24
Set
2012

Pascal Salin: La crisi dell’euro non esiste. Evadere il fisco? Non è immorale

Questo articolo è stato pubblicato su panorama.it.

Francese e liberista fino al midollo si può. Pascal Salin è tra i massimi esponenti viventi della Scuola austriaca di economia. Già presidente della Mont Pelerin Society, l’associazione baluardo del libero mercato che annovera tra i suoi membri Milton Friedman e Friedrich von Hayek. Secondo alcuni rumors Salin avrebbe partecipato al summit riservato dei guru dell’economia organizzato a  Villa Gernetto da Silvio Berlusconi e Antonio Martino. A domanda diretta lui non conferma né smentisce.

Professore, lei ha dichiarato che la “crisi dell’euro” non esiste e che in realtà si tratterebbe di una crisi del debito. Che intende?

Contrariamente all’opinione corrente non c’è nessuna crisi dell’euro. In Europa molti governi hanno accumulato dei deficit di bilancio significativi, e diversi tra loro non sono in grado di restituire i prestiti contratti con i relativi interessi. È il caso della Grecia e non solo. In realtà però non si tratta di una crisi della Grecia, ma di una crisi della politica di bilancio della Grecia, non è la stessa cosa. Perché allora parlano di crisi dell’euro? Perché la Grecia fa parte della zona euro. Se però uno stato degli Stati Uniti ha delle difficoltà finanziarie, nessuno parla di “crisi del dollaro”. La crisi specifica greca diventa crisi dell’euro nel momento in cui i governi pretendono a torto che venga esercitata la solidarietà tra i Paesi membri per il sol fatto che essi usano la stessa moneta.

 

In nome di questa solidarietà i governi hanno chiesto e ottenuto l’intervento della Banca centrale europea.

Esattamente. In questo modo il problema budgetario di un Paese diventa problema monetario e si costruisce arbitrariamente una crisi dell’euro che non dovrebbe esistere. Ne derivano inflazione e instabilità economico-finanziaria.

 

Ma perché i governi non riescono a tenere i conti in ordine?

Perché da lungo tempo si illudono di rilanciare l’attività economica con le solite ricette sbagliate. Secondo la teoria keynesiana, che è ancor oggi il credo economico degli Stati, un deficit di bilancio aumenta la domanda globale e favorisce la crescita economica. Per spendere di più però gli Stati si indebitano, ciò comprime la capacità di risparmio e di conseguenza gli investimenti privati. Non si crea nuova domanda e molto spesso l’unico effetto è lo spreco di risorse scarse.

 

Perché allora i politici europei hanno stabilito questo link artificiale tra il problema del bilancio nazionale e il funzionamento dell’eurozona?

I governi agiscono in modo complice gli uni con gli altri e mal sopportano che arrivino i mercati finanziari a sanzionare la cattiva gestione delle finanze pubbliche da parte di uno di essi. I governi credono che convenga venire in soccorso della Grecia (ovvero del governo greco) affinché anche gli altri Paesi agiscano allo stesso modo nel caso in cui in futuro quel Paese incappi nelle medesime difficoltà. Tra le imprese invece non funziona così: se un’azienda non riesce a ripagare i suoi debiti, non si aspetta certo che le altre se ne facciano carico in nome di una presunta solidarietà. Ognuno è responsabile per sé. Perché non ragionano così anche i governi? Spetta al governo greco risolvere i problemi dovuti alla disastrosa gestione finanziaria del passato. Gli altri Paesi non devono sostenerne il peso sotto il pretesto che hanno la stessa moneta.

 

Secondo alcuni l’unione monetaria non è in grado di funzionare se persistono vistose differenze macroeconomiche tra i Paesi membri.

È falso! Ho già citato il caso della zona del dollaro, ma possiamo pensare anche alla zona del franco: da lungo tempo la Francia e i Paesi africani della zona francofona condividono senza problemi la stessa moneta (che oggi in realtà è l’euro). Anche l’Italia non ha avuto una moneta unica, la lira, con regioni assai diverse tra loro? Spesso si ritiene che un’unione monetaria debba comprendere Paesi simili perché implicitamente si crede – a torto – che per mezzo delle manipolazioni monetarie si possa influenzare l’attività economica, per esempio a colpi di svalutazione. È una mera illusione. In campo monetario c’è una sola regola da seguire: mai aumentare arbitrariamente la quantità di moneta in circolazione, qualunque sia il livello di sviluppo del Paese considerato.

 

È meglio mantenere l’euro o tornare alla moneta nazionale?

Non c’è un solo motivo per tornare alla moneta nazionale. Io non ero particolarmente entusiasta della creazione dell’euro, che ha distolto l’attenzione dei cittadini da problemi importanti come la riduzione delle tasse. Oggi però l’euro esiste e va mantenuto. Se la Grecia tornasse alla dracma, potrebbe svalutare la moneta. Ma una svalutazione è un furto ad opera dello Stato perché consiste nella modifica discrezionale del valore della moneta nazionale che i cittadini sono obbligati a usare. Si illude chi crede che un cambiamento monetario di questo tipo possa avere degli effetti reali benefici. Certo, per un breve periodo si ingannano i cittadini perché i prezzi aumentano prima che i salari possano raggiungerli. Ma le persone non si fanno ingannare a lungo da questo genere di manipolazione. Quanto alla Banca centrale, si parla spesso del suo ruolo come prestatore di ultima istanza. A me sembra assai pericoloso. In realtà, ciò consiste nel dire alle banche: assumete pure rischi importanti per fare profitti elevati. Se rischiate di fallire, vi salverà la banca centrale. È una logica deresponsabilizzante: in questo modo i profitti sono privati e le perdite collettivizzate. In un mondo di imprenditori responsabili il fallimento va accettato come sanzione di una cattiva gestione.

 

Che deve fare il governo italiano per ricostruire la fiducia degli investitori?

L’unica via è una drastica riduzione della spesa pubblica. Il governo deve comportarsi come farebbe una persona comune: se ha troppi debiti vanno tagliate le spese. Purtroppo la tentazione assai frequente è l’aumento delle tasse, ma questa politica distrugge gli incentivi a produrre e può portare persino a una riduzione delle entrate fiscali. È per questo che vanno tagliate le imposte.

 

Secondo un recente studio di Confcommercio, la pressione fiscale in Italia  ha raggiunto un record mondiale. Il settore del lusso è in caduta libera. I blitz polizieschi contro i simboli del benessere come Cortina aiutano nella lotta all’evasione?

Ai governi converrebbe diminuire significativamente e rapidamente le tasse perché così incentiverebbero i cittadini a lavorare, innovare, risparmiare e investire di più. Peraltro è dimostrato che l’evasione fiscale è più ridotta quando le aliquote sono basse. È meglio avere imposte leggere e poca evasione fiscale piuttosto che tasse elevate e una politica di lotta all’evasione che è in sé costosa, lesiva della privacy degli individui, foriera di frustrazione e paura, inevitabilmente molto iniqua.

 

Lei ha detto che l’evasione fiscale non è “immorale”.

L’uso della forza è immorale. Lo Stato detiene il monopolio della forza legalizzato. Ma legalità non vuol dire legittimità né moralità. Il prelievo fiscale sarebbe legittimo se fosse approvato all’unanimità. Nella realtà una maggioranza di individui attraverso i propri rappresentanti politici è in grado di espropriare una minoranza a tassi di imposta paragonabili a una vera e propria confisca e innegabilmente immorali. Possiamo allora ritenere che colui che resiste a questa oppressione attraverso l’evasione fiscale sia in una situazione di legittima difesa dei propri diritti? Ci sono diversi metodi di evadere il fisco. Chi esilia per sfuggire all’inferno fiscale, come quello francese o italiano, non fa che esercitare i propri diritti e la propria libertà. Tuttavia chi sfugge all’imposta sa che gli altri contribuenti rischiano di essere ancor più pesantemente vessati dal fisco a causa della sua defezione. Egli può scegliere se esiliare oppure intraprendere un’opera di persuasione verso i propri concittadini al fine di eleggere nuovi governanti o, per esempio, organizzare uno sciopero collettivo. Tutto ciò però rientra nella coscienza individuale, è difficile stabilire in proposito una regola generale incontestabile.

 

È ottimista sul futuro dell’Italia?

La situazione economica nel vostro Paese è preoccupante. Ma sembra che l’attuale governo abbia fatto tutto sommato qualche passo nella giusta direzione. Le politiche realizzate in Italia sono certamente migliori di quelle francesi dove il governo fa l’esatto opposto di quello che serve. Si tratta tuttavia di risposte timide rispetto a quello che andrebbe fatto (drastica e rapida riduzione delle tasse, deregolamentazioni). Io conservo un certo ottimismo perché nel passato gli italiani hanno dato prova della loro capacità di intraprendere e del loro amore per la libertà individuale. Dobbiamo dunque sperare che la pressione dell’opinione pubblica spingerà i governi futuri ad adottare misure liberatrici. Poi la storia è sempre imprevedibile. Possiamo sperare che avvengano dei profondi cambiamenti istituzionali, ma non possiamo essere certi che accadranno.

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42 Responses

  1. Alessandro S (talebano)

    Fantastico!!!!!!!
    Finalmente un’economista che parla senza la consueta infarcitura delle ipocrisie che ci vengono propinate quotidianamente.
    Esempio di ipocrisia: nessuno si sognerebbe di parlare male della concorrenza che giustamente contribuisce a far abbassare i prezzi e a far migliorare i prodotti e i servizi offerti sul mercato. Ciò nonostante la concorrenza fiscale esercitata dai vari paesi ed in particolar modo dai paradisi fiscali è sempre e da tutti demonizzata come uno dei mali del mondo da combattere con tutti i mezzi possibili ed immaginabili.
    Io sono invece convinto che una sempre più agguerrita concorrenza fiscale sia una delle poche speranze che ci restano per un cambiamento rispetto alla situazione di prigionia nella quale ci troviamo.
    Fanno bene le aziende che possono ad emigrare verso lidi più accoglienti, più passa il tempo senza che si intervenga sulle cause di tale fuga (fisco oppressivo, eccesso di regolamentazione, giustizia civile inesistente) e peggio sarà.

  2. Marco Tizzi

    Quindi questo signore dice che, fondamentalmente, nella zona Euro non funziona niente.
    E tra le cose che non funzionano si dimentica di dire che l’Eurozona è diventata un coacervo di regolamenti e leggi imposte dall’alto da burocrati spesso nemmeno eletti.
    Però dice che non c’è nessuna ragione per uscire dall’Euro?

    Come già scrivevo altrove, questa cosa che sedicenti economisti “Austriaci” siano favorevoli all’Euro è una gigantesca contraddizione: una moneta unica imposta da gente che non è nemmeno eletta farebbe rabbrividire i grandi pensatori “Austriaci”.
    Ho il sospetto che si stia facendo lo stesso errore fatto con Pinochet.

    Tra l’altro nell’intervista ci sono anche dei grossolani errori: come si fa a portare gli Stati Uniti ad esempio parlando di un sistema senza solidarietà tra Stati? I trasferimenti in USA sono enormi!!!!

    Pessima, pessima davvero questa intervista.

  3. alex61

    @Marco Tizzi.
    Per te sara pessima, per mè e’ ottima.
    saluti

    P.s.
    Perdonami per la curiosità, ma quanto tempo libero hai? sei omnipresente nei commenti di praticamente tutti gli articoli.

  4. Marco Tizzi

    @alex61
    “Per te sarà pessima, per me è ottima” senza dire perché e per come non mi pare un grande stimolo alla discussione.

    Finché non c’è lavoro tempo libero ne ho purtroppo tantissimo.

  5. Giorgio Andretta

    @alex61 ,
    sono d’accordo con il sig. Marco e poi il tempo, quest’ultimo, lo puo spendere come meglio crede, dal momento che è anarchico quindi sulla strada dell’antropocrazia.
    Come si può assegnare della credibilità ad un individuo che sostiene che l’attuale governo italiano ha fatto delle cose buone?
    Non tante ma almeno una potrebbe indicarmela, sig.alex61,
    delle cose buone che ha messo in campo M.Monti e la sua squadra?
    Forse il commissario Bondi?

  6. Marco Tizzi

    @alex61
    Scusa, noi paghiamo:
    – comune, enti annessi e connessi;
    – provincia, enti annessi e connessi;
    – stato, enti annessi e connessi,
    – eurozona, enti annessi e connessi;
    – unione europea, enti annessi e connessi

    Per farci imporre con le armi non solo ciò che dobbiamo fare col nostro vil denaro, che già di suo dovrebbe dar qualche fastidio, ma anche cosa fare, cosa mangiare, quali sono gli alimenti che vanno bene e quelli no, quali sono le piante che si possono coltivare e quali no, cosa si può comprare e vendere, cosa si può produrre e come.
    E mi arriva uno che si definisce LIBERISTA FINO AL MIDOLLO che mi dice che tutto questo ve bene? Che è ok? Che mi dice che non dobbiamo tornare indietro?
    Ma porca miseriaccia, cosa deve succedere per capire che NON STA FUNZIONANDO perché NON PUO’ FUNZIONARE?!?!?!? Devono venire a prenderci marciando al passo dell’oca sotto le nostre case perché abbiamo pensato la cosa sbagliata sotto la doccia? Quando ci fermeremo e avremo il coraggio di dire “ok, abbiamo sbagliato”?!?!?
    Esiste un limite o andremo avanti per sempre perché Ciampi e Romano Prodi ci avevano detto che l’Euro era una figata?

    “I diritti possono essere universali, ma la loro applicazione è locale.”

    Questo diceva Rothbard.
    Altro che Euro. Altro che Pascal Salin.

    E aggiungeva:
    “Io definisco una società anarchica come una società dove non sia legalmente possibile aggredire coercitivamente persone o proprietà.”

    Nel caso qualcuno non avesse ben capito.

  7. Alberto

    Io credo che in Italia siamo molto al di là di qualsiasi regola e di qualsiasi controllo politico e democratico. Non solo, ma non frega nulla a nessuno di come vada a finire il nostro paese, euro o non euro.
    Tra i vari interventi in materia di sprechi di soldi pubblici, nei comparti politici ed amministrativi, fin dal 27 agosto 2011,(non 2012 si badi bene), avevo esposto quei dati, molto dettagliati, su cui oggi vedo molti cadere dalle nuvole. D’ altronde, si vedono reazioni popolari, forti, pressanti, davanti a tutte le terrificanti denuncie di programmi come quello di Gabanelli? Mai!
    Sento qualcuno che comincia ad evocare i Colonnelli, forse mai come adesso ci siamo vicini a questa evenienza, ma si spera che stavolta, davanti a questa vergogna multiregionale, si metta mano finalmente, ad una radicale potatura, anzi ad un radicale disboscamento della giungla politico-amministrativa; solo dopo si potranno fare i discorsi sull’ euro, che stiamo facendo da mesi.

  8. Francesco_P

    @Alberto

    Per combattere le storture che stanno condannando l’Italia e la stragrande maggioranza dei suoi abitanti ad un infausto destino bisogna cambiare profondamente tanto le regole, a partire dalla Costituzione, quanto la mentalità della gente.

    Certi spettacoli da pornografia politica come quello della Regione Lazio in cui si scopre che l’unica cosa in cui Fiorito ha ragione è la chiamata di correità generale, non sono che un caso fra tanti. Quanto debito pubblico è generato da un’organizzazione dello Stato pletorica (più di 8000 Comuni, più di 100 Provincie, 20 Regioni, ecc.), da procedure amministrative a dir poco folli, dagli Enti inutili, dalla concertazione (il corporativismo è proseguito indisturbato dopo la caduta del Duce), ecc.? Quante poltrone per politici si contano nelle aziende a partecipazione statale?

    Purtroppo mentre delle proposte senza prospettiva raccolgono consenso grazie alla giusta indignazione della gente, osservo che le idee di rinnovamento basate su principi di libertà economica e Stato leggero o non sono conosciute o sono viste in una luce sbagliata dalla maggioranza della popolazione. Però le cose si possono cambiare …

  9. Giorgio Andretta

    @Alberto

    @Francesco_P
    usualmente siete chiari nelle vostre esposizioni e sufficientemente precisi, ma non mi sembra che in quest’ostello nessuno invochi i Colonnelli, molti però preconizzano un cambiamento, io propongo da 40 anni(sono anziano) l’antropocrazia.
    La prima voragine in Italia è rappresentata dal SSN che dovrebbe essere, per forma di civiltà ed evoluzione, chiuso nella sua quasi totalità, ed in questa sede non è la prima volta che l’auspico.
    Più volte e da più internauti è stato indicato quanto costa ogni singola terapia, ma siete proprio sicuri che quest’ultima necessiti al paziente?
    Ancora, gli abitanti di Pachino potranno sentirsi europei come quelli che vivono nelle terre dei mille laghi finlandesi, ma è come minimo presuntuoso credere di regolamentarli con le stesse leggi.
    Ad majora.

  10. Laurent

    Marco Tizzi :Quindi questo signore dice che, fondamentalmente, nella zona Euro non funziona niente.E tra le cose che non funzionano si dimentica di dire che l’Eurozona è diventata un coacervo di regolamenti e leggi imposte dall’alto da burocrati spesso nemmeno eletti.Però dice che non c’è nessuna ragione per uscire dall’Euro?
    Come già scrivevo altrove, questa cosa che sedicenti economisti “Austriaci” siano favorevoli all’Euro è una gigantesca contraddizione: una moneta unica imposta da gente che non è nemmeno eletta farebbe rabbrividire i grandi pensatori “Austriaci”.Ho il sospetto che si stia facendo lo stesso errore fatto con Pinochet.

    Non è favorevole all’Euro. Gli è indifferente. Se gli stati vanno in bancarotta trascinandoci anche i loro sudditi, accade in dollari, euro, dracme, lire o sesterzi.
    E le economie non si rilanciano con maggiori tasse che non sono un valore in se.
    Io ho percepito questo come messaggio fondamentale e non tutti i ricami che ne sono usciti.

    Tutto sommato il carabiniere alla USL ha fatto un buon lavoro…

  11. Alberto

    Proprio questo è il tema fondamentale, Francesco, però bisogna partire sempre dai dati reali, dai numeri; dico questo perchè quei numeri, se confrontati con con quelli relativi, degli altri paesi occidentali, chiariscono in maniera inequivocabile che tutte le storture, non possono che essere raddrizzate a partire da queste analisi. Come dice Luttwak, il capo della CIA prende un terzo di Manganelli, e dico io la Casa Bianca ha uno staff di 457 persone contro le 1089 del Quirinale (ricordo a memoria). Se non ci abituiamo, parlando di mentalità, a ragionare come il prof. La Serva, ed a chiedere conto degli abusi, nessuna regola cambierà mai. @Francesco_P

  12. Marco Tizzi

    @Laurent
    Ma c’è un livello di potere in più!!!

    Teorema di Tizzi: la libertà è inversamente proporzionale ai livelli di governo che hai sopra la testa e al numero di persone facenti parte ciò che cosideri la tua “società”.

  13. Alberto

    Concordo sul fatto che le aree non possono essere egualmente amministrate, almeno nelle regole che riguardano alcuni comparti particolari, ma anche qui, io dico che finchè non si analizzano i conti che sono in capo alle tasse e questi conti debbono essere esplicitati in modo chiaro ed esauriente ed analizzati in maniera differenziale, quelle regole particolari rischiano di creare quelle situazioni che tutti percepiamo, ma non tutti, anzi nessuno conosce realmente, in maniera da farci opinioni precise; vedi regioni a statuto speciale, se come è vero, nemmeno le società di rating internazionali, fino a pochi anni fa, assegnavano al debito siculo la tripla A.@Giorgio Andretta

  14. Massimo74

    @Marco Tizzi

    In realtà, tra gli economisti austriaci, solo Huerta De Soto è apertamente schierato in posizione pro euro, gli altri sono tutti molto critici sulla moneta unica e sopratutto sulla sua gestione da parte della BCE.Quello che economisti come Salin contestano è l’idea di tornare alle vecchie valute nazionali per poter svalutare e inflazionare senza affrontare i veri problemi (come il taglio radicale della spesa pubblica), ma cercando di nasconderli sotto il tappeto.Da questo punto di vista diciamo che l’euro, pur essendo avversato da quasi tutti gli economisti che fanno riferimento alla scuola austriaca, è comunque ritenuto un male minore rispetto all’idea di una valuta svalutata e iperinflazionata.

  15. Marco Tizzi

    @Massimo74
    Rileggi bene l’intervista.

    “non c’è nessuna crisi dell’euro. In Europa molti governi hanno accumulato dei deficit di bilancio significativi, e diversi tra loro non sono in grado di restituire i prestiti contratti con i relativi interessi.”

    Ah sì? e come mai la Spagna, che ha un debito inferiore alla Germania, è con le chiappe per terra? Come mai il Portogallo, che nel 2008 aveva i migliori conti di tutta Europa, che ha fatto tutte le riforme richieste dalla troika (inclusa tassazione da pazzi, per chi non avesse capito quali sono le famose “condizioni”) è vivo solo per gentile concessione tedesca? E l’Irlanda?
    La verità è che in questa crisi, fin dal 2008 in USA, l’unico stato che ha avuto un problema di debito pubblico è la Grecia, gli altri hanno tutti avuto problemi di debito privato.
    E perché mai?
    Perché gente come Salin e, peggio ancora, De Soto continua a non capire una cosa molto semplice: il sistema Stato-Banca Centrale-Riserva Frazionaria non funziona NEL SUO COMPLESSO e togliere la possibilità di monetizzare il debito pubblico, mentre si lascia una riserva del 1%, si aggiunge un livello di potere allo Stato e si salvano le banche per legge, non fa altro che peggiorare la situazione!
    Perché ti becchi l’inflazione e l’azzardo morale del sistema bancario E le tasse dello Stato.
    L’Euro ti pone di fronte alla scelta di Sofia: meglio la monetizzazione del debito pubblico o le tasse?
    Che è una scelta difficile, ma in un sistema che è COMUNQUE inflazionato e dove COMUNQUE non c’è libero mercato, allora penso sia meglio la monetizzazione del debito.
    O il default, che però NON è in agenda e NON succederà prima che tutto il patrimonio privato sia in mano dello Stato.

    L’intervista continua: “Non c’è un solo motivo per tornare alla moneta nazionale. Io non ero particolarmente entusiasta della creazione dell’euro, che ha distolto l’attenzione dei cittadini da problemi importanti come la riduzione delle tasse. Oggi però l’euro esiste e va mantenuto.”

    Al che rispondo con la risposta di Gary North a De Soto:

    garynorth.com/public/9702.cfm

    Fate morire l’Euro ORA!

  16. Matteo

    Ma stiamo ancora ad ascoltare gli “economisti” i “politici” le “agenzie di rating” l’economia odierna si basa su regole appesantite nei secoli insegnate da persone che magari le hanno solo studiate, si sono compiaciute della loro cultura e le hanno insegnate ad altri senza mai viverle sulla propria pelle. Regole create da pochi per soddisfare i pochi e rendere poveri i molti. ORA avremmo la possibilità e la tecnologia per migliorare il mondo, curare malattie, spostarci in modo pulito, migliorare la produzione di energia purtroppo mancano sempre i SOLDI per tutto. Certe cose non dovrebbero essere regolate da quanti soldi degli stupidi governi legati o istituzioni sovragovernative che regolano il nulla creato da loro. Stanno rovinando la vita di tutti con questi dannosi mercati e queste “vecchie” regole.

  17. John Law

    “La crisi specifica greca diventa crisi dell’euro nel momento in cui i governi pretendono a torto che venga esercitata la solidarietà tra i Paesi membri per il sol fatto che essi usano la stessa moneta.” E io, anzi, e noi dovremmo accettare un sistema anarco capitalista che baserebbe poi il welfare sulla stessa solidarieta’ che invece qui rinnega?

  18. Marco Tizzi

    @John Law
    John, un sistema anarchico non prevede gli Stati.
    Non prevede una mano superiore che regoli le cose.
    Come può prevedere una solidarietà tra Stati se non prevede il concetto stesso di Stato?

    Questo qui non ha capito nulla o fa finta di non capire.
    Leggiti bene il pezzo di Gary North che ho postato sopra.
    E’ molto chiaro, molto pulito e anche molto critico verso quegli “specchietti per le allodole” che mascherano dietro al “libero mercato” la volontà di un sovrastato tecno-burocratico che in realtà tutto regola e su tutto impone la propria volontà.
    Temo che questo Salin sia uno degli “specchietti per le allodole”. E purtroppo tra i cosiddetti “liberali” italiani ho il timore che molti, se non tutti, siano con lui.
    Sai com’è, la “libertà” è molto più comoda da difendere se diventa la mia libertà di imporre a te cosa devi fare.

  19. Francesco_P

    @Giorgio Andretta

    Giusto. Quantitativamente il SSN è la voce più rilevante fra ile diverse voci di costo dello Stato e presenta gravissime aree di inefficienza ed un’elevatissima penetrazione politica (nel senso deteriore del termine). Questo però non deve farci dimenticare di tante ed altrettanto importanti voci di sperpero pubblico che finiscono per rendere impossibile una diminuzione del carico fiscale e condizionare la libertà del mercato.

    Bisogna agire su più fronti in parallelo altrimenti non è possibile ridurre la pressione fiscale e portare dei significativi miglioramenti in tutte le aree che definiscono la “competitività” di una nazione. Senza condizioni favorevoli per le imprese e senza un mercato domestico in ripresa, nessuno, italiano o straniero, investirà in Italia. Gli investimenti servono come il pane perché le imprese hanno bisogno di innovazione mentre lo Stato ha bisogno di alienare beni pubblici per ridurre il debito-mostro.

    Purtroppo toccare l’SSN è molto impopolare perché nell’immaginario collettivo il cattivo trattamento della mutua rappresenta pur sempre un’ancora di salvezza in caso di malattia. Le assicurazioni private sono viste negativamente sia perché molto costose sia per gli atteggiamenti vessatori delle compagnie nei confronti dei clienti retail. Al contrario altri interventi possono essere accolti meglio se ben spiegati e motivati.

    BANALE ESEMPIO
    Non ho letto sondaggi in merito, ma dal mio piccolo e statisticamente irrilevante punto d’osservazione, ho riscontrato un favorevole accoglimento della privatizzazione di una o più reti RAI. La gente comune con cui ho occasione di parlare comprende benissimo che la RAI è un “buco nero”, significa una tassa iniqua in più (il canone) ed è consapevole che, mentre tutti i partiti vogliono la RAI per mangiarci sopra, mr. B non vuole un concorrente privato.

  20. @Marco Tizzi
    Ricordo bene che tu sia un anarchico “duro e puro”, quindi capisco. Questo Salin invece è un anarco-capitalista, e io non ho mai conosciuto un anarco-capitalista morto di fame, o povero, o che vivesse di stiopendio, o che solo abbia detto “finché non c’è lavoro di tempo libero ne ho purtroppo tantissimo” (fossi in te mi fischierebbero le orecchie). Quello che voglio dire è che, chissà come, questi economisti anarco-capitalisti sono tutti pieni di soldi.

  21. Marco Tizzi

    @John Law
    Leggiti Gary North. So che è lungo e magari nemmeno tanto immediato, ma QUELLO è un anarco-capitalista.
    E infatti ti spiega proprio esattamente parola per parola, anche con un caso storico importante (e forse imbarazzante per certa gente… che crede in certi nuovi guru), perché questi qui il problema del lavoro non l’hanno mai avuto.
    Più facile ciapà i dané da chi a parole combatti che lavurà. La terra l’è giù bassa, l’è dura, se fa fatiga.

    Questo non è un anarco-capitalista, è solo un bluff. Uno specchietto per le allodole. Un quaqquaraquà.
    Uno statalista qualsiasi.
    Solo che vuole che lo Stato siano lui, i suoi amici e quelli che li pagano.
    Ricordi Orwell? “Tutti gli animali sono uguali (ma alcuni sono più uguali degli altri)”. Ecco, questi sono i maiali di Orwell ne “la fattoria degli animali”.
    Quelli che in realtà vogliono portarci in “1984”. Sempre totalitaristi sono. E, per restare col grande britannico, “la resistenza al totalitarismo, sia esso imposto dall’esterno o dall’interno, è questione di vita o di morte.”

  22. nick1964

    @ Marco Tizzi
    Stavolta le tue sbrodolate contro l’articolo in oggetto hanno raggiunto livelli di confusione e partigianeria ai limiti del ridicolo.
    Forse perchè non ha tuonato anch’egli, come sempre fai tu, contro l’euro in sè e per sè, contro “l’Europa”, contro la Merkel ed il pericolo nazista?
    Salin afferma principalmente che:
    la gravissima crisi attuale non è provocata tanto dall’euro ma dai debiti degli Stati;
    che questi Stati adottano politiche in gran parte keynesiane e sbagliate;
    che invece si dovrebbe soprattutto abbattere la spesa pubblica e la tassazione.
    Quindi aumentare e “scatenare” la libertà economica degli individui e ridurre ai minimi termini quella dagli Stati.
    Si tratta di un puro e semplice PENSIERO LIBERISTA, quello che parte da A.Smith ed arriva alla famosa scuola austriaca, quello che penso da sempre anch’io; dov’è lo scandalo? l’inganno? lo “specchietto per le allodole”?
    Allora secondo il tuo delirio i liberisti non esistono veramente, sono imbroglioni e complottardi che puntano al totalitarismo, meglio se nazista naturalmente, così come i keynesiani, i socialisti, i comunisti, tutti insomma tranne gli onesti anarchici…
    Invece di consigliare letture agli altri è meglio che tu ti rileggi bene gli articoli che commenti e, dopo averli ben capiti, li critichi per quello che effettivamente dicono, non per quello che tu immagini che vogliano sottointendere.

  23. Marco Tizzi

    @nick1964
    Leggi bene Gary North, per cortesia.

    Uno che sostiene che non c’è la crisi dell’Euro e che non esiste nessun motivo per uscire dall’Euro è uno che vuole uno Stato più grande, più forte e meno democratico di quelli che oggi esistono (che sono già troppo grandi, troppo forti e troppo poco democratici).
    E vuole che questo sovrastato sia connviente, anzi sia un tuttuno, con il sistema finanziario. E che questa connivenza sia perpetrata, nel mezzo, dalla Banca Centrale.

    Questi “liberisti” non vogliono che gli Stati possano creare dal nulla la moneta, ma a loro va BENISSIMO che il sistema finanziario possa fare la stessa cosa, anzi ad un ritmo molto superiore, con i soldi della povera gente che è convinta di aver “depositato” i suoi risparmi, mentre invece li ha prestati ad istituti che possono farne tutto quello che vogliono, tanto non possono fallire per legge.
    Liberisti? Un par de palle. Questa è solo libertà di comandare.

    E Massimo ha ragione, sia chiaro: la stragrande maggioranza di chi oggi si richiama in qualche modo alla scuola austriaca è contrarissimo a questo Euro. Sa benissimo che la direzione è quella del Nuovo Ordine.
    Solo che, guarda caso, gli austriaci non se li caga mai nessuno tranne quei due che dicono che l’Euro è irreversibile.

    Specchietti per le allodole, confermo.

  24. Giorgio Azzalin

    Io che sono per evadere tutto quello che si puo ‘ da questo stato di ladri sarei per far una legge che dica ,ad un cittadino non si puo’ far pagare piu del 50% di quello che produce,nicludendo tutte le tasse che lo stato o altri enti possono inventarsi .Per chi evade in questo caso si partirebbe con un minimo di 10 anni di carcere.
    50% incluso IVA,marche da bollo .passaporto ,Irpef ,irap ……tassa sulle proprieta’ varie . Insomma il 50 % dovrebbe bastare anche ai comunisti no? troppe volte nella vita ho pagato piu tasse di quello che ho generato di reddito non ne posso piu’.Gli economisti dovrebbero almeno essere d’accordo su questo .

  25. nick1964

    @MarcoTizzi
    Il punto importante dell’articolo è la grave crisi attuale, e quindi le sue cause ed i migliori rimedi da adottare. Su questo Salin afferma verità sacrosante, che io condivido.
    Poi il tema dell’euro, e dell’obiettivo degli Stati Uniti d’Europa, e tutto quanto ne consegue, è altra cosa, sulla quale io ho idee molto simili alle tue.
    Il liberismo però è una teoria economica che pùo essere applicata, come molte teorie del resto, in modi assai differenziati, cioè con gradualità diverse, così a nazioni molto piccole come molto grandi, ed anche a Stati con gradi di libertà individuale abbastanza differenti. In ogni caso il liberismo non può che auspicare la massima libertà economica anche per i mercati finanziari, quindi anche per i vari soggetti PRIVATI che vi operano, quindi anche per gli speculatori più o meno “selvaggi” che siano; l’importante è che come per tutti gli altri mercati l’intervento della maledetta “mano pubblica” sia il più leggero possibile, meglio ancora se assente del tutto.
    E questo ad un anarchico non dovrebbe affatto dispiacere.
    P.S. Appena potrò darò un’occhiata a G.North.

  26. Marco Tizzi

    @nick1964
    Nick, cerchiamo di essere più realisti del re e più terra-terra del sottosuolo: se va avanti così, mi tocca davvero votare per il M5S. E a parte il referendum per tutto, il resto del programma fa acqua da tutte le parti, nonostante il Marxismo abbia comunque un suo qual valore intrinseco utopistico. Ma pensare che “nazionalizziamo tutto e mettiamo gente onesta onesta a gestire lo Stato” sia una soluzione mi fa rabbrividire.

    Però se il mondo liberale (uso questo termine perché “liberista” esiste solo in Italia e stiamo parlando di un francese) si propone con assunzioni che possono essere facilmente contraddette da un quindicenne con wikipedia, siamo fottuti. Davvero.

    Questo sostiene che:
    – non esiste una crisi dell’Euro, mentre tutti i Paesi occidentali in pesante recessione sono nella zona euro e la popolazione dei due maggiori paesi dell’eurozona è fermamente contraria all’Euro;
    – che siamo in una crisi di debito pubblico, mentre l’unico Paese che ha dovuto chiedere aiuti per problemi di debito pubblico è la Grecia che conta quanto la scorreggia di un’ameba in termini di economia mondiale;
    – che dobbiamo prendere ad esempio gli USA in quanto a mancanza di solidarietà tra Stati, mentre gli USA VIVONO di trasferimenti tra Stati. Perché se la California fa default, comunque la sanità, l’istruzione, i sussidi di disoccupazione li paga il governo federale;
    – che paragona un’azienda, che ovviamente non può scegliere le proprie entrate, ad uno Stato, che invece può imporre le proprie entrate con le armi finché il privato cittadini possiede qualcosa;
    – che mi dice che non si può uscire dall’Euro, ma che non bisogna alzare le tasse, quando invece sono le autorità europee che IMPONGONO tasse più alte (in Portogallo + 20% di aliquote, che ovviamente si sono risolte in +0% di gettito);
    – che mi porta ad esempio stati africani in pegging con l’Euro, quando il regime di cambi di fissi è quanto di più (ovviamente?) statalista e coercitivo si possa applicare, dato che si toglie la possibilità di libero cambio ai mercati.
    – che gli stati fanno deficit per praticare politiche Keynesiane, quando invece è palese a tutti che RUBANO e basta, senza se e senza ma, e che il deficit se lo infilano in tasca e stop.

    E se ci arrivo io che sono un coglione qualsiasi, ci può arrivare chiunque.

    Quindi sbandierare queste idee come “liberali”, per conquistare consenso, è una cagata pazzesca, per dirla con Fantozzi.
    Chi davvero si professa liberale deve porre al centro delle sue idee il cambiamento del sistema, perché questa è una crisi SISTEMICA (l’ha detto più volte anche Draghi) e non una crisi di debito.

    Qui alcune altre considerazioni sul tema, da parte di chi si presenta alle prossime elezioni:
    movimentolibertario.com/2012/09/un-partito-liberale-e-possibile/

  27. Marco Tizzi

    @nick1964
    P.S.
    Non volevo farlo, ma non son riuscito a trattenermi.
    Il prof. Salin è professore emerito all’Université Paris-Dauphine, un’istituzione pubblica francese.
    E’ uno statale, pagato (profumatamente suppongo, dato gli standard francesi) dallo Stato francese.
    Seriamente, può esso non essere uno statalista, vivendo di Stato?
    Vedi il post di John.

  28. Marco Tizzi

    @Giorgio Azzalin
    Che si debbano imporre in costituzione aliquote massime per tassazione su redditi, indirette e patrimonio (10%-10%-10%?) sarebbe cosa minimamente sensata prima di cominciare anche solo vagamente a parlare di pareggio di bilancio.

  29. Giorgio Andretta

    @Marco Tizzi ,
    finalmente ne ho avuto conferma!
    Qui si commenta per auto-compiacersi e non si legge quello che scrivono gli altri con la dovuta attenzione. Infatti, Giovanni Legge sostiene che lei è:”..un anarchico duro e puro…”, mai affermazione più lontana dalla verità.
    Gentilmente potrebbe indicarmi ciò che di buono il latifondista C.Marx ha trasmesso?

    @Francesco_P ,
    ho indicato la voragine più grossa quando mi son riferito al SSN, non volevo certo soprassedere a tutte le altre minori, è tutto da rifare, infatti la vulgata recita che:”Il rammendo è peggiore dello strappo.”
    Io propongo l’antropocrazia, altro non vedo in rete.

    @Alberto ,
    la superbia è stata la causa dell’allontanamento dal Paradiso Terrestre, essa contiene l’arroganza e la presunzione, sentimenti a cui sono avezzi i politici che sono dei falliti socio/economici, l’unico loro sbocco rimane la gestione della cosa pubblica, dal privato sono stati espulsi per manifesta incapacità.

  30. Giorgio Andretta

    @Marco Tizzi ,
    non può indicare Gary North! Così facendo lei suggerisce tutto ed il suo contrario.
    Perchè, pervicacemente, vuole farmi rientrare nella categoria dei tautologi?
    Non mi ha contraddetto quando ho sostenuto che la sinistra e la destra non esistono, ma che solo la prima impera.
    In anarchia non ci sono monete ma baratto, magari triarticolato, ci vuole coerenza, anche se all’H2O di rose.

  31. Giorgio Andretta

    @Marco Tizzi ,
    perseverare è diabolico!
    Mi sembrava di essere stato sufficientemente chiaro, visto anche le risposte di alcuni commentatori, su ciò che penso che sia “Rischio Calcolato”, Paolo Rebuffo ed i suoi sodali sono dei sepolcri imbiancati, è sufficiente andar leggere i miei commenti in quel sito, non cassati e quindi a testimonianza del modo di operare dei signori citati.

  32. nick1964

    @Marco Tizzi
    Alcuni assunti dai quali parti sono chiaramente sbagliati.
    – Se ci sono Paesi nella zona euro in pesante recessione, ce ne sono altri che non lo sono affatto, anzi continuano a crescere, come per esempio la Germania che è il più grande e potente Paese-euro; non ti viene il dubbio che la discriminante non sia affatto l’euro ma le singole politiche economiche adottate per decenni da ogni singolo Stato?
    – non solo la Grecia ma anche Spagna, Italia, Portogallo hanno gravissimi problemi di debito pubblico, e spread e tassi di interesse non fanno altro che misurarli. E ti informo che gli aiuti, anche se non chiesti formalmente, la BCE li ha già abbondantemente forniti immettendo liquidità ed acquistando titoli pubblici di Spagna ed Italia sul mercato, a loro vantaggio naturalmente, perchè in mancanza di queste operazioni/aiuti esse sarebbero già andate in default.
    – gli USA NON VIVONO affatto di trasferimenti fra gli Stati (ti confondi con nord e sud Italia…). I “trasferimenti” (mirati e limitati) certamente ci sono, visto che esiste lo Sato Federale, ma innanzitutto ci sono le imposte e le spese di ogni singolo Stato; quando uno di questi è in grossi guai ne rispondono in gran parte i suoi cittadini, con tagli delle spese locali ed aumenti delle tasse locali.
    – le autorità europee non impongono aumenti di tasse a nessuno. In alcuni casi lo consigliano o forse lo vorrebbero, ma comunque se un qualsiasi Paese presentasse a breve termine un bilancio in pareggio, vero e sostenibile, anche con solo abbattimenti di spesa, nessuno in europa avrebbe niente da dire. Anzi gli applausi sarebbero incontenibili!
    – le politiche cosiddette keynesiane sono le più amate e praticate dagli Stati europei ANCHE (ma non solo…) perchè consentono al potere pubblico di rubare di più e meglio.
    – una persona, un professore, può benissimo essere dipendente regolare dello Stato e professare qualunque idea economica, e/o politica, e/o sociale. Dipende solo dalla sua formazione e, a volte, dal suo coraggio.

  33. Massimo74

    @Marco Tizzi

    Porre un tetto alle aliquote non servirebbe a nulla, visto che i politici potrebbero facilmente aggirare il divieto costituzionale semplicemente aumentando la base imponibile sulla quale applicare quelle aliquote (magari riducendo le detrazioni o dichiarando indeducibili determinate spese).Molto meglio sarebbe introdurre un limite alla pressione fiscale generale (secondo me non dovrebbe essere più del 20% del PIL, ma mi accontenterei anche del 30% come in svizzera) e scrivere direttamente in costituzione che qualore tale limite dovesse essere superato, il contribuente può rifiutarsi di pagare QUALSIASI imposta senza incorrere in alcun tipo di sanzione sia di carattere penale che civile.Vedrai che a quel punto ci penserebbero mille volte prima di spendere e indebitare i cittadini come hanno fatto negli ultimi 40 anni.

  34. Marco Tizzi

    @nick1964
    – l’unico Paese nell’Eurozona che “cresce” davvero è la Germania. Ma soprattutto bisogna considerare una cosa fondamentale: quali Paesi stanno già applicando il fiscal compact? Quelli in recessione. Un caso? No, ovviamente, perché la spesa pubblica è una componente diretta del PIL, quindi se non fai deficit, o almeno ci provi, peggiori la recessione. Nel breve periodo anche se tagli le spese senza aumentare le tasse. Non è una questione di Keynesismo, è una questione di banalissime somme, perché è così che si calcola il PIL (cosa che io aborro). La discriminante è l’Euro, in particolare le imposizioni dell’Unione Europea per i Paesi che usano l’Euro;
    – la Spagna ha un debito pubblico inferiore alla Germania, Nick! Ma porca miseria, come si fa a dire certe stupidaggini! E anche il Portogallo quando ha chiesto aiuti aveva i conti in ordine, meglio della Germania anche lui!! Noi stiamo PAGANDO gli aiuti, non RICEVENDO gli aiuti. Il problema è che abbiamo deciso di farlo per via fiscale. Il nostro problema sono le tasse, non il debito! Le aste dei nostri titoli di Stato vanno sempre strapiene.
    – gli USA hanno uno Stato centrale che è un centro di spesa e di raccolta tasse, quindi NON può essere portato ad esempio come mancata solidarietà tra gli Stati perché NON è vero. Qualunque Stato americano se ne andrebbe domani se non fosse così, per quale assurdo motivo dovrebbe stare all’interno di un gigantesco sovrastato se dovesse essere completamente indipendente da un punto di vista fiscale? Questa è la grande bufala dell’Euro! Che non ha una sola ragione logica di esistere, così com’è!
    – MA COME FAI A DIRE CHE LE AUTORITA’ EUROPEE NON IMPONGONO TASSE!!!!!!!!!!!!!!!!!! Caspita, ma l’hai letto il memorandum della Grecia? Tu credi davvero che in Portogallo siano i politici portoghesi a fare le proposte di politica economica e la Troika che dice sì e no?!?!? Sono paesi COMMISSARIATI. Non decidono più nulla. Kaputt, game over! Ma secondo te perché Rajoy non vuole gli aiuti, perché è scemo? E Monti, perché non s’è buttato sui soldi freschi freschi della BCE, quelli che chi ha il salame sugli occhi tacciano di “azzardo morale”?!?!? Tanto azzardo che nessuno li vuole, chissà perché.
    – le “politiche Keynesiane” sono spesa pubblica, soprattutto in investimenti infrastrutturali, per aumentare l’occupazione. In Italia non le vedo da anni. Nel resto d’Europa i debiti pubblici arrivano soprattutto da salvataggi alle banche, altro che politiche keynesiane! Caspita, ma tutto il macello che è successo dopo il fallimento di LB ce lo siamo già dimenticati? Ma è possibile?
    – mi spiace, ma non credo che uno che si nutre alla mangiatoia dello Stato possa avere un giudizio distaccato e indipendente sullo Stato stesso.

  35. Marco Tizzi

    @Massimo74
    Hai ragione. Si potrebbe anche pensare che se il consuntivo supera il limite imposto l’eccedenza viene restituita. Nel resto del mondo è normalissimo restituire tasse pagate in più.

  36. Ale

    Secondo me’ questo Pascal Salin dice le cose giuste ma sull’ Italia mi sembra un po’ troppo ottimista. Dice che l’ Italia ha fatto ulcune cose buone ma Pascal Salin non conosce gli Italiani se no’ sarebbe meno ottimista.
    Noi Italiani siamo siamo un po’ Italioti

  37. Giorgio Azzalin

    @ Marco Tizzi Marco te lo puoi scrivere sul muro di casa “Il pareggio di bilancio non si raggiungera’ MAI!” e’ completamente inutile girarci intorno. Sarebbe come se io guadagnassi 1,000 euro al mese e avessi un debito di 100 milioni ! anche se gli interessi si abbassano e riesco a guadagnare 1.500 euro non c’e’ la faro’ mai . Sai cosa si fa in questi casi BANCAROTTA! brutta parola ma e’ la soluzione per queste situazioni. Chi avanza i 100 M smettera di truccare i suoi bilanci ,chi non puo pagare e si scanna per fare una cosa impossibile finalmente perdera tutto ma sara libero di ricominciare la vita .E la cosa piu bella e onorevole la smetteremo di ipotecare il futuro dei nostri figli e nipoti. La paura che abbiamo della bancarotta e la prova di quanto siamo codardi . abbiamo paura degli impatti negativi oggi cosi li lasciamo ai nostri figli .Passeremo alla storia come una generazione di minchioni .

  38. Giorgio Azzalin

    @Marco Tizzi parole belle o brutte il fatto e’ che purtroppo quando si cambia, si butta dalla finestra anche le cose buone cosi e’ la vita.Succede sempre nella storia ,Il duce fece un sacco di cose buone tutte regolarmente cancellate dalla Repubblica .E’ giusto che sia cosi , se si cerca di mediare alla fine non si combina nulla esattamente quello che l’italiano medio vuole oggi ….

  39. Marco Tizzi

    @Giorgio Azzalin
    Non mi so spiegato: è che purtroppo per non dire “bancarotta” continueranno a prendere dal privato finché possono.
    Poi diranno “bancarotta” e il privato non avrà più nulla.
    C’è il caso che a quel punto abbia un vago sospetto di essere stato fregato e reagisca con veemenza.
    Ma fino ad allora ringrazierà il cielo perché Monti concede sobriamente il bis (ergo: aspettatevi un altro -3% di pil anche per il 2013)

  40. Gianfranco

    Lo svantaggio di essere un ignorante, questa volta mi aiuta.

    Quello che c’e’ scritto in quell’articolo e’ banale, nella sua totale correttezza.
    1. non importa in che valuta si contragga un debito, perche’ debito rimane.
    2. l’intenzione dietro al ripianamento di un debito non e’ altruistica ma egoistica: qualcuno ripianera’ il nostro, un giorno. la scusa adottata e’ quella di aver la stessa moneta, ma e’ comunque una scusa.
    3. l’imposizione fiscale e’ indipendente dalla moneta.
    4. la buona gestione della moneta non e’ geografica (vedasi francia e satelliti).

    Bisogna. Smettere. Di. Spendere. Soldi. Che. Non. Si. Hanno.

    E’ cosi’ facile. 🙂

    Un salutone
    Gianfranco.

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