16
Set
2012

Vecchie abitudini, inevitabili sfide — di Davide Grignani

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Davide Grignani.

Joaquin Almunia, durante il seminario a Cernobbio della European House-Ambrosetti, ha detto “sì, è vero, i contribuenti europei hanno sofferto per pagare più tasse usate per la ristrutturazione finanziaria del sistema bancario in pericolo, ma ora si ritrovano con banche più solide a cui si potrà chiedere di sostenere e finanziare i nuovi progetti ed i nuovi investimenti europei…”.

Il dottor Almunia non sta certamente parlando dell’Italia: le imposte e tasse italiane, caricate in misura straordinariamente iniqua su una base di contribuenti onesti ormai dissanguati, sono servite e tuttora servono non per sostenere le banche: i “Tremonti bond” sono stati infatti l’unico vero e marginale aiuto dei contribuenti alle banche del nostro paese, oggi restituito in gran parte con lauti interessi ad esclusione degli “special case” di BPM e Monte Paschi). Le tasse in Italia fanno soffrire milioni di “onesti” per alimentare sia il moloch della PA italiana (che non ha affatto capito la velocità e l’entità della correzione necessaria per ridare speranza alla nostra economia reale), sia le popolose fasce di benestanti “disonesti”.

Sì perché mentre a Cernobbio si è discusso di agende “haute de gamme” a livello planetario, intercontinentale ed europeo, in Italia la “continental divide” tra le componenti “oneste” e “disoneste” del paese si sta radicalizzando ed approfondendo.

Il governo Monti ha infatti – oltre alla discontinuità profonda con i suoi predecessori e le molte cose positive già messe in opera – commesso seri errori sui blocchi di partenza:

  1. Ha impaurito e punito “gli onesti” aumentando istantaneamente la pressione fiscale sui lavoratori dipendenti, sulle famiglie, sui consumatori, sui risparmiatori spegnendo così la fiducia e le poche aspettative residue di ripresa e scatenando l’accelerazione della dinamica recessiva. I consumatori spaventati hanno ridotto ulteriormente la spesa già sacrificata; gli imprenditori – salvo gli esportatori – non hanno più avuto ragioni per investire. Per far ciò – in nome di una presunta equità (termine mediatico bistrattato ed abusato) – è stato utilizzato il peggior “Fisco” immaginabile: si sono stressati “gli onesti” con un rapporto aggressivo e incivile, utilizzando ancora la trappola della retroattività, ignorando apertamente i principi costituzionali di tassazione basata sulla capacità reddituale e l’uguaglianza di trattamento.
  2. Non si sono attaccati i “disonesti” nei loro bunker:
  • A) La Pubblica Amministrazione continua la sua corsa verso il burrone creando ogni giorno la sua autogiustificazione con milioni di ruoli e funzioni improduttivi e parassitari, non trasparenti, non produttivi, senza rendicontazione e omogeneità con nessun altro paese al livello delle nostre ambizioni. Gestisce più del 52% del PIL nazionale con una produttività inesistente e oltre 10 milioni di famiglie che godono – direttamente ed indirettamente – di un benessere artificiale.
  • B) La pervasiva e radicata evasione fiscale: intere fasce di popolazione e regioni d’Italia funzionano “cash only” in modo sfacciato. Non si usano i bancomat, si pubblicano su internet e giornali annunci che offrono servizi turistici ed affitti “cash only”, e così via. Non occorrono generali, colonnelli e le pistole della GdF per introdurre l’obbligo delle moneta elettronica per tutti e tutto (si sta facendo una fatica enorme per varare la soglia dei 50 euro quando in Italia circolano l’80% delle banconote da 500 euro), per varare un’agenzia delle entrate non militare, civile e consapevole del corretto rapporto col contribuente, che inviti TUTTI i produttori di redditi “autonomi” ed imprenditoriali ad incontrarla e a decidere insieme un equo e semplice “forfait” annuale di contributo alle tasse nazionali. Allora si convertirebbe la banconota da 500 nella ben più utile banconota da 1 euro!
  • C) Last but not least, non si sono azionate le faraoniche risorse umane di ordine pubblico per un massivo recupero sociale e civile delle regioni del Sud dove oggi in Italia (e non solo nel sud) lo Stato è palesemente battuto dalla criminalità organizzata che – oltre a controllare fisicamente il territorio – controlla una liquidità e capitali enormi esentasse e molto più’ redditizi delle forme di investimento legali.

Solo quando questi inique storture della nostra democrazia saranno affrontate, gli italiani “onesti” alzeranno il capo e riprenderanno a sentirsi vivi e con un futuro meritevole di essere sfidato. La nuova classe politica che deve dirigere il nostro paese dovrà lavorare sui precedenti punti con fermezza e decisione quasi “rivoluzionaria” e sfide storiche da superare. La cosa non passerà inosservata fuori dall’Italia e l’energia della nostra gente, soprattutto dei nostri giovani, non tarderà a sprigionare la nuova crescita.

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6 Responses

  1. Ivan Cutelli

    Concordo su TUTTO. Complimenti per la lucidità dell’analisi e la qualità del testo. Aggiungerei soltanto una cosa, a monte di tutte le considerazioni esposte: la responsabilità dei mali che ci fanno essere – di fatto – un paese arretrato e disperato, si chiama politica, un Leviatano che pervade e controlla ogni asset sociale ed economico. Dobbiamo ridurre i poteri della politica, esautorandola dell’attuale influenza che ha sull’economia: controlla tutte le grandi aziende, piazzandoci politici trombati, amici, amanti e parenti e selezionando i fornitori in base a scelte mafiose. A destra e sinistra. La politica deve curarsi di 4 cose (più una): la previdenza, l’istruzione, la sanità e i trasporti. Più la Protezione Civile, con un fondo di garanzia per intervenire sugli eventi catastrofali. Stop. Ce n’è abbastanza per lavorare giorno e notte, se lo si fa sul serio…

  2. Marco Maria

    Se Lei avesse carta bianca nell’applicare quello che pensa e scrive ,sarebbe un’ottimo Ministro dell’Economia, serio e determinato. Glielo Auguro vivamente! Saluti.

  3. Jack Monnezza

    Concordo in pieno.

    Vorrei solo enfatizzare – probabilmente ripeto una cosa che sanno gia’ tutti – che in certe regioni del Sud lo Stato non batte l’evasione perché, forse,  e’ parte integrante dell’evasione.

    L’estate passata sono stato, di passaggio qualche giorno, in un paio di queste strutture cash-only, da lei menzionate, che operano completamente alla luce del sole e dove tutti sono “ospiti/amici” del proprietario. Indovinate chi mi ha indicato la strada e raccomandato la struttura: un maresciallo dei carabinieri e un vigile urbano locale. Che siano soci/parenti del proprietario?

  4. erasmo67

    Concordo su tutto (ma è sicuro di essere un liberista)

    perchè non si possono eliminare a livello europeo le banconote da € 500 e vivaddio puranco quelle da € 200.

    Per sostenere quel minimo di economia informale che non ha senso perseguire e reprimere ce ne è più che a sufficienza con le banconote da €100. Quelle di taglio superiore sono chiaramente uno strumento in mano alle mafie. Chi decide in Europa ?

  5. Amica2012

    Complimenti il messaggio è forte e chiaro ma stiamo parlando dell’Italia, un paese dove disonestà e corruzione ancora vincono sulla buona volontà degli onesti .
    E a proposito di sfide storiche, non è agghiacciante dover ammettere che a 70 anni di distanza un’affermazione del genere sia ancora attuale? “Governare gli italiani non è difficile, ma inutile”, e…meglio non pensare a chi l’ha pronunciata!

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