24
Lug
2012

Hanno ragione i comuni a piangere miseria?

I sindaci sono scesi in piazza per protestare contro i tagli della “spending review”, al grido che, in assenza di provvedimenti, non saranno più in grado di “garantire i servizi essenziali” (o variazioni sul tema). Il presidente dell’Anci, Graziano Del Rio, ha detto:

Il paese si deve chiedere perché i sindaci scendono in piazza.

Infatti ce lo chiediamo tutti visto che, a guardare i numeri, non pare che la spesa locale corrente stia oggi soffrendo nulla di diverso da un modesto freno alla crescita.

Qui la spesa corrente delle amministrazioni locali:

Qui la spesa locale pro capite:

Morale della favola: la fame vien mangiando.

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67 Responses

  1. Randolph Carter

    Il grafico non tiene conto della devoluzione delle competenze da stato ad amministrazioni locali o sbaglio?
    Più oneri, più denari…

  2. Francesco_P

    I grafici parlano chiaro.

    Io, però, ho un’opinione decisamente radicale. Bisogna rivoluzionare l’architettura ottocentesca dello Stato, accorpando le Regioni, eliminando le Provincie ed accorpando i Comuni. Basta campanilismo che serve solo a moltiplicare il numero di assessori e l’ipertrofia dei partiti. Ovviamente bisogna rivederne i compiti e liberare gli Enti periferici dalla piaga delle società regionali e municipalizzate, buone solo per creare “poltrone per i trombati”.

    Sono un sognatore? I veri illusi sono coloro che pensano di far quadrare i bilanci pubblici senza rivedere profondamente l’organizzazione pletorica dello Stato i cui effetti sono tasse a livelli da fantascienza e debito ingestibile.

  3. LucaS

    Fossi il governo io non li ascolterei nemmeno finchè non licenziano almeno il 75% dei loro dipendenti… solo allora se mancano dei fondi per i servizi se ne può parlare! Ma finchè spendono cosi tanto per i loro dipendenti, molti dei quali totalmente inutili, ci credo che poi non hanno i soldi per le cose che servono. E poi vorrei capire chi li fornisce questi servizi e a che prezzo… l’ideale sarebbe privatizzare tutto comprandoli sul mercato con appalti regolari! Infine fondere tutti i piccoli comuni finchè non raggiungono almeno 10,000 abitanti: meno gente da mantenere e economie di scale!

  4. LucaS

    X Francesco_p

    Daccordissimo però senza trasferire i dipendenti pubblici da un ente ad un altro: vanno tagliati almeno iL 75% e si può fare tranquillamente senza tagliare i servizi: anzi proprio per non tagliare i servizi è necessario eliminare una volta per tutte gli statali.

  5. Modesto

    Il problema che la spesa corrente è incomprimibile. Le amministrazioni non hanno il potere di fare praticamente nulla. Devi solo aspettere che il personale vada in pensione. C’è la mobilità ma non l’ha mai paraticata nessuno. Quindi nella pratica le uniche cose che si tagliano sono gli investimenti. Noi stiamo tentando di vendere i beni del comune tra molte resistenze culturali, tutto per non essere strozzati dal patto di stabilità. Inoltre le amminiostrazioni sono costrette ad aumentare le tasse di quanto lo stato taglia i trasferimenti non avendo più spese comprimilili. Molto triste.

  6. Patriots

    Ok con i grafici delle competenze in uscita, ma cosa mi dite delle entrate ? L’IMU intanto non è forse come l’ICI di competenza comunale essendo l’impoista municipale unica?

    A casa fregoni! La pacchia stà finendo anche per voi. I giornalai di potere ignoranti come bbbbestie al pascolo non potranno fare nulla per difendervi contro una rete web attiva!

  7. Ma che razza di articolo è questo? Non di economia sicuro.
    Non si citano le fonti e non si descrivono i valori.
    Non si sa se si tiene conto dell’inflazione, della riduzione di trasferimenti dallo Stato agli enti locali. Non si tiene conto della validità o meno dei servizi offerti. Magari nel 2004 tanti comuni offrivano ben poco ai propri cittadini, oggi offrono tanti servizi per disabili, giovani, neonati, lavoratori in cerca di lavoro, ambiente, start up.
    Non nego che di sprechi ce ne siano tanti, ma fare un articolo così generico è populismo puro.

  8. Aggiungo un esempio: il comune nel quale vivo, ha un accantonamento di più di 2milioni di euro per garantire il patto di stabilità e che non può usare. Eppure a settembre farà fatica a garantire il servizio scuolabus.

  9. LucaS

    X Gianluca Aiello

    So di dirti cose che potresti ritenere assurde o anche offensive ma te le dico lo stesso: per me lo scuolabus non dovrebbe nemmeno esistere oppure non dovrebbe essere a carico dei contribuenti! Io farei cosi:

    1) Tanto per cominciare ogni 2 scuole ne chiuderei 1 in modo da contenere moltissimo le spese per gli stabili e il relativo personale, e per garantire la sicurezza (ci sono molte scuole non a norma e non del tutto sicure). Si può farlo tranquillamente riorganizzando gli orari: anzichè solo ma mattina si fanno 2 turni di insegnamento 1 alla mattina e 1 al pomeriggio fino a sera! Questa cosa si può fare DOMATTINA e ridurrebbe di molto le spese per lo scuolabus visto che l’hai citato.
    2) In prospettiva io abolirei proprio l’istruzione pubblica, a partire dalle medie quantomeno! Ognuno studia da casa sua tramite e-learning e a fine anno fa esami di stato standardizzati che ne attestano la preparazione. Sai quanti miliardi di euro si risparmierebbero in questo modo? Sai quanti statali finalmente potremmo licenziare liberando risorse per chi lavora davvero? Prima che pensi che io sia impazzito sappi che questo meccanismo lo stanno mettendo in piedi a livello universitario le più grandi università americane col mitico MIT in testa.. e se si può fare a quel livello farlo a livello di superiori e medie dovrebbe essere uno scherzo.

    PS L’unico modo di garantire servizi in quantità e qualità adeguate è spendere molto meno sul personale che molto spesso è totalmente inutile! E non parlo solo dei cosiddetti fannullani ma anche di gente che fa diligentemente il suo lavoro nella PA: semplicemente con le tecnologie attuali molti di loro sono inutili! Non sarà bello da dire ma è cosi! E per mantenere questa gente inutile 1) si massacrano di tasse, regolamentezioni ec… le imprese che stanno sul mercato 2) si rinuncia a occupare in attività utili milioni di persone che fanno parte della forza lavoro oltre che SPIAZZARE IL SETTORE PUBBLICO: se c’è lo stato che ti garantisce un lavoro con tutte le garanzie del caso e nessun dovere perchè darsi da fare a cercare un lavoro privato o fondare un’impresa….

  10. LucaS

    X Gianluca Aiello

    Dimenticavo: molti di quelli che tu chiami “servizi” spesso altro non sono che adempimenti di regole e certificazioni che lo stato stesso ti richiede di fare! E comunque li paghi con le tasse mica te li regala il comune di turno… Basterebbe che lo stato non ti rompesse l’anima richiedendoti tutte queste cose che non ci sarebbe bisogno di farle quindi avresti quello che tu chiami “servizio” a costo zero e senza bisogno di mendicarlo al burocrate di turno…

  11. Marco Tizzi

    @LucaS
    Luca, sei il solito moderato: io la scuola la abolirei.
    Oggi come oggi davvero non ha più senso, si insegnano un sacco di idiozie a gente che se è interessata si rende conto di essere presa per i fondelli, se non lo è comunque perde solo tempo.
    Un corso accelerato di lettura/scrittura in 2-3 lingue e per il resto basta indirizzarli sui siti giusti.

  12. LucaS

    X Marco Trizzi

    Fammi capire: per caso 6 d’accordo con me o ho capito male? Sinceramente non me l’aspettavo, in particolare su questo punto specifico. Comunque non è solo la scuola ma in pratica l’80% di quello che fa lo stato è totalmente inutile, e il 20% restante di utile (tipo sanità) si potrebbe privatizzare tranquillamente garantendo i diritti dei pazienti/consumatori riformando la regolamentazione e la giustizia per evitare abusi e disservizi mentre oggi chi li fa la passa franca e tutti a dire “hai visto il privato cosa fa… vedi caso Santa Rita”.
    Il problema è che c’è una quantità incredibile di persone che ci vive in quell’80% e che se dovesse trovare lavoro sul libero mercato o non lo troverebbe affatto o lo troverebbe a condizioni molto meno favorevoli di quelle attuali e i loro privilegi scandalosi li pagano quelli efficienti…. Perchè nessun politico, e in un certo senso nemmeno Giannino (per non parlare di Seminerio che non si è mai posto il problema e continua a menarla con la Germania e la BCE), ha il coraggio di dirle chiaramente queste cose loud and clear! Il Tea Party in USA per esempio non si vergogna affatto di fare la guerra agli statali (militari esclusi), anzi quasi se ne fa un “vanto”..

  13. Marco Tizzi

    @LucaS
    Be’ sul punto specifico certo che sono d’accordo. I regimi si fondano innanzitutto sulla scuola: secondo te perché esistevano i balilla e la gioventù ariana?
    Posso accettare che ci siano degli esami e delle licenze, anche se assolutamente non dovrebbero avere valore legale, ma cmq anche lì sarebbe difficilissimo stabilire dei parametri oggettivi.
    Ti ricordo che i nostri pargoli, come noi, imparano che le piramidi sono state costruite da orde di schiavi che spostavano le pietre facendole rotolare sui tronchi: il fatto che ciò sia tecnicamente impossibile passa in secondo piano.
    Io son stato costretto a bermela finché non ho cominciato a frequentare la biblioteca, oggi i ragazzini scoprono il bluff in 10 minuti.
    Questo è un esempio stupido che è però indicativo di come si ragiona: imposizione dall’alto.
    Di certo nessuno insegna a scuola che la nostra costituzione, come quasi tutte le altre, è assolutamente ridicola e che lo Stato non è nient’altro che un piccolo gruppo di farabutti che impongono con le armi (e qui non sono d’accordo: i militari sono i primi che non voglio pagare) il loro volere.
    Si da poi il caso che molti dei “grandi geni” degli ultimi 100 anni non sono laureati. Non è un caso. Per essere un “genio” devi uscire dal mainstream e se stai nel perimetro scolastico non puoi farcela.
    L’invenzione non fa parte dell’istruzione, sono concetti antitetici.

    Sulla sanità ho un forte dubbio, che mi deriva dalle mie discussioni con i medici: un mio caro amico (che lavora in una grossa struttura convenzionata) mi ha detto “noi siamo l’unico Paese al mondo dove il singolo medico non ha budget per salvare la vita ad una persona”.
    Questo mi piace?
    Sì, mi piace. Ma è tutto terribilmente difficile.
    Perché la sanità è l’unico settore dove la logica del profitto può portare alla decisione sulla vita dell’essere umano.
    Quindi ho molti molti dubbi.
    Giannino, Seminerio… il mercato in generale… Luca, l’unica risposta che voi non riuscite a darmi è alla seguente: nel mondo ci sono 200 milioni di disoccupati ufficiali, in forte crescita. Se ci mettiamo anche i non ufficiali è un numero spaventoso. Cosa facciamo fare a questa gente?
    Non accetto la risposta “ci pensa la mano invisibile” perché è fideistica e non credendo in nessun Dio non posso credere in qualcosa di invisibile.

    Nel frattempo c’è una sovracapacità produttiva nel mondo dei beni che è altrettanto mostruosa e la tecnologia sta facendo non passi, ma salti giganteschi avanti.

    Datemi una risposta sensata a questa domanda e potete annoverarmi tra i vostri adepti, possiamo serenamente perdere le elezioni insieme 😀

    P.S.
    Non è che ci sia molto da sorprendersi che tra un anarchico e un liberista ci siano punti di contatto… Rothbard c’era già arrivato, no?

  14. LucaS

    X Marco Trizzi

    1) Sulla scuola allora vedo che non solo siamo d’accordo ma che la pensiamo esattamente allo stesso modo. Il maggior danno della scuola pubblica infatti, oltre a costare molto e rendere un servizio pessimo (l’opposto di Corea e Finlandia che con poco sono sempre in cima alla classifica PISA… questo per chi dice che è perchè lo stato spende troppo poco), è proprio l’indrottinamento che ti fa! Aggiungici i media in mano alla casta e la cultura socialistoide che permea l’italia da decenni e il quadro è fatto.
    2) Hai centrato un punto che mi è non caro, di più! Quello della disoccupazione e della tecnologia che sta già rendendo/renderà moltissimi posti di lavoro obsoleti. Secondo me la chiave è proprio questa: la tecnologia ti consentirebbe di fornire beni e servizi di base a prezzi bassissimi ergo lo stato può fornirli ai più poveri senza pesare troppo su chi è più produttivo. L’esempio migliore è quello dell’istruzione: se con la tecnologia attuale (prevalentemente e-learning) posso offrire un servizio di qualità eccellente a tutti posso fare a meno di tutti quelli che attualmente sono pagati per farlo.. ergo più soldi a chi fa cose utili che assumerà di più e produrrà di più e meno a chi fa cose inutili … in una parola SVILUPPO! Ma è uno sviluppo che non distrugge la solidarietà e lascia indietro il 99% come i socialistoidi vorrebbero far credere! Se togli gran parte delle tasse e della regolamentazione e crei veri mercati competitivi allora il prezzo della maggior parte dei beni e servizi crollerebbe: in questo modo chi è efficiente e sta sul mercato ci guadagna un sacco e con poche tasse puoi pagare un welfare essenziale ma iperefficiente a chi è in difficoltà. E cmq per ricevere il welfare devi per es. fare dei lavoretti nella tua realtà dove vivi o impegnarti in riconversione professionale nuovi studi tramite e-learning per poter tornare competitivo nel mercato del lavoro.. altrimenti tutti vivrebbero di welfare! So che non tutto è cosi semplice me mi sembra l’unico modo possibile! Ovviamente per mettere in pratica il tutto è necessario abbattere le caste che prosperano di socialismo reale e riformare totalmente il welfare attuale che non sta e non può stare in piedi e in prospettiva liberalizzare totalmente la moneta in modo che la politica non possa controllarla mettendo in piedi un nuovo ponzi-welfare….. Sogno o son pazzo?

  15. Vincenzo

    @Marco Tizzi
    “Luca, l’unica risposta che voi non riuscite a darmi è alla seguente: nel mondo ci sono 200 milioni di disoccupati ufficiali, in forte crescita. Se ci mettiamo anche i non ufficiali è un numero spaventoso. Cosa facciamo fare a questa gente?”

    La pervasività dello Stato nel sistema economico ha fatto sì che nel pensiero della maggior parte della gente sia sparita la capacità di immaginare soluzioni differenti per l’occupazione.

    I miei nonni e anche i miei genitori, almeno fino a che io ho avuto 6-7 anni, avevano una colf a tempo pieno che addirittura risiedeva con loro, e il tutto, pur essendo benestanti, senza essere certo economicamente dei privilegiati (i miei genitori, quando la avevano, erano due impiegati pubblici – oooppps, però allora erano malpagati – con meno di dieci anni di anzianità).

    In altre parole pagavano poche tasse e creavano 48 ore settimanali, c’era ancora la settimana lunga, di lavoro.
    Io ne creo non più 24, qualche settimana fino a 30, ma sarei felicissimo di potermi permettere una colf a tempo praticamente pieno se lo Stato non mi massacrasse di tasse per pagare inutili burocrati.
    E ugualmente sarei felicissimo di passare qualche sera in più al ristorante, dando lavoro a ristoratori, cuochi e camerieri. O di farmi una settimana in più di vacanze, dando lavoro a tante persone nel settore del turismo.
    O di comprare qualche libro in più, dando lavori a scrittori, editori, tipografi, cartari.
    O di andarmi a vedere qualche spettacolo in più.
    Non c’è bisogno di inventare qualche cosa di nuovo, basta solo che la gente possa spendere i suoi soldi in cose che trova piacevoli perché quelle attività fioriscano.

  16. Marco Tizzi

    @LucaS
    Be’, Luca, sarà il caldo e l’estate, ma capita che oggi siamo proprio d’accordo su tutto…
    E’ fondamentale che si trovi un modo di dare una vita decente a chi davvero non riesce a trovare lavoro, perché questa sarà una situazione in cui ci si troverà sempre più spesso nel futuro: la gente aumenta e l’economia ne ha sempre meno bisogno.
    Allora trasformiamoli in consumatori in cambio di qualcosa: lavoro nel terzo settore, controllo della cosa pubblica (tipo: pensionato, vai e controlla i bilanci del comune!) o semplicemente formazione (vera e specifica, tipo: impara una cazzo di lingua e poi un’altra e vedrai che nel paese più bello del mondo un cazzo di lavoro nel turismo lo trovi).
    Il sistema danese funziona all’incirca così. E funziona.
    Fondamentale però che il welfare non sia, com’è oggi, “mantenere il tuo stile di vita anche se perdi il lavoro”, ma “vivi decentemente anche senza il lavoro”. Perché altrimenti chi lavora, come succede oggi, si incazza.
    Tutto questo (semplice, peraltro) marchingegno può essere gestito da privati, sono d’accordo. Di sicuro non voglio il Moloch armato in mezzo alle palle.

    Resta il problema della sanità e forse delle tasse, ma stai tranquillo che se restano solo DUE problemi riusciamo a risolverli nel tempo di una cena.

    Tra l’altro questo sistema aprirebbe la porta all’abolizione dei confini statali e alla creazione delle famigerate comunità senza moneta, che sono un po’ il sogno anarchico, ma comunque diciamo che anche solo così ditemi dove devo firmare (o chi votare).

  17. Enrica P.

    @lucaS
    D’accordo sulla pessima qualità e sugli sprechi della scuola pubblica, ma scusa la banalità della domanda: Dei ragazzini di 11-12-13 anni delle medie con chi stanno a casa a studiare con l’e-learning finchè i genitori sono per forza di cose a lavorare?
    E i contributi alla scuola privata li ritenete giusti?
    Sono stati dati solo perchè le scuole private sono per lo più cattoliche e non è che non ti indottrinino anche lì, anzi!
    La retta per una scuola media privata è di € 450,00 al mese, mi spiegate a cosa servono i contributi a queste scuole?
    Senza calcolare che ad accedervi sono solo i figli di papà che poi escono tutti convinti che la società sia fatta di lustrini!

  18. Marco Tizzi

    @Vincenzo
    Vincenzo, c’è un problema.
    Io non so che lavoro faccia lei, ma io di lavoro efficiento aziende: rivendo i processi, installo sistemi informativi, automazione.
    Quello che forse non riesce bene a capire chi non è del settore è che noi non creiamo “produttività”, come spesso si crede. Noi creiamo “disoccupazione”.
    Perché quando passiamo noi le persone non servono più, INDIPENDENTEMENTE dall’output.
    Quindi non è che noi abbiamo aumentato il rapporto output/lavoro, l’abbiamo reso infinito.
    Se lei ricomincia a spendere ci sarà più output, ma non ci sarà più lavoro. Ormai questa cosa (per moltissimi anni negata da tutti gli economisti) viene comunemente accettata: gli USA degli ultimi tre anni ne sono un grandissimo esempio.
    Si dice che i fattori della crisi siano quattro e che la “disoccupazione tecnologica” sia uno di questi. Gli altri sono: gli squilibri tra i Paesi; il bassissimo costo del denaro, con vistosi squilibri; il debito (soprattutto privato).
    Questi problemi non si risolvono col taglio delle tasse (che comunque serve).

  19. Ho esperienza semi-diretta di come i comuni amministrano i soldi dei cittadini. Il “modello Veltroni” consiste nel trasformare le amministrazioni cittadine in campagne elettorali continue, con spese concentrate in quei settori a forte valore mediatico aggiunto (es. inaugurazioni di cantieri che poi resteranno a marcire, poiché i soldi per completare i lavori verranno assegnati alla prossima inaugurazione). Outsourcing e sostituzione dell’ordinaria manutenzione con quella straordinaria una tantum sono altri sistemi con cui i comuni spendono e spargono foraggiando le solite clientele da cui poi rientra sottobanco “la stecca”.
    In questo senso la soluzione è una e una sola e non è né liberista, né socialdemocratica: ridurre le competenze dei comuni al minimo e gestire queste competenze intra moenia (altro che outsourcing!!). Finirla con le “notti bianche”, con le consulenze e con i comuni-palcoscenico per sindaci-superstar.

  20. silvia ferretto

    @Marco Tizzi
    La soluzione ce l’ho.Sterilizzazione di massa dopo il primo figlio..Scherzo ma non troppo.Il Problema del mondo nei prossimi anni sara’ proprio la sovrapopolazione soprattutto concentrata dove le risorse umane sono meno qualificate.Sono dell’idea che presto o tardi si dovra’ ragionare seriamente su un controllo delle nascite.E non solo nei paesi poveri.Un anziano motivato,aggiornato nel proprio lavoro,con un alto livello di preparazione puo’ contribuire al benessere del suo paese molto di piu’ di un giovane senza titolo di studio o mestiere.Sono assolutamente in disaccordo con quelli che dicono piu’ nascite piu’ benessere o viva l’emigrazione per sostenere il Paese.

  21. Marco Tizzi

    @silvia ferretto
    Cara signora o signorina Silvia, il controllo delle nascite c’è in Cina da parecchio tempo.
    E lo dico proprio a titolo di esempio: il solo concetto di “controllo” prevede un controllore. Quel controllore, per essere efficace, deve essere armato.
    Che è la definizione di Stato.

    Meno libertà non è mai una soluzione.
    Se esiste (ed esiste) una sovraccapacità produttiva di beni e di servizi il problema non è certo la popolazione.
    Il problema è semmai far sì che, in qualche modo, la domanda sposi l’offerta.

  22. Francesco

    @Gianluca Aiello
    I servizi dei comuni? Dove sono? Nei suoi sogni? Vivo in questo paese e mi sembra che più soldi si sono pappati i comuni meno servizi al cittadino. Non danno nemmeno più gli insegnanti di sostegno per i bambini disabili. VERGOGNA! Dipendenti pubblici parassiti: a zappare la terra!

  23. Francesco

    @silvia ferretto
    Lei si è fatta un bicchierino di troppo. Meno nascite? E chi le paga le pensioni? Chiediamo a vecchietti di 80 anni di tornare lavorare? Magari con un contratto di apprendistato ah!

  24. Vincenzo

    @Marco Tizzi
    Quello che Lei diceè vero. Ma la tecnologia può sostituire l’uomo solo in alcuni campi. Dubito che una macchina possa preparare una buona cena. E gli azionisti dell’azienda che tramite l’innovazione tecnologica avranno più profitti andranno a spendere quei profitti in un ristorante. In sostanza si tratta di trasformarsi da operai alla catena di montaggio in cuochi

  25. marcomaria

    Mi spiace confermare che il”nucleo” Comune e’ parte del “tumore” Italia (sempre escludendo le dovute eccezioni).Gli occhi li abbiamo o continuiamo ad essere un popolo di ipocriti?Nel mio Comune di residenza (provincia di milano),applicando le direttive europee, hanno creato le rotonde spartitraffico con costi documentati assurdi, asfaltato strade piu’ volte senza una reale necessita’, hanno rifatto la piazza principale dopo 40 anni onorati e ignorando la decisione popolare con una spesa tripla ed utilizzando societa’ subordinate con conseguente lievitazione dei prezzi, assunti vigili in modo esponenziale, ecc.ecc.I soldi li hanno in abbondanza e li spendono in modo assurdo,quindi la finiscano di piangere miseria.No comment…….Marco.

  26. Marco Tizzi

    @Vincenzo
    Ripeto: il taglio delle tasse serve, libera risorse e crea (un po’) di occupazione, ma – per seguire il suo esempio – se prendiamo 5000 operai della Fiat e li trasformiamo in cuochi tocca magnare tutti al ristorante tutti i giorni se no quelli non magnano.
    E a me cucinare piace, mi spiacerebbe essere costretto al ristorante 🙂

    Mi riallaccio a quello che dicevo sopra a Luca: per me in economia si può liberalizzare tutto, cancellare quasi tutte le leggi e regole, ma serve un sostegno al reddito (in cambio di qualcosa) per chi non ha lavoro.
    Danimarca, Germania, Olanda… quel mondo lì, per intendersi.
    Tutto qui.

    Poi penso che questo crei debito pubblico, ma non penso che il debito pubblico sia un problema, quindi in questo sono a quanto pare più unico che raro.
    Ma tralasciando questo dettaglio, secondo me un movimento che mette su un piatto un reddito di cittadinanza e sull’altro una libertà assoluta (anche sociale) con una riduzione di tasse (magari di scopo) oggi come oggi in Italia fa bingo.

  27. Emanuele

    Mi sa che molti (direi in realtà TUTTI) che scrivono qui non sappiano gran che di finanza pubblica locale . . . prima di scrivere certe corbellerie (per usare un termine non scurrile), bisognerebbe pensarci due o tre o quattro volte. . . Ma del resto questo è un blog non professionale, perciò ciò che accade è concesso. Il problema, purtroppo, è che ciò che è scritto qui rappresenta, molto spesso, lo spaccato del dibattito di chi, invece, dovrebbe conoscere a menadito la materia 🙁

  28. Claudio Di Croce

    Se nei comuni -come in tutti gli enti pubblici – si licenziassero un terzo dei dipendenti e si imponesse ai rimanenti di LAVORARE, i cosidetti servizi ne avrebbero un vantaggio in termini di efficenza e utilità per i sudditi .

  29. silvia ferretto

    @Francesco
    Mai stata cosi’ sobria..Spero di lavorare fino ai 70/75anni,continuando a mantenermi al passo con i tempi.Non ho pensione e non l’avro’ mai.Preferisco costruirmi da sola la mia assicurazione di vecchiaia.Non dipendo da nessuno.Sogno un Paese dove ognuno guadagni per quello che lavora e metta da parte in proporzione ai suoi sforzi.Dato che in Italia non e’ possibile me ne sono andata.Mio padre a 73anni lavora (non in nero) ed e’ in ottima forma. Sono stufa di sentir dire che a 70anni si e’ vecchi e che servono giovani per pagare le pensioni.

  30. LucaS

    X Enrica

    1) Tanto per cominciare devo ammettere di non conoscere in modo dettagliato come funziona il sistema dei contributi alle scuole private. Se non ho capito male si tratta semplicemente di dare alle scuole private, in base al numero di iscritti che hanno, esattamente i soldi che lo stato avrebbe speso se anzichè alla scuola privata i loro iscritti avessero frequentato le scuole pubbliche quindi per lo stato è un’operazione a costo zero. Se non è cosi mi scuso ma ho ammesso la mia non perfetta conoscenza in materia: non sono uno di quelli che vuole fare l’esperto di tutto anche di ciò che non conosce!
    In ogni caso per me la scuola va totalmete privatizzata! Lo stato non deve avere insegnanti, bidelli, burocrati scolastici assortiti e un sacco di immobili fatiscenti a bilancio… tutto in mano ai privati e lo stato paga ai meno abbienti una somma ragionevole per garantirgli il diritto allo studio (con l’e-learning sarebbe gratis!). Al limite lo stato definisce le linee guida, i programmi da seguire e si occupa di certificare l a tua preparazione con esami standartizzati a fine anno per evitare i votifici e soprattutto pubblicando tutti i risultati in modo da eliminare le asimmetrie informative tra la domanda di istruzione e chi la fornisce… cmq considero la didattica tradizionale troppo costosa e poco efficiare. Per me l’e-learning non è solo molto meno costoso ma anche più efficace e, per ovvie ragioni, facilmente fruibile! Io stesso l’ho provato e mi sono trovato perfettamente! Quindi lo stato potrebbe con badget ridicoli fornire corsi e-learning di base lasciando poi ai privati il lavoro ulteriore di perfezionamento….
    2) Dove vanno i bambini? Ma dai! Guarda che se è per questo le medie quando le facevo io finivano all’1 se non ricordo male e chi lavora la mattina in genere lavora anche al pomeriggio… I nonni, gli zii fanno benissimo al caso e poi un ragazzino di 12-13 anni può stare benissimo anche da solo per qualche ora… Al limite si può pensare di vincolare il sussidio di disoccupazione per tanti che ce l’hanno a passare 2-3 ore per 2.3 giorni la settimana con questi bambini in plessi pubblici e sorvegliarli o fare attività assieme… Sono solo le prime cose che mi vengono in mente ma non credo proprio sia un problema! Se la metti cosi allora diciamo che con Ryanair non hai la qualità o i servizi che altre compagnie ti danno ma spendi enormemente meno… lo stesso con la mia proposta e visto che per permetterci questi “lussi” stiamo massacrando le imprese e depredando il patrimonio della gente direi che ci possiamo anche rinunciare senza fasciarci la testa… o sbaglio?

  31. marco

    Eh già, i politici usano i nostri soldi per essere rieletti, gran brutto mestiere….ma sempre meglio che lavorare, tanto ai fornitori basta poi far presente che arriva natale e magari pure le ferie (un resort gratis non fa schifo a nessuno)
    Rimedio? taglio dei politici e MERITOCRAZIA

  32. LucaS

    X Marco Trizzi

    Anche nella sanità tanto per cominciare una migliore organizzazione e modalità di erogare i servizi ma soprattutto la tecnologia potranno avere impatti molto forti in termini di risparmi. Pensiamo ad es. solo all’ultima tecnologia in fase si sviluppo/implementazione: cartelle informatiche personali con tutta la tua storia medica, tutti i tuoi dati passati e quelli attuali… in modo che chiunque ti visita con un clic accede ad informazioni che richiederebbero molto più tempo (e quindi denaro) da ottenere e probabilmente nuove analisi… Poi ho letto che alcuni software possono già oggi fare a costo enormemente inferiore e in modo migliore e più affidabile alcuni lavori che oggi sono svolti da medici ben pagati come quelli che leggono le lastre…. Poi ho letto di Watson il computer ad AI della IBM che dovrebbe essere impiegato in campo sanitario… Ho letto di un ospedale in Inghilterra dove alcune mansioni tipo somministrare pillole e trasportare alcune cose sono automatizzate consentendo un dimezzamento del personale addetto a queste mansioni (30 posti di lavoro e relativi costi scomparsi..) Per non parlare poi dei robot che assistono gli anziani e che in prospettiva potranno sostituire le badanti o le case di riposo consentendo risparmi ingenti per le loro famiglie… Insomma secondo me in questo campo la tecnologia può aiutare veramente tantissimo e considerando il trend demografico e le spese sanitarie direi che serve come il pane.

  33. Vincenzo

    @Marco Tizzi
    Ho detto cuochi ma avrei potuto dire qualsiasi altra attività legata a servizi che consumeremmo di più se non dovessimo pagare stipedni a burocrati inutili.
    A me non dispiacerebbe avere una colf a tempo pieno, cosa che i miei nonni e i miei genitori si sono potuti permettere grazie al fatto che pagavano molte meno tasse di me.
    A parte che poi ci sono mestieri come idraulico, falegname, elettricista, utilissimi e anche remunerativi che nessuno fa più perché tutti preferiscono la poltrona da impiegato comunale.
    D’accordo al sostegno al reddito soprattutto per chi perde il lavoro ma solo se poi accetta qualsiasi lavoro gli venga offerto compreso cogliere pomodori e a condizione che, a fronte di tale sostegno svolga compiti di pubblica utilità (pulire le strade, accompagnare i bambini a scuola, ecc.)

  34. LucaS

    X Vincenzo

    Confermo tutto quello che le ha scritto Marco Trizzi che anzi secondo me è stato abbastanza conservativo. La gente davvero non ha idea di cosa sia in grado di fare e soprattutto farà la tecnologia e degli effetti devastanti che questa avrà… mi creda sono davvero molto pochi i posti di lavoro a prova di tecnologia se parliamo di libero mercato. E soprattutto la situazione di crisi in cui siamo unitamente alle sempre maggiori regole e oneri relativi ai dipendenti stanno rendendo la tecnologia sempre più competitiva: per restare competitive le aziende aumentano il loro livello tecnologico e questo riduce occupazione e dunque domanda in che peggiora le cose e induce altre aziende ad efficientarsi in questo modo… La sempre maggiore domanda stimola la relativa offerta (approposito guardi come stanno andando le aziende softeristiche e di servizi ICT in questi ultimi anni… con IBM in testa) e lo stato peggiora ancora il problema mettendo ancora nuove tasse e regole e rendendo cosi il lavoro umano ancora più sconveniente rispetto alla tecnologia….. Per es. io credo che la nuova controriforma sanitaria in america aumentando i costi a carico dei datori di lavoro sia un’enorme stimolo per le società tecnologiche e di automazione… Se ha qualche ora di tempo dia un’occhiata al libro “Lights in the tunnel” di Martin Ford: li le dimostrerà numeri alla mano che la stragrande maggioranza dei posti di lavoro sono gli stessi di 40 anni fa: segretarie, commesse negozi, cassiere, trasportatori, insegnanti… tutte cose abbastanza facilmente automatizzabili o sostituibili con varie tecnologie informatiche.. per es. con l’e-learning cosa farebbero i MILIONI di insegnanti che verrebbero spiazzati? Tutti a fare i cuochi? E per chi dato che la domanda calerà parecchio (questi milioni di persone avrebbero un potere d’acquisto molto inferiore a prima vivendo di sussidio..). E i 2-3 MILIONI di lavoratori della Foxxcon che a breve verranno rimpiazzati da robor, e i MILIONI di impiegati in fast food o in supermercati come cassieri che verranno sostituiti da chioschi e casse automatiche? E i MILIONI di persone addette allo spostamento di merci e al trasporto come faranno coi sistemi messi a punto da KIVA e alla recentissima self driven auto sviluppata da Google? Mi creda potrei continuare molto a lungo…
    Per es. rispondendo ai suoi esempi: 2 mesi fa ho visto un servizio su un ristorante tedesco che in pratica ha automatizzato completamente il servizio ai tavoli riducendo dell’80% la necessita di cameriere e il proprietario dice che la spesa la ammortizzerà in 2-3 anni massimo: oppure ho letto di una catena di sushi (approposito che schifo!) giapponese dove tutta la fase di cucina del cibo è completamente automatizzata e ciò le ha consentito di fare profitti pur con prezzi molto contenuti surclassando la concorrenza.. Come vede i 2 tipi di lavori che lei ha citato non sono affatto a prova di tecnologia e non di quella futura che verrà ma già di quella presente!

    X Marco Trizzi

    Io credo dovresti leggere quel libro perchè propone come gestire e risolvere il problema anche se io non sono d’accordo con la loro soluzione!

  35. LucaS

    X Vincenzo:

    In merito a chi raccoglie frutta e verdura e nel mondo sono tantissime persone: esistono già oggi dei sistemi automatizzati di raccolta in grado di riconoscere il grado di maturazione e raccogliere solo la frutta matura….. Pensi solo a quante persone, soprattutto immigrati qui in Italia, vivono di questa occupazione! E non è solo un problema economico: per es. qui a Mantova ci sono molti musulmani che raccolgono i meloni ma siccome c’è il ramadan non possono bere di giorno e rischiano di stare male….. la tecnologia è troppo superiore all’uomo medio non solo in termini di costo ma proprio e direi soprattutto di efficienza e qualità! Idem per il settore dell’allevamento: in America sono in commercio tecnologie incredibili che di fatto automatizzano completamente certe fasi produttive a livelli davvero impensabili…. Che lavori farebbero tutte queste persone che verrebbero rese obsolete? Oggi la loro sostituzione sta procedendo a velocità incredibili e in Italia siamo ancora agli inizi rispetto ad altri paesi quindi non abbiamo ancora visto niente… Marco Trizzi puoi confermarmelo perfavore?

  36. Vincenzo

    @LucaS
    Na è possibile che gli esempi debbano essere presi per oro colato. Certo che non faremo tutti i cuochi o i raccoglitori di meloni. La tecnologia serve per produrre di più e liberare la forza lavoro dandole più tempo libero (mi sembra che nell’ottocento di ferie e di fine settimana lunghi non se ne parlasse) ma soprattutto la possibilità di sviluppare nuove attività.
    Nel settore dello spettacolo, ad esempio, fino a poco più di un secolo fa c’erano solo i teatri con attori e orchestre. La maggior parte di coloro che operavono nel settore facevano la fame (vedasi Mozart, il più grande genio della storia della musica).
    Pensi oggi a quanti vi lavorano, includendo anche cinema, televisione e sport. E moltissimi fanno soldi a palate (Paul McCartney è uno degli uomini più ricchi d’Inghilterra, i calciatori hanno ingaggi stratosferici). Sarebbe stata possibile una simile crescita del settore senza tecnologia? E cosa è lo spettacolo se non un modo di redistribuire redditi?
    E quante persone lavorano oggi nel mondo del turismo? Ci stavano i resort all-inclusive nell’ottocento?
    La storia dell’uomo è sempre stata la stessa: chi rimane a fare i vecchi mestieri progressivamente perde reddito, sia per lo sviluppo tecnologico che per i cambiamenti del mercato. Pensi a quanta gente c’era, al tempo dei Romani, che produceva gladi, elmi e corazze. Esistono ancora?
    Il genere umano è progredito attivando la fantasia, la creatività, cose che lo hanno portato a sviluppare nuove attività e prodotti che prima, semplicemente, non esistevano.
    Il danno più grosso che ha fatto la mentalità statalista prevalente in gran parte del mondo occidentale negli ultimi anni è stato proprio quello di ottundere fantasia e creatività facendo credere alla gente che l’unico modo per “ditribuire” il reddito sia quello di prelevarlo forzosamente dalle tasche dei produttori per redistribuirlo pagando burocrati inutili.

  37. Paolo

    Poche parole… conosco bene la Regione Emilia Romagna, 4000 e passa impiegati che svolgono il lavoro di 1000 (o forse meno).

    Getto un piccolo brandello di carne nella gabbia delle bestie feroci: In RegioneER ci sono 21 postini che gestiscono meno di 1 Kg di posta al mese a testa.

    Ma di cosa stiamo parlando ?

  38. LucaS

    X Vincenzo

    Io non discuto quello che dici semplicemente non credo che i milioni di persone che nei prossimi anni verranno spiazzati dalla tecnologia potranno trovare un impiego o cmq molti di loro… Se questo avverrà calerà la domanda e ci saranno meno soldi per tutti gli altri lavori compresi turismo e spettacolo….

  39. Vincenzo

    @LucaS
    e anche X Marco Tizzi

    In ogni caso ciò che ho scritto non significa comunque che l’eccesso di investimento in tecnologia non c’entri niente con la crisi.
    Il credito troppo facile concesso negli ultimi anni dalle banche con l’avallo e anzi con la spinta degli Stati (ricordiamoci che i mutui sub-prime furono la conseguenza diretta della scelta politica di Clinton prima e Bush poi di fare diventare tutti gli americani proprietari della loro casa) ha portato con certezza ad investimenti sbagliati, tra cui alcuni possono tranquillamente essere quelli in tecnologia. Nella fase di crisi, conseguente ad un eccesso di investimenti insostenibili, tali cattivi investimenti vengono distrutti.
    Che keynesiani, MMTer’s, socialisti vari non comprendano il concetto di vero risparmio confondendolo con il saldo sul conto corrente può anche non meravigliare, ma mi sono spesso meravigliato che questo concetto risulti un po’ ostico anche ai frequentatori di blog di natura liberale e liberista.
    Faccio un piccolo e stupidissimo esempio di come uno può risparmiare senza modificare assolutamente i suoi flussi di cassa.
    Se uno ha in tasca 500 euro può andare a comprarsi un, perlopiù inutile per il 99 % delle persone, i-phone o andarsi a comprare un 20-30-50 libri con cui ampliare le proprie conoscenze.
    Nel primo caso ha consumato, nel secondo ha risparmiato in quanto ha investito in formazione che tornerà utile in futuro.
    Comprando l’i-phone avrebbe fatto lavorare tutti gli addetti a quella catena (dipendenti della Apple e sub-fornitori, rivenditori di telefonini), comprando libri fa lavorare scrittori, editori, tipografi, librai, addetti alla produzione di carta, tra l’altro con una distribuzione del reddito molto più omogenea.
    Tra l’altro i l’i-phone, le cui funzioni sono inutili se non come gioco – ma invece di giocare è meglio leggere – per il 99 % delle persone, tra 3, 4, 5 anni finirà nella spazzatura. I libri non finiranno nella spazzatura ma resteranno come patrimonio per figli e nipoti. E se uno ha già l’i-phone non ne compra un altro, mentre di libri non se ne hanno mai troppi.

  40. giuseppe 1

    @Vincenzo
    I mestieri che dice Lei normalmente i Padri li trasmettevano ai Figli.
    Non perché fosse strettamente necessario, ma perché era la soluzione più naturale. Se oggi i Figli rifiutano di fare quel che hanno fatto i Padri, qualche motivo ci sarà. Non si fermi alle apparenze. Non sono così remunerativi come sembra (almeno in molti casi) , non così appaganti socialmente. E forse i Figli rifiutano l’idea di dover essere schiavizzati , torturati psicologicamente, messi alla berlina da quattro ignorantoni analfabeti e presuntuosi, Per un pezzo di pane vale la pena essere alla mercé degli uomini del Fisco? O alla mercé della Gdf, che in qualsiasi momento può entrare armata in casa tua e buttarti tutto all’aria. Non varrebbe la pena nemmeno se guadagnasero il doppio di uno spazzino. Il problema è che spesso guadagnanola metà.

  41. Marco Tizzi

    @Vincenzo
    Non so, Vincenzo, mi pare un po’ luddismo questa sua e lo dico avendo tantissimi libri e non avendo un iphone.
    Comunque il discorso sarebbe valido solo ed esclusivamente per il mercato retail, perché in ambito aziendale ancora si investe semmai troppo poco in tecnologia, altroché, soprattutto in Italia perché gli imprenditori, che sono quasi sempre delle bravissime persone, hanno il terrore di licenziare perché sanno che non c’è un vero scudo che si occupi di chi è rimasto senza lavoro.
    Ho lavorato per tanti anni per i tedeschi e l’imprenditore tedesco è più sereno perché dice “pago tante tasse, se licenzio se ne occuperà lo Stato”. Da noi non succede.

  42. LucaS

    X Marco

    Da te che ci lavori e 6 più esperto di me: le mie previsioni abbastanza catastrofiste per il mercato del lavoro sono realistiche (nel medio-lungo periodo ovviamente non domattina) oppure no? Grazie.

  43. Luigi F.

    @Gianluca Aiello
    Ottimo.

    Allora un sempio lo faccio anch’io.

    Alcuni mesi fa parlavo con l’assessore alla scuola del comune dove mando i miei figli a scuola e mi diceva di non riuscire a gestire il servizio scuolabus visto i suoi costi crescenti. La colpa la imputava ai genitori che
    1) pretendono lo scuolabus anche se i figli possono andare a scuola a piedi, vista la vicinanza.
    2) Non accettano nenache i mezzi alternativi. Nel comune esiste una strada ferrata locale che guarda caso passa attraverso tutte le frazioni, e si ferma a non più di 200 metri da ogni plesso scolastico del comune.
    Proposta del comune “usiamo il treno con servizio di accompagnamento dei ragazzi da parte di volontari, ci sarebbero nonni o genitori sicuramente disponibili ed organizzabili”
    Risposta delle madri trepidanti: “E quando piove?”
    Piccolo parere generale:
    I servizi non vitali scuolabus, mensa scolastica ecc. o li paghi o niente.
    Si devono aiutare solo i poveri, ma quelli veri non quelli che non pagano la retta scolastica e poi li si vede all’uscita con la BMW serie 5 ultimo modello o il figlio di 9 anni con lo smartphone di ultima generazione

  44. Marco Tizzi

    @LucaS
    Davvero, Luca, ci troviamo d’accordo al 100%. La gente non serve più alle aziende. Potrei farti esempi pratici, ma capirai che sono tenuto alla riservatezza. Però fidati: di persone ce n’è sempre meno bisogno.
    Io vedo tutti i giorni costi industriali dei prodotti più disparati e quando leggo da qualche parte che “dobbiamo ridurre il costo del lavoro per essere più competitivi” mi faccio delle grasse risate: il costo del lavoro non conta nulla sul costo industriale. Tanto è vero che Germania, USA e Giappone sono tutti più competitivi con un costo del lavoro (inclusissimo tasse) più alto.
    E vogliamo parlare dell’agricoltura? Quel cretino di Latouche dice che dobbiamo smettere di usare il petrolio perché così torniamo a zappare la terra. Dobbiamo commentare?
    Una macchina oggi fa il lavoro di centinaia di persone anche solo un secolo fa in agricoltura.
    E anche per quanto riguarda i servizi l’automazione di processo fa saltare in aria il banco e la virtualizzazione della supply chain rende tutto talmente efficiente che contano solo ed esclusivamente i soldi.
    D’altra parte che l’economia stia diventando capital intensive (con capital finto, oltretutto) da labour intensive non è proprio una novità dell’ultim’ora.
    Fai conto che ormai la robotica è entrata pesantemente anche in chirurgia, già oggi si possono fare tele-operazioni manovrando le macchine via internet a lunghissima distanza. E la sanità è il settore che più di tutti ha ancora spazio per l’ingegnerizzazione!
    Questo è IL problema, che diventerà più pesante ogni mese che passa perché la ricerca sta davvero correndo come non mai. Anzi, ho il sospetto che la stiano frenando, perché le applicazioni delle nanotecnologie e anche solo del grafene possono essere fin troppo sconvolgenti.
    Se poi nel frattempo noi ci siamo anche infilati in una contrazione di domanda aggregata globale, ti saluto! Non sappiamo più dove mettere la roba.
    Purtroppo l’economia capital intensive è molto meno elastica in termini di prezzi perché gli asset vanno in ammortamento, quindi i prezzi non possono scendere quanto dovrebbero (vedi mercato dell’auto: oggi un’utilitaria dovrebbe costare 5-6 000 euro, il resto sono impianti inutilizzati e gente pagata senza lavorare).
    Insomma, 42 anni dopo saremo costretti a dare ragione ad un genio:
    We must do away with the absolutely specious notion that everybody has to earn a living. It is a fact today that one in ten thousand of us can make a technological breakthrough capable of supporting all the rest. The youth of today are absolutely right in recognizing this nonsense of earning a living. We keep inventing jobs because of this false idea that everybody has to be employed at some kind of drudgery because, according to Malthusian-Darwinian theory, he must justify his right to exist. So we have inspectors of inspectors and people making instruments for inspectors to inspect inspectors. The true business of people should be to go back to school and think about whatever it was they were thinking about before somebody came along and told them they had to earn a living. (Buckminster Fuller)

  45. Angelo C.

    Io vado controcorrente:
    credo che sarebbe molto più utile abolire le Regioni mantenendo le Province a cui verrebbero girate le competenze regionali.
    Io sono Emiliano e la situazione terremoto rafforza questa mia idea: ma mi spiegate cose ne può sapere (o forse cosa gli può interessare) alla regione, che sta chiusa nei suoi uffici di Bologna, del piccolo comune Piacentino o Riminese (per citare gli estremi della mia regione)?
    Se alle province fosse dato pieno potere sui loro territori sicuramente riuscirebbero a prendere decisioni molto più consapevoli e celeri, di quanto possa fare una Regione.
    OVVIO CHE LE REGIONI ANDREBBERO ABOLITE PER POTER ELIMINARE COMUNQUE DEI CAPITOLI DI SPESA IMPORTANTI: SI PENSI SOLO HAI FARAONICI PALAZZI SEDI DI REGIONE….MILIONI DI EURO BUTTATI

  46. LucaS

    X Luigi F.

    Pensa che nel mio comune in provincia di Mantova (non dico quale per carità di patria) i vecchi hanno il coraggio di lamentarsi perchè il comune non gli paga più le vacanze in albergo come tutti gli altri anni…. ma ti rendi conto….. e poi se ne escono dicendo che non riusciranno a garantire i servizi essenziali: è una buffonata bella e buona!

  47. Vincenzo

    @Marco Tizzi

    Non sono luddista, anzi sono favorevole alla tecnologia in azienda perché libera risorse umane per fare altre cose. Era il suo di intervento, quando asseriva che la tecnologia sta facendo perdere posti di lavorom, che piuttosto mi sembrava luddista.

    La questione i-phone vs. libri l’ho posta in questi termini, che provo ora a semplificare:
    – la crisi nasce da investimenti sbagliati, promossi dal credito facile, non supportati da risparmi reali
    – si confonde il deposito sul c/c con il risparmio reale
    – il risparmio reale non è un accumulo di soldi sul c/c bensì una spesa non destinata a consumo immediato (l’i-phone) ma al miglioramento delle proprie capacità (i libri); lo stesso vale per le aziende, mutatis mutandis
    – è anche possibile che, tra gli investimenti sbagliati, vi sia la troppa tecnologia, il passaggio da labour-intensive a capital-intensive dal momento che ciò riduce la flessibiltà dell’azienda, come ha osservato in un commento successivo.
    Sul concetto di guadagnarsi da vivere (la frase di Fuller) il punto da comprendere è che non necessariamente guadagnarsi da vivere significa lavorare in una fabbrica di auto o di merendine. Significa svolgere attività che producano un qualche cosa di desiderabile dagli altri (e gli ispettori degli ispettori non svolgono questo tipo di attività desiderabile). Un ricercatore, ovvero una persona che ritorna a scuola, svolge una attività desiderabile per gli altri.

    X Giuseppe1

    Io, quando chiamo l’idraulico, aspetto giorni e pago una fortuna, non so Lei. E’ vero che gli artigiani vengono schiavizzati dall Stato ma ciò avviene perché lo Stato, attraverso il lavaggio del cervello, ha convinto i figli di altri artigiani a non seguire le orme dei padri e a farsi assumere come bidelli nelle scuole per cui gli artigiani rimasti devono mantenere quelli che altrimenti sarebbero anc’essi stati artigiani

  48. Ugo Pellegri

    Da tempo mi chiedo che senso ha che la gestione e la manutenzione degli edifici scolastici siano demandati agli enti locali (comuni e provincie). Non sarebbe meglio che fosse la pubblica istruzione, che utilizza tali edifici ad esserne responsabile? In una simile soluzione i presidenti delle provincie non potrebbero fare il ricatto che stanno facendo in questi giorni, non può iniziare l’anno scolastico, in compenso le responsabilità sarebbero più chiare.
    Mi chiedo anche perchè un cittadino di una regione ha difficoltà ad ottenere l’assistenza sanitaria in un altra regione. Non mi pare che sia costituzionalmente corretto quanto succede.
    Concludo: siamo proprio sicuri che la scelta delle autonomia sia la migliore, tenendo anche conto che sono sicuramente più soggette alla nefasta influenza delle clientele?

  49. Marco Tizzi

    @Vincenzo
    No, ma vede, forse non riesco a spiegarmi: per me che la gente non lavori in azienda a svolgere attività ripetitive e noiose è una splendida notizia! Solo che questo significa meno occupazione PER COME INTENDIAMO OGGI L’OCCUPAZIONE.
    Poi concordo con lei (e con Luca) che se rendiamo “occupazione” delle attività utili (ricerca, controllo sulla politica, terzo settore… inventate, aggiungete, mi va bene tutto), allora sbrogliamo la matassa.
    Sul fatto che la tecnologia sia meno flessibile del lavoro umano c’è tanto da discutere, ma non credo sia questa la sede e davvero potremmo andare avanti per mesi. Magari ci troviamo davanti a una birra e ne parliamo 🙂
    Nel suo esempio, però, i libri mi sembrano più asset che “risparmio”! Sbaglio?

  50. romeo

    a me sembra di vedere che persone capaci in politica non ce ne sono. nei libri ci sono le informazioni di trenta anni fa.
    ancora un 15% di tasse in più e possiamo chiamare questa forma di governo con il nome
    DITTATURA

  51. Baro

    il problema dei sindaci è psicologico , o forse psichiatrico secondo alcuni …
    una volta eletti e indossata la fascia tricolore , si sentono tutti dei piccoli padreterni , cominciano a promettere e purtroppo a mantenere , si industriano in fantasie di cambiamenti viabilistici , piani di sviluppo del territorio , costruzione di case e strade , rondo’ e impianti sportivi , come avessero la famosa borsa di “Giuda” a disposizione …
    i risultati sono sotto gli occhi di tutti , i debiti fatti magari con derivati anche nei comuni senza lo straccio di un ragioniere che capisca qualcosa di finanza nè pubblica nè privata , scempio di strade e territori , agglomerati disumani costruiti senza nessuna logica e il piu’ delle volte da abbattere ……….
    fermiamo questi piccoli despoti , tagliamo loro soldi e possibilita’ di distruzione ….

  52. LucaS

    X Marco

    Hai ragione è un tema troppo ampio… cmq una parte di me è consapevole di quello che hai scritto come conclusione cioè che dobbiamo ripensare al fatto che tutti debbano avere un lavoro per guadagnarsi da vivere perchè anche volendo diverrà impossibile, ma un’altra parte di me proprio non riesce ad accettarlo, lo rifiuta categoricamente! So che sarà sempre più vero ma temo diverrà la giustificazione per un’espansione incontrollata e insostenibile del welfare (non come lo intendiamo noi cioè dare i beni/servizi di base spendendo poco e vincolandoli comunque a fare qualcosa per incentivare ad uscire dal welfare ma creando vere e proprie dipendenze e trappole..) e poichè moltissime persone dipenderanno da questo, molte più rispetto ad oggi, il gravissimo pericolo è il ritorno al socialismo-reale con un forte potenziamento dei potere e dell’invasività dello stato che a quel punto non avrebbe più niente in grado di ostacolarlo e limitarlo… In USA sotto Obama purtroppo sta già avvenendo… 3 giorni fa ha detto agli imprendotori che “se hanno fatto fortuna loro non hanno alcun merito ma devono tutto allo stato”… 4 anni fa gli avrebbero tirato pomodori oggi purtroppo queste idiozie socialistoide stanno infettando anche il motore del progresso tecnico-scientifico cioè gli USA… Sono molto preoccupato!

  53. Marco Tizzi

    @LucaS
    La chiave forse sta nel far gestire tutto questo “welfare” da privati.
    Leggi: iperspinta al terzo settore sotto forma di detassazione ai finanziamenti e agli impieghi.
    Comunque costerebbe meno.
    Fai conto, però che il welfare “alla tedesca” è accettabile anche dai liberisti duri e puri.
    Ti racconto una storia: una mia amica messicana ha vissuto 12 anni qui a Milano e adesso si è sposata con un tedesco ed è andata a vivere a Berlino.
    Per accedere ai sussidi lei deve:
    – non possedere nulla (casa, auto, nulla)
    – avere un livello bassissimo di soldi nei conti correnti (vengono controllati anche quelli italiani)
    – fare un corso di tedesco di 4 ore al giorno con un esame di livello superiore ogni 3 anni (se non passi l’esame niente sussidio)
    Il sussidio consta in circa 350 euro al mese + le pagano direttamente la sua metà dell’affitto e delle bollette.
    Capisci che è difficile dire in questo modo che col reddito di cittadinanza “la gente starebbe a mangiare pastasciutta tutto il giorno” come disse la Fornero, facendomi girare non poco i maroni.
    Certo che finché continuiamo a dire ai ragazzi che devono tutti laurearsi epr fare “i manager” non ne usciamo: in Germania non esiste un lavoro “inadeguato”, su questo i nostri signori genitori hanno tanto da imparare.

  54. erasmo67

    @Marco Tizzi

    Ma con questo welfare non si va da nessuna parte, con 350 euro metà di affitto e bollette non vivi quindi non serve.

    Il problema vero si chiama redistribuzione della ricchezza prodotta.

    Il primo punto fondamentale è riportare il lavoro in europa dai paesi a basso costo, anche se a prima vista non conviene.

    Invece conviene perchè il valore aggiunto prodotto in un paese genera richhezza e consumi nel paese e tutti ne traggono vantaggio, e pochi ne hanno svantaggio (e quei pochi sono dei figli di puttana ed è bene che muoiano, la qualità dell’umanità migliora)

    Per capire se un’azione è buona o cattiva basta elevarla a principio generale, ovvero se tutti facessero nello stesso modo che risultato avremmo? se il risultato è negativo l’azione è cattiva.

    Ora quando uno porta una produzione in un paese low cost, non per vendere in loco ma per re-importare la merce e venderla qui di fatto qui sottrae ricchezza, fino a che questo viene fatto da un numero limitato di soggetti questi ci guadagnano molto ed il sistema sembra resiliente , apparentemente il risultato è buovo e l’azione è buona.
    Ma se lo fanno tutti, la sottrazione di ricchezza è tale che il sistema collassa , quindi l’azione non è buona.

    Ma il singolo guarda l prorio guadagno , non alla “tenuta del sistema” è per questo che un sistema liberista prota al disastro economico, assai peggiore di una socialdemocrazia statalista e pianificatrice, regolatoria ed invasiva.

  55. Adriano

    Ho letto il bilancio del mio comune (Modena), considerato comune “virtuoso”. Un allegato contiene 243 pagine di elargizione del comune verso i più disparati e disperati enti. Si va dalle polisportive ai corsi di yoga. Poi piangono miseria …

  56. alessio

    io in un comune ci lavoro. e conosco la realtà. siamo in 50 a fare il lavoro di dieci persone. questi piagnistei dei sindaci mi fanno ridere……ah…..se potessi raccontarvi…….cosa ho visto con i miei occhi……come vengono spesi i soldi…………

  57. Marco Tizzi

    @erasmo67
    Eh no Erasmo. Non ci siamo. Con 350 euro + affitto e bollette a Berlino vivi benissimo.
    Tranquillo, sereno, in un bel posto, ti diverti tanto, se vuoi figli hai benefici fiscali (l’altro coniuge evidentemente) enormi e cmq hai asili nido, scuola e libri gratis.

    Quando vado ad insegnare delocalizzazione nelle aziende, dico: se dovete conquistare un mercato, può aver senso delocalizzare. Altrimenti non ce l’ha.
    Questa cosa che le aziende cercano il basso coso del lavoro è una vaccata: chi lo fa perde in partenza. Oggi nell’industria il costo del lavoro non conta. Son le tasse, semmai, che contano.
    Certo, se il mercato è in Cina, allora devo produrre più vicino possibile alla Cina.
    Ma è piuttosto la logistica che comanda, non il costo del lavoro.

  58. LucaS

    X Marco Trizzi

    La penso come te! E credo anche la Fornero che penso si riferisse al nostro welfare e farebbe volentieri a cambio con quello tedesco.

  59. Marco Tizzi

    @LucaS
    Può anche darsi che sia come dici tu, ma la Fornero ha avuto (e ha tutt’ora) il grande difetto di non dire esattamente a quale sistema di gestione del mercato del lavoro (e relativo welfare) fa riferimento, così che ha finito per fare un’accozzaglia di misure scoordinate che non solo non risolvono il problema, ma forse addirittura lo peggiorano.
    Fai conto che se non passava l’emendamento sul limite di fatturato annuo per l’assunzione obbligatoria delle partite IVA, io avevo chiuso bottega da un giorno all’altro e rimanevo per strada, con un mutuo sulle spalle e senza nessuna possibilità di lavorare in Italia. E con me tutti quelli che fanno il mio mestiere, che prevede per forza mandati pluriennali, perché i progetti sono lunghi.
    Sarei dovuto scappare dal Paese, cosa che sicuramente farebbe un gran bene alla mia vita lavorativa, ma che purtroppo mi creerebbe dei problemi enormi nella vita privata.
    Tutto questo per cosa? Perché una signora professoressa invece di avere l’umiltà di prendere un sistema nordeuropeo e fare copia-incolla s’è voluta inventare l’acqua calda.

  60. LucaS

    X Marco

    Bisogna anche vedere se era lei a volere quella norma o è stata inserita/mezza imposta da qualche tecnico del ministero o politicante che minacciava di non votare la riforma o dai sindacati… come fai a sapere che è stata una sua trovata?

  61. Alessio Carlino

    Quando, l’altro giorno, ho sentito presidenti (minuscolo) di province dire che con questi tagli non si sarebbe potuto garantire l’inizio dell’anno scolastico (tra l’altro è una onesta ammissione di non saper gestire una provincia, cioè se in caso di minore risorse chiudi le scuole vuol dire che ne hai buttati di soldi chissà dove) il mio primo pensiero, se solo avessi i poteri, è stato quello di commissariarli. Tra un presidente di provincia così e l’anno scolastico non ho dubbi su chi salvare.

  62. oreppac

    Questo grafico è comprensivo di tutte le amministrazioni…in Italia sanno tutti che c’è molto dislivello tra le spese degli enti locali, soprattutto (ma non solo) tra nord e sud Italia. Anche la corte dei conti ha detto che i tagli hanno gravato troppo sui comuni, senza contare che il debito italiano è generato in larghissima parte dallo Stato e, più in piccolo, dalle Regioni.
    Il grafico è utile per farsi un’idea di massima, ma da qui a dar torto a Delrio ce ne passa

  63. mr_kost

    E no che non hanno ragione i comuni!!! Ci sono decine di ragioni per cui i comuni non devono piangere miseria e cominciare a lavorare seriamente. Spese per i patrocini a tutte le sagre, feste di rione, eventi organizzati dall’amico o dall’assessorato,… Una cosa che mi ha fatto cadere le braccia è stato scoprire lo stipendio annuo dei cosiddetti dirigenti comunali. Se andate sul sito di un qualsiasi comune italiano, alla voce “Trasparenza, valutazione e merito” troverete i c.v. dei dirigenti e spesso anche le loro retribuzioni. E che retribuzioni!!! Un laureato così come tanti ce ne sono sul mercato, solo perchè dirigente di un comune, guadagna cifre tra gli 80-120K€ ma molto spesso verso i 100K€. Si dirà, ma questi hanno vinto un concorso, sono qualificati a portare avanti pratiche complesse, organizzare la vita di un intero comune. Si, sarà anche vero ma dato il lavoro che faccio vedo che:
    1. I servizi forniti dai comuni non sono all’altezza di quanto necessario per le necessità della società attuale,
    2. Nessuna voglia dei dirigenti nel risovere le necessità dei cittadini,
    3. Generalmente sono creatori di carta inutile e buoni solo a firmare documentazione mentre l’attività operativa viene lasciata in mano ai loro sottoposti (e qui si potrebbe aprire un altro capitolo ma preferisco glissare).
    4. Completa irresponsabilità, in quanto tutto il male viene scaricato sulle amministrazioni politiche e loro vivono tranquilli senza stress.

    Ogni comune ne ha un numero superiore alle necessità di questi dirigenti e si potrebbe recuperare un buon gruzzoletto tramite la rimodulazione degli stipendi a valori di mercato.
    Pensate al comune di una grande città come Roma o Milano ma anche piccole cittadine che ne hanno in forza una decina. Pensate i soldi che buttiamo dalla finestra. Altro che i 1000 deputati e senatori!!!

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