LeoniBlog ATAC e FS: Tasse, perdite e contributi - LeoniBlog
2
Apr
2016

ATAC e FS: Tasse, perdite e contributi

Arriva giusto il giorno dopo il Primo Aprile la notizia che il gruppo Ferrovie dello Stato Italiane è interessata ad ATAC.
La municipalizzata che svolge il servizio di “trasporto pubblico”, completamente controllata dal Campidoglio, è e sarà sempre al centro dell’attenzione nei prossimi mesi.
Si tratterebbe dunque passare da un monopolio municipale ad un monopolio statale; è giusto ricordare infatti che FS è controllata al 100 per cento dal Ministero dell’Economia e la vendita parziale di una parte delle azioni (la minoranza) non è ancora all’orizzonte nonostante i proclami.
Ma che cosa è ATAC?
Indubbiamente un’azienda politica che nominava i dirigenti, la politica che imponeva di assumere troppi dipendenti (negli uffici principalmente), la politica che crede di poter gestire un’impresa.
Ora si vuole replicare il modello tramite la nomina politica via Ferrovie dello Stato? ATAC diventerà ancora di più come la vecchia Alitalia con miliardi messi dalla politica per giustificare l’inefficienza.
Partiamo dai dati.
Atac ha chiuso il 2014 con delle perdite pari a 141 milioni di euro, in recupero rispetto al 2013 quando l’azienda perse 219 milioni di euro.
È migliorata la gestione?
Poco, in realtà sono aumentati i contributi pubblici da parte del Comune e altri Enti per circa 56 milioni di euro. I costi del personale sono stati ridotti di circa 8 milioni a fronte di un numero di dipendenti leggermente in crescita e sopra le 11800 persone.
I ricavi da biglietti e abbonamenti coprono solamente il 50 per cento della spesa del personale. Un numero davvero troppo basso.
Colpa dell’evasione?
Bisogna sfatare questo mito. Indubbiamente il tasso reale di evasione di ATAC è elevato (anche se i dati ufficiali mostrano che ci sono solo il 4 per cento di “portoghesi”), ma anche se tutti pagassero il biglietto, la situazione non cambierebbe affatto.
I ricavi da biglietti e abbonamenti sono pari a 270 milioni di euro, il 24,8 per cento dei ricavi totali dell’azienda e anche eliminando completamente l’evasione i ricavi potrebbero crescere di una 30/40 milioni. Un numero irrisorio (da combattere) di fronte a costi annuali di circa 1200 milioni.
Da dove arrivano dunque la maggior parte di ricavi di ATAC?
Sono il contribuente romano e italiano che hanno contributo con oltre 728 milioni di euro nel 2014.
I sussidi pubblici quindi sono enormi e vengono dati dal Comune e gli Altri Enti senza nessuna gara e trasparenza.
Dal 2009 al 2014 l’azienda ha ricevuto 4,3 miliardi di euro di contributi – non stupiamoci che Roma Capitale sia sull’orlo del fallimento – e nonostante tutti questi sussidi, l’azienda è riuscita a perdere oltre 1,1 miliardi di euro.
Oltre 5 miliardi di euro dati senza una gara per vedere chi potesse fare meglio il servizio ai costi attuali o più bassi.

ATAC
Di fronte a questi numeri tragici, si immagina di unire ATAC al gruppo pubblico FS.
Una soluzione che di fatto creerebbe il nuovo colosso dei contributi pubblici, dato che per il servizio regionale Trenitalia riceve circa due miliardi di euro l’anno.
Cosa sarebbe invece utile fare?
Liberalizzare tramite le gare pubbliche. Gara significa infatti “vinca il migliore”.
E liberalizzazione significa migliorare il servizio per i romani, con meno tasse pagate o più servizi.
Gara va di pari passo con il concetto che la politica esce dalla gestione delle aziende pubbliche (vi ricordate Alitalia?)
E l’uscita dalla politica significa privatizzazione.
Ma solo per ATAC? No, anche per le ferrovie regionali che ancora oggi sono state assegnate a Trenitalia senza alcuna gara pubblica.
È necessaria la concorrenza, non più contributi pubblici dati direttamente ad un determinato soggetto pubblico legato alla politica.
Ogni famiglia a Roma versa oltre 1000 euro di euro per ATAC all’anno (tassa ATAC?), anche se non utilizza il servizio.
Versarli al gruppo FS cambierebbe ben poco.
Sarebbe interessante invece ridurre questa tassa ATAC tramite delle gare serie e trasparenti.

You may also like

Altro che contrasto alla ludopatia: il decreto dignità è una tassa sulla malattia
Un mercato del lavoro flessibile è nell’interesse di tutti—di Alessio Mitra
Il concordato Atac e la politica senza coraggio
Osservatorio Economia Digitale-La tassa di soggiorno che uccide se stessa: il caso di Venezia

1 Response

  1. Emiliano Pepa

    D’accordo al 100% con chi scrive, questa Fusione Scellerata sarebbe solo un altra possibilità per continuare a gattopardianamente a fare lo schifo di prima con altri mezzi.
    Tuttavia mi permetto, per meglio precisare, di aggiungere un paio di suggerimenti specifici, visto che come tanti altri, facendo il pendolare, sono costretto mio malgrado ad usare molto ATAC (ed FS).

    1) Sarebbe buona cosa separare le infrastrutture (ferrovie, tranvie, filovie, depositi) dal materiale circolante, in questo modo è possibile concedere spazi di traffico a privati che si comprano un treno od un tram (anche rilevando quelli già in possesso da ATAC) e vogliono mettere su una linea di trasporto. Poi per la manutenzione delle infrastrutture esistenti, si devono fare gare europee (anzi, mondiali sarebbe meglio), altrimenti con la gestione in-house si finisce che si frazionano le spese in un milione di mini-acquisti ed interventi sotto soglia o peggio in affidamento diretto, con le solite bustarelle che viaggiano per dirigenti e politici e la lievitazione dei costi.

    2) Bisogna finirla a Roma di fare metropolitane sotterranee!!! Il caso della metro C è eclatante … costi assurdi, corruzione a go-go, problemi ad ogni metro di scavo, allungamenti temporali per impedimenti della sovraintendenza, manutenzione ipercostosa, problemi alla stabilità degli edifici esistenti … Semplicemente si devono chiudere le strade del centro al traffico privato e si sostituisce il pavimento viario con tramvie, filovie e metro di superficie che costano venti volte meno al KM rispetto alle metropolitane sotterranee e si va molto più spediti nei lavori. Le persone devono capire che al centro di una metropoli non si va in massa con l’auto privata, se ne facciano una ragione, cerchiamo cortesemente di assomigliare più ad una grande capitale centro-europea piuttosto che centro-americana .

    Infine gli uffici di molte amministrazioni pubbliche di roma devono “SLOGGIARE” fuori dal raccordo anulare. Non ha senso, se non per far guadagnare i costruttori romani con affitti esorbitanti, avere sedi multiple dentro una città congestionata come roma … sedi piene di dipendenti amministrativi che smistano carta e battono i tasti su un PC … la terza rivoluzione industriale, quella dell’ICT, permette l’azzeramento delle necessità di vicinanza fisica nel trattamento delle informazioni, è ora che qualcuno se ne accorga e che cominci a dismettere sedi con i relativi, affitti, utenze, guardianie, manutenzioni e pulizie. Scommettete che otterremo meno traffico ed una riduzione delle spese?
    Come dite? Senza cartellino orario come si farà a vedere che la gente lavora? E perché secondo voi i dipendenti pubblici che strisciano in carrtellino stanno lavorando tutti? O il cartellino è solo un comodo appiglio per gli strapagati dirigenti pubblici che così possono semplicemente contare le ore per dare una valutazione dei dipendenti???

Leave a Reply