28
Lug
2012

Nasce “Fermare il declino”: l’interpretazione autentica

Stamane su sei giornali – il Fatto, ilFoglio, il Sole 240re, Messaggero, Mattino, Gazzettino – è uscita una pagina a pagamento con il manifesto di cui sono promotore insieme ad altri 240 cittadini italiani, accademici, manager, professionisti, imprenditori, esponenti della società civile e di associazioni culturali ed economiche. Il manifesto rinvia al sito www.fermareildeclino.it, dell’associazione ALI – Alleanza Impresa Lavoro, sul sito trovate dieci punti programmatici, modalità di adesione e sostegno anche finanziario. Ovviamente la stampa presenta l’iniziativa alla sua prima uscita dandone le interpretazioni più varie: “la lista di Giannino”, “gli amici della Marcegaglia”, “i turboliberisti”, “manifesto ultraliberal col giallo Marcegaglia”. Ecco a voi allora una piccola guida con l’interpretazione autentica, da parte di chi è stato in prima fila nell’idearla, promuoverla e nella fatica volontaria che tocc fare per animarla e d’ora in poi, speriamo, farla crescere. Vorrei che mi credeste quando dico che: NOn cambio mestiere, NOn penso a una cosa mia e tagliata -figuriamoci! – su di me. La situazione italina è troppo seria, per mettersi a giocare ai piccoli Napoleone. Ergo, qualche istruttivo chiarimento, che non è solo mio personale, ma condiviso parola per parola dalla pattuglia dei promotori.COME NASCE L’INIZIATIVA

Dalla preoccupazione che in Italia e all’estero si guardi al dopo Monti come a un punto interrogativo enorme, di instabilità politica ed economica, con conseguente rischio di default nella permanenza dell’eurocrisi e nell’incapacita’ di questa classe politica di portare l’Italia su un sentiero nuovo di crescita e prosperita’.

Dalla convinzione che esista una ricetta di politica economica diversa e alternativa da quella perseguita invano negli ultimi trent’anni, la quale ha condotto ad alzare il debito, insieme a spesa pubblica e ad imposte, senza dare nulla in cambio ai cittadini. Senza dare, cioe’, migliori servizi pubblici, migliore assicurazione sociale e, soprattutto, senza creare mobilita’ economica, offrire un futuro per i giovani, una crescita sostenuta e diffusa di produttivita’ e reddito.

Il debito va quindi abbattuto cedendo patrimonio pubblico, in modo credibile agli occhi dei mercati e sistematico nel tempo, per mano di persone competenti che operino per il bene comune e non di quello dei soliti noti. Solo così i tagli alla spesa corrente, ingenti e da individuare in modo non lineare ma discriminante, potranno e dovranno essere restituiti in meno imposte su lavoro e impresa, per tornare a crescere.

Dalla certezza che solo mettendo merito e concorrenza, lavoro e professionalità al centro dell’agenda nazionale, risolvendo i conflitti d’interesse con una legge inequivocabile ed organica, restituendo a scuola e università il ruolo di ascensore sociale che hanno perso, sostenendo il reddito di chi ha perso il lavoro, facilitando la creazione di nuove imprese, sia possibile con anni d’impegno riscalare le posizioni che l’Italia ha perso.

Dalla constatazione che la classe politica emersa dalla crisi 92-94 ha, con scarse eccezioni individuali, fallito il propio compito. Siamo di fronte agli stessi, identici problemi di allora, solo tutti peggiorati: scarsa crescita è diventata crescita nulla, debito alto è diventato ancor pi ù alto, alte tasse e spesa son cresciute ancor piu’, corruzione ed immoralita’ della vita pubblica sono aumentate, giustizia è ancor piu’ inefficiente e meno giusta di allora, eccetera.

 

Per questo è maturata l’idea di lanciare un appello e verificare quante migliaia di italiani condividano questi giudizi e i dieci punti programmatici che abbiamo presentato in modo ultra sintetico ma che articoleremo ulteriormente nelle settimane a venire.

L’offerta politica attuale non ci sembra per nulla adeguata a compiere le scelte che auspichiamo e che sono necessarie; il dopo Monti si presenta come un ritorno alla guerra per bande ideologiche che vogliono appropriarsi dello stato per usarlo non per metterlo al servizio dei cittadini. E gli italiani alle amministrative hanno espresso con chiarezza la loro ripulsa del vecchio centrodestra, mentre a sinistra hanno scelto sindaci nati dalla sconfitta alle primarie dei candidati appoggiati dal PD. Gli italiani che lavorano e producono stanno dicendo chiaro e forte che non credono piu’ nella dicotomia destra-sinistra e che non hanno alcuna fiducia nei partiti della seconda repubblica e nei loro rappresentanti. Soprattutto che si sono stancati della loro vuota retorica a cui non corrispondono i fatti.

Occorre un’aggregazione politica completamente diversa che sia espressione di forze sociali produttive e pragmatiche e che esca dalla riproposizione dello schema tribale destra-sinistra che ha caratterizzato l’infausta storia della Seconda Repubblica.

Non fondatA su un leader, ma su scelte concrete, condivise e sostenute dal basso. Una squadra o, meglio una collezione di squadre, di saperi e specialismi, di gente che ha alle spalle anni di lavoro nel privato, nei mercati italiani e mondiali, nelle aziende, nelle scuole, nelle organizzazioni internazionali. Gente prestata davvero alla politica per cambiarla, non funzionari di partito o miliardari alla ricerca di autoprotezione.

Un’aggregazione politica che parli sia agli italiani che diventano sempre più, a migliaia, ex produttori, tra imprese che chiudono e disoccupati, sia ai milioni di italiani, giovani, donne e meridionali, che col declino in corso produttori non lo diventeranno mai.

Il declino non si ferma con uomini della provvidenza o salvatori della patria. E nemmeno riproponendo a oltranza la logica di tecnici svincolati dal consenso politico. Vogliamo un partito non di tecnici ma di esperti e competenti professionisti, dall’artigiano, all’imprenditore, dallo scienziato al medico, dal giornalista all’avvocato all’agricoltore. E vogliamo che le loro proposte siano vagliate dall’elettorato, approvate e votate esplicitamente. Per essere poi legittimamente attuate e messe in pratica, non abbandonate e scordate come tutti i programmi elettorali.

A molti italiani è chiaro che Monti non ha i difetti, le incompetenze e le responsabilità su cui si è consumata negativamente la parabola del berlusconismo. Ed è anche chiaro che, al contrario dell’arcipelago della sinistra ufficiale che chiede tutto ed il contrario di tutto, saprebbe forse cosa fare. Ma non lo fa o lo fa molto, molto parzialmente e troppo, troppo lentamente.

Ma è altrettanto vero che tecnici senza un patto esplicito con l’elettorato perdono rapidamente forza operativa, e finiscono limitati e prigionieri delle resistenze a riforme e cambiamento, da parte della macchina pubblica come degli interessi corporativi. Fermare il declino significa rilegittimare la politica dal basso, rompere a Nord come al Sud le logiche ventennali che non hanno prodotto né vero federalismo, né posto fine all’assistenzialismo clientelare.

Chi sono i promotori

Negli ultimi mesi queste riflessioni sono state condivise da un gruppo di accademici, professionisti, imprenditori, manager ed esponenti dell’associazionismo e della società civile.

Nelle ultime settimane, nella crisi aggravata dell’euroarea e di fronte ai tentativi dei vecchi partiti e leader di riappropriarsi della scena, un gruppo ristretto ha deciso di serrare le fila.

Tra essi gli animatori del sito noiseFromAmerika, gli economisti Michele Boldrin, Sandro Brusco, Andrea Moro, Alberto Bisin; Alessandro De Nicola dell’Adam Smith Society; Alberto Mingardi e Carlo Stagnaro dell’Istituto Bruno Leoni, Oscar Giannino di Chicago-Blog; Luigi Zingales della University of Chicago.

Il confronto è stato immediatamente esteso alla prima fila di Italia Futura, impegnata da tempo su un analogo obiettivo. Di qui la decisione di Carlo Calenda, Andrea Romano, Federico Vecchioni, Irene Tinagli, Nicola Rossi di divenire copromotori del manifesto.

Emma Marcegaglia, fra i molti altri imprenditori ed esponenti del mondo del lavoro con cui si è discusso di questi temi, ha seguito e condiviso sin dall’inizio documenti e intenti, e continuerà a a contribuire al medesimo discutendo, criticando ed intervenendo. Ma nella sua qualità di past president di Confindustria non è firmataria del manifesto, per evitare equivoci ed artificiali polemiche. Continuerà ad accompagnarlo dal’esterno.

 

CHE cosa non è “Fermare il declino”

Non è e non intende essere la riproposizione elitista di angusti circoli liberal-liberisti.

Non è e non intende essere neocollateralismo ad associazioni d’impresa e a interessi costituiti.

Non è e non intende essere il partito di un leader carismatico, né industriale, né di alcun tipo.

Non è e non intende essere scialuppa di salvataggio per politici alla ricerca di riciclaggio.

Non è e non intende essere un nuovo pezzo di destra o di centro. O di sinistra, se è per quello.

Non è ancora un partito, n è intende esserlo da solo. Vorrebbe che un partito o almeno un’aggregazione politica si creasse con le caratteristiche dette sopra e con il programma illustrato. Per questo operera’, ma un partito, con un leader e tutto il resto, non è.

Siamo convinti che l’Italia sia matura per aggregazioni popolari su scelte chiare che gettino dietro le spalle le due coalizioni eterogenee che hanno finito per fare, alla prova dei fatti negli anni, praticamente le stesse scelte di politica economica, hanno solo aggravato inefficienze della macchina pubblica, e negazione del merito.

 

Che cosa nasce dopo il manifesto

L’associazione Alleanza Impresa Lavoro e il suo sito www.fermareildeclino.it sono un incubatore.

Servono a misurare la risposta degli italiani e a facilitare condivisione ed elaborazione dal basso delle proposte programmatiche.

I criteri dell’autofinanziamento sono ispirati alla massima trasparenza, no ai partiti-azienda emanazione di un tycoon

L’obiettivo è un’aggregazione politica sul programma, la più ampia possibile perché il fine non è di testimonianza minoritaria ma di contribuire decisivamente al governo del Paese per rilanciarne la crescita. E per far tornare gli italiani a sperare in un futuro che non veda i migliori costretti ad andarsene, le imprese a varcare il confine, i capitali a volgersi altrove.

Senza un nuovo patto con gli italiani, non si vince la resistenza dei mille campanili e delle mille lobbies. Tra i produttori che diventano ex, e coloro che non lo diventeranno mai, lo Stato cattivo regolatore ha finito per radicare anche pessimi comportamenti civili, dall’evasione fiscale ai finti invalidi, dalla bassa produttività a gare e prezzi per gli amici degli amici. E’ questo ostacolo che occorre spezzare, e non lo si fa senza vincolarsi con gli italiani a un preciso patto perché le vittime della bassa crescita e della discrezionalità pubblica si vedano concretamente retrocessi i frutti dei duri interventi necessari a mutare le troppe rendite di posizione.

E’ l’Italia che sta peggio, non dei ricchi patrimoni, quella alla quale ci rivolgiamo per una nuova forza politica. Vogliamo dialogare con i giovani che vedono il futuro ingrigirsi, con le donne escluse dal mercato del lavoro, con i lavoratori dipendenti tartassati dalle imposte e con salari bloccati, con gli imprenditori che, pur capaci, son costretti a chiudere perche’ imposte ed un paese che non funziona li forzano a farlo, con i dipendenti pubblici meritevoli ma non valorizzati …

I tempi per il partito? Se avremo sostegni e seguito, il prossimo autunno.

 

Con chi vi alleerete

Il manifesto, il programma, l’associazione e quel che ne scaturirà dopo avranno una sola regola:nessuna convergenza se non sull’esplicita e ferma condivisione del programma

Gli italiani ne hanno le tasche piene di chi incolpa a destra e sinistra i propri alleati per non fare ciò che si è per vent’anni promesso di fare

 

Chi è il leader?

Non si parte dal leader, nessun leader preconfezionato o di plastica. Lavoro di gruppo, coordinamento, rete, sapere e conoscenza diffusa.

Se e quando verrà il momento, chiunque abbia aderito sulla base di un’esplicita adesione al programma e soddisfi precisi criteri sia di morale personale che di trasparenza che di assenza d’ogni conflitto d’interessi, non potrà evitare di essere sottoposto a primarie. E chi vince le primarie diventa il leader.

 

 

Di Monti che pensate?

Che al voto ci sarà bisogno di una rilegittimazione della politica. Per questo lanciamo la nostra iniziativa. Un’Italia che si rassegnasse a governi privi di legittimazione popolare resterebbe un’Italia debole, e questo prescinde dai giudizi sulla persona di Monti. La verità di questa osservazione è già da mesi sotto gli occhi degli italiani e del mondo.

Più amici della sinistra o della destra?

Di nessuna delle due attuali, e non per fare i terzisti centristi. Vogliamo essere al di sopra o avanti, non costretti nelle scatolette ideologiche che nemmeno comprendiamo. Parliamo a tutti, sia a destra che a sinistra. Ma sui contenuti concreti e sulla moralita’ personale non transigiamo.

Tentiamo di nascere per essere alternativi a entrambe.

Ma la legge elettorale?

Non la scriveremo noi, ma non possiamo aspettare che si capisca quando e come si voterà per decidere. Perché l’offerta politica va cambiata da subito.

 

390 Responses

  1. libertarian

    Alcune delle 10 proposte del manifesto Fermare il Declino (http://fermareildeclino.it/10proposte), al di là della retorica del loro manifesto di presentazione, non mi paiono per nulla condivisibili né annoverabili come rivoluzionarie, libertarie o coerentemente liberiste.

    Punto 3) «Ridurre la pressione fiscale complessiva di almeno 5 punti in 5 anni, dando la priorità alla riduzione delle imposte sul reddito da lavoro e d’impresa. Semplificare il sistema tributario e combattere l’evasione fiscale destinando il gettito alla riduzione delle imposte».

    Ridurre solo di un punto percentuale all’anno la pressione fiscale? Stiamo scherzando vero?
    Semplificare il sistema tributario non significa ridurlo.
    Combattere l’evasione fiscale destinando il gettito alla riduzione delle imposte significa giustificare il falso mantra beferiano “se tutti pagassero le tasse la pressione fiscale calerebbe”.

    No, le tasse sono imposte ergo sono un furto. Io non trovo alcuna giustificazione morale o economica anti-declino a tale prassi politica che punta a far pagare a tutti tasse per mantenere monopolisticamente in mano pubblica dei servizi.

    Punto 5) «Sostenere i livelli di reddito di chi momentaneamente perde il lavoro anziché tutelare il posto di lavoro esistente o le imprese inefficienti. Tutti i lavoratori, indipendentemente dalla dimensione dell’impresa in cui lavoravano, devono godere di un sussidio di disoccupazione e di strumenti di formazione che permettano e incentivino la ricerca di un nuovo posto di lavoro quando necessario, scoraggiando altresì la cultura della dipendenza dallo Stato. Il pubblico impiego deve essere governato dalle stesse norme che sovrintendono al lavoro privato introducendo maggiore flessibilità sia del rapporto di lavoro che in costanza del rapporto di lavoro».

    Sostenere i livelli di reddito di chi momentaneamente perde il lavoro significa voler introdurre un salario minimo, il quale verrebbe pagato da tutti i contribuenti incentivando solo l’aumento generale della disoccupazione e diminuendo le capacità d’investimento economico disponibile delle aziende virtuose.

    Punto 8) «Liberare le potenzialità di crescita, lavoro e creatività dei giovani e delle donne, oggi in gran parte esclusi dal mercato del lavoro e dagli ambiti più rilevanti del potere economico e politico. Non esiste una singola misura in grado di farci raggiungere questo obiettivo; occorre agire per eliminare il dualismo occupazionale, scoraggiare la discriminazione di età e sesso nel mondo del lavoro, offrire strumenti di assicurazione contro la disoccupazione, facilitare la creazione di nuove imprese, permettere effettiva mobilità meritocratica in ogni settore dell’economia e della società e, finalmente, rifondare il sistema educativo».

    Altre misure socialiste invocate implicitamente sono le quote rosa o per i giovani, nuove misure assistenziali anti-discriminatorie le quali ovviamente verrebbero introdotte dalla politica per il mercato del lavoro e che guardano a parametri biologico-anagrafici che nulla hanno a che fare con il merito.

    Facilitare la creazione di nuove imprese senza abbassare seriamente le tasse, eliminare la burocrazia e dando libertà al mercato del lavoro significa solo proporre a livello statale keynesismo e consociativismo corporativo industriale.

    Punto 9) «Ridare alla scuola e all’università il ruolo, perso da tempo, di volani dell’emancipazione socio-economica delle nuove generazioni. Non si tratta di spendere di meno, occorre anzi trovare le risorse per spendere di più in educazione e ricerca. Però, prima di aggiungere benzina nel motore di una macchina che non funziona, occorre farla funzionare bene. Questo significa spendere meglio e più efficacemente le risorse già disponibili. Vanno pertanto introdotti cambiamenti sistemici: la concorrenza fra istituzioni scolastiche e la selezione meritocratica di docenti e studenti devono trasformarsi nelle linee guida di un rinnovato sistema educativo.Va abolito il valore legale del titolo di studio».

    La scuola e l’università non emancipano socio-economicamente nulla dato che è il mercato ad emancipare gli individui.

    I promotori sembrano voler invece qua intendere sessantottinamente che scuola ed università debbano assicurare cattedre e posti di lavoro a nuovi baroni e pubblico impiego.

    Non solo si vuole continuare a spendere l’attuale ammontare di soldi pubblici per la ricerca e l’università ma si vorrebbe infine aumentarne addirittura la soglia d’investimento statale!.

    Tralasciando il velleitarismo inerente gli altri punti programmatici su giustizia, conflitto di interessi nel pubblico e sul federalismo, i quali pur essendo liberalmente condivisibili difficilmente potranno trovare applicazione, l’intero programma mi pare percorso più che da una visione di libero mercato, da una certa presunzione efficientista-perfezionista dell’attuale sistema quali riforme politiche da attuare per mantenere vigente lo Stato italiano anche in futuro.

    Non è dunque un caso se Il FattoQuotidiano, Il Foglio, Il Gazzettino, Il Mattino, Il Messaggero e Il Sole24Ore siano tra i divulgatori di tale appello..

    4 proposte su 10 (quasi metà del programma!) oltre ad essere soluzioni poco liberiste sono in contraddizione sia con l’intento dell’iniziativa che con le altre 6 proposte.

    Volendo essere rigorosi sono in contraddizione perfino con quanto proposto sempre all’interno dei 4 citati punti, ricalcando le palesi contraddizioni e i flip flop semantici e logici della Costituzione italiana.

    Capisco l’eterogeneità ideologica e culturale dei promotori ideatori dell’appello ma se da questo appello deve nascere un futuro soggetto politico partitico al fine di realizzare tale programma, appare evidente che esso non sarà né liberista, né libertario o anti-statalista ma semmai (nella migliore delle ipotesi) liberaldemocratico o liberalsocialista, indipendentemente che a guidarlo sia Luca Cordero di Montezemolo o Oscar Giannino (promotore dell’appello).

  2. Giandomenico Ciccone

    “Tra essi gli animatori del sito noiseFromAmerika, gli economisti Michele Boldrin, Sandro Brusco, Andrea Moro, Alberto Bisin;”
    E che ci scordiamo di Zanella???? 😀

  3. Giandomenico Ciccone

    “Tra essi gli animatori del sito noiseFromAmerika, gli economisti Michele Boldrin, Sandro Brusco, Andrea Moro, Alberto Bisin;”
    E che ci scordiamo di Zanella???? 😀
    Comunque complimenti ed in bocca al lupo, anche se la vedo durissima!

  4. fabio

    non ho conoscenze specifiche in economia, m’interesso di un’area molto lontana da questa, ma mi sono imbattuto nel Glass-Steagl Act, per il quale nel 1933 s’impediva che le banche “normali” in cui si depositano i propri risparmi non siano nello stesso tempo banche d’investimento così da impedire a queste ultime di portare al fallimento le prime in caso di crisi finanziarie o bolle speculative etc.
    nel 1999 quella legge è stata abrogata.
    nel 2007 il disastro.
    forse è già stato fatto notare in precedenza, ma non è pensabile il ripristino di una tale legge sia negli usa che in europa?
    grazie e chiedo venia se ho appena detto una delle più grandi sciocchezze della storia dell’economia.
    fabio

  5. FIlippo

    Le idee ci sono, i cervelli pure: ora serviranno le gambe su cui far camminare le idee.
    Nel partito che verrà bisognerà perciò ripetersi che:

    “…sui contenuti concreti e sulla moralita’ personale non transigiamo.”

    In bocca a lupo…per fermare il declino!

  6. Cesare

    L’iniziativa e’ buona, come quella di Auci. Credo che, con tutti i limiti segnalati all’azione di Monti (troppe tasse e niente dismissioni, debolezza con i sindacati sul lavoro ed esitazioni sulla spending review), ci siano poche alternative allo stesso Monti, tenuto conto del peso elettorale di una sinistra massimalista e di una destra che non riesce a dare una immagine di se’ credibile moralmente. Condivido comunque la proposta Giannino.

  7. Guido Monticello

    Con Oscar Giannino e Luigi Zingales le idee per un approccio diverso alla gestione del paese ci saranno . E’ da verificare quanti italiani saranno pronti ad abbandonare la repubblica delle conoscenze e ad accettare il merito come metro di valutazione . Comunque sia , a Voi e all’Italia tutta auguro il meglio .

  8. Patrizio Casiello

    Sarei enormemente lieto di sapere che le tasse che pago non vadano a far i comodi di mafiosi e delinquenti che spudoratamente e a qualsiasi latitudine ci prendono per i fondelli. La politica dovrebbe essere servizio, ma a chi lo diciamo? Ruba oggi, domani qualcun altro pagherà, e ruba anche domani, tanto dopodomani qualche altro povero sc… continuerà a pagare. Se nella cultura vogliamo muoverci con serietà ed onestà, io, che non sono mai riuscito a tesserarmi con alcun partito, sarei disposto a collaborare.

  9. paolo

    Forza Giannino, non so se la tua “impresa”avra successo ma almeno è riuscita nel darmi una piccola speranza per il futuro. voglio solo dirti che sono un operaio di un’azienda pubblica dell’acqua, ma voglio sostenerti perche so che solo con l’abolizione di tutti i miei privilegi, si potranno un giorno creare delleopportunità per i mie piccoli figli. Cosa posso lasciar loro se non un Paese migliore….

  10. Massimo74

    Cioè fatemi capire, tutto questo sforzo nel mettere insieme 240 persone per formare un manifesto politico in cui al primo punto si afferma la necessità di ridurre la spesa pubblica di 6 punti di PIL in 5 anni?E voi credete davvero che si possa risollevare un paese ormai in stato comatoso da almeno 20 anni con queste soluzioni all’acqua di rose?
    Sei punti di PIL di minor spesa sono del tutto insufficenti per poter tornare a crescere,oltretutto spalmati su un arco temporale troppo lungo (5 anni), ce ne vorrebbero almeno il doppio e dovrebbero essere diluiti in un arco di tempo molto più ristretto.E poi la solita solfa della “lotta all’evasione” che da anni sentiamo strombazzare su tutti i media e identificata ormai indistintamente da tutte le forze politiche di destra,centro e sinistra come la matrice di tutti i mali,la vera causa del debito pubblico e dell’inefficenza dei servizi.Chissà come mai,però (e questo ancora nessuno lo ha spiegato),l’italia,nonostante la presunta alta evasione, è comunque il paese europeo che incassa procapite più di tutti gli altri, però gli altri paesi hanno debiti sovrani più bassi e un livello generale dei servizi offerti sensibilmente superiore al nostro.Forse forse non è che magari il problema non è l’economia in nero, ma il fatto che negli altri paesi i soldi pubblici sono spesi realmente(perlomeno in larga parte) per rendere efficenti i servizi e non come accade da noi per assumere finti forestali in calabria, contatori di tombini a palermo,per pagare i “camminatori di piano” della regione sicilia,i baby pensionati,le pensioni d’oro,le auto blu,le mazzette,i falsi invalidi,i privilegi della politica,ecc?Francamente non mi sarei mai aspettato che persone che si definiscono liberali coerenti(tutti coloro che hanno sottoscritto il presente manifesto) potessero cadere così in basso.
    Mi duole dirlo,ma nonstante la stima sincera che ho per Giannino, questo manifesto è una delusione totale e la dimostrazione definitiva che questo paese è irriformabile.Il default (che ormai ritengo inevitabile), noi italiani ce lo meritiamo davvero tutto.

  11. Giuseppe De Masi

    la seguo da molto tempo su radio 24. Condivido appieno le sue idee e proposte. Speravo in una iniziativa capace di dare voce a chi, come me, non riesce più a riconoscersi nei programmi degli attuali soggetti politici. attendevo , da parte di Monti, una iniziativa forte ed incisiva per quanto riguarda liberalizzazioni, abbattimento del debito pubblico e, soprattutto, semplificazione della anacronistica macchina burocratica italiana. Rimango profondamente deluso e per tale motivo plaudo al ” manifesto”. Giuseppe De Masi , medico Ospedaliero.

  12. FIlippo

    @Massimo74
    Chi almeno una volta ha provato nella propria vita a cambiare anche solo parti di un sistema complesso (azienda strutturata, associazione, ente pubblico ecc..) può comprendere come l’applicazione dei 10 punti del manifesto sarà un’impresa titanica perché rappresentano il cambio di una mentalità consolidata e di uno status quo che va bene a molti.
    Quelli che possono sembrare proposte “blande” (ad un liberale ortodosso…ma già ad un catto-progressista sembrano proposte turboliberiste!) io le vedo come proposte realizzabili: di rivoluzioni liberali che son rimaste lettera morta ne abbiamo avute fin troppe!!

    P.s: se devo muovere una critica al manifesto, piuttosto, sottolineerei che manca un necessario riferimento alla “lotta alla mafia” che sia nel punto 7 e nel punto 10 andava fatto (non possiamo non dire che uno dei fattori fondamentali che affossano ogni tentativo di soluzione della questione meridionale è l’onnipresenza della mafia in ogni attività economica…)

  13. giovanni

    Nel mio piccolo ho aderito. Sono un sindaco di un comune di 19000 abitanti, in veneto. Trovo vergognoso quello che l’Anci e il Parlamento hanno fatto anche nell’ultima manovra: togliere fondi ai rimborsi alle imprese (in credito verso lo stato) e destinarli ai comuni (aumento di spesa pubblica). Una delle tante vergogne che stanno accadendo in questo Paese. Nei prossimi giorni usciremo dall’Anci. Spero che l’iniziativa vada avanti: basta però con leader usurati, e anche i vertici di confindustria rischiano di esserlo. Mettiamo davanti qualcuno di nuovo, oggi tutti aspettano questo.

  14. Francesco

    Perche’ non avee coinvolto anche giornali coem Libero che condividono idee come le vostre e solo il Fatto, Messagero ed altri?

  15. Giuseppe

    Sono un assiduo ascoltatore di Radio 24, specie del GR e degli approfondimenti giornalistici. Da qualche settimana ascolto sempre piu’ stupito i quotidiani comizi, conditi di proclami e di invettive, specie contro lo stato, che infarciscono il programma condotto da Oscar Giannino. Il leit-motif e’ il solito: il debito/deficit pubblico costringe ad aumentare le tasse, complici gli sperperi per una spesa pubblica fuori controllo (approccio peraltro condivisibile). Peccato che questa analisi rappresenti una sola faccia della medaglia, una porzione di un sistema ad incastro, fatto anche di evasione fiscale, contributiva, assicurativa e delle piu’ varie imposte, responsabile, al pari del clientelismo e dell’assistenzialimo pubblico, del baratro della spesa pubblica fuori controllo.

    Perche’ il dott. Giannino dedica solo e quasi sempre il suo programma ad invettive contro la spesa pubblica e lo stato spendaccione/oppressore, dimenticando sistematicamente e, a mio avviso, in modo intellettualmente disonesto l’altra faccia della medaglia? L’aumento della pressione fiscale tenta di compensare l’abnore ed altrettanto oppressiva evasione mentre i soliti “furbi” giustificano la propria “slealta'” verso la sociat’ proprio dal livello di “oppressione” fiscale, in un tipo circolo vizioso che si automantiene e si autogiustifica da entrambi i versanti. Va da se che evasori e apparato statale destinato a finanziare lo stato costituiscono un sistema a due che si automantiene. Cosa farebbero i finanziari senza gli evasori da stanare e perseguire? E che gusto ci sarebbe ad evadere con una tassazione ragionevole e umanamente accettabile? Che senso ha calcare sempre la mano su un aspetto ed enfatizzare solo una parte del sistema, mentre il problema e’ come rompere il circolo vizioso, intervenendo su entrambi i versanti per sbolccare la reciprocita’ delle motivazioni/giustificazioni?

    In una delle ultime trasmissioni e’ arrivato addirittura ad equiparare uno stato “taglieggiatore” alle estorsioni mafiose , come se non sapesse che lo stato in 4 regioni e’ soffocato da una criminalita’ che spadroneggia sulla societa’, nega il libero mercato e la concorrenza taglieggiando, minacciando, estorcendo imprenditori e commercianti e intimidendo chi si oppone alla sue vessazioni, rapine e violenze! Questa ossessione anti-statale, senza approfondimenti nei confronti dei fenomeni sopra descritti, non fa che giustificare lo spirito anarcoide di una parte della sociata’, la storica tendenza all’evasione fiscale ed una propensione all’illegalita’ diffusa , che sono la principali piaghe del nostro paese, specie nelle regioni del sud, come coraggiosamente denuncia il presidente Lo Bello.

    Possibile che Radio 24, apprezzata per la sua indipendenza ed obiettivita’, appalti un’ora del suo palinsesto ad una propaganda di parte dai toni esagitati e francamente sgradevoli, come quelli utilizzati da Giannino. Che ora pare pure intenzionato a “scendere in campo” se non altro con un’iniziativa di carattere polito-culturale, rispettabile ma altrettanto di parte ed in palese dissonanza con un giornalismo autorevole ed equilibrato. Almeno alla Zanzare si realizza un certo equilibrio tra i due conduttori che rappresentano, seppur indirettamente, due diversi modi di vedere ed interpretare i fatti.

    Con quest’ultima azione pubblica la presenza di un Giannino, tribuno e propagandista della propria iniziativa, diventa incompatibile con una Radio davvero indipendente e di buon livello culturale.

    Giuseppe

  16. Francesc Iovine

    Non sono convinto perché i cambiamenti epocali nascono dalle crisi e non dalle analisi.

    Sono convinto infatti che la crisi non ha ancora toccato davvero i milioni di persone che, col voto, dovrebbero cambiare. Pur d’accordo con l’analisi non mi sento di aderire e temo che presto dovremo classificare anche questa iniziativa come l’ennesima buona intenzione rimasta tale.

  17. Davide Rosa

    Ho dato subito la mia piena adesione al manifesto. E non mancherò di contribuire attivamente, nel mio
    piccolo, alla diffusione e alla promozione di questa iniziativa che ritengo assolutamente meritevole e
    necessaria per il rinnovamento del nostro amato Paese.

    Fermiamo il declino!

  18. Francesco Iovine

    Non sono convinto perché i cambiamenti epocali nascono dalle crisi e non dalle analisi.

    Sono convinto infatti che la crisi non ha ancora toccato davvero i milioni di persone che, col voto, dovrebbero cambiare. Pur d’accordo con l’analisi non mi sento di aderire e temo che presto dovremo classificare anche questa iniziativa come l’ennesima buona intenzione rimasta tale.

  19. Emanuele

    Forza e coraggio questa e’ come una chiamata all’adunata dei liberali e liberisti che in italia hanno per 60 anni dovuto vivere in uno stato per buona parte democristiano-socialista assistenziale e parassitario. Forse e’ l’ultima possibilita’ che abbiamo per far valere le nostre idee e il nostro modo di sognare il bel paese. IO ADERISCO CONVINTAMENTE.

  20. Luigi

    Nel terremoto politico che ci apprestiamo a vivere nel 2013, questa è l’iniziativa che una spero vasta fetta di persone, poco avvezze allo schiamazzo ed al presenzialismo della politica attuale e più abituate al silenzioso e concreto lavoro giornaliero, aspettava.
    Ci sarà tempo per superare, con la chiarezza e la concretezza delle iniziative che verranno, le etichette, anche dovute alle ingombranti presenze di chi aderirà, che la stampa non esiterà ad attribuirle.
    L’unico aspetto imprescindibile che andrà aggiunto, e che al momento é al contempo il banale, geniale ed unico “contenuto” dell’impresa a 5 stelle, è quello della politica come passione, parentesi temporanea ed impegno disinteressato e non come lavoro e fonte di arricchimento, quale che sia la forma proposta per raggiungere lo scopo. Credo che questo non sia tema populista o meramente formale e che sia nelle corde di chi professa “meno stato”, perché di un nuovo Partito liberal-moderat-futurist-italian-qualcosa non abbiamo certo bisogno.

  21. Ti ascolto quando posso alla trasmissione 9 in punto,sei eccezionale sempre condivido i tuoi punti di
    vista,continua così ,ti appoggio con grande aspettativa e speranza Nicoletta

  22. Nicola Cecchetto

    Perfetto!!!! aspetto con ansia proposte e idee CONCRETE e non i soliti proclami tipici dei politici attuali… ho poche speranze che vengano pubblicate ma sopratutto attute ..anche voi vi piegherete alla mentalità sudamericana dell’Italia.

  23. Massimo74

    @FIlippo

    Appunto,confermi quello che sto dicendo: se questo manifesto rappresenta il massimo che la cultura liberale-liberista(o presunta tale )può offrire oggi in italia(magari non per colpa dei sottoscrittori stessi,del resto ci sono anche personalità di tutto rispetto come stagnaro,lottieri o andrea mingardi di cui ho la massima stima) significa che questo paese è irriformabile e pertanto destinato a precipitare sempre più in basso.

  24. Gianni

    Penso che sia giunto il momento di mobilitarci tutti.
    Restituire e riconoscere alla scuola, al merito,all”impegno il ruolo di ” ascensori socali” sgnifica ridare un futuro ai nostri figli

  25. Andrea De Angelis

    Ci sono (sempre stato)! Dai commenti si comprende già quali saranno i nemici di “Fermare il declino”: i rassegnati e i primi a impallinare chiunque proponga davvero qualcosa di innovativo, di rivoluzionario, di pacificamente trasformatore. Sottoscrivo dalla prima all’ultima parola manifesto e interpretazione”autentica”. Forza Oscar.

  26. Giacomo

    Finalmente ci siamo.Avrete il mio appoggio ed io ho trovato “casa politica” in cui mi identifico completamente.
    Riparto con lo spirito e con le speranze del 1994.

  27. Giuseppe

    Il manifesto mi pare una trita riproposizione di tesi tardo-liberali, in una sorta di neo-grillismo in salsa liberista, che si possono trovare anche un po’ qua e un po’ la nei diversi programmi elettorali, condite con la solita presa di distanza sprezzante, qualunquista ed elitaria, da centro, destra, sinistra, abbinata alla squalifica di tutto il resto e di tutti i partiti presenti nell’universo mondo. Solo Giannino ha capito tutto e ha una ricetta perfetta per ogni problema: ma il partito di quelli che non vogliono fare un partito o sono contro tutti i partiti, non e’ a sua volta un partito? E con chi pensa di allearsi questo nuovo partito di zecca?

    Naturalmente non una riga e nemmeno un vago accenno alla lotta all’illegalita’ diffusa, alla criminalita’ organizzata che controlla di fatto quattro regioni italiane; men che meno accenni all’evasione fiscale di massa, autentica oppressione sociale che soffoca e inquina la nostra economia, e guai a parlare dello stato sociale, dei diritti e delle garanzie per un wellfare moderno che difende e tutela deboli, emarginati e “perdenti” contro furbi, furbetti, truffatori, falsari, clientele, caste e vigliacchetti di ogni risma. Certo alle elite non importa di pensioni al minimo, tickett sanitari, assegni di invalidita’ (vera), disabili e autentici poveri! Sono cosi sgradevoli e vetero-laburisti….

    Giuseppe

  28. Cesare armato dagli occhi grifagni

    Seguo con attenzione l’iniziativa di Oscar Giannino, augurandomi che abbia successo. Per ora prevale il timore che avesse ragione la “buonanima” di Mussolini quando sosteneva che governare l’Italia non è difficile ma semplicemente inutile.
    Forza Giannino!

  29. Alessio

    Quanto coraggio deve avere una ghianda per pensarsi domani una forte, immensa quercia.

    In questa iniziativa il seme sembra partire con i migliori presupposti, io lo sosterrò.

    Alessio

  30. erasmo67

    Vogliamo un partito non di tecnici ma di esperti e competenti professionisti, dall’artigiano, all’imprenditore, dallo scienziato al medico, dal giornalista all’avvocato all’agricoltore.

    Manca completamente il contributo di:

    Lavoratori dipendenti privati
    Operai-Impiegati-Dirigenti (non imprenditori)
    Lavoratori delle Pubbliche amministrazioni
    Studenti
    Pensionati.

    Un Partito di Professionisti-Industriali-Imprenditori non è una alleanza Impresa lavoro perchè c’è l’impresa ma non è rappresentato il lavoro!

  31. La spesa pubblica pazza, sia per soddisfare gli interessi di gruppi politici e burocratici privilegiati, sia per clientelismo elettorale, è il grande male del nostro paese. Fermarla sarebbe una gran cosa, e l’iniziativa di Oscar Giannino è molto apprezzabile. Se si devono fare scelte di alleanze però occorre essere chiari, la sinistra non può che essere contraria a qualsiasi iniziativa antistatalista liberale e liberista, quindi la convergenza naturale non può che essere a destra

  32. erasmo67

    Da La Stampa di oggi:
    LA RIDUZIONE DEI SALARI STA RENDENDO LA SPAGNA COMPETITIVA…

    Ma allora i salariati devono restare sempre sul filo della sussistenza. A quando una rivoluzione con un po’ di questi imprenditori appesi ?

  33. Andrea

    Per tutti quelli che criticano dicendo che il manifesto ‘pecca’ di liberalismo: ma vi rendete conto cosa significherebbe, in Italia, proporre quello che volete (e che, suppongo, vorrebbe la maggior parte di noi)? Certo, sarebbe bellissimo se qualcuno se ne uscisse con un programma alla Ron Paul, ma alla ‘coerenza sistemica’, ora, andrebbe preferito un po’ di sano pragmatismo.
    Quanti voti pensate di raccogliere con un manifesto ultraconservatore se qui le menti degli italiani sono per la gran parte obnubilate dall’assistenzialismo statalista? Basta vedere il putiferio che si è scatenato per due tagliuzzi qua e là da far ridere i polli! E di certo senza voti non si potrà dimostrare la bontà delle proposte e dell’idea di fondo.
    Per ripensare al ruolo liberale nella società italiana bisogna partire cauti, raccogliere consensi e dimostrare che quel che si dice funziona, per poi andare avanti e non fermarsi!
    Per questo appoggio il manifesto, sperando che costituisca l’inizio di un cammino di liberazione dalla cancrena burocratica e dalla corruttissima amministrazione pubblica.

  34. Sto lavorando già da qualche mese con dei cittadini di Vittorio Veneto a una soluzione molto più incisiva, ma voglio coinvolgere tramite la rete tutti i cittadini italiani (e non solo professionisti, ma molti cittadini comuni) e non essendo un problema solo italiano (crisi sistemica globale) voglio allargare la soluzione all’Europa attraverso il nostro movimento e con una piattaforma Web che uscirà tra pochi giorni a livello ufficiale in tutta Italia ad uso di tutti i cittadini italiani per iniziare, poi allargarla agli altri paesi europei, alfine di introdurre i primi meccanismi di democrazia diretta su larga scala, per giungere alla fine alla massima espressione di democrazia che è la DDnr, che è alla base della Federazione Cittadini Sovrani e il suo vero obiettivo finale a medio-lungo termine.
    Il programma del FCS consiste essenzialmente nei seguenti punti: – Stato + Federalismo, – Tasse + lavoro, – burocrazia + libertà di fare…il programma elettorale invece consta di 33 punti con lo scopo immediato di ridurre al minimo la mortalità aziendale e le perdite di posti di lavoro (è solo una proposta che è soggetta a votazione da parte degli aderenti al movimento e in continuo aggiornamento)
    Con la nostra soluzione non si evita il default di Stato che è pilotato dall’esterno, ma almeno si pone rimedio alla stortura statale italiana e si può creare qualcosa di completamente nuovo a vantaggio dei cittadini e non più delle varie caste…

  35. Roberto 51

    Ho dato una scorsa alle proposte di “Fermare il declino”.
    Anche se non condivido in toto l’ideologia liberista, tuttavia in questo momento le proposte del movimento sono quello che ci serve, dobbiamo spezzare una tendenza mortifera, ridurre spese inutili e burocrazia: la pecora va tosata e non scorticata!
    In questo momento troppe energie sono soffocate da tasse e burocrazia, gli investitori lo sanno e scappano.

  36. Giacomo

    @Giuseppe
    Sono anch’io assiduo ascoltatore di radio24 e non mi pare che il programma di Giannino sia infarcito di invettive…anzi.Le critiche sono serie,rispettose ragionate e fondate.Esattamente come altri programmi della rete.

  37. Umberto

    Io ci sono, aderisco di gusto, sperando che non inizi a flirtare da subito con qualche residuato bellico (in particolare la lega con quale troppe volte amoreggi caro oscar)

  38. Alessandra

    Anch’io come molti altri ci sono e ci sarò. Se ci impegniamo in tanti dal “basso” forse riusciremo a dare una speranza a questo paese, troppo spesso umiliato da una classe politica sprecona e da una pubblica amministrazione inefficente.

    Alessandra

  39. Vorrei dire a tutti gli interlocutori che un partito come quello auspicato c’è già, ed è il PLI, che, almeno a partire dal 2008, in assoluta solitudine, ha evidenziato i difetti del bipolarismo muscolare italiano (quando tutti, a dx ed a sx, ne esaltavano i presunti pregi), si è presentato fuori dai poli alle elezioni del 2008, ha celebrato i suoi congressi nazionali, prima nel 2008 e da ultimo, nel marzo del 2012, di volta in volta resistendo agli assalti di chi voleva satellizzarlo rispetto ad altri partiti, e si propone oggi come il perno di una Costituente dei liberali, non solo di quelli della diaspora del passato ma soprattutto delle giovani generazioni che sono portatori di una nuova domanda di liberalismo, basato sul merito e sull’eguaglianza delle opportunità.

    E tuttavia, sempre nella consapevolezza che la cultura liberale in Italia, per ragioni storiche alle quali più avanti accennerò, è sempre stata e tuttora è minoritaria, e quindi senza coltivare l’illusione del partito liberale di massa, che in passato molti di noi (per la verità, non io) hanno coltivato per poi essere smentiti dalla dura realtà.
    Riporto qui di seguito la mozione “Liberali per l’Italia del Futuro”, approvata dall’ultimo Congresso nazionale del marzo 2012, dove si trovano anticipati molti dei punti del Manifesto di Giannino & C., ma non solo quelli.
    Mi scuso per la dimensione del documento, certamente eccedente quella di un semplice commento; chi non avesse voglia di leggerlo per intero può saltare i 10 punti del documento e passare direttamente alle conclusioni:

    “PARTITO LIBERALE ITALIANO
    XXVIII CONGRESSO NAZIONALE (VI DALLA RIFONDAZIONE)
    Roma 23-25 marzo 2012
    MOZIONE “LIBERALI PER L’ITALIA DEL FUTURO
    1) Il XXVIII Congresso Nazionale del PLI del febbraio 2009 aveva sancito la scelta autonoma del Partito, in un contesto politico caratterizzato da un brutale bipolarismo, che sembrava pronto a trasformarsi in bipartitismo, sull’onda montante di una proposta referendaria del 2009, poi bocciata dall’elettorato, anche col concorso dei liberali.
    Il contesto era allora scoraggiante, ma il PLI aveva visto prima degli altri le evidenze che molti si ostinavano a non voler notare, ossessionati dai “mantra” della governabilità e del voto utile.
    In quello scenario di “partiti senza idee”, largamente presenti nelle Istituzioni, e di “idee senza partito”, presenti nella società ma escluse dal paese legale, i Liberali seppero vedere le crepe di un edificio tanto maestoso quanto fragile, perché eretto sulle fondamenta dei personalismi e della virtualità mediatica.
    Quella scelta, che poteva apparire velleitaria, aveva una solida ragion d’essere: il PLI non poteva avere alcun atteggiamento di prossimità rispetto a “poli” costruiti essenzialmente in chiave padronale, ovvero, per converso, in chiave di mera contrapposizione all’avversario.
    Oggi possiamo sostenere, alla luce dei fatti, che quella scelta fu giusta.
    Essa fu fatta per una fondamentale ragione concettuale ed esistenziale: i Liberali ritenevano e ritengono che in politica l’asse cartesiano di riferimento è costituito dalle idee, non dalla loro collocazione topografica e, ancora meno, dagli uomini che le propugnano. Il PLI agisce in base ai principi, la cui applicazione, a seconda delle circostanze, può essere declinata come progressista o come conservatrice, senza tuttavia irrigidirsi nelle prigioni geometriche ed intellettuali del “continuum” destra-sinistra.
    Nel contesto di allora, essere autonomi significò scegliere di essere “soli”, perché l’aggregazione ad uno di quei poli non avrebbe portato ad una loro conversione liberale, ma piuttosto alla sparizione dell’ultimo soggetto liberale identitario che osava rivendicare la propria autonomia.
    Non vi era allora l’atmosfera politica, oggi invece presente nella società: e cioè l’esistenza di una sensibilità alternativa alla polarizzazione e di un’area centrale che finalmente tende a rappresentarla.
    Se n’è avuta la prova in occasione della raccolta delle firme per il referendum abrogativo dell’attuale indecorosa legge elettorale; il PLI vi si è impegnato al massimo delle sue possibilità, guadagnandosi il rispetto delle altre componenti referendarie, mentre la pronunzia negativa della Corte Costituzionale non ha raffreddato, semmai ha rafforzato, la necessità della riforma elettorale, che i liberali ritengono debba essere indirizzata verso un sistema massimamente compatibile con la volontà manifestata da tantissimi cittadini.
    Insieme alla spinta verso il cambiamento del sistema che presiede alla rappresentanza, si avverte oggi nel Paese una forte voglia di liberalismo, che è insieme voglia di meritocrazia e legalità; in questa prospettiva il PLI avverte il dovere cogente di cogliere questa spinta popolare e di lavorare alla costruzione di un polo liberale, laico, riformatore, europeista ed autonomista per la costruzione in Italia di una vera “Società Aperta” per il XXI secolo, ed intende farlo in sintonia con quella parte della società civile che appare disponibile a traghettare l’Italia verso una nuova modernità istituzionale, difendendo il supremo valore dell’unità nazionale dalla linea avanzata delle riforme civili, sociali ed economiche, piuttosto che dalla sterile trincea della nostalgia retorica del passato o della conservazione del presente.
    2) I liberali sono i primi difensori della sussidiarietà verticale ed orizzontale, dell’autonomia politica delle comunità locali e delle formazioni sociali, essendo convinti che il presupposto della libertà di ogni individuo e di ogni comunità è l’autonomia, senza di che può aversi solo una libertà concessa da altri, che, proprio per questo, non è Libertà.
    Il modo migliore per affermare il principio dello Stato minimo, salvaguardando l’unità del Paese ma anche preservando il diritto naturale di tutte le comunità di autoregolarsi, è quello di promuovere il modello di una forte autonomia regionale, capace di valorizzare le peculiarità culturali locali, consapevoli che non vi è libertà quando il centralismo mortifica la ricchezza di quelle diversità che hanno reso la cultura italiana grande nel mondo.
    Il modello regionale, che oggi appare preferibile, non può però debordare in artificiali strutture sovra regionali, che essendo prive di un retroterra storico e culturale, nessun altro scopo potrebbero perseguire che quello di mettere in discussione il valore dell’unità nazionale, tanto più necessaria nel momento in cui i governi ed popoli dell’Europa sono impegnati a dare concretezza al sogno dell’unità del continente.
    3) Nessuna società moderna può prescindere da un sistema giudiziario rapido e giusto, che, mentre sfrutta al massimo le nuove tecnologie, sappia immutare i meccanismi sclerotizzati del processo, introducendo profonde riforme di sistema, dall’ambito civile a quello penale, da quello amministrativo a quello contabile.
    Il processo civile deve essere essenzialmente basato sull’oralità del rito e sulla disponibilità privata delle prove, mentre in ambito penale va compiuta una poderosa opera di depenalizzazione di molti reati ormai percepiti come socialmente privi di forte disvalore sociale, convertendoli in illeciti amministrativi.
    In quest’ottica va prudentemente sperimentata la scelta antiproibizionista rispetto al consumo di droghe leggere, e va legalizzato l’esercizio della prostituzione in locali attrezzati, mentre vanno inasprite le pene per lo sfruttamento, la riduzione in schiavitù e l’esercizio sulla pubblica via, nella convinzione che tutto ciò può rendere complessivamente più libera la società, consentendo allo Stato di concentrarsi sui fatti-reato che suscitano reale allarme sociale.
    Una grande e vigorosa battaglia deve essere intrapresa per mettere fine all’abnorme fenomeno della custodia cautelare in carcere, la cui incidenza sul totale delle carcerazioni ha ormai raggiunto livelli irragionevoli, che penalizzano ulteriormente chi la subisce rendendo intollerabile la condizione carceraria, e vanificano il sacrosanto principio costituzionale di incolpevolezza sino a sino alla condanna definitiva. La carcerazione preventiva non può essere trasformata in una pena anticipata surrettizia di quella definitiva che si teme di non potere mai irrogare, e va attivata soltanto in casi di conclamata pericolosità sociale, mentre il pericolo di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato può essere agevolmente superato generalizzando l’applicazione della custodia domiciliare.
    D’altra parte, è principio liberale quello di garantire l’equilibrio e la sicurezza sociale con la certezza dell’applicazione della pena, una volta che sia definitiva, sfoltendo la giungla delle agevolazioni premiali che ormai la riducono in termini talvolta risibili.
    Anche la prescrizione in ambito penale va interamente rivisitata, bloccando il suo decorso al momento del rinvio a giudizio, o almeno a quello della sentenza di primo grado: non è possibile che tantissimi processi, coi relativi costi, economici e sociali, finiscano nel nulla, così negando giustizia alle parti lese ed alla società nel suo complesso; ma occorre anche fissare regole processuali che consentano di assicurare la rapidità della la risposta di giustizia, dei cui ritardi, come anche delle sue colpevoli negligenze, deve rispondere direttamente lo Stato, salvo rivalsa verso i magistrati che li abbiano originati coi loro indebiti comportamenti.
    4) Il mondo dell’economia e del lavoro deve uscire anch’esso dalla logica antiquata e perversa dello scontra tra imprenditori e lavoratori: la globalizzazione ha innovato profondamente i rapporti produttivi, e le rendite di categoria sclerotizzano il sistema ed ostacolano gli investimenti, riducendo la competitività e bloccando la crescita del Paese. La disoccupazione giovanile e femminile ha ormai raggiunto livelli da tragedia civile, ed una profonda riforma del settore ormai si impone: i liberali sono perciò convinti sostenitori delle riforme annunziate dal Governo Monti in materia, allo scopo di equiparare al massimo possibile tutti i lavoratori attuali e potenziali, nella consapevolezza che il lavoro degli “insider”, quando eccessivamente protetto, genera precarietà e povertà in chi ne è escluso e finisce per scoraggiare gli investimenti impedendo la crescita dell’economia.
    Quello delle pari opportunità è un principio fondamentale per i liberali: tutti i cittadini devono potere accedere al lavoro secondo le loro effettive capacità e non in ragione delle protezioni propiziate da caste, categorie, sindacati, ordini professionali, clientele politiche o anche solo da rapporti amicali.
    I liberali si fanno quindi promotori di una alleanza tra le classi sociali e le generazioni: va garantita ai più deboli ed ai giovani l’eguaglianza nei punti di partenza, ed ai migliori la possibilità di emergere liberamente diseguali, in ragione delle loro capacità propiziate da una scuola di eccellenza, che è il fondamentale ascensore sociale di una società libera e giusta; anche per questo, occorre procedere, sia pure per gradi, verso l’abolizione del valore legale dei titoli di studio, a partire dall’eliminazione dell’incidenza del voto di laurea, che, in presenza di un’offerta didattica così disomogenea, non è significativo del livello di un titolo; e quanto ai disabili, specie giovani, è proprio nel percorso scolastico che essi hanno necessità di essere maggiormente garantiti, perché tocca alla scuola il compito di metterli in grado di competere al meglio possibile coi loro coetanei meno sfortunati.
    In tale contesto, appare necessaria una rivisitazione della disciplina ordinistica delle professioni che, senza indulgere ad una inammissibile concezione mercantile, possa facilitare ai giovani più dotati l’accesso iniziale, lasciando alle loro capacità la possibilità di coltivarle con profitto, e garantendo al contempo il continuo ed effettivo aggiornamento professionale di tutti gli addetti, anche per evitare che le professioni diventino mere aree di parcheggio per disoccupati cronici.
    In particolare, all’avvocatura, che in Parlamento è tanto ricca di virtuali rappresentati quanto povera di reale rappresentanza politica, va celermente garantita l’approvazione della nuova legge professionale, storica rivendicazione sino ad oggi disattesa anche per inerzia ed incuranza degli stessi avvocati che siedono in Parlamento.
    5) Il PLI ritiene che le relazioni sindacali debbano orientarsi verso l’introduzione di un contratto nazionale minimo di lavoro, essenzialmente finalizzato alla parte normativa ed al minimo vitale, lasciando il resto alla contrattazione territoriale ed aziendale.
    Ogni lavoratore deve essere uguale agli altri nei diritti e nei doveri di base: salvo casi particolari dovuti alle peculiarità di taluni settori, e mentre si va ad incidere sulle rigidità del sistema, occorre disincentivare le forme atipiche di lavoro precario, surrettiziamente finalizzate a sfuggire a quelle rigidità; tutti coloro che prestano la loro opera subordinata hanno diritto ad un contratto a tempo indeterminato, mentre va lasciata all’imprenditore la possibilità di interromperlo, salvo indennizzo, per motivazioni aziendali o disciplinari, con la creazione di un’adeguata copertura assicurativa che consenta al lavoratore di avviarsi verso una nuova occupazione.
    Al contempo, anche il rapporto di pubblico impiego va profondamente rivisitato, equiparandolo normativamente a quello dei lavoratori del comparto privato: è inconcepibile che, a fronte di lavoratori privati esposti al rischio d’impresa, vi siano pubblici dipendenti illimitatamente garantiti, in termini che finiscono per gravare sulla fiscalità generale, come è inammissibile che le garanzie del pubblico dipendente siano fonte di clientele e di consenso elettorale, quando non di rapporti criminali.
    6) Va altresì attuata una profonda sburocratizzazione del Paese ed una lotta senza quartiere agli sprechi della politica e della pubblica amministrazione, con una profonda rivisitazione dei flussi di spesa: gran parte della spesa pubblica è clientelare ed improduttiva, e finisce per drenare risorse, già scarse, e generare sprechi; in particolare, il sistema delle consulenze esterne nelle pubbliche amministrazioni e negli enti statali va profondamente rivisto, dovendosi invece trovare nelle professionalità interne la risposta ad eventuali esigenze, mentre, in casi limite, ci si potrà rivolgere alle Università pubbliche, con un tariffario vincolato.
    7) Per abbattere un debito pubblico divenuto ormai insostenibile, è necessario intraprendere un serio programma di alienazione del patrimonio statale e degli enti locali, essendo impensabile che tale compito possa essere affidato alla fiscalità ordinaria, ormai giunta a livelli da espropriazione; mentre si procede alla razionalizzazione e riduzione della spesa statale, occorre quindi rimodulare il carico fiscale, spostandolo sui percettori di rendite ed invece liberando risorse a favore dei produttori di reddito; l’evasione e l’elusione fiscale, che alterano la libera concorrenza e mortificano i cittadini onesti, vanno combattute non solo con un’efficace azione di controllo, ma soprattutto in prevenzione, introducendo la pratica del conflitto virtuoso tra produttori e consumatori, ai quali va consentita una significativa detrazione del costo di beni e servizi, che è poi l’unico sistema in grado di favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi fiscali (tax compliance).
    8) E’ necessario abolire del tutto le pubbliche sovvenzioni agli organi di stampa, mentre va drasticamente ridimensionato il sistema dei rimborsi elettorali ai partiti, da commisurare alle spese effettivamente sostenute, mentre è necessario introdurre la certificazione dei bilanci dei partiti ad opera di un organismo neutrale e va incentivata la possibilità per i cittadini di finanziare direttamente il partito di riferimento.
    Anche il sistema delle indennità parlamentari andrà rivisitato: i Liberali sono consapevoli che si tratta di uno strumento di libertà e di civiltà, contro la deriva plutocratica ed aristocratica della politica. Tuttavia, è ormai evidente che esso si è nel tempo trasformato in un privilegio di casta: sia l’indennità parlamentare sia il sistema dei vitalizi vanno pertanto resi conformi alla media dei grandi paesi europei, tutti i rimborsi forfettari andranno aboliti, ed il parlamentare potrà ricevere solo un rimborso a piè di lista per le spese sostenute nei giorni di effettiva presenza in Parlamento, entro massimali prestabiliti, in modo da garantire il decoro della funzione parlamentare senza degradare in odiosi privilegi.
    Lo scandalo di assistenti parlamentari fasulli o sottopagati va fatto cessare, facendoli direttamente retribuire dalla Camera di appartenenza su indicazione del parlamentare, con contratti a termine e con divieto di altri incarichi in costanza di rapporto.
    9) Il laicismo, tema fondamentale per i liberali, va inteso nel senso corretto di terzietà e neutralità delle istituzioni rispetto alla sfera delle convinzioni e delle aspirazioni dell’individuo: per i Liberali, lo Stato non può in nessun caso influenzare con la legge la libertà delle scelte personali, specie sui temi eticamente sensibili, così come non può mettere vincoli alla ricerca scientifica, senza la quale l’Italia è destinata a restare ultima tra le società evolute.
    In tale contesto, è insopprimibile la libertà di scelta della donna sulla prevenzione e sull’interruzione di gravidanza; l’eventuale obiezione di coscienza dei medici, pure ammissibile, non potrà debordare sino alla negazione di quel diritto, mentre va trovato adeguato spazio per affermare il concorrente diritto alla paternità, senza tuttavia vanificare la scelta finale della donna.
    I liberali sostengono il principio costituzionale che vuole la famiglia come nucleo fondamentale della società, fondata sul matrimonio civile; ma sono del pari consapevoli che è gravemente discriminatorio, in ragione del sesso, il rifiuto di riconoscere dignità di rapporto legale alle diverse unioni che aspirano alla loro legittimazione di fronte alla società: una comunità familiare si caratterizza prima di tutto in ragione dei legami affettivi, di solidarietà e di mutuo sostegno che si vengono a creare fra chi ne è parte, e non sembra essenziale, ai fini della civile declinazione di queste caratteristiche, soffermarsi sul sesso dei suoi protagonisti.
    10) I liberali sono europeisti per antica convinzione, e da sempre sostengono la necessità dell’Europa politica, senza la quale non potrà reggere a lungo nessuna comunità economica.
    Ferma restando l’incrollabile fiducia nei valori delle democrazie occidentali e nella solidarietà transatlantica con le grandi democrazie americane, i liberali sono convinti della necessità di intensificare la collaborazione coi paesi del Mediterraneo, basata sull’inclusione e sull’accoglienza, come chiave di volta per stabilizzare quelle nascenti democrazie e per favorire un graduale processo di laicizzazione delle loro istituzioni.
    Anche in tale prospettiva, i liberali ritengono che con Israele e Turchia occorra implementare una significativa forma di associazione permanente, nella speranza che sia presto possibile una loro più stretta integrazione nell’Unione Europea.
    ******************
    CONCLUSIONI:
    Sulla base di questo decalogo liberale, significativo ma non esaustivo del suo impegno politico, il PLI proseguirà nella scelta di marcare, nell’autonomia, la propria individualità, mentre si ritiene impegnato a promuovere ogni sinergia politica che consenta di rafforzare l’Agenda Liberale del 21° secolo.
    Il 28° Congresso Nazionale del PLI, condivide ed approva la relazione del Segretario Nazionale on. Stefano de Luca ed indica come obiettivo strategico del Partito quello di rendersi promotore di un percorso costituente per l’aggregazione di tutti i liberali italiani, sia di quelli della diaspora apertasi nel 1994, sia, e soprattutto, di quei tanti altri che, specie tra le nuove generazioni, sono oggi nuovi sostenitori del liberalismo democratico europeo ed internazionale, che trova le sue emblematiche espressioni nel Partito Europeo dei Liberali Democratici e Riformatori (ELDR) e nell’Internazionale Liberale (L. I.), alle cui organizzazioni il PLI intende aderire.
    E quindi, mentre ribadisce la propria collocazione alternativa rispetto all’attuale bipolarismo italiano, il PLI, tenendo conto delle esigenze scaturenti dalla normativa elettorale, si propone di costruire e rafforzare alleanze politiche ed elettorali sia coi movimenti dichiaratamente liberali, sia con tutte le altre espressioni laiche della politica e della società civile, disposte a costruire coi liberali l’Italia del Futuro.
    Più liberali, più liberi!
    Firme: Enzo Palumbo, Carla Martino, Renata Jannuzzi, Salvatore Buccheri, Riccardo Dinucci, Nicola Fortuna, Claudio Gentile, Enzo Lombardo, Marco Marucco, Giancarlo Morandi, Antonio Pileggi, Marco Sabatini, Francesco Sisca, Roberto Sorcinelli, Eugenio Barca, Jacqueline Rastrelli, Grazio Trufolo, Mario Rampichini ed altri 110 delegati.

    Rispetto a quello di Giannino, e con tutto il rispetto dovuto a chi l’ha lanciato ed ai tanti che l’hanno condiviso, il pregio del Manifesto lanciato dal Congresso del PLI è che questo non guarda solo all’economia (come mi sembra fare il manifesto di Giannino), ma al complesso dei problemi della società italiana, non assembla consensi che si muovono in una logica anarco-liberista difficilmente compatibile con la realtà italiana (p.e. le firme del Tea Party italiano), mentre sconta la consapevolezza (che dal manifesto di Giannino non traspare) che la cultura liberale in Italia è oggettivamente minoritaria e quindi deve misurarsi con una realtà assai complessa, che deve essere governata senza rotture sociali che la renderebbero ingovernabile.

    Ovviamente, anche a me piacerebbe che in Italia ci fosse un significativo partito liberale “a due cifre”, come nel resto d’Europa; ma questa illusione, che è stata già coltivata nel 1994, ci allontana dalla soluzione, piuttosto che avvicinarci.
    Che quella del partito “a due cifre” sia un’ilusione lo dimostrano (vado per semplici enunciazioni):
    a) la storia antica dell’Italia, un paese che ha conosciuto la Controriforma cattolica senza avere avuto la Riforma protestante);
    b) la sua storia moderna, che ha visto il Risorgimento e l’Unità opera di piccole minoranze;
    c) la sua storia contemporanea, quella della c.d. prima Repubblica, e cioè nella vigenza di un sistema elettorale assolutamente proporzionale (e quindi tale da consentire il massimo della rappresentatività), che ha visto il PLI attestarsi normalmente sul 2-3%, raggiungendo un massimo del 7% nel 1963 e però usufruendo del consenso di un elettorato di destra impaurito dall’apertura a sinistra della DC e poi tornato subito nel suo tradizionale recinto conservatore non appena finita la paura;
    d) la sua storia più recente, che ha creato l’illusione del partito liberale di massa, e che ci ha fatto precipitare nella realtà del partito padronale che voleva essere contemporaneamente conservatore, liberale, popolare, socialista, e quant’altro.

    Per concludere, scusandomi per la lunghezza di questo testo, io credo che il meglio sia nemico del bene.
    Se continuiamo a coltivare l’illusione del partito liberale di massa, quella “massa” sarà costituita, (almeno nei tempi brevi che sono quelli della vita di ognuno di noi), da tantissimi “non liberali”.
    Penso che dovremo, almeno per il momento, contentarci di sanare l’anomalia italiana, che tra i protagonisti della politica, ahimè non vede un partito liberale significativo, e quindi cercare di costruirlo, partendo da ciò che già c’è e cercando di implementarne la consistenza e l’incidenza.
    Vogliamo, a cominciare da Giannino, provarci, qui ed ora, e non fra mille anni, quando saremo tutti morti?

    Ed infine, se da qualcosa si deve pure cominciare, perché non cominciare ad utilizzare il PLI, che, ancorché piccolo, è tuttavia l’unico che ha tenuto in piedi la bandiera dell’identità, quando tutti (compreso qualcuno che il Manifesto di Giannino l’ha firmato)correvano a rifugiarsi dentro i contenitori di plastica che volevano essere “tutto” senza essere “niente”..
    Ovviamente, si tratta di un punto di partenza, e poi ,… vedendo facendo

  40. Laurent

    @giuseppe
    … se è per questo, secondo me Giannino è anche troppo buono…

    @enzo palumbo
    Troppo lungo il suo articolo. Andiamo al sodo.

  41. erasmo67

    Vi fo un esempio:

    Un imprenditore che nel 2011 ha fatto un utile netto , pagate le imposte di quasi 5 milioni di euro su un fatturato di 40 milioni (non male vero ?)

    Quest’anno le cose vanno meno bene e ci si aspetta un calo di fatturato del 15% e dell’utile del 20%.

    Quindi l’imprenditore ha dichiarato 30 dipendenti in esubero su circa 200. Trenta dipendenti che costano circa 1 Milione di euro.

    Sono gli stessi dipendenti che nel 2011 e in tanti anni precedenti hanno permesso, con il loro lavoro e impegno all’imprenditore di diventare molto RICCO, loro ricchi non sono diventati.

    Nel 2012 l’imrenditore non perderà soldi, guadagnerà meno. Nel 2013 i 30 esuberi con l’assegno di mobilità saranno POVERI.

    E’ questa l’alleanza tra impresa e lavoro che avete in mente?

  42. sobrero silvio

    Bellissimo,bisogna fare qualcosa per salvare l’Italia, e toglierla dalle mani di quei
    farabutti che ci governano, di destra, di sinistra e di centro.

  43. Omar

    Da tempo aspettavo la nascita di un movimento realmente liberale cui aderire. I finti liberali presenti in parlamento, non si sono mai comportati come tali, ma al contrario hanno spremuto la macchina pubblica fino al “triste declino” dei giorni nostri. Gli sprechi spropositati e pluri-denunciati in libri, articoli e programmi televisivi, sembrano non scalfire per niente quelle “statue di cera” che ci amministrano, forse perchè gli interessi particolari prevalgono sempre e comunque sul bene comune.
    Il movimento promosso da Giannino & Co. vuole segnare un punto di rottura e avrà la mia adesione.

  44. giuseppe 1

    @Giuseppe
    “Ad ogni azione corrisponde una reazione…”

    Le cose sono andate troppo oltre per aspettarsi equilibrio e serenità di giudizio. Chi ha avuto l’avventura di essere imprenditore negli ultimi trent’anni ha dovuto resistere quotidianamente ad un’offensiva mediatica senza precedenti. Per contro, gli imprenditori non hanno mai avuto un atteggiamento negativo verso i dipendenti, ben sapendo che dall’altrui benessere dipende anche il loro. Tranne qualche invasato, che ancora oggi è minoritario e marginale. Forse dovremmo tutti renderci conto che il vero problema italiano è la sua classe dirigente in tutti i settori, Oligarchi che si sono auto insediati auto attribuendosi anche il relativo altissimo stipendio, distribuendo quà e là quel poco di elemosina necessario per mantenere il consenso. Una classe dirigente uscita pari pari dal fascismo e legittimata dalla Dc. Successivamente anche dalla Sinistra. Da ultimo, benedetta dal Pdl. Mezzo milione, un milione di persone da rimuovere e sostituire. Dimezzandogli e in alcuni casi decimandogli lo stipendio.

  45. Liza

    L’idea mi piace.
    Fermo restando che davvero non sia strumentalizzata e offerta in scialuppa ai soliti noti.
    Programmi e scelte serie e concrete è ciò di cui abbiamo bisogno ora.
    Ovviamente tutto il mio appoggio, siete tutte “teste” che seguo da parecchio tempo

  46. Girolamo

    Buongiorno, oggi ho nel leggere il giornale ho trovato qualcosa di nuovo, fermare il declino, un obbiettivo ambizioso per un paese come l’ITALIA, ambizioso per le molteplici persone che reggono il potere e che remano contro all’evoluzione del nostro paese.
    Faccio impresa da tanti anni, non per questo sono vecchio, ho inziato in tenera età, ho gestito nelle mie piccole società fino a 38 dipendenti, oggi ne ho 13.
    Fino a qualche anno fa, ero attivista della Confcommercio con incarico di presidente della confederazione abbigliamento/pelletteria, sono stato costretto a deporre nel cassetto le mie idee su come doveva funzionare l’associazionismo perchè mi sono scontrato con un sistema di piccoli e micro interessi che non permettevano di andare avanti, tranne sulla base di compromessi snaturando il mio progetto.
    Con questo spirito sarei onorato di dare un contributo all’inizializzazione del ferma il declino.
    Sono pronto a sacrificare il mio poco tempo libero per programmare un futuro migliore per tutti, dove i giovani ritrovano la dignità di esserlo e gli anziani a non perderla.
    saluti a presto

  47. Gianfranco

    L’Italia ha certamente bisogno di una revisione profonda di quasi tutti i meccanismi ma mi sembrate troppo ottimisti.
    Per tentare di aggredire le incrostazioni del sistema bisogna avere una visione a 360 gradi, assegnare ad ogni branchia una priorita’, avere idee nuove per la soluzione di ogni singolo problema che si vuole affrontare.
    O ci presentiamo per innovare, proponendo di fare cio’ che riteniamo di essere capaci e di avere le forze per fare, tenendo ben presente che i vecchi marpioni faranno di tutto per fagocitarci, come e’ avvenuto con Pannella, con Di Pietro, con Bossi e come sta per avvenire con Renzi e con Grillo.
    Qui i malati sono i politici in carriera e sono loro che ci hanno ridotti a mendicare.

  48. giuseppe 1

    @enzo palumbo
    Ho trovato questa Sua pregevole nota in risposta ad una lettera di Casini al Sole, della quale mi permetto di estrarre un brevissimo stralcio:

    “Anche i liberali pensano, come sostiene Casini, che non ci sia tempo da perdere, e sono da sempre convinti che il Centro (se così vogliamo chiamarlo), o sarà liberaldemocratico e riformatore, nel convergente impegno di laici e cattolici, o semplicemente non ci sarà, finendo per essere gregario di una destra brutalmente mercatista o di una sinistra ostinatamente dirigista.”

    Un solo piccolo commento. L’Udc attualmente non ha neanche la punta del dito mignolo che assomigli a qualcosa di vagamente liberale. Per quanto riguarda invece la sottolinetura del termine “Liberaldemoctatico”, pienamente d’accordo. Ricordandosi però che già esiste un partitino che esibisce tale denominazione. Anche in quello fatico a rinvenire le ragioni di cotanto nome.

  49. Simone

    Poche volte capita di leggere un documento tanto lucido!
    Aggreghiamo le nostre forze per riconquistare la liberta e tornare ad essere cittadini e non sudditi di questa casta di burocrati e di parti, avvezzi solo al clientelismo.

  50. paolo iose

    Sono un’ imprenditore dei castelli Romani e mi piacerebbe dare un contributo concreto a divulgare questo progetto tra le persone che conosco ed essere un riferimento per tutti coloro , che vivono in questo territorio e sono stufi di essere vessati da uno stato marcio e corrotto, e vorrebbero lavorare onestamente e sviluppare le proprie realta’ commerciali di imprese e di artigiani.

  51. zioccai

    In bocca al lupo.
    Siete grandi e vaccinati, per cui con oggi -che avete fatto coming out- sapete che v’aspetta, nell’agone politico.

    Non sono d’accordo con l’intero programma che proponete (i 10 punti). Ma di una forze liberale e liberista, intelligente, non ideologica (spero), non intramacciata (spero), l’Italia ne ha forte bisogno.

    Benvenuti, buon lavoro

  52. Piddino

    Forse nel Manifesto occorreva dire qualcosa anche sull’euro e sull’Europa e non solo sui tagli ai costi dell’acqua per spegnere l’incendio.

  53. @giuseppe 1
    La mia lettera aperta a casini è del 29 aprile 2012, è così concludeva:

    “E quindi, se l’on. Casini ed il suo “autosciolto” partito vorranno confrontarsi, nel reciproco rispetto, anche coi liberali del PLI – che la “testa” in Europa ce l’hanno già da sempre, mentre il loro “corpo” italiano sta provando a crescere tra mille difficoltà – non mancheranno le occasioni per fare insieme, distinti ma tutt’altro che distanti, un percorso comune per riportare l’Italia tra le nazioni più avanzate dell’Occidente.
    Di occasioni, intanto, ce n’è già una a portata di mano: la legge di iniziativa popolare proposta dal prof. Pellegrino Capaldo per eliminare il finanziamento pubblico ai partiti, che il Consiglio Nazionale del PLI, proprio sabato scorso, ha deciso di sostenere, contribuendo alla raccolta delle firme; e sono certo che altre occasioni non mancheranno, se solo le vorremo cercare insieme”.

    Sta di fatto che, da allora, Casini non solo non ha fatto alcun passo nella direzione auspicata, ma ha addirittura fatto molti passi indietro; dopo avere sciolto (ovviamente per finta) il suo partito, ha sciolto (e questa volta realmente) il “polo di centro”, e quindi perdendo ogni contatto con la parte liberale del Paese, e quindi del tutto vanificando la speranza che avevo allora espresso.
    Quanto al c.d. partito “liberaldemocratico”, di movimenti sedicenti liberali è pieno il web, e, purtroppo, anche la politica.
    Mi permetto di dire che i nomi non contano nulla se ad essi non si accompagnano personaggi e comportamenti credibili e coerenti nel tempo rispetto ai propositi che si affermano.
    Ed è agevole constatare che quel “partitino” è fatto da democristiani di lungo corso, che nell’ultimo anno e mezzo hanno attraversato senza alcuna esitazione tutti i (labili) confini della politica italiana.
    Credo che questo dovrebbe bastare per dare ad ognun la patente che si merita, piuttosto che quella che si attribuisce.

  54. LucaS

    X Massimo74

    Perfavore non cominciamo subito a fare gli stizzinosi tra di noi dicendo che non è abbastanza liberista che non è quà e non è la! Secondo me è una cosa eccellente! Se il partito nascerà e riuscirà ad attuare gli obbiettivi primari, poi si passerà ai secondari e cosi via ma perfavore non facciamo i supermen e teniamo ben presente che per l’Italia questo programma, se realizzato, sarà uno shock epocale! Se il partito vince benissimo ma anche se perderà contribuirà in modo determinante a orientare e condizionare i futuri governi e a fargli rendere conto di fronte ai cittadini.

  55. Federico Capraro

    Non avrei saputo chi votare.Non ne posso piu di vedere le solite facce ne sentire i soliti discorsi di persone che ci hanno portato in questa situazione e hanno la faccia tosta di riproporsi. Grillo si propone di mandarli a casa ma non si capisce cosa propone dopo per cui sarebbe un salto nel buio da irresponsabili per quello che potrebbe combinare e non ce lo possiamo permettere. Seguo Giannini e ho letto il programma proposto. Ora so cosa votare e sarò parte attiva nel mettere a conoscenza altri amici di questa iniziativa e sostenerla. Federico

  56. fabio

    ok mi piace, persone di senno che finalmente provano a passare ai fatti, ma vincere il pantano burocratico dei diritti acquisiti e di una costituzione obsoleta avrà il sapore di una rivoluzione, difficile che sia indolore temo…. pianti e lacrime ..in specialmodo da coloro che poco guadagnano ma niente fanno

  57. Sebastiano Scanavino

    Mi sembra tutto già detto e tutto scritto.
    La realtà spagnola o greca o nostra e’ nella storia. I confini politici sono superati, i ministri economici dei paesi che non si riconoscono nello spirito della politica economica e sociale della Germania e dei suoi alleati devono avere il coraggio di prendere la situazione in mano e unendo quello che resta di creare una realtà politica ed economica alternativa, ma tutti insieme. Non ci siamo solo noi che già siamo nell euro, ma anche quelli che hanno ancora le loro monete come la Romania, la Bulgaria e così via.
    Grazie per l attenzione Sebastiano Scanavino

  58. adriano q

    Uno spiraglio per chi non ha appartenenza e si trova privo di rappresentanza.Prematuri i commenti ma i dieci punti,anche se generici e incompleti,sono tutti ampiamente condivisibili.Capisco il complesso di Bonaparte e che nell’attuale marasma un nuovo movimento possa prescindere dai percorsi canonici e fare a meno di un leader ma anche in partenza c’è bisogno di qualcuno di cui fidarsi e che magari possa aiutare a far chiasso.Gli autorevoli compagni di avventura non me ne vogliano ma,se si dovesse votare domani,il nome di Giannino potrebbe essere il valore aggiunto oltre a dare le necessarie e sufficienti garanzie di serietà e credibilità.

  59. marcomaria

    Dott.Giannino mi fa’ piacere che faccia qualcosa di concreto per il nostro Paese e, nel frattempo, Le do’ un consiglio non richiesto: in primis se vuole intaccare il “vecchio” sistema faccia come in Portogallo,ovvero proponga ed attui successivamente una Legge per cui un reddito netto annuo (esempio) di 20,000 euro debba corrispondere necessariamente al conto corrente.Uso diffuso delle carte di credito con commissioni popolari e estinzione o quasi del contante! Con i moderni sistemi informatici chi non ha nulla da temere (evitiamo scuse di privacy-oggi inesistente- o di Grande fratello) non commenta.Addio a evasori ,prestanomi,e illeciti economico-finanziari; ognuno di noi deve dimostrare i proventi come nei Paesi piu’ civili del nostro.Veduti gli incassi da questa banale mossa si procedera’ alla regolamentazione “numerica” degli addetti nei vari comparti in base a parametri medi europei,ecc.ecc.Distinti saluti e crepi il lupo.Marco, ovvero l’illuso cinquantenne.

  60. max

    sono fortemente deluso e sorpreso: nettamente insufficente al punto di essere inutile
    tutto stà nei tre obiettivi quantitativi
    A-ridurre lo stock di debito …. ma non si dà nessun obiettivo numerico concreto
    B-ridurre le spese di 6 punti in 5 anni….. al più si può dire “meglio che nulla” ma serve 3 o 4 volte tanto per avere un effetto sensibile, in questa fase… servono grosse discontinuità per non procedere nella caduta verso il peggio
    C-ridurre la pressione fiscale totale di 5 punti in 5 anni…come sopra

    Vedo che lei Dott. Giannino si ritrova invece in questo testo, questo davvero non riesco a capirlo

    Certamente nel panorama politico attuale questo è il meglio che si può trovare, si sà che nel mondo dei ciechi l’orbo è re, questo è il meglio che riesco a dire di questo manifesto che avevo tantoo atteso

  61. Pasquale VASSALLO

    Bravo Dr.Giannino e anche Voi dell’Istituto Leoni,che i migliori scendano in campo anche se non direttamente,già è un buon viatico,per cambiare le cose.Chissà che il sogno di un’Italia autenticamente liberale si avvera,auguri ed ad majora………..non vi perderò di vista…

  62. Alfonso Siano

    Sono un commerciante salernitano sessantaquattrenne con varie esperienze nel campo del commercio, del turismo e dello sport. Proprio questo mio continuo confronto con la realtà locale, mi ha spinto, sei anni fa, a candidarmi al Consiglio Comunale di Salerno in una lista civica capitanata dal mitico Vincenzo De Luca, conosciutissimo in tutt’Italia per il suo decisionismo nell’affrontare i tanti problemi del territorio. Mi aveva spinto a questo passo, in una famiglia in cui la politica era sempre rimasta fuori, tranne un nonno materno tantissimi anni fa,Sindaco a Solofra, la voglia di contribuire DISINTERESSATAMENTE, alla crescita di questa nostra città che, nonostante le trionfali affermazioni del suo Sindaco, ha carenze socio economiche enormi. L’entusiasmo iniziale si è presto sopito ed infine è completamente svanito di fronte ad un sistema politico granitico che non consentiva a me e agli altri componenti il Consiglio Comunale, di lavorare seriamente e produttivamente. Questo stato di cose mi ha convinto, dopo tre anni di inutili tentativi per trovare uno spazio in cui operare, a presentare le mie dimissioni, respinte dal Sindaco: sbagliai perchè dovevo perseverare nella mia decisione, ma mi lasciai convincere a rimanere. Sono stati altri due anni di sofferenza, ma alla fine, come avevo preannunciato, non mi sono più ricandidato. Ora vivo uno stato di frustrazione e mi piacerebbe trovare persone serie che mi coinvolgessero in un progetto come quello da Voi stilato, anche senza essere coinvolto in prima persona, non avendo nessuna ambizione politica. Attendo, se lo riterrete opportuno, un Vs. riscontro.

  63. Massimo74

    @marcomaria

    Qui si parla di un manifesto di ispirazione liberale e tu te ne esci con queste castronerie sulla riduzione dell’uso del contante?Ma lo sai almeno cosa vorrebbe dire una cosa del genere e quali conseguenze avrebbe(non certo quella di debellare l’evasione)?Leggiti questo articolo per farti un idea:

    http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=793:inorriditi-scioccati-sdegnati-e-basiti&catid=39:politiche-economiche&Itemid=176

  64. …elegantemente definite clientele i mali i questo paese, ma ancora una volta anche voi non vi ‘sporcate le mani’ e non evidenziate che quelle clientele hanno matrice mafiosa e che in ampi spazi del ns stato dettano le regole e influenzano il territorio in modo soverciante, trainando il resto dell’Italia sempre più verso il baratro morale prima che economico e politico.
    Anche voi dunque non desierate parlare dei mali veri del paese, ne parlate per declinazioni, non volete togliere i veli d’ombra dalle menti degli italiani.
    Se così è , scusate ma non abbiamo bisogno di altre proposte basate su ipocrisia e mistificazione.

  65. Filippo

    non sono esperto di politica, di questa nota politica per fortuna. Mi sembra che il tempo per cambiare sia giunto da un pezzo. Se abbiamo la determinazione di cambiare qualcosa bisogna alzarsi da soli e cominciare a fare ciò che da soli non si può fare: cerchiamo di trovare un “aggregazione sul programma” e cerchiamo di non perderci in chiacchere o a fare distinguo. Se abbiamo un obbiettivo comune e vorrei veramente che fosse per tutti quello di salvare il nostro Paese, allora, insieme, possiamo.

  66. benedetto antonini

    Complimenti Giannino, aderisco con entusiasmo a “fermare il declino”. Ho letto i decalogo e lo condivido in pieno, tuttavia propongo lo si trasformo in endecalogo, integrandolo con un nuovo e irrinunciabile articolo. Le proprietà possesute da chiunque sia stato impegnato in politica, abbia occupato una posizione nella pubblica amministrazione e gestito denaro pubblico devono essere compatibili con la dichiarazione dei redditi degli ultimi 20 anni. In caso contrario si confischino perché evidentemente sono state acquistate con denaro di provenienza illecita. Questi personaggi che hanno rovinato il Paese e la vita di alcune generazioni di persone siano tolti i diritti: niente patente, niente passaporto, niente lavoro. Meriterebbero la ghigliottina ma siamo un Paese civile …. basterà il carcere e vi entrino camminando fra due ali di cittadini che li coprano di sputi. Siano accompagnati in carcere dalle loro famiglie – anche queste sotto gli sputi – perché colpevoli di un arricchimento “a loro insaputa”.

  67. Salve Dottor Giannino, molti parlano della sua discesa in campo Politico.!!
    Sono Piero Di Bello è ritengo che l’unica, e quando dico unica è unica, soluzione per questa crisi finanziaria senza ugual precedenti è la seguente:
    Chiunque vinca le Elezioni Politiche la deve nominarla Ministro dell’Economia e Presidente del Consiglio, permettendole per 10 anni di poter fare tutte le riforme possibili ed inimmaginabili che questo paese necessita.
    La sua discesa in campo potrà creare 2 tronchi di società civile che ai divide tra il Suo ed il M5S.
    Ritengo che dai valori che ha ben rappresentato nei motivi che l’hanno spinta a creare questo movimento ci sia la partecipazione civile dell’italiano, ritengo che condivisa la rivoluzione culturale in atto da Democrazia Rappresentativa a DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA.
    Allora perché avere 2 Movimenti simili?!
    Perché non si mette come Presidente del Consiglio e Ministro dell’economia del M5S?? Se non le piace il nome lo cambiamo!!
    I ragazzi del M5S hanno bisogno di una guida
    Con gli SKILL come i suoi, Beppe Grillo è solo uno scuotitore

  68. Enea

    Lodevole iniziativa…. speriamo che abbia successo!!
    Ma leggendo i dieci punti programmatici…. sono rimasto deluso dalla solita “politically correct”
    Leggendo il punto 2 non ho letto esplicitamente quello che nessuno ha il coraggio di dire chiaramente ed esplicitamente…. DIMEZZARE IN 5 ANNI I DIPENDENTI PUBBLICI!! …..purtroppo neanche Tu Dott. Giannino hai il coraggio di dirlo Chiaramente!!
    Voglio condividere con voi il mio pensiero con una parodia:
    Se in una classica famiglia, con due stipendi e una pensione entrano 4.000 euro al mese , questa famiglia non può spenderne 6000 ogni mese,
    magari ostinandosi ad usufruire di servizi apparentemente necessari come il giardiniere, la cameriera e l’autista …..
    alla lunga i debiti la sommergeranno!!!!
    Neanche è pensabile che il capofamiglia per risolvere il problema faccia gli straordinari al lavoro per aumentare le entrate di qualche Euro…..
    iniziativa sbagliata che non annullerà il costante indebitamento mensile!!
    Se il capo famiglia è una persona assennata l’unica cosa che DEVE fare e dire a tutta la famiglia :
    Ragazzi MANDIAMO A CASA il giardiniere, la cameriera e l’autista ….da oggi l’erba del giardino la taglio io, il pranzo lo cucina la mamma e la macchina la guidiamo ognuno x se, e anziché vivere con 6000 euro al mese “campiamo” con 3.000, così 1.000 euro al mese, ci riduciamo il debito accumulato!!

    -4.500.000 di DIPENDENTI PUBBLICI (che non contribuiscono al gettito nelle casse dello stato neanche di 1 euro!)…. Non ce li possiamo più permettere…….

    -1.300.000 persone che campano con la politica (inclusi anche il migliaio di parlamentari)… non ce li possiamo più permettere….

    – 7.000 società, Enti, Consorzi, Autorità di Ambito, società partecipate che con tutti i rispettivi mega consigli di amministrazione… non ce li possiamo più permettere….

    – 700.000 persone con mandato sindacale a tutti i livelli: delegati, dirigenti, membri di commissioni che campano sulle spalle di chi lavora…. non ce li possiamo più permettere….

    SE, ALLA CASSE DELLO STATO ENTRANO 820 MILIARDI L’ANNO, NON POSSIAMO SPENDERE 400 MILIARDI SOLO PER FAR FUNZIONARE LA MACCHINA PUBBLICA …. NE DEVONO BASTARE 250 E I 150 MILIARDI RISPARMIATI ANNUALMENTE VANNO IMPIGATI PER GLI INVESTIMENTI, LA CRESCITA E LE INFRASTRUTTURE E IN PARTE A RIDURRE L’ENTITA DEL DEBITO!!!

    QUINDI CI VUOLE UN TAGLIO NETTO, DECISO E RILEVANTE DELLA SPESA PUBBLICA…. MA NON AVETE LE PALLE PER FARLO …. D’ALTRONDE NESSUN TACCHINO SI AUTOIVITA A PRANZO X IL NATALE!!!!!!!

  69. Francesco_P

    Qualcosa inizia a muoversi. La resistenza alla follia del sistema partitico, corporativo e clientelare inizia a trovare dei punti di riferimento attorno a cui aggregare consenso e promuovere iniziative per contrastare il declino della nazione in cui viviamo.

    Però, dr. Giannino, manca l’undicesima e più importante proposta: SEMPLIFICARE, SEMPLIFICARE, SEMPLIFICARE

    Non ci si può solo riferire al sistema tributario; bisogna snellire tutta l’architettura ottocentesca dello Stato e della sua burocrazia, peggiorata dal corporativismo del periodo fascista e successivamente dal consociativismo e dalla concertazione della prima e seconda repubblica.

  70. Capienza

    Capirai 5 punti di tasse in 5 anni. Uno sforzo immane da tecnici che ti fanno restare bocconi. Ce l’ha Giannino la forza di licenziare in tronco tutti quelli del ministero dell’economia ed enti annessi e connessi?

  71. Gianni Mangino

    … Caro Oscar ti ascolto tutte le mattine … ma solo ultimamente mi piace di + quello che dici !!! … perchè sembra che Beppe Grillo sia entrato in te ultimamente ! … infatti molte cose che hai messo sul tuo manifesto sono = a quelle espresse dal movimento M5S ! Con questo non voglio che offendere il tuo operato … anzi mi fa molto piacere che una persona come te … sia arrivata a dire e a fare tutto questo ! Vorrà dire che ti spartirai i voti con il movimento M5S !!! … quando si degneranno di farci votare !!! … e sempre che non si faccino una legge elettorale … con scritto sù che nessun nuovo soggetto politico si possa presentare !
    Cordiali saluti
    Gianni

  72. Elisabetta

    Non abbiamo più tempo. Fermare il declino …… Velocemente. Serietà, rigore, rispetto, semplicità, parole oramai sconosciute alla maggioranza di quei bei facciotti che ogni giorno vedo su emittenti televisive e giornali, ancora senza vergogna.

    Abbiamo perso tanto tempo utile. Via si parte!!!!!!

  73. Tommymas

    Grazie Giannino, questa inizativa da speranza a tanti, non se lo immagina quanto, e ci voleva coraggio! Ora sta a tutti noi metterla in pratica e cercare di riformare questo STATO MEDIEVALE, con determinazione, coerenza, disciplina e coraggio! Non sara’ facile ma ne vale la pena, proviamoci!

  74. Lorenzo

    “fabio” (28-7-12 / 11:59)
    Ottima osservazione, ho sentito parlare esperti che sostenevano esattamente la stessa cosa; io non sono un esperto, ma sono pienamente d’accordo: per me non è affatto una sciocchezza.

    “erasmo67” (28-7-12 / 15:43)
    Giusto: il problema è serio. Si dovrebbe fare come in quell’azienda giapponese, che ha perso profitti per colpa dell’incompetenza del direttore marketing, ed hanno licenziato LUI, non gli operai. Ma anche se può sembrare strano, questo è avvenuto in un paese ad economia di mercato, più capitalista di noi, e non in una economia pianificata e falsamente protezionista. Credo che la risposta al tuo discorso si trova nel punto 5 di “fermare il declino”, dove si dice: “sostenere i livelli di reddito di chi momentaneamente perde il lavoro…” (dato che in una economia sana perdere un lavoro non è una tragedia perché, quando le cose funzionano, in breve se ne trova un altro – da noi invece una volta perso… addio (e lo dice un disoccupato), ma questo non dipende dal liberismo, ma anzi, dal fatto che il nostro sistema è fin troppo “incatenato”). Insomma, ci vuole qualcosa di simile a quanto sostenuto dai sindacati dei paesi avanzati del nord Europa: tutelare il LAVORATORE e non il “posto” di lavoro, che è sempre variabile. Qualcosa del genere l’aveva realizzata (tempo fa, ora non so) un’importante agenzia di lavoro negli USA: chi si iscrive riceve stipendio pieno nei periodi di attività e un salario minimo garantito (dall’agenzia) nei periodi di attesa, per cui l’agenzia stessa ha interesse a ricollocare il lavoratore il più presto possibile…

    Esimio Prof. Giannino,
    io, da povero profano, negli ultimi anni ho cercato in ogni direzione pareri qualificati (alcuni rivelatisi solo millantati) che mi aiutassero a capire come interpretare gli eventi e di conseguenza, orientarmi. Non ci ho capito molto lo stesso, ma ho capito che Lei, insieme agli altri promotori di questa iniziativa, da me già apprezzati, lo capite. Ma questo non mi può certo bastare: nel frattempo ho per mio conto maturato delle mie idee ed una visione d’insieme delle cose, in parte forse idealista o addirittura utopica, ma che per la parte più “realistica” è sostanzialmente identica, “quasi” del tutto, a quella esposta in questo manifesto. Qui ho ritrovato le idee maturate negli ultimi anni di osservazione e riflessione e che ora hanno trovato contemporaneamente non solo un luogo di rappresentazione, ma anche l’agognato approdo per una prospettiva di partecipazione concreta. Le sono grato per quello che fa, perché ammiro la sua competenza e la sua capacità comunicativa, ma ancor più il suo modo aperto e umanizzante di affrontare problemi e interlocutori, cosa che non è facile trovare nell’area di appartenenza del “pensiero liberale”. Lo dico perché a volte mi sono imbattuto in mentalità meschine, di gente che in nome di un malinteso “liberismo”, in realtà vuole solo “far soldi”, senza scrupoli, né alcuna sensibilità; gente che non mi ha fatto sentire accolto, ma respinto. E’ un particolare importante. Spero che questa nascente Sedizione Liberale, finalmente possa ridare a tutti la gioia di appartenere ad un Paese giusto, pulito e meritocratico. Non sarà facile perché, come afferma uno psicologo statunitense, quando cominciamo a riappropriarci della nostra autonomia e a liberarci dal “controllo mentale” di chi per tanto tempo ci ha tenuti assoggettati, il minimo che possiamo aspettarci è una forte reazione negativa, nel tentativo di rimandarci indietro, nella nicchia in cui eravamo stati confinati; ma questa sfida non mi scoraggia affatto, anzi mi fa ritrovare la motivazione persa. In finale, parafrasando Garibaldi, “Aderisco”!

    Cordiali saluti.

  75. LUIGISUPERMOCCIOSO

    Caro Giannino sono liberale, mio padre è liberale, mio nonno era liberale….non posso che essere d’accordo.
    Solo una cosa…se possibile…mi può spiegare cosa ci fa su questo blog la pubblicità di un libro su come muovere 40.000 euro con soli 100 euro (leva finanziaria)? Non le pare quanto meno di cattivo gusto?
    Un augurio per tutti

  76. Mazzivr

    Se non cambiamo completamente la MENTALITA’ mafiosa che da Nord a Sud del nostro bel paese ci identifica in tutta Europa saremo sempre in continuo declino! Mafia Camorra ‘Ndrangheta, “nient’altro” che estreme espressioni di una mentalità diffusa su tutto il territorio italiano!

  77. Morris Vincent

    Chi decide il programma?
    Perché dovrei preferire voi rispetto al movimento 5 stelle?

  78. ramoverde

    Molto interessante.
    Questa si che è Politica con la P maiuscola.
    Bravo Giannino e bravi tutti gli ideatori.
    E’ di questo che abbiamo bisogno ! Bravi, bravi, bravi !

  79. Capienza

    La patrimoniale per abbattere il debito va fatta in questo modo:

    1) Si fa una legge che blocca le vendite delle obbligazioni italiane in possesso di italiani.

    2) Si stabilisce con un’altra legge che capitali e interessi di obbligazioni italiane in possesso di italiani restano congelate per 100 anni.

  80. Lorenzo D'Apolito

    @erasmo67
    L’alternativa i9nvece è mantenere i 30 dipendenti con i soldi di Pantalone per un’altro lustro e poi far afllire tutta l’azienda ormai decotta.
    Dunque invece di 30 poveri 200 poveri.

    Questa è l’alternativa.

    Altre non ve ne sono.

    E questa è la storia dell’industria italiana.

  81. Gaetano Criscenti

    Certo, l’iniziativa è valida ed in linea con un certo movimento di risveglio del liberalismo. Ma quando sento GIORGIO STRACQADANIO ex alfiere diBerlusconi, addirittura concorrente della Santacchè nel dichiararsi più berlusconiano di tutti, ex complottista versura lo stesso governo di Berlusconi ( ricordate la cena dei frondisti) ex fedelissimo di Pannella, ex tutto, ma sicuro e costante riferimento mondiale dei narcisi che vogliono stare sempre a cavallo, dichiarare tutto il suo amore per Giannino, ed anticipare la sua partecipazione al nuovo progetto, allora comincio a dubitare che non sia altro che un’altra zattera su cui vorranno prendere posto i più spregevoli – perché spregevole è colui che pur di compiacere il principe forza la ragione ed i fatti – epigoni dell’Italia del declino.
    Se, invece, ci fosse una dichiarazione simile a quella di Montezemolo sul rifiuto di imbarcare chicchessia del vecchio PDL, nella barca, allora si potrebbe cominciare a discutere.

  82. adriano q

    @marcomaria Mi associo,come ogni volta si ricorda la possibilità di abolire il contante.Riforma semplice,potenzialmente rivoluzionaria e quindi avversata.L’ultima obiezione è stata “viola la riservatezza”.Con l’attuale licenza totale di accesso dell’agenzia chissà a quali riserve ci si riferisca.Forse a quelle indiane.

  83. Claudio Di Croce

    @erasmo67
    Se non ci fosse stato l’imprenditore che ha creato l’azienda cosa avrebbero fatto i suoi dioendenti ? Sarebbero andati tutti nella PA a rubare lo stipendio senza lavorare come probabilmente fa lei ?

  84. erasmo67

    Insisto:

    come si fa a chiama un movimento ALLEANZA IMPRESA LAVORO senza la rappresentanza del LAVORO ???

    Mi risponderebbe il caro Giannino ?

  85. giancarlo

    Fatta però la conta di quanti siamo a supporto cercate di organizzare presto le cose e soprattuttutto bene ! Come ben sai Oscar non abbiamo molto tempo e i ns ‘governanti’ sentendo il fiato sul collo le proveranno tutte per continuare a stare lì… pensa quanto sono atterriti dall’idea di dover andare a lavorare magari a tempo determinato soprattutto adesso che devono anche pagarsi le vacanze estive e tenersi le ricevute.
    Pertanto regole di partecipazione chiare basate sul merito, sulla disponibilità, sulla limitata durata temporale della eventuale carica. NO PROFESSIONISTI DELLA POLITICA NUOVI O RECICLATI. SOLO DURATE A TEMPO con una semplice regola: STESSO STIPENDIO DELLA VECCHIA OCCUPAZIONE per qualsiasi attività pubblica e se prima facevi il politico salti il turno fino a che non dimostri di avere una diversa possibilità occupazionale

    In bocca al lupo! Ti aspetta una estate movimentata ma siamo con te e siamo tanti.

  86. alessandra

    caro giannino cosa pensa di fare della magistratura italiana? lei crede non dover considerare il problema magistratura ? f non vede il problema per il paese Italia o politicamente pensa di affiancarsi al fatto?

  87. Cristiano Radicchi

    L’idea è molto interessante e probabilmente mette in atto un bisogno che molti Italiani come me percepiscono da tempo: disporre di un punto di riferimento CREDIBILE da poter seguire ad e cui affidarsi per uscire dal mare in tempesta in cui ci troviamo.
    Un riferimento che abbia DAVVERO a cuore i punti cardine che dovrebbero caratterizzare uno stato democratico: giustizia sociale, servizi pubblici (pubblica istruzione e sanità al primo posto), lavoro ed etica del lavoro (sia da parte dei lavoratori che dei loro datori) e sviluppo economico (con in testa ricerca scientifica ed innovazione).
    Per arrivare a raggiungere questi obiettivi serviranno ancora sacrifici ma soprattutto decisioni coraggiose e, ove necessario, anche impegnative se non addirittura dure.
    Bisogna coltivare il concetto di produttività e responsabilità nel pubblico impiego come da sempre si fa nel privato e mettere in campo tutte le riforme necessarie per evitare che i manager pubblici, cioè coloro che materialmente autorizzano le spese, lo facciano consapevolmente, sapendo che verranno giudicati periodicamente e che da quel giudizio dipenderà la loro futura carriera.
    Bisogna farla finita con i politici di carriera che grazie a straordinarie doti di trasformismo (o si chiama faccia tosta ??) rimangono ai loro posti per decenni accumulando denaro e potere (tanto sono la stessa cosa) alla faccia di chi li ha votati, un tempo, quando magari erano nello schieramento opposto.
    Mi sono da tempo convinto che l’Italia (come popolo e come paese) sia ancora molto immatura per poter godere della migliore forma di governo possibile: la Democrazia.
    Qui da noi il concetto di Democrazia viene interpretato da molti come il sacrosanto diritto di farsi gli affari propri, alla faccia di tutti gli altri. Il bene comune non esiste, esiste solo il proprio interesse e subito dopo quello di parenti ed amici.
    Ci vorranno ancora parecchie generazioni per far crescere gli Italiani da questo punto di vista e abbiamo a disposizione solo due mezzi per arrivarci: la scuola (ma dovrà essere moderna e supportata da insegnanti veramente ben preparati) e l’esempio di chi sarà alla guida, non solo del paese ma di tutte le organizzazioni e le strutture, pubbliche e private, con cui i futuri connazionali avranno a che fare.
    La consapevolezza di essere guidati da politici che, senza alcun ritegno, pongono i loro interessi (sia economici che di altro genere) al primo posto nelle loro agende di governo, è sicuramente la peggiore delle maestre.
    Facciamo in modo che non accada più (o almeno PROVIAMOCI !!!).

  88. omero mastix

    Occorre sbrigarsi con l’organizzazione, perché i furbi lentocrati sono diventati lepri veloci da quando hanno capito che a marzo 2013 molto potrebbe cambiare. Vogliono rinnovare il contratto con Monti finché c’è Napolitano, perché del prossimo PdR non possono fidarsi. Occorre scongiurare le elezioni a Novembre! Dobbiamo essere presenti con persone vivaci e convincenti nei vari programmi TV, prima ancora di crearsi in partito. Non sono più un giovane virgulto, ma per quanto mi è possibile, vorrei aiutravi.

  89. mario unnia

    Caro Giannino, poichè nel testo si dice chiaramente che ‘i criteri dell’autofinanziamento sono ispirati alla massima trasparenza’, credo che i simpatizzanti, e no, vorrebbero sapere quanto è costata la campagna di stampa, e chi l’ha pagata. Grazie.

  90. franco

    “Senza un nuovo patto con gli italiani, non si vince la resistenza dei mille campanili e delle mille lobbies. Tra i produttori che diventano ex, e coloro che non lo diventeranno mai, lo Stato cattivo regolatore ha finito per radicare anche pessimi comportamenti civili, dall’evasione fiscale ai finti invalidi, dalla bassa produttività a gare e prezzi per gli amici degli amici. E’ questo ostacolo che occorre spezzare, e non lo si fa senza vincolarsi con gli italiani a un preciso patto perché le vittime della bassa crescita e della discrezionalità pubblica si vedano concretamente retrocessi i frutti dei duri interventi necessari a mutare le troppe rendite di posizione.”

    SARETE IN GRADO DI NON PERDERE DI VISTA QUES’IMPEGNO????????????

  91. Levin

    Caro Giannino, sogno il giorno in cui gli italiani non si rassegneranno più a farsi trattare da sudditi da uno Stato ladro occupato da orde di lestofanti.

  92. Ago86

    PRESENTE ! la domada è: sono pronti i sudditi italiani ad un cambiamento simile? avranno il coraggio di sfidare lo stato e lo status quo? IO lo SPERO VIVAMENTE! complimenti per l’iniziativa che contribuirò a sostenere e a diffondere!

  93. alessandro nunziante

    Buongiorno Oscar, sono con lei! Sono anche convinto che moltissime persone “libere” dalle ideologie possano condividere gran parte delle premesse e delle proposte lette nel manifesto e, nel mio piccolo, cerchero’ di attivarmi perche’ cio’ succeda.Spero lo facciano in molti!

  94. Marco G Marchionni

    1) Cito da Giannino:”E’ l’Italia che sta peggio, non dei ricchi patrimoni, quella alla quale ci rivolgiamo per una nuova forza politica.”
    Orbene, l’inadeguatezza etica del nome Marcegaglia associato ad un punto del genere mi sembra lapalissiana (non vorrei rivangare questioncine fiscali…).
    2) curioso che i politici sostenitori non si siano dichiarati tali nell’adesione al manifesto bensi’ abbiano rivangato precedenti professioni o dichiarato presidenze di sconosciute associazioni o fondazioni. Pessimo segnale. Puzza molto di trasformisti.
    3) troppi professori, troppi accademici per essere davvero un movimento dalla parte della PMI. Mi spiace, non temo smentita e sono disponibile a vedermela con chiunque: i professori sanno ZERO di cosa voglia dire aprire la saracinesca alla mattina con due loschi figuri fuori che si fumano una siga con due faldoni in mano su cui campeggia il nome della tua azienda e poi, soprattutto, poterla riaprire il giorno seguente. Ove troppa docenza, poca sostanza.
    In generale: idea buona. Approccio sbagliato Top-down. Gli squali di ritorno stanno gia’ girando (Casini, FLI, Fini,…)
    Se Giannino non ci mette la faccia e si carica la responsabilita’ sulle spalle, anche di sbattere le porte sul grugno, dall’alto della sua figura e’ un fallimontezemolo annunciato.

  95. Gaetano Criscenti

    Per tutti coloro che sono dell’idea di abolire il contante: perché mai questa idea non è perseguita in nessun stato del mondo, USA compreso, e che sono molto più avanti di noi nel controllo dell’evasione e sopratutto nella repressione? Perché se c’è qualcosa di illiberale alla radice, questa è l’idea di creare uno stato di polizia, di conculcare la libertà dei cittadini, anche quella di avere rotoloni di denaro ed usarlo come si ha più voglia. E nessuno deve pensare che la strada della moneta elettronica toglierebbe il nero o il malaffare. Sarebbe come dire che il crimine scomparirà se noi impediamo la vendita delle armi. Mi pare che sia stato fatto e non ha sortito alcun effetto.

  96. marcomaria

    @adriano q
    Ringrazio per l’appoggio morale ma ho notato che e’ un argomento tabu’, l’ipocrisia dilaga e spero che il Dott. Giannino abbia l’umilta’ di farci capire se e’ possibile o meno applicare questo proposito gia’ in atto da anni in Portogallo con successo (mia fonte conoscente/amico ruolo ad alto livello ispettivo-economico)

  97. adriano q

    @Gaetano CriscentiPerchè è comodo in alcune situazioni a molti.Un costo inutile quando si può lo si elimina.Illiberale è la legislazione attuale voluta da ABC cioè da tutti.Non credo che si potrebbe peggiorare.Non capisco lo stato di polizia.Da anni non uso il contante e non mi sento perseguitato nè limitato nella libertà.E’ comunque un mezzo tecnico di possibilità di soluzione.Non eliminerebbe nulla ma può essere utile.Lo si puo’ considerare oppure no ma le obiezioni,a mio avviso, non possono essere basate sugli stati dell’anima.

  98. Luigi F.

    @erasmo67

    Oh! bentornato dalle ferie signor Erasmo67. Era un pò che non leggevo le sue pacate e gentili elucubrazioni, così piene di amore fraterno e rispetto verso chi non la pensa come lei.

    Egregio dott. Giannino. Presente!

    Stò preparando i miei figli a trovare una terra più degna, fuori dalla madre patria.
    Vorrei che diventasse questa la terra più degna.

  99. Michele Francia

    Devo dire che questo manifesto è purtroppo il meglio che leggo nelle varie proposte politiche per il 2013… Lo scrivo con amarezza perchè speravo da menti come Giannino e Stagnaro un approccio più radicale ed idealista (sia chiaro non ideologico) ai problemi di questa ottocentesca nazione.
    Mi dispiace non vedere punti programmatici che mettano i diritti civili e le libertà individuali al pari delle proposte economiche, troppo poco ambiziose a mio avviso. Vorrei leggere ben scritto in grassetto di abolizione del sostituto di imposta, di libera scelta di un’assicurazione sanitaria privata volontaria in cambio di un taglio percentuale dell’aliquota fiscale, della stessa possibilità per la scuola. Insomma un programma più libertario e meno legato a dogmi ideologici purtroppo necessari per attirare l’elettore medio col fumo negli occhi dal termine “lotta all’evasione”…

  100. Laurent

    @Marco G
    Giusta osservazione. Nel mio settore, tranne rare eccezioni, i prof non brillano per senso pratico. Lo stesso Monti non mi sembra una gran referenza per la categoria.
    Caro Giannino. Se prima le saltavano addosso per quello che diceva e dice, figuriamoci quando cercherà di farlo.
    Più pericoloso ancora chi cercherà di saltare a bordo per convenienza. Fate molta attenzione a chi imbarcate ed il criterio dovrebbe essere non ciò che uno dice ora ma ciò che diceva in tempi non sospetti e, soprattutto, cosa ha fatto finora. Di fulminati sulla via di Damasco ce n’è stato uno e rimane un caso eccezionale.

  101. erasmo67

    @Luigi F.
    Al sig. Di Croce rispondo come merita,
    Lei se vuole può rispondere al commento successivo.

    Se c’è una cosa che i liberisti non conoscono è il rispetto e l’amore, ai liberisti gli puoi crepare davanti che non gie ne frega nulla.

  102. Stefano Piccioni

    orza Oscar ….
    gettaci anche un piccolo raggio di luce…
    di speranza… in questo generale pessimismo e degrado…
    Coraggio… ti chiediamo un filo di luce…

  103. Roberto Zoccolan

    Ho aderito al manifesto. Era ora che uscisse! Però ritengo che ci sia una grave mancanza nei punti programmatici. Non viene neppure nominata la tematica ambientale. Eppure l’ambiente potrebbe essere un motore di crescita e soprattutto porterebbe ad una crescita economica senza aumento di flusso di energie e materiali, cosa che porta appunto ad un conflitto tra imprese e territorio. In questo senso agisce anche il rilancio del sistema educativo poiché porta ad una crescita dovuta a fattori per buona parte immateriali. La liberalizzazione del mercato dell’energia dovrebbe rivedere infatti tutta l’incentivazione sulle fonti rinnovabili che porta più a cercare un vantaggio speculativo negli incentivi che ad avviare una seria politica energetica sostenibile. Uno dei pochi punti su cui non sono d’accordo con Lei è infatti sul nucleare: studiosi autorevoli come Rubbia sostengono che non sia economicamente conveniente. Questo dovrebbe bastare senza scomodare il principio di precauzione.
    Buon lavoro!

  104. marcomaria

    @Gaetano Criscenti
    Buongiorno,1)per quanti riguarda il contante negli USA comprano il chewing gum con commissioni ridicole,2) da tempo immemorabile chi fa’ affari non chiari utilizza il contante, se Lei parla con un qualsiasi direttore di banca ormai in tutto il mondo si ha la tracciabilita’ elettronica quindi no problem se si ha la coscienza a posto,3) chi ha avuto ha avuto percio’ la confrontabilita’ tra reddito netto e conto corrente si auspica da domani ,si informi meglio poiche’ in Portogallo questo controllo esiste da anni,4) rispetto le idee di tutti,Giannino compreso, ma spiegatemi perche’ non si vuole applicare questa banale norma di trasparenza, ricordatevi che chi tocca il denaro tocca il potere quindi…….5) se io guadagno,esempio, 20,000 euro non posso mantenere un’imbarcazione di 20 mt.,possedere- non ereditando- una prima casa di 500,000 euro e un’altra abitazione di 300,000 come casa di villeggiatura ,mantenere un SUV da 40,000 euro e cosi’ via.Se posso legalmente farlo DEVO dimostrarlo!!! Si noti che applicando in controllo incrociato,e se ne vedrebbero delle belle!, si procedera’ successivamente ad un vero ribasso dell’IVA (si ricordi che in Svizzera e’ al 7,6%) ,delle imposizioni fiscali e quant’altro.I 10 punti del Dott.Giannino o la bibbia di Grillo sono consequenziali al primo passo enunciato all’inizio altrimenti perdiamo tempo.Cerchiamo tutti di essere meno ipocriti.

  105. @ramot

    La dietrologia lasciamola ai critici senza speranza. A persone come me invece che la seguono con ammirazione non resta che diffondere l’autenticita’ del manifesto. La ringrazio Mr Giannino e con lei le persone che hanno lavorato a questo pregetto sicuro che ne vedremo delle belle!

  106. carlo

    Un’iniziativa difficile “fermare il declino” di un paese che non cresce da 10 anni, che ha tra i più alti debiti pubblici del mondo, che da sempre spende più di quanto incassa e mi fermo quì (rinvio all’ampia letteratura sul tema)..
    Ma è giunto il momento di smettere con la diagnosi e passare alla cura. La politica ha tempi, regole ed equilibri non compatibili con la forza d’urto imposta dal cambiamento (che resta necessario ed urgente).
    Sono convinto che il cambiamento possa venire soltanto da forze esterne al mondo politico e da questo punto di vista il governo Monti è un esempio e forse un punto di partenza (sostenuto in futuro dal voto diretto degli italiani).
    Serve un intervento a 360°, le cose da fare sono tante ma per carità non si inizino discussioni infinite! Si faccia un planning concreto..
    Concordo su tutto ciò che determina riduzione di spesa pubblica ed anzi credo che si debba partire con un approccio, una forma mentale, che imponga tagli alla spesa, salvaguardando e razionalizzando il <> (si, proprio il core business!) dello Stato. E da tagliare, signori, c’è parecchio!
    Credo che sulla falsa credenza che non esistano ricette facili, propinata dagli esperti (il predominio degli esperti di Hayekeniana memoria), sia prevalsa l’idea che tutto è indispensabile e nulla può essere eliminato.
    Ma non è così: ogni anno con legge dello stato si è costretti (persino) ad individuare e circoscrivere ciò che è Stato o Pubblica Amministrazione e ciò che non lo è.
    Ed attenzione, dirò una cosa scontata (ma a quanto pare nessuno finora se ne è accorto), tagliando la spesa si razionalizzano i servizi, si crea efficienza, si riduce la burocrazia, si crea sviluppo.
    I tagli alla spesa creano sviluppo (malgrado Keynes sostenga che +1 di spesa pubblica significa +1 di PIL, al lordo della burocrazia, delle inefficienze, degli sprechi e del debito pubblico necessario a finanziarla)!
    E per evitare gli scontri sociali, le proteste di massa, gli scioperi pubblici e privati (tassisti, avvocati, fruttivendoli, massaie, ecc.) è opportuno stilare un programma di spending review che tocchi tutti ovunque sia necessario, sottoscritto dal voto degli italiani, i quali ricorderanno che a fronte di quel sacrificio, avranno minori tasse, migliori servizi e minore burocrazia.
    Un patto con gli italiani: meno spesa più sviluppo!

  107. Paolo Silvi

    Ho cominciato a fare circolare i dieci punti. Non vedo alcun riferimento alla struttura istituzionale complessiva che dovrà necessariamente essere organica al programma e che non credo possa essere esente da cambiamenti profondi ! Probabilmente ne verrà fatto cenno nel prosieguo. Dormendo poco conseguentemente sogno poco (credo!) ma credo che per coinvolgere i giovani bisognerà farli sognare e non sarà facile !In bocca al lupo !!!

  108. Alessandro

    Grande Oscar, sono felice che un gruppo di persone qualificate e competenti abbia deciso di scendere in campo per contrastare l’incompetenza e il pressapochismo dilagante ,ormai da anni, è una soluzione intelligente e personalmente da anni aspettavo che qualcuno finalmente la realizzasse. Adesione piena.

  109. Dr. Giannino

    L’idea e lo spirito sono interessanti.
    Mi spiace solo che non abbia considerato fra coloro ai quali il movimento si rivolge
    ( ultima frase del paragrafo “Che cosa nasce dopo il manifesto” i pensionati ancora desiderosi di partecipare attivamente alla vita di questo stato per contribuire a dare un futuro migliore ai propri figli e nipoti.
    Confermo il mio interesse.
    In bocca al lupo.
    Giancarlo

  110. giovanni zura

    Caro Oscar,
    mi piacerebbe che tu e i rappresentanti di questo nuovo movimento, al quale ho aderito senza riserve, rifiutaste per il momento di partecipare a quei confronti televisivi fatti di urla, ingiurie ed improperi, che credo non siano di nessun aiuto per spiegare fine e contenuti del manifesto e del programma.
    Credo anche che sia perfettamente inutile cercare di attrarre quelli che “se sei di sinistra è tutto giusto, se sei di destra sei un delinquente”, o viceversa.
    Vale anche per quelli che “se sei un imprenditore o un autonomo sei un ladro evasore, se sei un dipendente pubblico sei un nullafacente…” e potrei continuare a lungo.
    Per sperare di cambiare qualcosa in questo disastrato paese è necessario utilizzare il cervello, e non tutti hanno la voglia e la capacità per farlo.
    E’ per questo che lancio anche un ulteriore invito: non scendiamo in polemica con chi spedisce dei posts che contengono insulti, giudizi banali e gratuiti, e che appellano etichette basate sul bisogno di fare riferimento alle logiche da stadio, anzichè alla logica.
    Questi commenti non portano nulla di costruttivo, esistono e quindi che compaiano pure, ma rispondere mi sembra tempo sprecato.
    Forse ignorandoli avverrà un fenomeno darwiniano simile all’evoluzione, e come per miracolo spariranno!

  111. Claudio Di Croce

    Ho già scritto che essere insultato da un comunista dipendente della PA e sindacalista è un motivo di vanto : conferma la bontà delle mie osservazioni

    @erasmo67

  112. Andrea Messi

    Condivido lo spunto,ma troppa economia e poca politica.Abbiamo bisogno di un programma a tutto tondo dove i principi vanno a calarsi nei provvedimenti. L’Italia si aspetta un progetto per un futuro migliore , e questo va dipinto.

  113. Claudio Di Croce

    @Gaetano Criscenti
    Mi pare che lei condivida il pensiero del figl…io dell’Avv. Agnelli ,: non si possono accettare personaggi ” inquinati ” da SB . Benissimo e con coloro ” inquinati “dal comunismo ( un esempio fabrizio rondolino , consigliere principe del comunista D’Alema ) o se venisse qualche ex fascista del MSI ( mi pare che qualcuno ci sia già ) , cosa facciamo ?, anzi cosa dice LCDM a proposito ?

  114. Giannino fa tenerezza quando lascia credere che tutta la colpa dello sfacelo in cui si trova l’Italia è dei cattivi politici (in primis, ovviamente, il super cattivo Berlusconi!). Giannino – non si sa se per non conoscenza della realtà italica o per furbizia populista – trascura il fatto che, fra l’altro, i politici italiani, notoriamente schiavi della logica del consenso e inclini alla demagogia, hanno fatto soltanto ciò che elettoralmente conveniva loro: hanno assecondato le stupide furbizie degli italiani.
    Per questo motivo prevedo che la sua iniziativa politica fallirà come sono fallite quelle dei suoi “predecessori”. Un conto è spiegare alla radio come si fa a governare bene l’Italia, un conto è aver a che fare con un popolo riottoso ad ogni seppur minima forma di rigore. Ps: Giannino si guardi anche dalla Sinistra italiana… oppure non s’è accorto che qui non si muove foglia (altro che “regime” Berlusconiano!) che il popolo rosso (magistrati, giornalisti, sindacati, mondo della cosiddetta cultura) non voglia?!?

  115. salvatore

    è una iniziativa coraggiosa, differente dalle precedenti, anche se nei contenuti si dichiara di raggiungere gli stessi obbiettivi, che i Governi fino ad oggi , hanno fallito.

    è interessante questa sfida, che per essere efficace bisogna capire qual’è il modo per raggiungere gli obbiettivi, per nell’azione che ci si incaglia.

    io sono convinto, che l’ora attuale che vive il paese, necessità di uomini di buona volontà che sono espressione di amore per la politica, ecco ch’è importante come selezionare chi deve essere in prima fila, come fare politica , ma saranno scelti gli Avvocati perchè vicini al quel industriale ? o quel professore vicino a quel rettore ? o l’altro perchè vicino a quel Cardinale ? quindi la selezione è cosa molto importante che deve vedere come criterio principale, la conoscenza del territorio , perchè uomo impegnato nel sociale , cioè persone che amano stare in Comunità e vivere nella Comunità.

    rilanciare il Paese, è possibile, è facile, solo se vi sono persone animate dell’amore per il bene comune , e in voi vedo questo , non possiamo consentire ancora di essere amministrati da chi, ha tolto al popolo il diritto di scegliere la classe dirigente, sostenendola questa scelta con futili ragioni, ed oggi gli stesso si dicono favorevoli alla modifica della legge elettorale !!! oppure essere stati amministrati da un Ministro che sosteneva con ragioni che lo stato delle finanze del paese erano in piena salute !

    mi auguro che il Vostro intento, nonchè il mio , possa realizzarsi, a dare alla nostra Italia una ragione per ritrovare la sua Dignità perduta ! a far rivivere lo spirito d’ingegno, a far rivivere la bellezza dell’arte e la Signorilità nello stile italiano nel mondo.

  116. Moussedisalmone

    Caro Giannino, e’ sempre un piacere sentirla per radio e seguirla sul blog. Mi sembra una delle persone che piu’ chiaramente ha idea dei problemi di questo nostro paese e se con un colpo di bacchetta magica potessi metterla al governo di esso, circondato da una ristretta cerchia di persone oneste e capaci non esiterei un istante. Ma qui non e’ questione di magie, ma di affrontare delle elezioni con chissà quale legge elettorale, di conquistare i voti necessari a governare, rubandoli a partiti che hanno fatto del clientelismo e del malaffare uno stile di vita, anzi di governo. La ammiro ma non me la sento di seguirla su una strada al termine della quale vi potra’, forse, essere una sparuta rappresentanza parlamentare, impossibilitata a qualunque reale azione per cambiare le sorti di un paese votato all’autodistruzione

  117. Riporto qui quella che, sul blog che curo, voleva semplicemente essere un’introduzione a questo articolo di Giannino …

    L’Italia delle sanguisughe: c’è ancora speranza?
    Tantissime imprese sono costrette a migrare all’estero perché in Italia non vi sono le condizioni per poter sopravvivere. Vero. Anni indietro lo facevano per opportunismo commerciale, oggi quelle rimaste lo fanno perché sono costrette.
    Semplicisticamente, ne consegue che larga parte dei lavoratori dipendenti, nonché massa di consumatori, non può spendere e la domanda interna non solo non cresce, ma crolla. Abbiamo così creato un domino negativo che causa anche la chiusura di innumerevoli piccole e medie attività commerciali. Si tratta di uno stillicidio costante e ignorato in termini di perdita di posti di lavoro.
    La burocrazia e la corruzione, invece, sono come sfingi e restano immutabili.
    Abbiamo avuto governi canaglia che hanno perseguito interessi personali finalizzati al conseguimento e/o al mantenimento del potere economico-sociale, e i media insulsi si ostinano ancora a parlare di maggioranza. Ma quale maggioranza! Non esiste alcuna maggioranza né di destra, né di sinistra, né di centro. Esiste unicamente il popolo sovrano.

    I politici si sono auto delegittimati per manifesta incompetenza fraudolenta, poiché hanno fatto quello che hanno fatto in maniera delittuosa, ragion per cui dovrebbero essere incriminati non solo per fallimento fraudolento, corruzione e aggiotaggio (vedi il surplus dei rimborsi elettorali e il finanziamento pubblico ai partiti), ma anche per i drammi che ogni giorno si consumano nelle famiglie.
    Vado troppo oltre? Andrò ancora oltre: se giustamente la Guardia di Finanza persegue gli evasori fiscali, i falsi invalidi, ecc., perché questi spudorati menzogneri che hanno coscientemente causato danno su larga scala non dovrebbero essere incriminati per falso ideologico? Perché non esiste legge in tal senso … nessun legislatore ha mai fatto nulla nel senso della responsabilità sociale e penale del loro mandato …
    Inoltre: non vedo perché, in questo periodo che le funzioni di governo sono svolte da tecnici, dobbiamo ancora tollerare a questi mostri, a questi superparassiti sociali di “dissanguare” le casse dello stato? Non ce n’è abbastanza per chiudere loro i rubinetti per “giusta causa”?

    Loro, le sanguisughe senza onore né faccia, si sono tirate indietro per evidente incapacità e manifesta vigliaccheria, incaricando il governo Monti quando non si è potuto più procrastinare l’adozione di scelte impopolari per tamponare il dissesto imminente e totale dell’Italia, perché queste scelte avrebbero fatto perdere elettorato a chiunque avesse avuto l’ardire di mettersi in gioco in tal senso, mentre i tecnici di Monti sono carne da macello, politicamente parlando, poiché vedrete che poi non mancheranno le buonuscite per aver tolto loro le castagne dal fuoco …
    Ma dunque, se ha prevalso la vigliaccheria, se lor per nulla signori hanno dato le dimissioni, cosa ancora ci stanno a fare? Perché dobbiamo mantenere ancora queste sanguisughe?
    Perché siamo stati un popolino di sudditi, e continueremo a esserlo se non avremo il coraggio di metterci in gioco andando a occupare, a circondare Roma a oltranza, pacificamente. Due, tre milioni di persone che durante il periodo estivo si alternassero presidiando la città e le vie di comunicazione adiacenti potrebbero fare opera di disinfestazione … così da lasciare spazio chi si proponesse di far politica come deve essere: una missione, non una fonte di lucro delinquenziale legittimato.
    Ogni legittima ambizione popolare richiede la partecipazione dei singoli che vadano a formare una massa democraticamente attiva. Lamentarsi non basta, bisogna mettersi in gioco.

    Ma avevo iniziato a scrivere solo per presentare questa novità degna di approfondimento …
    Riporto il taglio (non iniziale – e il link) di un articolo di Oscar Giannino dal titolo: Nasce “Fermare il declino”: l’interpretazione autentica.

    “L’offerta politica attuale non ci sembra per nulla adeguata a compiere le scelte che auspichiamo e che sono necessarie; il dopo Monti si presenta come un ritorno alla guerra per bande ideologiche che vogliono appropriarsi dello stato per usarlo non per metterlo al servizio dei cittadini. E gli italiani alle amministrative hanno espresso con chiarezza la loro ripulsa del vecchio centrodestra, mentre a sinistra hanno scelto sindaci nati dalla sconfitta alle primarie dei candidati appoggiati dal PD. Gli italiani che lavorano e producono stanno dicendo chiaro e forte che non credono piu’ nella dicotomia destra-sinistra e che non hanno alcuna fiducia nei partiti della seconda repubblica e nei loro rappresentanti. Soprattutto che si sono stancati della loro vuota retorica a cui non corrispondono i fatti.”

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  118. Rino

    Caro dott.Giannino,
    nei punti elencati dal programma manca una fondamentale esplicitazione: le privatizzazioni vanno fatte in modo che il privato acquirente sia una persona/gruppo moralmente sano che si impegna formalmente ad una gestione corretta e osservante delle leggi e dell’interesse pubblico, altrimenti tutto crolla: Esempio: se chi ha comprato Italsider di Taranto non ha messo a posto lo stabilimento, inquinando (di notte come le faine nei pollai), provocando morte, malattie e spese (a carico dello stato per ripulire l’ambiente e per curare i malati), è peggio dei peggiori delinquenti e facilmente ha sistemato i propri bilanci ed aggravato quello dello Stato. Anche questa è inefficienza. Anche questo fa crescere il debito pubblico. E di esempi simili Lei ne conosce sicuramente tantissimi, non c’è bisogno di elencarli. Fare affari privati (con nascita irregolare se non losca) e caricare i costi sullo Stato è sempre stato lo sport delle privatizzazioni. Non interessa se un’attività economica sia pubblica o privata, interessa se viene gestita con efficienza e moralità, nell’interesse di tutti, proprietari e dipendenti o tutti noi se è pubblica. Non si butta il bambino insieme all’acqua sporca. Non si deve sporcare l’acqua. La ricetta privato è bello e pubblico sprecone è solo un falso, bisogna avere del privato e pubblico EFFICIENTE, MORALMENTE SANO ED ECONOMICAMENTE SOSTENIBILE..Anche il pubblico ineliminabile (forze armate, scuola, sanità, ecc.) deve essere efficiente
    Mi sembra che questi concetti, trasformati in un punto programmatico, debbano essere parte integrante del manifesto programmatico.
    Spero che lo facciate.

  119. Oscar Giannino

    Rispondo solo ad alcune delle più urticanti e tutte legittimne critiche – tranne a chi insulta, perché a quelli faccio spallucce comunue la pensino.

    – Mario Unnia ha ragione a chiedere chi ha pagato annunci: abbiamo cominciato ad autotassarci tra i promotoiri iniziali, i limite massimo nella fase inziale era di 10 k testa, poi lo eleveremo, in totale gli annunci sui sei giornali sono costati poco più di 30k grazie alla crisi dei prezzi per il calo advertising stampa, altretestate le abbiamo escluse perché troppo care al nostro stato iniziale di cassa

    – a chi dice che mancano i rappresentanti del lavoro do ragione: ma sindacati attualmnentesono molto difidenti verso chi viene presentato come liberale o liberista, termini che nel mnifesto NOn ci sono proprioperché pensiamo che ocorra rivolgersi sia a chi diventa ex produttore sia a chi non lo sarà mai, cioè agli italiani più intacvcatoi nel reddito nelk patrimonio, e questo liberali e liberisti in Italia NOn lo hannoi mai saputo fare, o meglio questo è valso fino a Berlusconi che hapreso carrettate di voti dell’Italia popolare e operaia, per poi pensre solo ai cavoli propri fare il contrario di quel che diceva; per questo noi proviamo a farlo, sapendo che lediffidenze saranno elevate e chi stampa e anche molti di voi penseranno il contrario

    – Confindustria: io lavoro protempore alla radio di Confindustria, non ne son dipendente ma precario a tempo, e questo NOn mi ha impeduito di aprire i micrfono di siepratimai esattamente ad artigiani e commercianti e parite IVA che chiudono a bizzeffe insimee a sindacati che rappresentano – o meglio dorvebbero raprpesentare – chi perde lavoro oltre a chi ce l’ha. Tra i firmatari ci sono imprendiutori e finanzieri, verissimo e ne sono lieto, ma CONDIVIDONO il fatto che impresa deve uscire da patti corporativi con la politica, questo è il punto di fondo. se pensate che l’Italia riparta senza impresa alklora fate bvene a stare alla larga, questo appello e questa proposta no fa per voi, perché io e 9i promotori pensiamo che SOLO difendendo le ragioni del fare impresa concorrenziale si ridia lavoro e crescita

    – a chi critica perché si aspettava più dei 6 punti di spesa orrente in meno e dei 5 punti di pressione fiscale in meno dico che occorre essere spietatamente realisti, dopo le palle raccontate da Berlusocni e nella condizione atuale di totale sfiducia dei mercati: già riuscire a fare questo abbattendo il debito con attuivi pubblici significherà una fatica di Sisifo, implica mandare a casa i vertici della PA he si occupano della uestione e che in questi 18 anni si sono mostrati contrari esattamente come la plitica, anzi dettando qusi sempre alla plitica i no a una strada diversa dal più spesa più tasse èpiù debito che ci ha atterrati

    – mancano poi molti punti, l’ambiente, i diritti civili etc, eccome no! Ma la svolta per crescere passa innanzitutto per la fine della morsa pubblica, la riarticolazione del modello di sviluppo e diritti di cittandinanza più equi come la biopetica sono questioni esenziali, ma SE L’ITALIA VA A SBATTERE COME STA ANDANDO A SBATTRE DA ANNI SEMRPE PEGGIO APPARIRABNNO COME DEI LUSSI CHE NON POSSIAMO PERMETTERCI (purtroppo!)

    – DOPODICHé siamo idelalisti forse molto più di quanto parecchi dei legittimi critici siano disposti a rcedere: i promotori continuano lavorre ciascu8no moltisisme ore al giorno per sbarcare il propriom lunario, coiem tutti gli italiani, e si limitano chiedervi se condividete che non ci servonopiù Napoleoni da strapazzoi e politicanti di profesisone da 20 anni, per il resto se ci sbagliamo e non andiamo da nessuna parte abbiamo comunque sentito la passione e il dovre di provarci, senza avr alcun presunzione di riuscirci da soli perché “ottimati”, “illuminati” e “patrimonializzati”. Agli oltre 4mila che finora hanno adeito,stuiamo rispondendo uno per uno dai nostri pc di casa per redigere una mappa dei tantissimi- uno su quattro- che si dichiarano disposti aoffire energie lavoro competenze., e più di metà di noi lo fanno da posti diversi dall’UOItalia cioè da dove lavorano senza essesi dimeticarti di essere italiani, e senza nutrire quell’arietta di sufficienza verso “L’Italia condannata” che a volte anzi spesso è il refrain di chi volta le spalle sfiduciato per tanteragioni- anche giustissime – al proprio Paese, cioè a chi non ha avuto la stesa fortuna.

    – posso dirvi che anche se ci rimetto soldi miei (e clienti, purtroppo,è già cominciata la più che compensibile serie dintelefonate “beh, ma lesi mi crea probvlemi, dovremo roivedere i nostri contratti…) è un modo per tentare di verificre se dal basso si può cambiare qualcosa? Non dico affato che bisogna condividere e avere foiducia, bisogna che ciascuno sia libero di criticare e anche escludere sostegni e condivisioni. Mi basta però che v9i sia chiaro, a una buona ferttavalmeno, che neklo schema ABC attuale la soluzione non c’è, NON C’E’, NON C’E’ proprio!

  120. Claudio Di Croce

    @calipsom

    @Oscar Giannino
    Condividendo completamente le osservazioni di Calipsom , devo dire che sono deluso dal manifesto o come vogliamo chiamarlo perchè non dice in che modo vuole operare per raggiungere gli obiettivi e con i voti di chi. L’unica cosa che continua a ripetere con i toni e il rancore dell’innamorato tradito sono gli insulti contro SB considerato il responsabile dei mali italiani . Ma lei crede in questo modo di prendere i voti di chi ? dei sinistri ? dei grillini ? dei giustizialisti forcaioli alla Di Pietro o del Fatto , dei lettori dei giornali di De Benedetti ? di avere l’appoggio degli ” intellettuali ” sinistri con il portafoglio a destra e la puzza sotto il naso che disrezzano il ” popolo ” quando vota SB salvo esaltarlo quando vota Pisapia – di cui non si dovrebbero dimenticare i trascorsi tra le file dell’estrema sinistra degli anni ’70 – o quando in Sicilia il popolo mafioso che ha votato SB non è più mafioso se vota Orlando , un volto nuovo da quarantanni nella politica. Lei crede che insultando SB e i suoi elettori , questi voteranno per lei ? Lei sta posando un altro mattone per favorire la vittoria sinistra alle prossime elezioni e allora vedremo cosa sarà di noi : tasse, imposte, tasse, imposte ,uno stato sempre più di polizia , controlli sempre più violenti sulla nostra vita privata e così via . Diventeremo molto simili alla vecchia DDR , di cui molti sinistri rimpiangono l’esitenza . SB , magari sarà espropriato proletariamente delle sue aziende e lei sarà finalmente contento ? E’ questo il suo scopo , vendicarsi di chi lo ha politicamente tradito ? Mi ricorda la storia del marito che si taglia i co .. ni per vendicarsi della moglie che lo aveva tradito.
    Peccato ,speravo sinceramente di meglio .

  121. caro Dott. Giannino ,
    in democrazia sono benvenute tutte le opinioni sopratutto qundo , come le sue , sensate e che hanno alla base l’amore per la patria .
    Sicurmante qualche altro punto fondamentale sara’ necessario ma avra’ tempo per integrarlo .
    in bocca al lupo .

  122. Vai Giannino! Sei una forza ma da solo non puoi farcela e allora… Io sono al 100% con voi… voto assicurato mio e di alcuni miei colleghi (quelli che sono scesi dalla pianta!) nonchè massimo impegno per creare proseliti nel trevigiano.

    Dai che ce la facciamo!

    Un abbraccio e un grazie x l’impegno (e perchè ci mettete la faccia)

  123. erasmo67

    @Claudio Di Croce

    Dispiace deluderla ma ad insultarla è un dirigente di industria privata che lavora dieci ore al giorno e non si è mai iscritto ad un sindacato ne ha mai votato per un partito che avesse la parola comunista nel nome e che si è rotto i coglioni della piccineria e provincialità di gran parte dell’imprenditoria italiana e che quando sente parlare di liberismo vorrebbe metter mano alla pistola.
    Ma quando capirete che senza redistribuzione del reddito non si esce da nessuna crisi ??????????????

  124. daniela bandera

    L’Italia ha bisogno di una forza politica che sia in grado di andare oltre le divisioni storiche tradizionali, il per costruire il futuro ci vuole intelligenza collettiva e passione e nel manifesto questi ingredienti ci sono, il resto lo costruiremo insieme. Finalmente dopo tanti anni un movimento per cui vale la pena di lavorare, ma il cambiamento lo costruiamo dal basso SENZA i politici di professione, continuando a fare bene il nostro lavoro, chi non campa di politica è libero di fare sempre quello che la sua coscienza gli suggerisce. Per questo credo che se mai il movimento partorirà il partito gli eletti dovranno dopo un mandato ritornare alle loro professioni, il mandato unico bonificherebbe fin da subito l’ambiente politico selezionando la classe dirigente in modo naturale.

  125. Lorenzo

    DELUSIONE, delusione, delusione…
    Il manifesto in oggetto ha del fanciullesco, e fatico a immaginare che persone serie e pragmatiche quali i firmatari del medesimo l’abbiano firmato.
    A parte che è scritto sulla scia della più consolidata forma di politichese esistente, non affronta NESSUNO dei problemi del Paese, se non con frasi buone per tutte le stagioni.
    Credono davvero che oltre a vendere parte del patrimonio pubblico (cosa che potrebbe anche riuscire, se associazioni/comuni/province/regioni/ministeri non si metteranno in mezzo) e fare tagli selvaggi alle tasse per risollevare l’Italia? Senza riformare la giustizia? Senza combattere lo strapotere dei sindacati? Senza preventivare una dura e reale lotta alla criminalità organizzata?
    E’ facile parlare su cosa si deve fare e cosa non si deve, ma poi in politica bisogna scendere a compromessi e “sporcarsi” un po’, altrimenti si rimane immobili.
    Infine un appunto anche alla forma: niente leaderismo? TUTTO IL MONDO ormai si è spinto in quella strada (giusta o sbagliata che sia), e questo gruppetto di sfigati crede che basti usare lo slogan (parafrasando…) “Prima le idee, e poi (forse) gli uomini” per invertire la rotta? Davvero ridicoli: è come dare la bomba atomica ad un gruppo di scimmie ragno…

  126. Fra

    Un programma coraggioso ma che ha dei vuoti nei seguenti punti.
    1-DEBITO PUBBLICO L’alienazione non basta. C’è una grande quota di denaro sottratta ingiustamente allo Stato. Ad esempio un opera pubblica che doveva costare 200 milioni e lievitata a 520. O strutture costruite nei posti più inadatti, ponti nel vuoto o in zone sismiche e via dicendo. Quindi o si recupera il quanto o si reputa tali importi non dovuti.
    2-Rimuovere certe disparità di trattamento ingiustificato tra forme societarie. Le cooperative andrebbero subito chiuse. E’ una forma societaria molto discutibile e all’atto pratico non serve per il fine originario. Se ritenuta importante si creano agevolazioni attraverso il fisco in base all’oggetto dell’attività societaria (assistenza anziani invece che rete di ditribuzione) e non in base alla forma della società.
    3-Il sistema pensionistico va rivisto. E’ già stato fatto ma sempre sulle generazioni relativamente giovani (under 50) sulle quali sono stati scaricati quasi tutti i problemi. Vanno riviste le pensioni già maturate con il retributivo visto che hanno sforato grandemente e va ridotta l’età pensionabile. La leggenda del pensione tardi = più crescita, a 70 anni, è una bella arrampicata sugli specchi di certi economisti…

  127. Fra

    4-Non vedo trattati i temi AMBIENTE, ACQUA, NUCLEARE. Servirebbero regole nuove per il primo (es: decidiamo che il 40 % della superficie nazionale deve rimanere intatta dal punto di vista ambientale incluse le riserve. Quindi flora, fauna e morfologia. Potremmo liberalizzare la forestale. Si stabilisce che deve esservi un 20% fisso di verde e un 20% utilizzabile ciclicamente. Aziende private potrebbero ottenere licenze tramite gara pubbliche cicliche per la gestione della superficie e guadagnare attraverso la produzione di legno fatto salvo quanto stabilito prima. Il ministero dell’Ambiente può avere geologi, biologi, botanici e chi necessario affinché controllino il mantenimento della biodiversità stabilita. Per le superfici marine lo stesso può essere fatto con l’allevamento controllato e la ripopolazione controllata degli oceani.) L’ acqua deve rimanere pubblica e in energia l’obbiettivo è l’abbandono definitivo al nucleare (almeno a quello che produce scorie, anche se di 5° o 8° generazione). Il Nord Africa è a nostra portata e lo lasciamo ai tedeschi?

  128. Lorenzo

    @erasmo67

    Il fatturato è la somma dei ricavi delle vendite e delle prestazioni di servizi nonché degli altri ricavi e proventi ordinari di un’azienda; a seconda delle finalità per le quali lo si computa, può includere la somma degli interessi attivi e dei proventi assimilati, oppure può essere limitato alla sola somma dei ricavi da vendita di beni o servizi.

    Essendo un dato riferito al ricavo, esso non può mai essere confuso con l’utile netto.

  129. Fra

    5-FEDERALISMO. Dipende in cosa. Ve lo immaginate, come fino ad oggi avviene, leggi sull’urbanistica, sui rifiuti, sui trasporti tutte diverse tra regioni? L’unico federalismo necessario è quello fiscale. Che dovrebbe coprire i costi delle poche cose pubbliche da tutelare. Giustizia, forze dell’ordine e delle autorità di controllo, istruzione, pochi organi istituzionali di rappresentanza, sanità anche se ridotta rispetto alla forma attuale (es: totalmente pubblica solo per una fattispecie ampia di malattie gravi e totalmente privata nel resto con l’abolizione del medico di famiglia e altre forme attuali). Andrebbe inoltre introdotto un meccanismo d’indicizzazione degli stipendi pubblici al privato. Chiunque non si senta gratificato dal pubblico può sempre mettersi in gioco nel mercato.

  130. Fra

    6-ISTRUZIONE Esclusivamente pubblica fino alle superiori. Con 2 anni di medie e 5 di superiori. Ma più specifiche. Togliere musica, ed. tecnica e ed. fisica dalle medie ad esempio per dedicare più italiano e inglese. Creare poi nuove tipologie di superiori. Ad es. l’artistico dovrebbe contenere percorsi in teatro, musica, grafica, cinema, fotografia; geometri andrebbe implementato con design; il classico e lo scientifico accorpati creando un percorso più scientifico, fisica, chimica, matematica, e uno linguistico, con più lingue, filosofia; ragioneria andrebbe divisa da informatica, nella prima si aumenta matematica, finanza e fiscalità a discapito dei primi due anni con chimica, scienze, la seconda lingua (inutile quando è già dura imparare l’inglese), mentre per informatica andrebbe creato un nuovo percorso che prevede lo studio per tutti e 5 gli anni di diversi linguaggi di programmazione e conoscenze sull’hardware. Infine un istituto per i mestieri, magari con corsi stabiliti a livello regionale dalle relative associazioni imprenditoriali. Non deve essere solo una riorganizzazione per fini culturali ma anche per quelli produttivi. L’università andrebbe privatizzata completamente con l’abolizione del valore legale del titolo di studio come da voi proposto nel punto 9.

  131. Fra

    7-REGOLAMENTAZIONE DEL SISTEMA FINANZIARIO. Tra tutti i possibili settori da regolare, sicuramente rendere più indipendente il settore bancario e creare regole comunitarie che incentivino i prestiti e le relative garanzie in base all’andamento economico generale (Basilea3 è come darsi la zappa sui piedi) e ridurre drasticamente il mondo finanziario che sembra non abbia finito ancora di produrre danni (Scandalo Libor e nuove voragini miliardarie ricordano un recente passato). E a riguardo, oltre all’evidente realtà, diversi nobel hanno già fatto molto…

  132. Alberto

    Caro Oscar, sposo a pieno il tuo manifesto. Sono un consulente da quasi 10 anni passati in due delle cosiddette big 4 (una attaccata alla sede della tua radio..) e di aziende italiane ne ho viste e purtroppo sto assistendo alla loro evoluzione. Riprendo i punti del manifesto per fare un brainstorming: Riduzione debito pubblico: detta in diverse salse la dismissione del patrimonio pubblico. Va fatto un distinguo: prima bisogna mettere il patrimonio a reddito a prezzi di mercato dove oggi non lo è(ricordiamo che metà politici stanno a sbaffo a Roma in appartamenti dello stato con affitti irrisori, stessa cosa dicasi per altri enti sparsi sul territorio), dismissione delle partecipazioni statali a difesa del depauperamento che è in atto delle nostre riserve auree. Il tutto potrebbe avvenire attraverso una SGR (nella quale confluire beni immobiliari e partecipazioni quali ENI, Terna etc). Riduzione della spesa pubblica attraverso un efficace implementazione dei centri di acquisto, informatizzazione della pubblica amministrazione (con conseguente riduzione di personale), uniformare il diritto del lavoro pubblico a quello degli enti privati (sia come diritti/doveri che come stipendi e smettere di pensare che esser dipendente pubblico sia un privilegio). Dare uno stipendio ai politici non più alto di 5.000€ lordi al mese, con un bonus a fine legislatura in base al raggiungimento dei punti del piano elettorale (così chi non fa il suo mestiere almeno non depaupera eccessivamente le casse dello stato). Rieleggibilità massima per 3 legislature (o 2, qualora non si raggiungessero gli obiettivi del piano elettorale per due mandati di fila). Riduzione dei parlamentari (almeno alla metà). Accorpamento dei consiglieri nelle città che sono anche capoluogo di regione e di provincia in un unico consiglio (ad es. per Roma, Venezia, Milano, Torino, etc). Fare certificare i bilanci di tutti gli enti pubblici (dagli ospedali, ai comuni/provincie enti previdenziali etc) al fine di rilevare implementare procedure volte al contenimento dei costi, all’integrità decisionale (senza influenze lobbistiche, conflitti di interesse o raccomandazioni). Va da se che quando si riescono a fare riduzione del debito e della spesa, gli interessi da pagare ed il fabbisogno interno sono più bassi e quindi potrebbe esser possibile ridurre la pressione fiscale. Inizierei a seguire il modello irlandese, detassando in una prima fase le imprese. Con un regime agevolato vi sarebbero più posti di lavoro (anche perchè l’Italia tornerebbe attraente per gli investitori esteri) e quindi inizialmente anche se la pressione fiscale sulle persone fisiche rimarrebbe la stessa, almeno tutti avrebbero un lavoro e retribuito probabilmente meglio di adesso. Successivamente passerei alla riduzione delle aliquote più basse (detassazione completa fino a 15000 euro) e del 23% nel primo scaglione. Liberalizzazione delle farmacie, liberalizzazione dei notai, dell’energia (nucleare o green che sia.. basta smettere di comprarla dalla Francia e dalla Germania) etc. A questo aggiungerei la riapertura delle case chiuse (tanto le prostitute ci saranno sempre), con messa in regola e versamento dei contributi. Utilizzo dei carcerati per fare lavori forzati di pubblica utilità (costruzione strade etc). Istruzione: tornerei ad investire sugli istituti tecnici. Ora sono tutti dottori e nessuno sa fare niente di manuale. Esportiamo cervelli e importiamo mani. E’ dal saper come funzionano le cose che si riesce ad innovare, non basta semplicemente sapere la differenza tra Fordismo o Toyotismo. Disoccupazione: Per ridurla bisognerebbe incentivare l’assunzione a tutti i livelli di Italiani (senza sembrare razzista, ma dobbiamo prima ridare l’Italia agli Italiani e poi se avanza anche agli altri come abbiamo sempre fatto). Immigrazione e sicurezza: chi non ha un lavoro torna a casa (come succede in Germania, Francia e Svizzera). Anche perchè se non lavorano sono spesso coinvolti nel malaffare italiano (prostituzione, droga, rapine etc). Gradirei un suo feedback

  133. Luca PAone

    CAro GIannino, ottima idea quella di lanciare un manifesto di “idee”. Ne condivido molte ma c’è una pecca grave: manca totalmente il punto del sostegno alla famiglia, anche economico e per le mamme lavoratrici. C’è un problema demografico enorme in Italia, facciamo meno figli di tutti in Europa … e di ciò se ne dovrebbe preoccupare anche l’economia!

  134. Claudio Di Croce

    @erasmo67
    Non capisco come faccia a mentire così spudoratamente : un vero dirigente di azienda privata prende lo stipendio per fare crescere l’azienda e per far aumentare i profitti di che ha creato l’azienda , rischiato e investito i suoi soldi .Se non pensa e si comporta così DA LE DIMISSIONI e va a ” lavorare ” per il pubblico . Per distribuire il reddito bisogna prima crearlo e un vero dirigente di azienda prende lo stipendio per fare quello . Se un dirigente di azienda privata pensa e si comporta come lei dice , l’azienda è destinata a chiudere.

  135. erasmo67

    @Lorenzo

    Ed io non li confondo affatto !

    In una situazione di crisi generalizzata un’azienda che non perde non dovrebbe essere autorizzata a riduzione di personale al solo scopo di sostenere l’utile per gli azionisti !

    Si chiama Responsabilità Sociale dell’Impresa.

    Cosa che i liberisti osteggiano ritenendo che l’unico dovere dell’azienda sia portare utile agli azionisti. Il concetto di stakeholder è completamente misconosciuto dalla scuola di Chicago.

    Inoltre

    E non mi si venga a raccontare la bufala che gli utili generati dai risparmi ottenuti dalla riduzione del personale possono essere reinvestiti in azienda per il suo rilancio che sottende future crescite… bla…bla… bla…

    Per tre ragioni, principalmente:
    1) Perchè siamo , macroeconomicamente , in una situazione di eccesso di capacità produttiva per cui non ha senso pensare di investire da questo punto di vista
    2) Perchè gli investimenti tecnologici spesso preludono (non sono un luddista) ad ulteriori riduzioni di manodopera
    3) Perchè di fatto qui non sta investendo nessuno e gli utili (se ci sono) finiscono in tasca agli azionisti che corrono a portarli in svizzera o in altri paesi al riparo da Monti e soci.

  136. erasmo67

    @Claudio Di Croce

    Per inciso , della sua opinione non mi importa un cazzo. La pregherei di non replicare più ai miei commenti. Farò altrettanto con i suoi. Diversamente possiamo solo scambiarci insulti.

  137. Cristiano

    Egergio Dott. Giannino, La sostengo senza se e senza ma: il mio dovere per salvare il paese l’ho fatto seguendo il Suo programma e sostenendolo! Buona fortuna a tutti noi!!

  138. mario unnia

    Grazie Giannino per la precisazione sul costo della campagna stampa e sul finanziamento. PolaM mi aveva gentilmente segnalato il sito ‘fermareildeclino’ dove ho trovato i dati: la ringrazio. Invece un tale Giarcarlo (perchè non si firma col nome e cognome, come si deve fare tra adulti?) mi accusa di grettezza per aver chiesto chiarimenti, e precisa che la mia grettezza non sarebbe degna di un sogno. Mi auguro che Giannino non persegua un sogno, bensì una iniziativa concreta. Gli consiglio di combattere questa retorica sentimentale, che deborda dal dibattito in corso. E di essere selettivo: c’è gente nel primo elenco che non lascia ben sperare.

  139. Niccolò

    Bel manifesto,

    aspetto un codice etico. Per quanto riguarda la concorrenza non sono d’accordo: la concorrenza non è un fine ma un mezzo.

  140. Enrica

    Spett.le Oscar,
    ho letto le dieci proposte e le ho trovate un pò sommarie.
    Credo che rappresentino solo il punto di partenza e non il punto di arrivo, ima in ogni caso manca qualcosa di importante, qualcosa di più drastico, più specifico, più chioaro, come molto spesso ho percepito nei suoi discorsi, credo sia dovuto alla collaborazione con gli altri promotori (Marcegaglia?) che hanno mitigato di fatto le sue posizioni.
    Dando un’occhiata alla sezione dedicata alle adesioni mi è saltata agli occhi l’assenza di persone “normali”: operai, ragazzi, commesse, agenti di commercio, dipendenti commerciali, casalinghe, dipendenti in genere, etc etc.
    Credo che il proposito – ripeto: seppur sommario – possa avere anche successo ma se non arriva alle orecchie e alla testa di questa persone che costituiscono la maggioranza della popolazione italiana non si va da nessuna parte e il proposito resterà solo buono e dimenticato in qualche file on line. Come pensate di far circolare il pensiero?

  141. paolo

    Giannino,finalmente hai deciso di creare qualcosa di nuovo ,pulito,con l’obbiettivo di fare qualcosa di concreto per salvare questo paese dal fallimento incipiente.Finalmente un Liberale vero.Condivido quasi
    completamente il tuo pensiero ,ma mi piacerebbe partecipare attivamente alla concretizzazione del tuo
    progetto.Mi ritengo un buon analista,credo di avere suggerimenti interessanti per aiutare il movimento che si sta creando attorno a te.Sono un pubblicitario di 62 anni con del tempo da dedicare alla nostra causa:salvare l’Italia dal declino e farla ripartire.Forza Giannino sei la persona giusta e preparata per dare speranza a questo paese ormai da decenni pilastro dell’assistenziaismo improduttivo e prigioniero di una classe politica di basso livello laureata con 110 e lode in “chiacchere a perdere”.

  142. Marco Plebani

    Per la sola stima che nutro in Oscar Giannino ho aderito all’iniziativa. Trovo i 10 punti programmatici assolutamente condivisibili, e per questo motivo forse un po’ scontati. alle linee programmatiche dovranno seguire le azioni, le iniziative, le scelte… e lì sarà difficile trovare le soluzioni che accontentino tutti. Si è giunti al punto in cui non ci si può permettere di limitarsi a sostituire o “rottamare” una classe politica il cui fallimento è palese ed evidente, perché strumento di logiche antidemocratiche. L’undicesimo punto programmatico deve essere quello del ripensamento profondo del sistema politico, delle attribuzioni delle deleghe decisionali, per giungere ad un meccanismo efficiente ed a prova dell'”italica corruttela”, altrimenti non se ne esce !
    Marco Plebani – Milano

  143. Ottavio

    @erasmo67
    Redistribuzione del reddito?
    In che senso? Togliere reddito ai ricchi per dare ai poveri? Ma proprio reddito inteso come sussidi a fondo perduto? O tassazione graduale? O agevolazioni?

    Senza aumentare il saldo delle tasse o aumentandolo?

    Capisce che la sua affermazione vuole dire tutto e nulla allo stesso tempo? Per questo finisce per essere interpretata come posizione ideologica.

    Come imprenditore si è accorto che le tasse che paga sono fuori dalla realtà, anche nel caso in cui dovessero corrispondere ad un livello di servizi efficienti?
    Si è accorto che come imprenditore arriva a pagare in tasse oltre il 70% di quello che guadagna? E questo vale per tutti chiunque abbia un’azienda di qualsiasi tipo in Italia.

    Capisce che più o meno tutti sono aggravati da livelli di tassazione iniqua e soprattutto talmente elevata da spiazzare tutto il paese rispetto alla concorrenza, qualsiasi concorrenza oramai, essendo l’Italia, stando a quel che dice l’istat (se non confondo), il paese col livello di tassazione più elevato al mondo?

    Vorrebbe intervenire aumentando tasse sulle aziende come intervento per la redistribuzione? E se non sulle aziende su chi? I lavoratori dipendenti? Quelli autonomi? Gli statali? Chi ha rendite da immobili? O da fondi? Da azioni? O da bot addirittura? Chi?

  144. sergio

    Nell’elenco delle adesioni ho letto il nome di Chicco Testa, spero che vi sia sfuggito e provvederete subito ad eliminarlo.
    Se invece continuate a portarvi dietro questa gentaglia non riuscirete a cambiare un bel niente, tanto vale farsi finanziare dal cavaliere, vivere da milionari, e continuare a prendere per il culo gli Italiani.
    Apri gli occhi Oscar.

  145. Claudio Di Croce

    @erasmo67
    Come ho già scritto più volte più lei si incazza e più sono contento . Comunque ha ragione, è inutile continuare a scriverci .

  146. Enrica Padovan

    Spett.le Oscar,
    mi scuso, ho letto ora la sua risposta del 29 Luglio ad alcune contestazioni e domande alcune uguali alle mie del precedente post.

    Adesso ho le idee molto più chiare e devo dire che è già qualcosa di grande il fatto che un promotore risponda tempestivamente a chi gli pone dei quesiti su quello che intende fare e che pensa.

    Un’ultima domanda: In merito alla privatizzazione dell’acqua, della sua gestione e del nucleare cosa ne pensate, visto l’esito referendario?

    Grazie, Enrica

  147. luciano

    anche se il programma è, per necessità, piuttosto generalista, sostengo l’ iniziativa in toto. Spero che si concretizzi in risultati che possano determinare un cambio economico e sociale positivo. non credo in un cambio politico e strutturale perchè, per questo, servirebbe un dittatore illuminato per 5 anni. Non vedo nessuno all’orizzonte degli attuali politici.

  148. Ritengo che cambiare i politici debba significare cambiare i modelli di ricerca di consenso e voto , cambiare i modelli di gestione della cosa pubblica , limitare le ingerenze e lo strapotere della politica in qualsiasi settore pubblico. Bisogna cambiare le culture ( dei politici e dei cittadini ) del voto clientelare e di scambio , delle logiche che il fine ( voti – potere ) giustifica i mezzi con una moderna declinazione : “vota non olet ” verso il voto controllato dai mafiosi . Ritengo che il controllo esercitato dalla mafia sulle espressioni di voto e la partecipazione diretta alla vita pubblica sia un problema che si somma all’esercizio del potere delle altre lobby impedendo l’esercizio di elementari diritti democratici . Alla luce di crescenti istanze partecipative sociali ritengo che la creazione di un movimento o partito non possa prescindere dalla definizione di nuove modalità partecipative ed espressione del voto nuovi strumenti e modelli che scardinino vecchie prassi troppo collaudate . Bisognerà definire nuovi modelli di social decision making

  149. Claudio Bottos

    SONO FELICE. Partecipo già attivamente in Italia Futura a Treviso, e mi dispiaceva che, ad un progetto così importante, dove i programmi stanno nascendo dal basso, non ci fosse Oscar Giannino e gli autorevoli sottoscrittori del manifesto. Questa SINERGIA di INTENTI, accresce la speranza di cambiamento. Spero che altri come me si mettano in gioco per un futuro migliore per il nostro paese. Tutti insieme possiamo farcela. Grazie Oscar. Claudio

  150. Massimo

    @Enrica
    Sono d’accordo con lei sul fatto che non ci sono “per il momento” persone “normali”. Aspetto con interesse la risposta di Oscar che stimo e seguo da tanto tempo.

  151. Nicola Pizzo

    Ho aderito anch’io e speriamo bene.

    L’Italia può ancora cambiare e per farlo è necessaria una nuova classe dirigente che attualmente non c’è o, meglio, non è chiaramente e manifestamente impegnata in politica. Allora, proviamo a fare in modo che questa classe dirigente in pectore si manifesti, indichi la propria disponibilità ad impegnarsi per il bene del Paese e cerchi di scalzare questa feccia indecente e parassita che sta portando l’Italia al collasso e allo sfascio. E se è necessario sporcarsi per far sì che questa nuova classe dirigente emerga, allora sono disposto a sporcarmi. Bisogna fare qualcosa, farlo subito e farlo bene, perché se ci sarà un fallimento, sarà un fallimento totale.

    Spero sinceramente in un grande successo di adesioni del manifesto.

    Avanti così e speriamo di essere sulla strada giusta. Se non altro, ci crediamo.

  152. Antonella

    Buon giorno Oscar Giannino,
    appena mi è possibile la seguo su radio 24, l’ammiro per la caparbietà e la decisione con cui affronta i vari temi che riguardano la nostra travagliata situazione nazionale. Quindi la incito ad andare avanti con questa sua iniziativa. Io vivo e comprendo le varie difficoltà, di un lavoratore pubblico, che si impegna nel proprio lavoro, ma che non sempre viene riconosciuto, che si sente dare del fannullone. Sono costernata dalle fatiche che mio marito deve affrontare ogni giorno per riuscire ad emergere,come piccolo imprenditore, non concedendosi riposo, figuriamoci il “lusso di ammalarsi”, dovendo pure sopportare una moglie che continuamente gli ricorda che questa non è vita. Abbiamo tre figli, crescerli da sola mentre mio marito cercava di affermarsi non è stato facile. Ma con il tempo ho capito che il lavoro non lo regala nessuno, non è sufficiente scendere in piazza a chiedere ” il lavoro”, ci vogliono persone che come mio marito si rigirino le maniche e ci mettano tutta l’anima per realizzare un obiettivo, rischiando molto. Mi rendo conto che non tutti hanno le capacità per fare una scelta del genere, ma vanno sostenute le persone che se la sentono, perchè riescono poi a creare altri posti di lavoro. I dipendenti dovrebberò capire che sostenere i propri datori di lavoro è un modo per difendere il proprio lavoro e per portare a casa più soddisfazioni. Lo stato ladro dovrebbe aiutare e difendere chi prova a costruire qualcosa, non deprivarlo di quasi tutto il reddito con tasse infinite. Devo dire che anche i lavoratori dipendenti hanno troppe ritenute nelle proprie buste paga. Ho letto le sue dieci proposte, sono completamente in accordo con lei sulla gestione meritocratica e per competenze raggiunte del lavoro, ma non dobbiamo dimenticarci di quelle persone che per motivi psico-fisici non riescono a sostenere un confronto cosi competitivo. Redistribuzione del reddito è fondamentale se vogliamo salvare l’Italia, io ci metto anche il mondo, ma in che modo, i ricchi scappano o sono già scappati con i loro soldi, spesso rubati, nei paradisi fiscali. Ci vorrebbe un accordo internazionale, con TUTTI i paradisi fiscali per riuscire a ridistribuire, non lo pensa anche lei? Ma temo che non si riuscirà mai ad ottenere un accordo così!!Inoltre siamo in mano alle multinazionali che difendono i propri interessi di lucro e non di ridistribuzione. Smantellare il sistema clientelare sarebbe un’altra impresa titanica, purtroppo, fa parte della nostra cultura malata, ci sarebbe molto altro da dire, ma mi fermo qui, spero che la sua iniziativa abbia successo e riesca a mandare a casa, chi ci ha portato fino qui facendo solo i propri interessi!! Buon lavoro!!

  153. Enrica Padovan

    Spezzo una lancia a favore di erasmo67:

    Credo che quando parla di ridistribuzione del reddito ragioni in questi termini:
    Esempio: se un imprenditore, singolo o società, nonostante crisi e calo alla fine dei conti ha un utile netto, quindi a tasse pagate, di € 2.000.000,
    e l’azienda abbia mettiamo 50 dipendenti,
    concedere € 150 (il 4,5% dell’utile) di aumento mensile fanno € 60.000 (sperando che le tasse sulla busta paga non se li brucino per 1/3),
    quindi per l’imprenditore fanno € 2.000.000 – € 90.000 ovvero € 1.910.000
    ma per il lavoratore fanno € 1450,00 considerando una b.p. media di 1300,00.

    L’imprenditore con € 1.910.000 ci campa lo stesso,
    il dipendente con € 130,00 può acquistare 1 paia di scarpe nuove, o un weekend in montagna, pagare un mutuo senza affanni…cioè far girare l’economia.
    Perchè il rapporto è sempre 1(imprenditore):5/10/50/100/(operai).

    In fin dei conti quando gli utili erano alti non so quante imprese abbiamo distribuito premi produzione, ma ora che sono bassi vengono distribuite riduzioni di stipendio e casse integrazione. Forse sarebbe ora di rivedere è il concetto impresa – dipendente; dipendente – impresa. In Germania già lo fanno.

    Questi € 150,00 potrebbe derivare anche in parte dal detassamento delle buste paga, così il lavoro sarebbe meno costoso e più remunerativo.
    Chiaramente va unito anche il detassamento delle imprese, non è più ragionevole avere una pressione fiscale di oltre il 55%.

    Dobbiamo ripartire tutti assieme.

  154. erasmo67

    @Ottavio

    Sig. Ottavio ,
    il concetto di redistribuzione , se dal punto di vista pratico è estremamente complesso da realizzare , è però un concetto abbastanza semplice da capire.
    Mio figlio di nove anni, come tutti i bambini lo capisce molto bene, il fatto che quando questo concetto arriva nel mondo della finanza e dell’impresa diventi apparentemente incomprensibile la dice lunga sulla malafede di chi se le inventa tutte pur di non ammetere la realtà.

    Trenta anni fa il rapporto tra il compenso di un top manager di una grande azienda ed un dipendente era mediamente di circa 40 volte.

    Oggi in US facendo il calcolo sulle prime 500 aziende quotate in borsa questo rapporto è superiore a 300, in Italia è superiore a 200. Il compenso 2011 di Marchionne è stato superiore alla somma degli stipendi di TUTTI gli operai di Termini Imerese.

    Come è successo? semplice è stato distrutto il lavoro. Il contenuto di lavoro umano nei prodotti e nei servizi è diminuio. Il valore aggiunto di prodotti e servizi è sempre più legato al capitale investito e sempre meno alla quantità di lavoro utilizzato. Laddove non si è riusciti a ridurre la quantità di lavoro necessaria per realizzare un prodotto od un servizio si è provveduto alla delocalizzazione o all’outsourcing selvaggio.

    Di fatto il problema è che si pretende un ritorno sul capitale investito che si può ottenere solo schiacciando i lavoratori.

    E quando il capitale è investito in attività produttive è già un buon fatto, negli ultimi 15 anni molto capitale si è spostato dagli investimenti produttivi a quelli finanziari i cui ritorni sono (aritmenticamente) suttratti a qualcun’altro.

    Negli anni 50-60-70-80 i lavoratori occidentali hanno avuto un significativo miglioramento del loro tenore di vita e delle condizioni lavorative, avevano infatti un alto potere negoziale perchè c’era poca alternativa e il capitale ha dovuto necessariamente scendere a negoziare con il lavoro.

    Ma nonappena si sono presentate le opportunità (dalla fine guerra fredda) si è proceduto in fretta a mettere in atto tutte le strategie per togliere potere ai lavoratori
    per deflazionare i salari e ridurre le garanzie sociali. Inoltre, per mantenere alto il livello dei consumi e risucchiare verso il capitale quel po’ di ricchezza accumulata dai lavoratori in 40 anni si è provveduto a farli indebitare (per fortna qui gli Italiani sono stati un poco più cauti di tanti altri).

    Naturalmente questo ha nel tempo anche spostato le percentuali degli stock di ricchezza detenuti dagli individui per cui oggi il 10% degli individui più ricchi detiene il 50% della ricchezza ed il 50% più povero detiene il 10% della ricchezza . E’ evidente che queste percentuali, vigente lo status quo, sono destinate a peggiorare ulteriormente (o migliorare dipende dai punti di vista)

    Il caso Italiano poi è particolare con un sistema di tassazione assurdo, soprattuto per le piccole imprese, con una gestione medioevale dei fallimenti, con un livello di corruzione politica e soprattutto amministrativa da terzo mondo, una percentuale di economia sommersa e MAFIOSA senza eguali….

    Ma il problema della redistribuzione è più generale rispetto all’Italia.

    La miglior forma di redistribuzone della ricchezza è dare il lavoro pagato giustamente.

    Se il tema della redistribuzione è di interesse si potrebbe approfondirlo.

    Cosa ne dite ? O fate tutti parte di quel 10% ?

  155. LIBERISTI SELVAGGI: prima di tutto: era ora. Oscar, buttati – sei talmente strambo ( per me sei irresisitibile) che ce la puoi fare.
    posso proporre un nome per l’autunno che non sappia di vecchia politica? dopo i Pirati tedeschi, voi potreste essere i (Liberisti) Selvaggi. con le tasse al 55%, in un paese in cui tutti sono liberali – da Scalfari a Berlusconi – il minimo per tentare di liberare il paese è essere bollati come liberisti selvaggi. giocate d’anticipo, e prendeteli per il culo.

  156. Gli interventi, in particolare il #49, di Enzo Palumbo che è il Presidente del vivo  e vegeto PLI – Partito Libeale Italiano,  confrontati col sincero entusiamo di alcuni interventi a sostegno della iniziativa politica di Giannino e con i contenuti della visione programmatica e politica del manifesto Giannino,  dimostrano: che i liberali sono aperti,  attenti e rispettosi delle idee altrui;  che un partito liberale già esiste ed ha una  sua precisa linea politica espressa nella mozione congressuale riportata quasi integralmente da Palumbo sul Blog di Giannino;  che le idee e le proposte del PLI contenute nella mozione congressuale sono  aperte  e attente  alla complessità    politico-istituzionale del Paese mentre emerge la  limitatezza concettuale e programmatica  del manifesto di Giannino; che, volendo fare politica sul fronte liberale, sarebbe cosa saggia cominciare da ciò che già c’è  (il PLI, appunto), piuttosto che tentare di fare nascere l’ennesimo movimento liberale (anzi, essenzialmente liberista) che si aggiunge ai tanti che sono già in circolazione, aggiungendo confusione e portandosi dietro anche qualche contraddizione. C’è da formulare l’auspicio che le energie messe in campo non si disperdano e siano poste nella condizione di diventare lievito per far maturare una presa di coscienza collettiva ispirata ai più alti valori dell’etica pubblica. Di recente, purtroppo, abbiamo dovuto registrare la spiacevole  esperienza di rincorse del tipo “fatti più in là che al tuo posto mi metto io”. Ciò riguarda non tutti i sostenitori di Giannino, ma qualcuno dei “liberali erranti”  e trasformisti  che, dopo aver calvacato l’esperienza berlusconiana e provato a scalare il PLI senza riuscirci, va salendo altrui scale in cerca di sopravvivenza personale in politica. C’è un altro auspicio da fare: gli uomini “liberi e forti”, di qualsiasi parte e di qualsiasi provenienza culturale, siano disponibili ad aiutare il PLI  e l’autentico pensiero liberale ad  uscire da un sistematico e programmatico oscuramento mediatico messo  in atto da televisioni e giornali italiani. 

  157. Bravissimo Giannino. Condivido in tutto e per tutto. organiziamoci italiani mettiamoci la faccia e riprendiamoci questa ITALIA.
    Io con questo manifesto ci sto.
    manca solo un aspetto che si legge tra le righe ma dovrbbe essere detto forte e chiaro:
    UGUAGLIANZA. La nostra costituzione la cita una volta sola e ci troviamo un dedalo di caste che drenano soldi dalle tasse per pagare i loro privilegi.
    Aderiamo in massa e sarà un successo
    Andrea Macchiarelli

  158. oscar giannino

    @Erasmo67 ultimo avviso: questa non è casa sua e lei non ha titolo per insultare nessuno o tacitare dicendo a chiunque che o sta zitto o da lei si prende insulti, alla prossima i padroni di questa casa la escludono e basta, perché dare del bastardo e ripetere che lei continua a dirlo autorizza tutti a fare la stessa cosa, e non c’entra nulla con le idee che sostiene ovviamente

    @claudiodicroce: non credo affatto che l’aspettop tribale di certa sinistra sia alieno dall’aspettyo ribale della difesaa personalz e aziendale di SB, è unmeccanismo che si è alimentao reciprocamente per 18 anni, e che gli appartenenti alle curve contrapposte naturalmente imputano all’altra curva, diciamo che avrebbero bisogno da tutte e due le parti di disntossicarsi, ovviamente l’ultima farmacia a cui rivolgersi sono i direttori di testata che succhiano da anni milioni dalle tasche di SB. come quelli che fanno altrettanto da CdB

  159. Ezio

    E bravo Giannino, ci voleva proprio un altro partito ( a già ma questa è un’associazione ), il fatto è che le cose che volete fare voi le voleva fare Berlusconi, poi le voleva fare Monti adesso siete arrivati voi, i nuovi salvatori della patria.
    Se volete mettervi sulla piazza non fatelo su chicago blog, è troppo facile.
    Non insegnando io in nessuna Bocconi, penso che il debito pubblico non si riduca finchè siamo nell’euro, che la spesa pubblica si debba diminuire razionalizzandola e non tagliando a prescindere, che la pressione fiscale debba dimezzarsi, ma non nel paese che si è creato “liberandolo” dai Borboni, ma in uno stato del Sud che punti sull’industria turistica, sull’agricoltura ed il suo indotto e su manifatture di nicchia lasciando la competizione con Cina e India al Nord liberato dalla “zavorra del Sud”, decideranno loro poi quale aliquota applicarsi, salvo poi ritornare a “liberarci nuovamente” quando saranno, di nuovo, con il sedere per terra. In uno stato così impostato il problema della liberalizzazione non si porrebbe perchè i servizi tornerebbero ad essere solo e soltanto servizi e non strumenti di sfruttamento. La capacità di consumo dei lavoratori è quello che li fa assimilare ai polli trasformandoli da uomini in consumatori e va di pari passo con l’idea della crescita infinita, qui salta fuori la follia di questo modello di sviluppo, non mi dilungo oltre avrà gia capito cosa intendo. Per i punti a seguire è come dire che tutti hanno diritto a respirare, sono ovvietà difficili da non condividere. Le opinioni sulla vostra iniziativa chiedetele magari su un sito dedicato rivolto a tutti senza chiedervele tra di voi, benvegano iniziative ed idee per tirarci fuori dal letamaio in cui siamo, l’importante però è non cadere dalla padella nella brace, scusate la frase fatta. Saluti

  160. Daniele

    Oscar tu per me sei al top, tutto giusto ciò che dici.
    Però mi permetto di dirti una cosa importante: tu parli di non riciclare la vecchia politica, però tra i firmatari e gli aderenti a “Fermare il Declino” troviamo Benedetto Della Vedova e Piercamillo Falasca, ad esempio, piena espressione della vecchia politica che tu dichiari di non volere più, oppure Chicco Testa che di quella vecchia politica a Roma è stato un grande sostenitore in passato.
    Se la Marcegaglia deve sostenerti da fuori e non essere tra gli aderenti a questa cosa – e qui hai fatto bene x me – , stesso dovrebbe essere per tanti altri – e qui mi permetto di dirti che hai fatto male.
    La presenza di alcune figure leva credibilità al progetto, che poi lo debbano sostenere dall’esterno mi va benissimo e mi sembra giusto, ma che ne debbano essere promotori interni no – per questo volevo aderire, firmare e sostenere, e per questo per ora non lo faccio.
    Non è politica nuova e diversa, fatta cosi.

  161. Antonio Pileggi

    @oscargiannino, @enzopalumbo e altri gentili partecipanti al Blog. Vorrei insitere sul fatto che gli interventi, in particolare il #49, di Enzo Palumbo, che è il Presidente del vivo  e vegeto PLI – Partito Libeale Italiano,  confrontati col sincero entusiamo di alcuni interventi a sostegno della iniziativa politica di Giannino e con i contenuti della visione programmatica e politica del manifesto Giannino,  dimostrano: che i liberali sono aperti,  attenti e rispettosi delle idee altrui;  che un partito liberale già esiste ed ha una  sua precisa linea politica espressa nella mozione congressuale riportata quasi integralmente da Palumbo sul Blog di Giannino;  che le idee e le proposte del PLI contenute nella mozione congressuale sono  aperte  e attente  alla complessità    politico-istituzionale del Paese mentre emerge la  limitatezza concettuale e programmatica  del manifesto di Giannino; che, volendo fare politica sul fronte liberale, sarebbe cosa saggia cominciare da ciò che già c’è  (il PLI, appunto), piuttosto che tentare di fare nascere l’ennesimo movimento liberale (anzi, essenzialmente liberista) che si aggiunge ai tanti che sono già in circolazione, aggiungendo confusione e portandosi dietro anche qualche contraddizione. C’è da formulare l’auspicio che le energie messe in campo non si disperdano e siano poste nella condizione di diventare lievito per far maturare una presa di coscienza collettiva ispirata ai più alti valori dell’etica pubblica. Di recente, purtroppo, abbiamo dovuto registrare la spiacevole  esperienza di rincorse del tipo “fatti più in là che al tuo posto mi metto io”. Ciò riguarda non tutti i sostenitori di Giannino, ma qualcuno dei “liberali erranti”  e trasformisti  che, dopo aver calvacato l’esperienza berlusconiana e provato a scalare il PLI senza riuscirci, va salendo altrui scale in cerca di sopravvivenza personale in politica. C’è un altro auspicio da fare: gli uomini “liberi e forti”, di qualsiasi parte e di qualsiasi provenienza culturale, siano disponibili ad aiutare il PLI  e l’autentico pensiero liberale ad  uscire da un sistematico e programmatico oscuramento mediatico messo  in atto da televisioni e giornali italiani. 

  162. Alberici

    Buongiorno, mi sono iscritto con entusiasmo al movimento e spero proprio siano in tanti a farlo. Abbiamo bisogno di qualche scossone non solo sui punti elencati nel programma ma anche sul sistema pensionistico, che ancora ci fanno credere essere sostenibile. Avanti così e se doveste aver bisogno di qualcun altro che ci mette la faccia…. ci sarò.
    Flavio V. Alberici – Architetto

  163. irene camagni

    @Lorenzo
    I fanciulli parlan sempre con un linguaggio semplice e chiaro. Noi siamo ormai affumicati dal politichese e non ci fidiamo più dei concetti semplici e dei messaggi brevi ed incisivi. Io non leggo più le Bibbie ed ascolto solo chi mi spiega le proprie idee su di un A 4 e punto. E poi……. fare il pessimista è troppo facile. Never, never, never, in nothing great or small, large or petty, never give in except to convictions of honour and good sense. (Winston Churcill). I shall never give in e appoggio Oscar Giannino ed i firmatari di questo documento

  164. LucaS

    X Erasmo 67

    E a lei è chiaro che per poterlo distrubuire il reddito bisogna prima produrlo? E che lo stato con le sue follie sta rendendo impossibile produrre redditto e di conseguenza anche poterlo poi redistribuire? Giannino, cosi come la stragrande maggioranza di chi scrive qui non è contrario alla redistribuzione (fatta in modo trasparente e davvero efficace) ma contro l’impossibilità di creare reddito, la spoliazione di chi lo crea e la redistribuzione non a chi ha bisogno ma a chi è più inmanicato… Se ancora non le è chiaro tutto questo mi chiedo con tutto il rispetto come possa fare il suo lavoro!

  165. Gaetano Criscenti

    Ed allora, sarete una zattera per riciclati di tutti i tipi, o manterrete una certa impermeabilità all’abbraccio mortale dei tanti in cerca di nuove verginità?
    Perché, a questo punto, con questa classe dirigente, questo è uno dei discrimini! Basti vedere a destra cosa succede, SB che non cede di un millimetro Pur essendo stato il deus ex machina incontrastato della destra, ed a sinistra dove Bersani, pur di non cedere niente a coloro che non fanno parte della nomenclatura, irride il tentativo di Renzi! E dire che un Renzi come candidato del PD, contro un SB del centrodestra, si avrebbe netta la percezione del nuovo contro il vecchio, della gioventù contro la vecchiaia porcella e menefreghista. Ma niente, questi che ci hanno governato malissimo per 20 anni, vogliono continuare a farlo per i prossimi 20.
    Ora, se si tratta di trovare un soggetto nuovo, questo deve presentarsi con le carte in regola proprio sotto il profilo del NO a chiare lettere a tutti i riciclati. Perché se si è in parlamento, se si è stati consiglieri e portavoce più o meno ufficiali di questo o quello, non ci si può riscoprire all’improvviso amici di Giannino. E sopratutto noi elettori potenziali dobbiamo sapere cosa ne pensa il nostro ed i suoi.
    Un saluto

  166. Maria

    Grazie, dott. Giannino. Ho aderito con convinzione e sono certa che siamo in tanti. Teneteci informati sulle adesioni: se, come spero, saranno una valanga, già il solo diffonderne il numero equivarrà a “un sondaggio”, e darà una prima scossa a questa classe politica indecente, che purtroppo è “quella che ci meritiamo” per non aver fatto, in passato, quello che finalmente cominciamo a fare oggi! Ma facciamoci coraggio e guardiamo avanti!

  167. LucaS

    X Gaetano Criscenti

    non le sembra un po presto per scatenare la sante inquisizione? Voglio dire: capisco il suo discorso e lo condivido abbastanza ma se dobbiamo essere solo i duri e puri immacolati facciamo si e no lo 0,5%! E’ questo quello che auspica? Compromessi su uomini e programmi si dovranno necessariamente accettare, il punto è che soglia porsi.

  168. Alberto

    Caro Oscar Giannino:

    Ho aderito ieri al suo appello. Ho aderito perchè c’ è bisogno di aria nuova e pulita, ho aderito perchè lei ha dimostrato, sebbene attraverso un percorso pieno di errori (ma chi non ne fa) che è una persona appassionata, corretta, onesta che si mette in gioco, che ha una grande intelligenza e che ha un grande credito. Io sarò al suo fianco comunque, ma anche per concordare o per dissentire, ma sempre con la forza dei numeri e con la forza delle idee, senza preconcetti e senza credere che ci sia qualcuno cui affidare le mie e le sorti del paese in cui vivo. Le auguro un grande in bocca al lupo, ce ne è bisogno per tutti, ma soprattutto c’ è assoluto bisogno di gente seria e determinata, forse come ultima e definitiva possibilità prima del tracollo finale, dopo il declino, in un momento così delicato e difficile in cui si affacciano o si ripropongono sulla scena politica degli autentici fanfaroni.

    @Oscar Giannino

  169. Gaetano Criscenti

    Cosa ne dice di stracquadanio? È da accettare no no? Visto che lo stesso si dichiara futuro gianniniano!!!!!

  170. benedetto antonini

    Scusi, Giannino, ma non le pare che la presenza di un comunista quale Chicco (dicasi Chicco) Testa sia un po’ incoerente con i progetti di “fermare il declino”?

  171. Giuseppe C

    Io ho aderito. Un consiglio, in questo blog oltre ad assurdità bestiali, ci sono molte buone idee che possono essere sviluppate, sarebbe bello veder fruttare il contributo di ognuno. Il movimento non deve spegnere l’entusiasmo che si crea, sarebbe bello Dott. Giannino vederla dibattere con tutti noi. In bocca al lupo

  172. @Oscar Giannino
    Straordinario il suo e vostro lavoro, gli italiani dovrebbero ringraziare anticipatamente chi ha il coraggio di mettersi in gioco rischiando personalmente, confidando nel proprio cuore e nelle persone di buona volontà.
    Pretendere subito la perfezione è come camminare, anzi, correre appena nati … non se la prenda per alcuni commenti negativi, poiché ho fiducia in Lei, confido che questi avranno modo di ricredersi; l’albero si riconosce dai frutti.
    Per il momento non invio alcun contributo e non aderisco, c’è molta gente che ha più bisogno di Voi di qualche euro.
    Un piccolo appunto: non avrei “investito” quelle cifre sulla stampa, anzi, non vi avrei investito per niente, consapevole che qualunque sito internet e/o organo di stampa avrebbe “fatto a gomitate” per riportare gratuitamente in prima pagina una tal notizia, e che notizia! che fosse stata inviata ad alcuni portali e all’ANSA.
    Coraggio dunque! d’ora in poi potremo apprezzare non solo il pensiero, ma anche il suo/vostro operato!
    L’Italia si risolleva con le imprese e dalle imprese, che creano ricchezza e posti di lavoro, è la strada giusta.
    La spesa pubblica va misurata coscientemente e fatta col minimo rischio di sprechi, ma guai a esagerare, poiché l’eccessiva contrizione è causa di recessione; per citarne una: un paziente che deve fare una tac può anche fare 200/300 km (spese di carburante, autostrada, perdita di ore di lavoro, ecc.) e poi pagare comunque il tiket, dopo che ha pagato correttamente per una vita. In questi casi ci rimette molto di più l’intera comunità.

  173. irene camagni

    @LucaS
    @lucaS. Ma quanto diamo già allo Stato da redistribuire ? Ma perchè il nostro Stato non ha imparato a redistribuire i nostri soldi copiando dai paesi intorno a noi che lavorano bene? Tra la fine degli anni 60 ed i primi anni 70, ho studiato e lavorato in Francia, UK e BRD. Ho provato cosa vuol dire ricevere dallo Stato, in contanti sul palmo della mano, quanto mi spettava, nel giro di mezz’ora. Ho imparato cosa vuol dire essere trattata da cittadina e vedermi elencare da funzionari dello Stato prima i diritti e poi i doveri. Ho imparato cosa vuol dire assistenza alla maternità, salute & al. Pensavo che noi saremmo riusciti a copiare questi paesi. A 40 anni di distanza mi rendo conto che ai nostri politici non conviene semplificare e copiare chi lavora in modo efficiente : nella nebbia della burocrazia tramano meglio perchè possono nascondere tante schifezze. E’ per questo che io non cederò mai, perchè dobbiamo costringere i nostri politici a copiare dai paesi che lavorano bene.

  174. Andrea

    @benedetto antonini

    Ecco, questo significa proprio non aver capito nulla del progetto. Se anche questa diventasse un’arena dove far scannare guelfi e ghibellini fallirebbe prima ancora di cominciare. BASTA CON LE ETICHETTE E LE IDEOLOGIE!

  175. OSCAR GIANNINO ed i MASSIMALISMI di cui NON ABBIAMO BISOGNO.
    http://teleraccontano.blogspot.fr/2012/06/oscar-giannino-ed-i-massimalismi-di-cui.html

    Cosa farebbe fare un grosso passo avanti all’Italia piu’ del riconoscere che siamo tutto meno che “il centro del mondo”, in declino continuo da 30 anni e ritornare a discutere di sviluppo e strategie industriali mettendo da parte finalmente i soliti massimalismi? Nulla!
    Eppure sembra difficile. Sambra che non se ne possa fare a meno. Dalla Sinistra massimalista di antica memoria, alle ricette del Berlusconismo, al Federalismo panacea di tutti i mali ai piu’ recenti OscarGianninismi.

    Nulla di personale, ma prediamo appunto Giannino, un giornalista che quanto meno prova ad entrare nel merito e nel dettaglio tecnico dei temi che tratta, caso ormai raro fra tanti suoi colleghi. Sacrosanta è anche la sua battaglia contro gli sprechi ed i disservizi di uno Stato ingordo. Lo ascolto spesso e con interesse su Radio24, ma proprio non gli posso perdonare due cose.

    La prima. Se gli si puo’ dare atto di aver nettamente e pubblicamente condannato il pessimo governo Berlusconi, dicendosi deluso dell’inattuata “riforma liberale”, viene inevitabilmente da chiedersi: Di cosa e’ deluso?
    Non era chiaro dall’inizio? Che titoli aveva, infatti, il Cavaliere per avergli concesso la patente di “liberale”?
    Non dovrebbe essere proprio chi sufficientemente preparato ed avveduto a non doversi accontentare degli slogan?

    Questi nostri (ahinoi) “liberali all’amatriciana” hanno la grossa responsabilita’ di aver avallato politiche che di liberale avevan poco, uccidendo ogni residua possibilita’ di convertire il Paese al liberismo.
    Dove risulta che nei “paesi liberali” del pianeta non si tassano le successioni o le proprietà’ immobiliari?
    Non era forse meglio (e piu’ istruttivo) partire dalle tasse su lavoro ed imprese (a beneficio del PIL), quelle si DAVVERO molto piu’ alte che altrove?
    E dove sta scritto che i “paesi liberali” tollerino l’evasione fiscale e non controllino i contribuenti?
    I politici che sostenevano tutto ciò, si sa, più’ che mirare alla Rivoluzione Liberale, miravano al consenso!
    Ma invece a cosa miravano Giannino ed il resto dell’intellighenzia liberale, che in quanto tale aveva il DOVERE di negare facili patenti? Beh, magari non Giannino, ma alcuni ci han costruito su una bella carriera, indirizzando poi i loro lettori (o ascoltatori) in pasto al prossimo ciarlatano che ne chiederà’ il voto in cambio di un regalino (“vi tolgo l’IMU”).

    La Seconda riguarda i soliti massimalismi “liberisti, privatisti”…quando ce ne liberiamo? Il prima possibile, spero!
    Come tutti i massimalismi fan solo danni. La piantiamo di ragionare per slogan?
    I poveri ingenui elettori leghisti del nord ci han messo 20 anni per scoprire che la parola “Federalismo” non risolve nulla, soprattutto se vuol dire sostituire Roma Ladrona con “Milan làder”.

    Prendiamo per esempio la Germania. Questa non e’ quella solida e florida potenza economica perché’ ha sposato un qualche credo liberista assoluto.
    Certo ha fatto riforme, ridotto la spesa e tasse su lavoro ed imprese. I sindacati han condiviso gli sforzi nei momenti di crisi, ma hanno ottenuto cogestione ed altro (se prendiamo il settore dell’auto, nonostante le tante produzioni all’estero, in numero di auto prodotte in Germania non e’ mai diminuito, anzi).
    Ha persino privatizzato meno di noi e alcune aziende con partecipazione pubblica sono leader mondiali nel loro settore (da DB a Deutsche Post/DHL a Deutsche Telekom, etc…).

    Il segreto sta nella buona gestione (tanto pubblica quanto privata), legalita’, trasparenza, basso tasso di corruzione, istruzione e giusta dose di liberismo combinato anche a programmazione economica, quella che magari molti dei nostri “liberali all’amatriciana” bollerebbero come “dirigismo”, col solito stolto quanto presuntuoso sdegno . Mentre si tratta di un “sano dirigismo” che contraddistingue alcune delle economie di maggior successo oggi.

    Da noi invece, dove regnano cattiva gestione e corruzione, non funziona ne’ il pubblico ne’ il privato, ne’ il federale,
    ne’ il centrale, ne’ il liberalizzato ne’ il monopolio statale! I massimalismi, quelli si, funzionano sempre, ahinoi!

    La ricetta che invece dovrebbe ispirarci è un Sacro Rispetto per i Soldi del Contribuente che ovviamente nei Paesi avanzati si coniuga tanto nella lotta allo Stato sprecone e ingordo quanto alla corruzione (dura) e all’evasione fiscale (inflessibile) quanto ai fannulloni e al debito pubblico.

    PS: Scritto su un gigante Airbus A380 (della Lufthansa, purtroppo) in viaggio uno dei miei viaggi ormai semestrali verso il Giappone e poi la Cina.

  176. Alberto

    Tra le proposte del senatore Baldassarri e di altri come A.Monorchio, relativamente al decreto sulla S.R. c’era la sottodescritta proposta, mi risulta, bocciata dal governo.

    Infine per quanto riguarda il problema del debito, si propone una operazione di valorizzazione di una quota importante dell’ingente patrimonio pubblico al fine di abbattere per un importo molto consistente e in tempi rapidi l’ingente debito pubblico italiano. In sostanza si tratta di mettere a disposizione una quota di circa 400 miliardi di euro di asset, beni e diritti, disponibili e non strategici oggi in capo allo Stato e che valorizzati potrebbero in tempi rapidi riportare il debito pubblico sotto la soglia psicologica del 100 per cento del PIL. È evidente che nelle attuali condizioni di incertezza e turbolenza del mercato la vendita immediata degli asset del patrimonio pubblico non incontrerebbe una corretta valorizzazione. L’operazione prevede, quindi, la costituzione di una società per azioni con capitale quasi completamente in mano ai privati per trasferirvi gli asset da valorizzare. La società acquisisce la liquidità necessaria prima attraverso la sottoscrizione della maggioranza del capitale sociale da parte di soggetti privati operanti nel settore bancario, finanziario e assicurativo e poi ricorrendo al mercato con l’emissione di titoli obbligazionari con allegato warrant che concede ai possessori dei titoli l’opzione di acquisto futuro dei beni.
    L’emissione dei titoli obbligazionari avverrà in base ai valori effettivi degli asset ceduti, individuati a seguito di una due diligence svolta da primari istituti italiani ed esteri, affinché alle obbligazioni sia assegnata la tripla A dalle agenzie di rating. L’operazione si svolge come segue. Lo Stato trasferisce alla Cassa depositi e prestiti in via preliminare, con un contratto preliminare di vendita, un insieme di beni e diritti disponibili e non strategici per un valore di circa 400 miliardi di euro. Il contratto preliminare contiene l’elenco dei beni e diritti promessi in vendita con valori attribuiti in via provvisoria ma sottoposti a controllo da parte di istituzioni indipendenti specializzate nella valutazione di asset.
    La Cassa depositi e prestiti conferisce il contratto preliminare nel capitale della società per azioni “fondo immobiliare Italia”, costituita dalla legge con capitale iniziale di un milione di euro conferiti dal ministero dell’economia e delle finanze. Il contratto medesimo riceve la valutazione in base alle regole ordinarie previste dall’articolo 2343 del codice civile. La Cassa diviene quindi azionista del fondo immobiliare Italia.
    Il fondo immobiliare Italia delibera un ulteriore aumento di capitale sociale con l’obiettivo di portarlo a 100 miliardi di euro. La sottoscrizione è aperta agli operatori bancari e finanziari italiani ed esteri. Successivamente, il fondo immobiliare Italia emette obbligazioni a medio termine con annesso warrant negoziabile separatamente allo scopo di reperire l’ulteriore liquidità necessaria all’acquisto in tranche successive degli asset dello Stato a titolo definitivo. Le risorse finanziarie trasferite allo Stato a fronte della vendita definitiva degli asset vengono destinate esclusivamente all’abbattimento del debito pubblico.

    Le resistenze dell’Agenzia del Demanio sono enormi; ma perchè Monti (Grilli) l’ ha bocciata per dare corso ad un ben più lento ed inefficace piano di alienazione?

    @Alberto

  177. Marco Plebani

    @Luigi Pugliatti
    Concordo appieno con Luigi Pugliatti, è tempo di concentrarsi sulla definizione di nuovi modelli di social decision making, grazie alla disponibilità delle nuove tecnologie che ci permettono di confrontarci (o insultarci) in tempo reale su questioni che interessano tutti direttamente. Senza entrare nel merito di una connivenza più o meno profonda tra politica e mafia, l’attuale sistema presta troppo il fianco a varie forme di corruzione, a tutela di lobby o gruppi di potere, rimanendo solo apparentemente democratico. Nella storia si sono succeduti svariati, e dal nostro punto di vista anche bizzarri, sistemi di trasmissione delle deleghe, che agli effetti risultavano più efficacemente democratici di quelli attuali. Bisogna solo togliersi dalla testa che il sistema attuale sia l’unico possibile

  178. Luca

    salve Giannino,
    sono un laureando in ingegneria e credo di essere parte di quei “…giovani che vedono il futuro ingrigirsi”. Concordo pienamente con i principi esposti nel manifesto e spero sia lo stesso per molti italiani. Colgo l’occasione per dirle che ci sono molti giovani che come me attendono da tempo movimenti di questo tipo, stanchi della solita politica e preoccupati per il “..dopo Monti”. Sono pronto a dare il mio contributo e attendo con ansia novità sul movimento. Per ora cercherò di pubblicizzarlo nel migliore dei modi.

  179. Massimo74

    Macs :
    Belle le idee, belli gli intenti, ma mi manca un pezzo: non si parla minimamente di famiglia

    e meno male…

  180. Buongiorno Dr Giannino,
    quando posso la seguo alla radio e questa mattina ho sentito quanto ha detto ed ho aperto il sito fermiamo il declino. Adesso l’ho riletto e lascio volentieri il mio commento.
    Sono nato nel 1935 e purtroppo sono “un po’ vecchio”. Nel 1960 mi sono laureato in ingegneria al Politecnico di Milano, dal 4 gennaio del 1961 ho iniziato a lavorare nel’azienda fondata da mio padre e nel 2010 ho dato “l’adio alle armi” passando gli incarichi di ammistratore ai miei successori. Adesso continuo a fare il progettista alle loro dipendenze. Però svolgo anche un lavoro di scrittore a tempo pieno come può vedere dal mio sito.
    Le scrivo tutto questo non perché mi ritenga particolarmente meritevole di qualcosa, ma solo per aggiungere un filo di speranza e di ottimismo per chi ne avesse bisogno. Da parte mia seguirò con interesse gli sviluppi del vostro progetto. Un’ultima informazione: il 10 luglio scorso ero all’Ilva di Taranto per parlare di un progetto di energy saving per la centrale termoelettrica CET2 che utilizza il gas dell’altoforno. Speriamo bene! Il mese scorso la casa editoriale “La Riflessione” di Cagliari ha pubblicato un mio libro. Ancora speriamo bene.
    Cordiali saluti
    Franco Rizzi

  181. Marco Plebani

    @erasmo67
    Non sono un economista e neanche un sociologo, ma se immagino un modello di distribuzione della ricchezza alla lunga “vincente” per una economia, quello che si sta attuando in Italia non è minimamente vicino. Un triangolo sempre più schiacciato, con una grandissima base sempre più povera, si avvicina troppo ad uno schema adatto a descrivere più una società medievale. Roba da feudalesimo. Poi sono arrivati i Comuni, ed almeno in Italia un fervore nell’economia che ha portato al Rinascimento… Ora vogliamo fare il tragitto inverso? Il mercato del lusso non piangerà mai, ma se non invertiamo l’andazzo sarà il mercato in generale a piangere ancora di più, e per questo credo che il tema della redistribuzione delle ricchezze, al di là dei logici e facili egoismi, sia fondamentale.

  182. Appoggio Giannino

    @Massimo66
    Non si tratta di “parlare” dei mali del paese; si tratta di proporne delle soluzioni, senza l’arroganza del leader o l’indifferenza del politico di professione; sicuramente l’idea di discutere delle proposte con l’elettorato è molto innovativa

  183. Massimo Peruzzo

    Ottimo. ho aderito. Adesso è importante far girare le idee (il resto gira abbondantemente per i fatti propri)!

  184. Appoggio Giannino

    @erasmo67
    Io sarei lieto e curioso di incontrarla di persona, per capire chi è lei guardandola negli occhi; sono liberista, so cos’è il rispetto, lo pretendo e lo do, mi commuovo per chi muore; si rilassi

  185. Giuseppe

    L’appello e’ un risaputo elenco di buoni propositi e di generici obiettivi condivisibili da chiunque. Chi non vorrebbe il risanamento del debito pubblico, la riduzione delle tasse, il miglioramento dei servizi, la tutela della concorrenza o l’eliminazione dei conflitti di interesse?

    Mancano completamente due temi centrali, senza i quali ogni buona intenzione si rivela velleitaria e banale:

    1-la promozione della legalita’ e dello spirito civico, a tutti i livelli, con una lotta serratissima alla criminalita’ organizzata, specie quella economica e, corollario,

    2-il contenimento dell’evasione fiscale entro limiti fisiologici, senza la quale la buona intenzione di ridurre le tasse resta una pia illusione.

    Due mancanze casuali? Non credo, vista l’ispirazione elitaria e individualistica degli autori.

    Giuseppe

  186. giorgio rezzonico

    @Gaetano Criscenti
    capisco che non sia giusto discriminare coloro che intendono aderire all’iniziativa,tuttavia penso anch’io che personaggi come stracquadanio costituiscano un elemento di disturbo : coperchi buoni per tutte le pentole ne abbiamo avuti anche troppi.

  187. benedetto antonini

    @Giacomo. No, non è scritto da nessuna parte chi deve o non deve partecipare, tuttavia esiste una regola del buon senso e del buon gusto che io applicherei se dovessi costituire un movimento come “evitare il declino”: quella di escludere le persone che ritengo indegne o squalificate. Userei, quindi, lo stesso criterio che uso quando invito le persone nella mia casa. Tu, invece, come par di capire, lasceresti entrare chiunque. Non è così? Poi ti ritrovi gli zingari accampati in giardino, però “non era scritto da nessuna parte chi poteva entrare”, verò?

  188. FLORIANO

    sono un affezionato ascoltatore di radio 24 in particolare milan e giannino sono un tecnico in pensione che continua a lavorare,sono stanco di tutti questi politici presuntuosi e inefficenti,pagati da noi che non rispondono mai di errori o malefatte.penso pure io a un’italia sull’orlo del precipizio ma con doti individuali straordinarie.non sono una partita iva ma condivido quasi tutto il pensiero del dott.giannino di cui invidio la dialettica e la chiarezza avanti anche con il mio sostegno corsini floriano ravarino modena

  189. alex61

    @Marco Plebani
    La redistribuzione della ricchezza è una truffa e lo è sempre stata.
    Io lavoro 12 ore per tutte le tasse che pago, per redistribuire ricchezza (che io non ho), con il solo risultato di arricchire in soldi e potere coloro che dovrebbero redistribuire.
    La redistribuzione è uno specchietto per le allodole per gli inetti e gli incapaci, che giustifica degli enormi sprechi e abusi, in nome di un valore superiore e che in realtà alimenta solo il malaffare.
    La miglior redistribuzione che può fare uno stato è sprecare e tassare il meno possibile (una tassazione a scaglioni di reddito basta e avanza), e non mettere il naso su cose che non dovrebbeto competergli (tipo fare impresa, vedi tutte quelle partecipate statali ove piazzare amici politici trombati con ottimi stipendi, per limitarsi a scaldar poltrone).

  190. J.

    @Lorenzo del 30 luglio 2012 a 1:33
    “Senza riformare la giustizia? Senza combattere lo strapotere dei sindacati? Senza preventivare una dura e reale lotta alla criminalità organizzata?”
    Ma di che sta parlando? Non ha chiaramente letto i 10 punti, li legga e vedrà che tutto ciò è contemplato.

  191. Gianluca Franzoni

    Avanti tutta per raccogliere le adesioni anche da quella fetta di delusi che si era orientata, in mancanza di alternative, verso il M5S.
    Finalmente una proposta seria lontana da tutto il popolismo che ha letteralmente inondato la scena politica italiana.
    SIAMO RIMASTI IMMOBILI PER TROPPO TEMPO, PER QUESTO MOTIVO IL PROGRAMMA DEVE ESSERE CONCISO E CONCRETO.
    Tutto il resto si vedrà più avanti, in modo da raccogliere più consenso possibile ed evitare spaccature e frammentazioni!

  192. erasmo67

    @alex61
    @Marco Plebani

    La redistribuzione si fa in tanti modi e la qualità della redistribuzione dipende da molti fattori ma soprattutto dalla volontà di avere una equa redistribuzione della ricchezza intesa come presupposto economico di una società efficiente.

    Il prelievo fiscale è solo una delle forme di redistribuzione ma l’esperienza insegna che ai fini della qualità della redistribuzione è molto più importante come i soldi frutto del prelievo fiscale vengono spesi piuttosto che come vengono prelevati.

    Se gli introiti fiscali vengono sperperati è ovvio che, indipendentemente dall’equità del prelievo, non vi è redistribuzione ma allocazione clientelare che è il contrario della redistribuzione.

    Ma quello che sto cercando di dire è proprio che per redistribuire la ricchezza, come Voi mi insegnate, bisogna generarla.

    Ma ancora meglio è distribuire la generazione della ricchezza. Poichè l’efficienza produttiva si ha con aziende correttamente dimensionate l’idea del Tutti Imprenditori ovviamente non funziona, l’Italia delle micro Imprese è visibilmente in affanno.

    Servono imprese strutturate, di dimensioni medie e grandi, con contratti di lavoro stabile e non precario, con stipendi adeguati al tenore DIFFUSO compatibile con il livello di ricchezza di un paese.

    La delocalizzazione e l’outsourcing selvaggio sono il contrario della redistribuzione e sono anche una continua perdita di competenze.

    E in definitiva è necessario che al capitale venga riconosciuta una remunerazione assai più bassa di quella che oggi Top Manager-CEO-CFO “vendono” ai loro azionisti.
    Per generare quel livello di remunarazione del capitale non basta essere bravi, non basta neppure essere geniali, si deve depredare il valore del lavoro.

    Per quanto riguarda la tassazione , quella sul lavoro dovrebbe essere ridotta drasticamente, così come quella sul reddito di impresa LASCIATO IN AZIENDA.
    Mentre la rendita del capitale dovrebbe essere detassata fino alla copertura dell’inflazione e poi tassata con aliquote molto elevate.
    Ovvero il messaggio deve essere chiaro: Non si fanno i soldi con i soldi.

    Egregio Dott. Giannino, al di la delle mie deprecabili intemperanze (delle quali chiedo scusa a gli altri partecipanti del blog), con il sig. Di Croce che come ben vede si diverte a provocarmi, credo sia utile un confronto di merito sulle idee, ancorchè molti possano pensare diversamente, i miei ragionamenti sono completamente avulsi da qualsiasi ideologia.

  193. @Claudio Di Croce Ringrazio e contraccambio… e aggiungo: Giannino sarà anche un bravo economista ma è un pessimo politico (e purtroppo per lui, per cambiare l’Italia, come qualsiasi altro Paese occorre, essere anche “politici”). Occorre essere “esperti” ma anche pratici per poter applicare le giuste tecniche. Il fatto che non abbia riposto alla mia sollecitazione (ma è molto tempo che gli dico le stesse cose su R24 via Sms) significa che non si pone nemmemo il problema di come si debba fare per applicare, in Italia, le sue pur belle teorie. Non si pone nemmeno il problema, Giannino, di come vada affrontato il popolo italiano: popolo che per anni… anzi da sempre, ha votato solo e soltanto chi faceva ciò che piaceva agli “italiani”: cioè nulla di ciò che invece sarebbe servito alla Nazione (che non esiste) “Italia”. Ed è proprio il fatto che Giannino non si ponga nemmeno il problema del “popolo” (così come quello dell’influenza sulla vita reale del Pase dei neo post comunisti) che rende il suo progetto fallito in partenza. Oppure crede, Giannino, di essere l’unico a sapere quali sono le vie giuste per portare l’Italia fuori dalla palude in cui s’è cacciata? Tuti lo sanno cosa andrebbe fatto ma nessuno una volta entrato nella stanza dei bottoni c’è mai riuscito… chissà perchè!?

  194. Lorenzo62

    @Jack_Critico

    Con tutto il rispetto per l’Autore dell’articolo, ma:

    1) “… inattuata “riforma liberale” … Non era chiaro dall’inizio?”

    Mi pare proprio di no: all’epoca (parlo del 1994) la vecchia “politicanza” arraffona aveva talmente esautorato la popolazione, che si registrarono affluenze elettorali in picchiata. La caduta del muro di Berlino aveva da poco sancito la fine, almeno potenziale, della situazione di stallo in cui eravamo imprigionati (noi, come altri paesi eurpei) e la nascita di “Forza Italia” (personalmente non ho mai votato per le persone (Berlusconi), ma per le idee), aprì la strada ad un “nuovo corso”, ispirato all’efficienza e non alla burocrazia, alla produttività e non al parassitismo. Dalla nascita della Repubblica, mai si era visto anche un ricambio di generazioni e di personaggi nel panorama istituzionale; abbiamo anche avuto, proprio in quel periodo, la più giovane Presidente della Camera. Tutto questo infastidiva i parassiti conservatori del vecchio sistema, che denigrarono la voglia di cambiamento che si era così manifestata. Il fatto che poi F.I. e soci abbiano tradito l’elettorato che aveva riposto in loro le proprie speranze, è un dato di fatto per il quale io in primis, ex elettore, sono furente. Ma non si dica che era “chiaro fin dall’inizio” perché non è affatto così; ci sarebbe solo da rammaricarsi, piuttosto, che poi abbia prevalso nuovamente il vecchio marciume.

    2) “…prendiamo ad esempio la Germania…. il segreto sta nella buona gestione…”

    Sono d’accordo sul fatto che senza “buona gestione” (moralità, diligenza del buon padre di famiglia) non si va da nessuna parte, qualunque sistema si faccia, ma se alla mala-gestione burocratico-amministrativa aggiungiamo anche quella legislativa, fatta di leggi ad hoc (altro che “ad personam”: “ad corporatio”!!!) tese a legalizzare l’immobilismo e il clientelismo, allora hai voglia ad evocare la legalità.

    3) “… sacro rispetto dei soldi del contribuente …”

    … ma non è proprio quello che stiamo dicendo qui?

    P.S. – Causa omonimia con un altro “Lorenzo”, preciso che il mio unoco post precedente a questo è pag.2 #42 29-07-2012/00:28.
    D’ora in avanti cambierò il mio nick in “Lorenzo62”.

  195. Alessandro

    Progetto a cui aderirei volentieri se solo fossero meglio specificate le alienazioni di patrimonio pubblico che avete in mente per ridurre il debito. Ricordiamoci il messaggio molto chiaro che gli italiani hanno dato con i referendum sull’acqua.

  196. fabio

    Sono contento che finalmente il panorama politico italiano si arricchisca.
    Pensare che tutto quello che ci sta succedendo avesse partorito solamente il Movimento 5 Stelle, che pur apprezzo, mi sembrava veramente poco.
    Spero che il rinnovamento cominci.
    Io ho bisogno di credere che l’Italia possa essere un posto migliore in cui far crescere mio figlio.

    Mi sono convinto che per cambiare rotta sia indispensabile un’offerta nuova, rispetto al panorama desolante dei partiti di questi 20 anni.
    Ho aderito al manifesto di questo nuovo movimento perché condivido i suoi punti.
    Sono curioso perché so che le novità, soprattutto dalle nostre parti, spesso non portano ad un rinnovamento.
    Per non parlare dell’intransigenza morale che, sbandierata prima delle elezione, dopo solitamente diventa una cosa opaca e grigia.

    A presto.

  197. Lorenzo62

    @Giuseppe

    Se ho ben capito, dunque, i buoni propositi a cui allude li condivide anche lei? Siamo d’accordo: ormai sembra un discorso scontato, ma qui ci sono persone di ogni rango e tra queste amministratori pubblici, economisti e imprenditori che conoscono le potenzialità del nostro Paese perché le hanno quotidianamente davanti agli occhi e loro affermano che tutto questo è possibile; allora perché rinunciarci in partenza, abbandonando il nostro futuro ai soliti “onni-incompetenti” conclamati, senza nemmeno lottare? Poi, che “manchi la promozione della legalità”, non credo proprio: semmai è data per scontata, anziché essere sfruttata per la solita propaganda “legalista” con la quale si fa dell’ovvio una scoperta. Per quanto riguarda la lotta all’evasione fiscale, pur giustissima, non è il vero problema, infatti nei recenti dibattiti sull’argomento è emerso il dato oggettivo e unanimemente riconosciuto, che lo Stato italiano, nonostante l’evasione, intasca già più di tutti gli altri paesi, ma i servizi non funzionano perché i soldi che arrivano dalle tasse (le più alte del mondo), ritornano alla collettività perché si perdono, si sprecano, si rubano. Il vero problema è questo e risolvere l’altro (l’evasione) va bene, ma non c’entra niente non cambia niente. Cordialmente.

  198. Davide

    Condivido il vs. Punto di vista e l’obiettivo finale, scusate la mia ignoranza ma come si fa per partecipare?

  199. Lorenzo62

    @Giuseppe

    Errata corrige

    volevo dire: “… i soldi delle tasse … NON ritornano alla collettività …”

    P.S. – Al punto 3 della proposta si parla esplicitamente di lotta all’evasione fiscale : “… combattere l’evasione fiscale destinando il gettito alla riduzione delle imposte”.

    Saluti.

  200. erasmo67

    @oscar giannino

    Egregio Dott. Giannino,

    il suo blog “sembra” ispirarsi alla Scuola di Chicago di Milton Friedman (i Chicago Boys che collaborarono con il dittatore Auguste Pinochet per intendersi) e che ispirarono la Tatcher ed i consulenti economici di Ronanld Regan.

    Siamo prossimi alle elezioni USA dove, :

    Ugo Tramballi
    (Il Sole24ore)

    http://ugotramballi.blog.ilsole24ore.com/slow-news/2012/07/se-in-america-rivince-wall-street.html

    E’ inquietante quello che Romney promette nei suoi comizi: tagliare le tasse agli americani più ricchi, nessun controllo su Wall Street, ridurre quell’insieme di regolamenti che garantiscono quel poco di welfare americano, cancellazione di ogni segno di Medicare (a parte mitragliatori liberi per tutti, politiche anti-aborto e contro le unioni dello stesso sesso; inquinamento atmosferico; sfruttamento di ogni territorio americano, bello o brutto che sia, a fini energetici: il vecchio Teddy Roosevelt, un repubblicano vero, padre fra le tante cose dei grandi parchi naturali americani, si rigirerà nella tomba).

    Se vince il miliardario Mitt Romney che fino ad ora ha esibito solo le dichiarazioni dei redditi degli ultimi due anni, sparirà ciò che resta della middle class americana: quella che garantì l’uscita dalla Grande crisi, che ha liberato il mondo dal nazi-fascismo, che ha creato il boom americano, la “Greatest Generation” raccontata da Tom Brokaw, i suoi figli che hanno vinto la Guerra fredda, e i nipoti che hanno inventato Internet. Sparirà quel poco che Barack Obama è riuscito a fare, appesantito dall’eredità di debiti e guerre lasciatagli da George Bush.

    E l’Europa non uscirà più dalla sua crisi: non intendo dire che ci sia un disegno politico per distruggere l’euro. E’ solo speculazione economica, un modo semplice per arricchirsi ancora di più. E’ quell’avidità – niente deve ostacolare il diritto di pochi di far soldi – che secondo Mitt Romney sarebbe un valore americano.

    Se vince Romney l’America non sarà più un esempio. Sarà una tignosa superpotenza che accelererà la sua decadenza nel mondo che fu suo.
    ——————-

    Vuole fare un commento all’articolo di Ugo Tramballi ? Grazie.

  201. Appena saputo di questa iniziativa, non ho esitato a dare la mia adesione. Ho solo una piccola osservazione da fare. Non mi piace il nome di dominio scelto. Perché dare una connotazione negativa (cercare di impedire qualcosa fermareildeclino.it) quando sarebbe stato molto meglio porsi un obbiettivo positivo e di grandezza (ad esempio admajorem.it, verso qualcosa di più grande)?

  202. Gianluca

    Alberto :
    Caro Oscar Giannino:

    Ho aderito ieri al suo appello. Ho aderito perchè c’ è bisogno di aria nuova e pulita, ho aderito perchè lei ha dimostrato, sebbene attraverso un percorso pieno di errori (ma chi non ne fa) che è una persona appassionata, corretta, onesta che si mette in gioco, che ha una grande intelligenza e che ha un grande credito. Io sarò al suo fianco comunque, ma anche per concordare o per dissentire, ma sempre con la forza dei numeri e con la forza delle idee, senza preconcetti e senza credere che ci sia qualcuno cui affidare le mie e le sorti del paese in cui vivo. Le auguro un grande in bocca al lupo, ce ne è bisogno per tutti, ma soprattutto c’ è assoluto bisogno di gente seria e determinata, forse come ultima e definitiva possibilità prima del tracollo finale, dopo il declino, in un momento così delicato e difficile in cui si affacciano o si ripropongono sulla scena politica degli autentici fanfaroni.

    @Oscar Giannino

    Concordo e mi unisco.

    Gianluca

  203. Marco Tizzi

    Caro Oscar,

    non ho avuto accesso a internet nel weekend e adesso che torno mi ritrovo questa annunciatissima sorpresa.
    Che devo dire molto positiva nel programma e nelle personalità, almeno finora.
    Ma la buonissima notizia è che nel sito del Corriere non ne trovo menzione: questo significa che o sono stati scaltrissimi o che davvero certi pessimi “poteri forti” italici non ne fanno parte.
    Manca molto programma nel cosiddetto “sociale”, ma sono certo che si possa rimediare in fretta anche solo con un uso serio del referendum.
    Sulle alleanze avete ragione a non cercarne a priori, ma secondo me il M5S sui singoli provvedimenti può darvi una gran mano in parlamento.
    Con questo do per scontato che sfondiate, ma è un augurio sincero che, forse, arrivando da chi non la pensa esattamente come voi vi farà anche più piacere.
    Per ora complimenti, poi vedremo dove si arriverà.

  204. Marco Plebani

    @alex61
    Anche io, da libero professionista, lavoro 10 ore al giorno, e da libero professionista che fattura ogni prestazione devo sopportare una tassazione che mi porta via una buona fetta di ricchezza (che non ho). Lo sopporterei di più se usufruissi di servizi di qualità in una società più equa nella distribuzione della ricchezza. Invece la sensazione è che i nostri soldi si perdano per strada (finendo nelle tasche della politica e dell’indotto). Su questo siamo d’accordo. Per quanto riguarda la tassazione a scaglioni di reddito penso che sia sproporzionatamente sbilanciata a favore delle fasce di reddito più ricche. Andrebbe tarata sul reddito al netto delle spese base di sopravvivenza. Tale principio non è applicato, o lo è in modo poco efficace, considerando le aliquote già elevate che gravano anche sugli stipendi base, con potere d’acquisto risicato di partenza. Andrebbero aumentate le aliquote dei redditi più alti ben più che dei ridicoli “contributi di solidarietà” che già tante proteste provocano. Ma ancor di più andrebbe fattivamente combattuta l’evasione fiscale, con una conseguente reale ridistribuzione di ricchezza a vantaggio della collettività e senza gravare su chi le tasse le paga già.

  205. Mario Rampichini

    Per chi non abbia letto il precedente commento di Enzo Palumbo, perché troppo lungo, lo riassumo. Esiste già un partito che corrisponde ai desideri di chi appoggia questa iniziativa e li supera, nel senso che non è solo liberista ma compiutamente liberale: è il Partito Liberale Italiano, risorto dalle sue ceneri nel 1997 e da allora sopravvissuto faticosamente , benché boicottato da tutti i mezzi d’informazione e da gran parte degli esponenti liberali di allora, che avevano trovato comode sinecure nei grandi partiti vecchi e nuovi, grazie al coraggio e alla tenacia di Stefano de Luca. Enzo Palumbo che per la sua nota modestia non si qualifica, ne è attualmente presidente. Io concordo con quasi tutto il suo commento, ma sono più ambizioso e ottimista e forse temerario: credo che il PLI possa e debba puntare a raccogliere l’opinione liberale italiana e raggiungere le due cifre, almeno il 20%. Segnalo infine che, oltre alla mozione riportata da Palumbo, l’ultimo congresso nazionale ha approvato quattro ordini del giorno programmatici che indicano numerose proposte precise ed innovative, atte ad avviare un vero Rinascimento liberale. Tali ordini del giorno sono disponibili, oltre che sul sito ufficiale del PLI (www.partitoliberale.it), anche sulla pagina http://www.rinascimentoliberale.it.

  206. LucaS

    X Irene Camagni

    Grazie per la risposta che era principalmente rivolta a Erasmo 67 che inspiegabilmente (o meglio molto spiegabilmente: vuole solo fare casino) se la prende con Giannino e noi, invece che con chi ha governato fino ad oggi e col loro socialismo-reale.
    Detto questo ovviamente lei ha ragione ma non riusciremo mai a condizionarli davvero dall’esterno! L’unica è fare un nostro movimento politico e anche nel caso peggiore, ossia ottenere pochi voti, avremo molta più possibilità di condizionarli dall’interno che non da fuori… probabilmente questo è lo stesso ragionamento che hanno fatto i promotori del progetto.

    X Oscar Giannino

    Leggendo i commenti di NoisefromAmerika molti, probabilmente non bene informati sul suo recente “percorso”, diffidavano di lei in quanto in passato appoggiò, in varie forme e modi, Sivio Berlusconi. Devo dire che io Berlusconi e la sua banda l’ho inquadrato immediatamente ma capisco perfettamente chi, in buona fede (e sono tantissime persone anche molto più valide di me), c’ha creduto ma che per tempo, già prima della sua caduta, lo criticava aspramente. Dal mio punto di vista quindi lei era in buona fede e questo è quello che conta perchè gli errori li facciamo tutti, io per primo. Vedo che molti chiedono cosa ne pensa di questo o di quest’altro… non spetta a me dare patenti ma credo che come criterio di selezione si possa adottare quello della buona fede e della coerenza con le 10 proposte: per me chi è stato accanto a Berlusconi fino all’ultimo secondo o addirittura ancora ora, non deve avere alcuna cittadinanza nel nuovo movimento. Io capisco la necessità di essere inclusivi e aperti ma entro certi limiti e parlando in giro credo che molti la pensino cosi.

  207. luca

    Sig.Giannino,
    credo che nessuno (neanche lei) sia perfetto e non condivido nemmeno tutte le sue idee. E’ vero però che occorre un’aggregazione in cui confrontarsi e cercare di far qualcosa per migliorare la situazione in cui versiamo, possibilmente al di fuori degli schemi ideologici (destra/sinistra, comunismo/fascismo, capitalismo/marxismo) che ci condizionano ancora troppo, quindi le do volentieri la mia adesione.
    Devo farle notare che nel programma non si parla minimamente di una tassazione che tenga conto del carico familiare e che incentivi la natalità, condizione indispensabile per la sostenibilità a lungo termine di qualsiasi progetto sociale.
    Cordialmente

  208. Claudio Di Croce

    @calipsom
    siamo d’accordo su tutto . vorrei aggiungere che questo improvviso discredito della politica deriva essenzialmente dal fatto che i politici hanno praticato la distribuzione di denaro, denaro, posti di paga nel settore pubblico , affari misti a corruzione ecc..ecc.. le altre porcherie che sappiamo , per decenni . lo hanno fatto con il consenso del poppppppolo che non si poneva il problema di chi pagava , incassava e basta. Adesso i nodi sono venuti al pettine e i politici non solo non possono più distribuire denaro ma lo chiedono indietro , quindi il virtuoso ” poppppppolo ” -si ribella , attacca i politici, SB , la Merkel perchè non vuole pagare o meglio vuole che a pagare siano gli ” altri”. Come pensa di affrontare questo problema , per me basilare , OG ? Io non lo ho capito , e lei ?

  209. marcomaria

    Ad adriano q : Ha notato che non c’e’ un post (non speraravo in una risposta dall’alto!!!) che parla di giusto controllo delle entrate economiche con mezzi elettronici e riduzione del contante per effettuare il primo ed unico vero passo di democratizzazione e onesta’ morale degli Italiani? Gli altri step seguono subito dopo ma se non si parte dal primo……Proposte infinite ma mai “tuca’ i danee” se no ti scotti………….Buona serata a tutti quelli ,che come Lei, e’ moralmente e coerentemente onesto nel profondo.

  210. andrea

    ho aderito con entusiasmo alla proposta. Un solo dubbio dopo aver letto e condiviso il programma: ma l’attenzione all’uomo, dov’è? Ritendo che affrontare i problemi e le sfide di oggi concentrando tutti gli sforzi sugli aspetti finanziari – economici – organizzativi sia molto, ma comunque risulti alla fine riduttivo. Un pò come guardare al problema con il microscopio quando invece ciò che serve è un bel telescopio puntato sull’Uomo e sulla sua umanità. E’ una sfida titanica? Spero di no perchè è e sarà sull’uomo che si giocherà tutto!

  211. Marcello

    Caro Oscar,
    la prima cosa imposta sui consumi e deducibilità per imprese e cittadini di tutti i costi…scontrini, fatture,…che diventi tutto deducibile!
    Grazie,
    Marcello

  212. Francesco Genovese

    Caro Oscar, gia da qualche tempo ti seguo nellatua trasmissione “nove in punto” la versione di Oscar e ho potuto solo constatare la tua competenza in materia economica e anche politica che è diventata per me una garanzia per l’adesione al movimento “Fermare il declino”. Quindi considera che a Siracusa hai un convinto sostenitore per la promozione dei programmi che si prefigge il movimento. Spero non debba mai pentirmi della mia adesione! Intanto mi auguro solo la buona riuscita di tutto, Sperando che non sibuttino dentro i soliti opportunisti della politica per i propri interessi personali e sterili che hanno solo fine a se stessi. Buon lavoro.

  213. Maxi

    l’unica cosa certa oggi e’ che qualche cosa bisogna fare se non si vuole perdere anche quel poco che ci e’ rimasto .
    E quando dico quel poco intendo innanzitutto la liberta’ in ogni sua forma inclusa quella sacrosanta di contestare quando la vita diventa una gara ad ostacoli .
    Viviamo ormai in una societa’ in declino senza alcuna moralita’ e che con forza cerca di renderci sudditi piangodoci a falsi valori .
    Spero in un rinnovamento sociale , non serve un programma di mille punti ( puntualmente disattesi da qualsiasi lato ) ma mille uomini di buona volonta’ .

  214. gcoppo

    Finalmente. Ci sto. Nulla da eccepire sui 10 punti. Posso immaginare quanto lavoro sia stato necessario per mettere d’accordo tutti i promotori sulle priorità, sul fraseggio, sugli altri membri dell’associazione … voglio sperare questi 10 punti non siano risultato di compromessi, ché, se così fosse …
    Però – sì, c’è un però, anzi, c’è un vuoto – manca il dovuto riferimento ciò che sta all’origine della società umana, di cui l’economia (anche in senso etimologico) è ed è sempre stata parte preponderante: l’educazione. Non vi è un futuro per la società umana senza un’educazione che trasferisca alle nuove generazioni le radici del passato e dia motivo di crescere e puntare in alto, sempre più in alto a coloro che seguono cronologicamente. E, a maggior motivo, manca il dovuto sostegno alla famiglia, fulcro iniziatore dell’educazione e perno di ogni organizzazione sociale. Spero vivamente che questa nuova associazione, futuro partito politico, possa in breve tempo riconoscere la centralità della famiglia nell’economia (sempre di più in senso etimologico) e promuoverne il sostegno e lo sviluppo innanzitutto con strumenti di natura economica.
    Per ora ci sto, e propongo anche un nome per il futuro partito politico: “L’Italia chiamò”.

  215. Marco Plebani

    @erasmo67
    Leggo solo ora la risposta di erasmo67. Mi trovo d’accordo su buona parte dei punti, in particolare sulla necessità di ridurre la tassazione sul lavoro, che penalizza la competitività di aziende su cui gravano già le inefficienze del sistema Italia, e di una maggiore tassazione delle rendite Finanziarie. In merito alle “ideali” dimensioni dell’impresa, non credo che piccolo significhi necessariamente inadeguato e grande corrisponda ad efficiente. Nel settore in cui opero, l’edilizia, per diversi motivi (fiscali, burocratici ed amministrativi) piccolo é la normalità, o la necessità, per rimanere a galla nel burrascoso mare in cui si naviga.

  216. Massimo Rizzo

    Ogni movimento che pervade di novità il quadro politico va accolta con entusiasmo. A ciò si aggiunge la stima per Giannino. Temo, tuttavia, che l’iniziativa sia destinata a fallire. Il manifesto, pur essendo sintetico per definizione, trascura temi troppo importanti per chiunque decida di intraprendere una azione politica. Mi sembra, poi, l’ennesima iniziativa che proviene da quel variegato mondo liberale (nel caso di specie con accezione marcatamente liberista) che trascura un dato fondamentale: in quella parte un partito politico già esiste, ed e’ il Partito Liberale Italiano. Piccolo, ma nel solco della gloriosa tradizione liberale italiana ed europea. Ferma restando la libertà di iniziativa attiva di ciascuno, i liberali dovrebbero aumentare le fila di quel partito per rilanciarne la proposta. Grazie per l’ospitalità.

  217. Enrica Padovan

    Spett.le Oscar, ieri ho scordato di chiederle una cosa: in riferimento al nucleare è sempre della stessa opinione?
    Come la pensano in merito gli altri firmatari delle 10 proposte?

    Non vorrei che i temi dell’ambiente, energia & Co. fossero stati volutamente sospesi, non solo perchè è più importante fermare il declino ma anche perchè la sua posizione per quanto capibile e corretta non fosse proprio popolare e condivisa.

    Grazie,
    Enrica

  218. Marco Tizzi

    @Marco Plebani
    Piccolo = inefficiente, grande = efficiente?

    AH AH AH AH AH AH AH AH AH

    Temo che chi dice una cosa del genere non ha mai visto una grande impresa italiana e nemmeno una delle mitiche “multinazionali tascabili” della “brescian economy” (anche fuori da Brescia).
    Diciamo che la dimensione non ha nulla a che fare con l’efficienza, ma se proprio dovessi trovare un rapporto sarebbe sicuramente inverso rispetto a quello di cui sopra.

  219. Gianluca Franzoni

    @Erasmo67 e C.
    Ma siamo appena alle battute iniziali e già si scatenano queste lotte furibonde su idealismi e fantomatiche tematiche rivoluzionarie.
    Amici miei, se si vuole raddrizzare la barca che sta affondando, bisogna incominciare a chiudere la falla, drenando allo stesso tempo la maggiore quantità di acqua possibile.
    Iniziamo da questo per poi andare avanti con la ristrutturazione e l’abbellimento dell’imbarcazione.
    Altrimenti va a finire tutto in “caciara”, come ad esempio sta succedendo nel M5S, dove le mille idee e le mille anime non troveranno mai una linea comune.
    Ci sarà tempo per i sofismi all’Italiana e la teoria del “Sesso degli Angeli”; abbiamo discusso per mezzo secolo di queste cose, con il risultato che è sotto agli occhi di tutti!
    Coraggio, è tempo di cambiare (finalmente).

  220. Ho aderito ma manca una cosa eclatante tra le proposte: la riduzione delle regolamentazioni.
    Ricordiamoci che l’Italia è n. 92 nell’Index of Economic Freedom del Heritage Institute (subito dopo l’Azerbaijan) http://www.heritage.org/index/ranking e n. 87 nel Ease of Doing Business Ranking della Banca Mondiale (subito dopo la Mongolia e molto dopo il Belarus)
    http://www.doingbusiness.org/rankings/

    L’imprenditoria italiana è affossata da una profusione di regolamentazione che bloccano ogni iniziativa, quindi quelli che hanno voglia di fare se ne vanno.

    Non c’è dubbio che siamo iper tassati e per le tasse che paghiamo riceviamo ben poco in cambio ma in mia opinione le tasse non sono ne l’unico ne il maggior problema che affossa l’economia le regolamentazioni sono il peso più grande. E dal punto di vista di costi dello stato una riduzione della regolamentazione li riduce in quanto non sarà più necessaria la struttura burocratica di controllo.

  221. Claudio Di Croce

    Ringrazio OG per il suo intervento .
    Posso permettermi di suggerirle di impiegare meno parole , molto meno, per illustrare i suoi concetti., altrimenti si corre il rischio di perderne il senso ?
    Grazie ancora.

  222. Antonio R.

    Mi sono già iscritto a Fermareildeclino.
    Sono un imprenditore marchigiano: e do la mia piena disponibilità (di tempo, di struttura e, dove possibile, economica) a lavorare in prima persona su questo territorio pieno di altri micro, piccoli, medi e grandi imprenditori che, come me, sono stufi di questo stato delle cose.
    Perché nessuno più di noi imprenditori vuole fermare il declino !

  223. nino

    magari si riuscisse a costruire qualcosa per il bene della nazione.apprezzo e stimo oscar giannini e per la fiducia che hò leconscegnerei in mano il mio portafoglioa differenza di questi politici che neanche vuoto conscegnerei il mio portafoglio.grazie ad oscar giannino assieme ad altri di questa iniziativa.in fede Nino Roti

  224. Fra

    Secondo il Prof. Monti siamo vicini alla fine del tunnel. Spero che non gli manchi di punto in bianco la terra sotto i piedi…

  225. GIUSEPPE

    Buongiorno Dott.Giannini, spero che Le sue non siano solo chiacchere,non mi deluda anche Lei,stavo meditando di lasciare questo paese ovviamente prima delle sue dichiarazioni.Tutti a casa e ricominci con gente nuova.Oggi ha cominciato la trasmissione su radio24 in maniera straordinaria.Lei è un fenomeno da tutelare.
    Un abbraccio

    Giuseppe

  226. ernesto

    bravo oscar.per poter realizzare il sogno tuo e di molti, sarebbe necessario trasformare il parlamento in un cerchio. tutti sarebbero a destra e a sinistra di un altro e al centro ci sarebbero gli italiani. basta schieramenti di parte.tutti al lavoro per il popolo sovrano.lavorare per il popolo senza interessi personali sarebbe una lodevole missione;la vera democrazia. non sarebbero più necessarie scorte.so che è difficile o forse impossibile,ma se non ci provi tu,chi altro?

  227. Alberto P.

    Sono d’accordo con l’iniziativa, ho aderito!!

    Domande per il Dott. Oscar Giannino:

    1) Avrei voluto vedere un punto più marcato sulla rivoluzione fiscale riguardante il rapporto Stato-suddito(cittadino)…altrimenti il libro che ho apprezzato tantissimo Sudditi cosa è uscito a fare? Dove sono i punti fondamentali ricordati dall’ex garante della Privacy Pizzetti?????

    2) Dal manifesto traspare un sottofondo di livore, che non mi piace, visto il carattere inclusivo del progetto… nei confronti di altre persone/gruppi liberali, questo non lo accetto. E’ un progetto per distruggere il passato o per ripartire guardando al futuro? Capisco la delusione per il centrodestra attuale (ci sono anche io dentro) ma non per questo precluderei l’entrata a personalità del calibro di Antonio Martino, Alvi etc con cui rafforzare questo progetto…

    3) Sono convinto (avendolo sentito parlare…) che i punti da me scritti 1 e 2 sono dovuti alla presenza del Prof. Michele Boldrin, che stimo sotto il profilo accademico ma penso sia la persona che ha messo i paletti sulle persone…e da come parla mi sembra una persona livorosa! (P.s. ricordo la polemica con Lei dott. Giannino dopo i controlli della GdF a Cortina…i liberali alle vongole…ed io ero profondamente d’accordo con Lei e contro il Prof. Boldrin, sarà per questo la mancata menzione del punto 1 da me scritto? E invece un generico riferimento alla lotta all’evasione fiscale…)

    4) Avrei voluto più incisività sulla riforma della giustizia con l’abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale, vera arma a disposizione dei pm/giudici politicizzati! Condivido la separazione delle carriere/funzioni.

    5) Come dice Enrica Padovan manca totalmente riferimento al problema energetico! Nucleare incluso (che fosse per me metterei immediatamente)! Non mi sembra una questione di serie B visto quanto paghiamo e i riflessi sul tessuto economico/produttivo… (piccola malignità…forse per accontentare l’ala che viene da sinistra?) La presenza di Lei dott. Giannino e dell’Ibl mi rassicura sotto questo punto di vista!

    6) Il tema della famiglia è assente…qualcuno dice meno male qui sul blog…io dico che è un tema centra pilastro della società…rivoluzione fiscale anche in questo senso! So che è un tema caro a Lei dott. Giannino, anche per il suo particolare percorso interiore…

    In caso è una buona base di partenza,spero si sviluppi in grande!!

    Alberto P.

    P.s.
    Due consigli per il sito in favore della trasparenza:
    – Mettere un contatore stile debito pubblico che quantifichi in “tempo reale” gli aderenti al progetto!!
    – Mettere un contatore per il totale delle donazioni ricevute in “tempo reale” dall’associazione.

  228. MBB

    Egregio Giannino,
    non ho più molte energie per dedicarmi all’iniziativa come vorrei né ho suggerimenti “tecnici” da fornire perché all’interno del gruppo ci sono già tutte le competenze, che io non ho, per soddisfare ed integrare anche le osservazioni che arrivano dalla rete e su questo blog.
    L’iniziativa di “Fermare il declino” è interessante e meritoria, ma per concretizzarsi politicamente e dare quindi speranza all’Italia deve non solo riuscire a farsi capire bene con una appropriata propaganda, ma anche riuscire a far emergere una serie di personaggi capaci di incarnare l’iniziativa nell’immaginario della gente comune. Rifiutare ostinatamente ed aprioristicamente tutto ciò che il mercato politico (veramente scarso d’accordo) offre per purismo morale ed intellettuale, potrebbe essere un errore. Idee e programmi giusti, da perseguire con rigore sono essenziali ed irrinunciabili, ma tenere da conto che la politica è anche sangue e m….., come diceva un politico ormai fuori dal giro, può servire. Speriamo che l’iniziativa attragga politici giovani, sia già conosciuti sia ancora no alla pubblica opinione, che facciano proprie queste idee. La necessità di mandare a casa la maggioranza dei politici presenti in Parlamento, soprattutto quelli che vi stazionano da più lustri, è fondamentale. Si sono pasciuti (in ogni senso, metaforico e reale) in questa situazione e ormai sono intrappolati in un ragnatela di interessi cristallizzati per difendere i quali non vorranno cambiare nulla.

  229. Stefano

    ciao Oscar, sono entusiasta di te, delle tue idee, della tua trasparenza e competenza..

    non sono entusiasta di Montezemolo, di Italia Futura, di un movimento che raccoglie tanti vecchi politici ed è ispirato da una persona che ritengo lontana dalla gente, dalla vita comune, da tutti quegli ideali che dovrebbero portarci in una nuova Italia..

    forse sono prevenuto, forse superficiale, ma a pelle, d’istinto, questo è il mio pensiero..

  230. fabrizio

    bene … bene….. attendevo da tempo che si accendesse una luce … e questa si è accesa!
    Leggo nei commenti critiche e proposte al programma in 10 punti. E’ chiaro che tutto è perfettibile ed implementabile. Ma la partenza deve essere chiara e concisa! Vorrei ricordare che la geometria classica (euclidea) si basa su 5 postulati che nessuno non è riuscito ancora a scalfire. Ricordo anche il programma dell’ulivo in formato Treccani che dava risposta ad ogni problema. Sappiamo come è andata a finire!
    Oggi i cittadini sono a servizio dello stato. Mi sembra che i 10 punti possano essere la base per riportare uno stato a servizio del cittadino.

  231. Daniele

    Ribadisco la mia:

    – vorrei aderire, ma per farlo ho bisogno di sentire il taglio con la vecchia politica. E non lo vedo per la presenta tra i firmatari di gente che la rappresenta da tempo.

    Da grande fan di Giannino e di diversi altri dei firmatari, non posso che provare un dolore fortissimo a non poter aderire – ma la mia etica me lo vieta

  232. Do questa iniziativa comincio ad esserepiu ottimista circa il nostro futuro. Sara una bella prova,le sfide mi piacciono .bruna

  233. Enzo Lombardo

    Egregio Dr. Giannino,
    anch’io appartengo a quella “brutta” categoria che avendo deciso di essere Liberale ha scelto di conseguenza di metterci impegno personale e faccia nel Partito Liberale Italiano (una volta si sarebbe detto “nomina sunt consequentia rerum”) che lotta da 15 anni contro l’oscuramento mediatico (dei liberali di “giornata” o del “vangelo liberale secondo me” prima di tutto) . Di conseguenza non posso che essere contento ogni qual volta nasce un progetto liberale (o quanto meno che si dichiara pubblicamente come tale). Tuttavia mi pare di notare, attenendomi all’assoluta oggettività di quanto emerso nei commenti sino ad ora, che mentre una larga maggioranza degli ospiti del blog ha più o meno condiviso l’ampiezza (o più marcatamente l’incompletezza) praticamente nessuno ha voluto commentare la mozione congressuale programmatica del PLI che è precedente e certamente più completa di quella qui pubblicata ed auspicata. Questo sembra far emergere (ma spero vivamente di sbagliarmi) che la voglia di liberalismo sia molto più emozionale di quanto non sia concreta, perchè ho la vaga sensazione che anche questa volta più che lavorare per la “rivoluzione liberale” si stia costruendo una “risintonizzazione emozionale”. Per cui vengo direttamente al punto chiedendo al padrone di casa, se vorrà rispondere, ed a tutti voi se questo gruppo nascente ha intenzione di iniziare un dialogo franco, aperto, costituente e programmatico con il PLI (e magari altre realtà politiche, economiche o della società civile) per avviare la costruzione di un polo veramente laico, liberale, riformista ed europeo nel solco della tradizione politica basata sulla “Società Aperta”, sui principi dell’Internazionale Liberale e sul Manifesto di Oxford. Un grazie anticipato per la risposta ed un caro saluto unitamente ad un “in bocca al lupo”.

  234. LucaS

    X Daniele

    E allora si tenga pure i vari Berlusconi, Tremonti, Tonino che c’azzecca Di Pietro, Vendola, Bersani, Camusso, Fassina ecc…. Se non le va bene neanche questa allora non le va proprio bene niente! Spaccando il cappello 24 non si va tanto lontano!

  235. Marco Plebani

    @Marco Tizzi
    per Marco Tizzi, se rileggi il mio post ho scritto, in risposta a erasmo67, che non credo che piccolo significhi inadeguato alle sfide del mercato e grande corrisponda ad efficiente, almeno nel mio settore, quello dell’edilizia, e quindi siamo d’accordo. E’ vero peraltro che in altri paesi quali la Francia le dimensioni delle imprese edili sono mediamente ben maggiori delle nostre e per questo spesso più competitive per opere di grossa entità. Vale lo stesso anche per gli studi professionali, la cui dimensione è assai ridotta, talvolta costituita dal singolo professionista. A seconda del mercato in cui ci si pone può essere un vantaggio ma può essere anche limitante.

  236. adriano q

    @marcomariaLa ringrazio delle belle parole che non merito.Giannino non può rispondere.L’argomento,come dice lei,è tabù a Chicago.Avrebbe comunque il mio voto perchè personalmente mi fido e sarebbe una speranza di discontinuità.Se figurerà lui in primo piano,altrimenti non so.Ho appena risposto agghiacciato ad un sondaggio che chiedeva “Votereste il partito di Giannino guidato da Montezemolo?”La risposta è no.

  237. Roberto 64

    Ho aderito all’iniziativa e ne sarò sostenitore.

    Da tempo avevo perso interesse per quella che comunemente chiamiamo politica.
    Questa “storia” però ha acceso in me qualcosa di forte: ho a cuore le sorti del nostro paese, ne voglio fermare il declino ed è inutile rimanere spettatore.
    Spero che questa iniziativa prima o poi passi all’azione vera coinvolgendo chi ha la possibilità di dare contributi fattivi.

    A quanti cominciano già a dire che nella top 10 list manca questo e quello dico che è meglio avere 10 azioni utili e trasformarle in realtà che stare a pensare a cosa manca; le priorità più o meno sono quelle…. poi ne verranno altre.

    Un caro saluto
    Roberto

  238. Marco Tizzi

    @Marco Plebani, Erasmo67
    Sì, sì, mi faceva ridere l’affermazione di Erasmo. In effetti ho sbagliato destinatario.
    Gli unici due problemi che hanno le piccole imprese sono il credito, sempre più importante in un’economia capital intensive, e l’alta ricerca, fortemente collegata all’altro punto perché costa tanto, ma che si può rimediare con associazioni di imprese di filiera e università.
    L’efficienza poco c’entra, anche in Germania, Francia, USA… ovunque.

  239. andrea franchini

    L’economia è la massima emergenza. Aderisco entusiasticamente a questo nuovo soggetto. Ma dopo ci sono altre istanze, altri settori, altre questioni da sistemare. La società: il welfare, la cultura,… le persone. parole vaghe? sì in uno spazio così piccolo sì, ma i fatti possono e devono arrivare. Muoviamoci.

  240. stefano belli orsini

    Cari amici, come hanno già scritto alcuni utenti (fabrizio, franzoni, ecc.), questo è un manifesto, per cui può risultare generico in alcune parti, e non da tutti condivisibile in altre parti ancora (laddove si parla di “sussidio” anch’io ho storto lo bocca). Però è appunto una semplice dichiarazione d’intenti, intrisecamente parziale e soprattutto perfettibile. È una sorta di “auspicio” anti-statalista che non deve entrare troppo nel merito, pena lo scontentare inevitabilmente qualcuno. È chiaro inoltre che se qualche commentatore parla, a scopi assistenzialisti, di famiglia o di ambiente, si trova già ideologicamente lontano dalle posizioni anti-stataliste di Giannino, visto che tali concetti possono preludere a forti invasioni dello Stato. In tal caso queste persone prendano atto della netta diversità di idee e traggano le loro conclusioni. Per noi l’importante per ora è – come ha accennato Giannino – capire a fondo quale sia il problema principale dell’Italia e combatterlo. Altre questioni non prettamente economiche lasciamole perdere, al momento. Sia perché ci sono questioni più urgenti (la sopravvivenza economica), sia perché ormai su certe questioni ogni partito lascia la libertà di coscienza, e sarebbe ridicolo che proprio noi imponessimo rigidamente determinate idee. Dobbiamo essere soddisfatti dell’opportunità che ci viene offerta da Giannino, concentriamoci sulla “patologia” principale.

  241. Gianni

    Buongiorno Oscar,

    io seguo “la versione di Oscar” tutte le mattine, alcune volte mi aggrego alle sue opinioni altre sono abbastanza critico ma nulla da dire sulla sua onestà intelettuale, il suo coraggio, la sua preparazione e il suo modo di rendere fruibili a tutti temi complessi quali sono quelli economici.
    Per questo motivo ho grande fiducia in lei e nel suo progetto, forse, per adesso, un pò elitario ma aspettiamo che si sviluppi del tutto prima di criticare…

    Gianni

  242. Lucio

    Caro Oscar
    con questa iniziativa ha dato speranza a chi come me ormai non credeva più nella politica . Spero non sia troppo tardi comunque la mia adesione è arrivata immediata !!!

  243. Fabio DM

    buon giorno,
    giannino mi piace e mi incuriosisce la sua iniziativa. prima di leggere per intero il manifesto ho voluto però scorrere la lista delle adesioni, e mi sono subito fermato,
    vedo il senatore mario baldassarri, dirigente dal 94 di AN prima del PDL poi e infine del FLI, attuale presidente (se non sbaglio) della commissione finanze del senato. che però si qualifica “solo” come professore (immagino universitario) sulla lista degli aderenti. si vergogna a definisrsi senatore o ha paura che poi noi si rida quando sottoscrive la parte che dice che dal 94 buona parte della classe politica ha fallito? affermazione giustissima, ma perchè lui si autoassolve? perchè si dimentica di essere stato (e di esserlo ancora) un politico con molto potere (sicuramente più di me e anche più di tantissimi altri – professori e stusiodi – che hanno firmato l’adesione al manifesto).
    stesso ragionamento vale per il deputato benedetto della vedova. esponente di spicco del partito radicale prima, di forza italia e del pdl poi, da un anno e più capogruppo parlamentare del FLI di fini. anche lui non è nuovo, anche lui ha avuto per tanti anni mani in pasta, voce in capitolo, potere politico. poco? molto? sicuramente molto ma molto più di oscar giannino, per esempio, e di tanti altri che a buon diritto possono criticare le forze politiche che hanno operato dal 1994 ad oggi. ma anche lui, qui, si chiama fuori dalla politica di questi ultimi 18 anni e si candida a guidare i prossimi diciotto.
    e no…non mi sembra il giusto passo per iniziare. e ripeto che non ho scorso e letto tutta la lista, ma mi sono fermato a della vedova. ci sono altre sorprese leggendo fino in fondo?
    a me piace giannino, mi piacciono le sue idee e mi piacciono anche tanti dei suoi compagni di strada. se le cose non cambiano (da qui alle prossime elezioni politiche) e lui si presenta alle elezioni penso proprio di votarlo, lui ha le carte in regola per fare questi discorsi, ma certi altri suoi compagni di strada?
    saluti a tutti

  244. Enrica Padovan

    Gentile sig. Stefano Belli Orsini,

    che le 10 proposte del Manifesto siano un punto di partenza ormai credo sia ben chiaro a tutti.
    Allora per quanto riguarda il nucleare posso farmi bastare il fatto che un referendum ha sancito la sua estinzione?
    E che con tutti i problemi economici che ha il paese, il nucleare è un capitolo chiuso e per le energie siete d’accordo su qualche altra soluzione?
    Per me è molto importante saperlo perchè vorrei dare la mia adesione, grazie.

    Voglio anche pensare che le persone a cui vi rivolgete siano quelle citate nell’ultimo paragrafo del manifesto:
    “Per questo motivo auspichiamo la creazione di una nuova forza politica – completamente diversa dalle esistenti – che induca un rinnovamento nei contenuti, nelle persone e nel modo di fare politica. Cittadini, associazioni, corpi intermedi, rappresentanze del lavoro e dell’impresa esprimono disagio e chiedono cambiamento, ma non trovano interlocutori. Ci rivolgiamo a loro per avviare un processo di aggregazione politica libero da personalismi e senza pregiudiziali ideologiche, mirato a fare dell’Italia un paese che prospera e cresce. Invitiamo a un confronto aperto le persone e le organizzazioni interessate, per costruire quel soggetto politico che 151 anni di storia unitaria ci hanno sinora negato e di cui abbiamo urgente bisogno.”

  245. Enzo Lombardo

    Gent.ma Enrica Padovan,
    approfitto “biecamente” del suo ultimo post per ribadire alcune cose.
    La parte finale del manifesto che lei riporta mi vede in parziale disaccordo.
    Non condivido il fatto che chi esprime disagi (sacrosanti) e chieda cambiamento (fondamentale) non abbia un interlocutore, ad oggi, nel mondo politico. Noi del PLI da vent’anni lottiamo contro questo sistema e portiamo contenuti e metodi liberali, mettendoci la faccia ed avendo il coraggio di scendere per le strade e produrre politica liberale. Ne sia testimonianza il post che il nostro presidente Palumbo ha qui pubblicato (lo si può trovare nella prima pagina dei commenti) dove sono contenuti i punti della ultima nostra mozione congressuale nazionale. Vorrei capire, sulla base di quei punti oggettivi e scritti, se noi possiamo ricevere “la grazia” di essere interlocutori per questo progetto oppure siamo condannati “a non essere” perchè abbiamo la cocciutagine di chiamarci “Partito Liberale Italiano”. La storia non ha negato nulla, in termini di offerta liberale, al Paese. Ci siamo sempre stati noi, i Radicali, il PRI e qualcos’altro. Se poi gli Italiani non sono un popolo liberale si può e si deve lottare per provare a cambiare le cose, magari unendo le forze piuttosto che atomizzandosi e facendo poco liberali esclusioni a prescindere, ma non si può certo ribaltare la situazione verso un non meglio identificato destino cinico e baro che non ha offerto programmi liberali al paese, questo non è reale, dal punto di vista della storiografia, e men che meno lo è nei fatti. Ripeto che auspico che questo “gruppo” e Giannino non vogliano perdere l’occasione di parlare e dialogare con coloro che, a torto o a ragione, in questi anni hanno avuto il coraggio di fare i Liberali nel partito liberale venendo oscurati da tutto e tutti. Un saluto.

  246. Marco Plebani

    Gentilissimo Oscar, La ringrazio per averci dato questa opportunità di confronto e di scambio sul web, il cui primo successo è già evidente nell’interesse con cui la gente partecipa, talvolta mandandosi reciprocamente a quel paese proprio per lo zelo che pone nei commenti. Penso di potere facilmente interpretare lo spirito che ci accomuna, e che Lei ritroverà probabilmente nei nuovi adepti al suo movimento. Apparteniamo a quella parte di popolazione che non sopporta più (dovrebbe essere la quasi totalità di coloro i quali non traggono diretti vantaggi dallo status quo delle cose). Non sopporta più per esempio la politica che per decenni ha governato il nostro più o meno amato paese.
    Quanto sopra dovrebbe accomunarmi agli altri partecipanti, ma tra le mie poche certezze ce ne è una che non ha ancora trovato riscontro in nessun commento, e ciò fa un po’ vacillare le mie convinzioni. Mi riferisco al “sistema” politico, che reputo sia alla base di ogni errore o deficienza. Per sistema, con termine forse non attinente e generico, intendo la modalità con cui la volontà del singolo elettore (o di un gruppo) si tramuta, attraverso la delega, in una pianificazione e nella conseguente azione, che si tratti della scelta di quali servizi ottenere in cambio delle proprie tasse piuttosto che la politica militare, o energetica, della propria nazione (tanto per esemplificare).
    Mi fanno pensare alcuni commenti in cui ci si riferisce in termini positivi o meno a singole persone con trascorsi politici, e lo stesso manifesto del movimento di Oscar Giannnino che non individua un leader del movimento, facendo ovviamente intendere che comunque ci sarà.
    Mi fa pensare che io sia l’unico a ritenere che il sistema politico della nazione Italia non possa più essere leader-dipendente, relegato alla onestà ed alla competenza di pochi autorevoli personaggi che hanno l’onere e l’onore di rappresentarci.
    Non sono abbastanza vecchio da essere rassegnato alla ciclica ripetitività delle cose, e neanche così giovane da pensare che la scommessa vada fatta semplicemente sugli uomini che ci rappresentano. La politica degli ultimi venti anni lo ha solo ribadito, regalandoci una Seconda Repubblica che ci fa rimpiangere la prima.
    Amiamo così tanto il gioco d’azzardo da volere ancora scommettere su un sistema, quale quello attuale, che mi pare più prossimo all’Oligarchia che alla Democrazia? Se gli uomini che ci rappresentano governano in nome di un bene comune la scommessa è vinta, altrimenti…
    A questo punto perché non un uomo forte, anzi super forte ed illuminatissimo. Anche una dittatura può essere illuminata, ed a Firenze in epoca di Signorie non se la passavano tanto male, rispetto al resto del mondo.
    Non credo che nel ventunesimo secolo il popolo italiano si meriti così poco. Credo piuttosto, che partendo da nessuna soluzione precostituita, la soluzione sia comunque alla nostra portata.
    Credo che in questa epoca e nel futuro prossimo lo sviluppo tecnologico metterà a nostra disposizione opportunità e strumenti di confronto, di discussione e partecipazione impensabili in passato.
    Non è quindi il caso di rivedere e ripensare i meccanismi, la struttura della politica, concedendo ai singoli sempre meno discrezionalità e potere ?
    Qualunque movimento che non apporti sostanziali modifiche ai vecchi schemi della politica porterà al più un leggero sollievo, una breve brezza nell’aria afosa resa ancor meno respirabile dai tanti miasmi ( o mi-ismi) della attuale politica: nepotismo-clientelismo-lobbismo-menefreghismo (dei mali altrui, tanto io sto proprio accomodato con un bel vitalizio da parlamentare).
    Se non si cambiano gli schemi la politica continuerà ad interrogarsi con il pallottoliere in mano se sia più conveniente il mattarellum od il porcellum, promuovendo per togliere gli imbarazzi un bel referendum, massima espressione di libertà democratica concessa al popolo italiano.
    Se non si cambiano gli schemi la politica continuerà a nutrirsi di uomini onesti, di belle facce pulite messe in prima pagina, a mero scopo di rappresentanza, così che la gente possa continuare a convincersi che chi la rappresenta ha principalmente a cuore il bene collettivo.
    Mi scuso alla fine per la prolissità, se qualcuno ha inteso giungere a questo punto si sarà fatto una idea: è un pirla, oppure no. Qualunque sia tale opinione mi auguro che la esprimiate in questa sede, giusto per vedere se sono davvero l’unico o sono in buona compagnia.

  247. Guido Piasenza

    Caro Dott. Giannino,

    anche se “non e’ e non intende essere il partito di un leader carismatico” me lo lasci urlare lo stesso a squarciagola: GIANNINO FOR PRESIDENT !!!

  248. Roberto 64

    @Enzo Lombardo

    Egregio,
    la prego, si rilegga il capitoletto intitolato “che cosa non è fermare il declino”. E’ su questa pagina.
    Qui non c’è spazio per i retaggi storici e tutto l’infinito repertorio politico delle parole, dei vari “dialoghi”, della storiografia, ecc. Tutta roba vecchia.
    Questa è un’altra cosa; e funzionerà proprio perchè non il linguaggio e lo stile di mobilitazione sono e saranno diversi.
    Ci sono solo cose da FARE.
    Un caro saluto
    Roberto

  249. GianlucaC

    @Fra
    Signora Fra, ho aderito a questo movimento, che aspettavo da tempo che nascesse. Francamente, le sue posizioni su “acqua pubblica” e amenità preconcette del genere non mi pare siano confacenti a coloro che sottoscrivono questa iniziativa. Probabilmente ha sbagliato blog, qui penso che i “no global”, “no tav” e affini non mi pare siano benvenuti, anzi. (correggetemi se sbaglio)

  250. GianlucaC

    @Gianluca Franzoni
    Caro Gianluca Franzoni, condivido in pieno la sua osservazione. Auspico che tutti si rimanga “sul pezzo” e non si divaghi troppo. Auspico anche che i partecipanti al blog non si lascino andare a risate trascritte o a commenti sarcastici. Uno dei peggiori difetti degli italiani è quello di irridere e demolire la credibilità di chi non la pensa come noi. Si può essere duri, anche spietati, ma rispettosi. Sarebbe bello che noi tutti che siamo qua inaugurassimo uno stile migliore e più civile rispetto a quanto siamo abituati a vedere. Ne guadagneremo tutti in credibilità.

  251. Enrica Padovan

    Gent. sig. Lombardo,
    dove siete stati tutto questo tempo?
    Quanti soldi avete preso tramite i rimborsi elettorali?
    Quanto avete contribuito alla riduzione della spesa pubblica?

    I 5 deputati che siedono in parlamento, che finalità avrebbero?
    E quelli che siedono al Senato?
    Oltre a Guadagnare almeno € 5000 mensili netti, + 3500 di diaria + 2096 di rimborso delle spese sostenute + € 1650 di rimborso forfettario spese, più benefit vari??

    Abbia pazienza ma posso ben condividere l’assenza di interlocutori.

  252. GianlucaC

    @Enrica Padovan
    Gentile Enrica Padovan, c’è anche chi, come il sottoscritto, per usare le parole del co-fondatore di greepeace, uscitone in polemica, non vorrebbe vivere vicino ad una centrale atomica, ma ci vivrebbe dentro, dal punto di vista della sicurezza. Detto questo, penso che si prenderà atto che parlare di nucleare metterebbe a rischio una valanga di potenziali voti, in un paese di tecnologicamente incolti come l’Italia, e non si punterebbe a questa fonte di energia. Ubi maior…

  253. Enzo Lombardo

    Gent.mo Roberto64,
    grazie della risposta. Replico più che volentieri.
    Ho letto perfettamente quanto c’è scritto in “Che cosa non è fermare il declino”.
    E non vedo cosa c’entri quello che ho scritto io con quello che li vi è scritto ovvero, meglio ancora, quale incompatibilità vi sia fra le due cose.
    Peraltro ho anche letto con attenzione “con chi ci alleeremo” e credo che lo abbiano letto molto bene anche i miei amici del PLI che sono intervenuti in precedenza.
    Proprio per questo si è messo in questa sede il nostro programma scritto scaturito da una mozione congressuale. Cioè vorrei capire se quanto noi diciamo (nei fatti, nei programmi, con azioni vere e concrete) voi (o i “firmatari” se preferisce) lo condividete oppure no, così come io ho già detto di condividere parte del vostro.
    Capisce il senso Roberto? Cosa c’entrano i retaggi storici o il repertorio politico delle parole o, peggio ancora, la “roba vecchia”?
    Noi qui si è scritto di fatti ed argomenti chiari, scritti in Italiano e senza politichese e si posti degli interrogativi altrettanto chiari. Per esempio, giusto per non tergiversare, lei ha letto quel documento programmatico? Su, si faccia coraggio, si tolga gli occhiali del pregiudizio e del “nuovismo ad oltranza” e legga, poi ci faccia sapere cosa ne pensa. Anche perchè, se la volessi portare sul terreno suo, e non voglio farlo, allora dovrei dire che questo manifesto resta solo un testo scritto e messo come inserzione a pagamento su alcuni prestigiosi giornali, da qui a rappresentare un concreto atto politico ce ne corre, ne vorrà convenire. D’altra parte noi saremo anche vecchi ma da un anno andiamo per le strade e per le piazze a raccogliere firme per abolire il “Porcellum”, per abolire il finanziamento pubblico ai partiti, il debito pubblico, le tasse. Cioè, forse saremo anche vecchi, ma fino ad ora siamo i soli che hanno il coraggio di scendere per le piazze a fare battaglie liberali con un partito liberale, oltre che a stare dietro una tastiera (non le dico un microfono o una telecamera perchè non si sognano nemmeno di farci avvicinare a quelli).Per cui andiamo ai fatti e lasciamo perdere (come si fa tra buoni liberali) le espressioni da pubblicità del fustino di detersivo. Ma si prendiamo un paio di cose a caso che noi abbiamo detto ……”Il laicismo, tema fondamentale per i liberali, va inteso nel senso corretto di terzietà e neutralità delle istituzioni rispetto alla sfera delle convinzioni e delle aspirazioni dell’individuo: per i Liberali, lo Stato non può in nessun caso influenzare con la legge la libertà delle scelte personali, specie sui temi eticamente sensibili, così come non può mettere vincoli alla ricerca scientifica, senza la quale l’Italia è destinata a restare ultima tra le società evolute.
    In tale contesto, è insopprimibile la libertà di scelta della donna sulla prevenzione e sull’interruzione di gravidanza; l’eventuale obiezione di coscienza dei medici, pure ammissibile, non potrà debordare sino alla negazione di quel diritto, mentre va trovato adeguato spazio per affermare il concorrente diritto alla paternità, senza tuttavia vanificare la scelta finale della donna.
    I liberali sostengono il principio costituzionale che vuole la famiglia come nucleo fondamentale della società, fondata sul matrimonio civile; ma sono del pari consapevoli che è gravemente discriminatorio, in ragione del sesso, il rifiuto di riconoscere dignità di rapporto legale alle diverse unioni che aspirano alla loro legittimazione di fronte alla società: una comunità familiare si caratterizza prima di tutto in ragione dei legami affettivi, di solidarietà e di mutuo sostegno che si vengono a creare fra chi ne è parte, e non sembra essenziale, ai fini della civile declinazione di queste caratteristiche, soffermarsi sul sesso dei suoi protagonisti.” o ancora…”..i liberali ritengono che con Israele e Turchia occorra implementare una significativa forma di associazione permanente, nella speranza che sia presto possibile una loro più stretta integrazione nell’Unione Europea”.
    Insomma le pare roba vecchia? Noi queste cose le diciamo e ci battiamo concretamente per FARLE. Ed il mio auspicio era, per l’appunto, capire se anche questo nuovo gruppo di speranze liberali vuol dare una mano, ognuno con la sua storia, percorso, simbolo ed identità ma insieme per una rivoluzione liberale. Se invece si escludono “a priori” le persone non è operazione liberale e men che meno di futuro politico, e spero non sia così.

  254. GianlucaC

    @adriano q
    Gentile Adriano, approfitto del suo post per unirmi alla sua perplessità sulla figura di Montezemolo ad un movimento che porti una ventata di “nuovo”. Con tutto il rispetto, una figura così presente sulla (triste) scena italica degli ultimi trent’anni e più, temo susciti molti dubbi. La vera domanda forse potrebbe essere: è proprio necessario per fare i numeri? Ricordo che i voti si contano, e non si pesano (giusto per non cadere nella trappola di pensare troppo di essere un’élite).

  255. Enzo Lombardo

    Gent.ma sig.ra Padovan,
    grazie anche a lei. Noi per tutto questo tempo siamo stati qui con la nostra faccia a difendere il liberalismo ed i valori liberali (solo che nessuno glielo ha mai fatto sapere perchè ci oscurano), mentre di altri non si può dire altrettanto. Chieda a loro dov’erano e dove vogliono andare adesso piuttosto che a noi.
    Noi non percepiamo un Euro di finanziamento pubblico, anzi stiamo lottando per abolirlo. Noi abbiamo un web-magazine organo ufficiale di partito che prende un Euro di finanziamento pubblico (www.rivoluzione-liberale.it) ed essendo on-line non stampiamo inutile carta a carico del contribuente. I ns. deputati e senatori iscritti al PLI non versano un euro del loro emolumento al PLI (un senatore PLI, Enrico Musso, è pure firmatario del manifesto di Giannino lo chieda a lui direttamente). Con tutto ciò teniamo in piedi il partito con il totale autofinanziamento (va da se quindi che pagine di giornali non ne possiamo comprare) ed abbiamo contribuito con ben 70’000 firme raccolte solo da noi in tutta Italia al Referendum per il Porcellum oltre a fare tante altre cose che i media, anche e soprattutto quelli sedicenti liberali, non vi raccontano. Ecco dove siamo e siamo stati e non ci stiamo ad essere genericamente equiparati a questo schifo che vent’anni combattiamo, in perfetta solitudine, almeno a quanto pare fino ad oggi, mi duole dire. Un caro saluto.

  256. GianlucaC

    Roberto 64 :@Enzo Lombardo
    Egregio,la prego, si rilegga il capitoletto intitolato “che cosa non è fermare il declino”. E’ su questa pagina.Qui non c’è spazio per i retaggi storici e tutto l’infinito repertorio politico delle parole, dei vari “dialoghi”, della storiografia, ecc. Tutta roba vecchia.Questa è un’altra cosa; e funzionerà proprio perchè non il linguaggio e lo stile di mobilitazione sono e saranno diversi.Ci sono solo cose da FARE.Un caro salutoRoberto

    Grande Roberto

  257. La proposta è interessante, forse alcuni punti vanno meglio definiti.
    I firmatari del progetto sono di altissima levatura professionale e intellettuale ( Giannino in primis ) ma temo che si pensi poco alla reale situazione delle famiglie, dei precari, dei disoccupati, anche se è vero che se non si parte dal difendere e sostenere piccoli e grandi imprenditori non c’è alcuna speranza di crescita e sviluppo.
    Sono con voi, da modesto operaio ( insoddisfatto e spesso precario ) sperando in un reale cambiamento della classe dirigente e politica.

  258. GianlucaC

    @Enzo Lombardo
    Gentile Enzo, mi permetto di chiamarla per nome in quanto liberale (ancorchè senza tessera, ma ho ancora un santino elettorale per la circoscizione) dal 1985. Da allora non ho mai però fatto politica. Vede, semplicemente, la sua dialettica è un po’ troppo simile ad una inondazione per suscitare la simpatia dell’audience. Ritengo, e spero di non sbagliarmi, che questo movimento sia di stampo anglosassone, contraddistinto da una maggiore concisione nell’argomentare. La mancanza di questa temo richiami troppo agli schemi dialettici che non vogliamo più (anzi, per quanto mi riguarda, non ho mai voluto). La saluto con affetto.

  259. Lorenzo62

    @Enrica Padovan

    Oggetto: 31-07-2012/15:15-#43

    Mi scuso in anticipo se mi permetto di intervenire e chiarisco sin d’ora che avendo appena aderito al manifesto, posso esprimermi solo a titolo personale, ma l’argomento è effettivamente importante (e già menzionato da altri partecipanti di questo forum).

    Premesso ciò, credo che il problema energetico sia di primaria importanza e come tale viene considerato in tutti i paesi del mondo, perché il fabbisogno di energia è fondamentale per lo sviluppo (come sottolinea Margherita Hack), ma a sua volta lo sviluppo sarebbe inutile se il prezzo da pagare in termini ambientali (e quindi sociali) diventasse inaccettabile. E questo è un rischio da considerare, visto che persino ai giapponesi è successo l’incredibile e visto il modo indecente di gestire le cose con il quale noi italiani abbiamo dimostrato fin’ora di non essere all’altezza (esempio: bidoni di scorie immagazzinati in cantina e in pieno centro abitato).

    Personalmente credo che le soluzioni si stiano affacciando all’orizzonte ma, come denuncia anche Carlo Rubbia, esse dipendono da quanto siamo disposti ad investire nella Ricerca e in Italia tale investimento (come al solito) è pari quasi a zero. Solo due esempi: quanti di noi sanno che siamo in grado di neutralizzare le scorie nucleari eliminandone la radioattività (ma non si fa perché troppo costoso e si preferisce seppellire)? Quanti si noi sanno che la Ricerca nel campo delle nano-tecnologie fa prospettare (sebbene a medio termine) la possibilità di realizzare pannelli solari 100 volte più efficienti degli attuali?

    A conforto allego i link ad alcuni documenti filmati.

    scorie in cantina

    http://www.youtube.com/watch?v=2MbBRr5kOYY

    Carlo Rubbia

    http://www.youtube.com/watch?v=SALsYKE5wsU&feature=related

    http://www.youtube.com/watch?feature=endscreen&NR=1&v=K990797jjpE

    http://www.youtube.com/watch?v=LeCWJvwghnA&feature=related

    http://www.youtube.com/watch?v=raDUaZECBKI

    http://www.youtube.com/watch?v=J69KwOjWRlw&feature=relmfu

    Margherita Hack

    http://www.youtube.com/watch?v=McfeqarkxFQ&feature=related

    In conclusione, credo che se prendiamo coscienza delle nostre potenzialità, soprattutto avendo la fortuna di avere personalità tanto illustri, che tutto il Mondo ci invidia (ma che ancora facciamo fuggire) e se riusciamo a crescere anche culturalmente, responsabilizzandoci, allora tutto si può fare. Da questo nascente movimento mi aspetto che finalmente venga data la parola a coloro che hanno competenza e voglia di fare, per affrontare la questione serenamente e senza pregiudizi ideologici di sorta. Ma credo che questo sia un discorso che, proprio per la serietà che richiede, sarebbe prematuro affrontare in questo momento, ma forse anche impossibile se non riducendolo a quegli slogan semplicistici (per il “sì” o per il “no”, non fa differenza) e propagandistici, che fino ad ora hanno caratterizzato l’inadeguata “politica”, di cui tanto sentiamo il bisogno di liberarci.

    Ripeto: quello che esprimo è solo il mio punto di vista personale e non so se lo interpreto correttamente come uno degli sviluppi possibili, ma credo e spero di sì.

    Cordiali saluti.

  260. GianlucaC

    @Eugenio
    d’accordo, e quanto voti siete riusciti a raggranellare? Un movimento del genere vuole e deve raccogliere tanti voti, ma tanti, e mettere in parlamento deputati seri, e disposti per una volta a fare l’interesse del Paese, e non i propri. In questo la somiglianza con i radicali sono sicuro che ci siano.

  261. Cristiano Tabarelli

    Merito e concorrenza, moralità e professionalità. Ci credo da sempre anche nella mia piccola esperienza politica (terminata nel 2004) come consigliere nel comune di Villafranca di Verona. Vedo l’adesione molto difficile sia da parte del centrodestra e men che meno che del centrosinistra. In Italia non c’è possibilità di fare una vera rivoluzione liberale…ma non per questo ho mai mollato! Coltiviamo comunque il sogno di un’Italia diversa.

  262. adriano q

    @GianlucaC“E’ proprio necessario per fare i numeri?”Credo che qualcuno lo possa pensare.Sarebbe riconfermare le vecchie logiche e la festa appena cominciata sarebbe già finita.Non ho pregiudiziali alla presenza di chiunque,perchè questo significa accettare e condividere i contenuti ma la dirigenza del nuovo a vecchi arnesi della nomenclatura questo no. All’Italia servirebbe una rivoluzione che non si può e non si vuole fare ma se alla fine l’alternativa si esaurisce in una conservazione stentata,meglio rovesciare il tavolo con il movimento a cinque stelle.

  263. Mike1964

    Egr. Dott. Giannino, sono tra quelli che hanno aderito al Suo appello fin da sabato sera.
    Non so se l’iniziativa andrà avanti e se darà frutti (spero di si); in ogni caso c’era bisogno di una proposta come la Sua; se andrò a votare sarà per questo partito, ammesso che si giunga a presentare delle liste; in mancanza andrò lo stesso (a votare si va sempre!) ma annullerò la scheda, non trovando nell’attuale proposta politica nessuna nella quale riconoscermi.

    In ogni caso, grazie per averci messo la faccia.

  264. Francesco Artioli

    Ho aderito al manifesto “fermare il declino”. C’è bisogno di tirarsi su le maniche e lavorare a testa bassa. La generazione dei miei genitori ha sgobbato e sudato il cibo di ogni giorno e lo ha sempre fatto con umiltà e dignità. L’etica è un valore da cui partire.
    Lavoro da anni con i ricavi che scendono ed i costi da tagliare ogni giorno devo trovare qualcosa da migliorare. Il momento è duro e difficile ma non impossibile. I politici negli ultimi 30 anni sono stati indegni. “Fermare il declino” si può. Anzi si deve!!. Io ci sono.

  265. marcomaria

    @GianlucaC
    Infatti condivido la dubbiosita’ sulle alleanze di Giannino.Mi ricordo che la Lega Nord in fretta e furia,dato il successo, ha arruolato personaggi “squisiti” e invece l’unica persona degna di nota era l’ideologo della lega N. Prof Miglio il quale aveva propositi (le famose tre macroregioni stile Cantoni Svizzeri) ottimi ,che se attuati a suo tempo probabilmente non ci portavano a questi livelli; invece fu prematuramente “segato dai suoi cortigiani” come lo e’ a torto o ragione l’attuale Bossi.A questo punto,lo dico ma non lo penso al 100%, preferisco il M5S di Grillo poiche’ ha una “base” propulsiva eterogenea .

  266. marcomaria

    Per oggi finisco e mi scuso per la mia odierna logorrea in forma epistolare, ma ho notato piacevolmente che non c’e’ una preventiva censura di idee in questo blog e cio’ fa’ onore al Prof.Giannino. Con un pizzico di ironia e malizia spero di non fare pero’ da “contorno”!!!!

  267. gino

    Vorrei aderire al vostro manifesto ma ho un timore: dietro la proposta di ridurre la pressione fiscale su reddito da lavoro ed impresa, non si nasconde forse il progetto di confindustria di spostare la tassazione dai redditi ai patrimoni (soprattutto se immobiliari)?
    Cosa pensate del principio della tassazione proporzionale al reddito che un bene produce?
    La presenza tra di voi di tanti uomini di confindustria mi fa temere un atteggiamento alla Monti/Visco: aumentiamo le tasse sugli immobili per diminuire quelle sul lavoro.

  268. Daniele

    LucaS :
    X Daniele
    E allora si tenga pure i vari Berlusconi, Tremonti, Tonino che c’azzecca Di Pietro, Vendola, Bersani, Camusso, Fassina ecc…. Se non le va bene neanche questa allora non le va proprio bene niente! Spaccando il cappello 24 non si va tanto lontano!

    Quelli li lascio volentieri a te gentile LucaS, insieme ai vari Testa, Della Vedova e via dicendo – non li trovo così diversi da loro.
    Mentre per me Giannino è sempre stato e continua ad essere di un’altra categoria, e non parlo di cervello, parlo di novità e differenza dalla vecchia politica. E come lui tutta la gente nuova davvero che sta con lui – noi i vecchi che provano ad entrare in cose di cui non fanno parte a mio parere.

  269. È bello leggere che qualcuno ha ancora coerenza e amor di patria! In questa Italietta fatta di voltagabbana e opportunisti pronti a saltar sul carro! Appoggio in pieno l’iniziativa, bravo Direttore, grazie per la speranza che mi da!
    Simone Roitero

  270. Palmo Antonio Cavallo

    FINALMENTE!
    Aspettavo questa presa di posizione e questa (per il momento solo promessa) discesa in campo da molto tempo. Tutti i punti sono condivisibili e a parer mio è tutto ciò che serve all’Italia con maggior urgenza. Leggo qui sul blog che in tanti suggeriscono o rimproverano di aggiungere molti temi al programma di 10 punti come energia, famiglia, sistema giudiziario ecc. In realtà per me l’unico tema che manca e che tuttavia si percepisce nella paragrafo “Che cosa non è Fermare il declino” è la riforma della politica. Se questo movimento vuole diventare un partito politico “diverso” da quelli che ci han fin qui governato, la priorità dovrebbe essere questa. Riduzione del numero dei parlamentari, riduzione dei costi, privilegi, consulenze ecc. Insomma credo sia la migliore azione possibile per far capire alla gente che “qualcosa è cambiato”. E poi ovviamente tutto il resto.
    Ad ogni modo sono con voi. Io ci sono. Anche se partirò a breve per un Master di 1 anno negli USA. Devo acquisire maggiori competenze anche per contribuire in maniera più significativa e rilevante a progetti tanto importanti e fondamentali per il paese come è il vostro. Farò il possibile per farlo anche da lì.
    Coraggio e ambizione!!!

  271. achille mizi

    ho letto i dieci punti ne mancano alcuni secondo me:
    fare in modo che i ladri non rubino
    i mariti non facciano le corna
    ma vi rendete conto
    liberismo liberismo liberismo e si torna tutti nella savana se già non ci siamo

  272. giuseppe 1

    @gino
    Un patrimonio che non produce reddito non può essere tassato, se non nella misura in cui lo è attualmente. Tutte scemenze. Lo Stato deve solo pensare a spendere quello che ha, non quello che vorrebbe.

  273. Enzo Lombardo

    @GianlucaC
    Gentile Gianluca,
    grazie per la risposta e la simpatia mostrata che, ovviamente, ricambio.
    Il punto non è essere verbosi, barocchi o schematici quando si scrive. Quello attiene allo stile personale di ognuno di noi. Il punto è il contenuto. Alla fine si gira sempre attorno, senza mai entrare nel merito. Io sono entrato nel merito, ma non mi si è risposto una sola volta con la stessa “sintonia”. E’ questo è il punto. 20 anni fa ci avevano spiegato che “il teatrino della politica” ed i “lacci e lacciuoli” avevano impedito al Paese di decollare verso l’Eldorado, mi ero convinto anch’io pensi un po’. Dopo vent’anni stiamo peggio di prima, ma molto peggio e questo mi pare che traspaia abbastanza chiaramente anche nel manifesto di Fermare il declino. Per fare questa operazione ci dissero che era necessario un linguaggio nuovo, semplice, diretto; facce nuove (sic!) e dopo questo disastro della menzogna mediatica che ha condannato e condannerà intere generazioni lei si sente ancora di puntare sul linguaggio, l’appeal e tutto il, mi scusi davvero, ciarpame che ci siamo dovuti digerire e che stiamo pagando a caro prezzo, non è davvero servita la lezione? O meglio…abbiamo capito la lezione? Un affettuoso saluto anche a lei.

  274. marcomaria

    L’umilta’ nel vedere e capire il mondo che circonda e’ la prima dote che insegno ai miei figli (almeno ci provo).1) L’alleanza con Montezemolo e’ ,per quello che puo’ valere statisticamente, ben spiegata sul sondaggio di Libero(ne faccia uno su questo blog per confronto!!!) ,2)Al dott.Giannino consiglio (non voluto) uno scambio epistolare con il dott.Romiti,forse il penultimo (Marchionne docet) uomo Fiat valido.Il dott.Giannino mi ha ,professionalmente ,sempre affascinato ed e’ uomo accorto,televisivamente parlando, a bucare il video con il suo attento look( il fine giustifica il mezzo, quanti ottimi economisti non conosciamo?) .Spero,dato che la saggezza non gli manca, che faccia le giuste scelte dei collaboratori e non ripeta gli errori del Berlusca.Saluti e buona giornata.Marco.

  275. gialluca

    Se un movimento ha bisogno di pubblicare a pochi giorni dal suo esordio un'”interpretazione autentica” è chiaro che ha sbagliato a comunicare, al di là della malizia di certi commentatori. Una malizia che era prevedibilissima e perciò doveva essere tenuta in conto, soprattutto da conoscitori del mondo giornalistico come Oscar Giannino. Credo si sia peccato di ingenuità e si sia persa una grande opportunità. Perché molti hanno letto il comunicato pubblicato sui quotidiani, molti meno saranno andati sul sito e pochissimi avranno letto questo post che fissa l’ortodossia 🙂
    In questo post ci sono scritte cose che nel sito ufficiale sono taciute o appena accennate. Non sarebbe il caso di integrare “rapidamente” il sito con quanto scritto qui per non alimentare ulteriori malintesi.

  276. armabona

    giannino lei è sempre stato sincero e conciso e ,chiedo scusa ,lo sarò
    anche io.
    Nelle adesioni vedo troppi professori, e vista l inconpetenza e l inettitudine di monti e compagni mi sorgono dei dubbi.
    Tuttavia vista la situazione spero di sbagliarmi e le darò il mio appoggio

  277. Jennifer

    Caro Giannino, sembra un sogno! L’utopia di oggi è la realtà del domani….speriamo bene. Sinceri auguri.

  278. Giuseppe

    Se l’Europa declina sotto il peso delle tasse l’Italia sprofonda sotto il peso del ricatto/furto occulto dell’evasione fiscale. I dati dei controlli effettuati nei giorni scorsi a Palermo sono impressionanti: dopo mesi e mesi di dichiarazioni pubbliche, caccia ad evasori incalliti che manco si sognano di dichiarare 10000 di facciata e di eclatanti blitz della Guardia di Finanza per tutto il belpaese, i commercianti palermitani non rilasciano scontrini nel 70% e passa dei casi.

    Ma vi rendete conto dell’enormita’ del furto perpetrato da questa gente ai danni della collettivita’. Ovviamente i piu’ incalliti evasori piangono miseria, si stracciano le vesti per i furti di stato e se la prendono con l’oppressione fiscale; se Giannino organizzera’ una bella manifestazione pubblica contro lo stato-mafia, taglieggiatore/estorsore dei suoi poveri cittadini, li vedra’ certamente tra i piu’ agguerriti nel protestare in piazza al suo fianco. Forza, c’e’ poco tempo!

    Non si riuscira’ a ridurre la pressione fiscale se questo vergognoso fenomeno, sintomo di incivilta’ radicata e di spirito di rapina ai danni delle persone oneste, non verra’ ricondotta in limiti fisiologici e minimamente decenti.

    La prima mossa per lottare contro il declino, che ha fatto mobilitato Giannino e i suoi adepti, sarebbe una lotta serrata all’evasione/rapina fiscale, vero proprio cancro che corrode alle basi e in modo occulto i fondamentali del vivere collettivo e la decenza civile. Ma, guarda, caso il manifesto dei buoni propositi contro il declino si e’ scordato di citare il problema tra quelli di piu’ urgente soluzione. Che strana dimenticanza, vero? Che buffa amnesia!

    Cari evasori consolatevi con la solidarieta’ quotidiana del bravo giornalista dai microfoni di radio 24: e’ sempre e solo colpa dello stato sanguisuga e dei suoi odiosi balzelli, non e’ vero?

    Giuseppe

  279. Nicola Pizzo

    @Oscar Giannino

    Perchè non mettere nel sito “fermareildeclino.it” un contatore (tipo quello del debito pubblico) che conti le adesioni al manifesto? Io, per esempio, sono abbastanza curioso di sapere quanti hanno finora aderito. Cordiali saluti.

  280. radici piero

    Max :
    La proposta è interessante, forse alcuni punti vanno meglio definiti.
    I firmatari del progetto sono di altissima levatura professionale e intellettuale ( Giannino in primis ) ma temo che si pensi poco alla reale situazione delle famiglie, dei precari, dei disoccupati, anche se è vero che se non si parte dal difendere e sostenere piccoli e grandi imprenditori non c’è alcuna speranza di crescita e sviluppo.
    Sono con voi, da modesto operaio ( insoddisfatto e spesso precario ) sperando in un reale cambiamento della classe dirigente e politica.

    Mi dispiace constatare nella sua mail una punta di scetticismo riferita alla “reale situazione delle famiglie, dei precari, dei disoccupati..” ma questo movimento nasce proprio contro la assoluta sinecura che la classe politica attuale ha riservato a questi soggetti. Se viene data una enfasi particolare all’ impresa ed al lavoro è perchè non si può spartire un reddito senza prima averlo prodotto ( solo le sinistre, la chiesa ed i sindacati vi illudono ! ) ed oggi la vera emergenza è che il reddito da spartire continua a diminuire, accentuando gli squilibri nella sua distribuzione invece che eliminarli.
    Dobbiamo renderci conto che il ricominciare a produrre reddito avrà comunque dei costi sociali inevitabili nel breve periodo, ma che la bontà della soluzione politica consisterà proprio nel limitare al massimo tali squilibri e ricondurre al più presto possibile tra i beneficiari della ripresa le categorie meno favorite ( parassiti esclusi, naturalmente )

  281. Niccolò

    qual’è l’idea di fermare il declino in tema di:
    – riforma elettorale
    – unioni civili

    Dai Oscar quando si parte ?

  282. marco

    Perfetto per l’incubatore
    ma come si accede all’incubatore? con la mail Info? e come si attivano e moderano le discussioni?
    Sono entusiasta dell’idea ma penso che sia urgente formulare delle procedure per attivare il processo in modo da dare una piattaforma di espressioni diverse su pochi temi centrali
    Il decalogo può andare bene (forse ci vorranno ancora una mezza dozzina di titoli specialistici (come specialistica è la giustizia). Ma l’istruzione ha un’apertura dai professori agli studenti, dai genitori al sistema premiante, a quello di verifica simile per elementari e licei, diverso per l’università. Dalla contendibilità degli insegnanti migliori (stipendio e sistema premiante ed autonomia didattica) alla scala retributiva definibile solo nella linea mediana da cui DEVONO divaricare i sovraperformanti (+) ai sottoperformanti (pagati meno della media).
    Come ci informerete per avere le nostre idee e valutazioni?
    Grazie, fate presto, il “momentum” non va sprecato.

  283. Vincenzo N.

    @gino
    cito la domanda:
    Vorrei aderire al vostro manifesto ma ho un timore: dietro la proposta di ridurre la pressione fiscale su reddito da lavoro ed impresa, non si nasconde forse il progetto di confindustria di spostare la tassazione dai redditi ai patrimoni (soprattutto se immobiliari)?
    Cosa pensate del principio della tassazione proporzionale al reddito che un bene produce?

    Io – che pur ho aderito – attendo di capire se la perplessità qui sopra riportata ha un fondamento nella realtà.
    Ritengo infatti che, al pari dei redditi da lavoro, anche la fiscalità immobiliare abbia bisogno di venire alleggerita. Se il movimento dovrà coinvolgere molte persone sarà infatti necessario che non si lasci identificare come una lobby ristretta volta ad agire a vantaggio di una sola categoria.
    Giannino, la invito a fare chiarezza su quanto le chiede “Gino”.

  284. Perché non provare a fare primarie online?

    Sto curando il “progetto Caucus” (http://caucus.primariesconvention.com) per realizzare primarie online. E’ ancora in versione beta (ora potete iscrivervi con dati di fantasia e votare per il candidato sindaco di Paperopoli…), ma può essere finalizzato in qualunque momento.

    Il progetto Caucus fa parte di un progetto più grande, a proposito del quale potete leggere al sito http://primariesconvention.com , che consiste nell’adottare in Italia, e per tutti i candidati, il sistema americano dei partiti governati dagli elettori, fatto di primarie sequenziali correlate alla convention, che permette a chiunque, anche persona non nota e non ricca, di scendere in capo con concrete, non solo formali, possibilità di vincere, e dà agli elettori, non agli apparati, il governo completo del partito

  285. Enrica

    Gent.mo Nicola62,
    la ringrazio per la sua risposta che poi è quello che penso anche io, con la sola differenza che nonostante la sconfinata fiducia che ripongo nella ricerca, nella scienza e nell’uomo, l’energia nucleare e con essa la radioattività che immancabilmente verrà prodotta direttamente quando qualcosa va storto o indirettamente attraverso le scorie, non mi troverà mai favorevole. Troppo alto il rischio, anche se ci fosse una probabilità ogni 100 anni, nel giro di 36 anni di vita ho assistito a già 2 eventi catastrofici: Chernobyl e Fukushima. Chissà per quanto tempo ancora ne pagheremo gli effetti, le radiazioni non sono esalazioni che si perdono nell’atmosfera nel giro di 1 giorno/mese.

    Detto questo ho capito che il nucleare non è prioritario in questo manifesto di intenti che, ritorno a dire, è comunque un pò troppo sommario e anche un pò elitario sia per gli argomenti sia per i promotori.
    Sicuramente si evolverà e ne uscirà qualcosa di più concreto a breve, attendo con ansia.

  286. Lorenzo62

    @Enrica Padovan

    Volevo dire (sul nucleare) che la mia speranza è che le nuove tecnologie possano aiutarci a risolvere il problema energetico senza ricadute negative sull’ambiente. Forse ho espresso male (da povero ignorante che sono) il mio pensiero e allora dovrei essere io a fare penitenza: Lei non ha nulla di cui scusarsi, ci mancherebbe…

    Cordiali saluti.

  287. Lorenzo62

    …. adesso mi scuso io: non avevo capito il post precedente…..

    … il fatto è che non ho il condizionatore…..

    ri-saluti

  288. Vedo che nel manifesto parlate di elezioni primarie, ma non trovo dettagli in merito (quali primarie? quando e come si svolgono? come si vota? chi vota? chi può candidarsi?). Vi sottopongo alcune proposte sul tema.

    Sto curando il “progetto Caucus” (http://caucus.primariesconvention.com) per realizzare primarie online. E’ ancora in versione beta (ora potete iscrivervi con dati di fantasia e votare per il candidato sindaco di Paperopoli…), ma può essere finalizzato in qualunque momento.

    Il progetto Caucus fa parte di un progetto più grande, a proposito del quale potete leggere al sito http://primariesconvention.com , che consiste nell’adottare in Italia, e per tutti i candidati, il sistema americano dei partiti governati dagli elettori, fatto di primarie sequenziali correlate alla convention, che permette a chiunque, anche persona non nota e non ricca, di scendere in capo con concrete, non solo formali, possibilità di vincere, e dà agli elettori, non agli apparati, il governo completo del partito

  289. radici piero

    Egregio Dott. Giannino
    Uno dei temi che il suo manifesto non tratta ( anche se capisco che è impossibile trattarli tutti ) è quello relativo alla limitazione delle libertà individuali giunta ormai in italia ad una situazione “bulgara” e che io invece considero fattore determinante per ottenere il mio prossimo voto. Io non voglio vivere in uno stato che ti guarda nel piatto cosa mangi, che ti spia il telefono ( COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA – Articolo 15 – La libertà e la segretezza della corrispondenza e DI OGNI ALTRA FORMA DI COMUNICAZIONE sono INVIOLABILI !!!! ) e che traccia ogni tuo movimento sia fisico che finanziario.
    Nessun movimento/partito/individuo che non sarà più che chiaro su questi punti potrà avere il mio voto alle prossime elezioni.

  290. Marco Tizzi

    @radici piero
    Ciao Piero,
    io son d’accordo con te, ma devo ammettere che questa nostra questione sembra un po’ una fisima in tempi di iphone e facebook.
    Sarai con me che lo stesso problema c’è sulle società private, anche perché poi chi mi assicura che dietro le società “private” non ci sia uno (o più) Governi?
    Io non ho nemmeno la fidaty card tanto tengo alla mia riservatezza, ma ormai siamo davvero mosche bianche: alla gente non interessa più essere controllata.
    Ho avuto nel weekend una discussione sul tema con i miei amici: la maggior parte erano sul fronte “nessun problema, controllino pure tutti, non ho nulla da nascondere” e anzi erano convinti che c’erano solo vantaggi.
    A me la cosa fa rabbrividire perché mi sembra un mix tra Goebbels e Orwell, ma mi sa che davvero siamo rimasti quattro gatti.

  291. Mario45

    @Tizzi
    Caro Marco siamo molto più che quattro gatti, e il numero e’ incredibilmente in crescita. Evidentemente sempre più gente comincia ad aprire gli occhi.

  292. Marco Tizzi

    @Mario45
    Ho 37 anni, tra i miei coetanei sono praticamente solo. E di gente, ti assicuro, ne conosco tantissima.
    Tra i più giovani immagino che la percentuale sia anche minore e gli account facebook e le vendite iphone sono lì a dimostralo.
    Un giorno un mio amico mi chiese “Perché non hai un account facebook?”
    Alla mia risposta “perché se il mio governo mi chiedesse le informazioni che tu dai volontariamente a facebook farei la rivoluzione” lui replicò “per me il governo può prendersele anche domani”.
    Lì capii di aver perso.
    E che Orwell era un genio assoluto 🙂

  293. Vincenzo N.

    @Marco Tizzi
    Marco, Piero, si tratta di un argomento sul quale bisogna resistere, perché l’andazzo attuale nel lungo periodo avrà conseguenze catastrofiche (il paragone Goebbels Orwell è calzante). Bisogna resistere, anche se si ha la sensazione di essere in quattro gatti (ma siamo di più sebbene, come al solito, silenziosi).

  294. Alberto P.

    @Vincenzo N., Marco Tizzi, Mario45
    Mi unisco a voi !
    E’ un problema che sento davvero come uno dei fondamentali, come ho scritto nel manifesto manca la parte Stato-sudditi in tutti i sensi…in tema fiscale e giuridico!

    Speriamo che davvero qualcosa cambi!

    Alberto P.

    P.s.
    Caspita contandoci siamo davvero in 4… 🙂

  295. Lorenzo62

    @Alberto P.

    Mi aggiungo alla lista: non ho accounts “social” e uso (il più possibile) software libero (ma forse questo è un altro discorso)

    Però la mia preoccupazione maggiore non è tanto per il “grande fratello” orwelliano, minaccia di un possibile regime, quanto per il clima terroristico instaurato da questo “regime” burocratico-fiscale, già di fatto insediato ed operante, che pignora la casa ai pensionati per una bolletta inevasa e poi concede tutti i favori possibili a chi aveva truffato l’erario per milioni. Io non voglio vivere in un paese che mi faccia sentire costantemente esposto al pericolo di vedermi recapitare una “cartella pazza” e in pochi giorni non poter più nemmeno usare l’automobile, un paese che mi ipoteca la casa senza neanche dirmelo. Mi sono sentito più rispettato, da straniero, all’estero. Io voglio vivere in un Paese che mi faccia sentire al sicuro, che mi faccia essere orgoglioso, invece di farmi vergognare.

    Saluti.

  296. Mario45

    @Tizzi
    Caro Marco, a più riprese ho avuto anch’io la stessa tua sensazione. Ho purtroppo trent’anni più di te e tra le mie conoscenze, pure numerose dato il lavoro che faccio, noto il manifestarsi di un desiderio di privacy che mi pareva fino a ieri morto e sepolto. Orwell fu sicuramente un genio, ma a volte ci troviamo ad affrontare sviluppi imprevedibili e sorprendenti anche per i geni.

  297. Mario45

    P.S. Ovviamente, seppur con qualche perplessità, approfitto per aderire al movimento del Nostro & Co.

  298. Marco Tizzi

    @Mario45, Alberto, Lorenzo, Piero
    Notizia di qualche giorno fa, la polizia di San Francisco utilizza un sw per prevedere i crimini.
    Qualcuno ricorda Terminator o Minority Report?

    Si parla di atleti geneticamente modificati: qualcuno ricorda Gattaca?

    La londra di V per Vendetta, fumetto più che film, esiste già: tutto ormai è videosorvegliato.

    Sono paranoico? Forse…

    Piero, tu più di chiunque altro io conosca, sa bene cosa significa “profilazione” al giorno d’oggi.
    Non ti fa un po’ paura un’umanità profilata?

    Lorenzo, il sw libero c’entra sì: Skype era l’ultimo baluardo della riservatezza. Adesso che MS (e io lavoro su prodotti MS, quindi semmai sono di parte nell’altro verso) si comincia a parlare di “supernodi” su server proprietari. MS nega che si possa in qualche modo intercettare, ma che garanzia abbiamo?
    Nel momento in cui mi si dice che si fa per “migliorare il servizio”, chiunque ne capisca anche solo un po’ qualche sospetto dovrebbe averlo…

  299. Giorgio Gragnaniello

    Pur nel perimetro del doveroso rispetto delle altrui affermazioni , qui non mi meraviglia tanto che Friedmaniani comincino a pescare nelle idee degli Indignados , quanto piuttosto che il penultimo presidente di Confindustria si adatti a fare altrettanto in quelle (vecchie ma di certo migliori delle sue 2010-’11) del suo predecessore.

  300. adriano q

    Il mondo,diceva il pistolero,si divide in due categorie:chi ha la pistola e chi scava.Oggi un anziano è stato derubato della bici e ridotto in fin di vita.Non c’erano le telecamere di Goebbels per cui Maigret non concluderà nulla.La poesia è bella quando si è convinti di sopravvivere ma se la sicurezza è limitata ad una piccola cifra statistica la perdita di libertà diventa un eufemismo.”A chi la tocca,la tocca.” diceva un personaggio del Manzoni.Ed ogni giorno che esco di casa è una nuova lotteria e le mani che estraggono i numeri non hanno l’innocenza dei bambini.

  301. Marco Tizzi

    @adriano q
    Esiste un limite o si può fare tutto in nome della “sicurezza”?
    La domanda è questa.
    Non si parla di “o Skynet o la jungla”.

    Anche perché i controllori non sono certo Maigret.

    Un altro capolavoro di Alan Moore diceva “Who watches the watchmen?” (che già per i latini era “Quis custodiet ipsos custodes”).

  302. Lorenzo62

    @Marco Tizzi

    Bravo, Marco: giuste riflessioni. Tutto si fa “per migliorare”… poi, non si sa chi controlli il controllore. Come recita la voce narrante a conclusione di “Platoon” (forse facendo a sua volta una citazione), “il vero nemico è dentro di noi”. Saluti.

  303. Marco Tizzi

    @Lorenzo62
    Un esempio molto pratico: diciamo che “mi accompagno” con una signora, che magari manco so che è sposata, e questa invece è sposata con un alto funzionario delle “forze dell’ordine” molto geloso.
    In un mondo video-tele controllato, quanto ci mette la forza dell’ordine a creare un bel filmato dove io picchio il vecchietto di cui sopra?

    Oggi basta un video amatore e un portatile.

    Fantascienza?
    Una sera una ragazza viene a casa mia. Il giorno dopo un suo spasimante carabiniere la incontra in un bar e le chiede se eravamo solo amici o se eravamo fidanzati. Nessuno ci aveva mai visto in pubblico.
    E’ successo quasi 10 anni fa.

  304. adriano q

    @Marco Tizzi L’unico limite ,a mio avviso, è quello della volontà popolare.Sono stanco del popolo bambino e dei soloni che si ergono a tutori.A me piace il principio di responsabilità con le relative conseguenze.Se le scelte si rivelano sbagliate i cittadini che le hanno fatte le modificheranno,se e quando se ne renderanno conto.

  305. Claudio Di Croce

    Ho letto su Internet :
    -costi della politica italiana :24,7 miliardi di ( 2% del pil, 12% del gettito IRPEF)
    -organi dello stato centrale: costano 3,2 mld di € anno
    Regioni, province, Comuni, costano 3,3 md € /anno
    solo per mantenere la Camera dei Deputati ogni anno un italiano spende 27,15€ , mentre un francese spende 8,11 € , un inglese 4,18€ ,uno spagnolo 2,14-
    Dedico queste cifre – ne ho lette altre e credo che i frequentatori di questo blog ne abbiano di più complete – a coloro che continuano a volere sempre più tasse, imposte e spesa pubblica .

  306. Marco Tizzi

    @adriano q
    In una democrazia diretta sarei d’accordo, anche se cmq si tratterebbe di dittatura della maggioranza, ma in una democrazia rappresentativa questa cosa non funziona.
    Non c’è mai controllo sui controllori e finisce che fanno quel che vogliono.

  307. Roberto Zoccolan

    @Oscar Giannino
    Gentile Dott. Giannino,
    ho letto la sua replica. Effettivamente, visto l’abisso nel quale stiamo cadendo, cose come i diritti civili e altro potrebbero diventare costosi optional, ma la tematica ambientale potrebbe essere essa stessa una componente del rilancio economico del paese piuttosto che un optional. Mi permetto poi una piccola precisazione al fatto che scrivete sul manifesto che “Nessuno, fra i partiti esistenti, si pone neanche lontanamente questi obiettivi.”. Forse è così perché quel soggetto politico non esiste più, ma non crede che questo documento (pur incorporando molti optional!) non abbia diversi punti in comune con il vostro manifesto?
    http://old.radicali.it/view.php?id=62544
    Certo è che per la componente radicale, in campo di politica economica, del welfare e della riforma della giustizia ci siano molte affinità. E non dimentichiamoci che lotte contro l’aumento della spesa pubblica, il finanziamento pubblico dei partiti e per l’innalzamento dell’età pensionabile e la riforma della giustizia sono state fatte in tempi non sospetti ma forse troppo remoti per la scarsa memoria storica degli italiani. Non crede che forse un dialogo con i radicali sarebbe auspicabile?

  308. Salvo

    Caro Oscar, sono un suo accanito sostenitore e fan. E’ sempre stato oltre che ineterssante, un importante canale di apprendimento il poter ascoltare la sua trasmissione su radio 24 (quando in quell’orario mi trovavo in auto). Ho sempre pensato che la sua notevole competenza sarebbe stata importante se messa a servizio di una politica sempre più spregiudicata ed incompetente.
    Io sono siciliano.
    Ma spesso il contesto nel quale vivo non mi fa essere orgoglioso di esserlo. Sentirla a volte parlare del malaffare della mia terra, della malasanità, dei vari squallidi giochini di potere fatti da uomini che sguazzano nella nostra triste e povera realtà, non le nascondo che mi fa male ma al tempo stesso mi fa sempre e puntualmente pensare che fino a quando le persone oneste resteranno nella penombra, per pigrizia, per paura o forse per semplice indifferenza, mai nulla cambierà. A maggior ragione in una terra martoriata come la mia. Sapere che ha deciso di muoversi veramente, di fare politica attiva anche Lei, mi riempie di entusiasmo. Non so perchè. Forse perchè la ritengo una persona corretta. E se una persona corretta crea un movimento, forse gli aderenti saranno persone corrette, e se è possibile avere un movimento che si muove secondo veri ideali, codivisibili o meno, ma comunque ideali, forse qualcosa può cambiare. E allora, vengo al punto, vorrei fare qualcosa anch’io per il movimento. Anzi per la mia Sicilia. Mi dica Lei cosa.

  309. Vorrei aderire a questa stupenda e sperata iniziativa.Siamo finiti in un tunnel buio e profondo, l’unico spiraglio di luce di questa situazione è la possibilità di una forza come “fermare il declino”. Mi auguro che tanti italiani aderiscano a questa opportunutà. Sono disposto a sostenervi moralmente e materialmente, per quello che posso. Andate avanti vi prego, non ci abbandonate. Siete l’unica speranza degli italiani. Franco Mosca

  310. Alberto P.

    Vorrei capire come mai sia stato scelto fra i giornali su cui pubblicare, il Fatto Quotidiano!

    Un quotidiano pieno di esponenti livorosi con tanto di bava alla bocca, lontani anni luce dalla cultura liberale/liberista, garantista di questo manifesto e delle persone che ci sono dentro!

    Forse perché ci scrive il Prof. Boldrin?

    Quindi se è stato giusto per il lancio dell’iniziativa lo posso anche accettare…il Prof. Boldrin continui pure a scriverci…ma auspico non diventi il punto di riferimento dell’associazione e degli aderenti, io non mi ritrovo in nulla di quello che scrive quel giornale e i suoi lettori! Quindi credo proprio che MI DISINSCRIVEREI dall’associazione ALI!!!

    Restiamo su giornali non apertamente schierati e “neutrali” (anche se so che non ci sono editori puri…ma avete capito!). Grazie!

    Alberto P.

  311. Marco Plebani

    Buone Vacanze dott. Giannino, sotto l’ombrellone o in una bella pineta di montagna non si dimentichi di leggere un po’ dei post a Lei indirizzati.

  312. Marco Plebani

    @Marco Tizzi

    @adriano q
    Come avvicinarci ad un modello di democrazia diretta più efficace ? E’ possibile ora più di prima ? Io credo di sì e credo debba essere un obiettivo fondamentale in ogni movimento che intenda porsi in contrapposizione con la politica delle alleanze, dei biechi calcoli sui sistemi elettorali che i nostri attuali rappresentanti vogliono farci credere essere la fonte e la soluzione a tutti i mali del presente. Come ho già scritto in un post (n.41 del 31luglio) forse troppo prolisso per meritare un commento, deve essere il punto n.11 (meglio se fosse il n.1) del programma di fermareildeclino, altrimenti nulla cambierà.

  313. caterina

    Caro Dott. Giannino, speravo tanto che la sua notevole competenza venisse messa a disposizione di chi non può esprimere direttamente la propria rabbia verso una politica sporca ed egoista! Le auguro di trascorrere un buon periodo di ferie e di tornare al lavoro pieno di “fervore” e di “incisività” come e più di sempre.
    La ringrazio veramente di cuore

  314. Dario Durando

    Scusate, nei commenti al post del dott. Giannino si legge un po’ di tutto, dalle provocazioni degli statalisti e dei fasciocomunisti a vasti pipponi teoretici a discussioni sui piu’ vari argomenti OT; nel frattempo il Governo Monti sta per imporre il prestito forzoso, non so se mi spiego. Possibile che nessuno abbia qualcosa da dire?! Guardate che e’ ormai praticamente certo.

  315. r.belluco

    ottima iniziativa….nel programma PRETENDERE un Organismo Sovranazionale,emanazione BCE che,dopoaver consunto il totale dei debiti Sovrani,al momento dell’adesione all’euro gestisca per tutti gli stati aderenti,ALLO STESSO TASSO,i rinnovi sino al ragiungimento,nei tempi e nei modi concordementei stabiliti,di una DRASTICA RIDUZIONE dei debiti stessi compatibilmente con lo sviluppo economico dei singoli Paesi.
    Chi mi spiega perche’ non e’ stato fatto prima?

  316. vittorio

    Caro Dottor Giannino,

    la stimo assai, seguo da molto tempo con grande interesse la sua trasmissione “9 in punto”, apprezzo e condivido buona parte delle sue appropriate e sferzanti valutazioni e considerazioni e mi sono pertanto precipitato subito sul sito “fermare il declino” con il fermo intento di aderire.

    Ma dopo aver letto il manifesto e scorso la lista dei primi sostenitori ho a malincuore rinunciato ad aderire poiché :

    – fra i sostenitori iniziali ho visto troppi docenti (una casta poco stimata ed amata … più a ragione che a torto … e non da quando alcuni sono nel governo Monti !)

    – mi lascia perplesso il sottaciuto collegamento con Montezemolo e Italia Futura (privi a mio giudizio di ragionevoli speranze di essere ascoltati e seguiti da una platea non esageratamente esigua e di nicchia)

    Ma soprattutto non è indicato fra i 10 interventi quello a mio avviso strategico e propedeutico (anzi vettore) di buona parte dei 10 obiettivi del manifesto : GLI STATI UNITI D’EUROPA. Intendo una vera federazione o confederazione, viceversa segretamente boicottata da ormai molti decenni da buona parte dei politici e dirigenti pubblici europei ben coscienti del fatto che, in tal caso, 90% di loro dovrebbero andare a casa . Furbi e manovratori quali sono ci intortano però da decenni con convegni, trattati (persino patetico quello di Lisbona !) e proclami apparentemente filoeuropei … ma guarda caso è rimasta lettera morta persino la peraltro timidissima Costituzione Europea redatta da Giscard d’Estaing e Amato !

    Una federazione europea di 8/10 Paesi dell’U.E., con un parlamento, 50 macroregioni con assemblee regionali dotate di ampi poteri, un Presidente, un Ministro della difesa, uno degli Esteri, uno della Ricerca (CERN docet) ecc. ecc. ……. demolirebbero ipso facto le colossali sovrastrutture nazionali europee senza neppur dover ricorrere a faticose spending review . Raggiungeremmo forzatamente diversi dei 10 obiettivi del vostro manifesto (ridurre debito pubblico, spesa pubblica e pressione fiscale, liberalizzare alla grande, introdurre un vero federalismo, contrastare efficacemente i conflitti d’interesse, ecc.) arrestando inoltre il declino europeo grazie a più innovazione, maggiore competitività, ecc.

    Purtroppo proprio quest’ultimo fattore (il clamoroso ma sottaciuto conflitto d’interessi fra le decine di migliaia di politici e funzionari dell’U.E. ed una federazione europea) …. fa si che i politici nazionali europei “predicano bene ma razzolano male” perché il 90% perderebbe il posto e dovrebbe “andare a casa” a produrre, se ne è capace, valore aggiunto.

    Premesso che considero politici e partiti entità effettivamente ed oggettivamente utili (e non più egoisti o scorretti di molti cittadini italiani) speravo che la sua proposta, caro Dottor Giannini, puntasse ad imporre dal basso ciò che i politici non vogliono….. ma ho l’impressione che i suoi compagni di viaggio portino alla creazione di un club colto e qualificato sì …. ma inefficace a livello nazionale. Peccato !

    V.C.. 3.8.2012

  317. Aderisco con entusiasmo per la prima volta in vita mia ad una iniziativa, in un momento come questo dove siamo tutti preoccupati ma soprattutto confusi e delusi è indispensabile creare un nuovo punto di riferimento. Mi rendo disponibile a titolo totalmente gratuito per ogni attività, vorrei dare il mio contributo ma riconosco la mia poca praticità nel web non ho capito come posso fare. Vai Giannino sei un grande!!!!!
    Fulvio

  318. Lorenzo62

    @vittorio

    Condivido e capisco cosa intende quando esprime il senso di scoraggiamento che si prova quando insieme ad ottime iniziative si trovano anche categorie e personaggi di cui l’esperienza ci ha insegnato a diffidare. Personalmente sono approdato qui senza nemmeno l’intenzione iniziale di farlo, perché anche io come cittadino mi sento in generale “più disilluso che rinsavito”, come il personaggio di manzoniane memorie. Tuttavia ho fatto anche ulteriori considerazioni:

    1) la mia esperienza personale mi ha reso diffidente verso determinati ambienti, sì, però mi ha anche dimostrato che se pure trovassi la situazione “ideale”, con tutti “ok” e nessuno “ko”, questo non garantirebbe comunque che il risultato finale sia quello che ci si aspetterebbe, per il semplice motivo che quello che conta non è esprimere (pur in modo impeccabile) di voler fare le cose “giuste” con le persone “giuste”, ma dimostrare che si è pronti a fare, concretamente, con l’unione di più volontà convergenti. E questo è quello che (personalmente) ho riscontrato qui, a differenza di altri ambiti, pur nobilissimi, nei quali però i migliori personaggi e le migliori idee non danno luogo ad alcuna iniziativa di sorta.

    2) Quanto appena esposto, trova la sua ratio soprattutto nella consapevolezza della situazione in cui si trova l’Italia in questo momento: non una semplice crisi dovuta ad un temporaneo rallentamento dell’economia, ma piuttosto uno stato limite che se non risolto porrebbe una seria ipoteca non solo sul nostro futuro nazionale, ma anche sulla moneta unica, che a sua volta trascinerebbe con sé la dissoluzione dell’intera Comunità Europea, compresa la prospettiva degli Stati Uniti d’Europa. Idea, quest’ultima che piace anche a me e condivido la Sua analisi sui boicottaggi che da vari attori e per vari motivi, tale progetto ha subito sin dai tempi di De Gasperi, Schuman ed Eisenhower. Inoltre, uno dei punti critici dell’Europa monetaria attuale è costituito proprio dalla mancanza di un vero governo comunitario centrale, che doveva essere, a rigore, il legittimo destinatario di quella parte di sovranità ceduta dai paesi membri ed invece assegnata ad enti sulla cui legittimazione in tale ambito si pongono, infatti, legittime (ed autorevoli) perplessità.

    Ma proprio alla luce di tutto ciò (e concordo con Lei), appare ancor più evidente la necessità ormai ineludibile di provvedere d’urgenza ad invertire la rotta e scongiurare il pericolo che a forza di proseguire in questo declino, si finisca nel baratro. Orbene, pur non essendo un economista, mi sono reso conto, anche da quanto recepisco intorno a me, tra lavoratori, commercianti, piccoli imprenditori, disoccupati, che le cose più urgenti da fare sono effettivamente quelle elencate nella proposta di “Fermare il declino”. Naturalmente mancano tante altre cose, ma se prima non si chiudono le falle che stanno facendo affondare la nave, è inutile discutere sulla stoffa delle vele, tra chi le vuole gialle e chi le vuole blu. Rischieremmo, allora sì, di diventare l’ennesima scatola vuota, all’italiana, tanto idealmente perfetta, quanto praticamente inconcludente. Ovvero: ancora la stessa “politica italiana” degli ultimi sei o sette lustri. Ma rispetto la Sua scelta, sempre legittima, e La ringrazio comunque di aver esposto la questione.

    Saluti.

  319. Lorenzo62

    @fulvio

    Benvenuto! Sottoscrivo la Sua considerazione: “è indispensabile creare un nuovo punto di riferimento” e spero che questo possa concretizzarsi in un ventaglio di iniziative trainanti (perfino io che non sono nessuno ne avrei già in mente alcune…). Io ho dato la mia adesione da poco (collegandomi al sito “http://fermareildeclino.it/” e cliccando su “Adesioni” – non so se il Suo dubbio era su questo) e ho dato la mia disponibilità alla collaborazione, ma per ora tutto tace: credo che si debba solo attendere l’esito di questo appello e poi si saprà come organizzarsi. Nel frattempo, buon Agosto….

  320. Alberto Bignone

    Ill.mo Oscar Giannino
    Le manifesto il mio più sincero apprezzamento per l’iniziativa. Penso che tutta la classe politica che, in pratica, è rimasta inalterata da quando avevo vent’anni, ha portato il paese nel baratro ed oggi dovrebbe farsi tutta da parte. Aderisco alla sua iniziativa anche se non condivido punto per punto le sue ricette. Tuttavia la sostanza della rivoluzione culturale che è contenuta nel manifesto potrebbe rappresentare realmente la scossa per il paese.
    Per quanto possa contare, sappi di poter contare sul mio appoggio.
    Cordialmente
    Alberto Bignone

  321. Corrado

    @ tutti come ad esempio @vittorio

    Io penso che chi stima e crede nel dott. Giannino debba aprire la mente, prendere atto del fallimento dei politici di quest’ultimo ventennio, senza pregiudizi sulla provenienza di alcuno dei partecipanti, infatti considero l’iniziativa come una prima pietra della stessa, tutto il passato l’ho tumulato in un bel condono tombale….
    Se non facciamo questo falliremo ancora prima di incominciare!
    Abbiamo già tutti gli altri che ci danno addosso, non perdiamo questa grande e ultima occasione, un altra non ci sarà ne per noi ne per la nostra ITALIA!!!!

  322. luca bechini

    Caro Oscar Giannino, (ti chiamo per nome e ti do del tu) penso che sia ora di svegliarsi e questa iniziativa non può certo dirsi sonnacchiosa. Sono un professionista cinquantenne della provincia di Pistoia. Una zona ahimè dove il conformismo è targato PD e sinistra in genere: guai a schierarsi diversamente e dove gli ex democristiani sono comprati con qualche poltrona e poche briciole di potere locale
    Potete contare sulla mia adesione. Rimango in attesa di vostre istruzioni su come potermi muovere in questa zona per far valere le vostre iniziative.
    In attesa di riscontro ti saluto.
    Luca Bechini

  323. Mauro

    Vi sostengo e diffondo il manifesto con tutti i punti. Conosco davvero tanta gente stanca di questa politica che ha ridotto l’Italia in questo stato.

  324. Egregio Oscar Giannino,
    seguo con interesse le Sue dotte analisi, tuttavia ritengo che a livello istituzionale, nonostante tutti gli errori commessi, siano già in previsione soluzioni radicali per problemi che uno stato da solo, come Lei ben sa, non riuscirà mai a risolvere.
    Pertanto mi permetto di diffondere la lodevole iniziativa di promuovere una vera unione europea partendo dal consenso diffuso di tutti i cittadini europei, stanchi delle chiacchiere, stanchi di avere paura, stanchi dei nazionalismi distruttivi.
    Partecipate e diffondete:
    http://www.facebook.com/events/374904629223431/

  325. Illustrissimo Oscar Giannino,
    Interessante il Suo programma politico e prodigo di buone intenzioni, ma insufficiente per ristabilire quella fiducia dei “Sudditi” nei confronti dello Stato Moloch Italiano (almeno dal punto di vista di noi Veneti); fiducia persa nel lontano 1848-49 (dove mai si è visto l’aiuto alla dichiarata novella “Repubblica di San Marco”, promesso dell’allora “alleato” Sabaudo (il morbo infuria, il pan ci manca, sul ponte sventola bandiera bianca…) ? Tra l’altro non dimenticando, che nel 1866 si annesse l’ex Stato Veneto al Regno d’Italia in maniera alquanto sconcertante (tre giorni prima in una camera d’albergo), e prima del plebiscito “ufficiale”, tra l’altro alquanto truffaldino). Siamo comunque convinti che, le origini delle nefaste problematiche italiane risiedano tutte nella Sua ormai vetusta architettura ottocentesca dello Stato e che purtroppo, l’inciucio politico catto-comunista post fascista non volle riformare.
    LE NOSTRE QUATTRO PROPOSTE RIFORMATRICI:
    1. UNA GRANDE RIORGANIZZAZIONE TERRITORIALE EUROPEA, non solo dell’Italia (non ha più senso), ma dell’intera Europa. Infatti, solo un Movimento politico radicale, che progetti un nuovo assetto del territorio e che ne preveda la sua suddivisione in Macro-Regioni Sovrane e Indipendenti (non più Stati), la cui composizione possa identificarne i vari Popoli europei i cui confini (ecco la novità), potranno essere “variabili”, permettendo in alcuni casi anche una loro (i Popoli) ri-unificazione territoriale, governate attraverso la Democrazia Diretta – Sovranità Popolare (alla Svizzera per capirci), potrà risolvere definitivamente quelle cause che determinarono gli antichi conflitti. In definitiva, un riassetto territoriale che identifichi un Popolo dalla propria Storia, Economia, Lingua, Cultura e Tradizioni, proponendo nel suo insieme una Macro-Regione equivalente, un Popolo. Macro-Regioni, la cui composizione sarà stabilita da uno studio preventivo insediando una tavola rotonda internazionale composta di storici qualificati e rappresentanti le possibili unioni socio economiche. Tale assetto proposto, sarà poi convalidato dalla Sovranità Popolare ogni cinque anni attraverso un voto referendario (senza quorum e da compiersi in tutti i Comuni d’Europa). Così i cittadini di ogni Comune dell’Unione europea, potranno riconfermare la conformazione territoriale indicata dalla tavola rotonda o viceversa decidere di appartenere ad altre Macro-Regioni purché loro confinanti. Così facendo, il tempo, potrà affinare la loro giusta composizione variandone anche i confini.
    Le Macro-Regioni così declinate costituiranno la nuova “Unione Confederale dei Popoli Europei e non gli Stati Uniti d’Europa”, che a sua volta eleggerà un proprio Parlamento federale centrale per la gestione comune di alcune importanti competenze politiche: moneta, debiti sovrani, difesa, polizia federale, politica estera, ricerca scientifica, politica immigratoria, politica economica, politica fiscale, politica del lavoro, grandi infrastrutture.
    • Con questo progetto si potrà quindi ottenere una forza politica che inciderà a livello transnazionale, da nord a sud, da destra a sinistra considerando che tale Movimento è innovativo, trasversale, territoriale, moralizzatore, articolato sulla Sovranità Popolare, e sarà quindi in grado di scardinare, riformare radicalmente e democraticamente qualsiasi sistema partitocratico corrotto (compreso quello italiano).

    • Con questo progetto i voti dei veri europeisti, indipendentisti, leghisti, autonomisti e nel nostro caso dei venetisti, e degli sfiduciati della politica, potranno tutti assieme, condividerne la causa.

    • Con questo progetto, si potrà finalmente attivare (nel nostro caso), la possibile restaurazione di una moderna, democratica, indipendente, sovrana Euro-Regione Marciana, condivisa dal voto di elettori non veneti, che mai avrebbero votato o concesso ipotesi secessioniste o autonomiste al Veneto.

    OBIETTIVI:
    • Riorganizzazione del territorio (confini variabili autodeterminati da Popoli Sovrani)
    • Unione Confederale dei Popoli Sovrani Europei
    • Eliminazione degli Stati nazionalisti

    2. RIFORMA FISCALE UNITARIA EUROPEA, incentrata nell’eliminazione della carta moneta unica per attivare al suo posto la carta moneta elettronica. Questo per ottenere la tracciabilità fiscale di qualsiasi transazione (oggi con i lettori pos Wi-Fi è possibile). La banca centrale (pubblica e sovrana) dell’Unione Popolare (controllata direttamente dal Parlamento dell’Unione), provvederebbe fornire gratuitamente ad ogni cittadino facente parte dell’Unione: conto corrente, carta pos. Il rientro delle imposte evase, dovrebbe essere indirizzato in ogni Macro-Regione, alla riduzione delle aliquote imposte, sia fisiche, sia contributive uniformandole entro un certo tempo in tutta l’Unione Confederale.
    3. RIFORMA DEL LAVORO, tutta incentrata su di una vera, radicale, rivoluzione europea tesa a risolvere il disastro occupazionale italiano, oggi alimentato dall’art. 18 e comunque dalle normative tutte sul “Lavoro” in Italia, che determinano assieme alla biblica (In)Giustizia, un fardello pesantissimo e insostenibile per qualsiasi progetto di sviluppo economico si volesse intraprendere. Dicevamo una rivoluzione del III Millennio e perfetta soluzione sotto il profilo socio-economico, sarà, l’unificazione del “doppio sistema di lavoro”, ecco la novità rivoluzionaria:
    • Cassare il lavoro dipendente in tutte le sue forme, prevedendo il solo lavoro autonomo o società di persone o società di persone e capitale. L’Italia potrebbe diventare il faro sociale in Europa e il paese più competitivo in assoluto: equità fiscale senza pari, altissima produttività, azzeramento definitivo del licenziamento, fine del precariato, dell’apprendistato, delle partite IVA fasulle, della cassa integrazione, dei sindacati, degli scioperi, della Confindustria, Confcommercio e Confartigianato (tutti carrozzoni costosissimi e inutili). Un risparmio enorme, finalmente sarebbe possibile ottenere il coinvolgimento di tutti i lavoratori nelle scelte politiche di vita aziendale (nel bene e nel male), consapevolezza e responsabilità, elevatissima competitività, giusta selezione meritocratica e infine, una concreta possibilità per tutti, di maggiori compensi oltre all’ovvia partecipazione degli utili aziendali.
    • Attivare una piattaforma telematica on-line centralizzata e gestita da organo preposto (esclusivo), un “motore di ricerca europeo del Lavoro”; attori: da una parte le richieste di lavoro di singoli lavoratori autonomi o di società di persone, che confluirebbero dai vari uffici postali (con postazioni specifiche) o dalle sedi di società interinali presenti in tutte le Macro Regioni; dall’altra le offerte di lavoro e gli accordi contrattuali societari che confluirebbero dalle sedi proponenti, il lavoro.

    4. RIFORMA ISTITUTI BANCARI, entro un certo tempo (da stabilire) ogni istituto bancario dell’Unione Popolare confederata dovrà scegliere la propria specializzazione: banca servizi al privato; banca servizi alle aziende; banca investimenti finanziari. Il controllo amministrativo di tutti gli Istituti sarà verificato da organo confederale.

    Per quanto attiene il debito pubblico sovrano, concordiamo con Lei per una dismissione del patrimonio dello Stato italiano da formalizzare in maniera oculata.

  326. Margherita

    gentile sig Giannino
    desidero porgerle sinceri auguri per la sua inziativa di cui sono venuta a conoscenza in qualche forum e grazie ad una amica emiliana che ha partecipato alla sua trasmissione.
    Tornerò spesso a trovarla e a leggere i commenti dei visitatori che noto, hanno idee molto positive per il bene del Paese e che condivido con grande entusiasmo.
    Sono molto felice che qualcuno abbia ancora voglia di lottare in un Paese così malridotto; il declino è molto forte ma sono certa che se uniremo gli sforzi la Nazione risponderà con entusiasmo e grande partecipazione.
    Anche il sud è stanco di certe situazioni e da tempo spera in un faro che illumini la via da seguire per arginare fenomemi di spreco e di malagestione del territorio.
    La esorto a continuare, anche s e non dubito incontrerà difficoltà, per un Paese più libero e più civile e più democratico.
    Buon lavoro

  327. mauro

    @Margherita
    Brava Margherita, mi unisco con convinzione alle Sue speranze, è ora che in Italia arrivi una salubre “rivoluzione copernicana” che spazzi via tutti retaggi di uno Stato borbonico che tratta i cittadini da sudditi.

  328. Alessandra

    Dr. Giannino buongiorno,
    in qualità di Sua assidua ascoltatrice, con nessuna conoscenza della materia
    finanziaria, e riconoscendoLe invece grande competenza, vorrei rubarle alcuni minuti
    facendole poche domande riguardanti il Meccansmo Europeo di Stabilità.
    E’ vero che il MES, a cui noi parteciperemo con 125 miliardi di euro (da dove
    li prenderemo??) nell’arco dei prossimi anni, sarebbe un “sistema finanziario”
    europeo che ci potrebbe portare via via ad una ulteriore riduzione della ns.
    sovranità,? Inoltre non mi è ben chiara la figura dei” supergovernatori” che ne
    faranno parte, che poteri avranno?
    Se posso permettermi, Le chiederei sia se è lecito e sia cosa significhi per l’Italia
    aver cambiato la Costituzione introducendo l’obbligo del pareggio di bilancio,
    senza un referendum o quantomeno un dibattito di una certa consistenza da parte di partiti e/o giornalisti e/o costituzionalisti, per un problema così importante?
    Dove ci porteranno queste novità? Perché nessuno parla di tutto questo?…mah
    probabilmente sono solo io a preoccuparmene!!!
    Una cittadina scoraggiata
    I miei più cordiali saluti

  329. Purtroppo sono uno che ha fatto politica nel PDl ora” morto”e sappiamo certa gente schifosa cosa ha fatto ora mi vergogno di uscire di casa per colpa di certi personaggi immondi dove abbiamo fatto tanto per farli eleggere. Ho letto il vostro programma che ritengo buono. Ora vorrei entrare nel gruppo e conoscere nuovi personaggi che ci rappresenteranno e speriamo che siano diversi dai precedenti.

  330. Un commento sui giovani che non trovano lavoro.1 il giovane italiano laureato si sente già padrone del mondo perché laureato ma se gli si chiede di mettere in pratica quello che ha studiato non lo sa fare e pretende uno stipendio da laureato. 2 i genitori dei laureati sono i primi a pretendere tali stipendi e piuttosto che convincerli ad andare ad imparare la pratica li tengono a casa e li foraggiano profumatamente con la loro pensione e poi dicono che non arrivano alla fine del mese.3 il giovane avendogli inculcato dai genitori e dalla società che ora è laureato non si abbassano a fare lavori umili e magari più redditizi 4 al giovane le scuole comuniste hanno sbagliato a non farli crescere insegnando i lavori artigianali lavori e che gli artigiani oggi e il 20% dell’economia e noi ex PDL lo avevamo detto ma come al solito non lo abbiamo mantenuto. Penso che quanto abbia scritto sia sufficiente a capire quello c’è vorrei dire sui giovani disoccupati.

  331. Grazie. Al mio amico Gianni Filotto che mi ha proposto di far parte del vostro movimento oggi mi voglio sfogare. Lei dott. Giannino che la seguo sempre in radio perché non parla più spesso degli artigiani commercianti sui vari problemi che si hanno specialmente sul versamento IVA senza averla ancora incassata e tante vite le piccole fatture non vengono pagate e così rimaniamo cornuti e mazziati, perché per poter incassare ci tocca mettere avv e delle volte costa più dell’incasso che si deve avere, questo giochino la gente disonesta lo ha capito e ne approfitta. Dott Giannino queste sono una piccola parte dei disagi che si hanno per non parlare delle banche…. Che ci vorrebbe almeno 500Gz un saluto e è da di convincerci e convincere per avere tanti voti per essere eletto un saluto antonio

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