3
Set
2015

Costruisci la tua autolinea—di Vito Foschi

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Vito Foschi.

Il sistema dei trasporti, nonostante la continua evoluzione tecnologica, complice anche l’ingombrante presenza dello stato, rimane ancorato a vecchie logiche. Da ciò nasce l’esigenza di ripensare il sistema dei trasporti, da un sistema centralizzato e producer-driven, in cui è il produttore a dettare tempi e modi di erogazione del servizio, ad un sistema decentralizzato e client-driven, in cui sono le esigenze dell’utente a guidare il produttore nella creazione e fornitura di servizi efficaci. Una struttura tecnologica quale Internet potrebbe fungere da collettore delle esigenze di trasporto degli utenti, che una volta raccolte, possono servire per la creazione ed erogazione di servizi di trasporto. In questo articolo descriveremo alcune idee che si spera possano essere di stimolo a migliorare il trasporto pendolare delle grandi città.

Per garantire un servizio flessibile e in qualche misura personalizzato è necessario pensare di utilizzare mezzi con 5-7 posti passeggeri. In tal modo risulta più semplice abbinare le esigenze degli utenti, che sarebbero in numero ridotto rispetto al numero dei passeggeri di un comune pullman di linea. Ovviamente i costi sono maggiori e il target in un primo momento potrebbero essere gli impiegati di fascia medio-alta, quadri, professionisti e tecnici specializzati.

Esaminando il servizio dal lato cliente, sarebbe necessario costruire un sito dove è possibile iscriversi indicando le proprie necessità di trasporto: luogo di partenza, arrivo, orari, ricorrenza, ecc. I dati così ottenuti dai vari utenti verranno incrociati per ottenere dei possibili percorsi comuni. I punti di partenza dovrebbero essere valutati con margini di un paio di chilometri e con tempi di percorrenza entro i 10-15 minuti. L’idea è di trovare utenti che partano da punti vicini e con orari simili. In una piccola città si possono mettere insieme due viaggiatori che partono dai lati opposti della città, mentre in una grande città ci si limiterà a considerare vicini due utenti nello stesso quartiere o addirittura in una porzione di quartiere. Sarebbe utile integrare anche i dati di traffico e dei lavori in corso. L’algoritmo dedicato ai calcoli per mettere insieme gli utenti e che identifichi il percorso ottimale è quello che richiederebbe lo sforzo maggiore.

Una volta raggruppato un numero di 5-6 utenti con più o meno le stesse esigenze, è costituita “l’autolinea personalizzata”. L’autolinea può avere una durata limitata nel tempo: la classica linea per pendolari durerebbe tutto l’anno, ma ci può essere il caso di una necessità solo per alcuni mesi o meno. Una volta definite le caratteristiche dell’autolinea è necessario trovare il fornitore del servizio e perciò parte l’asta sul sito, riservata a chi effettua professionalmente attività di trasporto persone. L’asta avrebbe la logica della fornitura e quindi sarebbe un’asta al ribasso; l’operatore che vince si impegna a garantire il trasporto con le determinate caratteristiche. Ci dovrebbe essere anche una procedura di accreditamento per l’eventuale fornitore per garantire dei requisiti minimi. L’idea di creare un servizio di autolinee client-driven è più facilmente realizzabile in grande aree urbane come Milano e Roma dove è statisticamente più probabile trovare un certo numero di persone che percorre tutti i giorni la stessa tratta o gran parte della stessa.

Il guadagno di questo nuovo servizio sarebbe garantito da una percentuale sul prezzo d’asta o sugli abbonamenti.

Al servizio base illustrato sopra si può pensare di aggiungere dei servizi collaterali come, per esempio, associare un utente ad una autolinea esistente o permettere a chi gestisce già un autolinea di mettere un avviso per trovare altri utenti per riempire il mezzo. Una volta creato il servizio, altre idee possono essere suggerite dall’uso quotidiano e dall’interazione di utenti e fornitori.

Il servizio di trasporto potrebbe essere progettato per garantire livelli di servizio differenziato, così da affiancare ad un livello base, un livello che garantisca un ritardo contenuto entro un margine, un livello che preveda un indennizzo per ritardo o se non viene proprio eseguita una corsa e un livello premium che preveda un mezzo sostitutivo pronto entro mezz’ora.

Ora diamo un’occhiata al lato del fornitore del servizio di trasporto. Per prima cosa gli operatori dotati di un mezzo con 5-7 posti passeggeri si possono iscrivere al sito, inserendo i propri dati per poi cercare l’asta che più interessa e parteciparvi. I vari fornitori riceveranno i giudizi da parte degli utenti in stile E-bay, Tripadvisor, ecc. Oltre a partecipare ad un’asta di un’autolinea formata dall’algoritmo del sistema, possono proporre loro stessi un’autolinea e verificare se ci sono passeggeri interessati, senza aspettare che si formi un’asta. Un’altra opzione possibile, è dare all’operatore che ha dei viaggi programmati e deve viaggiare a vuoto per una tratto del percorso, di indicarlo sul sito per cercare di trovare un utente interessato a quella tratta in quel dato momento.

Proviamo ad indicare brevemente alcuni punti di forza dell’idea. Il primo, scontato, è l’inefficienza del trasporto pubblico ed in particolare di quello pendolare; il secondo è la crisi che riducendo il reddito di alcune fasce della popolazione, spinge parte dei pendolari dall’auto ai mezzi pubblici per cercare di risparmiare qualcosa; terzo, in aree intensamente urbanizzate con un’economia basata sui servizi, la presenza massiccia di pendolari appartenenti ad una fascia media di reddito.

Possiamo leggere qualche dato che corrobora la tesi di un aumento del traffico pendolare sui mezzi pubblici nel rapporto di Legambiente di dicembre 2012. Leggiamo un estratto:

Continua a crescere il numero di cittadini che ogni giorno prende il treno per andare a lavorare o a

studiare. Sono oltre 2milioni e 903mila, dal 2007 ad oggi l’aumento è di oltre il 20% e di circa il 7% dal

2010. Un boom confermato anche dai dati nelle Regioni, tra il 2009 e il 2012 +19,8% in Lombardia, +26,1%

in Provincia di Bolzano, +13% in Piemonte, +32,7% in Puglia, +13% in Veneto. Per far capire la dimensione

di una domanda concentrata in alcune aree metropolitane, ogni mattina sono 670mila i pendolari lombardi, 560mila quelli del Lazio, e su alcune linee è come se ogni mattina si spostassero tutti gli abitanti di città come Arezzo o Ancona.”

Un altro fattore da considerare sono le difficoltà in cui si trovano bilanci statali e regionali già da alcuni anni. Ciò determina un minore afflusso di soldi pubblici al trasporto pendolari che va a detrimento della qualità e della convenienza. L’aumentato costo di biglietti e abbonamenti può rendere sicuramente più conveniente l’utilizzo di mezzi privati, ma il traffico abnorme, la chiusura del centro della città, come per esempio l’area C a Milano, ZTL a Torino, e il costo esorbitante di alcuni posteggi, da 2 a 4 euro all’ora, frenano l’utilizzo dell’auto propria. Si può notare una certa tendenza all’utilizzo sia di bici che di scooter o motociclette.

Sempre dal rapporto di Legambiente del dicembre 2012, possiamo notare l’incremento tariffario avvenuto nel trasporto pubblico:

Tabella dei tagli ed aumenti tariffari negli anni 2011 e 2012

Tabella

Per concludere evidenziamo lo sviluppo di servizi innovativi di trasporto, che rappresenterebbero certo dei possibili concorrenti al servizio in queste brevi note abbozzato, ma che rappresentano una chiara indicazione di una esigenza presente nel mercato. Pensiamo per esempio a BlaBlacar, Uber, Car2go ed Enjoy. Questi operatori mirano ad un segmento di mercato di utenti che non accederebbe al taxi, ma cerca di evitare i mezzi pubblici e soprattutto si tratta di clienti con esigenze non ricorrenti. L’idea illustrata sinteticamente in questo articolo punta, invece, ai pendolari che hanno esigenze ricorrenti che vogliono avere un trasporto di qualità, possibilmente riducendo i tempi di percorrenza e disposti a spendere un qualcosa in più rispetto al costo dell’abbonamento dei mezzi pubblici. Il servizio si metterebbe direttamente in concorrenza con il settore pubblico, perché si tratterebbe di una sorta di un’autolinea personalizzata, più che con gli operatori innovativi attualmente esistenti.

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4 Responses

  1. RiccardoC.

    Interessante studio, è stato valutato anche l’aspetto normativo? Come insegna il caso Uber, tale servizio potrebbe essere palesemente vietato oppure borderline?

  2. FR Roberto

    Servizio potenzialmente interessante e attuabile. Dovrebbe essere effettivamente testato sul campo.
    Se dovesse funzionare vedo già le proteste della Lobby dei Taxisti, che sicuramente riuscirebbero a far dichiarare tale servizio come illegale.

  3. Gianfranco

    il problema e’ l’impossibilita’ pratica di:
    1. prendere soldi certificando gli operatori
    2. prendere soldi rilasciando le licenze
    3. prendere soldi tassando il servizio.
    considerazioni logistiche, proprie delle organizzazioni dei trasporti, non applicano.
    saluti.

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