21
Ago
2013

Qualche conticino rivelatore dietro il trionfalismo anti-evasori

Agosto, mentre ancora mancano la bellezza di 262 adempimenti tributari per noi poveri contribuenti di qui a fine anno, è tempo di bilanci di metà anno nella diuturna lotta all’evasione fiscale. Ieri, le cifre dalla Guardia di Finanza. Da gennaio di quest’anno a ieri, 4.933 evasori totali stanati, che avrebbero nascosto redditi pari a 17,5 miliardi di euro. Per 1.771 professionisti è già scattata la denuncia, nei casi più gravi, per omessa dichiarazione dei redditi. E su di loro, evasori totali, si sprecano le condanne: ”hanno vissuto alle spalle dei contribuenti onesti, usufruendo di servizi pubblici che non hanno mai contribuito a pagare, intestando spesso beni e patrimoni a prestanome o a società di comodo”, ha detto ieri la Finanza.

Cerchiamo di mettere un po’ d’ordine nel caos che si scatena quando la comprensibile deprecazione prevale sui fatti. Innanzitutto, come capita quasi sempre, ieri gr e tg parlavano di 17,5 miliardi “sottratti al fisco”. No, nemmeno per sogno. Si tratta di redditi stimati dall’apparato tributario, non di stima di imposte evase. Con precisione è impossibile dire su 17,5 miliardi di redditi contestati quanto è l’imposta dovuta, perché le aliquote dipendendo dalle imposte evase e dai redditi delle persone fisiche e giuridiche accertate. Se anche ipotizziamo un 45% pari alla pressione fiscale sul Pil, siamo a 8 miliardi di imposte evase. Comunque una bella cifra, visto che coprirebbe da sola l’abbattimento dell’IMU prima casa insieme alla copertura del mancato aumento del punto di IVA, oppure oltre i due terzi di quanto imprese e autonomi pagando di IMU.

Ma anche di quegli 8 miliardi è corretto fare la tara. Lo Stato ha proceduto attraverso sforzi erculei , negli ultimi anni, per salire da circa il 40% verso il 45% del riscosso reale, rispetto alle imposte messe a ruolo nel contenzioso tributario. Un contenzioso che pure è unilateralmente favorevole allo Stato, senza un giudice terzo, come non avviene in nessun altro paese avanzato. Ergo gli 8 miliardi di imposte evase sui 17,5 sin qui contestati nel 2013 di redditi totalmente non dichiarati diventeranno, entro 3-4 anni, al massimo 3 miliardi e mezzo di riscosso aggiuntivo vero. Possiamo stare certi di una cosa: gli oltre 600 mila controlli fiscali messi in atto da Finanza e diverse Agenzie tributarie statali nel corso del 2012 sono costati assai di più a noi contribuenti dei 3,5 miliardi che – speriamolo – lo Stato incasserà, se tutto va bene, dall’annuncio di ieri.

E se poi guardiamo al procedere negli anni della lotta all’evasione, come stiamo messi? Nel 2012, secondo le cifre ufficiali delle Fiamme Gialle, sono stati scoperti 8.617 evasori totali, che avrebbero occultato redditi al fisco per 22,7 miliardi di euro. A queste cifre si aggiunsero 16,3 miliardi di altri fenomeni evasivi. Siamo dunque sotto media, visto che i 4.933 evasori totali da gennaio ad agosto 2013 sono relativi a quasi 8 mesi. Se anche i dati fossero relativi solo a fine luglio, per essere pari alla media mensile 2012 gli evasori totali identificati nel 2013 avrebbero dovuto essere oltre 6mila. Ricordatevi inoltre che, malgrado le cifre dei controlli e degli accertati siano salite nel 2012 sul 2011, il tetto di recupero da evasione di 12,7 miliardi del 2011 non è stato eguagliato – sia pur di poco – nel 2012, per via della crisi che ha reso più poveri anche gli evasori, per quanta rabbia ciò ci possa provocare.

Un’ultima osservazione. Bisogna far tara anche di un altro luogo comune diffusissimo: quello dell’Italia regina solitaria dell’evasione e dell’economia “in nero”, dannata conseguenza di una devianza antropica connaturata al nostro DNA nazionale, incapace di immedesimarsi nel bene pubblico, e intossicato di Machiavelli e Guicciardini. Qualche giorno fa è stata pubblicata una aggiornata stima comparata del “nero” in Europa, a cura del professor Friedrich Schneider per la grande società di consulenza A.T. Kearney. Ebbene la stima del nero italiano, pari al 21% del Pil, è in realtà di pocho sopra la media europea, perché a batterci, con punte fino al 30% e oltre del Pil, sono i Paesi esteuropei. Ma i nostri 330 miliardi circa di economia “insensibile” al fisco vengono superati, come ammontare, dagli oltre 350 miliardi della virtuosissima Germania. Certo, la percentuale del nero sul Pil tedesco è più bassa della nostra. Ma come imposte evase ci battono, i signori tedeschi. Malgrado abbiano una pressione fiscale di diversi punti inferiore alla nostra, beati loro.

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19 Responses

  1. Luigi

    Però i tedeschi sono venti milioni in più degli italiani, e hanno ormai due volte il nostro pil…

  2. Coburn

    Quanto di questo ” imponibile evaso ” verra’ confermato al termine dei tre gradi di contenzioso??!!

  3. Michele Michelotto

    L’autore sembra auspicare la cessazione della lotta all’evasione dal momento che e’ costosa e al momento e’ difficile recuperare grandi cifre.

  4. Riccardo

    “Certo, la percentuale del nero sul Pil tedesco è più bassa della nostra. Ma come imposte evase ci battono, i signori tedeschi. Malgrado abbiano una pressione fiscale di diversi punti inferiore alla nostra, beati loro”

    Questo è un argomento che non sostiene la tesi che un’elevata pressione fiscale implica, o genera, un’elevata evasione, esatto?

  5. DDPP1953

    Siamo alle solite!
    Durante i periodi di vacanze, il direttore Marketing dell’Agenzia delle Entrate si sveglia e comincia a sparare stupidaggini sulla stampa. Il bello è che la stampa “libera” finge anche di crederci!
    Ma lo sappiamo come vengono effettuate le verifiche della Guardia di Finanza? Ci dice nulla la frase “Metodo Induttivo e Inversione della Prova”?
    Soffermiamoci per un attimo sui numeri che millantano: Reddito evaso 17 miliardi, Reddito medio evaso pro capite 3,4 Milioni, immagino che su 5.000 evasori ci sarà chi ha evaso 100.000 e chi 15 milioni: ed erano tutti sconosciuti al fisco!?
    Quanto è reddito vero evaso e quanto frutto della Presunzione Induttiva? Il 100% o 1%?
    Se (SE) la cifra fosse vera vorrebbe dire 1,1% del PIL, ma ragionando essendo il PIL al 50% dello Stato vorrebbe dire il 2,2%. Continuando a ragionare, se nettizziamo il PIL Privato da quanto è in emersione (ENI, Enel, Telefono, Spese bancarie, Aquisti Corporate ecc) che è pari al 25% dell’intero PIL si sale al 4,4% dell’evadibile. E questo lo hanno scoperto da Gennaio ad Oggi?! Ma che smettessero di prenderci in giro.

    Se (se e spero che non lo sia) questa notizia fosse plausibile, vorrebbe dire che di tutte le attività soggette a fiscalità da parte di privati, questi evadono dal 30 al 50%.
    Ma prendendo proprio TUTTE le attività!!! E allora che ce ne facciamo di 135.000 Guardiani della Finanza e di 115.000 Guardiani dell’agenzia delle entrate e degli uffici tributi comunali e dell’INPS e dell’Inail come accertatori….
    Ci pisciano notizie sulla testa e dobbiamo far finta che piova! Ma per favore!

  6. giuseppe

    Bisognerebbe chiedersi quanto costa una macchina del fisco così palesemente sovradimensionata, e se il gioco vale effettivamente la candela, cioè se i 120.000 dipendenti dello Stato addetti al settore si guadagnano lo stipendio, oppure no.

    Quegli evasori totali sono accertati analiticamente o sinteticamente? Nella seconda ipotesi sono assimilabili ad un poveraccio condannato per omicidio senza che ci sia né l’arma né il cadavere.

    Terzo: torno da una breve ed economicissima vacanza in Austria (costa la metà delle Dolomiti) e potrei snocciolare una lunghissima serie di mancate emissioni di scontrini e fatture, eventualmente anche documentabili. Vado a caso.
    1) Pranzo abbondante per quattro persone al Rifugio del Reisseck (2300 mslm) 62 Euro nessun pezzo di carta (che prezzi, in un Paese libero!)
    2) Ottimo pranzo per quattro persone in una locanda ad Oberberger Alm (1750 mslm) 52 Euro nessun pezzo di carta
    3)Soggiorno in bed & breakfast (pernotto e prima colazione) 20 E al giorno per persona. 4 persone 6 giorni 480 E ricevuta su un foglio di blocchetto.
    Data la naturalezza dei gesti, temo che non si tratti di evasione (eventualmente non esisterebbero solo in Italia, dato che non ho mai visto niente del genere neanche nel profondo Sud) ma semplicemente lo Stato abbia ridotto al minimo le regole.
    Un Paese Felice, dove la gente vive felice. Anche i poveri turisti Italiani. Quando si ripassa la frontiera, aihmé, ci si rende conto che si è nati nel paese sbagliato, e l’Italia non è affatto il Bel Paese.

  7. francesco

    Ciao Oscar e ospiti: per quello che vale ecco la mia indiretta (per fortuna) esperienza con l’AdE e Co. – sarà un caso personale ma da quanto leggo nei blog da parte di chi è direttamente a contatto con questi meccanismi, le opinioni convergono.

    Sono vicino ad una persona in fase di ricorso contro l’AdE; a questa persona, che non ha reddito nè aziende, ma vive con dei soldi ottenuti dalla dismissione di immobili di famiglia (tassati quindi alla fonte), sono stati “presunti” in 3 anni circa 300 . 000 euro EVASI dal fisco per mandata dichiarazione dei redditi IRPEF. Il metodo di conteggio? Redditometro: quindi tabelle con cifre “presunte” di reddito PRESUNTO in quanto proprietario di 2 cavalli (ospitati da un’amica in un’azienda agricola), più 2 macchine certamente non di lusso. In fase di accertamento ha cercato di chiarire una situazione, certamente complessa ma documentata, ma a nulla è servito: nè far vedere la disponibilità finanziaria nè documentare l’assurdità dei “presunti” costi dei beni a lei attribuiti con documentazione delle spese.
    Non mi soffermo sui dettagli racappriccianti, ma ne avrei da raccontare.
    Tengo quel poco di fiducia rimasta nel sistema per sperare in una completa condanna dell’AdE in sede di giudizio, ma a questo punto non faccio affidamento su nulla in quanto mi sembra tutto una commedia di Pirandello.

    Due pensieri:
    (1) secondo me è giusto usare degli indicatori come il redditometro come supporto all’identificazione degli evasori, MA, come tutti gli analisti sanno, correlazione non significa causazione (correlation does not imply causation). Per loro natura gli indicatori non danno una sicurezza sul fenomeno. Quindi in un vero accertamento il cittadino dovrebbe tranquillamente poter difendersi.
    (2) come anche riportato da DDPP1953, usare un’arma come il redditometro per “indurre” un reddito e lasciare l’onere della prova al cittadino è una grande porcheria. Potrei anche essere d’accordo laddove un vero accertamento andasse a rimborsare generosamente il cittadino del danno economico (commercialista) e morale (qualche anno di mal di fegato) riportato.
    Mi fermo qui.

  8. gianni cavallo

    bisognerebbe calcolare quanti sono i costi delle corruzioni concussioni e privilegi della nostra classe dirigente prima di andare a spulciare tutto il resto

  9. Caio Sempronio

    Basta … Basta … Basta non se ne può più … continuiamo a parlare di limitare la spesa di non fare quell’opera o quell’altra, di non comprare qui o là, ma chi se ne frega, così non se ne viene mai fuori, sarà una lotta continua, per tantissimi anni, … il comportamento dei pentastellati in parlamento è encomiabile ma non se ne verrà mai fuori da questo pantano.
    Piantiamo due pali nella COSTITUZIONE ITALIANA !!! … una volta li avrebbero chiamati “paletti” … ma se sono piccoli non tengono.
    Il primo: Lo stato non può tassarti per più del 30% del tuo reddito … di quello che ti metti in tasca ! Possono chiamarla IRAP, IRES, IRPEF, IGE, IVA, IMU ECC ECC MA QUANDO HO VERSATO IL 30% DEL MIO REDDITO MI FERMO. STOP. NON VERSO PIU NIENTE IN QUELL’ANNO. Che sia COMUNE, PROVINCIA,REGIONE, STATO, EUROPA, MONDO, SISTEMA SOLARE, VIA LATTEA, ECC. NON VERSO PIU’ NIENTE. POI … SE VOGLIONO COMPRARE DIECI AUTO BLU AL BIDELLO DELLA SCUOLA … FACCIANO PURE … TAGLIERANNO SPESE SOCIALI E VERRANNO GIUDICATI ALLE PROSSIME ELEZIONI.
    Il secondo: Lo stato puo spendere solo i soldi incassati … dopo un anno tutto va a regime, è vietato fare dei debiti, se un amministratore fa dei debiti ci mette dei suoi, se non ne ha sarà inibito dall’avere denaro per il resto della sua vita … solo una tessera con la quale prendere cibo e vestiario (ALLA MENSA DEI POVERI) … punto.
    Così la popolazione di questo stato si riprende un po’ di dignità … persa a scapito di amministratori folli, pazzi.
    Ma è chiaro, cristallino che una cosa del genere non verrà mai fatta. E allora sollecito tutta la popolazione italiana a uno sciopero bianco in massa: non versiamo allo stato italiano niente di più del 30% di ciò che ci mettiamo in tasca punto. La “REVISIONE DELLA SPESA” sarà automatica. Ci saranno multe, arresti, sequestri, ma se l’adesione sarà grande alla fine crolleranno. Il 30% è molto maggiore alla “decima sul reddito della repubblica veneziana” e la cosa mi mette la coscienza a posto!! … sarà uno stato sociale al 30%. DEVE BASTARE !!!
    http://www.treccani.it/enciclopedia/decima/

    Del resto, … lo faccio per il loro bene … ve lo immaginate se tutti usciamo da questo paese … dovranno comprare il latte su eBay: nemmeno il lattaio troveranno più se continuano a tassare in questo modo!!
    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-5637d8d5-e471-4983-b6c5-b05e7df4e3fe.html

    Pensate … Esiste una “categoria” che decide quanto prendere, cosa prendere, quando prendere, dove prendere. Esiste una “categoria” che non decide NIENTE, … ma la cosa TRAGICA è che la “categoria” che prende lo fa a carico della “categoria” che non conta niente, e lo fa senza pudore, senza remore, senza criterio, senza regole.
    Un esempio: l’alta velocità in Italia e costata circa tre volte quella francese … perchè si sono dilatate tanto le spese? perchè il costruttore era certo che “il politico“ avrebbe comunque pagato, e perchè il politico paga senza fiatare l’avvenuto aumento? perchè sa che può aumentare le tasse “ad libitum” e può fare debiti a carico dei posteri, sempre ad libitum. (http://it.wikipedia.org/wiki/Ad_libitum)
    Basta … tu amministratore sei un pazzo, ma non vieni a prendere i soldi in tasca mia: CI VUOLE UNA REGOLA. E questa regola deve essere una cosa fissa, salda, una sorta di “quinto emendamento” (come nei film … “mi appello al quinto emendamento”). Hanno voluto il controllo totale dei conti correnti … CONTROLLINO PURE, bene quando incasso (metto in saccoccia) UNA CIFRA ho trenta giorni per versare il 30% allo stato … PUNTO … NON UN CENTESIMO DI PIU … puoi controllare! MAI PIU’, PER NESSUNA RAGIONE. SE CI SONO DELLE EMERGENZE, VENDI I GIOIELLI DI FAMIGLIA … COME FACCIAMO NOI O VA’ A FARE L’ELEMOSINA !

  10. massimo

    Caro Oscar
    quando hai ospitato BEFERA ere molto servizievole. Se un giudice prendesse 50 euro per ogni mese di condanna che applica che giustizia sarebbe’
    Fai tu se credi che portare rispetto a questo sistema fiscale sia democrazia voglio un sistema totalitario almeno faro il partigiano Saluti

  11. Massimo74

    Si continua a parlare impropriamente di evasori totali, che non esistono.Basta andare al supermercato a fare la spesa per pagare il 21% di IVA o fare il pieno di benzina per pagare le accise(che sn il 60% del costo del carburante),oppure avere un immobile per pagare l’IMU o possedere un conto corrente per vedersi addebitati imposta di bollo.Insomma,evadere tutte le imposte è impossibile,le tasse in un modo o nell’altro le pagano tutti(volenti o nolenti).

  12. Marco

    Fermi restando i forti dubbi sui reali benefici che lo Stato e soprattutto il cittadino traggono dalla lotta all’evasione (per via di fenomeni come il trasferimento d’imposta e l’impatto real su PIL ed occupazione in aree depresse) propongo quanto segue:
    Siccome lo stato applica il Redditometro ribaltando l’onere della prova sul contribuente. Siccome lo obbliga a svolgere lavoro di ragioneria spicciola per difendersi “just in case.” per questo onere, per la violazione della privacy e per il supplizio cui il cittadino è soggetto quando chiamato a giustificare aspetti privati della propria esistenza occorrerebbe:
    1. L’istituzione di una autorità giudicante terza rispetto a cittadino e AdE.
    2. Se il cittadino ha effettivamente evaso il Fisco deve pagare quanto dovuto ma nel caso in cui le pretese dell’AdE risultino illazioni prive di fondamento, (reddito presunto che risulti poi giustificato) ed il cittadino dimostra la legittimità del proprio tenore di vita, il reddito presunto costituisce indennizzo che l’AdE versa in sede di chiusura di contenzioso (entro 30gg. dall’apertura della contestazione).

  13. Giorgio Andretta

    Egr. Caio Sempronio,
    la invito caldamente a partecipare al I° Festival Internazionale dell’antropocrazia che si terrà al “Palazzo dei congressi” in via Scavi, 14 a Montegrotto Terme (PD) i giorni 21 e 22 settembre p.v. a partire dalle ore 09.00. La aspetto con trepidazione magari accompagnato dall’internauta che si firma “massimo” e da ognuno che si avvalga di buona volontà.
    Cordialmente,
    Giorgio Andretta

  14. Giorgio Andretta

    Egr. francesco,
    vale anche per lei l’invito indirizzato ai sigg. Caio Sempronio e massimo e a tutti coloro di buona volontà.
    In attesa,
    Giorgio Andretta

  15. Giorgio Andretta

    Egr.giuseppe,
    si aggreghi alla compagnia sopra indicata.
    L’aspetto,
    Giorgio Andretta

  16. spago

    chiedo nella mia ingenuità.. ma quando lo stato scova un evasore, a parte farsi pagare una parte delle tasse non versate in precedenza e dare una multa, suppongo che continui a percepire le tasse sui redditi portati alla luce anche negli anni successivi.. voglio dire da quel momento in poi, a parte ciò che versa nel momento in cui è scoperto, l’evasore dovrà pagare le tasse o liberarsi veramente di beni e redditi.. quindi il raffronto costo dei controlli / importi recuperati dovrebbe tenere conto dei “benefici” per lo stato nel tempo, oltre quei 3,4 miliardi incassati entro 3-4 anni, no?

  17. Massimo74

    @spago
    No,non è così.Nella stragrande maggioranza dei casi le attività in nero che vengono scoperte semplicemente chiudono e cessano di produrre ricchezza perchè il nero è conveniente proprio in quanto tale,cioè quelle attività sommerse non esisterebebro senza evasione perchè non convenienti.Del resto lo spiegava bene anche arthur laffer con la sua famosa curva in cui spiegava che oltre una certa soglia di tassazione non è più conveniente produrre e alzando continuamente le aliquote si ottiene alla fine l’effetto opposto a quello prefissato(cioè il gettito cala).Per questo non ha alcuna logica sostenere che lo stato a casusa dell’evasione “perde” ogni anno 120mld.Cioè quei numeri sono veri solo sulla carta,nella realtà,se domanimattina lo stato riuscissse a stroncare definitivamente l’evasione,non solo non incasserebbe mai quella cifra ,ma ci sarebbe il serio rischi che il gettito fiscale(per i motivi che ho spiegato)possa addirittura contrarsi.

  18. Alberto

    Che un signore che vede benissimo percepisca una pensione di invalidità civile è un reato e va punito e nessun giudice, mediante un ricorso, gli darà ragione; ma se la metà degli accertamenti vengono dimostrati sbagliati o da autotutele o da ricorsi in commissione tributaria un cui una commissione di esperti accerta che le richieste sono infondate a qualcuno il sospetto che la metà delle le pretese nascono sbagliate gli sarà venuto. Dico la metà perché, da quello che dicono i consulenti fiscali, molti pagano richieste del tutto infondate per importi di qualche centinaio di euro perché il ricorso ne costerebbe molti di più, e quindi è un calcolo di pura convenienza economica tra quello che devo pagare allo Stato e quello che costa di spese per dimostrare l’infondatezza della richiesta. Le questioni di principio sono cose che non tutti possono permettersi.

    Per intercederci : il sospetto (e direi neppure più tanto tale) è che ormai non c’è più bisogno di aver commesso una violazione con dolo o colpa ma basta aver sfiorato, e del casualmente, qualche giorno prima il luogo del delitto, per essere accusati di essere colpevoli e neppure presunti è grande. Solo che le prove, con l’inversione dell’onere della prova, sono valutate degli stessi soggetti che in base a loro controprove ti accusano. Ma poiché i loro sospetti e le loro ragioni nascono da rilevazioni fondate e verificate, non si capisce perché allora (nel caso più semplice con autotutele) siano i giudici nella quasi metà dei ricorsi a sbagliare.

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