11
Lug
2012

Le surreali voci su patrimoniali e affini – di Enrico Zanetti

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Enrico Zanetti.

Sono passati poco più di sei mesi da una delle più grandi mazzate fiscali di tutti i tempi.

In questi sei mesi, al netto di qualche liberalizzazione e semplificazione di facciata, si è visto poco o nulla.

Solo di recente, sotto l’incalzare dello spread, il Governo ha abbozzato dei tagli di spesa che, per quanto tardivi e insufficienti, fanno sperare si stia finalmente rassegnando a imboccare l’unica via che avrebbe sin dal principio dovuto intraprendere.

Ebbene: nemmeno il tempo di vederli messi concretamente in atto che già le parti sociali e alcuni partiti politici rilanciano l’opportunità di tassare i patrimoni.

Il fronte è talmente ampio che comprende persino il presidente di Confindustria, il quale si dichiara d’accordo a patto che il prelievo non colpisca le imprese.

Il dibattito, in realtà, è surreale.

Non è questione di essere contrari per principio alle imposte di tipo patrimoniale.

Anzi, è vero semmai che, in momenti di così grave crisi economica, è di gran lunga preferibile tassare le cose possedute (ossia i patrimoni), piuttosto che le cose consumate (ossia i consumi) oppure i redditi di lavoro e produzione.

Il punto è che la tassazione patrimoniale in Italia c’è già e, da un anno a questa parte, non è più marginale come in passato.

Si chiama IMU per gli immobili posseduti in Italia (fino all’1,06% annuo del loro valore catastale) e IVIE per quelli posseduti all’estero (pari allo 0,76% annuo del loro costo di acquisto).

Si chiama imposta di bollo sulle attività finanziarie possedute in Italia e IVAFE per quelle possedute all’estero (pari entrambe allo 0,1% annuo del valore di mercato delle attività fino al 2012 e allo 0,15% annuo a partire dal 2013).

Si chiama, inoltre, superbollo sulle auto di lusso, tassa sulle imbarcazioni e tassa sugli aeromobili.

Per il Governo, la soluzione della “patrimoniale spezzatino” è stata una strada in parte obbligata e in parte gradita: bisognava fare in fretta e bisognava fare meno rumore possibile.

Resta il fatto che, al netto della disorganicità formale di un simile impianto disciplinare, per “copiare” l’imposta patrimoniale francese mancano, sul piano sostanziale, i cavalli da corsa, i gioielli, l’oro e i metalli preziosi, ma il resto c’è praticamente tutto.

Parlare oggi di patrimoniali “robuste” non significa dunque parlare di qualcosa che non c’è e che andrebbe introdotto, ma parlare di qualcosa che c’è e che, evidentemente, si vorrebbe incrementare ancora di più.

Magari ci si potrà pensare in seguito, magari anche a stretto giro, ma certamente non adesso.

Adesso bisogna ridurre la spesa e smettere di prendersi in giro.

Non c’è nessun gratuito compiacimento nell’affermare che non esistono alternative reali alla riduzione del peso dello Stato, alla significativa potatura dei livelli di rappresentanza e del numero dei rappresentanti, alla restrizione del perimetro della pubblica amministrazione e del parastato, all’abbandono di livelli remunerativi dei dirigenti pubblici similari quelli dei quadri dirigenti del settore privato, al taglio di sprechi anche a costo di perdere per strada qualche pezzettino di spesa sociale.

Proprio nessun compiacimento.

Sarebbe bello, anzi, non essere la generazione chiamata a cambiare passo e poter continuare a godere di diritti che poi pagheranno altri, quando i nostri saranno invece ormai acquisiti e chi se ne importa.

Invece lo siamo e sarà bene che ci diamo una mossa.

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53 Responses

  1. LuigiVis

    Si si, pienamente d’accordo, e con la patrimoniale spezzatino su auto e barche hanno definitivamente affondato il mercato e ridotto il gettito. Geniali !

  2. marziano

    Sarebbe bello, anzi, non essere la generazione chiamata a cambiare passo e poter continuare a godere di diritti che poi pagheranno altri, quando i nostri saranno invece ormai acquisiti e chi se ne importa.

    parole sante. l’unico soggetto che ho visto menzionare il problema dei diritti quesiti cioè dell’esistenza di leggi che fanno sorgere diritti che poi non si possono abrogare/eliminare/correggere perché una volta sorti l’abrogazione formale della norma non determina la loro caducazione, è giuseppe vegas della consob. lo so che è complesso ma il problema tecnico è tutto qui. bravo vegas, andatelo a leggere sul foglio.
    http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=1HABNO

  3. ORO

    Il denaro pubblico fa gola a tutti i gruppi organizzati con interessi speciali.
    Ed è, da sempre, lo strumento che crea il consenso politico attraverso il finanziamento clientelare.
    E’ perciò ovvio che la spesa clientelare non sarà mai ridotta.
    E se qualche sforbiciatina di facciata verrà fatta, non dovrà mai intaccare il gruzzolo più grosso.
    L’inflazione che sta già aumentando, ed aumenterà sempre di più e più velocemente, grazie alle fallimentari iniezioni di liquidità LTRO1 e 2, TARGET2 e stampaggi ulteriori di fiat money, favoriranno solo la redistribuzione di ricchezza ai più vicini alla stampante, le banche e poi i primi ad avere il credito.
    Tutti gli altri si ritroveranno coi risparmi svalutati ed i prezzi sempre più alti.
    Non è un problema di liquidità, ma di credibilità della cartamoneta, dell’Unione Europea, degli Stati indebitati oltre il collo.

  4. radici piero

    nessun socialista ( e Monti lo è al 100% ) taglierà mai la spesa pubblica perchè solo con quella il socialismo reale vive e prospera. Si faranno misure truffa per trasferire le spese da un settore pubblico ad un altro, ma mai per diminuire il peso dello stato dispensatore di prebende contro voti, e si faranno solo finte privatizzazioni tramite la CDP ! Questo stato nasce cattotrasformista e tale morirà, è solo questione di tempo. Le giovani generazioni sono destinate a tirare un carro sempre più pesante, pieno di gente carica di privilegi spacciati per “diritti acquisiti” e, se non vorranno emigrare, avranno solo due alternative: fare la rivoluzione o soccombere. Eventuali patrimoniali, ovvero “espropri di stato”, serviranno soltanto a procastinare un po più avanti nel tempo la fine.

  5. Alberto

    MILANO (MF-DJ)–L’Italia chiudera’ il 2012 con un deficit al 2,6% del Pil.

    E’ quanto si legge nel rapporto Articolo IV del Fondo monetario internazionale (Fmi) sull’Italia dove e’ stata rivista in maniera peggiorativa la stima del rapporto deficit/Pil per l’anno in corso dal 2,4% contenuto nel World Economic Outlook di primavera.

    Lo staff dell’Istituto di Washington apprezza il continuo miglioramento della situazione del deficit avvenuto nel 2010 e nel 2011, in linea con i target del Governo. L’Fmi ha confermato le stime del rapporto deficit/Pil all’1,5% per il prossimo anno, mentre sono state riviste al ribasso le proiezioni per il deficit strutturale, al netto degli aggiustamenti ciclici, per il 2012 allo 0,7% (da -0,3%) e quelle sull’avanzo strutturale per il 2013 allo 0,5% (da 0,6%).

    Il debito pubblico e’ invece stimato al 125,8% del Pil per l’anno in corso e al 126,4% nel 2013, in peggioramento rispetto al 123,4% e al 123,8% previsto in precedenza dal Fondo.

    Mettere in sicurezza le politiche di medio termine per ridurre l’alto debito pubblico, “migliorerebbe ulteriormente la fiducia” nel Paese, si sottolinea nel rapporto dell’Fmi. vit/ste

    (END) Dow Jones Newswires

    July 10, 2012 11:02 ET (15:02 GMT)

    Copyright (c) 2012 MF-Dow Jones News Srl.

    Monti ne tragga le conseguenze e si dimetta; un PDC eletto deve trarre le conseguenze a maggior ragione lei!

  6. Mike

    La superpatrimoniale è il vero obiettivo prossimo venturo di coloro (e sono tanti …) che, per ragioni diverse, non vogliono rinunciare allo Stato bulimico – tassicodipendente, anche in tempi di recessione. Succederà come in Francia di questi tempi. Chi potrà, se ne andrà via. Agli altri non resterà che difendersi in qualche modo. Della serie: carissimo Stato, mors tua, vita mea!

  7. Alberto

    A proposito di patrimoniale, faccio un po’ di analisi delle possibilità reali di tassare quel che resta da tassare:
    Partiamo dal fatto che è il 10% della popolazione italiana possiede(?)il 45% della ricchezza. Andiamo a vedere ora in cosa consiste questa ricchezza. Secondo questo studio di Bankitalia abbiamo un patrimonio netto di 8600 MLD di cui il 62,3% pari a irca 5360 MLD e di questi 4800 sono in immobili, quindi altre attività reali sono pari a 560 MLD. Il resto e cioè 3240 MLD sono le attività finanziarie totali. Se il 45% di 8600 MLD sono 3870 MLD, e come si sa il 70% delle abitazioni è prima casa, avremo circa 3400 MLD di prime case di cui 2900 MLD in mano al 90% delle famiglie non ricche e circa 900 MLD di altri immobili, il grosso quindi in mano alle famiglie ricche sono attività finanziarie, diciamo circa 2270 MLD grosso modo derivanti da é [3870-600(da altri immob.)-300 (altre att. reali)- 700(prime case 10%)]. Le attività finanziarie in mano alle famiglie non ricche ammontano quindi a 3240-2270= 970 MLD circa.
    Io credo che circa il 40 % di quei 2270 MLD siano già investiti in titoli di stato e quindi restano disponibili circa 1200 MLD in altre attività finanziarie. Ora io mi chiedo, quanto di questa quantità sono investiti in Italia?, diciamo il 50%, pari a circa 600 MLD A questo punto, ricorrere ad una patrimoniale, diciamo del 1% annuo medio, significherebbe ricavare non più di 6 miliardi annui (solo lo 0,375 del PIL), io la farei subito, in questa fase, magari destinandola in modo virtuoso e privilegiato e rigoroso verso il rimborso dei debiti delle P.A. nei confronti delle imprese private, ma credo sarebbe meglio tagliare insieme gran parte di quei 70 MLD di spesa improduttiva che poi sono la fonte e l’ alter ego della corruzione.
    Si intraprenda da subito ed indipendentemente da qualsivoglia altro provvedimento l’ alienazione del patrimonio pubblico che darebbe senza esagerare ma senza false illusioni, almeno un 2% di riduzione debito annuo con influssi positivi immediati sulla credibilità italiana ed abbattimento, questa misura si, dello spread.
    Chiedo scusa fin d’ ora di eventuali imprecisioni ed errori nelle quantità calcolate ed indicate.

  8. radici piero

    @Mike
    Non sono tanti coloro che vivono dello stato bulimico … ORMAI SONO LA MAGGIORANZA ! Se togliamo dal conto anche i privati le cui imprese ormai vivono ( di mazzette ) in simbiosi con la P.A. siamo rimasti una sparuta minoranza senza difese. Questa situazione di irreversibilità è stata artatamente voluta e perseguita nel tempo dai veri geni della politica, veri professionisti del calibro di Togiatti, Fanfani, Berlinguer, Moro, Andreotti & co. Adesso che i mantenuti sono largamente la maggioranza numerica, in un sistema democratico non è più possibile abbatterli …. quindi… a lei le conclusioni..

  9. Alessandra

    Perfettamente d’accordo, la patrimoniale c’è già, basta sapere cosa si cerca e la si trova subito! Vorrei solo aggiungere che non capisco quali “grandissimi” patrimoni si potrebbero tassare in un paese in cui il numero dei contribuenti che dichiara oltre 350.000 euro di reddito annuo è inferiore al numero di orsi polari in Zimbabwe. A me sembra che l’unico, grande patrimonio da “tassare” sia quello pubblico: quindi diamo finalmente il via a una campagna seria che raccolga le voci di tutti quelli che sono per uno Stato più snello, che paghi finalmente per i guai che ha creato

  10. Enrica

    Quante persone sento che si lamentano per € 6000,00 /€ 10.000 per Imu sulle, bada bene SULLE seconde case, tutte sudate vero? Con i risparmi di una vita, oh! Mai ristrutturate se non per qualche filo elettrico, mai ritinteggiate, ferme agli anni 70/80 affittate ovviamente ad extracomunitari che pagano, se pagano…il rischio c’è certo, 300 euro al mese.
    Ma cosa vi lamentate? Ingordi.
    E’ vero, il mercato delle auto di grossa cilindrata ha subito un contraccolpo duro, dalla sera alla mattina – strano però la crisi c’è almeno dal 2007 e hanno accusato i colpi solo dopo il decreto Monti – tra super bollo, redditometro, e pagamenti in contanti non oltre i 1000 euro. Ma bisognava finirla con questo mercato drogato, e il bello è che non è ancora finita!
    E’ vero queste leggi sono solo il contentino per il qualunquismo e populismo, la realtà è che non c’è nessuno con i cosiddetti maroni (non l’ex ministro) sotto. Sono tutti burattini di questo/quel schieramento, dei sindacati, del vaticano. E’ sempre la solita storia: fate fate but not for me and not in my garden.

  11. Claudio Di Croce

    @radici piero

    @radici piero
    Il vostro commento è la descrizione perfetta della nostra situazione . se penso che questo blog , in teoria liberale , è pieno di statalisti che si affannano a dimostrare che la nostra ” spesa sociale ” è ottima e abbondante , come il rancio , costa poco e comunque sempre meno di quella dei paesi cosidetti ” virtuosi ” . Il famoso spread è colpa di SB , del complotto demoplutogiudaicomassonico , e dei tedeschi prepotenti , imbroglioni che vogliono comandare come Hitler sia pure con altri mezzi .

    @Mike

  12. Paolo 54

    No. Qualsiasi tipo di tassa patrimoniale è un residuo medievale e basta quando erano concepite per ridurre le concentrazioni di potere. Non hanno senso oggi e sono anticostituzionali del tutto.
    E, Enrica, sbagli e di grosso sulle cosiddette seconde case. Io ad esempio ho un immobile industriale (acquistato con una eredità si cui ho pagato le tasse altissime e ingiuste del vecchio sistema). Riesco ad affittarlo solo in minima parte, lo stato non mi tutela da chi non paga (conta almeno un anno ogni 5 in media) anzi mi costringe a spese legali ma pretende sempre, anzi dice anche che il suo valore sarebbe di molto superiore al valore reale commerciale (tento di venderlo senza esito). Allora in nome di cosa devo pagare una tassa ?

    Giusto invece rivoltare le cose e dire che queste tasse le deve pagare anche lo stato. Ma come ? Tagliando “il 30% delle spese per auto blu” ? Ma quelle vanno tagliate del 90% a fare confronto con l’estero !!!!! E così per il resto

  13. Ignorante

    Vado fuori tema per chiedere a Giannino (o a chiunque abbia voglia di rispondermi) se l’Enrico Zanetti autore dell’articolo è lo stesso che scrive per il sito di ItaliaFutura di Montezumolo, nel qual caso gradirei sapere se si tratta di coincidenza o di endorsement; solo per chiarezza e rispetto verso i lettori che dovrebbero sapere se vi è l’intenzione di tirare il carro di ItaliaFutura oppure no.
    Indiscutibilmente il movimento presenta delle tesi interessanti per noi liberali, ma la trasparenza deve venire prima di tutto.
    Con affetto e stima

  14. Enrica

    @Paolo54

    Certo, per chi ha ereditato un immobile è pesante l’aver dovuto pagare le tasse della successione, adesso quell’imposizione non c’è più.
    Ma quando l’ha ereditato aveva una scelta: tenerlo e metterlo a reddito o venderlo e realizzare senza pagare imposte sul realizzo. Era un eredità.
    In ogni caso sono soldi piovuti dal cielo grazie allo sforzo e sacrificio, si spera non evasione, di chi l’ha preceduta.

    Io mi riferisco a quei personaggi e mi creda sono molti, almeno qui nel nord-est, che EVADENDO hanno acquistato interi condomini o più appartamenti. Non fanno manutenzione perchè sono stati troppo taccagni ed ingordi e li lasciano come erano.
    E che non mi vengano a dire che non è vero che l’evasione non ha fatto girare l’immobiliare per moltissimi anni, non c’era niente di più sicuro per mettere al riparo soldi evasi. Adesso si lamentano perchè stanno pagando quello che hanno RUBATO, solo che di mezzo al solito ci va anche chi ha 2 case una Prima e una magari ereditata dai genitori. Complice lo stato certo, cieco e compiacente.
    Che la storia stia cambiando?
    I valori di quegli immobili stanno scendendo qualcosina, per tante ragioni.
    E si lamentano perchè certo ci stanno perdendo: hanno investito Lire 50.000.000, ora valgono € 80.000,00 che a casa mia fanno comunque 154.901.600,00 milioni di lire.
    L’IMU o patrimoniale nascosta, è incostituzionale sulla Prima e unica casa, perchè in acquisto già si paga Imposta di registro 3% o IVA 4%, l’unica cosa + o – sensata per le prime case poteva essere applicarla in base base al reddito reale.

    Scusi ma vogliamo dismettere il patrimonio pubblico perchè farebbe gettito quindi entrate quindi reddito e allora perchè non dovrei pagare le tasse sulle “mie” pluriabitazioni?

    Non la spaventa il fatto che per tutti questi anni l’Italia si sia retta su di un sistema bulimico, drogato, fittizio, e assistenzialista fino allo stremo che non appena è stato un pò frenato abbia creato più danni di quelli che ci si aspettava?

    Si è mai chiesto perchè ora che nel privato è tempo di perdite si tagliano stipendi, contratti etc etc, ma quando è stato tempo di utili, e c’è stato, le imprese non hanno pensato di dividerne una piccola parte con i collaboratori od operai facendoli crescere?
    Conosco gente che ha preferito investire su capannoni nuovi pur di non pagare le tasse invece di investire sui propri collaboratori con una gratifica, senz’altro senza un ritorno in liquidità ma magari in resa lavorativa, e sicuramente meno costosa. Adesso che non riesce più a pagare il mutuo dei capannoni tra l’ altro sfitti, perchè l’azienda è entrata in crisi, rischia di fallire con buona pace di chi dovrà trovarsi un altro posto di lavoro.
    Ci si è semrpe accaniti sulle risorse umane, ma non si pensa mai che un capannone non compra pane, pasta, vestiti, vacanza, macchine etc….una persona sì.

    E per il resto sono d’accordo con lei, lo stato non tutela:
    chi è onesto
    chi non riceve i pagamenti alla scadenza
    chi fa impresa e concorrenza leale
    chi si impegna e merita di andare avanti

    E adesso paghiamo tutto – troppo – tanto per niente e chissà per quanto tempo.
    E si continua con gli sprechi…..

  15. silvia ferretto

    Salve,sono d’accordo con chi dice che ormai in Italia la maggioranza dei cittadini in un modo o nell’altro vive grazie al “sistema” che qui ci affanniamo tanto a condannare.Dal piccolo impiegato comunale o di aziende parastatali assunto per ovviare alla carenza di posti di lavoro nel privato alle piu’ alte cariche dello stato.Dato che chi trae sostentamento da questo stato di cose(che ora sta crollando),ossia la maggioranza,neghera’ sempre salvo rare eccezioni che si debba far ricorso a reali e sostanziali cambiamenti nel proprio tenore e stile di vita per cambiare e trovare forse un percorso verso la sognata riscossa italiana( salvo appellarsi alla intoccabilita’ dei diritti acquisiti e invocando salvifiche operazioni di prelievo patrimoniale)qual’e’ la soluzione?Ho vissuto da molto giovane la crisi di inizio anni 90 e mi sono illusa che grazie alle draconiane misure di Amato,Dini,Ciampi e all’aiuto dell’Europa saremmo riusciti a risolvere i nostri ormai decennali mali(corruzione,inefficienza,furberia varia etc)per finalmente fare emergere la parte sana e produttiva del paese.Ebbene mi sono illusa..Con l’aumento della pressione fiscale ,il mascheramento dei problemi grazie al “bonus”tedesco siamo solo riuscito a “rubare”altri 20 anni ai nostri giovani frai quali mi metto anch’io(allora..).E ora?Non mi illudo..ne’ con le tasse ne’ con l’aiuto dei marziani riusciremo..E allora..forse e’ meglio non perdere ulteriore tempo.Diamo fuoco alle polverì il prima possibile.Chi non vive di assistenza,sussidi,stato e parastato,credo che a questo punto non abbia niente da perdere.Prima si riinizia a darsi da fare seriamente foss’anche sulle macerie ancora fumanti meglio e’.Forse a questo punto verra’ fuori lo spirito del dopoguerra o forse purtroppo una guerra civile tra nord e sud,tra assistiti e “assistenti”,ma secondo me a questo punto e’ preferibile staccare la spina e non perdere ulteriore tempo.Silvia

  16. Claudio Di Croce

    Io spero che ritorni in campo il Prof. Prodi : si tratta di una persona nuova , che però ha una lunga e ricca esperienza quarantennale . E’ stato sottosegretario di uno dei tanti governi Andreotti, ha fatto il Presidente IRI , quel magnifico esempio di efficenza pubblica, ha avuto esperienze nel Gotha della finanza demoplutogiudaicomassonica ( Goldman Sachs ) ha vinto due volte le elezioni contro SB . I suoi lo hanno fatto fuori due volte . Ma potrebbe riprovare una terza. Non dice Penati – pardon Bersani – che è sempre meglio l’usato sicuro ?

  17. Stefano

    @Enrica:
    Esistono anche situazioni nelle quali la seconda casa è usata gratuitamente dai suoceri, una seconda casa è stata acquistata per andarci a vivere dopo una ristrutturazione per finanziare la quale si cerca da anni inutilmente di vendere (ma non svendere nonostante il prezzo sia ormai al 60% della richiesta iniziale) la prima casa; questa seconda casa è poi soggetta ad un mutuo che drena ogni mese il reddito, ma che non riduce di un euro la tassazione.
    Se finiscono i soldi con cosa si paga il mutuo e l’IMU, con un pezzo di muro ?!? Se lo Stato lo prendesse lo darei volentieri, e che poi paghi lui una porzione di IMU e di spese condominiali

  18. Francesco

    Ma perchè nessuno considera nel computo delle patrimoniali anche questo ridicolo e superato CANONE RAI? Gente qui bisogna chiamarlo con il suo vero nome: “Tassa sulla proprietà di un apparecchio atto a ricevere segnali televisivi”. Io non ho un televisore ma avendo un PC (e adesso anche uno smartphone) posso in linea teorica ricevere segnali televisivi. Beh penso che una tassa così ridicola se la siano inventata solo qui in Italia

  19. radici piero

    Claudio Di Croce :
    Io spero che ritorni in campo il Prof. Prodi : si tratta di una persona nuova , che però ha una lunga e ricca esperienza quarantennale . E’ stato sottosegretario di uno dei tanti governi Andreotti, ha fatto il Presidente IRI , quel magnifico esempio di efficenza pubblica, ha avuto esperienze nel Gotha della finanza demoplutogiudaicomassonica ( Goldman Sachs ) Non dice Penati – pardon Bersani – che è sempre meglio l’usato sicuro ?

    ………………… se tornasse Prodi sarebbe meglio che cominciasse a preparare il programma elettorale già da adesso… perchè tra il prepararlo e il pronunciarlo sarebbe a malapena in tempo per le elezioni del 2018…

  20. Claudio Di Croce

    Tra le fulgide benemerenze di Prodi mi ero dimenticato la maggiore : con Ciompi – pardon Ciampi – CI HA FATTO ENTRARE IN EUROPA E NELL’EURO SALVANDOCI DA UN DISASTRO EPOCALE come possiamo toccare con mano adesso.
    Non posso però tralasciare il fatto che appena si è adombrata una nuova candidatura di SB siamo stati subito puniti : Hollande non vuole più fare la TAV e la finanza demoplutogiudaicomassonica ci ha colpito declassando il nostro debito . E’ ovvio che questi atti non sono diretti contro il governo del nostro caro leader così rispettato e stimato in tutto il mondo , ma solo ed esclusivamente per indurre SB a fare marcia indietro . Per fortuna però che contro i complotti degli sporchi finanzieri anglosassoni si erge quale insuperabile baluardo la famosa procura di Trani , che saprà smascherare il complotto e punire i colpevoli , aiutata anche dalla perfetta padronanza della lingua pugliese, calabrese, lucana, napoletana che faciliterà molto le indagini . E così i procuratori potranno finalmente andare a New York e a Londra con il viaggio pagato da noi contribuenti. Viva l’Italia del nostro caro leader !!!!!!!!

  21. magnini

    Veltroni voleva una patrimoniale di oltre 600 miliardi di euro!, Bocchino una di 500 miliardi (da pagarsi in cinque anni). In Francia con la patrimoniale incassano 4 milardi di euro all’anno, ma il 70% di chi possiede un patrimonio di oltre 10 milioni di euro risiede all’estero.

    Ricordo inoltre che per far parte del mitico 10% più ricco degli italiani è sufficiente avere una rcchezza immobiliare e/o mobiliare di 539.000 euro

  22. luca

    ka tassa piu’ ingiusta e schifosa è l’imu sulla prima casa. è vero che esiste anche in altri paesi , ma reintrodurla in italia ha portato pressone fiscale a livelli folli. ha ucciso l’italia. e distruggerà il valore immobiliare complessivo per un decennio se non la tolgono del tutto. ma questi sono sogni. ci aspetta un futuro tutto in discesa, ma perchè Giannino non si candida? andrebbero tutti con lui potrebbe vincere! altro che grillo che lascia il tempo che trova e affosserebbe sto Berlusconi che ha fatto il suo tempo (per non dire molto peggio) !!!!

  23. luca

    ache ora scende dal letto in settimana un distaccato sindacale della pubblica amministrazione secondo voi? secondo me mai prima delle nove – dieci. una vergogna. non si puo’ mantenere in piedi un sistema cosi’ per decenni . poi ci si stupisce sela borsa italiana ha perso il 70 per cento in cinque anni..

  24. Stefano

    In Italia con la sola patrimoniale costituita dall’IMU, che considera solo i patrimoni immobiliari, stimano di incassare oltre 20 miliardi di euro….
    ….e qualcuno ha il coraggio di dire che all’estero l’introito della tassazione patrimoniale sulla casa è molto più alta !!!

    Quelli che ci governano tecnici o politici che siano e quelli che vorrebbero governarci per imporre una “vera patrimoniale” hanno proprio perso ogni contatto con la realtà della gente che fatica ad andare avanti e che è la stragrande maggioranza del Paese.

  25. Stefano

    E’ un po’ che lo dico, ma a parte tutte le considerazioni sulla ingiustizia ed inopportunità di come è congegnata l’IMU, l’art. 3 dello Statuto del Contribuente (legge 212/2000) afferma che per una tassa periodica come l’IMU, la modifica dell’aliquota che i comuni hanno deliberato nel 2012 può essere applicata solo dal prossimo anno, il 2013. Tutte le leggi a cui i comuni rimandano per affermare il loro diritto di retrodatarla al 2012 non sono conformi all’art. 1 di questo stesso Statuto e non sono valide.
    Almeno che non si violi anche lo Stato di diritto: le leggi valgono per tutti, anche per lo Stato !!!

  26. Claudio Di Croce

    @Stefano
    Non capisco come faccia ad essere così ingenuo : le leggi sono emesse dalla classe politico-burocratica . La sua interpretazione /applicazione è delegata alla classe burocratica e ai giudici , che sono una casta pubblica peggio di quella politica. E lei pretenderebbe che questi ” signori ” appplichino la legge o diano una interpretazione della stessa sfavorevole agli interessi politico-burocratici a cui appartengono ?

  27. Alberto

    E’ verissimo quanto dice ed ormai, anche sulla proprietà siamo arrivati ai massimi mondiali. Fino al 2010, infatti, la UK era al vertice con il 4,2% in termini di PIL, la Francia al 3,6%, il Canada al 3,5% ed il Belgio al 3,0% e noi eravamo al 2,0% (al 2,7% prima del taglio dell’ ICI di Berlusconi). Dopo l’ avvento dell’ IMU, che ha aumentato la tassazione per circa nuovi 14 MLD, ma anche per l’ aumento del 160% delle rendite di riferimento, che inciderà anche sulle altre tassazioni sugli immobili, arriveremo quest’ anno ad oltre il 3% sul PIL.@Stefano

  28. Stefano

    …insisto nel dirlo xchè spero, forse ingenuamente, che il fatto che la classe politica abroghi o modifichi una legge che era stata fatta a tutela del contribuente possa dare il via ad una reazione civile contro tale decisione, purtroppo siamo talmente abituati ai soprusi che l’opinione pubblica ed anche i media non se ne rendono più nemmeno conto ….

  29. Claudio Di Croce

    Finalmente ho capito perchè è giusto essere governati dal PCI-PDS-DS-PD e dai loro alleati . Nelle loro riunioni parlano di argomenti seri , anzi serissimi , di quelli che coinvolgono veramente gli elettori , non le solite discussioni sui problemi economici per i quali hanno ricette validissime , ma affrontano finalmente l’annoso problema che tormenta gli italiani : i pederastri e affini hanno si o no il diritto di prendersela reciprocamente nel cu….o o negli altri orifizi con il la cerificazione legale davanti al sindaco , diventando così coniugi a tutti gli effetti , si o no ?
    Attendo risposte.

  30. salvo

    Forse anche la Tarsu, dovrebbe essere definita imposta patrimoniale. Infatti, la tariffa si paga in base alla metratura dell’immobile, e alla circostanza che vi si risieda. Totalmente prescindendosi dal fatto che, il proprietario, magari non abita l’immobile, e quindi non produce rifiuti solidi urbani.

  31. massimo

    Gentile Dott. Giannino, gentili signori,
    stanno (e state…) applicando le vostre indubbie qualità nelle direzioni sbagliate.
    Semplicemente la verità è la seguente: la teoria del capitalismo non ha previsto, nè avrebbe potuto prevedere:
    – l’avvento istantaneo di una capacità produttiva mostruosa

  32. massimo

    – l’analogo comparire di una capacità tecnologica impensata.
    Oggi si è in grado di produrre 10, 100 o più volte oltre quello che si può consumare.
    La crescita non può essere illimitata: solo in matematica la crescita può essere illimitata (bella frase del simpatico Massimo FINI). Siamo in un mondo limitato, al quale si può girare intorno in una giornata.
    Conseguenze:
    1

  33. massimo

    1 – facciamo una fabbrica di scarpe larga 10 km (o 20, è lo stesso…) , lunga altrettanto, organizziamo i trasporti e di scarpe non se ne fanno più altrove;
    2 – Facciamo una fabbrica di camicie larga 10 km (o 20, è lo stesso), lunga altrettanto, organizziamo i trasporti e di camicie non se ne fanno più altrove;
    3 – Altrettanto per le auto, per tutto il resto.
    Morale: la mia forte sensazione è che i consumi non potranno mai seguire la capacità di soddisfarli!!!
    Per questo dico a Voi, di cui ho grande rispetto: applicate il Vostro ingegno alla riformulazione dello sviluppo della comunità mondiale in un senso che sia sostenibile (Dio, che parola pesante). Il capitalismo ha fallito e di guerre mondiali non se ne possono fare!!
    Perchè non impegnarsi in questa direzione? Amate il liberismo nel quale i Ministri da 2 – 3 M€/anno eludono le tasse? Suvvia! Grazie per l’ospitalità che mi vorrete concedere. Massimo

  34. massimo

    @Marco Tizzi
    Ok Ok, dovevo aspettarmelo.
    Ma oggi la situazione è così schematizzabile: le automobili si fanno a Termini Imerese o in Polonia.
    Non ce n’è per tutti. Di qua o di là si deve AFFAMARE la gente.
    Ma stiamo scherzando?
    Dr. Giannino e Voi Signori, applicate le Vostre qualità alla mitigazione di questo schema. Il liberismo equo è un abbaglio. Come non capirlo!
    Cordialmente.
    Massimo

  35. Marco Tizzi

    @massimo
    Quindi forse è il caso di smetterla di concentrarsi sulle automobili.
    E sui vestiti.
    E sui beni tangibili in generale, se non di nicchia.
    Secondo lei ha più futuro un’azienda che produce app per smartphone o un’azienda che produce automobili con motore a scoppio?

  36. massimo

    @Marco Tizzi
    Buongiorno.
    Penso di essere della generazione precedente la Sua e non riesco ad immaginare che produrre app per smartphone possa garantire posti di lavoro in quantità o possa sostenere l’economia del mondo.
    Non sono convincente.
    Ma sono convinto.
    Cordialmente.
    Massimo

  37. Marco Tizzi

    @massimo
    Ammetto un po’ di avere bluffato 🙂
    Nel senso che sono sostanzialmente d’accordo con lei: nel mondo ci sono 200 milioni di disoccupati ufficiali. Cosa facciamo fare a questa gente?
    Per me il lavoro per tutti non c’è.

    Però il primo passo da fare è rendersi conto che i primi a scomparire saranno gli operai, che infatti stanno già scomparendo.
    Perché l’industria è delle macchine e questa, diciamocelo, è una bellissima notizia! Dobbiamo piangere la morte della catena di montaggio? Non credo.
    Per contro nascono nuovi servizi ogni giorno e non possiamo far finta che quel mercato non esista: lei sarà anche di un’altra generazione, ma provi ad andare da un ventenne e chiedergli se rinuncia più volentieri all’automobile o allo smartphone e si renderà conto della direzione che sta prendendo il mondo.

    Quello che non capisco è la sua accusa verso il liberismo: che soluzione non liberale a questo problema prevede?

    Comunque se le interessano questi argomenti le consiglio la lettura di “manifesto contro il lavoro” del gruppo Krisis, che legge Marx in un’ottica diversa dal solito, e, soprattutto, il movimento zeitgeist: http://www.zeitgeistitalia.org/
    In particolare troverà interessanti i tre documentari di zeitgeist: the movie, addendum e moving forward (gratis, su youtube, anche tradotti).

  38. Paolo

    Vorrei una patrimoniale mostruosa per colpire tutti i cani schifosi che si sono arricchiti in questi anni con l’evasione fiscale. Bisogna massacrarli di tasse senza pietà, questi luridi esseri!

  39. Giacomo Nepoti

    E’ proprio vero, sono del maledetti! ancora, dopo tanti mesi di agonia e di affossamento, o forse sarebbe meglio dire, “sprofondamento” della grande e unica Italiua, continuano a proporci manovre che tutelano solo i LORO interessi e non ci vogliono aiutare.
    Fanno propaganda! Ma nel 2013 spero davvero che una “rivoluzione solenziosa” elimini questa classe di priovilegiati!

    Devono vendere le proprietà statali, devono ridurre del 30% la spesa! Devono ridurre le tasse! Non ci sarà “spauracchio” non ci sarà quesrione Euro/Lira, ci sarà l’Italia che è unica e non può fare altro che la differenza, a meno che questa classe dirigenziale continui a mettere le su chiappe negli unici punti di sfogo che darebbero crescita e slancio al Paese!

    Buena vida!

  40. massimo

    @Marco Tizzi
    Sorry for late.
    Ho dovuto pensare alla Sua lettera, al fatto che io abbia o meno una risposta e, se affermativo, per quale ragione scriverla se non per solo riguardo e rispetto nei Suoi confronti.
    Ho seguito i Suoi consigli e mi sono documentato un pòpò. Non ho grandi rispote alla Sua lettera che in effetti apprezzo.
    Detto questo, credo che debba essere accelerato il passaggio dal sistema capitalistico attuale ad uno nuovo, ancora capitalistico probabilmente, ma che recepisca gli insegnamenti di quanto avvenuto ed in procinto di avvenire.
    Le app degli samrtyphone sono un nobile frutto dell’ingegno ma evidentemente immateriali: andremo verso la produzione di beni immateriali? Avremo sullo smartphjone tutti gli orari di tutti i bus di tutto il mondo? e di tutte le lezioni di musica o di cirenaico? e di tutti gli ambulatori delle massaggiatrici? e tutti i prezzi della cicoria in ogni banco di ogni mercato del mondo intero? It may be. Embè?
    Riusciamo ad immaginare 200.000.000 di persone all’opera nelle app? e se si, gli altri 6.800.000.000? Personalmente dico: un funzia, ovvero, non funziona.
    Occorre ripensare alle componenti del sistema capitalistico attuale che “hanno già dato” ed appoggiare la suola delle nostre scarpe sul fondoschiena di un bel pò di gente, soptrattutto i bancari che gadagnano 5 – 10 volte lo stipendio di Obama e che pretendono di insegnare (a me!!???) cos’è la Vita e come le banche debbano governarla!
    A me!. Tsè. o a Lei! doppio tsè!
    Cordialità. massimo

  41. Marco Tizzi

    @massimo
    Una risposta alla domanda “cosa facciamo fare a tutta questa gente?” potrebbe essere “lavori socialmente utili attraverso ONG”. Basta? Non lo so. Chi li paga? Questo è il grande cruccio.

    Cerchi però di non sopravvalutare l’occupazione nella produzione dei beni materiali: anche in un paese a vocazione industriale come la Germania, meno del 30% della forza lavoro è occupata nell’industria. E continua ovviamente a scendere.
    Ripeto: l’operaio non esiste più e così sia.
    Insomma: inventiamoci quello che vogliamo, basta che non mi venite a dire che bisogna cancellare la tecnologia per ricominciare a fare lavoro manuale come dice quell’idiota di Latouche, perché non mi sta per niente bene.

  42. massimo

    @Marco Tizzi
    Gentile Marco, io ho sensazione mentre Lei ha anche informazioni! Imparo e ne sono contento. Quello che mi pare Lei ed io intendiamo, con differenti approcci e sensibilità, è che le cose devono cambiare. Quello che è stato non potrà più essere anche perchè gli operai non esistono più.
    Quanto alla tecnologia, ben venga!
    Ciò che mi mette in una condizione di incredulità, fra il riso e la profonda tristezza, è che ci siano in giro delle fave le quali, basandosi su privilegi che la natura o il caso gli hanno attribuito e che considerano loro intangibile diritto, da vari pulpiti incluso quello dell’insetto dedito a succhiare il sangue e diffondere epidemie, tali fave dicevo, piangono per la mancata rivoluzione liberale.
    Ma, parsfrasando Grillo nello sketch su Craxi e Martelli in Cina, se non ci sono più operai, i liberisti, a chi li fregano i soldi?
    O no?
    Cordialità.
    Massimo

  43. Marco Tizzi

    @massimo
    Il fatto è che non capisco perché il liberismo sia un problema…
    L’imprenditore, l’investitore, diciamo pure “i capitalisti” se pur questo termine dubito abbia ancora un senso, non possono sorpavvivere se la maggioranza della popolazione non sta bene, non è felice e, soprattutto, non ha soldi da spendere.
    Perché altrimenti qualsiasi cosa producano non ci sarà nessuno che la compra e anche se ci fosse comunque prima o poi scoppierebbe la rivoluzione e il capitalista finirebbe con la testa tagliata.
    Lo sanno benissimo “i capitalisti”, si figuri se non lo sanno, quindi non capsico perché la libertà debba essere in qualche modo un problema.
    Qualsiasi danno possa fare un imprenditore è comunque una frazione infitesima del danno che SICURAMENTE farà un politico: lo Stato è sempre e comunque il problema più grande, non è mai la soluzione.

  44. pier luigi tossani

    @Marco Tizzi
    Caro Massimo,
    il liberismo è un problema, concettualmente dal punto di vista cattolico, per essere precisi, poichè preconizza una visione antropologica materialista nella quale storicamente e concretamente, come già osservava il Toniolo, il capitale finanziario prevale sulla persona umana. La libertà, il liberalismo la riferisce cioè non alla persona, ma al capitale. Il problema è economico e politico insieme, in realtà, poichè, come diceva Pier Luigi Zampetti, in regime di democrazia rappresentativa le oligarchie politiche sono in stretta sinergia con le oligarchie economiche. In più , il liberalismo è anche strutturalmente bancarottiero, poichè, con la società dei consumi di stampo keynesiano, ha fatto esplodere il debito pubblico degli Stati, fra i quali il nostro. Cosa anche questa che tutti possiamo facilmente constatare. Qual è, dunque – se c’è, immagino starà pensando chi mi legge!!! – la soluzione?… La soluzione c’è, e risiede nel “capitalismo popolare” di don Sturzo e nella “Società partecipativa” di Pier Luigi Zampetti, secondo le linee della Dottrina sociale cattolica… si tratta di una specie di “turbo-sussidiarietà”. Ci ho scritto un paio di cose che sono in rete. Ultimo dettaglio: liberismo e sussidiarietà personalista sono intimamente opposte e incompatibili, al contrario di quello che ogni tanto dice Oscar Giannino… quando si sarà capito questo, avremo fatto un bel passo avanti…

  45. massimo

    @Marco Tizzi
    @Pier Luigi Tossani.
    Buonasera. Dopo lunghe riflessioni ho concluso di non essere in grado di sostenere con competenza le Vostre affermazioni sul liberismo. A dirla tutta faccio fatica a comprendere un linguaggio che mi appare molto evoluto.
    Non ho ricette per il futuro. Organizzo pensieri semplici.
    Diffido un pò, solo un pò, della morale e dell’etica cattoliche: peccato e reato sono azioni molto diverse e la solidarietà applicata ad un uomo, pur bisognoso, ad esempio nel suo inseguire un risultato, penalizza i suoi competitors magari altrettanto bisognosi.
    In realtà mi ha spinto a scrivere qui il disagio che un uomo colto e leale come Giannino, finisca per essere il portavoce di una corrente di pensiero basata sulla legittimità di scavare sempre più profondi solchi a separare i forti dagli altri. Spero che si ravveda.
    Cordiali saluti a tutti.
    Massimo

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