Se la rivoluzione è introdurre una tassa con circolare

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Tra le righe del maxiemendamento notturno alla legge di stabilità, phastidio.net ha letto l’introduzione di una nuova forma di patrimoniale di impresa sui cd. beni imbullonati. La legge, infatti, prevede che i macchinari fissi collocati in immobili adibiti ad attività produttiva siano conteggiati ai fini della rendita catastale, e quindi ai fini del calcolo dell’IMU. La cosa è già di per sé allarmante, trattandosi di una tassazione patrimoniale dei beni d’impresa che, oltre a rappresentare in sé un aumento di imposte sull’attività di impresa, è evidentemente contraddittoria con gli annunci di sostegno alle imprese e all’occupazione, che si vogliono far sembrare la caratteristica principale di questa confusa Stabilità. Ma su questo, appunto, non occorre aggiungere altro all’articolo di phastidio.net e di Luca Orlando sul Sole24Ore di qualche giorno fa.

Una chiosa merita invece il fatto che l’introduzione di questa forma di tassazione passa attraverso il rinvio ad una circolare di un’Agenzia fiscale. Dice infatti la disposizione che, nelle more dell’attuazione delle disposizioni relativa alla revisione della disciplina del sistema estimativo del catasto, la rendita catastale si applica «secondo le istruzioni di cui alla circolare dell’agenzia del territorio n. 6/2012».

In tema di fonti del diritto, la fantasia del legislatore non ha confini, potendo andare per lo più a briglie sciolte. Ma è necessario quantomeno indignarsi di fronte a un legislatore che, in uno dei momenti più cruciali della sua funzione tipica (l’imposizione fiscale attraverso la manovra di bilancio) introduce una tassa rinviando non già a una circolare dell’esecutivo (il che sarebbe di per sé comunque sbagliato sotto il profilo normativo), ma di quella parte dell’amministrazione pubblica che ha l’obiettivo di raccogliere i soldi dei contribuenti.

Che fine hanno fatto le lezioni canoniche sulla ripartizione dei poteri? Sul dovere del legislativo di sovrintendere all’esecutivo? Sull’impegno che le fonti del diritto siano un sistema ordinato, gerarchico di atti nel quale, sopra quelli amministrativi, presidiano quelli legislativi? Possiamo davvero credere che basti un rinvio della legge a una circolare per garantire la riserva di legge sulle nuove imposte?

Vogliamo pensare che quelle lezioni se le siano dimenticate, piuttosto che le vogliano coscientemente disattendere. Certo un dubbio viene: il dubbio che in questa stabilità per il 2015 ci sia la firma anche delle Agenzie fiscali, se è vero che parte delle coperture verrà dall’azione di recupero della lotta all’evasione, una stima di per sé incerta che, tuttavia, entra come voce certa di bilancio 2015.

Il rinvio a una circolare come introduzione di una tassa non fa che confermare questo dubbio. Insieme a quello che questa legge di stabilità, esattamente come quelle che l’hanno proceduta, alla fin fine aumenti il livello complessivo di tassazione scaricando anche sulle imprese i costi (dell’inefficienza) della Pubblica Amministrazione. Uno strano modo di «rivoluzionare» questo Paese…

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