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1
Feb
2018

Sconti folli o follia contro gli sconti?

Hanno fatto il giro del web video di code disordinate e resse in una catena di supermercati francesi, per assicurarsi barattoli di Nutella e pacchi di pannolini a un prezzo fortemente scontato. Forse anche prima accadeva che davanti a un ribassamento del 70% del prezzo ordinario la gente spingesse per accaparrarsi i prodotti. Forse la differenza è che oggi video-riprendiamo tutto. Ma anche non fosse così, c’è bisogno di una legge per evitare le code e le corse agli scaffali, davanti a prezzi così allettanti?

Parrebbe di sì. Davanti all’accaduto, il ministro per le finanze ha rassicurato che il governo sta lavorando a una proposta di legge contro gli sconti ‘selvaggi’.
E’ curioso che uno sconto molto alto, anziché essere parafrasato come vantaggioso, venga definito ‘selvaggio’. Cosa ci sia di selvaggio nel venire incontro alla capacità di spesa dei consumatori e quale sia il giusto prezzo e il giusto sconto delle cose, senza tenere in conto il comportamento di chi compra, è, almeno per chi scrive, un mistero.
Ad ogni modo, l’intervento del governo forse ha poco a che vedere con l’ordinato acquisto nei supermercati, e molto con la volontà di compiacere alcune specifiche categorie.
A lamentarsi di questi sconti, infatti, non sono certo i clienti, ma i fornitori, soprattutto i contadini.
E’ guardando a loro, e non certo ai primi, che può spiegarsi una regolamentazione restrittiva degli sconti. Tanto basta per giudicare se, dal punto di vista della legislazione del consumo, si tratti di un’iniziativa encomiabile o meno.
Peraltro, la Francia è uno dei paesi con la regolamentazione più rigida in materia di commercio: ci sono limiti a tutto, ai periodi di ribasso dei prezzi, alle vendite sottocosto, alle strategie commerciali on line, alle aperture dei negozi.
Politiche commerciali di sconti così alti rappresentano forse anche la valvola di sfogo rispetto a una disciplina molto rigida. Chiuderla, non solo non incontrerà la soddisfazione dei consumatori, ma probabilmente rischierà di asfissiare ancora di più la libertà di commercio.

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