ricercatori del nulla che avanza sono invitati a scendere dai tetti e a sollevare le terga dai binari per prenotare un posto da sottoscrittore in prima fila alle Poste.

24 Responses

  1. Articolo ineccepibile ma la rapacità e il parassitismo dei nostri politici è senza limite. Se considerazioni di ordina razionale si applicassero alla loro politica non saremmo giunti a questo punto così vicino al default. Quindi la “rendita” appare loro come un bel gruzzolo cui attingere per foraggiare le clientele di un nuovo partito e di un nuovo polo che si affacciano sulla scena. Mentre lo scivolamento verso posizioni “cubane” dell’opposizione trova nella “rendita” l’untore cui addossare tutti i guai

  2. Salvatore Varco

    mmm… Credo che la “botta di fortuna” sia l’unica via che ha lo Stato per salvarsi.

    Rebus sic stantibus, tutte le altre opzioni potrebbero portare a… guardate, non ci voglio neanche pensare

  3. Orazio

    Ma mandare tutti a stendere e riprendersi la propria moneta no????
    Ripristinare la propria autonomia a tutti i livelli prima di precipitare nel baratro non è sensato?
    Evidentemente faremo la fine dell’Argentina, anzi peggio.
    Loro almeno hanno le materie prime, noi invece o sole!!!!
    Evidentemente, mi scusi se lo dico ma, di tutto questo non ne ho mai sentito parlare, anzi mi sembra che del giro Lei ne faccia parte.
    Ora mai o si comprende che stiamo lentamente ma inesorabilmente arrivando al disastro economico/sociale oppure si fa finta di non vedere nulla….
    saluti.

  4. Attilio

    Orazio, ma davvero lei crede che tornare alla lira risolverà i problemi? Forse abbiamo dimenticato gli anni bui del pre-default? Oppure scambia il benessere degl anni 80, quelli in cui il debito pubblico galoppava, con la stabilità monetaria della liretta?
    Teniamoci stretto l’euro, finchè c’è. E pensiamo ad adottare una politica di bilancio solida alla tedesca, e vedrà come il disastro economico/sociale sarà evitato, con sommo beneficio di tutti.

  5. Attilio

    L’euro avrà anche dei difetti, ma si poggia su un presupposto di ferro: tutti i paesi devono adottare misure atte a ridurre il gap di produttività tra i vari paesi. Sfida epocale, ma necessaria e salutare, che prima si risolveva con la molto più semplice svalutazione competitiva. In altre parole, l’Euro ci costringe ad essere virtuosi. La liretta invece ci dava la scusa di rimettere ai figli i debiti dei padri.

  6. Partitelli di sinistra, sindacati, guppo editoriale Repubblica-Espresso ecc.

    Ecco i responsabili del battage propagandistico che spinge le menti piu’ labili e le anime piu’ semplici a salire sui tralicci, a sedersi sui binari e a lanciare sanpietrini.

    Ecco gli animatori di quella fetta di popolo schiavizzata e tartassata, convinta che piu’ Stato significhi piu’ benessere.

    La spirale perversa fatta di :

    – demagogia degli statalisti che spinge il popolo a chiedere piu’ di cio che e’ disponibile, ottenendo in cambio consensi e poltrone,

    – crescita smisurata della stessa casta statalista che si autogratifica divorando cio’ che sottrae al popolo stesso, e anche di piu’,

    questa e’ la vera causa del debito pubblico italiano.

    E quando arrivera’ il giorno fatale in cui la nave affondera’ ci si accorgera’ che lor signori (dirigenti dei partitelli di sinistra, dei sindacati, del guppo editoriale Repubblica-Espresso ecc.) saranno stati i primi ad abbandonare la nave, portando in salvo le ricchezze accumulate sulla pelle dei tapini che hanno abbindolato nel corso dell’ultimo mezzo secolo.

  7. bha Claudio, secondo me nella tua lista dovresti includere più personaggi (perchè nella propaganda e nella mistificazione-perversione della realtà l’italia ha fatto e continua a fare storia).

    Le persone che salgono sulle “cime” non sono menti labili, ne tantomeno semplici o sempliciotti, non si deve usare questa forma umiliante di pietà.
    Sono persone che agiscono in questo modo perchè si fidano delle informazioni che gli vengono passate dalle persone che scelgono come riferimento, spesso senza neanche porsi il problema di riflettere sulla bontà dei ragionamenti e delle fonti in virtù della fiducia riposta.

    Il sistema lo devi mantenere “sano”, quando qualche “batterio” solleva dubbi credibili, partono gli “anticorpi” e si inizia denigrando il dubitante e opponendo fumosi ragionamenti, mistificazioni, complotti, e quanto si è capace di attingere dall’evoluto “DNA” per sottrargli credibilità.
    La persona che non attinge ed elabora i dati diretti resta sistematicamente confusa e tendenzialmente si fiderà di una persona conosciuta perchè per dichiarazioni portatrice dei propri interessi (il sistema rimane “sano”).

    Questo organismo sopravvive fino a quando:
    – la sua struttura rimane di difficile comprensione ai più
    – le informazioni in genere sono difficilmente e saltuariamente reperibili in una forma facilmente elaborabile
    – gli anticorpi vengono coltivati e clonati in economie di scala
    – alle dichiarazioni non si pretende di rendere chiaro il seguito dei “per-come”
    – non cambia la metrica per misurare il peso degli eventi

    Se l’Italia va in default probabilmente si sacrificherà un pezzo del sistema per mantenere il resto “sano”. Così è successo all’anno 0 (unificazione), al 60°, al 103°, al 110°, al 129°, al 132° e così sarà nel 150° (volendo essere pignoli si perderebbe mooolto più tempo allungando la lista delle date importanti).

  8. Orazio

    Gentile Sig. Attilio, io ho detto non di ritornare alla lira o nuova lira o come vuol chiamarla, ma di ritornare ad avere una NOSTRA MONETA, NON GRAVATA DA DEBITO. Ovvero di non dover pagare le Banche PRIVATE – SI HO DETTO BANCHE PRIVATE, come la Banda d’Italia, la B.C.E. la FED Americana, che emettono moneta e la metto a debito ovvero sul groppone dei cittadini e, che vanno ad innalzare sempre più quella che ormai si può definire una enorme bufala/truffa del debito pubblico.
    Negli anni 80, dovrebbe ricordare che avvenne il divorzio tra il Tesoro e la Banca d’Italia…con tutto ciò che consegue. Su internet vi sono informazioni particolareggiate su tutto quel che avvenne e che spianò successivamente la strada alle Privatizzazioni….altra rapina…
    Per quanto riguarda L’euro, non comprendo quello che Lei dice anche alla luce di quanto sopra indicato, sul fatto che abbiamo perso con i vari trattati che vi sono succeduti la nostra autonomia monetaria e non. Mi scusi se insisto, ma ritiene che rimanere in Europa sia ancora una buona scelta, posto che ormai è chiaro a tutti che i fini di tale creazione non sono stati a nostro favore ma bensì alle banche ed alle multinazionali?

  9. @Orazio
    Orazio: la piantiamo con queste assurdità sul signoraggio? Sono cose che non hanno alcun fondamento, a cui credono persone che fingono di essere esperti di moneta ma non sanno nemmeno se avere 1€ in tasca sia un’attività o una passività. Per metterla in termini semplici: la teoria del signoraggio è come la corazzata Potemkin di Fantozzi, non merita di esser presa sul serio, soprattutto quando invece si parla, come nell’articolo di Silvano, di problemi seri.

  10. Silvano:

    puoi dare più dettagli sul rapporto tra tassi di interesse e leva sui CDS? è una cosa che ho già trovato in letteratura (Adrian & Shin ci hanno fatto diversi paper, ma non mi è chiarissima.

    L’idea di Adrian & Shin è che se i tassi di interesse sono del 2%, io posso ottenere 98€ oggi promettendo 100€ tra un anno. Se aggiungo 2€ miei (leva 50:1), posso ottenere oggi 100€ oggi da investire, e tra un anno dovrò dare il capitale (100€) ai miei debitori o chiedere un prestito di 100€ al 2% per fare rollover.

    Quello che non capisco è da dove viene questo ragionamento. Se io posso guadagnare il 4% sul mio investimento, posso indebitarmi di 100€, ottenere 104€ tra un anno, e pagare 102€. Una leva infinita, dunque. Il tasso non influenza direttamente la leva.

    Ovviamente la influenza indirettamente tramite il moral hazard.

    Probabilmente non capisco alcune strategie di investimento “ai margini” e quindi mi perdo qualcosa del ragionamento…

  11. @Orazio
    Gentile Orazio,
    ti consiglio di guardare un po’ meglio gli statuti delle Banche Centrali, cercando di vedere come sì il capitale sia in definitiva (ma non in totale) di privati (il capitale della BCE è della banche centrali dei paesi partecipanti, che a sua volta è delle banche private ma dipendentemente dai paesi anche di enti territoriali dello stato), che però hanno solo diritto a un dividendo, mentre i soggetti che decidono sono tutti di nomina governativa, quindi espressione della politica e non di qualche tecnocraticismo avido come sembra tu suggerisca.
    Inoltre ti invito a cercare, su quegli statuti, il punto in cui è chiaro che il bilancio delle banche centrali a fine anno viene portato a pareggio dal tesoro del paese, cioè se la banca va in perdita, paga il ministero del tesoro, se la banca va in utile (che è il caso che tu indichi) l’utile è stornato al tesoro… quindi se esiste qualcosa che si possa chiamare signoraggio (e ho i miei dubbi) chi se ne avvantaggia non è una banca privata, bensì lo Stato.

    Che poi la politica protegga le banche non ci piove, ma non è un problema dell’euro in sé bensì di come è strutturata la politica.

    Infine, io ragionerei un po’ (cosa che hanno fatto molti in accademia ma mi pare nessuno per strada) sul perché l’Italia abbia voluto perdere l’autonomia monetaria: con questo debito e questa politica, l’autonomia monetaria significava rischiare che la banca centrale (che ripeto, è ente politico) si prostrasse allo stato stampando carta a tutta randa, con l’effetto di creare sfiducia sulla lira e quindi tassi più alti per lo stato italiano e in definitiva il suo fallimento.

    Finché non si capiscono queste cose non si può discutere, si fa solo casino.

  12. @Pietro Monsurrò
    mi pare che ti sei risposto da solo:
    per accedere all’operazione mi serve un capitale di 100.
    dispondendo di 100 solo domani, con tassi al 10% io posso indebitarmi solo per 90 e devo sganciare 10 di soldi miei (leva 1:10). così accedo all’operazione e guadagno quel che guadagno.
    con tassi all’1% io posso indebitarmi per 99 e sganciare solo 1 di mio (leva 1:100) e investo e vediamo che succede.

    ergo
    se il mio capitale disponibile oggi è 10 con tassi al 10% io accedo a una sola operazione con valore nominale di 100, se i tassi sono all’1% io accedo a ben 10 operazioni con valore nominale di 100 per un valore complessivo di 1000.
    se ci mettiamo che l’investimento è rischioso, al tasso dell’1% comunque io posso accedere ad esempio a 6 operazioni investendo 6 (nominale totale 600) e tendendo 4 di riserva, mentre al tasso del 10% probabilmente non mi azzarderei a operare (o opererei su una operazione frazionata del valore nomianle di 60).

  13. @Leonardo, IHC
    Se otterrò 100$ domani, il valore attuale dell’investimento al 10% di interesse è 90$, dunque posso indebitarmi di 90$ e restituire 100$ domani. In questo caso la leva è 10%.

    Oggi a me servono 90$, non 100$, perché il valore attuale dell’investimento è 90$. Dunque chiedendo 90$ in prestito posso comprare l’attività senza metterci alcuna equity: la leva è infinita.

  14. se trovi una banca che non ti chiede di avere nemmeno un euro da parte per poterti prestare i 90, o se nel fare questo giochino non hai nemmeno margini di garanzia da depositare, sì.
    ma nel mondo normale certe cose accadono forse solo a Tronchetti, tutti gli altri si frughino, quindi la leva non è infinita perché hai sempre un capitale da parte “immobilizzato” per poter accedere all’operazione.
    appunto: investi 6 e tieni da parte 4.

  15. Orazio

    Sig. Pietro, perché dice che il Signoraggio è un’assurdità, quale prova porta a conforto della sua tesi? Il fatto che Lei ritiene che è una bufala, lo può certamente dire, al momento siamo ancora “quasi liberi di esprimerlo” del resto, se ritiene di considerarlo come tale, è liberissimo di dirlo. Da parte mia non ritengo che il Signoraggio sia tutt’altro che una bufala ma questo è un mio pensiero suffragato da prove anche storiche. Mi permetto solamente di farle una domanda semplice semplice – se lo stato ha perso la possibilità di emettere moneta e su questo proprio non ci piove, coloro che lo stampano (banche private ) che garanzie danno a seguito di emissione di moneta, o meglio di cartamoneta a corso forzoso? Risponda onestamente a questa domanda e credo che qualche dubbio sulla sua granitica certezza le viene. Saluti

  16. @Orazio
    La prova che il signoraggio (qualsiasi cosa significhi) è una balla è molto semplice: sono le banche centrali a stampare moneta, in monopolio. Le banche centrali sono istituti di diritto pubblico, la cui politica è decisa da nomine pubbliche e nelle quali i privati per quanto presenti nell’azionariato non hanno nessun potere

    Mi sa poi che dietro questa storia si nasconda la solita assurdità che stampando moneta si crei ricchezza

  17. Orazio

    Gentile Sig. Leonardo, mi sono letto e riletto le sue riflessioni e devo dirLe che le ho trovate alquanto strane. Per entrare nell’argomento trovo bizzarra la sua affermazione di guardare negli statuti delle Banche centrali. Perché cosa pensa di trovarci, la prova delle loro malefatte? Del fatto che mettono in passivo l’emissione di moneta semplicemente stampata senza alcuna copertura? A ragione parzialmente sul punto che riguarda il fatto che, la suddivisione dei benefici del Signoraggio (come lei chiama dividendo) , arriva in una piccola percentuale anche nelle casse di un ente pubblico – Vedi INPS. Per il resto vedo che anche Lei conferma che le Banche sono tutte private ergo faranno sempre i loro interessi e non i nostri. Mi è oscuro quello che dice quando afferma che il bilancio delle Banche centrali viene portato in pareggio… Come ho scritto poc’anzi, se una banca speudo statale, mette in passivo una cosa che non può essere in passivo, quando mai un pezzo di carta chiamata moneta con costi esigui di stampa e ne viene richiesto il pagamento allo stato del suo valore nominale tramite aumento della tassazione diretta ed indiretta e sottoscrizione di bot, cct. Ecc. come può dire di mettere in pareggio????????? Dove lo vede l’utile che è stornato al tesoro o allo Stato? Io ci vedo molto utile alle banche private, non so Lei… Per quanto riguarda l’affermazione che la Banca Centrale è un’ente Politico lo trovo semplicemente arcicurioso. Diceva (Henry Ford) meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione.

  18. Vittorio Vezzola

    Il governo ha il diretto controllo della spesa e si è preoccupato solo di bunga bunga. Nel programma elettorale prometteva di dimezzare i parlamentari e abolire le province e non si è visto nulla. Il grasso che cola c’è solo per pagare le quote latte e gli assessori o per i doppi incarichi?

  19. @Orazio
    @Orazio
    allora ci daremo del lei. Comunque io parlo a lei per parlare ai tanti che la pensano come lei ma non si esprimono.

    Signor Orazio, lei parla per “io credo che”, mentre io le dico cose che sono nei documenti; lei parla del (supposto, senza che io entri nel merito) meccanismo del signoraggio, mentre io le parlo della destinazione dello stesso (dando per scontato che detto “signoraggio” esista). Quel che vede lei mi pare siano solo opinioni e sensazioni, non i fatti. Le mostro che una banca centrale è lo strumento dello Stato di gestire la moneta di cui è lo Stato che ha il monopolio di emissione, se non lo vuol capire e si fida solo di sensazioni e opinioni vada avanti come le pare fermandosi al primo passaggio (di chi è il capitale della banca centrale?) e senza ragionare sui passi successivi (chi nomina il governatore? a chi va l’utile netto della banca centrale?) oltretutto dimenticando molti particolari significativi (la politica sul tasso di cambio dell’euro non è decisa dalla banca centrale ma dal consiglio dell’unione, organo politico).

    Se lei vuol dar torto alle banche private in quanto tali a priori faccia pure; io non difendo le banche private, io le dico che esiste negli effetti una lobby fatta di politica e banche private, in cui queste certo hanno dei fantaggi schifosi, ma non sono le sole. Essere accecati da un odio verso le banche non permette di vedere quanto queste siano strumentali alla politica, e non permette di vedere i ritorni alla politica, anzi allo Stato, permessi dagli strumenti che qualcuno ancora scioccamente definisce “capitalistici”. Faccia pure la sua caccia alle streghe.

    Riguardo il passivo della Banca Centrale, signore, il fatto che la moneta vada nel passivo è normale, è semplice partita doppia, d’altra parte lo stato è il monopolista della moneta, la crea dal nulla, e se la crea in dare per poi prestarla ci deve essere la contropartita in avere, una sorta di “debito” che si annulla nel momento in cui la moneta torna alla banca centrale (e quindi sparisce, questo i signoraggisti lo dimenticano sempre). Il signoraggio come lo chiama lei è limitato alla componente netta di attivo che resta dopo questo giochino, e sono gli interessi, e se non lo sa adesso la BCE presta all’1% (e paga lo 0,25% oltre che i costi di funzionamento); che i problemi del mondo derivino da quell’1% di interesse sulla base monetaria (quindi il problema sarebbe una frazione di quel che si presentava solo qualche anno fa) sinceramente a me sembra una stronzata al pari di dire che la crisi mondiale è discesa solo dal fallimento di una parte marginale del mercato immobiliare di tre o quattro stati ai quattro angoli degli USA.

    Io non mi baloccherei con queste pagliuzze.
    osseqvi

  20. @ Orazio: prima di tutto il problema è lessicale perchè con signoraggio, nell’attuale sistema di emissione, si indica l’interesse sui titoli che gli Stati danno come contropartita all’emissione stessa e questa voce è indicata nel conto economico della BCE (sono circa 2 mld di euro). Lei invece indica il nominale della moneta circolante che secondo la sua teoria verrebbe corrisposto per intero dagli Stati agli “azionisti” BCE. Anche se fosse vero (e non lo è, ma ognuno è libero di credere a ciò che vuole) si tratterebbe di circa il 10% del PIL dell’Unione Monetaria pagato non tutti gli anni perchè mediamente le banconote durano di pù, soprattutto quelle di grosso taglio. Considerando che ogni anno gli Stati si prendono oltre il 40% in tasse non sarebbe comunque il problema più grosso! Per chiudere con lessico, il fatto di emettere senza nulla a garanzia (un tempo c’era l’oro) sarebbe più corretto chiamarlo inflazione

  21. antonio

    Claudio scrive “Partitelli di sinistra, sindacati, guppo editoriale Repubblica-Espresso ecc. Ecco i responsabili del battage propagandistico che spinge le menti piu’ labili e le anime piu’ semplici a salire sui tralicci, a sedersi sui binari e a lanciare sanpietrini.”
    E se fosse la disperazione ad indurre a salire sui tralicci ? E’ un’ipotesi da escludere ?

    A questo governo imputo la mancanza di liberismo. Esempi: la soluzione Alitalia, la retromarcia sulle para-farmacie, le parcelle minime degli avvocati, la castrazione delle authorities, la scarsa concorrenza sul mercato televisivo … E questo sarebbe il governo del Popolo delle Libertà ? A me sembra il Popolo delle Corporazioni. Soprattutto della corporazione dei politici e dei loro amici (vedi Verdini, Alemanno, Cosentino …) .

  22. Roberto 51

    Convengo sulla diagnosi: in Italia c’è molto, anzi moltissimo grasso da tagliare. Il problema è dove trovarlo questo grasso: nelle tasche di operai che guadagnano la metà dei colleghi tedeschi o in quelle degli insegnanti meno pagati d’Europa? Io credo che si dovrebbe abbandonare l’approccio ideologico ma andare sul pratico e partire dal basso e guardarsi attorno per capire dove va a finire la montagna di soldi di tasse che paghiamo.
    Guardi ognuno la sua ASL, il suo comune, la sua provincia, le sue multiutility (come si dice adesso): una pletora di sindaci, assessori, consiglieri, addetti a qualcosa per qualcuno, dirigenti di non si sa cosa, tutti stipendiati, pensionati e dotati di carta di credito usata senza controllo; per non parlare poi delle scelte di questi personaggi, il più delle volte cervellotiche e incomprensibili, molto spesso dannose. Cifre imponenti!
    Proprio ieri sera ho sentito un nostro senatore che raccontava di una cena in cui i senatori di un partito di governo si sono sollazzati in un grande albergo romano. Domanda: “Chi ha pagato?”; Risposta: “Non lo so, probabilmente il gruppo”, cioè noi.
    E poi il problema sono gli operai che tentano di tenere la posizione conquistata!

  23. @Roberto 51
    Roberto, lei ha ragione, di grasso da tagliare ne abbiamo tanto e le assicuro anche che qualunque taglio si voglia dare creerà sempre manifestazioni in piazza e feroci scontri e si solleverà sempre il dito indicando come “altri” siano i problemi “veri” dell’italia.

    Si continua a venerare la meritocrazia senza sottolineare il fatto che meritocrazia non significa solo che i più adatti salgono ma significa anche che i meno adatti vanno via (questo vale come regola aurea).
    Per fare ciò è evidente che le protezioni “guadagnate” devono essere enormemente ridimensionate quando non eliminate, per lo stesso motivo di cui sopra: chi deve essere cacciato farà una feroce resistenza schermandosi con costituzione, santo verbo, diritto naturale, esperienze estere (solo quelle e nei dettagli che alimentano la sua tesi, eliminando accuratamente le confutazioni).

    Se un’azienda (ma vale anche per il pubblico) non soddisfa più i bisogni di un mercato (persone) è controproducente evocare santi e demoni per farla restare aperta, ha finito il suo ciclo-vita e si devono riorganizzare le risorse che libera.

    Il liberismo in italia non è ancora atterrato. Per mettere tutti i partiti daccordo suggerisco di riunirsi in un unica lista: “il popolo della schiavitù”; le soluzioni suggerite si accomodano bene su questo nuovo simbolo e son sicuro che rispecchierebbe la più ampia maggioranza della storia.

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