27
Set
2013

Un paese formato Barilla?

Le parole di Guido Barilla sulla famiglia tradizionale e le coppie gay hanno destato una vasta discussione e addirittura un’iniziativa di boicottaggio delle sue produzioni. Le reazioni da parte della comunità omosessuale e di coloro che condividono la battaglia per l’equiparazione dei diritti sono comprensibili, anche se forse eccessive. Barilla può essere un paradigma del paese? Cosa direbbero un sindacalista, un industriale, un magistrato, un politico al posto suo?

Premetto che le parole dell’imprenditore si prestano a una duplice interpretazione. In un certo senso, Barilla non ha fatto altro che enunciare una strategia di marketing. In un altro senso, ha espresso una preferenza personale e “politica” per le forme “tradizionali” di convivenza. Ognuno la pensi come vuole. Di certo, dal punto di vista della comunicazione Barilla è scivolato su una buccia di banana: un conto è scegliere un target commerciale e disegnargli attorno il proprio marketing. Altra cosa è rivelare il retropensiero: è un po’ come se un mago spiegasse i trucchi mentre compie i giochi di prestigio. Detto questo, le parole di Barilla possono anche essere ritoccate per illustrare tanti dei problemi italiani. Io ci provo.

 

UN SINDACALISTA SULLA RIFORMA DEL LAVORO

«Non farei mai quello che chiede l’Europa. Non per mancanza di rispetto ma perché non la penso come loro, la nostra è una legislazione del lavoro classica dove il sindacato ha un ruolo fondamentale». «Noi abbiamo un concetto differente rispetto alla flessibilità. Per noi il concetto di contratto nazionale rimane un valore fondamentale del lavoro». «Va bene, se a loro piacciono i nostri contratti e la nostra comunicazione assumono, altrimenti chiuderanno l’azienda. Uno non può piacere sempre a tutti». «Io rispetto tutti: facciano quello che vogliono senza disturbare gli altri. Sono anche favorevole al salario di produttività, ma non per far lavorare di più i dipendenti. Da capo di un sindacato credo sia molto complesso tirare su degli iscritti se non sei tu a decidere il loro salario».

 

UN INDUSTRIALE SUI SUSSIDI ALLE IMPRESE

«Non farei mai quello che chiede il Piano Giavazzi. Non per mancanza di rispetto ma perché non la penso come loro, il nostro è un business classico dove i sussidi hanno un ruolo fondamentale». «Noi abbiamo un concetto differente rispetto al taglio dei sussidi. Per noi il concetto di sussidio rimane un valore fondamentale dell’impresa». «Va bene, se a loro piacciono i nostri sussidi e la nostra comunicazione compreranno i nostri prodotti, altrimenti non compreranno niente. Uno non può piacere sempre a tutti». «Io rispetto tutti: facciano quello che vogliono senza disturbare gli altri. Sono anche favorevole alla riduzione delle tasse, ma non tagliando i sussidi. Da capo di una confederazione di imprese credo sia molto complesso tirare su dei profitti se devi ottenere i tuoi ricavi solo vendendo prodotti ai consumatori».

 

UN MAGISTRATO SULL’INFRAZIONE UE SULLA RESPONSABILITA’ CIVILE

«Non farei mai quello che chiede l’Unione Europea. Non per mancanza di rispetto ma perché non la penso come loro, la nostra è una funzione classica dove l’assenza di responsabilità ha un ruolo fondamentale». «Noi abbiamo un concetto differente rispetto alla responsabilità. Per noi il concetto di irresponsabilità rimane un valore fondamentale della democrazia». «Va bene, se a loro piacciono il nostro modo di fare e la nostra comunicazione si faranno giudicare da noi, altrimenti lo stesso. Uno non può piacere sempre a tutti». «Io rispetto tutti: facciano quello che vogliono senza disturbare gli altri. Sono anche favorevole alla responsabilità, ma non per farci pagare per i nostri errori. Da magistrato credo sia molto complesso prendere delle decisioni serene se devi essere veramente sicuro delle prove e tutta quella roba lì».

 

UN POLITICO DEL PDL SULLA GIUSTIZIA

«Non farei mai quello che ordinano i magistrati con una sentenza definitiva. Non per mancanza di rispetto ma perché non la penso come loro, la nostra è una politica classica dove il capo del governo ha un ruolo fondamentale». «Noi abbiamo un concetto differente rispetto alla giustizia. Per noi il concetto di consenso popolare rimane un valore fondamentale dello Stato». «Va bene, se a loro piace la nostra politica e la nostra comunicazione ci votano, altrimenti voteranno un altro partito. Uno non può piacere sempre a tutti». «Io rispetto tutti: facciano quello che vogliono senza disturbare gli altri. Sono anche favorevole all’indipendenza della magistratura, ma no a giudicare un leader politico. Da capo di un partito credo sia molto complesso tirare su dei voti con un leader condannato».

 

UN POLITICO DEL PD SULLE TASSE

«Non farei mai una seria riduzione delle imposte. Non per mancanza di rispetto ma perché non la penso come loro, la nostra è una politica fiscale classica dove la pressione fiscale un ruolo fondamentale». «Noi abbiamo un concetto differente rispetto alla proprietà privata. Per noi il concetto di Stato sacrale rimane un valore fondamentale del paese».«Va bene, se a loro piacciono le nostre tasse e la nostra comunicazione le pagano, altrimenti diventeranno evasori. Uno non può piacere sempre a tutti». «Io rispetto tutti: facciano quello che vogliono senza disturbare gli altri. Sono anche favorevole a dare privilegi fiscali ai miei elettori e amici, ma no alla riduzione per tutti i contribuenti. Da erogatore di molti favori credo sia molto complesso tirare su dei voti adottando una politica fiscale pro-crescita».

 

UN POLITICO DEL M5S SULL’EURO

«Non farei mai quello che chiede la Bce per conto di Goldman Sachs. Non per mancanza di rispetto ma perché non la penso come loro, la nostra è una politica classica dove la rete e i cittadini hanno un ruolo fondamentale». «Noi abbiamo un concetto differente rispetto alla sovranità monetaria. Per noi il concetto di partecipazione rimane un valore fondamentale della politica monetaria». «Va bene, se a loro piace la volontà popolare fanno quello che dicono i cittadini attraverso la rete, altrimenti vaffanculo. Uno non può piacere sempre a tutti». «Io rispetto tutti: facciano quello che vogliono senza disturbare gli altri. Sono anche favorevole all’euro, ma no allo stesso euro della Merkel e degli speculatori finanziari. Da cittadino eletto credo sia molto complesso prendersi la responsabilità di una decisione».

 

UN POLITICO A CASO SU TELECOM, ALITALIA, ECC.

«Non farei mai quello che chiedono gli azionisti. Non per mancanza di rispetto ma perché non la penso come loro, la nostra è una politica industriale classica dove il governo ha un ruolo fondamentale». «Noi abbiamo un concetto differente rispetto agli asset strategici. Per noi il concetto di governo sacrale rimane un valore fondamentale della politica industriale». «Va bene, se a loro piace la nostra politica industriale e la nostra influenza investono, altrimenti porteranno i capitali in un altro paese. Uno non può piacere sempre a tutti». «Io rispetto tutti: facciano quello che vogliono senza disturbare gli altri. Sono anche favorevole agli investimenti stranieri, ma no alla cessione del controllo agli stranieri. Da benefattore di molte aziende pubbliche, parapubbliche e private assistite credo sia molto complesso tirare su dei voti se i capitalisti non ti devono dei favori».

 

APPENDICE NERD

UN RINNOVABILISTA

«Non farei mai un investimento senza sussidi. Non per mancanza di rispetto ma perché non la penso come loro, la nostra è una’industria classica dove gli incentivi, monetari e regolatori, hanno un ruolo fondamentale». «Noi abbiamo un concetto differente rispetto agli incentivi. Per noi il concetto di profitto sacrale rimane un valore fondamentale del mercato energetico». «Va bene, se a loro piace il nostro modo di ottenere rendimenti stellari stanno zitti, altrimenti si lamenteranno ma la componente A3 non si tocca. Uno non può piacere sempre a tutti». «Io rispetto tutti: facciano quello che vogliono senza disturbare gli altri. Sono anche favorevole a una riduzione degli incentivi, ma no a rivedere quelli passati, i miei in particolare. Da operatore di molti campi fotovoltaici, credo sia molto complesso tirare su dei rendimenti se puoi contare solo sul valore di mercato dell’energia che produci».

 

UN PRODUTTORE CONVENZIONALE

«Non farei mai conto sui soli ricavi di mercato. Non per mancanza di rispetto ma perché non la penso come loro, il nostro è un modello classico dove il rent seeking ha un ruolo fondamentale». «Noi abbiamo un concetto differente rispetto alla capacità produttiva inutilizzata. Per noi il concetto di stranded cost sacrale rimane un valore fondamentale del mercato elettrico». «Va bene, se a loro piace il nostro modo di fare e la nostra comunicazione ci daranno il capacity payment, altrimenti il sistema… non so, qualcosa succederà. Uno non può piacere sempre a tutti». «Io rispetto tutti: facciano quello che vogliono senza disturbare gli altri. Sono anche favorevole alla concorrenza, ma no se intacca le mie quote di mercato e i miei profitti. Da operatore di molte centrali pressoché ferme credo sia molto complesso chiudere un bilancio se i ricavi non remunerano la disponibilità a produrre, piuttosto che la produzione».

 

UN OPERATORE DI RETE

«Non farei mai quello che chiedono i consumatori. Non per mancanza di rispetto ma perché non la penso come loro, il nostro è un business classico dove la rendita ha un ruolo fondamentale». «Noi abbiamo un concetto differente rispetto alla terzietà. Per noi il concetto di arbitraggio sacrale rimane un valore fondamentale della strategia aziendale». «Va bene, se a loro piacciono la nostra strategia aziendale e le nostre batterie producono elettricità, altrimenti chiuderanno gli impianti. Uno non può piacere sempre a tutti». «Io rispetto tutti: facciano quello che vogliono senza disturbare gli altri. Sono anche favorevole a rivedere le tariffe di trasporto, ma non a ridurle. Da riconosciuto rentier credo sia molto complesso fare extraprofitti se non puoi godere di tariffe generose e giocare nel campo da te disegnato».

 

UN CONSUMATORE ENERGIVORO

«Non farei mai quello che chiedono i liberisti. Non per mancanza di rispetto ma perché non la penso come loro, la nostra è un’industria classica dove lo sconto sui prezzi dell’energia, a carico degli altri consumatori, ha un ruolo fondamentale». «Noi abbiamo un concetto differente rispetto al prezzo dell’energia. Per noi il concetto di interrompibilità sacrale rimane un valore fondamentale della politica tariffaria». «Va bene, se a loro piacciono i nostri sussidi ce ne danno di più, altrimenti ci accontentiamo di quelli che abbiamo già. Uno non può piacere sempre a tutti». «Io rispetto tutti: facciano quello che vogliono senza disturbare gli altri. Sono anche favorevole a eliminare gli incentivi, ma non quelli che percepisco io. Da consumatore consapevole di quanto costerebbe l’energia se non godessi di privilegi speciali credo sia molto complesso tirare avanti se non scarico un po’ di costi su terze parti inconsapevoli».

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15 Responses

  1. Gianfranco

    parodia divertente, se non fosse che i vari esempi rispecchiano esattamente quello che personaggi di quei gruppi farebbero o almeno pensano e credono veramente.
    Cio’ detto, se in un supermercato la trovo, comprero’ solo la Barilla, se non altro per ripicca, perche’ mi sembrano stupide e fuoriluogo le reazioni altrettanto omofobe, con buona pace dei sostenitori del genitore1 gernitore2 (riforma fondamentale e prioritaria specialmente quando la gente perde il lavoro come adesso in Italia).

  2. @filcata1

    La premessa dice già tutto ciò che si deve dire.
    X il resto un imprenditore che nn sbagli dice “famiglia tradizionale è strategia di marketing ovvia conseguenza di segmentazione mercato e di percezione di un marchio storico e vincente”. Se non vuole danneggiare il proprio marchio lascia stare il retropensiero e soprattutto non lo esprime male.
    Se poi la Boldrini non si occupasse di cose che non la riguardano e non confondesse target di mercato con politiche sociali non finirebbe x danneggiare le imprese italiane.

  3. abcdefg

    Barilla ha detto quello che pensa la maggioranza delle persone ma che non si può più dire nella ns cosidetta democrazia ben rappresentata da istituzioni come boldrini e kienge

  4. Marcello

    Oggi ho mangiato gli spaghetti e mi sono sembrati più gustosi del solito, saporiti, sinceri. Erano Barilla, che combinazione!

  5. Umberto

    Sono d’accordo sul fatto che Barilla sia scivolato su una buccia di banana. Andando a un programma come La zanzara, si sarebbe dovuto tenere molto più guardingo, poichè – lo dico meravigliandomi di ciò che sto dicendo – in Italia evidentemente i gay sono più bigotti dei bigotti ai quali non vanno a genio!!! -.-

    E sottolineo che in quest’ultima categoria non è ascrivibile Barilla, il quale non ha espresso alcun concetto omofobico. Egli è cittadino tanto quanto un gay, per cui sul tema ha il diritto di pensarla come preferisce, visto che, se è vero che l’alternativa alla famiglia tradizionale è diventata statisticamente significativa, tanto da potersi affermare come ulteriore realtà sociale – e per alcuni anche come modello – è pur vero che la famiglia tradizionale, come concetto, e come realtà fattuale (e storica) non è ancora tramontata e, dunque, ha tutto il diritto di essere legittimamente riconosciuta e pubblicamente lodata da chi la approva. I gay stessi, che tanto si urtano quando sentono questo discorso, devono spiegarci se sono stati portati dalla cicogna o se sono nati in una qualche famiglia da mammà e papà…

    Questo giochino di parafrasi che avete fatto voi in questo post, invece, è davvero scorretto e fuori luogo. Innanzitutto perchè non vedo proprio come possano sovrapporsi le parole di Barilla ad altri contesti, senza perdere il loro significato (decontestualizzare: il peccato originale di ogni critica debole), ma soprattutto perchè si è sempre stati liberi di essere clienti o meno di Barilla, la quale, fino a prova contraria, nel mercato libero, è libera di privilegiare la tipologia di cliente che preferisce in base ai propri valori, alla propria visione e alla propria mission.

    Arrivare a dire che Barilla ha espresso un “retropensiero” e che doveva fermarsi a sottolineare solamente le ragioni di marketing è alquanto sconcertante. Primo perchè su un sito di liberali, sentirmi dire che un uomo non ha diritto di professare i propri ideali è il rovesciamento della liberalità, e secondo perchè questo configura l’idea di un’impresa totalmente staccata dalla realtà, dai bisogni della società e dell’individuo, un’impresa mirata solo al conseguimento di un asettico, astratto, disutile profitto.

    E invece non è così. Un’impresa è entità viva. Deve essere capace di leggere la società, ma non può evitare di farne parte e, quando è abbastanza grande, di influenzarla.

    Ancor più, tale ragionamento vale per l’imprenditore. Un imprenditore fonda la propria azienda non solo per lavorare o per realizzare un guadagno. Si è pienamente imprenditori quando si ha un’idea, il desiderio di soddisfare i bisogni della gente, quando si ha un ruolo nel tessuto sociale del proprio territorio, ma anche un’idea di società. E questa è “politica”. Ma politica con la P maiuscola. Quando Henry Ford realizzava la sua catena di montaggio, sì, aveva necessità di abbattere i costi e serializzare, ma pure aveva in mente quel suo detto «c’è vero progresso quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti». Così, io non so davvero cosa passi per la testa a Barilla, ma certamente non si può crocifiggere un uomo e un’azienda, perchè credono in un modello di società e desiderano affermarlo.

    Ben altri personaggi, che fatico a definire imprenditori usando quella definizione testè indicata, hanno messo in dubbio diritti fondamentali dell’uomo come l’accesso all’acqua e non ci si è sollevati più di tanto. Mi pare che l’orientamento sessuale dei personaggi rappresentati negli spot di Barilla sia del tutto irrilevante al confronto.

  6. mariosavona

    dico che siamo un paese di M+++++++DA…. basta leggere questi pochi commenti… w l’eterosessualità.. w l’omosessualità… w la cultura… w la libertà di pensiero…
    Solo la cultura e il senso civico ci renderà liberi…..
    Soltanto quando l’uomo sa, conosce ed è in grado di scegliere è davvero un uomo libero!!
    P.S ho ascoltato l’intervista che quei 2 figli di p++++++na (in senso buono) di parenzo & cruciani che hanno fatto a barilla.. è stato un pollo e si è fatto incartare da quei due marpioni… W LA LIBERTA’ SOTTO TUTTE LE SUE FORME!!!

  7. CLAUDIO

    SONO DISGUSTATO DAL FATTO CHE UNO NON POSSA PIU’ DIRE CHE PREFERISCE LA FAMIGLIA TRADIZIONALE – MASCHIO , FEMMINA – SENZA ESSERE INSULTATO O MAGARI DOMANI ANCHE ARRESTATO. POSSO DIRE CHE NON MI PIACCIONO I PEDERASTRI O SE LO DICO POSSO ESSERE ARRESTATO ?

  8. marco

    bisogna essere disinformati per presentarsi in una trasmissione tanto mediocre e un po’ con ansia da prestazione
    vogliamo mettere l’eleganza di gelare quei miseri conduttori con un “la nostra azienda ha una struttura di marketing di prim’ordine che ha generato fenomeni come “il mulino bianco” le cui scelte sono motivate e che condividiamo sulla base dei loro sistematici successi”. E i guitti si sarebbero ritratti imbarazzati.
    La meritocrazia ed il suo riconoscimento pubblico non è paglia, ed è il segno di un azionariato illuminato. Il resto è mediocrità….come gli ambienti che si frequentano. PUNTO
    Tanti cari auguri dipendenti e manager di Barilla, con simpatia un vostro estimatore e consumatore.

  9. Spartacus

    IL LIBERISTA
    “Non farei mai quello che chiedono lavoratori e comuni cittadini in tutto il mondo. Non x mancanza di rispetto, ma perchè non la penso come loro. La nostra è un’ideologia che crede nella panzana del “mercato che si autoregola” anche se smentita ogni giorno dai fatti. Noi crediamo nella precarizzazione del lavoro come panacea pro-crescita; non importa se ovunque nel mondo impoverisce i lavorari e distrugge la classe media. Noi crediamo nella deregulation dei mercati sempre e comunque; non importa se a trarne vantaggio sono solo oligopoli di grandi corporations a danno di consumatori e lavoratori. Noi crediamo nella distruzione del welfare e nella privatizzazione di tutti i servizi (scuola, sanità, acqua, ecc); non importa se ciò condanna alla sudditanza perpetua i meno abbienti. Noi appoggiamo l’austerità in salsa tedesca anche se stà uccidendo economicamente l’Europa; l’importante è fare dispetto agli odiati Keynesiani e laburisti.

  10. ivan b

    LA FAMIGLIA TRADIZIONALE?
    Per caso quella della delle festicciole eleganti col burlesque ed il letto a tre piazze? E qualche minorenne casertana, egiziana o di chissà dove?
    Quella della prima moglie, della seconda o della terza?
    O quella di cui (stra)parlano mattina pomeriggio e sera i preti che una famiglia non la hanno e anzi, che vivono spesso e volentieri in strutture “monosessuali” come conventi e seminari in assoluta castità? E che sempre tacciono omertosamente sui PRETI PEDERASTI E PEDOFILI.
    O quella della delle oltre 130 donne uccise ogni anno da un familiare/amico/amante/marito/ex?
    Ho a casa alcuni pacchi di pasta e di biscotti Barilla che mangerò, ma se il signor B2 pensa che io o mia moglie ne compreremo ancora si sbaglia di grosso, almeno finchè la sua pubblicità (troppa per i miei gusti, ma non mi dà fastidio…) non rifletterà la realtà della società.
    si accoda così a Nestlè che non entra in casa nostra da oltre 15 anni.
    La famiglia esiste ovunque vi siano persone che si vogliono bene, di qualsiasi sesso siano, purchè maggiorenni e consenzienti.
    Lo hanno capito perfino in Indonesia (il più grande paese islamico del mondo) ma nello Stato della Chiesa ancora non ci siamo.
    e credo che la felicità di un* bambin* non passi dal tipo di genitori, ma come questi si amano e si rapportano con loro.
    Vari amici ed amiche lo dimostrano, e sono coppie molto più stabili delle altre. Probabilmente perchè non sono prevenuti come B2.
    Certi atteggiamenti che accomunano B2 con alcuni leghisti di scarse facoltà mentali eletti in varie istituzioni onestamente mi preoccupano, perchè sono la punta dell’Iceberg dell’ignoranza di ritorno di una popolazione che non è più stupida e incapace di altre.
    Per molto meno un certo John Kerry dovette ritirarsi dalle primarie per la Presidenza degli USA qualche anno fa, o sbaglio?

    per quanto riguarda i confronti, molto simpatici e divertenti in sè, sono leggermente fuori tema, dato che nessuno dei citati vende generi alimentari in un contesto di libera concorrenza.

  11. ivan b

    rettifico
    John Kerry fece una pessima dichiarazione durante la campagna per le Presidenziali del 2004 davanti ad una scuola ed in presenza di studenti. Era riferita all’istruzione ed al fatto di finire in Afghanistan se non si studiava… Alcuni analisti attribuirono a questo scivolone la sua sconfitta contro George W. Bush. Kerry raccolse 252 voti elettorali, mentre Bush 286. bastavano un paio di stati in bilico…

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