23
Mar
2010

Uomini liberi, case inviolabili. Di Marco Romano

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Marco Romano.


“Questa casa è inviolabile”, scrivevano spesso orgogliosamente sulla porta i cittadini di qualche città nei primi secoli di questo millennio: perché per essere tali, cittadini di una città, dovevano avere il possesso di una casa, e tuttora, se vogliamo trasferirci in una nuova città, un vigile urbano verrà a controllare per l’appunto dove abitiamo.

Se sulle facciate delle case la città ha una qualche competenza e una qualche giurisdizione perché il loro aspetto esteriore contribuisce, come del resto sappiamo per esperienza, alla sua bellezza – e per questo fin dal Cinquecento vengono costituite commissioni edilizie per controllarne la corrispondenza ai canoni stabiliti dagli architetti rinascimentali – la pretesa di legiferare sul loro assetto interno ha un fondamento dubbio.

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23
Mar
2010

Il miele climatico sulla lingua biforcuta del Dragone

La concorrenza sleale, spiega Wikipedia, è “l’utilizzo di tecniche e mezzi illeciti per ottenere un vantaggio sui competitori o per arrecare loro un danno“. Manca, però, una parola per definire il comportamento di chi si fa concorrenza sleale da sé: se uno diffonde sul suo conto informazioni calunniose, con chi può prendersela se non vende più i suoi prodotti? Paradossalmente, è proprio questo che l’Unione europea sta facendo nel delicato gioco climatico. Lo hanno capito benissimo i cinesi (mentre in tutte queste schermaglie gli americani stanno alla finestra, al momento). Tant’è che l’evoluzione della posizione di Pechino suona molto da presa per il culo di Bruxelles. Solo che Bruxelles non se ne accorge.

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23
Mar
2010

Il bando agli Ogm ci costa miliardi. Le stime dell’USDA

L’United States Department of Agricolture ha stilato un rapporto sulla nostra agricoltura che già dal titolo è tutto un programma: The financial cost to corn growers of Italy’s ban on biotechnology. Questo è un breve estratto dalla presentazione:

Italian conventional corn growers lose an estimated €175 to €400 per hectare because they are not allowed to grow Bt corn, resulting in total annual losses of €150 million to €350 million. Since 1998 the total loss to Italian farmers due to the prohibition on Bt corn alone is estimated at €2.4 and €5.1 billion. Farmers of conventional crops have lower profits because of higher pesticide costs and lower yields due to pest damage.

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23
Mar
2010

Lavare le strade per ridurre lo smog? Non vale la spesa

Bocciata a Milano la proposta di sperimentazione del lavaggio delle strade per ridurre il risollevamento delle polveri.
Scrive il Giornale che vi sarebbe il rischio di intasamento delle fogne e di allagamento delle strade. La motivazione più interessante che ha fatto propendere per il no è però quella evidenziata dall’assessore all’ambiente Paolo Massari secondo il quale: «sembra che l’effetto stimato sul contenimento del Pm10 non sarebbe tale da giustificare la spesa». Ottimo. Di norma, infatti, i provvedimenti di tutela ambientale vengono posti in essere a prescindere da una valutazione dei rispettivi costi e benefici. E’ sperabile che l’approccio seguito nel caso a Milano da eccezione diventi la regola sia per quanto riguarda gli altri interventi volti a limitare lo smog (limitazioni del traffico, incentivi al rinnovo del parco veicolare, investimenti a favore del trasporto collettivo) sia negli innumerevoli altri casi di regolamentazione.

22
Mar
2010

Lo spottone tv di Banca Intesa

Riceviamo da Jack Free e volentieri pubblichiamo.

Il lungo spot pubblicitario trasmesso in tv da banca Intesa sorprende perché tutto ti aspetti tranne che la firma sulla storia di un salvataggio d’impresa sia messa proprio da una banca. Eppure chi conosce bene Corrado Passera, CEO di Intesa, sa che è un suo pallino da anni e che a forza di insistere qualcosa in questo campo è riuscito a ottenere dal suo fedelissimo Miccichè che si è impegnato al fianco delle grandi imprese alle prese con altrettanto gravi crisi finanziarie. Read More

22
Mar
2010

Master in Economic Policy :-)

Ieri stavo cercando un Master in Economics da qualche parte, tanto per approfondire i miei hobby intellettualoidi. Avendone trovato uno in Economic Policy nella stessa Università che mi ha conferito un titoletto undergraduate in Economics, ho letto il programma. Era una roba da Keynesiani convinti.

Non soddisfatto di quello che leggevo, ho cominciato a immaginare un corso di Economic Policy di tipo neoclassico, e poi uno di tipo austriaco. In entrambe i casi, anzi, in tutti e tre (infatti i 5000€ del corso me li terrò in conto corrente), non valeva la pena studiare un tale argomento, anche se per motivi diversi.

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22
Mar
2010

Greenspan nega, Paulson pure. Sta a vedere che è colpa nostra

L’ultimo segretario al Tesoro di Bush figlio, Henry Paulson, ha scritto un libro. Alan Greenspan ha scritto un paper. Due delusioni cocenti, per quanto  mi riguarda, per le ricostruzioni che danno della crisi. Non voglio dire che sono due delusioni egual, perchè un libro è molto più ampio di un paper, e perché quest’ultimo comunque va letto, al di là della tesi di fondo che non mi convince per nulla. Il libro no, decisamente secondo me potete fare anche a meno di leggerlo, a meno che non siate comunqe interessati a capire meglio di che pasta fosse, il segretario al Tesoro che si è trovato in carica allorché è scoppiata la peggior crisi dal dopoguerra. Read More

20
Mar
2010

Un ministero grande, grosso e fregnone

È di pochi giorni fa la notizia della circolare diramata dal Ministero della Salute che regolamenta l’uso degli occhialini per la visione dei film in 3D nelle sale cinematografiche italiane. La circolare fa seguito ai ricorsi delle associazioni dei consumatori che a loro volta si sono ispirate al caso dell’infezione occorsa alla bambina di tre anni che aveva visto Alice in 3D. D’ora in avanti, quindi, le sale dovranno mettere a disposizione dei loro clienti solo occhialini usa e getta e non potranno usare le stesse lenti per più di una visione, neanche dopo disinfezione e sterilizzazione, come avviene oggi nella stragrande maggioranza dei casi. Il ministro Fazio si è detto orgoglioso del fatto che l’Italia sia il primo paese a intervenire in materia, dicendosi certo che altri seguiranno il fulgido esempio.

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19
Mar
2010

I politici non lavorano? Paghiamoli di più!

Scendete per strada, fermate – con molto garbo, s’intende – la prima persona che vi passa davanti e chiedete qual è la sua opinione sulla classe politica e i suoi esponenti. È molto probabile che il profilo tratteggiato sia quello di un uomo meschino, privo di scrupoli, sempre presente quando si tratta di curarsi del proprio tornaconto, sempre indifferente e assente quando si tratta di risolvere i problemi del Paese. Già, perché l’uomo della strada sembra particolarmente disturbato e indispettito dalle immagini dei deserti emicicli romani viste di sfuggita alla televisione in un noioso pomeriggio di interrogazioni parlamentari.
Se per caso il vostro nuovo amico non andava di fretta, potete stare quasi certo che si fermerà qualche momento in più per illustrarvi il suo piano per mettere a posto le cose. E anche in questo caso è facile immaginare come i primi rimedi proposti sarebbero il dimezzamento dello stipendio dei politici e l’azzeramento dei loro privilegi …le auto blu!
Ma esistono altre soluzioni, concrete, possibilmente elaborate da qualcuno che abbia un’idea seria della composizione del bilancio statale e delle leggi che governano la politica? Read More