27
Mag
2016

“Il radicale inventa le opinioni; quando le ha sperimentate, interviene il conservatore e le adotta” (Mark Twain)

“1997 – 1998, Suicidio o trionfo dell’imprenditore italiano: due secoli dopo” (di Marco Pannella)

Il “Terzo Stato” dell’impresa, della produzione, del lavoro e della scienza; dei non garantiti e delle vittime dello “Stato”; dei “padroni” e dei disoccupati; dei sette milioni di partite IVA, dei cinque milioni e mezzo di imprenditori e dei tre milioni di senza lavoro, degli immigrati e dei nonemigranti, dei cittadini senza diritti. Il “Terzo Stato” italiano c’è e vive in un sistema ed in un regime letteralmente fuorilegge e di fuorilegge, sotto un dominio burocratico ed in condizioni prerivoluzionarie. Sette milioni di “partite IVA”. (..) Quattrocentomila “imprenditori” del NordEst. Stato e leggi che soffocano, corrompono, esasperano, falliscono e fanno fallire. La insostenibile pressione fiscale. Non si può assumere perché non si può licenziare. Non c’è libertà politica se non c’è anche libertà economica, d’impresa, di lavoro. Occorre urgentemente riformare lo Stato sociale, la Previdenza, il regime delle pensioni, lo Stato, le istituzioni. La giustizia non funziona, ci vogliono dieci anni per riscuotere un credito, liberare il solo appartamento che si possiede, esser riconosciuto innocente, veder condannati i colpevoli, i corrotti ed i corruttori. Ci vuole l’Unità europea e italiana, la Secessione, il semipresidenzialismo francese corretto all’italiana, alla neozelandese, alla libanese, al diavolo! Se potessimo assumere part time, a domicilio, a tempo determinato, già da subito tutto cambierebbe. Il Sindacato, i sindacalisti, i burocrati parassitari delle Confederazioni, i “caporali” di categoria e di mestiere, i “distaccati” a vita, le Bicamerali con cucina, e, ogni giorno, ogni ora, tutti i giornali, tutte le televisioni, che ripetono lo stesso disco ossessivo: i tavoli di concertazione, con concertati, concertini e blablabla; e i blablabla sui blablabla dei soliti quacquaraqua; “informano” su tutto, tranne che su ciò che potrebbe davvero informare ciascuno di quel che può fare per realizzare quanto vuole realizzare; tranne che su quanto sarebbe già possibile a ciascuno, ora e su quasi tutto, o almeno su quel che gli conviene e gli interessa. Certo, ci sono i pedofili, gli “albanesi”, i pentiti, gli arrestati, e, a gogo, Prodi e Cofferati, D’Alema e Berlusconi, Bertinotti e Ribertinotti: ma mai le lotte civili, ma mai l’epopea quotidiana o la tragedia di una sola fra le seisette milioni di famiglie di imprenditori, di commercianti, di artigiani, di professionisti onesti, di lavoratori dipendenti che con il sostituto d’imposta ritenuta alla fonte in busta paga lavorano fino al 15 del mese per “lo Stato”, e solo dal 16 per sé e per la propria famiglia. Che noia e che nausea, oltre che sdegno! Un sistema, un regime, un ceto dominante burocratico che non conta nemmeno un milione di membri effettivi, cui tutto è delegato, mentre il popolo soffre, mugugna, si rassegna o smadonna, ma non conta o non fa nulla: se non tornare a votare sempre per gli stessi, o gli stessi “diversi” di nomina del potere; se non continuare ad “arrangiarsi” ben sapendo che non potrà farlo all’infinito, ma facendo come se non lo sapesse. Anche oggi il “Terzo Stato” delle sette milioni di partite IVA; dei cinque milioni e mezzo di “imprenditori”; dei 400 mila “imprenditori del NordEst” e dei 3 milioni di disoccupati… Il “Terzo Stato” dei quaranta milioni su cinquanta di elettori italiani, che vorrebbero il sistema “americano”(..); che rigettano con sdegno il “finanziamento pubblico” dei partiti; che rivendicano libertà economica e diritto di iniziativa; che riformerebbero radicalmente l’amministrazione della giustizia e delle finanze in direzione dello Stato di diritto e del mercato; che sono e sono stati per i diritti civili, laici, libertari, contro i DNA delle due grandi chiese mondane, la cattolica e la comunista, difendendo così anche la fede, la coscienza e la libertà dei credenti e dei cittadini (…)”.

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7 Responses

  1. Gianfranco

    C’e’ poco di che complimentarsi per quanto ha scritto.
    Cosi’ e’ il sistema perche’ cosi’ e’ comodo agli italiani.
    Ed ancor piu’ comodo dar ragione ad un morto che ha sprecato il fiato sull’ovvio, perfettamente conscio che tanto, l’italiano, davanti si lamenta e dietro vuole anche lui la pensioncina, i diritti e le cosine gratis chiamate “diritti acquisiti” e che non sa rinunciare a niente eleggendo quindi in cambio una classe politica inetta che non metta mano alle cose e che non disturbi nessuno salvo l’udito di chi vi incappi scanalando.
    Su, non raccontiamoci cazzate, per rispetto.

  2. ALESSIO DI MICHELE

    @Gianfranco: argomento già trattato “… ma non conta o non fa nulla: se non tornare a votare sempre per gli stessi, o gli stessi “diversi” di nomina del potere; se non continuare ad “arrangiarsi” ben sapendo che non potrà farlo all’infinito, ma facendo come se non lo sapesse.” Non so se ringraziare per la pubblicazione, ma me la leggerò e rileggerò quando mi trasferirò in Andalusia, facendo un rogo dei miei documenti italiani.

  3. Alessio Calcagno

    Non ho mai capito perché Pannella non ha mai fatto sua la difesa della libertà economica, ma si è invece focalizzato sui diritti civili individuali come l amnistia delle prigioni sovraffolate. Non può esserci nessuna libertà se non esiste libertà economica. Perché i radicali non hanno fatto nulla per la sua difesa? Non mi ricordo nessuno sciopero della fame contro le tasse, l eccesso di dipendenti pubblici, il debito pubblico, il canone Rai?

  4. Gianfranco

    Oh, ma il caro Giacinto aveva ragione. E so che l’aveva trattato.
    E’ l’alienazione culturale di chi dice “oh, come aveva ragione…” che mi fa rabbrividire.
    Perche’, caro Alessio, c’e’ una risposta sola: “se aveva ragione, fai qualcosa”.
    Fai bene a bruciarli e non tornare. Io sono tornato e me ne pento ancora. 🙂

  5. Marco

    Le cazzate semmai le racconta qualcun altro, con la solita supponenza che contraddistingue i suoi commenti in questo blog. Che la maggioranza degli Italiani sia assolutamente illiberale e guai a chi tocca loro “i diritti acquisiti” è un dato di fatto, non mi pare di averlo mai negato. Ed appunto per questo ho detto “inascoltato”.

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