11
Giu
2012

Professione politico

di Niccolò Cusumano e Antonio Sileo

Le recenti nomine dei vertici dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e del Garante per la protezione dei dati personali, in particolare quelli dei parlamentari, come si già scritto su questa pagina, sono state di vecchio, vecchissimo stampo e davvero hanno provocato tanto sconforto.

Il problema è così – brutalmente – sintetizzabile: la vicinanza o peggio, molto peggio, l’appartenenza alla politica, appaiono inversamente proporzionali alla competenza specifica – e specificamente prevista per legge oltre che raccomandata dal buon senso – richiesta per l’incarico che si andrà a ricoprire. Per inciso, naturalmente, proprio in ragione dell’alto profilo, dell’elevatissima professionalità e dell’indipendenza richiesta i compensi sono piuttosto elevati.
Ora, se questo è l’esempio che viene dall’alto, c’è poco da meravigliarsi di quello che può succedere a livello regionale, provinciale, comunale quando c’è da fare una nomina qualsiasi in una delle tante aziende all’Amministrazione Pubblica più o meno collegate, anche in questo caso, trattandosi di figure apicali, i compensi sono più che adeguati.

I segnali di crescente malcontento dovrebbero essere evidenti a chiunque, eppure la politica insiste con le vecchie abitudini.

Gli episodi non mancano anche nel caso di aziende quotate in borsa (sì, ci riferiamo segnatamente ad A2A) ma qui vorremmo brevemente accennare a un recente caso sardo. Perché? Perché i Sardi il 6 maggio scorso, si sono espressi su 10 quesiti referendari 5 abrogativi e 5 consultivi, da molti detti anti casta. Questi, oltre a chiedere l’abolizione di quattro nuove province (quesiti con validità abrogativa) e di quelle storiche (quesiti con validità consultiva), reclamavano (9° quesito, consultivo) anche la soppressione dei consigli di amministrazione di tutti gli Enti strumentali e Agenzie della Regione. Tutti i quesiti hanno ottenuto il quorum.
Tra i primi i cda a saltare quello della Carbosulcis, con un risparmio immediato di almeno 30 mila euro annui: il nuovo amministratore unico, riceverebbe un compenso di soli 50 mila euro, mentre il vecchio consiglio con tre membri si attribuiva emolumenti per almeno 80 mila euro annui.

Ma chi è questo amministratore e che fa la Carbosulcis. Partiamo da quest’ultima, a giudicare dal sito internet l’attività della società sembra ferma al 2009. Essa è titolare della concessione Mineraria “Monte Sinni” per la coltivazione del giacimento carbonifero del Sulcis, che, anche per la sua storia, è diventata parte integrante del tessuto sociale del territorio gli addetti diretti sono 500.
Il destino della miniera è legato all’approvazione della comunità europea di poderoso progetto (dimostrativo!) di cattura e sequestro di anidride carbonica (a chi scrive risulta che i costi si aggirerebbero sul miliardo di euro). Roba seria dunque, ed anche un filino complicata.
Ma veniamo, brevissimamente, alla nomina che, oltre a portare scompiglio, articoli di denuncia, petizioni e anche simpatiche manifestazioni non di sostegno, sta dando al neo nominato Alessandro Lorefice, suo malgrado, un imprevisto momento di notorietà.
Chi è costui? Un manager di provata esperienza, tagliatore di teste e costi? Un esperto ingegnere minerario? Macché! Il ventinovenne Lorefice, fresco di laurea telematica in giurisprudenza e docente a contratto per l’insegnamento di portineria degli hotel istituto tecnico Enrico Fermi diretto dal padre, è un figlio d’arte, arte politica s’intende.
Arte politica che il giovane Alessandro sembra avere bene appreso a giudicare dalle sue reazioni. Come ha riportato Monia Melis sul Fatto Quotidiano, su Facebook così conclude la sua difesa: “Devo ricordare a tutti, ma soprattutto ai più critici ed impietosi  – gli hanno rinfacciato pure il voto di laurea – che da sempre nella politica italiana sono stati nominati ministri che non avevano alcuna esperienza nel dicastero per il quale erano stati nominati”.

Su quest’ultimo punto c’è poco da sorprendersi: anche tutti quelli che hanno preceduto Lorefice erano politici e, a dire il vero, spesso pure sprovvisti di laurea, ancorché conseguita a distanza, ma forse c’è un equivoco: la politica, di per di sé, è un’ottima scuola, ma per ricoprire incarichi politici, non di gestione. Specie se, tanto vale ricordarlo, a pagare siamo sempre noi.

Niccolò Cusumano e Antonio Sileo

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7 Responses

  1. Daniele

    Continua sistematicamente questo sistema di gestione da tardo impero romano.
    Le denunce, fatte dal vostro blog e da altri rimengobo comunque sempre inascoltate, insabbiate e senza alcun seguito.
    La vera spina dorsale della società sta collassando in un sistema economico governato non da chi produce beni reali ma da chi produce carta moneta .
    Chi e quando qualcuno prenderà armi contro questa alterna fortuna e contrastandorla porrà fine a essa?
    Penso che molti, me compreso, siano pronti a prendere i forconi e fare le barricate, non per noi , che ormai ci siamo bruciati ma per i nostri figli e la loro discendenza.

  2. Franco Iannaccone

    “Corruzione O!
    Se veramente si vogliono evitare scandali e corruzioni, con Nomine Nepotiste e di favori, clientele politiche, latrocinio etc., l’unico metodo da seguire è il Sorteggio Pubblico.
    La meritocrazia, la bella presenza, la conoscenza, sono tutti parametri soggettivi e diventano la foglia di fico per chi deve decidere a chi affidare l’incarico.
    Il sistema del sorteggio può risolvere davvero i mali che affliggono l’Italia, malamente amministrata in questi decenni.
    Ma chi lo farà?
    Io personalmente ho perso ogni speranza, parlo da imprenditore edile che sperimenta su se stesso ogni giorno l’infamia di questa “classe dirigente” che gestisce lo STATO LADRO!
    Mi faranno emigrare nel 2012…contenti loro.

  3. marco

    NON raccontiamo ci frottole
    DOBBIAMO RESTRINGERE I PERIMETRI DEL VERMICAIO
    Come?
    Eliminando tutti i comuni sotto i 20.000 abitanti (per cominciare) riducendo i comuni a meno della metà così che i peggiori vengono eliminati
    Eliminando le province (100 enti inutili privano centinaia di politici che devono dimostrare altrove le proprie capacità)
    Eliminando tutte le regioni sotto ai 5 milioni di abitanti (stesso senso che per i comuni)
    Imponendo che ogni società possa essere posseduta al massimo per il 20% in portafoglio azionario e voti societari (no golden shares) da denaro pubblico
    QUALE è IL PROBLEMA? sono rifornme a costo ZERO perchè i professori non le fanno? hanno paura di essere congedati?
    non scherziamo Alfano e Cicchitto, Gasparri e Larussa, Casini e Bersani hanno un sacro terrore di mettersi di traverso, e allora? vogliono i professori iventare onorevoli di ruolo? o peggio DI LUNGO CORSO???

  4. Stefano

    …non che quelli di “professione tecnico” prestati alla politica (speriamo pro-tempore) stiano facendo una gran bella figura …. o no ?!?

    Ci vuole una nuova classe Politica, con la P maiuscola xchè la Politica è centrale per uno Stato democratico, gente seria e onesta … e con qualche minima base, non solo votata perchè “contro” (l’esperienza Parma può essere illuminante 🙁 )

  5. Antonio Sileo

    Alessandro Lorefice, nella tarda serata di lunedì, nonostante la sua molta determinazione: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_56_20120524083024.pdf, si è dimesso da amministratore della Carbosulcis. Il passo indietro è dipeso da un’inchiesta giudiziaria a suo carico riguardante i requisiti per l’inserimento in una graduatoria di insegnanti precari. «Desidero sgombrare il campo da polemiche strumentali, con la sicurezza di poter provare l’infondatezza delle accuse», ha scritto Alessandro. In bocca al lupo! A lui, e anche a noi tutti.

  6. Larry

    L’Italia deve e dovrà cercare assolutamente di fare a meno dei politici in futuro se vuole dare una svolta a decadi di decadenza morale, economica, sociale dove principi e valori non hanno significato.
    L’italia ha bisogno di amministratori economico-finanziari onesti, competenti e che facciano gli interessi del Popolo italiano.
    Nel caso di indebellabilità dell’ entourage politico (un cancro metastatico ben radicato nel tessuto sociale) un’ Europa Unita è l’unica soluzione in cui tramite parziale cessione della sovranità i politici da un lato verrebbero messi sotto controllo dovendo rendere conto ad un’entità estera la quale li guiderebbe verso l’onesta, serietà e professionalità mentre dall’altro darebbe un’imprinting per iniziare a cambiare la malata e corrotta struttura sociale italiana.
    Monti – e chi lui rappresenta – non sarà l’optimum ma sicuramente dandogli tempo sufficiente per dimostrare i frutti dell’attività convincerà il Popolo italiano che i politici saranno solo un brutto ricordo.
    E tutti noi Italiani dobbiamo fare sacrifici affinchè all’interno della famiglia, ogni famiglia si inculchino ai propri figli l’importanza di principi a valori perchè senza questi i tumori della politica, della corruzione etc. si riformerebbero.

  7. Larry

    @Stefano

    No.la casta politica italiana, dal Parlamento fino alle amministrazioni regionali e provinciali etc. è talmente marcia che va annullata completamente e sostituita speriamo il più presto possibile da amministratori esterni, preferibilmente esteri che riportino principi e valori.
    Al tuo amministratore di condominio hai mai chiesto se è omosessuale oppure di che fede politica è? No, perchè l’importante è come amministra.E per questo non abbiamo più bisogno di politici, perlomeno italiani bensì di onesti, seri e corretti amministratori che rappresentino e tutelino gli interessi dei cittadini.

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