23
Ott
2012

Debito e conseguenze economiche – di Gerardo Coco

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Gerardo Coco.

Il World Economic Outlook report di ottobre del Fondo Monetario Internazionale fa delle previsioni al ribasso rispetto a quelle dello scorso aprile che prevedevano per il 2012 una crescita mondiale del 3.5% e per il 2013, del 4.1. Ora sono state aggiustate rispettivamente al 3.3% e al 3.6% (per le previsioni sui singoli paesi vedi qui).

Tuttavia se si tiene conto dell’inflazione reale la crescita diventa decrescita.

Il grafico mostra 1 mostra l’andamento dei PIL di USA, Eurozona e Giappone a partire dalla crisi del 2008.

Fonte FMI

Oliver Blanchard, il Chief economist del FMI nel suo discorso a Tokio osserva che la ripresa nelle maggiori economie “borbotta” come un moribondo.

Il Giappone è in zona negativa, negli USA la ripresa è lenta e nell’eurozona fatica per l’incapacità politica di risolvere i problemi. I paesi emergenti invece continuano a crescere anche se a ritmo lento. Tuttavia  Blanchard parla di ripresa ma l’andamento del grafico, piuttosto asintotico segnala, non ripresa lenta, ma stagnazione. Quando, alla fine dell’anno, si aggiorneranno le previsioni temiamo che le linee del grafico intersechino l’asse orizzontale: allora la depressione sarà ufficiale.

Ma, continua Blanchard,: “non abbiamo ancora perso un decennio, ma sicuramente ci vorrà almeno un decennio dall’inizio della crisi perché l’economia mondiale torni ad essere in forma”. Dopodiché arriva un’ affermazione incredibile: “A livello strategico generale la politica è molto chiara: continuare con la facilitazione monetaria, di per sé una vera forza di sviluppo”. Secondo l’economista la manipolazione monetaria sarebbe un driver di sviluppo. Ma quando mai ha funzionato? Serve solo a ritardare il collasso finale.

Ora osserviamo il grafico 2 che illustra l’andamento del debito nell’eurozona: ha un andamento esponenziale che si accorda con quello asintotico del grafico 1. Dal 2008 il debito è cresciuto e, in corrispondenza, la crescita è diminuita. Tra debito e decrescita c’è una relazione di causa ed effetto.

Grafico 2 Government debt (as a % of GDP) BCE

Il FMI non vuole ammettere che il sistema debito/credito mondiale è completamente fuori controllo e sta divorando le economie. Blanchard si sbaglia: non ci vorranno altri sei anni per la ripresa perché il collasso la precederà.

La produttività marginale del debito

Nel mondo si è consolidata l’idea che si possa perpetuare il debito senza mai pagarlo. Nel bilancio dell’economia globale lo stock di debito ha ormai superato lo stock dell’attivo patrimoniale. E’ quest’ultimo a creare le correnti reddituali per pagare il servizio del debito e a creare lo sviluppo.

Se il reddito aumenta, il rapporto debito/Pil rimane sotto controllo. Ma nelle principali economie mondiali questo rapporto sta peggiorando non solo perché il debito cresce più velocemente del reddito. Sta peggiorando perché ogni dose incrementale di debito, il debito marginale, non produce reddito incrementale. Non è tanto, infatti, il debito in sé e il suo rapporto col PIL a creare problemi, ma la sua qualità, definita dal rapporto tra l’incremento e la sua contribuzione al PIL, cioè la sua produttività marginale. Il suo deterioramento a livello globale è senza precedenti.

Se in un’impresa il valore di un’unità di debito produce il valore di due unità di prodotto, l’impresa è in grado di ripagare capitale e interessi e in più consegue un incremento di ricchezza netta. La produttività marginale del debito è dunque positiva. Ma quando lo stato contrae un debito è già un miracolo che ne riproduca solo il valore senza conseguire un surplus. L’unità di debito che lo stato si accolla produce economicamente una riduzione di reddito, finanziariamente un deficit e non produce flussi di cassa per ripagare gli interessi che continuano indisturbati ad aumentare perché la produttività marginale del debito è sempre negativa: ulteriori dosi di debito producono decrescita.

La ragione è che il debito dei governi contrae la capacità produttiva dell’economia perché finanziando consumo ne riduce la capacità di reddito. Come può, infatti, il consumo generare reddito? E dare pure un rendimento? Il consumo, alla fine, non è funzione del debito ma della ricchezza netta. Si pensi solo al’indebitamento per pagare le spese di welfare. Il debito perde qualsiasi giustificazione economica quando la sua produttività marginale diventa negativa. Vale anche qui la legge dei rendimenti decrescenti: ogni dose aggiuntiva non solo è inefficace ma è progressivamente dannosa. Solo nel mondo alla rovescia degli economisti del FMI si può credere il contrario. E’ come se un individuo dopo aver prestato denaro per fare la spesa ad una persona che non ha reddito si aspettasse di essere ripagato e di ottenere, pure, un rendimento sul prestito. Tuttavia i pasti gratis esistono ma solo per i governi e vengono pagati con il denaro dei contribuenti e con l’inflazione monetaria.

La produttività marginale negativa del debito porta alla catastrofe economica. Se il volume del debito per consumi cresce più velocemente del reddito nazionale eccedendo la produzione, un paese vive al di sopra dei propri mezzi e consuma capitale. Il capitale evapora, il sistema industriale declina perché l’economia è letteralmente divorata dal debito. E’ questo è ciò che sta avvenendo nelle principali economie mondiali. Altro che ripresa!

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23 Responses

  1. fra

    Proprio per questi motivi senza riforme di portata monumentale specialmente in Europa sarà impossibile cambiare tendenza. In Italia dobbiamo ancora saldare vecchi conti ma l’attuale Governo smuove solo le piume quindi figuariamoci…

  2. erasmo67

    Credo che sarebbe utile fare alcune considerazioni:

    1) Gli stati non sono aziende, sono consorzi civili di persone che dovrebbero avere lo scopo di massimizzare il benessere dei cittadini e non il profitto (di chi poi ?)

    2) Il debito e la sua crescita sono dovuti anche dagli interessi richiesti al servizio del debito quindi mantenere i tassi di rifinanziamento bassi è fondamentale.

    3) L’inflazione tanto paventata fintanto che rimane un fenomeno economico e non diventa un fenomeno politico (lasciate perdere Waimar , Zimbawe…) viene sempre in aiuto all’economia produttiva a scapito della rendita , quidni è evidente che Lei si schiera dalla parte della rendita.

    4) A fronte di ogni debito c’è un credito, il suo schierarsi dalla parte del creditore è ideologicamente distorto, il debito non è una libera scelta ma come abbiamo visto è spesso un’imposizione o una subdola truffa.

    5) La cura per far ripartire l’economia è la redistribuzione equa della ricchezza, il che significa che i miliardari (e non la piccola e media borghesia produttiva ) devono essere sostanzialmente espropriati di quello che hanno “legalmente” o illegalmente sottratto.

  3. erasmo67

    Ed ancora:

    l’economia moderna funziona se c’è un equilibrio tra produzione e consumo, quindi il consumo è un’elemento fondamentale del ciclo economico. Il sig, Henry Ford c’era arrivato, il sig. Gerardo Coco non ancora.

    Il problema è che un tempo l’80% della popolazione era dedicata all’agricoltura per poter trarre dalla terra il sostentamento, oggi gli addetti all’agricoltura sono il 5%, i lavoratori dell’agricoltura si sono travasati nell’industria ma l’aumento di produttività generato dalla tecnologia sta continuamente riducendo anche il numero di lavoratori nell’industria a parità di prodotto.
    Poi abbiamo avuto un incremento spaventoso della popolazione mondiale, che pur povera nella maggiorparte, pur qualcosa produce e consuma, ma anche la tendenza alla crescita demografica , per fortuna si sta riducendo.

    Quindi per ricuperare un equilibrio tra domanda e offerta è necessario che i “PROPRIETARI DEI MEZZI DI PRODUZIONE” accettino margini nettamente inferiori sia diminuendo i prezzi sia aumentando i salari ai loro dipendenti affinchè possano essere produttori e consumatori , senza indebitarsi.

    Non si chiama Comunismo ma economia sociale di mercato.

    Il mondo economico capitalista se collassrà (e sembra molto vicino a farlo) lo farà sotto il peso delle ingiustizie che ha generato.

  4. Virginia

    @ erasmo Lei è andato completamente fuori tema solo per elogiare l'”economia sociale di mercato”, la riedizione del socialismo.
    Che l’inflazione benefici l’economia è risibile: beneficia solo lo stato che non pagherà il debito e distrugge il potere d’acquisto, quindi la domanda.
    Anche questo Ford aveva capito e per quello disse che se la persona media avesse capito come funziona veramente il sistem bancario e statuale avrebbe fatto la rivoluzione.

  5. Massimo74

    @erasmo67

    Lo stato non può in alcun modo massimizzare il benessere dei cittadini visto che esso non dispone di risorse proprie, tutto quello che ha lo ha sottratto ai cittadini con la forza.Ciò vuol dire che la spesa statale sono tutti soldi sottratti ai consumi e agli investimenti privati che finiscono per impoverire l’economia stessa del settore privato a vantaggio delle burocrazie statali parassitarie e corrotte (vedi Fiorito,Lusi,Daccò,ecc).
    L’inflazione è una tassa a tutti gli effetti che avvantaggia solo i politici (visto che consente la svalutazione del debito) ma danneggia pesantemente (e per di più in modo occulto) categorie a reddito fisso (lavoratori dipendenti e pensionati) e risparmiatori.Vorrei ricordarti che il risparmio (e non il consumo come pensi erroneamente tu) è il vero motore dell’economia, visto che dai risparmi dipendono gli investimenti ed è proprio grazie a questi ultimi che si accresce la produttività e con essa anche il potere di acquisto dei salari dei lavoratori.I paesi ricchi e con un economia sostenibile non sono quelli che consumano, ma quelli che hanno una alto livello di risparmi privati.
    Tassare i ricchi o i grandi patrimoni come proponi di fare tu, è il miglior modo per dannegggiare i poveri, non per aiutarli.Guarda cosa è successo con la cosidetta “tassa sul lusso” che doveva portare (secondo le stime del governo) un gettito di circa 400 milioni di euro.Non solo non si è arivati neanche ad un quarto dell’introito preventivato, ma grazie a questa imposta demenziale e demagogica, c’è stata una cospicua fuga di imbarcazioni verso altri porti del mediterraneo e la spesa nei porti (tra ormeggi,trasporti,manutenzioni,ecc) si è ridotta di 800 milioni di euro.La conseguenza di questo “esprorio ai ricchi” che a te sembra piacere tanto, è stata la perdita secca di 20.000 posti di lavori, cioè 20.000 lavoratori che grazie a quel rimbambito di Monti (che non sembra aver imparato nulla dalla lezione visto che adesso vuole pure la tobin tax sulle transazioni finanziarie) nel giro di qualche mese si sono ritrovati in mezzo alla strada senza reddito e quindi senza possibilità di mantenere se stessi e le proprie famiglie.Ora dimmi, secondo te, dopo che abbiamo seguito i consigli di Bertinotti,Ferrero e dei comunisti e abbiamo fatto “piangere i ricchi” (che poi come abbiamo visto i ricchi non piangono proprio visto che ci mettono un attimo a spostare i propri capitali all’estero), questi 20.000 lavoratori stanno meglio o peggio di quanto stavano prima?

  6. Gianfranco

    Caro Sig.Coco,
    si deve rassegnare al fatto che la nostra classe dirigente, arrivando fino al FMI, e’ assolutamente impreparata ad affrontare questa crisi.

    Sta usando strumenti che non si applicano a questo contesto perche’ sono quelli da sempre applicati nella tradizione economica dal secondo dopoguerra.

    E’ come se lei tentasse di far andare un tram su di una strada sterrata.

    Non vi e’ dolo. Vi e’ semplice ignoranza. Per anni, l’elite, si e’ chiusi in circoli autoreferenziali e ormai e’ in sclerosi. Non produce piu’ le idee nuove che sarebbero necessarie ora. Rassegnamoci.

    La cosa che noi non possiamo e vogliamo accettare e’ ammettere che siamo guidati da incapaci (non nel senso negativo, quanto in quello letterale).

    Distinti saluti
    Gianfranco

  7. Gianfranco

    erasmo67 :
    Quindi per ricuperare un equilibrio tra domanda e offerta è necessario che i “PROPRIETARI DEI MEZZI DI PRODUZIONE” accettino margini nettamente inferiori sia diminuendo i prezzi sia aumentando i salari ai loro dipendenti affinchè possano essere produttori e consumatori , senza indebitarsi.

    Caro Erasmo,
    si renda conto che se lei ha anche soli 10 euro in banca, e la banca – e sicuramente lo ha fatto – ha investito in qualche azienda o ha comprato titoli di stato, anche lei e’ “proprietario dei mezzi di produzione”.

    Se ne faccia una ragione: Keynes e’ finito.

    Cordialmente
    Gianfranco.

  8. erasmo67

    @Gianfranco

    A me risulta che il 10% delle famiglie , l’aristocrazia industriale e finanziaria del pianeta, possieda 80% dei mezzi di produzione, che il restante 90% possieda il 20% è assolutamente ininfluente.

    Prenda ad esempio il margine sui molti beni oggi prodotti in aree Low Cost e Low Low cost. Il rapporto tra costo di produzione e prezzo di vendita nello spostamento della produzione da i paesi Occidentali è andato al 90% a vantaggio dei produttori.

    La verità è che l’aristocrazia è formata da persone avide e malvagie (credo sia utile a volte uscire dai puri canoni economici e recuperare i canoni etici) che continuamente cercano di consolidare il proprio potere. La repressione economica della classe media è funzionale a questo scopo.

  9. Massimo74

    erasmo67 :
    @Gianfranco
    A me risulta che il 10% delle famiglie , l’aristocrazia industriale e finanziaria del pianeta, possieda 80% dei mezzi di produzione, che il restante 90% possieda il 20% è assolutamente ininfluente.
    Prenda ad esempio il margine sui molti beni oggi prodotti in aree Low Cost e Low Low cost. Il rapporto tra costo di produzione e prezzo di vendita nello spostamento della produzione da i paesi Occidentali è andato al 90% a vantaggio dei produttori.
    La verità è che l’aristocrazia è formata da persone avide e malvagie (credo sia utile a volte uscire dai puri canoni economici e recuperare i canoni etici) che continuamente cercano di consolidare il proprio potere. La repressione economica della classe media è funzionale a questo scopo.

    Già, proprio quello che sta facendo chavez in venezuela.E i risultati (nonostante il venezuela sia uno dei principali paesi produttori di petrolio al mondo) li abbiamo visti…

  10. erasmo67

    @Gianfranco

    Detto in un altro modo, il fatto che anno dopo anno la ricchezza disponibile tenda a concentrarsi significa che l’aristocrazia economico finanziaria che ha il potere economico esercita o direttamente o attraverso influenza mafiosa una azione politica volta al consolidamento della propria posizione.

    Forse siamo pronti per una nuova rivoluzione.

  11. erasmo67

    @Massimo74

    Lo stato può massimizzare il benessere dei cittadini in diversi modi:

    Orientando l’attività economica

    Operando una redistribuzione della ricchezza sia sul lato del prelevo che su quello della spesa

    Arginando la sopraffazione fascista e mafiosa del potere economico verso i lavoratori.

  12. Gianfranco

    Coraggio Erasmo,
    esca dalla scatola.

    Lei pretende di mettere lo stato sopra di lei, di dipenderne per tutto cio’ che riguarda benessere e sicurezza ed in piu’ che, dopo aver quindi rinunciato a tutte le prerogative di un uomo libero, lo stato faccia pure i suoi interessi? E in nome di che, visto che lei ha ridotto i suoi interessi a pura sussistenza materiale, che come puo’ ben vedere le viene grandiosamente elargita (scuole, giustizia, difesa, sanita’….)

    Spero stia scherzando.

    Lei ha un cane? Decide il suo cane cosa mangiare? Il mio cane becca i ciappi in tempi di grassa e le croste della pizza in tempi di magra. O quando non ho voglia di andare a comprare i ciappi.

    Gli do una casa, lo nutro, gli faccio le coccole, lo porto fuori per i bisogni. Per il resto che non rompa le scatole.

    Il tono e’ volutamente provocatorio, non creda che, aldila’ di cio’ che lei pensi, per me abbia piu’ o meno diritto ad esprimere la sua opinione.

    Cordialmente
    Gianfranco.

  13. Massimo74

    @erasmo67

    “Orientando l’attività economica”

    E in che modo lo stato dovrebbe orientare l’attività economica?Cioè come fanno i politicici a saper dove è meglio indirizzare le risorse scarse?Si consultano forse con il mago Otelma?

  14. erasmo67

    @Gianfranco

    Avendo trascorso lunghi periodi in Svezia posso dire che lo stato Svedese con il clima Italiano potrebbe essere qualcosa di abbastanza vicino al eden sociale.

    Mi dia retta, incida pesantemente sull’avidità della classe dominante , e si può fare.

    E’ un problema antropologico non economico.

  15. erasmo67

    @Massimo74

    Lo stato ha molte leve per incentivare le attività economiche che si ritiene utili al bene comune e disincentivare le altre.

    Uno stato, VOLENDO, è in grado di capire se ci sono gli estremi per la creazione di una bolla immobiliare e lavorare per scoraggarla.

    Lo stato è in grado, VOLENDO, di fare un piano energetico ed infrastrutturale che sia di supporto alle attività produttive miglirando l’impatto ambientale e riducendo la dipendenza dall’estero.

    Lo stato è in grado di orientare l’offerta formativa “pubblica” in modo da indirizzare gli studenti dove serve e non dove non serve

    Lo stato è in grado di incoraggiare con opportuni finanziamenti la R&D in quei settori che hanno maggiori potenziali di crescita.

    Lo stato è in grado di aiutare ad invertire il trend demografico aiutando le famiglie con figli.

    devo continuare ??

    il tutto sempre VOLENDO

    il mago Otelma può starsene a casa. grazie

  16. Massimo74

    @erasmo67

    Insomma, i politici sanno meglio di noi che cosa è bene per noi stessi e sono lì per fare del nostro bene ma con i soldi nostri.Sinceramente io non ci vedo tutta questa differenza con il mago Otelma…(tranne per il fatto che quest’ultimo, a differenza dei politici, non ti può sfilare i soldi dal portafoglio contro la tua volontà).

  17. Gianfranco

    @erasmo67

    Cosa c’entra la Svezia?

    E’ come dire che il comunismo in Korea del Nord e in Cina funziona ancora.

    In Italia abbiamo seguito percorsi diversi dalla Svezia.

    Vedo che non ha reali argomentazioni, salvo qualche slogan.

    Quindi la saluto.

    Cordialmente
    Gianfranco.

  18. Massimo74

    @Gianfranco

    Tra l’altro la Svezia ha un economia molto più libera della nostra, infatti si trova al 21° posto nel mondo per quanto riguarda l’indice delle libertà economiche, mentre l’italia è al 92° posto, dietro addirittura a paesi come il ghana e il burkina faso.

  19. erasmo67

    @Massimo74

    Beh si , il processo democratico dovrebbe portare a governare persone che rappresentando gli interessi della maggioranza dei cittadini ed avendo visione politica operano delle scelte per la collettività al fini di massimizzare il benessere.

    Certo in Italia la politica ha cooptato personaggi di bassa qualità quando non affatto delinquenti che si sono messi a disposizione del potere mafioso che li ha fatti eleggere.

    E chiaro che rispetto a questo è di gran lunga meglio il liberi tutti .

    Purtroppo il liberi tutti non significa affatto essere liberi perchè chi ha il potere economico finisce per esercitare il potere politico in modo coercitivo più o meno occulto e la democrazia finisce nel cesso.

    Ma non è vero che dobbiamo rassegnarci ad una classe politica di lestofanti o alla meno peggio di cialtroni ignoranti.

  20. erasmo67

    @Gianfranco
    Cito la Svezia perchè
    In Svezia lo Stato, molto rispettato dai cittadini , in cambio di un prelievo fiscale anche più oneroso di quello italiano si prende cura del benessere dei cittadini, probabilmente ne riduce in parte le liberà nel senso che dopo che hai pagato un mare di tasse non prendere i servizi dello stato e scegliere altrimenti è sconsigliabile.
    Magari non a tutti piacciono le soluzioni proposte dallo stato ma , pare che, nel complesso siano efficaci ed efficienti ed incontrano il consenso della maggioranza dei cittadini.

  21. Marco Tizzi

    Caro Coco,

    a questo articolo manca decisamente un pezzo. E mi pare un po’ troppo furbescamente.
    L’aumento del debito sta finanziando il consumo?
    Direi proprio di no.
    Il debito pubblico è semplicemente esploso a livello mondiale perché è andato a coprire debiti privati (in particolare delle “”imprese”” finanziarie) che non erano più esigibili. Si è voluto evitare una bancarotta di sistema (errore gravissimo a mio parere) aumentando il debito pubblico.
    A quel punto qualcuno ha pensato che il debito pubblico potesse essere “troppo”. Questa decisione è stata unilaterale e decisa senza un vero ragionamento sottostante: nell’Eurozona si è semplicemente detto adesso “è troppo”.
    Allora ci si è resi conto che era troppo anche quello italiano, che alla fine è lì così da 20 anni. E già che ci eravamo se n’è approfittato anche per far fuori Berlusconi che nei salotti buoni di Berlino e Bruxelles non sopportava nessuno.
    Continuiamo a dire “è troppo” e quindi cosa facciamo?
    Cerchiamo di farlo pagare a qualcun altro, nominalmente i cittadini, ammazzando definitivamente il PIL.
    Ma è il tentativo di rientrare per via fiscale che ha combinato tutto il casino: può anche non piacerci, ma negli odiatissimi Stati Uniti d’America con tutta la loro monetizzazione stanno messi parecchio meglio.

    Quindi ora che Berlusconi è stato finalmente messo fuori gioco e che quindi per tutti i grandi pensatori Europei ed Europeisti siamo salvi, vedrete che ci metteranno definitivamente in ginocchio.
    Per un banalissimo motivo: stanno sbagliando tutto. Stanno cercando di fare una cosa aritmeticamente impossibile: ripagare il debito pubblico per via fiscale.

    Lei, caro Coco, intuisce bene il problema, ma non lo porta alle sue conseguenze: il sistema non PUO’ ripagare i debiti, perché essi corrispondono a 30 000 $ a testa per ogni essere umano nel pianeta e nessun asset e tanto meno nessuna attività lavorativa può ripagare una cifra del genere. Che questi debiti siano pubblici o “privati” poco cambia perché comunque non sono ripagabili.

    Allora o usciamo da questo sistema folle e pensiamo qualcos’altro oppure, signor Coco, prendiamoci le bancarotte necessarie e le nuove ondate di debiti che seguiranno, perché il sistema così funziona e far finta che funzioni in un altro modo è quanto di più sbagliato si possa fare.
    Far finta di aver fatto una rivoluzione senza invece aver cambiato nemmeno una virgola è un modo molto stupido per rovinarsi la vita.

  22. Massimo

    Il problema rimane lo stato….intuile aprire varie diatribe, se non ti comanda un elite di truffatori finanzieri come ora, ti comanderanno un elite di poltici aguzzini come nel comunismo…a voi la scelta

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