17
Dic
2012

Miserabile a chi? Gérard Depardieu e l’elusione fiscale

Torno ancora a parlare di elusione fiscale. Questa volta abbiamo da imparare persino da un francese: sebbene di solito l’oltralpe non sia esattamente considerato il regno della disobbedienza civile e dell’orgoglio capitalista, questa volta dobbiamo a Gérard Depardieu, volto simbolo del cinema francese, un’altra storia di Atlanti che scrollano le spalle e decidono di non accettare prima l’esproprio e poi la demolizione morale che lo stato sanguisuga destina ai più produttivi fra i cittadini.
Prima di riportarvi una traduzione (a cura del blog Economia e Libertà) della lettera di Dépardieu al Journal du Dimanche, un po’ di contesto. Dépardieu è celeberrimo attore e imprenditore di successo. Per anni ha restituito parte della fortuna che gli era capitata alla società in cui era nato: pagando tasse pari all’85% del suo reddito al governo francese, offrendo opportunità di lavoro e contribuendo alla diffusione nel mondo dell’immagine di grandeur del suo paese.
Di recente ha invece chiesto la cittadinanza belga, spostando la sua residenza a Nechín: per pagare meno tasse, ma anche perchè in rottura con il governo dopo l’arresto del figlio per il possesso di un esiguo quantitativo di eroina. Si è sentito dare del “miserabile” dal primo ministro francese.
Depardieu è stato un uomo fortunato, il cui successo gli ha garantito  la possibilità di esercitare il diritto d’uscita da uno stato oppressivo: la maggior parte di noi questa possibilità non ce l’ha. Eppure abbiamo la possibilità di chiederci se il regime a cui siamo assoggettati sia giusto o meno. La vicenda e la lettera di Depardieu ci danno una buona occasione, ma per farlo dobbiamo uscire fuori dalla retorica del “dalli all’untore”.
Nel mio ultimo post parlavo di una multinazionale, e si sa, per quanto noi possiamo amare i loro servizi, le multinazionali sono sempre perfide e sfruttatrici. Ma questa volta non vi chiedo di riflettere sugli aspetti di efficienza che comporta la pressione della fuga dei capitali, o in questo caso dei talenti.
Vi chiedo di leggere queste parole e chiedervi se veramente quest’uomo, e con lui tutti quelli che decidono di scappare verso regimi fiscali meno oppressivi, non ne avesse qualche diritto morale.
Lettera aperta di Gérard DEPARDIEU, a Jean-Marc AYRAULT, primo Ministro di François HOLLAND.
“Miserabile, lei ha detto “miserabile”? Com’è miserabile.
Sono nato nel 1948, ho cominciato a lavorare quando avevo 14 anni come tipografo, come magazziniere e poi come artista drammatico.
Ho sempre pagato le tasse e le imposte, di qualsiasi aliquota e di qualsiasi Governo.
In nessun momento non ho ottemperato ai miei doveri.
I film storici che ho interpretato, sono la testimonianza del mio amore per la Francia e per la sua storia.
Personaggi più illustri di me sono stati esiliati o hanno abbandonato il nostro Paese.
Sfortunatamente non ho più nulla da fare qui, ma continuerò ad amare i francesi e il pubblico con cui ho condiviso molte emozioni!
Parto, perchè considerate che il successo, la creazione, i talenti, in pratica la differenza, debbano essere sanzionati.
Non chiedo approvazione, ma potreste almeno rispettarmi. Tutti coloro che hanno lasciato la Francia, non sono stati insultati come il sottoscritto.
Non devo giustificare le ragioni della mia scelta, che sono tante e intime.
Parto dopo aver pagato, nel 2012, l’85% di imposte sul reddito. Ma voglio conservare lo spirito di questa Francia, che era bella e che spero lo resterà.
Vi restituisco il mio passaporto e la mia tessera della mutua, di cui non mi sono mai servito.
Non abbiamo più la stessa patria, io sono un vero europeo, un cittadino del mondo, come mi ha sempre inculcato mio padre.
Trovo miserabile l’accanimento della giustizia nei confronti di mio figlio Guillame, giudicato da Giudici che l’hanno condannato, quando era ancora un ragazzo, a 3 anni di prigione per 2 grammi di eroina, quando molti altri venivano risparmiati per reati ben più gravi.
Non condanno tutti quell che hanno il colesterolo alto, la pressione alta, il diabete, quelli che bevono troppo alcol o che si addormentano sul loro motorino: sono uno di loro, come i vostri cari media amano sempre ripetere.
Non ho mai ammazzato nessuno, non penso di avere dei demeriti, ho pagato 145 MILIONI di € di imposte in 45 anni, ho dato lavoro ad 80 persone nelle aziende che sono state create per loro e gestite da loro.
Non sono qui per lamentarmi, né per vantarmi, ma rifiuto il termine “miserabile”.
Chi siete voi per giudicarmi così, glielo chiedo signor Ayrault, primo Ministro del signor Hollande, vi chiedo, chi siete voi?
Malgrado i miei eccessi, il mio appetito, il mio amore per la vita, sono un essere libero, signore, e non voglio essere maleducato.”
Gérard Depardieu
Traduzione di Valentina Cavinato

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59 Responses

  1. Ebbene si Depardieu, tra l’altro attore bravissimo, è un Miserable! ma non come lo intendono Hollande e la sua Cricca! è un miserabile come tutti noi, sudditi di questi piccoli uomini, Feudatari del loro piccolo paese; miserabili perchè ci stanno togliendo anche la speranza di una qualsiasi vita, la speranza di una qualsiasi familia, la speranza di vedere i nostri figli crescere LIBERI di vivere, semplicemente vivere, amare, lavorare e vivere, amare, lavorare; MISERABILI nell’accezione di come viene inteso dal PRIMO MINISTRO Francese sono loro stessi: MISERABILI, MISERABILI, MISERABILI, come il nostro povero piccolo stato italico e i suoi accoliti poveri piccoli miserabili politici che hanno trasformato lo stato in un monstre dall’appetito abominevole.
    Ora una piccola digressione e domanda: il BRAVISSIMO Professor MONTI che ci ha salvati dal cataclisma, dovrebbe spiegarmi una cosa, dal momento che mi sembra che la matematica non sia un’opinione; se nel 2012 le entrate fiscali sono aumentate del 3,6% pur in uno scenario catastrofico per il lavoro, ormai non esiste più, se tutti gli Enti sottostatali si lamentano dei tagli e sostengono che sono ridotti al lastrico senza soldi (vedi Comuni, Provincie che minacciano di non scaldare le scuole, Regioni, sanità, sistema scolastico, e chi più ne ha più ne metta), se MONTI ha quindi tagliato la SPESA PUBBLICA, come è possibile che il DEBITO PUBBLICO nel 2012 abbia toccato il record storico sfondando la cifra inimmaginabile di duemila miliardi di Euro? Ergo il bravissimo MONTI ha alzato le TASSE, ha tolto soldi a tutti, ma ha aumentato la spesa pubblica e il debito pubblico senza eliminare un solo e dico un solo spreco e/o privilegio!!!! GRAZIE MONTI, ci bastavano i soliti ladri, almeno li conoscevamo.

  2. Lucio

    Bravo Depardieu, i sudditi appartengono ad un tempo che non c’è più, a due secoli fa.
    Troppa gente vive di politica, la macchina amministrativa va assolutamente ridimensionata.
    E’ lì che si annidano i veri miserabili e le vere sanguisughe, lo stato deve essere efficiente, ogni politico ed amministratore di troppo leva servizi al cittadino, come ogni incompetente ed ogni corrotto.
    Lo Stato (quello con la s maiuscola) si deve limitare ad amministrare l’ordine, la giustizia, la sanità e l’istruzione con la massima efficienza, senza il minimo spreco.

  3. Marco Tizzi

    Maestro di vita, la lettera gira da questa mattina senza sosta tra amici e parenti.
    Tanto di cappello a questo grande Obelix, solo mi sembra un po’ strana la scelta alternativa.
    Sarebbe bello se questo fosse il sasso nello stagno, se cominciassero a seguirlo in tanti, se da questa gente finalmente partisse davvero un’onda.
    Ma, lo so, sto sognando.
    Resta un singolo caso da ammirare.

  4. Luciano

    La signora Bitetti aggiusta il tiro. La difesa ad oltranza dei sofisticati sistemi di pianificazione fiscale dei gruppi multinazionali è politicamente “autolesionista”; oggetto di feroce polemica persino tra gli ultra-liberisti.
    La storia di Depardieu è socialmente più accettabile e capace di generare empatia; sia x la celebrità del soggetto, sia x le origine “umili” dello stesso.
    Bisogna capire quanto di questa polemica -Depardieu vs Francia- sia riconducibile alle vicende giudiziarie del figlio e quanto a una vera battaglia anti-tasse.
    Attenzione però; i Francesi sono molto,molto patriottici (e xchè non dovrebbero esserlo? Oltralpe lo Stato funziona e il welfare è molto efficiente) e i milionari migranti causa tasse sono presto dimenticati.
    Fare dell’attore francese il portabandiera di un fantasioso e improbabile Tea Party “de’ noantri” può riservare grandi delusioni.
    Infine, in riferimento al precedente post della Bitetti e al grande dibattito suscitato, suggerisco la lettura di “NO LOGO” di Noami Klein. Indagine culturale e inchiesta racconta una storia di ribellione e autodeterminazione nei confronti dello strapotere dei marchi, proponendo un’analisi socioeconomica alternativa alle tesi neoliberiste osannate per anni.
    s

  5. paperino

    @Luciano
    Sono d’accordo con te, con la precisazione che anche lo Stato Nazionale e’ un marchio, e si comporta come una multinazionale assoluta, perfetta e onnipotente nei confronti delle sue componenti sociali, e che pratica una totale “pianificazione fiscale”.
    Leggiti i classici, Orwell, Kafka, e poi la paccottiglia che ti arriva da quella multinazionale che lascia ormai il tempo che trova che e’ la cultura pop USA, con i suoi stucchevoli paradossali “no loghi”, espressione della stessa volonta’ di dominio che vorrebbero criticare.

  6. Francesco

    Il primo ministro gli ha da dato del “minable”, che non è esattamente “Miserabile” (miserable in francese) ma è peggio. Lui giustamente si è offeso, anche perché le tasse le ha sempre pagate. E visto che che ancora c’è la libertà di spostarsi (per quanto?) ha deciso di andarsene e di restituire la cittadinanza francese, prima che glie la togliessero, come hanno minacciato di fare e come già fanno negli Stati Uniti ai cittadini che vivendo all’estero non pagano le tasse negli USA (perché i cittadini USA che vivono e lavorano all’estero devono pagare le tasse an che in patria sennò perdono la cittadinanza). Ha quindi fatto benissimo Depardieu ha ribellarsi alla dittatuta dei tecnocrati feudali.

  7. Marco Tizzi

    @Luciano
    Perché non dovrebbero esserlo?
    Perché la patria NON ESISTE!
    Gli stati sono invenzioni, i sovrastati invenzioni peggiori.
    Esistono gli esseri umani, compagno Luciano, non la patria. Gli Stati e i sovrastati sono solo l’istituzionalizzazione di ciò che Orwell ha cercato di spiegarci per tutta la vita: “gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”.

  8. claudio di croce

    I veri miserabili sono i ladri che con la forza rapinano coloro che producono ricchezza , politici e membri della casta pubblica in testa. Imbecilli e rosi dall’invidia sono coloro che sono convinti che il furto fiscale li avvantaggia . Appena si toccano i ladri pubblici , questi dicono che se non ci sono le risorse – leggi i soldi rubati ai sudditi – non ci sono i servizi per i poveri , il riscaldamento delle scuole . ecc…. La maggior parte dei soldi rubati ai sudditi serve per i privilegi e gli sprechi della casta , Quirinale in testa . Oltre ai Fiorito di tutti i partiti.

  9. Mike

    Depardieu si è comportato da uomo libero, esercitando un sacrosanto diritto naturale prima che morale o giuridico. Un esempio per tutti coloro che non sopportano più di essere trattati fiscalmente come servi della gleba da uno Stato sfruttatore ed onnipotente perché non tenuto a rispettare, nell’imposizione fiscale, alcun limite o vincolo di rango costituzionale. La civilissima Svizzera, dove questi limiti e vincoli esistono, docet.

  10. francesco russo

    Come mai parlate di “elusione fiscale”? non mi sembra che sia elusione trasferire la propria residenza in belgio…
    comunque, TI STIMO Gérard!

  11. Sicuramente Depardieu ha agito in maniera morale. Infatti, non c’è nulla di più immorale della carità coatta imposta dallo Stato. Non esiste il dovere della carità: se fosse un dovere, on sarebeb carità ossia non sarebbe una virtù. Quindi, il ricco non ha il dovere di cedere tutti i suoi averi ai “poveri”: li cede se vuole, libermente. Non c’è nulla di più perverso e diabolico di un Leviatano che punta una pistola alla fronte del ricco e lo costringe a cedere i suoi beni allo “stato sociale”. Il ricco, in questo caso Depardieu, fa bene a scappare. Anche perché il ricco è capace di fare fruttare i suoi beni in maniera più feconda di quanto non sappia fare il Leviatano. Depardieu giustamente fa notare che lui col suo talento ha dato lavoro a tante persone. In definitiva, se lo Stato lascia le ricchezze a chi le produce, i poveri ne hanno maggiore vantaggio. Per un povero infatti è molto meglio avere un ricco pieno di talento che gli crea un posto di lavoro piuttosto che uno Stato che gli offre un misero sussidio di disoccupazione.
    Questa è la semplice verità economica. Ma purtroppo, la stragrande maggioranza della gente non accetta la verità. accecata dall’invidia sociale, la gente vuole che lo Stato spogli il ricco talentuoso. infatti la maggioranza della gente, in francia ma nche in Itlia, ha coperto Depardieu di ingiurie. Quella scura passione negativa di nome invidia garantirà il successo eterno del socialismo.

  12. giuseppe 1

    @Giovanna Jacob
    Se mi posso permettere. Se fosse tutto riconducibile alla semplice “dialettica” (il termine non dovrebbe infastidire,perché è il presupposto del mercato) tra ricco e povero,non ci sarebbe nulla di così strano. Una vertenza,appunto,che dovrebbe trovare una composizione pregmatica tra le due posizioni, in un’ottica compatibile col pensiero liberale. Non è un caso che si sia lamentato il Ministro. Un esponente di una classe medio-alta (direi più alta che media) che vorrebbe conservare tutti i vantaggi della sua posizione individuale celandosi dietro al velo di una presunta condizione di “lavoratore dipendente”. E’ uno sfacciato e vergognoso imbroglio che va smascherato in tutti i modi e in tutte le sedi. I veri poveri sono molto più coscienti della realtà, e cominciano a prendere le distanze da queste sanguisughe egoiste che non hanno vergogna ad usare i veri bisogni per mantenere i propri privilegi.

  13. antonio

    Miserabile Ayrault che da del miserabile a Depardieu; ma trovo miserevole anche l’esaltazione di Depardieu da parte delle vestali del partito “NO TASSE”. Non credo che possa essere elevato ad icona del liberismo uno che, come le cronache raccontano, liberamente piscia nei corridoi di un aereo.
    Ricordo che Guillaume, il figlio di Depardieu, strumentalizzato in questo contesto è morto 4 anni prima dell’avvento al potere di Hollande. Aggiungo che in questo momento vi sono milioni di italiani che, in forza della loro povertà, prima di Depardieu meritano la nostra solidarietà. Io almeno la penso così.

  14. Luciano

    @antonio
    Condivido al 100% la tua osservazione.
    L’alto laio di nababbi milionari costretti a pagare un’ aliquota maggiore oltre 1.000.000 di euro non commuove proprio nessuno. Cosa deve dire il 99% dei lavoratori (dipendenti/autonomi) che “sbarca il lunario” con 20.000/30.000 euro (quando va bene!).
    Un pò di decenza e rispetto x la vita e il lavoro di tutti gli altri.
    E non si venga ad argomentare con le trombonate su “Migliori”, “Meritevoli” e “Ottimati” che lavorando indefessamente 25 ore al giorno fabbricando il mondo.
    Diciamocela tutta -qualsiasi lavoro si svolga nella vita- oltre un certo livello quantitativo la retribuzione non ha più alcuna aderenza alla realtà e neppure un senso come “premio/stimolo” al lavoro e/o miglioramento della qualità della vita.
    Diventa solo ossessione x la ricchezza e il potere; un comportamento nevrotico.
    Anche un liberale dovrebbe preoccuparsi e avvertire come ingiusta la folle concentrazione di reddito e ricchezza in mano a sempre meno persone.
    Una tendenza alla disugualianza che -da 2 decenni- stà riportando il mondo indietro a una situazione esistente a fine 800. La ricchezza gravita sempre più verso l’alto e si concentra a vantaggio delle èlite; le classi medie, al contrario, si dissolvono sotto il peso della precarietà (deregulation del lavoro),dei bassi salari e smantellamento del welfare.
    Questo è il vero grande pericolo x la tenuta della democrazia nel prossimo futuro.

  15. Cesare

    Depardieu ha ragione da vendere, ma come sempre accade nei governi socialisti, la ragione viene offuscata da sentimenti “di pancia” come l’invidia e l’ignoranza che portano a distruggere e non a costruire. Distruggono ricchezza, reddito, iniziativa imprenditoriale e infine, a cascata, quelle stesse risorse che andrebbero a beneficio dei meno abbienti. Purtroppo le menti “socialiste” rifiutano i meccanismi che vi sono alla base della creazione di ricchezza, e così facendo, rifiutano automaticamente l’unico modo esistente per un’equa redistribuzione della ricchezza, che non è il vessare il contribuente con una imposizione fiscale iniqua e assurda, ma lo stimolare la creazione d’impresa e l’accumulo di ricchezza con una imposizione fiscale molto bassa: è meglio il 70% di 100 o il 30% di 1000??????

  16. giuseppe 1

    @antonio
    Può non commuovere, ma forse dovrebbe stimolare qualche riflessione.
    Lavorare in proprio normalmente comporta un “rischio d’impresa”.
    Ci puoi guadagnare, ma ci puoi rimettere anche molte volte di più dello sperato guadagno. Nessuno si mette coscientemente in mezzo ai guai per un aleatorio guadagno molto basso. Se i guadagni relativi alla parte eccedente ad un milione di euro di imponibibile vengono tassati al 75% e l’utile netto è del 5 o 10%, vuol dire che devo fatturare dieci o venti milioni di euro per realizzare un guadagno al netto delle imposte di 250.000 Euro.
    Nemmeno un pazzo lo farebbe,pena l’autodistruzione alla minima insolvenza.

  17. Mike

    La tassazione deve essere necessariamente ragionevole ed equilibrata perché deve favorire la produzione di ricchezza nell’interesse di tutta la comunità. Altrimenti equivale ad un’espropriazione dissimulata, alla quale chiunque ha il diritto naturale, morale e giuridico di reagire, spostando se stesso e le proprie sostanze laddove la tassazione è più favorevole. Alla fine, chi ci rimette è solo la comunità perché non si può redistribuire il nulla. Il declino di una comunità è, banalmente, anche questo.

  18. paperino

    @Luciano
    “Anche un liberale dovrebbe preoccuparsi e avvertire come ingiusta la folle concentrazione di reddito e ricchezza in mano a sempre meno persone”

    Certo che si’! Ma il problema e’ che una volta accettato il principio che la tassazione e’ legittima senza se e senza ma, a farne le spese sono SEMPRE i piu’ deboli. Le leve dello Stato, alla fine, le manovrano sempre i potenti, per definizione. Se non lo sono da prima, potenti ci diventano quando arrivano alle leve, e improvvisamente cambiano punto di vista (mai visto succedere?). E la nostra misera storia insegna che si servono della favola della protezione dei piu’ deboli per arrivarci, al potere, e poi sfruttarli.
    E’ il principio di autonomia individuale che va difeso, almeno come principio, se cominciamo a considerarlo male gia’ come principio, finisce ancora peggio di quanto vada gia’ di suo.

    “oltre un certo livello quantitativo la retribuzione non ha più alcuna aderenza alla realtà”

    Certo che si’! Ma vale in ambo i sensi. Alla fine troppi soldi rovinano la vita. Del resto cosa vuoi che se ne facciano, li depositano o investono da qualche parte, e alla fine e’ qualcun altro che li usa, oppure li spendono in scemenze che a me e sono sicuro nemmeno a te migliorerebbero la vita, anzi. Quindi perche’ darsi tanto pensiero di “salvarli”? Accettato il principio, sono certo che i benintenzionati, trovando MOLTA meno resistenza, per prima cosa passerebbero a salvare me e te.
    E’ quello che sta succedendo, e succede sempre nella storia.
    Insomma bisogna vigilare e non farsi troppe illusioni, e cercare, secondo me, e darsi da fare per cercare di difendere la propria autonomia e liberta’, molto prima che per limitare quela degli altri.
    E’ questo credo il colco profondo che divide il liberale da quelli come te: il liberale pensa a non farsi rompere le palle a lui, non a romperle agli altri. Tutto il castello ideologico che di norma ci costruisce per aggirare questa elementare questione, e’ molto poco credibile, e nemmeno moralmente molto encomiabile, dato il “conflitto di interessi” che non vale solo per gli altri.

  19. alex61

    @Luciano
    Il capitalismo è un’ingiusta ripartizione della ricchezza. Il comunismo è una giusta distribuzione della miseria.
    Winston Churchill

  20. Luciano

    @alex61
    La socialdemocrazia è il giusto mezzo; rispondo io.
    “Un progresso che non è per tutti non è progresso”
    “L’operaio della mia fabbrica deve poter acquistare, con il suo salario, l’automobile che produce”
    H. Ford.

  21. Gianfranco

    Belle parole tutti, sul serio.

    Il problema di cio’ che leggo e’ che sono tutte soluzioni del passato.

    Capitalismo, socialismo, socialdemocrazia. Tutto quello che volete. Ma sono cose passate, che sono purtroppo le uniche che conosciamo.

    Occorre ripensare tutto.

    Dalla necessita’ di uno stato nazionale che pretende delle tasse non si capisce bene a che titolo, e che ad ancor meno titolo “ridistribuisce” (cioe’ compra voti), dal fatto che con le tecnologie molte forme di governo e controllo sono superate, al chiedersi in che modo un cittadino possa controllare dove finiscano i propri soldi.

    Senza questo controllo qualsiasi imposta sara’ definita ingiusta in ogni caso perche’ mancheranno le garanzie di trasparenza.

    Mentre tutti, per esempio, si scaldano tanto politicamente, io ho solo due domande:
    1. dove vanno a finire i miei soldi
    2. come faccio a far sparire dall’amministrazione pubblica chi li spende male.

    L’Italia ha 3 milioni di statali. Con le elezioni ne cambiamo 1000. Qualcuno mi spieghi che senso ha scaldarsi tanto pensando che qualcosa possa cambiare con una ramificazione del genere.

    Se non controlliamo i 500mila e piu’, che non sono a ruolo dello stato ma che vivono di indotto statale, stiamo parlando del niente. Semplicemente del niente.

    Ciao
    Gianfranco.

  22. mario

    PER Fabio, speravo tanto nell’esecutivo di Monti,purtroppo è da un pò di tempo che mi
    faccio le stesse domande. ” tutti gli onesti sono miserabili”

  23. Gianfranco

    I programmi elettorali secondo me dovrebbero contenere una cosa sola, invece di tutte quelle manfrine che scaldano tanto l’emotivita’ dei fessi: un piano di bilancio.

    Presenti il tuo programma, col bilancio associato, e poi vieni votato sul programma e vieni controllato sul bilancio.

    Invece no. All’italiano, specialmente, piace scaldarsi emotivamente su tutto senza entrare nel merito del niente.

    Esempio: matrimoni gay? ok. vuoi aiutare i gay? quanto metti a bilancio per farlo? invece no. Si rimane a “matrimoni gay” e ci si scanna come fessi su linee di principio inutili. Aborto? Ok. Quanto costa un aborto? Quanti ne faremo? Costo totale? Possiamo permettercelo? Invece no. Muro contro muro. Stretto di Messina? Uguale. TAV? Uguale. Riforma sanitaria? Uguale. Precari? Uguale.

    E’ richiesto al cittadino di cambiare. Di non demandare piu’ a terzi la gestione della cassa. Invece che cadere nella trappola del casino ideologico, ma appagante, e’ richiesta una nuova responsabilizzazione.

    Ed e’ tutto qui il problema: meglio sparare cazzate che assumersi una singola responsabilita’. Poi, a giochi fatti, a debito stratosferico, ci si lamenta. E tutti contenti e avanti come prima.

    Peccato la festa sia finita, non e’ vero?

    Ciao.
    G.

  24. AlxGmb

    Gianfranco :
    Mentre tutti, per esempio, si scaldano tanto politicamente, io ho solo due domande:
    1. dove vanno a finire i miei soldi
    2. come faccio a far sparire dall’amministrazione pubblica chi li spende male.

    Buona sera sig. Gianfranco
    Risposta nel sistema attuale:
    1) i suoi soldi vanno ad alimentare l’enorme cifra che i tax-consumers fagocitano per alimentarsi. I tax-consumers sono la maggioranza in itaglia.
    2) Dovrebbe licenziarli, ma non è possibile, perchè gli itagliani sono un popolo di CREDENTI (per la maggior parte).
    CREDENTI > TAX-CONSUMERS, ossia i i tax-consumer sono un sottoinsieme dei credenti, ossia l’itaglia non ha speranza.

    Se cominciassero a capire che lo stato esiste perchè le persone ci CREDONO,
    se le persone smettessero di crederci lo stato collasserebbe,
    come avvenne nel 1989 al crollo del muro di Berlino e dell’URSS (io c’ero e me lo ricordo).

    In tal caso le risposte potrebbero essere:
    1) i miei soldi vanno a finire dove io decido sulla base di liberi accordi tra le parti. La panzana che pago tasse per avere servizi è una panzana! Chi ci crede ancora o è fesso….o è un tax-consumer.
    2) Se non ci fosse amministrazione pubblica il problema non si porrebbe. Oppure se l’amministrazione pubblica offrisse servizi che fossero davvero tali, ossia che io potrei comprare oppure non comperare, allora l’Amm. Pub. dovrebbe confrontarsi con la concorrenza e capire che i suoi parassiti interni non possono essere mantenuti, perchè i clienti non sarebbero disposti a pagarne il maggior costo.
    Oggi il rapporto non è tra:
    Offerta di servizi cliente.
    Oggi il rapporto è:
    Tax-consumer Tax-producer,
    dove i secondi sono la parte debole.
    O, se vogliamo:
    Stato Nazione sudditi, che, per definizione, sono la parte debole.

    Mi permetto di suggerirvi il libro del principe Hans-Adam: “Lo Stato nel terzo millennio”.
    Cito: “Se l’umanità nel Terzo millennio riuscirà a trasformare tutti gli stati in imprese che forniscono servizi di pubblica utilità, che servono gli esseri umani sulla base della democrazia diretta e indiretta e del diritto all’autodeterminazione a livello comunale, questo sarebbe già un bel risultato”.
    Che letto dall’itaglia fa veramente male, male, male…
    …autodeterminazione a livello comunale….ahahhaa hahhaaaa, ohi ohi che male, male, male.

    Salut a tucc.
    AlxGmb

  25. Andrea

    Come già accaduto le vere rivoluzioni partono dalla Francia…

    Questo per me e’ il passaggio cruciale.

    Parto, perchè considerate che il successo, la creazione, i talenti, in pratica la DIFFERENZA, debbano essere sanzionati.

  26. paperino

    @Luciano
    “Un progresso che non è per tutti non è progresso”
    “L’operaio della mia fabbrica deve poter acquistare, con il suo salario, l’automobile che produce”
    H. Ford.

    Ford era un grande ammiratore di Hitler… infatti:

    1) il progresso non e’ uguale per tutti, cio’ che per te e’ progresso, per me e’ regresso;
    2) io devo poter esser libero di non lavorare nella tua fabbrica se non ho alcun interesse per il possesso della tua automobile;

    I diversi modi in cui si interpretano i due punti sopra segnano il profondissimo solco che separa l’anelito alla liberta’ dal socialismo, peggio ancora quando legittimato dal principio di maggioranza della democrazia.

  27. Gianfranco

    @AlxGmb

    Caro Alessandro,
    la so anch’io la risposta al sistema attuale.

    Purtroppo invece che andare al nocciolo di cio’ che dovrebbe essere, perche’ “potrebbe essere”, come giustamente dici, detto dall’Italia fa un po’ ridere, tutti si avvitano a citare ancora concetti ed ideali di 400 anni fa.

    Poi adesso che qualcuno ha inventato la parola “spread”, addio. Milioni di ministri dell’economia che vogliono dimostrare che si possono spendere soldi che non si hanno.

    Basta. 🙂

  28. Mario45

    @ Marco Tizzi, Angela, Paperino, AlxGmb, Jack Monnezza, Massimo74

    Grazie a voi tutti, ed a chi ho dimenticato, per la partecipazione al blog, che arricchite con i vostri interventi. Grazie particolarmente perché, direttamente o indirettamente, mi avete aiutato a trovare risposte ai miei interrogativi. Grazie soprattutto perché siete la prova provata che ci sono ancora uomini liberi che non hanno portato il cervello all’ammasso del politically correct.
    Bione feste a tutti, e che il futuro vi, ci, sia lieve.

  29. Marco Tizzi

    @Mario45
    Ricambio i ringraziamenti, magari puoi anche aiutarmi a rispondere alla domanda che mi sta frullando in testa oggi: ma Monti s’è candidato o no?
    Ho ascoltato tutta la conferenza stampa e sono andato apposta da mia mamma per vederlo dall’Annunziata, dato che non ho la tv, ma… non ho capito!!!!

    Buone Feste!

  30. Giorgio Andretta

    Come non posso ricevere i suoi auguri, egr.Mario 45?
    Anche se annunciati da un curioso concetto di libertà, infatti ha elencato una serie di personaggi che ritengo dei dischi rotti, cioè sono liberi di ripetersi negli stessi ragionamenti, qualora esbordassero lievemente vacillerebbero nel vuoto.
    La linea guida delle loro espressioni è data dal definire una serie di numeri nel più articolato modo possibile, ma sempre cifre enunciate da bari.
    Ciò sta a dimostrare il loro ridotto bagaglio nozionistico e culturale con un coseno visuale tendente allo zero.
    Ricambio la gentilezza riservataci auspicandomi per tutti una prossima rinascita spirituale.

  31. Andrea Chiari

    Da dipendente pubblico concordo che l’amministrazione burocratica vada semplificata e alleggerita e anche diversamente distribuita. Ma questo è buon senso che dovrebbe trovar concordi anche quelli di sinistra (come me). Sarei deluso se Bersani (che voterò) non facesse azioni in questo senso: anzi, conoscendolo, sarei stupito se non desse seguito più robusto al piccolo aperitivo delle liberalizzazioni che tentò sotto Prodi. Detto ciò trovo che sappia di ideologismo un poco testardo l’affermazione dei David Crockett liberisti per cui lo stato non è autorizzato a metter tasse e che li si lasciassero liberi nel bosco a sparare con lo schioppo ai castori e a farsi giustizia da soli. Come un condominio: ci sono spese comuni e quali e quante siano li decidono gli eletti democraticamente. Mica però come in Sicilia dove i buchi di bilancio non li pagano i loro elettori che hanno beneficiato di prebende e clientele ma vengono messi a carico dello stato (cioè di regioni più virtuose).
    Riguardo a Depardieu non sono le sue imprese a essere messe sotto torchio (avranno tasse di tipo aziendale) ma le sue rendite personali. E allora non potrebbe considerare accettabile un atto di solidarietà espresso da uno che non ha bisogno di altri soldi per campare? Cosa vuole, una nuova Ferrari o i rubinetti d’oro? Penso che debba accettare una forzosa solidarietà verso la collettività e – da cittadino – pretendere però che le sue tasse siano spese bene. E’ un principio di civiltà e anche cristiano. Sarebbe anche una bella figura personale che aiuterebbe la notorietà e la simpatia dell’artista. Scappare all’estero non so neppure se gli farebbe tornare i conti dal punto di vista economico perchè un attore vive anche di empatia con il pubblico. Già il tipo mi stava sulle scatole per la sua propensione verso la destra, adesso vedo con meno simpatia ancora le sue sbruffonaggini da omone rusticano.

  32. Mario45

    @ Marco Tizzi

    Scusa il ritardo, ma sono un po’ preso con gli adempimenti di fine anno. Anch’io non guardo più la televisione; quando poi parla il mio omonimo mi viene l’orticaria, per cui spengo anche la radio. Caro Marco, chi se ne frega se si presenterà, visto che in ogni caso keine Verbesserung ist moeglich. Dante lo posizionerebbe tra gli ignavi. Finirà che il PD vincerà di poco, il cavaliere si prenderà i suoi voti, neanche pochi (oh yes), 5 stelle il suo 15%, il 40% ed ecco qui la balcanizzazione avanza. Se trovo un pirla che compra, (s)vendo tutto e passo quel che mi resta da vivere in qualche paese meno triste di questo.
    Buone feste, anche a tua madre.

  33. Mario45

    @ Giorgio Andretta

    Caro Giorgio, mi scusi se non l’ho direttamente inclusa tra i destinatari, anche se ovviamente lo era. Dimenticanza spero non imperdonabile.
    I destinatari da me citati comunque esprimono concetti che condivido e non mi pare proprio che la loro linea guida sia quella da Lei indicata. Certo la visione e quella, ed è inevitabile ripetere gli stessi concetti, ormai ci si conosce quasi personalmente. Comunque sono abbastanza grandi per difendersi da sè.
    Buone Feste e un anno migliore di questo.

  34. Marco Tizzi

    @Mario45
    Direi che è un buon piano. Magari con una spiaggia.
    MM per me ci ha messo la faccia tutti d’accordo per non far sparire i democristiani. Oggettivamente il rischio c’era.
    Sarà un 2013 molto pesante. Leggiti questo illuminante articolo dello Spiegel:

    spiegel.de/international/germany/berlin-plan-hints-future-austerity-measures-for-germany-a-874377.html

    Quando la botta arriverà alla locomotiva saranno cazzi acidissimi.
    Alla fine è giusto che la civiltà occidentale veda il suo tramonto, ha fatto troppi errori e non perde occasione di farne di nuovi.

  35. Giorgio Andretta

    Una volta accertato che si condivide i concetti, egr.Mario45, perchè ripeterli?
    Forse che l’internauta che si firma Andrea Chiari possa cambiare idea sulle mani di chi affidare la propria vita e quella, obtorto collo, degli altri?

  36. Mario45

    @ Giorgio Andretta

    Con pazienza e costanza, ci si prova, a fargli cambiare idea. Nove volte su dieci non ci si riesce, ma insinuare almeno un dubbio puo’ essere sufficiente. Quale altra possibilità ? Che facciamo? Eliminiamo tutti quelli che di fatto ci impongono la dittatura della maggioranza o ci autoestinguiamo in un bel suicidio collettivo ?

  37. Giorgio Andretta

    No, egr.Mario45, esiste l’antropocrazia.
    L’idea, quelli che votano Bersani e si definiscono progressisti, non la cambiano nemmeno se li trapianti il cervello.
    Confondono il cristianesimo con il più bietto materialismo, come la vita si riducesse alla quantità di denaro che si custodisce in tasca, infatti le persone vengono considerate in base all’ammontare delle tasse che pagano od alla quantità di bisogni che si soddisfa. Il post che ci ospita è significativo in questo senso.
    I nicolaiti sono la peggior categoria che esiste nel pianeta e proporrei di farli passare per la rupe Tarpea.
    Buon proseguimento di Natale.

  38. Andrea Chiari

    Sig. Andretta, mi firmo Andrea Chiari perchè mi chiamo così. Non sarebbe male se fosse questo della firma corretta un costume diffuso. Riguardo alla sostanza non mi piace che mi si dia del testardo o dello zuccone. Ho cambiato idea nella vita quando era il caso. Adesso penso che un’aliquota marginale alta per i redditi altissimi possa essere giustificata dalle circostanze e non muore nessuno. Questo non vuol dire sprecare i soldi o mantenere una macchina pubblica inefficiente. Magari si abbatte il debito.

  39. Marco Tizzi

    @Andrea Chiari
    Compirò per la milionesima volta questo sforzo immane e rispiegherò, prendendomi la giusta redarguita da Giorgio, che il suo piano non può funzionare.
    Le tasse sono sempre recessive se vanno a ripagare il debito.
    Sempre e tutte. Patrimoniale, reddito alto, accise, iva, bolli, tutte le tasse sono recessive quando vanno a ripagare il debito, perché aggredire con un flusso uno stock riduce il flusso.
    E’ banale, aritmetico, ovvio e scontato.
    E noi un’ulteriore recessione non possiamo permettercela perché o salta in aria il Paese causa disoccupazione oppure ci mangiano vivi i finanziatori perché rivedono il film greco.

    Inoltre l’Italia si trova in una situazione particolarmente sfavorevole per una serie di fattori:
    – ha firmato una serie di patti che tengono conto del rapporto debito/PIL. Ora si da il caso che quando questo rapporto è superiore al 100%, qualsiasi tentativo di riduzione per via fiscale ottenga il risultato contrario.
    120/100=1,2 se riduco il debito di 10 per via fiscale si riducono di almeno 10 (in realtà oggi il moltiplicatore è 1,7 – dati OCSE – quindi la riduzione è 17) i consumi e/o gli investimenti, quindi otteniamo il magico risultato 110/90=122%. Magolamagamagia, è aumentato.
    – non ha una banca centrale che possa sostenere il deleveraging fissando i tassi: i più importanti casi di riduzione del debito pubblico senza default sono stati ampliamente sostenuti da banche centrali che mantenevano i tassi bassi e fissi (vedi Canada e Svezia)
    – non può nemmeno praticare la deflazione dei salari (cosa che mi vede in totale disaccordo, ma che è la soluzione montiano-tedesca alla crisi) perché ha un mercato del lavoro basato su contratti nazionali molto rigidi verso il basso.

    Caro Chiari, le tasse sono sempre un furto. Sempre. Lo Stato è lo sceriffo di Nottingham che viene con gli sgherri sui cavalli neri, sguainando le spade, a prendersi il raccolto per godere delle libagioni in succulenti feste a base di donnine e giullari.
    Non è cambiato nulla nel tempo, QUELLO è lo Stato, qui e altrove, nulla cambia.
    Non esistono, quindi, “giustificate circostanze”.
    Può esistere la consapevolezza di un popolo che alza la testa e dice “NO”.

  40. B&B

    Alcune domande a Babbo Natale:
    – ritieni giusto che la P.A. che è di fatto un’azienda in stato di fallimento evidente si mantegna percependo le tasse (percependo!!) e nonostante questo in questa crisi che investe pesantemente il settore produttivo e i cittadini inermi sia quella che non è stata interessata da serie e significative azioni di ristrutturazione, riduzione, revisione?
    – ritieni che non esistano nella P.A. nel suo complesso , quindi Stato, Enti, Istituzioni ecc. ampi margini di riduzione dei costi per esempio riducendo ed eliminando ruoli retribuiti di cui si può fare tranquillamente a meno?
    – ritieni etico e corretto che in una situazione di fallimento anche la P.A. dovrebbe essere sottoposta ad una seria e quindi “esterna” valutazione del suo assetto, dei suoi costi e del suo sistema di valutazione degli organici e dei risultati?
    – ritieni equo che il privato possa perdere il posto per esempio a causa di tasse che non riesce a pagare e il dipendente pubblico che quelle tasse percepisce non corra alcun rischio e si collochi a paladino del fatto che tutti le tasse le devono pagare ( cosa che condivido sinceramente anch’io) e non si chieda se c’è differenza tra non pagare le tasse e non utilizzarle correttamente e produttivamente?
    – e, infine, ti sembra serio che alle prossime elezioni, dopo tutti i discorsi, i fatti emersi e le promesse si debbano eleggere ancora lo stesso numero di deputati e di senatori con gli stessi benevoli trattamenti economici
    Grazie!

  41. Giorgio Andretta

    Lei non può essere ne testardo ne zuccone, sig.Andrea Chiari, dal momento che dichiara di appartenere a quell’area politica che per antonomasia è certa di essere l’enfiteuta della cultura e dell’intelligenza umana ed abituata a guardare dall’alto in basso ognuno altro da sé.
    Detto ciò, per esempio, supponiamo che il sig.G.Depardieu sia un pacifista della prima ora e l’uomo più ricco del mondo, quale sarebbe la giustificazione dello stato che pretende i soldi del Nostro, anche fosse un solo centesimo, per finanziare una qualsiasi guerra imperialista?
    Non posso prevaricare alcuno tantomeno il sig.Tizzi, ma ritengo che quest’ultimo stia sprecando le proprie energie tentando, in buona fede, con i numeri di convincerla del contrario.
    Lei, come tutti i suoi sodali, siete irragionevoli e vuoti d’argomentazioni a far valere le vostre motivazioni, vi avvalete esclusivamente della forza bruta per assoggettare chi la pensa diversamente da voi ed i gulag ne rappresentano una significativa conclusione.
    Vedete il mondo come Paperon de Paperoni, esclusivamente con una retina riflettente l’effige dell’euro.
    Lungi da me ogni inquinamento con lei e i suoi compari(il gatto e la volpe), è giunto il momento di passare alle vie di fatto.

  42. troppo tonto per capire

    Leggo per la prima volta alcuni interventi e noto che gli interventi sono tutti giustificati in base alla propria ideologia. E’ ovvio !
    Le tasse bellissime ? Se in cambio hai servizi indispensabili ineccepibili forse, ma basta che ce siano di non indispensabili per la popolazione (ma a vantaggio di chi percepisce uno stipendio in qualche ente inutile) e spreconi e mal gestiti (non chiaro se più per incapacità o dolo) e le tasse non solo non sono più bellissime ma anche deleterie e comunque devi pagare due volte ricorrendo al privato se hai i soldi (è indispensabile questo).
    Se sei dipendente puoi avere il secondo lavoro in nero e spesso, se sei dipendete pubblico, fai anche il terzo, ma ti scandalizzi se l’idraulico non ti rilascia la fattura, questo a sua volta è vittima degli studi di settore (una cazzata legale che serve solo, condita con l’inversione dell’onere della prova, per colpire il disgraziato o chi non ti è simpatico come si faceva con la caccia alle streghe) che lo costringe a pagare non sul reddito percepito ma sul presunto. Con questi soldi puoi pagare un dipendente pubblico il quale si è convinto di svolgere un servizio indispensabile per la collettività (ovvio, pochi ammettono che non servono veramente), salvo scoprire che spesso sei mediocre come dipendente come lo eri quando sei stato assunto, una trentina d’anni, perché ti assumevano per il solo fatto di presentarti in un ufficio pubblico. Ora saresti da licenziare, facilmente sostituibile con tanti giovani laureati con il master, ma come gli animali cresciuti in cattività incapace di procurarti il cibo con un lavoro diverso da quello che fai da una vita che spesso consiste nel timbrare (ti incazzi pure se ti mettono i tornelli) e fare qualcosa per arrivare al fine giornata, a fine settimana, a fine mese, alla pensione… ma ti incazzi se vedi il politico che ruba, ma in fin dei conti è solo invidia perché sono certo che quasi tutti, se ne avessero la possibilità, sarebbero della stessa condotta (basta vedere come si deresponsabilizzano gli italiani quando li ferma un vigilozzo per una sanzione al codice della strada).
    Ciascuno pensa solo al proprio tornaconto e le ideologie a questo servono. La società quindi è solo l’insieme di un gruppo di persone che hanno più potere di altri per prevaricare con la propria ideologia su quella degli altri più deboli, è come in natura, soccombono ai più forti. Alcuni lo fanno con prepotenza, altri con retorica, altri con le leggi, altri ancora con la religione. Se hai una mente fine e preparata lo capisci altrimenti sei vittima di qualcuno che nel suo buonismo, fede, credenza ti fa pensare a cose diverse.

  43. Giorgio Andretta

    La qualità del dibatito non è astratta, egr. Andrea Chiari, ma sono i partecipanti che la formano, certamente il suo apporto non ne innalza il livello in senso spirituale, cercherò comunque di farmi una ragione della sua assenza, sono diventato più che anziano senza incontrarla e sopravviverò per i pochi giorni che mi restano da vivere in questa incarnazione.
    Ricevo il saluto e ricambio.

  44. Marco Tizzi

    @Andrea Chiari
    Quanto è tipico questo atteggiamento: basta che vi si mettano in faccia due-numeri-due e voi vi portate via il pallone e ve ne andate.

    Poi mi trovo Monti che dichiara che ha salvato l’Italia e mi chiedo “ma come fa uno a sparare idiozie simili?” e quando succedono queste cose mi rispondo “perché l’ideologia è fede e la fede non ammette dubbi”.
    Lei ci crede davvero. Come Monti crede davvero di aver salvato l’Italia.

  45. Mario45

    @ Marco Tizzi

    Caro Marco, volevi sapere se MM si sarebbe presentato o meno? Eccoti accontentato. Ha annunciato che ” salirà ” in politica, ovviamente per il bene del paese. Iattura dopo iattura, arriveremo finalmente al default.

  46. Marco Tizzi

    @Mario45
    Ho letto. Ha aggiunto “rinnoviamo la politica”… con Fini e Casini!!!!!!!!!!
    E Giannino che insiste a corrergli dietro. Forse perché l’han mandato via da Radio24 e ha capito che chi dice no rischia del suo.

    Con Monti al default ci si arriva tra 20 anni, che è la cosa peggiore che possa succedere perché nel frattempo saremo diventati poverissimi. Per realizzare il suo (o era della Merkel? ah già, è uguale) sogno della deflazione dei salari bastano un paio d’anni e a quel punto si assaggerà la goduria morale della miseria. E qualcuno da un angolo dirà “ma non dovevano scendere anche i prezzi?”. Ma i prezzi non scenderanno.

    Spero che il popolino italiano mi regali almeno la soddisfazione di vedere questa DC Reloaded fuori dal parlamento. Sarebbe davvero da applausi, un bel ditone medio mostrato a Roma, a Bruxelles, al Corriere, al Sole, anche a Repubblica perché adesso mica potrà tirarsi indietro.
    Ma mi sto illudendo, lo so.

    Cmq vada, sarà una campagna elettorale esilarante: caro Totò, la realtà t’ha superato da tempo.

  47. Mario45

    @ Marco Tizzi

    Con MM al default ci si arriva in vent’anni: vero in condizioni normali, ma qui stanno scappando tutti i produttori di ricchezza reale, e quelli che rimangono sono in gravi difficoltà. Credo che nel 2013 vedremo, di questo passo, i cadaveri (aziende) transitare in darsena. Nei settori nei quali opero la difficoltà e’ regola, rare eccezioni escluse. Senza ricchezza reale prodotta e tassabile, il default lo vedo più vicino, con o senza MM.

  48. Marco Tizzi

    @Mario45
    c’è prima l’URSE! L’ha messa anche nella sua agendina il buon MM, non si può dire che conti balle.
    Metteranno in campo una “mutualizzazione del debito pubblico” al modico prezzo della povertà popolare.
    Chissà se ancora ci sarà gente che si spella le mani…

  49. Mario45

    @ Marco Tizzi
    Reggerà l’URSE ? Già ho dei dubbi che i franzosi rinuncino pacificamente alla loro autonomia, ma i tedeschi accetteranno di mutualizzare il debito degli altri prima del giro elettorale del prossimo autunno ? Reggerà il sistema fino a Ottobre ?
    Circa gli applausi, c’è, c’è chi si spella le mani: tutti i banchieri e i bancari, i burocrati e i nuovi (?) DC che sperano di risorgere come Lazzaro. Neanche fossimo ancora nel ’46.

  50. Giorgio Andretta

    @Mario45 @Marco Tizzi ,
    forse prodursi in una teoria di citazioni porta a convincere gli astanti della giustezza delle proprie idee?
    O forse non si è certi del proprio pensiero e quindi cautelarsi o tutelarsi con coinvolgimenti di autori più o meno roboanti aiuta a loricarsi?
    Non sarebbe preferibile una semplice intellezione?
    Sarò un piacere rileggervi.

  51. Marco Tizzi

    @Mario45
    Da qui a ottobre i sig.ri politici tetteschi spruzzeranno denaro pubblico sulla testa dei loro sudditi per riconquistare il trono.
    Il resto d’Europippa galleggerà di conseguenza.
    Col terzo governo del fuhrer in gonnella qualcuno dirà “la cermania ha un deficit troppo alto!” al che pratiranno lacrime-e-sangue per tutti.

    La soluzione sarà lì a portata di mano: più Europa!

    La cosa carina è che a quel punto il 70% della popolazione europea sarà contraria, ma nessuno si prenderà la briga di chiedere loro qualcosa. D’altra parte non mi risulta che ci sia stato un referendum per chiedere ai sovietici se volevano l’URSS, giusto?
    Aspettati che presto ci sia un esercito o una polizia europea e lì finiranno gli ultimi dubbi: a colpi di manganello, se va bene.

  52. Cesare

    Caro Jefferson, non hai capito una mazza! Chi lavora e produce reddito per milioni di euro non lo fa per solidarietà, non lo fa per beneficienza, lo fa per valori che possono essere o apparire discutibili, ma che comunque sono alla base dell’arricchimento di persone, società e altro. Chi guadagna molto, al di là di posizioni di vantaggio acquisite con favori politici, tipo i burocrati dell’ex Unione Sovietica, sono persone che hanno rischiato molto e si sono impegnate moltissimo, e quello che hanno guadagnato se lo sono meritato, pertanto un prelievo del 75% è pari ad un esproprio che nessuno è disposto a subire, e che nessun governo composto da persone mediamente intelligenti penserebbe di attuare.

  53. piero radici

    @Marco Tizzi
    non serve scomodare Totò, abbiamo forse dimenticato che i cosiddetti “progressisti” poche legislature orsono avevano proposto nientepopodimeno che il “pluridecorato” Benigno Zaccagnini candidato sindaco di Milano ?
    Ecco il nuovo ( anzi: il NEO ) che avanza !

    Povero Renzi, con le tue idee dove credevi di andare ?

  54. Marco Tizzi

    @piero radici
    Sì, non aveva speranza alcuna. E sinceramente non aveva nemmeno senso che ci fosse in quel partito, finché in tutti i partiti ci sono sia socialisti che liberali che senso ha il voto? Posto che per me ne ha molto poco anche nei paesi dove gli schieramenti sono in qualche modo chiari, di certo non ne ha dove son tutti mischiati.
    Stiamo messi male.

    Passo a trovarti prima che Ale riparta, ciao Piero!

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