3
Mag
2012

Agenzia delle uscite: il tempo è arrivato – di Enrico Zanetti

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Enrico Zanetti.

La nomina di Enrico Bondi a supertecnico dei tagli di spesa non sortirà effetti miracolistici se non sarà accompagnata anche dall’attribuzione di superpoteri.

Servono poteri coercitivi, responsabilità chiare e conseguenze sanzionatorie rilevanti e veloci per eliminare sprechi ed inefficienze delle pubbliche amministrazioni centrali e di quelle periferiche.

Se una partita IVA non effettua, in via telematica, alle prescritte scadenze, le comunicazioni dei dati che gli vengono richiesti dall’Agenzia delle entrate per una più efficace lotta all’evasione, è soggetto a rilevanti sanzioni pecuniarie.

Cosa succede al dirigente di un’amministrazione o di un ufficio che fornisce dati incompleti o reticenti sugli incarichi dei dirigenti, sul parco autovetture a disposizione o su altre voci che gli vengono richieste ai fini di un puntuale censimento finalizzato ad una più efficace lotta agli sprechi e alle doppie o triple remunerazioni?

Se un contribuente è destinatario di un avviso di accertamento, con il quale l’Agenzia delle entrate contesta un determinato importo di tributi evasi, può fare ricorso alla magistratura tributaria, ma l’accertamento rimane comunque esecutivo per il 30% anche in pendenza di giudizio.

Perché, se Enrico Bondi e la sua task force individuassero nello svolgimento del loro lavoro delle situazioni in cui ritenessero di poter contestare un danno erariale, non dovrebbero poter emettere apposito avviso nei confronti dei soggetti responsabili, lasciando a questi ultimi la possibilità di ricorrere presso la magistratura contabile, ferma restando l’esecutività del 30% degli importi contestati?

E perché, infine, un gruppo di lavoro di questo tipo, con questi compiti e questi poteri, dovrebbe essere limitato a contingenze eccezionali quali quella attuale, invece che strutturarsi in modo permanente e divenire quell’Agenzia delle uscite di cui il Paese ha bisogno non meno di quanto lo Stato abbia bisogno dell’Agenzia delle entrate?

I passi avanti compiuti dal 2006 in poi sul fronte della lotta all’evasione fiscale non si sono realizzati semplicemente nominando un direttore capace, ma anche e soprattutto implementando i poteri ispettivi e coercitivi dell’Agenzia delle entrate e di Equitalia.

Una implementazione che è stata a buon diritto assai poco digerita anche da tanti cittadini che, pur non tifando per gli evasori, proprio non ce la fanno a tifare per uno Stato così incapace di applicare a se stesso la ricetta che pretende di applicare a loro.

Con l’Agenzia delle uscite, si vince sul fronte della lotta agli sprechi e alla corruzione nel settore pubblico e si trasforma la lotta all’evasione fiscale, da battaglia di uno Stato vorace contro i cittadini, a naturale approccio rigoroso di uno Stato intransigente anzitutto con chi opera in suo nome.

Questa è la via da seguire, non quella indicata oggi da una politica che sembra più incline ad avallare il desiderio di fuga dei cittadini dai loro obblighi che non proporre un analogo rigore nei confronti di se medesima, del pubblico e del parapubblico.

A sua volta, il Governo Monti non può pero’ limitarsi a stigmatizzare senza eliminare l’evidente ed insopportabile disequilibrio che oggi esiste tra contribuenti sudditi e Stato sovrano.

È un disequilibrio che non può durare e, in un modo o nell’altro, sarà spezzato.

Noi siamo per il riequilibrio al rialzo, non per quello al ribasso.

Noi siamo per l’Agenzia delle uscite.

Enrico Zanetti è direttore di Eutekne

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25 Responses

  1. albionofilo

    complimenti, idea brillante e utile. chi nominerà però i membri di questa agenzia? Si può ipotizzare qualche potere che sistematicamente in Italia si opponga alla Casta, intesa nella peggiore versione della casta, ossia i boiardi di stato?

  2. ivan b

    e aggiungerei: il pubblico amministratore o dirigente condannato in via definitiva per danno erariale, dopo averlo risarcito integralmente compreso almeno il 50% delle spese del procedimento andrebbe interdetto dai pubblici uffici (comprese società partecipate) per non meno di dieci anni.

  3. claudio p

    Non avevo mai sentito parlare di “agenzia delle uscite”, sono tre parole che catturano l’attenzione e sono quanto mai esplicative.
    Quali sono gli accorgimenti indispensabili che impedirebbero alla Agenzia delle Uscite di trasformarsi nell’ennesimo carrozzone?
    Mettere gli amministratori pubblici sullo stesso piano di quelli privati e dei titolari di ditte individuali è un obbiettivo ambizioso e innovativo: non sono abituato a concepire i burocrati come gente che ci rimette di tasca propria…

  4. Francesco P

    L’Agenzia delle uscite sarebbe utilissima; purtroppo temo che questa idea, pienamente condivisibile, non sarà accolta.

    Con l’agenzia delle uscite si potrebbero limare moltissimi costi e ridurre parecchi arbitri, sebbene per attaccare il grosso della spesa pubblica sarebbe necessario intervenire sull’architettura istituzionale dello Stato e su tutti i processi decisionali e amministrativi. Solo pensando ed agendo “in grande” si può ridurre la spesa pubblica tanto da permetterci di abbassare la pressione fiscale vicino alla soglia del 30-35%, che rappresenta il massimo sopportabile. Ma questo è un altro discorso.

  5. otto morselli

    in linea teorica sono d’accordo, ma dato che viviamo in italia ( sic ) sorgono 2 problemi.
    1) l’agenzia delle uscite richiede una sua struttura, con dirigenti quadri portaborse auto blu rosa nere vitalizi etc etc.. quindi costi certi, contro ricavi incerti.
    2) l’agenzia delle uscite composta da pubblici dip. e boiardi di stato deve controllare le spese degli altri pubblici dip. e boiardi di stato ( semplifico un po ma..). Dato che la teoria del ” cane non mangia cane ” trova la sua migliore attuazione proprio nel nostro paese temo che ne caveremmo ben poco.
    putroppo.

  6. MaxB

    L’Agenzia delle uscite sarebbe una buona idea….se fosse gestita in outsourcing dagli Svizzeri.

  7. Enrico

    In teoria l’idea è buona.
    In pratica rischia di trasformarsi nell’ennesimo carrozzone pubblico.
    Esiste la corte dei conti. Basta ampliarla e modificarne le funzioni senza necessità di creare ulteriori sovrastrutture.

  8. Ugo Bernasconi

    STRANGOLATI DALLE TASSE………

    MOLTI ORGANI DI STAMPA HANNO CONDANNATO IL GESTO DEL POVERO IMPRENDITORE DISPERATO CHE SI È BARRICATO ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE.
    LO HAN CAPITO TUTTI CHE ERA UNA PERSONA DISPERATA CHE NECESSITAVA COMPRENSIONE ED APPOGGIO MORALE ESSENDO SOPRAFFATTO DA UNA DIFFICILE SITUAZIONE ECONOMICA.
    IN RISPOSTA I NOSTRI GENI HAN MOBILITATO 4 ELICOTTERI I GRUPPI DI INTERVENTO SPECIALE,NEANCHE FOSSE SCOPPIATA LA GUERRA.

    RISULTATO……..CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO BUTTATI AL VENTO QUANDO CON UN BRAVO MARESCIALLO SON RIUSCITI A RICONDURRE L’IMPRENDITORE ALLA RAGIONE.

    QUI TRASPARE PER LA ENNESIMA VOLTA LA MANCANZA DI BUONSENSO, LA MISURA ……..

    QUEL POVERO IMPRENDITORE A MIO AVVISO É STATO SOPRAFFATTO DALLA DISPERAZIONE E QUANDO SUCCEDE PURTROPPO SI PERDE LA RAGIONE…….

  9. Pietro Barabaschi

    L’idea di per sé ha una sua validità,ma, fin quando vivremo in uno Stato di brutale TIRANNIA FISCALE e, sopratutto se non si abbattono li imposte come ripete, ripete, ed ancora ripete l’unico vero economista Antonio Martino, fissando (in Costituzione) il sistema di una imposta unica piatta del 20%, anche le buone idee saranno lettera morta.
    Pietro Barabaschi

  10. elegantissimo

    L’idea dell’agenzia delle uscite è utile e sacrosanta(principio dei contrappesi). La stessa idea, ma su versante diversa, l’ha avuta un sindacato autonomo delle micro imprese, di recente costituzione ( SCIMPID: sindacato cattolico italiano micro piccole imprese e dipendenti), e sì perchè la micro impresa, oggi rappresenta il 96,04 delle partite IVA in Italia, cioè il tessuto sano e nevralgico dell’economia stessa. Ebbene questi, SCIMPID, hanno pensato e proposto di creare o istituire, invece, le guardie del lavoro ( tutori e difensori delle micro imprese e dei lavoratori) dai sopprusi e dalle improvvisate visite nelle aziende da parte di quegli organi di controllo che dovrebbero controllare ma che di fatto trovano impreparato l’imprenditore da un serio e fattibile contraddittorio.

  11. elegantissimo

    Come fa una personalità dello spessore di Enrico Bondi(dopo il salvataggio Parmalat) a farsi coinvolgere in una operazione suicida di tagli: alla spesa pubblica, sì , ma non del personale, quì invece è da denuncia di attentato alla Costituzione, infatti l’art 1sancisce: “L’Italia è….., fondata sul lavoro….”. Questa è cultura del suicidio: lavoro, impresa, famiglia, economia,…..fermate il mondo voglio scendere!!! Franco Datini, un giovane garzone di bottega, inventò nel 1461 (seicentocinquantanni fa) la cambiale tutt’oggi circolante ma boicottata dal sistema bancario, e l’università Bocconi (il prof. mario Monti è stato Magnifico Rettore!!) insieme ad altre istituzioni universarie mondiali: senti, senti inventano l’ingegneria finanziaria (edge found, subprime, cct, stock-options, ecc, ecc..) appena scoperto l’inganno trascina un’intera economia mondiale nella disperazione più nera!! Tutti a casa!! Riscriviamo le regole e i valori dell’essere umano.

  12. giuseppe pasquale

    Va bene l’agenzia delle uscite.

    Ma attenzione a non puntare su detective, accertamenti e sanzioni. Per non fare la stessa fine dell’Agenzia delle Entrate.

    La repressione non risolve MAI i problemi. E’ acqua salata data a bere all’assetato. Aumenta il bisogno di altra acqua, come avviene da 40 anni in materia di Fisco.

    Abbiamo bisogno di togliere i poteri repressivi (quasi tutti inutili) e creare un’agenzia per la PREVENZIONE degli illeciti, sia sulle entrate sia sulel uscite.

    Il grosso degli illeciti odierni (sia fiscali che nel pubblico impiego) sono per l’80% fabbricati dal sistema. Se non raddrizzi queste regole, se non elimini come prima cosa tutte quelle demenziali (che sono la maggioranza), rimani sempre incartato e non ne vieni fuori.

    Non è questione di buoni e cattivi, onesti e disonesti, eccetera. Le crociate sono un delirio prodotto dal più insano dei sentimenti che è l’accecamento moralistico (oggi dilagante sul fronte della fiscalità). E la migliore garanzia di conservazione delle follie esistenti.

  13. carla tommasi

    Come funzionano agenzia entrate e equitalia? La programmazione dei loro interventi a quali priorità è orientata? Fermo restando che l’evasione va perseguita, usciamo dal semplice slogan. Le amministrazioni dovrebbero impegnarsi per contrastare l’evasione di certa entità, quella che ha consentito di accumulare ricchezze in beni immobili e mobili ( anche all’estero ) e ha quindi effettiva “materia” da pignorare a fronte dell’omesso adempimento all’obbligo tributario . Questi evasori sono tanti e non si uccidono certo! Richiedono lavoro amministrativo di alta professionalità e capacità di intelligence. Invece la pratica è quella dei tanti accertamentini seriali/recuperi facili e di massa (magari automatici) nei confronti di persone che comunque stentano ad andare avanti, soprattutto oggi in tempi di gravi crisi economica e sociale. Prima di emettere il recupero deve essere fatta l’analisi di solvibilità del soggetto per valutarne la consistenza economico-patrimoniale. I dati a disposizione dell’amministrazione non mancano:ora anche le disponibilità bancarie. Questa buona prassi si chiama economicità dell’azione amministrativa, un buon principio sempre esistito e sempre valido, che dovrebbe essere il target di una dirigenza responsabile, che deve assumersi le sua responsabilità. Ci sono quindi responsabilità di conduzione dell’amministrazione che non può giustificarsi col dire “sono costretta ad eseguire, da ultimo anello della catena”, essendo invece tenuta a valutare con diligenza ogni effettiva situazione, assumendo responsabilmente e in trasparenza le decisioni di sua competenza. Se l’amministrazione si sottrae a questo compito vuol dire che non sa fare il proprio lavoro.
    Massima attenzione, da subito, anche al vecchio strumento dell’ accertamento induttivo “redditometro”, ora rispolverato con tanto di assordante propaganda: in questa logica dell’obiettivo facile è destinato ad alimentare gli accertamenti automatici di massa per gonfiare statistiche e tragedie personali, se non accompagnato dalla necessaria prudenza amministrativa e dall’analisi di solvibilità dei soggetti. E’ necessaria subito una legge per inibire il pignoramento 1)della casa di abitazione se unica posseduta e non di lusso (dove mettiamo il soggetto espropriato e la sua famiglia? è un problema che non riguarda lo stato, essendo di competenza della caritas ?), l’attuale soglia di 20.000 euro è irrisoria in rapporto al valore economico e, prima ancora, sociale dell’unico immobile posseduto, adibito ad abitazione della propria famiglia; 2) i beni strumentali dell’azienda perchè diversamente lo stato contribuisce a soffocare l’economia, mentre le persone si uccidono. Aboliamo anche la riscossione di un terzo dell’accertato in presenza di ricorso, una vera ignominia che caratterizza il nostro ordinamento tributario, unici in Europa. Acceleriamo invece la giustizia tributaria la cui lentezza va a tutto vantaggio degli evasori “ricchi”, a discapito di quelli “poveri” senza protezione. C’è una grave emergenza che richiede chiarezza di propositi e impegno civile.

  14. giuseppe

    @Ugo Bernasconi
    Questo poveraccio ha fatto tutto questo casino per mille euro!
    E’ ancora più grave! Questi sono gli evasori che mettono con enfasi sui giornali, ad uso e consumo degli im-bocconi.

  15. radici piero

    Temo che l’ AGENZIA DELLE USCITE verrà interpretata, come sempre nel nostro paese, come ulteriore aumento di uscite, per nuovi stipendi, prebende … etc … etc.. Non dimentichiamo anni orsono che venne costituito un ENTE PER LA SOPPRESSIONE DEGLI ENTI INUTILI che diventò di fatto l’ennesmo ente inutile !

  16. luca

    purtroppo i punti dolenti sono stati esattamente individuati e quindi non mi dilungo su di essi
    colgo l’occasione per rimarcare le nefandezze sistemiche introdotte a favore della agenzia delle entrate, ovvero che per discutere devi comunque pagare il 30% di quanto da questi richiesto (ma su che base? sono forse dotati della divina dote della infallibilità?), il che sarebbe come dire che intanto ti fai il 30% dei giorni di galera richiesti e poi si vede!
    siamo purtroppo ancora alla inquisizione, che qui ha non ha nulla di santo, ma molto di cialtrone.
    se il legislatore ha deciso di favorire in modo così vergognoso la parte forte è evidente che è piena di persone che non sanno quello che dicono e chiedono al contribuente, altrimenti avrebbe mantenuto i due attori in parità, come peraltro dovrebbe essere in uno stato civile e degno di questo nome. è mia opinione che questi comportamenti poco etici siano lo specchio delle persone che manovrano la cosa pubblica, sia come politici che come amministrazione (ed ho usato delle delicate perifrasi per non divenire volgare)

  17. Alberto Mag

    Benissimo il principio. Come qualcuno ha già osservato esiste la Corte dei Conti. Potenziamone i poteri, creando, magari, una sezione specializzata. E, certamente, deve valere, come bene è stato detto, l’equiparazione sanzionatoria del pubblico/sez. Speciale Corte dei Conti con il cittadino/agenzia delle entrate. Anche in tema di galera. In più se il danno, delitto è commesso da un dipendente pubblico scatta l’aggravante. Controlli a tappeto su C/C di tutti i dipendenti pubblici e loro affini. Aggiungo che, come ben noto, è inutile dedicare sforzi immani per tagliare costi che rappresentano una % bassa della spesa. Come insegna Pareto è sui costi di classe A che è necessario lavorare. E se ci sono di mezzo i dipendenti si penserà il da farsi: fare finta che il problema non esista è pazzesco.

  18. roberto manzoni

    Per la malora !Piero Giarda è dal 1981 che si occupa di spesa pubblica.Lo studioso ha presieduto commissioni in merito con Berlusconi , d’Alema , Prodi. Ha prodotto documenti , analisi ,controanalisisi ricerche, indagini, approfondimenti e deduzioni. Rirultati ad oggi maggio 2012 , il soggetto non è venuto a capo di un emerito c….nulla .(salvo crescita orecchie ) ZERO .NON SA COSA TAGLIARE ! 30 anni di paga per un cretino incapace promosso ministro del “non so cosa fare” ! Adesso arriva il liquidatore fallimentare di professione Enrico Bondi , giusto per confermare l’assoluta incapacità idiozia di chi sta al governo . Il tizio col fucile a Romano di Lombardia ha sbagliato bersaglio doveva andare a palazzo Chigi ! Doppietta caricata a sale grosso , non uccide ma brucia di brutto .

    Per una brioche a M Antonietta han tagliato la testa !
    roberto.manzoni@fastwebnet.it

  19. Claudio Di Croce

    @Alberto Mag
    ok ai controlli sui dipendenti della PA : ma chi li fa i controlli ? altri dipendenti della PA , finanzieri , dipendenti dell’AE , magistrati . Il vecchissimo detto : chi controlla i controllori , è più che mai valido . Abbiamo idea quale potere di ricatto hanno adesso i personaggi sopra detti ? E secondo voi come sarà usato ?

  20. lionello ruggieri

    Mi smbra che l’autore e tutti i commentatori vivano in un modno diverso dal mio. E così Monti e Bondi. Hanno incaricato Bondi, grande esperto, più esperto degli esperti al governo di tagliare 4 miliari di euro dalla spesa pubblica. Ovvero 4 miliardi su 800. Vale a dire lo 0,5% della spesa. Come incaricare un esperto per consigliar a uno dei milioni di precari italiani come risparmiare 4 euro al mese sulle sue spese. Bondi avrebbe dovuto rifiutare l’incarico offeso. Servive un qualsiasi contabile aiuto contabile con un a matita e, crepi l’avarizia, un telefono per controllare qualchew normale prezzo di uno eitnti acquisti statali. E invece…. uno ci scrive un articolo, unaltro lo pubblica e mille acclamano.. Bah!

  21. alfredo

    Condivido tantissime cose con OSCAR GIANNINO, mi ha deluso e come me tantissimi altri, il comportamento di TREMONTI che reputavo un economista molto preparato e non politico.

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