Perché la proposta Alfano-Brunetta NON va bene

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Per Ali – Associazione Lavoro e Impresa per le LIbertà Economiche, la proposta Alfano-Brunetta di riduzione del debito pubblico attraverso il conferimento di asset pubblici a fondi formalmente privati è “un plagio mal fatto” del manifesto “Fermare il declino”, disponibile sul sito www.fermareildeclino.it
La proposta del Pdl prevede “un Fondo privato a cui lo Stato cederà parte del suo patrimonio pubblico per la valorizzazione e vendita a investitoriitaliani e stranieri tramite l’emissione di obbligazioni”. Per Ali, “l’emissione di obbligazioni implica la creazione di nuovo debito, solo formalmente garantito dagli asset pubblici. Il fatto che tale debito sia in capo a un’entità formalmente privata, ma sostanzialmente pubblica, può causare l’illusione ottica di una riduzione del debito ai fini statistici, ma certo non implica alcun cambiamento sostanziale. La via maestra è quella della cessione, tramite procedure a evidenza pubblica, sia del patrimonio immobiliare, sia delle partecipazioni societarie a tutti i livelli“.

Inoltre, aggiunge Ali, “se anche la proposta fosse condivisibile – e nelle sue tecnicalità non lo è – il proponente deve conquistarsi credibilità: Alfano e Brunetta sono stati ministri fino a pochi mesi fa di un governo che, anziché privatizzare, si è sforzato di nazionalizzare attività economiche, come nel caso della fantomatica Banca del Sud e della vicenda di Mediocredito Centrale. Tutti hanno diritto di cambiare idea ma come minimo, per chi abbia rivestito posizioni importanti nel governo del paese, è
necessario un pentimento pubblico”.

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