30
Apr
2012

Tagli di spesa, peggio ancora

E’ ‘ peggio di quel che immaginassi. Non soloper i tagli alle spese  c’è il commissario tecnico – al quale faccio gli auguri di cuore, per Bondi inteso come Enrico lavorerei gratis a vita e l’unica cosa giusta è che l’Italia pubblica è fallita con disonore per via della politica come la Parmalat cui si occupò fallì spogliiata da e depredata dai Tanzi –  al governo dei tecnici che così affermano la propria incompetenza o impotenza: come la vecchia Dc,  i ministri tecnici conferiscono a commissari e commissisoni esterne le responsabilità che non vogliono esercitare.  Non solo si conferiscono incarichi esterni a Giavazzi – così la pianta di criticare, ma ben vengano i tagli ai trasferimenti  a fondo perduto alle imprese, su questoi la penso come lui – e Amato – voglio vedere che cosa taglierà ail finanziamento dei partiti, il coraggiosissimo commissario del Psi craxiano che fece finta poi di  non conoscerlo.  Soprattutto, Monti  aggiunge indispettito che l’IMU si può al massimo sostituire con una patrimoniale sulle ricchezze, mica con tagli alle spese, così gli statalisti son contenti e Lerner già inneggia. Da oggi, per chi vuole seguire ls atrada di meno tasse meno spese ogni velo è caduto. Questo governo è politico, e ha deciso di sposare e difendere  lo Stato ladro. E’ un giudizio aspro, me ne rendo conto. Ma la depredazione d’Italia lo è ancora di più. Se Bondi e Giavazzi sono coerenti come spero, pur non avendo responsabilità politiche dirette e dovendo fungere da scudi e parafulmine a difesa di una insospettabile mancanza di decisione, mi auguro facciano proposte toste senza tener conto del premier stizzito e inconigliato a difesa di una spesa e di un fisco indifendibili.

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154 Responses

  1. Federico

    Monti taglia gli stipendi dei dipendenti pubblici del 30%, abbassa le aliquote fiscali e vieta ai dipendenti pubblici di fare attivita’ fuori dall’ente in cui sono stati assunti!

  2. LucaS

    Ormai pensavo di averne viste di ogni ma questa le batte tutte: Giavazzi, persona che stimo intellettualmente pur se affetto da sindrome di Stoccolma, consulente di questa banda di ladri di stato!
    Giavazzi, con tutto il rispetto, per me è completamente impazzito! E’ da un pezzo che lo penso e questa è la conferma definitiva… d’altronde uno che scrive che “il liberismo è di sinistra” e pretende che a fare le riforme liberali sia la sinistra che c’è in Italia è fuori come un balcone (già sarebbe un po’ azzardato per le sinistre “normali” come quelle in UK o Germania figuriamoci la nostra..)! Adesso mi piacerebbe sapere cosa si è messo in testa di fare? Ha sempre sostenuto una cosa semplicissima e sacrosanta: AZZERARE i sussidi alle imprese e tagliare le imposte di egual ammontare! Cosa diavolo c’è ancora da studiare o approfondire? Più semplice di cosi… E comunque cosa spera di ottenere da un governo che finora non ha fatto cose molto meno impegnative rispetto a non dico azzerare come vorrebbe lui, ma quantomeno ridurre i sussidi alle imprese e poi solo a parlare di ridurre le tasse Monti sta subito male… Insomma è come parlare di corda in casa dell’impiccato! e aspettarsi che un analfabeta di punto in bianco ti scriva un best-seller? Ma ci è o ci fa? Il fatto di aver dato una sorta di “legittimazione” a questi signori lavorando per loro per me è gravissimo!
    PS Ecco il titolo del suo prossimo libro “Lo stato-parassitario è liberista…”

  3. Alessandro Seno

    @Federico

    Ho l’impressione che basterebbe la terza che ha detto, Federico, per cominciare la risalita: vietare ai dipendenti pubblici di fare altri lavori (pena licenziamento in tronco e pagamento eventuali danni).

  4. paolo

    condivido parola per parola l’amarissimo sfogo di Giannino…peggio di cosi’ non poteva andare , da vergognarsi di essere italiani…..

  5. Giorgio

    Speriamo che il risultato di Bondi con l’Italia non sia lo stesso della Parmalat, venduta ai Francesi.
    Giannino, lei fa benissimo a denunciare tutto ciò che non va di questo governo, di questa politica.
    Continui, nonostante la disinformazione dei media.
    E intanto Jean-Claude Junker si dimette !

  6. Mimmo

    Ho l’impressione che anche questa volta Oscar Giannino abbia ragione…

    Al momento di prendere delle decisioni “serie” che potrebbero intaccare qualche interesse particolare anche i tecnici fanno quello che hanno sempre fatto i partiti (di dx e di sx): chiamano una terza parte a cui dare poi le colpe delle eventuali misure impopolari… e così arrivano il curatore fallimentare di Parmalat per curare la spending review, il “dottor Sottile” per il finanziamento ai partiti e il professor Giavazzi per i tagli alle agevolazioni delle imprese che sembra essere il suo pezzo forte.

    Alcuni miseri suggerimenti ai tre Commissari …
    continua su https://plus.google.com/u/0/103688008180932860159/posts/PZ4AD4kEj3N

  7. Dado

    Condivido al 100% quanto scritto da Giannino…ma…

    La questione è che quando si propongono tagli o liberalizzazioni sono sempre gli altri a dover tagliare o “liberalizzarsi”
    Ricordo che da bambino mio padre, che era un operaio, incontrò in spiaggia il “megadirettore galattico” il quale gli parlò a lungo della necessità per i ragazzi di imparare un mestiere perchè nella vita è più importante di troppo studio e conoscenza teorica. Quando tutti saranno laureati che mai si sporcherà le mani?
    Mio padre lo lasciò pontificare ed alla fine gli chiese? “E i suoi figli che fanno?” “I miei si stanno laureando al Politecnico e con il massimo dei voti!”. “E allora perchè il nobile mestiere dell’imbianchino non lo fa fare ai suoi di figli?”. Al che il megadirettorre si innervosì alquanto e tuono’ “ma io parlavo dei suoi di figli e non certo dei miei!!!”.

    Insomma è facile dire “tagliare” e liberalizzare, ma che cosa esattamente?

    E per non parlare sempre del giardino degli altri io se fossi in Giannino partirei da piccole cose molto semplici:
    – Abolizione albo dei giornalisti;
    – Abolizione di ogni sovvenzione all’editoria, tutte azzerate!!!
    – Abolizione di ogni sovvenzione a giornali di partito, di categoria (dai carabinieri, alla polizia ecc.) che paghiamo tutti e non legge nessuno virgola nessuno.

    Tre cosine da niente ma una campagna sui tagli delle spese e liberalizzazione che fosse sostenuta da una Radio importante e che finalmente facesse nomi e cognomi partendo da “casa propria” sarebbe una grandissima novità e un buon esempio per tutti.

    Saluti

  8. PIo Tacconelli

    Monti ci spieghi perchè il nostro “sistema camera dei deputati” costa il triplo della Germania e produce per un terzo e la nostra Presidenza della Repubblica più del doppio di quella francese e ci dica perchè non è possibile tagliare i costi di queste Istituzioni per metterci alla pari degli altri Paesi civili

  9. Claudio Di Croce

    Dopo il governo dei ” tecnici ” abbiamo il governo dei commissari . Vorrei chiedere ai numerosi sostenitori di MM cosa pensano adesso . Non più tardi di un mese fa è andato a fare il pagliaccio in Asia dicendo che ormai i nostri problemi erano superati e che l’Italia non era più un problema per l’Europa , ma era una soluzione . Cose che se le avesse dette SB sarebbe stato azzannato da tutti i giornali.
    Credo che però la cosa più schifosa sia la riapparizione del dottor sottile : uno dei personaggi più ripugnanti della vita politica italiana . Ha fatto il lustra-scarpe per non dire di altro , di Craxi per anni, salvo quando questo è crollato dire che lui non lo aveva mai conosciuto. Ha fatto in combutta con Ciampi prima la difesa ad oltranza della lira svuotando la Banca d’Italia delle riserve quando anche un cretino capiva che era impossibile . Poi è andato in tv a dire che non era la lira che si svalutava ma il marco che si rivalutava. Poi nottetempo tra un venerdì e un sabato ha rubato soldi dai c/c degli italiani . Infine è andato in pensione con trentamila euro al mese . Come torinese ho poi un ricordo specifico : prima di tangentopoli a Torino era scoppiato lo scandalo dei semafori , con maggior imputato un certo Zampini . Era la solita corruzione del mondo pubblico con una storia di appalti truccati e di mazzette ai politici del Comune di Torino, guidato da una giunta socialcomunista . Il sindaco comunista Novelli diede le dimissioni e Craxi mandò Amato quale commissario della sezione locale del PSI , Si comportò da perfetto mafioso , disse che erano esagerazioni , che non era il caso di dimettersi ,che erano piccoli episodi esagerati dai giornali , che Novelli aveva fatto male a dimettersi e ricostituì d’accordo con il PCI una nuova Giunta comunale di sinistra , senza che nessun politico socialista perdesse incarichi e prebende . E questo sarebbe il “tecnico ” integerrimo , incaricato di presentare proposte per una nuova regolamentazionre del finanziamento dei partiti ? E’ una cosa vergognosa.e disgustosa ; inoltre MM ha il dovere di dire quanti altri soldi ruberà questo figuro .

  10. Velti

    Tutto vero, condivido il disappunto. Siamo in presenza di un’aspirina data ad un paziente che soffre d’ulcera perforante… farmaco ottimo ma in questo caso letale!
    Si doveva fare meglio e sicuramente si doveva fare di più.
    Attenzione però a non sbraitare troppo! Viste le prime reazioni dei partiti rischiamo di mandare al macero un “timido” governo tecnico (che però si può stimolare, sostenere ed indirizzare) per sostituirlo con un neogoverno politico di consumate cariatidi che avendoci portato sull’orlo dell’abisso, di sicuro ( e sono pronto a scummetterci uno stipendio…l’ultimo, temo…) ci daranno “la spinta finale”.
    Molto meglio tenersi Monti, Bondi e soci e fare quotidiane pressioni per indirizzare il loro operato senza rievocare “pericolosissime” nostalgie del passato. Non credo che al momento, visto il desolante panorama politico possiamo pensare a valide alternative. I cialtroni che ci hanno portato si qui sono ancora seduti nell’emiciclo…e soprattutto nessuno di loro è consapevole di essere un cialtrone ma pensa che lo sia il suo vicino. Troppo pericoloso…credetemi. Mooolto più utile cercare di dare idee e coraggio ad un governo frenato da molti, ma che può trovare la soluzione, piuttosto che confidare in una conversione modello S.paolo della nostra classe politica. NON MI FIDO PIU’! NON LI VOGLIO PIU’.

  11. Max

    Ci sono ancora degli asini con un intelligenza di una zucchina – vedi federico – , che pensano che i dipendenti pubblici siano la rovina dell’italia. Forse non hanno capito che la maggior parte dei dipendenti pubblici prende stipendi di un migliaio di euro e buona parte lavora con contratti a tempo determinato facendosi un culo quadro per far si che le cose funzionino malgrado le mille magagne che il nostro sistema ha.
    Oltretutto su stipendi gia’ miseri vengono detratte una marea di tasse che lasciano stipendi sempre piu’ scarni. Forse non si e’ capito che il sistema italia se sta in piedi e’ grazie alle tasse che i dipendenti pubbliche pagano grazie al loro stipendio e a quanto pare sembra che siano gli unici a pagare fino all’ultimo centesimo.
    Ai vari manager, collaboratori, figli di papa e amici degli amici con stipendi d’oro, consulenze strapagate e pensioni da nababbo vanno tolti tutti i privilegi.
    Poi non dico che non ci siano settori o posti dove certe persone fanno i loro comodi e tirano a campare aspettando il 27 per prendere lo stipendio, ma sicuramente questo non vale per la maggior parte dei dipendenti pubblici.

  12. Carlo Roberto Cappa

    Le indegne e ridicole parole di un presidente del consiglio pieno di boria e fiele, imbelle, lento di mente e d’azione, vanno prontamente combattute e denunciate: non possiamo più aspettare. È ora che i liberali si radunino, spingano i resti del centrodestra a uscire dalla maggioranza, promuovano proposte e azioni pubbliche per cacciare questo branco di ridicoli parrucconi. Uniamo le forze fra produttori e liberi pensatori, fondiamo immediatamente un movimento di salvezza nazionale che si contrapponga con forza alla strage continua di ogni residua libertà. Ogni giorno che passa spinge verso un governo delle sinistre più stolte e retrive oppure verso la svendita del Paese agli interessi tedeschi (o peggio). Muoviamoci subito, cercando le più larghe intese. Le menti libere non mancano, né dobbiamo temere alcunché: fra poco non ci sarà più nulla da perdere.

  13. Marcello

    Patrimoniale sulle ricchezze?!?
    Ormai siamo al “terrorismo fiscale”: cioè, cercare di incutere terrore con la minaccia di nuove tasse senza necessariamente introdurle ma anche soltanto paventarle!
    Così certo che si bloccano le spese sia per i consumi sia per gli investimenti, vuoi mettere?
    Mica pesano ad una riforma fiscale? Mica pensano alla giustizia civile? Mica pensano ad applicare i costi std nella PA? Mica pensano ai debiti della PA verso i privati???…etc…
    Ma no questi non sono i nodi dell’Italia, i problemi sono le pensioni e l’art 18 !!!

  14. Piero

    Se Giavazzi pensa che le liberalizzazioni può farle solo la sinistra è perchè, con la destra populista che ci ritroviamo, solo nella sinistra trova interlocutori. D’altra parte le uniche liberalizzazioni degli ultimi venti anni risalgono alle lenzuolate di Bersani.

  15. LucaS

    Ma secondo voi se il PD avesse vinto le elezioni avrebbe potuto introdurre tutte queste tasse? Io penso proprio di NO! Invece con la copertura dei tecnici il socialismo-reale si sta diffondendo sempre più… e peggio ancora viene legittimato da comportamenti scellerati come quello di Giavazzi! Che razza di liberale è uno che anzichè combattere tutto questo gli da corda e lo legittima collaborandoci? Shame on you Francesco!

  16. Dorian

    Caro Giannino, avevo scritto proprio su questo blog, all’inizio dell’anno, che non doveva farsi illusioni circa la spesa pubblica. Il Governo non aveva allora e non ha oggi la forza politica in Parlamento per fare alcunche’. Stiamo parlando di mezzo milione di voti che potrebbero essere toccati a vario titolo. in questo momento non c’e’ forza politica disposta a inimicarseli: centro sinistra e centro destra pensano solo a preservarsi le prossime poltrone.

  17. LucaS

    X Dado
    Sui tagli Giannino ha fatto articoli molto precisi al riguardo, numeri alla mano senza bisogno di task force e senza metterci mesi come Giarda senza produrre un emerito tubo ma semplicemente usando un minimo di buonsenso. Una proposta ancora migliore (secondo me almeno, perchè è molto più incisiva nei confronti dei dipendenti pubblici che invece Giannino tende a trattare coi guanti di velluto….) è quella del mitico Michele Boldrin che trova in 3 parti sul sito Linkiesta. Anche sulle liberalizzazioni gli articoli su Chicago Blog si sprecano…. Tutto si può dire meno che non ci siano proposte concrete e praticabili..

  18. LucaS

    X Dorian

    Ammettiamo che sia come dice Lei. Se io fossi al posto di Mario Monti e non avessi i voti per far passare le misure necessarie, in primis quelle indicate dalla BCE le presenterei lo stesso chiedendo un voto di fiducia e soprattutto dicendo finalmente agli italiani la VERITA’…. perchè solo cosi potranno davvero capirle e sostenerle! A quel punto io il mio dovere l’ho fatto e spetterà ai politici e solo a loro la responsabilità eventualmente di affondare il paese! Se il voto è positivo si continua ad oltranza usando solo decreti legge, se è negativo mi dimetto con effetto immediato e entro poco tempo scatta il commissariamento dell’FMI che questi aggiustamenti (anzi ci andrebbe giù molto più pesante altrochè accorpamento provincie e concertazione….) li impone MANU MILITARI. In tutti i casi otterrei l’obbiettivo principale: riforme radicali e in poco tempo e crollo della classe politica che ci ha portato al disastro che invece Monti ha legittimato e che adesso ha potere di veto su tutto… e per un megalomane come Monti che si vanta del nulla in continuazione un’enorme popolarità in tutto il mondo e probabilmente anche nei decenni successivi… Se Monti non ha fatto tutto questo però non è perchè ha sbagliato strategia, dato che quando vuole tirare dritto lo fa senza farsi tanti problemi… ma perchè lui quelle riforme non le vuole! Ecco la verità!

  19. Davide

    Caro Oscar, il vaso ormai è traboccato senza ritegno.
    Prenda in mano la situazione come ha vagamente accennato, la prego, metta su un movimento politico, qualcosa, altrimenti siamo davvero senza speranza.

    PS per i “critici” di questa possibile scelta: un momento di “rimescolamento delle carte” politiche come questo non capita tanto spesso, l’ultima volta è capitato quasi 20 anni fa.
    Il centrodestra è totalmente allo sbando, la sinistra quasi, e la gente ne ha le scatole piene di tutto e di tutti.
    Sono questi i momenti in cui qualcosa di nuovo può avere successo.
    C’è tantissima gente normale che non aspetta altro che poter incanalare i propri voti verso qualcuno che tagli la spesa e l’oppressione fiscale di questi cialtroni.
    Perchè davvero tutti ne hanno piene le scatole.
    Lo faccia Oscar, non ci sono alternative a finire come il sudamerica in pochi anni.
    E lei probabilmente è l’unica persona dotata di notorietà, carisma e seguito per poter provarci provare.
    Anzi, per farlo, perchè “Non esiste provare! Fare o non fare!”, come ha recentemente ricordato qualcuno che potrebbe far parte della banda.

  20. antonio

    Mio caro Giannino, ormai siamo invischiati in un vero e proprio abbraccio mortale dal quale non sarà affatto semplice uscire. Per favore piantiamola di ragionare in termini di aumento tasse-taglio spese: vogliamo capirlo che il PROBLEMA sta nel fatto che per finanziare il nostro debito pubblico dobbiamo ricorrere a terzi ? e che quindi il nostro debito ci costa uno sproposito causa gli alti tassi di interesse?
    Mio caro Giannino: oggi l’Italia deve recuperare la sua sovranità POLITICA e MONETARIA. Sarà necessaria un’altra guerra di indipendenza (ovviamente finanziaria, con tutte le lagrime e il sangue necessari ?)

  21. Vincenzo N.

    Davvero siamo alla fine, non c’è più tempo. Pazienza Amato (la sua chiamata mi pare perfino in ritardo sui tempi attesi) quanto di peggio sto leggendo su di lui è perfino poco. Ma vedere Bondi arruolato dai MManigoldi, e Giavazzi accodarsi come lustrascarpe perché ha paura di perdere il treno, mi fa venire il voltastomaco. Quali speranze rimangono se appena appena ce n’è la possibiltà anche persone di spessore, che fino ad ora non erano compromesse, si illudono e si lasciano sedurre dalle sirene ??

  22. Mario45

    @ Antonio

    Guardi che nei favolosi anni 80, quando c’era la sovranità monetaria e il debito pubblico era praticamente tutto finanziato da italiani, lo stato pagava interessi sui BOT del 18 o/o . Certo, poi l’inflazione era al 20 et ultra. Nulla e’ gratis, tanto meno il debito. Altro che ” lo stato non si gestisce come una dItta o una famiglia ” : non c’è proprio nessuna differenza, e’ solo più complesso.

  23. giuseppe

    @LucaS
    Mah! Che il liberismo sia di sinistra è un pò esagerato e mi pare più una provocazione o un artificio retorico.

    Comunque mi chiedo:

    Locke è di destra?

    La Rivoluzione Francese di che colore è?

    E la Rivoluzione Industriale?

    Mazzini era di destra?

    Il Fascismo è liberale?

    Il Presidente dell’Istituto Bruno Leoni è di destra?

    E Giuseppe Bortolussi?

    Forse sarebbe ora di prendere atto che non ci vuole l’imprimatur di nessuno per aderire a qualche idea liberale. D’altra parte, la radice latina non lascia spazio a pretese di monopolio. La Libertà appartiene a tutti coloro che hanno il coraggio di lottare per essa e per quella degli Altri.
    Su quest’ultimo punto cascano in molti.

  24. Fabrizio

    Dott Giannino seguo il suo blog e le sue trasmissioni su radio24 e devo dire che sono quasi sempre d’accordo con le sue analisi. L’unica ingenuità che a mio avviso molti italiani hanno commesso, compreso Lei, è stata quella di pensare che questo governo fosse di tecnici seri e preparati. Salvo un paio di casi, si tratta invece di un governo di preparatissimi burocrati, e , come si sa, cane non mangia cane!

  25. Vincenzo

    @Dado
    Concordo pienamente. Già ho commentato il post precedente sull’argomente scrivendo che l’autorevolezza nel rivendicare qualcosa, in questo caso i tagli alla spesa pubblica, si conquista innanzi tutto facendo pulizia a casa propria. Quanti Tanzi, che non sono mai andati in galera, ci sono nel settore privato? Di come Ligresti ha gestito la SAI-Fondiaria, ne vogliamo parlare? Dei pirati della finanza, la categoria più inutile e dannosa che esista nella società, peggio degli statali, ne vogliamo parlare? Vogliamo parlare dei collezionisti di poltrone nei Cd’A che manco si accorgono che un mega-manager pagato stra-milioni di euro all’anno sta mandando in rovina l’azienda? E questi mega-manager, magari alla fine cacciati dall’azienda che hanno rovinato, che vanno a fare lo stesso mestiere in un altra? Delle aziende che socializzano le perdite, leggi cassa integrazione, pre-pensionamenti, mobilità, e privatizzano i profitti ne vogliamo parlare? Vogliamo per esempio stabilire, almeno per le S.p.A. di una certa dimensione, che i dividendi distribuiti agli azionisti di controllo debbano restare congelati per tre anni e ri-immessi in azienda ed utilizzati in luogo della CIG in caso di necessita?

  26. Antonio

    Mario45 :
    @ Antonio
    Guardi che nei favolosi anni 80, quando c’era la sovranità monetaria e il debito pubblico era praticamente tutto finanziato da italiani, lo stato pagava interessi sui BOT del 18 o/o . Certo, poi l’inflazione era al 20 et ultra. Nulla e’ gratis, tanto meno il debito. Altro che ” lo stato non si gestisce come una dItta o una famiglia ” : non c’è proprio nessuna differenza, e’ solo più complesso.

    Nei favolosi “anni 80” non mi pare che gli imprenditori si suicidassero. In ogni caso gli eventi di allora furono dovuti al “divorzio” tra Tesoro e Banca d’Italia …

  27. Antonio

    Giannino, mi sembra lei confonda gli effetti con le cause. Non è che i banchieri, l’Agenzia delle Entrate, Monti ec.ec. siano tutti cattivi. E’ che in queste particolari condizioni economiche il loro comportamento NON può che essere questo (gli effetti). Lei vede il malato che deperisce e non fa altro che sollecitarlo con un “Mangia più verdura!” oppure un “Mangia meno carne!”; ma quel malato deperisce non perchè la sua alimentazione sia sbagliata, ma perchè c’è un cancro che lo sta uccidendo. Quando lei confonde gli effetti con le cause, in realtà può fare a quel corpo assai più male di quanto non stiano facendo i “cattivi” di turno.

  28. Mi spiace..davvero. All’inizio ci ho anche creduto e difendevo a spada tratta questo governo Monti. Ora no…è indifendibile. 4.2 miliardi in 16 anni di attività di Giarda. Ma stiamo scherzando? E poi la nomina di commissari..è pazzesco.

    Abbiamo accresciuto la spesa inserendo nel governo dei TECNICI. Adesso inseriremo degli aiutanti dei tecnici, chiamati commissari. Siamo troppo avanti!

    Non so che dire..

    The Rebel Ekonomist

  29. carlo grezio

    siamo ancora molto lontani…
    bene tagliare gli sprechi e le spese inutili (non ci vorrebbe un commissario per cosi’ poco, basterebbero dei normali amministratori) ma porsi l’obbiettivo di risparmiare 4 miliardi su 800 è offensivo se non ridicolo.
    Il problema si può risolvere solo riducendo stabilmente il perimetro della spesa pubblica, azzerando intere amministrazioni inutili, non tagliando 100 euro la e 1000 qua.
    quindi…(repetita iuvant)
    ogni tanto si deve ricordare che il debito pubblico non è la “causa” dei problemi, ma l’”effetto” della malagestio di chi ha amministrato la cosa pubblica italiana.
    Mai un bilancio chiuso in pareggio, spesa pubblica fuori controllo, quote enormi di sommerso, in parte giustificata dalla esosità di un fisco gestito da politici pessimi eletti da un popolo pessimo.
    Arrivati a questo punto disastroso che tutti conosciamo non c’e’ altra strada che ridurre in modo sostanziale e definitivo la spesa pubblica che non può significare “solo” ridurre gli sprechi,diminuire il costo della politica etc…tutte cose giuste ma non sostanziali.
    Bisogna ridurre stabillmente e definitivamente il perimetro della pubblica amministrazione improduttiva di servizi effettivi (cioè non sanità o istruzione, campi nei quali bisognerebbe aumentare efficienza ed efficacia) ma in quella dedita, quasi sempre inutilmente, alla gestione ed all’interferenza nella vita e nell’iniziativa dei cittadini.
    Passata la sbornia federalista-leghista che ha semplicemente incrementato in modo incontrollato il costo della pubblica amministrazione con regioni voraci e malgestite da formigoni a vendola a lombardo, bisogna tornare sulla terra e definire un sistema di pubblica amministrazione economicamente tollerabile per un piccolo paese di 50 milioni di abitanti, che non può avere 4-5 livelli di pubblica amministrazione.
    E quindi :
    – abolire definitivamente le regioni, licenziando i loro dipendenti con tutti gli ammortizzatori previsti (fino alla mobilità triennale) ;
    – abolire le province delle grandi città;
    – istituire le città metropolitane (licenziando i dipendenti di quelle amministrazioni provinciali con tutti gli ammortizzatori previsti;
    – trasferire le deleghe regionali alle province e riprendere quelle economiche a livello centrale;
    – eliminare almeno il 50% degli oltre 8000 comuni italiani, portandoli ad una dimensione media, attraverso fusioni successive, di almeno 15.000 abitanti;
    – abolire comunità montane e strutture simili (licenziando i dipendenti di quelle amministrazioni con tutti gli ammortizzatori previsti) ;
    – procedere ad una razionalizzazione delle oltre 14.000 società miste attivate da regioni, province e comuni con la complicità di banche e privati quasi sempre inutili ed inefficienti.
    – eliminare ogni forma di amministrazione “speciale” quindi azzerando le regioni a statuto speciale che se vogliono restare italiane devono diventare ordinarie, se no, con i loro debiti possono tranquillamente diventare staterelli indipendenti e provare a pagarseli.
    Con queste misure si potrebbero risparmiare almeno 100 miliardi anno di spesa pubblica, si libererebbero enormi risorse per ottimizzare le residue strutture pubbliche, ma soprattutto si potrebbe ridurre la tassazione, in particolare quella indiretta che sta uccidendo l’economia di questo paese, dove iva e accise a qualsiasi titolo stanno rendendo impossibile l’attività di milioni di persone,(con la complicità di centinaia di mentecatti che pensano che sostituire imposizione diretta con imposizione indiretta sia virtuoso…veri analfabeti economici).
    Certo ci vorrebbe gente intelligente e preparata al governo, che ovviamente gli italiani non eleggeranno mai, perchè infondo … e non bisognerebbe mai dimenticarlo… questa situazione è l’esatta conseguenza delle scelte politiche degli italiani che questo volevano (botte piena e moglie ubriaca…poveri coglioni).

  30. FIlippo

    I giudizi sulle scelte (o non scelte) di questo governo sono giusti e condivisibili.

    Tuttavia, a mio parere, dovrebbero tener conto di due dati non trascurabili: questo è un governo sostenuto da forze non liberali (pdl in primis) ed ha ereditato lustri di gestione socialista (spacciata spesso per liberista) che ci hanno spinto nel baratro.

    Questo governo si trova a dipendere da forze politiche che prima tagliano l’ICI senza toccar la spesa (anzi aumentandola!!), poi per rimediare all’errore progettano l’introduzione dell’IMU e alla fine protestano veementemente contro la stessa tassa….
    Sorvolo poi sull’ostruzionismo del pdl in merito alle liberalizzazioni..
    Il governo Monti è oggettivamente un governo debole (perchè privo della legittimazione popolare) che si barcamena in mediazioni continue in un momento in cui servirebbero scelte forti e coraggiose.

    Proprio per questi motivi credo che il primo obiettivo della sana polemica liberale dovrebbero essere quei partiti che si dichiarano vicini alle nostre idee e che in realtà le hanno più volte tradite (e continuano a farlo).
    Il governo Monti è solo la conseguenza di 2 legislature di “centro destra” incentrate sul mantenimento dello status quo e sulla difesa degli interessi del capo: la critica a Monti non può non portar con se sempre una critica feroce ad un centro-destra italiano incapace di rappresentare anche solo in parte le istanze liberali.

  31. Antonio

    x Grezio

    Tagliare la spesa pubblica è proprio quello che NON serve in una fase di recessione. Se lei taglia la spesa pubblica di 100 miliardi NON risparmia 100 miliardi ma aumenta semplicemente la recessione del paese. Volete capirlo che NON funziona come in una famiglia ?? il debito pubblico giapponese viaggia a 14.000 miliardi di dollari (7/8 volte quello nostro): perchè il loro rating è molto milgiore del nostro e perchè il finanziamento del loro debito è praticamente senza costi ?

  32. maxp

    Stiamo discutendo di aria fritta…….
    Fintanto che non riimmetteremo nel mercato tutti quei strumenti regolatori a riguardo le Lobby finanziario-speculativo mondiali non otterremo nullla!!!
    solo sperperare risorse pubbliche e private……….
    Da quando il presidente Bush ha introdotto la DEREGULATION questi mostri sono passati da una speculazione all’altra, da una bolla all’altra, ed ora è il nostro tempo, bolla sui titoli sovrani tramite spred e cds..
    Signori se non canbiamo le regole a livello mondiale non cambierà mai nulla in meglio, e poi oggi PIGS domai Francia, Olanda, e poi………

  33. giuseppe

    @Antonio
    Sì. Ma se invece di compare un euro di caramelle che non mi servono,mi compro un chilo di pane, non è meglio? Se il taglio della spesa pubblica servisse un pò a tagliare le gambe anche ai parassiti di Stato (quelli molto in alto) Keynes non potrebbe lamentarsene.

  34. Pevalpaolo

    Rispondo a Max.
    I dipendenti pubblici sono troppi e hanno ritmi lavorativi e rese risibili. Bisogna tagliarli e introdurre il ‘metronomo’ che c’è nell’impresa privata. Per fare ciò occorrono dirigenti con le palle e il potere di dare 4 calci in c..o ai fancazzisti. Ti rendi conto di quello che dici!? Lo stato si regge sulle imposte versate dai dipendenti pubblici!!!??? Lo stato paga un dipendente 1000 e gliene ritornano 300 in imposte! Questo si chiama guadagnarci???!!!

  35. Antonio

    x giuseppe – No perchè quell’euro che spende in caramelle serve a finanziare l’industria che le produce, ossia a pagare i stipendi dei suoi operai ec.ec.. Cosa è una spesa improduttiva ? prendiamo il caso dell’evasore: il commerciante che evade, poniamo 1000 euro, spenderà quei 1000 euro magari per comprare una auto nuova, un computer, per fare la spesa al supermercato ec.ec.. Quelle spese in realtà faranno alla fine del bene all’economia in generale: perciò l’evasione NON e’ economicamente improduttiva. La attuale LOTTA alla EVASIONE FISCALE tanto sbandierata SERVE solo a GIUSTIFICARE nuove tasse sulla gente, che servono a PAGARE i fondi e investitori che finanziano il NOSTRO debito PUBBLICO (a costi spropositati). Noi paghiamo ad altri il prezzo del NOSTRO debito: e lo facciamo perchè NON abbiamo più la sovranità monetaria. E non la ABBIAMO perchè la GERMANIA ( e non solo) teme come la peste una eventuale nostra sovranità monetaria. Intanto perchè chi finanzia il nostro debito SMETTEREBBE all’istante di fare profitti; in secondo luogo perchè il ritorno della LIRA sarebber seguito da una sua IMMEDIATA svalutazione con conseguente esplosione del nostro EXPORT ( e crollo dell’export tedesco, che si troverebbe a quel punto in GUAI molto SERI).

  36. Pevalpaolo

    Chi parla di ritorno alla Lira viene guardato come un alieno, ma non gli viene mai spiegato il ‘perché no’.
    Basterebbe adottare il dollaro americano, ci guadagneremmo immediatamente. Nel contempo andrebbero stimolate le produttività che ci danno autosufficienza e ostacolate le importazioni che uccidono la produttivitá interna. Sarò ‘sempliciotto’ ma a volte le semplicità salvano la vita.

  37. LucaS

    X Giuseppe
    Capisco quello che lei intende dire e sono d’accordissimo! Giavazzi però commette un errore fondamentale: non capisce che alla sinistra della libertà e del benessere dell’italiano medio, o per lo meno alla sinistra NOSTRA E ATTUALE, non glie ne può importare di meno! E non è un errorino da poco secondo me! Anzi mi spingo addirittura oltre il ragionamento giustissimo che lei fa sulla libertà: loro non solo non lo metteranno mai in pratica ma proprio non lo capiscono ne lo capiranno mai! loro vogliono fare ingegneria sociale, decidere loro tutto per tutti massimizzando in questo modo il loro potere. Ecco il loro obbiettivo primario! E’ inutile spiegargli che lasciati al mercato i servizi funzionerebbero meglio e costerebbero meno e quindi che l’italiano medio starebbe meglio, avrebbe più possibilità ecc…… perchè questo è esattamente quello che loro non vogliono! a loro non importa un ficco secco dell’italiano medio! Perchè in questo caso l’italiano medio potrà anche star bene ma loro avrebbero meno potere non potendo più imporre le loro scelte agli altri, se l’italiano medio sta bene non ha bisogno del welfare e dei sindacati quindi loro perderebbero ulteriormente importanza…. come fa Giavazzi a non capire queste punto semplicissimo e aspettarsi dai politici della sinistra la rivoluzione liberale? E’ come pretendere da Microsoft che sviluppi l’open source.. un assoluto non-sense!

  38. Andrea

    Vorrei far notare che le varie soluzioni proposte qui da Oscar Giannino, da Voi lettori, nonche’ in altri siti da Michele Boldrin e Tito Boeri, hanno il piccolissimo difetto che produrranno danni a coloro i quali in questo momento (e da sempre) rappresentano la classe dirigente italiana (politica, economica-parassita, giornalistica) e quindi non verranno mai adottate.

  39. Francesco P

    Giuliano Amato presidente della Commissione che si occuperà del finanziamento e della disciplina dei partiti. Sento già puzza di un nuovo costoso flop come quello della Commissione Giovannini per stabilire la media degli stipendi e dei benefit dei parlamentari europei. A Bondi e Giavazzi vorrei augurare tanta fortuna, ma ormai sono scettico. Monti non può operare senza i partiti e le corporazioni (chiamiamoli con il loro vero nome). A loro volta i partiti e le corporazioni non sono dell’idea di autoridurre il proprio potere e il proprio reddito, non importa quello che capiterà all’Italia e ai suoi cittadini.

  40. LucaS

    X Antonio

    L’unica cosa giusta che ha detto è che l’evasione non è assolutamente improduttiva perchè con quei soldi ognuno compra quello che vuole sul mercato dove domanda e offerta si formano liberamente…. Sono invece le spese statali ad essere totalmente o quasi improduttive proprio perchè non vengono fatte spontaneamente da parte dei cittadini ma forzosamente dallo stato… Vuole un esempio di spesa improduttiva: le migliaia di insegnanti di latino o greco o religione… Perchè posso definirla spesa improduttiva? Perchè se non ci fosse lo stato a pagarli nessun privato o quasi pagherebbe per questi servizi che considera inutili…. ergo soldi dei contribuenti vengono usati per cosa che loro non vogliono sottraendoli quindi alle cose che loro vorrebbero…. ecco il miglior motivo per ridurre la spesa pubblica che viene prima ancora delle considerazioni economiche: rispettare la libertà della gente! Ma temo che lei sia troppo ideologizzato per capire questo punto.

  41. Ettore F.

    Solo un’entità consapevole di una forza smisurata può permettersi il lusso di deridere smaccatamente il proprio avversario in questo modo. L’italia produttiva, unico avversario di questa “plutocrazia pubblica”, è infatti inerme. Se ieri sono stati tanto sfacciati, in una surreale rappresentazione teatrale, da comunicarci che il problema sta nella sanità e che poco c’è da recuperare, nella migliore delle ipotesi nel 2014, significa che il loro radicamento è ormai totale. Sia mai che si fossero ricordati dell’immensa spesa per il pubblico impiego improduttivo, sia mai si fossero ricordati delle dismissioni o dei tagli alla spesa di enti pubblici inutili. Non hanno paura di niente, nemmeno di deriderci in diretta. Contesto la stolta cultura dell’ottimismo ed ormai, dopo quest’ultimo siparietto, devo credere obiettivamente che sia scacco matto. Il debito ha raggiunto livelli strutturalmente insostenibili, si stanno rubando danari ai contribuenti onesti al fine di alimentare la pubblica sacca dell’improduttività. Futuro ipotecato per pagare un passato e un presente di sprechi – non di investimenti – Nel frattempo il mondo fuori corre, innova, si trasforma. Non dimentichiamocelo.
    Sono stanco di mantenere il mio aguzzino. Quale arma di difesa resta a questo punto? Probabilmente l’unica strada è abbandonare la nostra casa, quella in cui il ladro si è insediato. Non tornarvi la sera e lasciare che finiscano le scorte, non pagare più le bollette, lasciare il ladro al buio, senza il nostro cibo e senza riscaldamento. Lasciargli la casa come tributo finale di espiazione e vivere altrove. Magari, solo a quel punto, capirà che deve imparare a lavorare anche lui.

  42. Antonio

    x LucaS – Mi perdoni. A patto che la spesa per pagare un insegnante di latino non mi sembra affatto improduttiva (alcuni di noi – spero – saranno ancora orgogliosi di essere italiani ed il latino certamente è la lingua precursore dell’italiano), non ha pensato che lo stipendio del professore di latino serve al professore per comprare beni di consumo, magari l’automobile Fiat ( e quindi gli stipendi degli operai della fiat che la costruiscono, gli stipendi degli operai dell’indotto fiat ec.), mobili per la sua casa ( e quindi artigiani della brianza che li costruiscono) ec.ec. . Il valore del prodotto di una società è il valore del prodotto per consumi privati + spesa pubblica + spesa per investimenti. Diminuendo la spesa pubblica si diminuisce anche il prodotto della società ( ed il rapporto con l’indebitamento sale).

  43. claudio p

    la politica è un buco nero, affascina, risucchia, contagia.. chi vi entra perde la bussola e si trasforma in sciacallo a sua volta.. è la sorte che rischiano i tecnici dei tecnici.
    Per non perdere la bussola ci vogliono anticorpi antistatalisti e anticorporativi grossi come palle da tennis.. e chi gli ha è maltrattato e aggredito dai media e dalle procure.
    Detto questo auguro ai tecnici nominati dai tecnici nominati dai nominati un Buon Lavoro!

  44. Max

    Concordo pienamente con l’analisi di carlo grezio, sviluppata in maniera concreta e attuata in maniera da riconvertire il potenziale umano in altri settori si potrebbe risolvere parecchi problemi e sprechi. Purtroppo visto il basso livello di intelligenza e competenza della nostra classe politica e anche dei cosiddetti tecnici penso che cio’ rimarra’ solo un’ utopia e che nella realta’ il nostro paese affondera’ sempre piu’ nella melma in una crisi senza via di uscita che degenerera’ in conflitti di classe sempre piu’ violenti ( leggi guerra tra poveri), mentre i nostri politicanti ruberanno fino a che potranno.
    Forse l’unica soluzione e’ una bella rivoluzione/guerra con la solita logica umana che va’ avanti da che esiste l’uomo: distruzione-morte-pochi che ricominciano-piu’ risorse per i pochi-ricostruzione.
    La storia è una galleria di quadri dove ci sono pochi originali e molte copie. Charles Alexis De Tocqueville (1805-1859), storico e politico francese.

  45. Massimo Formenti

    Ho la nausea e l’angoscia.
    Ci stiamo facendo trascinare dritti dritti nella miseria più indegna.
    Caro Oscar, serve un manifesto LIBERì, nel quale raccogliere l’adesione di tutti quelli che non credono più…

  46. Ettore F.

    Caro Antonio,
    per favore finiamola con la favola del “Moltiplicatore”! quest’ultimo è ormai il leit motive imperante per giustificare la spesa nel pubblico impiego parassita. Gentilmente, potrebbe spiegarmi dove va un paese che investe le proprie scarse risorse economiche in pensioni ed in spese atte esclusivamente a fare girare i consumi interni? cose ne facciamo della ricerca? degli investimenti in aziende efficienti, e l’innovazione poi ?. Sveglia! ci sono stati nel BRIC e nel South East Asia che, anziché dilapidare risorse in nome del famigerato “moltiplicatore”, le mettono in campo per creare e finanziare aziende le quali stanno predisponendo le tecnologie del futuro. Chi pensa lei, fra noi e loro, abbia qualche chance di avere un ruolo su questo pianeta nel prossimo cinquantennio ? E poi, io sono stanco di finanziare il reddito degli impiegati pubblici assenteisti affinché, loro, possano spendere per tenere in piedi il sistema come dice lei. Lasciatemi i soldi in busta che lo alimento io il mercato interno dei consumi. Loro, vadano a svolgere qualche lavoro utile e produttivo. Una proposta alternativa al suo antiquato moltiplicatore:
    equiparazione dello status giuridico fra lavoratore pubblico e privato. Messa in mobilità del 30% del pubblico impiego e sgravio fiscale per tutte le aziende private che assumono impiegati pubblici in mobilità. @Antonio

  47. Antonio

    claudio p :
    la politica è un buco nero, affascina, risucchia, contagia.. chi vi entra perde la bussola e si trasforma in sciacallo a sua volta.. è la sorte che rischiano i tecnici dei tecnici.
    Per non perdere la bussola ci vogliono anticorpi antistatalisti e anticorporativi grossi come palle da tennis.. e chi gli ha è maltrattato e aggredito dai media e dalle procure.
    Detto questo auguro ai tecnici nominati dai tecnici nominati dai nominati un Buon Lavoro!

    Niente affatto. Questi TECNICI VANNO CACCIATI al più PRESTO POSSIBILE prima che abbiano il tempo di distruggere l’Italia. Volte sapere quale sarà la prossima loro mossa ?
    Avrete seguito tutti l’incontro Monti-Barroso: fate molta attenzione perchè là si parlava di privilegiare le riforme strutturali a scapito della austerità. Riforme strutturali nel linguaggio montiano si traduce con smobilizzazione del patrimonio pubblico. In poche parole a chi (s)venderemo la Finmeccanica ? e la Unicredit ? e l’Italia intera?

  48. MBB

    ‘sta storia che Monti non fa bene perchè darebbe ostaggio dei partiti a questo punto mi pare solo una panzana che fa il paio con quella che senza di lui avremmo fatto la fine della Grecia.
    Vi ricordate il tutti addosso a Berlusconi che sottostimava la crisi, che non raccontava la verità etc.
    MM racconta anche lui “gabole” del tipo siamo fuori della crisi (chi ci crede?), “non vedo ragioni perché lo spread non continui ad abbassarsi” (da allora è risalito di brutto nonostante le iniezioni della BCE che l’anno scorso non c’erano, altrimente sarebbe a 800!).
    Per giustificare tutte le tasse usa sempre l’argomentazione “terrorostica” che altrimenti faremmo la fine della Grecia: a parte il fatto che non è dimostrato, chi ci dice che nonostante lui, o meglio anche grazie a lui, non si faccia lo stesso quella fine o una analoga?
    Il massimo: alla fine dell’anno ci sarà la ripresa! Non lo sa lui come non lo sa nessuno. Mente sapendo di mentire!
    MM usa anche lui la categoria dello “sdegno” su chi, scazzando, invita a non pagare le tasse, mentre in questi mesi non si è mai non dico “sdegnato”, ma non ha mai neppure accennato allo stato canaglia che oltre a sprecare quantità astronomiche di quattrini fa fallire decine (forse più) di imprenditori perché con la sinistra non paga loro i suoi debiti e con la destra impugna la pistola per avere i soldi delle tasse.
    Non c’è bisogno di tirare in ballo i partiti, MM ed il suo governo sono la quintessenza dello statalismo e quindi daranno ed avranno l’appoggio a coloro che ne sono da sempre i corifei (sinistra “istituzionale” in primis.).
    Dopo l’aumento della tassazione, la vicenda dell’art.18, abbiamo ora la clamorosa presa per i fondelli della revisione della spesa per ben 4 miliardi a fronte di una spesa globale che sfiora gli 800 (!!!).
    E’ palesemente solo un’operazione di PR nei confronti di un opinione pubblica cui i giornaloni e TV faranno da grancassa (vedete! ora MM taglia la spesa!) con qualche risvolto tragi(per noi)comico: un governo di tecnici che ammette di non saper fare i conti e fa un’altra commissione chiamando “consulenti esterni”.
    Ma questi sono “tecnici” Professori” di cosa, di cucina forse?
    D’ora in avanti come potranno criticare la marea di consulenze esterne delle varie amministrazioni pubbliche?
    Ha ragione forse chi avanza l’ipotesi che questa commissione servirà loro per fare da scaricabarile, come un qualunque gruppo politicante da strapazzo.
    Sull’indecenza di richiamare uno come Amato a lavorare sui partiti (!) e su tutto il resto Giannino non solo ha lucidamente ragione, ma è stato anche troppo tenero.

  49. Ecate

    @Max
    x Max,

    1. E’ vero che la maggioranza dei dipendenti pubblici italiani percepisce stipendi di un migliaio di euro, ma il loro numero è eccessivo rapportato alla popolazione che potrebbe benissimo fare a meno di almeno un terzo di loro. Senza offesa ma concetti come produttività, efficienza o efficacia sono assolutamente sconosciuti nella P.A. Invito il dipendente pubblico a scambiare, per qualche mese, il suo “posticino” con quello di uno del settore privato di una PMI : poi ne riparliamo.
    2. Le imposte, quelle che chiama “tasse” che paga un dipendente pubblico sono una partita di giro di imposte pagate da chi alimenta il PIL. Lo stipendio lordo del dipendente statale su cui paga le tasse fino all’ultimo centesimo è denaro prelevato ad altri per “servizi” spesso non richiesti e talvolta inutili. Questo è un primo aspetto, poi possiamo valutare se tutti i “servizi” svolti dalla P.A. servono, sono assolutamente indispensabili come quello di un infermiere, un medico o un carabiniere, oppure altri meno indispensabili ( potrebbe farsi fare un elenco dalla regione Sicilia o da giornalisti come Rizzo ). Un altro aspetto è aumentare la produttività di quelli che ci sono indispensabili o meno. Decenni fa c’era un solo maestro per classe elementare, ora 3,4 a volte 5 insegnati per classi di minor numero di studenti. Cosa inventiamo per giustificare l’aumento del triplo o quadruplo della spesa per alunno di 6 o 10 anni ? Sono certo che molti insegnati con 18 ore di insegnamento alla settimana e mesi di “non presenza in aula” grideranno, ma questi sono i fatti e qualcuno deve pagare per retribuirli.
    3. Verissimo che molti dirigenti percepiscono stipendi sproporzionati rispetto quello base e molti sono anche incompetenti per il ruolo che ricoprono. Non basta una laurea e aver studiato come per i quiz della patente e l’aver vinto un concorso per saper svolgere con capacità e produttività il ruolo di segretario comunale o magistrato tributarista. Poi un altro aspetto è ridimensionare il loro stipendio a pochi multipli rispetto a quelli di 1.000 euro al mese o anche meno dello stipendio base. Ma qui il cittadino ha le mani legate e coloro che possono cambiare queste cose di guardano bene dal farlo.
    4. Vero che alcuni dipendenti P.A. aspettano il 27 girando i pollici, ma il nocciolo della questione a volte è diverso. In un comune con 130 dipendenti esistono 2 figure stabili che curano la manutenzione dell’informatica per 100 computer, oltre a queste vengono pagati il software gestionale e la relativa assistenza annua. Per un’azienda privata sarebbe inconcepibile una voce di spesa per l’assunzione di 2 persone di un certo livello per la manutenzione di 50 PC ciascuno in aggiunta alla spesa di ulteriore assistenza esterna. Costa meno far venire qualcuno quando serve veramente.

  50. claudio p

    @Antonio
    A me piace l’idea di vendere le proprietà dello Stato – tranne quelle di particolare pregio storico-culturale o ambientale s’intende – però son d’accordo con te che il rischio è quello della svendita, per di più in un contesto in cui la spesa senza controllo ci riporterebbe alla stessa casella in men che non si dica, e senza più nessuna carta da giocare.
    La vendita dovrebbe essere affidata ad un amministratore trasparente e avveduto, non possiamo certo permetterci di lasciarla in mano a questa banda bassotti.. ma non mi pare che ai cittadini italiani sia stata o sarà mai data l’opportunità di selezionare una amministrazione con la volontà, la capacità e il potere di guidarci fuori dal guado.
    La selezione la si fa attraverso il voto e un trucchetto usato da questi sporcaccioni che tengono in ostaggio le Istituzioni Repubblicane è quello di rendere i voti inefficaci attraverso sistemi elettorali bizantini e truffaldini.

  51. andrea

    Questo Governo iperstatalista ed iperinterventista, come chi lo sostiene, sta facendo VERA MACELLERIA SOCIALE!!!!
    Personalmente resto convinto che la prossima legge elettorale verrà costruita per anestetizzare qualsiasi opposizione alla Coalizione dei parassiti conservatori dello Status quo.
    I segnali ci sono tutti: dagli appelli alti ed ipocriti alla coesione (ed al pensiero unico), alle inchieste giudiziarie sulle “opposizioni” potenziali più forti, fino alla solita “conventio ad escludendum” nei confronti degli antipartitocratici, da quelli storici e più credibili, a quelli più nuovi e demagogici.
    Come dice Ostellino: i liberali, in Italia, non sono nè di destra nè di sinistra. Sono altrove.

  52. Guido Roccatagliata

    Ciao Oscar,

    Sarò durissimo…questa volta con te! Che servano tagli alla spesa e corrispettivi tagli alle tasse non ci piove!!! Ma NON bastano pochi mesi. Per Risanare in maniera duratura e competente la spesa pubblica serve più di una legislatura!!! Occhio che se monti non durerà, al governo torneranno i veri artefici di questo disastro e alle spese Sara’ preferita l’uscita dall’euro e il fallimento.

    La tua angoscia e i tuoi toni mi fanno un po’ paura. Io sono un liberale, ma da questa situazione non ne usciamo in un quarto d’ora… i tuoi toni rischiano di dare manforte alla parte che ha depredate il paese in nome dello stato!

    Un abbraccio,
    Guido.

  53. adriano

    Non solo fece finta di non conoscerlo.In un discorso sottile all’Hotel Ergife disse ispirato: “Se tu sei colpevole,tutti siamo colpevoli.” Le parole non restano e sono facili da dimenticare.La patrimoniale si farà e non sostituirà ma si aggiungerà all’IMU.Mi meraviglia la scoperta della natura politica del governo tecnico.Quale esecutivo non lo è?Rispetto la sua considerazione su Bondi e Giavazzi.Non posso certo vantare la sua conoscenza degli uomini ma conosco l’uomo.Accettare l’incarico significa non capire o essere in malafede. Non so quale delle due ipotesi sia da preferire.

  54. Claudio Di Croce

    I dipendenti della PA , compresi quelli che scrivono su questo blog , non hanno ancora capito che la funzione per la quale percepiscono lo stipendio pagato dai sudditi , non ha alcuna rilevanza concreta , non produce ricchezza ma ne ostacola lo sviluppo, produce carta , timbri , permessi concessi o negati a seconda della benevolenza gratuita o pagata .TUTTE le funzioni svolte dal pubblico , ripeto TUTTE , tranne il monopolio della violenza e forse la politica estera, potrebbero essere svolte dai privati in modo più organizzato , più efficente, meno costoso, e con meno corruzione. Per quanto riguarda i cosidetti stipendi bassissimi , potrei sapere come mai per un concorso al Comune di Roma per duemila ” posti di paga ” si sono presentati oltre centocinquantamila candidati , mentre se si cercano operai o artigiani qualificati si presentano solo extracomunitari e i nostri giovani bamboccioni fanno gli sdegnosi e aspirano ad un posto nella PA ?

  55. Il fastidioso consesso quirinalizio, mostrato oggi dai TG, in cui un manipolo di nominati (compreso il comunista liberticida che oggi abita nella più costosa reggia a livello mondiale, ad esclusione, forse, di quelle occupate da qualche cammelliere babbeo arricchitosi con il petrolio) si rinforzava a vicenda, dà tragicamente l’idea dello stato di allucinazione di cui Monti e combriccola sono vittime. Il fatto è che, a forza di dirsi bravi tra di loro, costoro non sanno più nemmeno ciò di cui stanno parlando. Marione si è addirittura scagliato contro l’abolizione dell’ICI, dicendo che in un momento di crisi finanziaria era una cosa che non doveva essere fatta! Poffarbacco! Dimentica il professorone che, a fronte di quel salutare taglio, Tremonti (= Monti * 3) calò la mannaia in modo impietoso sui bilanci di Dicasteri, Regioni ed enti locali, infischiandosene delle proteste di colleghi ministri, dirigenti pubblici, presidenti di Regione ed associazioni di comuni? (e per di più ottenendo il placet di Ecofin). E per fare questo, non gli servì riesumare dalla tomba una imbarazzante figura di vampiro dal vergognoso passato di Giuda, né creare l’ennesima commissione di esperti (che farà la fine di quella destinata a confrontare gli stipendi dei parlamentari italiani con quelli dei colleghi europei). Fare finta che occorra una verifica costituzionale per capire se sia possibile accarezzare il finanziamento ai partiti è solo l’ultima delle bugie di regime che stanno cercando di propinarci (basterebbe solo aver visto ieri la faccia compita con cui “aria fritta” Rutelli ieri annunciava che la Margherita avrebbe dato in beneficenza i soldi ricevuti come ultima tranche dallo Stato oltre a quelli recuperati dalla truffa dell’ex capo dei Boy Scout italiani! Capito? Rutellone fa il figo con i soldi nostri. Ma non vi pare che un atteggiamento del genere attiri calci con la stessa naturalezza con cui una calamita attira il ferro?). Fare, poi, finta che occorra l’ennesimo saputello che si fotocopia da anni dalle pagine del morente Corrierone, facendoci ogni volta cadere in incontenibili filotti di sbadigli, per capire dove tagliare i contributi al settore delle imprese è solo l’ultima delle bugie più una (le imprese non hanno bisogno di contributi, semplicemente perché essi sono la differenza tra quanto lo stato preleva loro e quanto esso stesso tiene per banali scopi di redistribuzione socialista del reddito, comprese, naturalmente le spese necessarie a gratificare l’ego del sempre esternante a vuoto Napolitano, facendo in modo che egli possa vivere, con la sua signora, in una reggia). Siamo di fronte all’ennesimo teatrino di regime. I cinque, patetici miliardi che l’imbelle Giarda ha individuato sono una ridicola goccia in un mare di sprechi. Dei pochi Ministeri che quel tecnocrate ha elencato come obiettivo dei tagli manca, scandalosamente, quello della sanità, che, notoriamente, rappresenta la tavola imbandita presso cui politica e malaffare si incontrano più volentieri. E Monti ha pure avuto la faccia tosta di criticare la proposta del PdL di permettere alle aziende di compensare tra crediti e debiti contabilizzati nei confronti della PA! Ridicolo! Oggi, la reggia di Napolitano ha simboleggiato l’ultima ridotta di un potere incapace ed autorefenziale che ha i giorni contati. Che il PdL si decida a fare cadere questi quattro egocentrici arrogantelli del cavolo già domani mattina!

  56. Orfeo

    Ciao Oscar
    Di tutte le cose che ti vorrei dire solo una è prioritaria
    NON MOLLARE LA RADIO E QUALUNQUE METODO DI COMUNICAZIONE IMPORTANTE
    Sono un imprenditore di 47 anni e come tutti non me la passo benissimo ma sto in piedi e non mollo e non mollero , quindi non esserlo da meno
    Tu sei l’unica persona a cui oggi do la mia fiducia e ti credo quando parli , quando ti incazzi , quando vai contro corrente , quando inviti gente che altrimenti nessuno ascolterebbe insomma quando comunichi e fai SERVIZIO PUBBLICO
    Grazie di tutto questo
    E adesso avrei alcune cose da chiederti
    – ma la notizia di MM al quirinale è fondata ?
    – l’Amato chiamato è lo stesso del prelievo forzato ai CC , lo stesso che si fece la leggina per la riunificazione delle pensioni (lui lultimo beneficiario) , lo stesso che prende circa 30.000 € di pensione ecc ecc ?
    – il tizio che da 31 anni sta studiando la spesa da tagliare riceve un compenso particolare per questo studio ? (la storia dei cacciatori di topi olandesi insegna)

  57. Ma come? Nominano tre personalita’ di rilievo per dare consigli? Ma un governo che ha come primo ministro Mario Monti, ministro dello sviluppo economico Corrado Passera e vice ministro dell’economia Vittorio Grilli, non e’ in grado di affrontare con competenza ed autorevolezza il vero cancro di questo paese ovvero il binomio spesa pubblica-debito pubblico? Ma a che gioco giochiamo?
    Il premier prenda posizione anche a costo di andare contro i partiti; compia (finalmente) un’operazione verita’. Non ci sara’ crescita se prima non si libereranno risorse; per fare cio’ occorre che il governo attui immediatamente una poderosa e storica operazione di finanza straordinaria che avvii una progressiva e strutturale riduzione del debito pubblico: cessione delle aziende pubbliche locali, dismissione del patrimonio immobiliare pubblico, Eventuale imposta patrimoniale straordinaria, cessione delle partecipazioni statali non strategiche. Allo stesso tempo occorre nel piu’ breve tempo possibile tagliare la spesa pubblica che ormai e’ ben oltre i limiti di sostenibilità ‘.
    Se si taglia la spesa pubblica e Si aggredisce il debito pubblico si potra’ parlare di riforma fiscale (vera), cosi’ determinando le condizioni per la crescita, altrimenti saremo destinati a vegetare con una pressione fiscale oltre il 45%.
    Secondo me questo governo ha fatto intendere che non ha ne la voglia ne il tempo (purtroppo) per fare tutto cio’.
    Purtroppo

  58. Vincenzo N.

    Facciamo un giochino: mettiamo 50 impiegati statali (o assimilati) in una stanza, e 50 impiegati del settore privato in un’altra. Escludiamo apposta gli autonomi come utile semplificazione del gioco.
    Dopodiché a entrambe le assemblee diciamo: c’è un aumento del 5 per cento dello stipendio se cambiate stanza. Secondo voi quale sarà il saldo? io sospetto che si troverebbero in cento in una unica stanza. Secondo voi la stanza dei Ccento è quella del settore privato o quella del settore pubblico?
    Giannino, Forza!!

  59. Orfeo

    Ciao Oscar
    Ti racconto un aneddoto interessante in merito a come vanno le cose in alcuni stati
    Dovrei fare un lavoro in Canton Ticino (Svizzera) e cosi prima di tutto ho chiamato un conoscente Svizzero che lavora in proprio per capire come funzionavano i sistemi di pagamento oltre confine
    – ricevute bancarie sconosciute
    – il bonifico alla data stabilita (e comunque entro 60 giorni)
    – i ritardi non sanno neanche cosa sono
    – essendo una ditta estera in caso di mancato pagamento basta andare alla frontiera e presentare un esposto alle guradie di confine (udite udite) e dopo mezza giornata gli ispettori saranno presso la ditta interessata
    TE LO IMMAGINI SE DOVESSI SPIEGARE IO COME FUNZIONA IN ITALIA ?

  60. LucaS

    X Antonio
    Certo che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire! Torniamo all’esempio…
    1) Il latino se vuole può studiarselo da solo senza pesare finanziariamente sui contribuenti o pagarsi coi SUOI soldi un insegnate privato! Qui da noi addirittura non solo lo stato ti obbliga a studiarlo, sprecando enormemente il tempo di studio dei ragazzi che sarebbe enormemente più ben speso su inglese e sulle materie scientifiche… ma addirittura ti fa perdere un anno di studio se non raggiungi un certo rendimento da lui stesso prestabilito… ma chi si crede di essere? Al limite sarei favorevole a licenziare tutti gli insegnanti di latino meno 1 o 2 e fargli fare un corso ben strutturato su internet cosi con poco si possono soddisfare i capricci di chi vuole che il pubblico ci insegni il latino: se proprio deve essere si può farlo spendendo l’equivalente di 3 stipendi! Comunque il concetto non cambia: sarà tutto quello che vuole lei ma pochissimi spenderebbero per questo servizio! però sono costretti a pagarlo comunque… e lo stesso vale per tantissimi beni e servizi forniti dallo stato! Non dobbiamo imporre agli altri e tantomeno far pagare agli altri i nostri gusti/preferenze… per es. io considero quelli del Grande Fratello dei mentecatti ma moltissimi italiani li guardano tanto che non solo si autofinanzia ma è un programma in forte utile… pensi se tutti questi italiani (molti più di quelli interessati al latino) pretendessero che sia lo stato a pagare per il grande fratello… cosa direbbe? Si incazzerebbe no? E allora perchè per latino, greco, religione… scemate come queste no?
    2) Torniamo all’economia che è meglio: certo che il profe poi quei soldi li usa per comprare altre cose… ma questo cosa diavolo significa? Allora diamo i soldi al primo che passa per strada o ad un paese africano che tanto poi li spende anche lui.. ma ci è o ci fa? La differenza fondamentale è che nel mio sistema per poter spendere devi creare beni e servizi che altri acquistano di loro spontanea volontà quindi tutti devono essere produttivi, efficienti e aggiornarsi continuamente in un processo che si chiama CRESCITA… nel suo al contrario siccome tantissime persone sono completamente inadeguate al sistema produttivo ma pretendono un certo tenore di vita enormemente superiore alle loro capacità (es profe di latino che stanno molto meglio di tanti giovani ingegneri che sanno 2 lingue…) le si fa assumere dallo stato e le si fa mantenere dalle forze produttive! Quel che è peggio è che cosi facendo si distruggono tutti gli incentivi che guidano la crescita: perchè lavorare se lo stato ti mantiene (e il voto di chi è mantenuto vale come quello che ti mantiene quindi pesa uguale per decidere il governo.. in violazione del principio na taxation without representation and no representation without taxation)? perchè darsi da fare e farsi in quattro se poi lo stato ti rapina di quasi tutto quello che produci e ti addita a ladro, evasore… perchè rispettare le leggi se chiunque non le rispetta non viene punito, perchè rischiare di essere licenziato in qualsiasi momento anche se si fa il propio lavoro magari perchè l’impresa deve ristrutturare invece che essere assunti a vita nel pubblico… tutto questo OVVIAMENTE (se spiegato bene anche un bambino lo capisce) fa in modo che forze produttive non ne nascano più e alla lunga strema fino alla morte le poche forze produttive rimaste…. E prima che tutto questo avvenga c’è una fase intermedia come quella attuale in cui escono i geniacci come lei che propongono di creare moneta dal nulla per creare artificialmente il potere d’acquisto necessario a pagare tutte queste forze improduttive e il welfare ormai insostenibile ma senza spremere ulteriormente le forze produttive perchè queste magari c’è il caso che si incazzino, o chiudano, o come dico sempre e mi auguro per loro, emigrino! Come proposta è allettante per il cittadino medio che non vede il suo devastante retro della medaglia: in primis ancora più potere allo stato e alle lobbies e distruzione del risparmio via inflazione (cosi anche l’incentivo a risparmiare va a farsi benedire! d’altronde se proprio vogliamo distruggere l’economia privata facciamolo per bene no?)…. il tutto dando ancora più potere non solo allo stato nazionale ma anche a quello sovranazionale, l’EU… in modo tale che quando i cittadini si ribelleranno non potranno mandare a casa il governo come sarebbe in loro potere per quello nazionale… ma continuino impotenti a subire i diktat degli ingegneri sociali socialistoidi come lei… C’è solo un problema: in questo sistema che tanto le piace quasi tutti stanno molto peggio e solo alcuni, le elites stanno meglio (Unione sovietica e sud america anni 80 sono esempi perfetti!) quindi o lei appartiene a queste eletis… ma se non vi appartiene come penso (loro mica perdono tempo a leggere questi siti e a dibattere quando possono imporre le loro volontà tramite lo stoto) è meglio che cominci a farsi meglio i suoi conti!

  61. LucaS

    X john galt

    Aspetta! Ti manca un passaggio:
    Rutelli non solo fa il figo promettendo di devolvere i soldi dei contribuenti (mica i suoi che comunque vengono sempre dai contribuenti..) in beneficenza… In più scommetto che li “devolverà” a qualche fondazione di cui non si conoscono i soci e fra i quali magari c’è pure lui… Insomma ruba i soldi dei cittadini come ha fatto Lusi senza poter essere minimamente toccato e addirittura facendo il figo passando per quello che fa beneficenza…. Mi ricorda quel demente di Gustavo Selva (ex deputato AN che finse un malore per essere prelevato dall’ambulanza ed evitare il traffico) che chiese a Monti di devolvere lo stipendio di primo ministro (cui aveva denunciato, tenendosi però bello stretto quello di sanatore a vita senza presenziare mai alle sedute del Senato) a qualche fondazione… Cioè se l’obbiettivo è far risparmiare lo stato, l’unica è lasciarli allo stato! o meglio ancora ripagarci immediatamente i debiti dello stato verso chi ha crediti IVA… altro che fondazioni del ca..

  62. Paolo Venturini

    oh, ma a voialtri liberisti non va bene niente! A criticare così son capace anche io!

  63. Paolo Venturini

    Parliamoci chiaro e vediamo che cosa è successo in Italia negli ultimi venti anni a proposito di rivoluzione liberale, a dimostrazione che si tratta di una cosa impossibile: nel 1994 scende in campo il cavalier Pompetta (che in questo blog molti hanno votato, anche se adesso fanno finta di niente); ve lo ricordate o no che il vostro Banana, tra un burlesque e un pompino, garantiva che in Italia non c’era crisi e i ristoranti erano pieni? Solo 7 mesi fa? Ve lo ricordate o no, Chigago-boys dei miei stivali che l’avete votato in massa? Insomma il cavaliere dai capelli asfaltati prometteva tagli a spese e tasse e abbiamo visto come è andata a finire: con l’idiozia di abolire l’ICI (bravo Monti ad aver messo con le spalle al muro la feccia del PDL che ci ha portato a questa situazione). L’ICI non poteva essere abolita: un popolo di proprietari di case DEVE pagare le tasse sulla prima casa! Veniamo poi alla Lega, che ha fatto della battaglia antistatalista e antiassistenzialista uno dei suoi primi punti di forza e che ha finito col difendere le province per il semplice motivo che quelle del Nord le controlla lei. Monti pontificava sui giornali e adesso non può tagliare semplicemente perché il grasso è poco. A questo punto propongo Giannino come Presidente del Consiglio: fallirebbe anche lui e così la chiuderemo per sempre con questo inutile neolibersimo che serve solo a distruggere le società.

  64. Paolo Venturini

    “Non dobbiamo imporre agli altri e tantomeno far pagare agli altri i nostri gusti/preferenze… per es. io considero quelli del Grande Fratello dei mentecatti ma moltissimi italiani li guardano tanto che non solo si autofinanzia ma è un programma in forte utile… pensi se tutti questi italiani (molti più di quelli interessati al latino) pretendessero che sia lo stato a pagare per il grande fratello… cosa direbbe? Si incazzerebbe no? E allora perchè per latino, greco, religione… scemate come queste no?”

    Le affermazioni di LucaS sono la prova dell’ignoranza assoluta dei neoliberisti. Siamo arrivati al punto che egli paragona il Grande Fratello a discipline come latino, greco e religione… E questa gente ricostruisce uno stato e una società? ahahahahah, siete ancor più pagliacceschi del previsto, ora capisco come mai avete votato in massa il cavalier Pompetta, vi ha proprio fatto il lavaggio del cervello con la sua televisione idiota! Latino e religione come il Grande Fratello, ma pensa te…

  65. Vincenzo N.

    @Paolo Venturini
    Mi sento tranquillo perché il Berlusca non l’ho mai votato, ma mi permetto di ricordarle che quando fu introdotta l’ICI, la chiamarono ISI, dove la ESSE stava per straordinaria. Prima non c’era, non esisteva. Ma dovendo mantenere l’architettura di uno stato di statali, politici e sindacalisti, essa fu mantenuta, venendo abolita per qualche anno solo per la prima casa. Ora siamo d’accapo, l’architettura barcolla di nuovo e quindi raddoppiamo l’ICI e le cambiamo nome perché dobbiamo mantenere la stessa pletora di malcontenti che mai e poi mai “cambierebbe di stanza” (il riferimento è al Commento numero 3 di questa pagina).

  66. Paolo Venturini

    Certo che è strano, non se ne trova uno che ammetta di aver votato il cavalier Dentiera…
    A parte questo, se vogliamo parlare seriamente (e non fare sparate inutili come quelle di LucaS e altri impavidi cavalieri del nulla) bisogna dire che le condizioni per tagliare la spesa pubblica ci sono sicuramente e anche da subito, ma la pretesa di farlo in modo feroce licenziando così, dall’oggi al domani, che so, 2000000 di dipendenti statali (tra cui cito, a solo titolo di esempio, gli insegnanti di latino, greco e religione a cui LucaS ha fatto riferimento) è, al di là del fatto che sia giusta o meno (per me non lo è, ma non è questo il punto), IMPOSSIBILE: nessuno lo farebbe mai e nessuno ci riuscirebbe mai. Se invece mi si dice che in quattro anni la scuola potrebbe perdere circa 150000 persone col blocco del turnover e l’uso dei docenti di ruolo per le supplenze con aumento obbligatorio dell’orario di servizio (i supplenti annuali sono oggi sui 70/80000) allora già si fa un ragionamento più realizzabile (che porterebbe l’organico delle scuole a calare di quasi 300000 persone rispetto ai tempi pregelminiani: il 30%). Il discorso scuola potrebbe valere per tutte le amministrazioni, ovviamente, anzi ce ne sono molte che risultano ancor più “intasate” per ragioni clientelari.
    Voglio dire, insomma, che se ragioniamo con pacatezza, i margini per tagliare ci sono, se spariamo ad alzo zero, allora è chiaro che tutto resterà come prima.

  67. Mario45

    @ Antonio

    Certo che gli imprenditori non si suicidavano: la pressione fiscale era allora al 31 o/o e il contribuente aveva diritti e possibilità di difesa che la barbarie di Tremonti e Visco gli attualmente gli nega. Il problema degli anni 80 fu l’esplosione del debito senza copertura, sollecitato o addirittura preteso da tutti i partiti, PCI incluso. Che poi non fossimo pronti ad accedere alla moneta unica tedesca, o che si dovesse arrivarci seguendo altri percorsi, lo sapeva la maggior parte di quelli di noi che lavoravano sui mercati internazionali. Topo Amato e Ciampi il grande (per d’Alema) ci hanno sapientemente guidato ad imboccare il sentiero che ci ha condotto a questo punto.

  68. LucaS

    X Paolo Venturini

    6 stato fantastico nel distorcere/manipolare completamente il mio ragionamento… complimenti! Non ho paragonato il Grande Fratello al latino nel senso che dici tu ma sul fatto 1) che nessuno dovrebbe imporre agli altri i suoi gusti/preferenze e soprattutto pretendere che gli altri li paghino! E’ innanzitutto un tema di libertà che ogni spesa pubblica necessariamente non rispetta! Se lo stato ha il potere di impormi il latino cosa gli impedirà un domani di impormi il Grande Fratello? Lo stato sta stabilendo degli standard persino su quello che dobbiamo bere, mangiare ecc… ecco il punto che fai finta di non vedere! 2) Che il Grande Fratello, per quanto odiato e disprezzato (l’ho scelto apposta) ha una domanda di mercato mentre latino e compagnia no: pochi pagherebbero quello che lo stato spende per fornire questo servizio… e per pagare cose che i contribuenti non vogliono devono rinunciare a cose che invece vogliono! Viceversa se fosse sul mercato un privato potrebbe realizzare un corso interamente informatizzato di videolezioni con grammativa, esercizi e letteratura… costruendo un percorso e grazie ai feedback degli utenti adeguare l’offerta, integrarla, correggerla… tutte cose impossibile nel costosissimo (a confronto) sistema di istruzione pubblica… ma tu ovviamente devi buttare tutto in folklore focalizzandoti sul Grande Fratello, cosi puoi evitare di rispondere nel merito!
    In un commento di ieri o di 2 giorni fa ho scritto una proposta dettagliata di come cambierei, rivoltandola come un calzino, la scuola pubblica! Quel sistema consentirebbe di ridurre enormemente i costi e il personale, dando un servizio migliore e molta più libertà agli studenti… Comunque so benissimo che nessuno lo farà mai di licenziare cosi tanti statali… ecco perchè insisto che sia Giannino a candidarsi che avendo idee più moderate e “inclusive” delle mie potrebbe ottenere un grosso consenso mentre chiaramente io o altri con programmi molto più radicali no! Comunque resta un fatto incontrovertibile: con le tecnologie moderne si può produrre istruzione di alta/altissima qualità per tutti (cosa che attualmente lo stato non è in grado di fare pur spendendoci miliardi di euro… vedi test Pisa se non credi a me) a costi quasi irrisori… quindi perchè non si dovrebbe farlo? Facciamolo e diamo la possibilità alle famiglie di scegliere e per chi sceglie questa modalità che costa infinitamente meno rimborsiamola dei risparmi che ha permesso allo stato non scegliendo il modello tradizionale! Quello che io propongo non è una cosa nuova: la stessa Wikipedia che ha un effetto incredibile sull’istruzione e la formazione non a caso è nata dal privato e si è autofinanziata e segue lo stesso modello che ho proposto qui!
    Tornando ai dipendenti: perchè se un dipendente pubblico è inutile (parlo di chi lavora non dei fannulloni qui), essendo stato superato dagli avanzamenti tecnologici, deve restare dov’è e venir pagato dalle aziende private che invece per resistere devono essere iperefficienti? Nel settore dell’istruzione questo poi è molto molto grave perchè migliaia di persone con una formazione-medio alta sono “sprecate” invece che produrre ulteriore conoscenza e tecnologia (i veri driver della ricchezza futura) stanno li a ripetere sempre le stesse robe per anni e scaricando il loro enorme costo sulle forze produttive… che logica c’è in tutto questo?

  69. Dado

    Credo che per capire per quale ragione ci troviamo in queste condizioni dobbiamo leggerne le cause.
    A mio parere la responsabilità principale ha un nome e un cognome ed il sig. Silvio Berlusconi; con lui sono stati persi vent’anni, letteralmente persi nel nulla più assoluto. Ha occupato tutto lo spazio politico a destra soffocando ogni energia disponibile per reali politiche liberali e di modernizzazione, riesumando e creando uno spazio politico anche per i comunisti che ormai erano morti e sepolti dalla storia.
    Qualcuno di voi potrà correggere le virgole ma anche i dati sulla spesa e sul debito sono chiari:
    Governo Sinistra 1996 – 2000: debito pubblico su Pil da 123 a 109 con tendenziale sotto il 100
    Governo Berlusconi 2001 –2006 : inversione di tendenza e dopo due anni da 104 a 110 con tendenziale 115 con inevitabile richiamo da parte dell’UE.
    Governo Prodi 2007: da 110 a 104 tendenziale
    Governo Berlusconi:2008 – 2011: da 104 tendenziale a 123
    Le liberalizzazioni e le privatizzazioni praticamente realizzate solo dal centro sinistra (incredibile!!!).
    Tremonti è un socialista e qualcuno sperava che…
    E’ stata una follia collettiva, è stata venduta l’anima ad un uomo, il più sbagliato, completamente sbagliato.
    Ma perché questa follia collettiva?
    Dov’è ora la destra liberale? Posto che in Italia sia veramente esistita.
    E’ inutile prendersela con la “Politica”, qualcuno votava o si votava da solo?
    La Cosa di plastica ora è politicamente morta, o almeno si spera.
    Io non sono così pessimista per il medio termine; dopo i tecnici che faranno qualcosina ma non tutto, potrebbe finalmente aprirsi lo spazio per un vera destra modernizzatrice ed una sinistra che dovrà innovarsi per fronteggiarla.
    Se ognuno farà la sua parte il paese se ne avvantaggerà. Speriamo.

    E ora vi dico perché non sono per niente d’accordo con chi auspica che Giannino entri in politica; i problemi della spesa pubblica c’erano anche 10 anni fa, 5 anni fa, e 3 anni fa, ma tutti tacevano o parlavano sottovoce. Proprio dai microfoni di Radio 24 avevo più volte sentito Giannino in veste di ospite spingere per la riduzione di tasse (e questo sia) anche a fronte di aumento di debito…ecchissenefrega disse??? Ma di spesa niente quando comandava il Cavaliere, o di deficit obiettivi mai rispettati ecc. Insomma tutta questa furia contro le spese e per una politica virtuosa che sento solo da qualche tempo e ora contro i professori mi sarebbe piaciuto sentirla anche prima. Dovevo sentirla anche prima.
    Mi sarebbe piaciuto sentire Giannino gridare da tempo contro Berlusconi per l’aumento irresponsabile della spese primaria..ma niente.
    Meglio un buon giornalista che picchi duro soprattutto i suoi amici di destra o sinistra che siano piuttosto che un altro tecnico alla politica.
    Io dico che ce la facciamo e Giannino continui così che ora sta rendendo un bellissimo servizio al paese.
    Viva l’Italia
    Saluti

  70. maurizio

    @Ecate
    Sono un dipendente pubblico e mio malgrado devo darti ragione.
    Devo dirti che purtroppo i posti Dirigenziali in tutti i settori pubblici sono occupati per il 90% da personaggi incapaci senza un minimo di esperienza nel privato ,imposti con concorsi fantasma da politici di turno…..ne avrei da raccontarti per ore ma chiudo con il dirti che se non resettiamo tutto il carrozzone pubblico, dico RESETTARE ,non abbiamo speranze di salvezza.

  71. Caro Oscar
    insisto col chiederti di scendere in campo. L’esperienza e le capacità per farlo non le mancano. Io sono pronto a fare la mia parte. Partiamo!!!!

  72. Andrea Chiari

    Nonostante le magagne di Lombardia e gli amichetti di vacanza del suo presidente gli standard di efficienza del nord sono incommensurabilmente superiori a quelli del sud. Ma dobbiamo tagliare i dipendenti degli enti locali in modo uguale quando al sud sono di norma almeno il doppio? In ogni caso la riduzione va fatta dappertutto. Una ipotesi piccolina, da esempio: aboliamo gli uffici che concedono i contributi per la benzina ai contadini (alcune centinaia di dipendenti su scala nazionale), fra l’altro fonte di sprechi e corruzione, e trasformiamo il mancato contributo in uno sconto fiscale. Così per tante leggi sui contributi che costa più la macchina per erogarli che il loro valore incentivante. Altro esempio, ancora più piccolino: in molti paesi del mondo la licenza di pesca si acquista dal negozio di pesca e la si esibisce insieme a un documento di identità alla richiesta della vigilanza. Qui da noi – almeno nella mia regione – la licenza di pesca è un documento di identità a tutti gli effetti con foto, timbri e burocrazia cantante, come un passaporto. Le leggi e i regolamenti in Italia sono incredibilmente complicati e severi, tanto poi non li rispettano. Mi diceva un sudtirolese che loro se la passano male: hanno leggi italiane e vigilanza di cultura tedesca, che cioè fa rispettare le norme. Un macello.

  73. Mario45

    Mi piace il Giannino attuale; mi piace il Giannino Giornalista, schietto, preparato e combattivo, di una razza che sembrava estinta nei media del belpaese; penso che la sua funzione sia necessaria e insostituibile. Ma da noi si dice ” ufele’ fa el to meste’ ” : ognuno deve fare il suo mestiere, soprattutto se lo sa fare bene. Per aggregare consenso da maggioranza occorrono, come dice John Galt più sopra, quattrini, una montagna di quattrini, oltre ad essere leader avendo l’ambizione di esserlo. Non mi pare che Il Nostro lo sia ne che ambisca diventarlo. Accontentiamoci di quello che può darci e che ci da ogni giorno, senza chiedergli inutili sacrifici e forzature, che e’ già molto.

  74. Leggo di qualcuno che ancora ci illumina con qualche residuo spicciolo di anti berlusconismo, di quell’insieme, cioè, di competenze succhiate come latte dai giornaloni paladini della democrazia e della Costituzione, quelli che il solo tenerli in mano regala ai fortunati possessori la orgogliosa consapevolezza di avere per le mani l’esclusivo passaporto per il ristretto club delle menti migliori (li si riconosce facilmente, questi paladini del giusto e del bello, dal sorriso orgogliosamente beato che sfoggiano per strada quando, dopo avere investito un euro e venti nelle più sublimi forme in cui la verità si degna di concedersi agli umani, tengono il tesoretto stretto stretto sotto il braccio, pregustando la goduria intellettuale che di lì a poco, comodamente seduti sulla panchina della stazione, potranno provare). Fa niente, poi, che il candido nutrimento che esce dalle generose mammelle dei giornaloni etici sia fatto apposta per suscitare, nei più remoti strati dell’inconscio dei loro ignari discepoli, secrezioni biliose fra le più verdi e pure che fisiologia umana possa produrre, di modo che ciascuno di essi, dopo avere definitivamente smarrito in una incontenibile rabbia il senso delle cose, finisca immancabilmente con il trasformarsi in sinistro patibolo della propria libertà. Collodi seppe magistralmente rendere in prosa queste subdole forme di riduzione in schiavitù con l’episodio del Paese dei Balocchi, in cui Lucignolo ed il povero Pinocchio, convinti di avere scovato una via in discesa per la felicità (un po’ come pensare che un euro e venti sia sufficiente per raggiungere le vette della comprensione) si ritrovarono, alla fine, con due sublimi orecchie da somaro. Vent’anni a blaterare su Berlusconi e neppure una volta a domandarsi come mai i miracolati dal sistema di questo Paese, coloro i quali hanno passato una vita a campare sulle spalle degli altri, si siano accaniti ben oltre i livelli di ragionevolezza richiesti dalla normale dialettica politica ed anzi abbiano dato il vita ad una delle più ignominiose campagne di persecuzione di un singolo che la storia ricordi. Chi nel 94 capì la forza rivoluzionaria dell’arcoriano e nei successivi due decenni lo ha sostenuto (vedendo piano piano snaturarsi il messaggio iniziale ed assistendo al suo lento declino, alla ricerca del compromesso con le forze dello statalismo, fin sulla soglia del socialismo) contro i suoi interessati persecutori e l’esercito di zombies a cui essi avevano strappato l’anima (ed obnubilato quel poco di cervello di cui la natura li aveva dotati) al prezzo giornaliero di un euro e venti, si può dire abbia fatto di tutto per evitare il punto in cui siamo arrivati (ricordo solo che nel 2006 il centro destra varò la riforma dell’assetto dello stato i cui stessi punti sono oggi in eterna discussione e che fu bocciata da un referendum a cui le immancabili legioni delle marionette eterodirette accorsero in massa). Risparmiateci le vostre lezioni: l’anti berlusconismo non è, come vi hanno raccontato, patente di intelligenza, ma prova di insipienza.

  75. Roberto

    Caro Giannino,
    e se Monti ed i suoi ministri fossero sinceri ed avessero messo lì Bondi non tanto per sapere cognivamente cosa fare ma per farlo, dato che dietro a quell’aria sorniona si cela un mastino che sperano riesca a dominare direttori e dirigeniti dell’amministrazione pubblica restii a tagliare per davvero?
    A me i dati di Giarda mi hanno confortato. Riuscire ad avviare la macchina che in un paio di anni possa portare ad un taglio di 80 miliardi (quasi 6 punti di pil) ed avere una stima di possibili tagli per quasi 300 miliardi, vuol dire che (con tutte le difficoltà del caso e la necessità di rapporti ‘analitici’, come dice Ricolfi) la via c’è per rilanciare il Paese…

  76. sergio

    Caro Dott. Giannino,
    sono un Suo lettore e condivido la Sua crociata sulla necessità di TAGLIARE LA SPESA PUBBLICA per alleggerire la pressione fiscale.
    Alcune brevi considerazioni alle Sue critiche a Monti:
    – lasciamolo lavorare almeno un anno……i disastri li hanno fatti altri!
    – perchè non vendere il patrimonio pubblico, anche a costo di fare saldi? Aspettiamo i liquidatori fallimentari?
    – chi è in PENSIONE NON PUO’ LAVORARE!!! e’ indegno, ruba il lavoro agli altri!
    – va bene il contributivo, ma perchè non lasciare che i vecchi lascino il posto ad altri quando arrivano a 35 anni di lavoro?
    – perchè le mega pensioni e i trattamenti di favore non vengono pesantemente colpiti?
    Saluti
    Sergio

  77. patrik

    @Claudio Di Croce
    beh quoto al 100%
    i dipendenti pubblici, sono abituati a vedere (e coltivare) il loro piccolo orto, pertanto quando gli si parla di diminuire, tagliare, ridurre, etc… gli viene sempre da far finta di nulla.
    perché? beh le ragioni sono molte partendo dai diritti e priviliegi del lavoro pubblico ma il fatto di non dover rendere conto a nessuno se non ad un responsabile che se tutto va bene gliene frega al più la metà di quanto gliene frega a lui.
    ma il mondo è fatto così e il mio timore come il buon Oscar è che questo Governo messo lì da un comunista DOC come Napolitano non possa fare altro che far atrofizzare ancor di più il tessuto industriale del paese. ad un certo punto gli amici PA spreconi e quant’altro dovranno farsene una ragione. Vedi i nostri vicini di casa Grecia, Spagna &Co.
    a questo punto è solo una questione di tempo ma la domanda mia da imprenditore che ha sempre oagato REGOLARMENTE il suo 53,7% di imposte/y è pago o non pago il 16 giugno.
    quest è la domanda che mi pongo sempre più spesso. Oscar, paghiamo o no a giugno le tasse?

  78. Vincenzo N.

    @Roberto
    hanno messo lì Bondi solo ora perché gli ci vorranno dai 6 ai 12 mesi per capirci qualcosa, e per allora saremo in un altro mondo.

  79. Ettore F.

    daccordissimo con te LucaS. X Antonio:

    Caro Antonio,
    per favore finiamola con la favola del “Moltiplicatore”! quest’ultimo è ormai il leit motive imperante per giustificare la spesa nel pubblico impiego parassita. Gentilmente, potrebbe spiegarmi dove va un paese che investe le proprie scarse risorse economiche in pensioni ed in spese atte esclusivamente a fare girare i consumi interni? cose ne facciamo della ricerca? degli investimenti in aziende efficienti, e l’innovazione poi ?. Sveglia! ci sono stati nel BRIC e nel South East Asia che, anziché dilapidare risorse in nome del famigerato “moltiplicatore”, le mettono in campo per creare e finanziare aziende le quali stanno predisponendo le tecnologie del futuro. Chi pensa lei, fra noi e loro, abbia qualche chance di avere un ruolo su questo pianeta nel prossimo cinquantennio ? E poi, io sono stanco di finanziare il reddito degli impiegati pubblici assenteisti affinché, loro, possano spendere per tenere in piedi il sistema come dice lei. Lasciatemi i soldi in busta che lo alimento io il mercato interno dei consumi. Loro, vadano a svolgere qualche lavoro utile e produttivo. Una proposta alternativa al suo antiquato moltiplicatore:
    equiparazione dello status giuridico fra lavoratore pubblico e privato. Messa in mobilità del 30% del pubblico impiego e sgravio fiscale per tutte le aziende private che assumono impiegati pubblici in mobilità. @Antonio

  80. alessandro

    Salve Dott Giannino. In questo periodo di forte difficoltà economica e sociale che si vive in Italia, una figura autorevole e di sostanza come la sua è quello di cui l’ITALIA ha fortemente bisogno. Le sue idee hanno sempre un filo logico (causa ed effetto), nulla è lasciato al caso, ma soprattutto evidenzia una forte ponderazione nelle cose che dice. Da cittadino italiano, la invito a valutare vivamente di assumere un ruolo piu incisivo nelle decisioni del nostro paese. Valuti se e come entrare a far parte di coloro che gestiranno il nostro paese in futuro. La sua presenza sarebbe una forte garanzia di solvibilità e crescita per il nostro paese, sia per le imprese, sia per i lavoratori, ma soprattutto per la classe medio borghese che sempre piu sta scomparendo.
    Sig Giannino, l’ITALIA ha fortemente bisogno di persone come lei in cabina di regia….aiuti il suo paese a salvarsi.
    Chiedo scusa se posto questa mio pensiero sul suo blog, ma credo di farmi portavoce di molti molti italiani

    saluti
    alessandro (un comune cittadino)

  81. Dado

    :@ John galt

    …Chi nel 94 capì la forza rivoluzionaria dell’arcoriano e nei successivi due decenni lo ha sostenuto…

    Quale forza rivoluzionaria? In 10 anni di governo e con maggioranze di tipo bulgaro avrebbe potuto, se avvesse saputo e soprattutto voluto, cambiare il paese e rivolatarlo come completamente.
    Nessun alibi, nessuna scusante. Basta con questa sciocchezze.

    Zero liberalizzazioni anzi il contrario ogni volta che ha potuto…; privatizzazioni quasi zero; massima crescita di spesa corrente; debito pubbliico fuori controllo senza riuscire a neppure a ridurre la pressione fiscale; riforme istituzionali utili zero (unico pezzo da incoriciare la peggior legge elettorale della storia della repubblica); credibilità internazionale zero.
    Viva la rivoluzione. Viva Zapaturlosconi.
    Speriamo solo che i rivoluzionari siano finiti sennò poveri noi.

    Cordialmente

  82. Claudio Di Croce

    Mi accorgo che dopo mesi di relativo silenzio ha ripreso la polemica anti SB e la risposta è semplice : si sono accorti che il governo tecnico nominato da un presidente eletto da un parlamento di nominati non funziona . Prima tutti i problemi e le colpe erano di SB adesso sono dell’europa , dei tedeschi cattivi che non vogliono pagare i nostri debiti , della BCE , ma la situazione di fondo italiana resta la stessa e questi personaggi hanno il timore che gli italiani si rendano conto che i nostri problemi non potevano essere risolti solo facendo fuori SB . Io per due volte ho votato SB e la ragione è molto semplice : speravo che si potesse ridurre l’invadenza dello stato e piuttosto di essere governato dai postcomunisti e loro leccapiedi avrei votato e voterei chiunque. La mia speranza di una svolta meno statalista è andata delusa , ma resta ancora valida la seconda ragione e cioè che l’alternativa sinistra è molto ma molto peggio. E quella tecnica si sta rivelando una buffonata.

  83. Davide Gionco

    E se invece di tagliare…

    E se anzichè tagliare la spesa si agisse come segue?

    EMISSIONE DI CREDITI FISCALI
    di Davide Gionco

    Oggi lo Stato italiano è debitore verso molte aziende private che hanno eseguito lavori pubblici, per diverse decine di miliardi di euro.
    Ciascuna di queste aziende è tenuta a pagare allo Stato ogni anno delle tasse.
    Oggi sia lo Stato che le aziende private sono in evidente crisi per mancanza di liquidità per fare fronte ai pagamenti dei fornitori (lo Stato) e delle imposte (le imprese).
    Dato che lo Stato vuole incassare le imposte per pagare i lavori pubblici, pare logico ed evidente che lo Stato potrebbe pagare le imprese con dei semplici CREDITI FISCALI, i quali possano essere utilizzati successivamente dalle stesse imprese per il pagamento delle imposte.
    A differenza degli attuali crediti d’imposta, che vengono unicamente riconosciuti ai singoli contribuenti in cambio di versamenti monetari superiori al dovuto, i crediti fiscali potrebbero essere accreditati dallo Stato anche come corrispettivo di una pari quantità di lavoro in euro effettuato dal contribuente. Inoltre questi crediti fiscali sarebbero cedibili a terzi, ad esempio ai fornitori del contribuente, ma anche per i versamenti fiscali a nome dei propri dipendenti.
    A tale scopo potrebbe essere creato un coonto corrente fiscale in entrare e uscire per ciascunn contribuente, persona fisica o impresa.
    In questo modo alla fine della transazione lo Stato avrà potuto realizzare le opere pubbliche desiderate e le imprese avranno regolarizzato la loro situazione fiscale, senza ulteriori oneri per lo Stato e senza l’utilizzo di euro.
    Questa prima fase potrebbe essere gestita in modo graduale, secondo la libera scelta delle imprese. Lo Stato potrebbe proporre un pagamento immediato in crediti fiscali (costo e tempo di emissione = zero) oppure un pagamento in euro secondo i tempi usuali (e indecenti) della Pubblica Amministrazione.
    E’ molto probabile che le imprese propendano per la prima soluzione, essendo tutte soggette al pagamento delle imposte, portando ad una ampia diffusione di questi crediti fiscali.
    A questo punto siccome anche i fornitori dei fornitori dello Stato pagano le tasse, i fornitori diretti dello Stato potrebbero accettare di farsi pagare importi maggiori in crediti fiscali, sapendo di poterli cedere in parte ai loro fornitori e di poterli utilizzare per il pagamento della parte fiscale degli stipendi dei propri dipendenti.
    Persino lo Stato potrebbe pagare la parte fiscale degli stipendi dei propri dipendenti direttamente in crediti fiscali, senza bisogno di euro.
    Nella pratica questi crediti fiscali si configurerebbero come una moneta parallela a tutti gli effetti, la cui diffusione supererebbe certamente l’importo annuo di tutte le tasse pagate dagli italiani.
    Avrebbero un valore nominale espresso in euro, ma non sarebbero cambiabili in euro, se non attraverso il pagamento delle tasse, consentendo una economia sul pagamento in euro delle tasse.

    L’introduzione di questa moneta parallela dovrà avvenire in modo graduale, fino a che si creerà un punto di equilibrio di mercato fra euro e crediti fiscali.

    VANTAGGI
    • Potrebbe essere emessa senza gravare sul debito pubblico, quindi secondo necessità, fino a che vi siano persone disposte a lavorare in cambi di questa moneta, facendo solo attenzione a non creare più crediti fiscali di quanti il mercato nee chiede, se no non verrebbero più accettati e si inflazionerebbero.
    • Si avrebbe un notevole sviluppo dell’economia interna, grazie alle rilevanti iniezioni di liquidità di moneta parallela e grazie all’aumento delle commesse pubbliche.
    • Lo Stato non avrà più bisogno di emettere titoli (ad interesse) per finanziarsi. Una parte degli incassi fiscali ancora in euro potrebbe essere utilizzata per ridurre il debito pubblico, ovvero per pagare i titoli di stato in euro in scadenza. Non avendo lo Stato più bisogno di vendere titoli per funzionare, il debito pubblico non sarà più un problema dello Stato, quanto piuttosto dei creditori. Lo Stato potrà imporre lui il tasso di interesse dei titoli, dichiarando ufficialmente che non potrebbe garantire il pagamento in euro di tutti i titoli in scadenza (chi mai potrebbe garantire, anche oggi, il pagamento di 1900 miliardi di euro in contanti?). Chi vorrà non perdere il valore investito in titoli, dovrà rinnovarne l’acquisto, ma alle condizioni stabilite dallo Stato italiano, ad esempio a tasso zero. Il pagamento in euro del debito pubblico potrà quindi avvenire, ma in modo molto graduale, secondo le disponibilità in euro dello Stato.
    • La nuova moneta sarà solo di tipo elettronico, metre gli euro saranno utilizzati esattamente come oggi avviene. Ogni contribuente avrà un conto corrente fiscale, sul quale verranno registrati i crediti fiscali in ingresso (pagamenti da parte dello Stato o di altri clienti privati) e in uscita (pagamenti ai fornitori o di imposte allo Stato). Ciascun contribuente sarà dotato di una carta di credito elettronica gratuita per registrare tali pagamenti. Questo rappresenterà anche un forte ostacolo all’evasione fiscale, al riciclaggio di denaro sporco, alle attività mafiose.
    • Non sarà consentito allle banche l’emissione di crediti ad interesse in questa valuta, essendo essa di esclusiva proprietà dello Stato che la emette in cambio di prestazioni lavorative e la annulla in cambio del pagamento di imposte. Si potrebbe valutare la concessione di crediti in questa valuta da parte dello Stato, in cui utili (gli interessi) andrebbero allo Stato stesso. Lo Stato potrebbe prestare questo denaro ad un tasso inferiore a quello delle banche, per favorire il rilancio dell’economia.

    SVANTAGGI
    • I titoli fiscali non sarebbero, formalmente e legalmente, una moneta, ma solo dei crediti, simili ai crediti bancari. Non sarà quindi possibile una loro rappresentazione cartacea. Per le piccole transazioni quotidiane si dovrà conttinuare ad utilizzare l’euro.
    • La UE e la BCE potrebbero contestarla in quanto moneta corrente diversa dall’euro, aprendo una procedura di infrazione contro l’Italia e minacciando sanzioni. In realtà si tratterebbe delle minacce dello sfruttatore contro lo sfruttato. Questo fatto sarebbe tuttavia l’occasione per sollevare a livello europeo il dibattito sulla sovranità monetaria e sulla conformità costituzionale del fatto che alle banche private sia concesso di emettere crediti utilizzando il denaro depositato dai loro clienti e sulla base di una garanzia di riserva frazionaria di solo l’1%, mentre allo Stato non sarebbe consentito di emetttere crediti sulla base di lavoro di pari valore liberamente effettuato da dei cittadini per lo Stato stesso.
    Nel frattempo, se lo strumento della sovranità monetaria sarà stato correttamente utilizzato, la ripresa economica in Italia sarà evidente, soprattutto trascinata dalle commesse pubbliche.
    Gli italiani si renderanno ben conto della differenza rispetto a quando esisteva il monopolio dell’euro e ne comprenderebbe le ragioni con oogni evidennza. E la stessa cosa la comprenderebbero altri popoli europei oggi sottoposti ai dannosi sacrifici delle politiche di austerità.
    Sarebbe l’occasione per ridiscutere finalmente in profondità i trattati europei.

  84. Alberto

    Ok, uno lo avete trovato: io ho votato B.
    Ho sbagliato? Col senno di poi, sì. Ma col senno di poi, mentre se avessi votato contro B. avrei sbagliato “col senno di prima”.
    Detto questo, rispondo anche a Venturini: un popolo di possessori di case deve pagare le tasse sulla prima casa. Vero, anzi di più: tutti devono pagare le tasse sulla prima casa, e sulla seconda, e sulla terza per chi ce l’ha. Ed infatti si pagano nell’irpef (ok, per la prima c’è la deduzione, che è ingiusta perchè non è proporzionale al reddito, e quindi si dovrebbe sistemare).
    Ma l’IMU – e l’ICI prima ancora – è una tassa di possesso, assolutamente folle e probabilmente incostituzionale perchè applica aliquote diverse al possesso dello stesso bene, un po’ come se lei dovesse pagare un canone RAI più alto per il secondo apparecchio TV. Ma le pare?
    La soluzione sarebbe effettivamente la patrimoniale che Monti agita a mo’ di spauracchio (patrimoniale non solo sulle case, bensì su tutti i patrimoni al netto dei debiti), che non è una bestemmia in quanto tale, ma lo diventa oggi perché si sommerebbe alle tasse sui redditi e non le abbasserebbe di una virgola. Per i motivi che tutti le hanno spiegato qui sopra.

  85. Bruno

    Leggo che c’è qualcuno soprattutto preoccupato di accertare chi ha votato in passato che cosa, evidentemente ritenendo costoro di aver votato nella maniera giusta. Vecchia storia di chi ha la verità in tasca, così poco interessante che non meriterebbe attenzione se non perchè vien da chiedergli:
    “che ne dice di non ridurre, almeno non in via prioritaria, gli organici della P.A. e dei vari apparati dello Stato e degli Enti Pubblici, ma di ridurne le retribuzioni da subito? Non ha il sospetto che non solo gli organici siano pesantissimi ma anche gli inquadramenti lo siano, che ci siano figure professionali come dirigenti, responsabili di funzione in numero esorbitante non solo se si sottopone il sistema a una seria valutazione da parte di società specializzate (esterne al sistema stesso) ma anche se solo lo si sottopone al comune buon senso? Difficile accettare che in Enti il rapporto tra responsabili e dipendenti si avvicini a 1/3 o 1/4, difficile accettare che sistemi di valutazione collochino percentuali più che bulgare di dipendenti e figure apicali al massimo livello di valutazione Difficile accettare che in certi apparati la carriere siano pressochè automatiche. Difficilissimo accettare che se un’ azienda è in crisi di bilancio e di competitività, e la P.A. lo è evidentemente, non succeda nulla, non si ponga il problema di riorganizzarsi in fretta, di risparmiare, di aumentare l’efficenza. Che se il peso di questa spesa rende non competitivo anche il sistema produttivo e se assorbe risorse essenziali per consentire una qualche possibilità di ripresa , tale spesa possa continuare ad essere una variabile “indipendente” che se ne sta al riparo da ogni possibile intervento. Non è questa la ragionevolezza a cui si riferisce?

  86. Massimo 67

    Monti sembra essere il miglior alleato della Lega Nord, continuando di questo passo darà una accelerazione alla formazione della Padania magari con il placet della Comunità Europea. Fantapolitica ?! Vedremo ?! Comunque grazie per le tue prese di posizione contro questo stato, questi governi, questi burocrati. Guai a chi tocca Oscar Giannino !!!

  87. LucaS

    X Davide Gionco

    Non sono un esperto ma da quello che ho capito mi sembra più realistica e semplice/rapida da attuare la proposta di Giannino…. In ogni caso i tagli e più ancora le privatizzazioni e smobilizzo dell’attivo immobiliare servono eccome! a prescindere dal problema dello stato che non paga! Su quest’ultimo punto invece sono sicurissimo.

  88. LucaS

    X Paolo Venturini e Dado (only about Berlusconi)
    Vi risponderò nel modo più sincero possibile:
    1) L’ho sempre considerato e a maggior ragione lo considero tuttora l’antitesi di tutti i valori liberali in cui credo e per questo non l’ho mai votato, anzi diciamo pure che non lo posso vedere (“enorme disprezzo” e “risentimento” per i danni che ha causato al paese penso descrivano bene il mio stato d’animo nei suoi confronti)! Semplicemente non lo considero una persona che possa anche solo lontanamente essere presidente del consiglio o ministro o deputato… per semplici ragioni di legalità e decoro, prima ancora che programmatiche! So che mi sto attirando l’antipatia di molti ma è quello che penso e by the way è quello che pensano anche grandi liberali come Boldrin e Zingales! A mio “favore” però, se cosi possiamo dire, devo anche ammettere 2 cose: nel 1994 ossia il primo anno in cui si candidò con un programma liberale e di rottura ero troppo giovane per poter votare e nessuno poteva sapere che Berlusconi in realtà non avrebbe mai mantenuto nemmeno di striscio come giustamente fate notare le sue promesse; e fino all’università, a causa della mia grande ignoranza di economia e finanza, che è poi quella dell’italiano medio…. ero quello che oggi definisco con orrore un “ingegnere sociale fautore del socialismo-reale” non rendendomi conto che le soluzioni che ingenuamente sostenevo pensando per esempio di far star meglio i poveri erano in realtà l’anticamera della loro rovina e peggio ancora serfdom come scriveva il grande Hayek, e ci sono tantissime persone in buona fede vittime della stessa ignoranza… proprio perchè è controintuitivo!… quindi possiamo dire che chi ha votato Berlusconi rispetto a me ha fatto quasi un errore veniale e di poco conto, perchè come dice giustissiamamente Alberto loro “hanno sbagliato col senno di poi” mentre gli altri (me compreso) “hanno sbagliato col senno di prima”, senza nemmeno rendersene conto aggiungerei io!
    2) Se nei primi anni Berlusconi poteva avere il beneficio del dubbio anch’io trovo incomprensibile come in tanti lo abbiano sostenuto fino all’anno scorso nonostante un track record disastroso abbastanza lampante! L’unica spiegazione che mi viene in mente è questa: non sempre il consumatore è entusiasta di quello che compra ma continua comiunque a comprarlo per mille motivi, ma in definitiva perchè NON ESISTONO ALTERNATIVE MIGLIORI! Quindi io vi chiedo: per un liberale c’erano alternative miglior (non mi pare)? Se si quali? E se come penso io non c’erano cosa potevano fare i liberali oltre a cercare di influenzare dall’interno il centrodestra come ha per es. cercato di fare Giannino o Martino? Oggi invece tutto è cambiato (a cominciare dalla tecnologia e dalla diffusione di internet….) e c’è la possibilità concreta di creare da zero un movimento/partito che porti avanti le nostre idee! Prima non eravamo in consizione di dire la nostra e di farci sentire ma oggi le cose sono cambiate e l’unica cosa che serve è il coraggio!
    3) Questa mia risposta ha senso se si critica partendo ad un punto di vista liberale! Per es. quante volte io stesso ho criticato Giannino per i suoi silenzi/critiche a bassa voce a Tremonti in altri tempi… ma se criticate Berlusconi per sostenere gli ingegneri sociali che vogliono il socialismo-reale e il perpetuarsi in eterno dello stato ladro con me state perdendo tempo!

  89. 4,2 miliardi di tagli alla spesa, su una spesa di 670 miliardi sono esattamente lo 0,6%!!!; considerato che rischiamo di pagare nel periodo 2012-2013 87,3 miliardi in piu’ di tasse rispetto al 2011 è impressionante il braccino corto del governo quando si tratta di tagliare le spese….!!!!

  90. Gianluca

    Fa bene Giannino a tenere la guardia alta, purtroppo mi sembra che in questo caso sia un po troppo pessimista. Ho letto che da subito si risparmieranno circa 4 miliardi, ho letto che si dovrà arrivare velocemente ad 80 miliardi e che questo importo sarà anche superato.

    Passiamo dal nulla e dai numeri correttamente espressi da Ugo Arrigo sul fare dei governi Italiani dal 1981 ad oggi, a questi. Sono tutte stronzate quanto il governo dice voler fare? questo governo riuscirà a fare quanto vorrebbe? Non lo so ma averlo già messo nero su bianco mi sembra un buon passo avanti.

    Tra l’altro leggo sul Messaggero di ieri a firma Diodato Pirone quanto molti in questo salotto da tempo chiedono a gran voce, quanto lo stesso Giannino mi sembra voglia, per questo faccio fatica a comprendere tutte queste critiche, riporto l’articolo:

    ROMA – Questa volta saranno i ministeri romani a dover dare l’esempio. Entro il 31 maggio, quindi in tempi strettissimi considerando la complessità della manovra, dovranno presentare una relazione sui tagli di spesa secondo i criteri di massima previsti dalla spending review, ovvero dal meccanismo di revisione di ogni voce di spesa pubblica appena varato dal governo e precisato con un’apposita direttiva dal premier Monti.

    L’obiettivo di ridurre la spesa pubblica di 80 miliardi riducendo sprechi, inefficienze e corruzione è indispensabile e affascinate ma si tradurrà anche in migliaia di trasferimenti per i dipendenti pubblici, dall’impiegato al preside all’alto magistrato. Si profilano poi chiusure e accorpamenti di centinaia di uffici e di scuole, riduzione di carriere (basti pensare all’eliminazione di decine di prefetture e questure), nel superamento di un andazzo sulla distribuzione del personale figlio delle pressioni dei partiti, dei sindacati, delle strutture ecclesiastiche locali, di interessi non sempre legittimi come sugli appalti. Molti lavoratori del pubblico impiego e molte famiglie dovranno cambiare abitudini radicate. Questa è la traduzione della guerra dichiarata ieri dal governo a quel sistema che negli ultimi 20 anni ha fatto crescere i costi del sistema pubblico di 70 miliardi in più rispetto a quelli privati.

    L’operazione sarà molto difficile e dolorosa. Ma il governo sembra determinato e per evitare ritardi e «furbizie» la direttiva varata ieri da Palazzo Chigi prevede che: «Ciascun ministero, con la collaborazione della struttura interministeriale istituita con decreto del presidente del Consiglio dei ministri proporrà un progetto contenente sia gli interventi di revisione e riduzione della spesa atti a generare i risparmi di spesa previsti, sia misure di razionalizzazione organizzativa e di risparmi per gli esercizi futuri».

    Insomma, almeno sulla carta non si scherza. Anche perché il rapporto Giarda sulla spesa esaminato dal consiglio dei ministri riporta a pagina 5 alcune considerazioni che equivalgono a vere e proprie bombe per la routine ministeriale italiana. La più importante è forse la terza: Giarda ha riscontrato carenze diffuse nell’organizzazione del lavoro, nelle politiche retributive e nell’acquisto dei beni. Si profila una riforma profonda, forse più ampia della ristrutturazione dello Stato fu ipotizzata negli anni Novanta e poi rapidamente messa in soffitta. Il bis resta in agguato.

    Gianluca

  91. andrea

    Ma che berlusconiani ed antiberlusconiani! Ma che geneticamente superiori ed inferiori! Ma continuiamo tutti a fare gli utili idioti del logoro giochino ipersemplicistico?
    Se dobbiamo dividerci, come è giusto che accada nella democrazia liberale (l’anima vera della quale E’ “il conflitto” e non “la coesione” o “il pensiero unico” tanto blaterati dalle più alte sfere del Potere), allora l’unica divisione possibile è quella tra PRODUTTORI e PARASSITI.
    Che non necessariamente significa tra i dipendenti pubblici e tutto il resto che non è pubblico. Che può anche significare divisione tra aree del Paese (vedi Ricolfi, 30.04.2012, La Stampa). Che può anche significare divisione tra dirigenti e dipendenti pubblici. Tra fannulloni e lavoratori. Tra raccomandati ed esclusi. Ecc ecc ecc

  92. Vincenzo

    Forse (ma un forse con mille punti interrogativi) Monti è più abile di quanto fino ad oggi sia apparso.
    Ciò che finora ha limitato qualunque governo nel taglio della spesa pubblica (e nelle liberalizzazioni) è stato il fatto che, ogni volta che qualcuno ci ha provato, si è trovato di fronte il muro non solo dei diretti interessati, e vorrei ben vedere che non fosse stato altrimenti, ma anche di gente comune tratta in inganno da chi era invece interessata.
    Basta ricordare quale è sempre stata la reazione ai timidi tentativi di taglio nel settore della scuola; genitori, cui la scuola pubblica costa una fortuna per tramite delle tasse che pagano, che protestano insieme ad insegnanti incapaci che rovinano i loro figli (i ragazzi che vanno in corteo non li considero perché alla loro età qualsiasi scusa è buona per marinare la scuola – l’abbiamo fatto tutti).
    Nessun governo che ha provato a tagliare la spesa ha, in sostanza, goduto di un sostegno forte a livello di opinione pubblica, quel sostegno che ormai si estrinseca anche attraverso i commenti che vengono postati sulla rete.
    La batosta fiscale di Monti unita alla timidezza dimostrata inizialmente nel taglio alla spesa stanno portando persone che fino a oggi erano solo genericamente a favore della riduzione dei fantomatici “sprechi” – ma poi non si capiva mai cosa questi sprechi fossero – a premere in maniera forte per un reale taglio della spesa pubblica. E questo perché la tassazione inizia a pesare sulle loro tasche in maniera insopportabile.
    Insomma, per fare un esempio magari non corretto ma che credo renda bene l’idea, due genitori con figlio a scuola che prima si opponevano alla riduzione del tempo pieno perché è molto comodo avere la scuola come baby-sitter, di fronte a una stangata di un paio di migliaia di euro di nuove tasse iniziano a pensare, magari, che è meglio sacrificarsi un paio di ore in più per accudire il figlio piuttosto che pagare quesi deumila euro in più di tasse.

  93. Massimo74

    @Paolo Venturini

    Eppure in inghilterra il governo Cameron ha appena varato una manovra finanziaria che punta a ridurre il settore pubblico di circa 700.000(!) dipendenti.(eppure l’inghilterra ha molti meno dipendenti pubblici dell’italia).Spiegami perchè non si potrebbe fare altrettanto qui da noi.

  94. andrea

    Angelo Panebianco (2010)
    Se la crisi dell’Eurozona non porterà ad uno smantellamento degli «estesi e costosi sistemi pubblici di welfare», almeno «un ridimensionamento sensibile, unito a una forte razionalizzazione delle spese, dei sistemi di welfare, sembra inevitabile nel corso degli anni a venire».
    Una «vittima illustre» di questo processo è «il socialismo, in tutte le sue diverse sfumature e varianti».
    «Il socialismo europeo è stato, innanzitutto e soprattutto, uso della spesa pubblica per fini di ridistribuzione… in nome di un principio di uguaglianza. Ma se tutto questo diventa economicamente insostenibile, se persino il carattere universale delle prestazioni di welfare rischia di essere messo in discussione a causa della scarsità delle risorse e della conseguente necessità di scegliere i soggetti a cui continuare a erogare le prestazioni e i soggetti da escludere, il socialismo finisce per perdere gran parte della sua ragione sociale. I conservatori sono sicuramente molto più attrezzati, per cultura politica e insediamenti elettorali, a governare in una fase storica che si annuncia assai lunga e che potremmo definire di welfare austerity».
    Alla «crisi dei socialismi meridionali, greco, spagnolo, portoghese» fa da contraltare in Italia lo scarso appeal delle «proposte di espansione della spesa del maggior partito di opposizione».
    I sacrifici che imporranno i governi provocheranno «forte disagio sociale e forti proteste» e «i partiti socialisti, naturalmente, le cavalcheranno», ma saranno premiati solo se gli elettori saranno così imprudenti da pensare solo ai vantaggi di breve termine.
    Il New Labour britannico aveva tentato di riscrivere la propria «ragione sociale», ma tranne una prima fase in cui ha saputo assicurare una crescita economica formidabile, nei 13 anni di governo è finito per tornare al «socialismo della spesa» e per logorarsi.
    In Italia, è meglio che a sinistra non ci s’illuda: il suo è sì un problema di leadership e di vecchie facce, ma è innanzitutto di contenuti. Prima di preoccuparsi di come si dicono le cose e di chi le dice, ci si dovrebbe preoccupare di cosa si va a dire.

  95. Gianluca

    andrea :
    Ma che berlusconiani ed antiberlusconiani! Ma che geneticamente superiori ed inferiori! Ma continuiamo tutti a fare gli utili idioti del logoro giochino ipersemplicistico?
    Se dobbiamo dividerci, come è giusto che accada nella democrazia liberale (l’anima vera della quale E’ “il conflitto” e non “la coesione” o “il pensiero unico” tanto blaterati dalle più alte sfere del Potere), allora l’unica divisione possibile è quella tra PRODUTTORI e PARASSITI.
    Che non necessariamente significa tra i dipendenti pubblici e tutto il resto che non è pubblico. Che può anche significare divisione tra aree del Paese (vedi Ricolfi, 30.04.2012, La Stampa). Che può anche significare divisione tra dirigenti e dipendenti pubblici. Tra fannulloni e lavoratori. Tra raccomandati ed esclusi. Ecc ecc ecc

    Concordo Andrea, spesso la maggior parte delle persone cade nella trappola. C’è anche il detto che dice: dividet et impera, sempre molto attuale.

    Gianluca

  96. pippy

    @Dado
    Certo se scrivevi anche di quanto sia aumentato in percentuale il debito di Germania francia e gran bretagna a partire dal 2008……..

  97. LucaS

    X Gianluca

    Secondo te quante probabilità ci sono, realisticamente, che vengano realizzate quelle proposte finora SULLA CARTA che hai scritto? Per me 0 o anche meno… 80 miliardi di tagli? Scusami ma non ci credo neanche se li vedo! Inoltre per come la vedo io prima di fare qualunque taglio o ristrutturazione (che inevitabilmente scontenta tanti privilegiati) venderanno l’attivo patrimoniale (che scontenta pochi e politicamente è molto più digeribile) quindi se di vendita dell’attivo non sentiamo nemmeno parlare figurati che tagli possiamo aspettarci! Ovviamente spero di sbagliarmi ma mi sembra quasi impossibile. Per tradurre queste cose in realtà c’è un unico modo: FMI!

  98. Al peggio non c’è mai fine, nutro la max stima per il Dott. Bondi, nel tempo ha dato evidenza delle proprie capacità, confido che riesca nella “titanica impresa” di razionalizzare la spesa pubblica, ma dico…… che cavolo ne facciamo del Ministro Giarda; che per 25 anni ha gestito e controllato, appunto la spesa pubblica, se bisogna chiedere aiuto ad uno dei migliori manager Italiani, che facciamo si dimette?

  99. Gianluca

    x LucaS

    Caro LucaS quello che pensiamo noi vale zero. Dobbiamo guardare i fatti. Fra 18 mesi (semmai questo governo arriverà a fine mandato) prima delle successive elezioni si traccia una riga.

    Cosa hanno fatto di quanto proposto e scritto riguardo la Spending Review?

    Si valuterà quanto è stato fatto se il programma è stato rispettato in pieno o per nulla o terza ipotesi, solo in parte. Valutare quanto non è stato fatto, perchè non è stato fatto visto che i voti al parlamento ed al senato sono politici e non tecnici.

    Questo mi sembra un modo equilibrato di giudicare e mi fa specie che di righe dal 94 ad oggi ne abbiamo tracciate molte, per verificare tutte le promesse elettorali del csx e del cdx, e di buoni risultati non ne ricordo di incredibili, eppure le critiche non sono mai state così pesanti, o sbaglio?

    Sopratutto noto una cosa, c’è tra molti, la corsa a chi fa la critica più grande, considerando che governano da 5 mesi e mezzo, mi sembra tutto eccessivo e nn ricordo critiche del genere dopo 5 mesi ad altri governi che per 30 anni, come ha spiegato molto bene Arrigo con i numeri, non hanno brillato per risanamanto.

    Poi se vogliamo fare i processi a dei buoni intenti, a delle buone operazioni che dicono di voler fare, rispettabilissimo, non mi sembra costruttivo e non condivido, ma va benissimo, ognuno è libero di spiegare e dire quel che ritiene più corretto. Io prefersico rimanere ai fatti.

    Gianluca

  100. mick

    @Giorgio
    Mi scusi ma che centra Bondi col fatto che la Parmalat se la sono comprata i francesi?
    Chieda piuttosto ai nostri grandi capitani d’industria e presunti grandi finanzieri che pretendono di fare i padroni col 2/3%!!!

  101. Antonio

    Peccato non si sia capito che il problema non è Berlusconi o Monti ( quest’ultimo bravissimo nel suo lavoro quantunque Tremonti fosse molto migliore); il problema non è la spesa pubblica o le tasse. Giannino è un’ottima persona ma quelli come Giannino rischiano di essere MOLTO PEGGIORI DEL MALE.

  102. Davide Gionco

    @LucaS
    Se lo Stato taglia sulle opere pubbliche o sui servizi in appalto è evidente che ci sarà meno lavoro per le imprese private.
    Non vedo dove stiamo i vantaggi di questi tagli.
    Pagheremo qualcosa meno di interessi sul debito, ma avremo molte imprese fallite e persone senza lavoro.

    Se lo Stato taglia sulla corruzione e sugli sprechi, ci perdono coloro che lucrano sulla corruzione e sugli sprechi.
    Se queste risorse vengono utilizzate per creare lavoro, allora ne abbiamo dei vantaggi.
    Se queste risorse vengono usate per pagare gli interessi sui titoli, siamo daccapo: non ci sarà lavoro per le imprese.

    Se lo Stato taglia sui costi del personale, licenziando, avremo dei nuovi disoccupati da mantenere (e alla fine continuiamo a pagarli, anche se un po’ meno, per fare nulla). A meno di non lasciarli morire di fame.
    Se queste risorse vengono usate per pagare gli interessi sui titoli, siamo daccapo: non ci sarà lavoro per le imprese.

    Altro caso: la vendita di proprietà pubbliche.
    Nel caso di immobili inutilizzati (caserme militari dismesse) c’è da capire se allo Stato conviene svendere gli immobili o ristrutturarli lui stesso ottenendo una rendita stabile.
    Qui in Svizzera lo Stato possiede molti immobili, i quali sono gestiti intelligentemente e fatti rendere secondo le leggi del mercato.
    In questo senso una vendita potrebbe non essere conveniente rispetto ad una rivalorizzazione.
    Nel caso di immobili utilizzati, lo Stato si ritroverebbe ad avere subito un po’ di liquidità, che andrebbe a ridurre un po’ il debito, ma avrebbe dei costi fissi da pagare per continuare ad utilizzare questi immobili. A lungo termine sarà una situazione non conveniente.

    Secondo me, quindi, la chiave del problema è il pagamento degli interessi dei titoli di stato, che sottrae risorse all’economia reale.
    Ma perché lo Stato onora sempre i pagamenti ai detentori di titoli e non i pagamenti alle imprese?

    La mia proposta dei crediti fiscali, che non è affatto complicata in quanto persino Confindustria ha chiesto di pagare le imprese con titoli di stato, che non sono altro che crediti fiscali a scadenza e portatori di un interesse, infatti alla scadenza dei titoli li posso incassare ed usarli per pagare le tasse.
    Il grande vantaggio sarebbe che lo Stato può finanziare molte delle proprie attività senza ricorrere alla vendita di nuovi titoli di stato a debitro.

    Se, ad esempio, voglio costruire una scuola da 20 milioni di euro, emetto titoli fiscali per 20 milioni, pago le imprese, quindi reincasso i 20 milioni.
    Alla fine non ho usato un euro, non ho aumentato il debito e mi ritrovo un asset reale, la scuola.

  103. Giuliano Slow

    Ciò di cui sto scrivendo non è propriamente riferito a quanto sopra, tuttavia è emblematico della situazione italiana.
    Sono un dipendente del commercio che si sta accingendo a diventare autonomo, ho appena comprato un piazzale, circa 4500m2, su cui allestirò un prefabbricato ( 50/60m2) per la vendita di automobili usate.Fortunatamente ho finanziato tutta l’operazione “in proprio”. Durante un passaggio in banca, BNL, la direttrice mi ha proposto di finanziare una parte dell’attività, circa 30 mila euro! la faccio breve, il miglior tasso che ha saputo offrirmi è stato il 9,5% di TAEG + l’assicurazione sul credito obbligatoria al tasso del 6%, totale 15,5% (documenti alla mano stampati). Notare bene che sono cliente da circa 25 anni con giacenza media di circa 40/50mila E . Non credo sia necessario commentare.
    Grazie per il sostegno morale.

  104. Gianluca

    Scrive Davide Gionco:

    “Se lo Stato taglia sulla corruzione e sugli sprechi, ci perdono coloro che lucrano sulla corruzione e sugli sprechi.
    Se queste risorse vengono utilizzate per creare lavoro, allora ne abbiamo dei vantaggi.
    Se queste risorse vengono usate per pagare gli interessi sui titoli, siamo daccapo: non ci sarà lavoro per le imprese.”

    Spero non sia preoccupato se ci perdono coloro che lucrano sulla corruzione e sugli sprechi. Si chiamano spese improduttive, che spesso sono spese clientelari che alimentano il sottobosco della politica.

    Che i soldi vengano spesi per creare lavoro è sbagliato, il lavoro non si compa al supermercato o si crea dal nulla come vorrebbero alcune scuole di pensiero.

    Quei risparmi vanno utilizzati per ridurre il cuneo fiscale e per ridurre le tasse ai cittadini oltre ad uno stato socile che aiuta le classi più svantaggiate.

    In questo caso il lavoro si crea ugualmente, rispondendo alle leggi di mercato e non modo artificioso.

    Gianluca

  105. Marco Tizzi

    @Davide Gionco, LucaS

    http://www.economonitor.com/blog/2012/05/austerity-is-not-working-how-to-restore-economic-growth/

    Poi secondo me bisognerebbe approfittare del periodo di doppia moneta per provvedere ad un taglio mostruoso della spesa corrente, sostituirlo con ammortizzatori sociali e sostegno al reddito (che ci sono ovunque in Europa, tranne da noi) e ad un taglio drastico alle aliquote fiscali sul lavoro.
    Il resto viene da se.

    Carina anche l’idea di camere di compensazione regionale per fare clearing debiti/crediti senza passare dalle banche.

    Davide –> spesa pubblica buona / spesa pubblica cattiva per me è molto facile da capire. La spesa pubblica “buona” è solo ed esclusivamente quella che torna ai cittadini sotto forma di servizi (ma da valutare quali di questi servizi possano essere meglio gestiti dai privati), infrastrutture e sostegno al reddito.
    Ho il sospetto che se lo Stato non facesse assolutamente nulla, ma si limitasse a staccare un assegno di 1000 euro al mese per ogni cittadino, la spesa pubblica sarebbe assolutamente identica, ma il PIL esploderebbe.

  106. Ricardo

    @Davide Gionco

    Ogni taglio di spesa è, per definizione, recessivo.
    Il problema è che ci troviamo stretti tra due fuochi: debito insostenibile da un lato e recessione dall’altro. In questa situazione dovevamo evitare di arrivarci facendo riforme nei passati 10 anni. Non l’abbiamo fatto e ora ne paghiamo le conseguenze.

    “””””””””””””””Secondo me, quindi, la chiave del problema è il pagamento degli interessi dei titoli di stato, che sottrae risorse all’economia reale.
    Ma perché lo Stato onora sempre i pagamenti ai detentori di titoli e non i pagamenti alle imprese?”””””””””””””””””””””

    Verissimo, ma in un senso leggermente differente.

    Il problema è il pagamento degli interessi nel senso che gli interessi sono troppi in quanto il debito è eccessivo- ergo: è necessario ridurre il debito.

    Lo Stato onora i pagamenti ai detentori di titoli e non i pagamenti alle imprese per semplici ragioni di cinica “via della minore resistenza”: lo Stato ha sempre trovato (finora) imprese disposte a lavorare con pagamenti a babbo morto, quindi se ne approfitta e si finanzia (la stessa cosa la fanno tutte le grandi imprese con i loro fornitori).

    Per contro: se lo Stato non onorasse i pagamenti sui titoli di Stato (anche noto come default), non sarebbe poi in grado di collocarne di nuovi (o lo farebbe solo a tassi da usura) e dalla sera alla mattina non sarebbe più in grado di pagare la spesa corrente.

    Sulla proposta dei crediti fiscali: è un’idea utile, ma neanche lontanamente risolutiva e certamente non alternativa alla riduzione della spesa. Vedi commento nell’altro post.

  107. Marco Tizzi

    @Ricardo,Davide Gionco, LucaS, Gianluca

    Che du bal, sono finito ancora in moderazione. Riprovo.
    Leggete questo articolo di Richard Woods:

    economonitor.com/blog/2012/05/austerity-is-not-working-how-to-restore-economic-growth/

    Poi secondo me bisognerebbe approfittare del periodo di doppia moneta per provvedere ad un taglio mostruoso della spesa corrente, sostituirlo con ammortizzatori sociali e sostegno al reddito (che ci sono ovunque in Europa, tranne da noi) e ad un taglio drastico alle aliquote fiscali sul lavoro.
    Il resto viene da se.

    Carina anche l’idea francese (Nizza mi pare) di camere di compensazione regionale per fare clearing debiti/crediti senza passare dalle banche.

    Davide –> spesa pubblica buona / spesa pubblica cattiva per me è molto facile da capire. La spesa pubblica “buona” è solo ed esclusivamente quella che torna ai cittadini sotto forma di servizi (ma da valutare quali di questi servizi possano essere meglio gestiti dai privati), infrastrutture e sostegno al reddito.
    Ho il sospetto che se lo Stato non facesse assolutamente nulla, ma si limitasse a staccare un assegno di 1000 euro al mese per ogni cittadino, la spesa pubblica sarebbe assolutamente identica, ma il PIL esploderebbe.

  108. Fabio Cenci

    Dottor Giannino….

    mi meraviglio della sua meraviglia. Per me Monti e’ stato sempre e solo un esattore per conto dei soliti poteri finanziari che ha sempre servito, e dei soliti poteri transnazionali (le Bilderberg e Trilateral rispondono perfettamente al suo profilo).

    Deve solo eseguire un compito: travasare la ricchezza privata nel buco nero delle Banche….Per lui l?italia non esiste, non esistono le nazioni e i popoli, esistono queste strutture sovranazionali.

    Inoltre la sua indubbia IN-competenza e’ pari solo alla sua spocchiosa arroganza e saccenza.

    Bondi e’ solo un uomo di paglia da impalare e offrire come vittima sacrificale al popolo (bue).

    Sic et simplciter

  109. Antonio

    Davide Gionco :
    @LucaS
    Se lo Stato taglia sulle opere pubbliche o sui servizi in appalto è evidente che ci sarà meno lavoro per le imprese private.
    Non vedo dove stiamo i vantaggi di questi tagli.
    Pagheremo qualcosa meno di interessi sul debito, ma avremo molte imprese fallite e persone senza lavoro.

    Ottima analisi
    Se lo Stato taglia sulla corruzione e sugli sprechi, ci perdono coloro che lucrano sulla corruzione e sugli sprechi.
    Se queste risorse vengono utilizzate per creare lavoro, allora ne abbiamo dei vantaggi.
    Se queste risorse vengono usate per pagare gli interessi sui titoli, siamo daccapo: non ci sarà lavoro per le imprese.
    Se lo Stato taglia sui costi del personale, licenziando, avremo dei nuovi disoccupati da mantenere (e alla fine continuiamo a pagarli, anche se un po’ meno, per fare nulla). A meno di non lasciarli morire di fame.
    Se queste risorse vengono usate per pagare gli interessi sui titoli, siamo daccapo: non ci sarà lavoro per le imprese.
    Altro caso: la vendita di proprietà pubbliche.
    Nel caso di immobili inutilizzati (caserme militari dismesse) c’è da capire se allo Stato conviene svendere gli immobili o ristrutturarli lui stesso ottenendo una rendita stabile.
    Qui in Svizzera lo Stato possiede molti immobili, i quali sono gestiti intelligentemente e fatti rendere secondo le leggi del mercato.
    In questo senso una vendita potrebbe non essere conveniente rispetto ad una rivalorizzazione.
    Nel caso di immobili utilizzati, lo Stato si ritroverebbe ad avere subito un po’ di liquidità, che andrebbe a ridurre un po’ il debito, ma avrebbe dei costi fissi da pagare per continuare ad utilizzare questi immobili. A lungo termine sarà una situazione non conveniente.
    Secondo me, quindi, la chiave del problema è il pagamento degli interessi dei titoli di stato, che sottrae risorse all’economia reale.
    Ma perché lo Stato onora sempre i pagamenti ai detentori di titoli e non i pagamenti alle imprese?
    La mia proposta dei crediti fiscali, che non è affatto complicata in quanto persino Confindustria ha chiesto di pagare le imprese con titoli di stato, che non sono altro che crediti fiscali a scadenza e portatori di un interesse, infatti alla scadenza dei titoli li posso incassare ed usarli per pagare le tasse.
    Il grande vantaggio sarebbe che lo Stato può finanziare molte delle proprie attività senza ricorrere alla vendita di nuovi titoli di stato a debitro.
    Se, ad esempio, voglio costruire una scuola da 20 milioni di euro, emetto titoli fiscali per 20 milioni, pago le imprese, quindi reincasso i 20 milioni.
    Alla fine non ho usato un euro, non ho aumentato il debito e mi ritrovo un asset reale, la scuola.

  110. Riccardo

    Vorrei conoscere almeno un caso al mondo in cui la spesa pubblica ha portato crescita (vera).
    La spesa non è tutta uguale; c’è la spesa produttiva e quella improduttiva.
    Le imprese per un effetto ‘evoluzione della specie’ è sempre obbligata ad ottimizzare la spesa ed a renderla sempre piu produttiva, lo stato praticamente vive di rendita (le tasse) e non teme ‘l’estinzione’, quindi non si da da fare, bivacca e non si da pena per le spese sbagliate e inutili (brucia ricchezza).
    Visto che in Italia lo stato fa pochissimi investimenti e offre servizi mediocri, si puo sapere dove vanno a finire tutte le tasse che paghiamo? Non credo che vadano per creare ricchezza.
    Monti e buona parte dei suoi ministri hanno sempre fatto parte di quelli che vivono di tasse e bruciano ricchezza e stanno dando pova di non essere capaci di fare altro.

  111. Carla Bruttomesso

    Doppie e triple pensioni via , auto blu solo alle pricipali cariche ,mettere un tetto agli stipendi dirigenti e funzionari pubblici che sono eccessivi , globalizzateli secondo il pianeta. Dare la scorta di polizia solo alle pricipali cariche .  ( Se gli altri si sentono insicuri che stiano a casa , dove e’ scritto che per forza devono fare i politici di professione ? I prossimi che si presenteranno valuteranno i rischio ) 
    Chiudete gli enti inutili e date una pensione minima a chi ci adesso sta dentro  
     ( sprecano meno) ! 
    Vendete le partecipazioni statali ed eliminare la maggioranza dei consiglieri o degli stratificati a livello nazionale che prendono il triplo dei governatori americani . Per gli incarichi politici massimo 2 legislature .Rimborsi elettorali solo in base ai voti ricevuti diminuito del 70% e inserito in bilancio , facolta’ di ricevere il 5 per mille.
    Che la Guadia di finanza controlli , bilanci e scritture dei partiti e sindacati come le imprese che siano soggetti alle stesse regole  dal falso in bilancio al resto…., ( Che mangino la stessa  minestra di chi li mantiene ) . 
    Se potete eliminare l’esercito italiano e formare un esercito europeo o che tutti gli europei paghino un tot agli americani per essere difesi a loro piacera’. 
    Centralizzate gli acquisti di Ospedali e altri enti come  ministeri inclusi con pubblicazione dei costi sostenuti su internet , che gli Italiano vedano come i geni spendono. Perche’ un presidente della camera deve comprare quadri in un momento di crisi ? 

    Che tutti gli invalidi vengano ricertificati da centri medici militari o sotto la visione di un responsabile ( carabiniere o finaziere, o da uno di quelli che togliete dalle scorte  ) 

     Governo , siete come una fabbrica che produce fumo ( Idee spesso fuori dal mondo lontanissime dagli Italiani ) fate cose che nessuno vuole .Spendete troppo per il personale e per voi senza pensare da dove vengono i soldi  , non analizzate gli sprechi che avete su tutto il territorio Italiano perche’ vedete solo voti , fabbricate molto fumo e non vendete niente di originale , in piu’ multate i clienti ( Gli Italiani ) che non comprano  le tasse che producete per loro e non per voi stessi ! 

  112. Antonio

    Riccardo :
    Vorrei conoscere almeno un caso al mondo in cui la spesa pubblica ha portato crescita (vera).
    La spesa non è tutta uguale; c’è la spesa produttiva e quella improduttiva.
    Le imprese per un effetto ‘evoluzione della specie’ è sempre obbligata ad ottimizzare la spesa ed a renderla sempre piu produttiva, lo stato praticamente vive di rendita (le tasse) e non teme ‘l’estinzione’, quindi non si da da fare, bivacca e non si da pena per le spese sbagliate e inutili (brucia ricchezza).
    Visto che in Italia lo stato fa pochissimi investimenti e offre servizi mediocri, si puo sapere dove vanno a finire tutte le tasse che paghiamo? Non credo che vadano per creare ricchezza.
    Monti e buona parte dei suoi ministri hanno sempre fatto parte di quelli che vivono di tasse e bruciano ricchezza e stanno dando pova di non essere capaci di fare altro.

    Secondo lei la spesa effettuata durante la seconda guerra mondiale dagli USA per costruire una nave classe Liberty che veniva affondata il giorno dopo l’entrata in servizio da un U-Boat tedesco, era produttiva o improduttiva ?

  113. Antonio

    Bene , visto che non mi risponde ( magari lo farà dopo ) proverò a rispondere io. La spesa di guerra (pubblica) è chiaramente improduttiva (costruisco un bene che sarà distrutto), anzi: è la spesa improduttiva per eccellenza. E si badi: lo è anche in tempo di pace. Infatti a cosa serve acquistare 100 aerei F35 che, probabilmente, non saranno MAI usati in guerra ? Bene. Allora qualcuno mi spieghi come mai tutta questa spesa “improduttiva” produsse tra il 1939 ed il 1945 IL PIU’ STUPEFACENTE INCREMENTO DEL REDDITO in AMERICA di tutti i tempi (vedi particolari in http://cronologia.leonardo.it/storia/a1945f.htm ).

    Attendo vostre risposte.

  114. andrea

    Dr. Giannino, per favore, chiarisca la differenza tra la Scuola Austriaca di VonMises e la Scuola di Chicago di Friedman.
    Rothbard, il libertarian, considerava Milton Friedman uno statalista efficientista.
    Lei ha chiamato il suo blog ChicagoBlog. In passato è stato un Repubblicano.
    Ma Lei che tipo di liberale è?
    Sono domande di uno che la stima e molto, non di un detrattore.
    Se Le è possibile, ci risponda, per favore.
    Grazie comunque.

  115. Paolo Venturini

    ti rispondo io: per me Giannino ha votato il Berlusca. In nome della rivoluzione liberale! ahahahah

  116. Il nostro Professore ha cambiato spartito:

    MILANO – «Non aspettiamoci troppo da riforme strutturali come quella del lavoro, come dimostra l’esperienza americana». Lo ha dichiarato il premier Mario Monti, intervenendo al seminario di Italianieuropei. ………. Lo spunto lo aveva offerto proprio il premio Nobel Joseph Stiglitz, ospite, insieme a Monti, del seminario di Italianieuropei. «Dopo la riforma del lavoro negli Stati Uniti – ha spiegato il Premio Nobel – la condizione del lavoro giovanile è peggiorata. Un mercato del lavoro flessibile non risolve i vostri problemi». 

    LA CRESCITA – Nessuno deve aspettarsi miracoli, ha fatto capire Monti. «Non aspettiamoci troppo da riforme strutturali come quella del lavoro» ha dichiarato riferendosi all’esempio del premio Nobel e su cui, secondo Palazzo Chigi, è nato il fraintendimento. :«Ma la situazione negli Stati Uniti è molto diversa da quella europea e italiana, dove le riforme sono ben più necessarie» ha precisato Palazzo Chigi.

    L’EUROPA – I due professori, nel corso del seminario, hanno parlato anche di crescita. L’austerità? «Da sola non funzionerà – ha detto Stiglitz – nella storia nessuna grande economia europea si è mai ripresa rapidamente solo con l’austerità – ha spiegato -. Deve essere chiaro che la situazione peggiorerà». «È molto importante convincerci che l’insufficiente crescita è esistita: cosa che è stata negata fino a poco tempo fa – la risposta di Monti –

    Mi pare una dichiarazione imprudente che svela altri obiettivi diversi da quelli finora enunciati….molto presto vedremo il seguito poi l’epilogo

  117. Franco Giannini

    Buongiorno, e’ credibile che il governo chieda aiuto ai cittadini tramite i suggerimenti sul sito del Governo per i tagli agli sprechi? Lei lascierà un suggerimento?

  118. Davide

    Sono veramente deluso e abbattuto dalla situazione; anche io ho accolto il governo Monti come l’unica salvezza del paese e riponevo molte speranze in una rivisitazione in meglio del nostro maltrattato paese. Ho accolto le nuove tasse sicuro che, a fronte di questo nuovo sacrificio, al paese e al nostro futuro avrebbe giovato ma ora mi rendo conto di essere stato un illuso; certo, stimo Monti e penso che abbia le carte per farci risollevare ma sta soffrendo dei troppi veti della politica. A tal proposito, vorrei spendere qualche parola per la politica che, da grande faro guida della collettività, si è tramutata in una associazione a delinquere dove l’unico fine è il benessere del politico e del suo entourage. Detto questo io proporrei, da profano, di partire dalla politica con un taglio netto delle provincie, limitazione a consulenze esterne, stop alle doppie indennità per doppio incarico, tetto massimo di 200.000 € lordi per i manager pubblici (capo della polizia compreso), stop ai tributi che costano di più di quanto incamerano (vedere report di domenica 29/4); aggiungerei una sorta di centrale di acquisti per la sanità per permettere di avere i medesimi costi per le siringhe a Milano come a Catanzaro. Personalmente, avendo due figlie, tra tributi nuovi o aggravi, aumenti delle utenze e, causa tagli ai trasferimenti ai comuni, un aumento esagerato dei costi legati alla scuola primaria (pre e post scuola, servizi vari) mi sto rendendo conto che noi stiamo passando dallo stato di contribuenti a quello di martiri. Dobbiamo chiedere con forza il cambiamento. Un abbraccio di incoraggiamento a tutti quelli che soffrono di difficoltà ben più serie delle mie e un grazie a Oscar che cerca ogni giorno di aprirci gli occhi (anche se spesso non condivido la totalità del suo pensiero) con le sue parole.
    Davide

  119. daniele

    Il tentativo di normare l’eccesso di spesa pubblica è destinato a fallire per diverse ragioni. Una è che non si può da una parte parlare di autonomia degli enti e dall’altra imporre loro quanto e come spendere. L’altra è relativa al controllo, chi dovrebbe operarlo, la corte dei conti? Ha i mezzi per poterlo fare per tutti gli enti e su tutto il territorio nazionale? Ed anche riuscisse nell’opera quali sarebbero poi le sanzioni da applicare in caso, non di illeciti, ma di spese “folli”? Un cenno infine alla deriva moralizzatrice che ultimamente serpeggia: la morale e l’etica si muovono all’interno di fiume con un alveo molto grande che è il sentire comune ma hanno un carattere squisitamente soggettivo e comunque non garantiscono certo una buona gestione della cosa pubblica; al di là di esse resta una verità: un buon amministratore gestisce bene, un cattivo amministratore (per quanto onesto) gestisce male.
    Viste le premesse quello che veramente manca è un progetto politico, una visione che si ispiri a tre semplici concetti: libertà-responsabilità, trasparenza, semplicità.
    Una nota su libertà e responsabilità che considero come un concetto unico poiché sono direttamente proporzionali l’una all’altra e cioè maggiore è la liberta di decidere (mi riferisco qui ad un’autonomia veramente realizzata nei diversi enti) maggiore deve essere la responsabilità in carico al decisore (e qui la responsabilità non può essere solo civile o penale ma anche specifica, soggettiva e addirittura patrimoniale). Ed ancora la responsabilità non può essere collettiva. Le decisioni prese collettivamente diluiscono la responsabilità a tal punto da farla sparire. Non è un attacco al sistema democratico: ma si può non notare a che punto siamo arrivati? Le compagini amministrative pubbliche (governo, giunte regionali, ecc.) legiferano per decreto e le assemblee (parlamento, consigli regionali, ecc.) amministrano producendo norme talmente cavillose, specifiche e con mille eccezioni tali da ridurre significativamente gli spazi di manovra per i governi: è una totale inversione delle funzioni. Sogno un parlamento impegnato a darsi battaglia sui principi generali, sugli indirizzi che il paese deve seguire ed un governo libero di prendere decisioni per realizzare tali indirizzi. Non ho citato i comuni perché qui le cose sono un po’ diverse: quantomeno sindaco e giunta effettivamente amministrano, decidono e sono più esposti alla responsabilità ed al controllo dei cittadini anche se i consigli sono ridotti ad una semplice funzione di controllo. Ma rientro dalla digressione e proseguo ora con l’illustrare quella che secondo il mio parere è l’unica via per ridurre la spesa pubblica senza imporre tagli.
    Parto da un’idea semplice: io, cittadino, singolo, voglio sapere quanta carta igienica è stata acquistata quest’anno alla camera dei deputati, quanto è stata pagata a rotolo e chi l’ha comprata. In questa mia richiesta, che può a prima vista può sembrare assurda, c’è tutto. C’è la trasparenza, la semplicità e la libertà-responsabilità. Trasparenza significa poter arrivare alla conoscenza senza ostacoli. Semplicità significa poter accedere al dato base, originario (non costi standard, medie ponderate o altro queste aggregazioni le posso comunque fare autonomamente a partire dal dato di base) Libertà-responsabilità significa che non è più importante sapere se chi ha deciso di acquistare ha fatto un bando pubblico oppure si è rivolto al suo amico che produce o rivende il bene, non è rilevante; è stato libero di decidere come procedere all’acquisto in piena autonomia, ma io so che l’ha deciso lui, e se la carta igienica è stata pagata il doppio di quanto la pago io al supermercato beh allora so da chi andare a reclamare!
    Ed ecco quindi svelato il progetto.
    Soggetti coinvolti: tutti gli enti territoriali e non, organizzazioni pubbliche e tutte le società a partecipazione pubblica rilevante (es. le numerose società per la gestione trasporti, rifiuti ecc. presenti in moltissime realtà locali) con esclusione di quelle società o enti a rilevanza strategica nazionale che andrebbero specificamente indicate in una lista pubblica e sottoposte a diversi tipi di controllo.
    Per tutti questi soggetti l’obbligo trasferire la gestione contabile della prima nota per ogni singolo costo (dalle prestazioni, agli stipendi, agli acquisti in genere) e delle previsioni di spesa (eventualmente adottate con delibera) su web, con accesso pubblico in consultazione per chiunque lo voglia. Ovviamente si rende necessaria una normalizzazione/standardizzazione delle voci. Potrebbe essere una specie di piano dei conti con questa struttura: data – importo – quantità – fornitore (indicato anche solo con codice numerico univoco se dovessero esserci problemi di privacy) – descrizione – oggetto dell’acquisto standardizzato per tutti i soggetti (per capirci la carta igienica, al di là del tipo e della marca è pur sempre carta igienica). Sarà compito poi del contabile l’imputazione di ognuna delle singole voci così inserite all’ente di cui fa parte, al o ai diversi centri di costo proporzionalmente all’utilizzo, a eventuali dipartimenti o divisioni, al responsabile che ha deciso di sostenere il costo, ad eventuali delibere di previsioni di spesa.
    Non scenderò in ulteriori dettagli tecnici, l’importante è che sia riuscito ad esporre l’idea. Ed ora veniamo ai vantaggi.
    1° vantaggio: il controllo lo fanno i cittadini, ma non solo controllo.
    La possibilità di poter accedere immediatamente, tramite internet ad un sistema di tenuta della contabilità facilmente interrogabile permetterebbe a chiunque, dal singolo cittadino a giornalisti, università, centri studi ecc. di poter non solo controllare ma dare anche un contributo notevole per una maggiore efficienza nella spesa pubblica. Già immagino studi, report, dati aggregati e disaggregati confrontabili tra di loro con suggerimenti ed indicazioni che potrebbero essere d’aiuto agli amministratori. E chiunque pubblichi uno studio basato su questi dati ne dia il libero utilizzo agli enti coinvolti.
    2° vantaggio: amministratori più consapevoli.
    Un amministratore che dovesse decidere un investimento importante, oltre a rivolgersi sul mercato, potrebbe utilizzare questo sistema per la consultazione, per vedere quanto e come hanno speso i suoi omologhi per realizzare lo stesso progetto o uno simile. Quindi un sistema di informazione vasto e completo a disposizione per prendere decisioni in grado di massimizzare il rapporto qualità-costo
    Infine quanto può costare un siffatto sistema e quanto tempo è necessario per realizzarlo. A questa domanda non sono in grado di dare risposta, ma posso però suggerire due metodi di autofinanziamento che certamente non coprirebbero i costi ma aiuterebbero. Il primo è quello di permettere l’accesso in consultazione a privati e società a pagamento (ad esempio un abbonamento annuale o mensile di importo ragionevole, con obbligo quindi di iscrizione alla sistema). Il secondo è la pubblicità; prevedere all’interno delle pagine web degli spazi pubblicitari da vendere in primis ai fornitori di beni e servizi. Si tratterebbe di pubblicità mirata visto che il sistema sarebbe in grado di riconoscere chi stia consultando una specifica pagina (un ente, una università, un privato cittadino, ecc.).
    03/05/2012
    Daniele Sartori

  120. emilia

    La proposta che ho sentito stamattina nella sua trasmissione che suggeriva di ridurre le pensioni ai vecchietti di 80 anni anche solo di un centinaio di euro mi ha fatto veramente sobbalzare spero che non siano queste le proposte da fare al governo Monti , in alternativa propongo di sospendere gli stipendi a senatori e parlamentari al fine di saldare i debiti con i creditori – imprenditori che altrimenti continuanoi a fallire o a suicidarsi, propongo di licenziare il Dott. Mario Cauzio (Capo della ragioneria dello Stato) in carica dal 2005 per aver fatto male i conti e dato false notizie, taglio delle pensioni , e qui si che ci sta anche se hanno più di80 anni alla miriade di commessi dello stato e si vergognino sto tecnici che dopo studi Bocconiani chiedono alle massaie di suggerire come fare la spesa e leggano attentamente i libri di Stella che bastano e avanzano, cordiali saluti.

  121. Gianluca

    Franco Giannini :
    Buongiorno, e’ credibile che il governo chieda aiuto ai cittadini tramite i suggerimenti sul sito del Governo per i tagli agli sprechi? Lei lascierà un suggerimento?

    Non chiede suggerimenti, il governo ha chiesto di segnalare gli sprechi qualora un cittadino lo ravvisasse quando ha a che fare con la “la macchina pubblica”.

    Considerato che i soldi spesi nella “macchina pubblica” sono nostri, e spesso servono per in grassare la malapolitica, la spesa improduttiva, le clientele partitocratiche, ritengo utile questo servizio ben diverso dal segnalare l’ipotetico evasore cosa che non mi piace per nulla.

    Gianluca

  122. Marina

    Chiedo a Lei, Giannino : non è possibile fare richiesta ufficiale per avere la Merkel in Italia a fare la cancelliera per una decin d’anni? Secondo me viene anche per uno stipendio modesto . Ed è l’unica soluzioe.

  123. Marina

    Parentesi: siamo messi così male che non posso permettermi neppure di cambiare la tastiera del PC che ogni tanto non scrive e mi costringe a pestare come un’isterica tutti i tasti…. veda lei….

  124. giuseppe

    @emilia
    Ci sono dei “vecchietti” che prendono dai diecimila ai trentamila euro…
    e senza aver versato chissà quali contributi.

  125. Enmorse

    Buongiorno Dott. Giannino
    Oggi (3 maggio) l’ho sentita in nove in punto, quello che avete detto era troppo vero e normale, ed avevo paura che vi arrestassero, “hanno arrestato la verità, girava nuda”.

    Dopo ennesime analisi, considerazioni, ecc… , penso che l’unica soluzione alla carcinosi statale sia l’obiezione fiscale, cosi da togliere linfa al carcinoma primario ed alle metastasi periferiche, accettando anche gli effetti collaterali come nella chemio, come il collasso parziale della sanità, scuola, infrastrutture, magistratura, sicurezza ed altro. E poi le cellule veramente “sane” ripartono. A questa visione da veri liberali manca solo un supporto parziale a chi ne ha veramente bisogno ( esclusa PA (Locale, centrale, pensionati PA, politici, sindacati che si sono ingrassati a dismisura), per governare gli effetti collaterali di questa chemio sociale, capisco possono morire anche le cellule sane, ma non abbiamo altre soluzioni.

    Dobbiamo dirlo a Napolitano, che in quanto comunista capisce solo lui questo stato comunista ( con PIL statale > 50% PIL nazione) , forse siamo terzi alla corea del nord e cuba.

    Un grande saluto
    Enrico

  126. Claudio Di Croce

    @giuseppe
    Ne conosco uno : il Prof. Giuliano Amato , ex braccio destro di Craxi , consulente del Chiar.mo Prof. Mario Monti per la razionalizzazione dei finanziamenti ai partiti ( trentunmila euro al mese ). Se non altro è un esperto in materia sia prima che dopo tangentopoli , da cui lui era assolutamente estraneo.

  127. Adriano Camata

    Caro Giannino, l’ho sentita anche oggi alle 9. Ma lei crede davvero che riusciremo a cambiare qualcosa in questo paese, quando mezza (forse più di mezza) popolazione è fatta da FANNULLONI e MANTENUTI a cominciare dai nostri politici che forse tutto sommato finanziariamente sono il male minore. Lei sa bene che il cancro è la marea di personaggi del sottobosco (sottopoliticanti, ministeriali, enti vari ecc.). Questa feccia vive e prospera senza pensieri ne problemi. Almeno con lei, quando riesco ad ascoltarla lo sconforto si attenua un po’ Lei è la destra come dovrebbe essere, rispettosa verso chi lavora e cattiva verso FANNULLONI e MANTENUTI. La ammiro incondizionatamente e mi creda dal profondo del cuore. Spero che radio24 continui sempre con lei, Milan, Barisoni, Cruciani e tutti gli altri. Sono sintonizzato tutte le 12/14 ore di automobile al giorno. Grazie della vostra compagnia.

  128. lorenzo

    canditati Oscar, ti prego. Ti ascolto tutte le mattine su R24 e sei una persona onesta fuori da questi schemi che ci stanno portando alla rovina. Ma ci vuole tanto coraggio in questo pazzo paese. Coraggio di combattere i milioni di persone che succhiano sangue dallo stato. Se scegli un manipolo di persone sono sicuro che anche loro saranno oneste e capaci perchè scelte da te. e sarò contento di votarvi.
    Lorenzo

  129. Giovanni Russo

    E’ ancora la solita storia, nessuno vuole prendere le uniche decisioni che ci permetterebbero di avere una speranza. Dai tempi del governo Spadolini, che ricordo in un appello alla nazione dichiarava che non potevamo oltrepassare la soglia dei 50.000 miliardi (di lire) di debito pubblico, tante promesse e nessuna azione. I nostri politici non si meritano gli italiani, operosi, che continuano nonostante tutto a lavorare, a cercare di produrre, di avere nuove idee versando quasi il 70% dei propri introiti nelle casse di uno Stato che non si merita la lettera maiuscola.

  130. adriano

    Chi ha sperato,in buonafede,in Berlusconi è speculare a chi lo ha fatto con Monti con la differenza,a mio avviso, che per il primo non vi era certezza del bluff,per il secondo sì.Comunque queste opinioni non sono altro che varianti del dualismo pubblico/privato,onda/corpuscolo,ghelfi/ghibellini.L’importante sarebbe non scambiarle per verità rivelate ed astenersi dalle aggressioni verbali pensando di essere ironici.La ricetta per la spesa,a mio parere,dovrebbe partire dall’abbattimento del debito.Il risparmio sugli interessi,dimezzandolo,non sarebbe nè doloroso,nè recessivo,nè ostacolato a priori come avviene per i tagli,i risparmi,le razionalizzazioni.Da mesi MF e testate collegate pubblica un piano percorribile per farlo.Altri ne possono essere proposti,come le ipotesi di surroga alla sciagurata mancanza di sovranità con l’introduzione volpina di monete parallele per evitare il capestro dell’euro.Rispetto alle proposte del blog preferirei quella derivante dall’abolizione del contante ed adozione conseguente ed universale della moneta elettronica in quanto,secondo me,evento comunque inevitabile nel futuro.Abbiamo ottenuto,forse, il pareggio in casa.Cerchiamo di vincere in trasferta.

  131. Bruno

    Segnalate lo spreco! L’invito del Governo è come dire curioso: farsi dire dalla gente quali sono gli sprechi nella P.A. per ricevere una valanga di segnalzioni che non serviranno a nulla evidentemente. E sì, perchè se bisogna farsi dire dai passanti quali sono gli sprechi siamo ben messi… a meno che non si tratti di un modo per farli sfogare un pò e far credere che sono “protagonisti” del risanamento avviato e in via di realizzazione. Lo spreco in una struttura che da decenni non è sottoposta ad una reale e seria valutazione di utilità, nè a obiettivi veri che per essere tali dovrebbero essere sfidanti e sul cui raggiungimento dovrebbe giudicare un sistema di valutazione reale e non fittizio (quindi necessariamente affidato a soggetti esterni alla P.A.). Un sistema sulla cui composizione chissà mai se esistono valutazioni, sul numero dei dipendenti, dei dirigenti, degli uffici. Queste cose noi “che passiamo per strada” non possiamo dirgliele! Possiamo però presumere che ci siano dei margini, ampi, ampissimi, di riduzione della spesa che può benissimo passare anche da una revisione di ruoli e di retribuzioni (altrochè, come afferma il governo, questo non di può fare!!). Si deve fare ciò che serve e ciò che è giusto: ciò che serve per risanare i conti e ciò che è giusto in confronto con categorie produttive che il mercato e la concorrenza mettono in discussione ogni giorno. A noi passanti pare che se ogni qualche decennio, vista la situazione generale, si mette in discussione anche l’assetto della P.A. ci possa stare. Altrimenti ci rimane il dubbio che lo spreco non sia una singola cosa (il monumento, la fontana, ecc.) ma sia tutto il sistema ( cosa che certo non è) . E per quanto riguarda chi ha responsabilità politica (e non solo i tecnici ovviamente che sono arrivati per ultimi) che lo spreco siano loro!

  132. Riccardo

    @Antonio
    @Antonio
    Quindi secondo lei lavorare per produrre beni inutili (come navi che affondano il giorno dopo o armamenti destinati solo a distruggere e ad essere distrutti) ci aiuterebbe a stare tutti meglio???
    probabilmente l’industria bellica e navale si, ma tutti i contribuenti che dovevano pagare il conto, no.
    Difatti alla tabella che ha linkato è riportato sia l’incremento del reddito delle persone che quello delle entrate bilancio (che di fatto impoverisce il reddito) a cui va aggiunto il dato sul debito pubblico che nel periodo 39-45 è quintuplicato (piu che sestuplicato in termini nominali).
    http://translate.google.it/translate?hl=it&langpair=en|it&u=http://www.davemanuel.com/history-of-deficits-and-surpluses-in-the-united-states.php
    Lavorare per non far niente e spendere per non comprare niente (come succede spesso nel pubblico) è solo un danno per la societa.

  133. Gianluca

    @ bruno

    Mi spiega perchè le segnalazioni devono avvenire esclusivamente dai passanti? E se a segnalare uno spreco sia gente interna al pubblico che conosce perfettamente lo schifo e lo denuncia?

    Si fa un database, si confrontano i dati, si vede dove le segnalazioni sono più numerose, si controlla e sopratutto si cerca di vedere se quanto è percepito come uno spreco è realmente uno spreco e viceversa.

    Operazione che da al cittadino la possibilità di sentirsi utile, se poi lo stesso farà una segnalazione ridicola, si prende la mail e si cestina. Anche fossero cestinate il 99% delle segnalazioni quell’1% è sicuramente un dato utile, solo ieri sono arrivate 400 segnalazioni da approfondire. (1% di 40.000 segnalazioni).

    Questi i fatti, poi se si vuol dire tanto non le leggono, sono troppe, operazione demagogica, è tutto vero, posso pure dire che le stampano e poi fanno gli areoplanini oppure le prendono e le bruciano. Va bene tutto.

    In un paese dove per 30 anni abbiamo fatto diventare una classe politica ridicola sotto i ns occhi, con un Pannella che grida da quarant’anni che l’Italia è guidata da un regime partitocratico (assolutamente vero) ora sembra che il porblema sia Monti ed il suo governo di tecnici.

    Ma vi siete chiesti nella maggior parte delle leggi discusse e fatte che ritorno hanno i tecnici? Ho paura di no, siamo fermi a Bildeberg, ai servi dei banchieri ecc. ecc., poi però coloro che appoggiano il governo (PD e PDL) pensano solo ai loro ritorni, e con una mano approvano le leggi e con l’altra insultano il governo stimolando la protesta e la stampa dietro, visto che bisogna assecondare le pance italiche.

    Il regime partitocratico rappresentato maggiormente dai due principali partiti Italiani, responsabili di questi ultimi 18 anni, ha tutto l’interesse ad affondare Monti, ed infatti ora i media sono quasi tutti compatti, dal Corriere della Sera al Giornale e via via gli altri. Loro si che hanno interessi, politici, clientelari e far fessi i lettori che sentendosi dire quel che vogliono comprano i giornali.

    E voi che fate? Tutti appresso alla Santachè a Brunetta, a Maroni o Cota, a Di Pietro, a Grillo, a Bersani o chi vi pare a voi!! Non ci capisco proprio nulla ma mi sembra di vivere in un paese di pazzi.

    Stanno facendo delle stronzate? sicuramente, anche io ne potrei elencare molte secondo il mio punto di vista, ma siamo certi che i governi non sbagliano? Il punto è sbagliano per tutelare i loro interessi o sbagliano in buona fede? Sempre se sbagliano poi.

    Sopratutto quando in questi ultimi 30 anni abbiamo tollerato politici che spesso sbagliavano per le loro politiche clientelari e lasciavano il conto alle generazioni future, e tutti a continuare a votare questi bravi ragazzotti.

    Spesso i precedenti governi non hanno neanche provato a fare qualcosa di serio, o vi risulta che in questi ultimi 20 anni qualcuno ha solo provato a mettere in discussione l’art 18? Gli unici che timidamente hanno provato a smuovere un totem sono stati massacrati. E sopratutto, e mai possibile che questo governo in 5 mesi doveva fare tuttte le riforme perfette quando per 30 anni non si è fatto nulla?

    Pannella che denuncia lo schifo da mezzo secolo prende lo 0,5% ed il PD e il PDL stanno al 50%, di cosa vogliamo parlare? Di Monti? Credetemi faccio tanta tanta fatica a comprendere questo accanimento mediatico. Anche sbagliassero totalmente la cura, l’Italia morirebbe per colpa di chi in 30 anni ha portato il paziente in coma per politiche clientelari e per interessi che nulla hanno a che vedere con il paese, o per colpa di chi sbaglia la cura?

    Fatemi sapere.

    Gianluca

  134. ITAGLIA@CHI TAGLIA.COSA TAGLIA.IT

    Me la sono intagliata: qui non si taglia.

    O meglio, dopo aver tagliato tagliatelle, taglierini, tagliolini, maltagliati e tagliata dalle vostre tavole intagliate, i tagliatori incaricati da Re Giorgio in quanto tagliati ai tagli, si ritagliano una pausa di tagliente riflessione e cosa si intagliano? Bisogna tagliarla con i tagli lineari fatti dai precedenti maltagliati tagliatori e passare dal primo taglio di sfoltimento al taglio scolpito, qui si, qui no.
    Dobbiamo intagliare una tagliola veramente tagliente , la CENTRALE TAGLI , un triumvirato di intagliati taglieggiatori con un capo dal volto intagliato a tagli di accetta; sara’ il nostro FIGARO, barbiere di qualita’, per tagli di qualita’, di qualitááaá’!
    Figaro qua’, Figaro la’, Figaro su, Figaro giu’, tutti mi chiedono (40.000 in due giorni), tutti mi vogliono, Figaro, Figaro, Figaroooo ! Uno alla volta per caritá , per caritááá, per caritáááá!
    Un qualunque tagliaboschi saprebbe dove tagliare, disboscherebbe e tagliuzzerebbe il folto marcio ed i rami secchi della boscaglia di Stato ma no, qui ci vuole Figaro,
    l’ intagliato tagliatore di tagli scolpiti e vedrete che, una accorciatina qui e un tagliuzzamento la’, ove ammesso, il TAGLIO sara’ perfetto.

    L’ intagliato tagliatore ha tutti i tagliandi in regola per i tagli scolpiti, ha anche ritagliato dall’ Itaglia una grande azienda per ricucirla alla Frangia; che taglio ! che ricucitura ! e’ davvero la migliore macchina tagliaecuci.

    Taglia che ti taglia qui ci vuole la taglia per i tagliatori tagliaborse.

    Per approfondimenti ed argomenti correlati
    “SE GESU’ FOSSE TREMONTI…” nel web.

  135. Bruno

    @Gianluca
    Gent.mo Gianluca, la mia non era una critica a Monti ed un elogio a Berlusconi, Bersani, Casini, Bossi, Di Pietro ecc. Era la constatazione che non si vuole o non si può, affrontare la questione come dovrebbe a mio parere essere affrontata cioè nel suo insieme. La P.A. non è certamente tutto uno spreco nè totalmente inutile, certo è da decenni una situazione anomala rispetto al cambiamento cui è sottoposta la società nel suo complesso e non solo quella italiana. E’ una situazione dove è stato possibile consolidare ed aumentare nicchie e pratiche non assoggettate a veri controlli mancando lì il controlo principe che vale per i settori produttivi ovvero il mercato e la concorrenza. Lei mi sa dire se il rapporto servizi/personale è ottimizzato, se lo è il rapporto dipendenti/responsabili di funzioni e dirigenti? Se i livelli retributivi sono compatibili con il valore economico dei servizi resi alla collettività e se mai esiste un obbiettivo vero e davvero controllato di ottimizzazione e di risparmio? I casi di retribuzioni ad alti dirigenti risultati ben superiori a figure di ben più elevata responsabilità in altri Stati sono venuti fuori e dovrebbero suggerirle qualche considerazione così come numerosi altri casi in Enti regionali e in istituzioni centrali ad iniziare dalle retribuizoni di barbieri per andare a benefit dei politici. Le pare che si sia corsi a rimediare? Le pare che si siano avviate azioni di auditing sul sistema, che ci si sia posti il problema di legare le retribuzioni a produttività reale eliminando meccanismi automatici di carriera? Potremmo continuare molto a lungo… E’ evidente che i passanti a cui mi riferivo era solo un modo per dire che il sistema deve essere rivisto complessivamente partendo da una volontà “alta” che non mi pare si stia manifestando e dicendo chiaramente che ciò si deve e si è decisi a fare. Comprendo che si sfiderebbe un blocco sociale numeroso e potente e che in questo rientrano anche politici e sindacati e istituti vari e che quindi è più comodo credere e far credere che la questione si può affrontare raccogliendo segnalazioni e proposte (contro cui ovviamente non ho nulla da eccepire).
    P.S. : sono con lei sul fatto che i partiti stiano giocando a rimpiattino con il governo tecnico e che come sempre ci prendano per …

  136. Antonio

    @Riccardo

    Il debito pubblico, per una paese a sovranità monetaria, è semplicemente una inezia. E’ invece un IMMENSO problema per un paese che ha perduto la sovranità monetaria, come l’Italia, perchè deve ripagarlo pagando interessi stratosferici a soggetti privati . Qualcuno riesce a capirlo che i nostri problemi attuali, che ASSUMERANNO CONNOTATI ASSOLUTAMENTE SPAVENTOSI nei prossimi anni se non cambiano le cose, derivano dalla NOSTRA appartenenza all’area euro ?? dal fatto che ora gli unici strumenti che abbiamo per operare sono o l’aumento delle TASSE o la diminuzione della spesa pubblica ? entrambi fortemente recessivi ??

  137. Antonio

    Forse per capire qualcosa di più riguardo a cosa E’ VERAMENTE servito l’EURO (o meglio a cosa è servito al nostro Paese entrare nell’area euro), consiglio la lettura di questo passo tratto un sito Web. Naturalmente il processo NON è finito: per questo si comincia a parlare di “riduzione della spesa pubblica” e “ristrutturazione/dismissione” del patrimonio pubblico.
    ————————————–
    Il 2 giugno 1992, sul panfilo “BRITANNIA” di sua Maestà la Regina Elisabetta, ci fu un incontro più o meno riservato tra top manager italiani e britannici. Erano presenti i presidenti di ENI, INA, AGIP, SNAM, ALENIA e Banco Ambrosiano, oltre all’ex ministro del TesoroBeniamino Andreatta e al direttore generale del Tesoro “Mario DRAGHI”. La discussione fu incentrata sul tema delle “privatizzazioni” del comparto pubblico italiano, e si basò soprattutto su una critica al sistema italiano, reo di essere “lontano da un vero processo di privatizzazioni per ragioni culturali, di sistema politico e di specificità delle aziende da cedere“, come ebbe a dire sullo “yacht reale” il presidente dell’INA Lorenzo Pallesi. Ad inasprire il dibattito ci pensò il consigliere di Confindustria Mario Baldassarri, che incalzò:” Per privatizzare servono 4 condizioni: una forte volontà politica; un contesto sociale favorevole; un quadro legislativo chiaro; un ufficio centrale del governo che coordini tutto il processo di privatizzazioni. Da noi oggi non se ne verifica nemmeno una”.
    Nel 1993 il Presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi e il suo governo istituiscono il “Comitato Permanente di Consulenza Globale e Garanzia per le Privatizzazioni”, con presidente Mario Draghi (vedi “Britannia”), e il ministro degli Esteri Beniamino Andreatta (vedi “Britannia”) istituirà accordi con il commissario europeo alla concorrenza Karel Van Miert, affinché le aziende di Stato possano diventare appetibili per il capitale privato

    Nel corso del 1993 Romano Prodi ,ritornato alla presidenza dell’IRI, dopo esser stato consulente per la Goldman Sachs, procedette alla vendita del gruppo Cirio-Bertolli-De Rica (comparto SME), alla società Fisvi: la Fisvi acquista a due soldi il gruppo, e a sua volta cederà il controllo della Bertolli all’UNILEVER (multinazionale alimentare anglo-olandese). Chi era “l’advisory director” (direttore per le consulenze) dell’UNILEVER? La risposta è semplice: Romano Prodi.
    Risale al 1993 anche la prima privatizzazione di una delle grandi banche pubbliche, il “Credito Italiano”. La “Merril Lynch” (banca d’affari americana), incaricata come consulente dall’IRI, valuterà il prezzo di vendita del Credito Italiano in 8/9.000 miliardi, ma alla fine verrà svenduta per 2.700 miliardi, e cioè il prezzo stabilito dalla “Goldman Sachs”(altra banca d’affari americana).
    Sempre quell’anno verranno cedute anche le quote della COMIT, che assieme al Credito Italiano e alla BNL detenevano il 95% delle azioni della Banca d’Italia. Come consulenti per la cessione delle banche furono chiamati uomini come Mario Monti, Letta, Tononi e Draghi, tutti gravitanti nell’orbita “Goldman Sachs”. Nel 1994, dopo le prime elezioni post Tangentopoli, al governo andrà il centrodestra guidato dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Comunque, il governo Berlusconi durò pochi mesi, e alla presidenza del consiglio fu sostituito dal “tecnico” Dini. Con Dini, nel 1995, cominciò la prima fase di privatizzazione dell’ENI, dove fu dismesso circa il 15% dell’intero pacchetto azionario.
    Nel 1996, a vincere le elezioni è il centrosinistra guidato da Romano Prodi, che cede un altro 16% delle quote ENI ed inoltre privatizzò la Dalmine e la Italimpianti appartenenti al gruppo IRI. E’ nel 1997 che Prodi ritorna a “trattare” col suo vecchio amico l’Ingegner Carlo De Benedetti. Sugli “affari” fatti , l’ex segretario del Partito Liberale ed ex ministro dell’Industria Renato Altissimo sentenziò: “Infostrada — cioè la rete telefonica delle Ferrovie dello Stato – fu ceduta all’Ingegnere per 750 miliardi di lire da pagare in comode rate. Subito dopo De Benedetti vendette tutto per 14mila – ripeto – 14mila miliardi di lire ai tedeschi di Mannesman”.
    Un vero e proprio regalo si direbbe! Sempre quell’anno Prodi mise sul mercato “Telecom”, con le azioni che furono vendute ad un prezzo irrisorio, infatti, appena un anno dopo le stesse azioni varranno sul mercato 5 volte di più (+ 514%).
    Dopo la caduta del governo Prodi nell’Ottobre 1998, a prendere il suo posto è Massimo D’Alema che nel Novembre dello stesso anno privatizzerà la BNL, con la consulenza della JP Morgan (altra banca d’affari americana). Nel 1999, dopo il “decreto Bersani” che liberalizzava il settore dell’energia, venne privatizzata l’ENEL e sempre quell’anno venne ceduta la società Autostrade alla famiglia Benetton (quella delle magliette). L’ultima fase di privatizzazione riguarda quel poco che era rimasto all’ENI, infatti, l’onnipresente Goldman Sachs acquisterà l’appetibile patrimonio immobiliare dell’ente per il valore di 3000 miliardi di lire. La cara Goldman farà incetta anche di altri immobili, come quelli della Fondazione Cariplo, mentre la Morgan Stanley (ennesima banca d’affari americana) si catapulterà all’acquisto dei patrimoni di Unim, Ras e Toro. Secondo studi eseguiti dal “Sole 24 ore”, i gruppi esteri oramai posseggono più patrimoni ex-pubblici di quanti ne posseggano gruppi italiani. La fase delle privatizzazioni si può ritenere chiusa nel 2002, con la dismissione e la liquidazione dell’IRI.
    Grazie allo scempio di queste svendite l’Italia si è giocata il 36% del suo PIL, e cioè della sua ricchezza.

  138. Gianluca

    @ Bruno

    Ha fatto bene a precisare. Mi è tutto più chiaro. Diciamo che siamo molto più vicini di quel che crede, l’unica concessione che le chiedo, potrebbe aspettare altri 15 mesi di governo Monti attendendo la fine del suo percorso e poi riformulare il giudizio?

    Non sono un mago e quanto scrive potrà anche verificarsi ed in quel caso avrà avuto chiaramente ragione, ma dirlo prima assomiglia ad un pregiudizio in quanto è chiaro che in 5 mesi non si può rivoluzionare un paese e fare quel che in 30 anni non è stato fatto.

    Gianluca

  139. Riccardo

    @Antonio
    Non c’è niente da fare, vediamo le cose da punti di vista differenti.
    Un debito è un debito e a qualcuno bisogna sempre rendere conto; io, a casa mia, se non posso garantire un debito o non lo posso garantire come vorrebbero i creditori, non mi indebito; Lo stesso vale anche a casa dei nostri amministratori(di tutti i colori), che però, chissa perche, non lo fanno vale per il bene pubblico che amministrano !!! E a questi diamogli anche la sovranita monetaria !!!
    Svalutare o stampare moneta non sarà un fallimento totale, ma se usato male, vale sempre un fallimento per quanto si svaluta o si stampa moneta, Non si scappa.
    Poi non credo che aver aumento le tasse sia stata la soluzione giusta in un paese dove l’amministrazione pubblica dimostra la sua tragicomica incapacita di offrire servizi almeno decenti al prezzo non modesto di meta pil di tasse.
    Invece bisognava diminuire il peso di chi usa male i soldi e non produce (lo stato) a favore di chi si da da fare e produce (imprese e famigle)

  140. Claudio Di Croce

    L’impazienza e la delusione verso MM sono direttamente proporzionali alla motivazione per la quale è stato nominato da un presidente eletto da un parlamento di nominati.MM non dovrebbe rispondere alle clientele che sorreggono i partiti tradizionali e quindi dovrebbe essere in grado di fare le famose ” riforme ” di cui sento parlare da decenni , senza guardare in faccia nessuno , presentare in parlamento i provvedimenti che ritiene giusti e dire : signori , se vi piace è così e li votate senza emendamenti , se non vi piace me ne vado a casa subito. La lacrimosa EF aveva detto questo di fronte alle barricate della cgil per la riforma delle pensioni , ma di fronte all’alzata di scudi di Bersani pressato dai sindacati sinistri , MM ha calato le brache . Io comincio a pensare che MM pensi ad un futuro politico da Presidente della Repubblica e quindi vuole barcamenarsi con i partiti per non farsi trombare al momento opportuno. Come tecnico si sta rivelando come il film “La corazzata Potemkin ” di fantozziana memoria , come politico non credo sia meglio.

  141. Ecate

    Se le risorse dello Stato fossero state ottimizzate ed evitati sprechi e ruberie, individuando servizi indispensabili per la collettività da un ente inutile o privilegio che serve solo a qualcuno per l’interesse privato è altamente probabile che non ci troveremmo nelle attuali condizioni di debito. E’ stata la gestione priva di controlli ad alimentare il debito. In momenti in cui, cito MM, il rischio era quello di non poter pagare gli stipendi e le pensioni il primo passo è di ridurre tutti gli stipendi e pensioni degli statali al massimo a 3.000 € netti mensili. Non capisco : o la situazione è veramente seria per il paese e quindi lo è per tutti o lo è solo per alcuni costretti a sacrifici con seri problemi di indigenza al fine di consentire taluni, i vari Amato, Dini ecc.. a mantenere il loro elevatissimo tenore di vita.

  142. antonio

    @Riccardo
    Lei ancora non comprende, e me ne duole, che il debito dello stato NON è il debito di una famiglia. Anzi, il debito dello Stato – se tralasciassimo il settore estero – è la RICCHEZZA del settore privato.

  143. Bruno

    @Antonio
    Mi scuso per la mia impreparazione in materia economica che mi spinge a fare una domanda: secondo lei diminuire la spesa pubblica, in particolare la spesa corrente, ed utilizzare le risorse che ne derivano (potrebbero essere tante, anche tantissime) per ridurre le tasse è recessivo? o “non si può” fare? Perchè?

  144. Riccardo

    @antonio
    Con l’esempio dell’amministratore pubblico e del capofamiglia volevo evidenziare il differente atteggiamento nel gestire la cosa pubblica e quella privata.
    Aver fatto debito ha comportatto la responsabilita di pagarne gli interessi per tutti, ma non tutti ne hanno beneficiato allo stesso modo e troppe poche volte per il sincero interesse pubblico.
    Poi se come dice il debito pubblico fosse l’esatto equivalente della ricchezza privata sarebbe troppo facile, ci si potrebbe indebitare quanto si vuole, ma di fatto non è mai cosi nemmeno per gli stati a sovranita monetaria. Un debito deve essere sempre sostenibile senno si fallisce o si svaluta.

  145. Cristiano Radicchi

    Gentilissimo Dott. Giannino,
    uno dei (molteplici) motivi che causano il regolare dilapidarsi dei soldi pubblici è il fatto che i Dirigenti Pubblici, indipendentemente dal comparto a cui essi appartengono (Stato, Regioni, Provincie, etc..) non devono praticamente mai rendere conto ad alcuno delle loro azioni.
    Pertanto, nel prendere le loro decisioni possono cedere facilmente alla tentazione di scegliere la strada più ‘semplice’ anziché quella più efficiente o addirittura,volendo essere un tantino maliziosi, quella più vantaggiosa per loro o per i loro ‘amici’.
    Soluzione:
    Trasformiamo il Contratto di lavoro dei Dirigenti Pubblici in un contratto rigorosamente a termine, diciamo triennale, ripetutamente rinnovabile ma solo nel caso in cui venga positivamente superata una valutazione oggettiva basata sui risultati raggiunti nel triennio.
    Se poi aggiungessimo un’ulteriore regoletta per cui ogni ‘bravo’ Dirigente Pubblico non possa rimanere nello stesso posto per più di 2 rinnovi (6 anni complessivi), allora riusciremmo anche nel fantastico obiettivo di ridurre drasticamente le connivenze e le concussioni/corruzioni che tanti danni arrecano al nostro paese.
    La esorto a proseguire diritto con il suo ottimo lavoro; piano piano sempre più gente inizierà ad aprire gli occhi…..

  146. Ale

    Caro Oscar, cerco di ascoltarti in radio la mattina, la tua è sicuramente la trasmissione più completa e puntuale, i temi economici sono trattati con competenza ineguale.
    Premetto che condivido tutte le tue analisi, tuttavia non capisco in merito alla riduzione strutturale della spesa pubblica quali soluzioni proponi.
    Oltre ai tagli agli sprechi, il miglioramento dell’efficienza, la riduzione dei costi della politica, la redistribuzione dei dipendenti pubblici in base alle reali necessità, tutte cose sacrosante, la realtà è che rimane un numerone impressionante. Per rimpicciolirlo occorre tagliare, e i tagli sono: tagli di risorse (scuola, sanità ecc..) e tagli di personale (licenziamenti). Oggi come oggi questi provvedimenti, se non equilibrati, sono insostenibili, creerebbero un clima da guerra civile. D’altra parte anche provvedimenti equilibrati nel senso di un diverso carico fiscale in base alle possibilità vedrebbero un aumento dei costi dei servizi per le categorie benestanti, le quali contribuiscono già ampiamente (parlo di chi paga regolarmente). Quindi anche se in prima analisi sembrerebbe giusto che paghi di più chi più ha, è comprensibile che chi più ha e già oggi paga caro, si senta defraudato e faccia di tutto per nascondere la sua condizione passando alle fila degli evasori. Certo, poi ci sono gli evasori. Anche qui una soluzione credibile, equilibrata e realistica non è all’orizzonte.
    E quindi come si esce da questa spirale? Lo stato drogato, lo stato ladro, in realtà è un sistema in cui siamo tutti attori e qualunque filo si cerca di tirare rischia di generare un effetto domino di cui nessuno vuole sentirsi colpevole.

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