Rai. Piccola rivoluzione in vista?—di Luca Minola

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Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Luca Minola.

Dopo le dimissioni del direttore editoriale della Rai Carlo Verdelli, il consigliere Arturo Diaconale ha presentato al Cda una proposta per la riorganizzazione della Rai che prevede, sul piano di bilancio, l’eliminazione della pubblicità e la copertura delle entrate attraverso il ritorno del costo del canone al livello preesistente.

L’Istituto Bruno Leoni, dopo il trasferimento del canone in bolletta, aveva già proposto di «riallineare la RAI alla sua precipua funzione di concessionario di servizio pubblico, eliminando la presenza della pubblicità nelle trasmissioni della televisione pubblica e annullando, peraltro, ogni effetto distorsivo della concorrenza nei confronti delle emittenti private».

Secondo Silvio Boccalatte, autore del focus dedicato a una RAI senza pubblicità (o quasi), già solo dal maggior gettito atteso dalla modifica di riscossione del canone, la raccolta pubblicitaria potrebbe ridursi di un terzo. Se davvero lo si volesse, inoltre, l’autore dimostra nel dettaglio come da una riorganizzazione e riduzione di alcune voci di spesa si possa giungere ad eliminare la pubblicità dalla Rai. Se solo lo si volesse. E il fatto che una proposta simile giunga ora da uno dei consiglieri della Rai non può che essere colto come un segno in tale direzione.

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