11
Mag
2012

Adios España?

La Spagna sta cadendo verso il precipizio. Non è un precipizio come quello greco, ma certo la situazione è ogni giorno più complicata.
Oggi il settore delle cajas è sull’orlo di un fallimento annunciato. Su queste colonne lo dicevamo giá due anni fa.
Il problema deriva dal settore immobiliare come riporta la tabella e dallo scoppio della bolla nello stesso. Fino al 2007 il settore era cresciuto a dismisura e in Spagna si costruivano più case che in qualunque altro paese europeo, anche di quelli molto più grandi. La costruzione era finanziata principalmente dalle cajas, che non lesinavano credito sia alle imprese edilizie che alle famiglie.

Queste cajas erano gestite da politici locali che avevano interesse più a prestare soldi con criteri politici che con criteri economici. L’analisi economica sembrava non essere mai stata presa in considerazione da queste istituzioni bancarie, che oggi, si ritrovano piene di immobili dal valore quasi nullo.
Si parla di 188 miliardi di euro di attivi spazzatura, compresi i 103,7 miliardi di euro relativi a crediti dubbiosi e crediti sotto lo standard. Molto difficilmente questa quantita di denaro verrá recuperata dalle banche.
Come è potuto succedere tutto questo?
Le casse di risparmio prestavano soldi, ma al momento dello scoppio della bolla immobiliare i prezzi sono cominciati a scendere, e non di poco. Ormai la svalutazione è arrivata in molti casi intorno al 40 per cento. Sono saltate prima moltissime imprese edilizie e successivamente anche le famiglie hanno cominciato ad andare in sofferenze a restituire i mutui.
Il settore edilizio valeva oltre il 20 per cento dell’intera economia e una volta che è entrato in crisi ha cominciato a creare disoccupazione. Gran parte delle persone senza lavoro in Spagna infatti arrivano dal settore edilizio e sono persone con bassa qualifica e con stipendi che superavano prima della crisi anche i 2000 euro.
Una volta che famiglie e imprese edili hanno cominciato a fallire, gli immobili tornavano alle banche. Ma questi immobili non avevano ormai più il valore di libro pari a 100, ma il valore reale, pari a 60.
La svalutazione non è mai stata fatta dalle cajas, perchè altrimenti tutto il “marcio” sarebbe uscito e il settore sarebbe andato in crisi giá due/tre anni fa. Ma queste istituzioni finanziarie non hanno potuto resistere ed ormai l’attivo tossico relativo al solo settore immobiliare ha quasi raggiunto i 200 miliardi di euro. Il 20 per cento del prodotto interno lordo spagnolo.
Due giorni fa è saltata la quarta banca del paese, Bankia, nata dalla fusione di 7 casse di risparmio locali. Anche questa entità è sempre stata governata da politici locali che hanno dimostrato come sarebbe stato molto meglio che lo Stato in economia non fosse mai entrato  (ancora una volta si potrebbe dire).
Ora, per cercare di salvare il salvabile, il Governo Rajoy ha deciso di immettere altri 15 miliardi di euro e al contempo creare delle piccole bad bank. In questo modo tutti gli attivi tossici arriveranno nelle casse dello Stato e tutti i soldi verranno presi dai contribuenti.
Il debito rischia di sfondare quota 85 per cento questo anno, dal 68 per cento che si trovava a fine 2011.
Soldi pubblici che ancora una volta peseranno sui soliti noti: i contribuenti.
D’altronde giá tre anni e mezzo fa si decise anche Oltre Oceano di attuare una politica di “too big to fail” che di fatto deresponsabilizzava la gestione delle banche.
Ora anche in Spagna siamo allo stesso punto. Ma in questo caso la debolezza delle banche si trasferirá velocemente allo Stato spagnolo che vedrá, molto probabilmente, nelle prossime settimane un attacco deciso contro la permanenza nell’Euro.
Adios España?

Twitter @AndreaGiuricin

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52 Responses

  1. Giuseppe D'Andrea

    Cosa impedirà anche al nostro settore immobiliare di ‘recedere’ sin al livello del 1999, visto come si è espanso dal 2001 in poi?

  2. Marco

    Niente lo impedisce. Verrà fuori il bubbone delle migliaia di capannoni vuoti che si vedono in giro e dei quartieri fantasma (Milano S.Giulia p.es.)

  3. P. Tisbo

    @Giuseppe D’Andrea
    L’unica cosa che potrebbe impedirlo, almeno localmente, è la mancanza di offerta. In molte aree urbane l’offerta di case è troppo bassa perché queste ultime perdano valore.

  4. mick

    La cosa che mi lascia un po’ perplesso di questo blog è che sembra che ci sia una gara a dipingere il quadro a tinte sempre più fosche. Non dico che la situazione non sia questa (in realtà già lo sappiamo che è quetsa e continuare a sentirselo ripetere rompe un po’ ad essere sinceri)
    Però direi che forse sarebbe bene sforzarsi di cercare soluzioni o almeno ipotesi di soluzioni.
    Il punto è che se in effetti il quadro è questo, senza via d’uscita non resta che una dose massiccia di intervento statale (a livello di socialismo reale per intenderci), a cominciare dalla nazionalizzazione delle banche.

  5. Giacomo

    @mick

    La gara ad essere realisti intendevi dire.Meglio essere realisti che arrivare sul precipizio senza sapere il perche’.In questo blog ci sono articoli puramente descrittivi ed articoli che aggiungono proposte.Qualcuno descrive solo e qualcun’altro descrive e propone.Non vedo perche’ ci si debba rompere nel leggere la realta’.
    Personalmente io mi sono rotto di tutti coloro che continuano a dire da mesi che per noi non vi e’ pericolo quando e’ assolutamente vero il contrario.

  6. erasmo67

    mick :La cosa che mi lascia un po’ perplesso di questo blog è che sembra che ci sia una gara a dipingere il quadro a tinte sempre più fosche. Non dico che la situazione non sia questa (in realtà già lo sappiamo che è quetsa e continuare a sentirselo ripetere rompe un po’ ad essere sinceri)Però direi che forse sarebbe bene sforzarsi di cercare soluzioni o almeno ipotesi di soluzioni.Il punto è che se in effetti il quadro è questo, senza via d’uscita non resta che una dose massiccia di intervento statale (a livello di socialismo reale per intenderci), a cominciare dalla nazionalizzazione delle banche.

    Non non è vero, nessuno sa esattamente come sstanno le cose e come evolveranno. Ma oramai purtroppo il pessimismo si è impossessato delle menti come un cancro.

    E in economia il pessimismo genera delle previsioni che tendono ad autoavverarsi.

    I fomentatori del pessimismo, che ovviamente si definiscono “REALISTI” sono in realtà dei colpevoli criminali. O dei pericolosissimi idioti.

  7. michele

    Concordo con l’articolo, ma mi domando: ma la Banca di Spagna dov’era quando le banche si comportavano in questo modo? Anche loro dovrebbero essere vigilate, eppure non ho mai sentito nessun urlo ad alta voce che quelle logiche di prestito non andavano fatte. Anche in Italia Bankitalia ha fatto molto statistiche rifiutando sempre la tesi che in Italia ci fosse una bolla…speriamo.
    Riguardo la ricetta: lasciar fallire la banca, attribuire a tutta la popolazione il costo di una banca mi sembra una cosa assurda, anche lì esiste la tutela dei depositanti, che si faccia fallire e pagare gli azionisti, una Banca spagnola non sarà certo come Lehman Brothers.

  8. Giorgio

    @P. Tisbo
    Quello che ha impedito il crollo dei prezzi è la volontà delle banche di non svalutare i loro bilanci, immettendo sul mercato a prezzo di saldo le case in loro possesso che sono tante. Ma prima o poi saranno costrette a farlo, meglio immettere case svalutate sul mercato che provvedere ad un nuovo e oneroso aumento di capitale.

  9. antonio

    Gentile signor Giuricin, una domanda : ma da dove prendevano i soldi da prestare, le cajas? ci dica …. e forse capiremo qualcosa di più di questa crisi…

  10. elegantissimo

    Solito dilemma:” meglio un uovo oggi, che la gallina domani?”. Un proverbio antico cita:” Con poco si fà, con niente si muore. Chi si accontenta gode!”. Questa corsa sfrenata al dio danaro(sterco del diavolo). Ricordo alle scuole medie e poi alle superiori la storia della prima granda civiltà “gli egizi”, il padrone assoluto chiamato il Faraone che dopo aver accumulato una grande ricchezza(incalcolabile per quei tempi) lo seppellivano con tutti i soldi e gioielli,pensando che li avrebbe goduti e spesi nell’oltre tomba o altra vita.Invece guarda ,guarda ci ha lasciato pure i co(gli)oni.Ah!ah!ah!…questa è la fine di tutti i sogni dei megalomani. Morale…Riportiamo al centro dell’uomo: l’etica, il rispetto dei valori, quest’ultimi sanciti anche dall’ONU.

  11. Stefano Parodi

    @mick
    Non sempre ci sono soluzioni, o perlomeno soluzioni immediate.

    Sicuramente ci aspettano anni micidiali, ma non esistono bacchette magiche, l’unica cosa che possiamo fare è impegnarci per fare in modo che la prossima volta (perché ci sarà una prossima volta) sia meno peggio di ora, sviluppando “visioni del mondo”, strategie di lunga durata.

    La sua è (forse) il socialismo reale, la mia è (forse) meno stato più mercato.

    Sto leggendo Terremoti finanziari (http://www.ibs.it/code/9788806208738/rajan-raghuram-g/terremoti-finanziari-come-le.html), libro non ideologico, illuminante, ben scritto e di facile lettura; lo consiglio a tutti coloro che vogliono capire cosa è veramente successo, quali sono le cause profonde e quali potrebbero essere le possibili, parziali soluzioni.

    Se posso trovare un motivo di positività in questa crisi è che mi ha spinto a informarmi di più, a studiare, cercare di capire cose che fino a ieri avevo delegato, sbagliando, a chi, politici professori intellettuali, “ne sapeva più di me”.
    Non so quanto mi servirà realmente, quanto potrò incidere effettivamente, ma preferisco, se proprio devo morire di fame, farlo da libero e consapevole.

  12. elegantissimo

    Mi domando, perchè le teorie economiche-finanziarie vengono applicate pedissequamente(in modo servile) senza verifiche sul campo? I vecchi, in ogni senso, ci spiegano che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare! Questi professoroni(per esempio Monti & C.) stanno studiando addirittura come farci pagare le boccate di ossigeno, solo che non riesce a mettersi in contatto con il Padre eterno, per le commissioni. Qualcuno può spiegarmi o darmi una risposta:” perchè è più credibile un’economista(professione nata da poco) e non un esperto o studioso di fenomeni sociali?(antropologo, sociologo, psicanalista, filosofo,storico, ecc,ecc). Grazie!

  13. Lucio

    Di fatto anche molte contrade italiane hanno i loro “junk bricks”.
    case e capannoni che perderanno valore inesorabilmente, che hanno utilizzato aree agricole , che hanno deturpato il paesaggio e fatto perdere valore ad altri immobili. E stato molto facile bruciare risorse per creare posti di lavoro scarsamente qualificati, far lavorare profesionisti cialtroni e pagare la mediazione pubblica dei “permessi” e delle “concessioni” con le consuete mazzette. Le banche italiane si sono comportate come le come le “cajas”. E ora?

  14. mick

    @ Giacomo.

    Bah di proposte sistemiche ne ho viste poche, l’unica che mi viene in mente è quella di Giannino sul taglio del debito, che tra l’altro si applica di fatto alla sola Italia … Giustissima ma da soli non si va da nessuna parte!

    Cosa c’è di realistico nello scrivere “Adios España”? (si col punto integgrogativo che fa molto non si sa mai!). Adios da che? mica sprofonda nel nulla.
    L’unico che diceva che in Italia andava tutto bene mi risulta essere Berlusconi e tirapiedi vari (oltre a parecchi banchieri), non vedo tutta sta gente a dire che va tutto bene , che l’Italia è a posto, ecc..

    Intendiamoci non c’è l’ho con questo articolo in particolare, o con il suo autore. L’articolo e i dati che porta sono interessanti anche se per nulla sorprendeti. Ma la conclusione qual’è a parte l’adios espana che di fatto non vuol dire nulla?

  15. lionello ruggieri

    @Giuseppe D’Andrea
    Se anche dovesse capitare la cosa non h amolta importanza dato che A) le nostre banche non finanziavano al 120%, B) i nostri acquiirenti non chiedevano il 120%, C)chi ha comprato ha versato in genere non meno del 25/40% in contanti; D) nel frattempo il compratore ha pagato circa lil 40% del mutuo ventennale

  16. lionello ruggieri

    Il problema è nella cpacità od onestà degli amministratori non nel pubblico o privato. Mai sentito parlare delle private Cirio, Parmalat, Fiat, Telecom e delle pubbliche Enel, Eni, e Volkswagen? Voi friedmaniaci trovate assurde prove della superiorità del privato nei posti più strani. Inoltre se i dati riportati nell’articolo sono giusti anche la Cajas possono essere salvate senza grandi sacrifici: basta saper operare.

  17. Marco Tizzi

    @Giuseppe D’Andrea
    Il fatto che tutto il peggio della nostra economia (mafia e banche, se c’è una differenza) poggia i propri bilanci sugli asset immobiliari: da noi quel che sta succedendo in Spagna (sono stato a Barcellona settimana scorsa, a Barceloneta si vende a 1.200 al mq) non può avvenire.

    Più che altro s’ha da chiedersi: mi pare che finalmente stia venendo fuori la verità e cioé che anche il sistema bancario europeo come quello americano è in bancarotta; che si fa lo diciamo chiaramente e lasciamo che la natura faccia il suo corso o continuiamo a far finta che i problemi siano i debiti pubblici?

  18. Francesco

    antonio :
    Gentile signor Giuricin, una domanda : ma da dove prendevano i soldi da prestare, le cajas? ci dica …. e forse capiremo qualcosa di più di questa crisi…

    Ecco, questa domanda è interessante. Ho letto che dietro c’erano le banche tedesche e francesci e che i bassi tassi della BCE negli anni 2000 sono stati ottimi per la ripartenza della germania (allora l’ammalato d’europa) ma letali per altri paesi mediterranei, perché hanno acceso bolle speculative.

  19. andrea

    @Francesco
    E’ l’intervento della politica di tipo socialista o socialdemocratico (liberal negli USA), cioè del governo pro-tempore, che attraverso la sua banca centrale (la Fed negli USA, la BCE nella UE) altera il tasso naturale di interesse (il prezzo del denaro) e stampando “dal nulla” e ciclicamente moneta a corso legale (fiat money) riempie le banche di cartamoneta (scollegata dal glorioso GoldStandard di una volta), inflazionandola e svalutandola, e queste ultime, le banche commerciali, cominciano ad erogare irresponsabilmente (ma autorizzate) credito fasullo e derivati finanziari di ogni tipo (azzardo morale). Molti imprenditori (che non sanno come vanno le cose, come nessuno d’altronde, tranne i politici pianificatori) cominciano ad investire in beni di alto valore capitale credendo in una fase di espansione economica e così si crea la bolla di un certo settore o di molti settori economici. Purtroppo, di bolla si tratta. Ad un certo punto la cartamoneta creata dal nulla non viene più prodotta ed erogata e cominciano i guai.
    C’è sempre qualcuno che crede di saperla più lunga degli altri ed usa il potere conferitogli dal popolo per costruire il mondo perfetto.
    La finanza e le banche hanno le loro colpe, ma i profitti dei banchieri derivano dai politici che manipolano la realtà del mercato libero.

  20. Marco Tizzi

    @andrea
    Che la politica sfrutti le banche per creare bolle speculative (a che pro, poi, non è dato a sapersi) mi sembra uno splendido esercizio di neolingua.
    Siamo in guerra con l’Eurasia? O era l’Estasia?

    “La menzogna diventa realtà e passa alla storia.”

  21. Marco Tizzi

    @roberto manzoni
    eh, infatti i politici ci stanno guadagnando di brutto da questa situazione!!
    Suvvia, vediamo di non dare troppa fiducia all’esistenza di Babbo Natale.

    Dopo la caduta del muro di Berlino la politica è sparita.

    Conta solo il motto dei Rothschild: “Permit me to issue and control the money of a nation, and I care not who makes its laws.”
    Obama vince le elezioni facendo una campagna contro la finanza e chi sceglie come ministro del tesoro? Geithner!

    Svegliamoci, Signori, se non si capisce chi comanda davvero non si va da nessuna parte.

  22. Alberto

    Giuseppe, amio avviso ovviamente, dice il vero, le compravendite immobiliari sono ferme, la tassazione sta diventando asfissiante, sulla prima casa e molto di più su quelle successive, l’ agenzia entrate, ti castiga subito se compri e non hai giustificazione per l’ esborso, nelle tue dichiarazioni IRE, almeno per questo settore sono on-line con uff. registro e catasto, quindi c’ è maggior attenzione da parte di chi deve investire, mutui non vengono concessi, alcuni funzionari mi dicono che le richieste vengono bocciate senza nemmeno l’ istruttoria o non vengono richiesti, nonostante le banche italiane abbiano avuto liquidità per oltre 230 MLD da BCE e quindi in molte realtà gli immobili per essere venduti, debbono subire oggi, in pratica un decremento di circa il 25-30% rispetto al valore 2008 ed allora se vendi e la comprano sei anche fortunato, ovviamente ci sono anche eccezioni, per immobli particolarmente appetibili, ma la regola è quella. Oggi c’ è qualcuno che consiglia di fare proposte al 40/50% del valore 2008 e credo siano addirittura ottimistiche se valutate a medio termine, perchè in caso di crollo del sistema euro, i valori torneranno, come dice Giuseppe a quelli ante euro. 300.000 euro di oggi ad esempio? Fanno 600.000.000 circa, cioè il doppio dei valori del 2002. C’ è inoltre una grande distanza tra offerta e domanda che viene segnalata ovviamente in forte evoluzione nel 2012. @Giuseppe D’Andrea

  23. Mario45

    @ Alberto
    Buon giorno Alberto,
    Guardi che l’euro a regime ha di fatto raddoppiato ii valore nominale di qualsiasi bene, tranne gli stipendi reali, che sono rimasti al palo. Il valore acquistabile con un euro si e’ presto ridotto a quanto precedentemente si acquistava con 1000 lire anziché le nominali 2000. Lo stesso e’ avvenuto in Germania ( 1 euro = 1 DM anziché = 2 DM nominali). In Germania pero’ sono poi aumentati anche gli stipendi. Di fatto quasi tutti gli europei hanno adottato una moneta che si e’ inflazionata del 50 0/0 nel giro di un anno o poco più. Nel caso dei beni immobili, da noi sono le garanzie prestate da società alle banche per ottenere i fidi. Un crollo dei valori farà crollare il valore delle garanzie prestate, con tutto quanto ne consegue. Più andiamo avanti, meno vedo, non dico vie d’uscita, nemmeno spiragli.

  24. Claudio Di Croce

    A proposito di ottinisti o pessimisti mi sembra che si stia sopravalutando l’importanza di questo blog . Non credo che le opinioni espresse cambino di una virgola la realtà , Diverso è il caso di un premier che da novembre dipinge la situazione italiana come disastrosa o in via di risoluzione a giorni alterni . Quando ha fatto la pagliacciata del viaggio in Asia per cercare quattrini era molto ottimista . Dopo le elezioni e i conseguenti problemi con i partiti è tornato a un cupo pessimismo . Adesso si tratta di capire se quando la situazione è grave è meglio seguire una linea precisa o cambiarla tutti i momenti .
    Si è presentato come il più tedesco degli italiani convinto della linea del rigore ricevendo applausi da quasi tutti i partiti italiani e adesso cosa dice ?
    Saltato Sarkò e con la Merkel in difficoltà farà ancora il tedesco o sta diventando più mediterraneo ? Siamo sicuri che dipingere la situazione italiana sempre disastrosa – da parte di un premier non di un blog – sia positivo o è più utile non dimostrarsi così cupi ?

  25. Stefano Parodi

    @mick
    Non sempre ci sono soluzioni, o perlomeno soluzioni immediate.
    Sicuramente ci aspettano anni micidiali, ma non esistono bacchette magiche, l’unica cosa che possiamo fare è impegnarci per fare in modo che la prossima volta (perché ci sarà una prossima volta) sia meno peggio di ora, sviluppando “visioni del mondo”, strategie di lunga durata.
    La sua è (forse) il socialismo reale, la mia è (forse) meno stato più mercato.
    Sto leggendo Terremoti finanziari (qui c’era il link al libro su internetbookshop ma credo ci siano problemi di moderazione inserendo link), libro non ideologico, illuminante, ben scritto e di facile lettura; lo consiglio a tutti coloro che vogliono capire cosa è veramente successo, quali sono le cause profonde e quali potrebbero essere le possibili, parziali soluzioni.
    Se posso trovare un motivo di positività in questa crisi è che mi ha spinto a informarmi di più, a studiare, cercare di capire cose che fino a ieri avevo delegato, sbagliando, a chi, politici professori intellettuali, “ne sapeva più di me”.
    Non so quanto mi servirà realmente, quanto potrò incidere effettivamente, ma preferisco, se proprio devo morire di fame, farlo da libero e consapevole.

  26. La Spagna è destinata a soccombere! E’ scritto nella storia. Diventerà una colonia africana-nana al servizio del Marocco. I processi libertari l’hanno distrutta! I gay e le donne avide l’hanno spolpata alle fondamenta e tutto il buono che Franco aveva fatto per quelle terre è stato distrutto dalle canzoni ignobilidi Laura Pausini in spagnolo! “Bienvenido” ha dato il colpo di grazia a questo popolo di ex sudditi e schiavi che nell’ascoltarla hanno perso completamente la loro autostima.L’unica salvezza è spingerli ad abbandonare questa nazione e far si che vengano colonizzate dalle over 70enni europee per creare territorio fertile dove allevare vacche nane e mufloni ungulati. Basta con le cervici aspergillose dalle sordide narici proterve!!!! B-A-S-T-A!!!!!!!!!!!!!!!

  27. Mick

    @Stefano Parodi
    Tutto giusto quello che dice ma a me pare di aver detto una cosa diversa. Che non ci siano soluzioni che mi piacciano (diciamo liberali) è una delle ipotesi che ho fatto anch’io. E questo è quello che mi pare di capire, come dicevo da molti articoli che leggo qui!

    Per il resto una soluzione in un modo o in un altro ci sarà per forza almeno che non pensiamo di scomparire nel nulla …da qualche parte se ne deve uscire. Direi che sul fatto che siamo messi male siamo d’accordo e più o meno anche sui motivi. Vediamo di capire come ne usciremo. Ripeto usare toni da fine del mondo no ha alcun senso scientifico ne logico ne, mi si consenta, alcuna utilità

  28. Tempo tre anni, poi ci sarà l’europa a due velocità:
    spagna italia portogallo grecia e anche francia.
    Tra cinque, la terza velocità con i paesi dell’est.

  29. Stefano

    Capitalizzazione banche italiane: meno di 100 miliardi di euro.
    Debito pubblico detenuto dalle banche italiane: ca. 20% (350-400 miliardi di euro).

    Nazionalizzazione temporanea (6-8 mesi) delle banche
    +
    alienazione del debito pubblico così tornato nelle mani dello Stato
    +
    riprivatizzazione delle banche (magari anche agli stessi precedenti proprietari)

    Effetto: indice debito/PIL passa dal 123% al 105%
    Interessi annui sul debito ridotti del 15% almeno (si potrebbe ridurre l’IMU di oltre la metà)

  30. all’attivo rappresentato dai titoli di stato, nel bilancio delle banche corrisponderà un passivo, cioè coloro che hanno dato i soldi alle banche, che quest’ultime hanno usato per comprare i titoli del debito pubblico. Questi creditori delle banche come li rimborsiamo? @Stefano

  31. Andrea

    Salve a tutti pur non essendo in tema con l’articolo spero che vogliate ugualmente rispondere a un mio dubbio. Da diverso tempo sto cercando di formarmi una posizione in materia economica e ciò mi ha portato a confrontarmi con la realtà delle posizioni liberali/liberiste da un lato e keynesiane dall’altro. Nello specifico vorrei sapere, e suppongo che questo blog possa fare al mio caso, quale sarebbe la risposta liberale al paradosso di Amartya Sen; ho appreso del paradosso banalmente, tramite una scorribanda su internet che mi ha portato alla onnisciente Wikipedia. Premetto che una spiegazione matematica troppo complessa potrei non comprenderla, non tanto concettualmente, quanto linguisticamente non essendo il linguaggio matematico un mio possesso. Vorrei inoltre avere una risposta liberista a quello che è il concetto di “moltiplicatore keynesiano” (cosa che credo dia ver compreso) se è osteggiato perchè ed eventuali alternative. Ringrazio sentitamente chiunque voglia essermi d’aiuto!

  32. unoemezza

    ma se anche gli immobili crollano e ad oggi il mattone era una garanzia ), dove si possono investire 4 soldi che uno ha in banca ???

  33. freedom

    @unoemezza
    Nel bene rifugio per eccellenza: l’oro.
    Si è mai chiesto il perchè del fiorire, di questi tempi ed in ogni dove, dei compro-oro?
    Non deve investirci tutto. Ma il 10% del suo capitale, anche se piccolo. Guardi i grafici a 5 ed a 10 anni.
    E’ l’oro che svela la menzogna di questi decenni. Che è una crescita illusoria fatta di monete inflazionate (dollaro ed euro).
    E guardi che le Banche centrali cercano periodicamente di limitarne la crescita di prezzo proprio per non scoprire l’arcano: la moneta svalutata progressivamente da un secolo a questa parte.

  34. Stefano

    @Silvio: hai perfettamente ragione, i titoli di Stato rappresentano tra il 5 ed il 10% dell’attivo delle banche e ad una alienazione di questi titoli da parte dello Stato, nel momento in cui quest’ultimo è possessore al 100% delle banche, deve corrispondere una corrispondente svalutazione del 10% circa del valore della banca stessa (sulla voce capitale e riserve del passivo). È presumibile – ma non certo sulla base delle stranezze che avvengono nelle valutazioni da parte del mercato – che la riprivatizzazione avvenga ad un prezzo più basso di quello al quale le banche sono state nazionalizzate, ma se anche questa svalutazione fosse del 50%, l’operazione sarebbe comunque conveniente.

  35. Alessandro A.

    Povera Spagna sempre piú simile alla nostra Italia e sempre piú lontana dagli anni dorati di una crescita dopata da speculazioni edilizie, corruzione politica dilagante del PSOE y PP indistintamente e desertificazione industriale…
    Io mi trasferii qui in Catalogna a Barcellona nell’anno 2007 giusto un anno prima dell’inizio della grande crisi per motivi sentimentali in quanto la mia ragazza catalana conosciuta in Erasmus in Danimarca non riusciva a trovare lavoro in Italia e cosí decidemmo di comune accordo di provare l’avventura catalana.
    A 5 anni di distanza devo dire che sono stato spettatore dell’evolversi di questa recessione che ha messo in luce tutti gli errori e il grande castello di sabbia messo in piedi dal sistema Spagnolo passato dall’essere considerato un modello per tutti i paesi del Sud Europa con tassi di cresita molto alti ad essere il paese con il tasso di disoccupazione piú alto d’Europa e uno dei piú alti dei paesi industrializzati.
    Personalmente come responsabile dell’export di una impresa catalana posso dirvi che le uniche imprese che si stanno salvando sono quelle che si rivolgono ai mercati stranieri (specialmente i famosi BRIC) in quanto la Spagna é un paese con un tessuto industriale sviluppato negli anni 80 che conobbe malauguratamente il suo apice quando la Cina si aprí ai capitali stranieri…
    Il resto é storia: i nuovi ricchi (specialmente imprenditori furbettI) colsero la palla al balzo e si trasferirono in fretta e furia nel nuovo Eldorado Cinese…la deindustrializzazione di uno paese che stava iniziando ad acquisire un peso specifico industriale comparabile con i vicini europei ha avuto due conseguenze.
    Innanzi tutto ha reso l’economia spagnola piú fragile alle speculazioni internazionali e in secondo luogo ha aumentato il tasso di disoccupazione.
    Questa situazione di fragilitá strutturale é stata mascherata molto bene dai governi di Aznar favorendo a piú non posso il settore immobiliare rendendo edificabile mezza Spagna (ne é un esempio lo scempio della Costa del Sol) e favorendo la crescita del settore finanziario (Santander e BBVA in testa).
    Il progetto politico di Aznar era chiaro: tutti gli Spagnoli dovevano aver diritto ad una casa e cosí accedere ad un mutuo divenne cosa da ragazzi…
    Vivendo qui e ascoltando storie di vita quotidiana ci si rende conto della pazzia di questo sistema: fino a prima del 2008 le banche potevano prestare soldi per un valore fino al 110% del valore catastale dell’immobile.
    Il trucco consisteva nel fatto che i periti incaricati di valutare il valore fiscale degli immobili molto spesso li sopravvalutavano con il risultato che se una casa veniva pagata dall’acquirente 100.000 Euro, il perito la valutava 140.000 Euro e la banca concedeva 154.000 Euro di mutuo…in questo modo molta gente (soprattutto giovani) si comprava la casa per 100.000 Euro e con questi 54.000 Euro si comprava la BMW, Mercedes o Audi e andava in vacanza alle Maldive tutto a credito…
    Tutto questo credito facile ha illuso un’intera generazione anche perché il settore della costruzione portava un’alta occupazione e nessuno credeva che le cose potessero cambiare…a partire dal 2008 la crisi inizió a manifestarsi ma il governo di Zapatero prima parló di rallentamento (“desaceleración” in spagnolo) poi inizió una faraonica politica keynesiana di investimento in lavori pubblici che non risolse l’ondata di piena che stava allagando l’intera economia spagnola.
    A differenza dell’Italia qui il problema principale é il debito privato in quanto il debito pubblico non é nemmeno lontanamente paragonabile al nostro: una percentuale impressionante di Spagnoli hanno mutui accesi con banche e ora non si possono permettere di pagare le rate…il risultato é che i pignoramenti sono all’ordine del giorno e le banche si stanno riprendendo gli appartementi e oggi in Spagna si calcola che ci siano piú di 3 Milioni di appartamenti vuoti di poprietá delle banche…
    Per una economia giá fragile a livello strutturale e senza una industria pesante in grado di far fronte a perdite di posti di lavoro nel settore della costruzione questa crisi ha rappresentato la fine di un’era e l’inizio di una nuova che si intravede giorno per giorno…
    I giovani neolaureati non hanno sbocchi lavorativi quindi si inizia a notare un fenomeno che qui in Spagna non era noto: la famigerata fuga dei cervelli…
    Tutto questo discorso per dirvi che questa crisi sta mostrando i nervi scoperti di una societá molto corrotta che a poco a poco sta venendo alla luce (Florentino Perez in primis…).
    La Spagna si sta italianizzando?? Spero proprio di no anche se i segnali ci sono tutti:
    1. un governo conservatore ultracattolico sta cercando di imporre la morale cattolica in materia delicate come l’aborto, i matrimoni omosessuali etc.
    2. ogni giorno vengono alla luce episodi di corruzione politica e l’intreccio tra banchieri e politici é sempre piú all’ordine del giorno (caso Millet a Barcellona, il famoso direttore del famosísimo Palau de la Musica Catalana protagonista di una vicenda di tangenti al partito nacionalista catalano CIU …)
    Potrei seguire la lista peró la grande differenza che esiste tra i due paesi e che mi fa ben sperare é che qui non esiste il nepotismo cronico e la gerontocrazia propri del Belpaese e noto con piacere che é dato molto risalto ai giovani…io arrivai qui a 29 anni con una laurea in economia aziendale conseguita all’universitá di Bologna e un MBA conseguito in Danimarca alla University of Southern Denmark e subito mi si diede un incarico di responsabilitá come quello che ricopro oggi in una impresa che non conoscevo senza l’aiuto o la raccomandazione di nessuno…
    Questa é la grande differenza che mi fa ben sperare.

  36. @Stefano

    Mi sembra più complicato e impraticabile: se i titoli vengono alienati, vuol dire che li ha comprati qualcun altro e quindi lo Stato dovrà rimborsarli comunque e il debito pubblico non cala. Se vengono “annullati”, cioè se lo Stato dice: io sono il proprietario della banca, questo credito verso me stesso lo elimino, quindi non li rimborsa, alla banca mancheranno dei miliardi di euro, senza i quali a sua volta non potrà onorare i propri di debiti, cioè non potrebbe restituire i soldi ai risparmiatori che hanno comprato obbligazioni bancarie o semplicemente depositati sui conti correnti. In questo caso il debito pubblico diminuirebbe, ma la banca rischierebbe seriamente di fallire, rovinando tutti i suoi clienti. Oppure non restituisce i prestiti ottenuti dalla BCE, però a quel punto diventa in sostanza una monetizzazione…. Se le banche avessero, per ipotesi, utili accantonati negli anni passati per un ammontare pari ai titoli di Stato che detengono, allora sarebbe diverso, si potrebbe fare l’operazione che prospetti, ma evidentemente non è così. C’è un altro problema: se la nazionalizzazione è onerosa, allora lo Stato dovrebbe pagare un ammontare agli azionisti pari al valore di borsa e sarebbe tutto debito in più. Oppure li espropria senza dare loro nulla, ma in ogni caso il debito non calerebbe per le ragioni che ho esposto sopra.

  37. Gianluca

    Anche io credo, come scrive Armando, che in caso di cambiamenti la cosa più plausibile sia l’Euro a doppia velocità.

    Non credo ad altri scenari quale paesi fuori dell’Euro o crac dell’euro stessa. Storicamente i due più grandi disastri globali sono stati nel 1929 e nel 2008 ed in entrambi i casi nessuno tra i più importanti analisti riconosciuti si aspettva nulla.

    L’Europa entrata in crisi per alcune contraddizioni dovute alla sua stessa nascita innaturale (prima si doveva fare un unità fiscale, politica, di difesa e solo dopo fare la moneta), contraddizioni messe a nudo dalla crisi globale post 2008 che ha influenzato inevitabilmnte il sistema bancari europeo, è oramai sull’orlo di una crisi di nervi da circa un anno.

    Ritengo che proprio quando tutti si aspettano il peggio, il peggio non arriverà. Questo periodo di grande sofferenza che ha partorito il fiscal compact, ed latre regole di rigore, se vedrà anche l’introduzione di project bond ed altre inteligenti iniziative per la crescita, potrà servire all’Europa per gettere le basi per un futuro roseo.

    Europa che però non andrà da nessuna parte se non velocizzerà il processo che doveva fare 20 anni fa, con unione politica, fiscale e militare.

    Gianluca

  38. Chi maneggia con disinvoltura il fiume del denaro fiutò l’affare nel convertire i mutui ipotecari in titoli bancari non tenendo però conto che il prezzo diminuisce con l’aumentare dell’offerta.Questo avvenne in America e i titoli dal significato di coriandoli invasero quasi tutti i paesi.Nella Spagna di Zapatero la famosa banca Santander prima sfilò soldi buoni al Monte dei Paschi rifilandogli l’Antonveneta.Col ricavato acquistò coriandoli a non finire.Iniziò a concedere mutui ipotecari a pioggia in un mercato immobiliare impazzito quasi ci si trovasse di fronte a beni da esportare.Anche l’Italia ,patria del mattone,iniziò a correre col risultato di un invenduto che inizia a preoccupare.Primi fallimenti,cantieri che chiudono e scarsa propensione all’acquisto.Poi arriva il salvifico Monti .Pensa all’imu ma non pensa al seguito.Seconde case in vendita ad affollare un mercato in panne e cantieri che chiudono le porte a chi ha bisogno di lavoro.La banche sono in difficoltà?Dispenseremo le Fondazioni dal pagare l’imu.

  39. Stefano

    @Silvio:
    Nel momento in cui lo Stato è proprietario al 100% delle banche si trova nella situazione di essere debitore e creditore di se stesso per quella porzione di debito pubblico che era in carico alle banche quindi i 350-400 miliardi di euro possono essere alienati: si annullano reciprocamente in mano allo Stato.

  40. Stefano

    @Silvio:
    Nel momento in cui lo Stato è proprietario al 100% delle banche si trova nella situazione di essere debitore e creditore di se stesso per quella porzione di debito pubblico che era in carico alle banche quindi i 350-400 miliardi di euro possono essere alienati: si annullano reciprocamente in mano allo Stato.
    Il valore di mercato delle banche è inferiore ai 100 miliardi di euro nonostante il loro attivo sia notevolmente più alto (circa 4.000 miliardi di euro).
    La nazionalizzazione al prezzo di mercato non danneggia gli attuali proprietari, la riprivatizzazione con attività ridotte al 90% di quelle correnti garantirebbe almeno il 50% del costo della nazionalizzazione che resterebbe sempre meno di 1/4 del risparmio complessivo.
    La solidità delle banche non ne risulterebbe particolarmente compromessa visto tra l’altro la quantità di denaro ricevuto a tassi irrisori.

  41. @Stefano

    Non è così: l’attivo non ti dice quanto vale una società, ma solo come ha impiegato i soldi che ha raccolto attraverso debiti o capitale proprio. Le società che falliscono possono avere in attivo immobili, attrezzature, crediti per miliardi e comunque non valere nulla (se ad es. i prodotti fatti con le attrezzature non si vendono o i crediti sono inesigibili, come nella tua proposta). Lo Stato certamente ne sarebbe beneficiato perché avrebbe meno debito, ma le banche per comprare quei 400 mld di titoli di Stato iscritti in bilancio, si sono fatte prestare dei soldi dai risparmiatori: come fanno a restituirli?

  42. Stefano

    @ Silvio
    …non sono un economista, ma so che le grandi banche italiane, nonostante questa crisi generalizzata, continuano a macinare utili. Il primo problema che vedo è il debito pubblico (ed il fatto che siamo ancora governati da quella stessa classe politica – e tecnica- che lo ha generato). Sono convinto che si debba eliminare l’evasione fiscale, ma anche che stritolare il Paese (quello che già ha sempre pagato) con altre tasse sia diabolico.
    Se c’è – e c’è – qualche modo diverso per ridurre il debito, ridurre gli interessi sul debito e, insieme, ridurre le spese, dobbiamo percorrere o comunque cercare queste strade anche se sembrano un po’ inusuali. Se vede qualche problema di possibili conseguenze, cerchi insieme a me, delle soluzioni …. (e poi l’attivo non ha solo i versamenti dei correntisti come contropartita …)

  43. giancarlo

    Una strada ci sarebbe, lo sa bene Oscar Giannino. Moltro probabilmente sarebbe solo un aiuto e non una soluzione completa, ma il problema è che i “poteri forti” non hanno alcuna intenzione di mollare ciò che conta più dei soldi, il POTERE! La soluzione, prospettata più volte da Giannino, parte da: messa in vendita, a prexzzi di mercato e non di favore, del patrimonio pubblico non essenziale (tra 250 e 500 miliardi, pari al 15-20% del debito). Non è necessario vendere in fretta, è solo necessario che l’annuncio sia credibile ed il pacchetto offerto trasparente. Poi si deve incidere pesantemente sulla spesa pubblica (con la spending review, in 8 mesi, Monti non è ancora riuscito a racimolare neppure 3 miliardi, gli interessi di due settimane di debito). Poi si deve andare a caccia di evasori, ma non i commercianti e piccoli artigiani ed imprese, quelli che hanno i miliardi in Svizzera), poi lo stato deve pagare i suoi debiti. QUESYO, PER COMINCIARE, SAREBBE IMMENSAMENTE PIù UTILE CHE TASSARE ANCHE I GATTI!!!!

  44. giancarlo

    E che Quiesling-Monti non sia che un ladruncolo come tutti gli altri politici che lo sostengono, basta a dimostrarlo, un particolare piccolo piccolo: tra le 1000 nuove gabelle da lui escogitate, vi è il previevo dello 0,1% dei patrimoni finanziari… ma con un tetto a 1,2 milioni di Euro…… qualcuno mi spiega perchè chi ha, diciamo, 10 milioni in finanza, come appunto Monti, dovrebbe soffrire più di chi ha 100.000 euro in banca a versare lo 0,1%?????? MONTI E’ UN FARABUTTO, sostenuto da 1000 farabutti in Parlamento.

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