3
Lug
2012

Tagli alla Monti, perché dubito

Molti mi chiedono se non sia finalmente contento, che il governo Monti metta mano alla cosiddetta spending review. Non conoscendone ancora il dettaglio ma solo anticipazioni, tento di spiegarvi in pochi punti di principio perché non mi persuade. Primo. Abbiamo sempre ripetuto che occorre un doppio passo di svolta: il debito pubblico bava abbattuto dismettendo attivi patrimoniali pubblici, mentre nel conto economico a parità di aaldo cioè ad azzeramento di deficit occorre tagliare 7-8 punti di Pil di spesa corrente per diminuire il gravame fiscale e far ripartire impresa e lavoro.  Il punto non è solo che il governo Monti non abbia imboccato questa strada all’inizio, preferendo la solita strada di alzare le tasse su chi già le paga ogni oltre record. Il punto è che anche oggi, a sei mesi dall’insuccesso registrato – il Pil scende per effetto del fisco ancor più, il gettito pure – manca anche ora questa chiara formulazione di principio. Non viene spiegata al paese. la manovrina di cessione di società e imobikli a cassa desopiti visibilmente NON è né cessione né prodromo di cessione.  Il governo NON crede che trenta punti almeno di debito pubblico possano scendere con le cessioni , e continua a voler percorrere in parallelo la via degli avanzi primari per via di aggravio fiscale. Mancando la dichiarazione di principio, NON si otterrà l’effetto che NOI indichiamo, e che il governo NON indica.

Secondo. Aver svincolato l’aumento IVA previsto a ottobre dalla riforma organica delle tax expenditures – lo schema ereditato dal governo precednete, l’unica cosa buona direi visto che il rapporto dfi Vieri Ceriani in proposito, consegnato a novembre, era tecnicamente molto buono, un’ottima base per passare subito all’azione – è un grave doppio errore. Il mancato gettito dalle diverse centinaia di deduzioni e detrazioni affastellate nei decenni ammonta a circa 275 miliardi: ergo una riforma organica della materia poteva sia riconcentrare risorse laddove mancano, come welfare e sostegno alla famiglia, levandole dagli “amici degli amici” – sia offire capienza più che larga per evitare l’aumento IVA.

Terzo. La revisione della spesa va energicamente quantificata ex ante a fronte di contestuali riduzioni fiscali per far ripartire l’economia e far rifiatare gli italiani. Senza la dimensioen quantitativa dell’obiettivo e senza il trade off menospesa-menotasse, è ovvio che avverrà quanto segue. Si spezzetterà l’esame delle misure comparto epr comparto e misura per misura, su un ammontare inizialmente ridicolo come i 5 miliardi per quest’anno. Tutti punteranno i piedi. Il governo per primo non parla di offire in cambio meno imposte, e tutti protesteranno ancor più duramente. Si otterrà poco, male, e a prezzo di un milione di polemiche.

Quarto. L’effetto probabile di tutto questo è che sarà più difficile, un domani, a chi la pensasse come noi, riemettere mano con chiarezza al doppio pilastro di cui siamo convinti

Spero di sbagliarmi, naturalmente. Purtroppo, però, la speranza è contraddetta dalla ragione.

 

 

 

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37 Responses

  1. Kent

    Ma, tutti hanno scritto che la manovra era indispensabile per fare cassa altrimenti non si poteva pagare gli stipendi ai dipendenti. E allora le altre proposte, come quelle suggerite da lei, andavano per le lunghe. Però potevano essere avviate in contemporanea a quelle già fatte: pensioni , etc. Forse il prof. Monti sperava, dato i suoi trascorsi in EU, potessero incidere sulla cancelliera. Illusione, il governo non è la nazionale e lui (il prof.) non è Prandelli. Quanto alla vendita dei beni pubblci sarà possibile se troverà gli acquirenti (non certo indigeni) che non vedo come possano accettare l’Italia con tranquillità disponendo di istituzioni e magistratura poco affidabili.

  2. Giovanni

    concordo praticamente su tutto, aggiungo che per essere efficace una spending review dovrebbe agire sui meccanismi che minano l’ efficienza e quindi… meritocrazia, competenza, se si taglia una parte della massa salariare della PA senza incidere sulla produttività non serve a niente … cordiali Saluti

    Giovanni Ingegnere e Docente

  3. Marco Tizzi

    Lungi da me l’esser montiano, ma questo primo pezzettino di tagli aveva l’unico scopo di evitare l’aumento dell’IVA.
    Piuttosto mi fa molto pensare il “taglio” dei dipendenti pubblici che si trasforma in prepensionamento: insomma prima li pagavo per far poco, adesso li pagherò per tutta la vita epr non far nulla.
    Che affarone.

  4. B&B

    Concordo nei dubbi in particolare quello condensato al punto terzo. Da subito sta succedendo quanto lì si prevede ovvero che tutti iniziano a protestare e a far manovre dilatorie e vanificanti già su una paventata riduzione che è quantitativamente poca cosa (qualitativamente non si sa ). Così troviamo partiti che ..devono capire…che non possono accettare tagli lineari ecc., sindacati che dichiarano di essere pronti a scendere sul piede di guerra!! Posizione più che scontata la loro solo che dovrebbero andare a spiegarlo ai lavoratori della Fiat e più ancora delle aziende che chiudono che stanno difendendo situazioni di Enti pubblici dove la media è di 1 dirigente ogni 10 dipendenti a cui si aggiungono 4 o 5 responsabili di funzione (quindi con ruoli di coordinamento cui spettano indennità di funzione) che portano il numero dei capi a 1 su 2 dipendenti!! Ma lo vadano a spiegare bene che difendono queste situazioni e perchè! Così come partiti o alcuni partiti difendono situazioni di Strutture o Istituzioni dove le carriere sono assicurate, la progressione di carriera come fattore indipendente dal merito o dalla produttività! Non credo, per rispondere al post che mi precede che la strada debbe essere quella di trasferire dal lavoro alla pensione personale pubblico (o almeno non solo questa) ma che debba soprattutto essere quella di riorganizzare funzioni (accorpando, accorpando, accorpando..che non morirà nessuno nè di lavoro nè di responsabilità) e rivedere caste e privilegi soprattutto retributivi (ma non solo).

  5. Totó Castrogiovanni

    Caro Oscar,
    si levi dalla testa una volta per tutte che la dismissione del patrimonio pubblico possa finanziare realmente un consistente abbattimento del debito pubblico ed una significativa riduzione del livello di tassazione.
    In questo preciso momento storico solo una radicale e poderosa (ma necessariamente prudente e responsabile) manovra di politica monetaria (stampare moneta) puó consentire di impostare una efficace manovra fiscale congiunta (riduzione contestuale di spesa pubblica e tasse) intermediando tra i diversi tempi (e le diverse difficoltà politiche) di realizzazione della stessa.
    Ma in Italia non si puó fare.
    E, allo stato, neanche in Europa.
    Tragga Lei le inevitabili conseguenze.
    Comunque, tengo a dire che il suo pensiero è sempre interessante e stimolante.
    Cordialmente.
    Totó Castrogiovanni

  6. Marco Tizzi

    @B&B
    Ok, ma per me i tagli sono tagli: prenderanno il sussidio di disoccupazione come gli altri e poi se non hanno trovato lavoro si arrangeranno come fanno tutti gli altri.
    ‘Sta cosa che un dipendente pubblico quando viene “tagliato” comincia a prendere la pensione mi sembra a tutti gli effetti una gigantesca presa per il culo.
    Voglio dire: a ‘sto punto mandatelo a lavorare nel terzo settore, almeno a qualcosa serve.

  7. Sandro

    Altra tipologia di spesa pubblica da razzionalizzare con notevoli risparmi, riguarda l’accorpamento di enti che svolgono le stesse funzioni. In alcuni casi è stato fatto ma manca e questo non è poco l’unificazione della vigilanza sulla sicurezza del lavoro, unificare le attività ispettive e quindi il personale all’INAIL / MINISTERO DEL LAVORO . Si eviterà sovrapposizioni, si avrà una omogeneità, efficienza degli interventi e cosa importante economicita’ della spesa in tutti i sensi . Risparmio previsto 1 miliardo.

  8. erasmo67

    La riduzione di spesa va fatta A PARITA’ DI SERVIZI EROGATI !!!

    Tutte le aziende che fanno attività di riduzione costi non la possono fare a scapito della qualità dei prodotti o servizi offerti al mercato !!!

    La strata è EFFICIENZA E NON RIDUZIONE DELLE PRESTAZIONI

  9. D’accordo, ma lei, Giannino, accetta i presupposti di Monti per poi criticare la sua proposta. Il presupposto di Monti che a mio parere lei dovrebbe invece tematizzare è che la pubblica amministrazione funziona, solo che spende male. Invece, la pubblica amministrazione non funziona e la Spending review getta fumo negli occhi. Il vero problema della pubblica amministrazione non è che costi troppo ma che produce poco e in ritardo: questo è il costo inaccettabile. La sua analisi – mi scusi – contabile va anche bene, ma resta sulla superficie, resta nel perimetro logico stabilito da Monti. Stiamo parlando della pagliuzza e non vediamo la trave.
    Giovanni Acerboni (italianista)

  10. Andrea Maniero

    Notizia di stamattina i tagli non serviranno ad evitare l’aumento IVA bensì a finanziare spese attualmente non finanziate, ci danno il contentino dicendo che aumenterà di un solo punto invece che di due, ho il vomito…

  11. Gianluca

    Ben vengano la riduzione degli organici; i licenziamenti anche nel pubblico; l’abbattimento del valore dei buoni pasto; le ferie obbligatorie nelle settimane di ferragosto e di natale/capodanno per alcuni uffici pubblici ecc…
    Prima di far questo, prima di avviare (spero) una vera spending review, da dipendente statale vincnitore di concorso pubblico chiedo che:
    – ci mettano in condizione di lavorare davvero, di essere realmente produttivi, di non costringerci a spalmare attività che si potrebbero fare in 3 ore nell’arco dell’intera giornata lavorativa perchè altrimenti nelle ore rimanenti non si sa cosa fare;
    – ci mettano in condizione di far valere davvero le nostre qualità. Come mai vincitori di concorso in possesso di laurea, master, dottorati sono spesso messi in uffici a fare semplicemente inserimento dati;
    – perchè chi ha avuto la fortuna di provenire da enti soppressi ai quali si accedeva senza concorso e spesso esistenti solo perche “bacini elettorali di politici” deve conservare i suoi privilegi in termini stipendiali. Perchè tocca scoprire che un collega con pari livello, non vincitore di concorso, prende fino a 1200 lordi mensili in più e magari non è in possesso di laurea;
    – perchè dipendenti di pari livello e appartenenti ad uno stesso comparto di contrattazione ricevono trattamenti stipendiali di partenza del tutto diversi (si è pensato di parificare solo i buoni pasto, e tutte le varie indennità di amministrazione???). Perchè non si fa in modo che la contrattazione integrativa invece che distribuire a pioggia qualche privilegio non sia attenta a premiare davvero la maggiore produttività ed il merito;
    – perchè ci sono tanti dirigenti palesemente incapaci che vengono mantenuti per anni con stesso incarico o premiati con incarichi di maggiore responsabilità. Perchè non si introduce un meccanismo di valutazione intermedia delle capacità professionali e delle competenze dei dirigenti (ad esempio si scoprirebbe che qualcuno non conosce neanche la riforma brunetta);
    – perchè non si abbattono del tutto le consulenze, quelle erogate tramite contratti a termine, co.co.pro e rimangono solamemnte quelle di alto profilo professionale e fornite tramite prestazioni occasionali o a partita iva. Perchè molti dei personaggi presenti negli uffici di diretta collaborazione sono spesso delle “mezze cartucce” professionalmente parlando e si tiene “a riposo” in anonimi uffici il personale in servizio con pieno merito che potrebbe essere utilizzato molto più proficuamente.
    – perchè non si aboliscono i comandi, che nella migliore delle ipotesi sono ingiustificati strumenti di distribuzione di comodità logistiche.
    Ci sarebbe ancora molto da dire, comunque credo che solamente prendere in considerazione queste cose potrebbe far fare bella figura ai nostri governanti, non solo nei confronti dell’opinione pubblica ma anche dei sindacati che, in tal caso, verrebbero tacciati di difendere soprattutto privilegi.

  12. Bruno

    Da ogni governo mi aspetto 2 cose:
    1) riforma della giustizia, per ripristinare lo stato di diritto e la moralità del paese
    2) tagli della spesa e riduzione del debito
    Ancora una volta non ci siamo,quando vedremo qualcuno che avrà questo coraggio ?
    La paura è che nel frattempo ciò che di buono c’è nel nostro paese venga completamente distrutto

  13. Amerigo

    Sara per diffidenza (ho preso troppe fregature ) ho forse per intuito Fatto sta, Giannino , che tutto cio che hai evidenziato si tradurra matematicamente in realtà .
    Tante che Camusso ha detto che alzerà le barricate dello sciopero generale . Ed ha addirittura suggerito l’idea delle idee (premesso che non possiedo nulla sotto il sole quindi la cosa non mi tocca direttamente) facciamo la patrimoniale!
    Ora mi spiega Camusso quando saranno finiti i soldi di questa patrimoniale ; e finiranno presto con questo sistema di spesa , quale altra idea ci suggerira?
    Un esproprio proletario ?! Che sò magari dai conti correnti come fece un certo Amato qualche anno fà!

    Ma fatemi il piacere. Andate al diavolo .(scusate lo sfogo)

  14. Alberto

    Giannino perchè non si fa portavoce lei di una serie di suggerimenti concreti per una vera cut-spending come per i costi anomali in genere a partire da quelli delle provincie e a maggior ragione delle regioni e che potrebbero essere tagliati da subito incidendo sui trasferimenti erariali; ognuno può divertirsi a vedere quanto viene dato a comuni e provincie, ma esiste ed è ancora molto più corposo per le regioni, a statuto ordinario, ma soprattutto a statuto speciale, che sono le più onerose.

  15. Paolo A

    Concordo su tutto. In trenta righe Oscar ha indicato un programma di governo, che definirei realista e frutto di competenza, opposto ai populismi e al consociativismo che ben conosciamo.

    Ora, andando sul pratico: queste cose dovrebbe pensarle una “destra” che nell’attuarle potrebbe tranquillamente non avere obiettivi di smantellamento radicale del welfare.

    Io non ho mai votato “a destra”, prima per Andreotti e Forlani, poi per B. Voterei chi presenta un programma ispirato a questi princípi, fiducioso che sanità e scuola pubblica, e una copertura previdenziale di stato che garantisca una vecchiaia dignitosa non scomparirebbero. Sbaglio ? Mi troverei solo, in compagnia di ultraliberisti sanguinari ?

    Ed esiste una possibilità perchè si formi questa offerta politica per le prossime elezioni, ottenendo % non risibili? Dovrebbe riuscire a penetrare fra chi ha votato B. credendoci ma ora basta, fra chi ha votato a sinistra senza aver mai aspettato il sol dell’avvenire, fra i moltissimi che non voterebbero più.
    Quanti saranno quelli che non hanno vantaggi diretti o indiretti dall’attuale sistema, disponibili a liberarsi dalle vecchie appartenenze e insensibili al fascino del populismo sfascista ?
    Utopia ?

  16. Domenico

    Tagli? Mha! Si tagliano servizi al cittadino (quindi produzione da un lato e benessere dall’alto), si spostano i costi dei dipendenti da una voce di spesa “produttiva” ad una assistenziale. Si accorpano i tribunali, SPOSTANDO i costi di logistica dalla periferia al centro e, in alcuni casi, AUMENTANDOLI (vedrete quanti dipendenti saranno spostati da stabili di proprietà dello stato a locali in affitto!! qualche caso già lo conosco).
    Per il resto solo “buone intenzioni” a lastricare questo inferno Europeista.
    Io non so se la barzelletta del debito pubblico continuerò a berla. Ma dico: non vogliamo tagliare? Bene! però, almeno proviamo a convertire spesa improduttiva (sprechi, feudalesimi politici, prodotti e servizi sanitari stragonfiati…) in spesa produttiva (comunicazione, viabilità, servizi alle imprese e alle famiglie…).
    NOOO…Tutti qui a puntare i piedi in attesa che qualche banca fallisca per utilizzare i soldi pubblici non spesi (o rastrellati da nuove tasse) per fare il salvataggio. Non esiste altro! è l’unica preoccupazione di questa teknocrazia!
    Intanto i Tedeschi avanzano fruendo (loro si) dei benefici dell’EURO, imponendoci la depressione, il Premier e la loro forza politica; in competizione con noi e mai in cooperazione.
    Manca un disegno politico… uno qualsiasi, ma chiaro e netto!! Un disegno che ci accompagni autonomamente fuori dall’EURO o nell’EUROPA politicamente ed economicamente unita. Preferisco mille volte FUORI dall’Euro che finire schiacciato e calpestato come i Greci dalle nuove Sturmtruppen!!!

  17. adriano q

    @GianlucaPerchè tutto viene pagato con i soldi di nessuno.Non credo ci sia più tempo per le mezze misure.Occorre iniziare un processo di privatizzazione dove è possibile, lasciando alla politica la modalità e la responsabilità dei controlli.

  18. B&B

    @Gianluca
    Un sincero apprezzamento per il post: non ho dubbi che ci siano persone molto serie e positive nel pubblico e il suo post lo dimostra. Per questo sono convinto si debba pretendere una riorganizzazione del settore pubblico studiata e proposta preferibilmente da esterni (società specializzate in organizzazione e gestione aziendale) con criteri di valutazione reali, organici legati ai servizi e alla produttività programmata, riduzione dei costi,definizione degli obiettivi e dei livelli di efficenza, un ufficio personale che sia controparte e rappresenti l’interesse del cittadino datore di lavoro. Questo non esclude misure immediate, senza ttendere altro, verso situazioni dove troviamo un dirigente ogni 8 dipendenti come risulta dalla stampa di ieri e che,ovviamente, non richiedono alcun approfondimento ma solo un colpo di spugna deciso. Così si difende l’interesse pubblico e si salvaguardano le persone serie e positive che ci sono, come il suo post dimostra.

  19. Luca

    ho visto innumerevoli sprechi nella p.a. lavorandoci da tanto tempo. ora sapere che devo pagare con la decurtazione del buono mensa mi viene una rabbia che non vi dico.. monti via . gianninno ti prego candidati !!!!

  20. Marco Tizzi

    http://www.liberoquotidiano.it/news/Personaggi/1051515/-Tra-poco-Radio24-mi-caccia—Giannino-si-candida-premier-.html

    Be’, caro Oscar, sono davvero felice di sapere che lei “critica l’attuale Eurotower: “Dateci una Bce come la Fed statunitense”, ovvero “stampiamo moneta”. ”

    Ho sempre saputo che dietro quella scorza dura da crucco si nascondeva un inflazionista che non vedeva l’ora di monetizzare! 🙂

    Il fuoco amico inconsapevole è davvero un bel preambolo ad una “discesa in campo” 😀

  21. Giuseppe

    Caro Giannino ho molta simpatia e condivido tutto quello che dici in trasmissione,
    ma alle volte mi chiedo “possibile che Oscar sia cosi’ ingenuo da credere ancora alle favole ? ” poi mi rispondo da solo dicendomi che la tua e’ una provocazione e sai benissimo che ne Monti ne chiunque al suo posto non potra’ ma attuare quelle cose semplicissime che servono all’Italia,si perche’ e’ davvero molto semplice ,tanto semplice che devono per forza complicarlo per non farci capire niente,vedi caro Giannino tu sai benissimo che non nessuno potra’ mai risolvere il problema perche’ questa e’ la direttiva che viene dall’alto, dai padroni assoluti dell’economia,e che ne tu ne nessun altro potra’ mai candidamente annunciarlo.grazie per avermi letto e spero che tu possa continuare a lungo a trasmettere e io ad ascoltarti.

  22. MARIO

    Luca :
    ho visto innumerevoli sprechi nella p.a. lavorandoci da tanto tempo. ora sapere che devo pagare con la decurtazione del buono mensa mi viene una rabbia che non vi dico.. monti via . gianninno ti prego candidati !!!!

    caro luca tu hai vissuto tutti questi anni di sprechi della P.A. se ti tolgono 2 euri dal buono pasto non rompere il caxxo!!!

  23. Andrea Macchiarelli

    D’accordo su quasi tutto. L’unica perplessita è legata al punto 1. Svendere in questo momento è difficilissimo; vendere poi non ne parliamo. Per cui fare cassa dalla vendita è una azione legittima ma aspettarsi dei risultati positivi in termini di liquidità No. Per il resto Giannino non si smentisce mai. Concordo

  24. Davide Palmieri

    Come volevasi dimostrare! I tagli della spesa si sono improvvisamente volatilizzati. Le Provincie spariscono e riappaiono quasi per magia, la spesa corrente rimane invariata, le tasse aumentano (sembra confermato l’aumento Iva dal 2013…). Tutto questo per far contenti i soliti noti (sindacati in primis) alla faccia della lungimiranza. Di dismissioni del patrimonio pubblico non se ne parla, di riduzione (mediante fusione, ad esempio) degli enti pubblici o del taglio drastico delle spese della politica, niente; un silenzio assordante. Tutto questo favorisce la crescita: di debito, deficit, disoccupazione, tasse, disperazione.
    Se la politica fallisce e i tecnici non sono all’altezza, cosa dobbiamo aspettarci per il futuro?

  25. Christian

    Ciao Oscar, leggendo i giornali non trovo risalto del principio di dismissione delle società in-house. Mi chiedevo se, tu che ti batti tanto per la liquidazione di attivi pubblici, avessi delle particolari riflessioni in merito. In una condizione ideale (e quindi con la coscienza di una irrealizzabilità latente) si libererebbero risorse, si libererebbe mercato e soprattutto si ridurrebbe una delle peggiori sacche di inefficienza della PA.

  26. luigi palombi

    Perche’ si ostinano per questa strada distruttiva? Non riesco a capire,ci costringono a lasciare l’italia piccola piccola.Giannino sei grande continua a dire come vanno veramente le cose.Luigi Palombi

  27. Fabio

    Bungiorno Giannino,

    Dal mio punto di vista la vera riforma non sono le riforme ma la riorganizzazione, con processi legislativi, attuativi e giudiziari Chieti e semplici di conseguenza fruibili.
    A oggi il maggior costo per ogni contribuente é la tassa occulta di professionisti quali essi siano i quali invece di proporre soluzioni a problemi si limitano a fare i burocrati per i burocrati.
    Invece di chiederci cosa tagliare dovremmo ragionare sulle tasse occulte (notai,commercialisti,avvocati, architetti, geometri, Termotecnico ecc..) che ogni cittadino o impresa é costretto a sostenere. Il ministro della giustizia oggi ha affermato che il sistema giudiziario aveva uno schema fatto per la carrozza, mentre oggi c’è l’auto e i mezzi. Ma il ministro non si é pronunciato circa quello che il buon senso dettata va ossia informatizzazione totale delle strutture che ricevono le denuncie sistema informativo integrato per la polizia giudiziaria carichi pendenti ottenibili con tessera sanitaria eccc…. Invece no se un ragazzo al suo primo impiego deve ottenere un certificato o va e si spara code colossali oppure paga la tassa occulta al professionista di turno. La burocrazia pesa sul sistema nazionale per un 6% di pil sia in produttività (tempo perso) che in costi diretti (tasse occulte) qui io vedo il vero male di 20 anni di lento declino , nelle istanze noi citiamo ancora i regi decreti oppure abbiamo a che fare con milioni di metri cubi di carta in altre parti del mondo nostri competitor si apre un’azienda in 7 giorni e si avvia la produzione in massimo 3 mesi in Italia nello stesso tempo un nuovo imprenditore forse ha la prima bozza da parte dell geometra di turno e intanto si é fatto un fegato cosí perché la frase ricorrente del commercialista é questo non si può fare. Di mestiere faccio l’organizzazione manager figura che in Italia ė sconosciuta il associata nel migliore dei caso ai vari uffici del personale in quasi tutto il mondo questa è la figura che deve mettere in pratica ció che l’azienda vuole fare stabilendo ruoli figure professionali skill tempi e metodi. Mi chiedo quando le imprese italiane si doteranno di tale figura e sopratutto quando lo stato riorganizzerá il suo sistema bizantino ? A lei la risposta

  28. Enzo

    Mi  piacerebbe sapere cosa ne pensano gli altri , i tecnici ed i politici riguardo l’ipotesi di un condono fiscale tombale . Fino a poco tempo fá tutti i liberi professionisti, imprese, artigiani, insomma tutto il mondo delle partite IVA ha dichiarato a mio avviso il40/50% del reddito effettivamente prodotto. Oggi tutti questi risparmi prodotti da questo sistema non possono essere spesi altrimenti il fisco chiede chiarimenti con pesanti ripercussioni , quindi per evitare controlli tutto il mondo delle partite IVA cosa fá ? Non spende,  non investe , non cresce e quindi ……si immobilizza regredendo. Per invertire questa tendenza ci vorrebbe a mio avviso un condono fiscale tombale che porterebbe tanti tanto soldi nelle casse dello stato e rimetterebbe miliardi di euro in circolo aumentando esponenzialmente il ns PIL.  Proviamo a parlarne in RADIO ? 

  29. mario m

    Beh anche un condono edilizio per il cambio di destinazione d’uso potrebbe avere i suoi perchè. Magari lasciando il denaro riscosso ai comuni.

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