La Spagna e 100 miliardi europei per una settimana

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È alla fine è stato il turno della Spagna. Avanti il prossimo! E il prossimo molto probabilmente sarà quel paese con il debito al 120 per cento del proprio PIL e che ha visto il primo trimestre dell’anno contrarsi dell’0,8 per cento.

Dati pessimi per l’economia italiana.

Lo dicevamo nelle settimane scorse che la Spagna avrebbe dovuto chiedere un salvataggio. Nonostante Mariano Rajoy dica che il salvataggio è da chiamarsi in altro modo, i 100 miliardi di euro prestati dall’Unione Europea alla Spagna è un salvataggio in piena regola.

Anzi, si può dire che la situazione spagnola sia sempre più simile a quella irlandese, vale a dire una crisi molto legata al sistema bancaria, con il “neo” negativo della disoccupazione che in  Spagna è superiore al 20 per cento da ormai oltre un anno e mezzo.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata Bankia, la quarta banca per importanza con oltre 300 miliardi euro di attivi. Di questi, in gran parte erano attivi cosiddetti tossici, vale a dire immobili che dovevano essere svalutati. I 23 miliardi di euro richiesti nelle settimane scorse per cercare di salvare l’entità guidata fino ad allora da Rodrigo Rato, politico spagnolo, hanno innalzato il livello di sfiducia nelle capacità di rimborso spagnole. Il tasso d’interesse pagato dal paese iberico aveva sfondato il 6,5 per cento e si avvicinava pericolosamente al 7 per cento. In questo caso diventava conveniente richiedere denaro alle istituzioni internazionali e così è stato fatto dal Governo di Mariano Rajoy.

Le cajas in generale fanno parte di un sistema malato che nonostante i circa 30 miliardi immessi dal Fondo di Ristrutturazione bancario voluto da Zapatero, non hanno mai trovato tranquillità. Prima di Bankia, il Governo era stato costretto a nazionalizzare CaixaCatalunya e NovaCaixa Galicia per circa 10 miliardi di euro e altri 6 miliardi di euro erano stati dati alla Cassa di Risparmio del Mediterraneo.

Secondo mie stime a fine 2011 gli attivi tossici del sistema bancario spagnolo erano 188 miliardi di euro e con la continua svalutazione del mercato immobiliare è probabile che ormai abbiano sfondato i  200 miliardi di euro. Di fronte a questa cifra, 100 miliardi di prestito sono pochi soldi. Forse troppo pochi, tanto che lo spread spagnolo dopo un brusco calo in mattinata è tornato pericolosamente sopra i 500 punti rispetto al bund tedesco.

Ancora una volta le istituzioni immettono denaro per cercare di guadagnare tempo, come era stato anche il caso dei 1000 miliardi prestati al tasso dell’1 per cento dalla Banca Centrale Europea alle banche europee. Le volte scorse il tempo, che è denaro, è stato gettato in sterili discussioni per cercare di fare dei patti a livello europeo che di “rivoluzionario” hanno avuto solo il livello di incapacità di certi leader europei.

Questi 100 miliardi forse servono ad arrivare fino a settimana prossima, quando l’Unione Europea si confronterà per l’ennesima volta con il caso greco.

100 miliardi per una settimana?

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