15
Ott
2012

Google Fiber: stato o mercato per la banda ultralarga?

Quello che ha coinvolto Tim Lee e Fred Campbell a proposito di Google Fiber è un dibattito tipicamente americano: attiene alla natura del mercato, in un contesto in cui accreditarsi come difensori del mercato è un punto di merito. Depurata da questa peculiare connotazione, la discussione è utile anche per noi: perché fornisce indicazioni rilevanti su un tema – gli investimenti per le reti d’accesso di nuova generazione – che non possiamo permetterci di trascurare ulteriormente.

Con il progetto Google Fiber, l’azienda di Mountain View mira a competere con i provider nella fornitura dell’accesso, attraverso infrastrutture proprie. L’esperimento è partito da Kansas City con una proposta commerciale particolarmente innovativa: i clienti potranno decidere di navigare gratuitamente, sostenendo solo una tantum i costi per l’allacciamento, alla velocità di 5 Mbps; oppure optare per una connessione simmetrica da 1 Gbps, attualmente ineguagliata nel mercato consumer.

Quel che interessa osservare è che Google non percepisce alcuna sovvenzione pubblica per tale iniziativa. Tuttavia, secondo Lee, sarebbe una forzatura caratterizzarla come un successo del mercato: pur non avendo stanziato alcun esborso, le autorità di Kansas City hanno agevolato  gli sforzi di Big G attraverso una serie di incentivi in natura: la concessione a titolo gratuito dei diritti di passaggio e di spazi per l’alloggiamento degli apparecchi di rete, l’accelerazione dell’iter autorizzatorio, l’assegnazione di risorse umane al progetto.

Circostanza che Campbell non nega, ma in qualche misura ridimensiona sulla scorta delle dichiarazioni rese da Google: ricavandone che l’investimento avrebbe avuto luogo anche in mancanza delle citate concessioni, perché determinato in modo prevalente dal quadro regolamentare – e in particolare dall’esclusione di obblighi di copertura generalizzata – nonché dalle sinergie con le altre attività del motore di ricerca: che all’offerta di connettività affianca servizi video (Youtube), storage (Google Drive), hardware (il nuovo Chromebook e un cellulare Android, da utilizzare anche come telecomando), senza dimenticare una spolverata di advertising.

A chi dare credito? Certamente fa bene Lee a sottolineare che anche i sussidi in natura hanno un costo per il contribuente: se non in termini di esborso diretto, in termini di mancati introiti per l’erario. E del resto, appare piuttosto debole l’obiezione secondo la quale il progetto avrebbe comunque visto la luce: questo è possibile, ma non possiamo affermarlo con certezza sulla base degli elementi in nostro possesso.

Allargando la riflessione al bilancio complessivo della vicenda, però, mi pare che la posizione di Campbell sia più persuasiva: Google Fiber ci ricorda che il dogma del monopolio naturale non è scolpito nel granito e che non necessariamente duplicare gli investimenti infrastrutturali implica uno spreco di risorse; e che d’altro canto, a fronte di un opportuno sgravio delle pretese regolamentari, gli sforzi necessari possono essere sostenuti dalle imprese, perché l’integrazione dei mercati può rendere profittevoli iniziative apparentemente azzardate.

[Post originariamente pubblicato su MediaLaws]

You may also like

I tre errori della Commissione europea nel caso Android
Google, la Commissione UE e l’Orient Express
Google e il paradosso dell’antitrust
Il Mon(App)olio di Google? E’ il mercato, bellezza!—di Luca Minola

28 Responses

  1. Piccolo errore formale, in alcune città della Corea del Sud, sopratutto in distretti finanziari ed Hi Tech, le connessioni da 1gbps “commerciali” esistono già.
    Certamente l’interesse privato, sopratutto di un probabile monopolista, sono evidenti, ma la domanda da porsi è: quanto può valere il gratuito se poi paghiamo concedendo tutto ciò che abbiamo, anche le cose più private?

  2. Gianfranco

    Mi sembra tutto un po’ un controsenso.

    E’ ovvio che qualunque infrastruttura attraversi qualcosa di “pubblico”.

    Cosa si pretende? Che si paghino regolarmente, una volta ogni 2 settimane, gli impiegati dell’amministrazione e poi a cottimo, ad ogni necessita’?

    Allora smantelliamo le amministrazioni fisse ed assumiamo le risorse necessarie “a progetto”.
    Cosi’ il costo fisso dell’amministrazione cessa di esistere.

    La responsabilita’, inoltre, cadrebbe direttamente sull’azienda in fallo, in caso di inadempienze.

    Di che stanno parlando? 🙂

    Cordialmente
    Gianfranco.

  3. Alessandro F.

    Beati gli americani che dibattono su problemi del genere !

    Mentre loro paventano la possibilità di viaggiare alla velocità di 1 giga, da noi si paventa la possibilità che la cassa depositi e presititi possa acquistare la vecchia rete in rame di Telecom (come mostrato ieri durante la puntata di Report) essendo quest’ultima indebitata fino al collo.

  4. Gianfranco

    Ci sarebbe qualcuno che mi spiega a che cosa ci serve una banda piu’ larga?

    Grazie.
    Gianfranco.

  5. Alessandro F.

    Gianfranco :
    Ci sarebbe qualcuno che mi spiega a che cosa ci serve una banda piu’ larga?
    Grazie.
    Gianfranco.

    Credo la spiegazione sia molto semplice : la banda larga serve a far viaggiare più velocemente i dati quindi ad avere una connessione internet più veloce.

  6. Alessandro F.

    Eh Gianfranco !
    Allargo le braccia in segno di rassegnazione.
    Non si offenda ma lei ragiona da bravo italiota medio.
    E le affermazioni come la sua mi fanno sempre più convincere che questo è un paese da abbandonare in fretta perchè la cultura media italiota oramai è qualcosa di irrimediabilmente irrecuperabile.

    Internet non serve solo a scaricare filmini.
    Serve a lavorare e migliorare il paese.
    Internet serve alle imprese, al commercio, alla pubblica amministrazione, ai servizi per il singolo cittadino.

    Ad esempio lei con Internet potrebbe farsi una assicurazione on-line ed una banca on-line risparmiando soldi, lamentadosi meno del fatto che non riesce ad arrivare a fine mese. Pensi che io con internet di recente ho perfino comperato i pneumatici dell’auto e questa estate ho prenotato le ferie senza dover lasciare la “mancia” alle agenzie di viaggi.

    Internet è una infrastruttura utile al paese.
    Avere una rete internet lenta ed inneficiente oggigiorno è come avere le ferrovie con le locomotive a vapore, il telegrafo invece del telefono, il Titanic al posto degli aerei.

    Non si offenda Gianfranco…nulla di personale nei suoi confronti.
    Solo…mi tolga una curiosità…lei in quale regione d?Italia vive ?

  7. Gianfranco

    Le cose che scrive sono cose che faccio anch’io.
    Sono un grande utilizzatore di internet. Ci ho comprato anch’io auto, trovato case, comprato biglietti aerei, divani, televisioni, socializzato… giocato e scaricato film.
    Se e’ possibile farlo in internet l’ho fatto.

    Forse perche’ ho passato anni negli Stati Uniti connesso in fibra a 100Mb (avevo 2 linee perche’ una era poco e poi non si sa mai) mi sono accorto che il gap non e’ tecnologico.

    Vado dritto al sodo: cosa me ne faccio di una banda passante illimitata quando tutto attorno c’e’ un’Italia che va a vapore?
    Crede che la differenza tra l’Italia e gli USA stia nella banda passante?

    No. Gliela dico io la differenza. Dietro a quei terminali, in USA, c’e’ un’infrastruttura moderna, flessibile, orientata al risparmio dei costi.
    Dietro ai nostri terminali ci sono aziende che non hanno il minimo concetto di “servizio al cliente” ne’ pubbliche ne’ private. Il giorno del Ringraziamento il vicino mi ha tranciato il cavo tagliando un albero. Il giorno dopo erano a ripararmelo. Puntuali come svizzeri.

    La proposta, come la vedo, e’ di muovere su autostrade d’oro dei macinini da caffe’. Tasti telegrafici invece che telefoni, Titanic al posto di aerei, locomotive a vapore invece che TGV.

    Non e’ un caso che iniziative come Amazon, Ebay, wiki, Expedia… non siano italiane.

    Mettere la banda larga avrebbe senso se ci fossero milioni di aziende affamate e ansiose di connettersi a internet.
    In Italia questo non c’e’.
    Manca la cultura.

    In USA lei chiama, le allacciano luce e gas, e poi via internet paga le bollette. Ci provi in Italia.
    In USA lei ordina una tastiera da 12 dollari in California e ha la tracciabilita’ dell’USPS fino a casa sua, a New York. Le dice l’ora in cui e’ partito il furgone per portargliela a casa.

    In USA la fiducia da e verso qualunque istituzione (e per i privati c’e’ un bel sistema giuridico che le cause le sistema in poco tempo) e’ tale che e’ letteralmente possibile fare tutto online.

    Le chiedo io: lei per caso e’ italiano? E che se ne fa, nello stato in cui si trova, di un missile razzo nella rete, se tutto quello che le sta attorno fa pena?

    Saluti
    Gianfranco.

  8. Alessandro F.

    Ok Gianfranco.
    Il suo discorso adesso è chiaro e lo condivido al 100%.

    Non c’è dubbio, USA e Italia sono lontani anni luce anche sotto il profilo digitale e proprio lei che ha avuto la fortuna di averci vissuto ne è testimone.

    Non c’è dubbio, non basta solo l’infrastruttura (la rete superveloce) per risolvere la questione ma occorre poi avere anche una cultura circostante. Altirmenti sarebbe come mettere in mano una Ferrari a uno che non ha la patente.

    Comunque, il primo passo Gianfranco è senza dubbio quello di porre le condizioni di base ovvero di creare una rete veloce ed efficiente. Una volta fatto questo speriamo si crei poi la cultura informatica di massa.

    Se non poniamo le basi di partenza allora non abbiamo alcuna speranza che anche il nostro paese arrivi non dico al livello degli USA me perlomeno ci si avvicini.

    Si…io purtroppo sono italiano.
    Vorrei essere un altra cosa ma la nazione che sogno al momento è soltanto una utopia (non vado oltre per non creare polemiche con chi la pensa diversamente da me come già accaduto in un altra discussione di questo blog).

  9. Alessandro F.

    Gianfranco :
    Il giorno del Ringraziamento il vicino mi ha tranciato il cavo tagliando un albero. Il giorno dopo erano a ripararmelo. Puntuali come svizzeri.

    Non posso che darle ragione.

    A febbraio di quest’anno la mia linea ADSL che viaggi a 7 miseri Mbps si è improvvisamente spenta.
    Dopo aver chiamato il call center di quella disgrazia nazionale di nome Telecom Italia mi sono sentito rispondere da uno dei loro operatori che la causa era dovuta ad una centralina guasta.
    Ho passato 15 giorni senza ADSL !
    Ho chiamato Telecom almeno una decina di volte per sollecitare la riparazione.
    Ho inviato un fax per ri-sollecitare minacciando di passare ad una altro gestore se non si fossero dati una mossa. Come un idiota ho poi scoperto che cambiare gestore non sarebbe servito a nulla perchè tanto la rete è sempre gestita da Telecom.

  10. Giorgio Andretta

    @Gianfranco
    più volte ho ripetuto che l’ironia non è di casa.
    Dica la verità! E’ rientrato in Italia perchè le mancavano gli spaghetti al dente.
    Ma quanto le costano!?

  11. Alessandro F.

    Giorgio Andretta :
    @Gianfranco
    più volte ho ripetuto che l’ironia non è di casa.

    Le chiedo scusa…davvero
    mi iscriverò ad un corso accelerato di ironia per blogger sperando di colmare al più presto il divario che mi divide da lei.

  12. Gianfranco

    Caro Giorgio, sangue. 🙂

    Caro Francesco, vedo che alla fine la pensiamo allo stesso modo.
    Di fatto il mio post era abbastanza ironico e provocatorio (tanto per cambiare).

    Arrivo bello bello in Italia, dopo aver prenotato appartamento e macchina via internet e regolato le due cose in 3 ore appena sbarcato (all’americana e forse anche un po’ piu’ efficientemente di loro) e mi faccio l’internette.
    Chi e’ il piu’ veloce? Fastweb, pero’ a casa mia non arriva la fibra.
    Allora faccio Fastweb lo stesso chissa’ mai che un giorno estendano la fibra fin sotto il condominio.
    Ho fatto la 20 mega telefono tv e rete per un prezzo mortale (in USA pagavo 127 dollari per la stessa cosa solo che la tv mi dava 100 canali).
    Poi cambio casa e paese 15km. Vivo a 10km da Milano.
    Dove sto ora non c’e’ nemmeno la 20 mega.
    Cosi’ Fastweb, dato che Telecom la 20 qui non la porta, mi toglie il servizio TV.
    Ora viaggio a 7. Non posso piu’ giocare con gli spara spara, la sera. 🙂

    Il monopolio di Telecom, dopo che dallo stesso palo partivano Verizon e Optimum per fare gli ultimi 50 metri con i loro coassiali verso casa mia, mi fa venire la pelle d’oca.

    Morale: prima seghiamo la pretesa del monopolio sull’ultimo miglio.
    Poi lasciamo che i privati facciano il resto.

    Tanto, se anche facessero non la giga, ma la petabit, qui dove sto la Telecom mi porterebbe 7 mega, di cui non mi faccio nulla. Anzi, mi farebbero pagare la dorsale!

    Cambiare la cultura di questo paese si dovra’, piaccia o no.

    Cordialmente
    Gianfranco

  13. Alessandro F.

    Giorgio Andretta :
    @Alessandro F.
    è partito con il piede sbagliato!
    La sua non è ironia bensì maleducazione ammantata da beffardaggine.

    Prendo atto.
    Assieme al corso di ironia per blogger mi iscriverò anche ad un corso di buona educazione per blogger.
    Le chiedo ancora umilmente scusa.

  14. Gianfranco

    Per cortesia, calcolate che la gran parte della comunicazione qui viene persa.

    Non sappiamo ne’ con chi stiamo parlando, ne’ in che stato d’animo si trova chi scrive.

    Personalmente credo che dovremmo, nel dubbio, perdonarci l’un l’altro, in caso di incomprensioni.

    Cordialmente.
    Gianfranco.

  15. Alessandro F.

    Gianfranco :
    Per cortesia, calcolate che la gran parte della comunicazione qui viene persa.
    Non sappiamo ne’ con chi stiamo parlando, ne’ in che stato d’animo si trova chi scrive.
    Personalmente credo che dovremmo, nel dubbio, perdonarci l’un l’altro, in caso di incomprensioni.
    Cordialmente.
    Gianfranco.

    Assolutamente d’accordo.
    A dire il vero io me ne stavo qui a discutere beatamente con lei quando un signore ha cominciato a prendermi di mira senza motivo definendomi prima una sorta di ingenuo incapace di comprendere le espressioni umoristiche altrui e dopo un maleducato ammntato di beffrdagine.

    Comunque no problem…sono disposto a perdonarlo

  16. Gianfranco

    Guardate che basta evitare di:
    – giudicare estranei
    – mettere troppo ego in quello che si scrive
    – usare un minimo di compassione verso il prossimo

    e la convivenza in un blog diventa un gioco.

    🙂

  17. Giorgio Andretta

    @Alessandro F.
    mi scusi ma mi era sfuggito che i discorsi fossero strettamente personali, cercherò di stare più attento per il futuro.
    Le chiedo venia per essermi rivolto a lei dal momento che si è espresso in modo generico con un “signore”.

  18. Giorgio Andretta

    P>Non sappiamo ne’ con chi stiamo parlando, ne’ in che stato d’animo si trova chi scrive.
    Cordialmente.Gianfranco.

    ero convinto di parlare con degli st….i.

  19. Gianfranco

    Un signore arriva in una nuova citta’ e si ferma al distributore di benzina e chiede: “salve, mi sono appena trasferito. com’e’ il vicinato in questa cittadina?”
    Il benzinaio gli risponde: “com’era il vicinato, nella citta’ da cui proviene?”
    “Tutta gente simpatica e disponibile”, risponde il signore, “mi spiace essermene dovuto andare”.
    Il benzinaio conclude: “vedra’ che si trovera’ benissimo. qui le persone lavorano e sono disponibilissime.”

    Poco dopo, una signora si ferma allo stesso benzinaio e gli chiede: “sono nuova in questo posto. spero che il vicinato non sia terribile come lo era nella mia vecchia citta’!”
    Il benzinaio la guarda e risponde: “signora, il vicinato di questa citta’ e’ pessimo, purtroppo sono convinto che si trovera’ malissimo.”

    Cordialmente
    Gianfranco

  20. Alessandro F.

    Giorgio Andretta :

    P>Non sappiamo ne’ con chi stiamo parlando, ne’ in che stato d’animo si trova chi scrive.
    Cordialmente.Gianfranco.

    ero convinto di parlare con degli st….i.

    Grazie sig. Andretta…lei si che è una persona educata 🙂
    una domanda : ma lei si è inserito in questa discussione solo per offendere me oppure ha qualche pensiero da esprimere sull’argomento in questione ???

    🙂 la saluto….ammantato di beffardaggine

  21. Giorgio Andretta

    @Alessandro F.
    dal momento che me lo chiede ho l’obbligo di risponderle; firmo tutto ciò che le ha risposto l’internauta Gianfranco e le chiedo: che senso ha introdurre un cieco nato nella Cappella Sistina?
    Dal momento che ho pubblicato il mio numero di Skype ognuno può guardarmi negli occhi, non posso e non voglio loricarmi con la tastiera.
    Con simpatia.

    Egr. Gianfranco,
    spesso ci sono anche gli specchi deformanti, è mai stato al luna-park?
    Era sicuro che fosse un benzinaio e non Nietzsche travestito?
    E’ sempre un piacere leggerla.

  22. paperino

    “Ci sarebbe qualcuno che mi spiega a che cosa ci serve una banda piu’ larga?”

    Fondamentalmente a far passare le partite di calcio ad altissima risoluzione in streaming, cosa per cui l’italiano medio non bada a spese.
    In senso piu’ lato, a stare al passo con il resto del mondo, cioe’ tentare di correre forte quanto gli altri. E meno ci si fa domande come quella sopra, piu’ si e’ efficienti nella corsa.

  23. “Ci sarebbe qualcuno che mi spiega a che cosa ci serve una banda piu’ larga?”

    Serve a poter far passare più servizi che adesso, con una banda ridicola, non possono essere proposti:

    1) io riesco ad avere solo 2 M DOWN e 300K di UP, come moltissimi altri (e sto in un capoluogo di regione), ci faccio ben poco. Certo molto di più che con i 32K di una volta, ma non tantissimo.

    2) Per esempio, se avessi 1 GB simmetrico potrei avere la possibilità di mettere su una rete di sorveglianza per la casa, così se mi entrano i ladri li registro e me ne accorgo anche al lavoro o in ferie.

    3) Potre trasferire dati tipo Elettrocardiogramma tra me e il medico (e molto altro) se ne avessi bisogno per me o il resto della famiglia. Cosa che aiuterebbe molto a ridurre le chiamate e le corse al PS.

    4) Le aziende potrebbero trasferire a costi molto minori (di tempo più che di denaro) dati tra di loro o potrebbero esserci molte più aziende e privati che fanno i backup dei dati a remoto.

    5) Con un accesso rete più potente e capillare sarebbe possibile offrire accesso wireless a terzi quasi ovunque senza impattare il proprio utilizzo se non in minima parte. Avere accesso alla rete il 99% del tempo e nel 99% dei luoghi è molto comodo e aumenta la produttività.

    6) Usare la potenza dei PC in idle per fare calcolo distribuito diventa molto più facile maggiore è la banda. Invece di lavori di ore trasferendo centinaia di KB si possono fare lavori di minuti trasferendo decine di MB.

    7) Con più banda, più copertura cavo e wireless, sicuramente si possono avere applicazioni a cui io non ho ancora pensato, ma altri potrebbero pensare.

  24. Gianfranco

    Grazie.
    Si’, ok. Anche se mi serve solo per giocare online, mi avete convinto.

    Cordialmente.
    Gianfranco.

Leave a Reply