7
Feb
2022

Digitale e Intelligenza artificiale

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Un mondo da maneggiare con cautela

L’intelligenza artificiale sta attraversando una nuova estate, al punto che già da qualche anno si parla  del suo essere diventata mainstream e attorno a questo tema si sviluppano da tempo anche importanti logiche europee.

In effetti nel mondo digitale, le applicazioni a base di intelligenza artificiale aprono ogni giorno nuove porte rendendo possibili cose fino a poco tempo fa impensabili sia a livello “umano”, che a livello urbano finendo col tracciare eventuali rotte utili a nuova e necessaria sostenibilità (PDF) senza dimenticare inoltre le prospettive di crescita economico-strategica

Tuttavia, come spesso accade, mentre l’innovazione corre, il diritto e l’analisi di eventuali implicazioni critiche faticano a farsi ascoltare e a questo scenario fanno quindi parallelamente eco, da un lato diverse paure che non aiutano a configurare correttamente le caratteristiche e il potenziale di questa tecnologia, dall’altro delle spinte tecno-entusiaste le cui applicazioni rischiano a volte di sottovalutare gli oggettivi rischi, sfidando in alcuni casi perfino le critiche nonché le limitazioni regolatorie. È tempo quindi di capire, per lo meno a caratteri generale, l’intelligenza artificiale e le sue implicazioni per poter mettere mano a temi delicati – quali ad esempio un’I.A. che possa profilare le persone in sede fiscale, senza sottovalutare evidenti pericoli. Non dimentichiamo infatti che tutto quello che ha a che fare con i dati e con il mondo digitale va maneggiato con estrema cura poiché è un potere disarmante quanto impalpabile, ma che può condizionare pesantemente la vita di milioni di persone con eventi molto reali. E a volte basta un dato errato, scritto in un database, o un’architettura centralizzata a determinare fatti cui difficilmente i cittadini sono in grado di opporsi

Lo stesso Papa Francesco, in un video di riflessione di qualche tempo fa, sottolineava, “l’intelligenza artificiale è alla base del cambiamento d’epoca che stiamo vivendo” e aggiungeva “i progressi futuri devono essere orientati al rispetto della dignità della persona e del Creato”. In sintesi l’invocazione Papale è quella di non perdere di vista l’umanità “affinché il progresso della robotica e dell’intelligenza artificiale sia sempre al servizio dell’essere umano” senza prevalere su di esso.

E sempre a questo proposito vale la pena ricordare come sia rimbalzato ovunque il discorso del Presidente Sergio Mattarella presso il COTEC a Malaga – verso la fine del suo primo mandato presidenziale – in cui sottolineava il rispetto che va mantenuto verso i diritti digitali nel campo dell’innovazione. In particolare il Presidente puntualizzava come “la pandemia ha messo in luce quanto le nostre società siano dipendenti da infrastrutture critiche, il cui controllo assume un’importanza centrale (…) incide sulla libertà del cittadino, la tutela della privacy rispetto a tecniche sempre più invasive di “profilazione”. La tecnologia può giocare un ruolo importante nei processi di innovazione sociale a patto di avere chiaro che è la persona a dover essere al centro.

Insomma il mondo digitale apre un discorso molto ampio su cui varrà la pena tornare in futuro in questa sede, con temi e analisi puntuali.

Claudia Giulia Ferrauto

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