22
Ott
2013

L’unione bancaria europea, il protezionismo e le solite foglie di fico

Dum Romae (anzi, in questo caso Bruxelles) consulitur
Un commento sull’unione bancaria europea, il nuovo mantra recitato in pompa magna dai numerosi esponenti nostrani del Partito del senno di poi, non potrebbe che esordire così. Che questi anni abbiano fatto emergere tutti i limiti del “protezionismo bancario” non è una novità; che questo sia stato uno dei più grandi fallimenti del progetto europeo, nemmeno (ne ha parlato qualche mese fa con inusitata chiarezza Nicolas Véron, Senior Fellow del Bruegel Institute. Potete leggere il suo intervento qui).

La globalizzazione dei mercati bancari è stata spesso indicata come causa della recente crisi finanziaria da chi le contrappone più trasparenza e più controllo da parte dei singoli Stati sulle attività di erogazione del credito. Le analogie con la crisi del ’29, in questo senso, non mancano, e sembra proprio che la storia non abbia insegnato nulla: il vento protezionista torna a spirare. È il caso di BNP Paribas, che ha fatto rimpatriare capitali per 150 miliardi di euro negli ultimi 2 anni, o di Commerzbank, che rifiuta dichiaratamente i prestiti che non vanno a sostegno di Germania e Polonia. Per non parlare della scalata ad Antonveneta.

Quello che ci si poteva auspicare era una pronta risposta delle istituzioni, ma le stanze dei bottoni di Bruxelles non sono poi tanto diverse da quelle romane. Un mese fa Parlamento Europeo e BCE hanno trovato l’accordo per istituire il Sistema unico di sorveglianza, con cui la BCE acquisirà poteri di supervisione diretti sulle banche ‘sistemiche’ dell’eurozona e indiretti su tutte le altre. Ma l’avvio trionfale nel nuovo sistema bancario europeo si è inceppato poco più tardi, durante l’ultima riunione dell’ECOFIN che doveva stabilire i dettagli del Meccanismo unico di risoluzione delle crisi. Quello, cioè, che dovrebbe essere il naturale complemento del sistema di sorveglianza. Secondo il progetto presentato quest’estate dalla Commissione Europea con tale Meccanismo, in caso di crisi bancarie che possano riversare i propri effetti sull’economia reale, la BCE avrebbe il potere di costituire un Comitato unico di risoluzione (composto da rappresentanti della stessa BCE, della Commissione europea e delle autorità nazionali) dotato di ampi poteri per risolverle. I problemi sorti, tuttavia, sono molteplici, e le cose vanno per le lunghe, come ha ammesso poche ore fa anche lo stesso premier Letta. Ed è inevitabile il nervosismo di Mario Draghi, che sa bene come, senza un meccanismo di risoluzione strutturato e un’autorità indipendente forte alla sua guida, l’unione bancaria valga ben poco.

Nel frattempo, dall’altro lato della Manica, David Cameron continua a rafforzare la partnership finanziaria tra Regno Unito e Cina. Londra è diventata il maggiore centro offshore di scambio dello yuan, superando Hong Kong, ha aumentato gli investimenti diretti sul mercato cinese e fatto in modo che la sterlina diventi la quarta valuta (dopo dollaro americano, dollaro australiano e yen giapponese) a poter essere scambiata direttamente con lo yuan a Shanghai. Ma la novità più significativa è l’apertura del governo britannico ai circuiti bancari cinesi, che potranno aprire nella City filiali dirette, senza dover creare enti sussidiari giuridicamente separati, “consentendo così un aumento significativo delle loro attività nel Regno Unito”, come ha spiegato ieri il Cancelliere dello Scacchiere George Osborne. In questo modo le filiali non saranno più soggette alla sorveglianza del Regno Unito e ai vincoli di trasparenza, capitale e liquidità previsti dalle norme europee, ma potranno operare secondo la normativa cinese.

Come intuibile, le critiche non sono mancate e la mancata sottoposizione delle banche estere alla Vigilanza nazionale non è vista di buon occhio. Il fallimento di Icesave, nel 2008, fu un vero e proprio disastro per i risparmiatori inglesi, che affidarono i propri soldi alla banca islandese proprio in virtù di un accordo analogo a quello stipulato con la Cina. D’altra parte, negare libertà di scelta ai consumatori in nome della tutela del Leviatano è una strategia discutibile. La tutela offerta, infatti, è tutt’altro che garantita (Lehman Brothers era sottoposta alla vigilanza della FED, tanto per dirne una). I vantaggi di un’operazione del genere, invece, sono molti e visibili. E una completa apertura del mercato bancario potrebbe segmentare i rischi tra i diversi operatori, minimizzando i pericoli per il singolo correntista (o, quanto meno, riducendolo al pericolo comunque assunto dalle banche sottoposte alla vigilanza nazionale).

In Italia sono presenti solamente tre filiali -tre- della ICBC, la più grande banca cinese (considerata la banca più affidabile del mondo dall’autorevole rivista The Banker).
Come mai? La risposta è ovvia: siamo vittime del protezionismo bancario. Barclays denuncia da anni le difficoltà di fare banca nel nostro paese. I problemi li conosciamo: burocrazia farraginosa, giustizia lenta e incerta, regolamentazione asfissiante. Se non siamo capaci di risolverli, affidiamoci a chi all’estero lo fa meglio di noi. La (finta) tutela dei risparmiatori è soltanto l’ennesima foglia di fico.

Giacomo Lev Mannheimer

 

 

 

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4 Responses

  1. Piero

    sì ok la valutazione sul sistema bancario italiano, corporativo (come l’intera società civile), protezionista, incapace, clientelare, corrotto (basti pensare a ad Mps con dentro Sinistra/Ior ed in misura minore la destra).. basti pensare ad Intesa che ha regalato 2,5 mld a due o tre amici che ora nn gli restituiscono più.. basta pensare andando alle assicurazioni al caso Fonsai/Ligresti ed amici in Consob ed in politica (in questo caso soprattutto a destra ma nn solo)..
    ma nn è che altrove siano meglio.. in Uk RBS è stata salvata con i soldi pubblici.. HSBC l’han beccata che niente meno traffica danari con loschi figuri mediorientali vicini and ombre addirittura terrosistiche.. Barclay nel 2009 aprì in una filiale in una isoletta e ci parcheggio 10 mld x toglierli dai bilanci.. per nn parlare dello scandalo dell’accordo x taroccare il Libor (su scala planetaria e x lustri e lustri) ora silenziato.. in Usa Lheman nn era peggio di altre.. han lasciato fallir quella xrchè il capo del Tesoro era l’ex capo della rivale Goldman che invece ricevette tonnellate di soldi pubblici direttamente ed indirettamente tramite il bruttissimissima speculazione con la assicurazione parapubblica AIG (si coprirono con lei, poi gli spararono x mandarla in tilt, poi si presero gli aiuti che lo stato diede ad AIG)… e la Cina di cui parli ? lo Shadow Banking Cinese è noto x esser un pozzo nero che speriamo mai nessuno vedrà.. insomma… QUANDO TUTTI AL MONDO HAN LA ROGNA LA CONCORRENZA TRA ROGNOSI NON E’ CERTO IL VIZIO PRIVATO CHE GENERA PUBBLICHE VIRTU.. ed intanto… il Sistema Bancario dei Piigs apsetto il 3° Round di LTRO x rimpolpare i bilanci falcidiati dai crediti inesigibili (crisi+clientele) e per rifinanziare i Btp ed evitar che saltiamo tutti quanti.. Sansone Italia con Tutti i Filistei..

  2. Giacomo Lev Mannheimer

    Gentile Piero,

    la sua analisi è ineccepibile, ma mi permetta un’osservazione.
    Poniamo che io fumi. Sappiamo tutti quanto faccia male fumare, e una marca di sigarette -in quanto a danni per la salute- vale l’altra. In quanto a gusto personale, tuttavia, una marca può ben piacermi più di un’altra. Bene: io trovo che proteggere il sistema bancario nazionale equivalga, per lo Stato, a costringermi a fumare sigarette italiane e non straniere, perché “tanto fanno tutte male”.

    Un saluto.

  3. rocco

    Piero, hai dimenticato di citare il caso CA.RI.FE. (cassa di risparmio di Ferrara) che a Ferrara è riuscita ad aprire addirittura 27 filiali(!!!) Ma come si fa? E’ chiaro che poi falliscono!

  4. Piero

    x Rocco : ed ho dimenticato pure Bpm (centrodestra) e Carige (centrosinistra).. ed ho dimenticato pure Deutch Bank che ha leva 50 (cioè ha solo il 2% dei soldi che investe.. ed ogni volta che deve fare un bilancio il giorno prima sterilizza le poste.. poi fotografa i dati x il pubblico.. poi il gg dopo le riapre.. e lo san tutti.. ed è la banca più grande della potente Germania e quindi d’Europa).. ed ho dimenticato.. ed ho dimenticato.. cioè TUTTO IL SISTEMA FINANZIARIO AL MONDO HA LA ROGNA.. E LA COSI’ DETTA CONCORRENZA DIFFONDE LE WORST PRACTICE DA UN PAESE ALL’ALTRO.. per esempio gli angolsassoni son molto più evoluti e ci possono spiegare come si manipolano sistematicamente e scintificamente tutti i mercati finanziari dalle azioni ai bot al petrolio.. oppure ci possono insegnare come si smerciano derivati taroccati a tutti i sindaci e presidenti di regione italiane che pur intuendo suicidi lo fanno come minimo xrchè così han soldi subito per cittadinanza e clientele rinviando al futuro cambiali FUORI BILANCIO di pare dicono pare 50 miliardi (12 anni di Imu prima casa.. 2,5 anni di Imu 1° e 2° casa) … il sistema bancario italiano invece è molto più arretrato : si limita a far una lista di amici e poi prestargli il danaro anche se sai che nn te lo restituiranno più.. per far queste cose bastano qualche ragioniere.. qualche ingegnere.. qualche avvocato.. qualche politico.. tutta gente che nn ha la minima idea di cosa sia oggi la finanza anglosassone…

    x il Gentile Mannheimer (parente del sociologo ?).. grazie della cortese risposta.. la Goldman Sachs (quelli sì che son buoni) ha stimato che abbiamo un funding gap di 16 mld nel 2014 (e Dragone dice che sta volta gli Stress Test li farà veri.. anche alla sopracitata Deutch Bank ?).. qualcosina tireranno sù col giochetto Lotro/Btp (fianziato dall’Imu).. se han 300 mld e lucrano il 3% de Spread son 9 miliardi in un anno di Utili Ricapitalizzanti.. l’altra metà o si aspetta il 2015 o ce la metterànno i vecchi soci (con solita diluizione del parco buoi dei piccoli azionisti/risparmiatori) od entreranno nuovi soci.. quest’ultima via potrà far entrare un pò di straniero nelle banche medio/piccole (Bpm/Carige) che forse perderanno italianità.. ma nn credo che nessun governo nè BankItalia lo permetteranno col Unicredit/Intesa xrchè troppo sistemiche.. faremo come Germania e Uk..

    Cordialità

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