16
Ago
2021

Le idee sono ancora importanti. Oltre Draghi, contano le proposte dei partiti

Un amico inglese mi scriveva la scorsa primavera, con una certa sorpresa: da quando c’è Draghi, non si sente più parlare di quegli scontri e di quei litigi che erano un tempo il marchio della politica italiana. Era un po’ troppo ottimista.

I partiti si sono scatenati: lo scontro è aperto non solo sulle questioni più culturali e identitarie, ma anche sui temi della politica economica. La sinistra ha deciso di spostarsi più a sinistra di quanto già non fosse. La destra, governativa o d’opposizione, va al rimorchio: ogni tanto reagisce, ogni tanto converge.

Siamo alle prese con un vecchio problema. Da una parte, le forze intellettuali che cercano di fare sentire il proprio peso sui partiti di sinistra stanno avendo importanti successi. Che un uomo mite come Enrico Letta, che ricordiamo in pellegrinaggio per l’Italia dei distretti industriali assieme con Pierluigi Bersani, si sia persuaso a diventare il Bernie Sanders italiano dice molto sulla forza che, da quelle parti, continuano ad avere intellettuali, riviste, centri d’elaborazione ormai convinti che la sinistra degli anni Novanta, quella che guardava al centro, a Blair e Clinton, debba essere cancellata dalla memoria.

Dall’altra, la destra ha molti voti, interpreta in modo brillante alcune sensibilità, non si può certo dire che non abbia “cultura” ma non sembra avere un catalogo di proposte che ne segnino l’identità e siano alternative a quelle della sinistra. Fa piacere vedere la Lega twittare una citazione di Friedrich von Hayek, ma è difficile che da quelle parti ci siano idee precisissime su chi Hayek fosse e che cosa rappresenti.

Non contano i santini dei pensatori. Contano le proposte. Oggi la società italiana ha molti più luoghi e spazi per una discussione razionale sui temi economici di quanti ne avesse trent’anni fa: eppure la sensazione è che servano, che serviamo, a poco. Il Recovery Fund dà alla politica l’ebbrezza di poter spendere, per usare un’espressione frusta ma in questo caso appropriata: come se non ci fosse un domani. E se non ci sono vincoli di bilancio, perché riflettere su quali cose fare e quali no? Perché ragionare sui limiti del potere e della spesa?

È necessario provare a riportare un po’ di idee nel dibattito pubblico, e farlo anche nella “non sinistra”. Per quel che può, l’Istituto Bruno Leoni di idee continua a produrne ed è lieto di metterle a disposizione di chiunque osi ancora pensare, prima di spendere (soldi altrui). Ma dobbiamo fare tutti la nostra parte: per chi li frequenta nei partiti, per gli altri nella società, nell’università, nelle associazioni. Contro concentrazioni di risorse e potere senza precedenti, serve tutta la forza della responsabilità individuale.

Questo articolo è apparso per la prima volta nella newsletter settimanale di IBL del 29 maggio 2021. Ogni sabato, la newsletter include un contenuto esclusivo a firma di un esponente IBL, come questo, seguito da un riepilogo dell’attività dell’Istituto completo di anticipazioni, ricerche, commenti e notizie relative anche a libri, podcast ed eventi. Iscriviti per restare aggiornato.

You may also like

I cattolici nei tempi nuovi della cristianità
Volevamo l’avanspettacolo, ci tocca la storia
Il mestiere del potere—di Alessandro Cocco
La strana coppia e l’amaro greco—di Mario Dal Co

Leave a Reply