9
Lug
2012

Critiche e spread, Monti ha torto ma Squinzi…pure

Trovo risibile l’argomento di Monti “chi critica alza lo spread”.  Dice solo implicitamente che intende candidarsi in ploitica, e non c’è nulla di male, basta saperlo. Ma l’argomento l’abbiamo già udito letteralmente da Berlusconi e altri suoi predecessori. Se questo fosse il criterio, prima di Confinduistria dovremmo bandire innanzitutto la Cgil. E se siete benpensanti che di Monti apprezzano comunque che la colpa del disastro italiano non sia sua – vero! – e pensate che Confindustria in ogni caso sia più “istituzione” della Cgil e dunque dovrebbe naturalmente moderare le parole, non so dovre andremmo a finire se usassimo lo stesso metro per molti pm o per Repubblica. Il punto dunque non è questo, anche se ovviamente molti industriali pensano legittimamente che Confindustria debba avere rapporti istituzionali corretti coi governi in carica e debba dare comunque una mano a un governo che ha credito in sede internazionale, e per questo hanno risposto affermativamente alla chiamata contro Squinzi che Montin ha lanciato. Il punto è che se a noi sembra che Monti abbia torto nel modo e nella forma, Squinzi con le sue dichiarazioni alla Cgil ha invece …. torto nella sostanza!Come la pensiamo qui è arcinoto, e abbiamo dedicato post al decreto sulla spesa pubblica. La pensiamo diversamente sul punto essenziale che per noi è di fondo: il debito pubblico va abbbattuto con cessioni di patrimonio pubblico, i tagli rilevanti che servono alla spesa corrente pubblica vanno retrocessi in meno tasse per far ricrescere lavoro e impresa. Purtroppo Monti NON si muove in questa prospettiva, non l’ha mai dichiarata, sulle dismissioni pubbliche si è limitato ad avviare procedure da bradipo attraverso CDP – duqnue interne al recinto pubblico – , è convinto che sia già molto tagliar spesa per far fronte a.. nuove spese, come avviene col decreto che incide in tre anni per 26 miliardi, ma solo per disporre copertura a 22,6 miliardi di spesa DIVERSA, e dunque riducendo in termini reali la spesa corrente di 720 miliardi dello 0,44% IN TRE ANNI E CON ZERO EURO A MENO TASSE!

Ma questo è ciò che pensiamo noi, veniamo a Squinzi.  Che personalmente stimo e mi sta molto simpatico, ma è altro paio di maniche perché nel giudizio pubblico la stima personale non deve far velo. Se il giorno del decreto sulla revisione della spesa Squinzi dice – come ha detto – “benissimo, il nostro pieno incoraggiamento a Monti e viva Bondi, siamo solo agli inizi e bisognerà continuare per anni”, allora il giorno dopo non può davanti alla platea della Cgil dire “no alla macelleria sociale” e “sì alla patrimoniale, basta che non la paghino le imprese”. Perché il diritto alla critica volterrianamente lo difenderò sempre, ma Squinzi cade in una contraddizione logica macroscopica con se stesso e quel che ha detto il giorno prima. Oltre a offrire improvvidamente il destro a Monti per una normalizzazione delle critiche dal fronte dell’impresa.

La forza di Monti è implicita, “ma non vedete quanto siamo meglio di chi c’era prima?”.  La debolezza delle imprese, da oggi è più esplicita. La conclusione? Chi la pensa come noi non trova ancora, nell’offerta pubblica attuale, interlocutori che diano gambe e braccia alle nostre idee.

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128 Responses

  1. omero mastix

    Caro Giannino per me ha torto marcio soltanto Monti, che si è messo allo stesso livello di coloro che imputavano al bunga bunga di B. il rialzo dello spread. Figuriamoci se il trentenne dietro agli schermi del suo computer situato in terre lontane acquista e vende titoli italiani in funzione di quanto dice Squinzi. Ma che scherziamo? Se Monti non abbassa il debito pubblico come lei giustamente da tempo rileva, è inutile prendersela con le critiche. Non possiamo fondare il nostro credito a Monti sulla mancanza di rilievi alla sua per il momento inefficace azione politica. Ho aperto il blog e immediatamente ho notato che il debito pubblico è ulteriormente aumentato, dannazione!

  2. Alberto Maneglia

    @omero mastix

    Certo come no, “il trentenne …in terre lontane” aquista e vende sulla base dell’ultimo numero di Michey Mause, …basandosi sulle indicazioni di investimento di Paperone…..

    Squinzi ha torto all’ennesima potenza:

    + da la certezza che anche confindustria sia in attesa di un nuovo governo “politico” più malleabile così da tenersi buona parte delle prebende che parte di confindustria prende da li
    + da prova di confusione estrema perchè dopo aver auspicato tagli di spese invece che tasse se ne lamenta… ma cosa pensa che siano i “tagli alle spese” non lo sapeva prima che non potevano essere che riduzioni di introiti da parte di chi i soldi li riceveva?
    + sceglie i tempi in modo perfetto per indebolire la trattativa: se Monti dovrà andare ad un braccio di ferro con Finlandia e Olanda quanto sarà rafforzato dal fatto che la confindustria del suo paese ogni sacrosanta vigilia fornisce acqua al mulino di chi dice: “dare soldi per l’Italia è troppo rischioso perchè quel paese non potrà che fallire”? Insomma le critiche sono un’altra cosa

    Se no che si faccia un bel governo Squinzi-Camusso e …stiamo a vedere dove di porterebbe…

  3. Luciano Pontiroli

    @omero mastix
    Forse il senso della replica di Monti è che la saldatura tra CGIL e Confindustria denota un’incertezza politica tale da porra a rischio il risanamento dell’economia italiana. Allora non c’è da scandalizzarsene, fermo il dissenso di fondo espresso da Giannino.

  4. radici piero

    ripeto ancora che Monti è un socialista travestito da ragioniere, a lui interessano di più le lodi e gli apprezzamenti degli altri euroburosauri che non i terremotati o gli esodati che sono dei meri che si è trovato inopinatamente tra i piedi. La Fornero ha fatto una <> da Monti stesso definita “epocale”, ma non ha fatto niente di quello che doveva fare, ovvero la <> perchè di quest’ ultimo non ha la minima cognizione, ed il mercato li spazzerà via entrambi ! Peccato che ci siamo di mezzo anche noi ….

  5. radici piero

    ripeto ancora che Monti è un socialista travestito da ragioniere, a lui interessano di più le lodi e gli apprezzamenti degli altri euroburosauri che non i terremotati o gli esodati che sono dei meri “problemi contabili” che si è trovato inopinatamente tra i piedi. La Fornero ha fatto una RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO da Monti stesso definita “epocale”, ma non ha fatto niente di quello che doveva fare, ovvero la RIFORMA DEL LAVORO NEL MERCATO perchè di quest’ ultimo non ha la minima cognizione, ed il mercato li spazzerà via entrambi ! Peccato che ci siamo di mezzo anche noi ….

  6. Vincenzo N.

    “i tagli rilevanti che servono alla spesa corrente pubblica vanno retrocessi in meno tasse per far ricrescere lavoro e impresa. Purtroppo Monti NON si muove in questa prospettiva, non l’ha mai dichiarata”

    Giannino, purtroppo lo sappiamo da un pezzo che si tratta di una congiura, che sono tutti d’accordo, dalla Camusso per partire dal basso risalendo verso la Confidustria che fa da lobby per gli associati di serie A, fino alla classe politica che ha cooptato MM nel suo gioco degli specchi. Sono tutti d’accordo per difendere gli interessi che ci hanno portato fin qui mentre chi è loro vittima magari spera un’altra volta nella nuova discesa in campo del CAV.
    Da parte mia credo che anche lui faccia ormai parte della congiura, nella speranza eterna di salvare il patrimonio. Ma questa schiera di eletti impegna il suo tempo anziché a lavorare a tramare su come cucinarsi il patrimonio “Privato”, già “Privato”, quell’aggettivo che viene associato alla parola Debito in modo da farlo apparire “basso”. Prepariamoci perché non abbiamo rappresentanza politica, nemmeno fuori dal parlamento, prepariamoci perché ora che anche Confindustria ha gettato la maschera, arriverà la patrimonialona, “il male minore”, mi immagino che verrà definita così: “il male minore”.
    Certo, per chi campa sulle spalle dello stato, sui benefit e sui “diritti acquisiti”, vale a dire con poche spese, sarà il male minore. Chi invece ha creduto nei vaghi ideali di liberalità, individualità, responsabilità si preparano tempi duri perché questi si stanno facendo l’occhietto sempre più sfacciatamente e MM è lì che gongola e ride sotto i baffi mentre rialza la minaccia dello spread facendo il gioco delle tre carte.
    Confessiamolo, lo sapevamo dall’inizio: se devi tagliare, non puoi chiamare uno dei tuoi soci dicendogli “taglia pure, ma non noi che ti abbiamo chiamato”, ci sarebbe voluto uno che venisse da fuori per davvero, non un complice, un congiurato.

  7. omero mastix

    @Luciano Pontiroli
    Lei è un inguaribile ottimista. Siamo a Luglio e il debito, cui è collegato lo spread, continua a crescere, dopo un tornado di tasse ed imposte, e dobbiamo interpretare da buonisti una battuta del Capo del governo, che è incapace di sollevarci dallo stato di crisi in cui siamo?
    Con tutta la buona volontà non ci riesco, siamo ancora più in crisi del novembre scorso.

  8. Alberto P.

    Quindi caro Dott. Giannino, cosa aspetta a fondare qualcosa che riprendendo le sue parole :”…dia gambe e braccia alle nostre idee.”!!

    Sarò ripetitivo ma questo è quello di cui abbiamo bisogno!!

    Forza e coraggio, io (per quel che può contare) sarò con Lei e mi creda anche molti ma molti altre persone…

    A presto per la Sua candidatura/fondazione di soggetto politico…

    Alberto P.

  9. Luciano Pontiroli

    @omero mastix
    A Lei piace la saldatura tra Confindustria e CGIL, con il presidente della prima che sposa l’idea di una patrimoniale purché non tocchi le imprese?

  10. Massimo

    sono d’accordo con moltissime cose che scrivi OSCAR , ma confrontandomi con altre persone che la pensano allo stesso modo sullo stato Italiano , MOLTI SE NON TUTTI sono concordi nell’affermare che solo un dittatore potrà cambiare la nostra situazione.
    certo sono i soliti discorsi inutili ma la rassegnazione è così alta che il clima non lascia sperare nulla di buono.

  11. omero mastix

    @Luciano Pontiroli
    Ma perché se dico che Monti è un incapace deve dedurne che voglio un governo Squinzi Camusso? Qual è la logica? Bado al sodo: il debito aumenta e Monti non riesce a frenare il trend! E’ inoppugnabile; se poi lei e Maneglia volete fuggire dalla realtà, fate pure, siete liberi di non ragionare per cose concrete e vi piace più il gossip politico.

  12. Alberto Maneglia

    @omero mastix
    In questo caso dunque Monti è stato un incapace perchè ha varato un decreto da “macelleria sociale” e bene ha fatto Squinzi a redarguirlo in modo che fosse chiaro ai Finlandesi e agli Olandesi che oggi Monti incontrerà che NON c’è NESSUNA POSSIBILITA’ neppure per Monti di ridurre neppure MINIMAMENTE la spesa pubblica senza trovarsi le barricate non solo della Cigl ma anche di confindustria… (lo pensavano già però perchè non dare loro una bella conferma) ?

    Giusto? E’ quello che pensa? PErchè solo se pensa questo giustifica le sue posizioni precedenti…

  13. omero mastix

    @Alberto Maneglia
    Non credevo di suscitare tanto interesse e contrarietà perché affermo che Monti e i suoi tecnici ministri non sono ancora riusciti ad abbassare di un solo euro il debito pubblico. Ritengo soltanto che occorre agire su questo principale tema e contraddire i critici dicendo che lo spread dipende dalle loro affermazioni è per me una solenne incapacità (tecnica e politica). Non se ne abbia a male!

  14. Alberto Maneglia

    @omero mastix
    bene ha chiarito che di argomentazioni nel caso precedente non ne aveva e ha usato stumentalmente questo episodio, ne prendo atto.

    Non se ne abbia a male però … mi raccomando… 🙂

  15. adriano q

    Polemiche insignificanti.Il “governo che ha credito internazionale ” vada a conquistarsi le medaglie che contano in India,non si nasconda fra quelle di latta che si regalano nei salotti ovattati di Bruxelles ai fedeli esecutori di ordini.

  16. Mike

    Caro Giannino, concordo su tutta la linea,. Mi auguro che quelle di Squinzi siano state parole in libertà in un giorno d’estate afosa, perché se questo è il pensiero di Confindustria, siamo proprio messi male.

  17. Rick

    Scrivo qui sperando in una risposta di Oscar Giannino che sto guardando in questo momento su LA7.

    Il programma è incominciato sottolineando una forte affinità programmatica tra Beppe Grillo e Oscar Giannino.

    GIANNINO LEI DAVVERO RITIENE DI AVERE UNA POSIZIONE POLITICA SIMILE A BEPPE GRILLO?

    A chi vorrebbe la fine dell’euro e dell’Unione Europea?

    A chi crede che il mercato sia un male se non addirittura un potere occulto manovrato da “grandi vecchi”?

    A chi vorrebbe dare ancora più competenze allo stato?

    A chi vorrebbe ripudiare il debito pubblico e mettersi a stampare tonnellate di lirette stile Weimar?

    A chi si batte contro la NATO e la collocazione dell’Italia nell’alleanza del mondo occidentale?

    A chi ad ogni comizio urla e si comporta in modo sguaiato cercando di scatenare le più basse emozioni umane usando populismo e demagogia?

  18. LucaS

    Qualcuno sa dirmi se Squinzi soffre di sindrome di Stoccolma? Potrà sembrare ironico ma è l’unica spiegazione con un minimo di logica delle sue dichiarazioni.

  19. Alberto

    Ma perchè solo Squinzi ha criticato Monti? Qui l’ ha fatto Giannino e tanti altri di noi, e Riello poi ha rincarato giustamente la dose, da destra e da sinistra e con fior di argomenti e dati alla mano, sunteggiando, se tu, ormai in 9 mesi, hai lasciato deperire il paese rinviando o addirittura non operando prima quelle misure di riduzione del debito attraverso i beni di famiglia e che paese, un paese ricco e produttivo e se le aziende sono al collasso come anche chi ci dovrebbe lavorare, allora di cosa stiamo parlando, non dovresti arrenderti all’ evidenza e trarne le conseguenze? Il paese sta andando a rotoli e soprattutto perchè sono stati puniti solo coloro che erano un tempo ceto medio, oggi alla fame e soprattutto in tale ceto, i possessori di prima casa, cioè il nerbo del paese, cioè coloro che guadagnando e dichiarando tra 20.000 e 50.000 euro annui (oltre 10 milioni di contribuenti), cioè i fessi onesti, contribuiscono solo con l’ IRE con circa 80 MLD ed oggi con le altre tasse aggiuntive che pesano in modo specifico in quantità tale da paralizzarli.
    Mi fermo qui e ribadisco che Giorgio Squinzi ha dato un voto troppo abbondante al sottoprofessor Monti ed al suo governo e soprattutto che è molto peggio quanto il suddetto Monti ha replicato al sig Giorgio Squinzi e per questo motivo il suddetto Monti farebbe bene a fare ammenda.

  20. Alberto

    E soprattutto ha avuto, il sig Monti, la sfacciataggine di spacciare per buono e già fatto, un accordo, quello di Bruxelles di fine giugno 2012, che ci sta ulteriormente affossando, che invece era un castello di sabbia, ma per la verità s’ era capito subito, era facile! Di questo anche si dovrebbe parlare ma non si può? A me non fotte nulla invece, tanto lo spread se ne fotte anch’ esso, e quindi ne parlo! @Alberto

  21. Alberto

    Cosa c’ entra la sindrome di Stoccolma non l’ ho capito, ma forse lei pensa che la Camusso l’ aveva sequestrato? In ogni caso era uscito a suo piacimento, ma forse Squinzi soffre della sindrome del buon senso e di chi sta lottando per tenere aperta la baracca ed ha le fiamme che gli stanno scaldando le terga. Monti invece, insieme a molti suoi ministri, soffre del complesso del Padreterno e quindi il contradditorio non è previsto, altrimenti si scatena l’ arroganza. @LucaS

  22. Fernando Bellese

    @Rick
    Da come parli visto che sai tutto sul m5s e su Grillo devo dedurre cosa? Sei iscritto al M5S?
    Dovremmo smetterla di parlare di orientamenti politici e di movimenti e pensare all’economia che non è ne di dx ne di sx. E ricorda Giannino über alles!

  23. Fernando Bellese

    Caro Giannino dott. Oscar,
    Io penso che Monti usa i vocaboli a proprio uso e consumo e visto che lui è il presidente dice, usando le parole più calibrate che può, quello che gli fa più comodo.(oppure non sapeva come scusarsi per lo spread che è tornato a 475 Bloomberg ore 01:46am)
    La verità o comunque una importante parte di essa io la sento uscire dalla Sue analisi caro dott. Giannino, tra il blog e radio24 e vorrei sapere come possiamo fare a dare gambe e braccia alle nostre idee, io personalmente le braccia mi impegno a darle 2gg a settimana. Ma vorrei capire come perché l’economia è stata lasciata sola in balia delle banche, del mercatismo, di una globalizzazione amica(non so di chi?) e come se non bastasse lo stato sta arraffando qua e la dove può senza logica e senza alcuna remora. È proprio vero siamo sudditi!!! Ma come non esserlo più?
    Buona notte.

  24. federico castelnuovo

    Che Squinzi critichi il governo è legittimo e ci sta.
    Solo che invece di criticare per il too little and too late come sarebbe normale, incalzando il governo a ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sul lavoro, va nella direzione opposta. E se lo fa alla CGIL non può non far venire seri sospetti che il post-Monti possa essere fondato sul consociativismo, ossia su uno degli elementi principali (se non il principale) che hanno portato il debito all’insostenibile livello attuale.
    Quindi tecnicamente la risposta del prof è fondata. Restando inopportuna e sbagliata nei modi.

  25. Vincenzo N.

    @federico castelnuovo
    se MM fosse stato sincero e avesse pensato al bene di tutto il paese-Italia, e non un socio dei due che ha apparentemente criticato, si sarebbe appellato anche all’elettorato che quotidianamente bastona da quando si è seduto su quel suo nuovo seggiolone che tanto gli piace.
    No, per lui sindacati e confindustria sono i migliori alleati, così come lo è la classe politica attuale, che infatti lo ha messo dov’è per succhiare quel che resta del “risparmio privato” (ciò che sta diventando l’esatta antitesi del debito pubblico).

  26. marco

    Fortunatamente Berlusconi ha proceduto ad una vigorosa vaccinazione di una discreta percentuale di elettorato che diventa leggermente meno abbindolabile con evoluzioni spericolate. Forse alcune persone stanno recuperando la virtù della memoria. Per questo non si può alternare a piacere (come nello scorso lustro) allegra acquiscenza o spigolosa ostilità sia che si occupi posizioni nel sindacato, nelle istituzioni (professionali e finanziarie e imprenditoriali), nei media. Per questo diventò ridicola la ex crocerossina di Silvio colpito da calura mentre barzellettava sui disatri che stava infliggendo agli italiani da Alitalia in poi con un Tremoti a piede libero (solo ora si recupera la misura dei disatri della tremonti bis e degli scip e condoni fino al traguardo di un disavanzo al 120% rispetto al 104 di partenza 2007) , poi diventata acida commentatrice del Gotterdamerung.
    Così Squinzi dovrebbe evitare di bearsi dei beoti girnalisti nazionali amplificatori dei suoi difetti (perchè largamente peggiori di lui in fatto di memoria e coerenza e forse coscienza). Boiata, finalmente, quasi sufficiente, macelleria sociale …sembra esattamente un circuito oscillante disastroso metterlo come imput ad un amplificatore in fisica, ed ai giornalisti in Italia.

  27. Sergio

    state facendo salire lo spread! siete anti-italiani.
    Seguite in silenzio e con devozione il cerimoniere, ed adeguatevi!

  28. Roberto Ongaro

    Giannino buongiorno, la seguo tutte le mattine da molto tempo su radio24. Ho apprezzato la sua moderata e misurata partecipazione a “In Onda” del 9 luglio, in particolare quando, incalzato dei conduttori, si è fatto scivolare addosso la panzana metropolitana del “Giannino for President”. Credo che uno dei problemi più sentiti da noi italiani, o meglio di quella parte di italiani che non credono che un politico sia esclusivamente un mercante di favori, sia l’assenza di pensiero e di competenza dei nostri rappresentanti parlamentari. Questo ci spinge, quasi per disperazione, a vedere in Monti l’unica opzione possibile in quanto almeno dimostra competenza. Per le idee invece il problema è molto più grave: storicamente sono i partiti i luoghi dove esse si sono formate e si formano, si rafforzano attraverso il pensiero di molti intellettuali e si concretizzano, seppur con inevitabili compromessi, attraverso l’esercizio della gestione della cosa pubblica. Oggi i partiti, in questa accezione, non esistono più e il problema più grave è che non sono apparse negli ultimi vent’anni alternative valide. Il regime di emergenza continua ha fatto il resto, ovvero ci ha permesso di tollerare azioni contraddittorie e miopi, in quanto prive del sostegno di un pensiero strategico. Forse l’unica eccezione è la Rete (vedi il movimento 5stelle) e proprio la sua indeterminatezza e la sua difesa della iper-partecipazione, rispecchia un fenomeno sociale di pensiero frammentario, di incapacità di approfondimento e di impegno costante di cui le nuove generazioni soffrono e soffriranno sempre più. Non mi si venda la Rete come il luogo di creazione di un “Nuovo Pensiero”. Nonostante la stima che ho per lei e la condivisione di molte delle sue idee, non credo sarebbe una buona idea se lei “scendesse in campo”. Sarebbe perdere un importante contributo di costruzione ed evoluzione di pensiero critico da parte di un autentico liberal. I nostri politici devono pagare la loro superficialità, e molto, anche a costo di sopportare governi “tecnici” ancora per un bel pò.
    Cordiali saluti

  29. giacomo

    monti e’ il classico travet contabile di un titolare schizzofrenico sull’orlo del fallimento…..Ha la delega per trattare….ma e’ sottoposto alle bizze del suo datore di lavoro..che cerca in tutti i modi leciti o meno di sottrarre risorse al fallimento……a me fa pena….poi non ha la grinta che sarebbe necessaria in una situazione del genere…. nonostante i soldi e le prebende che gli hanno concesso….lui sara’ schiacciato dallo stress……prepariamo il successore.

  30. Pierluigi Del Giudice

    Buongiorno Giannino,
    la seguo molto volentieri – quando posso – su Radio24 e concordo con molte sue posizioni. Solo una cosa: stamattina ha messo un po’ all’indice “Repubblica” per il suo titolo – a suo dire – esageratamente “pro-Monti”, portando ad esempio Messaggero e Corriere per le loro posizioni più aderenti alla realtà. Ebbene, sui siti di questi 3 giornali titoli e contenuti erano quasi indistinguibili, nel senso che Corsera e Messaggero hanno fatto una bella virata verso quanto titolava Repubblica sin dall’inizio..

  31. Vincenzo N.

    @Roberto Ongaro

    “I nostri politici devono pagare la loro superficialità, e molto, anche a costo di sopportare governi “tecnici” ancora per un bel pò.”

    Lei ha dunque l’impressione che i nostri politici stiano “pagando”, Lei pensa che i 65enni “tecnici” facciano parte di una parrocchia diversa?
    No, se non lo erano già prima, si sono comunque messi d’accordo con chi li ha preceduti. Questi qui sono gli stessi che hanno governato prima, con una maschera in faccia.
    E’ vero che per scendere in politica si deve accettare il compromesso di un linguaggio semplice, ma i tempi sono tristi e la consapevolezza che siano state raccontate delle gran balle è molto forte. E’ l’ora delle persone migliori e senza peli sulla lingua, capaci di parlare di cose VERE e di fare PROPOSTE concrete e misurabili, senza trucchi e artifici e soprattutto senza paura di pestare i calli a chi ha diseducato la gente raccontando bugie, forza Giannino!

  32. marco

    @Vincenzo N.
    forse non sbaglia del tutto a dire che Monti non sta facendo pagare i nostri politici, nel senso che ne ha un disperato bisogno, e forse ne ha condiviso modi di pensare e d’agire (visto la sua consulenza a Cirino Pomicino, non proprio la Tatcher) ma Giannino ha riacquistato la voce solo da quando Silvio è sceso, fino a un paio di anni fa era un corifeo magari silente del grande Tremonti, contabile di ferro… che ci ha fatto fare un balzo dal 104 al 120% di debito pubblico (un liberal che non ha voluto vendere Alitalia). Silente mentre da 1400 miliardi di debito salivamo ai 1950 attuali e di spending rewiew non si parlava nemmeno Forse bugie ne ha contate poche ma bevute …tante come l’acqua della mola!

  33. marco

    @Roberto Ongaro
    le classi dirigenti sono la risorsa normali per congedare pro tempore i politici, tant’è che sovente fanno parte dei governi dei paesi più evoluti da Strauss Khan in Francia a Mc Namara in US o l’HR manager di VW in Germania. Il vero problema è che in Italia una grossa fetta di classe dirigente si fregia di quell’etichetta grazie ad una prostituzione totale ai politici…..comunque siamo ancora abbastanza e tosti per rimettere in navigazione su una rotta sicura un legno disastrato come l’Italia, ed anche con esperienze di comabattimento da non farci tremare troppo i polsi come alcuni Professori all’incirca come i nostri alpini.

  34. Vincenzo N.

    @marco
    Mezza Italia e più ha creduto (direi sperato) che Berlusconi facesse qualcosa per Lei oltre che per lui stesso, ma l’uomo non è riuscito a conciliare gli obiettivi perché la sua carne faceva gola a troppi. Io, che non l’ho mai votato perché non gli ho mai creduto, non lo odio perché capisco che quando sei sotto ricatto puoi difenderti anche in modo sleale.
    Tuttavia, pensando alla sua prima avventura in politica, mi sforzo di non dimenticare le “gioiose macchine da guerra” che speravano nella rivincita proprio quando il loro paparino era morto, così come non dimentico che se nel primo decennio del duemila c’è stato un solo biennio in cui era relativamente facile fare qualcosa (fu l’ultima chance) e questo è coinciso con il governo Prodi. Cosa fece invece il professore? abolì lo scalone (lo vadano a spiegare ai loro elettori ora che Bersani ha votato questa riforma) e ma
    ndarono in pensione altre persone prima del tempo per pagare la cambiale a Bertinotti (che però volle qualcosa anche per sé, come certo ricorderà).
    Io ce l’ho con i bugiardi, ovunque siano, e nella nostra classe politica sono ovunque, pertanto non dia del corifeo a Giannino perché ha il merito di parlare schietto anche quando (secondo me) sbaglia (e accade assai di rado).

  35. Vincenzo N.

    @marco
    “comunque siamo ancora abbastanza e tosti per rimettere in navigazione su una rotta sicura un legno disastrato come l’Italia”

    da dove le venga questa fiducia in una classe dirigente di tecnici che sono lì in quanto nominati dai politici stessi francamente non so. Detto francamente il suo mi pare un ottimismo cieco, senza ragioni se non le vecchie favole che avevano come riferimento un’Italia che è esistita nel dopoguerra, e poi più.

  36. marco

    @Vincenzo N.
    Perchè per quarant’anni ho diretto imprese a fianco dell’imprenditore e talora in contrasto con lui, andandomene quando non mi era più possibile il confronto, non ho mai guardato il tavolo ma i miei interlocutori anche nei momenti di più alta tensione. So che pochi lo fanno e mai nella grande industria dove la politica ha radici profonde, ma comunque c’è anche una classe di “marines” che vengono chiamati per sopravvivere nei momenti bui. Loro sono una risorsa, non hanno mai avuto davanti lustri ma solo mesi, al massimo qualche anno, decidere e poi realizzare al meglio delle scarse disponibilità il loro quotidiano e sovente messi alla porta per un nuovo Cayenne

  37. Vincenzo N.

    @marco
    Questi “marines” di oggi non rispettano il profilo che Lei attribuisce loro, mi felicito che sia riuscito ad incontrarne e soprattutto a riconoscerne alcuni nel mondo del lavoro, ma questi Tecnici non hanno l’abnegazione che Lei auspica tanto che, in un verso o nell’altro, sono già tutti lì che trafficano alla vecchia maniera per garantirsi un futuro nella prossima legislaltura. La loro visione è così profonda che di fronte ad ogni rogna mettono una tassa che il giorno dopo diventa esportazione di capitale via spread. E’ per questo che andiamo a fondo, lo dico da mesi nel blog: sprofondiamo guardando per aria pur di non guardarci intorno. Senza un vero dopoguerra le palle dei sindacati e dei politicanti di mestiere, quelli alla Fini e alla Bersani, tanto per intendersi, continueranno ad attecchire mentre i bugiardi di questi decenni andrebbero svergognati e ciò perché deve essere chiaro che chi aveva il mandato per guidare la nazione è sceso a compromessi così loschi da meritarsi il peggio al punto che oggi, trovandosi all’ultima spiaggia, ci racconta che ci sono dei marines, dei cavalieri bianchi, che dovrebbero coprire le loro stesse malefatte.
    Mi spiace, ma questi marines che subliminalmente associamo ai templari sono complici del disastro, e quindi corresponsabili, non ce n’è uno che abbia il coraggio di dire la verità! il primo passo nella direzione giusta consiste nel dire la verità, basta balle, basta diritti acquisiti !!
    Bisogna mettere mano ai privilegi, come può tornare la voglia di lavorare a gente che vede pensionati di stato con carriera politica/e/non andare in giro per strada con diecimila diecimila diecimila euro al mese! e non mi si dica che intaccare queste rendite non avrebbe impatto finanziario perché sono “poche” rispetto al tutto, sono sì poche ma pesano come le azioni di Cuccia, e pesano molto perché sono furti legalizzati, cioè incarnano l’immoralità tutelata dalla legge.
    Se ne esce solo dando la partita IVA a tutti e ridenominando il valore dei titoli di stato in circolazione che si trovino nei confini nazionali. La politica ha inventato il welfare, lo ha fatto a fin di bene (o per furbizia, dipende dal cinismo che si possiede) ma lo ha gestito al fine del consenso e infine ne ha logorato lo spirito per mantenere sé stessa facendo quadrare i conti stampando BTP. E’ ora di gridare queste cose in ogni sede, basta balle, altro che marines che fanno il contrario di quel che serve ma che nei salotti dicono di sapere tutto, che hanno un piano etc etc etc. Stavolta nessuna manina ci salverà, siamo polli da spennare, masochisti pure per quanto ci piace, almeno fino a quando non apriremo gli occhi e alzeremo le orecchie.

  38. Claudio Di Croce

    Non capisco le critiche al nostro caro leader : ha ereditato una situazione disastrosa e la sta nettamente migliorando . La disoccupazione è scesa, il PIL è risalito, il debito pubblico è diminuito, la tassazione è diminuita, l’efficenza del ” pubblico ” è migliorata notevolmente , lo ” spread ” era migliorato ma è di nuovo lievemente aumentato a causa dei ricordi della gestione SB e delle improvvide dichiarazioni di Squinzi . In più l’Europa anzi il mondo ci adora e ci stima . Mi sono dimenticato qualcosa ?

  39. Alberto

    Claudio di Croce non capisco cosa lei voglia dire, ma se ricorda, a novembre eravamo a 575 punti di spread e circa 200 punti sopra la Spagna e sull’ orlo della richiesta di aiuto al FMI ed oggi se per assurdo fosse rimasto il suo Berlusconi saremmo quindi a 775 punti di spread . Quindi Monti sta facendo male e su questo siamo d’ accordo, perchè doveva tagliare prima [tasse e spesa improduttiva, (leggi corruzione 70 MLD)] e di più quello che sta tagliando ora, doveva tagliare i costi della politica prima e oggi è tardi, doveva fare liberalizzazioni in contemporanea con il taglio sulle pensioni, ed oggi queste cose o non arrivano o arrivano tardi o non arriveranno mai, ma queste cose, le dovevano fare gli esecutivi di Berlusconi almeno dal 2001 e queste cose non le ha mai fatte. Lei quindi parli male di Monti ma senza rivangare le puttanate decennali del suo bellimbusto pifferaio magico del tipo di quello raccontato in Mr. Tambourine man di Dylan che in pari modo fu seguito e supportato dai voti di gente come lei, illusa ieri ed oggi. Dimentico qualcosa? @Claudio Di Croce

  40. marco

    @Vincenzo N.
    Perfettamente d’accordo su tutto quanto ha scritto, ma santoiddio dobbiamo crepare senza nemmeno fare un minimo di resistenza? qua cincischiamo coi ricatti tra le parti in commedia: un giorno un partito, un giorno un tecnico, un giorno una congregazione e passano i mesi e gli anni. Stiamo a pagare livelli burocratici antagonisti (stato/regioni/province/comuni/consorzi/comunità) montagne di soldi per farli giocare a scaricabarile in conflitti di competenze, e per alimentare questi mezzi busti compriamo cancelleria, PC, segretarie e auto di grande cilindrata con scorta al seguito. E intanto che paghiamo gira il contatore per la pensione anticipaata a 4 zeri!!! Se non troviamo i marines o i bucanieri i galeoni carichi d’oro emigrano e qua ci dobbiamo togliere i pidocchi! Brutalmente ma realisticamente

  41. Claudio Di Croce

    @Alberto
    Non ho capito :ho tessuto le lodi del nostro caro leader e lei lo critica ?
    Non posso credere che anche lei faccia parte del complotto demoplutogiudaicomassonico -a cui appartiene evidentemente anche Squinzi oltre ai giornali dei poteri forti – che critica il caro leader . Faccia attenzione : il nemico – lo spread – ci ascolta . Il governo dovrebbe fare una campagna di stampa e alle tv per mettere in guardia i critici dal continuare il loro atteggiamento disfattista antipatriottico , che è peggio ancora di quello degli evasori fiscali .

  42. sognatore

    Caro Oscar ti seguo da tempo e reputo che tu sia uno dei pochi che sappia realmente come funzioni da entrambe le parti,non credi che sia giunta l’ora di agire in maniera piu’ forte e energica?Non intendo la violenza ma con un approccio piu’ ficcante visto che ormai tutte queste cose le abbiamo capite in molti ma forse non tutti e se vogliamo che questo meraviglioso paese si salvi dobbiamo farlo capire diversamente e tu potresti essere realmente uno dei grossi interpreti in questo scenario che vede grandi sofferenze contrapposte a ottuse e scialbe prove di convincerci che quello che sta’ accadendo e’ colpa dell’ignoto e che l’unica via d’uscita e’ la solita minestra ora basta!!!!!!!!!!!!

  43. gatti Andrea

    Premetto che apprezzo Squinzi, pero’ la dichiarazione fatta in presenza della CGIL va in controtendenza quanto dichiarato qualche giorno prima che elogiava il governo Monti che stava , secondo Squinzi, andando nella direzione giusta della riduzione della spesa pubblica. Concordo in pieno con il Dottor Giannino che questi tagli sono veramente poca cosa e che si sta alzando un polverone per niente.
    Monti e Bondi dovrebbero essere più coraggiosi e tagliare i costi indiretti della politica, per iniziare dovrebbe abolire certi consigli di amministrazione fatti su misura per inserire amici di questo o quel politico senza una selezione del merito e della professionalita’e che non producono in anni di attivita’ nessun documento, poi che ne pensate sui costi fissi della sanita’ , anche qui condivido in pieno il Dottor Giannino, cosa potremmo risparmie 6% del Pil? Secondo me il Dottor Oscar Giannino e’ una risorsa per questo paese che non puo’ rimanere fuori dalla politica, magari all’interno di uno schieramento politico ( non sicuramente quelli tradizionali)che lo appoggiasse senza se e senza ma ne vedremmo delle belle.
    Io ci sono.

  44. Marco Tizzi

    @Alberto
    Berlusconi c’è.
    Farà una campagna violentissima anti-Merkel in un Paese che sarà completamente distrutto dall’austerità, con migliaia di ulteriori aziende chiuse e milioni di ulteriori disoccupati.
    In questo scenario o Renzi vince a sorpresa le primarie del PD o si presenta qualcun altro (ma pare che il gruppo-Giannino non sia più della mischia) oppure vince facile.
    Ovviamente molto dipende dalla legge elettorale, ma una qualsiasi legge che abbia un forte premio di maggioranza o un doppio turno lo vede per me nettamente favorito.
    E’ la democrazia, bellezza: quando le cose vanno a ramengo vince chi trova un colpevole e gli da addosso.

  45. Alberto

    Caro Marco poi non lamentiamoci se diventeremo come l’ Argentina e se Berlusconi verrà richiamato a furor di popolo come Juan Peron nel ’73; anche se poi l’ anno dopo morì a soli 79 anni.@Marco Tizzi

  46. Filippo

    “SB è pronto a scendere nuovamente in campo,io (leggasi ALFANO) sono pronto ad appoggiarlo,in tanti glielo stanno chiedendo,tanti imprenditori lo vogliono”
    Ecco forse è meglio se guardiamo in faccia la realtà e ci prepariamo a quello che avverrà questo autunno o la primavera prossima al più tardi.Altrochè la candidatura d Giannino e altri galantuomini (nel vero senso della parola)come lui.

  47. Alberto

    Il sig Monti Mario come si sa è un uomo sobrio ma ruvido e diretto, direi quasi incapace di trattenere le proprie intime pulsioni e soprattutto le proprie non ponderate convinzioni e questa cosa lo porterà e ci porterà alla catastrofe.
    Rilevo solo, in linea con le evidenze numeriche, che la concertazione senza euro ma con la Banca centrale nazionale dotata di strumenti di intervento propri e di autonomia, nel ’92 e successivi ci ha condotto a risultati molto positivi fino all’ ingresso nell’euro (105 % sul PIL dal 122 % circa ed alla riduzione della spesa pubblica ridotta nel periodo di circa 10 punti in termini di PIL, dal 52,5 al 42 % sul PIL) ed all’ abbandono di una intelligente concertazione nel periodo successivo.
    Vorrei ricordare al suddetto Monti, che non è stata quindi la concertazione, che funzionò in maniera dimostrata dai numeri, come metodo a portarci alle condizioni in cui ci troviamo, ma esattamente il suo opposto, il suo tradimento, applicato nel successivo decennio e che si chiama con un termine italianissimo ed indubbiamente efficace:

    I N C I U C I O

    applicato in grande stile da tutti, forze politiche e forze sociali ed al solo fine di fare gli interessi propri e non del Paese come accadde per la:

    C O N C E R T A Z I O N E

    HA CAPITO PROF: MONTI?

  48. roberto

    Abbiamo bisogno di: migliorare competivita’ del 20/30%; ridurre drasticamente obblighi e formalita’ inutili per le aziende; deregolamentare attivita’ produttive, commerciali; deregolamenatre norme del lavoro; liberarsi del debito pubblico; liberarsi del peso degli apparati statli;

    “Portiamo I libri in tribunale”, e ripartiamo da zero con un dittatore, mi va bene anche Squinzi!

  49. Mazzivr

    Se un domani Bce e Bruxelles inviano a tutti i governi un altra letterina sul da farsi…che cazzo servono le elezioni? Oppure basterà sentirci di nuovo dire…ce lo chiede l’Europa?

  50. Michela

    E perche’ non puo’ essere lei a dare gambe e braccia a queste idee che condivivo pienamente?

  51. Vincenzo N.

    @Alberto
    la politica non nasce dal nulla, ma certo ha bisogno di qualcuno che ci metta la faccia insieme alle idee. Ciò che auspico è che Giannino si adoperi per costruire un movimento che abbia come primo obiettivo quello di dimostrare, fatti alla mano, come politici e sindacalisti abbiano concertato una truffa generazionale ai danni delle generazioni più giovani pensando di poter sistemare i loro figli con il frutto delle razzie compiute. Gli argomenti non mancano, bisogna solo formalizzarli e raccontarli ai danneggiati, si cominci a raccontare come fu fatta e difesa a spada tratta la riforma Dini sulle pensioni: un inganno che protesse i vecchi perché erano la maggioranza degli iscritti truffando gli altri. Glia Altri sono quelli che sono maggioranza oggi ma che si trovano ancora al di qua del fosso, costoro dovrebbero odiare i sindacati ma mancano di visione di lungo periodo perché le truffe sindacali sono sempre fatte guardando lontano mentre i problemi che la gente sente sono quelli di tutti i giorni. Quando cascherà il castello di carte e scatterà l’odio di chi si sente tradito, solo chi avrà detto la verità per primo potrà risultare credibile. Ebbene, bisogna avere il coraggio di farlo sfidando la ritrosia di venire chiamati iettatori o Cassandre, perché qui non ci stiamo inventando niente, si tratta di bombardare di dati veri e non truccati le orecchie della gente. Il modello Grillo attecchisce per i suoi modi, io non ne condivido molti contenuti e programmi ma è aggressivo come la situazione richiede.

  52. Vincenzo N.

    @Marco Tizzi
    Anch’io auspicavo che Renzi avesse il coraggio di smuovere le acque conservatrici della sinistra, ma dalle ultime notizie risulta che vada a lezione da Prodi tutte le settimane, l’uomo pare già sul punto di rientrare nei ranghi. Ed è un vero peccato per l’Italia perché quello che di cui c’è bisogno è che ogni sponda scoppi al suo interno. Per la sinistra ciò è più difficile perché dalla seconda guerra mondiale è lì che aspetta di vincere ed ogni tanto la Storia la illude, poi accade che nelle grandi crisi la gente, per saggezza istintiva, le guardi dentro e capisce che fa solo opportunismo e così le volta le spalle. Il Berlusca lo ha fiutato ed è di nuovo lì, magari sa che non vincerà, ma spera di avere un bel manipolo di consensi in modo da fare l’interdizione salva impero. Secondo me è un danno, ma d’altro canto cosa ha prodotto di alternativo in questo ultimo anno il mondo “liberale”?
    Povera Italia, che hai bisogno dei “vincoli esterni” per fare ciò che converrebbe prima di tutto a te…

  53. Alberto

    Ecco bravo Vincenzo, mi sembra un ottimo punto di partenza il suo intervento, in cui cita testualmente:

    Giannino si adoperi per costruire un movimento che abbia come primo obiettivo quello di dimostrare, fatti alla mano, come…

    Gli argomenti non mancano, bisogna solo formalizzarli…

    mi faccia quindi vedere i numeri, cominci a buttare giù un po’ di cifre; numero di interessati, quantità di risorse in termini di PIL, influssi sui parametri di finanza pubblica, insomma mi faccia capire con dati precisi cosa lei intende, perchè sicuramente lei ha un quadro chiaro della situazione, anche se per grandi linee, perchè personalmente non mi appassionano né mi inducono al contraddittorio le recriminazioni e le accuse se non supportate da dati reali.@Vincenzo N.

  54. Vincenzo N.

    @Alberto
    è l’esercizio da fare in un blog questo? l’esempio della legge Dini non le basta? non capisce quanti pensionati fasulli abbiamo a beneficiare di rendite mai versate? non le pare che quelli che sono ancora al di qua del fosso non usciranno mai dalla logica dei futuri assistiti dallo stato se constatano quotidianamente che si può campare sulle spalle degli altri? lo dico da un pezzo che i numeri seguiranno i cambiamenti. Non dobbiamo partire ponendoci l’esigenza di un bilancio da riscrivere, per uscire dalla nuvola di balle che ci circonda bisogna che sia ben chiaro a tutti che viviamo le condizioni di un dopoguerra e per rinascere dobbiamo restituire la libertà alle persone!
    Sempre in tema di pensioni, all’elettorato di sinistra (soprattutto) per capire come viene preso per il naso non basta l’abolizione del terribile scalone Maroni in cambio della legge attuale? e i prepensionati per mandare Bertinotti alla presidenza della Camera? ma certo mica solo lui beneficia dei privilegi! bene e allora cominciamo come iniziano le rivoluzioni, facendone strage. (MM se ne guarda bene).
    Lo sa che i beni immobili dello stato perlopiù marciscono al solo scopo di garantire l’esistenza di coloro i quali li amministrano? (per non parlare dei beni artistici)
    Bisogna disintermediare il rapporto cittadini-stato abolendo tutte quelle funzioni intermedie (non solo gli enti del nulla ma anche i patronati) che distolgono energie alla produzione vera di PIL (che va fatto di beni e servizi senza calcolare la riscossione delle rendite dovute dal potere di imperio). Che senso ha uno stato che crea leggi pensate per fare esistere funzioni che le filtrano per altre funzioni (e così via) in modo che in fondo ci sia qualcuno che finanzia tutto ciò per via fiscale, non solo la piramdie demografica è rovesciata, ma anche quella produttiva.
    E’ arrivato un altro declassamento intanto, vogliamo mettere un ‘altra tassa e trasferirne via spread il ricavato agli stranieri anche stavolta? proseguiamo con la logica del Presidente Emerito (a cui non mancano delle buone pensioni mi pare) che svuotò i forzieri della banca d’Italia per difendere la Lira e poi calare le braghe lo stesso ma con decine di miliardi in meno nelle tasche?
    Avanti pur così, diciamo che non c’è nulla da fare e teniamoci B & B.
    La chiudo qui ma, per dirglela in Valori e non in Numeri, aggiungo che sottoscrivo le proposte di Giannino anche se le condividerò solo in parte, perché so che lo spirito che le anima è Buono e quindi è lontano dal Male.

  55. Alberto

    Troppa carne sul fuoco, caro Vincenzo, gliel’ ho già detto, non mi ci ritrovo bene, sono abituato a ragionare per numeri e cifre e su argomenti confrontabili e circoscritti, altrimenti si corre il rischio di fare un gran polverone e non trovare mai le soluzioni e certe cose che magari a naso ci sembrano avere una certa valenza e certe verità, poi alla prova dei numeri e soprattutto dei confronti con i numeri di altri stati, assumono un altro significato anche alla luce della storia delle società occidentali cosa che ha una sua importanza. Le dico solo che concordo con la sua critica riguardo l’ abolizione dello scalone, ma allora critico anche quella finta riforma che Maroni fece nel 2004 se non ricordo male e che doveva iniziare a valere solo dal 2008, guarda caso; se voleva farla, doveva farla partire subito ma magari si pensava a come mantenere il consenso. Sempre alle solite siamo ed il ritorno di B magari sotto forma di cadavere surgelato alla Breznev, con un bastone che lo tenga ad una certa altezza per mostrarlo alla mandria di illusi in caso di prematura dipartita visto che la destra non riesce a trovare alternative valide. @Vincenzo N.

  56. michela

    @antonio
    ma anche se berlusconi tornasse allo spirito del ’94 ormai non gli crederebbe più nessuno . E lo dice una persona che in B. ha creduto profondamente. troppo volte gli è stato dato credito!

  57. Gio

    Se intendete partire con qualche iniziativa liberale….cominciate a far funzionare questo blog!
    Grazie !

  58. Il Sig. Monti, non è né peggio, né meglio degli altri, è solo uno strumento senz’anima e cuore, un niente, un utensile a uso e disposizione dei partiti, e allora … RIVOLUZIONE, che altro?
    L’Italia, come la maggior parte dei paesi, è in mano al potere delle multinazionali, le quali perseguono il proprio profitto e non il bene della collettività.
    Il potere politico svolge funzioni di intermediario, di compromesso tra il potere economico e la collettività.
    Funzioni tanto necessarie più per il mantenimento del potere stesso dei partiti che per l’interesse della collettività.
    Infatti questa sta ormai soccombendo, mentre i partiti “esportano” milioni di euro, diamanti e chissà quanto all’estero (vedi Lega), rubati.
    Rubati, perché se i rimborsi sono esuberanti si tratta di appropriazione indebita, di truffa commessa ai danni del popolo italiano. Che legalità è mai questa? E restano pure impuniti, si ripresentano come se nulla fosse: ma dove hanno la faccia?
    Siamo fuori dalla democrazia e da ogni logica di interazione e integrazione tra poteri e popolo. E’ la fotografia di un popolo italiano che è suddito e succube, anziché cittadino e sovrano.

    Non è certo democratico che la Fornero bacchetti il Presidente dell’INPS (dipendente pubblico), per avere detto la verità … E’ una violenza verso il singolo e una forma di censura nei confronti del popolo, poiché si è cercato di manovrare l’informazione sulla reale situazione socio economica.
    Come non è democratico che Monti attacchi il Presidente della Confindustria che, bontà sua e anche se in contraddizione, ha comunque parlato pubblicamente di macelleria sociale …
    D’altronde, cosa possiamo aspettarci da questa gente? Sono stati voluti dai partiti per togliere le castagne dal fuoco al posto loro, poiché nessun partito vuole rimetterci fette di elettorato praticando scelte necessarie (?) ma impopolari, perciò c’è il “governo tecnico”, un ulteriore aggravio di costi per la collettività voluto da questi partiti, dimostrando così di somigliare a tante zecche succhiasangue. Vergogna!

    Ricordate o no come hanno cercato di spaventarci prima del governo tecnico con lo spauracchio della crisi in caso di elezioni anticipate?
    Ricordo anche come l’inizio della decadenza della collettività avvenne sotto il governo Craxi, con la cancellazione della contingenza dalle buste paga dei dipendenti: fu il primo esempio di servizio al potere economico a opera di un governo di sinistra.
    Ma noi ne siamo anche responsabili, perché abbiamo sostenuto un sistema marcio (perfino a livello iniziale, quello dei comuni), che adesso va assolutamente “resettato”!

    Ma verrà anche il giudizio e gli iniqui soccomberanno …
    Nel frattempo, auspico una rivoluzione bianca: almeno 800mila, 1milione di persone con robusti pali di legno (necessariamente) per buttar fuori tutti (con qualche legnata sul groppone) prima di appiccare il fuoco ai palazzi, per resettare, per tornare ai bagni in comune per i membri del governo, come volle De Nicola, il primo Presidente della Repubblica del dopoguerra, per condividere le difficoltà degli italiani. Oggi invece vanno a comprarsi le scape con quattro o cinque uomini di scorta su 2 auto blu … gliele darei le scarpe, ma per ammorbidirgli la cervice.

    Ho ricevuto dalla vita più di quanto ho dato, quindi è giusto che restituisca qualcosa alla collettività, avendo vissuto per decine di anni in salute e in povero benessere, (ho 62 anni, pensionato), così vi dico che per andare a Roma, anche a buscarne, IO CI SONO, ma bisogna rimanerci a oltranza, anche dandoci il cambio, finché non passano tutti al di là del mare, dove approdò Craxi, tanto i capitali li hanno già sistemati all’estero, mica sono disgraziati, li hanno fatti i disgraziati.

    Ci sarà da soffrire, ma a questo siamo già abituati, con la differenza che sarà per una giusta causa, per un ideale di equità e giustizia futura.

  59. Vincenzo N.

    @Alberto
    una grande crisi, non una recessioncina economica dopo la quale si riparte più forti di prima, non si può affrontare “ragionando per numeri e cifre e su argomenti confrontabili e circoscritti”. Così non funziona Alberto, l’economia, i bilanci, i numeri che ci vengono quotidianamente rimanipolati spiegano tutto e il suo contrario anche se è vero che delineano delle tendenze di fondo. Queste ultime sono il punto di partenza, ma il meccanismo che traduce le tendenze in microeconomia è ormai inceppato (la crisi è cioè Crisi Vera). Ci sono troppe infiltrazioni e interessi e il modello è sporco, per tradurre le nuove evidenze in fatti concreti ci vuole il coraggio di rinnegare gli eccessi e di – cito Tremonti – “consentire ciò che non è proibito dalla legge”. E’ una formula lo so, ma sintetizza quello di cui abbiamo bisogno, dobbiamo poterci alzare alla mattina e fare ciò che ci pare senza dover consultare un modello artefatto che tenga conto di tutte le promesse e gli impegni non mantenibili che i Grandi Concertatori hanno assunto senza preoccuparsi del loro finanziamento, pensando invece ai loro diritti in via di acquisizione per l’eternità. Dobbiamo smetterla di essere vincolati al passato-bugiardo.
    Lo so che il problema sarebbe di più facile soluzione se si potesse fare alla sua maniera, ma è solo teoria, gli ultimi venti anni dimostrano come con le chiacchiere rivestite da tabelle, torte, istogrammi, pseudo confronti e concertazioni inciuciate non si risolva un bel niente. C’è bisogno di un modello più ampio che non sia costretto nelle leggi dell’economia, sulle quali peraltro non c’è nemmeno consenso unanime.
    Il nocciolo del problema è nella società ed è divenuto ormai un fatto culturale.

  60. soros george

    che differenza c’è tra monti, squinzi e giannino
    tutti e 3 vogliono entrare o rimanere in politica
    non c’è differenza

    basta saperlo
    come dice giannino

  61. Enrico giovanelli

    Oscar Giannino rimane una delle poche persone che vedono la situazione da un punto di vista neutro senza il coinvolgimento di interessi che stanno minando la soliditá del nostro Stato. La riprova é che il mercato ci giudica in funzione di quello che valiamo, delle opportunitá che diamo a chi vorrebbe investire nel nostro Paese.
    Se vogliamo cambiare é giunta l’ora di far parlare e agire persone che non hanno interessi di parte ma che vedano le cose nella maniera corretta.

  62. Alberto

    Guardi che studiando i problemi per gruppi di omogeneità, anche per mia esperienza di lavoro, e tenendo conto comunque dei risvolti verso gli altri gruppi contigui, con intelligenza e professionalità, si arriva sempre a comprendere molto rispetto a ciò che sembra inestricabile. Mah, probabilmente succederà quel che dice lei, ma le conseguenze poi potrebbero essere anche diverse da quelle che lei oggi immagina. Se 67 anni fa l’ Italia ha scelto di far parte dell’ Occidente di aderire poi al Patto Atlantico dandosi regole democratiche e benessere e quindi spesa sociale adeguate, ed in linea con gli altri paesi avanzati, non possiamo né dobbiamo, oggi, rigettare quella storia e fino al 2002, anno dell’ ingresso nell’ area euro, ci siamo autoregolati bene e quella autoregolazione, come ho cercato di dimostrare nel mio post, fu portarice di sane soluzioni anche se in presenza di forti contraddizioni, ma ricordiamoci anche della situazione politica post guerra fredda; prima era tutto molto più facile! Questa storia degli ultimi 11 anni, che abbiamo purtroppo mal vissuto e malissimo sopportato sia per le intrinseche nostre debolezze (Inadeguatezza della classe politica, regole istituzionali peggiorate, sud, criminalità, infrastrutture, energia, burocrazia etc), l’ affacciarsi tumultuoso e massivo delle aggressive economie dei paesi emergenti, nonchè per le indubbie, dimostrate ed a mio avviso mai più migliorabili sciocchezze delle regole e dei trattati europei ci ha invece introiettati in un lungo incubo da cui sarà difficile uscirne vivi; ha presente quando ci si deve liberare di un dente che è affetto da grave patologia ed è irrecuperabile e che va estratto assolutamente e bisogna trovare tempo e coraggio per fare l’ operazione? Ecco io ritengo che trattasi di situazione analoga e l’ estrazione è cosa doverosa ed urgente, perchè in mancanza le conseguenze sarebbero molto peggiori; l’ organismo potrebbe essere oggette di induzione di cardiopatie, malattie vascolari, renali ed altre malattie sistemiche.@Vincenzo N.

  63. Vincenzo N.

    @Alberto
    Non so come andrà finire, lo confesso dall’inizio, ma odio le balle, l’ho detto più volte e di certo non sono fra quelli che vogliono rigettare l’Occidente.
    Noto dalla Sua risposta che il discorso si avvale anche delle metafore e parte da lontano, le dico dunque come la vedo io, cercando di farlo a volo d’uccello, dall’alto, senza perdersi in dettagli che, segmentando la realtà (in numeri), finiscono col farne perdere di vista il suo insieme. Sarò succinto come bisogna essere in un blog, senza tirarla per le lunghe andrò giù pari pari.
    Lei parte dalla guerra fredda (lo definirei il nostro ultimo dopoguerra) e vedo che ama la storia, pertanto non avrà difficoltà a concordare sul fatto che tutti questi decenni di pace (senza abbondanza di morti ma con alcuni martiri) sono stati una sorta di manna caduta dal cielo per l’inconsapevole moltitudine di scontenti che sempre ci sono (poi ci sarà il nipotino di Stalin che dirà che no, che in Russia si stava bene etc., ma pazienza). Comunque siamo d’accordo sul fatto che ci siamo ben “autoregolati”, consapevoli e memori dei morti veri della seconda guerra mondiale, aiutati dal fatto che oltre la cortina di ferro erano ancora in un medioevo profondo, del tutto incapaci di proporre un modello seducente per popoli abituati al mito del benessere (per assaporarne il profumo basta vederlo negli altri, non occorre possederlo). Ma il ricordo della guerra è sbiadito in modo naturale, perché è calato il numero dei testimoni viventi di quella che fu l’ultima tragedia europea e, siccome la storia si muove (non vi va di dire “avanza”), è venuto meno un fattore di stabilità (la paura) che contribuiva a fornire una semplice definizione delle cose:
    a sinistra stava una nicchia corposa di duri e puri col mito della dittatura del proletariato, affascinati dai piani quinquennali essi pensavano di poter mettere ordine al mondo mentre in verità erano solo dei rivoluzionari che, così facendo, puntellavano il sistema per il loro tornaconto;
    a destra, con lo scorrere del tempo sempre più si ritrovava chi faceva leva sulla pancia per suggerire, nei momenti di pericolo, che bisognava turarsi il naso e votare nell’unico modo possibile al solo scopo di non finire dalla padella nella brace, in pratica alla classe politica reggente bastava giurare di non andare con i russi per mantenere il potere, una formula chimica che diede risultati perfino dopo la caduta del muro di Berlino, capace di sconfiggere le “gioiose macchine da guerra”.
    Certo, le premesse di questa situazione, che nel dopoguerra vede assegnata ogni colpa principale alla sinistra, gradualmente vennero a mancare, ma il malcostume è un’erba cattiva, pertanto quello è rimasto, ed a destra ha avuto modo di proliferare smodatamente in persone inconsapevoli dei concetti primitivi che sono alla base del liberalismo lasciando spazio ad affaristi fanfaroni che con le parole del tempo che fu hanno portato avanti una politica incapace di prendere atto che il mondo cambiava sul serio: fu molto più facile concertare e fare le riforme (che non riformavano) alla Dini e poi tirare a campare, perché in fondo chi partecipava alle trattative aveva sessant’anni. Contestualmente il sistema ad est collassò, mentre nel mondo quattro miliardi e passa di asiatici e africani guardavano la televisione: il richiamo di atavici bisogni primari li ha svegliati molto più del libretto rosso di Mao.
    A costoro non frega nulla della Sorbona e delle nostre università, anche loro amano i divi dello sport e le bevande zuccherate, provi a parlarne con un asiatico che fa il domestico (ne conosce che fanno i direttori generali qui da noi?).
    Capisce? l’Europa non accetta tutto ciò, è ancora impegnata a raccontarsi delle balle perché riconoscere questo quadro farebbe barcollare il suo sistema, le illusioni su cui essa ha campato (l’esportazione della cultura e dei diritti civili ad esempio) sopravvivono solo se in 4 o 5 miliardi dormono, ma se ciò non accade esse ne manifestano la debolezza, ed ecco così i burocrati che legiferano leggi inapplicabili, normative insulse fatte per procurare l’orgasmo a funzionari che vivono nell’iperuranio.
    Certo, sono d’accordo, era meglio non entrare in Europa perché la medicina diventerà ora molto più amara di quello che sarebbe stata se ne fossimo rimasti fuori (ricordiamocelo, siamo entrati per opportunismo pensando di essere furbi, all’italiana). Oltre al fatto che la medicina non ci lasciano nemmeno sceglierla e – mia sensazione – essa potrà non essere nemmeno purificatrice giacché, nella fase di passaggio, chi è messo un po’ meglio di noi continuerà a spolparci per bene, perché l’Europa nella sua memoria genetica ha la guerra, non la pace, e ancora tanta sete non dichiarata della bibita che rende più golosi di ogni altra cosa: la vendetta.

  64. Alberto

    Sono sostanzialmente d’ accordo sul suo volo d’ uccello o meglio su queste ultime idee panoramiche, anche se debbo di nuovo ricordarle che vanno tenuti presenti alcuni limiti legati al periodo e presenti all’ epoca delle prime riforme fatte nel ’92 ’93; ulteriori fughe in avanti non erano possibili a mio avviso e d’ altronde non mi pare che lei contesti i risultati comunque ottenuti tra il ’92 ed il 2002. La storia si sviluppa per gradi, normalmente e quando ciò non avviene non debbo dirglielo io perchè accade. Io sono convinto che questo periodo storico che stiamo vivendo e che vivremo sia davvero straordinario ed unico nella storia dell’ uomo e che sia anche qui un momento in cui la storia subirà un passaggio non graduale e da qui ai prossimi due/tre anni accadranno fatti epocali e l’ unico fatto certo è che ne usciremo tutti con le ossa rotte ma forse migliori. @Vincenzo N.

  65. Vincenzo N.

    @Alberto
    con le ossa rotte è certo, si tratta di adoperarsi per fare in modo che le fratture siano almeno parzialmente riparabili, affinché ciò avvenga è necessario che sopravvivano delle cose che già annaspano da troppo tempo. Siccome la storia procede in modo incerto (e tutto sommato casuale) io non sono così sicuro che staremo meglio perché il pericolo che sopravviva gente ipocrita e falsa come lo sono tutti i gerarchi della sinistra attuale è ancora troppo alto. I gerarchi di destra invece fanno ridere, bastano le vignette satiriche (fatte da integerrimi uomini di sinistra) a ricordarci come sono per davvero. Peccato che Giannino non si proponga, comunque andasse darebbe voce alla speranza.
    La mia tesi di fondo è che senza disilludersi del fatto che abbiamo sognato troppo e troppo profondamente noi non riusciremo a far sì che la gente si rimbocchi le maniche e ricominci a lavorare. Perché ciò accada bisogna che i potenziali produttori di ricchezza pensino che di ciò che costruiranno ne resterà loro la gran parte, per questo ritengo che il primo messaggio etico da dare sia la demolizione degli attuali privilegi di certi tipi di pensionati. Come lei dice ormai lo spazio per un passaggio graduale si è fatto troppo stretto, arriveranno gli scossoni, e, tanto per dirne una, l’abito grigio di MM mi pare inadatto per poter gestire le riforme conservatrici del mercato del lavoro della NM (NM sta per Nuova Maestrina, eh già! faccio come i nostri uomini di sinistra, che quando non sanno cosa proporre ti appicciccano un nomignolo in modo da deriderti senza dover fare osservazioni assennate. Osservazioni vere sulla NM invece ce ne sono a quintali, ma mi sa dire come facciamo a rendere riparabili le ossa che ci romperemo con riforme di queste genere !?!).

  66. povera italia sempre a litigare per non fare niente e cosi ci ritroveremo a zappare ,e la colpa e dei politici ,intanto nessuno si azzarda più a aprire una azienda non solo per la mancanza di commesse ma sopratutto per la paura di pagare anche se uno non guadagna,incredibile ,con tanti lavoratori disoccupati perché non darli la possibilità di avviarsi in proprio pagando solo una percentuale su gli incassi onnicomprensivo in modo da non strangolarlo in caso di mancato lavoro il resto e noia,se non si capisce poveri noi, la burocrazia costa e non possiamo più` permettecela .

  67. Vincenzo N.

    @Alberto
    aggiungo, per completare la risposta, che nel 92/93 invece bisognava avere più coraggio, la riforma Dini rinviò solo il problema. Purtroppo fu in quel momento che si concesse al sindacato un potere di interdizione sul bene della nazione (di tutta la nazione) che produsse gravi danni. La concertazione, a mio avviso, è un concetto che funziona a parole ma divenne fin da subito una pistola carica nelle mani di chi non doveva poi rispondere all’elettorato e, quindi, a TUTTI i cittadini. Il problema degli esodati nasce da questo modo irresponsabile di agire, un modo che consente a due parti in causa di fare a accordi col beneplacito della politica, per poi presentare il conto ad altri quando le cose peggiorano.

  68. Alberto

    Io mi sono convinto che la causa principale del fatto che abbiamo rinunciato a prendere in mano la situazione e proseguire il risanamento iniziato nel ’92, sia stato l’ingresso nell’ euro; ma paradossalmente, non solo abbiamo ricominciato a fare spesa pubblica, ovviamente con indubbie responsabilità non solo del sindacato, ma anche delle altre parti sociali e c’ è stato un rilassamento anche da parte dell’ imprenditoria o meglio di molta sua parte, che invece di investire nelle attività proprie dell’ economia reale, hanno, come tutti sappiamo, iniziato ad investire gli utili in attività finanziarie. La politica e la finanza di casa nostra, inoltre, con il concerto della nostra banca centrale, hanno fatto il resto e quindi tutto il sistema è andato in decomposizione.
    Stavo proprio oggi riflettendo ulteriormente sul nostro futuro, dopo che Moody’s ha di nuovo declassato il nostro paese e mi sono ancor di più convinto che dobbiamo riprenderci in mano quel destino che nel 2002 lasciammo in altre mani; questo significherà lacrime e sangue non minori ma nemmeno maggiori di quelle che ci attenderebbero senza uscire dall’ euro, ma almeno, se saremo davvero virtuosi, avremo qualche chance di uscirne vivi ed in minor tempo.@Vincenzo N.

  69. romeo

    Monti la concertazione non la esclude tra i poteri forti e non ne vede la utilità di usarla per i lavoratori o per piccole questioni economiche.

  70. agostino B.

    Giannino La prego di candidarsi, non vedo alternativa. Berlusconi non può ripresentarsi dopo quello che ha combinato. Se vince la sinistra il paese va alla rovina con l’aumento di spesa pubblica e tasse. Montezemolo non fa che girare su se stesso senza decidersi e senza idee. Lei può raccogliere abbastanza voti da influenzare le scelte politiche.

  71. Mario45

    @Alberto
    L’imprenditoria e’ rimasta schiacciata dalla perdita di competitività derivante dalla rigidità dell’euro e dal mancato avvio delle riforme che l’adesione al sistema monetario comune avevano reso, più che necessarie, improcrastinabili. Ciampi, Prodi & C ci hanno portato nell’Euro e se ne sono attribuiti gli onori, lasciando gli oneri delle vere riforme ai successori, per altro incapaci. I produttori di ricchezza hanno perso gradualmente competitività, spesso fino a ridursi a sopravvivere sperando in tempi migliori. Il carico da 90 l’ha poi portato il sistema fiscale, con pretese e metodi da atterrare un toro. L’amministrazione della giustizia, farraginosa ed incerta la sua parte e comunque sempre a supporto di un sistema statale predatorio e spesso al limite dell’illegalità, fa il resto. E’ chiaro che in un quadro di questo tipo solo un eroe o un pazzo investirebbe alcunché. Se si vuole che il paese riparta, occorre ripristinare quei due pilastri che sostengono qualsiasi società libera in crescita: facilita’ di accesso al credito e certezza del diritto, in salsa di fiducia nel futuro. Il primo pilastro mi pare ricostruibile, in qualche modo; Monti e il suo governo mi paiono del tutto inadatti a trasmettere qualsiasi tipo di fiducia. Circa la certezza del diritto, francamente il suo ripristino (?) mi pare utopia.

  72. Alberto

    Lei sfonda una porta di hangar aperta, infatti sono mesi che sto scrivendo proprio qui che abbiamo perso 4 punti di competitività nelle partite correnti sul nostro PIL, rispetto alla Germania che nel periodo euro ne ha guadagnati 6 sul suo PIL; resta il fatto che si è investito molto meno (stasi degli investimenti vedi grafici pag.12 doc.to bankitalia) e ripeto non solo per meno capacità di mezzi economici, (infatti come lei sa è stato possibile accedere al credito con tassi di interesse più bassi, che nel precedente periodo), in macchinari attrezzature e mezzi di trasporto, nel periodo euro che nel decennio precedente ed anche, nel periodo euro, rispetto alla media OCSE (legga le statistiche OECD) ed ai nostri competitors, e questi sono dati di fatto; non per nulla siamo col culo per terra come grande e media industria.
    Ovviamente non discuto di cause, ma sicuramente quelle che lei indica e che anch’ io indicavo sono valide, ed infatti anche dall’ estero gli investimenti hanno latitato.
    Sul resto ho poco da obiettare, anzi concordo completamente.@Mario45

  73. elisabetta colombo giardinelli

    caro sig. giannino non le faccio complimenti perche’ OCCUPEREI TUTTA LA PAGINA , LE VOLEVO SOLO CHIEDERE SE AGLI ECONOMISTI NON SAREBBE BENE AFFIANCARE QUALCHE STORICO PERCHE’ RILEGGENDO I CLASSICI GRECI E LATINI (MA ANCHE LA STORIA PIU’ RECENTE ) CI SI RENDE CONTO CHE GLI ERRORI SONO SEMPRE GLI STESSI E LE SOLUZIONI PER RISOLVERLI GIA’ SCRITTE DISTINTI SALUTI E GRAZIE PER ESSERSI SEMPRE MESSO IN GIOCO ELISABETTA

  74. Mario45

    @Alberto
    Sono d’accordo con Lei. A tassi inferiori gli investimenti del decennio euro sono diminuiti. Normalmente gli investimenti si fanno a debito. Si tenga presente che gli interessi vengono considerati costi, ai fini fiscali, solo parzialmente. La parte più rilevante non e’ deducibile. E’ ovvio che qualsiasi società cercherà quindi di limitare l’indebitamento onde evitare di pagare tasse su un utile inesistente. La priorità sarà quindi limitare l’indebitamento a scapito degli investimenti. La stessa classi verifica con l’IRAP : si cerca di limitare al massimo il costo del lavoro, spesso a scapito di competenza e qualità. Siamo nella situazione del cane che si morde la coda. Lo stato ha bisogno di risorse e le raccatta dove può senza curarsi delle conseguenze. Alla fine moriremo tutti, noi e lo stato, poveri in canna.

  75. Elio

    Caro Giannino, non molli per carità.
    Dopo gli ultimi annunci si prospetta una situazione politica terrificante, si torna al tifo tipo “curva nord” con tutto il peggio già abbondantemente visto e con quel qualcosa in più che sicuramente non ci faremo mancare.
    I pifferai stanno già oliando lo strumento e i gonzi di una parte e dell’altra sono tutti ansiosi di sentire il fischio d’ inizio!
    Ogni tremenda semenza avrà puntualmente la sua gran cassa per farla risuonare!
    Leggevo più sopra che ci sono anche una buona parte di industriali di nuovo allineati, saranno quelli che lei Giannino chiama “Vicini/contigui alle istituzioni”?
    Ci sono milioni di persone per bene, di italiani di tutte le estrazioni sociali che non ne possono più da molto molto tempo, occorrono persone come Lei che continuino a denunciare le cose che non vanno con parole chiare dicendo le cose come stanno realmente, con la forza dei numeri argomentando in modo serio e onesto.
    Occorre fare presto, ci vuole un movimento che aggreghi, occorre far capire che c’è ancora una speranza.
    Non se ne può più di avere fra i piedi tutti questi cialtroni/delinquenti che da decenni si perpetuano al potere.
    Non si dica che si fa del qualunquismo per favore e nemmeno che non si deve fare di ogni erba un fascio, che ci sono anche i politici, i funzionare ecc. onesti e per bene.
    Il degrado è tale e da molto tempo che, se è vero che ci sono ed è vero, dovrebbero aver battuto e da tempo più di un colpo.
    Una persona onesta con un minimo di dignità ne avrebbe avuto schifo da un pezzo e avrebbe dovuto avere il coraggio di denunciare e di insistere fino ad arrivare alle dimissioni o farsi buttare fuori, dal proprio partito per non aver nulla che fare con questo andazzo.
    Altro che difendersi dicendo che chi abbandona rinuncia alla lotta! Si può continuare a lottare anche standosene fuori e non allineati e coperti.
    Ripeto ed esorto, serve fare qualcosa e anche alla svelta.

  76. Vincenzo N.

    @Alberto
    condivido molte cose, e soprattutto la conclusione, l’Europa non è adatta a noi, e comunque la cura che ci viene propinata va a vantaggio di chi ci gioca contro senza un ritorno proporzioanto allo sforzo. Che senso ha trasferire il nostro risparmio privato agli stranieri via spread (lo ripeto, accade quel che accadde con il Presidente Emerito) e poi non fare nulla di utile a rimuovere le premesse che ci hanno portato fin qui?
    Tuttavia il 92 finì nel 93, non nel 2002, lasciandoci in eredità un carico fiscale (ad esempio quello sulla casa, che nel frattempo è quintuplicato e più, ricorda l’ISI, imposta STRAORDINARIA sugli immobili?). A me pare che quel decennio sia stato investito per fare maquillage e persuasione al fine di poter salire nel carro in partenza,tenendo buoni con il rinnovo delle promesse i parassiti, trescando nel frattempo con la Francia che aveva paura della Germania e approfittando per fare degli affarucci usando qualche finanziere che ambiva a succhiarsi i beni dello stato (avevamo dei Capitani Coraggiosi a quel tempo). Questo senza negare ciò che Lei afferma in merito alla classe imprenditoriale in generale.
    Una cosa è certa comunque, l’esproprio del risparmio che c’è in corso non sarà a vantaggio degli Italiani, infatti MM ce lo hanno mandato da fuori mettendosi d’accordo con chi, qui, c’era già da prima. Di qualcuno che sia capace di riformare lo stato dalle fondamenta, con un approccio trasformatore proprio non se ne vuol parlare. Bersani preferisce avere a che fare con Berlusconi, che tanto è uno della vecchia guardia come lui, e gongola. E’ difficile entrare in questa partita, peccato che Giannino non se la sia sentita, se lo ha fatto Grillo, poteva riuscirci anche Lui.

  77. Caro Oscar,

    ti seguo dai tempi (lontani, ahinoi) del tuo “batti e ribatti” e della mia permanenza romana nel segno oscuro 🙂 di Dell’Arti e kilometri, vespina e chi più ne ha più ne metta.
    Ricordo anche una tua intervista a Marcello Dell’Utri, che avresti tanto voluto emendare da una parte delle colpe, nella speranza ne avesse meno di quel che appariva… e ne ricevesti invece una successione di risposte alla “six feet under”… la rivedrei con immenso piacere.
    Se ne hai copia, pensami.
    Questo detto, la stima nei tuoi confronti non è diminuita, anzi… e sono rimasto dello stesso parere che ti scrissi allora. Ovvero che per fare buona informazione c’è bisogno di buon governo e per fare buon governo c’è bisogno di buona informazione, un’endiade di cui al momento non abbiamo nè la gamba destra, nè la sinistra. E che senza codeste gambe tutto resta pencolante ed estemporaneo.
    Anche le tue migliori interviste, i tuoi migliori pezzi, le nostre migliori intenzioni.
    A mio parere, l’unica possibilità perchè questa nazione eviti una dissoluzione drammatica alla maniera dei paesi dell’est, molto più dolorosa perchè noi abbiamo goduto di un tenore di vita immensamente più alto e cadendo ci faremo molto più male, è che chi capisce apriori qualcosa (per età, formazione, famiglia, dna…) e non è ancora sufficientemente senile per trarre consolazione bastante da nipotini ed entreneuse; e all’interno di questa già non ampia categoria, poi, chi non trae il suo (ridotto) censo esclusivamente dalla collusione nepotistica e partitocratica, dovrebbe dar vita ad una formazione politica di forma e sostanza nuova. Che copra quel che manca (ovvero il pensiero radical-liberal): “Chi la pensa come noi non trova ancora, nell’offerta pubblica attuale, interlocutori che diano gambe e braccia alle nostre idee.”
    Bene, a noi tocca essere sia testa, che gambe che braccia, caro Oscar. Beato il paese che non ha bisogno di eroi… ma non è il nostro.
    Ricordo molto bene anche quel che ti disse il sindaco Emiliano, di fronte alla sacrosanta proposta di toccare il merito delle forniture dei pubblici enti, che stratificano privilegi, complicità, malavita e voto di scambio cinquantennale… beh, disse che si rischiava la vita. Credo abbia proprio ragione.
    L’hanno fatto i giovani napoletani del 1799, i mazziniani, i ragazzi di Salò ed i partigiani. Forse adesso tocca a noi, speriamo con meno violenza.
    Oppure non resta che America, Australia etc come tanti nostri amici già hanno intuito e realizzato.
    Ho appreso oggi del tuo desiderio, che è anche quello di gente come me, di far politica attiva, spero senza troppi patti in cambio di un contratto telefonico per la neonata sede…
    Corporeus corpora c’è e chissà quanti, di quei non tanti, sono interessati. Incrociamo le dita. E se vuoi, keep in touch.
    Al lei non credo troppo, almeno fra coetanei. Nel caso tu si, e non mi pare, chiedo venia.
    Vale et ego,

    Abate di Thélème

  78. adriano

    guardare su you tube” diario del saccheggio”, è perfettamente descritto cio’ che succederà in italia.

  79. Vincenzo N.

    @Alberto
    bruciò decine di miliardi trasferendoli direttamente agli speculatori, la stessa cosa che ha fatto MM oggi: i nostri soldi a loro via spread

  80. emiliano

    Altro che vendere immobili statali guardate cosa ha fatto holland da inizio anno:
    ha abolito il 100% delle auto blu e le ha messe all’asta; il ricavato va al fondo welfare da distribuire alle regioni con il più alto numero di centri urbani con periferie dissestate. Ha fatto inviare un documento (dodici righe) a tutti gli enti statali dipendenti dall’amministrazione centrale in cui comunicava l’abolizione delle “vetture aziendali” sfidando e insultando provocatoriamente gli alti funzionari, con frasi del tipo “un dirigente che guadagna 650.000 euro all’anno, se non può permettersi il lusso di acquistare una bella vettura con il proprio guadagno meritato, vuol dire che è troppo avaro, o è stupido, o è disonesto. La nazione non ha bisogno di nessuna di queste tre figure”. Touchè. Via con le Peugeot e le Citroen. 345 milioni di euro risparmiati subito, spostati per creare (apertura il 15 agosto 2012) 175 istituti di ricerca scientifica avanzata ad alta tecnologia assumendo 2.560 giovani scienziati disoccupati “per aumentare la competitività e la produttività della nazione”. Ha abolito il concetto di scudo fiscale (definito “socialmente immorale”) e ha emanato un urgente decreto presidenziale stabilendo un’aliquota del 75% di aumento nella tassazione per tutte le famiglie che, al netto, guadagnano più di 5 milioni di euro all’anno. Con quei soldi (rispettando quindi il fiscal compact) senza intaccare il bilancio di un euro ha assunto 59.870 laureati disoccupati, di cui 6.900 dal 1 luglio del 2012, e poi altri 12.500 dal 1 settembre come insegnanti nella pubblica istruzione. Ha sottratto alla Chiesa sovvenzioni statali per il valore di 2,3 miliardi di euro che finanziavano licei privati esclusivi, e ha varato (con quei soldi) un piano per la costruzione di 4.500 asili nido e 3.700 scuole elementari avviando un piano di rilancio degli investimenti nelle infrastrutture nazionali. Ha istituito il “bonus cultura” presidenziale, un dispositivo che consente di pagare tasse zero a chiunque si costituisca come cooperativa e apra una libreria indipendente assumendo almeno due laureati disoccupati iscritti alla lista dei disoccupati oppure cassintegrati, in modo tale da far risparmiare soldi della spesa pubblica, dare un minimo contributo all’occupazione e rilanciare dei nuovi status sociale. Ha abolito tutti i sussidi governativi a riviste, rivistucole, fondazioni, e case editrici, sostituite da comitati di “imprenditori statali” che finanziano aziende culturali sulla base di presentazione di piani business legati a strategie di mercato avanzate. Ha varato un provvedimento molto complesso nel quale si offre alle banche una scelta (non imposizione): chi offre crediti agevolati ad aziende che producono merci francesi riceve agevolazioni fiscali, chi offre strumenti finanziari paga una tassa supplementare: prendere o lasciare. Ha decurtato del 25% lo stipendio di tutti i funzionari governativi, del 32% di tutti i parlamentari, e del 40% di tutti gli alti dirigenti statali che guadagnano più di 800 mila euro all’anno. Con quella cifra (circa 4 miliardi di euro) ha istituito un fondo garanzia welfare che attribuisce a “donne mamme singole” in condizioni finanziarie disagiate uno stipendio garantito mensile per la durata di cinque anni, finchè il bambino non va alle scuole elementari, e per tre anni se il bambino è più grande. Il tutto senza toccare il pareggio di bilancio.
    Risultato: ma guarda un po’ SURPRISE!! Lo spread con i bund tedeschi è sceso, per magia. E’ arrivato a 101 (da noi viaggia intorno a 470). L’inflazione non è salita. La competitività re la produttività nazionale è aumentata nel mese di giugno per la prima volta da tre anni a questa parte.
    Hollande è un genio dell’economia? (E.P.) SE ANCHE TU VUOI POLITICHE DI QUESTO TIPO IN ITALIA COPIA E INCOLLA SULLA TUA BACHECA

  81. Alberto

    Monti ha sbagliato molte delle mosse che ha fatto, come è evidenziato dalla attuale congiuntura che mostra che siamo arrivati ad oggi in condizioni peggiori che a fine 2011 e soprattutto, ormai senza chances praticabili e senza difese interne ed esterne e quindi la sua responsabilità è enorme perchè gli errori li ha fatti quando all’ inizio del mandato, tutto era favorevole alla sua azione ed il suo potere, il suo consenso nel paese e la sua leadership erano enormi. Si doveva ed in quella situazione si poteva da un lato colpire, come accaduto la spesa pensionistica e la casa, quindi grande la platea dei contribuenti, ma per evitare la profonda recessione ed in parte smorzare i timori delle famiglie a spendere, si dovevano fare liberalizzazioni vere ed impostare i tagli e la vendita di beni del demanio, non ci sarebbe voluto molto tempo in più; ne dico solo una, se gli atti più comuni e semplici, procure, atti di mutuo, passaggi di proprietà di beni mobili, etc fossero passati dai notai ad altre figure o addirittura ai comuni, i cittadini avrebbero risparmiato qualche centinaio di euro l’ anno, recuperando una parte di quanto speso in tasse. Ci sono solo due opzioni ormai, la strada greca, già percorsa e per questo io non la ripercorrerei, perchè già provata con insuccesso esattamente come per altri paesi che sono sulla stessa strada. C’è la strada n° 2, uscita. Le dirò di più, a questo punto non pagherei nemmeno più il debito alle condizioni attuali, ma ricontratterei da posizione di forza il nostro debito, infatti siamo ad avanzo primario e quindi la spesa, al netto degli interessi è inferiore alle entrate. Siamo nella condizione di non chiedere più prestiti ne rinnovi a nessuno eccetto che impegni alle nostre condizioni e con la nostra nuova moneta svalutatata del 20-30% (Bagnai ed altri dicono 20%) e questa carta va giocata con Merkel e gli altri della stessa risma; non siamo l’ Argentina, non la Spagna ed abbiamo ancora molte chances, almeno pari alla Germania in termini di produzione industriale e le faremmo molto male dopo l’ uscita. Io credo che sia arrivato il momento delle decisioni radicali, che vanno prese in fretta e poste nelle mani del popolo e Monti ha solo una strada, quella di gestire questa operazione; io credo che non sia il più adatto a gestire questa opzione, ma è difficile trovare oggi il sostituto. Forse però qualcuno che giochi bene ed abbia coraggio, c’ è nel nostro paese!@Vincenzo N.

  82. Vincenzo N.

    @Alberto
    MM si trova dov’è per il bene dei creditori dell’Italia (che per numero e massa calano costantemente da quando c’è lui) non per quello degli Italiani. Non è che lui abbia perso tempo quando è arrivato lì, semplicemente certe cose non erano nella sua missione (né erano autorizzate dai complici italiani), pertanto ha fatto come sempre prima: ha aumentato le tasse sulla casa e fatto una riforma pensionistica che non dà risparmio a breve perché non tocca la pletora dei privilegiati.
    Per me possiamo uscire anche domattina, sul fatto del (solo) 20% ho qualche dubbio. In ogni caso anche da fuori bisognerà agire sulle cause, magari il contorno sociale sarà più “aggressivino”.

  83. Alberto

    Vincenzo ti faccio una domanda cruciale: cosa pensi che accada se falliamo? Dico in termini di effetti economici complessivi sull’ economia mondiale. Io credo che i paesi europei e non, non possano permettersi di farci fallire, perchè è vero che noi avremmo problemi, ma ne avrebbero di più gli altri; allora, dato che stiamo esattamente avviandoci verso questo obiettivo, sarebbe intelligente non attaccarci, ma al contrario accompagnarci verso un recupero di equilibrio, visto che possiamo farlo, ci sono tutte le condizioni strutturali e patrimoniali(rapporto maggiore di 1:1 debito patrimonio demaniale+ riserve auree). Se fallisce un’ azienda, dopo il fallimento si vendono i beni dell’ azienda all’ incanto, ed i creditori vengono soddisfatti anche se non completamente, ma se fallisce un paese, non mi risulta che accada la stessa cosa. Ecco perchè io ritengo che l’ atteggiamento più intelligente dei mercati sarebbe quello di finanziarci a basso costo. @Vincenzo N.

  84. Vincenzo N.

    @Alberto
    la mano di poker che proponi (sostanzialmente un too big to fail) vede già parecchi paesi in fila a giocarsela secondo le leve di cui pensano di poter disporre (ognuno di loro ha qualche buon numero da snocciolare), ovvio, buona parte di questi sono europei. Ma fare i furbetti fa girare le scatole e io non credo che verranno a salvarci per il semplice motivo che, secondo me, non ce n’è abbastanza per tutti. E’ in atto un gioco delle tre carte in cui nessuno vincerà in assoluto, ma in cui c’è moltissimo da perdere. I “grossi” lo sanno da un pezzo e allora (nei casi europei) si sono messi d’accordo con chi comanda – in Italia hanno mandato MM ad esempio – per attutire l’urto e guadagnare tempo in modo da “ridurre il rischio”, “l’esposizione” (lo stanno già facendo da un pezzo). Tutti pensano a sé stessi, a nessuno gliene frega dell’Europa, lo conferma il fatto che le dichiarazioni ufficiali affermano il contrario. In fondo noi chi siamo? solo dei debitori che non fanno più paura a nessuno, sessanta milioni di consumatori e basta, a questo ci hanno portato il nostro egoismo e le nostre illusioni fatte di chiacchiere condite dall’affarismo e dal savoir faire della sinistra-caviale. Il tuo bluff magari verrà tentato, ma io penso che verrà “visto”. Da tempo nel blog sostengo che senza incidere sul debito (in particolare sui btp) con manovre straordinarie e coercitive non se ne uscirà. E bisognerebbe farlo salvaguardando i creditori esteri, dimostrando che a pagare sono gli Italiani. Se ci sarà una patrimoniale dovrà esprimere un forte contrappasso e gravare unicamente sui detentori italiani dei titoli di stato. Pretendere che ciò sia indolore solo perché possiamo fare qualche ricatto è ovviamente un sogno, ma, mi pare, che anche MM punti in questa direzione. Se il debito fosse tutto interno, cioè sottoscritto da Italiani, egli avrebbe già agito, per ora si muove in quella direzione cercando di guadagnare tempo anche lui.
    Tu ti poni il problema di come se la passerà l’economia mondiale, ebbene, penso che i maggiori passi indietro li faremo qui da noi. Altrove potranno esserci casini politici (magari fomentati dall’occidente), ma, sempre altrove non sono abituati alle ferie pagate e hanno ancora molti diritti da “acquisire”, sanno di dover lavorare e basta, capisci? Sanno che il loro futuro dipende dal loro impegno, non hanno uno stato che gli porta via ogni cosa per redistribuirla ai suo protetti.
    E’ una commedia del ridicolo dove tutti recitano, pertanto il finale non potrà che essere tragico: lo ripeto fino alla noia Alberto, troppe bugie, troppe bugie.

  85. Alberto

    Bene, ma pensa che tra i paesi che giustamente metti intorno al tavolo del tragico giro, il nostro è il più grande, rispetto agli oltre 5000 MLD di dollari di debiti eurodeboli ed il crollo nostro, sarebbe accompagnato sicuramente dal crollo degli altri e ci porteremmo appresso anche la Francia che sarebbe attaccata subito dopo, detenendo se non ricordo male oltre 500 MLD del nostro debito; cosa succederebbe al Giappone con i suoi 10.000 MLD di debito ed i 13.000 MLD degli USA (dopo ci siamo noi, al terzo posto), molto meno patrimonializzati di noi per abitante. E poi ti chiedo, visto che già il volume di spazzatura (escludendo i debiti sovrani) è pari a 10 volte il PIL mondiale, cosa pensi che accada anche alla massa degli investitori? Ti ricordo che patrimonialmente, siamo lo stato messo meglio al mondo ed abbiamo la terza struttura industriale del mondo; non saremmo quindi a mio avviso messi peggio degli altri in caso di fallimento. Ti consiglio di leggere questo articolo e poi ne riparliamo, perchè io non concordo con Gulati.@Vincenzo N.

  86. Dottor Giannino, pubblicamente Le dichiaro la mia stima per tutto quello che, quotidianamente, esprime attraverso il Suo blog e per radio!
    Condivido le Sue scelte sulla politica economica da sostenere in Italia!
    Io sarò al Suo fianco qualora decidesse di presentare una forza politica alternativa a quella, oggi, presente sul panorama nazionale.
    Nel mio blog parlo di positività e, credo, che dalle Sue parole, i fatti, la nostra Italia trarrà benefici.

  87. Vincenzo N.

    @Alberto
    Alberto, secondo lei possono fallire gli iberici e poi il mondo si spaventa e di fronte all’Italia dice…oh no! l’Italia no!, è troppo grossa! Tuttavia lei stesso riconosce che i numeri suggerirebbero di far fallire altre potenze prima di noi. Ebbene mi pare chiaro che il mercato specula guardando la FORZA COMPLESSIVA di ogni paese, non soltanto i suoi coefficienti patrimoniali, anzi, mi pare che questi siano ormai lontani dal primo posto in ordine di importanza. Così come nella giungla il leone insegue la gazzella zoppa allo stesso modo il mercato specula contro i paesi “deboli”, contro coloro i quali si sono infognati da soli senza voler riconoscere di essere i primi responsabili dei propri mali. Se tutta la nostra capacità di ritorsione è limitata alla minaccia dell’effetto domino….allora… poveri noi, vuol dire che non abbiamo capito niente! questi mirano a papparsi ciò che ha ancora un valore, ma a prezzi di saldo! i coefficienti patrimoniali giocano CONTRO di noi, sono miele per le mosche! cosa vuole che ci sia da pappare in Spagna? il Bercellona FC e il Real MAdrid? le case in più costruite in riva al mare? Da noi c’è ancora del grasso, siamo noi il boccone che fa gola! E speriamo di cavarcela – impoverendoci e basta – espropriando il risparmio con le tasse? risparmio che il giorno dopo vola all’estero via spread anziché finire nelle casse dello Stato??? Ma chi è che ci governa?!? siamo sicuri che abbia a cuore prima di tutto gli interessi degli Italiani ?????
    Visto che gli altri europei Forti giocano a rimpiattino, noi, per riconquistare la nostra libertà di azione e scacciare le sanguisughe, dobbiamo agire sul nostro debito e prendere le decisioni necessarie a ridurlo, ridenominandolo per quel che vale.

  88. Marco Viscogliosi

    Salve Giannino, se scende in politica, avrà il mio voto. Io pur essendo un ingegnere, mi interesso da circa un anno di macroeconomia. In questa attività ho raccolto tutti i dati italiani dal 2004 al 2011 ed ho realizzato un modello matematico, riportato su un semplicissimo foglio Excel che consente di calcolare i risultati delle manovre economiche partendo da spesa pubblica, export, import, aliquote delle imposte dirette e indirette, evasione fiscale ecc. I risultati sono PIL, crescita, deficit, gettito erariale ecc. Il sistema è autovalidante in quanto inserendo i dati storici calcola i risultati storici con una precisione superiore all’1%. Mi farebbe molto piacere mostrarglielo e chissà che non possa essere lo strumento giusto per il suo successo in politica. A proposito, la manovra di Monti appare disastrosa come in effetti si sta rivelando….
    Se vuole sono a sua disposizione, ovviamente “gratis et amore Dei!”

  89. Vincenzo N.

    @Alberto
    mi scusi Alberto di questa aggiunta ma rileggendo mi accorgo di essere andato un po’ di fretta e nella similitudine leoni/mercati e gazzella zoppa/paesi deboli mi accorgo di aver scritto “giungla” mentre avevo in mente la savana. Chissà, forse l’errore non è così casuale, tanto inestricabile e impasticciata è la situazione in cui ci troviamo.

  90. Alberto

    Caro Vincenzo, intanto la ringrazio della passione che usa per questo bel confronto, ma credo che si stia dicendo in gran parte le stesse cose e cioè che il nostro paese ha un appeal molto forte per tutti coloro che vogliono impossessarsi dei nostri beni e non solo, sono assolutamente d’ accordo con lei sul ruolo di MM e dei suoi prescelti (a proposito un ultima sua perla è l’assunzione di Gubitosi a tempo indeterminato alla RAI a circa 650.000 euro annui) nella strategia che ci porterà alla fame. Sulle conclusioni, però, quando parlavo dell’ enorme stock di debito degli eurodeboli e dei suoi effetti sull’ economia mondiale, volevo dirle che con effetto moltiplicatore di 1:4, almeno, secondo le stime di alcuni economisti, l’ impatto sarebbe catastrofico e lo dicevo proprio e mi sembrava che lei avesse capito, al fine di giocarci questa carta per mettere tutti in riga allineati e coperti e non perchè mi illuda che questi ragionamenti fermino la speculazione; ecco perchè dicevo che MM non è adatto e ci vuole uno che giochi bene il poker. Ribadisco questa è la carta da giocare con molta velocità e per questo dicevo che non sono d’ accordo con le idee di Gulati sulla ristrutturazione del debito, allungandone la vita media.

    @Vincenzo N.

  91. Vincenzo N.

    @Alberto
    è infatti già evidente che le ipotesi di soluzioni alla greca sono talmente folli che fanno male alla nostra economia al solo parlarne, l’idea di una cura chemioterapica (alla Monti, alla tedesca) del nostro debito mi fa rabbrividire. Proprio perché non “cura”, essa governa la malattia e ambisce a rimuoverla dalla nostra mente pilotandola ai confini del mondo, ci tiene buoni nell’angolino mentre facciamo i compiti a casa, ci toglie la flessibilità che (un tempo) avevamo e conviene ai nostri concorrenti perché elimina dal tavolo un rompiscatole (i tedeschi pensano di essere dei geni ma sanno anche che senza l’euro gli abbiamo sempre dato fastidio, lo sanno e così ci tengono in questo limbo di inazione). Fra tutte le cose che si potevano fare la scelta MM è stata pessima perché ha consolidato i mali senza incidere sulle cause.
    Pesare le conseguenze che avrà lo stock di debito accumulato (da tutti) non è possibile credo, come del resto non è possibile sapere come finisce una guerra dopo che è iniziata. Battere i pugni sul tavolo e fare minacce ormai non serve più, è tardi, è ormai chiaro che nessuno ha voglia di pagare, che l’Europa ha confini aperti quando si tratta di far circolare i consumatori e le merci, ma stretti e inaccessibili quando si devono conciliare usi, consuetudini e modi di comportamento consolidati dal tempo. Li ha sentiti i giudici supremi tedeschi l’altro ieri? “ci vuole tempo….dobbiamo pensarci….è un problema complesso…..prendiamoci altri due mesi…”.
    La scaletta dei provvedimenti è dettata dalle scadenze elettorali, dall’osservazione di come va al di là del confine e, di conseguenza, dall’improvvisazione, che trova risposte nelle “misure urgenti” seguite dai rinvii che poi raffermano i provvedimenti fiscali per l’eternità.
    Anch’io la ringrazio per le risposte e mi era chiaro che lei non è un tifoso acritico di MM, chissà, magari Giannino ci darà altri spunti, è da un po’ che non scrive.

  92. Alberto

    ci vuole tempo….dobbiamo pensarci….è un problema complesso…..prendiamoci altri due mesi…”.

    Guardi cosa scrivo in proposito, su un altro Blog, dove la invito a partecipare se le aggrada!

  93. Dario

    Signor Giannino,
    condivido al 100% quanto sostiene nell’articolo. Più in generale condivido la sua posizione su tasse e Stato. Non sempre son d’accordo nei temi specifici, ma apprezzo tantissimo lo spirito che mette nel sostenere le posizioni, perchè mi pare animato da spirito sincero.
    Dopo anni di voto ad un cdx nella speranza di meno tasse, meno stato, e più libertà responsabile la invito, ritenendo di essere uno di tanti, a promuovere un partito o movimento che sostenga questa linea politica.
    Lei sa fin troppo bene che di fronte all’attuale panorama politico, la scelta è tra una sinistra che ha sostenuto l’indifendibile in piena contraddizione con la realtà ed un cdx che non ha mantenuto la linea in cui molti, assieme a lei, hanno creduto.
    Ascolto quando posso il suo programma e so che ritiene non all’altezza i due attuali versanti politici.
    La soluzione è darsi da fare. Rompa gli indugi e si faccia avanti. Sostenga o guidi politicamente una squadra di persone d’esperienza che possano sostenere una politica che ritengo sia maggioranza nel Paese.
    Il mio voto è li che aspetta.
    Si rende perfettamente conto che se la scelta politica non varia, dovremo scegliere tra prodotti scaduti e ci ritroveremo ancora ad ascoltare per radio le sue invettive, ma in tal caso sarebbero inutili.
    E sappiamo pure che la politica spesso puzza, che da soli non si fa un gran ché e che si rischia di diventare l’uomo nero bersaglio di avversari.
    Ma la situazione è questa. La vita è fatta di scelte.
    Dunque, scelga!

  94. Marco Viscogliosi

    Buonasera a tutti, mi permetto di inserirmi nelle discussioni in corso. Come dicevo in un precedente intervento ho raccolto moltissimi dati macroeconomici dell’Italia e ricostruito la correlazione matematica tra questi dati. Alcune delle cose che sono risultate più interessanti sono le seguenti:
    1) il deficit dello stato corrisponde in ordine di grandezza con il deficit della bilancia commerciale. In sostanza l’eccesso di import rispetto all’export (mediamente 50 mld) coincide con il deficit dello stato. In sostanza è dimostrabile che ogni 1000 € di spesa pubblica immessa sul mercato viene ricaptata al 100% da qualsiasi sistema fiscale – indipendentemente da numero di tasse e valore delle aliquote- ad esclusione delle spese effettuate sui mercati esteri e non compensate da pari esportazioni. E’ così che annualmente lo stato italiano non riuscendo a ricaptare tutta la sua spesa pubblica è costretto a ricorrere a nuovo debito per reintegrare le perdite. La soluzione sta nella riduzione, anche culturale dell’import preferendo prodotti nazionali, e nell’incremento dell’export sostenendo le imprese.
    2) ridurre la spesa pubblica aiuterebbe dal punto di vista delle risorse necessarie al governo, ma peggiorerebbe il PIL che, in Italia, è alimentato prevelentemente da questa in un rapporto 1:3.
    3) aumentare tasse e aliquote non ha alcun effetto benefico sulle entrate finchè queste incidono solo sui redditi: infatti riducendo questi, si riducono semplicemente i consumi e quindi il gettito nella migliore delle ipotesi resta invariato o al più per un aumento dell’IRPEF diminuisce l’IVA o per un aumento dell’IVA diminuisce l’IRPEF. La tassazione può portare aumento del gettito solo se va ad incidere sui risparmi, cosa molto difficile in quanto chiunque preferirà ridurre i consumi piuttosto che mantenerli invariati attingendo ai risparmi.
    4) a proposito degli stati del sud Europa. Tutti sono paesi deficitari dal punto di vista della bilancia commerciale: la Grecia per 30 mld/anno, l’Italia per 50 mld, la Spagna per 60 mld, la Francia per 70 mld. Ciò significa che tutti avranno bisogno o di nuova finanza o di ridurre la propria spesa pubblica ogni anno. Peraltro se si esamina la spesa italiana i 500 mld annui sono così ripartiti: 110 mld per la sanità, 70 mld per le pensioni, 80 mld per interessi sul debito pubblico, 26 mld per contributi “al mondo”, 19 mld per la difesa, 7 per la giustizia, 10 per ordine pubblico, 3,5 per protezione civile, 4,7 alle imprese, 10 per la mobilità, 3,6 per infrastrutture, 3,6 per ricerca e innovazione, 52 per l’istruzione, 30 per politiche sociali, 25 per politiche economiche e finanziarie. In sostanza ammesso che vi siano degli sprechi del 20%, potremmo razionalizzarli e andare avanti per un paio di anni senza aumentare il debito, ma riducendo il PIL, infatti tali denari seppure immeritatamente percepiti da qualcuno confluiscono comunque sul mercato e contribuiscono al benessere e ai consumi di tutti.
    Se si riduce la spesa pubblica di 100 mld, si ridurrà il PIL di 300 mld e se si pensa che ogni 100.000 € di pil in meno è un posto di lavoro in meno, 300 mld di PIL dovrebbero costare o 3 milioni di disoccupati o comunque una riduzione di pil pro-capite di 5000 €.
    Poichè però pensionati, bambini, disoccupati, non sarebbero affetti dai tagli, questi interesserebbero solo i percettori di reddito che sono circa 20 milioni, per cui la riduzione media del pil sarebbe di 15000 €/annui pari al 20% e fin qui ok ci vogliamo ridimensionare. Ma poi che succede dopo il secondo anno di sacrifici? il PIL sarà andato a 1200 mld ed il debito sarà restato a 1964 mld con un rapporto di 163%!!!! e quanto varrà lo spread? Ecco perchè MM non intende minimamente ricandidarsi, perchè oggi vuole fare bella figura a contenere il deficit, tagliare le spese e arrestare la crescita del debito, ma fra due anni dovrebbe arrendersi all’evidenza del fallimento. Infatti questa politica porta solo in un posto: in Grecia, piaccia o non piaccia ed è inutile dire che l’Italia è diversa, perchè l’Italeia era diversa, ma di questo passo l’Italia e tutta la sua economia verrà distrutta e saremo identici alla Grecia, alla Spagna e al Portogallo: 4 paesi poverissimi con un bel clima, un bel mare, tanti monumenti in rovina, tanta storia da raccontare e poco altro.
    Per fortuna le soluzioni ci sono: la prima è di diventare un paese prevalentemente esportatore aiutando le imprese a tornare competitive così da imporsi sia sul mercato interno evitando che i consumi nazionali preferiscano prodotti stranieri creando deficit, sia sui mercati stranieri facendo affluire valuta fresca che poi venendo ricaptata dal sistema fiscale affluisce allo stato che andrà così in surplus e potrà man mano rientrare anche sul debito pubblico. La seconda soluzione è di uscire il più velocemente possibile dall’euro per evitare di continuare a contrarre debiti in questa valuta. La lira ovviamente svalutata faciliterà l’export e contrasterà l’import, rendendo naturale nel giro di qualche anno il risanamento. Ovviamente lo stato italiano dovrà riappropriarsi anche della Banca d’Italia altrimenti anzichè alla BCE dovrà acquistare il denaro alla Banca d’Italia continuando ad indebitarsi come ha fatto dopo il 1992, seppure in lire e comunque con soggetti nazionali.
    Mi scuso se mi sono dilungato

  95. Alberto

    Marco quel che dice è interessante, ed io conosco i dati sulla spesa pubblica, ma che sono diversi dai suoi; ma ciò non vuol dire che i miei siano corretti ed i suoi errati, però le chiedo, dove li ha presi, per confrontarli con i miei, magari sono disomogenei con i miei, e sono depurati di qualche cosa, mi da i link? Poi ancora mi spiega quali siano gli algoritmi che le consentono di affermare che date certe variazioni di alcuni parametri numerici, ci sarebbero certe conseguenze numeriche su altri parametri?@Marco Viscogliosi

  96. adriano q

    Marco Viscogliosi :

    La soluzione sta nella riduzione, anche culturale dell’import preferendo prodotti nazionali, e nell’incremento dell’export sostenendo le imprese.

    Serge Latouche,simpatico visionario anticonformista,dice le stesse cose,proponendo una politica “risolutamente protezionistica” fondata sulla “decrescita” e la “limitazione dei bisogni”.Mentre si avvicina il big bang diventano appetibili anche soluzioni di questo tipo,mentre l’allegra brigata con il fiscal compact ci apparecchia la final destination.

  97. Giuseppe

    Francamente non capisco questa ossessione per il debito/deficit statale, la demonizzazione della spesa pubblica e dell’intervento statale da parte di Giannino, che quotidianamente utilizza la radio per i suoi comizi anti-tasse, perfino con arditi paralleli tra stato e mafia, come quello andato in onda l’altro giorno.

    Lo capisce anche un ragazzino, senza bisogno di laurea in economia, che l’enorme debito accumulato nel nostro paese e’ solo l’epifenomeno, il frutto di una degenerazione e della deriva socio-culturale di una societa’ piegata dal micidiale combinato disposto tra:

    -illegalita’ diffusa (siamo la societa’ che ha eretto i falsi, le patacche e i bidoni d’ogni sorta a stile di vita)
    -evasione fiscale di massa, tollerata se non incentivata per decenni
    -assistenzialismo e campanilismo
    -corruzione pubblica diffusa
    -clientelismo politico-affaristico e sperpero del denaro pubblico in ogni possibile forma (vedi l’esempio emblematico della Sicilia)
    -degenerazione del sistema politico (casta) e dello stato sociale, ridotto a strumento di clientelismo politico o paternalismo borbonico
    -comportamenti pubblici degli italiani “furbetti e vigliacchetti” (chiaggni e fotti)
    -criminalita’ organizzata diffusa
    -economia di rapina e predazione dei beni comuni a fini privati
    -nepotismo, parassitismo e familismo amorale ad ogni livello
    -corporativismo e sfruttamento di rendite di posizione, posizioni dominanti, monopoli vari..

    Mi fermo qui per non calcare troppo la mano. Ripeto: solo aggredendo e riportando questi fenomeni entro la fisiologia, rispetto agli attuali livelli patologici e tossici per la societa’ e l’economia, si potra’ riportare il debito/deficit pubblico entro la media europea. Il resto sono solo rozze semplificazioni economico-giornalistiche di stampo riduzionistico!

    E’ chiaro che si tratta PRIMA DI TUTTO di cambiamenti culturali e sociali di portata storica ed epocale, al confronto dei quali il problema del debito/deficit statale e’ solo un banale fenomeno di facciata, privo di reale consistenza problematica in se’. Ci vorranno almeno una trentina di anni per riportare il paese ad un minimo di decenza CIVILE paragonabile a quella dei paesi nord Europei, esattamente quelli che occorreranno per riportare il debito dall’attuale 120% al 60% del PIL, al ritmo di un 2% annuale di abbattimento a furia di lacrime e sangue.

  98. mariapia lionetti

    Dottor Giannino, ammiro le non facili semplicità e trasparenza con le quali tratta argomenti ostici alla gran parte di noi cittadini. Ammiro inoltre il coraggio con il quale esprime il suo pensiero in un mondo politico e sociale di ipocriti, corrotti e approfittatori. Da medico, avverto l’ insana, pericolosa incompetenza di quanti, al capezzale del moribondo, più che di lui si interessano, con vanità, delle proprie diagnosi e cure…intanto il poveretto muore.
    Ora che so del suo movimento la voterò con immenso piacere.
    Sono semplicemente una cittadina di questa martoriata Italia che vorrebbe la novità del passato: l’onestà morale che abbiamo perduto.
    I discorsi sussurrati del presidente Monti mi appaiono virtuosismi da cattedratico, stimatissimo certo, ma molto teorici e soprattutto nefasti.
    Mi sembra fin troppo chiaro che non si potrà continuare, quindi si proponga per il salto di qualità che manca!

  99. Fabio

    ma siamo sicuri che oggi qualcuno voglia comprare il mattone pubblico ? e nell’ipotesi che qualcuno sia interessato all’acquisto, in un anno quanto riusciremmo a venderne e a che prezzo ? Ammettiamo pure che riusciamo a venderlo tutto e a incassare 500 mld nei prossimi 2 anni; ma se non mettiamo in atto subito un cambiamento drastico nelle regole con sui si fa spesa pubblica, fra dieci anni ci ritroveremo nella stessa situazione corrente con l’aggravante di non avere un patrimonio solido a garantire il debito …

  100. antonio

    parole parole,parole ogni tanto pensi al detto “tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare se ora vuole scendere in campo anche lei! P.S. di economisti conosco SOROS e BUFFET (teoria e pratica)

  101. Fix

    Signor Giannino,non capisco come lei possa parlare in tali termini di economia.Spera davvero che il Signor monti venda i Beni pubblici Italiani?spera davvero che cio che oggi è pubblico diventi privato a tal punto da demolire la struttura di uno stato?la struttura che oggi ci difende dalle crisi e ci rende meno simili alla Grecia.Non c’è davvero altra alternativa?
    Lei è un repubblicano in fondo ma non capisco perche mira a deteriorare e smagrire questa repubblica.Vendere i gioielli di famiglia è il passo che precede lo scioglimento di una famiglia e quindi la distruzione dello stato quale garante di una societa libera.
    Poi fa certi discorsi da bar quando è in pubblico che insultano la sua cultura.Parla della moneta e della svalutazione come parlerebbe mio nipote.Non ne parli,o al massimo studi e poi ne parli perchè sono convinto della sua inteligenza ma in questo campo lo sono un po meno della sua preparazione.
    Mi dica qualche esempio di Paese moderno che possiede una moneta FIAT(sovrana)che ha gravissimi problemi di inflazione?(soero non si appelli allo ZIMBAWE)Io conosco il Giappone, e li stanno bene, conosco La Gran Bretagna, e li stanno benissimo e ne conosco altri..tanti altri.Potrebbe appellarsi agli USA del 29, e certo potrebbe farlo ma fra poco ci allontanerà un secolo da quel periodo, nel periodo post guerra, con le bariere USA praticamente chiuse all’immigrazione, con un sistema finanziario molto diverso. Va be,non sarebbe proprio una analisi empirica eccellente, forse solo una giustificante storica ma, come ben sa, il mondo cambia, si evolve.Quindi giustifichi la sua tesi, perchè è cosi che si fa tra economisti e pensi, spesso si fa così anche nelle conversazioni da bar dell’angolo.
    Buona giornata.

  102. PEPPE

    Austerity Plus is not a Growth Strategy
    23/05/2012 By Ronald Janssen 26 Comments
    What trade unions across Europe have been warning against is now happening: far from bringing public finances under control, the strategy of European wide austerity is pushing the economy back into recession. While the European Commission, in its latest spring forecast, tries to give this a positive spin by talking of a ‘mild’ recession with a ‘slow’ recovery supposedly just around the corner, this is simply not correct. In large Euro Area member states in particular, such as Spain and Italy, the 2012 recession is painful with the economy shrinking by respectively 2 and 1.5%.

    The ‘austerians’, facing this inconvenient reality, are now slightly adapting their position. They are now arguing that austerity did not work, not because it was wrong to cut deficits in the face of a weak recovery, but because the strategy was incomplete. Fiscal austerity should have been ‘complemented’ with some action on the side of growth with some growth-generating action. Policy proposals to this effect, such as mobilizing currently unused European structural funds and inserting new capital into the European Investment Bank so that it can finance major European investment projects, are already circulating. The end result of this ‘new’ approach, which we can call an “Austerity Plus” plan, is that fiscal consolidation is to be continued if accompanied with the type of policy actions described above. In this way, neither the principle of fiscal cuts nor the new Fiscal Compact treaty are put into question, not even in the face of mounting evidence of the economic and social disaster that brutal austerity is producing.

    Can we have austerity and growth at the same time? One key reason to be skeptical is that the equation as proposed by the ‘austerians’ does not add up. The policy action on growth which some European policy makers are now proposing is simply too limited to be able to compensate for the negative effect of fiscal contraction. Take the example of Spain. According to official targets, Spain will be forced to cut its deficit from 8.9% of GDP (2011) to 5.3% in 2012 and 3% the year after. However, to realize an ex post 6% cut in the deficit over a two year period, thereby taking into account the impact on growth and second round negative effects on the deficit, Spain will need to do an ex ante fiscal cut that is almost double that amount and close to 12% of GDP. It does not take a highly trained econometrician to understand that this will push the Spanish economy into several years of recession, in exactly the same way as it did with Greece.

    Now let’s suppose that the ‘austerians’ come through on their promises and provide, through the European Investment Bank, additional finance for projects and funds backing up demand and growth in the Spanish economy. Let’s also suppose that this doubles the amount of investment projects Spain has accessed in 2011 through EIB finance. This amounts to 17 billion euros, representing around 1.5% of Spanish GDP. However, even if such an injection in the Spanish economy is highly welcome, it will offset only a small part of the total 6 to 12% contractionary shock that would be administered to Spain in the course of the next two years. A similar calculation can be made for France, where the objective is to cut the deficit from 5.2% of GDP in 2011 to 3% by 2013. This boils down to an ex ante fiscal adjustment of 4% of GDP.

    Moreover, the ambition does not stop with the 3% deficit target. After 2013, the idea is to rapidly eliminate budget deficits altogether along with planning a systematic fall in public debt ratios as described in the Fiscal Compact. Massive cuts in public budgets are therefore to continue beyond 2013. Unless entirely unrealistic proportions are assumed, there is no way a European investment program can deal with this.

    Instead of trying to give credibility to a strategy that is simply non-credible, this week’s informal European Council should decisively go for a ‘Growth Plus’ plan. Europe needs to break with fiscal austerity and turn things upside down by starting to work from the growth side of the equation. Here’s how such a ‘Growth Plus’ plan works:

    First, the focus of policy action needs to be shifted towards growth and away from austerity cuts. To do so, the proposals now being launched on European wide investments mainly supporting the ‘deficit’ countries together with EIB finance are a good basis to start from. At the same time, this must be accompanied by a temporary moratorium on new fiscal consolidation measures. To give growth and recovery a chance at least one a year of ‘fiscal healing’ is in order.

    Once the economy reconnects with growth, then (and only then!), the public finance side of things is to be taken into account. However, this is not to be done by imposing brutal fiscal consolidation programs but by letting growth dynamics do their work. If, as we can witness from the renewed recession, austerity is self defeating, then the opposite is also true: growth and investment is self rewarding. By putting the economy back on the track of growth, public deficits will fall automatically. Even better, public debt ratios will also start falling because of the combined positive effect of a falling nominator (deficits) and a rising denominator (nominal GDP). However, it also needs to be understood that “self rewarding” growth is not a sprint but more like a marathon: it is a process that takes time and that needs to be given that time. This implies that the objectives of reaching a 3% deficit by 2013 or a zero deficit by 2016 or 2017 need to be spread over a longer period of time, unless (but we do not expect that to happen) the economy starts booming.

    However, this still isn’t a ‘free lunch’. In fact, such a process of gradual and growth driven reduction of deficits does imply continued fiscal discipline. The benefits of growth need to be managed. Member states need to be prevented from squandering away the positive effect growth has on deficits and debt by, for example, engaging in another round of supply side/competitive tax cutting. In other words, deficit targets are to remain a firm part of European economic governance, provided they are flexible and adapted to the position of the economy in the business cycle.

    If the Heads of Government are really serious about addressing the many problems Europe is facing, the European Council should stop ‘kicking the can down the road’ by making cosmetic changes to its austerity strategy and instead go for the ‘Growth Plus’ plan described above. If not now, then when?

  103. Sono d’accordissimo con il maestro Giannino. Ascolto quasi sempre i suoi interventi alla radio e mi trovo sempre d’accordo con lui. Quello che non mi convince molto è che, quando si parla di revisione della spesa, tutti fanno discorsi astrusi senza mai entrare nel concreto delle revisioni da fare.
    Vi racconto un piccolo episodio: quando la Melandri era ministro dei beni culturali, in prossimità delle elezioni e sapendo bene che il suo partito (Prodi e compagni) le avrebbero perse, ebbe un’idea “geniale”. Fece la riforma del ministero e nominò circa 19 nuovi direttori regionali con il grado e lo stipendio di direttori generali e con tutti i benefit a loro spettanti (macchina con autisti, appartamento, viaggi pagati in Italia e all’estero a loro piacimento e senza alcun coordinamento con il centro ecc. ecc.).
    Le nomine furono effettuate solo e soltanto in base all’orientamento politico dei neo eletti e non in base alla loro esperienza e professionalità. Vi sembra bello????? Ciò scontentò un po tutti ma, il nuovo governo che, a mio avviso avrebbe dovuto abolire quella riforma, pensando di poter lucrare nominando i suoi simpatizzanti, lasciò le cose come erano. Il tutto costa al ministero la bellezza di almeno 20 – 25 milioni di costi in più all’anno, soldi sottratti alla conservazione e restauro dei monumenti. Ma non basta perchè questi fortunati signori che appartengono alle varie cordate di potere anche sindacale, costano e costeranno anche quando saranno andati in pensione con le loro laute pensioni e liquidazioni. Non sarebbe meglio che il nuovo ministro prendesse nota di ciò e provvedesse a riformare il ministero perchè costi di meno e funzioni di più?????

  104. BANCA D’ITALIA – CORTE DEI CONTI – CONSIGLIO DI STATO – AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO – PROVVEDITORATO GENERALE DELLO STATO – E L’ELENCO POTREBBE CONTINUARE ALL’INFINITO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    SONO OGGI VERAMENTE INDISPENSABILI ?????? E SE SI, NON SAREBBE IL CASO DI RIVEDERE I LORO ORGANIGRAMMI COSI’ TANTO FOLTI ???????????????
    QUANTO COSTANO AI CONTRIBUENTI ITALIANI E FUNZIONANO VERAMENTE O SONO SOLO POSTI DEI SOLITI PRIVILEGIATI CHE NON DEBBONO RENDERE CONTO A NESSUNO DEL LORO OPERATO ???????? QUANTE ORE EFFETTIVE LAVORANO QUESTI “SIGNORI” RISPETTO AI SOLITI POVERI CRISTI ?????????
    DISCUTIAMO ANCHE SU QUESTO, SAREBBE UTILE SAPERE CHE COSA NE PENSANO I GIANNINIANI

  105. mauro

    Da orfano del socialismo liberale e attento alle proposte e riflessioni di Oscar , in cui mi rivedo anche se non sempre in maniera totale ( non siamo in Bulgaria) pongo molta attenzione a ciò che si ventila . Da docente del Politecnico di Milano nella sede mantovana metto a disposizione ciò che umanamente posso nel mio entourage , per divulgare o proporre una nuova idea di politica che Oscar Giannino potrà suggerire.

  106. buffet warren

    senza compartecipazione e azionariati diffusi non c’è vero mercato
    né controllo delle masse sul mercato stesso
    inutile votare chi non prevede queste due cose

  107. Sabina09

    La legge Bassanini fine anni 90 sulla pubblica amministrazione, ha fatto schizzare la spesa pubblica…ogni 3 funzionari, un dirigente… Tra questi, pochissimi capaci! Con la spendig rewieu e previsto 1 dirigente oggi 40 impiegati..bene, ma chi ci garantisce che ne abbia le competenze?? Manca un serio sistema di valutazione dei dirigenti, ha fallito anche la legge Brunetta..Largo ai giovani..peccato che anche i più bravi hanno sicuramente le conoscenze, ma le competenze le acquisisci sul campo e nel nel tempo. Oggi si richiedono solo i titoli: laurea, master…eventuali pubblicazioni..ed appartenenza..peccato che non si valuti il merito.

  108. antonio

    l’unico che ha sempre ragione è lei mio caro economista (sulla carta) teorico senza pratica!!!

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