7
Mag
2013

Cosa si è rotto nel mercato della politica? — di Diego Valiante

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Diego Valiante.

La politica, come altre forme di mercato senza scambio diretto di moneta, è basata su un  sistema di principali (elettori) e agenti (classe politica) che si rapportano tra di loro sulla base di un delicato mix di incentivi a comportarsi bene o a disobbedire. La “proposta choc” di restituire l’IMU pagata nel 2012, insieme ad altre proposte “indecenti” presentate da altri leaders di partito, sfrutta un problema di incentivi noto da 40 anni in teoria economica e che oggi mostra gli effetti più deleteri nel mercato della politica italiana.

È noto a tutti che l’Italia vive un momento delicato della sua storia e della sua politica economica e gli spazi per l’abolizione di una tassa introdotta, proprio per stabilizzare i conti pubblici nel lungo termine, sono minimi. Per quale motivo allora queste proposte riescono ancora una volta ad attrarre l’attenzione dell’opinione pubblica?

Il mercato dei bidoni

Il degrado della classe politica italiana e l’avanzare inesorable dell’antipolitica, in forma di populismo o conflitti di interessi, sono il risultato di quello che in teoria economica è un difficile caso di selezione avversa (Akerlof, 1970), ovvero l’incapacità di coloro che devono esercitare il voto di distinguere la qualità delle diverse proposte politiche ex ante. L’incapacità, quindi, di prezzare (con il voto) la proposta politica migliore fa sì che coloro i quali potrebbero produrre proposte politiche migliori siano messi fuori dal mercato perché incapaci di beneficiare del fatto che propongono una proposta migliore. È un disincentivo enorme ad entrare nel mercato della politica, così chi rimane sul mercato alla fine sono (in media) dei lemons, ovvero i ‘bidoni’ della politica.

La politica, come per i prodotti finanziari, può essere classificata come un prodotto di cui non si può conoscere l’utilità neanche dopo l’uso (viene chiamato in letteratura, credence good). Pertanto, si ‘acquista’ con il voto una proposta politica senza nessuna sicurezza che poi chi l’ha acquistata possa trarne beneficio. Questo fallimento del mercato causato dalla selezione avversa può essere essenzialmente ridimensionato tramite un flusso costante di informazioni prima della transazione (in questo caso il voto) che permetta di ridurre l’asimmetria informativa e quindi di segnalare i costi della decisione politica prima dell’esercizio di voto.

Le cause e le soluzioni di questo problema

Quali sono allora i principali strumenti che riducono l’asimmetria informativa in politica? Essenzialmente due. L’informazione divulgata dal venditore (il politico), che per ovvi motivi di conflitti d’interesse non può essere l’unica fonte d’informazione. Il secondo elemento è la conoscenza che il compratore ha del mercato. Se a comprare il prodotto finanziario è un esperto di finanza, le probabilità che quel prodotto generi ritorni nel breve e lungo termine è certamente più elevata di quella che “la casalinga di Voghera” potrebbe ricevere dai suoi acquisti nel mondo della finanza.

Insieme al livello medio di studi della popolazione, il giornalismo in tutte le sue forme (nel suo diritto di critica), come i ratings per i prodotti finanziari,[1] è il meccanismo principale nel breve termine con il quale segnalare la politica ‘a basso costo’. È infatti questo meccanismo che nel mercato della politica italiana funziona male da anni. Le ragioni per le quali buona parte del giornalismo oggi parla alla pancia della politica sono molte. Certamente, come per gli incentivi nei ratings per prodotti finanziari in cui il controllato paga il controllore, oltre alla competenza di chi scrive il rating, la retribuzione gioca un ruolo essenziale. Il giornalismo oggi viene finanziato in gran parte dalla classe politica, se tramite finanziamenti pubblici diretti, a discrezione dei governi, oppure indirettamente tramite contratti pubblicitari sostenuti da accoliti di partito non fa differenza.

Ci sono però anche altri due elementi esterni che hanno influenzato questo delicato meccanismo di incentivi. La legge elettorale ha certamente ridotto la capacità di selezione della classe politica e quindi l’incentivo dell’elettore ad informarsi ex ante. Il secondo elemento è l’impatto di fattori esterni, quali le politiche europee. Esse hanno di fatto cambiato gli effetti delle politiche di governo sulla vita dei cittadini senza che nemmeno la classe politica sia riuscita ad intuirne gli effetti, complicando così lo scenario che gli elettori devono analizzare prima del voto.

Il meccanismo di selezione avversa nel mercato della politica (non solo in Italia), pertanto, riesce a far emergere sempre meno progetti politici di successo perché il “mercato del voto” non riesce a dargli il giusto prezzo. Solo quando verrà ristabilito un sufficiente flusso di informazione ex ante tra l’elettore e l’eletto agendo sui tre elementi di cui sopra, avremo un sistema più immune dai prodotti dannosi dell’antipolitica in tutte le sue forme ed espressioni.

Riferimenti

Akerlof G.A. (1970), “The market for ‘lemons’: qualitative uncertainty and the market mechanism”, Quarterly Journal of Economics, 84, pp. 488-500, Agosto.

Note

1 Non è un caso che i ratings siano nati nel XIX secolo come analisi pubblicate da riviste per investitori specializzati.

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15 Responses

  1. Piero from Genova

    1 se dire la verità ti fa perdere consenso politico.. la colpa è dei politici che lo fanno o dei polli che ci cascano ? e se ci cascano a ri-petizione dimenticando in fretta son solo polli o c’è qualcosa di più (o di meno) ?

    2 un mio amico.. strong sostenitore di Silvio (ma cmq nn è che gli altri son molto meglio.. ben che vada son solo meno peggio).. anni fa (prima del crack 2011) gli dissi : ma guarda che se porta il paese al fallimento e gli Stranieri ci attaccano poi perderà consensi.. e lui mi rispose.. guarda Piero che ci son buone probabilità che anche così riuscirebbe a fargli credere che nn è colpa sua ma degli altri.. io lo guardai e gli dissi.. ma tu 6 matto.. e quando nel 2011 lo licenziarono a colpi di spread gli dissi : hai visto che avevo ragione io.. ma nel 2013 mi son accorto che forse aveva ragione lui anche se non conosce la finanza e gli intrighi internazionali..
    tanto studiar ed aveva capito più di me..

  2. Gianfranco

    Si e’ rotto il patto che prevedeva quanto segue:
    – tu eleggi qualunque politico, che poi ti fara’ le belle leggi per “stare meglio”
    – tu ti disinteressi di tutto il resto tanto con le belle leggi ti compro.

    Finiti i soldi, nessun politico riesce piu’ a fare le belle leggi per “stare meglio” e il popolo bue, che fino a ieri ha goduto di parecchi benefit “gratis”, si lamenta.

    Lo stipendio dei parlamentari, le regioni, le province eccetera, sono sempre stati li’.
    Perche’ ora sono un problema? Per l’unico motivo possibile: che il cittadino vede il proprio stile di vita scendere e quello dei politici rimanere esattamente dov’e’.

    Il mercato si e’ rotto perche’ i politici sono diventati pop star strapagate da dibattito televisivo noioso mentre il popolo sta sempre piu’ diventando povero e vittima di sacrifici che reputa sempre piu’ ingiusti.

    L’elettorato italiano non s’e’ mai, ma mai, informato. Infatti il PCI ha fatto danni fino a che non e’ imploso per corruzione come gli altri, ben dentro gli anni 90. Pero’ prometteva la giustizia e la vita eterna.

    Le leggi che governano la relazione tra elettorato ed eletti, in Italia, passano attraverso la mutua corruzione. E possano Vico e Machiavelli sempre essere maledetti.

    Saluti.

  3. Stefano

    …. ma siamo proprio sicuri che il “Popolo sovrano” sia così stupido ed influenzabile ?

    Non è forse che non corrispondendo ai ” desiderata” della intellighenzia il Popolo viene bollato come influenzabile ed incapace di capire ???

    E quanto è invece l’intellighenzia a vivere in un modo tutto suo e teorico, lontano dai bisogni quotidiani della maggioranza della gente ?!?!

  4. Marco Tizzi

    @Piero from Genova
    Ma dato che nessuno ha spiegato tutto questo alla Procura di Milano, temo proprio che saremo destinati a qualche tipo di disastro al di fuori della consuetudine. Perché lo sai che se lo arrestano qui salta in aria tutto, sì?
    A quanto pare c’è una fila troppo lunga di gente che vuol farci diventare poveri, nulla potranno nemmeno i “poteri forti internazionali”, che stan facendo del loro meglio per tenerci in piedi.

  5. Diego Valiante

    Stefano, vedo molta facile semplificazione. Non è incapacità di capire per ignoranza. Si tratta di razionalità limitata ed asimmetrie informative, ovvero per il tipo di prodotto/servizio offerto ci sarà sempre una mancanza strutturale di informazione che porta a valutarlo in modo sbagliato. Ancor più se quei meccanismi che sono preposti a colmare le asimmetrie informative non funzionano come dovrebbero. Non era mia intenzione far passare un modello interessante come il mercato dei bidoni per un’invettiva contro l’ignoranza del popolo. Con la mancanza strutturale d’informazione, accentuata dai problemi di cui sopra, anche se fossimo tutti degli scienziati saremmo incapaci a prezzare adeguatamente le proposte politiche.

  6. Diego Valiante

    Stefano, credo tu abbia semplificato troppo. Non si tratta d’incapacità per ignoranza dei cittadini ma di un problema di asimmetria informativa legata alla tipologia del prodotto/servizio offerto. La selezione avversa è un problema strutturale di informazione. Anche se fossimo tutti dei politologi saremmo incapaci di valutare la qualità delle proposte politiche, in particolare se i meccanismi che dovrebbero ridurre le asimmetrie informative (di cui sopra) non funzionano come dovrebbero. L’utilizzo strumentale della propaganda politica peggiora ancor più il sistema informativo perché fa leva sulla razionalità limitata (non l’ignoranza) a cui i comportamenti umani sono soggetti. Non mi sono mai sognato di utilizzare il modello del mercato dei bidoni di Akerlof per fare un’invettiva contro l’ignoranza del ‘popolo sovrano’.

  7. Piero

    @Marco Tizzi

    nn lo arresteranno dopotutto nn arrestano neppure chi ammazza.. il popolino se la compra con 100 euro Imu rimborsata a debito di cui 15% più ricchi ne paga 50%.. cmq Comico Pelato sa 1 cosa: se fa cadere Bilderberg 2° gli Internazionali (arrabbiati anche x il Gas) questa volta nn si fermano più sull’orlo e gli fan fuori le aziende cioè la cosa a cui lui tiene VERAMENTE (che poi è il vero motivo x cui è entrato in politica: lo sa il 100% degli italiani.. solo che il 50% è d’accordo mentre l’altro 50% la ritiene una porcata).. vediamo se è matto x davvero e và al muoia sansone con tutti i filistei (polli elettorali).. procura dovrebbe accettare, magari tramite King George, che legge nn è uguale x tutti in nome del superiore interesse nazionale..

    PS: nn comprare Oro xrchè partirà secondo botto..

  8. Marco Tizzi

    @Piero
    Non lo arrestano sicuro perché è troppo vecchio. Possono farlo fuori dalla politica.

    A quel punto può succedere di tutto: se lui capisce che non va in galera, ma che gli salvano le aziende, allora farà poco casino. Ma l’elettorato, fidati, potrebbe a quel punto combinarne di tutti i colori.

    Se invece lui pensa che possa finire in galera e/o che gli facciano fuori le aziende, allora potrebbe ribaltare il tavolo. E li so cazzi, Piero, perché a quel punto diventiamo una cavia per qualcosa di molto peggio del commissariamento.

  9. francine

    Temo che il motivo per cui in Italia ormai da decenni vincano i peggiori sia molto piu’ banale:in questo Paese la meritocrazia non esiste da decenni e non c’e’ motivo perche’ debba esistere in politica.A tutti i livelli(che siano legati piu’ o meno al settore pubblico o para-pubblico)vanno avanti solo quelli che sanno conquistarsi il posto grazie a pratiche piu’ o meno indecenti,raccomandazioni etc..Gli italiani purtroppo non sono piu’ quelli che avevano voglia di rimboccarsi le maniche.In generale si tratta di persone che sono convinte che con le amicizie giuste,la spintarella etc si possa ottenere posto di lavoro,permessi etc.E purtroppo hanno pienamente ragione.Se abbiamo una classe politica a dir poco schifosa e’ perche’ ce la siamo voluta noi a nostra immagine e somiglianza.La prova del nove..il nostro debito pubblico impilato poco alla volta grazie a queste pratiche che con l’efficienza economica e politica non hanno nulla e vedere.Ma la fine di tutto cio’ non e’ neanche all’orizzonte:nella vita di tutti i giorni dovrebbe essere che se faccio una scelta sbagliata prima o poi ci sia una punizione che mi fa capire che ho fatto una stupidaggine..In Italia no!vengono sempre premiati i peggiori quindi perche’ darsi da fare?Solo quando ci diranno da fuori(perche’ da dentro il Paese non vedo proprio ormai nessuna possibilita’)che siamo oltre l’esagerazione,che e’ l’ora di cambiare strada e mettere in essere politiche virtuose dandoci la famosa mazzata e non comprandoci piu’ i nostri bot allora forse ci sveglieremo dal letargo e torneremo sulla terra.Ora mi sembra che la maggioranza degli italiani viva su Marte..

  10. Stefano

    ….la moneta cattiva scaccia quella buona.

    È una delle tante regole che l’economia riconosce da tempo …e il mercato per quanto possibile ne prende atto e … opera ( 🙁 )di conseguenza.

    Le agenzie di rating, d’altra parte, non mi sembra abbiano una autorevolezza particolarmente condivisa proprio in quanto non si ha la certezza dei loro reali obiettivi oltre che della loro effettiva capacità di interpretare la situazione (quale era già il rating di Lehmand Brothers fino al giorno del crack ????)

  11. Stefano

    …. spesso si rimane presi/invischiati da presunte regole in realtà inesistenti, arbitrariamente applicate da Soloni, che tendono a immaginare scenari che, dopo pochi anni, sono del tutto inappropriati.
    Spesso si tratta di linearizzazioni valide matematicamente solo per piccoli intervalli, incentrati sulla situazione intorno alla quale sono stati studiati ed immaginati e che si dimostrano completamente inadatti, quando non controproducenti, in caso di applicazione per situazioni diverse.
    La rigidità nell’applicare i parametri del 3% di rapporto deficit/PIL e del 60% in quello debito/PIL ne sono il tipico esempio: studiati negli anni ’90 in un periodo di espansione risultano ora, in recessione, del tutto assurdi (e non applicati sostanzialmente nel 70% dei Paesi europei).
    Vero è che le risposte alla crisi proposte da alcuni già nel 2009-2010 ed allora criticate e rigettate dalla Europa dei Soloni e così utilizzate dai politici dell’altra parte e dai mass media (liberi o faziosi ???) esistenti in Italia a fini di lotta politica interna, diventano ora strategia comune di destra e sinistra nei confronti dell’Europa ….. criticati solo da sedicenti “tecnici” ed “europeisti”.
    …. chi ha ragione ??? Cosa è giusto e meglio per il Paese ? Esiste un “meglio” per il Paese o ci sono tanti meglio e peggio diversi e contrastanti ?

  12. Piero from Genova

    @Marco Tizzi

    1) stesso gg della condanna in appello e rinvio in cassazione hanno nominato un nuovo capo della cassazione.. un amico di Previti.. magari la annulleranno là fra 1 anno

    Statistica :

    a. 100% italiani razionalmente sa che il Comico Pelato è malandrino (prove o non prove)
    b. 100% italiani razionalmente sa che giudici son 20 anni che cercano di incastrarlo
    c. 100% italiani razionalmente sa che il Comico sino ad oggi se l’è cavata con decine di leggi ad personam (oltre ad auto-favori x le sue aziende)

    il 100% di cui sopra poi si divide in 3 parti :
    d. il 40% degli italiani di pancia ritiene che anche se marmella và bene così
    e. il 40% degli italiani di pancia ritiene che è una porcata che un marmellatore governi
    f. il 20% degli italini di pancia se ne frega xrchè crede che il mondo funziona così

    Filosofia : il grande Emmanuel Kant ha scritto 3 tomi :
    * i punti a/b/c farebbero parte della “Critica della Ragion Pura” dove si parla di ciò che Possiamo Razionalmente Conoscere.. e su questo siam tutti d’accordo (interiormente of course.. poi a parole molti x finta negheranno)
    * i punti d/e/f farebbero parte della “Critica della Ragion Pratica” e della “Critica del Giudizio” in cui si tratta del Bene/Male (Etica) e del Bello/Brutto (Piacere/Dispiacere)

    concludo dicendo il mio parere : che un paese in cui larga parte della gente considera “normale” che un super malandrino governi e si faccia i fatti suoi in cambio di 100 euro di Imu e licenza di evadere in massa.. è un paese profondamente malato.. così come malato è un paese che a Sinistra copre MontePaschi (in co-danno con lo Ior) & prepensionati baby (in co-danno con la Ex Democrazia Cristiana i cui voti sono in gran parte oggi nel Pdl)… i rpobebli di spesa pubblica/evasione/debito/scarsa competitività sono solo la CONSEGUENZA di un UNICO problema a MONTE : la gran massa del paese è.. x dirla con la “Ragion Pratica” di Kant : MARCIO..

  13. Piero from Genova

    @Marco Tizzi

    l’oro è solo un SIMBOLO che in pratica nn serve a nulla.. Vale se tutti Credono che Vale.. ed anche se nn si può stampare come i Simboli Bit.. cmq Essi se vogliono possono stabilire il Valore di Scambio che gli Pare.. 5000 $ o 500 $ all’oncia è uguale.. QUESTO NN HAN CAPITO GLI AUSTRIACI.. stai attento : Comprare Oro è SPECULAZIONE.. puoi diventar Ricco o Bruciarti il 50%.. noi nn possiamo sapere cosa Essi faranno nelle prox settimante od anni..

  14. B&B

    Le parole soprattutto quando ci si parla addosso sono inutili esercizi di autocompiacimento. Per questo tanti parlano e neppure si pongono il quesito se hanno capito. In politica qualcosa si capisce se si partecipa e chi delega ha sicuramente torto ma chi delega si accontenta di parlare per mille motivi: inadeguatezza, pigrizia, astuzia (all’italiana), eccone alcuni. Il risultato di questa scuola decennale se non secolare in questo bel Paese è una totale assenza di senso civico, di spirito di appartenenza, di senso della giustizia e dell’equità il tutto sostituito dal far parte di caste, aggregazioni, gruppi ecc. Le caste oggi stanno in particolare in quel grande pesantissimo e intoccabile blocco che è costituito dal “Pubblico” in tutte le sue derivazioni. Lì’ ce ne trovi di caste incredibili tali che se qualcuno si spinge ad alzare un dito per dire ” forse si potrebbe modificare qualcosa” viene sotterrato da un fuoco di sbrarmento. Salgono da troppo tempo in cattedra i parolai e fanno fortuna. Li trovi in molti ambiti: i politici in primis, i sindacalisti che dichiarano di difendere il lavoro produttivo (vedi manifestazione Fiom di oggi) ma ben si guardano dall’attaccare quello improduttivo che strangola il precedente e teorizzano di prendere i soldi ovunque meno che lì, i burocrati pubblici che hanno stipendi ingiustificati in quanto non si misurano nè mai si son misurati con un mercato e sono abbarbicati alla posizione e sono illicenziabili comunque vada, i burocrati che hanno gli scatti di carriera assicurati e si sentono”non valorizzati” ai quali nessuno fa capire che burocrati sono appunto e non “Scienziati” e così via. Berlusconi dove sta? Sta lì, come tutti costoro…niente di diverso.

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