10
Gen
2013

Addio Prof. Buchanan, non lasceremo le volpi a guardia del pollaio.

Ho imparato, come tanti che leggono o scrivono in questo blog, tantissimo dagli scritti di Buchanan: come pochi ha saputo spronarci a guardare alla politica senza romanticismo in un’epoca in cui gran parte dell’economia era gestita dal pubblico e nonostante questo gli economisti più stimati si occupavano di teorizzare i fallimenti del mercato. Qui una breve ma efficacissima sintesi del suo pensiero, tracciata da Buchanan stesso – che del resto era un mago della sintesi. Quando, ricevuto il premio Nobel per l’economia, gli chiesero di raccontare la sua ricerca in una frase, Buchanan rispose con un tweet ante litteram: “Don’t let the fox guard the chicken coop”.

Quest’estate sono stata invitata al suo seminario a Richmond, esattamente il giorno dopo che presentavo un paper  a Baltimora. Non essendo dotata di automobile in un paese che è pensato per guidare, passato la notte in indegne stazioni della Greyhound aspettando un autobus il cui ritardo faceva  impallidire quelli del peggior meridione italiano. La notte in piedi come quando si fa la fila per essere i primi ad entrare ad un concerto – ed in effetti lui era il mio Mick Jagger.

Un Mick Jaggger che cominciava lezione alle 8 di mattina. A 93 anni, cappello e parlata da cowboy, ha esordito dicendo “l’articolo che vi presento oggi è qualcosa su cui lavoro da poco, quindi fatemi più critiche ed obiezioni possibili, perché sono veramente entusiasta all’idea di lavorarci nei prossimi mesi”. (Il paper, rimasto draft, è questo)
Dopo la lezione è rimasto ad ascoltare e a prendere appunti quando intervenivano gli altri. Ve lo immaginate un qualsiasi associato italiano comportarsi così? Il Prof. Buchanan aveva 93 anni, e un Nobel meritatissimo, aveva cambiato l’analisi dei fenomeni politici ed economici.
Anzi, l’aveva riportata sulla retta via, quella tracciata da Adam Smith. Pete Boettke, uno dei suoi allievi, distingue fra una mainstream economics, che è semplicemente “tutto quello che va di moda in un determinato momento nella professione economica”, e mainline economics, cioè quella linea di riflessione economica che si sposa con una più profonda riflessione filosofica ed etica sull’essere umano, sulla società e sul potere. Il mainstream tende ogni tanto a staccarsi dalla mainline: in quei momenti  ci vuole qualcuno come Buchanan, a ricordare a tutti gli economisti qual’è il vero scopo dello studio della scienza economica.
E quest’uomo che sedeva sulla cattedra di Adam Smith, quest’estate se la rideva come un matto perché era la prima volta che autografava un tablet. “Che dici, me ne devo comprare uno anch’io? si trovano i libri?”

Ho imparato molto dai suoi scritti, ma il Prof. Buchanan, dal vivo, mi ha insegnato che non si è mai ottenuto troppo nella vita per non entusiasmarsi per qualcosa di nuovo.

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1 Response

  1. lodovico

    socrate,molti anni prima, poneva la domanda: perchè tu non affidi la cura del tuo gregge di pecore ad una pecora?

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