17
Ott
2012

Alitalia, tre ragioni di una ferita aperta

Speriamo non mettano per l’ennesima volta mano ai denari pubblici, come troppe volte in passato e come sta riaccadendo con Ansaldo Trasporti ed Energia malgrado ci siano compratori di mercato. Parlo di Alitalia. Non sono purtroppo una sorpresa, i 690 gli esuberi comunicati ieri ai sindacati  dall’amministratore delegato di Alitalia, Andrea Ragnetti, per un risparmio di circa 30 milioni di euro. Trecento assistenti di volo, 300 dipendenti dello staff di terra e 90 nella manutenzione, si aggiungono alle migliaia di dipendenti di troppo individuati quando avvenne la fusione con Cai, alla nascita del governo Berlusconi. Esuberi che al contribuente italiano sono costati molto cari, visto lo scivolo fino a 7 anni per loro previsto. Ma se ne parlava da mesi, considerate le perdite raddoppiate a 201 milioni per Alitalia nel primo semestre di quest’anno. Il pareggio operativo invano rincorso per tre anni da Roco Sabelli era ben lungi dall’essere conseguito.
La perdita operativa in termini di Ebit raggiungeva i 169 milioni, 101 milioni peggio del primo semestre 2011. L’indebitamento finanziario netto al 30 giugno era pari a 862 milioni, e il patrimonio netto che a fine 2011 era di 479 milioni, a metà 2011 era più che dimezzato. I capitali iniziali  messi tre anni prima dalla ventina di soci italiani, 847 milioni ai quali si erano sommati oltre 300 di Air France, si erano ridotti a poca cosa e di questo passo l’aumento di capitale diventava obbligato.
Proprio per fronteggiare questo cattivo andamento da marzo ragnetti è succeduto a Sabelli, ed è stata cambiata l’intera prima fila del management nell’offerta commerciale come nell’organizzazione della flotta. Ma i ricavi sono continuati a salire di qualche punto solo tagliando capacità. Così altri 690 dipendenti si sommano ai 700 in cig dal novembre 2011. E non sono stati rinnovati i contratti a 300 stagionali.

In realtà, la difficoltà perdurante di Alitalia si deve a tre distinte cause. Ed è inutile parlare di “piano irricevibile”, come hanno fatto ieri alcune fonti politiche e sndacali. Perché sono tutte e tre ragioni di ordine strutturale.

La prima ha a che fare con la gravità internazionale e italiana della crisi del trasporto aereo. L’eurocrisi nel 2012 affonda il coltello nei grandi vettori nazionali, i non low cost. L’Air France con le sue perdite record miliardarie non potrebbe oggi permettersi l’acquisizione di Alitalia, da anni promessa non mantenuta, osteggiata da molti ma che era anche nel mirino di Sabelli. Persino Lufthansa è alle prese con una vertenza durissima col suo personale di volo. L’Alitalia non fa eccezione, schiacciata com’è su una flotta di 155 velivoli ammodernata sì grazie all’operazione CAI, ma schiacciata sul breve e medio raggio che è il segmento a minor margine.

La seconda dipende dal fatto che nel frattempo l’Italia non si è portata avanti nella promessa strategia di ottimizzazione del sistema aeroportuale. Il piano promesso di segmentazione tra basi di rilievo nazionale e internazionale e locali suscita le solite proteste e resistenze. Si è riaffacciata l’idea di riconcentrare traffico da Linate a Malpensa, e in 24 ore la cosa non ha più avuto seguito di fronte alle proteste.

La terza ragione è che di fatto così continuando la promessa-obiettivo di tornare a potenziarsi sul lungo raggio non sembra raggiungibile. Il flusso   a medio raggio europeo dalle basi aeroportuali del NordItalia continua ad alimentare traffico internazionale ed intercontinentale a vantaggio dei vettori nordeuropei, e da anni ormai il traffico cargo italiano passa assai più da Francoforte con Lufthansa che da Malpensa e Alitalia.

L’unica vera alternativa alla fusione con Air France oggi in naftalina è  il riorientamento dei flussi verso gli scali e i ricchi vettori del Golfo Arabico e degli Emirati verso l’Asia, stante che la liberalizzazione del traffico internazionale è di là da venire. Ma c’è da scommettere che piuttosto la politica italiana preferirebbe l’intervento di capitali pubblici, del Fondo Strategico o della Cdp che torna ormai di moda a ogni partita che riguardi  le grandi reti italiane. Sarebbe un errore, perché in ogni caso il denaro pubblico – come non bastasse quello sprecato per decenni in Aliatlia e anche nel suo salvataggio – non è in grado di dare una risposta né a una strategia di internazioalizzazione stand alone cioè condotta in solitudine, né dà più forza a un’ipotesi di fusione con altri. Perché e’ quest’ultima, anche se non piace alla politica e a tanti media, la soluzione alla quale guardare una volta raddrizzato il conto economico.

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72 Responses

  1. Francesco_P

    La versione italiana del too big to fail è: troppo carrozzone per fallire. Alla fine fallì l’Italia!

  2. Alessandro F.

    Alitalia l’avevamo privatizzata e ora torna lo spettro di doverla nuovamente foraggiare con denaro pubblico.

    In poche parole, l’avevamo butta fuori dalla porta ed ora rientra dalla finestra.

  3. Della Francesca

    la ferita aperta è quella nei conti dello stato..

    ..quando due anni fa Silvio bloccò la vendita (qualche miliardo di euro di debiti inclusi.. una mezza manovrina) all’AirFrance x vincere le Elezioni..

    .. e ripulire tra le altre cose il bilancio di BancaIntesa di un certo Passera che ora pare andrà con i Cattolici di Centro e poi magari alleati con la Sinistra..

    .. e x buon peso regalando poco un Generosissimo Rinnovo delle Concessioni Autostradali x 20/30 ai Benetton (della cordata CAI) il cui presidente un una improvvida intervista (che provò a reinterpretare poche ore dopo) disse che l’Affare CAI si sapeva già che era in perdita ma poi avrebbero avuto dei vantaggi altrove..

    e la Concessione Ambientale ad Ilva (della Cordata CAI) ..

    e un pò di Gas Scontato alle sue Industrie (a Marcegaglia) che Appoggia Fermare il Declino..

    e Lei Dott. Giannino.. quando succedevano queste cosacce.. PERCHE’ STAVA ZITTO ?

    Cordiali Saluti

  4. Roberto 33

    Qualcuno è in grado di quantificare quanto ci è costato e ci sta costando il salvataggio della “compagnia di bandiera”? Per me, l’un per l’altro, ci si poteva risparmiare l’IMU.
    E pensare che l’avevamo già rifilata ai francesi!

  5. nello

    Si ripresenta l’ennesima mazzata per i cittadini Italiani, specialmente per i risparmiatori, sicuramente come in tante altre situazioni, questi enormi buchi neri che non servono a nessuno solo ad arricchire i Soliti Manager Politicizzati, questi buchi verranno finanziati dalla cassa depositi e prestiti , cassa foraggiata dai risparmi di chi ancora puo’ avere qualche disponibilita’ di denaro, speriamo che duri altrimenti come spesso succede in Italia ci si potrebbe trovare anche a Brutte Sorprese…….

  6. Mike

    Alitalia fallisca se deve fallire, si fonda con altri se si deve fondere, ma niente soldi pubblici! Né ai capitani coraggiosi, né ai loro dipendenti! Basta!!!!

  7. Giorgio Azzalin

    L’Alitalia e l’Italia hann lo stesso problema. Si cerca di sistemare cose non aggiustabili.L’Alitalia andava chiusa , venduti gli aerei e le rotte qualcuno bravo le avrebbe gestite in modo nuovo e gli utenti ci avrebbero guadagnato.Stesso cosa per il paese ,bisogna azzerare le dirigenza e tutte le regole scritte negli ultimi 50 anni .Se cerchiamo di modificarle finiremo falliti poiche’ e’ impossibile. Invece di ottimizzare l’inefficenza ,come sempre si propone .l’inefficenza va eliminata.
    Se appaltassimo la gestione INPS a VISA sapremo in 1 secondo le nostre posizioni ,e non spenderemmo un euro .( giusto un esempio)

  8. @Francesco_P
    @ Alessandro F

    In effetti anche a me pare così… Troppo simili ai capponi di Renzo i nostri potentati locali, troppo disposti a mettere tutto in mano ai nuovi “padroni” stranieri pur di mantenere nel breve i lucri e nel medio il potere sui connazionali… questa è la Storia d’Italia, signori… purtroppo, come dicevano in un film di Leone, “più sei grosso più fai rumore quando cadi…” e i nostri scricchiolii son molto rumorosi, infatti.
    L’alitalia è un temibile carrozzone che per decenni ha dato tanti soldi ed ha generato tanti voti.
    Persino il buon Riva dell’Ilva di Taranto è stato chiamato a contribuire, anni fa, per salvare la mano italiana (e la clientela connessa) su questa compagnia di volo. E non l’ha fatto perchè voleva. Altro che privatizzazione, caro Alessandro… ricorda sempre Tomasi di Lampedusa…
    E’ evidente che la demeritocrazia non fa sconti e che il paese è evidentemente incapace di darsi, appunto, una rotta, in qualsiasi direzione.
    Buona l’idea di appropriarsi di una centralità che mai si ebbe nei voli commerciali, verissimo che Francoforte non ci pensa nemmeno, verissimo che Malpensa 2000 è una cagata pazzesca.
    Adesso c’è da tagliare e tagliare e nel frattempo i treni fanno pena più di sempre e le tratte aeree non fosse per la Ryanair, che non paga però l’INPS a quanto pare, rimarremmo tutti a casa nostra.
    Come temo qualcuno voglia.
    Che fare?
    Sapete come la penso, lasciare la barra in mano a questi defedati inetti a breve priverà ciascuno anche del suo orticello e del particulare dietro cui ancora oggi si difende per non levar la testa e cercarne altre.

  9. LucaS

    Ma cosa bisogna fare per far fallire questo stramaledetto baraccone? Io spero che fallisca il prima possibile! Per 10 disoccupati che il fallimento Alitalia causerebbe (cosa che comunque non deve interessare i politici perchè è il sacrosanto operare del mercato), l’entrata di operatori stranieri creerà molti più posti di lavoro e ci guadagneremo come consumatori e come turismo.. Giannino come fa a dire che l’unica soluzione per Alitalia sarebbe la fusione? Ma quale compagnia sana di mente si sognerebbe mai di comprarsi un baraccone simile? L’unica vera soluzione è quella del mercato: il DEFAULT! ones and for all!
    PS1 quell’altro baraccone chiamato UE possibile che non possa impedire una eventuale ricapitalizzazione con fondi pubblici dato che i concorrenti stranieri verrebbero giustamente danneggiati? Il mio sogno sarebbe un fallimento di tutte le compagnie ex di bandiera e una totale apertura di tutto il mercato europeo ai low-cost… ma se a livello europeo è impossibile spero che almeno accada qui da noi!
    PS2 Ci sarà mai qualcuno che dica chiaro e tondo ai dipendenti delle ex compagnia di bandiera che pretendono stipendi assurdamente elevati e di gran lunga superiori alla loro produttività? Basta con questo buonismo verso questi signori e il loro braccio armato, i sindacati, che ricevono stipendi assurdi scaricandoli sui contribuenti! Ci sarà mai un Romney europeo capace di paragonarli al famoso 47%?

  10. salvatore vario

    Qualunque impresa necessita di manager efficienti intuitivi capaci e dimamici.
    In questo particolare momento di congiuntura economica negativa tali elementi debbono raffozzarsi.
    In precedenza e in modo particolare in un piccolo aeroporto (Forlì) mi è catitato assistere a qualcosa di strano.
    Al banco accettazione bagagli ho trovato un operatore.
    Il medesimo l’ho trovato al banco verifica documenti prima di salire all’interno del pulman che portava noi passeggeri nei pressi dell’aeromobile.
    Il medesimo, me lo ritrovo all’interno del pulman e dopo aver salito speditamente le scale dell’aeromobile me lo ritrovo all’interno dell’aereo a dare a noi passeggeri il benvenuto a bordo.
    Questa situazione potrebbe definirsi FANTOZZIANA; pur tuttavia, assicuro che ho avuto la certezza che il medesimo non pilotava l’aeromobile in quanto la sua presenza era ben visibile nel corridoio durante il volo.
    Premesso ciò, il carrozzone CAI – ALITALIA è frutto di operazione politica che deve obbligatoriamente seguire il medesimo destino
    Essere rottamata.

  11. marco

    Alitalia da decenni macina perdite come la rai Tv. Se non siamo capaci a venderle chiudiamole e vendiamo gli immobili, qualche centinaio di lavoratori valgono più delle migliaia che lo perdono mensilmente. Tra l’altro piloti e hostess possono trovare lavoro in breve termine basta che accettino retribuzioni di mercato

  12. Alessandro F.

    LucaS :
    Giannino come fa a dire che l’unica soluzione per Alitalia sarebbe la fusione? Ma quale compagnia sana di mente si sognerebbe mai di comprarsi un baraccone simile?

    Credo lei abbia letto male quanto afferma Giannino.
    Nell’ultima parte del suo articolo Giannino sostiene (faccio il copia/incolla) :

    “L’unica vera alternativa alla fusione con Air France oggi in naftalina è il riorientamento dei flussi verso gli scali e i ricchi vettori del Golfo Arabico e degli Emirati verso l’Asia”.

    Per quanto riguarda il mio pensiero…auguro ad Alitalia tutto il bene possibile e le migliori fusioni di questo mondo…con Air France….con Fly Emirates…..con la NASA.

    L’importante è che Alitalia non arrivi sull’orlo del fallimento, possibilità che purtroppo mi sembra molto concreta visti i numeri disastrosi snocciolati da Giannino sull’andamento della compagnia di bandiera.

    Alitalia non deve fallire non perchè io abbia a cuore le sue sorti ma perchè se davvero arriva sull’orlo del fallimento c’è il rischio concreto che lo stato tenti di salvarla, magari attraverso qualche trucco contabile della CDP.

    Spero in tal caso che la UE vigili attentamente e trovi gli estremi per bloccare tale eventuale furbata, la quale potrebbe configurarsi come un indebito aiuto di stato ad aziende private.

  13. Alessandro F.

    salvatore vario :
    In precedenza e in modo particolare in un piccolo aeroporto (Forlì) mi è catitato assistere a qualcosa di strano.
    Al banco accettazione bagagli ho trovato un operatore.
    Il medesimo l’ho trovato al banco verifica documenti prima di salire all’interno del pulman che portava noi passeggeri nei pressi dell’aeromobile.
    Il medesimo, me lo ritrovo all’interno del pulman e dopo aver salito speditamente le scale dell’aeromobile me lo ritrovo all’interno dell’aereo a dare a noi passeggeri il benvenuto a bordo.
    Questa situazione potrebbe definirsi FANTOZZIANA; pur tuttavia, assicuro che ho avuto la certezza che il medesimo non pilotava l’aeromobile in quanto la sua presenza era ben visibile nel corridoio durante il volo.

    La sua esperienza di Forlì si riferisce ad un volo low-cost ?
    Anche a me è capitato di assistere alla stessa scena all’imbarco di un volo Ryanair e di un volo Easyjet.
    Da quanto ho capito, al fine di abbassare i costi del biglietto, le compagnie low-cost usano gli assistenti di volo per effettuare alcune operazioni a terra come ad esempio quelle da lei citate.

    Personalmente non ho nulla da obiettare a tal riguardo.
    Dopotutto a me non frega nulla se la stessa persona che mi ha strappato il biglietto al gate di imbarco è la stessa che poi mi serve le bevande quando sono seduto durante il volo.

    Quello che mi interessa è che i prezzi dei voli siano abbordabili anche per le mie tasche.
    Negli ultimi anni, grazie alle linee low-cost, ho potuto fare dei viaggi che fino a 15/20 anni fa me li sarei sognati di notte.

    L’importante ovviamente è che tutto questo avvenga nel rispetto delle regole, della sicurezza e del benessere dei lavoratori coinvolti.

  14. LucaS

    X Alessandro F.

    Giannino da per scontato che Alitalia possa essere eventualmente ristrutturata e continuare ad operare o con una fusione (che lui stesso vede difficile) o spostandosi sul lungo raggio… Io invece credo che Alitalia non possa essere ristrutturata e sia condannata a fallire, qualsiasi strategia aziendale intraprenderà il nuovo management. Magari mi sbaglio ma la penso diversamente da Giannino. In particolare io NON VEDO L’ORA CHE FALLISCA mentre Giannino mi pare che speri che questo non accada… Non è che se i contribuenti non si fanno carico dei suoi debiti Alitalia smetta di produrre i suoi effetti nefasti sull’economia italiana, tramite monopolio che quindi produce meno e a prezzi più alti… ergo che sia solvibile o meno (io credo proprio di no) credo sia nell’interesse dell’Italia che fallisca quanto prima perchè per me come azienda distrugge valore invece di crearne dato che i pochi soldi che guadagna solo sulle tratte dove ha il monopolio ossia espropriando sistematicamente i consumatori… questi non sono veri utili di mercato, sono una sorta di pizzo! e che il mercato venga totalmente aperto a tutte le linee aeree straniere soprattutto low cost come Ryanair!

    PS Se ci sarà ricapitalizzazione in sostanza significa che si è azzerato il capitale inizialmente conferito dai soci e che il capitale economico è prossimo a zero (Giannino stesso ammette che il patrimonio si sta riducendo..) quindi la chiami un po come vuole… Di fallimento sostanziale si tratterà a prescindere dal nome che i “capitani coraggiosi” si inventeranno per non sfigurare sui loro media sussidiati dai contribuenti!

  15. LucaS

    X Salvatore Vario

    1) Perchè “FANTOZZIANA” scusi? E’ una persona che fa il suo lavoro! Caso mai sono i dipendenti delle compagni di linea ad essere strapagati (in rapporto alla loro produttività). Se lei trova normale che una hostess sia pagata più di un ingegnere ok, io semmai è questa assurdità che trovo fantozziana! Alitalia e tutte le compagine ex di bandiera hanno dei costi del personale secondo me assolutamente insostenibili nel lungo periodo… per ora guadagnano pochissimo o perdono qualcosa, se il mercato fosse totalmente liberalizzato anche nel lungo raggio sarebbero totalmente fuori mercato!
    2) Consideri la Emirates o le compagnie asiatiche! Non è affatto vera l’equazione basso costo del lavoro = Ryanair = servizio scadente… Si può avere un costo del lavoro contenuto con qualità buona o addirittura ottima… ma chi è che va a spiegarlo ai sindacati Alitalia e Air France che sono fermi a 15 anni fa?

  16. Antonio Monesi

    Concordo con Oscar.
    Priprio ieri sera, volando Emirates ho letto “The Gulf News” e c’era un articolo interessante. si spiegava la strategia di Etihad, la compagnia di Abu Dhabi, la quale sta acquisendo quote di minoranza in varie compagnie internazionali. Mi sono detto:”perchè non vendergli una quota importante di Alitalia?” significherebbe farla entrare nel network di uno dei più importanti e solidi vettori del Medio Oriente.
    Oscar, io ti supporto!

  17. adriano q

    Dalla parte dei sofisti.Ero favorevole al salvataggio di Alitalia.Per il semplice motivo che una nazione non può privarsi del trasporto aereo.Se non c’è nessuno in questo paese che sappia gestire il problema in maniera decente meglio chiudere bottega.Tutta la bottega.A me fa sorridere l’accenno allo spreco.Sarà perchè conosco come funziona il pubblico.Fra pagare la macchina infernale e darli ad Alitalia preferisco l’ultima.Ah,certo sarebbe meglio l’efficienza sempre e comunque ma purtroppo si discute del mondo reale non di quello immaginario.Nel paese di Bengodi si parlava dell’adeguamento delle competenze accessorie ai parametri privati.C’erano capi,vicecapi,sottocapi.Dopo la relazione del revisore qualcuno accennò l’antico problema.”Sig Capo Ufficio,penso bisognerebbe cogliere l’occasione per eliminare le prestazioni forfetizzate.”Silenzio attonito.Imbarazzo generale.Dall’alto scanno labbra a fessura su volto livido sibilarono minacciose.”Cos’è,una denuncia?”.Frettolosa ritirata.”No,mi scusi.Mi sono sbagliato.”E così tutto continuò uguale,tranne la spesa.C’è un altro film di Sordi che descrive la situazione.Non vorrei sbagliare ma il titolo era “Tutti dentro”.

  18. Mike

    X LucaS
    Concordo pienamente con Lei. Aggiungo solo che sarà divertente (si fa per dire ….) vedere come, in occasione delle prossime elezioni regionali (v. Lazio) e politiche, i soliti noti cercheranno di venderci la necessità del salvataggio del baraccone. Spero davvero che la Commissione UE li bastoni prima che cerchino di fare la furbata ai danni del contribuente e in barba alle regole del mercato. A qualcosa di buono servirà ‘sta Europa…..

  19. luca

    per quanto mi concerne non volo più con alitalia da tanti anni e cerco accuratamente di farlo, poichè come contribuente mi è già costata moltissimo pur non utilizzandola.

    si tratta di un gruppo di pressione molto potente in quanto vicino alla sede del potere politico romano, che non vuole dimostranti sotto le proprie finestre e aiutato in questo dal sindacalismo più becero, quello che statalizza le perdite per intenderci.

    per cui sarebbe un peccato il fallimento di alitalia, ma non certo una tragedia per il paese nel suo insieme, mentre pur i cosiddetti lavoratori che hanno vissuto di benefici ingiustificati, dovranno pensare al vecchio detto “chi è causa del suo mal pianga se stesso…”

  20. Della Francesca

    @Roberto 33

    esatto… l’avevamo già rifilata ai francesi.. blocco vendita x ragioni elettorali ci è costato almeno 5 miliardi (l’Imu ne vale 20).. a cui bisogna aggiungere quelli che spenderemo x il salvataggio bis ed extra-costo autostrade prox 20 anni semplicemente incalcolabile..

    elenco co-responsabili lunghissimo.. alcuni pure amici passati e/o presenti del Dott. Giannino e di Fermare il Declino.. che però si dimentica di evidenziarlo.. predicare bene.. razzolare male.. in questo l’Italia viaggia unita..

  21. LucaS

    X Antonio Montesi

    Scusi ma secondo lei Etihad comprerebbe (a che prezzo?) una quota di minoranza (quindi senza alcun potere decisionale) in un’azienda non quotata come Alitalia (quindi senza la possibilità di rivendere sul mercato tale quota…) che se non è gia fallita poco ci manda? Non ci credo nemmeno se lo vedo! Al massimo faranno accordi specifici per le rotte ma questo non porta alcun beneficio al disastrato stato patrimoniale di Alitalia… Questa è fantafinanza: lasciamola ai vari Tremonti, Grilli e mafie sindacali!

  22. salvatore vario

    @LucaS
    La mia considerazione finale non inserita nel commento era questa.
    Se la CAI – ALITALIA non si adegua ai ritmi delle altre compagnie anche LOW COST, andrà inesorabilmente alla deriva;
    Mi dispiace che la parte finale del mio pensiero forse per un problema informatico non sia stata pubblicata.
    Condivido in pieno il suo commento.
    Vivo nella regione Sicilia e sono come grandissima pasrte dei miewi corregionali vittima del SISTEMA.

  23. Antonio Chialastri

    Vorrei fornire uno spunto di riflessione che potrebbe orientare in direzione diversa l’analisi dell’attuale situazione Alitalia.
    Per anni abbiamo ascoltato il mantra “più voliamo e più perdiamo” di cui sfugge il razionale. Si è pensato, negli anni, di tagliare linee ed offerte di viaggio che hanno portato la vecchia Alitalia a fallire, senza entrare nel merito se questo fallimento fosse evitabile.
    Sfatiamo un mito: si può contrastare il dominio delle low cost sui voli a corto raggio. infatti, vi sono vettori come la Easyjet che ottiene buoni margini di profitto senza comprimere salari, creando occupazione, investendo in sicurezza e mantenendo delle relazioni sindacali di ottimo livello. Low cost, infatti, non è low salaries.
    Il management ha puntato su un’aggressiva politica di contenimento degli sprechi, che in aviazione non mancano, purtroppo, su accordi con i gestori aeroportuali, con un’offerta di viaggio a largo spettro che non includo soltanto il trip da A a B.

    Una compagnia aerea sopravvive, sì, se tiene sotto controllo la struttura dei costi, ma soprattutto se ha clienti e fortunatamente in Italia i clienti non mancano.
    Pensiamo soltanto che abbiamo oltre 58 milioni di italiani, più qualche milione di immigrati, decine di milioni di turisti che arrivano nel nostro Paese, il Vaticano (che non ha una propria compagnia aerea) che movimenta milioni di pellegrini, e last but not least, sessanta milioni di italiani all’estero che farebbero carte false per volare con un aereo dotato di timone verde bianco e rosso.
    Pochi altri vettori aerei possono contare su un tale mercato potenziale.
    Qual è il problema, quindi? E’ che se si riduce l’offerta sul lungo raggio, non si riempiono neanche gli aerei di corto raggio. Un passeggero ha, a portata di clic, la mappa di tutti i voli che arrivano verso una certa destinazione. In base a quello, organizza il proprio viaggio per transitare sullo scalo di partenza. Se da Roma non ci sono voli a lungo raggio, i passeggeri non verranno qui, se non per fermarsi. A Dubai, a Doha ad Abu Dhabi, i passeggeri atterrano per ripartire verso le innumerevoli destinazioni nel mondo.

    La spirale viziosa in cui non bisogna cadere è che tagliando il lungo raggio e perdendo sul corto raggio, le dimensioni aziendali tendono a implodere.
    Solo una politica coraggiosa di espansione della flotta, dell’offerta, delle soluzioni di viaggio può innescare la spirale virtuosa che porti profitto e servizi non solo per l’azienda ma anche per il sistema Paese.
    Saluti
    Antonio

  24. marco

    Tutti i possibili compratori, (in primo Air France che possiede il 25% di Cai) aspettano alla finestra il completo fallimento dell’Alitalia per poi presentarsi con un’offerta davvero ridicola, li dovremo anche ringraziare, e chi ha pagherà il conto di tutto ?
    Il contribuente Italiano ! Grazie

  25. Lorenzo

    Gli svizzeri a suo tempo lasciarono fallire Swissair e i belgi mica hanno salvato Sabena.
    Qualche giorno fa sono andato a Bari: aereo pieno al 20…25%. Poco dopo sbarca Ryan Air (stessa linea) pienone.
    Così non può andare avanti.
    Purtroppo per venderla a qualche altro vettore od offrirgliela in fusione occorre che questi non sappia come funziona la legislazione italiana. Ho paura che la notizia si sia già sparsa.
    L’unica soluzione è tabula rasa, altro che piani “irricevibili”

  26. gian

    <

    alex61 :Sarà per questo che è iniziato il tiro incrociato, governo, magistratura verso Ryan Air.

    a href=”#comment-42426″>@alex61

  27. gian

    d’accordo per la tabula rasa sull’attuale attività…se non succede è perchè conviene a qualcuno. Succederà quando questo qualcuno non sarà più nessuno. A meno che sia sostituito da qualcun altro. E così via all’infinito.

  28. Franco

    @Della Francesca
    L’Alitalia non fu venduta all’Air France perchè sia il sindacato piloti,la Cgil e la Cisl con l’accodamento all’ultimo minuto anche della Uil erano contrari; in una trasmissione di Gad Lerner presenti i reaponsabili sindacali venne fuori la verità l’AD di Air France Jean-Cyril Spinetta all’ennesima richiesta dei sindacati rispose c’est suffi e rinunciò.

  29. roberto

    Conflitto di interessi : Prima era azionista , creditore e advisor per la privatizzazione e ora è ministro che deve occuparsi della questione . Chi è costui ?

  30. @Franco

    Le scelte relative a colossi, peraltro strategici, quali le compagnie di bandiera non sono neutre politicamente.
    E’ un’illusione quella per cui il mercato domini tutte le scelte, soprattutto in paesi per cui è il potere che da il denaro, non il denaro che da il potere. Come l’Italia.
    I potentati italiani che sono i proprietari della compagnia di bandiera non accetteranno se non come extrema ratio che “stranieri” se ne approprino, poichè questi ultimi condizioneranno in seguito le scelte clientelari collegate alla gestione dell’ente.
    Dalle forniture tecnologiche alle assunzioni. o licenziamenti.
    Ma il timore non è di segno protezionistico nazionalista (francesi al comando, francesi i piloti, francesi le hostess) ma sul controllo dei tantissimi voti che tramite Alitalia sono orientabili.
    Spero di esser stato chiaro.

  31. Jack Monnezza

    Molto deludente questo articolo di Giannino.
    Il problema principale di Alitalia non sono le tre distinte macro cause indicate (anzi, una, i tanti aeroporti sul territorio italiano e’ un punto di forza).

    Il problema principale di Alitalia rimane il SERVIZIO CLIENTI per la clientela business che continua ad essere pessimo. Tante cose che sembrano piccole, ma che, alla fine, fanno si che il cliente business sceglie altri vettori. Tre recentissimi esempi su voli intercontinentali:
    1) viaggio per due settimane Europa-USA e intra-USA e tutte gli altri vettori mi fanno imbarcare il paffuto carry-on che i business traveller normalmente portano. Solo sul JFK-FCO il simpatico steward Alitalia abbronzatissimo mi obbliga, addittando regolamenti, a farlo caricare in stiva (con aereo semivuoto).. A FCO aspetto più’ di un’ora…..
    2) biglietto AF, volo Alitalia in code share Alitalia. Non riesco a prenotare il posto via web. Dal call center AF mi dicono che non è operativo il link col partner Alitalia…è che succede spesso…devo rassegnarmi ad andare in aeroporto senza posto e mi becco per tante il posto in mezzo…….Ultimamente cha su Air Mali si riesce a prenotare un posto in code share…
    3) Il totale menfreghismo/arroganza del personale del Servizio Clienti quando fai notare loro i punti 1) e 2)….credono sempre che stai inventando scuse…è che gli altri sono uguali a loro….

    Ma i nostri strateghi – anche Giannino- non capiscono che sono i dettagli che generano i profitti dei business di Servizi come le linee aeree…

  32. roberto

    @abate : alla fine della fiera Air France diventerà propietaria di Alitalia senza cacciare un becco di un € , il contribuente ci ha messo del suo contribuendo e i Colaninni vari hanno intascato . FOZZA IDDAGLIA !

  33. LucaS

    X Salvatore Vario

    Adesso ci capiamo! D’altronde io rispondo in base al commento che leggo, non potevo sapere che un pezzo era stato “tagliato”…

  34. Della Francesca

    Franco :@Della Francesca L’Alitalia non fu venduta all’Air France perchè sia il sindacato piloti,la Cgil e la Cisl con l’accodamento all’ultimo minuto anche della Uil erano contrari; in una trasmissione di Gad Lerner presenti i reaponsabili sindacali venne fuori la verità l’AD di Air France Jean-Cyril Spinetta all’ennesima richiesta dei sindacati rispose c’est suffi e rinunciò.

    quindi Silvio nn ci marciò sopra ?

    quindi vinte elezioni nn ha distribuito a nostre spese prebende nascoste a tutti i soci di CAI (inclusa Marcegaglia che sostiene FID) ?

    sei contento di pagare x 30 anni autostrade maggiorate ?

    dicevo <

    Silvio+Cgl+Confindustria+Banche .. in questo caso TUTTI ASSIEME..

  35. nick1964

    Io speravo che Alitalia FALLISSE, e/o venisse acquisita da un’altra compagnia “vera”, già vent’anni fa.
    Poi la politica del governo Berlusconi, che io un tempo votavo, ha solo contribuito ad aggravare la situazione, ed è stata per me un’altra enorme delusione di un politico che un tempo si proclamava liberale, liberista ed imitatore della Thatcher.
    Se anche chi si propone come sostenitore del libero mercato, della concorrenza, della meritocrazia, e viene votato per questo, agisce poi come un qualunque comunista o democristiano, allora credo che l’Italia non abbia nessuna speranza di miglioramento.

  36. Alessandro F.

    Franco :
    @Della Francesca
    L’Alitalia non fu venduta all’Air France perchè sia il sindacato piloti,la Cgil e la Cisl con l’accodamento all’ultimo minuto anche della Uil erano contrari; in una trasmissione di Gad Lerner presenti i reaponsabili sindacali venne fuori la verità l’AD di Air France Jean-Cyril Spinetta all’ennesima richiesta dei sindacati rispose c’est suffi e rinunciò.

    assolutamente vero quanto lei ricorda !
    Mai nutrito simpatie per Berlusconi ma bisogna riconoscere che la mancata cessione di Alitalia ad Air France all’epoca dei fatti non fu soltanto colpa sua.
    Evidentemente c’era una parte consistente di persone coinvolte nella faccenda (sindacati e lavoratori della compagnia) le quali temevano di finire sotto il controllo dei francesi forse per non dover subire condizioni di lavoro, tagli del personale e taglio dei privilegi ben più pesanti di quelli paventati dalla cordata CAI.

    In realtà poi alla fine i conti tornano sempre…e come vediamo in questi giorni la compagnia di bandiera italiota deve comunque essere sottoposta a continue ristrutturazioni nel tentativo (disperato) di una sopravvivenza che appare sempre più improbabile.

  37. Della Francesca

    x Alessandro F. …..”non fu SOLTANTO colpa sua”…

    condivisibile.. si veda elenco cor-responsabili nei 3 post che ho scritto sopra..

  38. Lorenzo

    Antonio Chialastri :
    Vorrei fornire uno spunto di riflessione che potrebbe orientare in direzione diversa l’analisi dell’attuale situazione Alitalia.
    Per anni abbiamo ascoltato il mantra “più voliamo e più perdiamo” di cui sfugge il razionale. Si è pensato, negli anni, di tagliare linee ed offerte di viaggio che hanno portato la vecchia Alitalia a fallire, senza entrare nel merito se questo fallimento fosse evitabile.
    Sfatiamo un mito: si può contrastare il dominio delle low cost sui voli a corto raggio. infatti, vi sono vettori come la Easyjet che ottiene buoni margini di profitto senza comprimere salari, creando occupazione, investendo in sicurezza e mantenendo delle relazioni sindacali di ottimo livello. Low cost, infatti, non è low salaries.

    Saluti
    Antonio

    … se poi come mi è successo ti lasciano a piedi ad Atene perchè non ho fatto l’andata (no show…) e mi costringono a ricomprare il mio biglietto … neanche le low-cost sono così
    … se poi per lo stesso volo Bologna Atene vogliono 100 Euro in più di Lufthansa, ma Lufthansa ti da una cena decente loro due grissini

    Con un “servizio” del genere la prima cosa che ti viene in mente è “che altra compagnia fa la stessa tratta?”

    Fallire subito è l’unica soluzione prima che qualcun’altro sciacallo di stato ne approfitti.

  39. LucaS

    X nick1964

    Se Berlusconi somiglia alla Thatcher io somiglio a Raoul Bova! Spiace solo che per tanta gente in buona fede, tra cui penso anche lei cosi come Giannino, ci siano voluti 16 anni per capire una roba evidente fin dal principio! Meglio tardi che mai!

  40. Enrica

    Ma dobbiamo prorpio avere una compagnia di bandiera? Alpi Eagles che fine ha fatto?

    Questo non c’entra molto con questo articolo e mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Marco Tizzi che non vedo in giro…
    Vorrei sottolineare che da quando è in Sicilia, il M5S ha preso una piega un pò troppo pro statali…
    Accelleriamo il declino?

  41. Giorgio Azzalin

    Mi piacerebbe che in Italia si smetta di chiamare decreti “salva Italia” o “anticorruzione”. L’Italia andra’ avanti anche senza il decreto e la corruzione se ne infischia delle regole. Stesso vale per Alitalia ,che problema c’e’ non ce la fanno che chiudano in poche ore qualcuno riempira’ il vuoto magari dall’Irlanda o Slovenia. I dipendenti se sanno fare il loro lavoro saranno subito assorbiti dai nuovi vettori . Se invece il vuoto non viene riempito significa che non c’e’ ne bisogno .Chiudiamo i centri delle citta alle auto ,parcheggi a pagamento e zone ZTL e poi ci stupiamo che no si vendono piu’ auto e i dipendenti vanno a casa! e’ appena giusto che sia cosi . Invece no noi continuamo a finanziare con soldi pubblici situazioni che tutti sanno che sono finite giusto per guadagnare qualche anno . Questo e’ seguire il manbuale ” come fallire di sicuro”. Guardate la Grecia e cari Italiani avrete letto il vostro futuro.

  42. Marco Tizzi

    @Enrica
    Ciao Enrica,

    Accelerare il Declino pensa che Alitalia andava fatta chiudere vent’anni fa senza alcun tipo di scivolino, scivolone e scivoletto, non fosse altro per l’insopportabile arroganza di chi ci “lavora”. Tra tutte le aziende statali e parastatali Alitalia è senza dubbio la peggiore perché ha letteralmente bloccato il mercato, creando insopportabili distorsioni, ben coadiuvata da chi vuole pianificare il mondo aeroportuale, magari chiudendo Linate, l’unica infrastruttura d’Italia che messa in vendita vedrebbe letteralmente la coda di compratori.

    Per quanto riguarda il M5S si tratta di un movimento Marxista utopistico, quindi è ovvio che sia statalista: lo scopo del movimento è rendere lo Stato uguale ai cittadini e viceversa. Fallirà, ovviamente, perché lo Stato è e sempre sarà composto da un gruppo di persone che impongono con la forza il proprio volere agli altri.
    Non esisterà mai uno Stato buono, non ci sarà mai uno Stato benevolo: lo Stato è sempre e solo ladro e assassino. Ovunque al mondo.

    Il voto al M5S, per quanto mi riguarda, ha senso solo per ottenere la bancarotta, precondizione alla possibile salvezza del Paese.

  43. Giorgio Andretta

    Marco Tizzi :<A perché lo Stato è e sempre sarà composto da un gruppo di persone che impongono con la forza il proprio volere agli altri.Non esisterà mai uno Stato buono, non ci sarà mai uno Stato benevolo: lo Stato è sempre e solo ladro e assassino. Ovunque al mondo.

    quando è da condividere si condivide.

  44. Giorgio Azzalin

    @Marco Tizzi
    “Il voto al M5S, per quanto mi riguarda, ha senso solo per ottenere la bancarotta, precondizione alla possibile salvezza del Paese”
    Mi associo e per quello che c’e’ nell’aria oggi non c’e’ altra soluzione

  45. adriano q

    Sventurata è la terra in cui occorre ribadire l’ovvio ed i problemi si risolvono eliminandoli.Il fallimento è il finale dell’impresa che invece di utili produce perdite.Quindi l’Alitalia deve fallire.Rimane il problema del trasporto aereo.Non credo lo si risolva regalondone la gestione agli altri.Se il problema è dell’Italia,l’Italia deve risolverlo.Continuando così continua la colonizzazione.Non mi piace vedere nell’ipermercato venduto a Parigi la pubblicità dei prodotti francesi.Ah,ma è l’inevitabile globalizzazione dell’economia,non ci si può rinchiudere negli interessi locali,bisogna allargarli.Non entrando nei dettagli di ciò che viene allargato,qui di globale c’è solo la difesa degli interessi per chi lo sa fare.Per chi non ci riesce rimane oggi la subalternità,domani la sottomissione.

  46. adriano q

    Marco Tizzi :
    @Enrica
    Ciao Enrica,

    Non esisterà mai uno Stato buono, non ci sarà mai uno Stato benevolo: lo Stato è sempre e solo ladro e assassino. Ovunque al mondo.
    Il voto al M5S, per quanto mi riguarda, ha senso solo per ottenere la bancarotta, precondizione alla possibile salvezza del Paese.

    Sostituirei a ” stato”,” uomo”.Inutile analizzare cosa sia cinque stelle.E’ quello che si avvicina di più a ciò di cui c’è bisogno,la rivoluzione.Non credo auspicare la bancarotta sia positivo se non la si accompagna con una ipotesi prospettiva di speranza.

  47. nick1964

    @LucaS
    Il tuo commento é giusto ma ti dirò: non si é trattato di “impiegare 16 anni” ma di aspettare per 16 anni la realizzazione di almeno qualcuna delle riforme economiche-giuridiche liberali che erano state promesse.
    Ben sapendo che solo Berlusconi avrebbe potuto realizzarle, in quanto allora egli rappresentava l’unica concreta SPERANZA di cambiamento dello Stato e della società italiana.
    E aggiungo (orribile a dirsi!): ancora oggi un Berlusconi con dieci anni di meno sarebbe l’opzione politica migliore, o meno peggio…, del desolante panorama politico italiano.
    E questo rappresenta perfettamente quanto disperata sia la situazione italiana; se in giro non c’è di meglio di un S.B. screditato e traditore delle sue stesse idee originarie, siamo proprio vicini alla fine.
    Quindi anch’io, come Ticci e molti altri, voterò M5S solo per accelerare l’agonia e favorite un futuro probabile cambiamento radicale.

  48. Claudio Di Croce

    C’è qualcuno che ricorda che quando Alitalia non fu venduta all’Air France sopratutto per l’opposizione dei sindacati , capo del governo era Prodi ?

  49. Raccagni Angelo

    Se i movimenti speculativi venissero tassati come movimenti e non per la produzione degli utili che ne derivano, la speculazione a breve termine cesserebbe, perché produrrebbe solo costi certi e utili incerti. La finanza di rapina va distrutta, gli impieghi di capitale su lavoro, produzione e commercio, che vanno invece nella direzione della costruzione di un benessere diffuso, vanno detassati. Distruggere significa distruggere, non ci possono, ne devono essere equivoci.

  50. Della Francesca

    @Claudio Di Croce

    oggettivamente falso..

    Prodi l’aveva venduta con debiti e tutto ad AirFrance..
    fu bloccata da Sindacati e da suo amico Berlusconi..
    questi sono FATTI..
    il resto è opinione & ideologia..

  51. Marco Tizzi

    @adriano q
    La speranza, per dirla con De André, “è di avere il governo il più vicino possibile a me e lo stato, se proprio non se ne può fare a meno, il più lontano possibile dai coglioni.”

    Senza un reset non si può fare.
    La bancarotta è un modo per fare un reset senza sangue.

  52. Claudio Di Croce

    @Della Francesca
    Mi rendo conto che le verità e i FATTI danno fastidio e fanno trascendere :
    – all’epoca della trattativa e della mancata vendita il Presidente del Consiglio dei Ministri era il suo amico Mortadella .

  53. Carlo Galiotto

    Egregio Direttore,

    La ringrazio per questa Sua analisi tanto asciutta quanto efficace. Ovviamente il tema si allarga alla concezione complessiva, ai fondamentali di una (non) politica economica del Paese che tralascia ogni sua vocazione, dimentica la sua stessa biografia, abbandonandosi ad una forma sterile di liberismo-statalista (mi passi l’ossimoro), priva com’é di un progetto e – peggio – di una classe dirigente adeguata e competente.
    Concordo nell’unica possibile “uscita” che quantomeno il comparto del trasporto aereo può intraprendere guardando ai mercati e alle alleanze sud-orientali, svincolandosi dalle vecchie “rotte” che il cabotaggio politico dei boiardi prima, e di patrioti dopo ha immaginato in un delirio fatto di improvvisazione e di incompetenza.
    La saluto molto cordialmente,

    Carlo Galiotto
    com.te di lungo raggio Alitalia-Lai
    resp. dip. trasporto aereo Italia dei Valori

  54. marco

    Mi fa piacere che la privatizzazione di alitalia non ha risolto i problemi,
    e ciò dimostra che non e’ la dicotomia pubblico/privato a fare la differenza
    ma la cattiva gestione e l’inesperienza dei nuovi arrivati.
    I quali nonostante il regalo ricevuto non hanno saputo farlo funzionare.

    @Jack Monnezza

  55. Vittorio

    La verita’ e’ che l ‘Alitalia e’ un altro esempio di incapacita’ Italiana a gestire aziende con i numeri.. e non con le chiacchere!! basta dire che senza concorrenza non e’ stata capace di competere sul mercato.Viaggio da anni all’estero,e quello che ho visto che vivono di pane e concorrenza dimostra quanto da me anzidetto!! anzi ligai pure una volta e gli dissi che avrebbero fatto una brutta fine….non mi sbagliavo!!!

  56. Mario45

    Siamo qui a discutere sull’alitalia e non ci rendiamo conto che, di questo passo, non ci servirà proprio una compagnia aerea, perché, una volta che ci sarà tolto il passaporto, ovviamente per il nostro bene, che si vola a fare ? Andate a leggervi il pezzo di Scacciavillani di oggi su Noisefromamerika.org , relativo all’obbligo da parte di tutti gli operatori telefonici fissi e mobili di trasmettere all’agenzia delle entrate tutto il traffico, internet compreso, di ciascun utente: siamo allo stato totalitario, grazie a quei minus habens che, quando si ventilava la possibilità di accesso ai nostri conti correnti, anziché indignarsi e ribellarsi, ne sostenevano la correttezza, ” tanto noi non abbiamo niente da nascondere ” . Avanti di questo passo, meglio anche espatriare in Afghanistan. Caro Marco Tizzi e Massimo74, se ne avete la possibilità andatevene in fretta, dato che siete dell’età giusta. Aspettare potrebbe rivelarsi fatale.

  57. Marco Tizzi

    @Mario45
    Sai una cosa, Mario? Avevo molta più voglia di andarmene quando le cose andavano meglio.
    Perché sapevo che sarei potuto tornare quando volevo, anche se forse non l’avrei mai fatto.
    Purtroppo io sono fatto così: non accetto mi si impongano le cose, anche se sono scelte che avrei fatto per conto mio. Non riesco proprio ad accettare l’autorità.
    E in questo nuovo folle totalitarismo mi sta venendo voglia di restare per puntare i piedi e vedere come va a finire.

    Quello che non capiscono quelli che dicono “io non ho niente da nascondere” (e ce ne sono tanti, anche tra le persone a me più vicine, ai quali lo spiego ogni singolo giorno) è che un ordine imposto con la violenza non è altro che un ordine apparente: il sopruso, sia esso dei pochi sui molti o dei molti sui pochi, ha le gambe corte.
    L’ordine di una società può nascere solo dalla libera scelta degli individui che la compongono, siano essi due o due miliardi di persone. Altrimenti è un castello di carte appoggiato sul nulla.

    “Dall’ordine involontario nasce lo scontento, padre del disordine e progenitore della ghigliottina.
    Le società autoritarie sono come chi pattina sul ghiaccio: meccanicamente abili e precise, ma precarie.
    Sotto la fragile crosta della civiltà si agita freddo il caos.
    E in certi posti il ghiaccio è pericolosamente sottile.
    Quando l’autorità si sentirà calzata dal caos, ricorrerà agli espedienti più turpi per salvaguardare il suo ordine apparente.
    Ma sarà sempre un ordine senza giustizia, senza amore ne libertà, che non potrà impedire a lungo che il mondo precipiti nel pandemonio.
    L’autorità concede solo due ruoli: torturatore o torturato. Trasforma la gente in abulici manichini pieni d’odio e di paura, mentre la cultura piomba nell’abisso.
    L’autorità distorce anche l’educazione dei loro figli, fa del loro amore una lotta.
    Il crollo dell’autorità fa tremare la chiesa, la scuola, la camera da letto e il consiglio di amministrazione. Tutto è disordine!
    Libertà ed uguaglianza non sono lussi superflui. Senza di esse, non ci vuole molto prima che l’ordine sprofondi in abissi inimagginabili.”

    (A. Moore, “V per Vendetta”)

  58. Mario45

    @Marco Tizzi
    Appunto Marco, temo che non manchi molto allo ” sprofondare in abissi…” . In questo caso, meglio essere altrove, dato che abbiamo una sola vita, e troppa gente in questo paese ancora non capisce ancora né il senso ne’ il valore della Libertà.

  59. Marco Tizzi

    @Mario45
    Lo so, Mario, lo so.
    Ma mi stanno costringendo ad andare via e io questo non riesco proprio ad accettarlo.
    Il tuo è un discorso molto razionale, molto giusto.
    Purtroppo io ho questa indole ribelle che mi fa sempre venire voglia di dire “no”.

    Citando un altro grande inglese (a proposito: li stiamo cacciando dall’Europa, lo Spiegel lo chiedeva chiaramente in un articolo in settimana. Ma non erano stati loro a liberarci dal nazi-fascismo?), il George Orwell di 1984, parlando dei “prolet”, cioé del nostro atteso futuro, diceva per bocca di Winston Smith:
    “Fino a che non diventeranno coscienti del loro potere, non saranno mai capaci di ribellarsi. E fino a che non si saranno liberati, non diventeranno mai coscienti del loro potere.”

    Io mi trovo ancora a sperare che quella coscienza arrivi. Che la gente inizi a dire “adesso basta!”.
    Certo, finché nelle stanze dei bottoni riescono a rubare ai pochi per dare alla maggioranza è difficile.
    Ma a ‘sto giro han fatto l’errore di non dare abbastanza: han rubato e basta.
    E non son tanto sicuro che la maggioranza sia ancora dalla loro.

  60. Mario45

    @Marco Tizzi
    Se siamo minimamente pragmatici nel prefigurare il prossimo futuro, considerata la storia e l’indole dei nostri polli, mi pare probabile che la burocrazia non allenterà la stretta e continuerà la spoliazione della ricchezza altrui. La creazione di nuova ricchezza si inaridirà, e la gente cercherà di posizionarsi nella schiera dei tax consumers. La mancanza di ricchezza reale taglierà in maniera graduale ma sempre più veloce ed accentuata tutti i servizi sociali, dalla sanità alla scuola ai servizi pubblici; gran parte del popolo sarà ridotto ad una massa ignorante e questuante, mentre la parte media e bassa della burocrazia dovrà accontentarsi sempre di meno e la parte alta si sarà a quel punto impossessata di tutta la ricchezza immobiliare del paese. Allora avremo toccato il fondo e forse, ma solo forse, si potrà ripartire. Non perché la gente si ribellerà, ma perché non ci saranno più i soldi per pagare i gendarmi fiscali e no, e il sistema imploderà per consunzione. Credo non ci vorranno meno di due generazioni prima di arrivare alla fine.
    Pensi che sia ottimista ?

  61. Marco Tizzi

    @Mario45
    Questo è un momento in cui, seriamente, considero ogni possibilità.
    Il prossimo voto italiano, incredibilmente, sarà secondo me cruciale a livello internazionale: se arriva una sberla ai partiti c’è il caso che si muovano ai “piani superiori”. Come? Spero non con le armi e con le solite bombe perché, davvero, è uno schifo che voglio tenere il più possibile nell’angolino della mia testa.
    Mega-giubileo del debito pubblico? Ipermonetizzazione anche in Europa?
    Con i tedeschi in campagna elettorale mi pare difficile, ma se arriva anche da loro la recessione ci può anche stare.
    Oppure megagoverno Europeo, ma a quel punto davvero scappo anche a costo di passare il confine a piedi.

    Per come conosco gli italiani non succederà nulla di grave finché non crollerà seriamente uno o più dei seguenti baluardi: pensioni, sanità, scuola pubblica.
    Se arrivano ad azzoppare seriamente uno dei tre, allora potrebbe scoppiare un macello vero. Soprattutto se lo fanno non per tagliare le tasse, ma per continuare in questa follia dell’inseguimento del “pagamento del debito pubblico”.
    Secondo me i “piani superiori” lo sanno benissimo. Tutto sta vedere se continueranno l’esproprio per difenderli o se si renderanno conto che non c’è più latte da mungere e cercheranno altre soluzioni.
    Certo, vedendo i figuri verrebbe da dire che non c’è storia: finisce come dici tu. Ma nessuno mi toglie dalla testa che ormai il gioco è troppo grosso e pericoloso perché i politici italiani (Monti incluso) possano contare qualcosa: metti lo scenario che tu prospetti in un contesto internazionale e ti rendi conto che sarebbe il primo mattoncino di un domino incontrollabile.
    Noi non siam capaci di far la rivoluzione, ma gli altri sì!

  62. Mario45

    @Marco Tizzi
    Ho sempre pensato che ci sarebbe stato qualcosa di simile alla rivoluzione solo se si fossero tagliate le pensioni. Non sono più di quest’avviso, credo che gli italiani sopporterebbero anche questo.
    Dato il contesto internazionale non credo che ci lascerebbero fallire, ma ci metteranno in una specie di quarantena, con effetti che ho elencato. Del resto i nostri politici sono pronti a trasferire poteri sovrani all’Europa, illudendosi che quest’ultima li manterrà come suoi rappresentanti, governatori in un certo senso. Questa carica toccherà invece più probabilmente ai burocrati. In quanto all’Europa credo che alla lunga si disintegrerà comunque. Niente che venga imposto dall’alto dura a lungo; Le costruzioni artificiali di un Carlo V o di un Napoleone non sono sopravvissute a lungo. Sarà un bene, a parer mio, ma ci vorrà tempo.

  63. Marco Tizzi

    @Mario45
    Vabbè, se vedo che proprio sopportiamo qualsiasi cosa e stiamo zitti me ne vado, tranquillo 🙂
    Intanto lunedì ho un colloquio con un’azienda svizzera… vedremo.
    Però anche lì c’è la fregatura: se ti trasferisci il costo della vita ha raggiunto livelli esorbitanti, se fai il pendolare oggettivamente fai una vita d’inferno.
    Il problema è anche quello: porti sicuri non ce n’è più.

  64. Maurizio

    Tranquilli su Alitalia!

    Si risolverà tutto, dopo tutto ne va’ del benessere degli amici che hanno “salvato” Alitalia, ma si …tanto paga Pantalone!

    E tu bottegaio da due soldi, ebreo schifoso mangiasoldi che non sei altro, su dai…fai un piccolo sforzo in più per il progresso della Nazione….stai schiattando a furia di piccoli sforzi ? Echecazzo ma allora non vuoi proprio capire: paga e basta, “Questa e’ una rapina” (di stato) ma in galera ci vai tu!!!

  65. Della Francesca

    Claudio Di Croce :@Della Francesca Mi rendo conto che le verità e i FATTI danno fastidio e fanno trascendere :- all’epoca della trattativa e della mancata vendita il Presidente del Consiglio dei Ministri era il suo amico Mortadella .

    a differenza sua non ho parte politica.. nè mortadelle nè psiconani..
    di fronte a sua negazione (di pancia) della STORIA OGGETTIVA..
    rimane solo da concludere con un AMEN..

  66. Alessandro F.

    Credo che Alitalia sia l’emblema del fallimento TOTALE di questo paese.

    Qualche tempo fa sentivo parlare per radio di un intervista.

    Non ricordo bene perchè sono passati anni.
    Il tizio a cui venne fatta questa intervista doveva essere un emiro proprietario della Fly Emirates.

    Eravamo ai tempi della trattativa che poi portò Alitalia nelle mani di CAI.
    Questo emiro si dichiarava incredulo di come l’Italia non avesse una compagnia aerea importante. Lemiro diceva “voi italiani avete un paese bellissimo che molta gente nel mondo sogna di poter visitare almeno una volta nella vita e nonostante questo potenziale enorme non siete capaci di avere una compagnia aerea di importanza mondiale”.

    L’immagine di un paese che non riesce a sfruttare un giacimento di oro enorme (il turismo) è l’immagine di un paese che ha fallito totalmente.

  67. Enrica

    Marco Tizzi :@EnricaCiao Enrica,
    Accelerare il Declino pensa che Alitalia andava fatta chiudere vent’anni fa senza alcun tipo di scivolino, scivolone e scivoletto, non fosse altro per l’insopportabile arroganza di chi ci “lavora”. Tra tutte le aziende statali e parastatali Alitalia è senza dubbio la peggiore perché ha letteralmente bloccato il mercato, creando insopportabili distorsioni, ben coadiuvata da chi vuole pianificare il mondo aeroportuale, magari chiudendo Linate, l’unica infrastruttura d’Italia che messa in vendita vedrebbe letteralmente la coda di compratori.
    Per quanto riguarda il M5S si tratta di un movimento Marxista utopistico, quindi è ovvio che sia statalista: lo scopo del movimento è rendere lo Stato uguale ai cittadini e viceversa. Fallirà, ovviamente, perché lo Stato è e sempre sarà composto da un gruppo di persone che impongono con la forza il proprio volere agli altri.Non esisterà mai uno Stato buono, non ci sarà mai uno Stato benevolo: lo Stato è sempre e solo ladro e assassino. Ovunque al mondo.
    Il voto al M5S, per quanto mi riguarda, ha senso solo per ottenere la bancarotta, precondizione alla possibile salvezza del Paese.

    Marco grazie,
    sei sempre una garanzia di chiarezza.
    Riprendendo una frase da un celebre film dico che L’Italia: “sta facendo l’equilibrista sull’orlo della fossa”.

  68. @Alessandro F.

    In effetti è quanto io avevo scritto poco prima, non limitandolo ai sindacati ma estendendolo al sistema Italia, che significa solo e sempre potere in cambio di prebende e prebende in cambio di voti.
    Per questi motivi Alitalia è dove è finchè ci saranno denari pubblici per sostenere in perdita le sue clientele.
    Io a questo punto dovrei ricordarvi oltra a politici e Union pure il Papa… eh si, persino lui si spese… come per ILVA… e quando si muove il re occulto d’Italia, sapete… so c…i !!! 😛

  69. Quello che non capisco è come sia possibile che nel 2012 si pensa ancora che un aeroporto o addirittura un sistema aeroportuale debba lavorare in favore di una compagnia di bandiera o presunta tale e viceversa.
    L’era degli aeroporti gestiti dallo stato e delle compagnie di bandiera “PAN AM style” purtroppo è sparita misteriosamente da parecchio tempo e ormai dovrebbe valere il detto “every lion for himself”.

  70. Mario45 :Siamo qui a discutere sull’alitalia e non ci rendiamo conto che, di questo passo, non ci servirà proprio una compagnia aerea, perché, una volta che ci sarà tolto il passaporto, ovviamente per il nostro bene, che si vola a fare ? Andate a leggervi il pezzo di Scacciavillani di oggi su Noisefromamerika.org , relativo all’obbligo da parte di tutti gli operatori telefonici fissi e mobili di trasmettere all’agenzia delle entrate tutto il traffico, internet compreso, di ciascun utente: siamo allo stato totalitario, grazie a quei minus habens che, quando si ventilava la possibilità di accesso ai nostri conti correnti, anziché indignarsi e ribellarsi, ne sostenevano la correttezza, ” tanto noi non abbiamo niente da nascondere ” . Avanti di questo passo, meglio anche espatriare in Afghanistan. Caro Marco Tizzi e Massimo74, se ne avete la possibilità andatevene in fretta, dato che siete dell’età giusta. Aspettare potrebbe rivelarsi fatale.

    SO di essere OT, ma non vedo tanto negativamente questa sorta di “grande fratello” internettiano. Ci possono essere risvoli utili.
    1) chi non ha nulla da nascondere può imparare a utilizzare internet in modo più maturo: non si offende nessuno, si parla solo di ciò di cui si ha esperienza diretta e/o cognizione di causa, si mettono in rete solo le informazioni che si ha interesse a divulgare o non si ha interesse a tenere nascoste;
    2) per chi ha qualcosa da nascondere si apre un mondo di possibilità. l’evasore totale ogni tanto può passare davanti ad una mensa della caritas e postare con geolocalizzazione cose tipo “oggi la fila è veramente enorme, non ce la faccio più”. addirittura potrebbe aprirsi un nuovo mercato dei servizi, sia pure sommerso. chi si mette in malattia per andare alle seycells, potrebbe, confidando sul taglio ai servizi delle asl, pagare un disoccupato di fiducia, lasciarli lo smartphone e farlo mettere a twittare dalla sala d’aspetto del suo medico di famiglia, sempre con geolocalizzazione ovviamente.
    Secondo il mio modesta parere c’è la possibilità che la rivoluzione internettiana sia ancora ben lungi dall’essere compresa e soprattutto governata dai c.d. “piani alti”

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