20
Lug
2012

Il fallimento spagnolo e i rischi per l’Europa.

La Spagna è in rivolta. La protesta contro i tagli del Governo guidato da Mariano Rajoy è esplosa nella giornata di ieri nelle principali piazze delle maggiori città iberiche. E proprio nella giornata di ieri si sono avute maggiori informazioni circa il salvataggio spagnolo da parte dell’Unione Europea.

Non è un salvataggio del solo sistema bancario, ma di tutto lo Stato. Lo stesso ministro dell’Economia spagnolo Montoro ha ammesso davanti al Parlamento che la Spagna, senza l’intervento europeo, non avrebbe avuto i soldi per pagare gli stipendi.

È davvero così grave la situazione spagnola o il Ministro ha esagerato le proprie affermazioni per giustificare i tagli davanti all’opinione pubblica?

In primo luogo vi è tuttavia un’altra risposta a cui è necessario rispondere: i 100 miliardi di euro immessi dai partner europei non sono forse abbastanza?

Sicuramente il finanziamento europeo non è abbastanza importante per salvare il sistema bancario spagnolo che è in estrema sofferenza. Sono stati già immessi decine di miliardi di euro, ma gli “attivi tossici” sono almeno pari a 200 miliardi di euro. S’intende dunque che i 100 miliardi di euro, che sarebbe dovuti andare solo alle banche, in realtà sono troppo pochi.

Non è un caso allora che, dal momento della notizia del “salvataggio spagnolo” il sollievo sullo spread è durato pochi giorni e proprio ieri sono stati battuti i record storici del tasso di finanziamento sui bond decennali.

Lo spread è vicinissimo ormai ai 600 punti e la fiducia che la Spagna possa farcela è davvero bassa, nonostante proprio ieri sia uscita la notizia che il finanziamento europeo possa essere utilizzato dal Governo spagnolo anche per comprare il proprio debito sui mercati.

Non si tratta dunque del salvataggio del solo sistema bancario, quanto dell’intero Stato che ha difficoltà a finanziarsi sui mercati.

È la ragione per la quale il Governo Rajoy ha approvato venerdì scorso il più grande taglio dai tempi della democrazia. Oltre 60 miliardi di euro in due anni e mezzo che dovrebbero riportare il deficit a livelli accettabili. Infatti lo scorso anno la Spagna non ha rispettato i criteri europei e il disavanzo ha raggiunto l’8,9 per cento, a causa del calo delle entrate e all’esplosione dei costi dei sussidi per la disoccupazione.

Quasi il 25 per cento degli spagnoli è senza lavoro, mentre un giovane su due non riesce ad entrare nel mondo del lavoro. Dati gravi e che appesantiscono ancora di più la situazione.

Ai tagli alla spesa pubblica si aggiunge anche l’aumento dell’IVA di tre punti percentuali, dal 18 al 21 per cento, mentre quella ridotta è cresciuta dall’8 al 10 per cento. Tutto questo mentre la recessione dovrebbe essere seconda solo a quella italiana nel 2012.

Il finanziamento è diventato carissimo per la Spagna dato che i Bonos decennali sono ormai al 7 per cento, un livello elevatissimo.

L’affermazione del Ministro dell’Economia è dunque solo in parte vera. La Spagna potrebbe trovare soldi sul mercato per finanziare le spese correnti, ma certo avrebbe a che fare con tassi d’interesse sempre più gravosi per le finanze pubbliche stesse.

La Spagna potrebbe trovare sul mercato altri finanziamenti, ma ormai le conviene andare dall’Unione Europea per ricevere soldi a più buon mercato.

I problemi della Spagna sono tipici del paese iberico, ma le soluzioni non possono arrivare solo tramite politiche economiche interne al paese, ma devono arrivare in primo luogo dall’Unione Europea.

Salvare la Spagna significa evitare un contagio certo all’Italia, ma salvare l’Italia significa salvare l’Euro e forse anche l’idea stessa d’Europa.

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76 Responses

  1. MatteoS

    Ciao a tutti… Io penso che siamo nella più grande totale CACCA, per non essere volgari… non sono un esperto, assolutamente, ma cerco di informarmi molto leggendo di tutto… non penso che si debba essere per forza economisti per sapere come funziona lo spread… Vorrei solo lasciarvi questo link di un economista indipendente, Eugenio Benetazzo, secondo le sue sempre ottime previsioni, stiamo cadendo in una crisi come se non peggiore di quella del 29… a credibilità di questo signore, c’è un suo libro del 2006 (oltre a tanti altri) che spiegava nel dettaglia cosa sarebbe successo negli anni a venire… buona lettura…
    http://www.eugeniobenetazzo.com/aspettando-la-depressione.htm

  2. Nicolaus Notabene

    Salvare la Spagna per salvare l’Italia per salvare l’Europa.
    Ora, per salvare la Spagna servono i primi 100 Bln eur, che sono in parte anche spagnoli e italiani, per un totale di 30% (quote di contribuzione ai fondi europei, nelle loro migliaia di sigle che ormi ho smesso di seguire).
    Quindi i soldi veri vengono da chi (se mai ci saranno)? Da altri paesi in cui non includerei la Francia (che se la passa piuttosto male). Ma a questo punto l’unico motivo per salvare l’Europa è perché i paesi nord europei pensano di comprarsi tutto il resto d’Europa a prezzi da saldo, investendoci però un bel pò, perché non sono economie marginali quella italiana e spagnola.
    Mi sembra che ormai difendere l’Euro sia diventato un’idea che vale solo per sè stessa (è vero che si rischia pochissimo nel dibattito pubblico sostenere questa tesi rispetto a quella opposta, quindi per pigrizia e ignavia intellettuale si fa bene ad adottarla). I costi sono alti sia se rimane in vita sia che finisca e il bilancio non è più tanto a favore della prosecuzione.
    Da chicago-bolg mi sarei aspettato un intervento più ragionato (questo mio commento non ha nessuna pretesa di esserlo) e non un frase di circostanza come “salvare l’idea stessa di Europa”, che francamente nell’attuale contesto economico e politico è piuttosto nebulosa e dannosa persino.

  3. Mario Zacchi

    La situazione spagnola deve sgomentare noi oltre il fatto in sé, per come ci rappresenta il massimo della lungimiranza, della capacità di comprensione dei fatti che può mettere in campo l’ area politica che si candida a vincere (salvo imprevisti) la prossima tornata elettorale: il PD. Qualcuno ricorda le sperticate lodi alla conduzione spagnola della crisi? Qualcuno ricorda le sperticate lodi a Zapatero, targate PD, che ha governato senz’ altro, come Berlusconi, in un periodo rilevante al fine di concorrere all’ attuale situazione spagnola? Ecco: cosa ci aspetta, domani, visto che il totale e decennale fallimento sull’ altro fronte (PDL) deve correttamente portare ad un cambio di maggioranza?

  4. Giacomo

    In definitiva entro qualche mese (forse anche meno) si sfascera’ il sistema economico europeo e quindi l’euro.
    L’italia grazie al nostro sistema di rappresentanza (politico,sindacale..) malato,ne uscira’ peggio di altri,nonostante il prelievo fiscale sia stato da sempre pesante.

    Temo che quando gli italiani si renderanno conto di che cosa saranno chiamati a restituire (il debito) scoppiera’ una mezza rivoluzione.

    Quando cio’ avverra’ personalmente esigero’ assunzione di responsabilita’ totale da chi doveva fare e non ha fatto.

  5. Mandingo

    se prima si diceva di tenersi pronti per feragosto ora forse per quella data si possono prenotare le vacanze, se succede ormai succede prima. E comunque se è vero che per un salvataggio di spagna e Portogallo (ricordo le esposizioni bancarie tra quei due paesi, se salta la Spagna salta anche il Portogallo) sono tali per cui si torna al vecchio numero di 450 miliardi come minimo necessario per un bail out. Ricordo a tutti che noi di quei 450 miliardi dovremo pagarne il 18% circa, fa 81 miliardini di euro. E’ chiaro che se dovesse saltare la Spagna salta tutto perchè noi, e altri come noi, non siamo in grado di mettere sul piatto la quota richiesta… vedremo, comunque ormai l’ha detto anche la Merkel che non sa se l’Euro sopravvive, come dicono a Milano “the writing is on the wall”… si salvi chi può, e qui salvarsi per alcuni paesi (Italia, Irlanda, Finlandia, Olanda, ecc) significa uscire unilaterlamente dall’Euro prima del botto (altrimenti sono casini), chissà.

  6. Claudio Di Croce

    @Mario Zacchi
    Le sperticate lodi a Zapatero dei sinistri anche su questo blog da ormai un paio di anni sono sparite e chi le faceva se le è bellamente dimenticate e magari se uno gliele facesse notare di persona direbbe che non è vero . La capacità di mentire di matrice comunista , tramandata ai suoi eredi ,è sempre stata fenomenale .
    Comunque il vero problema che abbiamo di fronte è che se alle prossime elezioni vincesse una bella coalizione : Bersani ,Penati, Vendola , Di Pietro,De Magistris , Santoro, Pisapia,Ingroia, Rizzo,Flores d’Arcais, Scalfari, Camusso e compagnia cantante come saremmo messi ? La cosa sicura è un bel grande furto fiscale – adesso il patrimonio di cui si parla è di 250.000 Euro , cioè il prezzo di un mediocre appartamentino – mentra altrettanto sicura sarebbe l’assunzione di qualche centinaia di migliaia di altri fannulloni , incapaci e magari corrotti , ma con la tessera di partito, le parentele e le raccomandazioni giuste , nella PA centrale e locale che è carente di ” organici e di risorse “Sulle altre cose non so dire , ma una cosa è certa precipiteremo in un baratro , ma con la soddisfazione di cantare ” Bandiera Rossa ” mattina e sera ,festeggiare la resistenza tutte le settimane , trasmissioni di Santoro , Floris, Berlinguer , Gruber,e altri professionisti imparziali che conosciamo tutti i giorni a tutte le ore.
    Hasta la victoria siempre !!!!!!

  7. Francesco_P

    @Claudio Di Croce

    Purtroppo le crisi dei paesi Mediterranei dell’Europa hanno radici lontane nel tempo e hanno una matrice bipartisan. Se Zapatero è stato un fallimento totale tranne che per i media orientati a sinistra, anche Aznar ha delle responsabilità per aver percorso delle scorciatoie per la crescita economica per superare i problemi di una base industriale insufficiente. In Grecia si sono alternati centro destra e centro sinistra entrambi statalisti ed in Italia pure.

    E i bravi tedeschi? Hanno campato bene finora, ma oggi il fallimento degli Stati mediterranei sta per mettere in crisi non solo la finanza teutonica, ma l’intero sistema industriale che vede letteralmente “evaporare” i clienti “captive” del sud europa. Anche in Germania ha espresso politiche stataliste e a favore degli oligopoli; sono state sponsorizzate dal centro destra e dal centro sinistra. Altro che euro come moneta della stabilità ed alternativa al dollaro come ci dicevano anni fa i soliti finti economisti!

    L’industria è sempre il cuore dell’economia, anche se complessivamente il suo contributo al PIL è minoritario rispetto agli altri settori. Parafrasando quella famosa pubblicità: No industry? No services. No services? No consumptions. No industry, no services, no consumptions? No finance!

    Allora bisogna fare un gran repulisti partitico/istituzionale oppure scivolare sempre più basso ogni giorno nonostante i tentativi di salvataggio che assomigliano sempre più ai marchingegni di Willy Coyote.

  8. “…la soddisfazione di cantare ” Bandiera Rossa ” mattina e sera ,festeggiare la resistenza tutte le settimane..”
    Sarà due volte Natale e festa tutti i dì…

  9. Stefano

    @Mario Zacchi e @Claudio Di Croce

    io lascerei le polemiche politiche fuori dalla discussione. Mi sembra che in fatto di menzogne e mancate promesse il PDL abbia pure lui dato. Insomma guardiamo alle soluzioni e pensiamo al futuro.

    Attualmente spero che nessuno dei partiti attualmente esistenti vinca le elezioni. I grillini mi fanno paura ma “quaicoss e mei che nagot” (qualcosa è meglio di niente) e poi da questo governo o Passera o magari lo stesso Monti spero si presenteranno. In ogni modo l’area di centro-destra è da ricostruire e quella del centro sinistra è poco credibile.

  10. Claudio Di Croce

    @Stefano
    Infatti io ho fatto l’ipotesi per il futuro che adesso sembra più plausibile e la cosa mi spaventa . Non dimentichiamoci mai l’origine del PD , la cui classe dirigente vera , viene tutta dal vecchio PCI , Bersani in testa . Io non so cosa succederà , ma credo che se qualche altro nuovo raggruppamento di centrodestra si affacciasse all’orizzonte sarebbe sempre meglio dei vecchi comunisti e soci . Altrimenti vinceranno i figuri che ho detto con una astensione vicina al 50%.

  11. Paolo

    La responsabilità della crisi, oviamente, è della logica iperliberista della speculazione finanziaria, che aggredisce vari Paesi (si sente dire spesso: “attaccati dalla speculazione”, non l’avete mai letto?). E’ colpa anche della Merkel che non vuole l’unica cosa necessaria per salvare una moneta: una Banca che stampi moneta e l’emissione di eurobond. Si può anche essere contrari a tutto ciò, ma allora diciamolo chiaramente e studiamo un piano per uscire dall’euro.
    Ma i veri responsabili sono i grandi capitalisti criminali (hedge fund e simili menzogne). E i governi che a tali logiche soggiacciono. E’ ovvio che di fronte a tutto ciò un popolo si ribella e, vedrete, prenderà le armi. D’altronde il fascista Rajoy ha già dato ordine ai suoi sgherri in divisa di sparare sulla folla, ma presto gli Spagnoli reagiranno con una violenza rivoluazionaria che farà, purtroppo, centinaia di morti. Credo che anche in Italia, se dovessimo andare a tagli feroci come quelli che i liberisti alla Giannino vogliono, si troverà qualcuno disposto a sparare.

    P.S. dico che la colpa è della speculazione perché, parliamoci chiaro, è assurdo che la Spagna fallisca, è un Paese moderno, ha un tessuto produttivo, uno stock di debito pubblico non alto, mica è una nazione da Terzo Mondo. Eppure, per colpa della speculazione, fallisce. E allora, all’armi!

  12. Enrica

    Sto pensando alla piazza di Madrid di qualche giorno fa in estasi per neo campioni d’Europa di Calcio, e a quanti milioni di euro sopra quell’autobus agitavano le manine salutando la gente esultante. E poi guardo Madrid ieri, non credo che il calcio possa c’entrare qualcosa ma vorrei sapere quanto in rosso sono le squadre di calcio spagnole e se è previsto anche da loro il Decreto salva Debiti Calcio come a suo tempo è stato previsto qui in Italia.

  13. Paolo

    bisogna fare la rivoluzione, altro che chiacchiere! che bello se in Spagna dilagasse la violenza rivoluzionaria!

  14. Marco Tizzi

    @Claudio Di Croce
    I loschi figuri che lei cita mi pare siano già oggi intorno al 30% scarso.
    Anche senza una nuova formazione di centro-destra, per quanto fantasiosa possa essere la nuova eventuale legge elettorale, mi pare difficile che riescano ad avere la maggioranza in entrambe le camere.

  15. claudio p

    @Paolo
    tu scherzi.. ma in giro c’è gente che la pensa come te, ed è anche pronta a passare ai fatti. ci manca solo questo! gli invasati che vanno in giro a spaccar tutto.
    dove pensi che questi comportamenti ci portino?
    nel migliore dei casi vengono repressi da uno stato che somiglierebbe sempre più a uno stato di polizia. nel peggiore ci portano alla guerra civile… e questo che auguri all’Italia?
    se dai la colpa agli speculatori sei come quei zotici di manzoniana memoria che davano la colpa ai fornai per l’aumento del costo del pane, o davano la caccia agli untori per fermare la peste.
    se alle tue idee aggiungessi un po’ di cervello e togliessi un po’ di testosterone non resterebbe più nulla

  16. Enrica

    @Andrea

    Grazie per il link.

    La sua intervista ha confermato quanto penso da tempo: gli stipendi dei calciatori sono assolutamente assurdi e fuori da ogni logica economica.
    Alla faccia di molti che quando esprimevo questo concetto mi dicevano: “E ma tanto non li paghi mica tu, non sono statali!”
    Sarà stato anche un pensiero da bar Sport ma….

  17. Claudio Di Croce

    Qualcuno mi potrebbe citare alcuni nomi dei ” biechi speculatori ” ” che ci assaltano ?Per ottenere cosa ? Come mai sono all’assalto , secondo voi, dei paesi piigs e non della Svizzera, della Svezia,dell’Austria, della Norvegia,della Danimarca , del Giappone , degli UK, del Canadà, dell’Australia , di Singapore per non citare la solita Germania o gli USA, che secondo gli economisti de noiatri presenti numerosi su questo blog , truccano i conti ma sono messi come noi ?
    I paesi che ho citato hanno un sistema economico molto più ” liberista ” del nostro che è sempre impregnato dal fetore del cattocomunismo e dei postsessantottini .

  18. Marco Tizzi

    @Claudio Di Croce
    Non c’è nessun attacco e anche i conti poco c’entrano: gli investitori stanno scommettendo nella dissoluzione dell’Euro e in caso questo accadesse alcuni Paesi avrebbero una moneta più forte e altri una più debole.
    Le obbligazioni che verrebbero convertite nelle monete più forti aumenterebbero il proprio valore, quelle nelle monete più deboli lo perderebbero.
    Quindi oggi comprare bund significa che in caso di rottura dell’euro mi ritrovo con un valore del 20% superiore da un giorno all’altro, se non si rompe comunque perdo molto poco.
    BTP e Bonos sono all’esatto opposto.
    Lei dove investirebbe?

  19. Claudio Di Croce

    @Marco Tizzi
    Sono ovviamente d’accordo con lei : solo che tutte le trasmissioni tv,radio i giornali ” indipendenti ” con la schiena dritta e anche alcuni bloggisti ripetono sempre che siamo sotto “l’ attacco ” della speculazione .
    Quando le banche saranno chiuse come in Argentina , non ci sarà nessuna possibilità di scelta , faranno un prestito forzoso sui c/c ( non le dice nulla che Amato fa parte dei tecnici di ultima nomina di MM ?) cambieranno gli euro al 30% in meno e magari i titoli non in euro in Italia non saranno per un certo periodo trattabili. La grande fuga di capitali iniziata lo scorso anno secondo lei come mai è successa ?

  20. Marco Tizzi

    @Claudio Di Croce
    Guardi, non ho la tv e ringraziando il cielo esiste internet, che non è la bibbia, ma dove possiamo trovare con un po’ di ricerca tutta l’informazione di cui abbiamo bisogno, con tutte le diverse opinioni che occorrono per farsi un’idea propria.

    Poi dobbiamo anche fare una considerazione: l’informazione in Italia è fortemente di parte e in questo momento c’è un drammatico problema nell’essere “di parte”, cioé che da entrambe le parti nessuno può dire la verità perché significherebbe ammettere che TUTTA la classe politica ha sbagliato negli ultimi 20 anni più ancora che nei precedenti 50 dove comunque di cazzate se ne sono fatte parecchie.
    Ma la gente, anche se magari non ha nemmeno uno straccio di idea di cosa stia succedendo da un punto di vista economico, sa benissimo chi sono i responsabili: che devono stare molto attenti, perché stavolta la forca è vicina.

  21. come mi hanno sempre detto tutti i nodi prima o poi arrivano al pettine .
    Il tempo delle chiacchere e’ finito , siamo all’alba di una nuova era .

  22. Claudio Di Croce

    @Marco Tizzi
    I quando sento parlare di forca mi ricordo sempre del Manzoni e della caccia agli untori .Una volta appesi i responsabili ( quali sono i non responsabili ? ) cosa facciamo ? Ci mettiamo a fare le cose che tutti sappiamo debbono essere fatte : drastica diminuzione del mostruoso , inefficente, corrotto apparato politico burocratico che ci soffoca che comprende quindicimilioni di voti o cosa altro ? Lei crede che lo si possa fare per via ” democratica ” cioè con le elezioni ? Io no . E allora ‘ MM non doveva già essere una specie di commissario al di fuori della logica del consenso elettorale ? E dopo otto mesi di intenso lavoro lei ritiene che abbia svolto il suo compito , sia pure tenendo conto delle estreme difficoltà esistenti ? L’Italia è anche solo in misura minima migliorata ? Cosa ci resta ? Lei ha una ricetta ? Io no .

  23. Claudio Di Croce

    @Marco Tizzi
    Due ultime cose : lei è giovane quindi esalta Internet . Io molto più vecchio di lei ricordo che mia madre e la sua generazione consideravano la Radio e i Giornali – l’Internet di allora – come degli oracoli . Poi è arrivata la tv e tutti – giovani e vecchi – dicevano che finalmente c’era una vera informazione altro che i giornali . Poi è arrivato Internet e la sua generazione la considera quasi la bibbia. Io ritengo tutti i mezzi di informazione parziali, faziosi, a volte falsi a volte manipolati .
    Per quanto riguarda le responsabilità della classe politica sul problema del mostruoso debito esistente i veri responsabili sono i politici degli anni settanta/ ottanta che hanno comprato il consenso facendo debito . E gli italiani , mi creda, erano ben contenti di farsi comprare . Negli anni novanta si è cercato di fare qualcosa , ma appena le cose si sono stabilizzate si è ripreso a spendere e a comprare i voti , ripeto con gli italiani bene contenti di farsi comprare . Naturalmente in questo commercio , da buoni intermediari , la classe politica si è trattenta una bella percentuale del malloppo.

  24. Marco Tizzi

    @Claudio Di Croce
    Non mi sono spiegato bene: non è che stia sperando nella forca, so benissimo che una guerra civile senza idee chiare sul “dopo” non serve a nulla. Basta guardare in Libia, in Egitto, in Tunisia. Ma oggi il sentimento è quello: in Danimarca parlamentari e ministri vanno al lavoro in bicicletta, se lo facessero in Italia quanti tornerebbero a casa interi?
    Non sono però d’accordo sul discorso democratico: la Spagna ci sta dimostrando che per “fare” serve un governo eletto. Io non sono d’accordo sulle ricette spagnole, che penso anzi siano letali, ma non si può negare che il governo può essere così duro proprio perché è stato eletto.
    L’errore di Monti è stato proprio l’evitare le elezioni. Forse non aveva scelta, ma è un fatto che così sia costretto a limitarsi. E le misure sono state davvero povere.
    Poi è anche vero che la partita al momento si gioca a Berlino e Bruxelles, quindi anche se sono sempre stato molto critico con MM per molte cose devo ricredermi. Anche in ambito nazionale: quanto è stato piacevole sentire un presidente del consiglio che dice che la concertazione è la mamma di tutti i mali? Per me tantissimo.
    Se avessi la ricetta ovviamente mi presenterei alle elezioni, ma modestamente credo che le priorità siano:
    – un sistema di sostegno al reddito di tipo nordeuropeo per consentire licenziamenti indolori;
    – libertà di licenziamenti non individuali;
    – riduzione gigantesca dello Stato, sia in ambito economico che in ambito civile, quindi privatizzazioni, liberalizzazioni, de-burocraticizzazione e tutti i necessari licenziamenti;
    – tetti a stipendi e pensioni pubblici;
    – riduzione delle tasse strafottendosene, nel breve, del pareggio di bilancio, che deve diventare una conseguenza e non un obiettivo perché gli Stati, finché esistono, non sono né aziende né famiglie;
    – avere una Banca Centrale vera: se si riesce all’interno dell’Euro bene, altrimenti uscire;
    – riformare l’organizazzione Statale in forma fortemente federale, ma spostando i poteri, non aggiungendone di nuovi

    Queste cose, secondo me, le può fare solo un governo eletto.
    Ma devono essere persone nuove: purtroppo quel che leggo sul “movimento-Giannino” mi piace molto poco, perché vedo un gran riciclarsi. L’accozzaglia di politicanti di mestiere è stato il grande errore di Berlsusconi, spero Giannino non lo ripeta.
    Il problema del debito pubblico è una questione parecchio più complicata di quel che sembra: è vero che negli anni 70-80 il nostro era un paese ultrasocialista, ma finché rimaneva per cavoli suoi forse la cosa si poteva sostenere in qualche modo. Anche perché molto debito era frutto di strane politiche monetarie (scala mobile, per dirne una) che se da una parte creavano inflazione dall’altra hanno fatto letteralmente esplodere l’economia del Paese. E senza grandi danni perché ricordiamoci che quando avevamo il 7% di inflazione i depositi davano il 10% e gli stipendi erano appunto sotto scala mobile, quindi non è vero che ci siamo impoveriti.
    Poi però i sig. Prodi e Ciampi ci hanno costretto ad entrare in un sistema monetario che non potevamo permetterci e non ci hanno né spiegato cosa significava né ci hanno dato la possibilità di votare la scelta, come invece è successo nei paesi europei che adesso stanno meglio. Insomma ci hanno truffato.
    Io ero un ragazzino e sognavo un governatore finlandese in sicilia, quindi dicevo “tempo 10 anni e abbiamo risolto i nostri problemi”. Ma l’Europa non è mai nata e sopra le alpi non la vuole più nessuno, quindi siamo in questa orrenda situazione.

    Su internet, ripeto, non è la bibbia, ma mi da la possibilità di leggerele opinioni di Seminerio, Giannino, Boeri, Barnard, Roubini, Stiglitz, Latouche e di tanti movimenti e gruppi di pensiero, che possono consentirmi di farmi un’idea mia.
    Capita spesso che non sia d’accordo con nessuno, ma almeno li ho letti tutti.

  25. Alberto

    DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO
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    A questo punto, tutti, meno che qualche residuo imbecille, abbiamo coscienza delle seguenti evidenze:
    1)La moneta unica non funziona, né potrà funzionare senza radicali modifiche di mandato alla struttura delle sue istituzioni monetarie;
    2)La Germania ed i suoi collaterali insetti ronzanti e fastidiosi, non accetteranno mai o almeno in tempi non biblici, le radicali e indispensabili traformazioni di cui sopra;
    3)La permanenza della attuale situazione sta creando senza ombra di dubbio anzi radicalizzando sempre di più le distanze oggi abissali tra i conti e le economie delle due macro aree europee e non appare all’ orizzone alcuna possibilità di recupero nemmeno in tempi biblici;
    4)Da quanto sopra esposto, non esiste nessuna umana possibilità ragionevole che la moneta unica possa tenere ancora molto a lungo, c’ è la certezza matematica del crollo ma è difficile ipotizzare il limite temporale del momento di cesura, tra passato e futuro; rilevo però che il tempo di innesco e propagazione delle crisi è stato progressivo e sufficientemente lento, a partire dal 2009 ed a partire dai paesi piccoli e poi ha subito negli ultimi mesi una accelerazione notevole, in corrispondenza dell’ attacco dei paesi più grandi, Spagna e vedremo Italia, che fino a poche settimane fa sembravano ormai al riparo di eventuali tracolli ed avviati ad un approdo verso porti sicuri;

    Tutto ciò premesso, io non rimprovero più alla Germania e relativi insetti, il fatto di non volere ancora salvare l’ euro, ma l’ esatto contrario e cioè rimprovero loro ed ovviamente ai tecnocrati di casa nostra ed altrui, il fatto che non ci si metta rapidamente intorno ad un tavolo, per favorire e rendere possibile la exit strategy dall’ euro nelle migliori condizioni possibili. Magari Mario Draghi e tutte le altre pletoriche istituzioni europee, faranno sfracelli e punteranno i piedi per terra per evitare l’ evento, perchè i loro lautamente pagati scranni e troni, rischiano di sfasciarsi miseramente, e di questo occorrerà tener conto ed avere coscienza.

  26. michele ghio

    Vero è che la Spagna è sulla via del fallimento e stupirsene ed esserne sorpresi è ridicolo. Ma, paragonare le risorse Spagnole rispetto alle nostre è patetico. I grandi economisti, raccontano panzane e, pochi la raccontano con obbiettività. L’unico che ha chiarezza nell’estrapolare la nostra situazione, è il grande OSCAR GIANNINO.
    Noi, fossimo amministrati non dico con eccellenza, ma soltanto con semplice obbiettività, consapevolezza e onestà, nell’arco di 2/3 anni, sarebbe la Germania a gurdar lo spred nel nostro confronto.
    Come fare? abbattere i politici attuali- ridurre le spese militari del 70%- ridurre i 283 milioni anno di spesa del quirinale a 5- ridurre i 367 milioni anno di camera senato parlamento a 10- pensioni massime erogabili 5000 euro- intervenire su stipendi statali in modo logico- licenziare gli esuberi dei dipendenti statali- riforma fiscale con massima aliquota 35/37%- ecc ecc ecc…… sappiamo tutti che cosa fare e da fare sono 1000 le cose.
    Fantasie? no! Cominciamo a votare il movimento 5 stelle e obblighiamo Oscar Giannino a essere presidente del consiglio. Sono ottimista? no! sono obbiettivo.
    Mik g

  27. LiberaleDeluso

    @Claudio Di Croce @Marco Tizzi: Internet o “The Next Big Thing” dopo Internet, come i mezzi precedenti hanno fatto a suo tempo, aumenta la disponibilità d’informazione; certamente non è “la verità”, ma ne favorisce la ricerca, riducendone il costo, al pari di ogni altra risorsa; siamo continuamente a sottrarre, a inserire nella colonna delle passività; se tutta questa disponibilità la usiamo con saggezza ed inventiva, è un attivo e ci rende meno vulnerabili al mercato, che grazie a Dio esiste, ed alla Politica.

  28. LiberaleDeluso

    @Alberto
    Mi sono fatto un @##[*§* così per riuscire ad acquistare 140,000 € a 45 mq; sarei deliziato se potessi continuare a pagare il mio diritto di proprietà, senza vedermi la rata del mutuo raddoppiata (cosa che si verificherebbe USCENDO DALL’EURO). Se lei vuole uscire dall’euro, faccia pure, esca dall’Europa, senza invitare me a fare altrettanto.

  29. Roberto V.

    @Francesco_P
    Paragonare i tentativi di salvataggio dell’euro ai sempre più fantasmagorici marchingegni di Willie Coyote,mi e,credo,ci mancava. Bravo,sei stato fulminante nell’associare quel delizioso cartoon con tutto quanto stà avvenendo e che,purtroppo,non ha nulla di delizioso. Anzi,spettrali figuri,di tanto in tanto si riuniscono,ci raccontano dell’arma segreta che,oramai, “..è solo questione di dettagli..” incenerirà i cattivi (la speculazione). Ma,se questa cazzo di arma,l’antispread,esistesse,i Bonos non sarebbero sopra quota 600 e i nostri decennali sopra i 500! Siamo ad un punto della storia che ci costringe in un imbuto sempre più stretto. Ne usciremo e,forse almeno mezza Europa ne uscirà,se saremo in grado di fare piazza pulita di politici,mezzi politici,burocrati,croste e stratificazioni di inefficienza per noi e piena efficienza,invece,per se stessi. Sembriamo come certi organismi che vivono nel fango o negli abissi,nello sporco e al buio e non ci rendiamo conto che potremmo stare al sole e con l’aria pulita. Forse,qualcuno più capace di altri,troverà il modo di farci credere che è possibile vivere alla luce del sole e respirare un’aria più pulita.

  30. silvia ferretto

    @Alberto
    Trovo surreale che ancora qualcuno(la maggioranza in Italia)creda che i problemi si risolvano uscendo dall’Euro.I nostri problemi sono preesistenti e esisteranno aggravati una volta usciti.La nostra scarsa competitivita’ la nostra tendenza all’indebitamento alla non soluzione delle controversie il tirare a campare sono una zavorra nel mondo della competitivita’ internazionale.E’ vero,dopo due o tre anni di lacrime e sangue riprenderemo a produrre nei sottoscala a Bergamo Brescia Napoli come facevamo negli anni ottanta,ma quanto puo’ durare?Prendiamo l’Argentina:dopo la forte crisi post fallimento ha avuto un periodo di relativo sviluppo,ma ora i suoi problemi stanno tornando a galla e tra ristrezioni alle importazioni reinvestimenti forzosi dei dividendi stanno facendo scappare quei pochi investitori esteri che ancora ci sono.E allora?Vogliamo davvero garantire alle future generazioni un futuro di alti e bassi dove comunque alle fine si avra’ una sicura distruzione di ricchezza o vogliamo finalmente affrontare le nostre debolezze e risolverle?con o senza l’euro!Purtroppo il mio e’ uno sfogo perche’ so gia’ come andra’ a finire:al popolo italiano sono sempre piaciute le scorciatoie quindi….Un consiglio a quei giovani e meno giovani validi che sono ancora in Italia:guardatevi in torno e preparate le valigie.Io le ho gia fatte da un pezzo..

  31. Claudio Di Croce

    @silvia ferretto
    I problemi dell’Italia sono da decenni sempre gli stessi : conosciuti da tutti e ripetuti diverse volte su questo blog . Noi ci cosideriamo ” furbi ” e cioè capaci di cavarcela in ogni caso . Perfino dopo una guerra persa in modo umiliante , tradendo gli alleati e tutto il resto che conosciamo , ci siamo inventati la resistenza che aveva liberato l’Italia dal giogo nazifascista , falsificando volutamente la realtà . L’unico momento in cui siamo stati costretti a smettere di essere furbi è quando ci siamo trovati veramente con il piatto vuoto – non come adesso- e siamo stati costretti a LAVORARE non ad occupare posti di paga per cui il posto e lo stipendio sono un diritto e il lavoro un optional come è nella mentalità dei milioni e milioni di italiani che occupano un posto pubblico . E dato che è in corso una vera e propria guerra economica – come ha anche riconosciuto finalmente il nostro caro leader – da cui noi usciremo perdenti con le pezze al cu..lo e saremo costretti a tendere la mano come abbiamo fatto dopo la seconda guerra mondiale , a quel punto saremo costretti a riprendere a LAVORARE e le cose pian piano ritorneranno normali . E riprenderanno le emigrazioni specialmente dei giovani più svegli e con più voglia di lavorare che non si aspettano il POSTO dal parente , dall’amico , dal politico , dal monsignore , sventolando un pezzo di carta universitario , ma lo cercano fidando sulle loro capacità . A questi giovani faccio i migliori auguri.

  32. marco

    Fa piacere scoprire oggi tanti europeisti, dopo tanto euroscetticismo sparso a piene mani deliziando i chiacchericci dei mediocri economisti da bar degli aperitivi. Ci siamo pasciuti di spesacce per mantenere una classe corrotta (dirigente, politica e imprenditoriale), ed ora come al bar una dose di europeismo per rifarci la faccia. Il calvario invece e la via che dovremo percorrere per redimerci del lassismo che troppo facilonescamente abbiamo tollerato. Per questo Angela ha una buona dose di ragione, ha paura che il lassismo condanni l’Europa al declino (anche se le sue banche son gonfie di titoli ben più tossici di quelli spagnoli). Sarebbe elegante cumulare quei titoli tossici spagnoli e convertirli in immobili per collocarli nei paesi europei dell’EST. credo che questa operazione si abbasserebbe lo spread e farebbe ripartire i consumi interni spagnoli e un bel po’ di occupazione. Cosa ne pensate? fra poco tocca a noi…molto meno virtuosi degli spagnoli neh?

  33. Alberto

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    Cara Silvia, quel che lei dice, cioè il racconto dei nostri difetti, è sostanzialmente corretto, ma purtroppo oggi i problemi sono altri e dobbiamo preoccuparci di trovare la migliore via per uscire da questo imbroglio unico al mondo; restarci dentro, come tentavo di spiegare con l’ analisi puntuale che facevo, significa peggiorare la nostra già precaria situazione, d’ altronde non si preoccupi troppo, il Giappone, l’ UK e gli USA, hanno rispettivamente debiti aggregati (il Giappone anche il debito dello stato sul PIL è al 215%) e deficit molto peggiori dei nostri (intorno al 5-7% del PIL ) e sono molto meno patrimonializzati di noi sia come demanio che come privati eppure nessuno li attacca e ciò succederà a maggior ragione a noi, non appena tolto il disturbo, infatti abbiamo sostanzialmente raggiunto l’ avanzo primario e quindi siamo in condizioni di equilibrio della nostra finanza, e ce lo siamo guadagnato questo risultato, noi che paghiamo sempre (in altri paesi una pressione reale del 55% sul PIL avrebbe ucciso all’ istante la bestia, ma da noi non è successo); basterà ridiscutere la durata del nostro debito che oggi è circa 9 anni se non ricordo male e portarla a 30 anni, equiparando quindi l’ importo degli interessi che oggi è il 5% del PIL ad un valore pari all’ avanzo primario. Io personalmente discuterei anche lo stock, ma sarebbe forse eccessivo. Ma in ogni caso vedrà che questo storico, stupido ed inedito accrocco, nato deforme, farà la sua parte finalmente positiva, e come ultimo, gradito e definitivo regalo, prima di decedere, purtroppo con fragore, ci libererà tutti dall’ imbarazzo di fare scelte, tanto mettersi intorno ad un bel tavolo per trovare una intelligente sanatoria, da parte di questi imbecilli, mi appare cosa non realizzabile. Dopodichè, dopo l’ uscita, gli artefici del disastro saranno massacrati o resteranno immuni? Questo dovrete deciderlo soprattutto voi giovani, evitando di farvi prendere per i fondelli come è successo fino ad oggi e studiando e controllando ciò che viene propinato. Le faccio solo due esempi di scelte sbagliate, l’ acqua e l’ energia, ma questo ci porterebbe troppo fuori tema adesso. @silvia ferretto

  34. Francesco_P

    @silvia ferretto

    Purtroppo l’euro c’è. Non dovevamo entrarci oppure avrebbe dovuto essere costruito in modo meno cervellotico e arrogante, ma ormai la frittata è stata fatta e ora sarebbe assolutamente irrealistico sopportare i costi dell’uscita dall’euro. L’euro fortunatamente sta perdendo valore relativamente alle altre valute mondiali; il peso del “super marco” diventerà meno opprimente per glia altri Paesi europei man mano che ci avvicineremo alla parità con il dollaro. In pratica si ridurranno gli effetti di quello che è stato un ostacolo per le industrie di tutti i Paesi europei tranne che per i big tedeschi.

    Nei costi del ritorno alla lira bisogna includere anche gli effetti dell’inflazione e dell’aumento del rischio di cambio: i nostri titoli di debito finirebbero per scontare questi fattori e gli investitori internazionali chiederebbero tassi ben superiori al 10% per acquistare nostri bond.

    Concordo pienamente con lei sul fatto che un rapporto di cambio più favorevole non risolverebbe i nostri problemi strutturali e neppure quelli di mentalità. I problemi strutturali si possono iniziare a risolvere solo modificando profondamente il nostro sistema istituzionale e con un completo rinnovamento della politica. In più dovremmo liberarci mentalmente dalle influenze nefaste del cattolicesimo e del comunismo; lasciar pensare gli altri è rassicurante, almeno fino a quando non ci accorge di essere solo dei servi della gleba in un mondo di feudatari che usano il timbro, la marca da bollo e la delibera per punirci al posto dei soldati energumeni. Purtroppo, l’idea di liberarci dal Grande Parassita non potrà prendere corpo in larghi strati della popolazione finché non si svilupperà un movimento per creare uno “Stato leggero”.

    Sull’Argentina io ho un opinione mista. A differenza di noi, l’Argentina è ricca di risorse naturali, è praticamente indipendente per il gas naturale e gode di un regime di precipitazioni favorevole nelle Pampas, regione enorme dal clima temperato dove esistono spazi enormi per lo sviluppo agricolo e delle industrie. Similmente all’Italia ha sempre sofferto di derive stataliste e populiste e manie di grandezza (es. parità peso dollaro) che la hanno condotta al default. L’Argentina ha un rapporto debito / PIL del 39,5% (2011), un deficit del 1,7% e le riserve in valuta estera sono pari al 25% del debito pubblico; sempre nel 2011 la crescita è stata del 9,2% (stime 2012 nel range del 3-4%). Nonostante questi numeri formalmente favorevoli l’Argentina paga interessi particolarmente elevati a causa dell’inflazione e dei problemi strutturali non risolti. Suona come un monito per chi sottovaluta i rischi dell’uscita dall’euro.

    Vi sono molte condizioni che stimolano gli investimenti esteri come una pressione fiscale del 26,3% e una relativa libertà di edificazione e apertura di nuove imprese.

    I fattori positivi per lo sviluppo convivono con altri fattori negativi come l’inflazione, tuttora elevatissima, gli alti tassi bancari (il tasso di riferimento è al 9% a causa dell’inflazione), ma anche la corruzione, la giustizia (molto simile a quella italiana per inefficienza), e, da poco, le norme sugli utili delle multinazionali.

    Basta scaricare “The Global Competitiveness Report 2011-2012” e mettere a confronto le schede dell’Argentina (pag. 98-99) e dell’Italia (pag. 214-215). Vi sono tanto differenze evidenti (es. inflazione) quanto sorprendi analogie.

    Insomma, se fossi giovane sarei più attratto dal Canada o dall’Australia o persino dalla Nuova Zelanda (sperduta e che cresce pochissimo) piuttosto che dall’Argentina. Poiché sono ormai anzianotto devo dimenticarmi dell’emigrazione. Dunque mi tocca non lasciare nulla di intentato per cambiare in meglio (per quanto possibile) la nazione incoscientemente ed allegramente suicida in cui vivo.

  35. Alberto

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    Nei costi del ritorno alla lira bisogna includere anche gli effetti dell’inflazione e dell’aumento del rischio di cambio: i nostri titoli di debito finirebbero per scontare questi fattori e gli investitori internazionali chiederebbero tassi ben superiori al 10% per acquistare nostri bond.

    Mi spiega come ci è arrivato e quali sono i motivi! Cerchiamo di essere logigi basare certe affermazioni sulla dimostrazione, su quali basi lei afferma cio? Nel periodo post uscita serpente monetario, l’ esperienza dimostra esattamente l’ opposto di ciò che lei afferma, per noi. Poi le dirò, mi piace di più un 10% domani che un 10% oggi! @Francesco_P

  36. Alberto

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    Per capire l’ ineffabile spudoratezza mentitoria di questo personaggio e della istituzione, analizziamo il testo dell’ intervista:

    Le sommet a été un succès. Pour la première fois, me semble-t-il, un message clair a été donné : sortir de la crise avec plus d’Europe. En mettant en place une feuille de route pour créer une union à quatre composantes : financière, fiscale, économique et politique. Avec des outils concrets : une union financière, un superviseur bancaire, des fonds de secours à même de recapitaliser les banques quand cette supervision sera en place. Et un calendrier de mise en oeuvre.

    Io non me ne sono accorto, forse i mercati mi somigliano o viceversa?

    Cette idée d’un marchandage entre les Etats et la BCE est un quiproquo. Notre mandat n’est pas de résoudre les problèmes financiers des Etats mais d’assurer la stabilité des prix et de contribuer à la stabilité du système financier en toute indépendance.

    Questo è il principale motivo dei problemi, sig. Draghi, anzi il problema (UK, Japan, USA insegnano); è una cosa semplice da capire!

    Non, absolument pas. On voit des analystes imaginer des scénarios d’explosion de la zone euro. C’est méconnaître le capital politique que nos dirigeants ont investi dans cette union et le soutien des Européens. L’euro est irréversible !

    AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
    allora stiamo tranquilli, l’ euro ha ottime basi, fondamenta molto solide!

  37. Alberto

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    Durante le ultime fasi della seconda guerra mondiale, in Germania si continuavano a proiettare filmati in cui le truppe tedesche ottenevano vittorie strepitose, mentre i bombardamenti distruggevano le loro città; eppure non si sviluppò un movimento analogo alla nostra Resistenza, che poi ci permise di ottenere un posto al tavolo di Parigi nel ’46.
    Nessuno in Germania impedì la catastrofe, nonostante molti avevano capito che a questo si sarebbe arrivati; di esempi di questo tipo ce ne sono diversi, la sindrome si chiama delirio e di solito è associato a forme di shizofrenia:

    Il delirio: convincimento derivante da un abnorme errore di giudizio, impermeabile alla critica, spesso a contenuto bizzarro, talvolta sostenuto da allucinazioni uditive. Corrisponde ad un modello mentale della realtà svantaggioso, dal momento che le decisioni prese in base ad un delirio conducono a comportamenti inadeguati e quindi ad un adattamento di livello inferiore. Il delirio, per essere diagnosticato come tale, deve essere fermamente sostenuto dal soggetto delirante, anche se la realtà e gli altri soggetti ne dimostrano la falsità, è assolutamente immodificabile. Non viene considerato dal soggetto come patologico, perché è assolutamente uguale alle altre idee. Totale mancanza di critica.

  38. erasmo67

    Credo che siamo prossimi alla svolta.

    La Spagna deve essere salvata in modo ampio per non dover andare sui mercati per un certo tempo. Questo di fatto ha due conseguenze fondamentali:

    1) Le risorse messe a disposizione da ESFS e ESM verranno prosciugate
    2) L’Italia dovrà partecipare al salvataggio con una quota che NON può permettersi di staccare dal suo debito considerando il nostro attuale costo di rifinanziamento.

    Quindi ci si troverà in Europa con 4 paesi di cui uno Grande sotto Bail-Out e l’Italia in prima linea sotto l’attacco speculativo senza alcuno strumento finanziario in mano per arginare la piena.

    A quel punto il re è completamente nudo ed il tempo che la Germania si è tranquillamente presa per godere il più a lungo possibile delle vantaggiose condizioni che la congiuntura finanaziaria le ha offerto è FINITO.

    A quel punto o si da mandato alla BCE di garantire tout-court il debito dei paesi dell’Eurozona o l’ Euro collassae con esso anche la Germania e la Francia che vedrebbero andare in default una quantità di attivi che sono nelle loro banche il cui ammontare non è assolutamente gestibile neppure dalla più solida economia europea che si troverebbe senza clienti per il suo export e con le banche insolventi.

    Mi sbaglierò ma la corda è stata tirata al massimo, oltre si spezza.

    E’ possibile che i tedeschi siano tanto cretini da farla spezzare. Purtropoo SI ! Ma è pensabile che ci sia qualche supporto esterno che eviti di superare il punto di non ritorno.

    Quello che mi lascia perplesso dei tedeschi è che proprio non sembrano capire che sono su una barca insieme con il resto dell’europa, oggi la barca è inclinata e loro sono dalla parte alta, all’asciutto ma se noi finiamo in acqua la barca si rovescia e non è che prendono due spruzzi, cadono in acqua anche loro.

    La germania è un paese ben governato ma come possono pensare di essere così virtuosi da meritare di ricevere finanziamenti a tassi negativi ???

    Ciascuno dovrebbe capire che quando ci si trova nel paese dei balocchi prima la pacchia dura poco e presto o tardi (di solito presto) qualcosa interviene a sanare gli squilibri.
    Pensare , come fanno i Tedeschi di essere approdati MERITATAMENTE nel paese del BENGODI finanziario è decisamente naive.

  39. erasmo67

    Un’altra cosa che che forse sfugge a molti, particolarmente in Germania, e’ che se anche l’Italia fosse nella condizione di chiedere aiuti internazionali sarebbe esentata dalla garanzia sui fondi ESFS e ESM con l’affascinante conseguenza che l’onere della garanzia di questi fondi ricadrebbe pesantemente su Francia e sopratutto Germania che dovrebbe garantirne più del 60%, che gli altri Finlandia in testa contano come il due di spade giocando a scacchi.
    Mi domando e Vi domando :
    In queste condizioni non trovera’ , la Germania, opportuno dare licenza alla BCE di acquistare ILLIMITATAMENTE debito degli stati dell’eurozona fino a riportare i costi di rifinanziamento a livelli confrontabili con il tasso di inflazione?

  40. Francesco_P

    @Alberto

    I leader del mercato finanziario valutano la convenienza di acquistare bond basandosi su diversi fattori e non solo sul rischio default in cui svolge un ruolo importante anche la reattività e la crescita del sistema-Paese. Aggiunga all’attuale 6% dei decennali almeno un 2,5 – 3% per l’inflazione e altrettanto per la svalutazione. Il 10% è una semplice stima ottimistica. I titoli di Stato di certi Paesi (es. Stati Uniti, Germania, Giappone) godono di tassi praticamente negativi per via del rischio implicito nelle monete delle altre economie, che sono considerate più a rischio. Finché continueremo a girare attorno ai problemi strutturali senza risolverli, noi pagheremo di più e le economie che offrono maggiori garanzie di stabilità nel tempo continueranno a beneficiare di condizioni eccezionalmente favorevoli.

    L’uscita dall’euro non risolve alcun nostro problema strutturale. Se abbiamo il 55% di pressione fiscale (che arriva al 70% per le imprese) e se facciamo di tutto per far scappare gli imprenditori non riusciremo mai a cavarcela, euro o non euro.

  41. Marco Tizzi

    @erasmo67
    La questione è molto semplice: le elezioni in Germania sono ad ottobre 2013, che è la data finale.
    Merkel sta scommettendo che per quella data non sia saltato tutto in aria e che la Germania non sia in pesante recessione. E’ una scommessa in cui si porta dietro tutto il Paese, che infatti in un sondaggio dello Spiegel (quindi di parte, ma nemmeno poi tanto) così pensava:
    “La crisi Europea ti coinvolgerà direttamente nel tuo posto di lavoro o in quello dei tuoi familiari? 65% risponde NO.
    Ci sarà una significativa inflazione? 70% risponde SI.
    Servono a qualcosa ulteriori aiuti? Il 55% dice che sono completamente inutili”

    Ora finché l’elettorato la pensa così, Merkel farà affondare la barca.
    E’ un atto di follia, ma non s’è mai visto un politico fare il contrario di quel che vuole il suo elettorato a poco più di un anno dalle elezioni.

    Ci sono due “però”:
    – Draghi potrebbe fanculizzare tutti e agire al di fuori del mandato: come ho letto ultimamente qualcuno dire “se ti sparano addosso non ti poni il problemi se hai ho meno un porto d’armi”;
    – Obama è sotto elezioni e diciamo che potrebbe con massima gentilezza e carineria ricordare al popolo tedesco tutto chi ha vinto la guerra.

    In questo un MM fuoriclasse potrebbe minacciare una Nuova Lira peggata al dollaro che creerebbe non pochi grattacapi all’economica tedesca.
    Ma non so se quel MM davvero esista.

  42. erasmo67

    Ma ottobre 2013 e’ al di la del bene e del male. La sig.ra Merkel che e’ un politico e non uno statista, si trovera’ presto titolare di impegni per oltre 600 bilion , non sono sostenibili.

    Non sono un fine economista ma non vedo rischi per la Germania dalla licenza data alla BCE di calmierare i tassi acquistando debito sovrano.

    Svalutazione dell’Euro? Un vantaggio competitivo per un paese eportatore.
    Inflazione ? Non nel pieno di una Debt Deflation

    Perdita di una posizione competitiva nel mercato dei capitali? Forse ma compensata dal mantenimento del mercato europeo ilcui collasso ricadrebbe pesantemente sui tedeschi.

    Mi sbagliero’ ma di tempo da acquistare non ce ne e’ più’

  43. Marco Tizzi

    @erasmo67
    I tedeschi (vedi sondaggio) sono terrorizzati dall’inflazione.
    Secondo me senza motivo al momento, ma non li convincerà mai nessuno, soprattutto nessuno che non sia tedesco. Quindi inutile ogni tentativo di spiegazione: erano convinti di essere i migliori del mondo quando avevano l’economia in ginocchio, figuriamoci adesso che vanno meglio degli altri.

    La soluzione più sensata è il breakup. Tutto il resto è agonia.

  44. a parte le difficolta’ e sopratutto alle umiliazioni che gli stati del nord europa ci stanno sottoponendo , pensate che forse lasciati a noi stessi staremmo meglio ? Io non credo .
    Abbiamo dovuto introdurre la patente a punti per mettere le cinture di sicurezza , i tutor per rispettare i limiti ecc …..
    Purtroppo, a parte la nostra spiccata individualita’ che ci permette di primeggiare in molti campi , non siamo in grado di governare uno stato .
    In Italia l’individualismo soverchia l’amor di patria . Deve esserci sempre in ogni cosa un tornaconto per qualcuno .
    La perdita inoltre della morale nella vita economica e politica degli ultimi anni non puo che aggravare le cose .
    Meglio l’Europa che l’abbandono .

  45. Alberto

    Ah ho capito, lei parte dall’ assunto che quel 6% rimanga tale e quale; e su quale base lei afferma ciò? Quel che lei dice non mi convince, semplicemente perchè il nostro problema strutturale principale è la crescita che dipende dalla nostra competitività sui mercati, dagli investimenti nell’ economia reale, oltre che dai consumi interni; i nostri problemi strutturali erano esattamente gli stessi nel periodo ’92-’02 ed in quel periodo crescemmo mediamente dell’ 1,6% annuo e gli investimenti industriali crebbero (Pag.12 doc.to Bankitalia)) costantemente e rapidamente nello stesso periodo, restando fermi nel successivo periodo. Ora tutti i nostri parametri riferentesi alla crescita, inclusa la nostra competitività nell’ area oggi euro e nel mondo, dove abbiamo perso 4 punti di PIL, a favore dei crucchi che ne hanno guadagnati 6, hanno avuto andamenti fondamentalmente negativi nel periodo euro, e positivi nei dieci anni precedenti. Non solo, ma negli stessi periodi, l’ inflazione è stata mediamente dello stesso valore. Lo sa poi che noi siamo comunque al terzo posto nel mondo come prodotto industriale pro capite e che questa posizione non l’ abbiamo ancora persa? Io sono assolutamente convinto, quindi, recuperando la nostra sovranità monetaria, sapremo fare molto bene, sicuramente molto meglio di oggi, dove non c’ è futuro, che lei o io si voglia o meno. @Francesco_P

  46. Alberto

    Caro Marco, sai che ti dico, al di là di ogni altra considerazione, ti dico che il giocattolo complesso e mal funzionante della moneta unica, è stato affidato a degli stupidi bimbetti, maschietti e femminucce, che l’ hanno rotto, frantumato e se c’ era qualche speranza che potesse essere riparato e funzionare, ora è diventato irrecuperabile!
    Se ti va, come credo, perchè non ci vieni a visitare anche da R.I., mi farebbe piacere!@Marco Tizzi

  47. Alberto

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    Per capire la differenza tra cosa sarebbe successo dopo le manovre 2010-2011, ai fini della stabilità dei conti e della crescita, per il nostro paese, se non avessimo avuto l’ euro ma la lira e quindi la nostra banca centrale e quindi la possibilità di fare una svalutazione competitiva, ed invece quello che sta succedendo qui da noi, dove praticamente le cure stanno solo uccidendo il nostro paese, faccio di nuovo riferimento al ca href=”http://www.bancaditalia.it/interventi/integov/2011/camera_091211/visco_091211.pdf”>documento Bankitalia di dicembre 2011, in cui si illustrano gli effetti netti della manovra (fra le tante altre cose), vedi tavola 8 a pag.26

    – effetti netti 2012………..48,778MLD
    – effetti netti 2013………..75,734MLD
    – effetti netti 2014………..81,315MLD
    AGGIUNGO IO (manovra tremonti 2010, vado a memoria)
    – effetti netti 2010………..06,000MLD
    – effetti netti 2011………..25,000MLD
    – Totali netti cumulati (5 anni)….236,827 MLD, (spaventoso no?)

    Eppure, questa cura da 460.000 miliardi di lire (per recuperare il senso delle proporzioni è opportuno ricominciare ad usare la lira), insieme ad una possibile svalutazione indolore del 15/20% ed al sostanziale blocco dei salari, invece di ottenere effetti dirompenti positivi sulla nostra economia, sta ottenendo l’ esatto contrario e stiamo morendo, ma non solo ci ritroviamo i mercati che non ci danno fiducia, dico ovviamente, ci ritroviamo in casa pure i commissari che ci dicono ciò che dobbiamo o non dobbiamo fare e ci danno pure, come fanno alcuni idioti e frustrati professori, i compitini per casa e per le vacanze.
    Me ne frego!

  48. Mandingo

    io sono basito da certi commenti di grandi soloni che evidentemente non hanno la benchè minima contezza di ciò di cui parlano… allora, proviamo a mettere le cose in maniera semplice semplice… Spagna e Italia NON POSSONO essere “salvate”, questo non è tecnicamente possibile perchè l’ingiunzione presso la Corte Costituzionale tedesca, intentata da un gruppo molto eterogeneo di soggetti, ha bloccato l’ESM fino, perlomeno, a metà settembre (quando in ogni modo sarà troppo tardi).

    Perchè la mancata ratifica dell’ESM implica che Spagna e Italia non solo non saranno “salvate” (francamente parlare di slavataggio delle Grecia, ad esempio, mi pare criminale, se il creditore di una azienda privata si comporta come si sono comportati certi paesi europei con la Grecia rischiano l’accusa di estorsione) ma non potranno nemmeno essere “aiutate” (le virgolette sono d’obbligo perchè mi pare che tanti non abbiano capito che fino ad ora i bail outs sono stati fatti concedendo a soggetti oberati da troppi debiti ulteriori prestiti… cioè debito su debito, che bell’aiuto)? Perchè signori miei gli aiuti tramite EFSF, FMI e BCE vanno ad impattare sul debito pubblico, sia del prenditore che del prestatore. Allora signori belli, capite anche voi che è un pò difficile poter dire “sai cosa, oggi “salviamo” l’Italia, gli diamo 20 punti di PIL di prestiti vediamo come va” perchè da un lato il debito pubblico italiano sale al 145% e quindi l’Italia fa immediatamente default, dall’altro non potete pensare che paesi come Francia e Germania con un debito pubblico in esplosione possano incrementarlo senza finire anche loro nella spirale. sono 2 anni che si dicono queste cose, c’è stato l’esempio greco e non ci avete creduto, c’è stato l’esempio irlandese e non ci avete creduto, c’è stato l’esempio portoghese e non ci avete creduto, la scorsa settimana è capiatata la stessa cosa alla Spagna e ancora non avete avuto la capacità di accettare la realtà: è veramente preoccupante, il mondo dei sogni fa ridere fino ad un certo punto, poi la cosa diventa tragica. Adesso siamo alla tragedia.

    Ammesso e non concesso che si arrivi a settembre e che la Corte Costituzionale tedesca faccia passare l’ESM (cosa non scontata perchè è già chiaro che per alcuni versi l’ESM è in contrasto con il diritto costituzionale tedesco…), allora l’unico modo di salvare le baracca è l’unione fiscale, che significa che chiediamo agli amici tedeschi di darci il loro bancomat. Ma signori si torna al problema evidenziato prima, la Germania ha debiti “reali” più alti dell’Italia, la Germania (o la Frtancia, l’Olanda ecc) non è in grado di aiutarci!!! Ma come è possibile rifiutarsi di vedere una realtà tanto semplice???

    Oltre a ciò, leggetevi i commenti agli articoli che appaiono sulla stampa tedesca (lo sò, il tedesco non lo capite, le posizioni dogmatiche sono prerogativa di chi non sapendo articolare una propria posizione si rifiuta di discutere nascondendosi dietro un dogma), l’unione fiscale non la vogliono, non è la Merkel che ce l’ha con noi, i tedeschi non ci vogliono dare il bancomat, fatevene una ragione! L’Euro è finito, si può decidere se uscirne con danni limitati (l’Italia ad esempio potrebbe uscire senza colpo ferire) o se rendere il tutto una tragedia. Noto che tanti propendono per la seconda soluzione.

  49. Marco Tizzi

    @Mandingo
    Concordo su tutto, con un solo, microscopico “se”: se la recessione comincia a picchiare seriamente anche in Germania lo farà ad una velocità molto più alta della nostra, perché il blocco ordini dei partner commerciali sarà istantaneo (leggi: ho i magazzini pieni, per amordiddio non mandarmi più nulla che non te lo pago).

    A quel punto comincia a salire la disoccupazione, che in Germania significa esplosione del deficit per stabilizzatori automatici.

    Ergo: le agenzie si scaccolano e dicono “mmmmmm forse questa Germania non è mica poi così solida, facciamo che togliamo la tripla A”.

    Al che gli investitori istituzionali scappano (dall’euro in toto, perché non san più in cosa investire).

    Emerge quel piccolissimo problema che son le banche tedesche.

    Di fronte al baratro del default mondiale Angela Merkel si sveglia una mattina e dice “mmmmm… mi za zignori che debiti mondiali non ripagabili con beni reali quindi mettiamo banka zentrale a garanzia di tutto debito europeo e intanto riflettiamo zu nuovo bellizzimo zistema monetario che questo qui punisce anche grande Cermania, quinti zicuramente è zbagliato”.

    Ma la probabilità è molto bassa, lo ammetto.

  50. Mazzivr

    Ma il fatto che siamo un paese a stampo mafioso c’entra nulla? Perchè se poi al ristorante a fronte di uno sconto facciamo a meno dello scontrino, non importa che tu appartenga ad un clan di cosa nostra camorra ‘ndrangheta che sia, la mentalità è la medesima! Potremmo cambiare/provare qualsiasi sistema monetario che vogliamo o reputiamo valido, ma una mentalità simile che modello economico potrà mai sviluppare? Ma sono certo correggerete il tiro di questa mia sparata, ho bisogno di ottimismo ragazzi…

  51. Mandingo

    @Marco Tizzi

    caro Sig. Tizzi nella city a Londra hanno conianto una interessante frasetta: “Ccà nisciuno è fesso”.

    ci sarà una ragione se TUTTI gli investitori istituzionali stanno shortando il bund…

    Lei mi dirà “ma come, se Germnainia e Francia offrono rendimenti negativi”, si ma vada a vedere chi compra… sono principalmente privati italiani (antissimi), spagnoli, greci, ecc, tutta gente che si brucierà le dita pensando di aver messo in salvo i propri risparmi.

  52. Marco Tizzi

    @Mandingo
    Infatti dalla City mi dicevano la stessa cosa giusto 8 giorni fa…
    Aggiungendo che alla fine un breakup sarebbe molto meno disastroso si quel che si crede per un paese come l’Italia.

  53. Alberto

    Concordo e rilancio, nell’ eventualità di recessione e di crisi, analoga o superiore a quella del 2008, la Francia potrebbe aumentare il debito di circa 20 punti percentuali(deficit 2012 intorno al 5%) e la Germania di circa 17 punti percentuali in tre anni; mi riferisco a quanto accaduto tra 2008 e 2011 per le loro finanze. Noi nello stesso periodo siamo passati dal 114,6 al 120,1% cioè di soli 5,5 punti percentuali. Dopotutto le manovre Tremontiane a qualcosa sono servite, bisogna ammetterlo, oggi alla luce dei riscontri e dell’ esperienza. Purtroppo il tendenziale italiano è 126% a fine anno 2012 (essendo oggi 123,3% e come detto 120,1% a fine 2011), cioè + 6 punti in un solo anno, con le manovre Monti per circa 250.000 MLD di lire in 3 anni. Da quanto sopra, e concordando come già sapete, sull’ inutilità e sulla impossibilità di continuare a restare nell’ euro, dichiaro che noi dobbiamo uscire senza indugio e far passare il messaggio che la nostra nazione, il nostro popolo, rispetterà una road map di serie misure di risanamento, ma che questo potrà essere fatto solo fuori dall’ euro. Il problema sarà far passare questo messaggio con questa politica, che si occupa di altro.

    @Marco Tizzi

    @Mandingo

  54. Mandingo

    @Marco Tizzi

    sicuramente per l’Italia le conseguenze sarebbero limitate (o meglio, limitabili). Personalmente credo che sia più difficile che paesi come Grecia e Spagna possano uscire, sarebbe un tonfo devastante per loro, credo che nessuno possa essere così folle da spingerli fuori (come pare che stiano facendo i tedeschi) senza un pacchetto di aiuti (aiuti, non prestiti, è diverso). Tra l’altro secondo gli analisti chi avrebbe più da perderci sarebbe la Germania. Io mi auguro solo che se l’Italia deve uscire, come ahimè temo, lo si faccia al più presto e comunque prima dell’intervento dell’EFSF perchè emettere ulteriore debito in tali circostanze è pura follia (per il creditore)

  55. erasmo67

    Oggi la borsa peggiore alla fine è Francoforte….

    E non è un caso, oggi la Germania riceve dei regali a TASSI NEGATIVI.

    All’Italia per tenersi in piedi basterebbe pagare uno spred sull’inflazione di non più di 200bp, il che significa qualcosa tra il 4% ed il 5% sul decennale invece del 6,..%

    Mi parrebbe una condizione ragionevole , basta che la BCE dica basta così… ci deve essere una specie di telefono rosso da qualche parte come quello che avevano il presidente russo e quello americano ai tempi della guerra fredda, a breve squilla.

  56. Marco Tizzi

    @Mandingo
    In tutto questo non riesco a capire lo spread francese, ma chi compra i titoli di stato parigini?

    Comunque stia tranquillo che per salvare davvero una Grecia fuori dall’Euro gli USA e la Russia faranno a gara: lì in mezzo al mediterraneo… nei balcani… fa troppa gola: non ci dimentichiamo che ancora nel mondo comandano gli eserciti.
    La finanza è solo una piccola arma non convenzionale, non vince mai quando si arriva al dunque.

  57. Marco Tizzi

    @erasmo67
    Infatti è curioso che l’indice di borsa dell’economia più forte del mondo (secondo loro) è il 26% sotto i massimi, mentre, per dirne una, il bistrattato dow jones è sotto solo del 10% e addirittura quei morti di fame della city hanno il FTSE 100 che è “solo” il 18% sotto i massimi!

    Incredibile ‘sta cosa, le borse di paesi assolutamente disgraziati, senza una vera economia, con il debito pubblico che scoppia e che nemmeno producono tante automobili (cosa gravissima da un punto di vista economico) performano meglio della Crante Cermania!

  58. Marco Tizzi

    @Alberto
    Ok, allora dopo il RAI-test che qualcuno su queste pagine aveva simpaticamente proposto per valutare chi votare alle prossime elezioni, facciamo l’Euro-test!

    M5S –> Dubbioso
    PdL –> Contrario a giorni dispari
    PD –> Assolutamente fideisticamente favorevole ad ogni costo, anche il suicidio di massa
    Movimento-Giannino –> lo metterei tra i dubbiosi perché ancora non lo vedo convinto né sul sì, né sul no

    Gli altri non pervenuti, nel senso che non hanno peso elettorale a meno di legge elettorale fatta ad hoc per far contare il nulla cosmico.

  59. Mandingo

    @Marco Tizzi

    anche in risposta al post delle 16:03 del Sig. alberto, ho appena trovato questo interessante editoriale sul Telegraph

    http://blogs.telegraph.co.uk/finance/thomaspascoe/100018992/why-france-is-on-the-road-to-becoming-the-new-greece/

    è una lettura interessante, in particolare consiglio di aprire i links che Mr. Pascoe segnala, vabbè uno ve lo evidenzio io perchè merita

    http://www.zerohedge.com/news/true-french-debt-gdp-146

    qualche tempo fa l’IMF ha pubblicato uno studio sulla sostenibilità del debito pubblico dei vari paesi europei, adesso non trovo il link e se qualcuno lo avesse sarebbe interessante postarlo perchè è veramente un lavoro interessante, ma in sostanza l’Italia è (era?) il paese con la dinamica del debito più favorevole (con uno score se non erro di 4.1) seguita dalla Germania (4.4? non ricordo lo score esatto) e poi tutti gli altri. Consideriamo che già l’Italia è un caso disperato, questo per dire quanto siano senza speranze le dinamiche previste del debito pubblico degli altri paesi (non sono tra quelli che dicono che in Italia tutto va bene, anzi secondo me una qualche forma di default è impossibile da evitare, sono invece tra chi ritiene che nella zona Euro “il più sano ha la rogna”)

  60. MatteoS

    @Marco Tizzi Bè, per dirne una, se al posto di essere dubbiosi sul M5S, provaste a buttarvi dentro e diventare un pochino più “attivi” alla politica, esponendo le vostre ottime idee, sareste sicuramente in grado di farle apprezzare e farle capire a tanti altri esponenti del M5S, che entusiasti si preparerebbero molto per portare avanti le proposte… Questa politica è ha “circuito chiuso” nei confronti dei cittadini, risaputo… Il M5S farà semplicemente un squarcio in questo circuito, sta a noi alimentarlo… Sinceramente, uno dei valori più nobili del M5S è appunto l’essere più ATTIVO come cittadino a ciò che dovrebbe toccarti nel quotidiano, è una cosa giusta, ma ho sempre creduto IMPOSSIBILE, specialmente per paesi altamente popolati come il nostro… Impossibile finchè dopo anni di esplorazione in quello che è uno dei più grandi mezzi di cui l’essere umano si è dotato, scopri quale effettivamente è la potenzialità di INTERNET… Codesto mezzo si è insediato quasi ovunque ed è destinato ad insediarsi ovunque… Quindi anche nell’ATTIVITA’ POLITICA da parte del cittadino… A tal proposito vorrei dirvi che è arrivato da pochi giorni la versione tradotta in italiano di LiquidFeedback, software di E-democracy che il Partito Pirata tedesco usa da qualche annetto, se volete provarlo anche e soprattutto per curiosità, potete scrivere un mail a questo indirizzo liquid2@ziopino.kng.it… Guardate, non lo dite a me che a 24 anni sono un mezzo uomo-divano, ahah… difficilmente mi alzerei per andare a parlare alla gente in giro per la strada (con fatica sono andato ai consigli di zona, ahah)… diversamente non ci metto niente a scrivere un post come questo dove mi auguro di farvi interessare un po di più a questo fenomeno del M5S, e nessuno ci impiegherebbe chissà quale sforzo a dibattere di un ipotetica legge attuabile nel locale/comunale/regionale e nazionale tra appassionati,esperti, professori, studenti, di una determinata materia, quale potrebbe essere l’economia, o tutte le altre… è impossibile ricreare questo scenario nel reale, migliaia di persone che dibattono, ahah, in Italia, ahahahaha… Ma nel virtuale si, e con un ampiezza potenzialmente totale… Concludo con, davvero avete, o almeno sembrate avere le idee per potenzialmente migliorare questo paese, entrate nello squarcio e portatele, che servirebbe un movimento-giannino, pensate veramente che la popolazione italiana sia tanto colta e attenta da solo SAPERE chi è oscar giannino… piuttosto portate a nome del Chicago Blog queste idee facendole capire ad alcuni esponenti del M5S, e allora magari, possiamo pensare ad un cambio d’aria… senno, qualcuno gia parla di crisi del 29… azz

  61. Alberto

    C’è qualcuno che glieli fa comprare e loro li comprano; Il debito francese è per il 58% circa in mano ad investitori esteri mentre il nostro sta a circa il 42% comprano anche titoli Giapponesi (215% sul PIL) d’ altronde più o meno allo stesso tasso!
    Da questo schema, risulta interessante notare che a fine 2011, Grecia, Portogallo e Irlanda, sono tutti con quote di debito in mani straniere, per oltre il 60% e l’ Irlanda sta peggio di tutte, con l’ 83%. La Francia non sta molto distante da queste percentuali e sta messa molto peggio di noi. Ricordo che la sua spesa per il Welfare era nel 2007 circa 3,5 punti di PIL superiore alla nostra e credo che oggi questa distanza sia aumentata ulteriormente.@Marco Tizzi

  62. Marco Tizzi

    @Alberto
    Cacchio, ma l’applicazione dell’equilibrio di Nash in effetti mi era sfuggita. Come giocatore di poker avrebbe dovuto essere il primo pensiero, ma non ci ho pensato.
    In effetti Italia e Irlanda hanno in questo momento, per motivi diametralmente opposti, la mano migliore.

  63. Alberto

    DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO
    DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO
    DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO
    DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO DOBBIAMO USCIRE DALL’ EURO

    Sto ascoltando linea notte; è fastidioso sentire Rutelli (che non stimo) che pontifica e dice banalità assolute, tipo i nostri bocconcini appetitosi che non vanno venduti ( ma non ti preoccupare che non ti tolgono pane e cipolla amico) e Crosetto (che stimo) che da uomo di azienda si preoccupa di dire cose assolutamente sensate, come “oggi è necessario rivitalizzare i 4.000.000 di partite IVA”. Da qui, da queste differenze di stile e di sensibilità e di capacità, dovrebbe scaturire la nuova classe dirigente, Giannino in testa; ci vogliono uomini veri e con competenze vere ed onesti ed uscire dall’ euro, immediatamente.

  64. Mandingo

    @Alberto

    come effetto dell’LTRO la percentuale del debito pubblico italiano in mano a soggetti italiani ha superato il 70%, solo all’ultima asta gli stranieri sono tornati (avendo acquistato circa il 54% dell’emissione)

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