4
Giu
2012

Siamo ancora Sudditi. Nicola Rossi racconta la nuova iniziativa editoriale di IBL Libri

C’era una vorta un Re cche ddar palazzo
mannò ffora a li popoli st’editto:
«Io sò io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.
Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
pòzzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impiccà nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba Io ve l’affitto…»

Giuseppe Gioacchino Belli

 

Cara amica, caro amico,

in un’Italia in cui anche il dibattito pubblico è costantemente condizionato da interessi di breve periodo, sono poche le voci che sanno riportare la discussione sui principi – e trasmettere non solo slogan ma proposte.
Questo è quello che abbiamo sempre cercato di fare con l’Istituto Bruno Leoni. Credo, con un certo successo. Grazie a un team di ricerca competente e capace, l’IBL è diventato un punto di riferimento: per tutti quelli che non si rassegnano al declino italiano.
Ma è venuto il momento di fare un passo in più. In libreria, e nelle librerie che vendono eBook su Internet, trovate un libretto con un titolo inequivocabile: “Sudditi. Un programma per i prossimi 50 anni”. Sono i cinquant’anni che ci legano al bicentenario del nostro Paese.
Un lasso di tempo sufficientemente ampio, crediamo, per darci un orizzonte ambizioso: rivedere ciò che non ha funzionato in questi primi centocinquanta.
“Sudditi” è un libro-manifesto. Ha messo insieme intelligenze, analisi e idee per risolvere quello che a nostro avviso è stato il vero problema di questi 150 anni: cioè la perdurante asimmetria di trattamento fra individuo e Stato, fra privato e pubblico. Che vuol dire, in concreto, che anziché cittadini lo Stato italiano ci fa sentire sudditi. Siamo come quei popolani cui Alberto Sordi – nel Marchese del Grillo – si rivolge proprio con le parole del Belli.
“Sudditi” è un libro d’analisi e proposta, anche su un tema che ci tocca tutti: quello fiscale. Il Fisco è il luogo dove si misura concretamente il rapporto fra lo Stato e il Cittadino. Il contrasto dell’evasione ne fa parte integrante. Ma la lotta all’evasione può essere condotta in modi diversi. La strada scelta da circa un quindicennio poggia in larga misura su una normativa sotto molti punti di vista “emergenziale” che non sarebbe, nemmeno per sbaglio, concepibile nei rapporti fra privati. Una normativa intrisa di sospetto e di pregiudizio nei confronti del contribuente.
Questo sospetto e questo pregiudizio sono frutto di una storia che viene da lontano.
Francesco Ferrara divideva il mondo fra coloro che comprendono che i «governanti son uomini in carne ed ossa che assunsero, sia di propria volontà, sia per espressa richiesta, l’incarico di produrre pace e giustizia, come il cacciatore produce la selvaggina ed il sarto i vestiti» e la «Scuola autoritaria». «Nel suo sociale sistema è supposto che, al di sopra degli individui consociati, esista un ente, un quid ignorabile, non visto, non sentito, impalpabile, creato apposta, non si sa quando né come, per sollevare e dominare su tutto
l’ordine sociale».
È quest’ultimo il pensiero che in Italia ha dominato negli ultimi 150 anni, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: una spesa pubblica insostenibile, un debito che ci schiaccia, una preoccupante assenza di garanzie a tutela del singolo, procedure fatte apposta per consolidare il potere arbitrario di chi fa e di chi applica le norme.
Che questo nodo esista, nel nostro Paese è da vent’anni una consapevolezza sempre più diffusa. Ma si pensa di spezzarlo con l’intervento di un demiurgo – quale che sia il suo nome – o con terapie somministrate sempre dall’alto verso il basso. Sono ricette che non hanno funzionato perché non potevano funzionare.
La questione è innanzi tutto culturale. Ludwig von Mises diceva che i governi rispettano la libertà solo quando è la società a costringerli a farlo. È vero.
Con “Sudditi. Un programma per i prossimi 50 anni” abbiamo voluto costruire uno strumento sintetico ed efficace, perché più persone possano comprendere quant’è urgente “costringere” i governi nella direzione opportuna.
È per questo che ti chiedo e che ti chiediamo un aiuto. Adotta “Sudditi”. Dacci una mano a diffonderlo. Regalalo agli amici. Organizza una piccola presentazione: l’Istituto Bruno Leoni sarà lieto di rispondere a tutti gli inviti. Usalo per quello che è e vuole essere: un “breviario” liberale sulle vere cause della crisi italiana, che è più antica di quella dell’Europa.
Nei prossimi mesi si gioca una partita cruciale. Nessuno sa cosa succederà, nessuno dove andremo a finire. Ma è impossibile che l’esito di quest’ennesima transizione sia positivo, se non proviamo a cambiare la cultura politica di questo Paese. Se credi nella libertà individuale, è venuto il momento di dimostrarlo.

 

Nicola Rossi
Presidente
Istituto Bruno Leoni

 

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66 Responses

  1. Stefano

    ….proporre a pagamento la circolazione di un programma politico porta con sé il dubbio di quale sia il vero obiettivo della pubblicazione: non siamo in una situazione tale da poterci permettere queste incertezze.

  2. Stefano

    Illusi! Io sono con voi al 100%, ma non potete pensare di cambiare questo paese piazzando libretti in giro, dopo aver visto che nemmeno la pluriennale esperienza di Oscar Giannino a Radio 24 (che sicuramente ha più potenziale) ha prodotto risultati. Voi finora avete semplicemente coccolato l’autostima di quei pochi che hanno le vostre stesse idee, che leggendovi e ascoltandovi pensano: “ecco, lo dico sempre anch’io, certo loro lo dicono davvero bene…”. Ma invece persino i “saggi” che ci governano oggi si lasciano ridicolizzare in radio dal Dott. Giannino senza fare una piega, fregandosene, ignorandolo! E dovrebbero invece ravvedersi perchè noi facciamo circolare un libretto??

  3. G.R.Albertazzi

    Ogni contributo è il benvenuto, soprattutto se propedeutico a generare “coscienza“ dei veri problemi che attanagliano il nostro paese, poi ognuno di noi sceglierà in scienza e coscienza
    Ribadisco; facciamo riacquisire al “buon senso” il diritto di residenza

  4. Marco Tizzi

    Signori, con il massimo di ammirazione e rispetto vi dico che, per carità, tutto fa brodo, ma se pensate di conquistare le folle e l’elettorato con un libro temo proprio siate fuori strada.
    I voti si prendono con twitter e facebook, questa mi sembra un’iniziativa un po’ troppo intellettuale: magari conquista i salotti, di certo non suscita chiacchiere appassionate nei bar.

  5. GianPiero

    @Stefano
    Purtroppo questa è la nostra realtà, caro Stafano, solo la fame costringerebbe gli italiani a ribellarsi,questo i nostri politici lo sanno perfettamente,quindi un pò di bricciole per noi ci saranno sempre!

  6. Massimo Antonicelli

    Bravi! Non lasciatevi deprimere dai commenti distruttivi e pessimisti; da qualche cosa bisogna cominciare, che sia un libro o Twitter o Facebook o Radio 24 tutto fa brodo. Occorre credere che maturi una coscienza diversa, che possa finalmente cambiare l’ideologia dominante che vede nello Stato il dominus onnipotente e incontrastato della nostra vita.

  7. Monica Rosselli

    A 48 anni, per quanto disillusa, posso acquistare un libro, consigliarlo se mi piace e regalarlo per diffonderne il più possibile il contenuto. L’unico problema è che conosco poche persone in grado di capirne il contenuto. E questo fatto non cambierà mai.

  8. Tutela del singolo o libertà? Dove s’incontrano questi concetti opposti? Ecco pronto il motto per due partiti che sposino una concreta politica dell’alternanza! Durante le fasi di grande cambiamento, come quello che stiamo attraversando, la reattività sociale si manifesta attraverso forze d’impulso al cambiamento e forze che lo contrastano. E’ tutto un fare e disfare. Se poniamo lo sguardo alla scena politica che ha coinvolto il nostro paese in questi ultimi venti anni, appare evidente che l’offerta politica agli elettori ha oscillato tra la proposta innovativa di Berluconi e quella conservatrice di un’opposizione imbevuta delle ideologie dei secoli passati e composta di un numero indefinito di gruppi a sostegno degli interessi particolari di personaggi il cui modello di vita è “Tutto come prima”.
    Un programma per i prossimi cinquanta anni non può ignorare un progetto che vada oltre il tempo. Perché tutti possano condurre un’esistenza compatibile all’idea di libertà, occorre anche indicare il paradigma in base al quale ogni persona possa formare un progetto ricavabile dalle opportunità ottenibili col sostegno del costo sociale di soli vincoli che consentano un percorso di vita corrispondente alle proprie scelte. E quando si parla di libertà, si va oltre a quella strettamente politica sociale ed economica.
    http://pibond.blogspot.it/2012/04/liberta.html

  9. Francesco

    Ma il sito di cui si parla nel podcast della trasmissione di questa mattina ‘ww.costidellostato.it’ che fine ha fatto, esiste?

  10. La risoluzione alla “sudditanza” e più in generale all’interventismo dello Stato è culturale e non può che essere dedotta dalla teoria economica e dalla comprensione dei principi della logica. Lo Stato è la causa della sudditanza. Mises, Rothbard e Hoppe hanno tracciato la strada maestra e non si deve avere paura di intraprenderla, senza accettare compromessi come uno Stato minimo. E badate bene, non si tratta di interpretazioni, bensi del risultato irrefutabile portato dal coraggio di estendere il ragionamento logico fino alla fine

  11. p. giulieri

    Come al solito solo il tempo darà ragione a tizio piuttosto che a caio; ora di tempo non ne manca molto di conseguenza denti stretti e …..”resistere”. Quando veramente si sarà toccato il fondo, solo allora chi non vorrà perire deciderà come comportarsi. I cialtroni ci sono sempre stati, non dobbiamo meravigliarci se esistono anche di questi tempi, la loro presenza ha una funzione, solo non riusciamo a comprenderla: gli attuali regnanti insegnano. I libri sono moto importanti e servono si a creare un particolare stato mentale in chi li legge, ma poi tutto torna e deve tornare come prima o il mondo si fermerebbe.

  12. claudia :farò il possibile, contate su di me!

    Perché, invece di spargere i soliti, noiosissimi semi del sospetto, di citare a vanvera, di sfornare il solito vittimismo steriluccio, di denunciare l’analfabetismo delle folle non facciamo tutti come Claudia? Leggiamo e facciamo circolare. “Cambiamento” non avverrà domani, né sarà per partogenesi e, a giudicare da quanto bolle in pentola a Bruxelles (cessione di ulteriore sovranità statale al mostro europeo in cambio di euro bond e tragedie simili), rischia veramente di divenire sogno. Quindi tutti in libreria!

  13. durante un incendio nella foresta , mentre tutti gli altri animali fuggivano un colibrì volava in senso contrario con una goccia d’acqua nel becco
    cosa credi di fare- gli chiese il leone-
    -vado a spegnere l’incendio- gli rispose il volatile
    con una goccia d’acqua?
    gli rispose con un ghigno irridente il leone
    e il colibrì proseguendo il volo rispose
    io vado a fare la mia parte….
    io lo compro….

  14. diz

    Pagare? Perchè?
    Se devo diffondere un’idea, come minimo, tutto il materiale pubblicato e discusso deve essere gratuito e liberamente accessibile da tutti.
    Sbagliate in partenza. Queste idee non avranno alcun futuro e non perchè sono sbagliate.
    E’ il mezzo ad esserlo.

  15. giuseppe

    Ok. Comprerò il libro (nel formato kinle costa 5 Euro)
    Ma ciò che m’interessa è capire cosa sta combinando Rossi con Montezemolo.
    Si dice che Irene Tinagli sia il leader designato.
    Bene! Anche Irene Tinagli mi piace.
    Quel che bisogna capire è se questo neo-movimento sia il solito raccoglitore di voti di nicchia, o qualcosa di popolare.
    Mi hanno fregato già più di qualche volta, i Liberali (di Destra e di Terzo Polo)
    Prima tanti proclami e poi, alla fine, si riducono ad elemosinare il voto dei Professori, dei militari e dei poliziotti, compresa la guardia di finanza.
    Per carità, nulla di male. Ma poi qualcosa devono dare in cambio.
    Qualcosa che viene tolta a tutti gli altri cittadini.
    Ma non sarebbe più intelligente rivolgersi a tutti, ma proprio tutti?
    Se votano il 10 per cento dei tutti, sono cinque o sei milioni.
    Dieci volte di più di quelle nicchie alle quali solitamente, con poca fantasia, si rivolgono.

  16. Marco Tizzi

    @giuseppe
    Aggiungo che se nel “team” ci fosse qualcuno che ha fatto parte dell’economia reale almeno per qualche giorno della sua vita non farebbe schifo…
    Ma attendiamo fiduciosi l’annuncio!! 🙂

  17. @diz
    Pagare le cose è idea intrinsecamente liberale: valore contro valore. Se siamo al punto in cui ci troviamo è dovuto soprattutto al fatto che la gente ha creduto alla favola che i beni possono essere ottenuti senza pagarli: ma questa è roba socialista. Quindi, se ti dici convinto che le idee di questo sito non sono sbagliate …

  18. LuigiVis

    I Mille che partirono dal Chicago-blog ?
    Ok, io ci sono.

    Sull’assenteismo ci han campato per troppo tempo….

  19. Claudio

    @giuseppe. Non sono affatto convinto che il modo migliore di iniziare una rivoluzione liberale sia quello di scatenare una guerra tra poveri. Ci sono tanti statali che non sono affatto entusiasti di dover cedere in termini di carriera a chi è assenteista o nullafacente, o di vedere mariti (per dire) timbrare il cartellino per le loro mogli, essere scoperti e non subire alcuna conseguenza. Se poi si vuole impostare la questione in termini di “sono tutti fannulloni e approfittatori”, lo si faccia pure. Ma si sappia: 1. che in questo modo ci si pone sullo stesso livello (morale e intellettuale) di chi dice “gli autonomi sono tutti evasori”; 2. che si finirà per fallire inevitabilmente, com’è successo a chi riteneva di poter dare del ladrone a chiunque abitasse a Roma.

  20. Federico

    Giannino deve candidarsi e scendere in campo. Comprerò il libro e lo faro’ girare, ma tutti sappiamo che ormai non c’è più tempo. Questi lavori sono utili, ma possono essere solo le munizioni per le retrovie. Quello che ci serve e’ anche, e soprattutto, un soggetto politico schierato a protezione del privato che muore: oppresso da tasse e regole. E solo Giannino può svolgere questa funzione.

  21. giuseppe

    @Claudio
    Non intendevo quello che dice Lei, anche perché sono un Liberaldemocratico, non un liberista. Quado vedo però una forza che si definisce liberale, e la prima cosa che fa è mettere al parlamento un ex generale (non l’impiegato di sportello della Asl) che è statalista per definizione, allora tanto vale che torni da dove sono venuto e voti a sinistra, chiudendomi il naso. Se si elegge a Deputato l’ex Direttore delle Entrate (dico per fare un esempio) potremo mai avero una legge fiscale degna di un paese civile? No! Avremo sempre queste vaghe e oscure minacce dai Tg e anche dagli spot pubblicitari. O eleggendo l’ex Generale di Vattelapesca si può pensare di unificare le Polizie e riformare l’Esercito secondo un modello più moderno e razionale? Questo solo per fare qualche esempio. Ci vuole chiarezza. D’altra parte non si possono prendre i voti di tutti, sostenere tutto e il contrario di tutto. Ripeto. Faccio un grande sfozo a fare il Liberale. Ma se i Liberali sono quelli che ho visto finora meglio votare Democrazia Proletaria.

  22. alberto messina

    a proposito di terremoto in emilia;
    è possibile che neanche un politico colga l’occasione di mostrare un piccolo segnale di cambiamento di rotta annunciando che la prossima tranche di finanziamento al partito venga interamente devoluta all’Emilia per un aiuto concreto da parte della politica !!!
    ..e ancora il papa elargisce la bellezza di 500.000€ !!!! noccioline !! ma questa la carità cristiana che vanno predicando i policanti vaticani imporporati e inanellati d’oro massiccio?!
    ma molliamoli tutti !non ci servono !! respingiamoli !!
    alberto

  23. fabio

    Occorre che le teorie liberali qui enunciate diventino esperienza. Caro Giannino la seguo spesso e la stimo. Dia spazio nelle sue trasmissioni e nel suo blob a chi fa esperienza non solo teorica (professori, studiosi, etc.) ma anche pratica (imprenditori, aziende) di cosa significa competere, di cosa significa stare sul mercato, di cosa significa sussidiarietà, etc.
    Abbiamo bisogno di una rivoluzione culturale che tocchi il popolo-popolo, la gente-gente. forza!

  24. Buongiorno,
    la situazione di oggi è simile al gioco del prestigiatore. Ecco che ve lo spiego.
    Posate con decisione un cellulare su un tavolo riunione e chiedete a tutti i convenuti: “cosa vedete?”. Tutti risponderanno “un cellulare”. Ma voi direte: “Sbagliato, io ho chiesto cosa vedete, non cos’è! Non vedete le penne, i block notes, i computers, le calcolatrici, eccetera?” Eccola la situazione: oggi abbiamo il calcioscommesse, lo spread, il terremoto in Emilia (purtroppo viene usato anche quello) per distoglierci dalla visione del reale probema di una classe dirigente miope e di uno Stato malamente spendaccione. Eppure la necessità dei tagli è sotto gli occhi di tutti! Sono un Commercialista e non mi sono mai sentito così amareggiato, ma sono orgoglioso di avere capito come stanno per finire le cose: molto, ma molto male.
    Cordiali saluti e vi faccio i complimenti per il vostro sito e la trasmissione di Oscar Giannino che ascolto su Radio24 non appena posso.
    Francesco Cantù

  25. Medori Francesco

    certamente sono con voi il cambiamento lo fanno le piccole cose che possono stimolare il maggior numero di persone

  26. Claudio

    @giuseppe. Allora siamo in larga misura d’accordo. Il problema, lo dico da pubblico dipendente e da insegnante, è far capire a molti pubblici dipendenti che un sistema come questo, nel quale non c’è selezione né progressione che non sia legata all’anzianità o alle conoscenze, non conviene a nessuno se non ai malintenzionati. Ci sono miei colleghi, bravissimi, le cui classi hanno vinto premi in concorsi nazionali anche grazie a loro, che sono a rischio, il prossimo anno, di perdere il loro posto di lavoro perché hanno meno punti (cioè lavorano da meno anni) di assenteisti o incapaci conclamati che nessuno vorrebbe come insegnanti. La questione è che ai nostri politici conviene il divide et impera, così non si fa che mettere i pubblici dipendenti (che poi non sono solo gli statali: lo Stato è ladro, come dice OG, perché riscuote le imposte, ma i più grossi sperperi avvengono ad altri livelli amministrativi, come Regioni e Province o vari Enti) contro gli autonomi e viceversa (lo stanno facendo anche alcuni dei “tecnici” che in questo momento ammiriamo all’opera). Se si punta a un nuovo progetto politico (e se è questo che stanno facendo OG & C. lo guarderò con molta attenzione e speranza), occorre invece che l’unica divisione che si ha in mente sia quella tra onesti e capaci da una parte, disonesti e incapaci dall’altra.

  27. Massimo Formenti

    Con – ad oggi 04-06-12 – il MM5 Stelle al 18% e il “partito” degli Astenuti al 36%, con tutta la disillusione e rabbia che circola, mi domando: ma allora chi ci mette la faccia?!?! I partiti hanno sempre + paura di andare al voto nel 2013, fosse anche solo per il fatto che il MM5 Stelle + passano le settimane + consensi prende. E per i partiti il consenso è tutto.
    A qs punto va bene “adottare” Sudditi, ma se volete iniziare a diffondere veramente le linee guida dei prossimi 50 anni, bisogna farlo circolare gratis e on-line:IBL, Twitter e FB!!!
    E lo scrivo io che non ho alcun account su social network; ma qs è la realtà!
    Son certo che poi saremmo cmq in molti ad acquistare il libro, nella speranza che sia sostegno concreto al realizzarsi di un Vero movimento liberal-liberista.
    Ma la domanda resta: chi ci mette la faccia?!?! Se leggiamo le pagine di qs blog la risposta è scontata:
    OSCAR GIANNINO!!!
    Forza Oscar, è ora!!!
    Adesso mi metto alla ricerca di come adottare un “Sudditi”…

  28. Massimo Formenti

    “Adottato”! Dal link alla riga nr 7.
    Non vorrei che “Sudditi” restasse “solo” un buon libro.
    A quando l’annuncio Oscar?

  29. MARCO

    Io ci credo, vi faccio i complimenti e per fortuna che qualcuno si muove, ma molto più di voi, e molto più disordinatamente e ccon più mezzi e media si muovono i partiti e questo è il vero dramma LA PARTITA E’ IMPARI ad ogni loro azione corrispondono alcune centinaia di controreazioni nell’elettorato che confermano quelle centinaia di elettori nella loro volontà di restare a casa o se andranno al voto voteranno Grillo, i politici ormai riescono a fare solo questo. Per vincere al vostro taglio professionale ed encomiabile ritengo si dovrebbe sostituire uno schema molto semplificato
    IL MINIMO NECESSARIO E NON NEGOZIABILE
    INCISIVIZZATO (omogeneizzato digeribile all’istante)
    IMMAGINIFICAMENTE SEMPLICE E MEMORIZZABILE -replicabile facilmente senza disturbi

  30. roberto

    Singolare l’autore NICOLA ROSSI . Vuol dire che non tutto è perso ,c’è ancora un barlume di speranza . O nella peggiore delle ipotesi c’è chi ancora usa il cervello indipendentemente dallo schieramento.

  31. Sabina09

    Compro il libro, lo diffondo… ma e’arrivato il momento che OSCAR GIANNINO scenda in politica!! Presto, abbiamo poco tempo per salvare questo Paese..IO CI SONO!!

  32. Vladimiro

    Solo chi è disposto a “pagare” ha veramente voglia di cambiare. Ciò che colpisce di più è il commento di Monica Rosselli quando dice: “conosco poche persone in grado di capire il contenuto”. In prima istanza mi viene spontaneo dargli ragione, considerata la formazione culturale ricevuta da tanti negli ultimi 30anni, ma poi mi convinco che non seve la cultura per “capire”, serve il sentire. Certo, non tutti potranno acquistare il libro, un po’ per economia e molto per ignoranza sulla sua esistenza, considerato anche il fatto che poche librerie daranno risalto ad esso. Il testo, però, può essere conosciuto anche diffondendone i contenuti (dovrebbe essere il nostro “Che fare?”) per sviluppare la sensibilità verso gli altri a certi contenuti. Dovremmo imparare la metodologia da chi, fino ad oggi, ha imposto quei temi e quelle visioni culturali ovvero: “se non puoi prendere il potere reale, occupa il potere culturale del Paese; ad esso seguirà anche il potere reale”. In ogni caso, e molti che qui scrivono hanno ragione, è finito il tempo delle lamentele. Non si può continuare a dire che le cose sono sbagliate, bisogna organizzarsi per cambiarle. E, per rispondere a chi vorrebbe Giannino in politica, dico che il mio sogno è avere un Primo Ministro di 35 anni.

  33. Massimo Perucatti

    2 cose:
    – ho provato a cercare con google “costodellostato” e tra i primi risultati, oltre il link al sito della simulazione, ci sono tre video di Berlusconi. Li ho visti, si tratta di brevi discordi del 2008 nei quali diceva queste stesse cose sui costi dello stato. Cosa non ha funzionato?

    – Ho provato il simulatore ma, se ho capito bene come funziona, chi guadagna meno di 30mila euro riceve più servizi monetizzati di quante tasse versi. Secondo le statistiche dovrebbe essere la maggio partre della popolazione. Allora questo non è uno strumento per convincere le masse.

    Conclusione:
    La realizzazione di un modello TO-BE passa attraverso un disegno progettuale che consideri tutti gli steps

  34. Claudio Di Croce

    L’autore di questo libro , se non sbaglio, è da molti anni in politica , è stato nominato parlamentare del PD , poi si è dimesso e fa parte di un altro gruppo. Cosa ha fatto di concreto in questi anni ? Qualcuno ne lo sa dire ?
    Non ritengo OG un leader , non ha , secondo me, la capacità di tirare su milioni di voti . Può fare il ” tecnico ” economico ma non altro.
    Non vedo attualmente all’orizzonte , purtroppo , un leader, che possa sostituire la figura di SB quale leader credibile e aggregante dei milioni e milioni di voti della maggioranza di centro destra . LCDM , per me che da Torino ne ha seguito la carriera di figlio… cio di Agnelli , non mi sembra assolutamente in grado .
    Voi ne vedete qualcuno ?

  35. @MARCO

    pibond :
    Tutela del singolo o libertà? Dove s’incontrano questi concetti opposti? Ecco pronto il motto per due partiti che sposino una concreta politica dell’alternanza! Durante le fasi di grande cambiamento, come quello che stiamo attraversando, la reattività sociale si manifesta attraverso forze d’impulso al cambiamento e forze che lo contrastano. E’ tutto un fare e disfare. Se poniamo lo sguardo alla scena politica che ha coinvolto il nostro paese in questi ultimi venti anni, appare evidente che l’offerta politica agli elettori ha oscillato tra la proposta innovativa di Berluconi e quella conservatrice di un’opposizione imbevuta delle ideologie dei secoli passati e composta di un numero indefinito di gruppi a sostegno degli interessi particolari di personaggi il cui modello di vita è “Tutto come prima”.
    Un programma per i prossimi cinquanta anni non può ignorare un progetto che vada oltre il tempo. Perché tutti possano condurre un’esistenza compatibile all’idea di libertà, occorre anche indicare il paradigma in base al quale ogni persona possa formare un progetto ricavabile dalle opportunità ottenibili col sostegno del costo sociale di soli vincoli che consentano un percorso di vita corrispondente alle proprie scelte. E quando si parla di libertà, si va oltre a quella strettamente politica sociale ed economica.
    http://pibond.blogspot.it/2012/04/liberta.html

    Condivido la tua idea. Ma chi stabilisce quale sia il minimo negoziabile? ho richiamato il mio precedente intervento per ribadire il concetto che lo stato deve offrire solo opportunità. E’ poi compito delle associazioni e dei cittadini di coglierle e formulare progetti ed attuarli secondo criteri di sussidiarietà. La distinzione tra privato e pubblico dovrebbe non aver più senso quando si trovasse il sistema di ricondurre ogni atto sotto la responsabilità specifica di chi ha la detenzione delle risorse per compierlo.

  36. Gug

    Il succo e’ come far capire l’ equazione meno stato meno politici meno politica, più libertà. Troppi nemici, ma bisogna sempre battersi per cio’ che si crede. Comprerò questo libro con immutata fiducia.

  37. Stefano

    …nonostante le perplessità sul metodo concordo con le idee di fondo, ma quanti, come me, hanno dato fiducia a Berlusconi per poi rimanere inorriditi di come ha usato la delega che aveva ricevuto ??
    Basta fiducia alla cieca … e – mi permetta Oscar – basta ambiguità: Lei parla (o scrive) solo o sta effettivamente valutando se scendere in campo ?
    Attendo (attendiamo) risposte, anche perchè se si vuole fare qualcosa ciascuno di noi deve poter capire come muoversi e se, verificata come inesistente la risposta preferibile, si deve fare come Montanelli: tapparsi il naso, ma intanto contribuire a risollevare questa nostra Italia.

  38. elegantissimo

    Sig. Nicola Rossi o on. Nicola Rossi ex consigliere economico di Dalema?! Comunque La invito a contattare il sig. Gianni Di ruvo presidente SCIMPID di Andria-Bt organizza settimanalmente la giornata (chiacchierata del giovedì) con imprenditori e dipendenti. preciso che il sig. DiRuvo è stato vittima delle lungaggini della P.A. nei pagamenti dovuti (è sopravissuto al suicidio di cui il sistema promuove quotidianamente).

  39. elegantissimo

    Il tempo è il miglior galantuomo!! Dott. Giannini, mi sorprende moltissimo apprendere (dopo aver consultato il grande fratello:”internet”), che il presidente dell’IBL istituto Bruno Leoni è proprio il senatore Nicola Rossi (mio coetaneo e concittadino), e quindi ex consigliere dell’on. Dalema. E bene, (e mi rivolgo alla Tua persona Oscar) sembra che predichi bene ma razzoli male anzi malissimo! Ti prego di spiegare, se possibile, a me e a tutti i ragazzi (da Te così definiti) del blog, perchè accusi gli altri personaggi pubblici e privati di avere molti incarichi,anche incompatibili, e nella persona(rispettabilissima) del senatore Nicola Rossi:”nulla questio?” visti gli innumerevoli incarichi di cui è investito!. Ci spieghi quale ragion di stato ha portato a questa Vs scelta!!

  40. Marco Tizzi

    @Claudio Di Croce
    Le riporto l’articolo di Lettera43 su alcuni “rumors” riguardo la “discesa in campo” del mondo Italia Futura:

    lettera43.it/politica/italia-futura-leader-cercasi_4367552847.htm

    Attendo curiosissimo i suoi (spietati) commenti sui nomi.

  41. Stefano Parodi

    Comprato, ebook a 5 euri (un pacchetto di sigarette, cinque caffè, quasi un biglietto di cinema: non mi sembra tanto). Soldi ben spesi. E non troviamo scuse, si può leggere tranquillamente dal proprio pc (o mac) senza dover avere necessariamente tablet o similari.

    Mi piacerebbe sapere quante copie sono state vendute, così, per statistica.

    Un primo modo per contarci.

    Buona lettura a tutti.

  42. @umberto fossali
    Delizioso l’esempio di Umberto Fossali. Anche noi ci sentiamo e siamo partiti dicendo: siamo due gocce d’acqua. Persone qualunque ma gocce. Gocce che hanno creato un Movimento che ha un programma. Gocce che compreranno “Sudditi…”,ma I.B.L. e Nicola Rossi andranno a guardare il sito,il programma:- http://www.rimettiamocilemani.it -? Questo programma è inserito( e poi ampliato), in un nostro scritto “Il Manifesto dei Bamboccioni”, pubblicato a marzo scorso. Scritto di modeste tirature che speriamo di ripubblicare presto. Contattiamoci

  43. Pasquale

    Ma i “Cattolici in Politica” che fine hanno fatto?
    ci vorrebbe un nuovo Don Sturzo.

    Appello agli uomini liberi e forti
    di Luigi Sturzo

    A tutti gli uomini liberi e forti, che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini superiori della Patria, senza pregiudizi né preconcetti, facciamo appello perché uniti insieme propugnano nella loro interezza gli ideali di giustizia e libertà.
    ……
    Al migliore avvenire della nostra Italia …… dedichiamo ogni nostra attività con fervore d’entusiasmi e con fermezza di illuminati propositi.

    Ad uno Stato accentratore tendente a limitare e regolare ogni potere organico e ogni attività civica e individuale, vogliamo sul terreno costituzionale sostituire uno Stato veramente popolare, che riconosca i limiti della sua attività, che rispetti i nuclei e gli organismi naturali – la famiglia, le classi, i Comuni – che rispetti la personalità individuale e incoraggi le iniziative private.

    Ma sarebbero queste vane riforme senza il contenuto se non reclamassimo, come anima della nuova Società, il vero senso di libertà, rispondente alla maturità civile del nostro popolo e al più alto sviluppo delle sue energie: libertà religiosa, non solo agl’individui ma anche alla Chiesa, per la esplicazione della sua missione spirituale nel mondo; libertà di insegnamento, senza monopoli statali; libertà alle organizzazioni di classe, senza preferenze e privilegi di parte; libertà comunale e locale secondo le gloriose tradizioni italiche.

    Questo ideale di libertà non tende a disorganizzare lo Stato ma è essenzialmente organico nel rinnovamento delle energie e delle attività, che debbono trovare al centro la coordinazione, la valorizzazione, la difesa e lo sviluppo progressivo. Energie, che debbono comporsi a nuclei vitali che potranno fermare o modificare le correnti disgregatrici, le agitazioni promosse in nome di una sistematica lotta di classe e della rivoluzione anarchica e attingere dall’anima popolare gli elementi di conservazione e di progresso, dando valore all’autorità come forza ed esponente insieme della sovranità popolare e della collaborazione sociale.

    …….
    Ci presentiamo nella vita politica con la nostra bandiera morale e sociale, inspirandoci ai saldi principii del Cristianesimo che consacrò la grande missione civilizzatrice dell’Italia; missione che anche oggi, nel nuovo assetto dei popoli, deve rifulgere di fronte ai tentativi di nuovi imperialismi di fronte a sconvolgimenti anarchici di grandi Imperi caduti, di fronte a democrazie socialiste che tentano la materializzazione di ogni identità, di fronte a vecchi liberalismi settari, che nella forza dell’organismo statale centralizzato resistono alle nuove correnti affrancatrici.

    A tutti gli uomini moralmente liberi e socialmente evoluti, a quanti nell’amore alla patria sanno congiungere il giusto senso dei diritti e degl’interessi nazionali con un sano internazionalismo, a quanti apprezzano e rispettano le virtù morali del nostro popolo, a nome del Partito Popolare Italiano facciamo appello e domandiamo l’adesione al nostro Programma.

    Roma, lì 18 gennaio 1919

    OGGI Dove siete???

  44. Vladimiro

    Caro Giannino, e mi rivolgo direttamente a Lei, “sic transit gloria mundi”. Qualcuno ha per caso comprato libri di Von Hayek o di Einaudi per acquisire una cultura liberale? Si è poi preteso che tutti i pensatori liberali scendessero in campo politico? E perchè mai, nel caso di Nicola Rossi, se è il Rossi descritto, per una volta che qualcuno fa i conti con la Storia e capisce gli errori, dovremmo prenderne le distanze? E a proposito di discese in campo, perchè pensiamo che debbano essere sempre gli altri a responsabilizzarsi della realizzazione delle nostre aspirazioni? Ho l’impressione, e so che non sarò amato per questo, che molti aspirino più all’arte del mugugno che a quella dell’impegno. Bah!

  45. roberto

    Si inizierà ad esser meno sudditi nel momento in cui la gente,quando si confronta con il funzionario pubblico lo fa PADRONE e non da DIPENDENTE .
    IL funzionario lavora (dovrebbe lavorare ) per me non IO per lui ! lo stipendio glielo pago IO non è calato dal cielo solo perchè ha vinto un concorso . Capito sto semplice passaggio e alzando un pò la voce ( e magari anche le mani ) saremo meno sudditi e più sovrani !

  46. Claudio Di Croce

    @Marco Tizzi
    Su LCDM non posso fare altro che ripetere quanto già detto molte volte Se poi si potessero raccogliere le opinioni di molti ex dirigenti FIAT o Cinzano sulle grandi sue doti ci sarebbe da ridere ( o da piangere ). Gli altri della lista non li conosco , ma ho dei fortissimi pregiudizi verso i professori ( un vecchissimo detto recita : chi sa , fa, chi non sa fare insegna ) Il cognome noto è Merloni , anche perchè uno della famiglia , non so in che grado di parentela con questa, è stato parlamentare DC e forse ministro . Non so altro.

  47. Morena

    Finalmente uno spiraglio!! Sono anni che aspettiamo che qualcuno faccia chiarezza sul rapporto cittadino – stato, che è stato completamente stravolto. E’ proprio da qui l’origine del declino del nostro paese. E pure il concetto di “pubblico dipendente ” di qualsiasi grado che va rimesso a posto chiarendo che in nessun modo può essere una variabile indipendente!!
    Ci sono atti che pur sembrando piccoli sono la vera rivoluzione: quella culturale che state facendo, e stare accanto a persone che avviano con le loro piccole azioni delle vere rivoluzioni, come l’imprenditore del Veneto che insegna come rifiutare di fare l’esattore per lo stato: ci pensate quale rivoluzione potrebbe essere se generalizzassimo quella iniziativa?

  48. Morena

    Finalmente uno spiraglio!! Sono anni che aspettiamo che qualcuno faccia chiarezza sul rapporto cittadino – stato, che è stato completamente stravolto. E’ proprio da qui l’origine del declino del nostro paese. E pure il concetto di “pubblico dipendente ” di qualsiasi grado che va rimesso a posto chiarendo che in nessun modo può essere una variabile indipendente!!
    Ci sono atti che pur sembrando piccoli sono la vera rivoluzione: quella culturale che state facendo, e stare accanto a persone che avviano con le loro piccole azioni delle vere rivoluzioni, come l’imprenditore del Veneto che insegna come rifiutare di fare l’esattore per lo stato: ci pensate quale rivoluzione potrebbe essere se generalizzassimo quella iniziativa? Per cortesia non ditemi che non pubblicate questo commento perchè già fatto…

  49. Stasera parteciperò alla presentazione del libro. Ho già sotto gli occhi “Sudditi. Un programma per i prossimi 50 anni” che ho scaricato ieri. Esprimo la mia prima sensazione nell’osservare che persone responsabili sempre attive nel confrontarsi con le vicende che intralciano i loro progetti, sputano il rospo per palesare ciò che tutti debbono ingozzare, e che pochi insistono sul fatto che si continui a digerirlo. Purtroppo, a mio parere, il libro contiene ancora poche pagine: gli autori sono solo 20, un numero che completa la terza serie di Fibonacci, e tanti altri ce ne vorrebbero per giungere almeno a 33 completando un quadro appena abbozzato sulla nostra vita civile intossicata dalla burocrazia nel periodo che inizia dall’ Unità d’Italia e giunge ad oggi. Una cosa è certa. Siamo sudditi!
    Il progetto dove sta? Sta nel disfare tutto ciò che si è fatto abbandonandoci ad una protesta che nessun liberale si sentirebbe di sostenere? Sta nel mandare a casa tutta la classe dirigente effettuando uno spoil system, senza averne un’altra di ricambio? No!
    Occorre cambiare e dare a tutti un chiaro messaggio per aprire l’orizzonte per i prossimi cinquanta anni e oltre:
    1. dare alle parole un significato univoco in modo che cessino le ambiguità create dall’uso scorretto dell’italiano e promiscuo delle lingue;
    2. ristabilire la scala dei valori etici principalmente nei riguardi della persona, della famiglia e delle associazioni;
    3. lo stato non è sovrano. Ora va considerato come fattore di produzione in quanto propagatore di sviluppo sociale ed economico nel contesto di una democrazia tesa a promuovere la libertà della persona;
    4. occorre abbandonare il principio che la piena occupazione si ottiene solo attraverso il lavoro retribuito col salario. No ogni cittadino è occupato dalla nascita e continua ad esserlo sino alla morte. L’occupazione non prevede la pensione. Per questo motivo lo stato deve creare le opportunità perché a tutti sia consentito di vivere decentemente e perché a nessun cittadino sia costretto a sentirsi disoccupato!
    http://pibond.blogspot.it/

  50. Roberto Simonini

    Organizza una piccola presentazione: l’Istituto Bruno Leoni sarà lieto di rispondere a tutti gli inviti. VORREI ORGANIZZARE NELLA MIA CITTA’ cosa mi consigliate, che supporto potete fornire…
    RobertoSimonini

  51. Cambiasso

    Rossi, non ho intenti polemici. Avrei anche un sentimento di stima nei suoi confronti. Ma proprio per questo non mi capacito. Perchè ha votato a favore delle pensioni d’oro in senato il 2 maggio scorso?

  52. Marco ertman

    Sto leggendo il libro in oggetto, di cui condivido integralmente lo spirito. Solo che leggendo il quarto capitolo, in tema di abuso del diritto, trasalisco per la superficialità e le inesattezze quasi puerili. Volete un esempio. Nel capitolo si dice che già dal 1973 sono inopponibili all’amministrazione finanziaria gli atti….. e ciò in virtù dell’art 37-bis del dpr 600/73. Peccato che l’articolo 37-bis sia entrato in vigore nel 1998 e che prima analogo tenore aveva l’art 10 della 408/90. Insomma spiace vedere un tema così delicato trattato con pressappochismo dilettantesco. Se dobbiamo creare una coscienza nei cittadini, dobbiamo farlo con esattezza. Diversamente si apre il fianco a facili critiche. Correggete !!!!!

    Saluti

    Marco Ertman

  53. MICHELE NAPOLI

    STO CON TE, NICOLA ROSSI, PRESIDENTE ISTITUTO BRUNO LEONE, CHE I PROSSIMI MESI, POSSIAMO DIRE GIORNI, SONO CRUCIALI X LE SORTI DELLA NOSTRA NAZIONE E DI TUTTA L’UNIONE EUROPEA.
    BUON LAVORO.

    TUTTI GLI UOMINI E DONNE CHE AMANO LA VITA E LA LIBERTA’, SI DESTINO, SI MUOVINO X SALVARE IL NOSTRO PAESE DAL CATACLISMA.

    X UN’ITALIA LIBERA E GIUSTA!

    MICHELE NAPOLI

  54. Pippo Rao

    Concordo con l’analisi, ed apprezzo la volontà di condurre una battaglia liberale autentica. La diffusione del libro e la sua presentazione in incontri pubblici con l’autore mi sembrano scelte ineludibili per aggregare i ” Sudditi ” per un’Italia e più liberale e, quindi, più libera. Sono, pertanto, disponibile per un’impegno serio che possa coinvolgermi nella mia Messina.
    Pippo Rao

  55. mirko rosati

    se non ora quando….
    mi pare che mai come oggi ci siano le condizioni per dare concretezza politica ai temi liberali che voi con competenza ed entusiasmo sostenete.
    C’e’ un movimento, quello di grillo, che in chiave antisistemica sta raccogliendo oltre il 20% dei consensi! e questo senza un vero programma, ma solo intercettando il sentimento “rivoluzionario” che aleggia nella societa’.
    Ora vi dico, in particolare mi rivolgo a Lei Dott. Giannino, che ORA avete non la possibilita’ di agire, ma il DOVERE di farlo

  56. Il libro mi interessa molto…Nicola Rossi mi colpì molto con la lettera con cui abbandonò il PD. 20 euro sono un po’ una mazzata nei denti ma mi sa che lo prenderò.
    Sarei curioso di sapere se si parla di scuola: la prima autorità con cui instaurare rapporto truffaldino fatto di dipendenza e paura è l’insegnante.

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