27
Set
2012

Er Batman Forever e la trasparenza come soluzione

Feste in maschera, cene goderecce e politica impazzita sono la punta della punta di un iceberg. La pittoresca vicenda di “Er Batman” ha scoperchiato un calderone di scandaletti che suscita l’indignazione di molti. Eppure, quello che vediamo è solo una piccola parte della realtà e la ragione di ciò è che ci concentriamo neppure sul dito, ma sull’unghia.

L’unghia sono i comportamenti devianti. Il consigliere regionale che utilizza i soldi del gruppo per organizzare una festa, quello che fa assumere la cognata. Il dito è la dimensione dello “spreco” – fatico a trovare parole più adeguate per descrivere questo e questo. Ma i costi della politica sono una frazione del problema, e il problema non è solo il volume delle risorse sottratte ai contribuenti in un momento di paurosa stretta fiscale. Siamo seri: che stiamo parlando di 1 o di 14 milioni di euro, stiamo parlando di una cifra enorme, la quale però, spalmata su 42 milioni di contribuenti, fanno da 2 a 33 centesimi di euro a testa. Moltiplicandolo per 20 regioni stiamo comunque parlando di 0,48-6,67 euro pro capite. Bazzecole, seppure bazzecole che fanno infuriare.

Il vero dramma, di cui pochi parlano, è che le regioni mettono a disposizione dei partiti (per cortesia: evitiamo l’ipocrisia di dire che danno i soldi ai gruppi) somme immense le quali possono essere spese senza alcuna verifica ex ante o ex post. Il problema è che, se i partiti fossero costretti a rendicontare le loro uscite, avrebbero almeno un poco di pudore in più.

Ora, se questo fosse solo un problema dei partiti e della politica in senso stretto, saremmo a cavallo. Purtroppo, non è così semplice: e non solo perché, come col finanziamento pubblico, i partiti faranno ammuina finché il polverone (ironia involontaria) non si sarò posato e potranno riprendere l’andazzo di sempre, solo con un po’ di “sobrietà” tra virgolette.

La questione è più ampia e più grave. Molto più ampia e molto più grave. L’opacità non è un’esclusiva dei partiti, ma una caratteristica fondante della nostra pubblica amministrazione (come racconta Marianna Vintiadis in un capitolo di Sudditi). L’Italia è un paese nel quale ottenere informazioni basilari sul modo in cui viene speso il denaro dei contribuenti non è un diritto ma un privilegio; un paese nel quale la richiesta di informazioni viene guardata con sospetto, come potenziale fonte di problemi; un paese nel quale le informazioni vengono fornite, quando vengono fornite, in modo difficilmente accessibile, e in formati spesso poco o per nulla inutilizzabili. Un paese nel quale i bilanci degli enti pubblici sono redatti in riguardo e senza rispettare alcun metodo o criterio. Sono scritti per assolvere un obbligo formale, con l’obiettivo sostanziale di aggirarlo.

Faccio due esempi di vita vissuta.

Il primo: assieme a Francesco Gastaldi e Lucia Quaglino ho recentemente pubblicato uno studio sul trasporto pubblico locale in Liguria. Lo studio è disponibile qui. Per ottenere i bilanci delle aziende di cui ci occupavamo abbiamo tentato di chiederli ai rispettivi indirizzi email, comportandoci come qualunque cittadino che intenda verificare il funzionamento di una società pubblica la quale vive di contributi pubblici. Abbiamo trovato un muro di gomma (con la sola eccezione della società spezzina) fino a quando non abbiamo messo in copia alla richiesta l’assessore regionale ai Trasporti. Questo deve avere smosso la sensibilità delle società, ma ha smosso ancora di più l’assessore, Enrico Vesco, il quale ha diffuso a tutti una lettera in cui si premurava di garantire che lo studio non era commissionato dalla regione e che la regione non ne sapeva nulla. Il testo della lettera è riportato in appendice allo studio. (Sullo stesso filone, Lucia qui racconta come ha ottenuto alcune informazioni sulla spesa sanitaria lombarda solo facendo pubbliche pressioni su Twitter, dopo averle invano richieste con mail formali).

L’altro esempio è ancora più clamoroso. L’anno scorso abbiamo tentato di procurarci i bilanci di alcune Asl allo scopo di verificare se fossero redatti secondo le vigenti norme civilistiche o se, come dire, fossero scritti in modo tale da torturare i dati almeno un po’. Eravamo pronti a smascherare trucchi contabili di ogni sorta ma ci siamo rapidamente resi conto che c’è un modo ancora più efficiente di nascondere la polvere sotto il tappeto: trattare i bilanci come la ricetta della Coca cola. Di fronte alla richiesta di ottenere i loro documenti contabili, le Asl hanno risposto nei modi più sgangherati. Il caso più tragicomico è la seguente replica, ricevuta in carta intestata da una Asl (del Nord) con tanto di numero di protocollo:

in relazione alla Sua richiesta del 20 aprile u.s., spiace comunicare che per motivi di opportunità non è possibile dare riscontro alla nota.

La cosa più rivoluzionaria che si possa fare, e sarebbe a costo zero, è semplicemente ob-bli-ga-re ogni ente pubblico o società pubblica o partecipata da enti pubblici a rendere disponibile il proprio bilancio sul suo sito internet. Prima ancora di certificarli, i bilanci bisogna che siano accessibili. Nascondersi – scusate l’ovvietà – è il modo migliore per non essere scoperti, e fingere che ogni mela marcia sia l’unica mela marcia è il modo migliore per accreditare l’idea che siamo di fronte a singoli casi devianti, non all’implicazione logica delle regole esistenti. Invece tutte le mele sono marce semplicemente perché nessuna mela è verificabile. Quindi per cortesia non rompete le scatole con lo slogan frustissimo “tutti colpevoli nessun colpevole”, come dire isoliamo i cattivi: tutti colpevoli, ciascuno colpevole. Punto.

In un paese del genere, non c’è da stupirsi se poi la politica partorisce Er Batman. Er Batman e i suoi comportamenti non sono una patologia. Sono la conseguenza fisiologica delle circostanze ambientali, tanto quanto le zanzare sono la normale popolazione di una palude. Sbaglia chi crede di risolvere la situazione semplicemente utilizzando l’insetticida. Le zanzare spariranno per un po’, ma alla fine torneranno. L’unico modo per sopravvivere è bonificare la palude.

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30 Responses

  1. Lorenzo

    Condivido tutto, ma segnalo un rischio: tutta questa enfasi sui costi della politica (sia pure allargati alle aziende pubbliche, non solo ai rimborsi/compensi dei politici) fa credere a molti che il loro contenimento sia IL PROBLEMA. Non è vero e non basta. Il problema sono anche tutti gli stipendi pubblici e parapubblici evitabili in un quadro di regole più libero e di mercato nonché le pensioni anche di modesto importo troppo generosamente elargite.
    Per il loro modesto importo questi stipendi e pensioni non suscitano invidia e anzi vengono benevolmente accettati come “sociali” ma sono questi, a mio avviso, la causa prima e il bubbone in cui incidere del debito pubblico.

  2. Enrica P

    Quello che penso è che se gli avanzano soldi per festini & Co allora significano 2 cose:

    1) O ne hanno talmente tanti da spendere che non sanno più che farsene, in questo caso sono troppi ed elargiti male e vanno ridimensionati e di tanto perchè si da il caso che con ipotetici € 6,67 io prendo una margherita e ceno, non vedo perchè dovrei darglieli per festini e soubrette. E magari invece qualcuno in Emilia poteva avere una casa, o qualche imprenditore qualche aiuto per affrontare la crisi.

    2) O se ne fregano di utilizzarli per il miglioramento delle attività, dei servizi, etc etc della regione e allora non fanno quello per cui sono pagati.

    Per favore non rendiamo er Batman, Lusi, Penati, il Trota, la Minetti e compagnia bella come degli innocenti nati dal sistema, sono persone senza etica che sputano, nel vero senso della parola sui cittadini. Si può sempre scegliere.
    Perfettamente d’accordo sulla trasparenza dei bilanci e la rendicontazione delle spese, ma prima di tutto ci vuole un cambiamento nel rigore e un ritorno all’etica.
    Questa sarebbe la vera rivoluzione, vorrei poterci ancora credere.

  3. Miao,
    Sono ottimista, gli Italiani sono pieni di risorse e di monetine (da depredare).
    Da quando sono nata sento parlare di mafia e politici ladri ed ho superato i 50…ma non sarà che le leggi che i partiti di questo paese votano a proprio piacimento, hanno stravolto il senso di legalità? Un politico come Fiorito che si approva lo stipendio da solo agisce sapendo di non andare incontro a nessun problema. In quanto a “rimborsi”, non deve nemmeno portare pezze d’appoggio per le sue spese. Si dice che i delinquenti abituali, conoscano il codice penale a memoria, perchè li aiuta a sapere quanto rischiare e come. Quando ci si candida in politica, specialmente in Italia, da che mondo è mondo si fa un investimento sicuro. Altro che spirito di servizio (ahahahhah)
    Un caro saluto

  4. Giorgio Andretta

    Egr. Carlo Stagnaro,
    non le sembra di pretendere troppo esigendo di vedere le “carte” in mano ad un baro in una partita di poker?
    A rileggerla.

  5. giuseppe 1

    Dalle nostre parti nessuno lo conosce con questo nome.
    Glielo hanno affibbiato i soliti romanacci, sempre pronti alla derisione dei “burini”, non essendo certamente migliori dei provinciali.
    Anzi, se c’è qualcosa che ha contribuito ad abbassare il livello della classe politica italiana, è proprio la sua “romanità”, intesa come vicinanza e collusione con le stanze del Potere, non solo politico, ma anche istituzionale.
    Io non ho votato Fiorito né la Polverini. Ho preferito la “liberale” Emma Bonino, che sicuramente avrebbe con più incisività risanato il bilancio e non avrebbe mostrato timidezza o segni di cedimento verso un Consiglio Regionale in gran parte da riformare a destra come a Sinistra.
    Ciò detto, sono d’accordo con Stagnaro. Fiorito è solo la punta dell’iceberg. E dal momento che in televisione si è difeso con efficacia, (prescindendo dalle eventuali responsabilità penali) dopo un paio di giorni lo hanno prontamente “bannato”! Credo che non lo sentiremo più. Fiorito ha avuto il gravissimo torto di trascinare con sé il sistema, e questa “non colpa” difficilmente gli verrà perdonata.

  6. Poligraf

    A tale of two parties: KharmaTown

    Chapter 1

    C’era una volta una città, una grande città italiana.
    Come la maggior parte delle città italiane, anche questa aveva un passato abbastanza glorioso ed una industria locale in totale disfacimento.

    In questa città governava da anni un partito, uno di quelli che sanno avere sempre ragione, il Partito di Governo Cittadino.

    Per risollevare le sorti della Sua Città, il Partito di Governo Cittadino aveva organizzato degli eventi internazionali, con fondi pescati dalle tasche dei contribuenti.
    La motivazione era che ” gli eventi internazionali attirano più turisti , e poi mal che vada siamo keynesiani : lo sanno anche i merli che più spendi più guadagni” come dice sempre anche Rockerduck, aggiungeva qualche cinico che non sapeva avere ragione.

    A chi avesse voluto monitorare le spese per l’Evento Internazionale, quale che fosse, sarebbe probabilmente parso strano che per un decimo delle spese non si riuscissero a trovare pezze giustificative di sorta.
    Anzi, se questo volenteroso avesse spinto addentro lo sguardo, avrebbe notato che alcune spese erano chiaramente volte a migliorare la vita dei singoli amministratori pubblici e parapubblici e che altre invece erano sospettosamente indirizzate a migliorare l’economia…del Partito di Governo Cittadino medesimo.

    A forza di creare magnifici eventi internazionali e progressivi, di solito progettati da un gruppo di babbuini idrocefali fatti venire apposta dal Kenya , la città si era ritrovata con un debito pubblico tra i maggiori delle pur disgraziatissime città italiche.
    E si era svegliata con enormi masse di costruzioni in cemento che, per motivi incogniti, si disfacevano al contatto con l’aria ed in tempi mirabilmente celeri, costruzioni per le quali nessuno aveva veramente pensato cosa fare dopo ogni singolo evento ( “forse”, pensavano i più keynesiani, “le tiriamo giù e le ricostruiamo: cosa c’è di più economico di questo? Roosevelt ci fa un baffo, ci fa”).

    Certo, non erano solo stati i magnifici eventi a creare il debito : il volenteroso avrebbe potuto scoprire che la città aveva per esempio più vigili urbani che netturbini e pompieri messi assieme , che i netturbini stessi erano in sovrannumero e sporcavano più che pulire,che i vigili stavano più negli uffici che per strada, che l’apparato comunale era insomma pletorico e clientelare.

    Ma il volenteroso non appariva mai, a chiedere spiegazioni.

    Lo so cosa pensa il lettore: “ma il partito di opposizione, ma la libera stampa di inchiesta, la persecuzione d’ufficio dei reati su semplice notizia”?

    La libera stampa di inchiesta era a pranzo tutti i dì col Partito di Governo Cittadino, per aiutarlo ad avere sempre ragione e poterne godere di straforo le vacanze offerte dalla Decima di Governo rimasta tra le dita del Partito (ed altre mirabilia).

    L’organo giudiziario invece la pensava esattamente come il Partito di Governo Cittadino, anch’esso sapeva di avere sempre ragione: e poi, diciamocelo, erano tutti compagni di scuola, Partito di Governo Cittadino, giornalisti, magistrati; non si fa, è cafone fare la spia.

    Il Partito di Opposizione stranamente faceva battaglie secondarie: magari sulle coppie di fatto, magari sul riconoscimento della Vera Rucola Cittadina.
    Tutte degnissime battaglie , ma era un po’ come se il nostromo si fosse preoccupato della pulizia delle toilette a bordo di una nave e se ne impipasse della mancanza del sonar in prossimità del continente.

    Molto strano.

    Chapter 2

    A dire il vero, ogni tanto il Partito di Opposizione faceva “una interrogazione” sulle spese comunali indirizzata al Partito di Governo Cittadino, il partito in questione faceva spallucce, i giornalisti si guardavano bene dal dare rilievo alla notizia, l’opposizione aspettava, poi si tornava a discutere della morale degli anziani o della maleducazione dei pioppi rumeni (notoriamente, il pioppo rumeno è sporco e ruba nelle pioppaie altrui).

    Cosa era successo?
    Non era forse interesse del partito di opposizione, per poter un giorno prendere il governo, andare a fondo della questione?
    Analizzare i conti anche in mancanza di collaborazione da parte del Partito di Governo Cittadino, e, prove alla mano, sbugiardare la mala gestione dei soldi dei cittadini, contro tutto, contro tutti, giudici e giornalisti compresi (giornalisti che ,come tutti i Tartuffe del mondo, di fronte a prove certe si sarebbero accodati, seppur nolenti, una volta che la magistratura non fosse riuscita ad insabbiare i fatti)?

    Era andata pressappoco così:
    il Partito di Opposizione aveva scoperto che di fondo se partecipava ad un terzo della Decima di Governo (diremmo una Terza di Opposizione, se non temessimo di creare confuzione nel povero lettore), gli poteva convenire.
    Poteva mantenere le sue strutture, e ci scappava una villetta, magari in Sardegna (una villetta in Sardegna non si nega a nessuno, è un diritto sancito dalla Costituzione).

    Non che il Partito di Opposizione rinunciasse all’idea di governare.
    Nella sua beata rustichezza era straconvinto che , pur non potendo tirare fuori la questione del peculato (il “ma lo facevano tutti e a me davano pure meno” non è una gran difesa), a forza di fare durissime battaglie per il diritto dei pinguini ad avere un ambiente sicuro, una botta di fortuna avrebbe potuto consegnargli le chiavi della Città.

    Chapter 3

    Un bel giorno, un lampo: il Sindaco fu pescato mentre si faceva costruire una villa alle Barbados.
    Le Barbados erano troppo, per la magistratura inquirente e per i gionalisti ( “ma come, non ci ha mai invitato!” gridarono in coro), ed il Partito di Opposizione divenne Partito Pro-Tempore al Governo Cittadino.

    Ovviamente, il nuovo partito al governo, che era anch’esso keynesiano ( ma con più ordine e disciplina), riprese più o meno le stesse best practices del Governo precedente, momentaneamente spodestato, Eventi Internazionali e decime comprese; accettò pure di versare il famoso terzo della decima al partito spodestato.

    In due anni il nuovo Governo fu pescato con le mani nella marmellata,fu massacrato giornalisticamente e giudiziariamente e finì tutto intero in carcere od in esilio.

    Questi (il nuovo Governo pro-tempore diretto all’esilio) provò a dire, “c’eravamo tutti dentro, solo che adesso prendevamo di più e prima di meno…”, ma fu seppellito da una risata di giornalisti e giudici, finalmente invitati anche loro alle Barbados .

    Ed il Partito spodestato, quello che sa avere sempre ragione?
    Nessuno ritenne ci potessero essere veri rilievi da muovergli, venne messo in decantazione, i dirigenti sostituiti da degli Avatar colorati di rosa, prestati da un famoso regista americano conosciuto ai tempi del Ciliegio Mondiale (il partito sovranazionale di accattivante colore, ma meno aspro delle Visciole).

    La vita ritornò nel suo corso ordinario; il Partito di governo Cittadino tornò al suo posto, al potere.
    Il Partito di Opposizione, che non aveva capito un fico secco di cosa fosse successo, tornò a fare il partito di opposizione, recependo di nuovo il terzo della decima, e via col vecchio tran-tran e le solite speranze, caccia ai pioppi rumeni e cadute di governi miracolose comprese, in un circolo infinito , sinchè un Buddha non fosse intervenuto ad interrompere questo continuo ritorno alla Vera Democrazia .

  7. claudio p

    Trasparenza a giorni alterni.
    Per noi cittadini che trainiamo lo smisurato carrozzone piegati a novanta e sotto le frustate della stretta fiscale vale lo slogan da stato di polizia “se non hai niente da nascondere non hai niente da temere”.
    Ma questi inutili parassiti senza mestiere, che ci raccontano di occuparsi del bene comune, reagiscono come iene se solo osiamo chiedere cosa fanno col frutto del nostro lavoro che puntualmente ci sequestrano.

  8. VITTORIO DRESDA

    RESET, da oggi in poi la metafora del ladro di mela sarà sostituita dal mio caso: andrò in galera fino a tre anni perchè il 16 maggio 2012 non ho versato 90 euro di contributi per la mia dipendente. Di questo mi ha avvisato oggi l’INPS con posta ordinaria. Volevo chiedere all’avvocato Taormina se può seguire il mio caso e, tra l’altro, se dovrò vendermi la casa per pagargli la parcella…..

  9. Se intendiamo mettere i puntini sulle “i”, sarebbe carino da parte del Sig. Stato, redarre i bilanci con voci assimilabili a quelle dei bilanci della Spett.le Azienda Privata e non con voci “comprensibilissime a tutti” tipo Emolumenti, ecc…
    Un bel bilancio Entrate/Uscite ed un bel Conto Economico Costi/Ricavi.
    E poi una semplice ed obbligatoria pubblicazione on-line aggiornata dei Preventivi e dei Consuntivi, magari con un sufficiente livello di dettaglio, siccome i moderni sistemi informatici lo consentirebbero con pochissimo sforzo sia economico che lavorativo da parte degli impiegati amministrativi.
    Una semplificazione banale, se vogliamo, ma, credo, necessaria.

  10. David Davite

    Lo stagno e le zanzare, ottima metafora. Inutile fare pulizia senza ripulire lo stagno. Più controlli sui bilanci, più trasparenza! Lottiamo per ottenere queste cose, non basta mandare a casa i corrotti! Tornerebbero come zanzare!

  11. Claudio Di Croce

    Non capisco questa enfasi sul fatto del ” controllo ” e della ” certificazione ” delle spese . Si tratta di un altro trucco della casta e dobbiamo fare attenzione a non caderci . Il problema non sono i ” controlli ” o la ” certificazione ” ma la massa enorme di soldi pubblici rubati dalla casta politico-burocratica . La vera soluzione è che i soldi dati alla casta devono essere eliminati o se questo non è possibile devono essere ridotti di almeno il 90% .

  12. claudio p

    @Claudio Di Croce
    L’enfasi, come è prevedibile, sta accompagnando la nascita delle nuove norme contro la corruzione. Altre scartofie.
    Ostellino parlando di questo ha fatto notare che “ogni burocrazia si autolegittima moltiplicandosi” e che le previsioni che tali mezzi possano avere una qualche efficacia sono ” a metà strada fra l’ottimismo pianificatorio e il pessimismo antropologico dell’utopia tecnocratica”. Un grande 😉

  13. Marco Tizzi

    Napolitano apre a indulto e amnistia: «Servono misure alternative a carcere»

    Ci sono già: parlamento e consigli regionali.

  14. Riccardo

    @Claudio Di Croce
    Io non credo che sia tanto una questione di “ridurre”; ok, li vogliamo ridurre? Sappiamo che gli occupanti poltrona, sono maestri nel gioco delle tre carte: perché non cambiare “cassa”? Che gli stipendi ai parlamentari / consiglieri regionali, non venissero erogati a livello centrale, bensì comunale; in questo modo, non si faciliterebbe il controllo dell’operato del politico?

  15. Paolo 54

    il federalismo in Italia è peggiore del male infatti si vede continuamente che è proprio a livello locale che si raggiunge il fondo

    comunque molto giusta l’analisi

  16. Claudio Di Croce

    @Riccardo
    Ma lei crede che i Comuni siano amministrati meglio delle Regioni o delle Province ? Fino a pochi mesi fa tutti parlavano dei parlamentari come la fonte principale della corruzione e degli sprechi . Adesso ci siamo accorti che le Regioni sono forse peggio . Le Province tutti sappiamo da decenni che sono inutili . Io credo che almeno il 50% dei Comuni siano inutili .Se gli stipendi fossero pagati nei Comuni , cosa cambierebbe ?

  17. incazzato nero

    @Enrica :

    ormai mi mancano le parole per esprimere la condotta di molti sporcaccioni, tanto per non smentire chi si traveste pure da maiale.

    “Il popolo è femmina” diceva qualcuno : “e ama farsi fottere !”

    La bonifica dello stagno ? Il popolo italiano deve riappropriarsi della nazione per la quale vengono chiesti lacrime e sangue in cui assiste impassibile a ruberie, sprechi, abusi e il tutto a “norma di legge” e smentire la frase sopra citata. Il resto sono solo belli discorsi !

    Se il popolo sarà capace di atti di serietà e coscienza, di portare la moralità e il senso civico bene, altrimenti continui a tirare il carretto a novanta gradi facendosi frustare rimbambito da discorsi in cui le istituzioni sono al servizio del cittadino e che i responsabili sono poche mele marce rimanendo zitti perché gli schiavi non avevano diritti ma solo doveri .

  18. Massimo

    Sono veramente senza speranza. Noi miseri schiavi (dei partiti, della burocrazia,delle banche ) cosa possiamo fare se non passare alla violenza fisica ed eliminare questi parassiti che oramai sono la maggioranza e si fanno le leggi per aumentare i loro emolumenti (letteramente furti) e per di più non gradisconi eventuali controlli di coloro che i soldi li sudano. E’ ovvio che anche dalla nostra parte moltissimi hanno imparato e si comportano impunemente alla stessa maniera (evasori, falsi invalidi, elusori furbastri, ecc.) Lo chiamano qualunquismo ma è soltanto uno sfogo per il momento verbale in attesa che qualche onesto trovi una solzione per incominciare a togliere questa gigantesca “crosta” che ha coperto la ferita purulenta che sta per uccidere noi schiavi. Al tempo dei romani è dovuta nascere una rivoluzione dal basso con morti e feriti. Dobbiamo ritornare a questo? E’ ovvio che io spero di no ma continuare a chiudere gli occhi può portare a qualsiasi evento. Qualcuno è in grado di dare una speranza?

  19. Roberto 51

    Bravo Carlo,
    ottimo articolo. Samo in un paese dove chi paga non ha il diritto di sapere dove vanno a finire i miei soldi. Questa non è una democrazia.
    Per capire cosa significhi democrazia basta dare un’occhiata al sito della monarchia inglese, ci si trovano i bilanci certificati della real casa, disponibili a chiunque li voglia consultare:(http://www.royal.gov.uk/LatestNewsandDiary/AnnualFinancialReports/Annualfinancialreports.aspx).
    Democrazia non è solo votare ogni 5 anni, è molto ma molto altro.

  20. alessandro

    secondo me l’unica soluzione per eliminare definitivamente questo schifo è tagliare tutti i finanziamenti a qualsiasi livello, fare una legge che retroattivamente, salvo alcune eccezzioni, tolga ogni privilegio ai politici, vitalizi, pensioni ecc….ecc…. reintrodurre la legge sul falso in bilancio con regole semplici non interpretabili e pene severe per chi li falsifica, e non è vero che la politica in questo modo la possono fare solo i ricchi, perchè se ci sara un movimento che premierà la competenza l’etica e il merito le classi medie e basse, che sono di più dei ricchi,che in ogni modo se la caveranno sempre, possono rappresentare con l’autofinanziamento detassato fiscalmente una massa che può permettere alla parte sana del paese di farci ripartire.

  21. Nicola

    Mi permetto di commentare che i comportamenti devianti e le autogratificazioni economiche di “Er Batman” e compagnia sono solo punta dell’iceberg.

    La vera tragedia è che la nostra Costituzione attribuisce ai consigli regionale notevoli competenze:
    • Organizzazione Amministrativa: l’organizzazione di enti dipendenti; circoscrizioni
    municipali, polizia locale.
    • Servizi Pubblici: assistenza sociale, sanità, istruzione artigianale e professionale; musei e biblioteche locali, trasporti di interesse regionale, navigazione interna
    • Sviluppo Economico: turismo e industria alberghiera; rete viaria regionale; opere pubbliche di interesse regionale; cave, condutture; agricoltura; artigianato; acque minerali e termali
    • Ambiente e territorio, urbanesimo, protezione della fauna, caccia e pesca, boschi e flora,difesa del suolo, lotta contro l’inquinamento.

    Non è difficile immaginare in base a quali criteri “Er Batman” ed i suoi colleghi prendano decisioni su questi temi. Temo che i danni per la collettività causati dalla cattiva gestione della politica, siano di un ordine di grandezza superiori ai costi diretti della politica.

  22. sud58

    Ogni tanto un fascio di luce viene dai media orientato sul mare di fango che copre purtroppo la gran parte della nazione; nel testo è bene evidenziato che ciò di cui si viene a conoscenza è ben poca cosa, un’unghia, ma la gran parte del corpo, di quella mostruosa macchina che è il settore pubblico italiano, è nascosto da una comoda opacità.
    L’indignazione senza partecipazione è inutile; la partecipazione senza lucida azione, strategia di conoscenza mirata, poco efficace. Ritengo che si renda necessario attivare una organizzazione capace di orientare questa partecipazione, di collegare professionalità e strumenti di conoscenza, per l’acquisizione di informazioni, in ogni area dell’Italia, una rete sul territorio, capace di accendere tante luci, di rendere sempre meno pagante in termini personali ed economici fare politica. Lancio l’idea di costituire una rete di informazione territoriale.

  23. dm

    In Italia esiste il Registro delle Imprese, che funziona benissimo. Si potrebbero istituire delle sezioni apposite per gli enti tipo Asl etc. in cui pubblicare tutti i dati rilevanti nonchè i bilanci, con obbligo di attestarne l’autenticità e sanzioni in caso di mancato rispetto di tale obbligo. Lo strumento c’è già, usiamolo.

  24. giuseppe 1

    @dm
    Scusi dm! Che cosa ha detto? Il Registro delle Imprese?
    Per chi funziona benissimo? Per i dipendenti delle Camere di Commercio?

  25. VincenzoS

    @Poligraf
    C’è pure da osservare che, a livello nazionale, il Partito di Governo Cittadino è in genere stato il Partito di Opposizione Nazionale, mentre il Partito di Opposizione è stato il Partito di Governo Nazionale. Anche a livello nazionale hanno adottato lo stesso identico sistema.
    Siccome un tempo il grosso delle spese erano centralizzate, il PGN aveva per anni goduto della Decima di governo e il PON solo della Terza di opposizione.
    Ma poiché c’erano anche di mezzo alcuni Stranieri (i Bevi-cola), cui un tempo avevamo fatto la guerra con le clave contro i loro carri armati pensando che le italiche virtù ci permettessero comunque di sbaragliarli, e a loro non andava bene che il PON andasse al governo perché amico del loro nemico Orso dell’Est, il PGN era sempre stato al governo e il PON sempre al’opposizione. Quando Bevi-cola e Orso dell’Est non furono più tanto nemici, i Bevi-cola ci dissero che non gliene fregava iù niente di chi stesse al governo.
    Per fare in modo che i conti tra PGN e PON si pareggiassero in modo che ognuno incassasse alla pari, si reclutarono un po’ di utili idioti, prima uno che voleva cavalcare l’Asinello, poi un’altro che aveva antenati Celtici, per distribuire il potere tra governo nazionale e governi regionali e cittadini in modo diverso, così che chi era al governo della nazione non lo fosse nelle città o nelle regioni e viceversa. Infatti le elezioni per le regioni si tenevano sempre a metà mandato del parlamento, e quindi la gente incavolata per le malefatte del PGN votava per il PON, mentre le elezioni per i comuni si tenevano spalmate durante tutto il mandato parlamentare in modo da servire da ammortizzatore per eventuali differenze che dovessero andarsi a verificare nel tempo. Tanto, bastava presentare il Candidato Sbagliato per fare vincere l’altro.

  26. Andrea P

    Stop al finanziamento pubblico ai partiti!
    Anagrafe patrimoniale pubblica di tutti gli eletti e i nominati!

    Due leggine piccole e facili facili.
    Ma non le fanno. Chissà come mai.

  27. ROBERTO

    Egregio Stagnaro,
    mi permetto di inviarle un commento, già inviato a Giannino, sullo stesso problema “trasparenza.

    Una piccola osservazione che può far capire molto:
    in cerca di info sul web , mi sono imbattuto sul sito del Governativo del Primo Ministro Inglese, …
    In uno dei link si dice: ” come sono spesi i vostri soldi”, poi relativamente ad una funzione delicata , ovvero, Ministero della Difesa: elenco dettagliato degli acquisti con descritto, prodotto, fornitore , costo , eventuali accrediti.
    E’ semplice molto, andare in questa direzione. Il problema è sempre di volontà, e purtroppo si riconferma ogni volta. Lei crede in una possibile svolta ? In un paese dove la politica non ha mai responsabilità individuali ?

  28. marcantonio

    Dopo tutti gli scandali che emergono in questi giorni ecco l’ultima stangata. Diminuzione di un punto dell’irpef per i redditi più bassi e di concerto, oltre a decurtazioni per la sanità ecc. c’è la presa in giro di aumentare di un punto l’IVA.
    Così questi professori hanno partorito il solito topolino: ci fanno risparmiare 100/150 euro l’anno di irpef e ci faranno pagare 250/350 euro in più di IVA (parlo di redditi medio/bassi). Siamo veramente stanchi di essere presi in giro da questa masnada di incompetenti e di politici ladri, che spolpano il popolo e gozzovigliano impunemente.
    Non c’è più settore della politica che si salvi partendo dai comuni fino alle massime cariche degli enti e dello Stato tutti affondano le mani nella marmellata, mai sazi di approfittare in tutti i modi sia in denaro, abusi, favoritismi verso parenti e amici, del loro potere.
    Per di più dobbiamo assistere alle farneticanti esternazioni di un cantante che invece di fare il suo mestiere sta a dire delle bischerate in televisione.
    Come può affermare un miliardario dall’ugola d’oro, applaudito dai colleghi, attori presentatori, industriali, politici seduti in prima fila che una soluzione potrebbe essere NON PAGARE I DEBITI!!!!!!!(a questo punto ho cambiato canale, non so se ha fatto altre affermazioni di questo tipo).
    Possibile che si possano sparare certe cazzate in televisione! Secondo questo bell’imbusto e i suoi ammiratori sarebbe giusto non ridare i soldi ai risparmiatori, io ritengo che sarebbe forse più giusto cominciare dai capitali, in Italia e all’estero, di questi signori.

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