Tripla C – di Gerardo Coco

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Gerardo Coco.

NdR: Per un problema di trasmissione l’articolo era stato inserito incompleto, solo fino al punto in cui dice “si tratterebbe di un altro sopruso”. Il post è stato aggiornato ed è adesso completo.

Buona  parte della stampa non sopporta Germania e tedeschi e ora sembra soddisfatta per il ridimensionamento che il ruolo della Merkel ha subito negli ultimi summit formali ed informali dove sul tema della crescita è stata messa in minoranza dalla maggioranza che si illude di risolvere la crisi europea con gli eurobond.

Ma se si vuole capire cosa sta succedendo bisogna abbandonare pregiudizi, antipatie e simpatie nazionalisti. Una brevissima parentesi. A noi sta bene che i tedeschi siano disciplinati fino all’ottusità, che gli italiani siano flessibili fino all’incoscienza, che i greci siano insubordinati e i francesi continuino a cullarsi nei sogni di grandeur. È la loro particolare cultura. Ci basta solo che le debolezze di un popolo non si trasformino in strumenti di sopraffazione di altri popoli.

Se le differenze antropologiche e culturali non si amano bisogna almeno tollerarle. Spesso sono frutto di mitologie ma comunque anche queste sono radicate in profonde eredità culturali. Solo la Germania avrebbe potuto produrre un Hegel o un Bach, come solo l’Italia un Verdi o un Manzoni.

Gli eurocrati hanno tentato di eliminare le nazioni e le loro differenze culturali. Hanno perfino avuto l’impudenza di voler insegnare ai paesi mediterranei come si fa il vino e l’olio cercando di distruggere una millenaria cultura del produrre. L’ambizione del progetto europeo era infatti quella di creare l’uomo europeo, come l’URSS aveva tentato di creare l’uomo sovietico, cercando di eliminare in modo tecnocratico tutte le identità, lingue, culture, religioni che rendono questo mondo vario e creativo. La stessa orrenda idea ugualitaria europea avrebbe voluto cancellare la memoria storica dei popoli.

Anche gli eurobond appartengono a questa idea egualitaria, di omogeneizzazione finanziaria finalizzata ad appiattire valori e rendimenti ponendo sullo stesso piano, per legge, i previdenti e gli imprevidenti.

Proviamo a sforzarci di avere un po’ di empatia e chiediamoci se l’Italia nei panni della Germania accetterebbe gli eurobond. Spesso per capire i grandi problemi bisogna rapportarli a proporzioni individuali. Supponiamo che Tizio e Caio richiedano un finanziamento alla banca. Tizio è in grado di dare ampie garanzie di solvibilità, Caio, invece, presenta un profilo meno affidabile. Poniamo che la banca sia disponibile ad erogare credito a entrambi, a Tizio a un tasso del 3% e a Caio del 6%, che riflette il maggiore rischio. La banca ad un certo punto dice a entrambi: signori c’è una nuova legge che dice che il merito del credito non conta più e ci impone di applicarvi un tasso uniforme, pertanto possiamo erogarvi i finanziamenti allo stesso tasso del 4.5 calcolato come media dei tassi che riflettevano il vostro grado di affidabilità.

Ci dispiace, ma tu caro Tizio devi accollarti 1,5 % in più, per garantire Caio.

Accetterebbero i politici italiani condizioni simili?. Pensiamo di no. Perché rappresenterebbe un sopruso ai danni dei propri contribuenti. Oppure, accettereste di essere obbligati ad avere una carta di credito in comune con degli spendaccioni? Certo che no perché si tratterebbe di un altro sopruso.

Eppure questo è il funzionamento degli eurobond: emettere titoli di debito ad un tasso che è la media del costo del finanziamento europeo e questo implica obbligare qualcuno a pagare per gli altri. In questa situazione di collettivizzazione del debito, sarebbe la Germania a diventare la principale fonte e garante dei finanziamenti  Seguirebbero i paesi con le finanze ordinate come Paesi Bassi e la Finlandia e tutti dovrebbero pagare interessi superiori per permettere ai paesi indebitati e a rischio di finanziarsi a costi minori. Gli eurobond sono l’ennesima applicazione della filosofia europea basata sulla sopraffazione del collettivo sull’individuale.  E’ inutile ricordare che verrebbero soppressi per l’ennesima volta i fondamenti della logica e della normativa finanziaria basate sui profili di rischio e le esigenze dei  mutuatari. Tutto quello che l’Europa fa risponde ad esigenze politiche che ignorano sistematicamente le realtà economiche e finanziarie.

Ma vi è di più: anche i rating ai paesi in Europa verrebbero ridotti ad una media e quindi l’Eurozona avrebbe un unico rating mediato. Si farebbe infatti la media anche degli standard di vita europei cosicché quelli della Germania verrebbero appiattiti sulla media mentre quella dei paesi periferici si alzerebbe. I paesi virtuosi sacrificherebbero parte della loro ricchezza a favore dei paesi scialacquatori e verrebbero meno gli incentivi alle riforme e a tagliare le spese. Ma è proprio quello che i politici vogliono: per loro crescita economica significa spesa statale e aumento del debito. Poiché i debiti rappresentano una tassazione differita, i punti in più di interesse pagati dai paesi virtuosi si tradurrebbero in maggiore pressione fiscale per i loro contribuenti e siccome aumenterebbero anche le probabilità di default degli altri paesi, il costo ricadrebbe obbligatoriamente sui paesi più forti, rovinandoli.

Chi è a favore di questo sciagurato progetto, (naturalmente con in testa i due collettivisti Monti e Hollande) sostiene che il patto fiscale, presupposto dell’emissione degli eurobond, prevedrebbe sanzioni per disavanzi e debiti eccessivi proibendo il salvataggio dei Paesi membri. Ma a che cosa abbiamo assistito dal trattato di Maastricht fino ad oggi? E di che patto fiscale si parla quando la maggior parte dei paesi è contro l’austerità e crede che la crescita significhi ancora più debito?. Gli eurobond sono titoli di debito che non finanzieranno il sistema industriale. Servono non alla liquidità ma ad evitare l’insolvenza e a coprire i debiti pregressi creando maggiore insolvenza.  Sempre naturalmente che siano accettati dal mercato in volumi consistenti.

Qualcuno ha avuto la finezza di proporre gli eurobond con il bollino blu e rosso i primi da rapportarsi al 60% del PIL e i secondi per quelli oltre questa soglia. La farsa europea continua, ma sta arrivando alla conclusione.

Un minuto prima che l’iniziativa andasse in porto i portfolio manager venderebbero i titoli con rating A e comprerebbero quelli spazzatura realizzando cospicui capital gain perché grazie al tasso “ammucchiata”, i rendimenti calerebbero e i valori aumenterebbero. Per una volta gli speculatori verrebbero santificati perché premierebbero i paesi più a rischio. Ciò rappresenterebbe una ulteriore distorsione del mercato diventato ormai incapace di prezzare i rischi e di remunerarli. Ma la pacchia durerebbe poco. L’Eurosistema diventerebbe un prodotto totalmente tossico e corrotto. Si illudano pure i paesi deboli di trarre vantaggio dall’ammucchiata del debito: andrebbero a fondo tutti, paesi virtuosi e non virtuosi ma più rapidamente.

E’ indecoroso che la maggior parte dei paesi europei, per risollevare i propri destini facciano affidamento solo su un paese, la Germania, e ricorrano alla questua per mancanza di politiche di sviluppo alternative ed autonome. Questo da la misura della bassezza, irresponsabilità, incompetenza dei politici che li governano.  il progetto che vogliono realizzare è da tripla C, nel senso di  caos, crisi e corruzione.

In un precedente articolo abbiamo scritto che la Germania è interessata all’Europa ma non alla eurozona e ha già preparato un piano di emergenza per abbandonarla. Bisogna tener conto, infatti che gli eurobond sono vietati dalla costituzione tedesca e che Austria, Paesi bassi e Finlandia sono apertamente contro il progetto. Se la Merkel cederà sul progetto, si suiciderà politicamente. Il cancelliere tedesco sa quello che i suoi irresponsabili colleghi europei ignorano: gli eurobond scatenerebbero un incendio inflazionistico da cui non si salverebbe nessuno. E nessuno sarebbe in grado di aiutare l’Europa. Obama è impegnato nelle elezioni e la Cina non ne vuol sapere. Alla Merkel non resta che seguire il consiglio del suo celebre compatriota, Friedrich Nietzsche: “Fratelli miei, forse sono crudele? ma io dico: a ciò che sta cadendo si deve dare anche una spinta”.

Ormai i maggiori investitori si sono posizionati su uno scenario a collasso multiplo. Come abbiamo già scritto in precedenza il conto alla rovescia è già cominciato.  Ma dopo che l’Europa sarà caduta vivremo in un mondo migliore.

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