26
Mar
2013

La linea rossa – di Gerardo Coco

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Gerardo Coco.

La crisi di Cipro sembra prefigurare l’inizio di ciò che potrebbe accadere su scala europea, come la crisi della grande banca viennese Kreditanstalt nel 1931 fu l’inizio del processo di distruzione economico finanziaria che caratterizzò la Grande Depressione. Due anni prima del crack un economista austriaco aveva rifiutato la carica di dirigente presso questo istituto perché, come scriveva alla fidanzata: “siamo alla vigilia di un grande crollo e non voglio che il mio nome ne sia compromesso” Quell’economista si chiamava Ludwig von Mises. (Margit von Mises, My Years with Ludwig von Mises, Arlington House, 1976, p. 31). Già diciannove anni prima, nel 1912 aveva pubblicato la Teoria della moneta e dei mezzi di circolazione, opera che anticipava le modalità del collasso del sistema finanziario e l’inevitabilità della depressione. Mises non era un indovino ma basava le sue previsioni su una solida teoria cui nessuno prestò attenzione perché, allora come ora, si preferiva credere alla favola che la semplice espansione del credito possa moltiplicare all’infinito capitali e ricchezze per pagare debiti illimitati. Si tratta invece di un raggiro monetario che prima o poi supera quella linea rossa oltre la quale si innesca un processo irreversibile che Mises ha così descritto: “Non vi sono mezzi per evitare il collasso finale di un espansionismo eccessivo prodotto dal credito. L’alternativa è soltanto che la crisi si presenti prima come risultato del volontario abbandono ad espandere ulteriormente il credito, o successivamente, come catastrofe finale e totale del sistema monetario interessato” (Human Action, 1963 p. 572).

La linea rossa è già stata superata, il collasso sta avvenendo sotto i nostri occhi e non è più questione del “se”  ma solo del  “quando” ci sarà quello finale che non è possibile prevedere, così come non si può indovinare la morte di un uomo in coma irreversibile. Perché il collasso avverrà non è difficile spiegarlo.

Verso il collasso

Cosa è accaduto dal 2008? Grazie a massicce iniezioni di credito profuse dalle banche centrali, i maggiori gruppi finanziari hanno operato con un alto grado di indebitamento (leva finanziaria) ma, dopo la stretta del credito, il valore delle attività patrimoniali, che non dava alcun reddito, crollava azzerando il loro capitale. Per evitare l’insolvenza sistemica, le banche centrali hanno aumentato la dotazione monetaria in modo spropositato iniziando un altro ciclo di espansione creditizia e di ulteriore indebitamento soprattutto a favore dei governi e delle banche. Il motivo per cui un’impresa ha convenienza a seguire una politica di indebitamento spinto è che la deducibilità degli interessi dal reddito imponibile rendono l’utile, al netto delle imposte, più elevato di quello che produrrebbe un’impresa con un basso grado di indebitamento. Naturalmente l’alta leva finanziaria migliorerà la redditività netta a patto che l’utile, cioè la redditività del capitale investito, sia superiore agli oneri finanziari. Ma se il capitale di prestito è investito in progetti rovinosi, la perdita sarà tanto più elevata quanto maggiore è la leva e il valore dell’investimento crollerà. Ad esempio, una leva finanziaria di 30 significa che ogni 30 euro di prestito sono garantite da un capitale appena 1 euro. Basta quindi una riduzione del 3.3% di valore delle attività in cui il prestito è investito per azzerare l’euro di capitale (30×0.33=0.99) e rendere insolvente il mutuante. Ora, l’intero settore bancario europeo si trova proprio in questa condizione, perché avendo una leva finanziaria che varia da 26/ 50 a 1, è sufficiente una riduzione rispettivamente del 4% e del 2% del valore dell’attivo perché i bilanci risultino in perdita. L’anno scorso l’attivo delle banche ha già subito una riduzione del 4% e l’unica ragione per cui il sistema bancario non ha perso il capitale in un colpo solo, è stato grazie alla creazione degli effetti speciali prodotti del governatore della Banca Centrale, Mario Draghi (LTRO, OTM, promesse di acquisti illimitati) che, rassicurando i mercati hanno scongiurato le svendite massicce di titoli, la falcidia del loro valore e il conseguente aumento dei tassi di interesse che avrebbe fatto crollare il castello di carte dell’euro. Ma nulla è migliorato da allora. Sono forse cambiati i fondamentali dell’economia europea? Sono aumentati investimenti e produzione? E’ diminuita la disoccupazione? E’ diminuito il debito? E’ scesa la pressione fiscale? È aumentato il risparmio? Non esistono segni di ripresa ma la certezza di una crisi sempre più profonda in cui è coinvolto tutto il sistema bancario. La fragilità delle banche è inoltre evidenziata dal fatto che nonostante i loro prestiti siano remunerati dal 4% o all’8% e la banca centrale le finanzi praticamente a costo zero, hanno tuttavia i bilanci in sofferenza. Il vero motivo per cui operano sempre sul filo del rasoio dipende appunto dal fatto che gran parte del loro attivo è costituito dai titoli emessi dagli stati sovrani che non hanno valore intrinseco perché non danno reddito, essendo stati emessi per finanziare le spese dei governi che sono consumo e non investimento. In queste condizioni non possono né ripagare debiti né  ripianare perdite se non ricorrendo ad altro credito (chiamato impropriamente “liquidità”) il che farebbe  aumentare ancora di più la loro leva finanziaria e il relativo livello di rischio. Quando la causa del problema è usata come soluzione non si è che a un passo dalla “catastrofe finale”.

Dal bail out al bail in

L’attivo delle banche si è dunque trasformato in un buco nero che sta assorbendo ciò che è rimasto della ricchezza esistente. Dopo l’episodio di Cipro risulta chiaro che le banche non rappresentano più i guardiani del risparmio ma sono state candidate a diventare dei sostituti di imposta tenuti a operare una ritenuta sui risparmi dei depositanti a valere sui debiti di cui, nonostante non li abbiano assunti in proprio, devono considerarsi titolari a tutti gli effetti. Questa è la morale della storia. Essendo infatti sempre più difficili i bail out, cioè i salvataggi con iniezioni di liquidità inflazionista, si dovrà ricorrerà ai bail in, cioè alla capitalizzazione forzata delle banche espropriando i soldi dei risparmiatori, anche se pensionati. E’ opportuno infatti ricordare che due mesi fa il governo spagnolo ha utilizzato i fondi di previdenza sociale per acquistarsi il debito. Era il primo campanello d’allarme. Dopo Cipro è lecito chiedersi: quale sarà il prossimo paese? Quando i sistemi bancari diventano insolventi, lo diventano anche le nazioni e ai loro governi, messi con le spalle al muro, non resta che espropriare i beni dei cittadini. Non esistono assicurazioni contro i furti di stato e da oggi vale il principio in base al quale si possono tenere i risparmi in banca fino a quando i governi non ne avranno bisogno per coprire le loro perdite e quelle del sistema bancario che li tiene in vita. Cipro ha colpito per la forma aggressiva, diretta e brutale con cui l’espropriazione è avvenuta. Ma è opportuno ricordare che la confisca avviene già da anni in modo indiretto e silenzioso perché i risparmi vengono falcidiati da una continua inflazione che i governi cercano di mascherare. L’euro in dieci anni ha subito una perdita di valore del 50% che equivale a una tassa di oltre il 10% all’anno. Ma equivale anche ad una riduzione del valore del debito che viene pagata, appunto, con i soldi dei cittadini. In un ambiente economico dominato da debiti, tassi reali negativi e governi bancarottieri, i redditi della classe media non hanno scampo. Ma anche qui c’è una linea rossa da non superare. Il valore totale dei depositi nell’eurozona fino a qualche settimana fa era intorno ai 10 trilioni di euro. Non sappiamo quanto siano attualmente. Ma sappiamo che l’1% sono 100 miliardi, 10 volte il valore che sarà confiscato a Cipro. Non è difficile immaginare cosa accadrebbe se i risparmiatori europei avessero il sentore di un nuovo raid: sparirebbe dalla circolazione monetaria un valore ben superiore mettendo alle corde il settore bancario. Un’altra scossa come quella di Cipro aprirebbe una linea di faglia che sprofonderebbe l’eurozona in un baratro. Oggi, solo la fiducia sorregge il valore di una moneta e quando viene sovvertito l’ordine giuridico basato sulla tutela dei diritti di proprietà viene meno anche l’ordine monetario di cui è emanazione. Riflettano bene i banchieri centrali e i governi: anche loro stiano attenti a non superare la linea rossa oltre la quale inizia la sovversione dell’ordine sociale.

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62 Responses

  1. Maurizio

    1a fesseria)
    Quando i sistemi bancari diventano insolventi, lo diventano anche le nazioni e ai loro governi, messi con le spalle al muro, non resta che espropriare i beni dei cittadini.

    ma chi caxxo l’ha detto? Quando i sistemi bancari diventano insolventi piangono quelli che avevano assunto rischi con le banche insolventi. Il risparmio non rientra nella categoria “capitale di rischio”. Sta storia che i debiti DEVONO essere ripagati, nemmeno fosse una legge di natura é una colossale buffonata. Se uno fa investimenti sbagliati se lo prende in quel posto da solo e i problemi sono solo suoi. E se il default non gli va bene si ristruttura come fece all’epoca Beneduce. Vuoi indietro i tuoi soldi? A 30 anni con interesse dell’1% e rotti.

    2a fesseria)
    i risparmi vengono falcidiati da una continua inflazione che i governi cercano di mascherare. L’euro in dieci anni ha subito una perdita di valore del 50% che equivale a una tassa di oltre il 10% all’anno.

    Perdita di valore di valore dice… ma rispetto a che? Se l’euro resta la moneta piú forte del mondo rispetto a cosa ha perso valore? Ha l’Euro un valore intrinseco? Ha perso valore rispetto alle materie prime? Che vuol dire “perdere di valore” significa tutto e non significa niente. Per me che non esco mai da eurolandia e compro al 90% beni e servizi prodotti in Europa non é cambiato proprio niente. E se non mi scende il prezzo della benzina alla pompa é solo perché l’Opeca ha deciso che 100$ é un prezzo equo per 1 barile… Equo per loro indipendentemente dalla domanda e da tutto.
    La perdita di valore é un concetto ralativo: immaginando un sistema a 2 paesi in pieno impiego, se io ho una inflazione del 10% e il mio vicono ha un’inflazione del 20%, la mia moneta non perde valore, ma proprio per niente, perché l’altra ne perde ancora di piú.

  2. francine

    Molto interessante.Condivido in pieno le Sue preoccupazioni.Ci aspettano tempi davvero duri..Il problema e’ che ci hanno tolto anche la voglia di lottare sommergendoci di tasse,di burocrazia,di regolamentazioni eccessive,di sprechi assurdi,di incapacita’ politica totale,di stupidita’ cittadina imperante,di ignoranza trionfante e generale.

  3. Vabbè, evito di esprimere pareri sull’autore e mi limito ad esporre la mia opinione sull’articolo. Proprio oggi, in altro luogo, ho avuto occasione di chiarire che le parole di ieri del presidente dell’eurogruppo circa il “modello Cipro” dovevano essere piuttosto interpretate come “monito Cipro”. Ha un bel menare il can per l’aia Coco, per portare acqua al mulino di chi lo mantiene, ma evita il nocciolo della questione: il prelievo forzoso a Cipro non si applicherà ai depositi inferiori ai 100.000 euro, quindi si salveranno una cifra che oscilla tra il al 90% 95% dei depositi di proprietà della popolazione cipriota. Chi sarà colpito, e lo sarà duramente, saranno invece i depositi di chi ha trasferito dall’estero i propri depositi nel semi paradiso fiscale creato all’interno della UE, visto che ormai spostare capitali nei paesi canaglia non è più possibile. Si è parlato degli oligarchi russi, certo, sono tanti, ma vi assicuro, moltissimi depositi sono inglesi e altrettanti sono… italiani. Sto ovviamente parlando di depositi ben superiori ai 100.000 euro, e non giustificabili fiscalmente. Ebbene, e parlo da dipendente che ogni anno versa allo Stato tasse per circa 30.000 euro, quando a questi depositi preleveranno il 40% a me non importerà, anzi, ne gioirò.
    Saluti.

  4. Alberto

    Il problema vero non è capire da dove vengono i soldi dei conti superiori ai 100000 euro, il problema è che mettere le mani nei conti correnti vuol dire superare un confine, ci siamo ormai abituati ad essere spremuti come limoni, abbiamo tacitamente accettato che lo stato possa conoscere tutti i movimenti bancari ed ora c’è gente felice perché toccano i soldi di chi secondo lui ruba. È giusto condannare chi sbaglia, ma questo modo di operare dei governi porterà prima o poi a mettere le mani nei conti di tutti!

  5. Jack Monezza

    Che bello rileggerla, Coco, ero preoccupato che avesse lasciato per sempre.
    Contributi come i suoi sono fondamentali per questo blog che altrimenti langue parecchio.
    Che fine hanno fatto gli altri autori ?
    E Gianino? E’ a Chicago o da qualche altra parte a prendersi il master? Sarebbe bello se, tra una lezione e l’altra, ci mandasse qualche bel pezzo dei suoi.

    Come sempre sono quasi d’accordo su tutto e tanti spunti meriterebbero approfondimenti.
    Ma adesso non posso in quanto devo preparmi l’attrezzatura da sci per domani mattina.
    Visto che se i risparmi li lasciamo in banca prima o poi il Levitano ce li frega (con gran gioia di quel fesxo di John Law col suo commento precedente) tante vale che mi fumi i miei sudati risparmi tra le baite piuttosto che tenerli al caldo per il rapinatore di Stato.

    Volevo solo dirle ottimo articolo e continui a scrivere.

  6. Jack Monezza

    @Roberto

    Se li spenda anche lei i suoi risparmi così quando verranno a prenderli non troveranno più nulla. È sarebbe anche un patriottico aiuto all’economia se li spendesse sul suolo natio.

  7. Jack Monnezza

    @Roberto

    Guardi, le consiglio di spenderseli tutti lei al più presto i suoi sudati risparmi.
    Faccia come me, io domani vado in montagna e spenderò il più possibile, il più’ possibile.
    Cosi’ da lasciare sul conto corrente il meno possibile quando arriveranno i nostri rapinatori di Stato.
    E per non fare contento John Law che, come dice, giosce quando i risparmi di una vita del prossimo vengono espropriati con la violenza.

  8. Giacomo

    Complimenti Prof. Coco,
    articolo illuminante , interessantissimo e condivisibile in tutto e per tutto ma vorrei porle una domanda. Dato ormai certo l’inevitabile il crollo dell’impalcatura Unione Europea e della sua moneta così come è stata concepita ed attuata, come mai non è possibile fare anche una previsione temporale sul suddetto crollo? Esistono stumenti o modelli matematici che la scienza economica e monetaria può usare per prevedere con una certa accuratezza ( da intendersi con una forbice di 6-12 mesi) il periodo dell’evento? Vi sono troppe variabili in gioco ( sicuramente) oppure sono previsioni che gli scienziati si rifiutano di fare per gli inevitabili rischi impliciti che tali previsioni portano con sè?

  9. Luca Salvarani

    1) Articolo eccellente da stampare, incorniciare e attaccare al muro!
    2) C’è solo una cosa che non mi quadra ed è la seguente frase:
    “L’euro in dieci anni ha subito una perdita di valore del 50% che equivale a una tassa di oltre il 10% all’anno”: assumendo che la svalutazione dia avvenuta in modo lineare durante tutti questi anni la tassa risulterebbe inferiore al 5% annuale (5% all’anno per 10 anni fa proprio il 50% ma bisogna capitalizzare: il 50% è la svalutazione cumulata in 10 anni…). Sto sbagliando?

  10. Luca Salvarani

    X Giacomo

    E’ impossibile prevederlo non dico con certezza ma nemmeno in modo approssimativo perchè ci sono trobbe variabili coinvolte e quelle fondamentali non sono economiche-finanziarie ma principalmente politiche e dunque del tutto imprevedibili! Faccio un esempio non poi cosi impossibile: in Italia non si riesce a fare il governo e si va a nuove elezioni, vince Grillo che annuncia un referendum sull’euro… già solo un annuncio credibile come questo potrebbe avere effetti devastanti anche nel brevissimo periodo…

  11. Luca Salvarani

    X John Law

    1) Dovrebbe davvero VERGOGNARSI di quello che ha scritto! Non tutti i depositi superiori a 100,000 euro vengono da attività illecite o riciclaggio! Penso che molti siano i risparmi di una vita di persone oneste che hanno lavorato duro… ma chi se ne frega giusto? E poi sono DEPOSITI!!!! Si è ufficializzato che anche i depositi possono essere confiscati dallo stato!!!! DEPOSITI!!!!! cioè puro risparmio! non investimenti con qualche grado di rischio dove si può guadagnare ma giustamente si può anche perdere ! Dopo questa porcata chi pensa che deterrà i suoi risparmi in una qualsiasi banca italiana o spagnola? Oppure frazioneranno i depositi in più banche per restare sotto la soglia dei 100,000…a quel punto in caso di distress finanziario dovranno toccare eccome anche i depositanti sotto i 100,000 euro e colpiranno la gente comune!
    2) Proprio adesso è uscita un’altra “perla”: pare che i correntisti verranno pagati non prima di 6-7 anni (ammesso e non concesso che rimanga qualcosa…): a dirlo è stato il ministro delle finanze cipriota… ma chi se ne frega giusto? Anzi che non glie li ridiano più… tipo i crediti delle aziende con lo stato…
    3) Il suo commento mi ha inorridito a tal punto che scriverò una cosa che non avrei mai nemmeno pensato: dato che sta spudoratamente dalla parte dello stato ladro mi auguro che la espropi cosi come sono stati espropriati i poveri correntisti di Cipro! Forse allora avrà meno da ridere.. vediamo se “ne gioirà” allora! VERGOGNA!
    Ai tempi delle gloriose rivoluzioni liberali i tipetti come lei facevano una brutta fine… Forse, Dio non voglia, l’unico sistema rimasto per demolire lo stato ladro e costringerlo ad essere meno vessatorio verso i suoi “sudditi” è proprio questo! La storia insegna!

  12. Luca Salvarani

    X Maurizio

    Cerchiamo di ragionare un attimino sul punto 1, il 2 sarà eventualmente Coco a esplicitarlo con dati a supporto. Cmq non è affatto vero che i prezzi sono gli stessi da 10 anni, basta avere un minimo di memoria… E consideri che il grosso del processo inflattivo deve ancora manifestarsi! dato che per ora la nuova moneta va soprattutto verso assets finanziari…. tra l’altro distorcendo completamente tutti i segnali di mercato e quindi creando bolle su bolle destinate poi ad esplodere..
    1) Ha ragione quando dice che se le cose vanno male chi ha assunto dei rischi deve perderci e possibilmente perderci tanto di più quanti più rischi si è assunto… Teoria perfetta! peccato che in pratica nel caso di Cipro le cose non stiano affatto cosi:
    1.1) Tanto per cominciare il primo piano prevedeva che i depositanti di TUTTE le banche subissero una tassa… quindi anche banche solide che non avevano alcun problema… Questo è in linea con la teoria di prima? Non mi pare proprio!
    1.2) I depositanti quale tipo di investimento rischioso avrebbero fatto di grazia? Il deposito è puro risparmio, è equiparabile a detenere soldi nel portafoglio..! Anche qui mi sfugge il nesso con la teoria precedente.
    1.3) Io sarei stato per far fallire quelle banche azzerando azionisti e obligazionisti e soprattutto il management (cosa incredibilmente non prevista nella bozza iniziale)! Le avrei poi liquidate: quello che resta va in via proritaria ai depositanti fino a 100,000 euro e il resto dei depositanti viene eventualmente rimborsato con debito pubblico. Ma a quel punto anche il settore pubblico entra in gioco nella ristrutturazione, non solo il semplice risparmio dei depositanti… Perchè uno che ha messo i soldi sul conto deve pagare e uno che magari ha comprato una casa o fatto qualsiasi altro tipo di investimento no? Può spiegarmelo perfavore?
    1.4) Lo schema applicato a Cipro non ha risolto assolutamente nulla e verosimilmente a breve ci sarà un default sovrano di Cipro con eventuale uscita dall’euro che operativamente avverrà stampando come moneta parallela all’euro la sterlina di Cipro usata per pagare settore pubblico e depositanti… Risultato: tanto casino per niente! il default ci sarà comunque ma avrà costi di gran lunga superiori! Inoltre ci saranno effetti devastanti sugli altri eurodeboli innescando una fuga di capitali dai loro sistemi finanziari già moribondi.. Insomma si è trasformato un danno di 10 a Cipro in un danno da 500 in tutta Europa, tra l’altro nel peggiore dei modi ossia facendo venir meno, forse per sempre, la fiducia della gente nel diritto di proprietà e nel risparmio.. Senza queste 2 cose non c’è sistema economico che possa funzionare! Si ricordi che per costruire la fiducia serve una sacco di tempo ma la si può distruggere in un secondo ed è proprio quello che è successo a Cipro e in tutta Europa!
    1.5) Da ultimo le farei notare che secondo le leggi europee sarebbe illegale limitare la libera circolazione dei capitali come si è fatto a Cipro (“ma solo per qualche giorno” come hanno ammesso i geni dell’UE…)… Sarei felice di avere una sua risposta, grazie.

  13. Luca Salvarani

    X Francine

    Quanto ha ragione ahimè…. Forse l’unica strada rimasta è votare con le gambe: emigrare! Dopotutto è cosi che esplodono tutti gli schemi ponzi: quando la gente comincia a volere indietro i soldi…

  14. Marco Tizzi

    Non mi pare si sia colto bene il problema dell’esproprio a Cipro: nei conti correnti i soldi sono in transito. I capitali sono investiti.
    Chi ha venduto una casa il giovedì per comprarne una il giovedì, si ritrova il mutuo da pagare della prima e non si trova più i soldi per comprare la seconda. E’ rovinato.
    Le aziende retail che hanno ritirato i soldi degli incassi non hanno più i soldi per pagare i fornitori e i dipendenti, dovranno fare bancarotta. Anche se sono sanissime.

    Quella lanciata da Berlino è una bomba atomica sull’economia europea. Le tesorerie delle multinazionali stanno già spostando tutto. Sarà un’operazione lenta, ci vorrà qualche mese, ma si sposteranno.

    Noi viviamo in un’immenso schema Ponzi. Le monete, oggi, sono debito: se parte la bancarotta è una bancarotta sistemica, perché il sistema bancario a riserva frazionaria è intrinsecamente insolvente.
    O si cambia il sistema – ma nessuno l’ha proposto, nemmeno a Berlino – oppure era NECESSARIO che la banca centrale garantisse tutti i conti correnti. Soprattutto in un sistema dove il conto corrente è, de facto, un obbligo.

    Fuggite. Se non coi piedi, fuggite coi soldi. Senza panico, ma fuggite.

  15. Giordano

    L’europa era, è e sarà sempre una frikadellen avvelenata…… penso sia meglio investire in dollari canadesi ed australiani….

  16. Jack Monnezza

    @Luca Salvarani

    Caro Salvarani,
    il John Law della situazione e’ il dipendente pubblico/parapubblico(commercialista, notaio, avvocato, bancario, universitario) che vede la cosa, giustamente, non come un esproprio, ma come la continuazione della Sua posizione, come la giusta tutela dei Suoi interessi.
    Più lo Stato espropria agli altri, più lo Stato avrà per remunerare in euro sonanti le Sue prestazioni lavorative(si fa per dire). Il trionfante commento di MM docet: “siamo riusciti a pagare gli stipendi!”.
    Una volta il problema di questi signori e’ che venivano remunerati in monete che perdevano valore, adesso con l’euro hanno risolto anche questo problema. Chi sta meglio di loro?

    Il problema vero e’ che ormai loro sono quasi la maggioranza (il 47%) e che hanno tutto il potere e, in questi anni, hanno dimostrato di non avere alcuna intenzione di cederne neanche un grammo. Quindi temo debba rassegnarsi a lavorare per loro.

  17. Jack Monnezza

    @MarcoTizzi

    Caro Marco, fuggire, fuggire in qualunque modo. Hai ragione… fosse semplice !

  18. Jack Monnezza

    @Giordano

    Lei mi sembra sempre uno step behind….descrive un mondo che non esiste più’ eccetto nei suoi sogni.

    Il problema non e’ in cosa investire ma dove tenere gli investmenti, sotto quale sistema giuridico/fiscale.
    Sotto un sistema giuridico che avvalli qualunque cosa un parlamento oligarchico approvi, compreso l’esproprio/blocco in pochi minuti dei risparmi di una vita. I risparmi possono essere in ambra canadese o ambrosia australiana ma se si trovano in custodia presso un operatore soggetto alle leggi ed alla polizia e ai computer/database di quel Paese/Comunità sovranazionale, non cambia proprio nulla…

  19. Giordano

    @Jack Monnezza
    Considerato dove si va facendo steps ahead, essere one ste behind mi sembra un merito. To die to sleep perchance to dream… anche lui era behind. Purtroppo non sono il dittatore unico del mondo, per cui devo arrangiarmi con quello che passa il convento, Monnezze comprese, per cui faccio così…..E considerando dove ci hanno portato i premi Nobel dell’economia, si fidi, un pò di credibilità l’hanno persa…..

  20. Marco Tizzi

    @Jack Monnezza
    No panic, Jack.

    Fuggire fisicamente, temo di non potere per questioni mie personali. E poi c’è da dire che questa decadenza mi incuriosisce.
    Inoltre non ci sono porti sicuri al momento.

    Ma mettere al sicuro i propri denari si può. Con calma, serenità, senza panico.

  21. Luca Salvarani

    Caro Jack Monnezza

    1) Quello che dici l’ho già messo in conto ma che ti vengano anche a istigare, dicendoti robe del tipo “se non c’è pane dategli qualche brioches”… proprio mi fa venire una rabbia atroce… “Caro” John Law perchè non vai davanti ad una filiale bancaria a Cipro a dirgli che “gioisci” del loro esproprio invece di farlo qui in via anonima… poi vediamo se ne esci vivo…. Perchè non vai la a fare lo spaccone?
    2) Il problema è che questa gente NON HA PAURA! pensa di averla fatta franca per sempre! pensa di poter opprimere gli altri per sempre, che i loro assurdi privilegi siano davvero intoccabili, qualsiasi sia il prezzo che gli altri devono pagare! e che anzi possono tranquillamente espropriarti e persino deriderti e canzonarti senza rischiare nulla… Ebbene si sbagliano di grosso e se ne accorgeranno presto! Tanto per cominciare un numero sempre maggiore di produttori se ne sta andando e spero che tutti se ne vadano facendo saltare lo schema ponzi… poi quando ci sarà il default e vedranno andare in fumo i loro bei “diritti precostituiti”, i loro risparmi e il loro reddito, senza che abbiano alcun minimo know how per trovarsi un lavoro efficiente… allora si che ci sarà da “gioire” caro John Law.. goditela finchè dura perchè non durerà per molto….Almeno che tu non abbia 80 anni e la pensione di Amato prenderai una bella randellata sui denti! Chi è produttivo ci perderà molto ma tanto ci perdeva comunque, almeno potrà ripartire… voi invece andrete sotto i ponti o a dormire in auto.. esattamente dove quel ” gran signore” di Amato (immagino sia il tuo idolo) vorrebbe mandare i giovani che oggi state spremendo…. E’ meglio che cominciate davvero ad AVERE PAURA perchè, Dio non voglio, qualche produttore invece di rivolgere la pistola verso sè stesso, potrebbe rivolgerla contro qualcun altro… C’è un limite alle angherie e alle ingiustizie che la gente onesta può tollerare… cercate di non tirare troppo la corda e di avere ALMENO rispetto per i produttori che vi mantengono invece di deriderli perchè potreste pentirvene amaramente! Ancora voglia di ridere?
    3) Ultime news da Cipro: pare che i russi abbiano portato via gran parte dei loro depositi prelevando da filiali all’estero delle 2 banche cipriote… e già si parla di un haircut del 50% (prima 30%, poi 40%, ora 50% domani chissà…). Io scommetto quello che volete che toccheranno eccome anche i depositi sotto i 100,000 dei John Law ciprioti di turno che pensano di essere stati tanto furbi e di aver passato la patata bollente a qualcun altro e invece si scotteranno di brutto… Ancora voglia di fare il gradasso?

  22. Enrica

    @Maurizio
    Mi accodo a Salvarani facendole notare che il gasolio oggi costa alla pompa € 1,64 – € 1,69 se va bene, ma il petrolio al barile oggi è venduto a $ 95,00.
    Nel 2008 il petrolio al barile era a $ 146,00 e alla pompa 1 litro di gasolio lo si pagava circa € 1,45 – € 1,49.
    Vede anche lei che c’è qualcosa che non torna nel suo discorso in merito al prezzo fissato dall’OPEC in rapporto a quello che paghiamo quando ci fermiamo a fare il pieno.

  23. francine

    La piu’ grande stupidaggine del salvataggio cipriota e’ che puo’ fare innescare l’effetto domino.Nel momento che i miei soldi(che a volte con buona pace di molti sono anche stati messi da parte a seguito di duri e onesti sforzi)sono a rischio per pratiche che nulla hanno a che vedere con il mio operato(cattivi investimenti bancari,pessime gestioni statali)ho il sacrosanto diritto di cercare di salvarli e di incavolarmi al 1000% con chi anche solo pensa di farmi pagare per colpe che non ho commesso.I ciprioti sono europei pure loro e tra quelli colpiti non ci sono solo faccendieri russi.E’ molto triste vedere iniziare una storia del genere.Un consiglio:chi puo’ compri terreni agricoli o case..Puo’ spuntare buoni ribassi e almeno i soldi non li perdera’..Quanto alla liquidita’..il minimo indispensabile..

  24. Poveri, poveri evasori professionali, poveri ladri, poveri gaglioffi, non sapete più dove andare a sbattere la testa, la Svizzera comincia a rivelare i nomi dei depositanti esteri, Cipro alleggerisce i conti dei fondi neri, i paradisi fiscali vicini scricchiolano, quelli oltre oceano son troppo lontani e troppo controllati, il Berlusca che vi depenalizza i reati non c’è più, adesso dovrete per forza ricominciare a lavorare per poter mantenere il vostro tenore di vita, e non potrete più solamente speculare e appellarvi alle rivoluzioni liberali. Come vi compatisco.

  25. Giordano

    @Marco Tizzi
    Italia patria dei dipendenti pubblici? No, nella media: 58 impiegati ogni mille abitanti, come in Germania. Nell’Europa del Nord la spesa maggiore
    I Paesi nei quali la spesa per il pubblico impiego grava maggiormente sul Pil sono: la Danimarca, con un rapporto del 19,2% sul Pil, seguita dalla Svezia (14,4%), dalla Finlandia (14,4%), dalla Francia (13,4%), dal Belgio (12,6%), dalla Spagna (11,9%), dal Regno Unito (11,5%), dall’Italia (11,1%), dall’Austria (9,7%), dai Paesi Bassi (10%), e per finire dalla Germania con il 7,9 per cento. La situazione italiana – rivela il report – è quindi «perfettamente» in linea con la media europea (11,1%).

    Fonte? Pericologiornale statalista – Il Sole 24 ore 26 settembre 2012.

  26. Luca Salvarani

    x John Law

    Visto che mi compatisci saresti cisi gentile da rispondere al punto 3? Non so se l’hai capito ma quel punto implica che toccheranno anche i depositi inferiori a 100,000 euro… Inoltre i soldi che ti da l’europa vanno a debito pubblico quindi a pagarli sono soprattutto le persone normali… mica chissà quali evasori da spennare! Ti è chiaro questo concetto o no?

  27. John Law

    @Jack Monnezza
    @Luca Salvarani
    Egregi Signori
    mettiamo un paio di cose, una volta per tutte.
    Primo: non sono un dipendente pubblico, bensì un dipendente privato a livello dirigenziale, quindi sono si interessato a mantenere uno status quo, nel senso che sono interessatissimo a dare il mio fattivo contributo affinche l’azienda per la quale lavoro continui ad avere successo, perché io possa continuare ad avere un lavoro, ben remunerato.
    Secondo: per piacere, non parlatemi di stato ladro e vessatorio, non lo accetto, non da voi, perché sono sicuro che qui dentro l’unico che nel 2012 ha pagato circa il 65% di tasse sul suo reddito sono io, e sono pronto a scommettere il mio prossimo premio produzione che molti qui dentro per il 2012 nemmeno hanno denunciato come reddito lordo quello che io invece ho pagato di tasse solo nel mese di dicembre.
    Saluti cari a tutti.

  28. uno che è passato di qua

    Caro John Law,
    nulla si crea e nulla si distrugge. In natura come in economia.
    Lo Stato è ricco perché i cittadini sono ricchi, non perché pagano molte tasse.
    Lo Stato è povero perché i cittadini sono poveri, non perché pagano poche tasse.

    Esistono Uomini onesti e uomini disonesti.
    Esistono Stati onesti e stati disonesti.

    Quando lo Stato è onesto e gli uomini sono disonesti, questi ultimi possono essere ricondotti sulla retta via grazie alle leggi dello Stato onesto.
    Quando lo stato è disonesto e gli Uomini sono onesti, questi ultimi non hanno alcuno strumento legittimo per far valere le proprie ragioni nei confronti dello stato disonesto.

    Esiste chi paga le tasse e chi non le paga.
    Esistono dirigenti di aziende private che pagano le tasse perché possono.
    Esistono imprenditori che non pagano le tasse perché muoiono.

    Non giudicare per non essere giudicato John Law.

    Ricordati che siamo in una ruota che gira. Tutti.

    Saluti cari a te.

  29. Giordano

    @John Law
    Caro Law, nemmeno io sono più un dipendente pubblico dopo che, per anni, lo sono stato. Prima di essere assunto nel SSN ero sto, peraltro, un libero professionista. Questo giusto per dire. Il problema (vogliamo definirla caratteristica?) che pervade alcuni è che devono assolutamente trovare il colpevole di qualcosa. Perchè? Perche è più comodo che il colpevole sia un altro, diverso dal sé. La lista dei colpevoli nei secoli è lunghissima e variegata. Cristiani… protestanti… neri… cinesi… bianchi… ebrei… armeni… moriscos… marranos… borghesi….nobili… l’importante… fascisti ecc… In fondo, non è importante “chi” siano, l’importante è che “ci” siano. Se si riesce a creare delle “responsabilià collettive” si sta meglio. E’ meglio dire “gli ebrei sono ladri” oppure “i neri puzzano” oppure i borghesi sono egoisti” che dire “tizio è un ladro…. puzza…è egoista”. Perchè? Perche se parli di “tizio” quel “tizio” potresti essere anche tu. E scoprire che, in fondo, un pò ladro, un pò arraffone, un pò cialtrone, un pò egoista, lo sei pure tu. Che poi non ci sarebbe niente di male, intendo, ad esserlo. La perfezione è altrove. Ma per taluni è insopportabile non rispettare i criteri di inclusione fra i perfetti. E si incazzano. Con gli altri.

  30. Riccardo

    @Marco Tizzi
    E come si fa a mettere al sicuro i propri risparmi, se non vi sono porti sicuri?

    Un altra domanda a tutti e soprattutto a Gerardo Coco: Si trova sempre in circolazione una copia de “L’Azione Umana”? Spendere le ultime rimanenze dei miei risparmi in questo libro sarebbe un ottimo investimento, credo

  31. claudio p

    @John Law
    Lei, continuando dare cibo agli scarafaggi che brulicano sul bottino del regime, fa più danno degli evasori che contribuiscono a tenerli a bada evitando di nutrirli..
    Dovrebbe almeno ammettere che se potesse evadere lo farebbe anche Lei, non solo perché è umano essere invidiosi, ma anche perché, se non fosse così, significherebbe che il Suo cervello è stato irreversibilmente lobotomizzato dal Gande Fratello, e sinceramente Le auguro che non sia questo il caso

  32. Marco Tizzi

    @Riccardo
    E’ ovvio che la sicurezza di salvarli tutti non c’è. Anche se riesci a salvare il valore nominale comunque il valore reale decresce.

    Ma con un po’ di testa, differenziando geograficamente e finanziariamente tra asset reali, investimenti e varie forme di liquidità almeno non si resta in mutande.

  33. La gente che può sta migrando verso sistemi più sicuri e non inflazionabili o rapinabili dallo stato.
    Oro, argento, bitcoin, emigrazione delle aziende.
    Tutti modi per mettere le proprie sostanze al riparo dai rapaci artigli dello stato totalitario.

    Tra queste bitcoin è la più innovativa.
    Un sistema decentralizzato (così lo stato non può chiuderlo facilmente senza dover chiudere internet e probabilmente nemmeno in quel modo), non inflazionabile fuori specifica (11 M di BTC già minati, 21 M possono essere minati, poi basta, stop, fine), transazioni anonime, se si vuole, impossibili da annullare o modificare.

    Un sistema progettato per assorbire, come un buco nero, tutto il traffico delle valute esistenti e sostituirle. Bye, Bye stato che ti tassa. Bye, bye, controlli valutari.

  34. Luca Salvarani

    X Giordano

    Credo che lei si rivolga anche a me. Vorrei precisare una cosa: non voglio ricercare colpevoli da condannare o mettere al rogo! Voglio però ricercare chi ha beneficiato di più fino ad oggi di questo sistema che sta fallendo, e chiedo che questi signori si carichino una quota maggiore delle perdite rispetto a chi (giovani, privati) ha avuto pochissimi benefici ma si pretende che si sobbarchino tutte le perdite! A me sembra un ragionamento molto logico e anche liberale! E’ un la stessa cosa che vale per gli azionisti: chi più beneficia quando le cose vanno bene deve essere il primo a perdere quando le cose vanno male… Invece i dipendenti pubblici (non sono gli unici ma per numerosità sono di gran lunga il gruppo più importante e “costoso”) guadagnano quando le cose vanno bene, tramite salati totalmente scollegati dalla loro produttività oltre a contratti di lavoro con condizioni estremamente favorevoli (illicenziabilità in primis), che anch’esse hanno un valore consistente anche se non esplicito e sono pagate dai contribuenti; ma non perdono nulla quando le cose vanno male? Le sembra giusto? Quanto costa la put a scadenza indefinita che hanno in mano e che tutto il sistame economico deve garantirgli?
    Ci sta che lei non sia d’accordo con me ma non mi tratti da idiota perfavore! paragonandomi a chi se la prende coi neri o con gli ebrei.. è un discorso economico sacrosanto! Prima che economico è logico e moralmente giusto, a mio modestissimo parere!

  35. Giordano

    @Luca Salvarani
    Magari lei non cerca capri espiatori, ma la maggior parte di coloro che scrivono qui, si. Lei mi dice dei dipendenti pubblici. E che mi dice delle miriadi di imprenditori (ne conosco tanti) che del malaffare, del servaggio, della concussione, degli intrallazzi hanno fatto la loro ragione sociale? Mi creda, nella mia felice zona ce ne sono a centinaia e mai che alcuno dica che non conosce il politico tizio, piuttosto che caio o sempronio. Anzi, alcuni se ne vantano, quasi come della produttività dell’azienda. E non mi dica che non hanno scelta. La scelta è: “Non lavoro con lo stato perchè mi fa schifo, è ladro, corruttore e mal pagatore”. A chi vengono dati gli appalti pubblici? Ai carabinieri? Alla GdF? No, a imprenditori privati, che ci marciano, eccome. Per cui, non prendiamoci in giro tutti. E’ andata bene a tutti, a chi più, a chi meno, a chi in un modo, a chi nell’altro, finchè c’era grasso che colava. Di vergini se ne è persa la vista da molto tempo. Quanto agli stipendi assicurati, spesso avulsi dalla realtà, spesso “di scambio”, spesso immeritati (nella sostanza), spesso inutili o addirittura dannosi, sono d’accordo con lei. Al 65% di stipendio (almeno per quanto ci riguarda), però, rispetto ad un dipendente privato di pari professionalità. E con un contratto di esclusività. Niente integrazioncine. E con i CCNL bloccati da 5 anni, però. Poi è chiaro, se la normativa lo prevede, il dipendente si prende tutto il disponibile. Ma in questo non è diverso dal “privato”. Quello che risulta una semplificazione eccessiva è il pensare che dal “troppo stato” si possa passare al “niente stato”, pendolarismo del pensiero tipicamente italiano secondo il quale il momentaneo punto di equilibrio si trova sempre agli estremi del pendolo. Per cui negli anni 70 tutto statale, anche la carta del cesso e le merendine e negli anno 2010 tutto privato, anche i carabinieri, le scuole e gli uffici del comune. Saluti.

  36. Marco Tizzi

    @Giordano
    Mai lavorato per lo Stato. Mai lavorato per un’azienda che lavorasse per lo Stato.
    E non ha nemmeno un’idea di cosa significhi nel mio mestiere “lavorare per lo Stato” in termini economici: si applica un fattore moltiplicativo alle mie tariffe dal 2 in su.

    Certo, ha ragionissima caro Giordano: chi lavora per lo Stato e con lo Stato è colpevole quanto lo Stato. Se non di più, perché poteva benissimo rifiutarsi.
    Qui non si tratta di cercare capri espiatori.
    Qui si tratta di capire chi ha speso e spende soldi a vanvera che non aveva lavorato per guadagnare, ha anche avuto il coraggio di firmare trattati che non gli consentivano di stampare quei soldi che spendeva a vanvara e ora cerca di rubarne ancora di più per continuare a spendere a vanvera.

    Io faccio parte del gruppo dei derubati.
    E me giren i bal.

  37. Luca Salvarani

    X Giordano

    1) Infatti ho scritto che non è l’unico gruppo! Ma il gruppo di gran lunga più numeroso e costoso… Controlli pure le parole testuali che ho usato.
    2) Il fenomeno che descrive lei (imprenditori che vivono di rendita grazie alle commesse pubbliche, con gli accangi giusti piuttosto che subendo la competizione del mercato!) esiste! E guarda caso l’unico modo per combatterlo è sempre lo stesso: ridurre fortissimamente la spesa pubblica e il perimetro pubblico… a quel punto ci sarebbero molte meno “gare” per questi signori… oppure come propone da tempo immemore Giannino per restare nel budget assegnato si farebbero le “gare” in un altro modo ossia con bando europeo e con regole/modalità di mercato che permetterebbero di ridurre fortemente i costi… lui fa sempre l’esempio della sanità per dimostrare come è possibile risparmiare miliardi di euro l’anno (non ricordo quanti con esattezza… ma c’è uno studio che li quantifica) senza ridurre minimamente i servizi per i cittadini…. E’ un ragionamento cosi strampalato questo? Anche perchè l’alternativa sarà o efficientare al massimo e cambiare il modo di fornire i servizi chiave (per es. con l’e-learning, mio cavallo di battaglia, si può risparmiare tantissimo e finalmente licenziare tantissimi statali…) oppure il servizio non sarà più reso: si pagano le tasse solo per pagare gli stipendi degli statali senza ottenere nulla! Non so se questo punto è chiaro…
    3) Quello che a me fa rabbia degli statali non è il loro stipendio in termini assoluti che la maggior parte di loro non è nemmeno cosi elevato… Quello che mi fa rabbia è che non hanno nessun incentivo a far bene e nessun disincentivo non dico a far male ma nemmeno per non lavorare del tutto! Quello che mi fa rabbia è che tanti di loro che svolgono mansioni totalmente inutili, quindi a produttività zero, per es. come molti che lavorano nel settore education (dato che esiste l’e-learning), prendono uno stipendio magari doppio di un giovane laureato che sa 2 lingue, sa usare perfettamente i mezzi informatici ed è precario… lavora molte più ore e non ha alcun diritto ma ha una produttività enormemente superiore…. In finanza se uno prende molto di più della sua produttività qualcun altro deve prendere molto di meno…. non ci sono santi! Ha ancora il coraggio di chiamare questo modo di ragionare caccia al nero, caccia all’ebreo? La cosa tristissima è che questi statali non si rendono nemmeno conto di essere dei mega super privilegiati! pensano di essere delle vittime! e questo onestamente fa un po girare i cosiddetti al giovane precario di turno…. E se questi giovani si stufassero andando all’estero chi li paga gli statali? Magari nel breve gli stipendi glie li pagano razziando i conti correnti della gente come a Cipro ma poi? La pensione chi glie la paga… come vede siamo ben oltre i livelli di accettabilità e sostenibilità che esistono negli altri paesi!

  38. Marco Tizzi

    @Giordano
    E aggiungo (me ne dimentico sempre): secondo le assurde leggi del nostro Stato io faccio parte di fantomatiche “categorie protette” perché orfano per infortunio sul lavoro (se invece il padre ti muore di cancro no, perché quella è una botta di c…). Avrei quindi diritto ad un’assunzione nella pratica obbligatoria in aziende private. Insomma posto fisso assicurato dallo Stato nel privato.

    Ritenendo questa cosa assurda non mi sono mai iscritto a tali liste e non ho mai usufruito di tale “diritto”, che non considero affatto tale, ma ritengo invece un’usurpazione di denaro ai danni delle imprese. Che poi si accusa di essere improduttive, inefficienti e di pagare poco i dipendenti.

  39. Giordano

    @Luca Salvarani
    Vedo che il discorso dei ne(g)ri l’ha toccata.
    Ribadisco, e la invito anch’io a leggere con attenzione le mie umili parole, che gli sprechi ci sono stati, ci sono e ci saranno. E che su quelli si può/deve lavorare. Meno d’accordo è che due/tre cavalieri senza macchia e senza paura (mi riferisco, non senza una punta di ironia, ma con rispetto, , a lei, Tizzi, Monnezza e chi più ne ha più ne metta) siano rappresentativi quella pletora di imprenditori e/o liberi professionisti che hanno mestato nel torbido con modalità diverse rispetto all’obbrobrioso statale, ma pur sempre nel torbido, dello Stato. Da sempre mi insospettisco quando una parte viene presentata pura, disinteressata, ligia, indefessa, operosa, nitida e santa a confronto di un’altra parte negletta, parassita e inutile. Perchè? Perchè tutte le volte che ciò è accaduto, la vergine si è poi rivelata zoccola. Ricordi la Lega del 1994. Ricordi Di Pietro più di recente. E ahilei (e ahimè), ricordi Giannino (anche se per una cosa ai miei occhi, incredibile e infinitamente meno grave) l’altroieri. Perchè le colpe, da sempre, non sono di categoria, ma ascrivibili ai singoli. Chiamasi libero arbitrio e lo esercitiamo dal primo vagito (anche se statali). Tutto il resto… le gare… gli appalti…la formazione…. gli stipendi… su tutto si può sindacare. E in ogni modo, le gare le vincono… gli appalti li fanno… la formazione è in gestione… tutti privati. Piccoli, grossi, veri, falsi, italiani o internazionali, ammanicati a gruppi bianchi, rossi o verdi. Ma privati. P.R.I.V.A.T.I. Mi dispiace macchiare il mantello bianco, ma sono privati.

  40. Marco Tizzi

    @Giordano
    Ma non è una questione di onore, è una questione, come giustamente fa notare lei, di coerenza: non si può predicare contro lo Stato e poi viver delle sue prebende.
    Lei ha ragionissima nel dire che ci sono troppi che lo fanno. E sono soprattutto politici, giornalisti, filosofi ed “economisti” vari di quart’ordine che son lì a dire sempre che lo Stato non va bene perché lo Stato non sono loro. E che se fossero loro lo Stato andrebbe benissimo.
    Ancora una volta, “la fattoria degli animali”. Sempre istess.

  41. Giordano

    @Giorgio Andretta e allora bisogna creare le sottocategorie 1) privati totali (lei, Tizzi, Monnezza e altri due o tre) 2) simil privati (5 milioni) 3) paraprivati parziali massimi (altri 5 milioni) 4) parastatali (4 milioni) 5) statali (3 milioni). Cioè tutti. O no?

  42. @claudio p
    Non si preoccupi del mio cervello, ha già troppi problemi con il suo. Io pago le mie tasse perché devo, perché rispetto le leggi, e si, se la legge me lo consentisse è ovvio che non le pagherei, ma non si permetta mai più di dire che che se potessi evadere lo farei. E questa la piccola differenza che passa tra quelli come me, e qui dentro siamo in pochi, e quelli come lei, che qui dentro sono la maggioaranza. A me sta bene pagare le tasse, e non blatero contro lo Stato ladro, o il politico ladro perché, come qualcun altro ha già detto qui, i ladri sono ovunque, non hanno colore e non hanno provenienza. A me sta bene pagare le tasse perché in cambio ricevo servizi, sicurezza, eccetera. Il mio problema è solo uno, i servizi che ricevo non sono all’altezza delle tasse che pago, ma per questo problema ho a disposizione un arma, il voto, invece lei e e quelli come lei usano l’evasione, ovvio che lei e quelli come lei votino per quelli che depenalizzano il reato di evasione fiscale. Questo è l’unico motivo per cui vorrei essere americano, non per altro, perché in America gli evasori li mettono in galera o gli rendono la vita talmente impossibile da costringerli a tirar fuori tutto fino all’ultimo centesimo, con gli interessi, e non con gli sconti, come qui da noi.

  43. Giorgio Andretta

    @Giordano
    solamente il sottoscritto si è dichiarato anarchico, il sig.Tizzi simil/anarchico, il sig.Monnezza per nulla, quindi le sotto categorie da lei teorizzate non possono essere identificate: il grigio rimane tale, se bizantinamente intende che ci sia più o meno presenza di bianco o di nero è ininfluente.
    Quindi o l’organizzazione dello stato è in senso privatistico, come previsto in antropocrazia, o non è, tutti gli altri, loro malgrado e quindi inconsapevolmente, sono socialisti.
    Analizzi, ad esempio, l’ultimo commento del sig.Law e mi dica se si riconosce nel contenuto dal momento che definisce una situazione edenica che solo nella sua fantasia (di Law) esiste, in quale delle sue sotto categorie lo inserirebbe?

  44. Marco Tizzi

    @Giorgio Andretta
    Io le voglio un gran bene, ma non mi sono mai dichiarato “simil-anarchico”, è lei che non mi considera un anarchico vero! 🙂

    La visione completamente privatistica – o puramente antistatale – non è prerogativa atropocratica, lo sa bene: da Rothbard in poi i libertari hanno sempre teorizzato un mondo senza Stato, ma col rispetto della proprietà privata, quindi assolutamente privatistico.
    E sono disposti a mettersi in gioco a tal punto da desiderare una concorrenza tra sistemi in un mondo libero di micro-stati che adottano diverse organizzazioni, così che la gente possa autonomamente scegliere.

  45. Marco Tizzi

    @Giordano
    Consiglio questo breve libro divulgativo, una specie di veloce bigino del mondo libertario:

    amazon.it/democrazia-democrazia-solidariet%C3%A0-prosperit%C3%A0-conflitti/dp/8890389265/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1365170333&sr=8-1&keywords=oltre+la+democrazia

    Anche solo per curiosità…

  46. Giorgio Andretta

    @Marco Tizzi
    va bene la considererò come “tendente od aspirante all’anarchia”.
    Ricambio l’affetto.
    Non ho mai sostenuto che l’antropocrazia si avochi ciò che lei sostiene, bensì che ne sia l’unica soluzione attuabile seduta stante ed a costo zero. Sbaglio forse?

  47. Marco Tizzi

    @Giorgio Andretta
    Non so se sbaglia.
    Purtroppo al momento sono parecchio negativo riguardo al futuro, ogni idea anche solo minimamente interessante mi sembra lontana anni luce dalle teste che, nolente me, governa questo sparuto sasso disperso nell’universo.
    Mi sembra che le soluzioni siano tutte terribilmente distanti.

  48. Giorgio Andretta

    @Marco Tizzi
    la materia è spirito condensato ed il pensiero fa parte di quest’ultimo.
    Quindi il suo atteggiamento deve essere positivo e propositivo verso il futuro dal momento che ce lo progettiamo.

  49. Marco Tizzi

    @Giorgio Andretta
    Progetto il mio e contribuisco a quello del mio circolo più ristretto.
    La soluzione è individuale, lo sa bene.
    Mi auguro solo che il mondo non volga alla guerra. A tutto il resto so resistere e disubbidire.

  50. Giorgio Andretta

    @Marco Tizzi
    progettiamo è plurale perché lei ed io e probabilmente altri, tipo Nicolò Bellia, siamo più di uno.
    La soluzione non può che essere individuale, meglio se coincidente con altre, non possiamo passare la vita a combattere con altri, anche se è quello che succede diuturnamente.
    Per il resto sono d’accordo.

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