10
Apr
2020

Quanto durerà questo Stato di polizia?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Antonio Carli

Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?

«Fino a quando dunque Catilina, abuserai della nostra pazienza? Quanto a lungo ancora codesta tua follia si prenderà gioco di noi? Fino a che punto si spingerà la tua sfrenata audacia?»

Così, Marco Tullio Cicerone apostrofò Catilina che congiurava per rovesciare la Repubblica, l’8 novembre del 63 A.C. Di fronte al Senato Romano.

Impressionante l’attualità di queste parole, che scelgo per cominciare la mia decisamente minore “apostrofe”.

Mio padre diceva sempre che la democrazia è possibile solo nelle grandi civiltà, pertanto richiede un altissimo senso civico e rigore morale, qualità che indubbiamente scarseggiano da sempre nel popolo italiano e nella sua classe politica, che ne è specchio e diretta emanazione.

Così è arrivata la pandemia, la peste, un nemico subdolo e oscuro che toglie il respiro, in tutti i sensi all’uomo, questo parassita invadente che ha “soffocato” tutto quello che ha incontrato sul proprio cammino.

Questo terribile paradosso ci costringe a fare i conti con un nemico invisibile che somiglia tanto, troppo ad una vendetta della natura, una rivalsa darwiniana per cui però purtroppo non è detto che sopravvivano i migliori, se si accetta che non sempre i più forti siano i migliori, la storia insegna!

Indubbio riconoscere come sarebbe stato impensabile fino a poco tempo fa ipotizzare una sciagura simile, così insidiosa ed impalpabile, tanto da renderla inafferrabile, così da costringere tutti ad adottare misure estreme, dettate principalmente dall’ignoranza, in quanto oggettivamente non si sa contro cosa si combatte, così come gli u-boot nella seconda guerra mondiale colpendo alla sprovvista crearono migliaia di morti, grazie proprio al fatto che erano un nemico “sconosciuto”, non si sapeva come, dove e quando avrebbero colpito.

E’ evidente che in uno stato di “emergenza” si adottino misure estreme, ma la caratteristica della eccezionalità deve lasciare il passo ad una organizzazione perché lo stato di emergenza non diventi la norma.

E invece stiamo assistendo proprio a questo, ossia l’istituzione di uno stato di polizia dove sono state cancellate tutte le libertà e i diritti dell’uomo, che con grande fatica e sangue i nostri nonni hanno guadagnato a costo della vita.

Davanti alla totale inadeguatezza del sistema sanitario nazionale, (ma non è una novità, quanti anni sono che i telegiornali ripetono la frase :”tagli alla sanità”, ma sembravano parole vuote di significato, come sembrava diventato normale attendere sei mesi un anno per un esame specialistico, o morire in un pronto soccorso perché mancavano i letti in corsia o i medici, oppure attendere 12/48/72 ore per una visita in codice giallo e nessuno si è mai ribellato?) guai però a perdere una partita di campionato, “i tifosi inferociti”, oggi la vita ci presenta il conto, forse ci saremmo dovuti inferocire per qualcos’altro!

Ma veniamo al titolo: fino a quando?

Vi siete accorti che è stata azzerata totalmente la democrazia e la costituzione e di conseguenza la Repubblica?

Questo “presidente” chiuso in una stanza emana decreti a getto continuo, nessuno dei quali lascia intravedere il minimo rispetto dei diritti dei cittadini, primo tra i quali quello alla salute.

Oltre ad avere proibito tutto, si millanta di avere applicato un “modello cinese”, ma occorre notare che la Cina 1.436 miliardi di abitanti ha chiuso la provincia Wuhan che conta 6 milioni e 436 mila abitanti, mentre l’Italia con 60 milioni di abitanti se così avesse fatto, in proporzione, avrebbe chiuso la città di Bergamo.

Forse sarebbe dovuto andare proprio così, isolare in uscita le zone con il maggior numero di malati, ma organizzare una potente risposta solidale così da riuscire a curare i pazienti infetti, salvando vite umane.

Invece cosa si è fatto? Si è chiuso tutto, in pratica dicendo: vietato ammalarsi, dato che non vi possiamo curare e se vi ammalate è colpa vostra!

Così chiuso nel palazzo il presidente di nessun consiglio, in quanto sta agendo da solo, come un dittatore, ha iniziato a porre veti, seguito a ruota da quanti in una posizione di potere non vedevano l’ora di poter mostrare i muscoli con bambini, podisti e vecchiette.

Ad oggi siamo a più di un mese dall’inizio dello stato di emergenza e la più grande attività manifestata dal Conte è l’emanazione di cascate di editti ed autocertificazioni e sanzioni sempre più dure e pesanti ai danni di chi? Ma sempre degli stessi che pagano per tutti, come sempre, l’inettitudine, l’inefficienza e la corruzione della “classe dirigente” è il caso di dire “la borsa e la vita”!

Fino a quando lorsignori intendono mantenere la segregazione ed il proibizionismo?

Mi sarei aspettato che venissero messe in atto misure di sostegno economico, psicologico e morale, verso una popolazione che dall’oggi al domani si è vista privare anche del diritto di stringere la mano ai propri cari sul letto di morte, dopo che non si è riusciti nemmeno a curarli!

Tutti i cittadini hanno perso il lavoro, la libertà, la dignità, si è instaurato un clima di terrore per cui si teme l’arrivo della polizia se si esce a fare due passi per non impazzire!

A ciò si aggiunge la perdita dell’indipendenza economica, ma non la cessazione dei costi della vita; tasse, affitti, bollette, merci invendute e buttate, serrata totale delle attività.

Ed a questo gli “amministratori locali” hanno aggiunto il carico da 90, proibendo l’accesso a piazze, lungomari, passeggiate, pena terribili sanzioni, ancora una volta per fare cassa alle spalle dei cittadini!

In tutto questo ci si è dimenticati dei bambini, arrestati e chiusi come in cella da troppo tempo, privati anche di una boccata d’aria o di una corsa sulla spiaggia od in un parco.

Questo somiglia più allo sceriffo di Nottingham, un crudele tiranno che schiaccia i deboli con assurde tasse e balzelli e nulla fa di buono per il proprio popolo, ma questa non è una favola, si tratta purtroppo di una terribile realtà alla quale bisogna immediatamente porre rimedio, prima che la situazione degeneri ed i segnali già ci sono.

Purtroppo non ho possibilità di mettere in atto soluzioni, perché non ne ho il potere, ma spero che un briciolo di buon senso sfiori le menti ottenebrate dal potere di chi ha ricevuto dai cittadini il mandato a governare e li convinca ad allentare la presa, trovando soluzioni per la popolazione e non contro la stessa.

La storia insegna che le repressioni, alla lunga scatenano rivoluzioni: malattia, malcontento, povertà e segregazione sono gli ingredienti perfetti per indurre alla rivolta, Dio non voglia che a questo flagello si aggiunga una rivoluzione, meditate, meditate…

Mala tempora currunt.

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5 Responses

  1. Davide

    Bene anche questo articolo.
    Siamo in uno stato di polizia, e non tornerà indietro se non in parte, perchè loro vogliono “cambiare la società”.
    Attendo abiura per aver sostenuto Burioni e personaggi simili, nonchè delle relative idee sostenute, dato che averli sostenuti è certamente concausa nell’aver fatto passare i principi da stato di polizia, da dittatura sanitaria.
    Forse è meglio che sosteniate Ivan Cavicchi, curiosamente molto più liberale, migliore conoscitore del pensiero liberale in tema scientifico, dei personaggi che avete in passato deciso di sposare.
    I vostri amici stanno distruggendo anche la libertà di espressione più basilare, e non hanno cominciato oggi.

  2. Valeria

    Tutto giusto tranne che Wuhan è una città. La provincia è l’Hubei e conta circa 60 milioni di abitanti, come l’Italia, e la Cina all’epoca ha chiuso tutta l’Hubei credo, non solo Wuhan.

  3. GRAZIELLA

    Purtroppo penso anche io che non vi sarà nessuna rivolta…. basterà che rinizi il calcio, pallone tette e culi in tv come bromuro ideale per combattere qualsiasi proposito o velleità di rivolta a questo stato di polizia

  4. Luisa

    Ottimo articolo che evidenzia anche la sensazione di paura creata dalla confusione delle norme che sembrano fatte apposta per non far capire cosa si può fare e cosa no.
    Così tutti siamo sanzionabili sempre..
    Tipico delle dittature:la norma non è chiara così tutti vivono nel terrore

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