24
Set
2012

Ceto medio impoverito, colpe dello Stato, fermareildeclino!

L’Italia vive una paradossale condizione. In presenza di un’intermediazione pubblica del Pil altissima – se sommate entrate e spese pubbliche siamo al 99% del prodotto – la pervasività della macchina pubblica ottiene l’effetto di peggiorare la condizione del ceto medio. Un ceto medio a reddito sempre più basso, visto che nel 2011 quasi il 50% delle famiglie dichiarava di non superare i 1900 euro al mese di reddito. Vediamo qualche numero, cerchiamo di capirne il perché. E come uscirne, sia pure in pillole perché il problema è immenso.

Il reddito disponibile delle famiglie in termini reali è diminuito nel 2011 dello 0,6% per il quarto anno consecutivo, tornando ai livelli di dieci anni fa: in termini pro-capite esso è inferiore del 4% al livello del 1992 e del 7% sul 2007. In 4 anni la perdita in termini reali a prezzi 2011 è stata pari a 1.300 euro a testa e la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è passata dal 12,6 all’8,8%.

Negli anni 1992-93 la quota del reddito da lavoro dipendente sul totale del valore aggiunto era vicina al 47%. Dopo essere scesa di circa 5 punti fino ai primi anni Duemila, è poi gradualmente risalita, assestandosi nel 2011 intorno al 45%. Tra il 1993 e il 2011 le retribuzioni contrattuali sono rimaste immutate in termini reali, quelle di fatto sono aumentate dello 0,4 per cento all’anno. Ma il carico fiscale e contributivo corrente sulle famiglie è aumentato dal 28,5 al 29,3% del reddito e nel 2012 sarà oltre quota 30. Anche la composizione del reddito disponibile è mutata: è aumentata la quota delle retribuzioni (dal 39,4 al 42,8%), mentre sono fortemente diminuite quelle dei redditi da lavoro autonomo (dal 28,5 al 25,3%) e del reddito da capitale (dal 16,6 al 6,8%).

È aumentata molto, invece, la quota delle prestazioni sociali, dal 25,4 al 32% e non solo a causa della crisi degli ultimi anni. Grazie alla riduzione della propensione al risparmio, oltre 13 punti tra 1992 e 2011, e al supporto proveniente dai trasferimenti pubblici alle famiglie, gli indicatori di povertà relativa basati sulla spesa sono rimasti stazionari negli ultimi 15 anni, intorno al 10-11% della popolazione. Ma è una mezza illusione: col decremento dei redditi è scesa la soglia rispetto alla quale si calcola la povertà relativa. Al Nord l’incidenza della povertà era pari, nel 2011, al 4,9%, al Sud siamo a uno spaventevole 23%.

Con meno reddito, meno risparmio, più disoccupati e più trasferimenti pubblici, i consumi del ceto medio cambiano. Tra 1997 e 2011 è aumentata oltre il 6% la spesa per l’abitazione, come l’energia. Tutte le altre voci sono state compresse. Gli acquisti del ceto medio sono aumentati del 25% in 15 anni e sono ora più orientati verso prodotti non alimentari, con un forte incremento delle spese per affitto e utenze. Tra il 1997 e il 2010 si è deteriorata la situazione delle famiglie di maggiori dimensioni e di quelle con minori: sono quasi due milioni, il 18,2% i minori che vivono in famiglie relativamente povere, il 70% dei quali al Sud. L’incidenza della povertà è aumentata tra le famiglie di lavoratori in proprio e di operai, nonché dell’8% per quelle in cui convivono più generazioni: le famiglie con minori in cui sussiste tale convivenza sono raddoppiate rispetto al 1997 (oggi sono quasi il 15%) e tra di esse, l’incidenza della povertà è passata dal 18,8 al 30,3%.

Tre considerazioni sulle quali riflettere. Il primo problema è lo Stato. Aumento di tasse e contributi e utenze pubbliche – cioè della pretesa statale e locale – si aggiungono agli effetti della crisi del mercato, su minor reddito da lavoro per il maggior numero di disoccupati, e minor risparmio. Eppure la crescita da trasferimenti pubblici sul reddito delle famiglie è molto elevata. Il che significa che lo Stato insieme drena troppo, ma dilapida troppo perché non concentra affatto le sue risorse nel sostegno al bisogno sociale vero. I 513mila italiani che a pensioni retributive – idest a fortissimo premio sui contributi versati – superano i 4000 euro di pensione mensile pesano 9 miliardi e mezzo sul bilancio annuale previdenziale nazionale, ma fanno a pugni coi 7 milioni di anziani a 500 euro al mese e coi giovani lavoratori precari che la pensione a migliaia di euro al mese non l’avranno mai. C’è un enorme problema di giustizia distributiva intergenazionale – altro che diritti quesiti! – tra ir egali copiopsi di ieri e la povertà oggi e domani.

Il secondo problema è la curva demografica. In un decennio siamo passati da un rapporto di 97 ultrasessantacinquenni per ogni 100 meno che quindicenni, a un rapporto attuale di 144 a 100. In ultreriore rapido peggioramento (abbiamo superato il Giappone nell’ultimo biennio, come velocità di peggioramento del rapporto). O cambiamo scuola e istruzione dalle fondamenta, e vi abbiniamo un calo significativo del cuneo contributivo per i giovani e chi li assume al fine di alzare l’occupabilità nelle fasce giovanili rialzando poi i contributi nell’arco vitale, oppure solo immigrati a frotte potranno salvarci (nel censimento 2011 rispetto a 10 anni prima, il saldo positivo di 2,7 residenti è solo di immigrati).

Il terzo problema è che riforme di questa ampiezza a intensità implicano un paese fortemente motivato a sostenere chi le propone. Non a raccogliere facili consensi con parole d’ordine a effetto quali la patrimoniale o l’uscita dall’euro. Ecco a che cosa serve, www.fermareildeclino.it!

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46 Responses

  1. Marco Tizzi

    Oscar, ma non è che ha comprato un ipad? 🙂

    Non mi è sinceramente molto chiaro il discorso dell’incidenza dell’istruzione sulla curva demografica… Anzi, mi pare esattamente il contrario: più si è istruiti meno figli si fanno. Sbaglio?

  2. Sara

    Oscar, non si capisce nulla di quello che hai scritto, c’è qualche buon’anima che può rendere leggibile l’articolo? 🙂

  3. antonio

    ciao
    l’agenzia entrate sta’ inviando cartelle con sanzioni per il ritardato pagamento delle bollette telefoniche …….non credevo ai miei occhi……

  4. Enrica P

    Marco Tizzi :Oscar, ma non è che ha comprato un ipad?
    Non mi è sinceramente molto chiaro il discorso dell’incidenza dell’istruzione sulla curva demografica… Anzi, mi pare esattamente il contrario: più si è istruiti meno figli si fanno. Sbaglio?

    In effetti non è molto chiaro nemmeno a me.
    Quello che credo è che finchè la maggior parte degli imprenditori vedono i bambini come un problema perchè fanno andare in maternità le lavoratrici e non come un nuovo possibile “consumatore” (anche se questo termine non mi piace) a lungo termine, non si va da nessuna parte. Le cosiddette “politiche per la famiglia” a quando?. Forse esagero ma se andiamo avanti così l’Italia del futuro sarà destinata ad essere multi etnica ma di italiano avrà poco o niente.
    Ieri parlavo con un amico di Forlì. Lui casa di proprietà donata dal padre, operaio buon livello, lei in cassa integrazione stipendio € 1000,00 ora forse 800. Il Reddito totale, la casa fa reddito, li fa rientrare nella tariffa PIENA del nido comunale € 489 euro. Il nido è più etnico che multietnico, il rapporto di natalità guardando il loro nido è: 1 italiano a 2,5 di altre origini.
    Le pensioni le pagheranno gli extracomunitari con i loro contributi o giustamente vorranno portarseli in patria?

  5. Marco Tizzi

    @Enrica P
    Se guardiamo all’emigrazione italiana son più quelli che son rimasti dove sono emigrati di quelli che son tornati.
    Probabilmente la direzione sarà la stessa.
    E sinceramente a me interessa poco dell’etnia di chi mi pagherà la pensione, come del resto dell’etnia di chiunque faccia qualsiasi cosa, il problema è che temo proprio non ci sia nessuno a pagarmi la pensione.
    Non ci saranno più italiani?
    Per me non ci sono mai stati gli “italiani”, è un’invenzione come tante altre che ci propinano per giustificare il loro governo con l’imposizione delle armi.
    Come non esistono gli “europei” che ci stanno propinando.

  6. Giorgio Andretta

    @Marco Tizzi ,
    sono il più convinto ammiratore di Erode, per il primo commento, per quello che mi precede mi congratulo, rilevo che percorre la strada da me indicata sul commento da Ghoete a Madoff.

  7. Enrica P

    @Marco Tizzi
    Molto spesso la penso anche io come te, poi però mi prende un pò di saudade, se sei stato in Portogallo sai di cosa parlo: quella sensazione di nostalgia di un futuro già passato.
    Certo ma non credo che un cittadino extracomunitario possa avere lo stesso amore ed interessse ed attenzione per la storia d’Italia, i suoi monumenti, le sue vedute, la gente dei suoi ormai piccoli e quasi insesistenti borghi come un italiano, anche se a giudicare da come è messo il nostro patrimonio artistico mi sa che ormai sono rimasti in pochi pure gli italiani che se ne interessano.
    In effetti non ci sono stati gli italiani ma sempre i Piemontesi, i Lombardi, i Romani, i Siciliani, I Veneti, questi sempre poco però…..

  8. Giorgio Andretta

    Martedì scorso a “Ballarò” la ministro Fornero ha sostenuto che l’IMU è una giusta imposizione e la gente presente in studio ha applaudito in modo fragoroso.
    Mi piacerebbe chiedere a quelle menti sottili che si sono spese in un simile atto se sanno cosa sia un’unità immobiliare collabente.
    Grazie a tutti coloro che riterranno rispondermi.

  9. Marco Tizzi

    @Enrica P
    E invece no!
    I borghi italiani in possesso di giapponesi, inglesi, olandesi e tedeschi sono tenuti con un livello d’amore che noi ci sognamo.
    Fai un giro ad Apricale, per capire o a tanti posti in toscana.
    La vera Italia era quella dei Comuni: il momento più bello della nostra storia, che i periodi successivi cercarono di dinegrare in ogni modo perché stuzzicava istinti di libertà che dovevano essere soppressi sul nascere.

    Il problema è che il giorno che mi spiegarono che io stavo pagando le pensioni di oggi perché un giorno qualcuno avrebbe pagato la mia, io pensai “m’hanno solato anche ‘sta volta”.
    E’ stato un importante passaggio nell’evoluzione del mio pensiero, una vera e propria esperienza.
    rendersi conto ogni volta che loro ti fregano è fondamentale.

  10. Massimo74

    @Marco Tizzi

    Tranquillo, quelli della nostra generazione la pensione non la vedranno proprio.In compenso avremo la soddisfazione di aver lavorato per una vita per pagare le pensioni d’oro di Amato e Dini o le baby pensioni della moglie di Bossi e della compagna di Tremonti.I diritti acquisiti (della casta) non si possono toccare…

  11. Marco Tizzi

    @Massimo74
    Ho un anno meno di te Massimo.
    Sono stato spellato di tasse da sempre. Ho dovuto anche fare i debiti per pagare le tasse e ho ripagato anche i debiti.
    Ci dicono che siamo la prima generazione che starà peggio di quella precedente, la prima che avrà meno prospettive di quella precedente, la prima che ha le sfighe quella precedente non ha avuto.
    Saremo anche la prima che fa una rivoluzione in questo Paesuccio?

  12. CARLO GREZIO

    ATTENZIONE GIANNINO
    nel luglio 2010, proprio su questo blog, postavo un messaggio dedicato alla assoluta necessità di abolire le regioni per risanare l’italia.
    non mi seguirono in molti, ma evidentemente i tempi non erano ancora maturi.
    riproviamo :
    ABOLIRE LE REGIONI (sia a S.O che a S.S.)
    CONFERIRE LE DELEGHE LOCALI ALLE PROVINCIE, DOPO AVERLE RAZIONALIZZATE E NEL CASO RIDOTTE E AVER INSERITO LE GRANDI AREE METROPOLITANE.Riduzione del numero dei comuni sulla base di un minimo di 10,000 abitanti, (sparirebbero circa il 50% degli 8.000 comuni italiani).
    RITORNARE LE DELEGHE NAZIONALI AL GOVERNO CENTRALE.ISTITUIRE SOCIETA’ DI GESTIONE PER LE ASL.
    Pensateci un attimo : sparizione dei parlamentini regionali con tutte le inutili prebende a presidenti, deputati regionali, uffici regionali; espulsione dei dipendendenti regionali; chiusura delle ambasciate all’estero delle regioni: Potenziamento delle provincie e reale autonomia locale con controllo dell’operato degli eletti , possibile in un ambito provinciale, impossibile a livello regionale.OTTERREMMO EFFETTIVA DECETRAMENTO AMMINISTRATIVO , RIDUZIONE DEI COSTI, MIGLIORAMENTO DELLE PRESTAZIONI, SPARIZIONE DELLA IPOTESI FEDERALISTA COME GIUSTIFICAZIONE DI SECESSIONI O DISINTEGRAZIONE DELLO STATO UNITARIO.EFFETTIVA ALLOCAZIONE DELLE RISORSE SUI TERRITORI; costringeremmo i politici locali a non essere governatori ma gestori della cosa pubblica.Possibile riduzione delle tasse e miglioramento/abbattimento consistente della spesa pubblica per allocare dove serve (ricerca,università,istruzione etc).Possibile collegare il tutto ad una riforma elettorale e istituzionale con riduzione camere e diminuzione parlamentari.
    ATTENZIONE NON E’ FANTASCIENZA : LE REGIONI ITALIANE SONO AREE CON SCARSA POPOLAZIONE:SOLO 3 REGIONI SU 20 HANNO PIU’ DI 5 MIL.DI ABITANTI.COSTANO TANTISSIMO, NON FANNO NULLA, ACCUMULANO UN DEBITO ESORBITANTE ANNO DOPO ANNO.DOVE NEL MONDO BASTA UN SINDACO NOI ABBIAMO REGIONI, PROVINCIE, COMUNI…TUTTA FUFFA E SPESE INUTILI OLTRE CHE RIFUGIO DI CIALTRONI INEFFICIENTI.
    Questa sarebbe vero riorganizzazione dello stato su base locale se non ci fossero gli ottusi leghisti ad occuparsene, senza avere la minima cultura e competenza per farlo
    …ora i leghisti non ci sono più ma ottusi e ladri sono sempre al potere.

  13. francine

    I pensionati attuali quasi tutti giovani e molti con una pensione che a fine vita avra’ di gran lunga superato quanto versato stanno mantenendo figli e nipoti rimasti senza lavoro.Io ci vedo un chiaro nesso di quanto sia stato assurdo per anni promettere tutto a tutti.Ora stiamo ad iniziare a pagare il conto.E chi lo paghera’ piu’ salato saranno i giovani..

  14. Jack Monnezza

    I borghi italiani in possesso di giapponesi, inglesi, olandesi e tedeschi sono tenuti con un livello d’amore che noi ci sognamo.
    Fai un giro ad Apricale, per capire o a tanti posti in toscana.
    La vera Italia era quella dei Comuni: il momento più bello della nostra storia, che i periodi successivi cercarono di dinegrare in ogni modo perché stuzzicava istinti di libertà che dovevano essere soppressi sul nascere.

    Nulla di piu’ vero !
    I nostri bellissimi mille comuni pieni di meravigliosi palazzi, piazze, monumenti e giardini e civiltà.
    Testimonianza di un’epoca felice in cui facevamo a gara tra noi a spendere le ricchezze guadagnate con ingegno e lavoro e produttività. Senza politica industriale e sinergie e articoli 18 e necessita’ di nascondere a Befera il frutto del proprio lavoro.

    Nulla di più bello che andare in un borgo di Toscana o Veneto o Lombardia o Liguria, o un po’ dovunque, e scoprire un qualcosa di meraviglioso che non è neanche nelle guide turistiche perché c’è ne sono troppi, troppi…
    Si l’epoca comunale e’ stata la nostra migliore, tutti divisi e in competizione, ma i risultati sono stati magnifici…

    Questo e’ uno dei motivi perché le idee del primo Bossi mi sembravano tanto azzeccate per un Paese come il nostro.

    PS: credo che la Toscana ne abbia la più alta concentrazione ma qui sono di parte…

  15. Jack Monnezza

    @ Marco Tizzi

    “Il momento più bello della nostra storia”

    Nulla di piu’ vero !
    I nostri bellissimi mille comuni pieni di meravigliosi palazzi, piazze, monumenti e giardini e civiltà.
    Testimonianza di un’epoca felice in cui facevamo a gara tra noi a spendere le ricchezze guadagnate con ingegno e lavoro e produttività. Senza politica industriale e sinergie e articoli 18 e necessita’ di nascondere a Befera il frutto del proprio lavoro.

    Nulla di più bello che andare in un borgo di Toscana o Veneto o Lombardia o Liguria, o un po’ dovunque, e scoprire un qualcosa di meraviglioso che non è neanche nelle guide turistiche perché c’è ne sono troppi, troppi…
    Si l’epoca comunale e’ stata la nostra migliore, tutti divisi e in competizione, ma i risultati sono stati magnifici…

    Questo e’ uno dei motivi perché le idee del primo Bossi mi sembravano tanto azzeccate per un Paese come il nostro.

    PS: credo che la Toscana ne abbia la più alta concentrazione ma qui sono di parte…

  16. Jack Monnezza

    @Marco Tizzi
    @Enrica P

    I credo che gli Italiani ci siano ed eccome. Che poi si dividono in Piemontesi e Veneti e Siciliani e’ un punto di forza.
    È il sistema attuale che ci mette gli uni contro gli altri e rende possibili le evidenti storture e ladrocini attuali.
    Guardate i Piemontesi che nei primi 50 anni dell’Italia liberale e giolittiana riuscirono, in qualche modo, a trasformare un Paese di pezzenti e briganti in uno Stato industriale e moderno. Guardate gli emigrati italiani: il meglio dell’Italia, dovunque nel mondo, da dovunque siano partiti.

  17. Marco Tizzi

    @Jack Monnezza
    Di sangue son Toscano anch’io, ma davvero l’Italia, soprattutto medievale, è bella tutta.
    E poi, guarda, c’è una regola aurea: se un periodo storico non viene studiato a scuola oppure viene denigrato e additato come uno schifo, vuol dire che va approfondito perché di sicuro c’è qualcosa di interessante che ti vogliono nascondere.

  18. Jack Monnezza

    @Marco Tizzi @Enrica P.

    I credo che gli Italiani ci siano ed eccome. Che poi si dividono in Piemontesi e Veneti e Siciliani e’ un punto di forza.
    È il sistema attuale che ci mette gli uni contro gli altri e rende possibili le evidenti storture e ladrocini attuali.
    Guardate i Piemontesi che nei primi 50 anni dell’Italia liberale e giolittiana riuscirono, in qualche modo, a trasformare un Paese di pezzenti e briganti in uno Stato industriale e moderno. Guardate gli emigrati italiani: il meglio dell’Italia, dovunque nel mondo, da dovunque siano partiti.

  19. adriano q

    Problemi con l’editor di testo a parte,l’alpinista alle prime armi non può cominciare dall’Himalaya.Guardo con simpatia tutto ciò che appare nuovo ma la partenza mi sembra sbagliata.La rinuncia ad un leader non va bene così come le critiche feroci a quello appena tramontato.E’ più elegante non parlarne,povera croce rossa.Prima del difficile occorrono proposte più immediate e comprensibili all’elettore.Mi permetto un breve elenco di quelle che a me interesserebbero.Art.1 “la sovranità appartiene al popolo”,art.67 “ed esercita le sue funzioni con vincolo di mandato”,riforma della giustizia con elezione e rimozione dei magistrati ,numero dei parlamentari come in USA in proporzione alla popolazione,abolizione del finanziamento dei partiti,compenso per i rappresentanti omnicomprensivo senza aggiunte,legge maggioritaria con collegi uninominali a turno unico,referendum propositivo senza quorum,impegno nazional popolare a coinvolgere nelle decisioni che contano i cittadini.Il costo delle consultazioni è l’unico della politica che sono disposto a sostenere.Alcuni punti sono previsti nel programma a cinque stelle di cui non condivido quasi nulla ma per il solo fatto di proporre l’ipotesi referendaria il resto alla rovescia diventa digeribile,viste le pietanze avvelenate offerte dagli altri chef.Spero che il suo movimento introduca nel menù qualcosa di simile altrimenti per me sarà la solita aria fritta.

  20. Giorgio Andretta

    @Jack Monnezza ,
    il lupo perde il pelo ma non il vizio.
    Le avevo già raccomandato di trattare di argomenti di cui era a conoscenza e di non gravare oltre delle sue frustrazioni questo blog, ma lei imperterrito…….
    Da dove trae normalmente le sue informazioni? Dai fondi del caffè?
    Perseverare è diabolico.

  21. Stefano

    Si, certo, colpa dello Stato, ma anche colpa di noi classe media che abbiamo sopportato e nonostante tutto continuiamo a sopportare passivamente. Lo Stato e la sua burocrazia ci vogliono sudditi, servi e noi mugugnamo, ci lamentiamo, ma alla resa dei conti restiamo passivi.
    Essere cittadini e non sudditi vuol dire pretendere il rispetto dei propri diritti da parte dello Stato, in modo pacifico, ma fermo e chiaro, vuol dire non lasciare che lo Stato compia dei soprusi nei nostri confronti, non evadere, ma pretendere di pagare il giusto !!
    Prendiamo l’IMU: l’addizionale comunale pretesa dai comuni già per il 2012 è illegale visto che lo statuto
    del contribuente, L.212/2000 art.3, prevede che tale
    addizionale, deliberata nel 2012, possa essere
    applicata solo dal 2013 e nessuna successiva norma ha modificato o espressamente abrogato questo articolo di legge (unico modo previsto dall’art.1 della stessa legge per derogare alle norme dello Statuto).
    Basta accettare passivamente le violazioni dello stato di diritto da parte dello Stato.
    Diciamolo in modo forte e chiaro visto che pretendere giustizia è un diritto del cittadino e siamo cittadini, non sudditi !!!

  22. Giorgio Andretta

    @Marco Tizzi ,
    “Saremo anche la prima che fa una rivoluzione in questo Paesuccio?”
    A quando?
    Confido nella vostra volontà(sua e di Massimo74) perchè la mia l’ho compiuta nel ’68 che ritengo fallimentare nel suo complesso, infatti gli anarchici si lanciavano dalla finestra.
    Propongo l’antropocrazia proprio per non ripetere gli errori, diversamente mi assimilerei a Jack Monnezza.

  23. Enrica P

    Marco Tizzi :@Enrica PE invece no!I borghi italiani in possesso di giapponesi, inglesi, olandesi e tedeschi sono tenuti con un livello d’amore che noi ci sognamo.Fai un giro ad Apricale, per capire o a tanti posti in toscana.La vera Italia era quella dei Comuni: il momento più bello della nostra storia, che i periodi successivi cercarono di dinegrare in ogni modo perché stuzzicava istinti di libertà che dovevano essere soppressi sul nascere.
    Il problema è che il giorno che mi spiegarono che io stavo pagando le pensioni di oggi perché un giorno qualcuno avrebbe pagato la mia, io pensai “m’hanno solato anche ‘sta volta”.E’ stato un importante passaggio nell’evoluzione del mio pensiero, una vera e propria esperienza.rendersi conto ogni volta che loro ti fregano è fondamentale.

    Io non mi riferivo a Tedeschi, Olandesi, Giapponesi, Inglesi…ma ad altre nazionalità.

  24. Mauro

    Egr. Oscar Giannino, La seguo con interesse in ogni sua apparizione televisiva reputandola una persona con le idee molto chiare e dal linguaggio lontano dal vecchio “politichese”. Vorrei sottoporLe una mia idea che da un po’ mi gira nel cervello, premettendo che l’economia è forse la materia più lontana dai miei interessi essendo un professionista del settore tecnico: io proporrei di “congelare” gli interessi dei titoli di Stato per diciamo un anno, dato che penso che i piccoli risparmiatori non li usano per “campare”, mentre i grossi gruppi industriali e finanziari li impiegano a scopo speculativo per far fruttare ulteriormente i loro utili d’impresa. Non sono riuscito a reperire i dati numerici per abbozzare un’ipotesi di calcolo in tal senso e mi rendo anche benissimo conto di quanto questa proposta potrebbe susscitare polemiche e venire bollata come “fascista”. Gradire, se possibile, avere un Suo commento a riguardo. Grazie e buon lavoro. Mauro ALFONSO

  25. fra

    Io inizierei ad occuparmi dei mercati. Prima vengono regolamentati e resi funzionanti meglio è. Per quanto riguarda la curva demografica se credete di doverla adattare in base ai numeri da recuperare state ancora scavandovi la fossa sotto i piedi. Il processo dovrebbe essere l’inverso, correggendo i conti cambiate la distribuzione demografica visto che questi numeri sono stati causati dalla cattiva gestione economica del passato. Ed è lo stesso problema del debito pubblico; senza recuperare quanto è stato portato in paradisi fiscali attraverso spesa pubblica, incentivi e inefficienze (per non dire peggio) sarà impossibile riprendersi. In termini reali è già possibile osservarlo e sarà peggio in futuro in piena recessione mondiale.

  26. Marco Tizzi

    @Enrica P
    Non facciamoci infatuare da questa caccia all’Islamico. O al cinese o a chicchessia.
    C’è solo gente che più di altra è pronta ad imbracciare le armi per inseguire un leader e gente che invece ha capito che seguire un leader è un errore. Non conta che siano “italiani” (no, Jack, non esistono. E’ una sovrastruttura che hanno inventato per creare un centro di potere su 60 milioni di persone) o cattolici o ortodossi, ebraici, animisti, bianchi, neri, gialli, verdi o blu.
    Conta che si rendano conto che nessuno deve mettere loro i piedi in testa, sia esso il loro leader religioso, politico, un giornalista o un urlatore qualsiasi.
    E, sinceramente, non mi pare glielo si stia insegnando.
    Mettiti nei panni di un nordafricano immigrato che ascolta un telegiornale in questi giorni. Non ti verrebbe da chiederti “caspita, ma questi vengono ad insegnare a me la libertà e il rispetto, mi dicono che la mia religione è violenta, che le persone devono essere libere di esprimersi e di dire quello che vogliono e poi si fanno rubare i soldi dalle tasche senza nemmeno protestare?”
    Se fossi oggi un immigrato in Italia, sarei molto sconcertato da questi “italiani”.
    Non credo li prederei ad esempio.

  27. michele

    Mi sto rendendo conto, ogni giorno sempre di più, che sono gli italiani il vero problema del paese
    Sono d’accordo con quasi tutto quello che dice OScar, ma non vengono mai approfonditi due grossissimi problemi d’Italia
    1) la corruzione
    2) l’evasione fiscale
    E che non mi si venga a dire che che sono le tasse troppo alte…

  28. Enrica P

    @ Marco Tizzi

    Hai travisato quello che ho detto.
    Allora cerco di essere più chiara: non discrimino le persone per la loro religione. Dico solo che di questo passo i figli nati da coppie italiane saranno sempre meno, il che si traduce in sempre meno consumatori e persone che capiscono il carattere e il sentimento italiano per il ormai quasi scordato “bel paese”.
    Gli extracomunitari che arrivano da noi provenienti dal nord centro sud africa o est europeo hanno ben altre necessità da risolvere rispetto a quella di apprezzare mantenere ed divulgare le bellezze italiane, siano esse riguardanti beni ambientali, beni storici, usi costumi, buona cucina, vita all’italiana insomma. Un altro consumismo se vuoi.
    Quindi abbi pazienza se dico che prima o poi con questo andamento l’Italia sarà Multietnica Sì, senza la sua etnia e questo un pò mi dispiace.
    Tradotto in termini economici significa anche che i “CONSUMATORI” non sono tutti uguali, e scusa se quando vedo la saracinesca di un negozio di abbigliamento o di alimentari del centro abbassata e al suo posto un negozio “COMPRO ORO” mi rattristo e non poco.
    Non è colpa degli extra comunitari, ma di una natalità Italiana che è da 20 anni che non cresce, e i motivi li conosciamo bene ormai tutti.
    Il take away, il LIDL, e compagnia bella te li lascio volentieri.

  29. Enrica P

    E se tu fossi un immigrato che arriva da un paese dove se guardi dalla finestra con un binocolo salgono su e ti sequestrano il binocolo, non saresti tanto sconcertato da questio italiani ma penseresti ai c…i tuoi e a mantenerti come meglio riesci, senza delinquere magari.

  30. nick1964

    @Adriano q
    Quasi tutte le tue proposte mi trovano pienamente d’accordo; speriamo che Oscar G. ed i “suoi” le adottino tutte.
    @Jack Monn.
    Riguardo alla formazione di uno stato industriale e moderno, meglio stendere un velo pietoso. Certo il compito era improbo, e non furono certo aiutati dai meridionali pezzenti e briganti; ma qualcosa di meglio si poteva e si doveva fare.
    Sugli italiani emigrati all’estero, ci sono stati grandi successi ma anche qualche “buco nero”; la Mafia americana ti ricorda niente?

  31. b&b

    Il caso Lazio non è che l’ulltimo di molti esempi fin troppo chiari: il blocco sociale “pubblico” , si sta divorando il Paese! Non ci vuole molto a capirlo. Nel corso dei decenni si è creata una situazione assolutamente anormale e sproporzionata dove chi ancora produce qualcosa di utile e concreto è al servizio di questo blocco sociale in tutte le sue forme e articolazioni. Ciò che emerge quando emerge è solo frutto di sbandate, di esagerazioni, di lotte interne grossolane, di guerre tra istituzioni, il peggio è ciò che non emerge, quel che quotidianamente avviene La Polverini ha fatto un bel gesto ma quel che ne sta seguendo sono valanghe di ipocrite posizioni dal Pd all’ Udc al Pdl, all’Idv. Una nausea a sentirli parlare! Caro dott Giannino qui non si tratterebbe di fermare il declino ma di far cessare questo scandaloso casino! Francamente credo che come la storia spesso insegna cesserà solo con una implosione disastrosa.

  32. Marco Tizzi

    @Enrica P
    La colpa delle serrande chiuse è dello Stato e delle sue tasse, di nessun altro.

    Chi oggi viene qui senza consocere e apprezzare la bellezza italiana perché deve pensare a procurarsi da magnare, se glielo consentiremo diventerà più colto (senza bisogno della scuola), più benestante e imparerà ad apprezzare ciò che alcuni di noi già apprezzano (e che invece molti guardano con indifferenza).

    Il problema è che invece se ne andranno a gambe levate se continuiamo così.
    E resteremo qui, vecchi decrepiti, con una generazione che non è mai riuscita a cominciare a lavorare e che quindi non saprà come fare.
    Questo è il tragico destino che ci aspetta se non diamo una svolta.

  33. Roberto 51

    @CARLO GREZIO
    Bravo Carlo, questo è un tema importante.
    Da molto tempo la penso anch’io come lei tempo e sono contento di vedere che l’idea sta prendendo piede.
    Mentre bene o male lo stato e i comuni stanno tentando, più o meno, di rientrare in una logica di spesa quasi normale, le regioni sono del tutto fuori controllo.
    Vanno abolite immediatamente: non rappresentano nulla, sono solo un intralcio burocratico alla vita dei cittadini e allo sviluppo delle imprese e un formidabile centro di sprechi e mangerie.
    Giannino, metta l’abolizione delle regioni al primo punto del suo programma, avrà un sacco di voti. Grazie.

  34. Jack Monnezza

    @nick1964

    Contentiamoci un pochino !

    I piemontesi non furono malaccio nei primi anni dell’ Italia Unita. Rispetto a cosa e’ venuto dopo…

    La mafia, nel suo settore, e’ stata leader indiscusso per organizzazione e produttività. In pochi altri settori il Made in Italy ha primeggiato in questo modo. Anche li’ però sembra che bisogna fermare il declino. Sembra che russi e cinesi stiano prendendo il sopravvento…

  35. Nicola

    I problemi sono immensi… dice bene. La sua conclusione del pezzo, in verità quasi un vicolo cieco, narra della necessità per attuare le riforme, di “un paese fortemente motivato a sostenere chi le propone”. Scusi, e chi sarebbe questo “chi” da sostenere?
    Sono mesi che lei denuncia nelle sue trasmissioni, in modo robustamente argomentato, la gravità della nostra situazione economica e politica. Ma negli ultimi tempi, oltre le chiappe sode e sfrontate della Minetti, altre tre o quattro notiziòle mi hanno colpito: ENI emette dividendi per 4 miliardi di euro; il governo agevola le perforazioni petrolifere esplorative (mi pare sia scritto così) un po’ in tutta italia e pure vicino alle coste; blocco governativo alla possibilità di commercializzare delle sementi “tradizionali”e “non trattate” in luogo di quelle delle multinazionali tipo Monsalvo (a strozzare una cosa già morente qui nel SUD ..l’agricoltura); la pubblicazione di una ricerca francese sulla “grave tossicità” dei cereali OGM (Sempre tipo Monsalvo).
    Dietro il tanfo insopportabile che si alza dal letamaio che si scoperchia in questi giorni (pure lei lo definisce un pò così ), dietro le incredibili, oscene appropriazioni di denaro pubblico che questa classe politica fa’ da alcuni decenni, vedo con triste rassegnazione, la più grande e grave colpa di costoro: lasciare in mano ai grandi monopolii italiani e alle multinazionali la possibilità di fare man bassa di questo paese. Perché corrutibili, incapaci. E la ricchezza si concentra in poche, sempre più avide mani.

  36. Claudio Di Croce

    @Giorgio Andretta
    Sulla tv di Stato, che ha un deficit di duecento milioni di euro nonostante il canone pagato dai sudditi,una trasmissione come Ballarò dovrebbe essere pagata non dagli utenti ma da PD ,IDV,SEL,UDC, come il suo conduttore che, da buon sinistro, ha un compenso astronomico.Ovviamente il pubblico è una curva di sostenitori dell’impostazione politica del programma.
    La cosa migliore è non guardare quella trasmissione .

  37. Stefano Zaccaria

    Ho scritto a diversi quotidiani nazionali a più riprese e sotto diversi direttori, di dedicare una pagina ai lavori del Parlamento dell’Unione Europea per conoscere le disposizioni allo studio e quelle varate e come votano i vari rappresentanti italiani e quali proposte fanno. Quando andiamo a votare per il rinnovo di quel parlamento non abbiamo nessuna informazione su cosa proporranno i nostri rappresentanti e quindi si vota con la logica delle elezioni nazionali. Non ho mai ricevuto risposta nè mai è stato fatto qualcosa del genere in modo sistematico. Allora mi appello a lei affinché questa esigenza di democrazio e di trasparenza e di correttezza venga divulgata, semprechè lei sia daccordo, naturalmente! Se l’appello sarà senza esito come temo, lei potrebbe supplire con la sua trasmissione “9 in punto la versione di Oscar” dando , magari una volta al mese, un po’ di informazioni in proposito.
    Grazie
    S.Z.

  38. Stefano Zaccaria

    Stefano Zaccaria :
    Ho scritto a diversi quotidiani nazionali a più riprese e sotto diversi direttori, di dedicare una pagina ai lavori del Parlamento dell’Unione Europea per conoscere le disposizioni allo studio e quelle varate e come votano i vari rappresentanti italiani e quali proposte fanno. Quando andiamo a votare per il rinnovo di quel parlamento non abbiamo nessuna informazione su cosa proporranno i nostri rappresentanti e quindi si vota con la logica delle elezioni nazionali. Non ho mai ricevuto risposta nè mai è stato fatto qualcosa del genere in modo sistematico. Allora mi appello a lei affinché questa esigenza di democrazia , di trasparenza e di correttezza venga divulgata, semprechè lei sia daccordo, naturalmente! Se l’appello sarà senza esito, come temo, lei potrebbe supplire con la sua trasmissione “9 in punto la versione di Oscar” dando , magari una volta al mese, un po’ di informazioni in proposito.
    Grazie
    S.Z.

    Naturalmente il messaggio era rivolto ad Oscar Giannino

  39. Giorgio Andretta

    @Claudio Di Croce ,
    lei potrà girare con il paraocchi, diversamente il sottoscritto si tuffa anche all’inferno per aver contezza diretta, altrimenti devo vivere di “fede”, non rientra nei miei fondamentali.
    Se avesse seguito i miei commenti non mi avrebbe proposto la sua riflessione, sono con tutto me stesso contro la RAI e tutte le organizzazioni ed istituzioni in genere.
    Altrimenti che anarchico sarei?

  40. sergio

    Caro Oscar Giannino
    le scrivo qui ma non su questo tema. Ascolto sempre con interesse la sua trasmissione su radio24 e quasi sempre sono d’accordo con Lei. Se le scrivo è perché l’ultima volta non lo ero.
    Lei ha sostenuto che conti alla mano la privatizzazione dell’acqua in Italia è necessaria perché i 60 MLD lo Stato non li ha e che questo permanere dell’acqua pubblica in Sicilia favorisce la Mafia
    Alcune considerazioni
    1) Che lo Stato Italiano non abbia soldi nel breve periodo non ci sono dubbi, ma gli investimenti sull’acqua non sono cosa di breve periodo
    2) Nel medio lungo lo Stato i soldi li ha eccome se la smette di rubarli (cfr. Corte dei Conti che afferma che la corruzione in Italia vale 60 MLD (ma tu guarda)
    3) Lo Stato è presente nell’economia italiana troppo e male ma ci sono punti fermi che non possono e non devono essere privatizzati e questo sono le infrastrutture per i servizi primari (trasporti, energia, acqua, ospedali) e ovviamente istruzione ed esercito. Le ragioni di questo sono due, primo, le succitate infrastrutture non possono essere create in concorrenza e quindi non ha senso che siano private, secondo sono troppo importanti peri cittadini i quali, visto che li hanno pagati profumatamente (20% medio di sovrapprezzo corruzione) hanno il sacrosanto diritto che su questi non si generi profitto alcuno.
    4) Se si privatizzasse sicuramente l’azienda che si assicurerebbe la fornitura dell’acqua in Sicilia sarebbe nelle mani della mafia
    5) Proprio in Sicilia lo stato potrebbe dare una dimostrazione di forza, con un intervento straordinario di riordino degli acquedotti e la gestione straordinaria direttamente gestita da Roma e magari difesa dall’esercito, questo sarebbe il primo passo per un attacco serio al radicamento mafioso in quella regione.
    Insomma lo Stato deve essere poco presente nell’economia ma deve detenere i servizi essenziali purtroppo in Italia è tutto sbagliato.

  41. patrizia

    Senta Giannino,
    politicamente siamo su sponde opposte, ma devo ammettere che lei è una persona in gamba. Perciò mi permetto di commentare e fare una segnalazione.

    Sto ascoltando ora la sua trasmissione (1-10-2012) e il supporto psicologico all’imprenditore disperato.
    Balle.
    Mi meraviglio di lei.
    Io non faccio parte della categoria degli imprenditori, anzi potrei essere considerata la casalinga di Voghera, ma penso che l’imprenditore cerchi soluzioni pratiche. Questo pietismo spicciolo io non credo possa servire a molto. La luce n fondo al tunnel la possono vedere se, per esempio, riescono ad avere quel prestito che la banca non offre.

    Ebbene, questa è la segnalazione:
    lei ha mai sentito parlare di Zopa, prestiti tra privati?
    Io ho seguito per un po’ la vicenda perchè avrei voluto partecipare ma le banche hanno fatto prima e hanno bloccato l’operazione.
    Ora, io capisco che ci sono delle leggi da rispettare e le banche da tutelare, ma altrove in Europa, se non erro, la cosa funziona senza problemi.
    Anziché mettere denaro sulla banca etica che decide per te, anziché fare elemosina a onlus che succhiano soldi dallo Stato (e sono i nostri e non si capisce perché si devono frammentare in mille per la stessa cosa – si capisce, si capisce – ) anziché finire nelle mani degli strozzini…… Zopa mi sembrava il posto giusto dove sapere che i miei soldi servissero davvero a qualcuno per qualcosa. Quantomeno a evitare suicidi. Che non mi pare poco.

    Si documenti su Zopa, io sono rimasta affascinata da un’idea così semplice ed efficace.
    A me piacerebbe tanto che si bloccasse l’usura legalizzata della banca, non perché ci sia passata, ma perché è criminale spingere persone al suicidio per prestiti mancati anche di entità limitata (intendo sotto i 100mila euro)

    La ringrazio dell’attenzione
    Patrizia

    p.s. so che è in piedi anche un’altra iniziativa (non credo sia ancora avviata) ma in quel caso chi dà prestiti è lo stesso imprenditore ad altri, ed è associato in questa specie di banca.
    Purtroppo in questo caso io, “casalinga di Voghera”, non potrei contribuire

  42. VALTER

    caro oscar, ho ascoltato la tua analisi relativa al fatto che il governo berlusconi, anzi i governi berlusconi hanno accumulato giornalmente piu debito pubblico rispetto ai vari governi della sinistra.
    Pero’ tu dovresti approfondire meglio la questione perche secondo quello che ho visto io la cosa puzza un po’
    Sappiamo bene che la sinistra è fatta di facinorosi, sappiamo bene che quando ci sono le elezioni, quelli della sinistra non disdegnano di annullare piu facilmnente voti di destra che non quelli della sinistra.
    Cosi in relazione alle spese pazze del governo Berlusconi io ho sentore che tutti quelli della pubblica amministrazione abbiano per cosi dire infierito. per fare degli esempi, portavano a casa di tutto, penne, cancelleria,manomettevano sedie, suppellettili, impianti idraulici, elettrici, telefoni, condizionatori, fotocopiatrici, ect, e questo a tutti i livelli dal livello piu basso che poteva essere un danno relativamente piccolo fino al piu alto dirigente che di mezzi per fare danni ne aveva molti
    Quindi se tu potessi vedere quali tipi di spesa si sono incrementate durante i governi Berlusconi, scoprirai se cio’ era dovuto a spese del capo (berlusconi) o spese dei dipendenti pubblici, tutti o quasi preoccupati di mandare a casa un capo che non era loro gradito, perche cercava di diminuirli e di farli lavorare di piu’: quelli della sinistra ricordati Oscar sono terribili e agiscono come un corpo unico, perche per loro è una religione
    Un caro saluto e se ti presenti alle elezioni del 2013 io ti voto
    valter

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